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Notiziario Marketpress di Mercoledì 21 Ottobre 2009
L´UE È PRONTA PER LA BANDA LARGA SENZA FILI SULLE FREQUENZE GSM  
 
Bruxelles, 21 ottobre 2009 - Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 20 ottobre sono state pubblicate nuove misure che, consentendo l’utilizzo delle frequenze Gsm da parte dei telefoni 3G, aprono la strada ad una nuova generazione di servizi mobili in Europa. Queste misure fanno seguito all’accordo raggiunto nel luglio scorso dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei ministri Ue al fine di modernizzare la normativa europea (la cosiddetta “direttiva Gsm”) sull’uso dello spettro radio necessario per i servizi mobili. Le nuove misure dell’Ue favoriranno una maggiore concorrenza sul mercato europeo delle telecomunicazioni e consentiranno agli operatori di fornire più facilmente servizi paneuropei più rapidi, come l’Internet mobile, accanto ai servizi Gsm attualmente disponibili. Esse contribuiranno inoltre all’introduzione di nuovi servizi a banda larga senza fili, uno dei motori della ripresa economica dell’Ue. La commissaria europea delle telecomunicazioni Viviane Reding ha dichiarato: “In piena recessione economica, il settore europeo della telefonia mobile ha ricevuto oggi un chiaro segnale di risoluto sostegno da parte dei responsabili politici. La nuova normativa europea pubblicata oggi riorganizza lo spettro radio nella banda Gsm per nuovi servizi mobili, rafforza la concorrenza e consente al settore della telefonia mobile un risparmio fino a 1,6 miliardi di euro in costi di investimento. Questo è il tipo di decisioni con cui l’Europa provvede a conservare un vantaggio competitivo nel settore dei servizi senza fili. ” Le nuove norme europee sono il frutto degli sforzi della Commissione volti ad aprire la banda di frequenze Gsm ad un maggior numero di servizi avanzati di comunicazione senza fili. Una decisione e una direttiva che aggiorna la direttiva Gsm del 1987, pubblicate oggi nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, devono ora essere applicate in tutti e 27 gli Stati membri dell’Unione. Le nuove norme consentono inoltre di adattare più facilmente l’attribuzione delle frequenze radio nella banda di 900 Mhz per consentirne l’utilizzazione anche alle nuove tecnologie a banda larga ad alta velocità di quarta generazione. Gli apparecchi attuali continueranno a funzionare senza problemi ma potranno utilizzare nuove tecnologie per accedere a servizi a banda larga ad alta velocità. Le norme avranno un effetto economico positivo sul settore e promuoveranno l’adozione di nuovi servizi senza fili, grazie alla diminuzione dei costi di rete derivanti dall’utilizzo di bande di frequenze più basse. La nuova decisione della Commissione stabilisce i parametri tecnici che permettono la coesistenza del sistema Gsm (telefoni cellulari di seconda generazione) e del sistema Umts (telefoni di terza generazione, 3G, che aggiungono ai servizi telefonici normali l’Internet mobile ad alta velocità) sulle frequenze Gsm di 900 e 1800 Mhz in linea con la direttiva. Questa decisione è basata sulla decisione europea in materia di spettro radio, che istituisce un meccanismo per l’adozione di norme tecniche armonizzate in base alle proposte provenienti dagli esperti nazionali in materia di frequenze radio. Le amministrazioni nazionali hanno ora sei mesi per recepire la direttiva e attuare la decisione in modo che le bande di frequenza dello spettro Gsm siano pienamente disponibili per la 3G. Nell’aprire le licenze Gsm esistenti, i regolatori nazionali dovranno esaminare le condizioni di concorrenza tra gli operatori di telefonia mobile e adottare provvedimenti contro eventuali distorsioni di concorrenza, conformemente alle norme comunitarie in materia di telecomunicazioni. La decisione prevede inoltre la possibilità di modifiche che permettano parametri tecnici d’uso per altri sistemi non Gsm la cui compatibilità potrà essere verificata in una fase successiva. Contesto La direttiva Gsm del 1987 riservava l’uso di una parte della banda di frequenza 900Mhz alle tecnologie di accesso note sotto il nome di Gsm (Global System for Mobile o, originariamente, Groupe Spécial Mobile), come ad esempio i telefoni cellulari. È stato però necessario aggiornarla per consentire l’uso di questa banda dello spettro da parte delle tecnologie senza fili più avanzate di nuova generazione. Nel novembre 2008 la Commissione europea ha proposto di condividere con altre tecnologie più avanzate le frequenze assegnate ai telefoni mobili, a partire dalla tecnologia mobile in banda larga di terza generazione Umts (Universal Mobile Telecommunications System). La proposta è stata approvata a maggio dal Parlamento europeo e a luglio dal Consiglio dei ministri. La direttiva aggiornata 2009/114/Ce è stata firmata dai presidenti del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri nel mese di settembre. Essa è stata pubblicata oggi insieme alla decisione della Commissione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. .  
   
   
IL SUCCESSO DEL PARADIGMA INFORMATICO SECSE  
 
Bruxelless, 21 ottobre 2009 - Un team di ricercatori finanziato dall´Unione europea ha elaborato nuovi metodi, strumenti e tecniche destinati agli integratori di sistema e ai fornitori di servizi che operano nel campo dell´ingegneria del software. Il nuovo paradigma informatico sviluppato dal progetto Secse ("Service Centric Systems Engineering"), che ha ricevuto un finanziamento pari a 9,28 milioni di euro in riferimento all´area tematica "Tecnologie della società dell´informazione" del Sesto programma quadro dell´Unione europea (6° Pq), consente di combinare i servizi in modo tale da creare applicazioni estremamente efficaci. A beneficiare dei vantaggi apportati dall´attività di Secse saranno i cittadini e le istituzioni europei. I partner del progetto Secse ritengono che questo ambiente innovativo possa consentire uno sviluppo applicativo ottimizzato e caratterizzato da costi ridotti e da una maggiore flessibilità. "La maggior parte dell´attività scientifica è stata svolta in funzione delle esigenze delle nostre aziende partner. L´attività principale, ovvero quella che integra la quantità maggiore di bit dell´intero progetto Secse, si fonda sul concetto di ´in-car journey service´, sviluppato dal Centro Ricerche Fiat", ha spiegato Peter Sawyer dell´Università di Lancaster (Regno Unito), membro di Secse. "Questo progetto è l´integrazione di molte delle cose che abbiamo fatto. Sfrutta sia le piattaforme di design che quelle runtime. Sembrava un progetto in parte approssimativo (prevedeva l´installazione di un Pc nel bagagliaio di una vettura), ma si è rivelato molto efficace. Tuttavia, non è ancora considerabile un prodotto finito". Il team afferma che il sistema non si limita a offrire un servizio di navigazione, ma che offre informazioni sull´ubicazione di concessionari e meccanici, e per alcuni percorsi specifici offre anche un servizio di previsioni meteorologiche. "È il frutto della combinazione di elementi di questo genere, ma l´elemento davvero eccezionale è che durante un viaggio in Europa il sistema potrebbero avere la possibilità di scegliere pressoché costantemente lo strumento più adeguato per lo svolgimento di una data attività" ha detto il dottor Sawyer. "Una volta attraversato un confine, se un servizio diventa debole o se fornisce informazioni meno dettagliate, il sistema Secse è in grado di passare immediatamente ad un altro". "Questo può avvenire anche nel caso in cui il servizio venga meno: Secse individuerà infatti un altro fornitore. Può capitare di avere la necessità di prenotare una stanza d´albergo perché la macchina ha avuto un guasto e sarà pronta appena il giorno successivo: Secse è in grado di trovare un albergo, fare la prenotazione e pagare la cauzione" ha aggiunto. Il team crede che la diffusione del modello sviluppato da Secse potrebbe essere utile in un numero crescente di ambiti. I proprietari delle abitazioni, per esempio, potrebbero sfruttare i servizi attraverso il telefono cellulare o il cercapersone. Secondo i partner del progetto il mondo accademico è soddisfatto dei risultati del progetto. "Penso che il nostro lavoro sia innovativo e prezioso e che la comunità accademica se ne renda conto" ha sottolineato il dottor Sawyer. Le idee del team sono state presentate su numerose riviste specializzate e in occasione di conferenze e seminari. I ricercatori affermano che il lavoro realizzato nell´ambito di questo progetto avrà una continuazione in futuro. L´ambiente di sviluppo del progetto è un sistema "open-source" ed è possibile scaricarlo. "Nessuno intende passare nel breve termine a un modello completamente orientato ai servizi". Afferma il dottor Sawyer: "Il livello di familiarità [con questi modelli] è troppo limitata. Credo che verranno sviluppati dei modelli ibridi man mano che si svilupperà un interesse per modelli basati sui servizi più completi". "Gli utenti che utilizzano questi tipi di dispositivi saranno probabilmente i primi a vedere le applicazioni sviluppate per gli utenti finali". Tra i partner del progetto Secse, coordinato dall´italiana Engineering Spa, vi sono Kd Software (Repubblica ceca), Centro Ricerche Fiat (Italia), Rijksuniversiteit Groningen (Paesi Bassi), Atos Origin (Spagna) e European Microsoft Innovation Center (Emic) Gmbh. Per maggiori informazioni, visitare: Secse: http://www. Secse-project. Eu/ Risultati Tic: http://cordis. Europa. Eu/ictresults/ .  
   
   
GLI ITALIANI AMANO IL .IT PARTE LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE DEL REGISTRO DEI DOMINI GESTITO DAL CNR, MIRATA A DIFFONDERE LA CULTURA DI INTERNET E LA CONOSCENZA DEL SUFFISSO .IT.  
 
Roma, 21 ottobre 2009 - Siano imprenditori, opinion leader o semplici utenti, tutti i navigatori del Belpaese associano a Internet prima di tutto il suffisso ‘. It’ e apprezzano che a gestire l’anagrafe dei domini italiani sia un ente ritenuto “serio e affidabile” come il Consiglio Nazionale delle Ricerche. È uno dei risultati dell’indagine sulla conoscenza e sull’utilizzo della rete, condotta dalla società Pragma per conto dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr (Iit-cnr), che vuole delineare lo scenario dal quale prenderà il via, il prossimo mese, la campagna di comunicazione del Registro . It, l’organismo dell’Iit-cnr che in Italia assegna e gestisce tutti i domini . It. “Obiettivo dell´iniziativa”, osserva il direttore dell´Istituto, Domenico Laforenza, “è contribuire alla diffusione della cultura di Internet in Italia e a un uso consapevole della rete, nonché valorizzare i nomi a dominio a suffisso . It, intesi sia come bene aziendale sia come simbolo del made in Italy”. La campagna di comunicazione del Registro, curata dalla società Light, si sostanzierà in due fasi. La prima, che partirà a novembre, interesserà quotidiani ed emittenti radiofoniche e sarà rivolta a un pubblico generalista; la seconda, tra gennaio e febbraio, sarà focalizzata su imprese e professionisti e coprirà radio e periodici. Sempre nel 2010, partirà anche l’iniziativa del Registro . It nelle scuole: 3. 000 istituti superiori italiani parteciperanno al quiz che trasforma la registrazione dei domini . It in un gioco interattivo aperto a tutti gli studenti, naturalmente on line. L’indagine di Pragma, forte di 2. 150 interviste (1. 200 alla popolazione, 800 alle aziende e 150 agli opinion leader), è un ritratto in chiaroscuro del rapporto tra gli italiani e la rete: se usa la rete il 66,8% delle aziende, la percentuale sale fino al 93% quando le imprese hanno più di 5 addetti, sono nel Nord Italia e operano nel settore immobiliare. Gli opinion leader (giornalisti, parlamentari, funzionari della pubblica amministrazione, esponenti del mondo universitario e della cultura) si informano e scambiano informazioni sul web pressoché quotidianamente quasi senza eccezioni: 98,7%. Per il campione relativo alla popolazione, invece, la penetrazione di Internet non va oltre il 52,6%: meglio gli uomini delle donne, i più giovani e scolarizzati. Per quanto riguarda i domini, ne possiede uno proprio l’84,4% delle imprese intervistate ma solo un terzo circa dei cittadini e degli opinion leader. Anche la posta elettronica personalizzata (gli indirizzi associati al proprio dominio e non a un provider generico) non ha ancora sfondato: la possiede solo metà delle imprese e appena l’1,4% dei cittadini. Il suffisso italiano è comunque il punto di riferimento dei titolari di un nome a dominio: l’82,2% ha un nome . It. E praticamente la totalità del campione intervistato, pensando a Internet, vi associa l’estensione . It: l’associazione immediata al concetto di “italianità” lo fa preferire al dominio generico . Com, considerato a vocazione più commerciale. Nonostante i numeri, a livello mondiale, siano ben diversi (1,8 milioni di . It registrati, oltre 80 milioni di . Com) a livello nazionale, in termini assoluti di conoscenza e gradimento, la battaglia tra le targhe del web ha, del resto, come contendenti solo . It e . Com). Significativa anche la valutazione del ruolo che il Cnr assume quale gestore del Registro . It, l’anagrafe dei domini italiani. Il legame è sconosciuto ai più ma, una volta conosciuto, viene valutato positivamente dal 67,4% dei cittadini, dal 55,2% delle imprese e dal 78% degli opinion leader, per la sua serietà e affidabilità. Il servizio di registrazione dei domini . It, nato e cresciuto all´interno del Cnr, si rivelerà anche un prezioso volano per la ricerca: sosterrà infatti direttamente il lavoro di giovani e brillanti ricercatori. "D´accordo con il direttore dell´ Iit, intendo proporre al Cda di investire parte degli introiti dell´attività del Registro . It nel finanziamento di diverse borse di dottorato di durata triennale che, a partire dal prossimo anno, potranno essere svolte in alcuni dei più prestigiosi atenei italiani, in stretta collaborazione (co-tutorship) con gli 11 Dipartimenti del Cnr", spiega il presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche, Luciano Maiani. "Stiamo pensando di partire con trenta borse di dottorato. Un´apposita commissione individuerà le università a cui proporre il programma delle borse. E con esse, in stretta collaborazione con i direttori di Dipartimento del Cnr, selezionare i relativi temi di ricerca. Questa strategia - continua Maiani - delinea chiaramente la volontà dell´Ente di mettere a sistema nuovi e più moderni percorsi di reclutamento del personale della ricerca, per promuovere la meritocrazia, ridurre il precariato e migliorare l´utilizzo delle risorse disponibili", conclude il Presidente del Cnr. .  
   
   
ADUC, TELEFONIA, GESTORE RICHIEDE PENALE DI RECESSO DI TRE MILA EURO A COMMERCIALISTA, L´1% DEL FATTURATO. LA LEGGE BERSANI CANCELLATA DI FATTO  
 
 Firenze, 21 ottobre 2009 - Ricordate la legge Bersani? Tra l´altro prevedeva il divieto di penali in caso di recesso anticipato da un contratto con un gestore telefonico. Un divieto che si estende anche in caso di contratti con utenti professionali (pmi, artigiani, commercianti, professionisti). Ebbene tale legge e´ sostanzialmente ignorata dai gestori, che arrivano a chiedere penali oltremodo esagerate. Come nel caso di uno studio professionale che si visto recapitare penali per oltre tre mila euro. I fatti. Uno studio di commercialisti, già cliente Wind-infostrada, chiede una linea Adsl aggiuntiva al gestore. In contemporanea vengono attivate quattro linee telefoniche. Non bastata la laurea in economia e commercio per poter desumere questa conseguenza dal contratto sottoscritto. Fatto sta che viene inviata una raccomandata di recesso dal nuovo contratto per non conformità. Nonostante cio´ arriva la fattura con 3. 140 euro di penali. Curiosa la descrizione: per ogni linea c´e´ una penale di 50 euro per il recesso, a cui si aggiunge la penale variabile di 840 euro (420 in un caso). Che coincide con l´1% del fatturato annuo dello studio associato (se i gestori pagassero, per ogni loro comportamento scorretto multe analoghe!!!). Questo caso non e´ un´eccezione, le penali vengono richieste a utenti residenziali e aziende da tutti i gestori telefonici e dalle pay tv (Sky, Mediaset Premium), in modo piu´ o meno mascherato (a volte i molti soldi richiesti vengono definiti costi di disattivazione). Insomma, una giungla. Aduc Chiede all´Agcom: visto che l´Autorita´ ha emanato puntuali linee guida a chiarimento delle disposizioni della legge Bersani; visto che non è pervenuta nessuna risposta alla denuncia del marzo scorso, inviata all´Autorita´; gli utenti devono rassegnarsi e considerare nulla la legge Bersani? Sempre Aduc chiede alle associazioni di imprese: perche´ non utilizzate il vostro potere per tutelare da questi gestori i vostri associati? Inoltre Aduc consiglia agli utenti che ricevessero fatture maggiorate da penali o da esagerati costi di disattivazione di non pagare l´addebito non riconosciuto e di inviare una raccomandata ar di messa in mora in cui si chiede una nota di credito e un sacrosanto risarcimento danni. Http://www. Aduc. It .  
   
   
ARRIVA L´MP3 DEI PAGAMENTI. ED E´ TUTTO ITALIANO ! UN SISTEMA DI WIRELESS PAYMENT CHE SMATERIALIZZA TOTALMENTE LA FUNZIONE DI PAGAMENTO, E GARANTISCE LA MASSIMA SICUREZZA  
 
Milano, 21 ottobre 2009. Quale sarà la prossima rivoluzione nei servizi di pagamento ? Si dice la sparizione della moneta “vera” a favore di quella di plastica, ma a ben guardare il vero sconvolgimento sarà la smaterializzazione della funzione di pagamento: non più carte di plastica che si perdono e nemmeno chip di silicio che si rompono, tutto si può fare via software, e con la massima sicurezza. E non nel futuro, ma ora, ad opera di una società italiana, la milanese 4Tech+ (www. 4techplus. Com) specializzata in telecomunicazioni e sicurezza. Quello che l´Mp3 ha fatto per la musica lo sta facendo Cash-mobile per i pagamenti. Cash-mobile è un servizio interfacciabile con qualunque infrastruttura di pagamento (banche, società di carte di credito, operatori innovativi come Paypal, Pos) che si basa su un´architettura client-server. Il client, che risiede sul dispositivo mobile dell´utente, si occupa dell´interfaccia e della gestione della cifratura, i server delle comunicazioni con l´infrastruttura di pagamento. Il funzionamento è semplicissimo e ricorda quello tipico di una carta di credito ma. Senza che alcuna carta venga strisciata o letta in altro modo (fine delle clonazioni). Come funziona Il cliente si registra sul servizio Cash-mobile inserendo via web o in altro modo i propri dati personali, le infrastrutture di pagamento su cui vuole appoggiarsi e il suo numero di rete cellulare, e riceve un Sms contenente il link per scaricare l´applicazione client, un software scritto in Java. Il software si installa sul terminale mobile e al primo avvio si completa la procedura di registrazione: il cliente imposta un proprio Pin, che decide lui stesso. A questo punto l´applicazione client è abilitata. La transazione di pagamento avviene in modo semplice, che ricorda quello tipico delle carte di credito tramite Pos. Il venditore invia al servizio Cash-mobile tramite un dispositivo mobile o un Pc i dati necessari. Cash-mobile invia sul cellulare del cliente la richiesta con gli estremi dell´acquisto, e a quel punto il cliente da´ l´ok inserendo il proprio Pin segreto. La transazione viene effettuata e le relative ricevute vengono inviate sia al cliente che al venditore. Dalle prove effettuate con carico standard, il ciclo di autorizzazione dura 3-5 secondi, in quanto il cliente deve solo inserire il Pin e dare conferma, quindi non deve digitare importi, navigare tra menù, a tendina o meno, eccetera. Tutto il sistema è basato su crittografia a doppia chiave asimmetrica e non fa circolare alcun dato sensibile. Inoltre tutte le comunicazioni tra client e server, sia in fase di registrazione/abilitazione che in fase di transazione avvengono attraverso Sms cifrati. Rispetto ad altri servizi annunciati per il pagamento attraverso terminali mobili, Cash-mobile offre un livello elevatissimo di sicurezza e un´assoluta semplicità d´uso, dovuta a alcuni fattori esclusivi: La transazione di pagamento non viene mai avviata dal cliente ma sempre dal venditore (punto debole invece degli atri sistemi di pagamento mobile annunciati di recente) La comunicazione tra client e server avviene esclusivamente tramite Sms push cifrati Il Pin deciso dall´utente non viene Mai condiviso in rete (nemmeno il servizio Cash-mobile e i circuiti di pagamento lo conoscono), altro punto debole invece di molti atri sistemi Tutte le operazioni, una volta che il client è abilitato (procedura necessaria solo una volta), avvengono in modo trasparente per venditore e utente. Quest´ultimo deve solo autorizzare (inserendo il Pin) o rifiutare (non inserisce il Pin, e non può farlo, perché in caso di rifiuto l´applicazione non gli presenta nemmeno il campo di inserimento), punto debole invece di tutti gli altri sistemi Da parte del venditore, il pagamento può essere richiesto anche senza un Pc, usando un dispositivo mobile, che permette l´utilizzo di Cash-mobile anche in situazioni come vendita ambulante e con poca disponibilità di spazio e difficoltà di alimentazione elettrica e di rete (es. Edicole, temporary store, fiere). L´elevato livello innovativo delle caratteristiche di Cash-mobile è stato garantito da un deposito di brevetto da parte di 4Tech+ (Mi 2009 A001640 ), che copre sia il sistema di autenticazione forte su rete mobile, denominato Safe-mobile, che la sua prima applicazione, Cash-mobile appunto. “Cash-mobile è il coronamento della nostra esperienza e degli investimenti pluriennali nella tecnologia e nelle applicazioni della sicurezza e delle comunicazioni a valore aggiunto sulle reti mobili – ha commentato Mario Bergantini, Amministratore Delegato di 4Tech+. Pensiamo di avere realizzato un prodotto servizio straordinario, il primo a rendere realtà la smaterializzazione totale dei sistemi di pagamento e, contemporaneamente, che garantisce la completa apertura verso potenzialmente tutti i circuiti di pagamenti esistenti, dalle carte di credito ai sistemi bancari, a Paypal. ” .  
   
   
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IL NUOVO ROBOT ASIMO AL SUO DEBUTTO ITALIANO AL FESTIVAL DELLA SCIENZA DI GENOVA  
 
Verona, 21 ottobre 2009 - Il nuovo robot umanoide Asimo è in viaggio verso l’Italia dove questo venerdì farà il suo debutto italiano al Festival della Scienza di Genova, dove rimarrà per dieci giorni, fino a domenica 1 novembre. La settima edizione del Festival della Scienza analizza il tema del futuro, e Asimo rappresenta il più alto esempio tecnologico. Durante il festival Asimo dimostrerà ai visitatori le proprie avanzate capacità motorie in diverse esibizioni, dal 23 ottobre al 01 novembre. Introdotto per la prima volta nel novembre del 2000, Asimo, acronimo per Advanced Step in Innovative Mobility, è alto 120 cm con un peso di 52 kg. Comparato ai suoi predecessori (dal 1986 in poi), Asimo ha raggiunto un miglior equilibro, è più agile, ha un design più familiare ed è in grado di compiere semplici operazioni in un ambiente umano. Nelle capacità di camminata di Asimo gli ingegneri Honda hanno compiuto enormi progressi. Mentre i robot precedenti dovevano fermarsi per poi riuscire a girarsi, Asimo ha una straordinaria abilità di camminare e girarsi lentamente grazie alla tecnologia intelligente di camminata flessibile in tempo reale, progettata da Honda. Asimo può ora prevedere i propri movimenti e adattare di conseguenza il proprio centro di gravità. Oltre a salire e scendere le scale, Asimo può mantenere automaticamente il proprio equilibrio senza essere precedentemente impostato. Questo ha fatto sì che Asimo possa gestire le pendenze o rimanere in equilibrio su di una gamba sola. Anche l’altezza di Asimo è stata una decisione strategica importante. La sua altezza permette di interagire facilmente con lui e i suoi occhi sono all’altezza di quelli di un adulto seduto. Dalla sua introduzione, Asimo è stato dotato di una voce e di tecnologie di riconoscimento visivo che gli permettono di interagire meglio con le persone. Asimo continua ad essere studiato e migliorato, per realizzare il sogno di sviluppare un robot talmente avanzato da poter aiutare le persone nella vita quotidiana. Rimane ancora molto lavoro ma con Asimo Honda ha veramente fatto un passo avanzato verso la mobilità innovativa. .  
   
   
API BASILICATA, INTERNET VELOCE NELLE AREE INDUSTRIALI  
 
Potenza, 21 Ottobre 2009 - “Dopo una lunga battaglia condotta dall’Api, le aree industriali di Jesce e La Martella sono state dotate della banda larga, anche se a tutt’oggi il servizio non è ancora partito. Restano, invece, ancora sprovvisti della copertura Adsl l’area della Valbasento e numerosi piccoli comuni dell’entroterra”. L’ afferma, in un comunicato stampa, l’Api di Matera che ritiene “giuste e doverose le osservazioni del consigliere regionale Pasquale Di Lorenzo sulla necessità di colmare questo deficit al fine di limitare l’annoso problema dell’isolamento del nostro territorio e, soprattutto, di dotare tutte le imprese locali delle condizioni necessarie per essere maggiormente competitive sui mercati”. Per l’Api “la mancanza di internet veloce in un agglomerato industriale grande come la Valbasento, che la Regione sta cercando di reindustrializzare attraverso un bando di finanziamento da 50 milioni euro, comporta notevoli disagi alle aziende esistenti a causa della inevitabile lentezza del collegamento con la linea analogica, e rende l’area meno appetibile per i futuri insediamenti. Lo stesso consigliere Di Lorenzo ha avanzato dubbi sulla reale motivazione della proroga alla scadenza dei termini di partecipazione al bando, disposta – a suo dire – per la mancanza di domande. Se si vuole smentire questo assunto – secondo l’Api – a prescindere dal dato di fatto delle numerose istanze inviate, occorre fare di tutto per attrarre reali investimenti in Valbasento, anche dotando il sito delle infrastrutture telematiche. La banda larga, infatti, è ormai diventata un’esigenza imprescindibile per le imprese che puntano sulla velocità per ridurre i costi, aumentare la produttività e diventare competitive sui mercati esteri. L’api ricorda la proposta lanciata nell’aprile 2007, quando l’Associazione chiese a Telecom Italia di collegare tutte le imprese di Jesce con la linea Hdsl al medesimo costo della linea Adsl, in modo da superare gli ostacoli connessi alla mancata infrastrutturazione dell’area, rendere più conveniente per Telecom Italia l’investimento e, nel contempo, ridurre i costi per gli operatori”. .  
   
   
CONVEGNO “GIOVANI E NUOVE TECNOLOGIE” INTERNET PER TUTTI I RAGAZZI, REGIONE TOSCANA AL LAVORO BANDA LARGA E SCUOLA PER GARANTIRE I DIRITTI DELL´ERA DIGITALE»  
 
Firenze, 21 ottobre 2009 - La completa copertura della banda larga su tutto il territorio toscano entro il 2010, l´utilizzo di Internet in tutte le scuole toscane, l´ampliamento dei progetti di alfabetizzazione alla Rete. Sono queste gli impegni che il governo regionale intende portare avanti per garantire a tutti i ragazzi e le ragazze della Toscana i nuovi diritti dell´”era digitale”, quelli strettamente connessi alle nuove tecnologie dell´informazione. Impegni che ieri mattina, a Lucca, nell´ambito del convegno “Giovani e nuove tecnologie”, sono stati oggetto dell´intervento del vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli: «Dai dati che abbiamo a disposizione ancora poco più del 42% dei giovani toscani usa Internet, cifra importante, ma che significa anche che oltre la metà ancora non lo usa – ha sottolineato Gelli – È un dato su cui riflettere, perché usare Internet, e usarlo bene, implica assai di più di giocare con il computer o chattare con gli amici, significa avere opportunità diverse e migliori per il proprio futuro di cittadini e di lavoratori. Accettare l´idea che qualcuno possa essere escluso dalla Rete vuol dire accettare che qualcuno sia tagliato fuori dalla cittadinanza del futuro». Per questo la Regione Toscana si sta preoccupando in primo luogo di costruire le infrastrutture che consentiranno a tutti di avere la copertura adeguata per sfruttare servizi e opportunità on line. «Ho letto che in questi giorni che la banda larga è un diritto acquisito in paesi come la Finlandia – ha sottolineato Gelli – In Italia, al contrario, nessun serio piano organico di infrastrutturazione è stato ancora adottato e questo ha forti ricadute sulla possibilità di attrarre investimenti e imprese, e perfino sulle scelte di residenza de i nuclei familiari. Per questo penso che sia particolarmente importante che la Toscana sia in grado di completare entro pochi mesi l´estensione della banda larga all´intero territorio regionale». Il governo regionale è al lavoro perché le nuove tecnologie entrino anche nelle scuole e nelle famiglie, con progetti quali Trool – che, in collaborazione con l´Istituto degli Innocenti, propone ai giovani uno spazio per imparare a usare Internet in sicurezza – o come l´introduzione nelle scuole di lavagne elettroniche e interattive. «Tutto questo – ha concluso Gelli – con la consapevolezza che a poco servono tecnologie, servizi, infrastrutture se non siamo in grado di far crescere e dare opportunità ai nostri talenti». .  
   
   
LOMBARDIA - DOTE RICERCA, INTESA DA 61 MLN. CON UNIVERSITA´ FORMIGONI: ALLEANZA PER FAR CRESCERE IL NOSTRO CAPITALE UMANO  
 
Milano, 21 ottobre 2009 - Sessantuno milioni di euro per sostenere l´attività dei giovani ricercatori, sponsorizzare la loro permanenza all´estero per periodi di studio e formazione e promuovere progetti con le imprese per tradurre le idee innovative sviluppate negli atenei in realizzazioni concrete. E´ questa la cifra che la Regione e le 12 Università lombarde (più lo Iuss di Pavia) hanno deciso di investire insieme attraverso un "Accordo per lo sviluppo del capitale umano", firmato ieri dal presidente Roberto Formigoni e dal vicepresidente e assessore all´Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni, con i rettori degli atenei. Alla base dell´intesa c´è la convinzione che sviluppare il sapere scientifico e tecnologico sia lo strumento migliore per sostenere l´innovazione e la competitività del nostro sistema economico. "Si tratta - ha spiegato Formigoni - di un´alleanza di sistema che mostra la volontà comune di Regione Lombardia e del mondo della ricerca di affrontare e vincere insieme nuove sfide decisive per il nostro futuro. Abbiamo voluto assumerci questa responsabilità comune per migliorare la competitività del sistema economico e produttivo lombardo, proprio in un momento di difficoltà a livello internazionale come quello che stiamo attraversando. Il segnale da dare è proprio quello di un innalzamento della qualità e quantità del capitale umano". "Nelle università lombarde - ha proseguito Formigoni - è presente un forte potenziale, che deve però trovare più possibilità di esprimersi compiutamente, mentre in questo momento appare limitato dai vincoli eccessivi imposti dalla normativa nazionale. C´è dunque la volontà di giungere a una semplificazione legislativa anche in questo settore, per competere sempre meglio nell´attirare i migliori cervelli e realizzare attività didattiche e di ricerca di elevato livello qualitativo". Dopo aver sottolineato la necessità di "trovare strade nuove per invertire una tendenza negativa che vede i nostri atenei penalizzati rispetto a quelli stranieri", Formigoni ha espresso la volontà di "valorizzare le specificità dei diversi sistemi territoriali". "A questo proposito - ha detto ancora il presidente - è giunto il momento che le competenze che la Costituzione attribuisce alle Regioni in materia di università siano passate alle Regioni che le sappiano e le vogliano gestire. Regione Lombardia è la prima di queste, e chiede dunque di esercitare in prima persona, nel rispetto dell´autonomia delle singole università, le competenze finora gestite dallo Stato". Un esempio è il diritto allo studio. Oggi lo Stato distribuisce risorse alle Regioni e contemporaneamente detta parametri e criteri per il loro utilizzo che prescindono completamente dalle necessità e dalla caratteristcihe dei diversi territori. Regione Lombardia chiede di decidere in autonomia a questo riguardo. Altro esempio è la gestione dei fondi che lo Stato riserva alle università: "Chiediamo - ha detto Formigoni - che i fondi siano attribuiti alle Regioni e gestiti da queste in autonomia. Solo così potremo ottenere che le università virtuose, come quelle lombarde sono, possano avere i fondi che spettano loro sulla base del merito e dei risultati ottenuti e non siano penalizzate da una situazione in cui atenei meritevoli e non meritevoli sono trattati in modo molto simile". "Con l´Accordo di oggi - ha concluso Formigoni - proseguiamo e rafforziamo le politiche a sostegno dei ricercatori lombardi attuate fino ad oggi, che stanno dando risultati concreti e in prospettiva di sicuro successo. Il cuore del nostro impegno continua a essere sempre la persona come principio, soggetto e fine di ogni politica. Siamo convinti, e lo conferma la nostra storia, che quello in capitale umano sia anche l´investimento più proficuo per rilanciare lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio. Parlando a nome delle Università lombarde, il rettore dell´Università degli Studi di Milano, Enrico Decleva, ha rimarcato l´importanza dell´intesa "sia per dimensioni sia per tipologia". "Per la prima volta - ha detto Decleva - l´accordo opera sul terreno istituzionale e non su progetti specifici. Le risorse vengono usate per intervenire su aspetti centrali e strategici come la formazione del capitale umano, l´internazionalizzazione e il collegamento con le imprese". Decleva si è infine detto d´accordo con la prospettiva di un rapporto più stretto tra il sistema regionale e le Università, soprattutto nella prospettiva del federalismo fiscale. Questo nuovo patto con gli atenei lombardi, che fa seguito all´Accordo quadro sulla ricerca sottoscritto lo scorso 1 luglio, punta sul sostegno all´attività dei ricercatori, utilizzando lo strumento della "Dote". - Dote ricercatori (40. 400. 000 euro messi a disposizione per il 50% dalla Regione e per il 50% dalle Università): per sostenere, in maniera continuativa, l´attività di ricercatori e assegnisti di ricerca (con interventi di durata fino a quattro anni), impegnati in settori strategici per lo sviluppo del capitale umano e del sistema economico e produttivo della Lombardia. - Dote ricerca applicata (18. 000. 000 euro messi a disposizione per il 50% dalla Regione e per il 50% dalle Università): della durata fino a due anni, è destinata a sostenere specifici progetti di ricerca, sviluppati in partenariato tra le Università e le imprese. - Sostegno alla mobilità internazionale (2. 600. 000 euro messi interamente a disposizione da Regione Lombardia): a favore dei giovani che beneficiano della Dote Ricercatori, garantisce un assegno mensile (fino a un massimo di 12) per il periodo di permanenza all´estero. Nei giorni immediatamente successivi alla firma dell´Accordo, la Regione trasmetterà alle Università l´invito a presentare programmi di intervento relativi sia alla Dote ricercatori sia alla Dote ricerca applicata con la descrizione degli obiettivi, dei risultati attesi, delle procedure di evidenza pubblica per la selezione dei destinatari, ecc. I progetti presentati dalle Università verranno poi valutati e approvati da un Nucleo di valutazione regionale. L´approvazione dei progetti consentirà l´attivazione delle procedure e la conseguente assegnazione delle Doti. I sottoscrittori dell´Accordo sono: Regione Lombardia - Università degli Studi di Bergamo - Università degli Studi di Brescia - Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm - Università "Vita Salute San Raffaele" - Politecnico di Milano - Università Cattolica del Sacro Cuore - Università Commerciale "Luigi Bocconi" - Università degli Studi di Milano - Università degli Studi Milano-bicocca - Università degli Studi di Pavia - Università "Carlo Cattaneo" - Liuc - Università degli Studi dell´Insubria - Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia - Iuss. .  
   
   
SARDEGNA: CONTRIBUTI AGLI STUDENTI UNIVERSITARI PER IL "FITTO-CASA"  
 
Cagliari, 21 Ottobre 2009 - Anche per il corrente anno accademico l´Assessorato regionale della Pubblica istruzione ha pubblicato i bandi relativi all´abbattimento dei costi per l´affitto sostenuti dagli studenti che frequentano un corso universitario fuori dalla Sardegna. Nel dettaglio, possono partecipare al bando gli studenti, nati o residenti in Sardegna da almeno 5 anni, che nel corso dell´anno accademico 2009/2010 siano iscritti a: un corso di laurea, laurea specialistica a ciclo unico o laurea specialistica presso qualsiasi Università situata fuori dalla Sardegna; un corso di laurea, laurea magistrale o laurea magistrale a ciclo unico presso qualsiasi Università situata fuori dalla Sardegna; un corso istituito presso scuole o istituti che costituiscono il Sistema dell´Alta formazione e specializzazione artistica e musicale situati fuori dalla Sardegna; un corso istituito presso una qualsiasi Facoltà delle università pontificie situate fuori dalla Sardegna. L´indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del nucleo familiare dello studente non deve essere superiore a 35 mila euro. Gli studenti già beneficiari del contributo negli anni accademici precedenti e che nell´accademico 2009/2010 frequentano una successiva annualità del corso possono partecipare al bando di rinnovo. Le domande di partecipazione dovranno pervenire all´Assessorato entro le ore 13 del 23 novembre 2009. Per informazioni è possibile contattare i seguenti numeri telefonici 070/6064937 – 070/6064526 oppure inviare una e-mail all´indirizzo fittocasa@regione. Sardegna. It .  
   
   
ISTRUZIONE: PRECARI DELLA SCUOLA DA G.R. BANDO A SOSTEGNO DEL SISTEMA SCOLASTICO REGIONALE DELL’ UMBRIA  
 
 Perugia, 21 ottobre 2009 - Sostenere le istituzioni scolastiche dell’Umbria con progetti per il potenziamento dell’offerta di istruzione e formazione, e che utilizzino i precari espulsi dal mondo della scuola a seguito della riforma Gelmini. E’ quanto si propone la Giunta regionale dell’Umbria che, su proposta dell’assessore all’istruzione Maria Prodi, sta elaborando un apposito bando rivolto alle autonomie scolastiche e diretto a supportare la qualità del sistema educativo regionale. Un “tavolo”, da istituire tra Regione Umbria e Ufficio scolastico regionale, darà il contributo tecnico necessario ad individuare le misure da attivare. “I provvedimenti assunti dal governo nazionale – ha ricordato Maria Prodi – hanno messo in ginocchio il mondo dell’istruzione. Solo in Umbria c’è stato un taglio agli organici di 623 persone, tra docenti e personale Ata, che hanno visto contrarsi le possibilità di inserimento dei precari e prodotto situazioni di disagio per alunni e famiglie. Per sfuggire alle conseguenze delle proprie decisioni il governo ha emesso un decreto che non aggiunge un euro a favore dei precari non riconfermati, attribuisce loro gli ammortizzatori cui aveva già comunque diritto, rimanda il problema occupazionale alle regioni. Ribadendo la necessità che ognuno si assuma le proprie responsabilità la Regione Umbria ha deciso di farsi carico di alcune debolezze che questi interventi hanno prodotto nella scuola umbra affiancando le scuole con interventi volti a rafforzare il sistema dell´istruzione. Il bando, per il quale la Regione stanzia 450 mila euro di risorse proprie, sarà principalmente rivolto a progetti finalizzati ad aumentare il livello quantitativo e qualitativo dell’orientamento scolastico e professionale; all’inserimento degli studenti stranieri e a favorire la coesione sociale nel territorio di riferimento; alla valorizzazione ed alla diffusione delle diverse forme di collegamento con il mondo del lavoro e all’integrazione dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro; all’inserimento e accompagnamento degli studenti con disabilità e rischio di marginalità sociale; al rafforzamento dell’insegnamento dell’informatica “open source” e delle nuove tecnologie, della matematica e delle scienze nella scuola e nella formazione; a favorire l’innovazione scolastica ed a migliorare la qualità dell’offerta scolastica anche attraverso la formazione del personale della scuola; alla promozione dei processi delle competenze di base anche degli adulti. La Regione condivide infine le preoccupazioni più volte espresse dai Dirigenti scolastici dell’Umbria e recentemente manifestate pubblicamente rispetto alla difficoltà di garantire il mantenimento perfino dei servizi di ordinaria amministrazione, a causa delle inadeguate risorse per il funzionamento delle scuole e per le supplenze. .  
   
   
AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL MASTER UNIVERSITARIO IN MEDICINA ESTETICA E DEL BENESSERE DELL’UNIVERSITÀ DI PAVIA UNA GRANDE OPPORTUNITÀ DI FORMAZIONE PROFESSIONALE QUALIFICATA, PER UN RAPIDO INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO DOPO LA LAUREA IN MEDICINA E CHIRURGIA.  
 
Pavia. 21 ottobre 2009 - L’università degli Studi di Pavia ha bandito la terza edizione del Master in Medicina estetica e del Benessere, un programma biennale di alta formazione, rivolto a trenta laureati in Medicina e Chirurgia e organizzato dal Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Rianimatorie-riabilitative e dei Trapianti d’Organo della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Si tratta di un percorso di studio intensivo teorico-pratico particolarmente pensato per i neolaureati in Medicina e Chirurgia, armoniosamente articolato in due anni di lavoro full-time tra lezioni teoriche, attività pratiche e stages presso aziende di settore, finalizzato alla formazione del Medico Estetico, figura professionale destinata all’attività in studi autonomi, centri polispecialistici, centri-benessere, palestre, beauty farms e stazioni termali. Il Medico Estetico è impegnato più che nel trattamento di quadri patologici, nel mantenimento dello stato di salute e del benessere psicofisico del paziente. Una finalità conseguita sia educando il paziente a gestire al meglio la propria persona sia intervenendo opportunamente con gli adeguati correttivi per minimizzare gli inestetismi, che possono essere causa di disagio. Il Master in Medicina Estetica è di durata biennale e prevede un impegno di 3000 ore (1500/anno) articolate in lezioni frontali e seminari presso le strutture dell’Università di Pavia (960 ore), oltre che esercitazioni pratiche, stage e visite presso Centri di Medicina Estetica, Centri-benessere, Terme, Palestre, Aziende di settore, appositamente convenzionate (600 ore); attività di studio e preparazione individuale (ore 1440). La frequenza è obbligatoria per almeno il 75% del monte ore previsto. Docenti del Master sono professori in ruolo dell’Università degli Studi di Pavia, Docenti di ruolo di altri Atenei nonché esperti esterni. Il percorso formativo è organizzato in 9 moduli principali di insegnamento che coprono tutti gli aspetti e le tematiche della Medicina Estetica e del benessere: Aspetti generali della Medicina Estetica e discipline propedeutiche, Dermatologia e cosmetologia, Termalismo, Flebolinfologia, Cura della silouhette, Tecniche e metodiche di Medicina Estetica, Apparecchiature e tecnologie di specifico impiego in Medicina Estetica, Attività motorie, Terapie complementari e non convenzionali A conclusione del Master, previo superamento dell’ esame finale, verrà rilasciato il diploma di Master Universitario biennale di Ii livello in “Medicina Estetica e del Benessere”. Sono ammessi al Master fino a un massimo di 30 iscritti, selezionati secondo una graduatoria di merito che privilegia il curriculum degli studi universitari, la giovane età e il non possesso di alcuna specializzazione post-laurea. Requisiti essenziali per l’ammissione sono: la laurea in Medicina e Chirurgia, l’abilitazione all’esercizio della professione di Medico Chirurgo e l’iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi. Le iscrizioni si chiudono alle ore 12. 00 del 10 dicembre 2009. Il costo di iscrizione all inclusive di 6500€/anno comprende la frequenza di tutti i corsi teorici e delle attività pratiche, il materiale didattico (testi scolastici, dispense, audio-video), il trasferimento alle sedi distaccate in Pavia, il lunch di lavoro giornaliero in Pavia, il trasferimento e il soggiorno con pensione completa nelle località di tirocinio-stage fuori sede. Sono previste formule agevolate di soggiorno in Pavia per gli studenti fuori sede, oltre a forme di finanziamento a tasso agevolato, per coprire l’intero costo d’iscrizione. .  
   
   
RAPPRESENTANTI DI CLASSE, IL PIÙ BEL MESTIERE DEL MONDO. I CORSI DELL’A.GE. TOSCANA  
 
Firenze, 21 ottobre 2009 - Rappresentanti di classe, ogni anno la consueta liturgia: si eleggono i genitori più disponibili, promettendo non più di un paio di riunioni in un anno, e poi si abbandonano questi volonterosi a se stessi. Molti ne soffrono, tanti abbandonano. Eppure, come dicono i più navigati, fare il rappresentante di classe è il più bel mestiere del mondo. E vedi che gli brillano gli occhi e che ci credono davvero. Quale sarà il loro segreto? Per scoprirlo l’Associazione Genitori A. Ge. Toscana in collaborazione con gli Istituti Comprensivi di Chiusi e di Torrita di Siena organizza due incontri pensati per sostenere l’impegno dei genitori che si mettono volontariamente al servizio delle famiglie e della scuola. Lo scopo ultimo è quello di costruire quella ‘comunità educante’ che tutti vorremmo per i nostri giovani, per consentire loro di vivere al meglio la loro esperienza scolastica. "Rappresentante di classe: il più bel mestiere del mondo" ex Cinema Eden, Via Cassia Aurelia a Chiusi Scalo Sabato 24 ottobre 2009 dalle ore 15:00 alle 17. 00 (sarà disponibile un servizio di animazione per bambini). "Mi hanno eletto: e adesso che faccio?" Scuola Primaria “E. De Amicis”, Via Mazzini a Torrita di Siena Sabato 7 novembre 2009 dalle ore 16:30 alle 18. 30. E ancora ad Arezzo, in collaborazione con la Consulta dei Genitori: “Rappresentare i genitori: come e perché” Aula magna dell’Istituto Tecnico Commerciale “Michelangelo Buonarroti” piazza della Badia 1 Sabato 7 novembre 2009 dalle ore 10,00 alle ore 12,00. Gli incontri, partendo da una breve ricognizione della normativa vigente, si baseranno sulla concreta esperienza dei presenti, dando ampio spazio agli esempi pratici e alle domande. In veste di relatrice Rita Manzani Di Goro, presidente dell’A. Ge. Toscana e autrice dei manuali “Come rappresentare i genitori …e vivere felici” e “Come coinvolgere i genitori” (Bignami Editore), che già da numerosi anni si occupa della formazione dei genitori impegnati nella scuola. Questo ciclo di incontri fa seguito ai quattro tenuti in provincia di Grosseto in collaborazione con il Forum dei Genitori e l’Ufficio Scolastico Provinciale e a quello svolto a Portoferraio in collaborazione con la locale Associazione Genitori A. Ge. “Arcipelago Toscano”. Altri incontri sono previsti a Carpaneto (Pc) e in altre province della Toscana. .  
   
   
L’ITALIANO TRA ARTE, SCIENZA E TECNOLOGIA  
 
 Lugano, 21 ottobre 2009 - L’associazione Carlo Cattaneo e il Consolato Generale d’Italia a Lugano, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, del Ministero degli Affari Esteri e dell’Accademia della Crusca, in occasione della Nona Settimana della Lingua italiana nel mondo che quest’anno svolge il tema “L’italiano Tra Arte, Scienza E Tecnologia” presentano, venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 18. 00 presso la Sala-teatro Carlo Cattaneo del Consolato Generale d’Italia in Via F. Pelli 16, 6900 Lugano, il seguente programma: Introduzione del Presidente Dr. Paolo Grandi. “La lingua italiana nell’ambito universitario e scientifico svizzero e nell’amministrazione federale” Relazione a cura del Segretario di Stato Mauro Dell’ambrogio. “Italiano, lingua d’Europa” Relazione a cura del Professor Paolo Ramat. Relatori: Segretario di Stato Mauro Dell’ambrogio- Mauro Dell’’ambrogio vanta un percorso professionale di primo piano sia nel settore pubblico che nell’ambito privato, ed é sempre stato attivo politicamente. Nominato Primo Segretario Generale dell’Usi nel 1996, dal 2003 é Direttore della Supsi e dal 1° gennaio 2008 Segretario di Stato per l’educazione e la ricerca. Aggregata al Dfi, la Ser é l’autorità federale preposta alle questioni di portata nazionale ed internazionale concernente l’educazione in generale. Professor Paolo Ramat- Laureato all’Università di Firenze in glottologia, ha insegnato all’Università di Cagliari, e dal 1971 all’Università di Pavia come professore ordinario prima di filologia germanica e poi di glottologia. Dal 1° novembre 2007 responsabile della classe di scienze umane presso l’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia. “Laurea honoris causa” dell’Università di Erfurt in Germania, collabora con l’Università di Fribourg (Ch), partecipa a diversi progetti (Miur e Prin), già Presidente della Società di Linguistica Italiana e organizzatore di diversi congressi internazionali. Ingresso libero, anche ai non soci. .  
   
   
ISTRUZIONE: MOLINARO PRESENTA PROGETTO SCUOLA FVG-CARINZIA  
 
Udine, 21 ottobre 2009 - Partire dalla scuola per costruire la nuova cittadinanza europea. È questo l´obiettivo principale del progetto Comenius Regio "Crescere e apprendere in rete", che unisce alcune scuole del Friuli Venezia Giulia e della vicina Carinzia. Il programma comunitario, presentato ieri a Udine dall´assessore regionale all´Istruzione, Roberto Molinaro, è un´azione all´interno del Lifelong Learning Programme dell´Ue, che per la prima volta prevede una regia istituzionale da parte della Regione e dell´Ufficio Scolastico Regionale con un consorzio che comprende i settori formale e non formale dell´educazione. Nello specifico, la Regione Friuli Venezia Giulia e la Carinzia coordineranno e sosteranno per il biennio 2009-2011 un progetto integrato tra scuole e altre agenzie formative esperte dei due territori per l´innovazione educativa. "Il progetto - ha commentato l´assessore Molinaro - mette in risalto la creatività, l´innovazione e l´utilizzo delle moderne tecnologie, che devono avere sempre più spazio nelle scuole". La nostra regione verrà in tale iniziativa rappresentata dall´Istituto "Ingeborg Bachmann" di Tarvisio, dall´Educandato statale "Collegio Uccellis" di Udine e dalla Direzione didattica di Manzano, che hanno alle spalle già esperienze significative nell´ambito della collaborazione internazionale. L´obiettivo del progetto è individuare le modalità dei percorsi didattici trasversali (moduli formativi transfrontalieri), che prevedano l´applicazione del metodo di apprendimento cooperativo in rete tra gli studenti e contestualmente il confronto, la formazione e il tutoraggio dei docenti. In particolare, l´iniziativa prevede la sperimentazione di percorsi condivisi sulle competenze chiave europee trasversali, quali quelle civiche e sociali, l´imparare a imparare, la comunicazione in madrelingua, la comunicazione nelle lingue straniere, la competenza digitale, lo spirito d´iniziativa e l´imprenditorialità. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di una radio transfrontaliera in formato podcast. "È motivo di soddisfazione il fatto che dei 17 programmi Comenius Regio autorizzati dall´Ue in Italia ben due riguardano la nostra regione", ha sottolineato il direttore dell´Ufficio Scolastico Regionale, Daniela Beltrame. "L´obiettivo è di portare - ha spiegato l´assessore Molinaro - quest´iniziativa a sistema affinché le buone pratiche diventino punto di riferimento per tutto il sistema scolastico regionale. L´azione s´inserisce a perfezione nel programma per adeguare il sistema del Friuli Venezia Giulia alla dimensione europea e internazionale". .  
   
   
PROTEZIONE CIVILE: IN VENETO NUOVO SERVIZIO METEOROLOGICO DEL CFD PER PREVISIONE E GESTIONE EMERGENZE  
 
Venezia, 21 ottobre 2009 - “L’attivazione del nuovo servizio meteorologico, uno dei prossimi obiettivi del Centro Funzionale Decentrato (Cfd) della Protezione Civile del Veneto, è l’ennesima risposta della nostra Regione alla previsione nonché alla gestione delle eventuali emergenze, e quindi la riprova della credibilità dell’Arpav (Agenzia Regionale per l’Ambiente), che in questi anni ha colto tutte le sfide che abbiamo proposto”. Così l’assessore alla Protezione civile, Elena Donazzan, in occasione della conferenza stampa, ieri mattina nel Centro regionale della Protezione civile a Marghera, in cui sono stati illustrati i primi sei mesi d’attività del Cfd. “Sempre encomiabile- ha aggiunto Donazzan- lo sforzo e l’impegno degli operatori del Centro in funzione tutti i giorni, inclusi i festivi, con un servizio di reperibilità notturna e in caso di allerta con un servizio 24 ore su 24”. Oltre All’assessore Donazzan, erano presenti il Segretario regionale ai Lavori pubblici, responsabile del Cfd, Mariano Carraro e il Direttore generale dell’Arpav, Andrea Drago. Il Centro Funzionale Decentrato è una struttura prevista per ogni regione da una direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri; in Veneto è stato istituito lo scorso aprile e ha sede operativa a Marghera, dove lavora uno staff di trenta esperti della Protezione Civile, della Direzione Difesa del Suolo della Regione e di Arpav. Le principali attività riguardano la gestione delle allerte idrauliche ed idrogeologiche e il monitoraggio delle valanghe e dei sismi. Le allerte vengono lanciate dal Cfd alle sezioni locali della Protezione Civile e alle istituzioni deputate al controllo e alla salvaguardia del territorio in seguito all’emissione di bollettini di previsione meteorologica di Arpav. Numerosi gli eventi che hanno occupato il Centro nei primi mesi di attività, dalla tromba d’aria di Riese Pio X (Tv) in giugno, alla frana di Cancia a Borca di Cadore (Bl) in luglio, alle frane e smottamenti della scorsa primavera a Padova e Vicenza in seguito ad abbondanti precipitazioni. “Gli eventi meteorologici improvvisi e circostanziati territorialmente rappresentano, anche a causa dei cambiamenti climatici, un rischio sempre più frequente per il Veneto – ha dichiarato Andrea Drago – per tale ragione Arpav ha proposto alla Regione un Progetto Speciale per la Meteorologia che prevede strumenti e metodi innovativi per le previsioni di eventi improvvisi con una spesa di 600 mila euro in due anni, inoltre abbiamo stipulato una convenzione con il Cnr di Padova per costruire nuovi modelli previsionali”. .  
   
   
PROTEZIONE CIVILE: FIRMATO ACCORDO DI COLLABORAZIONE CON CARABINIERI E PREFETTURE DEL LAZIO  
 
Roma, 21 ottobre 2009 - È stato firmato ieri mattina dal presidente Piero Marrazzo, alla presenza dei prefetti del Lazio e del Generale Cotticelli dell´Arma dei Carabinieri il protocollo di intesa per lo scambio di informazioni e comunicazioni tra protezione civile regionale e Carabinieri del Lazio. Scopo dell´accordo è quello di aumentare il coordinamento sul territorio grazie allo scambio di informazioni tra la sala operativa regionale e le 372 stazioni dei carabinieri sparse nella Regione Lazio. Inoltre, creare una stretta collaborazione tra gli uffici territoriali del Governo, l´Arma dei Carabinieri e la Regione Lazio. Insomma, mettere in atto uno scambio continuo di informazioni tra le sale operative dei vari corpi i modo da prevenire e contrastare anche gli incendi boschivi nel Lazio. Soddisfazione è stata espressa dal presidente Marrazzo che ha ricordato come "Oggi aggreghiamo al sistema antincendio un altro significativo segmento dello Stato. Nel Lazio stiamo vivendo una stagione diversa dal resto del Paese, in cui le istituzioni dialogano, a prescindere dal colore politico, per governare e risolvere i problemi del territorio". Secondo il direttore della Protezione civile regionale Maurizio Pucci "con la collaborazione dei carabinieri e dei prefetti, che coordinano tutte le forze dell´ordine ci sarà un raccordo totale per prevenire ed affrontare qualsiasi incendio". Per il comandate Cotticelli, infine, "l´arma dei carabinieri, con 372 stazioni nel Lazio, e´ presente capillarmente sul territorio e può essere un ottimo punto di riferimento per avvertire scosse sismiche e incendi". "Siamo riusciti a mettere tutti insieme come un corpo unico a servizio del sistema di prevenzione - gli ha fatto eco il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro- e abbiamo trovato nel presidente Marrazzo un punto di riferimento". .  
   
   
DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA AGAZIO LOIERO, IN RISPOSTA ALLA LETTERA APERTA INVIATAGLI DAL PRESIDENTE DEL WWF FULCO PRATESI SULLA QUESTIONE DEL PONTE SULLO STRETTO  
 
Reggio Calabria, 21 ottobre 2009 “Quello che è certo che la Calabria ha bisogno di ben altre infrastrutture e di mettere in sicurezza il proprio territorio, già piagato dalle piogge alluvionali dell’inverno passato, per evitare tragedie come quelle recenti in provincia di Messina. Non so se il governo accetterà le richieste della Regione, ma sono certo che i lavori per il Ponte sullo Stretto, nonostante gli annunci con squilli di trombe, non partiranno e per diversi motivi. Primo perché non ci sono i soldi e i fondi Fas non possono essere utilizzati per opere di regime ma devono invece essere spesi per i bisogni dei territori interessati, poi perché non ci sono i progetti. L’unico cantiere che, questo ce lo auguriamo, sarà aperto è quello della cosiddetta variante di Cannitello della linea ferroviaria, perché solo per essa la Regione ha dato la sua approvazione condizionandola al fatto che tale opera non abbia nulla a che vedere con la realizzazione del Ponte sullo Stretto ma serva solo a migliorare la rete ferroviaria che in quel tratto è soggetta a frane e smottamenti. Anche noi riteniamo che, a ridosso delle elezioni regionali, rientri nella pura propaganda politica l’annuncio del governo dell’avvio dei lavori per il Ponte. Non ci sono le condizioni minime ed essenziali, infatti. E non è stata coinvolta in alcun modo la Regione che non vede nella faraonica struttura una priorità e che finirebbe per sottrarre risorse importanti da destinare ad altre opere di cui il territorio, anche nella viabilità, ha urgente bisogno. In sede Cipe la Regione Calabria si è sempre dissociata da qualsiasi iniziativa che in qualche modo evocasse i lavori del Ponte. Abbiamo detto sì alla variante di Cannitello perché riteniamo importante che Rfi migliori finalmente il tracciato in uno dei tratti ferroviari più delicati sul Tirreno. Diremo di sì ad altre opere similari. Per il resto la nostra posizione non è mutata. E’ necessario prima completare i lavori dell’autostrada A3 i cui tempi si sono allungati a dismisura, penalizzando sia la Calabria sia la Sicilia, e poi provvedere all’ammodernamento della strada statale 106 jonica per evitare altri lutti. Il resto si vedrà quando sarà il momento. E il momento del Ponte non è ancora arrivato”. .  
   
   
INCENDI: NEL LAZIO DIMEZZATI GLI ETTARI DI BOSCO BRUCIATI  
 
Roma, 21 ottobre 2009 - Presentati ieri i risultati della campagna antincendio boschivo appena conclusa, che anche nel 2009 confermano la positiva tendenza alla riduzione degli incendi, anche grazie al grande sforzo di prevenzione svolto dai volontari. La superficie totale di bosco bruciato passa dagli oltre 1701 ettari del 2008 agli 834 del 2009. Crollano gli incendi nel 2009 nel Lazio: gli incendi boschivi, anche grazie all´impegno delle oltre 600 associazioni di volontariato attivate su tutta la provincia per avvistamento e spegnimento incendi, si sono dimezzati, passando dai 347 roghi del 2008 ai 230 di quest´anno (già nel 2008 gli incendi si erano dimezzati rispetto al 2007). Più che dimezzati gli ettari di bosco bruciato, che passano dagli oltre 1701 del 2008 ai 834 del 2009. Complessivamente, tra bosco, sterpaglie e fuochi a "bordo strada" gli incendi totali si riducono nel 2009 a 1127 ettari dai 2794 del 2008. Il direttore regionale Maurizio Pucci ha sottolineato "il grande impegno dei volontari e della sala operativa regionale nella lotta agli incendi" e ha ricordato lo sforzo della protezione civile regionale nella prevenzione, dall´acquisto di mezzi e forniture per le associazioni, ai corsi di formazione, alla campagna di comunicazione istituzionale messa in campo per tutta l´estate su radio e televisioni locali. .  
   
   
NIDIFICAZIONE DI FUNTANAZZA IN SARDEGNA  
 
 Cagliari, 21 Ottobre 2009 - Nella notte tra il 3 e il 4 agosto 2009, sulla spiaggia di Funtanazza (Arbus- Sardegna occ. ) si è verificata una nidificazione di Caretta caretta. L´evento è stato notato da quattro ragazzi che si trovavano sul posto e che hanno immediatamente provveduto ad informare la Rete Regionale per la Conservazione della Fauna Marina coordinata dal Servizio Tutela della Natura dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna. La tempestività della segnalazione ha consentito l´immediato intervento della Rete Regionale per la Conservazione della Fauna Marina ed in particolare del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale della della Ras, Capitaneria di Porto di Oristano, l’Area Marina Protetta “Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre”, Iamc-cnr di Torregrande, servizio Tutela della Natura della Ras. Sono intervenuti inoltre funzionari della Provincia del Medio Campidano, Polizia Municipale di Arbus. Il sito di deposizione è apparso subito non idoneo a garantire il successo dell´incubazione delle uova in quanto soggetto ad evidente erosione per le frequenti mareggiate. Inoltre, la stagione avanzata dell´avvenuta deposizione non avrebbe assicurato temperature favorevoli allo sviluppo degli embrioni. Per tali ragioni si è deciso di trasferire le uova in incubatrice continuando, però, a monitorare le temperature del nido di Funtanazza con uno specifico data logger. Ciò ha confermato l´opportunità di un immediato spostamento, in quanto i dati rilevati hanno mostrato un drastico abbassamento della temperatura alla metà di settembre, che non avrebbe consentito lo sviluppo embrionale. Le uova, con la collaborazione della Stazione Zoologica di Napoli, sono state trasportate nei locali dell’ Iamc-cnr di Oristano dove è stata allestita una apposita incubatrice. Tutta l´operazione è avvenuta sotto il coordinamento del Servizio Tutela della Natura della Regione ed apposita autorizzazione in deroga del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che raccomanda la traslocazione dei nidi in casi analoghi a questo. Nonostante i rischi, grazie alla professionalità degli operatori, che per due mesi hanno monitorato continuamente i parametri dell´incubatrice per assicurarvi sempre la giusta temperatura e umidità, circa il 40% degli embrioni è giunto a sviluppo completo. Alla nascita i piccoli sono stati trasferiti in una nursery, in quanto le loro dimensioni e il loro peso risultavano inferiori a quelli indicati in letteratura. Già all´apertura del nido le uova si presentavano molto più piccole del normale. Successivamente è stato deciso di mantenere i piccoli e di allevarli in cattività, in quanto, oltre al loro stato particolarmente vulnerabile, sarebbe stato estremamente rischioso inserirli in natura, anche in considerazione delle basse temperature tipiche della stagione autunnale. È appena il caso di sottolineare che al raggiungimento di un peso e di una taglia ottimale, che dovrebbe avvenire circa al Ii anno d´età, i piccoli saranno immessi in natura. Per quanto riguarda le uova non schiuse, ad una prima analisi emerge che il 10% degli embrioni si sono fermati ai primi stadi di sviluppo, proprio come avviene in nidi non traslocati. Ciò conferma la correttezza ed efficacia delle procedure fino ad oggi adottate. Considerato ciò, il verificarsi di una seconda nidificazione di tartarughe marine in Sardegna (la prima è stata a Geremeas nel 2006), induce a ritenere che questa specie stia ampliando il suo areale di deposizione al settore occidentale del bacino Mediterraneo. Perciò, nel prossimo futuro occorrerà raccogliere nuovi elementi per comprendere la dinamica dei cambiamenti in atto. Con la supervisione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e degli esperti della Stazione Zoologica di Napoli, e secondo le raccomandazioni delle Linee Guida ministeriali di prossima pubblicazione, s´intende proseguire su questa strada per contribuire concretamente alla conservazione di Caretta caretta. .  
   
   
RISCHIO IDROGEOLOGICO IN PUGLIA, VISITA AI COMUNI DELLA DAUNIA SETTENTRIONALE  
 
Bari, 21 ottobre 2009 - Rischio idrogeologico e possibili soluzioni per arginarlo saranno al centro della visita che il 21 ottobre, l’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati farà ai paesi dei monti dauni settentrionali della Puglia. L’assessore Amati incontrerà a Pietramontecorvino i sindaci di tredici comuni (Pietramontecorvino, Casalvecchio di Puglia, Alberona, Volturino, Volturana, san Marco la Catola, Motta Montecorvino, Casalnuovo Monterotaro, Carlantino, Celenza Valfortore, Castelnuovo della Daunia, Biccari, Roseto Valfortore) e si confronterà con loro sulle problematiche relative alle criticità idrogeologiche dei centri urbani e non, nonché sui possibili interventi di consolidamento da attuare nei prossimi mesi. “Il rischio idrogeologico mi sta spingendo a visitare molti comuni pugliesi - ha detto l’assessore amati alla vigilia della visita – Viviamo in un paese in cui purtroppo si interviene solo quando ci sono i morti; io voglio modificare questo tragico procedimento e desidero intervenire con tempestività per evitare le tragedie”. Dopo questa visita è già in corso di programmazione l’altra nei comuni delle Daunia meridionale, che si svolgerà nelle prossime settimane. .  
   
   
TOSCANA: RACCOLTA DIFFERENZIATA, IL SISTEMA RISCHIA IL COLLASSO  
 
Firenze, 21 ottobre 2009 - Revet, la principale azienda toscana (200 dipendenti) che si occupa di selezione e trattamento per il riciclo della raccolta differenziata multimateriale di 235 Comuni su 287 della Toscana, è a rischio di interruzione del servizio. Come lei tutte le altre aziende d´Italia che svolgono questo lavoro. Questo perchè il Corepla, il consorzio nazionale fra i produttori di materie plastiche obbligato a ritirare gli imballaggi immessi al consumo e raccolti in modo differenziato, con una semplice lettera le ha avvisate che tutti i pagamenti in sospeso saranno rinviati alla fine del primo trimestre 2010. La situazione è stata denunciata dall´assessore regionale all´ambiente Anna Rita Bramerini. «Siamo davanti ad una situazione paradossale, inaccettabile -- ha detto l´assessore -- ed il Ministero dell´ambiente deve intervenire subito per scongiurare quanto prospettato da Corepla. Questa dilazione nei pagamen ti pendenti, oltre a non essere rispettosa del recente accordo Anci-conai, vorrebbe dire per Revet un buco in bilancio di molti milioni di euro già a fine 2009. Una situazione insostenibile per un´azienda che fattura in tutto 20 milioni all´anno e che in questo modo nel giro di pochissimo tempo si vedrebbe costretta ad interrompere i servizi, con le temibili conseguenze che è facile immaginare». Se il debito di Corepla mettesse Revet nella condizione di non poter più svolgere la propria opera, nel giro di poche settimane la raccolta differenziata fatta nella stragrande maggioranza dei Comuni toscani non avrebbe più uno sbocco. I rifiuti si accumulerebbero e il servizio diventerebbe ingestibile. «Questo vorrebbe dire il collasso dell´intero sistema di raccolta differenziata -- prosegue Bramerini -- è necessario che il Ministro Prestigiacomo intervenga subito, anche perchè la situazione economica critica di Corep la era nota da tempo e immagino che il Ministero fosse a conoscenza del problema. Per questo ho scritto una lettera al Ministro chiedendole una rapida soluzione alla vicenda. Non possiamo permetterci indugi». «La Toscana – ha concluso - ha investito e sta investendo molto sulla raccolta differenziata, abbiamo destinato a questo settore ben 17 milioni di euro nel 2008, altri 14 nel 2009 e ulteriori 15 sono previsti per il 2010. Abbiamo sensibilizzato i cittadini, stiamo raccogliendo risultati importanti e stiamo lavorando per risolvere il problema della carenza di impianti di supporto alla raccolta differenziata. Tutto ciò rischia di essere vanificato dalla mancata corresponsione in tempi accettabili di quanto Corepla deve alle aziende. E´ un´ipotesi che deve essere assolutamente scongiurata». .