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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 18 Maggio 2010 |
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CINQUE ANNI DI POLITICA EUROPEA DI VICINATO HANNO AUMENTATO GLI SCAMBI COMMERCIALI, IL VOLUME DEGLI AIUTI E I CONTATTI INTERPERSONALI |
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Bruxelles, 18 maggio 2010 - Le relazioni annuali sulla politica europea di vicinato confermano ancora una volta i chiari vantaggi che l´Unione europea comporta per i paesi limitrofi. Da cinque anni a questa parte, l´Unione europea si è adoperata per aumentare gli scambi, gli aiuti e i contatti interpersonali instaurando inoltre una cooperazione molto più approfondita tra l´Ue e i suoi vicini riguardo a tutte le loro riforme economiche, politiche e settoriali. Il nostro partenariato si è notevolmente sviluppato in settori come i trasporti, l´energia, l´ambiente e il cambiamento climatico, la ricerca, la sanità e l´istruzione, grazie a un aumento del 32% dei relativi stanziamenti nel quadro finanziario attuale, che nel 2013 supereranno i 2 miliardi di euro all´anno. "La politica europea di vicinato si è rivelata un successo, come dimostrano i numerosi risultati concreti ottenuti sul campo", ha commentato Catherine Ashton, vicepresidente della Commissione e Alto Rappresentante dell´Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza. "Tuttavia, possiamo e dobbiamo fare molto di più per rendere la parte del mondo in cui viviamo più sicura, stabile e prospera. In quanto paesi europei e mediterranei, dobbiamo aiutarci a vicenda per far fronte alla crisi economica in un mondo globalizzato. Dobbiamo unire le nostre forze per affrontare le nuove minacce e le nuove sfide del nostro tempo, come il terrorismo internazionale, la tratta degli esseri umani e la criminalità organizzata transfrontaliera. Dobbiamo collaborare per risolvere le controversie e i conflitti che ancora frenano lo sviluppo di parti della nostra regione e privano molti cittadini dei vantaggi della globalizzazione. Vogliamo che i nostri vicini contribuiscano ai nostri sforzi per far regnare pace e sicurezza in altre parti del mondo meno fortunate di noi. In quanto Unione basata su valori comuni, inoltre, vogliamo che i nostri vicini usufruiscano della stabilità e della prosperità che derivano da una società aperta e democratica e dall´applicazione dello Stato di diritto. Considero prioritario questo programma ambizioso, che si inserisce nel nostro processo di attuazione del trattato di Lisbona e di istituzione del Servizio europeo di azione esterna. I nostri amici del vicinato europeo e mediterraneo saranno fra i primi a trarre vantaggio da una politica estera europea più attiva, coerente e efficace." Štefan Füle, commissario per l´allargamento e la politica europea di vicinato, ha aggiunto: "Potenziare ulteriormente la Pev significa, né più né meno, investire nella stabilità e nella prosperità della stessa Ue, cosa che deve riflettersi nella nostra offerta ai nostri partner. La Pev comporta vantaggi per tutte le parti interessate: il vigore della nostra risposta dipenderà dal grado di ambizione delle riforme dei nostri partner. Le riforme economiche hanno registrato notevoli progressi in tutti i paesi del vicinato, a est come a sud. Quello che conta per il futuro è accelerare le riforme democratiche e politiche laddove i progressi sono stati reali ma generalmente lenti. Risultati ottenuti dalla politica europea di vicinato nel periodo 2004-2009 Entro il 2004 sono stati conclusi accordi di associazione bilaterali con la maggior parte dei partner meridionali della Pev e si stanno intensificando le relazioni con la maggior parte dei partner più progrediti (nel 2008, ad esempio, è stato riconosciuto al Marocco lo "status avanzato"). A est, in linea con gli obiettivi del partenariato orientale, gli accordi di partenariato e di cooperazione esistenti vengono gradualmente sostituiti dai più ampi accordi di associazione. La Pev punta altresì a migliorare la governance. Si rileva qualche progresso nel processo democratico, come dimostrano le recenti elezioni presidenziali in Ucraina, il secondo turno delle elezioni politiche in Moldova e il miglioramento qualitativo delle elezioni in Marocco e in Libano. I paesi Pev hanno fatto progressi anche in termini di libertà di associazione, pena di morte, libertà dei media, diritti delle minoranze e altri diritti umani e libertà fondamentali, che in genere non sono però all´altezza delle ambizioni espresse congiuntamente nella Pev e nei piani d´azione. C´è ancora molto da fare anche per attuare le riforme del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione e per combattere efficacemente la corruzione. Per quanto riguarda la mobilità, nel 2008 sono stati rilasciati nei paesi limitrofi oltre 2 milioni di visti europei Schengen. Sono già in vigore accordi di facilitazione del visto e di riammissione con l´Ucraina e la Moldova e sono stati conclusi i negoziati con la Georgia. A ciò si aggiungono i partenariati per la mobilità conclusi con la Moldova e la Georgia per promuovere la migrazione legale. Occorre tuttavia adoperarsi ulteriormente per sfruttare appieno il potenziale della Pev, anche elaborando roadmap finalizzate all´instaurazione con Ucraina e Moldova di un regime di esenzione dal visto per i brevi soggiorni. Nel periodo 2004-2008 si è registrata una crescita degli scambi commerciali dell´Ue con la regione Pev, con un aumento delle esportazioni e delle importazioni Ue del 63% e del 91% rispettivamente (il 2009 ha segnato un lieve rallentamento dovuto alla crisi economica e finanziaria mondiale). L´ue è pronta a negoziare accordi di libero scambio globali e approfonditi con tutti i suoi vicini non appena saranno disposti a farlo e soddisferanno le necessarie condizioni. Sono state prese altre misure a favore di una maggiore integrazione economica, tra cui il negoziato di una serie di accordi settoriali riguardanti, ad esempio, l´agricoltura, i prodotti della pesca e lo spazio aereo comune. La cooperazione in materia di energia è stata intensificata per mezzo di memorandum d´intesa o dichiarazioni con l´Azerbaigian, la Bielorussia, l´Ucraina, l´Egitto, la Giordania e il Marocco. Nel 2009 l´Ucraina e la Moldova sono state autorizzate, a determinate condizioni, ad aderire al trattato che istituisce la Comunità dell’energia, mentre la Georgia ha acquisito lo status di osservatore. Per il periodo 2007-2013 la Pev ha stanziato quasi 12 miliardi di euro per l´attuazione della sua politica di vicinato. Il Fondo investimenti per la politica di vicinato, alimentato dai bilanci dell´Ue e degli Stati membri, offre un sostegno finanziario per l´erogazione di prestiti (oltre 4,7 miliardi di euro nel 2007-2009) a favore di investimenti concreti in materia di trasporti, ambiente, energia, settore privato e settore sociale. Contesto La politica europea di vicinato punta ad aumentare la stabilità, la prosperità e la sicurezza comuni. Sulla base di un piano d´azione congiunto, l´Ue aiuta i paesi partner ad attuare le riforme necessarie per innalzare i propri standard di democrazia e diritti umani, aumentare il proprio accesso al mercato unico dell´Ue, migliorare l´ambiente e intensificare la cooperazione con l´Ue su temi come il cambiamento climatico, l´energia, i trasporti o la migrazione. Oggi la Commissione ha pubblicato il suo "Pacchetto Pev" annuale composto da: una comunicazione che valuta i risultati conseguiti dal 2004, cioè l´anno in cui è stata varata questa politica, 12 relazioni sui progressi compiuti nel 2009 dai 12 paesi che hanno concordato piani d´azione Pev con l´Ue e una relazione sui progressi settoriali. I documenti disponibili sono: •la comunicazione "Bilancio della politica europea di vicinato" (Bruxelles, 12 maggio 2010), •le relazioni individuali 2009 su Armenia, Azerbaigian, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Repubblica di Moldova, territori palestinesi occupati, Tunisia e Ucraina, •la relazione settoriale: http://ec.Europa.eu/world/enp/documents_en.htm Per ulteriori informazioni sulla Pev: http://ec.Europa.eu/world/enp/index_en.htm |
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DIRITTI UMANI NEL MONDO: È POSSIBILE MISURARE I PROGRESSI? |
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Bruxelles, 18 maggio 2010 - Qual è lo stato di salute della democrazia e dei diritti umani nel mondo? Ogni anno l´Ue pubblica un rapporto che esamina la situazione dell´anno precedente e il ruolo giocato dall´Europa per la tutela dei diritti. Con il Trattato di Lisbona, l´Unione acquisisce nuovi poteri in materia di politica estera. Ma saprà trasformarli in un´azione più efficace e incisiva a favore di chi soffre discriminazioni e abusi? Ne hanno discusso ieri i deputati della sotto-commissione per i Diritti dell´uomo. L´azione dell´Ue per la tutela dei diritti e della democrazia nel mondo ha a sua disposizione un ampio raggio di strumenti: dai finanziamenti alle Ong per progetti sul campo (238 milioni per oltre 900 progetti in 100 paesi nel 2009), al dialogo con gli Stati stranieri, e la mediazione fra governi e attivisti dei diritti umani. Commissione e Consiglio hanno presentato il 10 maggio il rapporto 2009, evidenziando le attività del´´Ue a favore della democrazia e dei diritti. Ma i parlamentari restano critici: "Il Parlamento ha già prodotto reazioni importanti ai rapporti degli anni precedenti. L´ultimo chiedeva al Consiglio e alla Commissione di creare indicatori specifici e quantificabili per misurare l´efficacia delle azioni Ue" - ha affermato la presidente della sotto-commissione per i diritti umani Heidi Hautala, dei Verdi - " Ma i risultati rimangono vaghi. Nel rapporto non si dice molto dei progressi rispetto agli anni precedenti". D´accordo la collega del Ppe Laima Liucija Andrikienė, vice presidente della sotto-commissione: "Servono target misurabili paese per paese, in modo che alla fine dell´anno possiamo capire che cosa abbiamo ottenuto, valutare se la situazione in alcuni paesi è migliorata, e se i soldi dei contribuenti europei sono stati ben spesi. Nel rapporto manca la valutazione". La Andrikienė, pur riconoscendo che "il rapporto è uno dei più importanti, se non il più importante, sullo stato dei diritti umani nel mondo", ha poi criticato gli Stati membri Ue, che "nei forum internazionali, come il Consiglio per diritti umani dell´Onu, si dividono, facendo il gioco dei nostri opponenti". La rappresentante della Commissione europea Veronique Arnaud, rispondendo alle osservazioni dei parlamentari, ha ricordato che con il Trattato di Lisbona i diritti umani ricadono sotto le competenze dell´Alto rappresentante e del Servizio di azione esterna: "i diritti dell´uomo dovrebbero diventare un pilastro della politica estera comune, e il Parlamento avrà più voce in capitolo", ha concluso. La risposta del Parlamento al rapporto 2009 sarà adottata durante la plenaria di dicembre 2010. A giugno, si terrà una discussione in Aula con l´Alto Rappresentante Catherine Ashton. |
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REACH: SFIDE E PROSPETTIVE PER IL SETTORE DELLA CHIMICA IL COMMISSARIO EUROPEO ALL´INDUSTRIA E ALL´IMPRENDITORIA ANTONIO TAJANI PRESENTA ATTUAZIONE E APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO EUROPEO |
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Milano, 18 maggio 2010 - Reach è il regolamento europeo che introduce importanti novità per il settore della chimica. Esso prevede la registrazione delle sostanze che vengono prodotte e messe in commercio: la prima scadenza prevista è quella di novembre 2010 e riguarda la registrazione delle sostanze chimiche ad elevato volume di produzione e delle sostanze ad alto rischio. È di fondamentale importanza per il settore farsi trovare preparato: lo scambio di informazione tra i produttori agevolerà il compito, in particolare alle Pmi del settore e dei comparti a valle. La Rappresentanza a Milano della Commissione europea, Confindustria Lombardia e Federchimica, in collaborazione con l´Ufficio del Parlamento europeo a Milano, hanno invitato le principali istituzioni coinvolte nell´attuazione di Reach - Commissione europea, Agenzia chimica europea (Echa), Parlamento europeo, Ministeri, Regioni e industria – a presentare e discutere le priorità e gli strumenti di supporto. Il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per l´Industria e l´imprenditoria, introdurrà l´argomento anche nell´ottica della nuova politica industriale europea da lui diretta. Insieme a Tajani, interverranno nella prima parte dell´evento Alberto Barcella, Presidente di Confindustria Lombardia, Giorgio Squinzi, Presidente di Federchimica, Raffaello Vignali, Vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, e le eurodeputate Patrizia Toia e Amalia Sartori, della Commissione industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo. Seguirà una tavola rotonda sul ruolo delle istituzioni a livello europeo (Unità Reach alla Direzione generale Imprese e industria della Commissione), nazionale (Ministero dello Sviluppo economico, Ministero dell´Ambiente) e regionale (Regione Lombardia). Nel pomeriggio si parlerà dell´attuazione di Reach in Italia (ispezioni, sanzioni, aspetti critici e rimedi) con Echa, l´Agenzia delle Dogane ed esperti legali. Infine i rappresentanti dell´industria (Federchimica, Ueapme, Assocarta, Anie e Federlegnoarredo) presenteranno esperienze, aspettative e problemi sul campo. "Reach è un esempio lampante dell´equilibrio che si persegue tra i tre pilastri dello sviluppo sostenibile: competitività, aspetti sociali e aspetti ambientali. Reach assicura un livello elevato di protezione della salute umana e dell´ambiente svolgendo nel contempo un ruolo importante poiché incoraggia l´innovazione, promuove la competitività e meglio consente alle imprese di rispondere alle esigenze di fondo dei consumatori” ha affermato il Vicepresidente Tajani. Venerdì 21 maggio 2010 - Ore 9.30 Milano Palazzo delle Stelline, sala Volta Corso Magenta, 61. Programma: http://ec.Europa.eu/italia/milano/reach_it.htm |
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IL VENETO NEL GRUPPO DI LAVORO RISTRETTO PER LA REVISIONE DEI DOCUMENTI COMUNITARI PAC |
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Venezia, 18 maggio 2010 - La Commissione Europea ha ammesso il Veneto al Gruppo di lavoro ristretto che sta lavorando per la revisione dei documenti comunitari. Il Gruppo, del quale fanno parte rappresentanti di stati e regioni europee provenienti da Spagna, Grecia, Svezia, Slovenia, Francia, Olanda, opera per individuare un approccio comune alla elaborazione della nuova politica agroalimentare europea. “Questa ammissione – ha sottolineato l’assessore regionale Franco Manzato – è il frutto del buon lavoro svolto in occasione conferenza che abbiamo ospitato a Piazzola sul Brenta sul tema “L’innovazione nella filiera agroalimentare: l’esperienza del Veneto”, dove si sono confrontati rappresentanti di aziende di trasformazione, organizzazioni professionali, Università, fornitori di servizi, cooperative e istituzioni. La Conferenza di Piazzola è risultata l’incontro con la maggiore partecipazione, tutta di alta qualità, tra quelle promosse dalla Commissione in altri Stati europei”. Nell’unione Europea il settore agroalimentare gioca un ruolo economico e sociale significativo, dove l’industria agroalimentare rappresenta uno dei settori industriali più importanti e dinamici d’Europa. È costituita da circa 310.000 aziende ed impiega oltre 4 milioni di addetti. Negli ultimi anni, tuttavia, la sua competitività è stata valutata a rischio se confrontata con quella degli Stati Uniti e del Canada. “In questo contesto, contrassegnato tra l’altro dalla crisi economica, il settore agroalimentare veneto ha sofferto meno di altri comparti – ha ricordato Manzato – anche come effetto degli ingenti investimenti destinati al comparto, superiori rispetto alla media italiana. Siamo tuttavia in presenza di un contesto di luci ed ombre: l’industria agroalimentare veneta presenta infatti delle criticità, derivanti dalla frammentazione delle imprese nel territorio e da un minore produttività per impresa se confrontata con le altre maggiori nazioni europee, ad esempio la Francia, la Germania, la Spagna o il Regno Unito”. Il settore risulta, inoltre, ancora poco orientato all’innovazione, probabilmente anche a causa del fenomeno dell’invecchiamento degli imprenditori, dal basso grado di istruzione e della scarsa diversificazione. |
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INTESA FORMIGONI-MORATTI-PODESTA´ IERI A PALAZZO PIRELLI SARA´ UNA SOCIETA´ PUBBLICA DI REGIONE LOMBARDIA, COMUNE E PROVINCIA |
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Milano, 18 maggio 2010 - Regione, Provincia e Comune di Milano costituiranno insieme una Newco per l´acquisizione delle aree da mettere a disposizione della Società Expo 2015 Spa. La decisione è stata presa ieri al trentesimo piano del Palazzo Pirelli in un incontro tra Roberto Formigoni, Guido Podestà e Letizia Moratti, nel quale sono state definite la fisionomia della società e i passi da compiere. Prende corpo, dunque, e operatività la proposta che lo stesso Formigoni aveva lanciato qualche settimana fa per risolvere il problema delle aree per l´esposizione del 2015. "Si tratterà - ha spiegato Formigoni - di una società per azioni totalmente pubblica, con quote di partecipazione paritetiche di un terzo ciascuna per Regione, Provincia e Comune. L´equity è prevista fra il 30 e il 40%, mentre il restante 70/60% del fabbisogno per l´acquisizione delle aree sarà reperito con l´intervento delle banche". Il cronoprogramma prevede tempi molto rapidi: la formalizzazione della decisione con delibere delle tre Giunte già la prossima settimana; il passaggio nei rispettivi Consigli indicativamente entro fine giugno; la costituzione della società entro il 31 luglio; l´acquisizione delle aree entro fine anno; gli accordi - a inizio 2011 - con Expo 2015 spa per la concessione delle aree sino alla conclusione dell´Expo, 31 ottobre 2015, fermo restando che la titolarità rimarrà della Newco. Da subito iniziano le trattative con la proprietà dell´area (che saranno condotte dai tre enti promotori della Newco) e il lavoro del Comune di Milano per varare la necessaria variante urbanistica. "Sono particolarmente soddisfatto - ha sottolineato Formigoni - del percorso virtuoso che abbiamo tracciato e della determinazione e proseguire il lavoro insieme". Certa che quella individuata sia "la via migliore" si è detta Letizia Moratti, "per trasparenza, controllo dei costi e utilizzo delle aree". Il 1 novembre 2015, quando il sipario di Expo calerà, le aree acquisite e ´concesse´ a Expo 2015 spa torneranno nella disponibilità della Newco. "Regione, Provincia e Comune - ha spiegato Formigoni - decideranno allora il da farsi. Una cosa è certa: non intendiamo affatto diventare enti edificatori o speculatori, ma restituire ai cittadini un luogo valorizzato al meglio". |
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NUOVO DIALOGO TRA SARDEGNA E ARGENTINA. RIAVVIATO SPORTELLO INTERNAZIONALIZZAZIONE |
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Cagliari, 18 Maggio 2010 - "L’evento di oggi rappresenta un´importante occasione d´incontro e confronto tra i principali attori dell´internazionalizzazione d´impresa della Sardegna e dell’Argentina. Inoltre offre la possibilità alle istituzioni e agli imprenditori dell’Isola di entrare in contatto con una realtà diversa dalla nostra, consentendo di intensificare le relazioni culturali e commerciali tra gli attori dello sviluppo di realtà lontane”. Lo ha detto l’assessore dell’Industria Sandro Angioni nel suo discorso di apertura al convegno "La Sardegna incontra l’Argentina: presentazione del paese ed opportunità di collaborazione economica”. L’incontro, organizzato dall’assessorato regionale dell’Industria, dall’Ambasciata Argentina in Italia, con la collaborazione delle Camere di Commercio della Sardegna e il centro servizi promozionali per le imprese, è uno dei progetti che vuole creare sinergie tra gli operatori locali per lo sviluppo del territorio e del tessuto imprenditoriale sardo. Tra tali iniziative assume importanza strategica il riavvio dello Sportello regionale per l’internazionalizzazione (Sprint), risultato di un percorso avviato all’interno della Regione con la stipula dell’Accordo quadro, tra il ministero del Commercio internazionale e l’amministrazione regionale. Lo Sportello fornirà supporto per lo sviluppo di progetti di promozione dell´export, assicurando il coordinamento tra programmazione nazionale e regionale. Tra i relatori intervenuti, Gonzalo Sabatè, consigliere economico e commerciale dell´Ambasciata Argentina, ha illustrato lo scenario socio-economico del Paese e le opportunità di mercato, di investimento, e di integrazione economica offerte dall’Argentina al sistema imprenditoriale sardo, mentre Giuseppe Vargiu, amministratore della società Stelnet Srl, ha offerto la sua testimonianza di come si possa investire in Argentina con successo. |
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VISITA DEL MINISTRO BOSSI IN VENETO |
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Venezia, 18 maggio 2010 - Il Ministro delle Riforme per il Federalismo Umberto Bossi è stato accolto ieri dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia a Palazzo Balbi, dove si è incontrato con gli assessori e i consiglieri regionali, rappresentanti degli enti locali e delle amministrazioni provinciali e parlamentari veneti. Zaia lo ha ringraziato per la visita, ricordando lo slogan usato durante la campagna elettorale: “Prima il Veneto”. “E’ la volontà di candidarci a testare qualsiasi forma di autonomia”, ha spiegato Zaia. “La volontà di portare fino in fondo la grande partita del federalismo fiscale e di applicare, nel Veneto, fin da subito i decreti attuativi”. In queste ore si sta lavorando al primo decreto, quello sul federalismo demaniale. Il presidente ha detto che il Veneto guarda a questo con particolare attenzione perché non riguarda solo il patrimonio immobiliare, ma anche il demanio idrico e marittimo. “”Prima il Veneto” – ha aggiunto - per noi significa anche la necessità di avere più autonomia, prevista dalla Costituzione all’art. 116, quella a “geometria variabile”. In materie non concorrenti, che sono esclusive, come la sanità, Zaia ha detto: “abbiamo dimostrato di avere i conti a posto e di non aver fatto come qualcuno che ha presentato bilanci con buchi da un miliardo, un miliardo e mezzo ogni anno. Se siamo bravi a gestire la sanità e altre competenze, pensiamo di essere in grado di gestirne molte altre. La geometria variabile ci porta a dire che ogni comunità deve avere la sua giusta dose di autonomia”. Zaia ha poi ricordato la crisi che attanaglia le imprese. “Abbiamo 600 mila imprese, una partita Iva ogni 8 abitanti. Ma in questo momento è come una famiglia dove ci sono dei figli che hanno fame e tu non sai più cosa rispondere. Lo stesso vale per gli imprenditori. Il mio pensiero non può che andare ai 19 imprenditori che si sono suicidati in questi ultimi mesi, molti dei quali lo hanno fatto all’interno delle loro aziende, per la mancanza di risposte, anche dal sistema del credito”. “Con le banche – ha fatto rilevare Zaia - abbiamo avviato un grande confronto. Questo territorio non avrebbe avuto questo sviluppo se non avesse avuto le banche ma adesso le banche se ne sono andate. Devono tornare a finanziare le famiglie, a finanziare le imprese, a finanziare la locomotiva d’Italia che si chiama Veneto, Lombardia, Piemonte. Insomma tutta quella parte del Paese che produce 827 miliardi di euro”. Da ultimo Zaia ha toccato il tema delle candidature di Roma e Venezia per le Olimpiadi 2020. “Sono due candidature importanti – ha detto - degne di rispetto, però è ovvio che noi parteggiamo per quella veneta e chiediamo che sia sostenuta. Lo facciamo fino in fondo, da veneti orgogliosi di essere veneti”. |
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TRENTINO ALTO ADIGE: ELEZIONI COMUNALI 2010: QUASI CONCLUSO LO SPOGLIO ELETTI IN REGIONE 302 SINDACI IN 13 COMUNI SI ANDRÀ AL BALLOTTAGGIO |
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Trento, 18 maggio 2010 - Si è quasi concluso il lavoro di scrutinio nei 315 comuni chiamati alle urne domenica 16 maggio. In Trentino sono stati eletti 194 sindaci, mentre nei comuni di Ala, Arco, Baselga di Pinè, Lavis, Ledro, Mori, Predazzo, Rovereto, Storo e Villa Lagarina sarà necessario un turno di ballottaggio previsto per il 30 maggio, in quanto nessuno dei candidati ha raggiunto il 50% dei voti. In Alto Adige i sindaci eletti al primo turno sono 108, i comuni che andranno al ballottaggio domenica 30 maggio sono Bressanone, Laives e Merano. Sul sito della Regione, www.Regione.taa.it tutti i risultati comune per comune. |
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BOLZANO, FRA LE DECISIONI DELLA GIUNTA PROVINCIALE DI IERI: GALLERIA DI BASE DEL BRENNERO - RENDICONTO GENERALE 2009. |
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Bolzano, 18 maggio 2010 - Alcune decisioni amministrative quelle adottate ieri mattina, 17 maggio 2010, dalla Giunta provinciale. Grande attenzione all’esito delle elezioni comunali del 16 maggio. Galleria di base del Brennero - Il presidente della Provincia, Luis Durnwalder, è stato incaricato di intervenire a vari livelli affinché vengano mantenuti gli accordi internazionali presi dall’Italia per il finanziamento del tunnel ed anche della tratta d’accesso Verona-fortezza, per la quale, invece, la scorsa settimana vi è stato un rinvio in sede Cipe. La Provincia di Bolzano, infatti, secondo il principio di rotazione subentrerà alla Baviera alla presidenza dell’apposita Comunità di azione Ferrovia del Brennero. Come ha affermato Durnwalder, in qualità di presidente della Provincia di Bolzano e della Regione (maggiore azionista di Autobrennero Spa), inoltre, farà tutti i passi necessari per intervenire affinché la società A22 garantisca la metta a disposizione gli utili per il finanziamento trasversale. Tra i progetti vi è quello di creare una società mista Ferrovie-a22 per la costruzione e la gestione della Galleria. Durnwalder, appoggiando appieno la recente protesta dei sindaci del Tirolo del Nord nei confronti del governo di Vienna, ha ribadito che non c’è alternativa alla costruzione della Galleria del Brennero per migliorare le condizioni di vita della popolazione a nord e a sud del Brennero. Sviluppo turistico Funes - La Giunta provinciale ha preso in esame il Programma di sviluppo turistico presentato dal Comune di Funes. A fronte di una richiesta di mille ulteriori posti letto ne ha autorizzati complessivamente 600 in strutture ricettive e 20 posti in camping; spetterà ora al Comune determinare quanti saranno i posti letto nuovi e quanti quelli riferiti all’ampliamento di strutture ricettive esistenti. Bilancio provinciale 2011 - Parlando del prossimo bilancio provinciale 2011, il presidente Durnwalder ha affermato che si potrà far fronte alle richieste di sindacati e imprenditori, per un´eventuale riduzione dell´Irap, dell’Irpef ai lavoratori o per la riduzione delle tasse automobilistiche e adottare provvedimenti concreti solo verso l’autunno, quando si conoscerà il reale ammontare delle entrate. Benché con l’Accordo di Milano con i ministri Calderoli e Tremonti si sia anticipata la riforma fiscale del governo, che non si partecipi al fondo di solidarietà nazionale e che si conosca l’ammontare delle entrate garantite (90 per cento), come ha riferito Durnwalder, prendendo a riferimento i primi quattro mesi del 2010 causa la crisi si dovrebbe registrare una perdita di circa 80 milioni in mancate entrate. A fronte di altre entrate, ad esempio dall’inceneritore che dovrebbe registrare il finanziamento da parte dei Comuni, il bilancio 2011 dovrebbe attestarsi su un cifra attorno ai 5,2 miliardi di Euro. Rendiconto generale 2009 - La Giunta provinciale nella seduta del 17 maggio ha approvato il rendiconto generale riferito al 2009 che grazie alle entrate ed alle partite di giro si è attestato a 5,4 miliardi di Euro. I residui attivi ammontano a 2,675 milioni di Euro, mentre quelli passivi a 2,472 milioni di Euro; 162 i milioni di avanzo, di cui, come ha riferito il presidente Durnwalder 154 milioni sono già confluiti nel bilancio 2010. Ne restano pertanto 8 milioni; per quest’importo la Giunta ha deciso di non disporre un assestamento di bilancio, bensì di farli confluire nel bilancio 2011. La Giunta provinciale ha deciso di introdurre nella legge di rendicontazione tre nuovi punti. In primo luogo si chiede al Consiglio provinciale la determinazione di una cornice entro cui la Provincia possa eventualmente accendere mutui per anticipare spese o per assumere fideiussioni. Un altro punto si riferisce alla rinuncia a piccole entrate fino a 16,58 Euro in modo tale da evitare procedure burocratiche. Inoltre, per evitare processi per il mancato versamento di tasse nei tempi determinati viene fissato nel ravvedimento oneroso un aumento degli importi dovuti del 2,5 cento se questi vengono versati entro 30 giorni dopo la scadenza e del 3 per cento se il versamento avviene oltre i 30 giorni. Vendita azioni - La Provincia ha deciso di vendere la propria quota di azioni (42 per cento) in Brennercom; ogni singola azione ha un valore stimato in 1.103 Euro. Complessivamente sono 19.483 le azioni in mano alla Provincia. Entro il 14 giugno 2010 i cittadini intenzionati all’acquisto dovranno far pervenire un’offerta al rialzo. Dopo la creazione di due società distinte per le Terme di Merano, ovvero per l’hotel e per lo stabilimento, la Provincia è decisa a vendere le relative azioni. In autunno vi sarà la seconda asta per 31 milioni di Euro. Elezioni - Facendo una prima valutazione sull’esito delle elezioni comunali il presidente della Provincia, Luis Durnwalder, ha commentato come in generale sia rimasta una certa stabilità amministrativa, un fatto importante alla luce del fatto che i Comuni sono partner della Provincia nella gestione della cosa pubblica, avendo molte competenze dirette. Un aspetto da valutare attentamente è, invece, l’andamento in recessione della partecipazione al voto che, facendo riferimento alle ultime consultazioni, dalle regionali a quelle del Parlamento Europeo, su un meno 5 per cento. |
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UMBRIA, PRESIDENTE MARINI: ”MANOVRA FINANZIARIA CELA ASSENZA POLITICHE PER LO SVILUPPO, PD RILANCI FEDERALISMO SOLIDALE” |
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Perugia, 18 maggio 2010 - “Non possiamo accettare l’idea che l’imminente manovra sulla finanza pubblica, annunciata dal Governo, sia esclusivamente legata alla situazione economica internazionale. Essa, infatti, cela di fatto l’assenza di adeguate politiche da parte di questo governo, a sostegno dello sviluppo economico e sociale del Paese”. E’ quanto affermato ieri dalla Presidente della Regione, Catiuscia Marini, nel corso del suo intervento al seminario a Perugia, organizzato dal Partito democratico, sul tema “Sosteniamo i cittadini e le imprese”. “Per il nostro Paese, dunque, questa manovra che si annuncia come sempre verso una drastica politica di tagli, si sovrappone all’assenza di adeguate misure a favore di imprese e famiglie che stanno da oltre due anni pagando il costo della crisi economica – ha detto la presidente - Inoltre, come sempre ha fatto questo Governo, le decisioni saranno assunte in assenza di una serie confronto sia con le parti sociali, che con le Regioni ed il sistema delle autonomie locali. Temiamo poi che il Governo voglia bloccare i Fondi Fas, destinati ad investimento per lo sviluppo, non solo per le quattro Regioni in dissesto finanziario per la sanità, ma anche per tutte le altre. Ciò sarebbe molto grave perché, di fatto, bloccherebbe ogni investimento per lo sviluppo. E se a questo aggiungiamo le rigidità del patto di stabilità interno ciò che si profila è un totale stallo dell’economia nazionale. Ecco perché ritengo l’iniziativa di oggi del Pd, davvero attuale e necessaria”. “Non è infatti più accettabile che da una parte, vedi Patto di stabilità, si impedisce alle amministrazioni pubbliche virtuose, quelle con i conti in ordine, di investire risorse a sostegno dello sviluppo, mentre dall’altra parte il Governo, in un rapporto diretto, conceda risorse finanziarie a pioggia per coprire deficit e disavanzi proprio per le amministrazioni meno virtuose. Oggi non posso non lanciare un segnale di grave allarme per il prossimo futuro – ha continuato la presidente Marini - Perché se questa è la situazione, anche per realtà come le nostre, che con grande sforzo e politiche di rigore sono riuscite a garantire da una parte la qualità dei servizi, adeguate politiche e sostegni anche finanziari a favore del sistema delle imprese, come delle famiglie, il 2011 potrebbe essere invece un anno problematico. Se solo guardiamo a settori come l’università, la scuola, la sanità, per i quali spesso è richiesto alle regioni di svolgere un ruolo sostitutivo, in termini soprattutto di risorse finanziarie, dello Stato”. La presidente in conclusione ha affermato: “Penso sia venuto il momento perché come Partito democratico si assuma una forte iniziativa politica tesa a creare una strategia chiara che rilanci il tema del federalismo, soprattutto in chiave solidale. Un’iniziativa integrata e coordinata tra le nostre rappresentanze parlamentari e quelle impegnate nelle amministrazioni regionali e locali. Non possiamo, infatti, consentire che si affronti il tema dell’attuazione del federalismo partendo dalla coda e non dalla testa, come ha fatto il Governo avviando l’attuazione del federalismo demaniale che avrebbe dovuto essere l’ultimo atto della riforma federalista”. “In questo quadro è particolarmente importante anche il confronto avviato tra le aree del centro Italia. Dobbiamo, come Regioni del centro Italia, valorizzare le nostre specificità, le nostre omogeneità, per essere protagonisti nel processo di trasformazione dell’assetto istituzionale”. |
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DEBITO, A ROMA ORIANI COMMISSARIO STRAORDINARIO. BILANCIO ENTRO IL 31 LUGLIO |
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Roma, 18 maggio 2010 – Sarà Domenico Oriani il nuovo Commissario straordinario per la gestione del piano di rientro del debito accumulato fino al 28 aprile 2008. Lo rende noto l´assessore al al Bilancio e allo Sviluppo Economico, Maurizio Leo, sottolineando che, di conseguenza, il Bilancio di previsione del Comune di Roma per il triennio 2010-2012 sarà approvato entro il 31 luglio. Domenico Oriani, magistrato della Corte dei Conti, subentra al sindaco di Roma, Gianni Alemanno nella gestione commissariale, secondo quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri promulgato in attuazione dell´articolo 4, comma 8 bis, del decreto legge 2/2010, convertito in legge 42/2010. La firma del decreto di nomina da parte del presidente del Consiglio – sottolinea Leo – "avvia la possibilità di definire il bilancio del Comune di Roma, che sarà un documento di contabilità di svolta per la gestione finanziaria della Capitale" Il Decreto stabilisce che entro il 15 giugno il nuovo Commissario straordinario, che potrà avvalersi di tre sub-commissari, dovrà procedere alla definitiva ricognizione dell´attivo e del passivo della gestione commissariale e attestarne le conseguenti necessarie coperture finanziarie. Secondo l´assessore Leo "questo aprirà la strada al finanziamento strutturale del piano di rientro e, quindi, allo sganciamento effettivo del bilancio ordinario del Comune dai debiti anteriori al 28 aprile 2008, che è condizione indispensabile per poter mettere a punto il bilancio del 2010 e degli anni successivi nonché per procedere sulla strada di una seria programmazione degli interventi". |
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PERSONALE IN ABRUZZO: VERTICALIZZAZIONI |
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L´aquila, 18 maggio 2010 - "La vivace discussione legata alle cosiddette verticalizzazioni, oggetto in questi giorni di un apposito tavolo di concertazione tra la parte pubblica e quella sindacale, è comprensibile in quanto la vicenda riguarda molti dipendenti della Regione. So che sono tanti e che da tanti, forse troppi anni, aspettano di vedere aperto quel percorso di crescita professionale che a loro è stato sempre precluso fino ad oggi e che tra poco rischia di diventare semplicemente impossibile. La sterile polemica sulle responsabilità porterebbe beffardamente un´unica soluzione: l´impossibilità di fare qualcosa per chi, tra i dipendenti regionali, aspira a salire di livello dopo tanti anni di attesa. Infatti la recente normativa impedisce a chi non è in possesso di titoli legalmente previsti di accedere ai diversi livelli del pubblico impiego, questa è una regola che vale già per tutti. Ma, fortunatamente, non vale ancora per l´Abruzzo. Oggi , infatti, il tavolo della concertazione potrà discutere le modalità di questa che - giova ripeterlo - è l´ultima possibilità per quei molti di accedere al rispettivo livello superiore senza il prescritto titolo, perché ho ottenuto dal Ministero della Funzione Pubblica una speciale deroga per l´Abruzzo. Si tratta, in concreto, di un autorevole parere che consentirà alla Regione Abruzzo di programmare una verticalizzazione alla quale possano accedere anche coloro che posso spendere come titolo l´anzianità maturata al servizio della Regione Abruzzo. Questa deroga è frutto di una mia iniziativa politica, basata innanzitutto sulla intuizione che l´evento sismico valeva come causa di forza maggiore per la sospensione dei termini relativi a quanto già avviato ma non concluso; basata poi sul paziente e tenace lavoro di convinzione rivolto al Ministro Brunetta ed al Dipartimento della Funzione Pubblica e, infine, basata su un accordo, non scritto ma vincolante politicamente, che si sarebbe comunque tenuto fermo il criterio che ora è alla base della normativa nazionale: cioè che la selezione del personale ai vari livelli deve essere decisa solo dal merito. E´ nell´interesse superiore della pubblica amministrazione avere il miglior personale disponibile. Già da oggi, ringrazio la struttura dell´assessorato e le sigle sindacali che mi hanno affiancato. |
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BASILICATA: CONSIGLIO REGIONALE, GIANFRANCESCHI NUOVO DIRIGENTE GENERALE |
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Potenza, 18 maggio 2010 - Luigi Gianfranceschi è il nuovo dirigente generale del Consiglio regionale. Lo ha nominato ieri l’Ufficio di presidenza. Nato a Potenza il 31 maggio 1961, Gianfranceschi è laureato in Giurisprudenza e specializzato in Diritto amministrativo e Scienza dell’amministrazione. Dal 1990 è abilitato all’esercizio della professione forense e dal 1996 al 2006 è stato iscritto all’albo degli avvocati, svolgendo la professione presso l’Ufficio legale della Regione Basilicata. Successivamente è stato dirigente dell’Asl n. 2 di Potenza, dell’Ufficio di Gabinetto della Giunta regionale, dell’Ufficio Ciclo dell’acqua e dell’Ufficio Internazionalizzazione, Ricerca scientifica e Innovazione tecnologica della Regione. |
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VALLE D’AOSTA: BUONI FORMATIVI SI CAMBIA: POSSONO FARE RICHIESTA SOLO I DISOCCUPATI |
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Aosta, 18 maggio 2010 - Obiettivo lavoro news, la rivista sul lavoro cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo, illustra le nuove modalità e criteri per la fruizione di buoni formativi per l’alta formazione e formazione permanente, rivolti a soggetti che si trovano in condizione di assenza di occupazione e di immediata disponibilità allo svolgimento e alla ricerca di un’attività lavorativa secondo le modalità definite con i servizi competenti. Nelle rubriche le informazioni riguardano la figura professionale dell’impiantista termoidraulico, il cui video sarà inserito nelle apposite pagine del sito internet dell’Amministrazione regionale, la preiscrizione all’università, per la quale gli studenti iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria superiore hanno tempo fino a mercoledì 26 maggio 2010 per compilare il modulo presente sul sito web del Miur e il corso serale gratuito per adulti in Scienze umane economico sociale istituito dall’Istituzione scolastica Binel-viglino, con scadenza iscrizioni fissata per venerdì 28 maggio. Si ricorda inoltre che, presso i Centri per l’Impiego di Aosta, Morgex e Verrès, mercoledì 19 maggio verranno espletate le chiamate pubbliche su presenza, che questa settimana riguardano complessivamente 25 lavoratori presso il Comune di Aosta, il Comune di Cogne, l’Ufficio regionale del Turismo e le Comunità montane Mont Emilius ed Evançon. I requisiti richiesti nonché le durate dei rapporti di lavoro proposti sono evidenziati nella rivista di questa settimana e nelle apposite pagine del sito internet dell’Amministrazione regionale alla voce lavoro. Le nuove offerte di lavoro provenienti dalle aziende valdostane disponibili presso i tre centri per l’impiego sono presenti nel sito dell’Amministrazione regionale www.Regione.vda.it/ alla voce lavoro, dove è possibile iscriversi alla newsletter. |
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NELLE AZIENDE TOSCANE MEDIO-GRANDI DONNE ANCORA PENALIZZATE LA CRISI RISCHIA DI FAR ARRETRARE ANCHE DALLE POSIZIONI CONQUISTATE |
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Firenze, 18 maggio 2010 - Va un po´ meglio, ma ancora non bene. Anzi andava meglio, prima che la crisi economica travolgesse anche la Toscana, facendo perdere ulteriore terreno alla già fragile presenza delle donne nel mondo del lavoro. Uno spaccato della realtà lavorativa al femminile nelle aziende medio grandi (ovvero quelle sopra i 100 dipendenti) della nostra regione è offerto dal Rapporto redatto, come ogni anno, dalla Consigliera regionale di parità sulla base dei dati inviati dalle aziende nel corso del 2008, ma riferiti al biennio 2006-.2007. Si tratta di 441 aziende, con più di cento addetti: un campione di 182.572 addetti, di cui 981.000 circa (il 44,4%) donne. Il monitoraggio, curato dalla consigliera Marina Capponi e dalla consigliera supplente Agostina Mancini offre quindi l´idea di una tendenza che ancora non risente dall´effetto crisi. Ma che la dice lunga sulla lentezza con la quale, anche in una fase non ancora recessiva come l´attuale, le donne escono da una situazione di precarietà, incertezza e discriminazione nei luoghi di lavoro. In estrema sintesi, dalle quasi 200 pagine del rapporto, si ricava la sensazione che le criticità in merito alle condizioni di lavoro e alla carriera restino quasi inalterate. Sul totale degli occupati dell´impresa medio grande, le donne sono circa il 44,4%. La distribuzione per qualifiche vede una concentrazione delle lavoratrici nella fascia impiegatizia (51,7%), mentre le dirigenti si fermano al 27,5%, dato in lieve calo rispetto al passato quando la percentuale si attestava sul 30,3%. Più folta la componente femminile fra i quadri. Se però si depura il dato dal comparto della sanità, pubblica e privata, dove le donne sono tradizionalmente presenti, la percentuale cala ancora: toccando per le dirigenti l´11,4% e per i quadri il 28,7%. «Ciò evidenzia – come scrive nella sua introduzione la consigliera di parità – come il soffitto di cristallo non solo non sia stato infranto ma si sia addirittura abbassato». Il soffitto di cristallo è l´ostacolo invisibile che impedisce alle donne di salire più in alto, anche quando apparentemente ostacoli non ce ne sono. Le donne sono anche il 68% dei lavoratori a termine e l´89% di coloro che lavorano part time, frequentano meno i corsi di formazione rispetto agli uomini (in media 12 ore rispetto alle 14 degli uomini) e i fenomeni di segregazione orizzontale (per comparti e attività) e verticale (per qualifiche e presenze nei ruoli apicali) risultano sempre molto evidenti. In particolare sono 6 le tipologie di attività dove la presenza femminile è inferiore al 10%: laterizi e cementi, cartario e cartotecnico, editoria, autolinee, trasporti marittimi, vigilanza. Più femminilizzate le imprese di commercio, pulizie, sanità, servizi alle imprese, cuoio, confezioni in serie. Nell´industria la componente femminile è più concentrata fra le impiegate (56,9%), le operaie sono il 37,3%, mentre sono rare quadri e dirigenti. Nel terziario la componente femminile aumenta: le dirigenti sono il 30,5%, i quadri il 59,3%. Questa la situazione prima che la crisi travolgesse anche il mercato del lavoro toscano che, fino al 2008, era stato trainato proprio dalla crescita del lavoro femminile. «Gli ultimi dati Istat (quarto trimestre 2009) elaborati dal servizio lavoro per la Toscana - ha detto l´assessore al lavoro e attività produttive Gianfranco Simoncini in apertura dei lavori - ci dicono che il tasso di disoccupazione femminile, che nel trimestre precedente era al 6,7% e nello stesso periodo del 2008 al 7,4% tocca ora l´8,7%, livello record dal 2001 ad oggi. Il tasso di occupaz ione femminile è sceso al 54,6% rispetto al 55,4 di un anno fa. Le donne, che come abbiamo visto scontano in media più degli uomini lavori precari, meno pagati e meno qualificati, sono una delle componenti più fragili del mercato del lavoro e rischiano di fare passi indietro anche rispetto a conquiste fatte qualche anno fa. E´ per questo che puntiamo, con le misure anticrisi messe in campo anche per il 2009, a sostenere le assunzioni di donne, offrendo incentivi maggiorati del 20% per le aziende che assumono manodopera femminile. Contiamo di sostenere anche la piccole e piccolissima imprese costituite da donne, che spesso hanno saputo resistere di più e meglio alla crisi, sbloccando la legge per l´imprenditoria femminile che da almeno tre anni non viene finanziata dallo Stato. Oltre a intervenire verso il governo, contiamo anche di introdurre norme regionali per promuovere la creazione di imprese femminili». Il quadro che emerge dal rapporto – ha commentato facendo le conclusioni la vice presidente Stella Targetti che ha la delega per la pari opportunità - è coerente con la situazione del sistema produttivo toscano. La Toscana, anche raffrontando con i dati italiani e delle regioni del centro nord, ha poco più della sufficienza. Un po´ poco, possiamo fare di meglio. La presenza femminile è un fattore innovativo importante e su questa strada la Regione si è già avviata con una buona legge, quella per le pari opportunità e tante iniziative per favorire la conciliazione fra tempi di vita e di lavoro, il sostegno all´imprenditorialità femminile, l´accesso al credito e alla formazione». La vicepresidente ha poi ricordato l´impegno per potenziare i servizi all´infanzia, che oltre al prioritario valore educativo, costituiscono comunque un importante incentivo all´occupazione femminile. La Toscana è al primo posto per rapporto servizi popolazione da 0 a 3 anni, ha raggiunto il traguardo di Lisbona del 33% e ora punta al più ambizioso traguardo del 40% entro in prossimi cinque anni. Un altro aspetto sul quale la Regione intende lavorare è quello del bilancio di genere, che darà la possibilità di capire davvero quale sia la presenza delle donne in tutti i settori. |
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CONFERENZE AL FEMMINILE IL 20 MAGGIO A BOLZANO E S.MARTINO IN BADIA |
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Bolzano, 18 maggio 2010 - Giovedì prossimo 20 maggio 2010, si terranno conferenze su tematiche femminili a Bolzano e S.martino in Badia. Gli interventi, in lingua tedesca, rientrano in un´iniziativa della Commissione provinciale pari opportunità e dell´Ufficio donna organizzata in collaborazione con vari partner locali. La Commissione provinciale per le pari opportunità e l´Ufficio donna della Provincia organizzano in varie località altoatesine una serie di conferenze su temi specifici legati al mondo femminile. Alcune conferenze saranno tenute in tedesco ed altre in italiano. Gli incontri si svolgono in collaborazione con i rispettivi Comuni ed in particolare con le consigliere comunali e le associazioni femminili locali. L´obiettivo dell´iniziativa è quello di creare contatti con donne da tutte le parti della provincia e incentivare la collaborazione con le organizzazioni femminili e le rappresentanti politiche a livello locale. Nell´ambito di questa iniziativa, giovedì prossimo 20 maggio 2010: - alle ore 17.00, presso il Café Plural a Bolzano Ulrike Oberhammer, avvocato e presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità, nella la conferenza, in lingua tedesca, proporrà la questione della convivenza more uxorio al di fuori del matrimonio e degli aspetti giuridici ai quali comunque la donna deve porre attenzione. -alle ore 20.00, presso la Sala Pastorale a S.martino in Badia Brigitte Foppa, impegnata nell´educazione permanente, parlerà dell´importanza del coraggio civile e dell´impegno per il bene comune. Gli incontri sono ad ingresso libero. |
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UE: OMOFOBIA: BASTA ALLE DISCRIMINAZIONI |
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Bruxelles, 18 maggio 2010 - Cos´hanno in comune nazioni come l´ex Unione Sovietica, l´Arabia Saudita, la Jamaica e l´Uganda? Tutte nel corso della loro storia hanno criminalizzato l´omosessualità. Il 17 maggio, giornata internazionale contro l´omofobia, l´Europa si chiede di nuovo cosa fare per fermare la discriminazione contro lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. Dentro e fuori i confini del vecchio continente. "L´omofobia è uno schiaffo alla dignità umana, che infrange i diritti fondamentali e deve quindi essere condannata con fermezza", ha dichiarato Jerzy Buzek in occasione della sesta giornata internazionale contro l´omofobia. Il presidente del Parlamento ha anche trasmesso un videomessaggio per condannare la discriminazione verso le minoranze sessuali. La ´mappa´ della persecuzione - Dalle multe alla prigione alla pena di morte: questo è quello che subiscono gli omosessuali in molte parti del mondo (principalmente arabe e africane), dove sono perseguitati. Il deputato dei Verdi Raúl Romeva i Rueda, relatore di una proposta di direttiva antidiscriminazione attualmente bloccata dalla Commissione, punta il dito contro alcuni paesi del Medio Oriente, dei Caraibi, dell´Africa e dell´Asia. Il catalano osserva che i diritti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans) sono repressi molto più frequentemente nei paesi con una religione di Stato. Combattere il pregiudizio nell´Ue - Fino alla metà del ventesimo secolo, l´omosessualità era illegale in molti paesi europei. Quanti passi abbiamo fatto per allontanarci dalla concezione di omosessualità come una malattia o disordine mentale? Eppure ancora oggi episodi di bullismo, proibizioni e dichiarazioni di odio dimostrano che bisogna fare di più. Mentre essere omosessuali può costare la vita in alcune parti del mondo, Romeva ricorda che in alcuni paesi Ue il popolo Lgbt è costretto a "vivere nascosto o nel diniego totale, tantissimi vengono privati dei diritti fondamentali e rischiano il lavoro o addirittura la loro vita, solo perché vivono apertamente la loro sessualità". I reati di discriminazione sono i segni più evidenti di omofobia e intolleranza contro le persone Lgbt. Secondo il deputato il dialogo, la legislazione e le campagne di sensibilizzazione sono la strada giusta verso una società "unita nella diversità". Misure europee per un problema europeo - "La direttiva antidiscriminazione non è solo un segnale che dice alle società discriminatorie di cambiare il loro comportamento, ma anche un messaggio al mondo intero per chiarire che l´Europa fa sul serio nel proteggere i diritti fondamentali e nel combattere la gerarchizzazione delle persone". Fermare la discriminazione - Per il relatore, il problema più grave dell´Ue è "lo scontro tra le politiche liberali di alcuni paesi, dove la società e le autorità hanno un approccio tollerante e aperto verso gli omosessuali, e altri stati membri dove questo non avviene". L´obiettivo minimo, per lui, è "la protezione del popolo Lgbt in tutti i paesi dell´Ue in accordo con la Carta dei diritti fondamentali. Dove necessario la Commissione e il Consiglio devono agire per informare ed educare i politici e le autorità in modo che diano il buon esempio". Un intergruppo informale del Parlamento sulle questioni Lgbt raccoglie deputati di diversi colori politici per avanzare proposte sui diritti degli omosessuali. L´intergruppo ha organizzato un´audizione pubblica sull´argomento lo scorso 29 aprile. |
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FVG: INTERVENGA TUTORE MINORI SU CAMPAGNA OMOFOBIA |
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Trieste, 18 maggio 2010 - "La campagna pubblicitaria contro l´omofobia di Udine e Pordenone poco ha a che fare con l´omofobia stessa, ma molto con le rivendicazioni e le battaglie per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali. In pratica una bella evoluzione dei gay pride con le identiche finalità, ovvero l´orgoglio omosessuale. Chiederò ufficialmente che intervenga il tutore dei minori della Regione per analizzare compiutamente la campagna pubblicitaria e adottare ogni azione conseguente nella salvaguardia dei bambini". Il commento di ieri è del consigliere regionale del Pdl Paolo Ciani, che sulla questione aggiunge. "Nulla da eccepire sulle fantasie o sulle pratiche sessuali di ogni individuo che devono essere salvaguardate in quanto libertà individuali, ma queste ultime non devono e non possono mai incidere o prevaricare le libertà di altri, altrimenti è violenza". "La campagna pubblicitaria in atto in questi giorni sul tema, che mescola prodotti enogastronomici e baci gay indicandoli come prodotti tipici friulani, è una provocazione assolutamente voluta che riempie d´orgoglio non chi fa battaglie contro i soprusi e le discriminazioni, compresa l´omofobia, ma chi ritiene che le coppie omosessuali debbano a tutti i costi potersi sposare, adottare figli. A tutti i costi, a costo di banalizzare i prodotti friulani, a costo di banalizzare la civiltà friulana, a costo di banalizzare gli affetti, di svilupparli con foto e slogan non per combattere l´omofobia al solo scopo di mettersi in mostra (come ai gay pride), né più né meno di qualche programma televisivo che si basa sugli scoop e sugli scandali perchè così fa audience". "Ed allora se, giustamente nei programmi televisivi, deve comparire il bollino verde o rosso per indicare quando il programma o il film può essere visto dai bambini, credo che vi siano tutte le condizioni per far intervenire in proposito il Tutore dei minori del Friuli Venezia Giulia, perchè l´abbinata di immagini, prodotti e slogan della campagna pubblicitaria sono non solo una violenza nei confronti della stragrande maggioranza delle persone friulane, ma anche e soprattutto una violenza nei confronti dei bambini, giacché quanto meno lanciano messaggi diseducativi, ovvero modelli comportamentali che posso condizionare i più piccoli". |
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