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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 01 Ottobre 2009
IMPIEGARE LE BANANE NELLA PRODUZIONE DELLA PLASTICA  
 
Ogni anno,dopo la raccolta dei frutti, circa 25. 000 tonnellate di banani vengono buttati nei burroni delle Isole Canarie (Spagna), ma alcuni ricercatori finanziati dall´Unione europea stanno sviluppando una nuova tecnica che dovrebbe rendere possibile usare proprio queste piante scartate per la produzione di oggetti in plastica. I risultati, assolutamente innovativi, aiuteranno gli europei a sviluppare metodi nuovi e sostenibili per la produzione di materiali. La ricerca fa parte del progetto Badana ("Development of an automated process to extract fibres from the waste of banana food production for exploitation as a sustainable reinforcement in injection - and rotomoulded products"), finanziato dall´Unione europea in riferimento al tema "Ricerca a favore delle Pmi" del Settimo programma quadro (7° Pq). Il progetto, avviato nel luglio 2009 e di durata biennale, ha ricevuto finanziamenti per l´ammontare di 1 milione di euro. Al progetto partecipa il Polymer Processing Research Centre della Queen´s University di Belfast. I ricercatori stanno lavorando alla messa a punto di nuove procedure per incorporare i sottoprodotti derivanti dalle piantagioni di banane delle Isole Canarie nella produzione di oggetti in plastica mediante stampaggio rotazionale. Quello dello stampaggio rotazionale è un processo generalmente utilizzato per la produzione di oggetti cavi, come bambole e oggetti d´uso domestico. "Quasi il 20% delle banane consumate in Europa provengono dalle Isole Canarie. Solo sull´isola di Gran Canaria crescono ogni anno circa 10 milioni di banani", ha spiegato Mark Kearns, manager dello stampaggio rotazionale presso il Polymer Processing Research Centre. "Una volta che i frutti sono stati raccolti, la parte restante delle piante finisce tra i rifiuti", ha aggiunto. "Il progetto Badana mira a trovare un utilizzo pratico per queste piante. Le fibre naturali contenute al loro interno potrebbero essere sfruttate per la produzione mediante stampaggio rotazionale di materiali plastici utilizzati per creare oggetti di uso quotidiano, quali taniche per la benzina, bidoni con ruote per la raccolta dei rifiuti, parchi acquatici, coni stradali, bambole in plastica e numerosi tipi di barche", ha confermato il dottor Kearns. "Le fibre del banano saranno lavorate e trattate per poi essere aggiunte a una miscela di materiali plastici e inserite tra due spessi strati di plastica pura in grado di garantire proprietà strutturali eccellenti . A beneficiare di questa innovazione non saranno solo le Pmi, ma anche l´ambiente. Il dottor Kearns ha spiegato che grazie a questa tecnica all´avanguardia verrà ridotta in modo significativo la quantità di polietilene utilizzata nello stampaggio rotazionale. Si arriverà dunque ad "un´era nuova e più ecocompatibile per la produzione di materiali plastici mediante stampaggio rotazionale". Inoltre, la tecnica sviluppata dal progetto Badana contribuirà ad aumentare i margini di profitto dei proprietari delle piantagioni che saranno presto nella condizione di vendere i milioni di piante che andrebbero normalmente buttate dopo il raccolto. Infine, l´iniziativa dovrebbe contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro nella regione. Il progetto ha visto la collaborazione, oltre a quella dei ricercatori del Regno Unito, di ricercatori provenienti da Bulgaria, Spagna e Ungheria. Per maggiori informazioni, visitare: Badana: http://www. Badana. Eu/ Queen´s University Belfast: http://www. Qub. Ac. Uk/ .  
   
   
VDA: PRECISAZIONI DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI IN MERITO ALLA NOTIZIA ANSA “AGRICOLTURA: BLOCCATE IN VDA INDENNITA’ PER PREPENSIONAMENTI”  
 
 Aosta - In riferimento alla notizia Ansa dal titolo “Agricoltura: bloccate in Vda indennità per prepensionamenti”, pubblicata ieri, l’Assessorato dell’agricoltura e risorse naturali intende precisare quanto segue. La notizia fa riferimento ad una misura a favore di agricoltori che intendono beneficiare di un premio per il prepensionamento, citando non meglio precisate norme dell’Unione Europea e una altrettanto imprecisata norma regionale, nonché una serie di importi e criteri applicativi recanti diverse imprecisioni. Ai fini di una corretta informazione, va specificato innanzitutto che tale misura è prevista dal Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 e dalla precedente edizione dello stesso (Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006). Nello specifico, le domande non ancora liquidate a cui fa riferimento la notizia sono relative al Psr 2000-2006: si tratta di sei domande per le quali l’Assessorato ha ultimato l’istruttoria di competenza e che ora sono giacenti, per le rispettive liquidazioni, presso l’Organismo Pagatore (Agea) con il quale l’Assessorato è costantemente in contatto. Proprio grazie al continuo e reciproco scambio di informazioni con l’Agea, è possibile precisare, quindi, che anche l’affermazione riportata all’ultimo paragrafo della notizia, ossia “l’Agea, secondo quanto riferito dagli interessati, non avrebbe i fondi necessari”, risulta priva di fondamento, trattandosi infatti, come sopra evidenziato, di problematiche di tipo procedurale di competenza dello stesso Organismo Pagatore. .  
   
   
BASILICATA, VITI: MINISTRO ZAIA CONVOCHI REGIONI CEREALICOLE  
 
L’assessore Regionale all’Agricoltura Vincenzo Viti ha rinnovato l’invito al Ministro Zaia a convocare le cosiddette “Regioni cerealicole” (Basilicata, Puglia, Molise, Sicilia) al fine di affrontare il grave problema della crisi di mercato che colpisce il settore (penalizzato di oltre il 50% sul piano delle quotazioni rispetto a quelle registrate qualche anno addietro soprattutto per quel che attiene il grano duro. Senza contare l’esponenziale aumento dei costi e l’attacco che alle produzioni cerealicole viene, sia dall’importazione dai paesi axtracomunitari e sia dalle speculazioni). Si tratta, -aggiunge l’Assessore Viti- che ha provveduto ad informare tempestivamente il collega pugliese Stefano nella sua qualità di coordinatore degli Assessori italiani, di affrontare la questione cerealicola “nel quadro del piano cerealicolo nazionale del quale non si hanno notizie”. “Sarà l’occasione per spingere verso l’adozione di misure coordinate che valgano ad aprire la strada per una ripresa di valore delle produzioni, utilizzando tutte le potenzialità e le relazioni di filiera che a livello nazionale sono state finora sottovalutate o ignorate, con il risultato di un crescente e preoccupante abbandono delle produzioni”. “Per queste ragioni ho sottoposto al Ministro delle Politiche Agricole, nel corso di un recente incontro, l’urgenza di dar luogo ad una forte iniziativa che coinvolga le Regioni interessate”. .  
   
   
CESSIONE DEL 80% DI GFM INDUSTRIA SPA AL FONDO OPERA  
 
Antichi Pellettieri comunica che in data 28 settembre è stato perfezionato un accordo vincolante per la cessione dell’intera partecipazione detenuta da Antichi Pellettieri, per il tramite della controllata Enrico Mandelli Spa, pari all’80% di Gfm Industria Spa. Il prezzo base per il 100% di Gfm Industria Spa da corrispondersi al closing, atteso per la fine di ottobre, è pari ad euro 8,150 milioni ed è previsto il pagamento di un eventuale complemento prezzo fino ad un massimo di euro 7 milioni subordinatamente al verificarsi di talune condizioni di natura commerciale relative al futuro sviluppo della società. Gfm Industria Spa è attiva nella produzione e distribuzione di abbigliamento donna di alta gamma sia tramite i propri brands Ter-et-bantine e Hache che sulla base di contratti di licenza tra cui Anglomania by Vivienne Westwood; Gfm ha realizzato nell’esercizio 2008 un fatturato di circa €18,5 mln con un ebitda del 16% circa. La cessione di un’attività del segmento apparel rientra nella strategia di Antichi Pellettieri di focalizzazione sulle attività core della divisione di borse, accessori, e calzature. La produzione e distribuzione di collezione di abbigliamento di lusso rimarrà il core business della controllante, Mariella Burani Fashion Group Spa. L’operazione non è soggetta ad autorizzazioni antitrust. Antichi Pellettieri è stata assistita nell’operazione dallo studio legale Bonelli Erede Pappalardo, Opera Sgr è stata assistita da Mbl & Partners e da Dvr Capital. .  
   
   
BOLZANO: CENTRO DI SPERIMENTAZIONE AGRARIA E FORESTALE LAIMBURG, AL LAVORO IL NUOVO DIRETTORE  
 
Giovedì 1° ottobre, entra in servizio il nuovo direttore del Centro di sperimentazione agraria e forestale Laimburg. Si tratta del 35enne Michael Oberhuber, che si aggiudicato il concorso al quale hanno partecipato altre 15 persone. Oberhuber, originario di Valdaora, prende il posto di Josef Dalla Via, che aveva rinunciato all´incarico per motivi di salute. Dopo l´era Dalla Via, terminata ufficialmente nel 2008, la guida del Centro di sperimentazione Laimburg era stata temporaneamente affidata al suo vice Klaus Platter, il quale ha garantito in questi mesi la continuità nell´attività di ricerca scientifica. Da domani, però, entra in servizio il nuovo direttore del centro. Si tratta di Michael Oberhuber, 35 anni, nato a Valdaora. Laureato in chimica all´Università di Innsbruck, Oberhuber ha proseguito i propri studi negli Stati Uniti, dove ha effettuato principalmente attività di ricerca, per poi trasferirsi presso un´azienda farmaceutica di Kundl, nel Tirolo del Nord, dove si è messo in luce grazie alle sue ottime qualità. Fondato nel 1975, il Centro di sperimentazione agraria e forestale Laimburg, attraverso la ricerca applicata e l´attività di sperimentazione in tutti i rami dell´agricoltura alpina, ha il compito di individuare le soluzioni più adatte ai problemi delle piccole e grandi aziende agricole altoatesine, di proporre innovazioni e di illustrare nuove possibilità di sviluppo. Il Centro di sperimentazione Laimburg, è un´azienda speciale dell´Amministrazione provinciale con personalità giuridica ed autonomia amministrativa, e per poter svolgere i suoi compiti, poggia su tre importanti pilastri. Alla base c´è l´azienda agricola Laimburg che, con la propria superficie e quella di oltre 20 aziende periferiche, mette a disposizione della sperimentazione agraria, seconda colonna portante del Centro, le sue infrastrutture per tutto il lavoro da svolgere sul campo. La terza colonna è la chimica agraria, che si occupa della soluzione di problemi del prossimo futuro in stretta collaborazione con la ricerca. "Come istituto di ricerca, azienda produttrice e centro di formazione professionale e di consulenza - spiegano dalla Laimburg - svolgiamo il ruolo di garante per un´agricoltura moderna e sostenibile dal punto di vista ecologico ed economico". .  
   
   
AGRICOLTURA, GLI ITINERARI DEI GUSTI E DEI PROFUMI IN UN CONVEGNO GIOVEDÌ 1 OTTOBRE A LEVANTO  
 
Riguarderà anche il territorio del levante ligure il progetto Terragir, il primo finanziamento a disposizione degli itinerari dei gusti e dei profumi in Liguria per svolgere attività di animazione e sensibilizzazione e stimolarne la nascita. Se ne parlerà domani, giovedì 1 ottobre presso il convento della Ss. Annunziata a Levanto dalle 9,30 alle 12 nel corso di un convegno specifico a cui parteciperanno, tra gli altri, l´assessore all´agricoltura della Regione Liguria, Giancarlo Cassini, il sindaco di Levanto, Maurizio Moggia, l´assessore all´agricoltura e al turismo della Provincia di Spezia. Il convegno servirà a fare il punto su una rete transfrontaliera di itinerari per la valorizzazione e la commercializzazione dei prodotti rurali tipici di qualità. .  
   
   
1ST EUROPEAN FRUIT SUMMIT 6 OTTOBRE 2009 ORE 10 CESENA – MACFRUT OLTRE 20 PAESI DEL MONDO RAPPRESENTATI E 300 PERSONE ACCREDITE PER IL PRIMO SUMMIT DELL’ORTOFRUTTA  
 
 A Cesena Il Summit dell’ortofrutta organizzato da Regione, Cso e Macfrut sta destando un grande interesse tra gli operatori del settore in tutto il mondo. Esso rappresenta infatti un’ occasione unica per discutere con i protagonisti del mercato mondiale sui temi scottanti in gioco oggi nel settore. A fronte di una esposizione sintetica dei dati di previsione e di consuntivo elaborati da Cso seguiranno panel di approfondimento con relatori d’eccezione. Ad ascoltare sarà una platea composta da addetti ai lavori di tutto il mondo operanti sull’intera filiera produttiva, sono rappresentati ad oggi i seguenti paesi: Egitto, Giappone, Qatar, Francia,spagna, Emirati Arabi, Argentina, Tunisia, Venezuela, Nigeria, Algeria, Libano, Russia, Germania, Regno Unito e Ungheria. Il successo dell’iniziativa messa in campo per la prima volta in Italia mette in luce l’importanza di un settore in forte evoluzione in tutto il mondo e dove l’Italia ricopre un ruolo di primo piano con oltre 13 miliardi di euro di Produzione Lorda Vendibile pari al 28% dell’intera Plv agricola nazionale. Il ruolo dell’Italia si conferma di primo piano anche per l’indotto della filiera ortofrutticola con imprese leader a livello mondiale nel settore packaging e nelle macchine per la lavorazione della frutta. Non è un caso che al Summit sia previsto anche un intervento del Consorzio Bestack, consorzio volontario italiano tra aziende produttrici di cartone ondulato con il compito di mettere in luce il valore dello sviluppo di politiche di sostenibilità ambientale e tutela del consumatore finale peressere competitivi sui mercati a maggiore valore aggiunto e contribuire a difendere le produzioni di qualità. L’importanza dell’Italia per l’ortofrutta avvalla l’idea, lanciata recentemente dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni, di realizzare un G20 in Italia, al Macfrut 2010. Curriculum Relatori Summit Gianni Amidei Dopo anni trascorsi all’ufficio commerciale del Conerpo di cui divenne responsabile commerciale nel 1980, forte dell’esperienza acquisita, nel 1990 contribuì alla nascita della cooperativa Emiliafrutta di Castelfranco Emilia di cui divenne il primo Direttore Generale. Nel 1994 Amidei diventò direttore Generale della P. A. F. E in questo ruolo ha dato seguito e realizzato le successive operazioni di fusione che hanno portato la storica cooperativa faentina a divenire nel 1999 Intesa e nel 2007, dopo ulteriore fusione per incorporazione con Emiliafrutta di Castelfranco Emilia ed Agrifrut di Cesena, a dar vita a Agrintesa Soc. Coop. Agricola. Amidei è inoltre Consigliere delegato di Alegra Soc. Coop. Agricola – business unit di Apo-conerpo, Presidente della Compagnia della Frutta Spa (marchio Made in Blu) e Amministratore Delegato di Valfrutta Fresco Spa Consortile. Ricopre inoltre ruolo di consigliere in diverse società del comparto. In ambito C. S. O, dalla sua costituzione, ricopre il ruolo di coordinatore T. O. R. (Tavolo Ortofrutticolo Regionale) settore pesche-nettarine. Joan Panades Dopo aver conseguito la laurea in economia e amministrazione aziendale, Joan Panades Espasa, estende la sua carriera nel 1998, partecipando al programma di Advanced Managements - Amp, nella scuola internazionale di Esade. Questo programma gli permise di specializzarsi sempre più nella gestione generale d’azienda acquisendo ulteriori specifiche sulle cooperative agricole nel 2008/2009, nell´ambito del programma Executive Education, Esade. Nel 1992 divenne capo del Dipartimento Internazionale della Camera del Lleida di Commercio. Dopo 12 anni di esperienza è stato nominato Direttore Responsabile di Aop-catalogna Qualität, Associazione Catalana di produttori di frutta. Dal 2007 ad oggi è Direttore Generale di Fruit de Ponent. Fruits de Ponent Sccl, produce e commercializza l´intera produzione delle cooperative produttrici dal 1992. Membro di diversi gruppi di lavoro della Associazione Catalana Opfh Aop - Catalogna Qualität, membro di Areflh per le attività commerciali e promozionali del gruppo di lavoro, segretario esecutivo del comitato esecutivo dell´associazione di promozione del consumo di frutta "5 al dia" e membro del comitato esecutivo frutta e verdura Aecoc. Enrico Finzi Milanese, laureato in filosofia, giornalista professionista, è presidente di Astra Ricerche (indagini sociali e di marketing, scenari e consulenza). È stato sino a fine 2008 presidente nazionale della Tp, l’organizzazione che dal 1945 rappresenta i professionisti della comunicazione. Ha avuto esperienze di docenza universitaria, di direzione di istituti di ricerca (Fondazione Agnelli, Società di Studi Politici, Intermatrix), manageriali (direttore marketing del Gruppo Rizzoli-corriere della Sera), giornalistiche (Il Sole24ore, L’espresso). È autore di saggi e studi di sociologia, marketing e storia contemporanea: il più recente, ‘Come siamo felici’ (Sperling & Kupfer - 2008), è un’analisi della italian way to happiness. Philippe Lowette Laureato in ingegneria commerciale nel 1985 presso l’Università di Leuven in Belgio dal 1986 al 1994 ricopre la carica di vice direttore presso il Belgische Fruitveiling Bfv. Nel 1994 fonda la compagnia Belexport in Borgloon, export-company di prodotti ortofrutticoli. Membro del tavolo di direzione di Vbt (Verbond Belgische tuinbouwveiling), Fast Fresh Fruit e Fruitbiz. Be (cooperation Veiling Borgloon and Bfv). Dal 1998 ricopre la carica di direttore generale di Bfv, ruolo che ricopre tutt’ora. Luca Granata Nato a Rovigo, il 08. 12. 59, dopo la maturità classica, nel 1983 consegue la laurea in Scienze Agrarie con il punteggio di 110 e lode presso l’Università degli Studi di Padova. Dopo alcune esperienze lavorative in ambito universitario, nell’insegnamento nella Scuola Superiore e nell’assistenza tecnica in frutticoltura, nel 1988 entra nel reparto commerciale di Dupont de Nemours, multinazionale americana leader nel settore della life-science e della ricerca applicata. Nei 14 anni di attività con Dupont assume ruoli di crescente responsabilità nel reparto commerciale, nel marketing ed in particolare nell’ambito della gestione aziendale – sia a livello di Business Units che di Corporate – prima in Italia e poi in Francia e Rep. Ceca. Dal 2002 è in Melinda dove ha guidato l’implementazione del Progetto Strategico 2002-2005 (oltre 60 milioni € di investimenti in 3 anni; re-engineering completo del Reparto Lavorazione Prodotto; bilanciamento della share nei Mercati target e per i diversi canali distributivi; ridefinizione del posizionamento di marketing; adeguamento dell’assetto varietale; revisione dell’organigramma e dei principali processi amministrativi e di controllo interno). Il team Melinda – oltre 1. 000 persone tra dirigenti, impiegati ed operai – ha raggiunto durante ciascuno degli ultimi 7 esercizi tutti gli obiettivi - commerciali e non – prefissati dallo Staff di Direzione e dal Consiglio di Amministrazione raddoppiando il volume delle esportazioni e consolidando la propria leadership nel Mercato italiano delle mele. Gerhard Dichgans Dopo aver studiato economia all´Università di Friburgo (Germania), Gerhard Dichgans trascorso cinque anni con una società multinazionale di cereali a Milano e Amburgo. Nel 1985 è entrato a far parte di Vog, dove inizialmente ha ricoperto il ruolo di export manager prima di diventare direttore delle vendite. Nel 1990 è stato nominato Amministratore Delegato del Vog, l´Associazione cooperativa produttori di frutta altoatesini. Alain Vialaret Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria agroalimentare presso il conservatorio delle arti e dei mestieri. Dal 1976 al 1989 ricopre la carica di consigliere del Centro di gestione e dell’economia rurale du Tarn et Garonne. Nel 1990 ha ricoperto la carica di direttore della Cave cooperative de Fronton. Dal gennaio 1991 ricopre la carica di direttore del gruppo Blue Whale società che genera un giro d’affari di oltre 140 milioni di €. Renzo Piraccini Renzo Piraccini è nato a Cesena il 6/1/1950, dal Maggio del 1995 ricopre la responsabilità di Direttore Generale di Apofruit Italia, impresa cooperativa, all’interno della quale ha percorso tutta la propria carriera professionale fin dal 1975: da tecnico di campagna a operatore commerciale, da responsabile commerciale a direttore marketing. Apofruit Italia è una delle imprese leader del settore ortofrutticolo, questi i dati 2007: 250. 000 tonnellate di frutta e verdura lavorate in 12 stabilimenti in Romagna, Emilia, Lazio e Metaponto, un fatturato consolidato di 230 milioni di euro, 160 dipendenti fissi e oltre 2200 dipendenti stagionali. Dal novembre del 2000 è Presidente del Consorzio Almaverde Bio Italia, che si occupa della gestione e promozione del marchio “Almaverde Bio” e che associa attualmente 12 imprese di diversi settori merceologici. Almaverde Bio è leader, in Italia, nel comparto del biologico. Dal Giugno del 1998 ricopre la carica di Consigliere Delegato del Centro Servizi Ortofrutticoli (C. S. O. ) di Ferrara, società di servizi nazionale a cui aderiscono le più importanti Organizzazioni di Produttori italiane. Da Giugno 2008 è Presidente della cooperativa Cpr System di Ferrara, la più grande impresa europea nel settore degli imballaggi di plastica riutilizzabili per il settore ortofrutticolo, che associa circa 1000 imprese della filiera e realizza oltre 100 milioni di movimenti annui. Da Febbraio 2002 a Maggio 2008 ha ricoperto la carica di Presidente della Mediterranean Fruit Company, consorzio che associa 27 imprese del settore ortofrutticolo e promuove l’internazionalizzazione nel bacino del mediterraneo. La Mfc ha propri uffici in Egitto (Il Cairo), Turchia (Adana) e Tunisia (Tunisi). E’ membro dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura e del Tribunato di Romagna. François Lafitte Dottore agronomo presso l’Isa di Purpan (Toulouse), produttore di actinidia è presidente della cooperativa Kiwis Fruit de France uno dei principali leader della produzione di kiwi. Ricopre la carica di presidente del gruppo Primland, ufficio vendite del kiwi, asparago, mais dolce e carote; presidente dell’associazione dei produttori di Francia Fedecom e dell’associazione dell’organizzazione dei produttori del sud-owest Apfelso. Ricopre la carica di amministratore di Areflh, Iterfel e Ctifl. Tra le varie attività anche la gestione di importanti tematiche della filiera produttiva legate alla commercializzazione e produzione, a favore della creazione di un partenariato internazionale e l’apertura di relazioni commerciali attraverso il tavolo di lavoro promosso da l’Areflh Luc Clerx Luc Clerx è Direttore Generale di Zespri Europa a partire dal gennaio 2003. Ha iniziato la sua carriera nel settore nell’ambito della “New Zealand apple and pear marketing board”, in Belgio, per poi entrare a far parte della struttura marketing e commerciale della “New Zealand Kiwi Marketing Board” ad Anversa nel 1990. Da allora ha ricoperto diversi ruoli, tra cui Regional Manager per il Nord Europa dal 1995 e Vice Direttore Generale dal 2001, conquistando notorietà a livello europeo. Luc Clerx ha conseguito la Laurea in Filologia romanza - Linguistica e Letteratura e ha svolto attività di docente e vice-preside in Francia. Nel 2002 ha conseguito il Mba in “General Management for Internation Executives” presso l´Insead Francia. Zespri International Limited è il maggior distributore mondiale di kiwi, con vendite in oltre 60 paesi. Juan Aparisi Server Nato il 27/10/1956 ricopre la carica di direttore di produzione nella ditta produttrice e di commercializzazione di agrumi e fragole Borras et Fils dal 1. 977 fino al 1. 980. Direttore di “Frutas 10”, commercializzando agrumi dal 1. 980 fino al 1982. Venditore indipendente di frutta ed ortaggi nel 1983. Responsabile qualità delle merci preso Anecoop S. Coop dal 1984 fino al 1996. Dal 1997 fino al 2004, responsabile commerciale dell’import-export area sud-America, degli Stati Unitti, Canada, Polonia e Gran Bretagna. Dal 2. 005, responsabile commerciale gruppo Italia dell’ufficio vendite dell’Anecoop. Salvo Laudani Giornalista pubblicista, dal 1998 è responsabile marketing Oranfrizer. Nel 1996 diviene membro del direttivo Gruppo Giovani industriali, consigliere per le relazioni esterne. Il bienno 1998- 2000 lo vede ricoprire la carica di vice presidente Gruppo giovani industriali di Catania. Successivamente partecipa nel 2003 al Master Sviluppo Imprenditoriale - Helmut Rauch. Dal 2001 sino al 2009 ricopre la carica di membro del consiglio direttivo della Scarl “Almaverde Bio”. Dal gennaio 2007 è membro del consiglio direttivo del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp. Consulente settore agrumi Italia in Freshfel Europe e tuttora coordinatore Commissione Comunicazione e Promozione nonché consigliere nazionale di Fruit Imprese, Associazione Imprese Ortofrutticole Philippe Binard Philippe Binard è attualmente il delegato generale della Freshfel Europa (www. Freshfel. Org). Questa associazione è l’organo di rappresentanza che incorpora più di 200 membri (associazioni e imprese) del settore dei prodotti ortofrutticoli freschi. Philippe Binard ha una formazione giuridica ottenuta presso l´Università di Lovanio (1984), e si unì a Cimo (Associazione degli importatori ortofrutticoli europei) nel 1987, dopo vari corsi di formazione sia nel settore pubblico che privato. Divenne direttore generale di questa organizzazione nel 1992. Nel 2001, è stato nominato direttore generale dei Freshfel Europa, la nuova associazione ha lanciato la piattaforma unica per il settore europeo dei prodotti freschi. Oltre alle sue responsabilità in seno a Freshfel Europa, Philippe Binard è anche responsabile di altre associazioni professionali, vale a dire Ecbta (European Banana Trade Association), Wapa (World Apple e Pear Association - www. Wapa-association. Org) e Shaffe (Association of Southern Hemisphere Esportatori di frutta fresca - www. Shaffe. Net). Egli è stato anche il segretario generale della Ecsla (European Cold Storage and Logistics Association - www. Ecsla. Be) dal 1989 al 2002. Marco Salvi Marco Salvi è nato a Cenate Sotto (Bg) il 27/09/1964 - Direttore Generale di Unacoa S. P. A. - Consigliere e Membro di giunta di Fruitimprese - Responsabile del comparto Servizi alla produzione di Fruitimprese - Presidente di Cpr System dalla costituzione nel 1998 al 2008 Pietro Ciardiello Pietro Paolo Ciardiello si è laureato in Agraria presso l´Università di Napoli nel 1986. Al suo inizio è stato coinvolto come consulente agli agricoltori associati della Cooperativa Sole acquisendo una grande esperienza nei sistemi di coltivazione delle fragole e nella gestione integrata. Dopo aver frequentato un master in marketing e commercializzazione di frutta fresca e verdura, dal 1994 egli è il direttore generale della società all’interno della quale esercita le sue competenze nella pianificazione della produzione e nelle strategie di business. .  
   
   
CANESTRATO DI MOLITERNO FRA I GRANDI FORMAGGI ITALIANI  
 
- "Le dichiarazioni del ministro Zaia con la quale annunciano che il Canestrato di Moliterno diventerà a breve Igp, corona l´impegno dei produttori lucani e della Regione Bailicata inteso a valorizzare un prodotto di altissimo livello che si è imposto nel panorama dei grandi formaggi italiani insieme al Pecorino di Filiano. La procedura relativa al riconoscimento ha tempi ravvicinati e si consoliderà nel giro di qualche mese. Pe queste ragioni le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole ci confortano e ci spingono a proseguire sulla strada della valorizzazione dei prodotti tipici, a partire dall´Aglianico che dovrebbe entro l´anno ricevere il riconoscimento di Ocg e dell´Olio di Majatica che dovrebbe rientrare anch´esso in breve lasso di tempo fra i prodotti Dop" .  
   
   
PESCA: ACCORDO CON EGITTO PER ATTIVITA’ FLOTTA SICILIANA  
 
Palermo – Parte il 30 settembre l’accordo di cooperazione internazionale che consentirà a sei pescherecci siciliani d’alto mare di poter pescare liberamente nelle acque territoriali egiziane. Gli accordi di cooperazione firmati con Egitto e la Tunisia consentiranno ad alcuni armatori del distretto di Mazara del Vallo di utilizzare le zone di libero scambio individuate: “E’ un risultato che avrà importanti ricadute su tutte le altre attività legate alla filiera ittica”, ha spiegato l’assessore alla Pesca della Regione siciliana, Titti Bufardeci. “Questo è il primo segno –ha continuato - di una moderna e innovativa politica del mare portata avanti dalla Sicilia. Prima di tutto, serve a confermare il ruolo di primo piano della nostra regione, in termini di partenariato, grazie ai rapporti bilaterali e multilaterali sviluppati con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo”. A bordo dei sei pescherecci siciliani lavoreranno circa sessanta marittimi. “Metà della manodopera è siciliana – ha affermato Bufardeci – ma a bordo ci saranno anche marittimi egiziani e tunisini. E’ la prova concreta di un modello culturale di integrazione che parte proprio dalla Sicilia”. In termini operativi, la flotta siciliana, che ha una capacità di perlustrazione dei fondali dai 500 ai 1000 metri di profondità, può assolvere a compiti anche a compiti di ricerca. “L’idea guida è quella di costituire un hub euro mediterraneo della pesca – ha spiegato Bufardeci – che veda la Sicilia e la sua marineria in prima fila, creando dei raccordi operativi, produttivi e commerciali sull’intero bacino. Una sfida di sviluppo nel segno della modernità, che si adatta coerentemente alle linee guida dell’Unione Europea. Con questa diversificazione territoriale, la nostra marineria, forte di esperienze secolari e di un know how che coniuga tradizione e innvovazione tecnologica, amplia la sua area d’azione e riuscirà ad estendere lo sforzo di pesca, raggiungendo anche l’importante obiettivo di una salvaguardia degli stock ittici”. “Una politica della pesca basata sulla cooperazione internazionale – ha concluso l’assessore – migliorerà anche le relazioni internazionali con i paesi rivieraschi, riducendo il grado di conflittualità e i rischi di sequestro per la nostra flotta”. .  
   
   
AGRICOLTURA: DOPO 15 ANNI I CONSORZI SICILIANI SI DOTANO DEI PIANI DI CLASSIFICA  
 
Palermo - Dopo 15 anni sono stati approvati con decreto i primi quattro Piani di classifica previsti dalla legge regionale 45 del 1995 e redatti dal dipartimento Interventi infrastrutturali dell’assessorato all’Agricoltura. Sono gli strumenti che consentiranno di valutare la giusta ripartizione contributiva tra i beneficiari dei servizi (infrastrutture e impianti) messi a disposizione dai consorzi. Degli undici consorzi siciliani, destinatari dei primi quattro piani sono i consorzi di bonifica di Caltagirone, Catania, Messina e Siracusa. Entro la fine dell’anno saranno pronti gli altri piani per i sette consorzi rimasti. Dopo circa due anni di rilievi ed elaborazioni per stimare e valutare le caratteristiche territoriali ed economiche delle varie aree, necessarie alla stesura dei piani “Finalmente - spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino - non solo alcuni, ma tutti destinatari dei servizi pagheranno i contributi dovuti ai consorzi, e non più forfettariamente come è sempre avvenuto, gravando in modo diverso nelle tasche dei vari contribuenti. Le somme da pagare ora saranno ripartite secondo un reale beneficio sia in termini irrigui che di bonifica idraulica (smaltimento di eccessi d’acqua nei periodi di alluvioni e di piena)”. “Alcuni consorzi, fino ad oggi, hanno riscosso poco e male – prosegue Cimino – e, in alcuni casi, non hanno riscosso addirittura niente rispetto ai servizi realizzati. I piani consentiranno di rimpinguare le casse dei consorzi, le cui spese di gestione sono sempre gravate pesantemente nelle casse della Regione, che ne ha sempre coperto circa il 90 per cento, contrariamente a quanto avviene in altre regioni, dove i consorzi gravano mediamente per il 50 per cento, e in alcuni casi di regioni più virtuose il gettito di contributo per la gestione si aggira intorno al 30 per cento”. “Inoltre – sottolinea l’assessore - nei piani, è previsto che anche i proprietari di immobili extra agricoli paghino la loro quota perché anche loro godono degli stessi servizi riguardo lo smaltimento delle acque. Un’equa e razionale ridistribuzione delle somme da pagare e dei beneficiari reali alleggerirà anche la pressione contributiva degli agricoltori”. .  
   
   
CACCIA IN DEROGA A STORNO E TORTORA DAL COLLARE: CIA E CONFAGRICOLTURA PRESENTANO OPPOSIZIONE AL RICORSO D’URGENZA PRESENTATO AL TAR DELL’EMILIA-ROMAGNA DALLE ASSOCIAZIONI LAV, LAC ED ENPA “TROPPI DANNI E SOLO PARZIALMENTE RISARCITI, PERCHÉ TANTO ACCANIMENTO VERSO GLI AGRICOLTORI DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE?”  
 
Caccia in deroga: Cia e Confagricoltura dell’Emilia-romagna impugnano l’arma della giurisprudenza e presentano opposizione al ricorso d’urgenza presentato al Tar (Tribunale amministrativo regionale) dell’Emilia-romagna dalle associazioni Lav (Lega anti vivisezione), Lac (Lega anti caccia) ed Enpa (Ente nazionale protezione animali). Il ricorso presentato dagli animalisti, infatti, è finalizzato all’ottenimento della sospensiva della Delibera della Giunta della Regione Emilia-romagna che regolamenta la caccia in deroga alla specie storno in alcuni comuni delle province (esclusa Piacenza) della regione ed alla specie tortora dal collare nelle province di Forlì-cesena, Ravenna e Rimini. “In considerazione degli ingenti danni che questi volatili arrecano alle coltivazioni e che solo parzialmente vengono risarciti – scrivono Cia e Confagricoltura - non si comprende l’accanimento di certe associazioni, che si definiscono ambientaliste, nel voler impedire un’attività di prelievo che può ridurre l’onere a carico degli agricoltori. Tale insistenza – proseguono Cia e Confagricoltura - è ancor più incomprensibile alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che, in merito ad analogo ricorso presentato lo scorso anno, aveva confermato la correttezza dell’operato della nostra Regione”. .  
   
   
“CIOCCOLATO” – EDIZIONE 2009 SINTESI DELL’ANDAMENTO DELLA DOMANDA  
 
 Il settore del cioccolato ha mostrato nel 2008 un lieve calo a volume dei consumi interni ed una buona crescita a valore, dovuta essenzialmente all’incremento dei prezzi delle materie prime. I semilavorati nel 2008 arrestano il trend di crescita. In dettaglio è aumentata la domanda di cacao in polvere (8,8%). Fra i prodotti finiti, i segmenti che hanno manifestato buone performance sono le tavolette (+2,1%), gli snacks (+1,2%) e le creme da spalmare (+0,4%). Cala del 2,5% la domanda di uova e soggetti cavi e del 2% la domanda di cioccolatini Nel quinquennio 2004-2008, la produzione settoriale ha mostrato la crescita maggiore dell’intero comparto dolciario, trainata soprattutto dal consumo di creme spalmabili, con un forte sviluppo nell’area fondente. Nei prodotti finiti la competizione è molto forte e le aziende fanno leva sui fattori innovazione e diversificazione dell’offerta, puntando ad una forte segmentazione del mercato per conquistare nuovi target e per creare nuove occasioni di consumo Nei semilavorati la competizione si gioca sul rapporto qualità/prezzo; a ciò nei laboratori artigianali si aggiunge l’attività promozionale e la politica di prodotto. Il mercato del cioccolato risente solo in parte della attuale crisi economica , in virtù del fatto che i prodotti settoriali soddisfano in modo prioritario bisogni di carattere edonistico/autogratificante. Nel 2009, la domanda complessiva di cioccolato (prodotti finiti), considerando i diversi fattori (calo dei prezzi finali dei prodotti, riduzione della spesa alimentare, inversione di tendenza delle importazioni) dovrebbe registrare una sostanziale stabilità dei volumi. Dati Di Sintesi
Numero di imprese 140
Numero di addetti 18. 000
Numero di addetti per impresa 129
Valore della produzione, a prezzi di fabbrica 2008 (Mn. Euro) 3. 424,1
Variazione media annua della produzione 2008/2004 (%):
· in quantità 2,3
· in valore 3,5
Fatturato per addetto (‘000 euro) 190,2
Valore aggiunto (Mn. Euro) 715,6
Valore aggiunto per addetto (‘000 euro) 39,8
Quota della produzione prime 4 imprese(a) (%) 59,3
Quota della produzione prime 8 imprese(a) (%) 67,6
Export/produzione(b) (%) 35,7
Import/consumo(b) (%) 49,3
Valore del mercato, a prezzi di fabbrica 2008 (Mn. Euro) 3. 345,5
Valore del mercato, a prezzi finali 2008 (Mn. Euro) 4. 683,7
Variazione media annua del mercato 2008/2004 (%):
· in quantità 2,6
· in valore 2,5
Quota di mercato prime 4 imprese/gruppi(a) (%):
· prodotti finiti 61,5
Quota di mercato prime 8 imprese/gruppi(a) (%):
· prodotti finiti 68,3
Previsioni di sviluppo del mercato:
· 2009/2008(b) stabile
· tendenza di medio periodo Lieve crescita
a) - in valore b) - in volume Fonte: Databank .
 
   
   
CONCORSO NAZIONALE “I PRIMI D’ITALIA”  
 
 L’assessorato alle Risorse Agroalimentari, Area Politiche per lo Sviluppo Rurale, con la finalità della promozione e valorizzazione del territorio ha partecipato al festival nazionale “I Primi d’Italia 2009”, svolto a Foligno. Nei quattro giorni dedicati al festival, nei chiostri e palazzi medievali della città umbra, sono stati organizzati i Villaggi del Gusto e la Regione Puglia nel suo “Villaggio orecchiette e tipicità pugliesi” ha deliziato i palati dei visitatori con piatti tipici della cucina pugliese. Inoltre, alla presenza di un numeroso e attento pubblico è stato realizzato il concorso “L’orecchietta più veloce del west”, che ha visto la partecipazione di abili e veloci donne pugliesi preparare le orecchiette. Molte le iniziative che si sono svolte durante il festival dedicato alla pasta, la “regina della tavola”:lezioni di cucina, spettacoli e mostre itineranti, dove le regioni hanno avuto un comune obiettivo: presentare le proprie tipicità, la propria cultura e la creatività dei migliori chef della cucina italiana. Con la partecipazione a questa iniziativa –ha detto l’assessore Dario Stefàno- si consolida l’attenzione dell’Assessorato alla valorizzazione e promozione delle tipicità della regione, che hanno un profondo legame con le tradizioni plurisecolari della civiltà contadina e di quella marinara, con l’obiettivo di far conoscere prodotti che si fregiano dei marchi Dop e Igp”. .  
   
   
FOODIES: LA PASSIONE PER IL CIBO AL TEMPO DI INTERNET  
 
Sono ben 4 milioni e mezzo. Un vero esercito che cresce al ritmo di 250. 000 persone l’anno. E sono al centro della rivoluzione silenziosa fotografata dalla prima ricerca sul mondo dei neoappassionati del food & drink voluta da Negroni, il celebre brand della stella, e realizzata dall’istituto Gpf. Amano il cibo da mangiare ma anche da scoprire e conoscere più a fondo…. Ecco dove fanno la spesa, quale tipo di cucina apprezzano, quante volte pranzano o cenano fuori casa. Per loro internet e il passaparola sono una fonte d’informazione più importante della tv. E se devono scegliere un locale si fidano più delle informazioni scambiate sulla Rete che dei giudizi dei critici e delle Guide dei ristoranti. Appassionatamente foodies. Questo è l’aggettivo che meglio racchiude l’atteggiamento dei circa 4,5 milioni di foodies italiani nei confronti di tutto ciò che è cibo e buon bere. Non solo quando si siedono a tavola, ma anche quando fanno la spesa, cucinano, sfogliano una rivista di cucina o navigano su internet, alla ricerca di un ristorante o di una ricetta gustosa… Su tutto ciò che riguarda cibo e bevande i foodies sono “un po’ più” motivati e interessati … degli altri italiani. A partire, appunto, dall’interpretazione stessa dell’atto del mangiare: che per i foodies è soprattutto “un piacere da condividere con gli altri” (69,4%) e una “passione, ricca di significati ed esperienze” (64,2%). Mentre, assai più razionalmente, per gli altri italiani che non si riconoscono in questa definizione è soprattutto “fonte di energia e nutrienti indispensabili” (66,2%) e poter “mangiare quello che mi piace” (54,3%). Un gioco di opposti che continueremo a ritrovare nel corso di questa ricerca Negroni/gpf dal titolo “Foodies: il cibo come passione di massa” - 1. 531 casi, raccolti con metodo cati e cawi, su un target rappresentativo di italiani di età compresa tra i 25 e i 64 anni – realizzata per indagare, per la prima volta, il mondo dei neoappassionati del cibo che oggi in Italia sono diventati un vero e proprio fenomeno collettivo. Se come tutti anche i foodies cercano soprattutto “un giusto equilibrio tra qualità e prezzo” (93,2%), assai più (82,4% contro 54,1%) della media dei nostri connazionali sono disposti a spendere di più per alcuni prodotti alimentari di alta qualità, badando meno (42% contro il 59,7%) alla convenienza e al risparmio a tutti i costi. Acquistano soprattutto sull’onda di una emozione, prestando attenzione “non solo al sapore del cibo ma anche all’impressione che ne ricevono” (92,8% contro il 64,6%). Partendo dalla constatazione che “c’è molta ignoranza e pregiudizio riguardo la qualità dei prodotti alimentari” (84,5%), le tre cose su cui gli italiani più sensibili al fascino del buon mangiare chiedono a gran voce maggiori informazioni sono: ricette (85,9%), aspetti nutrizionali del cibo (85,1%), storia e cultura gastronomica (80,4%). Sono anche attenti – in questo comportandosi come tutti gli italiani - all’elenco degli ingredienti riportato in etichetta (91,5%), all’origine territoriale geografica del prodotto (89,8%) e alla presenza di marchi di tutela (Dop, Igp, Doc, Docg etc…). Ma cercano anche informazioni relative ai controlli e alla sicurezza (87,5%), alle modalità di produzione (81,6%) e informazioni sul produttore/marca (79,4%). Tra i prodotti verso i quali l’interesse a saperne di più su origine, sistemi produttivi e marca risulta molto maggiore tra i foodies rispetto al resto della popolazione - visto che riguardo a carne, frutta, verdura e pesce si comportano tutti in maniera molto simile - compaiono il vino (con un differenziale di ben 10 punti percentuali) e i salumi (+8,7 punti percentuali). Nel caso del vino lo scelgono quasi sempre “di maggiore qualità”. Filosofia seguita dal 95,9% dei foodies (e “solo” dal 51,8% degli italiani). Attenzione per la qualità che torna anche quando si parla di salumi. I foodies hanno infatti un vero debole per il salame (40,8%), per il prosciutto di Parma (40,5%), per lo speck (33,7%), per il prosciutto San Daniele (32,5%), per la mortadella (29,8%) e il culatello (22,7%). E quando acquistano un salume - 4 su 10 lo fanno più volte alla settimana - danno importanza, oltre alla “conoscenza diretta” di marche e prodotti (53,3%), anche al “consiglio del salumiere” (39% i foodies, molto meno, 27,2%, gli altri) e a come si presenta visivamente (38,8%, rispetto al 27,6% del campione italiani). La spesa i foodies la fanno soprattutto, come il resto degli italiani, al supermercato (87%), all’ipermercato (32,1%) e nei piccoli supermercati (21,4%). Ma sono grandi frequentatori dei negozi tradizionali di salumeria e gastronomia (29,7% contro 15,1%), di quelli specializzati in alimenti tipici (31%, contro 15,1%) e dei mercati rionali (21,8% contro 13,6%). Il budget destinato a questa tipologia di acquisti è sensibilmente superiore alla media: circa la metà (51,8%, contro il 42,4%) spende tra i 300 e i 700 euro. Mentre il 21,4% (contro il 26,7%) meno di 300 euro… I Foodies In Cucina: Si Riscopre Il Piacere Di Preparare Piatti “Speciali”. Cominciamo con il dire che il foodie cucina più o meno (il 79,4% lo fa abbastanza/molto spesso/ tutti i giorni) con la stessa frequenza con cui lo fanno il resto degli italiani. Ma va detto che quando cucina lo fa (83,6% contro il 72,9%) con abbastanza o molto piacere e, rispetto alla media degli italiani, ha più spesso voglia di cucinare “qualcosa di particolare” (82% contro 64%). La metà lo fa con una frequenza settimanale, mentre il 34,4% si cimenta con piatti originali e sfiziosi da 4 volte a settimana fino a tutti i giorni… Ama soprattutto la cucina “gustosa e saporita” (89,3%). Detto in altro modo, apprezza i piatti “tipici, genuini e autentici” (78,3%). Ma 7 foodies su 10 sanno anche accontentarsi di un buon panino, che può diventare un pasto gourmet a patto che si utilizzino materie prima di qualità, un pizzico di fantasia o la creatività di uno chef… Una delle attività più tipiche degli appassionati del cibo è l’invito a cena (o a pranzo) di amici o conoscenti a casa propria. La frequenza è molto alta: il 43,4% dei foodies (contro il 26,7% degli italiani) lo fa da 2 a 4 volte al mese. Se è vero che l’appassionato di cibo si considera un buongustaio (93,1% contro 79,5%) non vede negli chef celebri un esempio al di sopra di ogni sospetto e giudizio: l’83,7% (e qui stupisce che il confronto sia con il 75,1% del resto degli italiani) ritiene che “non sempre grandi cuochi e chef fanno gastronomia di autentica qualità”. E qui si avverte il “risentimento” di chi a volte vede tradita la propria passione proprio da parte di chi in fondo in fondo la alimenta… Quando vanno in vacanza, infatti, l’86,2% di loro (contro il 60,5% degli italiani) scelgono la località proprio in base a una presenza significativa di ristoranti o di prodotti tipici. A riprova di cosa sia il senso critico … va detto che i non foodies valutano le proprie capacità culinarie (si danno un 6,9, in una scala da 1 a 10) con più tolleranza dei foodies, che si fermano a un più equilibrato 6,5. Se proprio vogliamo trovare un difetto ai foodies, va detto che sono un po’ “fissati” e si divertono a dispensare consigli su come si cucina, sui cibi e sui ristoranti un po’ a tutti: 8 su 10 lo fanno “qualche volta o spesso”, mentre questa mania, molto italiana (un po’ come nel calcio, dove tutti si sentono ct della nazionale) di voler dire la propria, arriva a contagiare normalmente 6 italiani su 10. Internet, Per Loro È Una Fonte Più Importante Della Televisione Se il sapere (e il conseguente farlo pesare) è la loro strategia, scelta per esercitare un ruolo e un potere in questo ambito, tra le fonti citate espressamente dai foodies troviamo il “passaparola” (59%), i libri “di cucina e ricette” (45,9%) ma anche “internet” (40%, contro l’appena 22,7% dei non foodies). Seguito – si badi bene, e non preceduto – dalla televisione (27%). Sette foodies su dieci (contro appena il 33,2% dei non foodies) utilizzano frequentemente internet per visitare/consultare siti dedicati all’alimentazione, a vini, birra o altre bevande o per scegliere itinerari enogastronomici. Nella rete cercano soprattutto “informazioni” (58,5%), ricette (54,3%) ma anche locali e ristoranti per i propri pasti fuori casa (43,5%). Mentre l’11,3% partecipa a blog o a gruppi di discussione su temi inerenti al cibo o alla cucina, l’8,5% predilige invece i concorsi dedicati agli stessi argomenti. La Guida Del Gambero Rosso, Punto Di Riferimento Per La Metà Dei Foodies. La guida dei ristoranti preferita è quella del Gambero Rosso (52%), seguita dalla mitica e intramontabile Michelin (45,3%), da quella de l’Espresso (37,1%) e del Touring Club (36,9%). Le riviste più lette, invece, sono 5: nell’ordine, ancora una volta il Gambero Rosso (59,2%), tallonata però da Donna moderna (57,5%) da Cucina Italiana (56,7%), da Sale e pepe (56%) e da Viaggi e Sapori (42,4%). Mentre i programmi televisivi più seguiti sono, nell’ordine, la popolarissima “Prova del cuoco” (56%), “Linea verde” (50,8%), “Mela verde” (35,6%), “Gusto” (33,6%) del Tg5, “Eat Parade” (29,3%) del Tg2, “Gambero Rosso Channel” (28,2%), “Terra e sapori” (26,1%) del Tg1 e “Chef per un giorno” (20,9%) di La7. Non c’è crisi che tenga. Il foodie sceglie. Elimina altre opzioni (arredamento, abbigliamento, telefono, computer o auto) ma l’alimentazione non si tocca. Solo il 9,1% (contro il pur esiguo 19,2% degli italiani) taglierebbe questa voce del budget familiare se fosse costretto a dover risparmiare qualcosa. Del resto il sogno nel cassetto di 4 foodies su 10 resta quello di poter “cenare gratis in tutti i ristoranti 3 stelle Michelin del mondo”. La sua propensione a pranzare o cenare frequentemente (da 1 volta alla settimana a tutti i giorni) fuori casa è circa doppia (59,9% per il pranzo 62,8% per la cena) rispetto a quella degli altri italiani. Per il pranzo i locali preferiti sono il ristorante (43,1% contro il 34,7%), la trattoria/osteria (33,5% contro il 18,8%), la pizzeria (32,1% contro il 22%) ma anche il bar/paninoteca (21,4% contro 19,5%) l’agriturismo (15,4% contro 6,5%) e il ristorante etnico (13,1% contro 3,8%). Ma spesso (37,3%) sono invitati a casa di amici o parenti a condividere il pasto con loro. Riguardo alla cena colpisce invece verificare che la pizzeria schizza al primo posto per entrambi i target (61,9% i foodies e 57% non foodies). Mentre al secondo posto figura il ristorante per il 60,6% dei foodies (35,5% i non foodies), seguito dalla trattoria/osteria, anche qui con un gap ampio tra i foodies (30,1%) e gli altri (15%). Altissima - 41,3% - anche la frequenza degli inviti a cena in casa di amici e parenti. Buone perfomance sul target foodies anche per i ristoranti etnici, gli agriturismi, le birrerie e le enoteche. .  
   
   
“OLIOLIVA” – FESTA DELL’OLIO NUOVO A IMPERIA, 27 -29 NOVEMBRE  
 
Olioliva 2009 varca i confini della Penisola e si affaccia prepotentemente alla ribalta internazionale. La manifestazione che celebra l’olio extravergine di oliva di qualità taggiasca, vanto dell’eccellenza agroalimentare ligure, e i prodotti tipici della Riviera di Ponente, si svolgerà a Imperia dal 27 al 29 novembre. L’evento, uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario manifestazioni della città, invaderà le vie e le piazze del centro storico di Oneglia, proponendo la celebre vetrina sul prodotto principe di questa terra, l’elemento fondamentale della Alimentazione Mediterranea, un modo di mangiare sano e genuino che proprio da Imperia nel lontano 1983, si impose all’attenzione del grande pubblico in virtù del Convegno al quale presero parte medici, ricercatori, esperti e nutrizionisti provenienti da tutto il mondo. Si annuncia un’edizione ricca di eventi grazie all’organizzazione della Camera di Commercio di Imperia con l’Azienda Speciale Riviera dei Fiori, la Regione Liguria, Unioncamere Liguria, l’Associazione Nazionale Cittàò dell’Olio, il Comune e la Provincia di Imperia assieme alle associazioni di categoria e con la preziosa collaborazione di una nutrita schiera di Enti. Le novità di quest’anno sono molte. In primo luogo un work-shop con operatori, buyers e giornalisti provenienti da Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia (frutto delle missioni e dell’ottimo lavoro svolto in questi Paesi dall’Azienda Speciale “Riviera dei Fiori” in sinergia con l’Istituto per il Commercio estero); un’occasione molto importante per le aziende locali. L’appuntamento si svolgerà presso il Frantoio Giromela dove sono in programma anche seminari professionali di degustazione di olio, vino, olive in salamoia: previste inoltre visite guidate ad aziende, uliveti e frantoi della zona. Uno degli elementi caratterizzanti della Rassegna Olioliva 2009 saranno i convegni e le tavole rotonde su argomenti legati all’extravergine di qualità e alle sue formidabili proprietà salutari, ai prodotti dell’eccellenza agroalimentare ligure, al territorio e all’habitat della “taggiasca”. Il tutto nell’ambito di una promozione enogastronomica legata al turismo e alle bellezze straordinarie della Riviera di Ponente. Un’altra novità che si lega alla cultura, ai meeting e ai simposi saranno le nuove location che l’amministrazione comunale di Imperia mette a disposizione di Olioliva 2009: l’ex Cremino (il vecchio Palazzo Comunale che si affaccia su piazza Dante completamente rinnovato) e la nuova e modernissima Biblioteca sorta dalla ristrutturazione dell’ex Palazzo di Giustizia di Imperia sarà una delle sedi principali della manifestazione e ospiterà incontri, tavole rotonde, mostre e convegni. Gli eventi si svilupperanno in quella che fu la storica aula di Corte d’assise di Imperia famosa per aver celebrato processi da prima pagina: dal giallo del bitter di Arma di Taggia, alla storia degli amanti diabolici di Vallecrosia all’incredibile sequenza di delitti maturati al tavolo della “passatella” un micidiale gioco di carte tra compagni di bevute praticato in Calabria importato in Riviera intorno agli Anni Sessanta. L’aula si presenta con gli arredi di un tempo e dovrebbe ospitare un avvenimento d’eccezione, una sorta di faccia a faccia sull’extravergine. A Olioliva 2009 non mancheranno assaggi, degustazioni di prodotti tipici, laboratori tematici, concorsi e la prestigiosa scuola di cucina, fiore all’occhiello della manifestazione. Ed ancora si parla di una selezione del Campionato Mondiale del Pesto e altre sfide all’insegna della buona tavola. .  
   
   
AL VIA CONGRESSO NAZIONALE SOMMELIERS  
 
Alla scoperta della Basilicata da bere e dei suoi territori, della sua storia, delle sue tradizioni e delle bellezze paesaggistiche. Al via dal primo ottobre il 43° Congresso nazionale dell’Associazione italiana sommelier che per la prima volta viene ospitato in Basilicata. I delegati nazionali e internazionali visiteranno le cantine e le realtà produttive dell’area del Vulture, patria dell’Aglianico. Previsti aperitivi e una colazione lucana con degustazioni di vini del territorio, dall’Aglianico del Vulture, al Grottino di Roccanova, a Terre dell’Alta Val D’agri, il tutto accompagnato dai prodotti tipici. Sarà la Cantina Paternoster di Barile ad ospitare i congressisti. Per festeggiare un compleanno importante in un’occasione altrettanto importante, sarà servito ai vertici della sommelerie italiana, il “Don Anselmo” che compie i suoi 20 anni con la vendemmia del 2005. Il Don Anselmo, etichetta di punta dell’azienda, è dedicato alla memoria del nonno fondatore e rappresenta il simbolo, la storia, le radici e la continuità. Sarà consegnato al presidente della Regione, Vito De Filippo, il riconoscimento di sommelier onorario "per aver contribuito – ha spiegato Vito D’angelo, presidente dell’Ais Basilicata – alla crescita del settore vitivinicolo lucano fin da quando era assessore all’Agricoltura, per aver tracciato un solco importante in questo mondo, per la sua attenzione ai produttori e per la sua passione ai vini". Bas 02 Dopo la riunione del Consiglio nazionale dell’Ais presso lo storico Palazzo Giustino Fortunato di Rionero in Vulture, gli ospiti si trasferiranno a Venosa per conoscere un altro borgo lucano, ricco di storia e di monumenti. In serata, la cena di gala “Nunc est bibendum” sarà ospitata presso l’azienda vitivinicola “Terra degli Svevi”. .  
   
   
AGRICOLTURA, PRESENTATO MERCOLEDÌ 30, A TAGGIA IL VOLUME PRODOTTO DALLA REGIONE SUL MOSCATELLO DI TAGGIA  
 
 L´assessorato all´ Agricoltura della Regione Liguria è impegnato da tempo nel valorizzare e promuovere i vitigni tipici della Liguria. Uno dei punti di forza della viticoltura ligure è la grande ricchezza del germoplasma viticolo. Sono circa 100 i vitigni autoctoni individuati di cui 29 autorizzati alla coltivazione. Recuperare questi vitigni significa valorizzare la biodiversità e produrre vini originali e di alto livello qualitativo. Non solo ma la scommessa di puntare su vitigni "locali", testimoni di una specificità territoriale riconoscibile anche dal consumatore, può incoraggiare la crescita di un mercato di questi prodotti per contrastare quello dei vini globalizzati provenienti dai soliti 5 o 6 vitigni utilizzati in tutto il mondo. "Ecco perché ci siamo impegnati - ricorda l´Assessore Cassini - ad approfondire la conoscenza di alcuni vitigni con elevate potenzialità enologiche come il Moscatello di Taggia. Prima di esso abbaimo approfondito la conoscenza anche del Barbarossa e anche del "Ruzzese", pregiato antico vitigno a bacca bianca del levante ligure, di cui abbiamo ottenuto recentemente il riconoscimento con la sua iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà di Vite". Queste le ragioni della presentazione del volume "Il Moscatello di Taggia, vitigno autoctono della valle Argentina - Armea", avvenuto oggi mercoledì 30 settembre a Taggia, presso il Convento dei Padri Domenicani, Piazza San Cristoforo, alla presenza dell´Assessore all´Agricoltura della Regione Liguria Giancarlo Cassini, che ha concluso l´iniziativa, e la partecipazione, nell´ordine di Piero Arieta - Assessore Agricoltura Comune di Taggia, Eros Mammoliti - tecnico viticoltore, di Alessandro Carassale - storico, Anna Schneider - C. N. R. Torino e Vincenzo Gerbi - Università degli Studi di Torino, senza dimenticare la degustazione con l´enologo Lorenzo Tablino. Il Moscatello, come è emerso dai relatori dell´iniziativa, è un vino dolce, un passito naturale, introdotto fin dal medioevo dal sud della Francia, è coltivato da secoli in provincia di Imperia, in particolare nel comprensorio taggese. Si è pertanto adattato nel tempo all´ambiente e alle condizioni colturali locali, rappresentando lo stretto legame che intercorre tra un vitigno, il territorio e il suo valore storico culturale. "La pubblicazione del volume sul Moscatello di Taggia - ha spiegato Cassini - è il frutto di una preziosa e stretta collaborazione tra la Regione Liguria, che ne ha fortemente voluto la stampa, gli Enti di ricerca e gli appassionati viticoltori che hanno creduto in questo vitigno. Il libro riporta le origini, la storia, la diffusione, il recupero, il comportamento agronomico, le caratteristiche organolettiche e tecnologiche del Moscatello di Taggia". L´intento dell´Assessorato Agricoltura della Regione Liguria è quello di proseguire su questa strada, tramite anche questo agile testo, per contribuire alla valorizzazione dei territori vitivinicoli liguri, alla tipicizzazione delle produzioni e, in ultimo, all´arricchimento della nostra identità attraverso la biodiversità. .