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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 06 Ottobre 2009
QUAL È IL SEGRETO DEI CENTENARI DEL FUTURO?  
 
 Bruxelles, 6 ottobre 2009 - Migliori condizioni di salute, tecnologie avanzate e maggiori opportunità offrono ai bambini che nascono nei paesi industrializzati a partire da questo secolo un vantaggio rispetto ai loro coetanei nati in altri paesi. Una nuova ricerca europea mostra che uno su due di questi bambini ha buone probabilità di diventare centenario, se continua l´attuale tendenza dell´aspettativa di vita. I risultati dello studio, pubblicati su The Lancet, indicano inoltre che ridurre l´orario di lavoro settimanale e andare in pensione più tardi sembra avere effetti positivi sia sull´aspettativa di vita che sulla salute. Ricercatori del Centro danese per gli studi sull´invecchiamento presso l´Università della Danimarca meridionale - che ha guidato lo studio - e i loro colleghi tedeschi, hanno scoperto che nel ventesimo secolo è stata registrata una crescita continua nell´aspettativa di vita nella maggior parte dei paesi industrializzati. È interessante notare che anche se le condizioni di salute non crescono più, almeno il 75% dei bambini nati oggi riusciranno a festeggiare il loro settantacinquesimo compleanno. I dati suggeriscono che l´incidenza di malattie e disabilità negli anziani avrà un impatto sulla sostenibilità delle società moderne. "La crescita lineare per oltre 165 anni nell´aspettativa di vita non sembra indicare un limite alla durata della vita umana", scrivono gli autori. "Se l´aspettativa di vita stesse raggiungendo un limite, ci sarebbe probabilmente una qualche decelerazione nel progresso. Ma il progresso continuo nelle popolazioni con la maggiore aspettativa di vita indica che non ci stiamo avvicinando al limite,sembra invece che ci sarà un´ulteriore crescita. " I dati indicano che i paesi ricchi registrano una diminuzione dei decessi di persone al di sopra degli 80 anni. Attraverso informazioni raccolte in oltre 30 paesi industrializzati, i ricercatori hanno stabilito che le probabilità di sopravvivenza nella fascia d´età tra gli 80 e i 90 anni per uomini e donne nel 1950 era del 15 e 12 per cento rispettivamente. Nel 2002 questi dati erano balzati al 37 e 25 per cento. L´unità europea per il monitoraggio dell´aspettativa di vita sta mettendo a punto un indice comune per l´aspettativa di vita priva di disabilità chiamato Hly ("healthy life years" o "anni di vita sana"). I dati raccolti tra il 1995 e il 2003 indicano differenze nel numero di Hly perfino tra i vari Stati membri dell´Unione europea, che presentano una crescita dell´aspettativa di vita della popolazione simile. Il numero di Hly per gli uomini, ad esempio, è aumentato in Belgio, Germania e Italia, mentre in Grecia, Spagna e Francia si osserva una stagnazione. Gli Hly delle donne sono aumentati in Belgio, Italia e Svezia, ma si registra una stagnazione in Danimarca, Austria, Finlandia e Regno Unito. I ricercatori sono arrivati alla conclusione che un aumento dell´aspettativa di vita negli anni dipende da un maggiore benessere delle persone anziane. Nutrirsi in modo sano e fare attività fisica sono soltanto due dei fattori che influenzeranno in modo positivo l´aspettativa di vita. "Una vita molto lunga non sarà il privilegio di generazioni future lontane da noi, ma è il probabile destino della maggior parte delle persone che vivono adesso nei paesi industrializzati", dicono gli autori. "Il numero crescente di persone aziane e molto anziane rappresenterà una grande sfida per i sistemi sanitari. I dati odierni, tuttavia, indicano che non soltanto le persone vivono più a lungo, ma che lo fanno con meno disabilità e limitazioni rispetto al passato. " In un altro studio relativo alla longevità, scienziati britannici sono riusciti a estendere l´arco di vita dei topi del 20% e a limitare il numero di malattie legate all´età di cui soffrono questi animali. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science. Bloccando un percorso molecolare chiave, i ricercatori dell´Institute of Healthy Ageing presso il University College London sono riusciti a dimostrare come potrebbero essere sviluppati e usati trattamenti farmacologici per l´invecchiamento e per le malattie legate all´invecchiamento. Gli scienziati hanno individuato cambiamenti nel processo di invecchiamento in un ceppo di topi che non era in grado di produrre la proteina S6 chinasi 1 (S6k1) che è implicata nella risposta dell´organismo ai cambiamenti nei livelli di cibo consumato. Questo tipo di sistemi sensibili ai nutrienti rivestono un ruolo importante nella risposta dell´organismo ai diversi livelli di cibo rispetto alla crescita, alla riproduzione e - secondo la ricerca - all´invecchiamento. "Nei topi femmina bloccare l´azione della proteina S6k1 aiuta a prevenire una serie di disturbi legati all´invecchiamento", ha spiegato il professore dell´Istituto Dominic Withers. "I topi vivevano più a lungo ed erano più snelli, più attivi e in generale più sani di quelli del gruppo di controllo. Abbiamo aggiunto "vita ai loro anni" ma anche "anni alla loro vita". I ricercatori hanno anche scoperto che gli effetti benefici derivanti dal bloccare la S6k1 erano mediati da una più forte attività della molecola Ampk (attivazione dell´Amp proteina chinasi). L´ampk è in genere considerata il "principale indicatore di carburante" perché regola i livelli di energia all´interno delle cellule. Entra in azione quando calano i livelli di energia cellulare, cosa che di solito avviene quando si consumano meno calorie. In breve, grazie alle informazioni ottenute da questo studio, è possibile trovare nuovi approcci per il trattamento delle malattie legate all´invecchiamento. "Questo studio rivela i percorsi biologici che potrebbero rappresentare la chiave alla comprensione del rapporto esistente tra invecchiamento e malattie croniche", ha detto Sir Mark Walport, a capo del Wellcome Trust, uno degli organi finanziatori di questa ricerca. Per maggiori informazioni, visitare: The Lancet: http://www. Thelancet. Com/ Centro danese per gli studi sull´invecchiamento: http://www. Sdu. Dk/om_sdu/institutter_centre/darc. Aspx?sc_lang=en Science: http://www. Sciencemag. Org/ Institute of Healthy Ageing: http://www. Ucl. Ac. Uk/iha/ .  
   
   
UNO STUDIO METTE IN EVIDENZA GLI EFFETTI DELLE ONDE CEREBRALI SUL COMPORTAMENTO UMANO  
 
Bruxelles, 6 ottobre 209 - Aumentare un certo tipo di onde cerebrali può rallentare i movimenti delle persone, secondo una scoperta fatta da ricercatori britannici. I risultati, pubblicati online sulla rivista Current Biology, rappresentano la prima prova diretta del fatto che le onde cerebrali possono influenzare il comportamento di individui sani, e potrebbero condurre allo sviluppo di nuovi farmaci per le malattie caratterizzate da movimenti incontrollati o rallentati. I diversi tipi di onde cerebrali hanno diverse frequenze e diverse localizzazioni. In questo studio i ricercatori hanno analizzato le onde beta, che hanno una frequenza intorno ai 20 Hertz (Hz). Studi precedenti avevano mostrato che le onde beta sono legate a un´intensa attività muscolare, come quella impiegata per tenere un libro. Si registra una caduta dell´attività delle onde beta immediatamente prima che inizia il movimento. Gli sienziati dell´Istituto di neurologia del University College London hanno applicato al cervello piccole correnti elettriche trasmesse da elettrodi applicati allo scalpo di 14 soggetti di studio. Anziché uno stimolo di intensità costante, è stata applicata una corrente oscillante, sintonizzata sulle oscillazioni mostrate dalla normale attività cerebrale. Il livello di stimolazione era estremamente basso e sicuramente impercepibile dai partecipanti. Ai partecipanti allo studio è stato chiesto di usare uno joystick per seguire la traiettoria di un piccolo punto sullo schermo di un computer. L´obiettivo era di tenere il punto all´interno di un cerchio che si spostava sullo schermo a intervalli regolari. La ricerca ha rivelato che aumentare i livelli di onde beta rallentava del 10% il tempo ottimale impiegato dai partecipanti nel compiere il compito. I ricercatori sono stati sorpresi dei risultati, dato il livello basso della stimolazione elettrica usata nei test. "Finalmente possediamo prove sperimentali dirette sul fatto che le onde cerebrali influenzano il comportamento umano, in questo caso sul tempo necessario per compiere un movimento", ha detto il professor Peter Brown, che ha guidato la ricerca. Le scoperte aiutano anche a spiegare come i livelli alti di attività beta riscontrato nel Parkinson potrebbero essere alla base dei movimenti rallentati che caratterizzano questa malattia. "Se conosciamo i pattern dell´attività cerebrale che rallentano i movimenti volontari, possiamo cercare di aumentarli in malattie come la corea e la distonia, che provocano movimenti eccessivi e incontrollati", ha commentato il professor Brown. "Al contrario, possiamo cercare di sopprimere l´attività beta in malattie caratterizzate da movimenti lenti, come ad esempio il Parkinson. " Per maggiori informazioni, visitare: Current Biology: http://www. Current-biology. Com .  
   
   
LA REGIONE PIEMONTE ABBATTE I TEMPI DI ATTESA DI VISITE ED ESAMI APPROVATO UN PROGRAMMA D´AZIONE STRAORDINARIO PER LE PRESTAZIONI SANITARIE PIU´ RICHIESTE  
 
Torino, 6 ottobre 2009 - Il Piemonte vara un programma straordinario di azione contro le liste di attesa. Su proposta dell’assessore alla tutela della salute e sanità, Eleonora Artesio, ieri mattina la Giunta regionale ha infatti approvato uno stanziamento vincolato di 4 milioni e 250 mila euro da destinare alle aziende sanitarie, affinché si organizzino per offrire ai cittadini tempi di attesa inferiori a quanto previsto dalla normativa nazionale nelle specialità maggiormente richieste. Per quanto riguarda le prime visite, le aziende sanitarie dovranno fare in modo che in punti da loro indicati vengano assicurate entro 20 giorni (invece che i 30 previsti dal piano nazionale sulle liste d’attesa) le prestazioni in cardiologia, neurologia, gastroenterologia, urologia, oculistica, ortopedia, ginecologia, dermatologia e oncologia. Entro 40 giorni, invece degli attuali 60, dovranno invece essere garantiti i seguenti esami strumentali: ecografia dell’addome, colonscopia, esofagogastroduodenoscopia, risonanza magnetica della colonna, eco dei tronchi sovraortici, ecocardiografia, elettrocardiogramma da sforzo, eleottromiografia. Come avviene già oggi, in casi di urgenza, le stesse prestazioni dovranno essere effettuate entro 48 ore o entro 15 giorni, a seconda che il medico di famiglia – cui spetta stabilire l’eventuale gravità della situazione – apponga sulla ricetta rispettivamente il codice “U” oppure il codice “B”. «Un’attenta analisi dei tempi dei tempi di attesa presso le strutture sanitarie regionali – spiega l’assessore Artesio - ha evidenziato come, nonostante le iniziative intraprese in queste anni e i miglioramenti ottenuti, esistano ancora alcune criticità. Per questo abbiamo deciso di sviluppare un’azione straordinaria, assegnando alle aziende dei fondi finalizzati, che consentano loro, ad esempio attraverso l’organizzazione di turni di lavoro straordinario dei propri dipendenti, di offrire ai pazienti una risposta più efficiente e tempestiva ai loro bisogni di salute». Per facilitare l’attuazione del progetto, sono state preventivamente informate le rappresentanze sindacali dei vari comparti del personale del Servizio sanitario regionale, che hanno condiviso gli obiettivi generali dell’iniziativa e sottoscritto accordi specifici. Ora ciascuna azienda dovrà elaborare un proprio progetto per il raggiungimento delle finalità indicate, che dovrà poi essere approvato a livello regionale prima di essere attuato. .  
   
   
MILANO: DAL 10 OTTOBRE LO "PSICOLOGO DI QUARTIERE" IN 24 FARMACIE  
 
Milano, 6 ottobre 2009 - Dal 10 ottobre lo “Psicologo di quartiere” sarà presente in altre 22 farmacie milanesi. In alcune sedi, la consultazione avverrà anche in inglese, spagnolo e francese. Lo ha annunciato oggi l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna illustrando la seconda fase di un progetto che vede impegnata l’Università Cattolica, attraverso il Laboratorio di Psicologia clinica, e che coinvolge, oltre a Afm, anche Federfarma e l’Ordine degli Psicologi della Lombardia, che ha dato il patrocinio all’iniziativa. Il progetto dello psicologo di quartiere, avviato il 9 febbraio in due farmacie della città, mira a promuovere il benessere individuale e collettivo e si sviluppa come una ricerca-intervento che ha la finalità di accogliere il disagio psichico delle persone, alleggerire di “richieste non appropriate” il servizio sanitario pubblico (con conseguente risparmio per le strutture socio-sanitarie), offrire a persone di tutte le fasce di reddito, a cominciare dai quartieri periferici della città, la possibilità di una consulenza psicologica gratuita di base per la soluzione di un problema o l’eventuale invio ai servizi specialistici del territorio. Un approccio sperimentale che si pone l’obiettivo di fare prevenzione psicologica, individuare disturbi subclinici o psicopatologici per i quali solitamente non viene richiesto aiuto, offrire una prima consulenza al disagio psicologico, di supporto a problemi familiari (coppia e famiglia) e interventi di sostegno alla genitorialità. L’accesso al servizio avviene in maniera spontanea o su invito dei farmacisti, del medico di base, degli amministratori di condominio, dei custodi sociali. Nelle farmacie di via Pieri-padova (zona Crescenzago) e di viale Famagosta (zona Barona) gli psicologi hanno lavorato dal 9 febbraio al 30 giugno, per alcune ore settimanali. La loro attività è stata supervisionata dagli psicologi Enrico Molinari, Edoardo Lozza e Gianluca Castelnuovo del Laboratorio dell’Università Cattolica, con incontri periodici e mediante comunicazioni on-line. In circa 5 mesi si sono rivolte al servizio 158 persone per un totale di 516 visite, con una media di 3,2 incontri per persona. L’età media (donne: 82% in via Famagosta e 68% in via Padova) è 51 anni. Gli utenti hanno dichiarato di aver saputo dell’esistenza del servizio dal farmacista o grazie alla pubblicità nelle farmacie. I motivi che hanno spinto gli utenti ad avvicinarsi al servizio sono stati principalmente la depressione e i disturbi dell’umore; disturbi d’ansia, fobie e attacchi di panico; problematiche familiari, maltrattamenti; problemi di coppia; in ambito lavorativo-occupazionale; disturbi ossessivo-compulsivi; disturbi di area psicotica; disturbi del comportamento alimentare; alcolismo. La problematica è stata risolta in 78 casi. Mentre in 27 c’è stato un rinvio al Cps (Centro Psico Sociale); in 26 a Consultori familiari; in 12 agli ospedali (S. Carlo, S. Paolo, Mangiagalli); in 6 a specialisti (psicoterapeuti, psichiatri, ecc. ); in 5 a centri per le donne maltrattate e in 4 al Noa (Nucleo Operativo Alcoologia). “Questi dati - osserva Landi – sono particolarmente significativi e ci danno un’idea di quanto bisogno ci sia di sostegno psicologico. Questo progetto ha proprio il compito di intercettare le fragilità e di aiutare la gente a trovare risposte adeguate a recuperare l’equilibrio interiore. Il servizio risulta gradito ai cittadini. Grazie alla disponibilità di Afm, la prima fase di sperimentazione si è conclusa con successo”. “Sono soddisfatto della collaborazione con l’Assessorato alla Salute – dice Enrico Molinari del Laboratorio di Psicologia clinica dell’Università Cattolica e presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia - in quanto consente di realizzare un intervento e costruire un modello per una psicologia di prossimità. In linea con le ricerche più recenti nell’ambito della psicologia di interventi mirati brevi per sfatare il mito di un’analisi o trattamento interminabile. A dimostrare l’interesse e la validità del progetto sono le richieste già avanzate da altri Comuni per una realizzazione analoga a quella avviata a Milano”. “Abbiamo aderito al progetto degli psicologi in farmacia perché pensiamo che la farmacia dei servizi sia una realtà che può partire già da oggi – spiega Annarosa Racca, presidente Associazione Titolari di Farmacia di Milano e presidente Federfarma -. La farmacia è una struttura sanitaria territoriale con moltissime potenzialità. Le farmacie sono vicine al territorio non solo nella dispensazione del farmaco ma anche nel disagio sociale”. “L´azienda Farmacie Milanesi del gruppo Admenta – osserva Aldo Marmotti, responsabile sviluppo servizi professionali di Afm spa - è fiera di aver creduto in questo progetto e averne sostenuto economicamente e fisicamente la sperimentazione. Le due farmacie comunali che hanno ospitato per 5 mesi gli psicologi dell´Università Cattolica confermano l´esito positivo della sperimentazione e il gradimento della cittadinanza per questo nuovo servizio in farmacia”. .  
   
   
CORSO SULLA RICERCA CLINICA,  
 
Bruxelles, 6 ottobre 2009 - Dal 16 al 18 ottobre 2009 la Società europea di indagine clinica (Esci) organizza un corso della durata di tre giorni sulla ricerca clinica. Scopo dell´evento è la formazione di giovani tecnici biomedici e l´aggiornamento di clinici esperti in materia di progettazione degli studi, biostatistica, trial clinici, farmacologia, bioetica e altro, attraverso conferenze, presentazioni di casi e esercitazioni pratiche. Il corpo docenti sarà costituito da scienziati europei e degli Stati Uniti. Il programma prevede per ogni giornata lezioni, esercitazioni pratiche e discussioni. I relatori disporranno di alcuni esempi pratici per la discussione, ma si invitano i partecipanti a presentare esempi e quesiti propri. Per ulteriori informazioni, visitare http://www. Esci. Eu. Com/default. Asp?page=courses .  
   
   
FVG: VERSO PRESA IN CARICO INTEGRATA  
 
Monfalcone (Go), 6 ottobre 2009 - Il Piano sanitario e sociosanitario regionale per il triennio 2010-2012 dedicherà particolare attenzione ai temi dell´integrazione tra servizi sanitari ed assistenziali, al fine di garantire, sotto una regia definita, una perfetta collaborazione tra competenze ed ambiti operativi diversi, per assicurare precisi ed efficienti percorsi terapeutici ed assistenziali, disegnati sui reali bisogni dei pazienti. Un percorso nel quale non mancherà un forte coinvolgimento dei Comuni. Lo ha confermato ieri a Monfalcone l´assessore regionale alla Salute e alla Protezione sociale, Vladimir Kosic, all´incontro "Legami più stretti e alleanze più forti con le comunità locali per una politica di integrazione socio sanitaria", promosso da Federsanità Anci Friuli Venezia Giula, al quale sono intervenuti rappresentanti di Anci, Consiglio delle Autonomie locali, Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e sociosanitaria regionale ed amministratori locali dell´Isontino. Nel corso del confronto, organizzato - come hanno spiegato il presidente di Federsanità Anci, Giuseppe Napoli, e il presidente di Anci Fvg e sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto - per "conoscere e approfondire quella che si annuncia essere una riforma molto importante dal notevole impatto sull´attuale organizzazione", Kosic ha ribadito che non mancano delle criticità e di fatto vi sono ancora spazi di miglioramento che impongono di "rivedere i modelli organizzativi e gestionali e razionalizzare l´uso delle risorse". Riferendosi alle analisi effettuate verificando l´attuazione del precedente Piano, alle indicazioni del Libro Verde e alla consultazione che ne è seguita, specie in presenza di patologie croniche e di disabilità, che richiedono un approccio multidisciplinare, coordinato e continuato nel tempo, l´assessore ha ribadito la mancanza ancora di una presa in carico integrata: "non c´è l´indispensabile raccordo sotto un´unica regia delle strutture e dei soggetti (medici, infermieri, fisiatri, operatori sociosanitari, badanti, . ) che si occupano della soluzione dei problemi delle persone che necessitano di cura e assistenza a lungo termine. Al punto che i pazienti, e le loro famiglie, sono spesso chiamati, in questo percorso ancora frammentato, ad auto-organizzarsi". Ecco dunque che il prossimo Piano sanitario e socio sanitario si occuperà di meglio raccordare il sistema delle cure ospedaliere con quello delle cure primarie e in genere con i servizi, anche sociali, sul territorio e di potenziare l´intervento integrato sociosanitario territoriale, definendo un ´catalogo´ dell´offerta sociosanitaria e delle risorse per finanziarla, anche per poter indicare percorsi personalizzati di cura e assistenza. E se obiettivo generale è anche quello di garantire servizi omogenei e di pari qualità in tutto il Friuli Venezia Giulia, l´indirizzo operativo consiste nel "portare il livello regionale a svolgere la funzione di coordinatore di progetti e strutture, di definitore di obiettivi e di finanziamenti, demandando la fase attuativa a livello decentrato" (Comuni, Ambiti, Distretti). Il che significa che "il Piano non toglierà competenze a nessuno, ma opererà affinché i principali attori (aziende sanitarie e sistema dei servizi sociali dei Comuni) possano interagire in modo più incisivo e vincolante a vantaggio delle persone assistite dal sistema pubblico", ha detto l´assessore rispondendo alle richieste delle associazioni dei Comuni. Nel concreto, proprio "nell´ottica dell´alleanza con gli Enti locali, i Comuni saranno in particolare coinvolti nella definizione, assieme alla Regione, di un unico fondo sociosanitario per intervenire in favore delle persone con disabilità e stabilirne le regole; e sempre con i Comuni si lavorerà per dar vita al catalogo dei servizi sociosanitari e allo strumento gestionale del progetto personalizzato". Un processo che si svilupperà pienamente nel medio periodo. Infine i tempi. Il Piano 2010-2012 sarà pronto entro novembre. Prima della sua approvazione definitiva sono previste le consultazioni previste per legge con la competente commissione consiliare e con la Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e sociosanitaria regionale. .  
   
   
URBINO, ENERGIA NUOVA E PULITA PER L``OSPEDALE : "EFFICIENZA E RISPARMIO".  
 
Urbino, 6 Ottobre 2009 - Energia pulita e tanto risparmio anche nelle strutture sanitarie: il governatore Gian Mario Spacca ha inaugurato a Urbino, all´Ospedale ´Fraternita Santa Maria della Misericordia´ (Zona territoriale n. 2-Asur Marche), il nuovo impianto di trigenerazione. ´Con l´inaugurazione di questo impianto ´ ha detto il presidente - il processo di riqualificazione del nostro sistema sanitario compie un ulteriore passo in avanti: piu` risparmio energetico, maggiori prestazioni di levata qualita`, ulteriori risorse al servizio dei cittadini, grazie a un´efficacia tecnica e tecnologica, in linea con le direttive eco ambientali europee´. Un investimento, ha aggiunto, che, come Regione Marche, ´ammortizziamo in appena un anno di esercizio, soprattutto con il raggiungimento del duplice obiettivo della efficienza e della qualita` del servizio reso ai cittadini, con un miglioramento dell´impiego delle risorse pubbliche che ritornano immediatamente sul territorio´. Il progetto dell´impianto, predisposto dall´Ufficio Tecnico della Zona Territoriale n. 2 di Urbino, ha ottenuto il finanziamento europeo Docup Ob2 Marche 2000/2006 Asse 2 Misura 2. 8 ´Ottimizzazione del sistema energetico e sviluppo fonti rinnovabili´ per il 75% della spesa complessiva, mentre per il restante 25% e` stato finanziato dalla Regione Marche. La Direzione dei Lavori e il progetto esecutivo sono stati affidati allo studio tecnico associato Tecnostudi di Pesaro degli Ingg. Rolando Girelli e Fabio Fabbri. Con il termine ´Trigenerazione´ si indica il processo con il quale vengono prodotti contemporaneamente energia elettrica, calore ed energia frigorifera, allo scopo di sfruttare razionalmente la fonte energetica primaria, cioe` il combustibile. Recuperando infatti l´energia termica dall´acqua di raffreddamento del motore, dall´olio e dai gas di scarico e producendo contemporaneamente energia elettrica, il sistema di trigenerazione sfrutta la quasi totalita` del potere energetico del combustibile metano. L´obbiettivo e` quello di ottenere il massimo risparmio economico grazie ad un´elevata efficienza energetica degli impianti, garantendo, al contempo una gestione complessivamente piu` efficiente ed affidabile. Il nuovo Impianto e` collocato in un´area tecnologica esterna dell´Ospedale di Urbino ed e` costituito da un gruppo di cogenerazione fornito in apposito box insonorizzato composto da un motore endotermico, alimentato a gas metano accoppiato a generatore elettrico, e da un gruppo frigorifero ad assorbimento, alimentato dall´acqua calda di recupero utilizzata per raffreddare il motore. Al generatore elettrico e` abbinato un sistema di trasformazione, innalzamento e misura dell´energia elettrica, nonche` un quadro di parallelo con la rete elettrica. Il gruppo frigorifero ad assorbimento, invece, utilizza l´acqua calda, recuperata dai cicli di raffreddamento per produrre acqua refrigerata attraverso un ciclo frigorifero che sfrutta le caratteristiche chimico-fisiche di una soluzione di Bromuro di Litio. L´impianto si integra con quelli gia` esistenti, fornendo alla struttura ospedaliera acqua calda, acqua refrigerata ed energia elettrica, con il massimo rendimento possibile ed al minor costo di esercizio. Particolare cura si e` posta per integrare al meglio un impianto ad alta complessita` tecnologica con gli impianti esistenti. L´importo dell´opera e` risultato di ´ 1. 298. 000, di cui ´ 967. 000 con finanziamento Europeo e ´ 331. 000 a carico della Regione Marche. La potenza termica prodotta e` pari a 475 kW, la potenza elettrica e` pari a 323 kW mentre la potenza frigorifera ammonta a 1094 kW. Questo consente di coprire circa il 20% del fabbisogno di calore dell´intero Ospedale, circa il 31% del fabbisogno elettrico e circa il 57% del fabbisogno frigorifero. Il dato di maggior rilievo dell´intervento e` sicuramente quello del risparmio energetico che e` di 2. 720 Mwh all´anno, pari a 800 tonnellate di petrolio che, valorizzato a 70 $/barile, comporta un risparmio economico di circa 320. 000 ´. Ma, soprattutto, l´impianto consente minori emissioni di Co2 per ben 2379 tonnellate all´anno. . .  
   
   
INPS E PROVINCIA POTENZA PROMUOVONO INFORMAZIONE PREVIDENZIALE  
 
Roma, 6 ottobre 2009 - L’inps di Potenza dedica le giornate del 6 e 7 ottobre all’informazione previdenziale austro- svizzera – tedesca per gli italiani e nello specifico lucani che hanno avuto periodi lavorativi all’estero. Le “giornate internazionali di consultazione” offrono agli assicurati l’opportunità di un incontro diretto con i rappresentanti degli enti pensionistici italo - austro, tedesco, svizzero per conoscere la propria situazione previdenziale e contributiva a seguito di lavoro svolto all’ estero. L’iniziativa 2009 promossa congiuntamente dall’Inps e dalla Provincia di Potenza, pur svolgendosi ormai da oltre 25 anni è per la prima volta realizzata a Potenza, verrà presentata nel corso di una conferenza stampa domani alle 11,00 presso la sala Giunta della Provincia di Potenza. Vi parteciperà il presidente della Provincia Piero Lacorazza, l’assessore alle Politiche sociali e all’immigrazione Paolo Pesacane, l’assessore al lavoro Vitantonio Rossi , i direttori dell’Inps regionale Palermo Generoso e provinciale Antonio D’ago oltre ai presidenti del Comitato regionale Raffaele Paradiso e del Comitato Provinciale Inps di Potenza Antonio Deoregi. “Poiché la Basilicata è stata una regione di forte immigrazione, soprattutto in Germania, si tratta - riferisce una nota dell’Inps - di un’iniziativa di valenza sociale e di grande utilità per i lucani che la Provincia di Potenza, in un ottica di ente al servizio dei cittadini e facilitatore delle relazioni, intende promuovere per la sua sensibilità e la sua costante attenzione alla sicurezza e alla prevenzione rispetto all’importante tema del lavoro. Dal canto suo l’Inps intende mettere a disposizione dei lucani il suo know –how in materia previdenziale, ricordiamo che cittadini lucani beneficiano o beneficeranno di una pensione frutto degli anni di lavoro spesi nelle nazioni di Germania Svizzera e Austria”. .  
   
   
TUMORI – DA UN DISPOSITIVO PORTATILE, CAMPI ELETTRICI DI BASSA INTENSITÀ PER ARRESTARE LA CRESCITA DELLE CELLULE TUMORALI  
 
Milano, 6 ottobre 2009 - L’israeliana Novocure annuncia un nuovo studio clinico sul dispositivo Novo-ttf per i pazienti con diagnosi recente di glioblastoma multiforme (Gbm), tra i finanziatori: Pfizer Inc. , Johnson & Johnson Development Corporation e Index Ventures. Novocure, la società privata israeliana specializzata in dispositivi medici innovativi contro il cancro, ha annunciato oggi la chiusura della raccolta di fondi per finanziare il nuovo studio clinico sul Novo-ttf per il trattamento del glioblastoma multiforme, il tipo di tumore maligno cerebrale più comune e più aggressivo. Il dispositivo Novo-ttf è un esclusivo trattamento contro il cancro, che utilizza campi elettrici a bassa intensità e appositamente regolati (Tumor Treating Fields - campi Ttf) per interrompere la divisione delle cellule tumorali. I campi Ttf, generati da elettrodi applicati sulla superficie del cuoio capelluto, agiscono sulle cellule cancerose in rapida divisione e le distruggono, o fanno sì che non si dividano adeguatamente; al contrario, le cellule sane, che non si dividono, non vengono assolutamente influenzate. Si tratta quindi di un trattamento mirato, con effetti collaterali minimi. I campi vengono applicati all’area tumorale mediante elettrodi isolati non invasivi, collocati sulla pelle del paziente. Gli elettrodi, che assomigliano a semplici bende, sono collegati tramite cavi a un dispositivo portatile a batteria, che genera i campi elettrici. I pazienti possono portare con sé il dispositivo Novo-ttf in un’apposita borsa a tracolla e ricevere così un trattamento continuo, senza dover modificare la propria vita quotidiana. Fra i principali investitori del nuovo studio figurano: Pfizer Inc. , Johnson & Johnson Development Corporation e Index Ventures. “Siamo molto lieti che Pfizer, Johnson & Johnson Development Corporation e Index dimostrino interesse per il lavoro che stiamo svolgendo con il dispositivo Novo-ttf”, ha dichiarato William Doyle, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Novocure. “Il ricavato dei loro investimenti sarà utilizzato per finanziare il nuovo trial clinico sperimentale per il glioblastoma multiforme di recente diagnosi”. “La terapia Novo-ttf rappresenta un approccio completamente nuovo alla lotta contro il cancro”, spiega Bill Burkoth, Direttore di Pfizer Ventures. “I trial clinici pilota suggeriscono che la terapia Ttf, abbinata alla chemioterapia, può migliorare significativamente l’aspettativa di vita del paziente. L’investimento è in linea con l’obiettivo di Pfizer di aiutare i pazienti oncologici a vivere più a lungo e con una migliore qualità di vita”. La possibilità di abbinare Novo-ttf alla chemioterapia tradizionale, con un livello di tossicità supplementare minimo, rende il trattamento particolarmente interessante. I dettagli sul test clinico per il Gbm di recente diagnosi, fra cui le sedi del test, sono reperibili sul sito Internet di Novocure (www. Novocuretrial. Com). .  
   
   
DISABILI E ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI A VICENZA: REGIONE ACCREDITA STRUTTURE A CORNEDO, ARZIGNANO,VALDAGNO, CHIAMPO  
 
Venezia, 6 ottobre 2009 - L’assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi informa che la Giunta veneta, su sua proposta, ha deliberato di accreditare strutture sociosanitarie di assistenza alle persone disabili a Cornedo Vicentino, Arzignano, Valdagno e una struttura per anziani non autosufficienti d Chiampo. “Il provvedimento – spiega l’Assessore - fa riferimento a quanto previsto dalla legge regionale n. 22 del 2002 che determina le procedure di autorizzazione all’esercizio e accreditamento dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali nell’ambito del perseguimento del modello di qualità di questi servizi previsto dalla Regione Veneto, e della deliberazione regionale n. 84 del 2007, che ha approvato i requisiti e gli standard, degli indicatori di attività e di risultato, degli oneri per l’accreditamento e della tempistica di applicazione”. Si tratta, nello specifico, di tre centri diurni per disabili: “Ufficio Servizi No Problem” a Cornedo Vicentino, per una capacità ricettiva di 8 posti letto e per la durata di tre anni, “Moby Dick” a Arzignano per una capacità ricettiva totale di 25 posti letto per la durata di tre anni, “Programma socio riabilitativo di via gasdotto” a Valdagno per 25 posti letto con durata triennale; e del centro servizi assistenziali di S. Antonio-chiampo e Alta Valle per anziani non autosufficienti per 24 posti letto di secondo livello assistenziale. .  
   
   
A POTENZA CONTROLLI GRATUITI PRESSIONE OCULARE  
 
Potenza, 6 ottobre 2009 - In occasione della Giornata Mondiale della Vista, voluta dall’Agenzia Internazionale Prevenzione Cecità e dall’Oms, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, presso il Centro regionale per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva di Potenza si effettueranno, giovedì 8 dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 17,00 controlli gratuiti della pressione oculare finalizzati alla prevenzione del glaucoma. Nelle principali piazze di Potenza e Matera l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti distribuirà opuscoli informativi sulle principali patologie oculari. Secondo l’Istat solo in Italia vivono 362. 000 ciechi; inoltre si stima che gli ipovedenti siano un milione e mezzo. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità circa l’85 per cento della cecità nel mondo è evitabile. La Giornata Mondiale della Vista 2009 verterà sul tema della disabilità visiva al femminile e pone l’accento soprattutto sulla donna, non solo come una delle principali vittime della cecità, ma anche e soprattutto come protagonista attiva nella lotta alla cecità. Una donna cieca, nei paesi poveri, ha difficile accesso a molti beni primari: all’educazione, alla formazione, alla costruzione di una famiglia, al lavoro, all’ autosufficienza stessa. Per tale ragione, le donne non vedenti sono spesso condannate all’emarginazione, alla povertà, alla solitudine. In conclusione è opportuno ribadire che la cecità è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la più grave fra le cause invalidanti dell’apparato sensoriale. Investire risorse economiche nella prevenzione significa minori costi per la spesa pubblica e, soprattutto, grandi risparmi in difficoltà di vita ed in sofferenze umane. La difesa del bene inestimabile della vista è un dovere di tutti verso se stessi e verso gli altri. Le visite oculistiche gratuite continueranno ad essere effettuate presso il Centro regionale prevenzione cecità di Potenza, previa prenotazione, dal lunedì al venerdì. .  
   
   
LA SANITA´ VENETA FA SISTEMA PER IL DIRITTO ALLA SALUTE IN MOZAMBICO  
 
Venezia/Padova, 6 ottobre 2009 - «Tre ambiti di azione: l´assistenza clinica, la didattica e la ricerca. Il tutto con un approccio molto concreto che prevede lo scambio di specialisti, l´invio di specializzandi e la docenza negli insegnamenti di medicina, chiurgia, ostertricia, pediatria e oculistica, anche con il supporto della telemedicina». Con queste parole, don Dante Carraro, direttore di Medici con l´Africa Cuamm sintetizza il bilancio della missione che nei giorni scorsi ha portato alcune eccellenze della sanità veneta a Beira, seconda città del Mozambico, per rilanciare la storica collaborazione tra Regione Veneto e Provincia di Sofala, dove ha sede la città di Beira. Durante la settimana di permanenza, la delegazione ha fatto visita alle strutture dell´Ospedale centrale e dell´Università Cattolica, incontrando le autorità locali e gli operatori del Cuamm allo scopo di mettere a punto gli ambiti concreti di intervento in relazione al protocollo d´intesa siglato nel 2005 per il rafforzamento dei rapporti sanitari tra Regione e Provincia. Oltre all’Assessore regionale alla cooperazione allo sviluppo e ai diritti umani Maria Luisa Coppola, a Diego Vecchiato dirigente della Direzione Cooperazione Internazionale e Diritti Umani e a Don Dante Carraro di Medici con l´Africa Cuamm, hanno preso parte alla missione l´Azienda Ospedaliera e l´Azienda Ulss 16 di Padova (con Alessandro Galan direttore del Centro Oculistico San Paolo e Giovanni Putoto responsabile della Struttura Interaziendale di Formazione e Progetti Internazionali), l´Università di Padova con il Dipartimento di Pediatria (rappresentato da Giorgio Perilongo direttore della Clinica Pediatrica e da Liviana Da Dalt direttore del Pronto Soccorso pediatrico e coordinatrice delle attività didattiche), l´Azienda Ulss 9 di Treviso (con Gianluigi Scannapieco direttore del Dipartimento piani e programmi) e l´Istituto Oncologico Veneto rappresentato da Carlo Castoro. “e’ stata una missione breve ma devo dire di grande impatto”, è stato il commento dell’assessore regionale Coppola al rientro dalla visita. “Abbiamo potuto monitorare un progetto in Mozambico che da molti anni seguiamo grazie alla collaborazione del Cuamm, che da sempre dedica grande attenzione ai problemi sanitari dell’Africa. La cooperazione sanitaria riguarda il settore pediatrico, soprattutto perché è presente il grande flagello dell’Hiv e dell’Aids, ma che potrebbe essere ampliata anche all’ambito oftalmologico e oculistico per affrontare un grave problema di cecità diffusa nel Paese. Il Mozambico, che è uno dei dieci Paesi più poveri del mondo, è afflitto anche dai problemi della malaria, insieme alla malnutrizione dei bambini, e del colera purtroppo endemico. Ma abbiamo trovato anche un’Africa che vuole assolutamente crescere, soprattutto sul piano economico e turistico per le sue bellezze naturali”. “Di fatto quindi un bilancio positivo – ha detto l’assessore - anche se si vorrebbe fare sempre qualcosa di più, e la soddisfazione come Veneto di vedere riconosciuto questo lavoro da parte del nostro Ministero degli affari esteri”. “E´ emersa con forza - continua don Carraro - la consapevolezza della ricchezza e delle potenzialità che ci sono nel fare rete e sistema. Una conseguenza operativa sarà la stesura di un Protocollo di lavoro tra Regione Veneto, Medici con l´Africa Cuamm e il coinvolgimento delle istituzioni che hanno preso parte alla missione per dare continuità a quanto fatto finora”. Verrà potenziato il supporto all´Ospedale Centrale di Beira, una struttura che con 750 posti letto serve una popolazione di 1,5 milioni di abitanti, dove Medici con l´Africa Cuamm lavora già dal 2002 ed è presente attualmente con 11 volontari. Medicina, chirurgia, ostetricia, pediatria e oculistica saranno gli ambiti di azione principali. Oltre alla clinica, un´attenzione speciale sarà rivolta alla didattica, con l’appoggio al Corso di Laurea in Medicina dell´Università di Beira e in particolare ai Dipartimenti di Medicina, Chirurgia e Scienze Infermieristiche. E infine la ricerca, per far crescere saperi nei contesti di riferimento, in ambito clinico e di salute pubblica. “In Mozambico c’è 1 medico ogni 30. 000 abitanti, in Italia 1 ogni 200 persone circa - conclude don Carraro. Il Cuamm opera per ridurre queste inaccettabili disuguaglianze. Con la presenza costante sul campo, una continua analisi dei bisogni e l´interscambio con gli attori locali. In questo contesto la collaborazione con le realtà venete che hanno preso parte alla missione diventa un tassello strategico di un processo a tutto tondo finalizzato a garantire cure e servizi accessibili a chi ha più bisogno”. .  
   
   
OGGI AL GALLIERA DI GENOVA INCONTRO – DIBATTITO APERTO ALLA CITTADINANZA PARLIAMO DI...RADIAZIONI DISCOTECA, VIBRAZIONI DEGLI MP3, ESAMI RADIOLOGICI, RADIOFREQUENZE, E ANCORA LASER, RADON, RAGGI ULTRAVIOLETTI DEL SOLE E ARTIFICIALI  
 
Genova, 6 ottobre 2009 - il Salone Congressi dell´Ospedale Galliera ospiterà, alle ore 16. 30, un incontro/dibattito - aperto alla cittadinanza - sulle Radiazioni (per raggiungere la sede dell´evento consigliato ingresso principale Via Volta, 8 - primo piano). Viviamo immersi in un mare di radiazioni e vibrazioni come suoni e rumori. Pochi minuti in discoteca o con auricolari degli Mp3 possono equivalere per l’udito a una giornata di lavoro al martello pneumatico. Ogni anno in Italia sono eseguiti più di 50. 000. 000 di esami radiologici. Oltre agli indubbi vantaggi, quali sono i rischi, in particolare per i più giovani? Possiamo sostituire le radiografie, le mammografie e le Tac con le ecografie e le risonanze magnetiche? In Radioterapia e Medicina Nucleare quali sono i livelli di sicurezza oggi raggiunti? In medicina, ma anche nel mondo dell’estetica, radiofrequenze, laser, microonde sono sempre più diffusi ponendo problemi di sicurezza nuovi e diversi da quelli dei raggi X. Radiazioni naturali come i raggi ultravioletti del sole o artificiali come quelli dei lettini e delle lampade abbronzanti possono aumentare l’incidenza di tumori della pelle, anche molto pericolosi, come i melanomi. Infine un nemico “naturale” subdolo e invisibile come il gas radioattivo radon, proveniente dalle rocce, può infiltrarsi nei locali interrati e seminterrati di case, locali pubblici, gallerie, cantine e una volta respirato diventa la seconda causa di morte per tumori polmonari dopo il fumo. Ma cosa si può fare? Domani di tutto questo si discuterà insieme a esperti del settore con l’intento di informare con linguaggio scientifico, ma comprensibile anche dai non addetti ai lavori. Interventi di: Adriano Lagostena, Direttore Generale E. O. Ospedali Galliera; Filippo Grillo Ruggieri, Direttore S. C. Radioterapia E. O. Ospedali Galliera; Gian Andrea Rollandi, Direttore Dip. Area Radiologica e S. C. Radiodiagnostica E. O. Ospedali Galliera; Giuseppe Scielzo, Resp. Sicurezza Risonanze Magnetiche, Centro Tramautologico Ortopedico – Torino; Paolo Tomà Direttore Dip. Di Diagnostica per Immagini e Servizio di Radiologia - Istituto G. Gaslini. Modera l´incontro: Donata Bonometti, Giornalista – Il Secolo Xix; Nell´ambito dell´incontro verrà presentato il libro “Radiazioni conoscere per controllare” di G. Scielzo e Filippo Grillo Ruggieri (Erga Ed). . .  
   
   
POTENZA: IL 9-10 WORKSHOP PROGETTO “PER UNA SOCIETÀ INCLUSIVA"  
 
 Potenza, 6 ottobre 2009 - Prosegue il progetto “Per una società inclusiva”, percorso formativo sui temi della disabilità e dell’inclusione sociale. Il secondo workshop, dal titolo “Accessibilità e Mobilità”, è previsto il 9 ottobre dalle ore 9. 00 alle ore 18. 00 presso l’Unitre di Potenza in via Enrico Toti, 123. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “Le chiavi di scuola” ed è promossa dall’Agenzia per l’Orientamento e la Formazione della Provincia di Potenza, dall’Associazione Potentialmente Onlus, dall’Associazione Italiana Formatori Delegazione di Basilicata, dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, dall’Associazione Persone Down, dall’Associazione “La Luna al Guinzaglio”. Il percorso (di cui alleghiamo programma dettagliato) prevede le seguenti sessioni formative: “Discussione delle Tesi di Laurea e Proclamazione dei Dottori in Autonomia e Vita Indipendente”, Lectio Magistralis a cura di Fabrizio Mezzaluna e Giulio Nardone esperti dell’Associazione Fish, Laboratorio di inclusività: servizio, architettura e prodotto Ud, la presentazione del sito internet del progetto “Le Chiavi di Scuola”. Il workshop è gratuito ed aperto a tutti; il modulo di iscrizione è scaricabile sul sito internet www. Potentialmente. Org (nella sezione novità) e dovrà pervenire entro il 7 ottobre 2009 all’indirizzo mail: aifbasilicata@email. It. Per ulteriori informazioni:www. Potentialmente. Org .  
   
   
INDAGINE DEI NAS DI BOLOGNA E DELLA MAGISTRATURA SU RICETTE FALSE E RIMBORSI ILLEGALI DI FARMACI.  
 
Bologna, 6 ottobre 2009 - “Nel massimo rispetto che si deve ad una indagine in corso, la Regione si riserva fin da ora ogni iniziativa di propria competenza, nel rispetto dell’evoluzione e delle risultanze dell’indagine stessa, a tutela del Servizio sanitario regionale”. Lo ha affermato , il 2ottobre, l’assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-romagna Giovanni Bissoni con riferimento ad una indagine dei carabinieri del Nas e della magistratura di Bologna relativa a ricette false e rimborsi illegali di farmaci. “Sento comunque il dovere di esprimere fin d’ora - ha continuato - apprezzamento per l’efficacia dei controlli, a partire da quelli interni all’Azienda Usl di Bologna che hanno permesso l’avvio dell’indagine, la piena collaborazione con le Forze dell’ordine, l’efficacia e la competenza del Nas di Bologna”. “Anche questo episodio - ha aggiunto - conferma come il sistema di controllo, amministrativo e di merito, del Servizio sanitario regionale, in particolare sulle prescrizioni farmaceutiche, sia già molto elevato. Esso sarà ulteriormente potenziato con l’imminente avvio del "Progetto Sole", che metterà a disposizione di tutte le Aziende sanitarie, in tempo reale, l’anagrafe regionale aggiornata degli assistiti. ” .  
   
   
IL WELFARE NELLE MARCHE .PRESENTATO IL VOLUME, FRUTTO DELLA COLLABORAZIONE TRA REGIONE E UNIVERSITA`` MARCHIGIANE.  
 
Ancona, 5 Ottobre 2009 - Una prima fotografia complessiva sul welfare nelle Marche a confronto con le regioni italiane ed europee e` contenuta nel volume ´Il welfare nelle Marche , attori, strumenti e politiche´, curato da Angela Genova e Federico Palazzo e presentato il 2 ottobre in Regione. Un lavoro di 343 pagine che nasce dalla collaborazione tra la Regione (funzionari ed esperti del Servizio politiche sociali) e le tre Universita` marchigiane che tengono corsi di laurea in campo sociale. La presentazione e` stata anche l´occasione di un articolato dibattito aperto da Enzo Mingione, preside della Facolta` di Sociologia all´Universita` Bicocca di Milano, il quale ha evidenziato come il welfare italiano sia in assoluto il piu` difficile da riformare rispetto a quello di altri Paesi per la scarsa capacita` di adattamento ai cambiamenti culturali ed economici. ´Dallo studio della Comissione Onofri di 12 anni fa, non e` stato ripreso nessun suggerimento ´ ha detto - neanche quelli positivi. L´intervento epocale della legge 328/2000 e` arrivato troppo tardi e per di piu` e` stato subito sconvolto dalla riforma costituzionale del titolo V che ha regionalizzato tutto, passando le ´patate bollenti´ dell´adattamento alle Regioni, senza dotarle di strumenti idonei per assumersi il peso delle responsabilita` e accentrando ancora alcuni campi, come il sistema educativo e quello previdenziale. La crisi del welfare - ha proseguito- passa da eventi di per se` positivi ma che hanno incrinato l´equilibrio: la crisi del modello di famiglia nucleare stabile, i cambiamenti nel lavoro soprattutto delle donne che garantivano la stabilita` del sistema e che hanno ancora doppie responsabilita` (lavoro e cura familiare) e a cui si chiede spesso anche una formazione piu` alta che non agli uomini, l´allungamento delle prospettive di vita, diversificazione accentuata dei bisogni. Nel nostro Paese ci sono poi rilevanti sperequazioni territoriali Nord-sud all´interno delle stesse regioni. Anche le Marche hanno affrontato e stanno affrontando queste difficolta` ma hanno avuto, a differenza di altre regioni, la capacita` di attivare accordi e concertazione con gli Enti locali. Un fatto molto importante che valorizza anche il terzo settore. ´ Mingione ha anche citato il ´Rapporto Beveridge del 1942 ´ propaganda bellica della Gran Bretagna - che nonostante gli anni non e` superato nell´idea di interconnessione degli interventi: asili nido e servizi agli anziani non possono che appartenere allo stesso progetto di protezione e coesione sociale e offerti a tutte le classi di popolazione. ´Alle Regioni ´ ha concluso ´ la sfida politica di puntare soprattutto sulla qualita` dei servizi sociali perche` sia intesa come investimento per un futuro di crescita delle comunita`. ´ ´Una sfida importantissima e su cui calibrare tutti gli obiettivi del welfare- ha riaffermato l´assessore regionale alle politiche sociali, Marco Amagliani- e da cui le Marche non si distolgono, ma e` davvero difficile mirare alla qualita`, perche` evidentemente non e` lo stesso obiettivo del Governo nazionale che persevera nel taglio indiscriminato di risorse finanziarie proprio al sociale. E il rapporto costruttivo creato con i Comuni marchigiani viene minato, per questo, dalle fondamenta. ´ Al dibattito e` intervenuto anche il Rettore dell´Universita` Politecnica delle Marche, Marco Pacetti che ha messo in rilievo la positivita` della collaborazione con la Regione e tra Universita`, ´ cosa per niente scontata´ e che ha visto un primo concreto risultato nella redazione di un volume, utilissimo strumento informativo per gli operatori e per gli amministratori perche` mette in luce sfide e criticita` per la costruzione di un welfare regionale maturo a cui il mondo accademico potra` assicurare un contributo fattivo. Oltre al dirigenti regionale, Paolo Mannucci , che ha evidenziato l´utilita` della formazione universitaria di figure di alta professionalita` per le politiche sociali, sono intervenuti Giovanni Santarelli tra gli autori del volume insieme ai docenti Yuri Kazepov (Urbino) e Giovanna Vicarelli (Ancona) ed inoltre Sebastiano Porcu (Univ. Macerata), il presidente dell´Ordine degli assistenti sociali, Orazio Coppe e Riccardo Ruggeri, coordinatore Cupla. .  
   
   
DAL 24 OTTOBRE 2009 AL 10 GENNAIO 2010 SALE - SPAZI ARTE LEGNANO RITORNA CON TRE NUOVI APPUNTAMENTI ESPOSITIVI ALIGI SASSU. UOMINI ROSSI (OPERE 1929-1934); SEBASTIAN MATTA. L´ENTRÉE EST À LA SORTIE (OPERE 1950-2000); ENRICO SAVI. LUOGHI DELL’IMMAGINARIO.  
 
Legnaon, 6 ottobre 2009 - Si apre il 24 ottobre, la sessione espositiva autunnale di Sale – Spazi Arte Legnano, il progetto organizzato dall´Assessorato alla Cultura della Città di Legnano, e diretto da Flavio Arensi, che si propone l’obiettivo di riqualificare gli spazi espositivi cittadini attraverso eventi di qualità. Dal 24 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010 al Castello di Legnano, è in programma la personale di Aligi Sassu, intitolata Uomini rossi che proporrà oltre cento disegni inediti del grande maestro milanese (1912-2000). A Legnano, verrà esposto un corpo considerevole degli Uomini rossi, il ciclo pittorico più importante di Sassu, che mette in crisi la visione novecentista dell´uomo e, nel contempo, ricerca le radici della sua identità. I disegni esposti (e catalogati nell´ampio volume edito da Allemandi, a 30 anni dal grande libro omonimo di Raffaele Carrieri) sono stati realizzati fra il 1929 e il 1934 da un pittore diciassettenne appena uscito dall´infatuazione futurista (partecipa alla Biennale di Venezia col gruppo di Marinetti nel 1928). Considerabili un prodromo della Transavanguardia, queste opere segnano un momento di grande forza nella carriera di Sassu, ma anche uno dei più interessanti risultati artistici dell´epoca. La mostra è curata da Flavio Arensi e Gabriele Francesco Sassone, in collaborazione con Vicente Urbina Sassu della Fondazione Aligi e Helenita Sassu (Mallorca - Milano). Nel catalogo Allemandi testi di Flavio Arensi, Raffaele Carriere, Gabriele Francesco Sassone e Aligi Sassu. Negli spazi di Palazzo Leone da Perego, dal 24 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010, invece è previsto un omaggio al pittore cileno Sebastian Matta dal titolo L´entrée est à la sortie (1950-2000), che presenterà venti sculture e trenta dipinti di grande dimensione, molti dei quali inediti, in grado di raccontare l´intero percorso artistico del maestro, dagli anni cinquanta fino al 2000. Curata da Flavio Arensi e Alberto Zanchetta, da un progetto di Germana Ferrari Matta, l’esposizione mette in luce le diverse tematiche dell´opera dell´artista (1911-2002), proponendo sale tematiche ma anche costruendo suggestioni di immagini e colori. Nel catalogo Allemandi testi di Alberto Zanchetta, Davide Pairone, Gabriele Francesco Sassone. Una delle peculiarità di Sale è quella di promuovere figure di giovani artisti. È questo il caso del fotografo milanese Enrico Savi (1976) che presenterà - nello spazio Dovevaccadere, al Castello di Legnano, dal 24 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010 - diciotto immagini nella mostra dal titolo Luoghi dell’immaginario, curata da Flavio Arensi e Laura Luppi, che ruotano attorno a tre temi principali: Alberi, Cantieri e De-costruzioni. Gli scatti riprodotti su supporti di diverso formato sono ottenuti grazie a una particolare tecnica che l’artista adatta a una macchina fotografica interamente di plastica, Holga, donando allo spettatore un’insolita percezione della realtà. Nel catalogo edito da Allemandi in prefazione i testi di Laura Luppi, Flavio Albanese, direttore della rivista Domus e di Italo Zannier, il padre della critica fotografica italiana. .  
   
   
AL MUSEO DI PALAZZO VENEZIA ARTISTA AQUILANA  
 
L´aquila, 6 ottobre 2009 - Si apre oggi con un omaggio dell´artista aquilana Massimina Pesce alla sua città la mostra : "Tracce di memoria", sculture e dipinti in esposizione da domani 6 al 18 ottobre, al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, nella Sala Altoviti a Roma. "La Regione - ha spiegato alla stampa Marcello Verderosa dirigente regionale - ha sostenuto la mostra per due ragioni: perchè intendeva onorare l´artista conscarata dalla storia aquilana e che ha dato molto alla regione e perchè il museo di Palazzo Venezia è un traguardo che la Regione non poteva disattendere". " Il museo è storico ma si concede aperture al contemporaneo solo quando riconosce una valenza particolare, come nel caso dell´artista aquilana". "L´idea della mostra - ha affermato Maria Selene Sconci, critica d´arte e direttore del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, nasce da una visita della Pesce nella Sala Altoviti da cui fu sedotta; una sfida che l´artista aquilana ha vinto perchè la Sala Altoviti non ha mai finora accolto eposizioni, in quanto è una Sala che espone se stessa. Reca infatti un ciclo di affreschi, realizzati dal Vasari nel 1550, come omaggio a Cerere". "Tracce di memoria - ha aggiunto la Sconci- pur essendo proiettata sul futuro sente il bisogno di raccontare il passato. Babele, espressione della ricchezza di sentimenti, posta al centro dela Sala Altoviti è la personficazione di tutto lo studio fatto dall´artista. Il passaggio da Babele, fragile per le suggestioni ma forte nei suoi circa 3 metri di altezza in terracotta, in cui si denota un livello artistico di grande rilevo, alle tre forme, Presenze, di 2metri e 40 centimetri, denota la testimonianza di un´evoluzione stilistica". Oltre alla necessaria cartella stampa di presentazione dell´artista, Giuseppe Cimmino dell´associazione Aquilante ha mostrato il suo progetto comunicativo sulla Pesce: " Che mantiene sia la documentazione cartacea, sia il sonoro con un Cd". .