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Notiziario Marketpress di Mercoledì 06 Ottobre 2010
STUDIO ITALIANO: UNA MISCELA DI AMINOACIDI ELISIR DI LUNGA VITA?  
 
Pavia, 6 ottobre 2010 - Dimostrato per la prima volta al mondo da ricercatori del Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Pavia coordinati dal Prof. Giuseppe D’antona insieme a ricercatori dell’Università di Milano coordinati dal Prof. Enzo Nisoli, dell’Università di Brescia e dell’Istituto Auxologico di Milano, che l’aggiunta alla normale alimentazione dei mammiferi di una miscela di alcuni aminoacidi a catena ramificata allunga la vita, stimolando la produzione di energia e la difesa contro i radicali liberi. Lo studio è in pubblicazione mercoledì 6 ottobre su “Cell Metabolism” e ha meritato l’onore della copertina della rivista Branched-chain amino acid supplementation promotes survival and supports cardiac and skeletal muscle mitochondrial biogenesis in middle-aged mice, Cell Metabolism Oct. 6, 2010 Giuseppe D’antona,1 Maurizio Ragni,2 Annalisa Cardile,2 Laura Tedesco,2,3 Marta Dossena,2,4 Flavia Bruttini,1 Francesca Caliaro,1 Giovanni Corsetti,5 Roberto Bottinelli,1 Michele O. Carruba,2,3 Alessandra Valerio,2,4 and Enzo Nisoli2,3,* 1Department of Physiology, Human Physiology Unit and Interuniversity Institute of Myology, Pavia University. 2Center for Study and Research on Obesity, Department of Pharmacology, Chemotherapy and Medical Toxicology, School of Medicine, Milan University. 3Istituto Auxologico Italiano, Milan. 4Pharmacology Unit, and 5Human Anatomy Unit, Department of Biomedical Sciences and Biotechnologies, Brescia University. Secondo un lavoro tutto italiano in pubblicazione mercoledì 6 ottobre sulla rivista internazionale Cell Metabolism e nato dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Pavia, l’Università di Milano, l’Università di Brescia e l’Istituto Auxologico di Milano, facendo bere a un gruppo di topi acqua potabile arricchita con un composto di aminoacidi, la loro vita media si allunga mantenendosi in buona salute. Gli ingredienti chiave di questo composto, spiega il Prof. D’antona, sono i cosiddetti aminoacidi a catena ramificata (Bcaa), che rappresentano tre dei venti aminoacidi (specificatamente leucina, isoleucina e valina) che normalmente costituiscono le proteine. Studi precedenti avevano già evidenziato che gli amino acidi a catena ramificata sono in grado di prolungare la vita del lievito unicellulare, ma in questo nuovo studio i laboratori coinvolti hanno dimostrato l’effetto in organismi complessi, che condividono molti aspetti genetici, molecolari e cellulari con l’uomo. Infatti, D’antona e collaboratori hanno somministrato il cocktail di aminoacidi a topi maschi di mezza età, sino al termine della vita, all’acqua potabile che il gruppo beveva. Il gruppo di topi in questione ha vissuto più a lungo del gruppo di topi “di controllo” ai quali non era stata aggiunta all’acqua la miscela di aminoacidi: in media 869 giorni il primo e 774 giorni il secondo. Un allungamento della vita del 12 per cento, 95 giorni. Indagando le ragioni di questo sorprendente risultato, i ricercatori hanno evidenziato che la dieta arricchita con questa miscela di aminoacidi, favorendo la produzione della proteina eNos e di conseguenza la sintesi di ossido nitrico (No), come già dimostrato in precedenti loro studi pubblicati nel 2003 e nel 2005 su Science dal gruppo del Prof Nisoli, produce un aumento di mitocondri nei muscoli dello scheletro e nel muscolo cardiaco. I mitocondri sono i componenti delle cellule dell’organismo deputati alla produzione di energia, infatti vengono definiti le “centrali energetiche” della cellula. I ricercatori hanno inoltre rilevato che i topi così supplementati mostrano una maggiore attività del Sirt1, il ben conosciuto gene della longevità, e dei geni del sistema di difesa che combatte i radicali liberi. Secondo lo studio, gli animali trattati hanno anche mostrato miglioramenti nella resistenza allo sforzo fisico e nella coordinazione motoria. I risultati riscontrati sui topi suggeriscono che questa miscela potrebbe essere utilizzata con buoni risultati nelle persone di età avanzata o debilitate. I ricercatori ipotizzano in particolare che i supplementi nutrizionali a base di Bcaa possano rivelarsi utili per i pazienti con insufficienza cardiaca oppure con una condizione di degenerazione muscolare nota come sarcopenia o anche con malattie polmonari cronico-ostruttive o altre disfunzioni caratterizzate da difetti del metabolismo energetico. Esistono già studi sull’uomo, se pur limitati a un numero ridotto di pazienti, che avvalorano questa teoria e diverse miscele di aminoacidi sono già sul mercato in diversi paesi, Italia compresa. “E’ molto importante” sottolinea il Prof. D’antona “che gli effetti cellulari e sistemici della supplementazione aminoacidica risultano potenziati dall’esercizio fisico. Lo studio rappresenta il primo passo verso la diffusione di quella cultura che identifica il ruolo chiave dell’approccio nutrizionale combinato all’esercizio fisico per il trattamento di alcune importanti le patologie nell’uomo”.  
   
   
UNA NUOVA SPERANZA PER I MALATI DI LEUCEMIA LINFOCITICA  
 
Bruxelles, 6 ottobre 2010 - Un team di ricercatori europei ha scoperto che aggiungendo l´anticorpo monoclonale Rituxan al trattamento chemioterapico standard per i malati di leucemina linfocitica cronica (chronic lymphocytic leukemia o Ccl) si potrebbe aumentare il loro tasso di sopravvivenza di tre anni dal 45 al 65%. Gli scienziati sperano che queste scoperte aiuteranno a rivoluzionare le cure standard per questi malati, anche se non è ancora stata trovata una cura definitiva. La ricerca è stata recentemente pubblicata sull´edizione speciale dedicata al cancro della rivista The Lancet. La Ccl è una fase del piccolo linfoma linfocitico (small lymphocytic lymphoma o Sll), un tipo di linfoma a cellule B che si trova principalmente nei linfonodi. È la più comune malattia linfoide maligna adulta nei paesi occidentali e colpisce circa 5 persone su 100.000 ogni anno. Per oltre 40 anni è stata usata la chemioterapia per curare la Cll, ma con successi limitati, e attualmente non ci sono cure disponibili che aumentino la sopravvivenza generale. I ricercatori però dicono che hanno ottenuto risultati promettenti in studi di seconda fase, associando il rituximab ai farmaci per la chemioterapia fludarabina e ciclofosfamide. Hanno ottenuto la risposta più alta fino a questo momento per le cure dei pazienti affetti da Ccl. Per valutare ulteriormente questa strategia terapeutica, il gruppo di studio tedesco sulla leucemia linfocitica cronica ha condotto un esperimento di fase 3 in 190 centri di 11 paesi. Oltre 400 pazienti che non erano stati curati prima sono stati selezionati per ricevere una chemio e immuno terapia con fludarabina, ciclofosfamide e rituximab, e altri 400 per ricevere la chemioterapia con fludarabina e ciclofosfamide. Gli scienziati hanno scoperto che quasi la metà dei pazienti nel gruppo che ha ricevuto la chemio e immuno terapia hanno raggiunto una remissione completa dopo 3 anni rispetto a meno del 25% nel gruppo della chemioterapia. Dopo tre anni di cure, il 65% dei pazienti curati con chemio e immuno terapia non mostra alcuna progressione delle malattia rispetto al 45% dei pazienti che hanno ricevuto la chemioterapia. Il trattamento con chemio e immuno terapia ha aumentato significativamente la probabilità dei pazienti di sopravvivere per tre anni o più, dicono i ricercatori. Hanno notato che dopo 3 anni, l´87% dei pazienti che avevano ricevuto la chemio e immuno terapia erano vivi rispetto all´83% di coloro che erano stati curati solo con la chemioterapia. Lo stadio tre e quattro di leucocitopenia (malattia nella quale il numero di globuli bianchi del sangue nel flusso sanguigno diminuisce) erano più comuni nel gruppo della chemio e immuno terapia, secondo il team. Hanno però precisto che non c´erano altri effetti collaterali provocati dalla chemio e immuno terapia. Ci sono state 8 morti legate alla cura nel gruppo della chemio e immuno terapia rispetto alle 10 del gruppo della chemioterapia. Gli scienziati hanno sottolineato che il miglioramento di sopravvivenza non è stato uniforme in tutti i sottogruppi clinici e genetici. I pazienti con la delezione del cromosoma 17p (o Cll disfunzionale p53) in particolare, mostravano una scarsa risposta alla cura, meno del 5% riusciva a raggiungere la remissione completa anche con la chemio e immuno terapia. Il tasso di remissione completa però aumentava di oltre tre volte con la chemio e immuno terapia nei pazienti con la delezione del cromosoma 11q, un gruppo per il quale si ritiene che la prognosi sia scarsa. Gli autori hanno concluso che "questi risultati potrebbero aiutare a stabilire un nuovo modello di cura nel quale la scelta di uno specifico trattamento migliora il corso naturale della leucemia linfocitica cronica". Peter Hillmen del St James´s University Teaching Hospital, a Leeds nel Regno Unito, ha detto che l´esperimento costituisce una pietra miliare per la cura della Cll in diversi modi e preannuncia cambiamenti fondamentali nella gestione della malattia". Hanno contribuito allo studio ricercatori provenienti da Austria, Australia, Germania, Italia, Repubblica ceca e Svizzera. Per maggiori informazioni, visitare: The Lancet: http://www.Thelancet.com/  Università di Colonia http://www.Pressoffice.uni-koeln.de/    
   
   
BOLZANO: PRESENTATO IL PIANO DELLA RIFORMA CLINICA: ASSISTENZA CAPILLARE, SOSTENIBILE E DI ALTO LIVELLO  
 
Bolzano, 6 ottobre 2010 - Garantire qualità e finanziabilità nel lungo periodo alla sanità altoatesina nei sette ospedali, coinvolti tutti nella riforma senza tagli radicali ma sfruttando cooperazioni e centri di competenza: è il punto di partenza della riforma clinica, presentata il 5 ottobre a Bolzano dall´assessore competente Richard Theiner e dai responsabili dell´Azienda sanitaria provinciale. "Lavoriamo per un´assistenza capillare e di livello internazionale, questo documento è la base di discussione", ha spiegato Theiner. Il documento presentato a Palazzo Widmann è il frutto del lavoro avviato a marzo dai 26 esperti della Commissione clinica e aprovato a fine giugno all´unanimità. "Sondaggi e dati demografici indicano che la nostra sanità mantiene uno standard elevato - ha spiegato l´assessore Theiner - ma lo sviluppo del settore richiede interventi mirati di riorganizzazione per garantire la migliore assistenza, a cui tutti hanno diritto, a livello capillare di alta qualità. Un´assistenza finanziabile nel lungo periodo." Tutti i sette ospedali altoatesini restano in funzione e sono coinvolti nella riforma: "L´approccio non è quello di chiudere, ma di attivare cooperazioni razionali per sfruttare meglio le potenzialità delle strutture sanitarie. Non è più sostenibile offrire tutto dappertutto, sono necessarie collaborazione e specializzazione", ha aggiunto Theiner precisando che "quello presentato oggi è il primo testo organico e definito sulla riforma clinica, ora comincia la discussione: le proposte costruttive sono benvenute prima della stesura del documento finale e della decisione della Giunta provinciale." Il direttore generale dell´Azienda sanitaria provinciale Andreas Fabi ha ricordato che "per essere sostenibile ad alto livello e restare competitivo il sistema sanitario deve adeguare i costi. Ma vogliamo intervenire sul piano qualitativo, organizzativo ed economico senza che il paziente ne risenta. Ricordiamoci anche che con il 2011 si dovrà fare i conti con finanziamenti zero da Roma." Fabi ha poi specificato che il piano tiene conto di dati di fatto quali le degenze ospedaliere troppo lunghe e frequenti, l´eccesso di prestazioni non appropriate, l´esigenza di valorizzare il territorio, le nuove direttive europee e la nuova disciplina sull´orario di lavoro. Il dg Fabi ha ricordato anche alcuni dati di partenza necessari: il 50% delle prestazioni sanitarie va fornito al di fuori degli ospedali per acuti, come da standard europeo; si impone una riorganizzazione in senso flessibile dei turni, dell´aggiornamento e degli spostamenti sul territorio del personale dell´Azienda (oggi circa 9mila addetti); viene confermata la collaborazione con le strutture private con programmi a medio e lungo termine; la riforma è necessaria per tenere sotto controllo i costi, "anche se con la nuova Azienda unica si è riusciti già a ridurre gli aumenti dll´8% al 3-4% e in futuro si potrà migliorare ancora con la riduzione di doppioni e la concentrazione del knowhow, cioè la specializzazione." Il programma di riforma, illustrato dal direttore sanitario dell´As Oswald Mayr, parte da un sistema di assistenza che prevede 3 ospedali di base (Vipiteno, San Candido, Silandro), 3 ospedali aziendali (Merano, Bressanone e Brunico) e un ospedale centrale a Bolzano, ciascuno con precise prestazioni da assicurare, "che verranno stabilite in gruppi di lavoro con tutti i primari." Fermo restando che gli ospedali di base confermano la funzione di assistenza in regime di ricovero acuto, viene introdotta la collaborazione orizzontale tra stessi reparti all´interno dell´As (fissando quali prestazioni specifiche, a parte l´assistenza di base, dovranno essere offerte nei singoli ospedali a livello di Azienda, da oculistica a dermatologia, ecc.). L´assistenza oncologica viene ridefinita a livello aziendale e riguarderà tutti i 7 ospedali: nell´ottica della certificazione in base a standard qualitativi, saranno istituiti ambiti di riferimento per la Chirurgia oncologica. Viene rivista anche la collaborazione tra reparti nel Comprensorio sanitario ma anche tra Comprensori attraverso cosiddetti "accordi vincolanti". Nuova forma organizzativa per i reparti di pediatria e ginecologia, che ampliano le prestazioni principalmente in forma ambulatoriale e di ospedalizzazione diurna, e per i reparti di ostetricia, che saranno mantenuti in presenza di almeno 300 parti l´anno dal 2011, come del resto giá previsto nel Piano sanitario provinciale 2000-2002. In casi di numero di parti inferiore, i Comuni del comprensorio possono coprire finanziariamente la differenza e assicurare il mantenimento di Ostetricia. Come ha infine ricordato il direttore tecnico dell´assistenza, Robert Peer, l´organizzazione degli ospedali sarà orientata all´intensità dell´assistenza e del trattamento: pazienti provenienti da ambiti specialistici diversi ma che richiedono terapie uguali o simili vengono raccolti in unità con stessa assistenza e trattamento. "In tal modo si migliora l´assistenza infermieristica e medica del paziente." La piattaforma di discussione sulla riforma clinica, con le modifiche proposte nei reparti e nei servizi dei sette ospedali altoatesini, è disponibile online in forma integrale all´indirizzo www.Asdaa.it/it/riforma-clinica.asp  
   
   
VERTICE SINDACATI-REGIONE BASILICATA SU POLITICHE SOCIALI E SANITARIE  
 
Potenza, 6 ottobre 2010 - Riforma del sistema sanitario regionale, cittadinanza solidale, non autosufficienza e liste di attesa. Questi alcuni dei temi affrontati il 4 ottobre nel corso di un incontro tra una delegazione di Cgil, Cisl e Uil e delle categorie dei pensionati e l´assessore regionale alla Sanità, Attilio Martorano, incontro richiesto dai sindacati per fare un giro di orizzonte sullo stato generale delle politiche sanitarie e socio-assistenziali in Basilicata. La delegazione sindacale, guidata dai segretari confederali Antonio Pepe, Nino Falotico e Carmine Vaccaro, unitamente ai segretari generali delle categorie dei pensionati, ha espresso preoccupazione per le difficoltà e i ritardi che si stanno registrando nell´attuazione di alcuni fondamentali indirizzi in materia di salute e assistenza, con particolare riferimento al programma regionale di cittadinanza solidale, agli assegni di cura per i non autosufficienti, al tema sensibile delle liste di attesa per gli esami diagnostici, al piano di dimensionamento e razionalizzazione del sistema sanitario sul territorio regionale e all´attuazione della legge n. 4 sulla rete dei servizi socio-assistenziali. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto anche chiarimenti sullo stato di avanzamento dei Piani di offerta integrata di servizi, specie per quanto riguarda gli aspetti infrastrutturali, evidenziando, inoltre, una serie di problematiche in materia di attuazione dei distretti della salute e degli ambiti socio-territoriali, legati ai ritardi nella costituzione e nell´avvio operativo delle Comunità locali come ambito di governo territoriale ottimale. Per quanto riguarda il programma di cittadinanza solidale, riferiscono i dirigenti sindacali presenti all´incontro, sono arrivate rassicurazioni circa la pubblicazione delle graduatorie dei beneficiari entro il mese di novembre, mentre sarebbero in avanzata fase di istruttoria le graduatorie relative agli assegni di cura per le persone non autosufficienti. A fronte delle preoccupazioni espresse dai sindacati circa gli aspetti riguardanti l´assistenza familiare, in larga parte assicurato mediante il ricorso informale delle famiglie alle cosiddette badanti, si è convenuto di insediare un apposito tavolo per il monitoraggio del fenomeno e dei fabbisogni assistenziali e la successiva messa a punto di misure specifiche, tra le quali la costituzione di un´anagrafe regionale delle badanti, con l´obiettivo di favorire la regolarizzazione del fenomeno e il miglioramento della qualità dei servizi alle famiglie. È stata espressa inoltre dal sindacato forte preoccupazione per l´emanazione dei decreti sul federalismo fiscale che penalizzerebbero in maniera drammatica la situazione della sanità lucana, inficiando tutto ciò che si è realizzato in termini di razionalizzazione della spesa. In questo modo si inciderebbe pesantemente sulla qualità dei servizi sanitari fino a correre il rischio di negare alle persone il diritto alla salute. Sono stati infine già calendarizzati ulteriori incontri per discutere del miglioramento del servizio fornito dal Centro unico di prenotazione e della riduzione delle liste di attesa.  
   
   
PER IL BURLO DI TRIESTE NESSUN DECLASSAMENTO  
 
Trieste, 6 ottobre 2010 - L´amministrazione regionale non ha alcuna intenzione di depotenziare o declassare il Burlo Garofolo di Trieste, né di metterne in discussione il ruolo di istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. L´incardinamento della funzione trasfusionale del settore materno-infantile nel Dipartimento di area vasta risponde esclusivamente alla volontà di rafforzare gli aspetti organizzativi, migliorando l´efficienza e la qualità delle prestazioni, anche grazie alla condivisione di esperienze e di conoscenze tra i professionisti dell´ospedale infantile e quelli che operano all´Azienda ospedaliero universitaria. Lo ha precisato ieri l´assessore regionale alla Salute, Integrazione sociosanitaria e Politiche sociali, Vladimir Kosic, incontrando i giornalisti assieme al direttore generale del Burlo, Mauro Melato, ai direttori scientifico, Giorgio Zauli, sanitario, Dino Faraguna, ed amministrativo, Costanza Santin, e alla dirigente infermieristica Patrizia Bottegaro. Sono intervenuti anche i consiglieri regionali Piero Camber e Piero Tononi. Le peculiarità del Burlo non vengono toccate, ma al contrario stiamo lavorando per rilanciare il Burlo, per rafforzarne la dimensione di riferimento nazionale ed internazionale, ha spiegato l´assessore. Sul servizio immunotrasfusionale, che è fondamentale e per questo deve poter operare al meglio in qualunque condizione, è stata semplicemente introdotta una nuova strutturazione che, nello spirito del Piano sociosanitario regionale, è basata sulla centralità della persona e sulla volontà di adeguare i servizi ai bisogni. Nessun impatto negativo sui cittadini ma anzi una maggiore operatività, nelle 24 ore. Parallelamente nemmeno il personale ha ragione di preoccuparsi, perché il rapporto di lavoro prosegue senza soluzione di continuità. Dal modello dipartimentale, dunque, sia la Regione che la direzione del Burlo si aspettano ricadute positive. Il Dipartimento nel nuovo assetto sarà in grado di garantire tutte le prestazioni attualmente offerte al Burlo e di introdurne di altre, quali l´utilizzo di emocomponenti filtrati. Migliorano anche le prospettive della ricerca scientifica, perché anch´essa beneficerà dell´integrazione di professionalità. Ed in ogni caso sarà istituita una struttura operativa semplice per valorizzare le specificità trasfusionali delle diverse tipologie di pazienti, quali donne in gravidanza, neonati, bambini affetti da neoplasie e pazienti destinatari di trapianti di cellule staminali emopoietiche.  
   
   
ABRUZZO: ALLA SANTA MARIA CONFERMATE CHIRURGIA E GINECOLOGIA IL COMMISSARIO CHIODI: GARANTITI I POSTI DI LAVORO  
 
Pescara, 6 ottobre 2010 - Il sub commissario per la Sanità, Giovanna Baraldi, e la curatrice fallimentare, Giuseppina Ivone, si sono incontrate nella giornata del 4 ottobre ed hanno condiviso la programmazione che riguarda la Casa di cura Santa Maria di Avezzano, peraltro già validata dai Ministeri. Il piano in questione prevede, nel dettaglio, la disattivazione del punto nascita ed il mantenimento della chirurgia generale e della ginecologia. Pwerlatro, le raccomandazioni ministeriali indicano, già da tempo, la messa in sicurezza dei punti nascita attraverso un volume di parti, attualmente non inferiore agli ottocento annui, e la presenza di discipline ed attrezzature che garantiscano la sicurezza della madre e del bambino. Il punto nascita, in sostanza, deve essere collocato in un ospedale pubblico dove sia presente, 24 ore su 24, la neonatologia, l´anestesia e la chirurgia generale. L´ufficio commissariale e la curatela fallimentare hanno già condiviso il tetto di spesa, calcolato come per le altre case di cura, che verrà stabilito a giorni per consentire l´immediata attivazione dell? attività. "Si rassicurano gli operatori e le Istituzioni, - ha dichiarato il Commissario Chiodi - ed in particolare il sindaco di Avezzano, Antonio Floris, che tanto si sta adoperando per favorire adeguate soluzioni, che l´ufficio commissariale sta garantendo i posti di lavoro. Si ricorda, tuttavia, che i servizi sanitari - ha concluso il Commissario - devono essere funzionali ai fabbisogni ed alla sicurezza della popolazione in un quadro economicamente sostenibile e devono, quindi, essere posti a tutela della salute dei cittadini".  
   
   
VIA LIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TORINO PER QUATTRO NUOVE RESIDENZE PER ANZIANI CINQUECENTO POSTI LETTO IN QUATTRO NUOVE RESIDENZE PER ANZIANI.  
 
 Torino, 6 Ottobre 2010 Il Consiglio Comunale ha approvato il 4 ottobre la delibera della Giunta, elaborata dagli Assessori Borgione e Viano, per la procedura di pubblico incanto con il vincolo di realizzazione di Residenze Sanitarie Assistenziali attraverso la costituzione del diritto di superficie novantanovennale su aree di proprietà comunale. Le quattro aree individuate sono: “Bertolla Nord”, nella Circoscrizione 6 tra strada San Mauro e strada comunale di Bertolla; “Collegno” nella Quattro, in strada Antica di Collegno; “Cascina Grangia” nella Due, tra via Ricaldone , via Gradisca e via Negri; l’area di via Delleani nella Tre, compresa tra le vie Delleani, Viberti e Monte Ortigara. Il valore a base d’asta del diritto di superficie è 1,15 milioni per Bertolla Nord, 984mila Euro per Collegno, 1,15 milioni per Cascina Grangia e 284mila Euro per via Delleani. A fronte dell’esigenza di rispondere a bisogni sempre più differenti ed in continuo cambiamento, la Città di Torino e le Aziende Sanitarie To1 e To2 hanno individuato percorsi di presa in carico socio-sanitaria e assistenziale, rafforzando la rete di risposte riferite alla fase estensiva e di lungoassistenza. Per affrontare il problema della carenza di posti per anziani non autosufficienti, la Città si è posta l’obiettivo della riqualificazione di aree, terreni e immobili. La Città ha perciò individuato nell’ambito del proprio patrimonio immobiliare quattro aree idonee alla realizzazione di Residenze Sanitarie Assistenziali (R.s.a.) per persone non autosufficienti anziane e portatrici di patologie neurologiche e neuropsichiatriche stabilizzate. L’assessore alle Politiche Sociali, Marco Borgione, ha affermato con soddisfazione che “questo progetto costituisce un’enorme opportunità per tutti i cittadini che necessitano di inserimento, soprattutto in questo periodo di crisi. Tutte le strutture si baseranno sul coinvolgimento del privato sociale del quale la Città di Torino è pioniere a livello nazionale”. “In questo modo – continua Borgione – la Città potrà contare su circa 120 posti letto per ogni struttura e praticamente con un costo pari a zero”. Noi mettiamo a bando il diritto di superficie e chi vincerà la gara si dovrà poi occupare della progettazione, della costruzione e della gestione delle strutture”. Non abbiamo pensato solo all’inserimento delle persone non autosufficienti – sottolinea l’assessore al Welfare – ma chiediamo alle Associazioni di sviluppare una rete sul territorio individuando spazi che creino contaminazione tra i residenti e gli ospiti. Il modello di riferimento è quello del Centro Polifunzionale di via Marsigli”.  
   
   
VENERDÌ A VENEZIA INAUGURAZIONE MOSTRA "I NUOVI STILI DELLA PITTURA TRADIZIONALE CINESE"  
 
Venezia, 5 ottobre 2010 - Venerdì 8 ottobre, alle ore 17.30, all´isola di San Servolo, sarà inaugurata la mostra "I nuovi stili della pittura tradizionale cinese dell´Accademia di Suzhou". L´esposizione vuole ricordare e festeggiare a distanza di trent´anni il gemellaggio sottoscritto nel 1980 tra Venezia e Suzhou, primo accordo tra l´Italia e la Cina. L´evento è stato promosso oltre che dal Comune di Venezia, anche da Provincia di Venezia, Comitato Shanghai Venezia World Expo 2010, Venice International University, San Servolo Servizi, Dipartimento di Studi sull´Asia Orientale di Ca´ Foscari, Istituto Confucio. Si ricorda che a Suzhou sorse nel 15. Secolo la scuola di Wu, la più famosa scuola di pittura nella storia dell´arte cinese. Oggi l´Accademia di pittura tradizionale, istituita nel 1960, non preserva solo lo stile della scuola Wu, ma prevede il costante rinnovamento dei canoni del passato. L´inaugurazione è aperta al pubblico. Per arrivare a San Servolo da San Zaccaria monumento, prendere il vaporetto Actv linea 20, partenza alle ore 16.30 e alle ore 17.10.  
   
   
IL COLORE DEL SOUND MOSTRA DI MAURO MODIN A SEGRATE (MI) 9-16 OTTOBRE 2010  
 
Segrate (Mi) 6 ottobre 2010 - I ritratti del pittore veneto: da John Coltrane a Miles Davis, da Sun Ra a Branford Marsalis. Mauro Modin propone una mostra delle sue ultime opere ispirate a icone da altare della musica Jazz. Icone che rispondono ai nomi di John Coltrane, Chet Baker, Miles Davis, Charles Mingus, Rahsaan R. Kirk, Cecil Taylor e molti altri. Musica e pittura, due passioni che si alimentano come onde, una sull´altra. Emozioni forti a confronto. E´ così che i grandi musicisti del jazz, in particolare i loro volti, sono finiti sulle tele di Mauro Modin. Il suo pennello è stato mosso anche dal fatto che, con i suoi soggetti ha diviso una parte di strada, con alcuni anche le tournée. Due anni con Miles Davis per esempio (Stefano Rodi - Corriere della Sera.) Dal 9 al 16 ottobre - Centro civico Milano Due - Segrate Vernissage sabato 9 ottobre ore 18, con cameo musicale di Guido Manusardi. Seguirà rinfresco Giorni e orari mostra: da lunedì a domenica dalle 10-12.30 e dalle 16 alle 19. Ingresso libero. Guido Manusardi, astro italiano nel firmamento del Jazz - Ospite straordinario del vernissage che si terrà sabato 9 ottobre 2010 al Centro civico di Milano 2, Guido Manusardi, che si esibirà in un cameo musicale. Primo jazzman italiano a essere invitato al festival di Montreux nel 1978, Guido Manusardi ha suonato con i nomi più importanti del Jazz mondiale come Roy Eldridge, Bobby Hackett, Art Farmer, Don Byas, Dexter Gordon, Al Heath, Slide Hampton, Lou Donaldson, Joe Morello, Art Taylor, Hal Singer, Sture Nordin, Bjorne.  
   
   
BARCOLANA: SEGANTI, FVG E MOCCIA PORTATORI VALORI AI GIOVANI  
 
Trieste, 6 ottobre 2010 - Da ieri , sul Ponte Milvio di Roma, tra gli infiniti lucchetti posizionati ovunque dalle coppie di innamorati c´è anche uno con la scritta "Barcolana-amori" che, agganciato per l´occasione dall´assessore regionale Federica Seganti e da Federico Moccia, racchiude simbolicamente le speranze, i sogni e soprattutto i valori dei giovani del Friuli Venezia Giulia. L´abbinamento fra l´estremo Nordest ed il 47enne scrittore-regista romano, infatti, andrà in scena alla 42.A Barcolana, la regata velica più affollata d´Europa in programma nel golfo di Trieste domenica 10 ottobre, per diffondere nel mondo giovanile i presupposti necessari ad affrontare la vita consapevolmente e positivamente. Moccia, divenuto famoso con il romanzo "Tre metri sopra il cielo", pubblicato una prima volta a sue spese nel 1992 e successivamente da Feltrinelli nel 2004, ha infatti presentato la sua seconda partecipazione alla Barcolana nello show-room romano del Team Amori assieme all´assessore Seganti che, ricordando la forte valenza comunicativa dell´evento, ha sottolineato l´importanza di assumersi la responsabilità di trasmettere messaggi accrescitivi alle ultime generazioni. "Le istituzioni - ha affermato Seganti - hanno il dovere di individuare il linguaggio più adatto per dialogare con i giovani, sensibilizzandoli ad ascoltare e recepire le informazioni necessarie per costruire un percorso di vita sano ed efficace, ispirato da simboli ed esempi positivi per la collettività e per ogni singolo individuo chiamato ad impegnarsi per la propria realizzazione in un contesto sempre più senza confini". "Ecco perché - ha spiegato l´assessore - siamo felici di riavere alla Barcolana il progetto Amori di Moccia, un team non convenzionale di velisti professionisti ed attori che, assieme a Federico, cercheranno di bissare l´ottimo risultato dell´anno scorso (quinti, ndr) per garantire la maggiore visibilità possibile al filo diretto con i ragazzi del duemila". "Vogliamo affidare ai giovani i giusti valori in cui credere ed è con questo obiettivo che Amori sarà al via della Barcolana 2010", ha commentato Moccia, affiancato dal produttore cinematografico Marco Belardi e dall´attrice Veronica Olivier, quest´ultima già tra i componenti dell´equipaggio 2009. "Nella vela - ha aggiunto Moccia - è fondamentale lo spirito di squadra che significa capacità di essere allo stesso tempo protagonisti principali e comparse, uniti dalla passione, dal rispetto per l´altro e da quella lealtà che deve contraddistinguere la competizione sportiva come le nostre azioni quotidiane".