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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 25 Marzo 2010 |
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IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SERVIZI INNOVATIVI E TECNOLOGICI, STEFANO PILERI, RAPPRESENTERÀ L’ITALIA NEL PRIMO “PANEL DI ESPERTI SULL’INNOVAZIONE DEI SERVIZI NELL’UE” DELLA COMMISSIONE EUROPEA. |
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Roma, 25 marzo 2010. Sarà Stefano Pileri, Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici a rappresentare l’Italia nell’ Expert Panel on Services Innovation in the Eu, creato dalla Commissione Europea con l’obiettivo di fornire ai governi raccomandazioni e indicazioni strategiche su come promuovere e incrementare l’innovazione nei settori dei servizi. E’ la prima volta che la Commissione affronta con un respiro così ampio e obiettivi ben delineati il problema dell’innovazione nei Servizi. Il presupposto è che, essendo l’economia europea prevalentemente un’Economia di Servizi (questi assicurano all’Ue27 il 69,2% del totale dell’occupazione, il 71,6% del valore aggiunto prodotto e, da oltre un decennio, la gran parte degli incrementi occupazionali), l’innovazione di questi settori - mercati, modelli di business, imprese e loro perfomance, costituisce un aspetto cruciale per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro in Europa. Per il Panel sono stati selezionati 20 esperti europei di alto livello, provenienti dal mondo delle pubbliche amministrazioni, delle imprese, delle università, i quali, nei prossimi dieci mesi, saranno impegnati ad analizzare, sia a livello nazionale che su scala europea, gli strumenti e le iniziative a supporto dell’innovazione nei servizi, valutare l’efficacia delle politiche in essere, individuare le azioni di maggior successo per, infine, proporre una strategia di dimensione comunitaria. Sono previsti quattro workshop a Bruxelles, il primo dei quali si terrà il 25 e 26 marzo. I lavori, che si concluderanno a gennaio 2011, potranno essere seguiti sul sito www.Europe-innova.eu/expert-panel. |
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SICUREZZA, MARONI PRESENTA TELECAMERE INTELLIGENTI; DE CORATO: “VIMINALE CONCEDA CONTRIBUTI A MILANO CHE STA GIÀ TESTANDO QUESTE NUOVE TECNOLOGIE” NEL BILANCIO PREVENTIVO 2010 COMUNE HA PREVISTO 8 MILIONI DI INVESTIMENTI PER POTENZIARE E MIGLIORARE SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA |
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Milano, 25 marzo 2010 - “Con la presentazione di un nuovo sistema di videosorveglianza ‘intelligente’, il ministro dell’Interno Maroni dimostra di condividere in pieno la linea dell’Amministrazione comunale milanese che in questi anni ha investito molto sulle telecamere e che sta già sperimentando un sistema innovativo come quello in prova a Verona. Mi riferisco alle telecamere ‘intelligenti’ che ho personalmente visionato in due missioni a Londra e in Israele e che da alcune settimane stiamo testando alla stazione Cadorna e alla ‘control room’ di via Silvio Pellico. Un sistema innovativo che permette la selezione automatica delle immagini e che, se applicato a tutto il territorio cittadino, consentirebbe un salto di qualità alla nostra attuale dotazione: 1.101 impianti (di cui 959 solo per la sicurezza), 148 colonnine sos, 48 telecamere wireless sui Security Point e 8 sistemi ‘urla e sparo’. Impianti che nel 2009 hanno consentito di fornire alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine ben 2.025 utili per le indagini di polizia giudiziaria”. Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. “Ci auguriamo quindi – conclude De Corato – che dal Viminale arrivino contributi per il Comune di Milano. Che nel bilancio preventivo 2010 ha tra l’altro già previsto investimenti per 8 milioni di euro dedicati proprio alla videosorveglianza e alle ‘telecamere intelligenti’”. |
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MILANO: PIANO TERRA PIÙ SICURO CON SISTEMI ANTINTRUSIONE PER GLI ANZIANI NEI QUARTIERI A RISCHIO |
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Milano, 25 marzo 2010 - Le persone con più di 65 anni che vivono nelle case comunali ai piani bassi (primo livello fuori terra) in quartieri a rischio potranno richiedere al Comune l’istallazione di dispositivi antintrusione. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta che impegna 500mila euro per l’esecuzione di due tipologie di intervento: sostituzione della porta d’ingresso dell’alloggio con una di tipo blindato, dotata di serratura di sicurezza; installazione di inferriate fisse alle finestre e di inferriate apribili alle porte finestre. Il provvedimento riguarderà inizialmente una trentina di famiglie che vivono in tre stabili comunali in Zona 9, quella a più alta densità di ultrasessantacinquenni. Gli inquilini aventi titolo hanno ricevuto in questi giorni una lettera dell’Amministrazione comunale con un modulo che devono compilare e consegnare presso la propria portineria nel caso siano interessati all’iniziativa. L’intervento sarà in seguito concordato con il Settore Tecnico Casa e Demanio, dopo un sopralluogo, al termine del quale saranno comunicati i tempi di realizzazione delle opere. La priorità di esecuzione è stata stabilita sulla base dei dati relativi al numero dei nuclei familiari con persone con più di 65 anni con contratto di affitto relativo a un alloggio situato al primo livello fuori terra in immobili di proprietà del Comune di Milano. La presenza maggiore di famiglie con ultrasessantacinquenni risulta essere nella Zona 9. I dati dell’Assessorato alla Casa sono stati incrociati con quelli relativi alle aree di rischio identificate sulla base delle segnalazioni dei Carabinieri, della Polizia Municipale e della Questura e relative ad episodi legati alla prostituzione, allo spaccio di stupefacenti, a furti, insediamenti abusivi, utilizzando la mappa realizzata dal Politecnico di Milano. “L’amministrazione comunale è già impegnata con diverse iniziative per migliorare le condizioni di vivibilità nei quartieri cittadini”, ricorda l’assessore alla Casa Gianni Verga. “Ad esempio, il custode sociale, il vigile di quartiere, l’insediamento di funzioni e di servizi nei complessi immobiliari di proprietà comunale e, con questa delibera, vogliamo fare in modo che i cittadini, soprattutto quelli più anziani che vivono da soli, possano sentirsi più sicuri tra le mura della propria casa”. Per qualsiasi chiarimento, è possibile contattare il competente servizio comunale, durante l’orario 9.30-12.30/14.30-16.00, ad uno dei seguenti numeri di telefono: 02.88.46.71.47 – 346.79.68.159. |
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SESTO MEETING SPAGNA-ITALIA-PAESI BASSI SULLA TEORIA DEI GIOCHI |
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Palermo, 25 marzo 2010 - Sing 6 (Spain-italy-netherlands Sixth Meeting on Game Theory) si svolgerà dal 7 al 9 luglio a Palermo, in Sicilia. Si tratta dell´ultimo di una serie di incontri tra Spagna, Italia e Paesi Bassi concentrati sulla "teoria dei giochi", ovvero la scienza matematica che analizza i modelli di conflitto e cooperazione tra diversi soggetti coinvolti nelle decisioni. La teoria dei giochi è uno strumento fondamentale per i ricercatori che pone quesiti alla ricerca sulla matematica, controllo e ottimizzazione; essa è applicata in svariati campi, tra cui le neuroscienze, la filosofia, la biologia, l´economia e le scienze sociali. Il programma dell´evento prevede presentazioni sui nuovi orientamenti della ricerca in varie discipline. Il meeting sarà anche un punto d´incontro per ricercatori e professionisti della teoria dei giochi, che avranno la possibilità di discutere e forse forgiare nuove iniziative e idee di ricerca. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Unipa.it/sing6/ |
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TERZO WORKSHOP SU MASH-UP, MASH-UP AZIENDALI E LIGHTWEIGHT COMPOSITION SUL WEB |
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Raleigh, Stati Uniti 25 marzo 2010 - Mem 2010 (Third Workshop on Mash-ups, Enterprise Mash-ups and Lightweight Composition on the Web) si svolgerà il 26 aprile a Raleigh, nel North Carolina (Stati Uniti). L´obiettivo del workshop è di fornire una piattaforma per discutere i temi di ricerca che sono alla base dei concetti "lightweight composition", "mash-up" e "mash-up aziendali". Un mash-up è un sito o un´applicazione web di tipo ibrido che contiene dati o funzionalità provenienti da diverse fonti per creare un servizio completamente nuovo, come ad esempio i servizi di localizzazione personalizzati. Mem 2010 riunirà rappresentanti del mondo universitario e industriale e intende individuare i nuovi problemi e diffondere i risultati di questo campo di ricerca in forte espansione. Per ulteriori informazioni, visitare: http://integror.Net/mem2010/ |
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INVITO A PRESENTARE PROPOSTE EACEA/10/10 NELL´AMBITO DEL PROGRAMMA PER L´APPRENDIMENTO PERMANENTE |
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Bruxelles, 25 marzo 2010 - La Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare proposte nell´ambito del Programma per l´apprendimento permanente. L´invito si divide in due parti: Sensibilizzazione a livello nazionale in merito alle strategie di apprendimento permanente e della cooperazione europea nel campo dell´istruzione e della formazione (Parte A) e sostegno alla cooperazione transnazionale nello sviluppo e nell´attuazione delle strategie nazionali eregionali di apprendimento permanente (Parte B). L´invito a presentare proposte ha come obiettivo il sostegno alla creazione e all´attuazione di strategie di apprendimento permanente complete e coerenti e di politiche a livello nazionale, regionale e locale che riguardino e che mettano in collegamento tra loro tutti i tipi e i livelli di apprendimento, comprendenti collegamenti con altri settori politici pertinenti (per esempio l´occupazione e l´integrazione sociale). Saranno compresi i collegamenti con altri settori politici pertinenti (per esempio l´occupazionee l´integrazione sociale), attraverso: attività di sensibilizzazione e istituzione di forum e reti a livello nazionale e transnazionale, sostegno allidentificazione dei principali fattori critici che influenzano la corretta applicazione di strategie e politiche di apprendimento permanente, scambio di esperienze e sperimentazione, verifica e trasferimento congiunti di prassi innovative, garanzia da parte delle istituzioni di un forte impegno, coordinamento, consultazione e partenariato con tutti i soggetti e i professionisti interessati, attuazione di strategie e politiche di apprendimento permanente efficaci e improntate all´equità, mirate alla realizzazione dell´integrazione sociale. Per ulteriori informazioni sull´invito, consultare: GU C73 del 23 marzo 2010 |
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LIFELONG LEARNING: VALLE D´AOSTA ESEMPIO DI BEST PRACTICE |
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Aosta, 25 marzo 2010 - La Presidenza della Regione, informa che l’Agenzia nazionale Lifelong Learning Programme ha scelto, come esempio di buona pratica da presentare alla Commissione Europea, la visita di studio destinata agli specialisti dell’educazione e formazione professionale, organizzata lo scorso anno nell’ambito delle attività di Europe Direct per presentare il sistema dell’istruzione e della formazione in Valle d’Aosta. Attraverso l’Antenna Europe Direct Vallée d’Aoste e in collaborazione con l’Assessorato istruzione e cultura, è stata proposta a qualificati operatori europei in campo formativo una visita di studio. Il programma ha preso in considerazione sia la specificità storico-linguistica della Regione, con particolare attenzione alla Valle di Gressoney, sia le azioni di politica glocal che, partendo dallo studio del territorio, della storia, delle istituzioni, delle tradizioni con un’attenzione al più ampio contesto internazionale, vogliono sviluppare sinergie tra il mondo scolastico e il mondo del lavoro in un’ottica di sviluppo socio-economico della comunità valdostana. La visita articolata su cinque giorni, si è concentrata su alcuni dei molteplici aspetti del nostro sistema educativo integrato con l’obiettivo di offrire una visione generale degli strumenti e supporti realizzati dalle istituzioni regionali per lo sviluppo dell’educazione e della formazione professionale. Il seminario di presentazione del sistema scolastico valdostano, ha illustrato gli organismi e le iniziative che valorizzano la nostra scuola: dal sistema regionale di valutazione, alle politiche linguistiche, agli scambi internazionali per la formazione bi e plurilingue dei docenti, al progetto Esabac, al ruolo della rivista dell’Assessorato istruzione e cultura L’école Valdôtaine, per l’informazione/formazione dei docenti, alle iniziative a supporto dell’educazione bilingue nei licei, al Bureau Régional Etnologie et Linguistique per lo studio e l’inserimento della lingua provenzale nelle scuole. Durante la settimana si sono alternati incontri nelle scuole di ogni ordine e grado, a visite all’Assessorato territorio e ambiente, al “Corpo Forestale”, all’Osservatorio Astronomico e al Centro di Cultura Walzer. |
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PREMIO EUROPEO CARLO MAGNO PER LA GIOVENTÙ 2010: ANNUNCIATI I VINCITORI NAZIONALI |
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Bruxelles, 25 marzo 2010 - Il "Premio europeo Carlo Magno per la gioventù" riconosce i tre migliori progetti intrapresi da ragazzi tra i 16 e i 30 anni per promuovere la comprensione, lo scambio e l´integrazione europea. Nei giorni scorsi sono stati annunciati i 27 vincitori nazionali, fra cui a maggio verranno scelti i tre finalisti. Per l´Italia, in gara un progetto di scambio professionale proposto da un gruppo di studenti di medicina. Il premio Carlo Magno giunge alla sua terza edizione. Si tratta di un´iniziativa del Parlamento per promuovere gli scambi e la creazione di un´identità comune fra giovani europei. Settimana scorsa le giurie nazionali hanno comunicato i vincitori dei loro Paesi. Per l´Italia, vince un progetto ideato dalla sede di Brescia del Segretariato degli Studenti in Medicina, che si intitola: "Professional and Research Exchange: another way to learn". I vincitori nazionali sono i finalisti della gara europea. L´11 maggio ad Aquisgrana verranno svelati i nomi dei tre premiati, che riceveranno la somma di 5000, 3000 o 2000 euro, in presenza del presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek e della fondazione Carlo Magno. |
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VIAGGIO PREMIO BERGAMO-BRUXELLES PER LA VINCITRICE ITALIANA DEL CONCORSO PER GIOVANI TRADUTTORI DELLA COMMISSIONE EUROPEA |
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Bruxelles, 25 marzo 2010 - I vincitori della terza edizione del concorso "Juvenes Translatores", il concorso di traduzione della Commissione europea riservato alle scuole secondarie, vengono premiati oggi a Bruxelles alla presenza di Androulla Vassiliou, Commissario europeo responsabile per l´istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù. Tra i 27 vincitori, uno per ciascuno Stato membro, ci sarà l´allieva del Liceo linguistico di Bergamo che ha fatto la migliore prova di traduzione tra tutti i candidati italiani. "Selezionare i 27 vincitori tra le più di 2 200 traduzioni che ci sono pervenute non è stato un compito agevole poiché la qualità dei testi è risultata in generale estremamente elevata" ha affermato il Commissario Vassiliou. "Il livello nel complesso elevato delle traduzioni e l´aumento del 30% nella partecipazione rispetto all´anno scorso indicano che i giovani manifestano un interesse sempre maggiore per l´apprendimento delle lingue. Trovo questo fatto incoraggiante poiché le lingue possono migliorare le prospettive di lavoro, agevolare la comunicazione con altre persone e aprire nuovi orizzonti." Le persone delle scuole interessate, gli insegnanti o gli amici possono assistere dal vivo alla cerimonia di premiazione il 25 marzo sul sito web di "Juvenes Translatores":http://ec.europa.eu/translatores. Oltre ad incontrare il Commissario i vincitori visiteranno la Direzione generale "Traduzione" (Dgt) della Commissione dove potranno vedere come lavorano i traduttori professionisti. L´ultimo concorso "Juvenes Translatores" si è tenuto nel novembre 2009 contemporaneamente in ciascuno Stato membro. Gli studenti avevano due ore per tradurre un testo da una delle 23 lingue ufficiali dell´Ue in un´altra lingua ufficiale di loro scelta. Tutte le lingue ufficiali dell´Ue rientravano nelle 139 combinazioni linguistiche usate nel concorso. Ad esempio, il vincitore per il Lussemburgo ha tradotto un testo dall´inglese in estone mentre il vincitore per l´Austria ha tradotto dal ceco in tedesco. In Italia, Alice Prussiani del Liceo Linguistico Europeo Paritario S.b. Capitanio di Bergamo, è risultata la migliore traduttrice con un testo di tema europeo tradotto dal francese in italiano. Le varie traduzioni sono state valutate da un traduttore della rispettiva madrelingua in cui il testo era stato tradotto. Una commissione presieduta dal Direttore generale della Dgt ha quindi selezionato la traduzione migliore per ciascuno Stato membro. Il primo concorso "Juvenes Translatores" è stato indetto nel 2007. L´obiettivo è di offrire a studenti diciassettenni delle scuole secondarie la possibilità di testare le loro capacità linguistiche mettendosi nei panni di un traduttore professionista. Il concorso intende innalzare il profilo sia della professione del traduttore sia dell´apprendimento delle lingue nelle scuole. |
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SARDEGNA: SULLA RICERCA INTESA CON GLI ATENEI E RISORSE PER LO SVILUPPO |
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Cagliari, 25 Marzo 2010 - Per progettare il futuro dobbiamo partire dal presente, dunque dai nostri giovani che devono poter contare su politiche indirizzate alla formazione e all´innovazione come fattore fondamentale di crescita". E´ quanto affermato dall’assessore della Programmazione Giorgio La Spisa, che ha illustrato insieme ai rettori delle Università di Cagliari e Sassari, Giovanni Melis e Attilio Mastino, la convenzione tra Regione, Centro Regionale di Programmazione e Università di Cagliari e Sassari per l´istituzione di un sistema premiale per la ricerca scientifica, il protocollo di intesa attuativo firmato al Miur lo scorso 10 marzo per lo sviluppo delle attività di ricerca e innovazione tecnologica in Sardegna, la chiusura del bando di ricerca 2009 e il bando 2010. "La qualità è la garanzia per raggiungere i massimi livelli - ha ripreso l’assessore - per questo, insieme al presidente Cappellacci e di concerto con l´assessore Baire, abbiamo voluto incrementare una legge, la 7 del 2007, che era stata proposta e approvata grazie ad un obiettivo comune. Stiamo potenziando il sistema della ricerca in Sardegna; a valere su questa legge ci sono un milione e trecentomila mila euro che si aggiungono agli altri fondi destinati alla ricerca. Grazie al protocollo di intesa firmato lo scorso 10 marzo al Miur, sono disponibili ulteriori 25 milioni stanziati dal ministero che si integrano ai 20 messi a disposizione dalla Regione. A questi si sommano altri 50 milioni di euro, di cui 18 stanziati dalla Regione e 32 dal Fondo sociale europeo, impiegati per finanziare borse di studio e progetti di ricerca presentati nell´ambito dei bandi regionali pubblicati nel 2008”. Su un totale di 1.050 domande per borse di studio per i ricercatori, 630 sono state già finanziate e, grazie a uno stanziamento aggiuntivo, si arriverà a toccare quota 700. Entro la prossima settimana verrà pubblicata la graduatoria dei progetti di ricerca: 484 quelli presentati; tra questi, sono stati 475 quelli ammissibili. Per quanto concerne i bandi del 2010 la Regione ha stanziato 10 milioni di euro per progetti di ricerca di base e applicata sui settori delle biotecnologie, biomedicine, nanotecnologie, beni culturali, ambientali e tecnologici. Apprezzamento da parte dei due rettori delle università di Cagliari e Sassari che hanno sottolineato come: “L’impegno della Giunta nel campo della ricerca e l’attenzione all’innovazione a ai progetti di alto livello stia sopperendo ai tagli del Governo nazionale". |
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ASSESSORE REGIONALE INCONTRA STUDENTI ISTITUTO TECNICO AERONAUTICO “C. BARONIO” DI VICENZA |
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Vicenza, 25 marzo 2010 - Di fronte ad un centinaio di studenti, quelli dell’ultimo anno in divisa azzurra dell’aeronautica, dell’istituto tecnico aeronautico “C. Baronio” di Vicenza, l’assessore regionale dell’istruzione e della protezione civile ha parlato ieri della riforma degli istituti tecnici in generale e degli istituti aeronautici in particolare. L’incontro si è tenuto nell’ aula magna della scuola cattolica a Vicenza. L’assessore si è soffermata in particolare sugli sbocchi professionali che questo istituto – definito “d’eccellenza”- può offrire ai propri iscritti. “Siamo in un mondo che cambia. In un momento di crisi – ha detto - che va valutato per il suo significato etimologico, cambiamento, e per la capacità che ha il Veneto di affrontarlo. Tre sono gli elementi essenziali per accettare questa sfida - ha detto l’assessore d’innanzi ai giovani - il sacrificio, i talenti diversi, il tessuto diffuso di scuole tecnico professionali nel territorio regionale. La riforma della scuola ha dedicato grande attenzione agli istituti tecnici proprio per lo sbocco occupazionale che essi rappresentano e per rilanciare questa realtà all’interno del mondo scolastico, che negli ultimi anni , ha visto una concentrazione troppo elevata sui licei”. Erano presenti all’incontro il Preside dell’ istituto "Baronio" Paolo Zanutel e, tra gli altri insegnanti, Dario Torrieri che ha coordinato l’incontro. Sono intervenuti anche i rappresentanti della Protezione civile del Veneto che l’assessore ha portato ad esempio per il contributo umano e professionale dato in caso di emergenze o disastri. “Si tratta – ha concluso - di un settore al quale mi sono dedicata con particolare entusiasmo in questa legislatura creando oltre alle altre aree specialistiche anche un apposito ´gruppo volo´”. |
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STUDENTI MARCHIGIANI IN AUTOBUS PER TUTTA L´ESTATE CON 20 EURO IN PIU´ . |
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Ancona, 24 Marzo 2010 - Gli studenti marchigiani che hanno sottoscritto abbonamenti per l´anno scolastico in corso potranno circolare durante le vacanze estive sull´intera rete regionale dei servizi di trasporto pubblico locale, acquistando un abbonamento integrativo al costo agevolato di 20 euro. L´abbonamento consente di accedere ai servizi di trasporto pubblico locale extraurbani e urbani delle principali citta` e, con un costo suppletivo di soli 7 euro, anche di particolari servizi stagionali verso le localita` balneari. L´agevolazione interessa gli studenti residenti nelle Marche iscritti alle scuole di ogni e grado ed e` valida fino al 31 agosto 2010. E´ quanto prevede una disposizione della Regione, il cui scopo e` incentivare l´uso dei mezzi di trasporto pubblico locale durante il periodo estivo. L´indubbio vantaggio economico che ne deriva per i giovani si assomma alla riduzione del traffico e a quello, ben piu` importante, della maggiore sicurezza, considerato che nel periodo estivo gli spostamenti verso il mare e la costa si intensificano notevolmente. La Regione si e` gia` attivata con i direttori delle aziende di trasporto e con i dirigenti degli Istituti scolastici marchigiani, invitandoli a mettere a disposizione tutte le notizie utili, affinche` l´iniziativa abbia, come negli scorsi, il massimo successo. |
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BOLZANO: TESI DI LAUREA SULLE PARI OPPORTUNITÀ, DOMANDE ENTRO IL 15 APRILE |
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Bolzano, 25 marzo 2010 - Possono essere presentate entro il 15 aprile, al Servizio donna della Ripartizione provinciale lavoro, le domande per accedere ai premi per tesi di laurea dedicate alla situazione della donna nella società o le pari opportunità tra uomo e donna. Ogni anno il Comitato provinciale per le pari opportunità premia tesi di laurea su argomenti legati alle pari opportunità fra uomo e donna o alle tematiche incentrate sulla condizione femminile. "L´obiettivo del concorso - spiega l´assessore provinciale Roberto Bizzo - è quello di motivare studentesse e studenti a confrontarsi con il tema delle pari opportunità, e a fornire spunti ed impulsi riguardanti la situazione della donna nei diversi ambiti della vita sociale, l´immagine femminile e tutte le questioni di genere. Premiando le tesi migliori, puntiamo a dare evidenza e visibilità a lavori di alto valore che possono rappresentare dei punti di partenza attorno ai quali costruire iniziative e provvedimenti". Tutti i criteri da rispettare per poter partecipare al concorso, oltre alla modulistica da presentare al momento dell´iscrizione, sono disponibili nel web sulla home page del Servizio donna, ospitata dalla Rete Civica all´indirizzo www.Provincia.bz.it/lavoro/donne/servizio-donna.asp Per l´edizione 2010 i termini di presentazione delle domande scadono il 15 aprile. Il materiale deve essere recapitato presso gli uffici del Servizio donna di via Crispi 3, a Bolzano (tel. 0471 411180, e-mail: serviziodonna@provincia.Bz.it ). |
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"RITORNO AL FUTURO 3": TAR DELLA PUGLIA NON BLOCCA IL BANDO |
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Bari, 25 marzo 2010 - La recente sentenza del Tar di Bari non avrà alcuna conseguenza sul bando “Ritorno al Futuro 3” e sulle 5 mila richieste pervenute nei tempi indicati. Esso, infatti, ha la copertura di una legge della Regione che indica il requisito dell’esperienza decennale come elemento distintivo della procedura a garanzia di una preparazione professionale di eccellenza per i corsisti. Questa legge è intervenuta successivamente alla precedente edizione (Ritorno al Futuro 2) e quindi non ha potuto essere considerata nella sentenza del Tar che fa riferimento a quel bando. Quanto alla conclusione del bando n. 2 la Regione ricorda come già il Consiglio di Stato abbia modificato una precedente e simile sentenza del Tar e conferma la sua volontà di procedere con un ricorso al Consiglio di Stato e di completare il pagamento dei master agli ultimi beneficiari in attesa della liquidazione. |
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"JUNIOR RANGER" 2010: SENSIBILIZZARE I GIOVANI ALLA NATURA |
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Bolzano, 25 marzo 2010 - Avvicinare, sensibilizzare e fidelizzare alla natura i ragazzi di età compresa tra i 10 e i 12 anni: ritorna, dopo il successo del 2009, il progetto "Junior Ranger Alto Adige", organizzato dall´Ufficio parchi naturali e dall´Alpenverein. Da maggio a settembre si potrà lavorare per otto giorni a contatto con la natura nei parchi Puez-odle, dello Sciliar-catinaccio, delle Vedrette di Ries-aurino e di Fanes-senes-braies. "La tutela del nostro territorio - spiega il direttore dell´Ufficio parchi naturali Artur Kammerer - ha bisogno del contributo concreto di tutti. Per creare le fondamenta di questa sensibilità ambientale, bisogna lavorare innanzitutto sui più giovani, ed è per questo che abbiamo deciso di riproporre con l´Alpenverein Südtirol, dopo il successo del 2009, il progetto "Junior Ranger Alto Adige", che consentirà ai ragazzi di età compresa tra i 10 e i 12 anni di entrare in contatto con i diversi aspetti dell´opera di tutela della natura e del territorio". "Junior Ranger Alto Adige" prenderà il via il 19 maggio nel parco Vedrette di Ries-aurino, il 21 maggio nel parco naturale Sciliar-catinaccio, il 28 nei parchi Fanes-sennes-braies e Puez-odle. La formazione per diventare "Junior Ranger" dura otto giorni, spalmati su un arco temporale tra maggio e settembre. Il programma è assolutamente ricco e variegato, e prevede la scoperta di flora e fauna, nozioni di primo intervento, lezioni di orientamento e altri momenti ludico-didattici. Ai corsi, che si terranno in lingua tedesca (70 euro per l´iscrizione), possono partecipare da un minimo di cinque a un massimo di 15 ragazzi. Sono compresi l´attrezzatura, pernottamenti e pasti e la festa finale con i genitori per la consegna degli attestati. Il termine per le iscrizioni scade il 28 aprile presso l´Alpenvereinsjugend. Per ulteriori informazioni: per il parco Sciliar-catinaccio tel. 0471 417779; per i parchi Puez-odle e Fanes-sennes-braies tel. 0474 506120, e per il Vedrette di Ries-aurino Tel. 0474 582331 |
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ACQUA: IL RISPARMIO INIZIA DALLE PALESTRE |
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Perugia 25 marzo 2010 – Esprime parere positivo la Giunta Provinciale sull’istallazione di sistemi “Doccia Light” presso 8 Palestre. In totale gli erogatori che verranno istallati saranno 117 e porteranno alla riduzione di C02 in atmosfera stimata pari a circa 11.700 kg/anno. L’operazione per la Provincia di Perugia sarà a costo zero in quanto gli erogatori saranno forniti dalla ditta Gesco Srl che ha promosso l’iniziativa con il patrocinio del Ministero della Gioventù, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero del Turismo, dell´Ambiente e dell´Industria, di varie Federazioni Sportive e dell´Anci, nonché con il benestare dell´Assessorato alle Sviluppo Economico della Regione Umbria. “Il progetto denominato Doccialight – spiegano i tecnici dell’Ente - ha lo scopo di ottenere una riduzione sul consumo di acqua e di energia che comunemente caratterizzano le strutture sportive e le aziende turistico-ricettive attraverso l´installazione di Erogatori per doccia a Basso Flusso (Ebf). Il dispositivo ha le dimensioni una monetina da venti centesimi di euro ed è studiato per miscelare l´acqua con particelle d´aria. L’introduzione di aria nel getto, ridurrà la portata di acqua della doccia senza che l´utente ne avverta la differenza con un flusso normale, permettendo così di risparmiare sul consumo di acqua e quindi, nel caso di acqua calda sanitaria, anche una risparmio di energia primaria, utilizzata per lo scambio termico necessario all´innalzamento della temperatura dell´acqua in derivazione dall´acquedotto da 15° a 40° circa e quindi una riduzione di C02 in atmosfera stimata in circa 100 kg/anno per doccia”. Dopo un attento esame dei tecnici la Provincia di Perugia ha deciso di istallare gli erogatori nelle seguenti palestre: Palestra Liceo Scientifico Galilei di Perugia n°14 docce; Palestra Itg "A. Di Cambio" di Perugia n°13 docce; Palestra Ponte Naia di Todi n°14 docce; Palestra Castiglione del Lago n°10 docce; Palestra di Gubbio n°14 docce; Palestra S. Maria degli Angeli - Assisi n°12 docce; Palestra Città della Pieve n°14 docce; Palestra Capitini n°26 docce. Dopo sei mesi l’Ente si riserva di valutare il reale risparmio idrico, con effettivo riscontro sulle bollette, rapportato ad eventuali maggiori costi dovuti agli interventi manutentivi. Se il risparmio energetico effettivo risulterà essere positivo verrà considerata l´opportunità di installare tali Erogatori a Basso Flusso su tutte le docce dei n°46 impianti sportivi di competenza della Provincia di Perugia. |
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ARTICO: LA RICERCA ITALIANA TORNA PROTAGONISTA POTENZIARE LO STUDIO E IL MONITORAGGIO DELL’AREA POLARE, PUNTO DI OSSERVAZIONE FONDAMENTALE DEI MUTAMENTI CLIMATICI. QUESTO IL TEMA DEL CONVEGNO ORGANIZZATO DAL DIPARTIMENTO TERRA E AMBIENTE DEL CNR. |
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Roma, 25 marzo 2010 - L’incontro ‘Le prospettive della ricerca nella Regione Artica’, che si terrà venerdì 26 marzo presso l’Aula Marconi del Consiglio nazionale delle ricerche (piazzale Aldo Moro 7, Roma) a partire dalle ore 9.00, è stato organizzato dal Dipartimento terra e ambiente (Dta-cnr) per illustrare i contenuti della campagna di ricerca 2010 in Artico, che vede l’ente coinvolto in prima linea e più in generale per discutere del contributo italiano allo studio delle problematiche ambientali di quest’area. Saranno presenti, tra gli altri, l’Ambasciatore del Regno di Norvegia in Italia Einar M. Bull, il Presidente della Commissione scientifica nazionale per l’Antartide e dell’ European Polar Board Carlo Alberto Ricci e rappresentanti di istituzioni ed enti di ricerca internazionali. “Dopo tre anni di attività ridotte dall’insufficienza di fondi, la comunità scientifica italiana torna protagonista nel Polo Nord grazie alla costruzione della Amundsen-nobile Climate change tower e alla realizzazione del Cct integrated project”, spiega Giuseppe Cavarretta, direttore del Dta-cnr, “un progetto di ricerca sui cambiamenti climatici e i processi di inquinamento nella regione che rappresenta il completamento e l’evoluzione del Progetto strategico Artico, sospeso appunto nel 2007”. Il nuovo progetto, operativo presso le isole Svalbard, in Norvegia, nella Base “Dirigibile Italia”, è stato reso possibile, “grazie all’azione congiunta del Cnr, che ha attivato finanziamenti per 400 mila euro, e del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) che ha approvato a tal fine un progetto Prin per 250.000 euro”, prosegue Cavarretta. “Il programma vedrà impegnati oltre 40 ricercatori e tecnici, che si alterneranno nella Base fino a fine settembre. In particolare, il supporto logistico ai ricercatori Cnr, universitari e di altri Enti di ricerca anche non-italiani e l’operatività dei laboratori sono garantiti dal nostro Dipartimento”. “Il Cct è parte del programma Sios (Svalbard Integrated Observation System), che mira a trasformare le Svalbard in una piattaforma multistrumentale e multidisciplinare per lo studio del sistema Artico, promosso dall’Esfri (European Strategy Forum on Research Infrastructures)”, spiega Vito Vitale dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima (Isac-cnr) di Bologna. “In particolare, sarà avviata la realizzazione di un laboratorio per lo studio e il monitoraggio di particelle di aerosol, Slps (short lived pollutants), Pops (persistent organic pollutants), processi chimico-fisici all´interfaccia aria-neve e processi nell´interfaccia aria-mare, mediante la realizzazione di una rete di sistemi acustici marini nel Kongsfjorden”. Il convegno si inserisce ovviamente nel contesto dei dati sui cambiamenti climatici in corso nelle regioni artiche. “Negli ultimi cinquanta anni, la temperatura è aumentata da 2 a 3 volte in più rispetto alla media globale”, spiega Antonello Provenzale dell’Isac-cnr. “I ghiacci marini hanno quasi dimezzato il loro spessore, dai 3,7 metri del 1975 ai 2,7 metri del 2000, e la temperatura del permafrost (il suolo perennemente ghiacciato) è aumentata in molte regioni di circa 2-4°C, con il rischio di liberare metano, potente gas serra che amplifica il riscaldamento climatico”. Questi cambiamenti hanno effetti significativi sia sull´ambiente fisico, quali la fusione del ghiaccio marino, sia sugli ecosistemi artici, “con l’espansione verso nord di diverse specie, inclusi insetti nocivi e arbusti, l’arrivo anticipato di uccelli migratori e una forte diminuzione delle specie legate alla presenza di ghiaccio marino, come l’orso polare”, aggiunge Provenzale. “Le osservazioni satellitari mostrano che tra il 1996 ed il 2005 il deficit del bilancio di massa della calotta polare che ricopre la Groenlandia è più che raddoppiato”. “Le regioni polari sono molto sensibili ai cambiamenti climatici e destano, dunque, interesse specie in chiave ‘sintomatica’ e predittiva delle condizioni del pianeta”, conferma Andrea Bergamasco, dell’Istituto di Scienze marine (Ismar) del Cnr di Venezia. “L’effetto più temuto è la possibile modifica della circolazione termoalina globale, il principale meccanismo attraverso il quale l’oceano contribuisce al controllo del budget radiativo globale, regolando l’equilibrio climatico”. |
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MILANO: AL CENTRO CONGRESSI FAST SI È CELEBRATA LA GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA. |
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Milano, 25 marzo 2010 - Martedì 23 marzo, presso il centro congressi Fast si è tenuto il convegno "Le meraviglie dell´acqua nel corpo umano". Tra gli illustri studiosi chiamati come relatori al convegno spiccano i nomi di Elmar Fuchs (tra gli autori dello sbalorditivo esperimento Floating water brigde - Ponte d’acqua galleggiante -), Emilio Del Giudice (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Milano, International Institute Byofisic Neuss Germania). All´apertura dei lavori è intervenuto Massimo Buscemi (assessore alle Reti, Servizi di Pubblica utilità e Sviluppo sostenibile, Regione Lombardia). Programma: The inner structure of a floating water bridge Elmar Christof Fuchs. Alla scoperta dell´acqua fresca: l’organizzazione dell´acqua alla base dell´ordine biochimico Emilio Del Giudice. Acqua e dinamica mentale: recenti scoperte delle neuroscienze cognitive Beppe Rocca. Water “burning” is an intrisic part of aerobic respiration Vladimir Voeykov. Strutture dissipative nelle soluzioni estremamente diluite della Medicina Omeopatica Vittorio Elia. Di seguito le conclusioni Piergiorgio Spaggiari. Direttore Generale Azienda Ospedaliera Istituti Ospitalieri di Cremona. “I misteri dell’acqua nel corpo umano” L’intuizione dei poeti, e ancor più dei mistici, spesso precorre moltissimo la scienza. “Humile et utile et pretiosa et casta”. Così San Francesco d’Assisi definiva l’acqua, sor’acqua, nella sua Laudes creaturarum. La cosa curiosa è che in questi quattro aggettivi c’è tutto quello che oggi la scienza può dire dell’acqua. Umile, certo. Utile, eccome, se si pensa che senza di essa non ci sarebbe la vita così come la conosciamo. Preziosa, per le raffinate caratteristiche chimiche e fisiche che la rendono unica. Casta, perché ancora ricca di misteri celati, difficili da svelare. L’acqua è uno degli argomenti di cui si può parlare in termini simbolici, magici, letterari, filosofici e scientifici passando da un aspetto all’altro senza difficoltà e senza imbarazzo. L’acqua è una delle sostanze più ricche di segreti e singolarità che si conoscano, anche se è difficile rendersene conto, fuorviati dal fatto che la beviamo tutti i giorni, che è ovunque, che al mondo ce n’è così tanta (un miliardo e 360 milioni di chilometri cubi) da sembrare ovvia. Quello che si sa dell’acqua già la rende ben poco banale: si pensi soltanto al curioso fenomeno per cui passando allo stato solido, cioè ghiaccio, aumenta di volume. Ci sembra naturale, ma non ci sono altre sostanze che si comportano nello stesso modo. Ma soprattutto è quello che ancora non si sa sull’acqua a costituire un continente ancora inesplorato nel quale si celano molte meraviglie. Per esempio, sembra assurdo, ma ancora oggi si ignora perché l’acqua sia liquida: la scienza non conosce bene la sua struttura quando si trova in questo stato, si fanno soltanto supposizioni. L’acqua, compresa quella presente nel corpo umano, racchiude misteri che possono ancora sconvolgere le conoscenze scientifiche attuali. E che dire infatti dello strano fenomeno della “memoria” dell’acqua rilevate dagli esperimenti del Prof. Benveniste negli anni ’90? Che non è l’invenzione di una mente portata alla fantasia, come insinuarono alcuni studiosi conservatori, ma un fenomeno reale benché ancora non spiegato. La cosa va rammentata sia perché è poco conosciuta nel dettaglio sia per onorare il ricordo di Benveniste: il suo esperimento iniziale (ne seguirono altri) consisteva nel misurare quanti basofili, nel sangue umano venivano degranulati dalla tossina del veleno delle api. In una serie di misurazioni successive il numero dei basofili interessati dal fenomeno diminuiva man mano che la tossina veniva diluita, come c’era da aspettarsi. Ma curiosamente, oltre una certa diluizione alla quale non avrebbe dovuto accadere più nulla perché la tossina era praticamente assente, la degranulazione dei linfociti riprendeva. Come mai? Forse perché nell’acqua rimaneva una traccia della tossina contenuta in precedenza: una “memoria”. Poiché il fenomeno non aveva una spiegazione chiara si disse che Benveniste aveva affidato la conta ai suoi assistenti, i quali avevano sbagliato e tutta la storia era probabilmente una messa in scena. Benveniste perse la posizione di Direttore della Ricerca al prestigioso Inserm, Istituto di Ricerca Statale francese. Ma non venne mai provato che l’esperimento fosse stato scorretto o mal condotto. Anzi, nel 2001 la biologa Martha Ennis della Queen’s University di Belfast, ripeté l’esperimento con un sistema di conteggio automatico dei basofili degranulati, e i risultati dello stesso confermarono quanto scoperto da Benveniste. L’acqua abbiamo detto è “humile e utile”, forse anche perché dovrebbe indurre un utile esercizio di umità. Esercizio consigliabile a coloro che sono tentati di considerare la scienza una chiesa fatta di dogmi ormai indiscutibili, anziché un castello che ogni giorno può crollare in parte o in toto per effetto di un granello di verità che rimette tutto in discussione per creare qualcosa di più alto, nuovo e splendente. Elmar C. Fuchs: “La struttura interna de ponte d´acqua galleggiante”. Il fenomeno è visibile ad occhio nudo, ben fotografato e cinematografato su internet. Si tratta, niente di meno, che di un ponte di acqua, sospeso in aria tra due recipienti grandi quanto un normale bicchiere che contengono, appunto, solo acqua. Forse non proprio fresca, dato che in ciascun recipiente viene immerso un elettrodo e tra i due elettrodi corre una differenza di potenziale di ben 15 mila volt. Ma certo pura, purissima, e precedentemente sgomberata da ogni infinitesima carica elettrica, cioè, come si dice in gergo, de-ionizzata per ben tre volte. Questa sorta di ponticello di acqua pura ha una struttura interna assai complessa, con correnti a spirale e una pellicola esterna entro la quale scorrono molecole d´ acqua alla velocità di oltre 10 centimetri al secondo. Con opportune illuminazioni a luce polarizzata e con metodi spettroscopici, il ponticello d´ acqua rifulge in versicolori straterelli, circoletti e bollicine. Al suo interno si possono disperdere e visualizzare minute particelle di poliammide. Se si avvicina una bacchetta di vetro elettricamente carica, il ponte acquoso diventa quasi un serpentello, si allunga, si deforma e si avvicina alla bacchetta. Se non ci fossero le foto e i filmati quasi si stenterebbe a crederci. Vladimir L. Voeikov Facoltà di Biologia, Lomonosov Moscow State University, Mosca, Russia, e-mail: v109028v1@yandex.Ru “La “combustione” dell’acqua è un elemento intrinseco della respirazione aerobica” La respirazione aerobica rappresenta la fonte principale di energia grazie alla quale gli organismi viventi espletano le proprie funzioni vitali. Attualmente per ‘respirazione’ si intende esclusivamente la respirazione mitocondriale in cui il ruolo dell’ossigeno è quello di accettore finale di elettroni, nella cascata respiratoria mitocondriale, che elimina gli elettroni a bassa energia (spent). Esiste tuttavia un percorso alternativo nella generazione di energia che passa attraverso la totale riduzione graduale dell’ossigeno con elettroni “caldi” (atomi di idrogeno) provenienti da opportuni donatori di elettroni, processo noto in chimica come combustione (burning). Il 20-90% dell’ossigeno consumato dagli organismi viventi va incontro ad una consecutiva riduzione a singolo elettrone. In questo percorso compaiono delle specie reattive dell’ossigeno (Ros) intermedie, immediatamente eliminate dal cosiddetto ‘sistema di difesa antiossidante’. Il flusso : [O2 + (4e− + 4H+) Ros 2H2o] porta alla generazione di alta densità di energia equivalente all’energia di fotoni nella banda visibile e anche nella banda Uv, che possono essere impiegati come fonte principale di energia libera per l’espletamento delle funzioni vitali. L’acqua rappresenta il principale costituente chimico di tutti gli organismi viventi; essa è da tempo dimostrata essere un catalizzatore necessario nella combustione dei carburanti inorganici ed organici con l’ossigeno. Recentemente è stato scoperto che tutti gli anticorpi e altre proteine catalizzano l’ossidazione completa dell’acqua con l’ossigeno (“combustione” dell’acqua). Questi fenomeni controintuitivi possono essere spiegati nel quadro del modello di acqua a “domini di coerenza” (G. Preparata e E. Del Giudice) supportato da dati sperimentali indicanti che nell’acqua sono sempre presenti due differenti fasi acquose – domini con struttura di quasi-cristalli liquidi e acqua quasi-gassosa. L’acqua organizzata è generalmente stabilizzata da superfici idrofile accanto alle quali essa forma strati interfacciali in cui assume proprietà di donatore di elettroni (G. Pollack). L’ossigeno, l’accettore preferito di elettroni, è sempre presente nell’acqua a contatto con gli strati interfacciali. In determinate condizioni può avviarsi una reazione a catena di riduzione dell’ossigeno. Questo processo essenzialmente rappresenta la combustione lenta dell’acqua. La sua peculiarità consiste nell’apparente identicità di reagenti e prodotti finali della reazione: O2 + 2H2o 2H2o + O2 + Energia Abbiamo dimostrato che tale processo continua in modo costante nelle soluzioni di bicarbonato. L’hco3 ─ è un componente comune dei sistemi acquosi naturali. I (bi)carbonati svolgono un ruolo importante nei processi vitali. La diminuzione dei livelli di carbonati nel sangue al di sotto del livello critico provoca un senso di spossatezza che può arrivare al decesso per cessazione della funzione respiratoria. Il consumo di acqua contenente abbondante bicarbonato produce molti effetti benefici ed anche terapeutici. Il bagno in acqua arricchita di Co2 è efficace nel trattamento dei disturbi vascolari periferici. L’inalazione di ossigeno arricchito con Co2 migliora significativamente l’ossigenazione del tessuto cerebrale. Generalmente si ritiene che i bicarbonati esercitino la propria azione benefica grazie al miglioramento del rapporto acido-basico. Tuttavia, una proprietà ancor più importante dei carbonati che non viene ancora comunemente riconosciuta è la loro capacità a partecipare alle reazioni redox (o di ossido-riduzione) all’interno dei sistemi acquosi, in particolare nelle reazioni in cui sono coinvolte le specie reattive dell’ossigeno (Ros). Abbiamo scoperto che l’aggiunta di H2o2, a concentrazioni sub-millimolari, in soluzioni di bicarbonato dà avvio ad un processo interno accompagnato da emissione spontanea di fotoni a bassa energia, amplificata con luminol. Il processo può continuare per molti mesi in provette chiuse ermeticamente e oscurate, senza decadere. Le soluzioni di bicarbonato attivate permangono in uno stato stabile di non-equilibrio (eccitato) presumibilmente a causa di un efflusso continuo di “calore” dall’ambiente che rappresenta dei peculiari trasformatori di energia degradata (“calore”) in energia libera ad alto grado di ordine (“luce”). Di seguito indichiamo quali sono, a nostro avviso, le condizioni necessarie per una efficace respirazione aerobica negli organismi viventi: 1. Rapporto ottimale tra acqua interfacciale altamente organizzata rispetto ad acqua “in massa” meno organizzata; 2. Concentrazione ottimale di bicarbonati nel sistema acquoso; 3. Apporto continuo di ossigeno attivo (ad esempio, in forma di “ioni negativi dell’aria”) per l’innesco di reazioni a catena che provvedono alla completa riduzione dell’ossigeno in acqua. Vladimir L. Voeikov Faculty of Biology, Lomonosov Moscow State University, Moscow, Russia, E-mail: v109028v1@yandex.Ru “Water “burning” is an intrinsic part of aerobic respiration.” Aerobic respiration is the primary source of energy for the performance of vital functions by living organisms. Currently respiration is considered only as mitochondrial respiration where oxygen plays the role of a final electron acceptor in the mitochondrial respiratory cascade in eliminating low energy (spent) electrons. However, there exists an alternative pathway of energy generation via direct stepwise oxygen reduction with “hot” electrons (hydrogen atoms) taken from appropriate electron donors known in chemistry as combustion (burning). As much as 20-90% of oxygen consumed by living organisms is subject to consecutive one-electron reduction. On this pathway intermediate reactive oxygen species (Ros) appear, that are immediately eliminated by the so-called “antioxidative defense system. This flux: [O2 + (4e− + 4H+) Ros 2H2o] results in generation of high density energy equivalent to energy of visible and even Uv photons that may be used as the primary source of free energy for performing vital functions. Water represents the major chemical constituent in all living organisms. It has been shown long ago that water is a necessary catalyst in combustion of inorganic and organic fuels with oxygen. Recently it was discovered that all antibodies and other proteins catalyze direct oxidation of water with oxygen (water “burning”). These counter intuitive phenomena may find their explanation in the frame of “Coherent water domain” model (G. Preparata and E. Del Giudice) supported by experimental evidence indicating that two different aqueous phases are always present in water – domains with quazi-liquid crystal structure and “gas” – like water. Organized water is generally stabilized by hydrophilic surfaces near which it forms interfacial layers in which water has electron-donating properties (G. Pollack). Oxygen – the preferred acceptor of electrons, is always present in water contacting interfacial layers. Under certain conditions a chain reaction of oxygen reduction may be initiated. Essentially this process represents slow water burning. Its peculiarity is in apparent identity of reagents and final reaction products: O2 + 2H2o 2H2o + O2 + Energy We have demonstrated that such process permanently proceed in bicarbonate solutions. Hco3 ─ is a common component of natural aqueous systems. (Bi)carbonates play important role in vital processes. Decrease of carbonates levels in blood below a critical level results in fatigue and death due to respiration cessation. Consumption of water containing excess of bicarbonate exerts a lot of beneficial and even therapeutic effects. Bathing in Co2-enriched water is effective in treatment of peripheral vascular disorder. Inhalation of oxygen enriched with Co2 significantly improves brain tissue oxygenation. It is generally considered that bicarbonates exert their beneficial action due to the improvement of acid-alkaline ratio. However, a more fundamental property of carbonates not yet generally acknowledged is their ability to participate in red/ox reactions in aqueous systems, in particular in the reactions in which reactive oxygen species (Ros) are involved. We discovered that addition of H2o2 in sub-millimolar concentrations to bicarbonate solutions initiates in them a process accompanied with spontaneous low-level photon emission amplified with luminol. The process may proceed in hermetically closed test-tubes and in the darkness for many months without decay. Activated bicarbonate solutions reside in stable nonequilibrium (excited) state presumably due to continuous efflux of “heat” from the environment representing peculiar transformers of low grade energy (“heat”) into high grade free energy (“light”). We suggest that necessary conditions for efficient aerobic respiration living organisms are the following: 1. Optimal ratio of highly organized interfacial water to less organized “bulk” water; 2. Optimal concentration of bicarbonates in aqueous system; 3. Continuous supply of active oxygen (for example, in the form of “negative air ions”) for ignition of chain reactions providing for the full reduction of oxygen to water. Vittorio Elia & Elena Napoli Dipartimento di Chimica Università “Federico Ii” di Napoli: “Strutture dissipative nelle soluzioni estremamente diluite della Medicina Omeopatica” In questo lavoro che dura ormai da quindici anni, sono state studiate alcune proprietà chimico – fisiche dell’acqua: l’acqua oggetto dello studio è in realtà una soluzione estremamente diluita (Eds) ottenuta attraverso un procedimento seriale di successive diluizioni e succussioni caratteristico del protocollo di preparazione dei farmaci in uso nella medicina omeopatica. Si parte infatti da una soluzione all’uno per cento in peso di un principio attivo e si giunge, rapidamente, alle Eds attraverso diluizioni centesimali, la cui composizione chimica è esattamente quella del solvente usato per le diluizioni, acqua bidistillata. Lo studio è stato condotto adoperando alcune delle più consolidate metodologie della chimica-fisica, fra le quali citiamo la calorimetria isoterma, la pHmetria, la conduttometria e le celle galvaniche. Da questo dettagliatissimo studio sperimentale emergono delle novità impreviste e probabilmente imprevedibili delle variazioni del quadro chimico-fisico della “nuova acqua” rispetto a quella di provenienza. Il nuovo quadro chimico-fisico non rientra nella termodinamica classica, ma piuttosto in quello della termodinamica dei processi irreversibili (Prigogine). Una ipotesi ragionevole del complesso quadro chimico fisico messo in evidenza sul piano sperimentale, con ricchezza di particolari e statisticamente significativa potrebbe essere la seguente: il processo di agitazione innesca la formazione di sistemi di acqua organizzata, in altre parole dal caos molecolare del liquido emerge l’ordine. Il sistema quindi è lontano dall’equilibrio e si mantiene in tale condizione o si allontana ulteriormente da esso dissipando l’energia disponibile nell’ambiente esterno. In questa ipotesi la spontaneità della formazione di strutture ordinate di molecole di acqua non viola il Ii Principio della Termodinamica in quanto la diminuzione di entropia locale (formazione di ordine) viene compensata da un incremento di entropia dovuta alla dissipazione (incremento di entropia legato al fenomeno di dissipazione di energia radiante sotto forma di calore). Nel complesso quindi il sistema che si è spontaneamente formato determina un incremento di entropia dell’universo e fa parte di quei fenomeni spontanei che si mantengono in condizioni lontane dell’equilibrio, strutture dissipative. Alcuni esempi di queste strutture sono le celle di Benard, le reazioni di Belusov Zabotinsky e naturalmente tutti i sistemi viventi. Emilio Del Giudice Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Milano International Institute Byofisic Neuss Germania “Alla scoperta dell’acqua fresca: l’organizzazione dell’acqua alla base dell’ordine biochimico” L’acqua è la componente essenziale (99% di tutte le biomolecole sono di acqua) della materia vivente. L’acqua liquida, come tutta la materia condensata, è formata da una rete di “domini di coerenza”, cioè di zone in cui tutte le molecole si muovono in accordo di fase; questa proprietà è denominata coerenza. L’acqua della materia vivente è caratterizzata da una proprietà ulteriore: la possibilità di una coerenza tra domini di coerenza . Questa “supercoerenza” può avvenire su una pluralità di frequenze di oscillazione, determinando così la specificità delle varie dinamiche biologiche. La supercoerenza si può instaurare solo se il sistema è dissipativo, cioè in grado di cedere all’ambiente tutta l’energia prodotta al suo interno. La possibilità di utilizzare l’acqua come principale vettore per “informare” il corpo grazie ai più avanzati sviluppi dell’ utilizzo dei principi quantistici che regolano l’ acqua dei sistemi viventi ci consente ora di intravedere notevoli sviluppi e applicazioni con la nascita di una nuova “medicina” in grado di “dialogare” con maggiore efficacia con il sistema vivente. Beppe Rocca Dipartimento di Neuroscienze Università degli Studi di Torino “Dinamica dell’acqua e stati mentali” Recenti scoperte nell’ambito delle neuroscienze cognitive In questa breve relazione riassumerò alcuni dei risultati intermedi e dei modelli teorici sviluppati nell’ambito di un programma di ricerca intitolato New Medicine finalizzato all’integrazione delle scoperte della New Physics del Novecento con le scoperte più recenti della biologia molecolare e le neuroscienze cognitive. Lo scopo del progetto è sviluppare modelli patogenetici di prevenzione e di terapia utilizzando medicinali diluiti-dinamizzati e altre forme di energia elettromagnetica debole. La vita sulla terra ha avuto origine nell’acqua. Solo dopo miliardi di anni alcuni organismi hanno scelto di trasferirsi all’asciutto - tra di essi l’essere umano – ma hanno conservato il mare dentro. Infatti tutte le reazioni biochimiche e i processi quantistico molecolari della vita avvengono in un ambiente fluido acquoso. I mattoni per la costruzione degli organismi viventi sono stati prodotti nei meravigliosi laboratori di fisica nucleare che sono le stelle. Sorge spontanea la prima domanda: come hanno fatto atomi e molecole in arrivo dalle stelle a organizzarsi in macromolecole (polimeri) complesse e fragili come sono le proteine, gli enzimi, gli acidi nucleici e le membrane nucleari delle forme viventi? Alcuni autori hanno suggerito dei modelli statistici in cui il caso dopo miliardi di tentativi si trasformerebbe in necessità. (Jabob e Monod). Ispirandomi a un altro premio Nobel, Albert Einstein, preferisco pensare che nel mondo della vita nulla succede per caso e la natura non gioca ai dadi. Per costruire edifici complessi è necessario utilizzare delle impalcature idonee. La struttura cristallina e le superfici elettrodinamicamente polarizzate dei sali minerali (in un primo tempo derivati dello zolfo nell’ambiente riducente e vulcanico della terra primordiale) sono servite da impalcatura e da collante elettrodinamico per la formazione e la stabilità delle prime proteine. Il passo successivo è consistito nell’emergere per aggregazione elettrodinamica spontanea di particelle lipidiche delle membrane cellulari. Un insieme di proteine e sali minerali delimitati da membrane biologiche ha fornito il microambiente (proto cellula) idoneo per l’emergere di cicli biochimici e metabolici tra molecole elettrodinamicamente simmetriche e coerenti. Ancora oggi i canali ionici e gli enzimi sono modulabili utilizzando medicinali diluiti-dinamizzati che modificano la conformazione tridimensionale dei moduli di interazione tra gli effettori di tutti i cicli biochimici dell’organismo. Come è emersa la complessità del codice genetico e delle grandi proteine, enzimi e macromolecole degli organismi attuali? Il processo è stato molto semplice. Il modello noto a tutti è il Canto Gregoriano, la musica di Bach o di Igor Stravinsky e più recentemente la musica seriale. Come funziona? Parti da un piccolo repertorio di modelli elettrodinamici quantistici (piccole sequenze di aminoacidi con un’interfaccia definita) poi, come se si trattasse di un Lego molecolare combini i pezzi in base alle simmetrie e alle risonanze elettrodinamiche quantistiche. Se non ti bastano i pezzi li duplichi, li assembli in posizione invertita, cambi un aminoacido qua e là. Non sei obbligato ad adibire sempre un dato elemento alla stessa funzione, per esempio in un momento storico usi molti pezzi per produrre muri, poi se il clima diventa più caldo, usi gli stessi pezzi per costruire finestre. Quali sono le implicazioni di questo modello di storia della vita per interventi di prevenzione e di terapia? Sono talmente enormi che facciamo fatica a immaginarle. In sintesi: tutte le forme viventi sono costruite dagli stessi moduli elettrodinamici quantistici. La Bioinformatica oggi è in grado di fornire le mappe in Internet di tutti questi moduli. Se utilizzo medicinali diluiti-dinamizzati, posso utilizzare i campi elettromagnetici prodotti e assorbiti da tutte le sostanze naturali (minerali, vegetali e animali) per modulare tutti i processi quantistico molecolari di un organismo vivente a scopo preventivo e terapeutico. Le membrane biologiche non sono degli ostacoli alla trasmissione delle informazioni terapeutiche? Assolutamente no. È vero, tutte le molecole in un organismo vivente sono compartimentalizzate, cioè distribuite in modo speciale in stanzette e microambienti all’interno dell’organismo, degli organi e di sistemi. In particolare il cervello è protetto da intossicazioni e interferenze molecolari dalla barriera emato-encefalica. Ed ecco l’altra magia: se utilizziamo campi elettromagnetici a scopo preventivo e terapeutico, possiamo attraversare il vuoto e i compartimenti biologici a velocità leggermente inferiori ma non lontane dalla velocità della luce ignorando la compartimentalizzazione. I medicinali diluiti dinamizzati e tutte le terapie basate su campi elettromagnetici deboli sono una forma veramente efficace e competitiva di drug delivery (come dicono i farmacologi molecolari) rispetto ai farmaci molecolari perché raggiungono senza problemi qualunque bersaglio biologico. Allora la terapia quantistico molecolare non è specifica? Agisce su tutti i bersagli biologici e tutti i sistemi dell’organismo?. Al contrario. È estremamente specifica, anche se agisce sulla globalità dell’organismo. La specificità della risposta terapeutica non dipende solo dal medicinale diluito dinamizzato o dalle caratteristiche elettrodinamiche dell’energia somministrata, ma dalla presenza in cellule specifiche delle molecole con la configurazione quantistico molecolare idonea a modificarsi per effetto dell’informazione preventiva o terapeutica – come avviene a livello molecolare per ormoni circolanti e recettori specifici per gli stessi ormoni in sistemi cellulari diversi. Come fanno energie così deboli a modificare processi biologici che la biochimica e la biologia molecolare ci mostrano essere molecolari? Le energie deboli non svolgono il lavoro duro delle molecole. Esse si accontentano di modificare la conformazione tridimensionale dei motori molecolari e degli enzimi, in questo modo forniscono la piccola spinta iniziale (energia di attivazione) per reazioni che in ogni caso sono esoergoniche oppure bruciano Atp come fonte di energia. Che relazione c’è tra dinamica dell’acqua e stati mentali? Le scoperte più recenti delle neuroscienze cognitive ci dicono che noi non siamo mai inattivi, ma che la nostra mente è sempre configurata in un preciso stato mentale. Uno stato mentale non può durare meno di un centinaio di millisecondi (i processi mentali sono eventi quantistici) e la dinamica degli stati mentali è modulata con precisione da cambiamenti sottili della configurazione quantistico molecolare complessiva dei circuiti chiave che regolano le funzioni cerebrali di base (percezioni somatiche, percezioni viscerali, neuroni specchio (sensori-motori) ed emozioni o modelli d’azione appresi con l’esperienza e la formazione). Gli stati mentali sono determinati da pochi trasmettitori chiave (glutammato, Gaba, glicina), da alcuni modulatori globali (acetilcolina, noradrenalina, dopamina, serotonina, istamina) che non trasmettono informazioni ma si limitano a regolare la trasmissione nelle sinapsi dei trasmettitori chiave e infine molti ormoni (neuropetidi, ormoni classici) e citochine. La biologia molecolare e le neuroscienze cognitive del Ventunesimo secolo hanno fatto scoperte impressionanti sui meccanismi molecolari e sui circuiti (tecnologie di neuroimaging) cerebrali, ma non hanno portato a successi terapeutici di rilievo. Perché? La ragione principale è molto semplice: la farmacologia molecolare non riesce a introdurre le molecole all’interno della barriera emato-encefalica. Di conseguenza si è limitata a somministrare molecole che modulano i modulatori ma non agiscono sui processi mentali di base. L’ingegneria molecolare ha addirittura tentato di infettare il cervello usando virus come trasportatori delle informazioni all’interno del cervello, ma ha scoperto più limiti e difficoltà che veri interventi terapeutici applicabili su vasta scala. I neurochirurghi sono avvantaggiati: essi inseriscono piccoli elettrodi nel cervello e con stimolazioni elettromagnetiche di una semplicità commovente, ottengono effetti biologici a dir poco miracolistici. Tuttavia non penso che impiantare elettrodi in aree profonde del cervello possa essere l’obiettivo della psichiatria e neurologia del futuro, anche se oggi, in assenza di interventi più eleganti e meno traumatici è affascinante seguire gli sviluppi di queste ricerche. Un ritorno all’omeopatia? Assolutamente no. I medicinali diluiti-dinamizzati sono stati scoperti grazie all’ingegno di Samuel Hahnemann. Il metodo di scelta del medicinale basato sulle sperimentazioni in persone sane è efficace e affidabile in tutte le malattie acute. Tuttavia, come lo stesso Hahnemann, all’età di settantenni e con l’aiuto della giovanissima moglie entusiasta ha scoperto curando i ricchi parigini affetti da malattie mentali e da malattie croniche (vedi il libro Le malattie croniche) il metodo della similitudine non si applica nelle malattie croniche. Perché? La biologia molecolare e le neuroscienze cognitive hanno svelato l’arcano: nelle malattie acute la risposta dell’organismo consiste nel modificare molecole già esistenti negli organismi (fosforilazioni, attivazione di canali ionici, modulazioni allosteriche dinamiche della conformazione tridimensionale). La similitudine tra persone sane e malati si applica perfettamente. Viceversa, le malattie croniche sono il risultato di cambiamenti dell’espressione genica (struttura molecolare, reti sinaptiche) nelle cellule di molti organi e tessuti. Il malato cronico è un bersaglio strutturalmente diverso da un malato acuto e di conseguenza il principio di similitudine della tradizione omeopatica è messo fuori gioco. Oggi i medici omeopati stanno attraversando l’ennesimo momento di difficoltà perché sono competitivi proprio sulle malattie acute in cui anche la medicina molecolare riesce a essere efficace (anche se più costosa e frequenti effetti collaterali). Che fare? La New Medicine è un programma di ricerca il cui obiettivo è integrare tutte le conoscenze della tradizione omeopatica all’interno dei meccanismi patogenetici scoperti dalla più recente biologia molecolare e dalle neuroscienze cognitive nelle malattie croniche. La sfida delle società occidentali sono le malattie croniche: cancro, neurodegenerative, demenza, malattie mentali e invecchiamento cerebrale accelerato in cui modelli precisi di stress cronico e di sensibilizzazione a traumi acuti hanno spesso un ruolo fondamentale. Il modello di prescrizione e di previsione dei fenomeni nelle malattie croniche non è il principio di similitudine, ma sono modelli patogenetici di prevenzione e di cura basati sull’integrazione di tutto ciò che le scienze di base (fisica quantistica, biofisica, biologia molecolare, neuroscienze) hanno scoperto sui meccanismi quantistico molecolari fondamentali delle malattie croniche. |
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CLIMA - "L´INVERSIONE DI TENDENZA PARTE DA NOI" |
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Perugia, 25 marzo 2010 - “Le prospettive di sviluppo dell’uomo, delle sue civiltà, dei suoi passaggi epocali sono sempre avvenute all’insegna del rapporto con il clima, con quell’entità, cioè, che da fattore “mitologico” si è via via trasformato in scenario, naturale e sociale insieme, dell’esistenza che condiziona ogni aspetto della vita quotidiana e, ovviamente, ne è segnato in profondità”. Sono le parole del Presidente della Provincia di Perugia in occasione della conferenza stampa di presentazione della Conferenza internazionale sul Clima "Local Solutions for Change" – Perugia 2010, in calendario a Perugia dal 14 al 16 aprile. “Oggi – ha affermato il Presidente della Provincia di Perugia nel corso dell’incontro che si è tenuto stamani, presso la Chiesa di San Bevignate - il rapporto con il clima sta diventando un percorso senza ritorno verso la partita decisiva della possibilità o meno dell’esistenza del pianeta in quanto tale. Non ci sono, in ciò, millenarismi né fughe verso l’irresponsabile dominio del fatalismo. La questione è sommamente politica, propriamente amministrativa, umanamente legata al comportamento dei singoli. Da qui il concetto che l’inversione di tendenza sui problemi rapporto con il clima o parte a livello “locale” o non ha, non avrà mai, le ali per decollare: “Local Solutions for Change”, appunto. E la dimensione “locale”, probabilmente, non coincide del tutto con le partizioni politico-amministrative alle quali siamo abituati, ma si precisa sempre più come loro trasformazione, integrazione delle attività di Comuni, Province e Regioni verso una rete “virtuosa” dalle maglie così strette che nessuna azione disordinata e incosciente possa uscirne a rovinare il creato e la purezza dei cieli. Pur nella consapevolezza del dramma che è legato al futuro delle condizioni climatiche, riprendiamo con coraggio e con spirito positivo e festoso il cammino aperto a Copenaghen. A Perugia, in Umbria, il festeggiamento, accanto alla riflessione e allo studio, non sarà fuori luogo sia perché il ventennale dell’Alleanza per il clima va, in ogni caso, salutato con i dovuti auguri sia perché possiamo ancora mostrare un territorio, dal Lago Trasimeno alla Valle Umbra, nel quale storicità e cultura convivono con successo con le minacce al clima e con le difficoltà dello sviluppo economico. Sarà, il cielo sopra l’Umbria, un segnale di resistenza e d’impegno visibile a chilometri e chilometri di distanza, dove condizioni ben peggiori della nostra invitano a meno forti speranze. Ma il segnale sarà chiaro e netto, un invito irrinunciabile a specchiarsi nell’azione della “piccola” comunità locale umbra come nel macrocosmo di una nuova creazione”. L’evento è promosso da Alleanza per il Clima in collaborazione con Regione dell´Umbria, Provincia e Comune di Perugia. "Local Solutions for Change - Perugia 2010" sarà “un´occasione unica di confronto tra esperti, studiosi e rappresentanti di amministrazioni locali “virtuose” italiane ed europee, per presentare i progetti più avanzati di riduzione di Co2 e del percorso verso territori low carbon”. |
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APPROVATO BANDO PER SOSTEGNO ALLE IMPRESE UMBRE IN MATERIA DI ECOINNOVAZIONE |
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Perugia, 25 marzo 2010 - Prevede contributi per la riduzione o il trattamento delle emissioni in atmosfera e delle acque reflue, la rimozione dell’amianto, il riutilizzo degli scarti di processo, la riduzione delle emissioni sonore, il Bando regionale per il “Sostegno alle imprese in materia di ecoinnovazione” che verrà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione il prossimo 31 marzo. Beneficiarie dell’iniziativa sono le imprese collocate su tutto il territorio regionale di grande, piccola e media dimensione operanti nei settori dell’industria, dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi, che potranno contare su una dotazione economica iniziale di 3 milioni. Il contributo massimo è pari a 600.000 euro, con una percentuale di aiuto che va dal 35per cento al 55per cento secondo la dimensione dell’impresa richiedente. La scadenza per la presentazione delle domande, che andranno inoltrate al Servizio Energia della Regione corredate di tutta la documentazione e dei progetti definitivi, è fissata al 15 luglio prossimo. “Il bando regionale per gli aiuti agli investimenti ambientali delle imprese extra-agricole in attuazione del ‘Por Fesr 2007/2013’ - sottolinea il Servizio Energia della Regione - ripropone una strumentazione di aiuti ambientali già adottati con successo nella precedente programmazione comunitaria e costituisce una leva per la qualificazione ambientale, ma anche economica del tessuto produttivo. Produzioni più ecologiche, oltre a salvaguardare l’ambiente, rappresentano infatti, un vantaggio competitivo riconosciuto ormai anche dal mercato”. |
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ECOBALLE: LA REGIONE SIGLA ACCORDO CON I COMUNI DI GIUGLIANO E VILLA LITERNO |
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Napoli, 25 marzo 2010 - Regione Campania, Comune di Giugliano e Comune di Villa Literno hanno siglato ieri il documento di intenti che avvia a soluzione la questione dei milioni di tonnellate di ecoballe stoccate da anni sul territorio dei due Comuni. L´accordo prevede che, individuato il sito, le Amministrazioni locali procedano ad esperire un bando esplorativo che verifichi la disponibilità del mondo imprenditoriale del settore, a livello nazionale ed internazionale, ad investire nella progettazione, realizzazione e gestione di un impianto dedicato allo smaltimento delle ecoballe. Le evidenti difficoltà della finanza pubblica non consentono, infatti, di reperire i fondi necessari per sostenere l´investimento, che dovrà orientarsi verso tecnologie innovative e a bassissimo impatto ambientale rispetto agli inceneritori convenzionali. Spetterà ai Comuni operare la scelta tecnica e localizzativa, con il supporto attivo della tecnostruttura regionale e di quelle provinciali di Napoli e Caserta, le cui Amministrazioni sono fortemente motivate al buon esito dell´azione, come da loro recente accordo con i due Comuni. "C´è una grande armonia istituzionale - dice l´Assessore all´Ambiente della Regione Campania - che premia senso di responsabilità e progettualità dei due Comuni: in poco più di due anni si potrebbe avviare l´impianto, con costi di investimento ed esercizio contenuti, avviando a soluzione una vicenda che tanto male ha fatto ad ambiente ed economia". |
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