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Notiziario Marketpress di Mercoledì 06 Ottobre 2010
IMMOBILI NON ACCATASTATI, IN TRENTINO UNA DIVERSA APPLICAZIONE DELLE NORME NAZIONALI UNA NOTA DEL SERVIZIO CATASTO RELATIVA ALL´EMERSIONE DELLE "CASE FANTASMA"  
 
Trento, 6 ottobre 2010 - In Trentino, come in Alto Adige, è prevista una diversa applicazione delle norme dettate, a livello nazionale, relativamente all´emersione delle cosiddette "case fantasma". E´ quanto ricorda il Servizio Catasto della Provincia autonoma di Trento che, in una nota, evidenzia alcuni importanti aspetti dell´applicazione dell´articolo 19 comma 16 del Decreto legislativo 78/2010 convertito, con modificazioni, nella Legge 122/2010. In considerazione di una norma di attuazione dello Statuto Speciale di Autonomia (D.lgs. 280/2001), le funzioni amministrative statali in materia di Catasto Terreni e Urbano sul nostro territorio sono esercitate dalla Provincia autonoma di Trento. La conversione in Legge del Decreto legislativo ha apportato delle modifiche alla norma, tra le quali il comma 16 dell’art. 19, con il quale viene riconosciuta la peculiarità dei territori in cui vige il Libro Fondiario e prevede che le province, nel rispetto dei principi desumibili dall’articolo, potranno adottare specifiche disposizioni al fine di assicurare il necessario coordinamento con l’ordinamento tavolare. Quanto sopra per evidenziare che le circolari dell’Agenzia del Territorio, pur tenute in debita considerazione, non hanno diretta applicazione sul territorio provinciale; per questo, il Servizio Catasto ha già emanato delle note relative all’applicazione del D.l. 78/2010 e alla sua conversione, con modificazioni, nella Legge 122/2010. Si precisa che nella nostra provincia è già in vigore il Catasto Fabbricati, cioè l’inventario generale del patrimonio edilizio presente su di un territorio, così come previsto dall’art. 1 del Decreto 02.01.1998, n. 28, per cui tutti gli edifici e le aree edificiali devono essere presenti nella cartografia catastale e censite al Catasto. In relazione alle finalità previste dall’art. 2, comma 36 del D.l. 262/2006 (cosidette “case fantasma”), nel Quadro generale delle Categorie è stata introdotta la nuova tipologia F/9, “Particella proveniente dal Catasto Fondiario”, allo scopo di individuare tutte le particelle edificiali presenti in mappa e non dichiarate in Catasto Fabbricati. Questi immobili “devono” essere dichiarati in Catasto, siano essi semplici aree edificiali, ruderi, fontane, letamai che dei fabbricati adatti a produrre un reddito e dunque con assegnazione di una rendita. Il primo gruppo, ricondotto alle ordinarie categorie F, non avrà necessità di essere certificato ai sensi del comma 16 dell’art. 19 del D.l. 78/2010 mentre gli altri immobili, prima dell’atto traslativo, dovranno essere dichiarati al Catasto Fabbricati per l’attribuzione del corretto classamento (categoria, classe, consistenza e rendita). Anche per i fabbricati rurali è necessario fare un distinguo fra quanto avviene per le Province di Trento e Bolzano e il restante territorio nazionale. Nel Catasto Terreni (nazionale) l’edificio rurale è usualmente aggregato (“graffato”) alla particella fondiaria e non ha un riconoscimento come fabbricato urbano. Questa condizione è prevista per i fabbricati costruiti prima del 1998 che non hanno subito modifiche edilizie o passaggi di proprietà, sia per le abitazioni che per i beni strumentali all’attività agricola ai sensi dell’art. 9 del D.l. 57/93; se edificati dopo il 1998, devono essere sempre dichiarati al Catasto Edilizio Urbano. Nel Catasto Fondiario (istituto ex-austriaco e tuttora vigente nella regione Trentino-alto Adige) ogni immobile deve essere identificato in mappa con un numero di particella edificiale. Questa condizione comporta in ogni caso il censimento al Catasto Fabbricati, per cui, i fabbricati costruiti ante 1998 e che mantengono i requisiti previsti dalla norma, devono essere dichiarati in Categoria F/10, “fabbricato ritenuto rurale”, mentre quelli costruiti, modificati successivamente o che sono stati oggetto di atti traslativi, devono essere classificati per le loro caratteristiche oggettive (abitazione, garage, stalla ecc.). L’interpretazione, confermata da autorevoli pareri, è che comunque non si applichi quanto previsto dell’art. 19, comma 16 del D.l. 78/2010, ne ai fabbricati presenti in Catasto come F/10, ne agli altri fabbricati e Unità Immobiliari che mantengono i requisiti di cui all’art. 9 del D.l. 557/93, convertito nella Legge 133/94. Per maggiori approfondimenti consultare il sito www.Catasto.provincia.tn.it/    
   
   
VISIONI URBANE: LABORATORIO FORMATIVO SUL BUSINESS PLAN L’OBIETTIVO È QUELLO DI “FARE SVILUPPO” NEL SETTORE DELLA CULTURA E DELLA CREATIVITÀ  
 
Potenza, 6 ottobre 2010 - Il legame tra creatività e sostenibilità economica: è il tema di un laboratorio formativo full time che si svolgerà dal 6 all’8 ottobre nella sede dell’Apof-il a Potenza. L’iniziativa rientra negli incontri dei “cantieri delle idee”, organizzati nell’ambito dal progetto “Visioni Urbane” (inserito nel Patto con i Giovani), all’interno del quale stanno per concludersi i lavori nei cinque cantieri edili destinati alla rete regionale dei centri per la creatività. Docente del laboratorio sarà Francesco Bernabei, esperto di finanza etica ed economia sociale e Responsabile dell’Ufficio Economia della Cittadellarte - Fondazione Pistoletto di Biella, centro d’eccellenza creativo che pone l’arte in diretta interazione con i diversi settori della società. La partecipazione al laboratorio è a numero chiuso ed è riservata ai professionisti e alle organizzazioni che operano nel settore della creatività. Nel laboratorio si approfondirà soprattutto il Business Plan. Una delle maggiori difficoltà del mercato culturale è relazionarsi con gli enti creditizi o erogatori di capitali. Un primo passo è la redazione di un documento strategico-economico (Business Plan) che consente agli operatori il passaggio dalla ideazione alla realizzazione pratica di un´attività per convincere i potenziali finanziatori della bontà e concretezza dei loro progetti. Una preparazione adeguata in questo senso fornisce agli operatori anche un mezzo di previsione economica sulla base del quale calcolare l´esposizione e il rischio finanziari e costruire un budget su cui impostare il bilancio previsionale. L’obiettivo del laboratorio è appunto quello di fornire ai partecipanti un solido know-how con cui accrescere le competenze in termini di mercato e fare così sviluppo nel settore della cultura e della creatività. Il laboratorio sarà strutturato in un percorso di conoscenza teorico-pratica. Nelle prime due giornate saranno illustrati i lineamenti del Business Plan, la definizione di strategia economica ed il budget previsionale. Nell’ultima giornata, dopo l’analisi di un case study, i partecipanti al laboratorio costruiranno insieme al docente un vero e proprio business plan e un budget previsionale per verificare e rendere più efficace l’apprendimento. Per ulteriori informazioni: www.Visioniurbanebasilicata.net  
   
   
EX COFA: L´ASSESSORE ABRUZZESE CARPINETA FA CHIAREZZA  
 
Pescara, 6 ottobre 2010 - L´assessore al Patrimonio, Federica Carpineta, illustra nel dettaglio il suo intervento al question time sull´ex Cofa. "Il regolamento del question-time non consente di replicare in aula anche quando la dichiarazione di un consigliere lo merita. Così è stato ieri quando la consigliera Sclocco, a seguito della mia risposta sul caso ex-Cofa ha dimostrato di non aver capito o di aver capito sulla base di una sua predeterminata chiave di lettura. E’ perciò opportuno sottolineare che l´area ex-Cofa è di proprietà della Regione. Verrà venduta seguendo la strada maestra della massima trasparenza, alla quale aggiungerò un pizzico di cautela in più perché le tante voci e le pressioni che in queste settimane le hanno probabilmente sollevate consigliano un supplemento di prudenza pur in presenza di procedure pubbliche e trasparenti. Infatti l´aver agitato l´allarme sull´eternit abbinandolo a soluzioni di dismissioni lascia un ragionevole sospetto di una qualche pericolo di speculazione. Non consentirò alcuna speculazione, economica o politica che sia. E voglio anche rimarcare la disinvoltura istituzionale non del Comune di Pescara, ma di alcuni suoi consiglieri che, in assenza del Sindaco, continuano ad agitare polemiche pensando di poter utilizzare la Regione come elemento di comodo. La Regione ha intenzione di vendere quell´immobile, sulla base del suo effettivo valore di mercato, cercando di ottenere attraverso un avviso ad evidenza pubblica, il massimo possibile a vantaggio della comunità abruzzese che ne è proprietaria. Ma questo non esclude che sia anche pronta ad accogliere, sempre nell´interesse pubblico e con procedure di massima trasparenza, proposte di acquisto da parte di amministrazioni o enti pubblici. La Regione Abruzzo, quindi, è certamente aperta e ben disponibile ad accogliere proposte di elevato livello qualitativo, come ho già detto, di vera eccellenza, che concretizzino progetti di rilevante ed indiscusso interesse pubblico per tutta la Regione e per la Città di Pescara, compresa quella che dovesse venire dalla locale Camera di Commercio, la quale l´ha annunciata ma non l´ha presentata. Questo non significa affatto, come capziosamente ha voluto intendere la consigliera Sclocco, che la Regione venderà alla Camera di Commercio di Pescara. Il 12 ottobre sapremo se la Asl di Pescara ci darà prescrizioni per la sistemazione dell´eternit. Faremo quello che ci verrà chiesto. Rientreremo in possesso dell´immobile. Procederemo a fare le scelte più trasparenti per l´eventuale vendita dello stesso immobile e seguiremo unicamente l´interesse pubblico, quello che coincide esattamente con l´interesse dei Cittadini Abruzzesi che abbiamo l´onore di amministrare"  
   
   
CROAZIA, AUMENTA INTERESSE PER I MUTUI  
 
Zagabria, 6 ottobre 2010 - Nei primi sette mesi del 2010 il settore crediti del gruppo bancario austriaco Erste Bank ha registrato in Croazia un aumento del 2,43 per cento rispetto allo stesso periodo dell´anno scorso, mentre a livello nazionale l´aumento è dello 0,82 per cento. Nel segmento dei mutui per la casa, l´aumento è stato del 6,33 per cento ovvero decisamente superiore al 3,97 riscontrato a livello nazionale. La maggiore richiesta riguarda i mutui per liquidità e i mutui immobiliari: dall´inizio dell´anno la Erste Bank ha concesso oltre 800 mutui per la casa, per un valore di 330 milioni di kune (circa 45,83 milioni di euro), nonché 18.100 mutui per liquidità per un valore complessivo di 1,2 miliardi di kune (circa 160 milioni di euro).  
   
   
BOLZANO.ASSEGNATI INCARICHI EDILI PER 600.000 EURO  
 
Bolzano, 6 ottobre 2010 - Due incarichi per oltre 600.000 Euro complessivi sono stati assegnati martedì 5 ottobre presso l´Ufficio appalti in Provincia a Bolzano. Uno concerne il risanamento della palestra nella zona sportiva "Schwarzenbach" ad Ora e l´altro la sistemazione di ambienti di proprietà della Provincia in via Amba Alagi a Bolzano. Ad Ora la Provincia intende rinnovare la palestra presso la zona sportiva "Schwarzenbach". I lavori saranno eseguiti dall´impresa edile "Consorzio Stabile Pedron" di Villa del Conte (Pd). La ditta si è aggiudicata l´incarico con un´offerta di 368.500 Euro a fronte di un importo a base d´asta di 546.300 Euro. Dodici i concorrenti. Nell´ambito del risanamento la palestra dovrà essere portata a norma per quanto concerne le misure antincendio e l´accessibilità per i disabili. I lavori dovranno essere ultimati entro 120 giorni. La Provincia detiene dei locali al civico numero 26 di via Amba Alagi a Bolzano che ora intende sistemare. In questi ambienti rinnovati troverà sede anche l´associazione "Liga für die Krebsbekämpfung". I lavori di sistemazione sono stati assegnati oggi alla ditta "Zanella s.R.l." di laives. L´impresa eseguirà i lavori con una spesa di 254.200 Euro a fronte di un importo a base d´asta di 274.550 Euro Ha tempo 120 giorni per completarli. In totale due sono state le offerte presentate.  
   
   
STUDIO UBS «PREZZI E SALARI» UN RAFFRONTO GLOBALE DEL POTERE D’ACQUISTO, AGGIORNAMENTO AL 2010. ANCORA OSLO, ZURIGO E GINEVRA LE CITTÀ PIÙ CARE DEL MONDO  
 
Zurigo/basilea, 6 ottobre 2010 - Secondo uno studio condotto da Ubs, anche quest’anno Oslo, Zurigo e Ginevra sono le città più care del mondo. Seguono Tokio, Copenhagen e New York. I prezzi più bassi per un ampio paniere di beni e servizi si riscontrano nelle città di Mumbai, Manila e Bucarest. Data la forte rivalutazione del dollaro australiano e neozelandese, il livello dei prezzi di Auckland e Sydney è notevolmente aumentato, e le due metropoli si attestano tra il primo terzo delle 73 città esaminate. Caracas, invece, risulta molto più conveniente rispetto all’anno precedente. Il Venezuela ha registrato un forte rincaro del 40 percento circa, più che compensato tuttavia dalla svalutazione del bolivar venezuelano del 50 percento circa. Maggior potere d’acquisto a Zurigo, Sydney e Miami - I lavoratori di Zurigo, Sydney, Miami e Los Angeles godono del maggior potere d’acquisto dei salari orari locali (al netto delle tasse). Dato il livello salariale decisamente ridotto, il potere d’acquisto nazionale dei salari di diverse città nei Paesi emergenti si attesta come sempre a più dell’80 percento in meno rispetto a Zurigo. Tra le città esaminate, il potere d’acquisto minimo si registra a Jakarta, Nairobi e Manila. Metodologia - Lo studio «Prezzi e salari» viene pubblicato ogni tre anni dagli economisti di Ubs Wealth Management Research. Nell’edizione del 2009 sono state condotte delle inchieste standard su prezzi e salari in ben 73 città di tutto il mondo. Per l’aggiornamento di quest’anno, i dati relativi a prezzi e salari rilevati all’inizio del 2009 sono stati integrati con l’inflazione accumulata (da marzo 2009 a giugno 2010) e le variazioni nei tassi di cambio registrate nel periodo. Per ridurre al minimo l’impatto delle forti oscillazioni giornaliere dei corsi, si è scelto di utilizzare il corso medio delle divise da giugno a luglio 2010. Oltre che dei tassi di cambio e dell’inflazione, per il calcolo dell’indice dei salari si è tenuto conto del fatto che buona parte della crescita economica è dovuta alle variazioni nella produttività sul lavoro ed è stata trasmessa ai collaboratori sotto forma di adeguamenti ai salari reali.  
   
   
BI-MU, FORMIGONI: QUALITA´ ANTIDOTO ALLA CRISI STRADE APERTE NEI MERCATI MONDIALI PER PRODOTTI ECCELLENTI UNA NUOVA SFIDA: SVILUPPARE LA FILIERA DELLA SOSTENIBILITA´  
 
Milano, 6 ottobre 2010 - Rafforzare l´internazionalizzazione e sviluppare di una filiera della sostenibilità: sono le due linee guida che il presidente Formigoni mette in capo all´impegno della Regione Lombardia per il rilancio dell´economia manifatturiera. Perché la ripresa è possibile, il declino niente affatto ineluttabile, la capacità di stare sul mercato globale è assicurata soprattutto dall´eccellenza dei nostri prodotti. Questi concetti sono stati espressi ieri dal presidente della Lombardia all´inaugurazione della 27° edizione di Bi-mu - Biennale della Macchina Utensile, robot e automazione", in Fiera. "Il manifatturiero Made in Italy continua ad essere apprezzato e ricercato in tutto il mondo - ha sottolineato Formigoni - perché nel nostro Paese esiste quel tessuto sociale e culturale in cui è possibile l´eccellenza. E l´eccellenza non conosce il declino, il fare bene che distingue i prodotti lombardi e italiani, frutto di talento, creatività, genialità è certamente uno degli antidoti alla crisi". Macchinari In Cina - Un esempio confortante riguarda i macchinari in Cina: molti sono prodotti in Italia o costruiti su licenza italiana. "Macchine in cui abbiamo tradotto in tecnologia i nostri saperi di produttori - ha commentato il presidente lombardo - che sono da sempre la prima voce del nostro export verso i giganti asiatici, con quasi mezzo miliardo di euro di valore e nell´ultimo anno un +67,9% di incremento". Regione Lombardia non ha mai smesso di credere nelle potenzialità delle sue imprese, sostenendole con azioni specifiche: negli ultimi due anni sono stati erogati 1 miliardo di aiuti alle aziende e 3 miliardi di risorse sono state mobilitate grazie alle garanzie regionali sui crediti; inoltre 1,5 miliardi è la cifra destinata agli ammortizzatori sociali. Estero E Sostenibilita´ - "Il nostro impegno - ha garantito Formigoni - è quello di continuare a promuovere l´eccellenza del Made in Lombardy sui mercati internazionali, favorendo l´aggregazione tra imprese e supportando un maggiore consolidamento delle loro presenze nei mercati esteri". Altra sfida centrale per il futuro del settore manifatturiero riguarda lo sviluppo di una filiera della sostenibilità e della qualità ambientale. "Per questo - ha detto Formigoni - è necessario continuare a investire in ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico". Ricerca Industriale - "In questa direzione - ha annunciato Formigoni - Regione Lombardia ha deciso di investire, già nel mese di giugno, 50 milioni di euro per finanziare 50 progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in settori chiave come biotech, moda, design, ict, nuovi materiali. Intendiamo così dare un´iniezione di fiducia al nostro sistema produttivo".  
   
   
CRISI GIBELLI SERVE LIBERARE RISORSE PER IMPRESE  
 
Milano, 6 ottobre 2010 - "Serve distribuire, attraverso un nuovo sistema fiscale, le risorse economiche alle aziende affinché possano tornare ad essere competitive sui grandi mercati". E´ quanto detto ieri mattina dal vice presidente di Regione Lombardia e assessore all´Industria e Artigianato Andrea Gibelli, partecipando alla trasmissione "Mattino Cinque" intervistato da Paolo Del Debbio dopo il caso del suicidio di un precario che aveva perso il lavoro. Gibelli ha affrontato anche il tema dei piccoli e medi imprenditori che, soprattutto nel Nord Est, si sono tolti la vita. "In questo Paese manca ora la speranza e la fiducia per superare le difficoltà provocate dalla pesante crisi economica. La nostra società - ha commentato il vice presidente lombardo - deve compiere un importante percorso culturale per non lasciare soli gli imprenditori e i lavoratori che soffrono nell´attuale congiuntura economica".  
   
   
FEDERLAZIO: BANDO PER LO SVILUPPO DELLE PMI E’ UN’INIZIATIVA POSITIVA PER LA CITTA’  
 
Roma, 6 ottobre 2010 - “Quest’iniziativa può realmente dare una risposta in positivo all’esigenza di crescita e sviluppo delle aree periferiche della città”. Così Maurizio Flammini, Presidente della Federlazio, commenta il bando di 6,5 milioni di euro per lo sviluppo di Pmi presentato dall’Assessore ai Ll.pp. Del Comune di Roma Fabrizio Ghera e dall’Assessore alla Scuola Laura Marsilio. “Anche la scelta – prosegue Flammini – di riservare dei criteri preferenziali alle imprese che operano nel settore dei servizi socio-sanitari e a quelle possedute per metà da cittadini italiani e per metà da cittadini extracomunitari, si presenta come una modalità concreta, e non ideologica, di praticare una reale integrazione degli stranieri nel tessuto sociale ed economico romano”.  
   
   
ROMA: CONTRIBUTI A IMPRESE IN PERIFERIA, NUOVO BANDO DA 6,5 MILIONI  
 
Roma, 6 ottobre 2010  – Presentato in Campidoglio il bando 2010 per il sostegno alle imprese in periferia: Roma Capitale (Assessorato Periferie) mette a disposizione 6,5 milioni di euro per favorirne la nascita e lo sviluppo. Hanno presentato il bando gli assessori Fabrizio Ghera (Lavori Pubblici e Periferie) e Laura Marsilio (Politiche Educative), il consigliere Gody Sanchez (capogruppo Consiglieri Aggiunti), Francesco Coccia (direttore Dipartimento Periferie) e Roberto Diacetti, amministratore delegato di Risorse per Roma S.p.a. I fondi derivano dall´articolo 14 della legge 266/97 ("Finanziamenti per lo sviluppo imprenditoriale in aree urbane depresse"). Andranno a progetti d´impresa di costo compreso tra 20 mila e 400 mila euro. I "bonus" copriranno il 50% delle spese imprenditoriali. Di questo 50%, la metà sarà a fondo perduto e il resto con finanziamento, da restituire al tasso agevolato dello 0,5% annuo. Per il rimanente 50% delle spese, sarà attivo un fondo di garanzia per la concessione di crediti – a tasso ridotto e senza ipoteche o simili – Chi può chiedere il contributo: le piccole e medie imprese di persone o di capitali; ditte individuali, cooperative di lavoro o sociali. Come ogni anno, il bando individua una serie di aree d´intervento sul territorio delle periferie romane: chi fa domanda deve avere, o progettare, un´impresa in una delle zone previste. Ammessi tutti i settori di attività tranne i seguenti: agricoltura e pesca, attività estrattive, forniture di acqua e energia, commercio all´ingrosso, somministrazione di alimenti e bevande; attività finanziarie, assicurative e similari, attività professionali e associative. Corsia preferenziale, invece, per le imprese di servizi socio-educativi e per quelle costituite da cittadini sia italiani che immigrati (50% e 50%). Il criterio, deciso di concerto con l´Assessorato alle Politiche Educative e il Gruppo Consiglieri Aggiunti (i rappresentanti dei cittadini stranieri nell´Assemblea Capitolina, ex Consiglio Comunale), punta a favorire l´integrazione sociale ed economica. In particolare il bando riserva 5 punti in più ai progetti d´impresa tra italiani e immigrati. Per avere il contributo si deve compilare il formulario on line entro il 15 novembre 2010. La domanda di finanziamento, il formulario e la documentazione obbligatoria dovranno poi pervenire entro il 24 novembre al Dipartimento Xvi del Campidoglio (Unità Organizzativa Autopromozione Sociale) in viale Pasteur 1. Nei prossimi giorni partirà una campagna informativa con manifesti e spot nelle radio locali. Per il bando 2010, la società Risorse per Roma S.p.a. Svolge il ruolo di "advisor tecnico" di Roma Capitale (Comune di Roma). Tutti i dettagli sulle pagine di http://www.Autopromozionesociale.it/index.php?q=node/399    
   
   
LAVORO: È COMINCIATO UN CAMMINO DI RIPRESA PRESENTATO IN PROVINCIA A PARMA IL RAPPORTO 2009 E PRIMO SEMESTRE 2010 DELL’OML.  
 
Parma, 6 ottobre 2010 – E’ una informazione importante quella che viene dal rapporto dell’Osservatorio del Mercato del lavoro presentato ieri in Provincia a Parma, perché disegna un’inversione di tendenza attesa e significativa: la fine della fase in cui si sono persi tantissimi posti di lavoro ( circa 3000 fra 2008 e 2009) a causa della crisi e l’avvio di una nuova fase di crescita della domanda di occupazione. Anche se questo non vuol dire che si siano recuperati tutti i posti “bruciati” dalla crisi, sembra che il “sistema Parma” abbia agganciato in anticipo la ripresa rispetto alla media regionale e nazionale, una evoluzione positiva che convive però con le difficoltà ancora presenti sullo scenario provinciale. E’ su questa compresenza di più elementi che hanno insistito questa mattina il vicepresidente Pier Luigi Ferrari e l’assessore Manuela Amoretti, i due amministratori della Provincia di Parma che da due anni seguono direttamente con i tavoli l’andamento della crisi promuovendo i cosiddetti pacchetti anticrisi, per ridurne gli effetti. Qualcosa di buono a Parma è comunque successo, dicono i dati dell’Oml, la cui analisi è stata illustrata questa mattina da Pier Giacomo Ghirardini, responsabile dell’Osservatorio della Provincia. Per citare alcuni elementi: nel primo semestre 2010 gli avviamenti al lavoro sono aumentati del 14,4%. Nel periodo compreso fra il secondo semestre 2009 e il primo semestre 2010, il saldo fra avviamenti al lavoro e cessazioni dei rapporti di lavoro torna positivo con circa 725 unità. Il rilancio della domanda di lavoro è determinato, in primo luogo, dal traino dei mercati esteri. Una ripresa dunque delle domanda di lavoro dipendente, ma innanzitutto attraverso le tipologie flessibili, come le assunzioni a tempo determinato e che riguarda sia gli uomini che le donne, spalmato su più fasce di età. “ Ci sono segnali incoraggianti ma non ancora sufficienti per farci dire che siamo fuori dal tunnel, basti pensare che solo quest’anno sono già 35 i tavoli istituzionali aperti su aziende in crisi. Per questo intendiamo continuare a operare con molta tenacia, insieme ai soggetti che con noi hanno condiviso questo sforzo”. Lo ha sottolineato il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari che questa mattina ha aperto l’incontro di presentazione del Rapporto. “La ripresa della domanda di lavoro dipendente è una notizia importante, una tendenza alla quale pensiamo abbia contribuito una reazione di sistema che abbiamo sviluppato da subito, un lavoro grande e condiviso che ha dato i primi risultati. La strada è lunga e il rapporto mette in guardia dai rischi perché non significa che tutta la disoccupazione che la crisi ha creato a Parma sia stata riassorbita.. E’ un momento cruciale e non molliamo la presa” – ha aggiunto Manuela Amoretti, assessore alle Politiche del lavoro e Formazione professionale sottolineando che adesso l’impegno va rivolto per fare sì che i cicli di cassa integrazione che andranno a conclusione nei prossimi mesi e che coinvolgono oltre 1200 lavoratori si concludano con il rientro in azienda di quei lavoratori. Il mercato del lavoro in provincia di Parma nel 2009 e nel primo semestre 2010 - Executive Summary Una necessaria premessa Il Rapporto 2010 sul mercato del lavoro in provincia di Parma che viene oggi presentato porta all’attenzione l’importante novità di una ripresa della domanda di lavoro e di primi segnali di un ritorno alla creazione di posti di lavoro, dopo che nella seconda metà del 2008 e nella prima metà del 2009 si è consumata una fase di crisi senza precedenti, che ha comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro e una parallela crescita del numero dei disoccupati. Stando alle più recenti stime Istat per la Provincia di Parma, fra il 2008 e il 2009 l’occupazione dipendente sarebbe diminuita di 3 mila unità passando da 150 mila lavoratori dipendenti nel 2008 a 147 mila nel 2009 ma, come è noto, il bilancio è stato particolarmente severo per l’occupazione dipendente nell’industria, passata da 62 mila unità nel 2008 a 58 mila nel 2009: 4 mila posti di lavoro in meno. Sono dati sicuramente già conosciuti da chi ha avuto modo di leggere i precedenti rapporti congiunturali sulla crisi redatti dall’Osservatorio sul mercato del lavoro, ma è importante ricordarli anche per interpretare in modo corretto le informazioni più aggiornate che ci parlano di una significativa inversione di tendenza. Pertanto a fianco della novità di documentati e incoraggianti segnali di ripresa, il Rapporto non si stanca di porre sull’altro piatto della bilancia i rischi occupazionali che ancora gravano sul «sistema Parma». Il pensiero va alle 8 mila persone in cerca di occupazione, ai circa 1.200 lavoratori in cassa integrazione nelle attività manifatturiere, ma si estende a tutte le persone colpite dalla crisi. La ripresa non risolverà in modo scontato le situazioni di crisi. Di sicuro – purtroppo – non le risolverà tutte. Su questo punto l’analisi dei ricercatori dell’Osservatorio sul mercato del lavoro non lascia adito ad equivoci, fornendo peraltro un’ulteriore conferma dell’importanza e dell’attualità sia delle azioni di mediazione fra le parti sociali a difesa dei livelli di occupazione nelle crisi aziendali, esperite dalle Istituzioni – e, in primis, dalla Provincia di Parma – sui 65 «tavoli di crisi» che sono stati aperti ( 35 nel 2009, 30 nei primi sei mesi dell’anno) , sia delle politiche attive del lavoro fino ad ora messe in campo. Le parole conclusive dell’editoriale del Rapporto ci dicono che la lotta alla disoccupazione dovrà pertanto assumere un ruolo autonomo, a prescindere persino da una soddisfacente continuazione della ripresa. E per non pochi mesi a venire. La ripresa della domanda di lavoro dipendente I deboli segnali di ripresa che si erano colti per l’economia locale nel terzo trimestre 2009 e che erano stati documentati nel precedente rapporto congiunturale, non solo si sono rafforzati nel corso dei mesi successivi ma hanno dato luogo ad una vera e propria inversione di tendenza: negli ultimi dodici mesi per i quali si dispone di informazioni statistiche aggiornate, ossia nel periodo compreso fra il secondo semestre 2009 ed il primo semestre 2010, la domanda di lavoro dipendente espressa dalle unità locali delle imprese e delle istituzioni in provincia di Parma è cresciuta in modo costante e significativo, tornando in pratica sugli elevati livelli anteriori alla crisi, dodici mesi di crescita regolare e ininterrotta e, verosimilmente, ancora in atto al momento attuale – come indicherebbero le previsioni per il secondo semestre 2010 –. Per il totale dell’economia provinciale gli avviamenti al lavoro per il complesso dell’anno 2009 erano diminuiti del 15,0% rispetto al 2008, ma nel primo semestre 2010 essi sono aumentati del 14,4% rispetto al primo semestre 2009. Ciò nondimeno il dato che maggiormente qualifica questi dodici mesi di ripresa locale è che nel primo semestre 2010 sono significativamente cresciuti gli avviamenti al lavoro nelle attività manifatturiere (9,7%), dopo il crollo (-21,8%) subito nel 2009. Una ripresa così costante e significativa della domanda di lavoro ha interrotto l’emorragia di posti di lavoro per il complesso dell’economia: nel periodo compreso fra il secondo semestre 2009 e il primo semestre 2010, il saldo fra avviamenti al lavoro e cessazioni dei rapporti di lavoro torna positivo per 725 unità circa. Il segnale, anche se provvisorio – e probabilmente sottostimato –, è che si è passati da una fase di distruzione di posti di lavoro ad una fase di creazione di posti di lavoro. Un bilancio occupazionale che sarebbe stato ancora più positivo se nel medesimo periodo, il sistema manifatturiero locale non avesse registrato una perdita di 602 posti di lavoro, come stima provvisoria. Tale dato è sicuramente inferiore e fortunatamente molto lontano dalle diverse migliaia di posti di lavoro perduti nella fase più acuta della crisi 2008-2009, ma costituisce – purtroppo – ancora un monito sull’attualità di numerose crisi industriali e sulla possibilità che, nel prossimo futuro, specie per il sistema manifatturiero, vi possano essere ulteriori perdite di posti di lavoro. Ciò non di meno è altrettanto importante cercare di capire i fondamenti dell’attuale ripresa. Il «sistema Parma» parrebbe avere agganciato la ripresa dell’economia globale in anticipo e con maggiore efficacia rispetto alla media regionale e a quella nazionale. Infatti già nel quarto trimestre 2009 in provincia di Parma le esportazioni dei prodotti delle attività manifatturiere conoscevano una crescita tendenziale in valore dell’11,9%, mentre le corrispondenti variazioni percentuali tendenziali erano ancora negative tanto per l’Italia (-12,4%) che per l’Emilia-romagna (-16,4%). Una ripresa che nel primo trimestre 2010 in provincia di Parma ha avuto come nucleo propulsivo l’attività di esportazione dei settori al centro del core business manifatturiero: la meccanica strumentale (con una variazione tendenziale dell’export pari al 20,8%), la meccanica generale (14,0%), l’industria alimentare (10,6%) e l’industria chimico-farmaceutica che ha raddoppiato le esportazioni (118,0%). Il rilancio della domanda di lavoro è stato pertanto determinato, in primo luogo, dal traino dei mercati esteri: ciò ha prodotto, in particolare nel primo semestre 2010, una incoraggiante crescita degli avviamenti al lavoro nei settori della meccanica generale (57,1%) e della fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature elettriche, elettroniche ed ottiche (64,7%), settori questi durissimamente colpiti dalla crisi, ma anche un apprezzabile incremento per la meccanica strumentale (15,1%). L’industria alimentare che, nel corso della precedente fase di crisi aveva svolto una forte funzione anticiclica, ha registrato una moderata flessione degli avviamenti al lavoro (-4,2%) che si colloca però su un trend di riorganizzazione produttiva di più lungo periodo. Ma che l’economia e l’occupazione locale si siano rimesse in moto lo si percepisce – specie se si considera la notevole ampiezza dei flussi di lavoro coinvolti – anche dall’incremento, avvenuto nel primo semestre 2010, degli avviamenti al lavoro nel commercio (9,6%) e negli alberghi e ristoranti (10,6%): la ripresa dell’occupazione nel terziario commerciale è importante non solo come segnale di miglioramento congiunturale, ma per la rilevanza occupazionale e sociale dei numerosi sbocchi occupazionali offerti da questo settore a vasti segmenti della popolazione attiva. Il costo sociale del recupero della produttività del lavoro Uno degli elementi più positivi e caratterizzanti di questa fase di ripresa è stato che le industrie manifatturiere sono tornate ad assumere ma l’elevato tasso di sottoutilizzo della capacità produttiva – tuttora evidenziato da un ricorso agli ammortizzatori sociali su soglie «fuori dalla norma» –, fa sì che la exit strategy dalla crisi, perseguita dalle medie e grandi imprese industriali, sia quella di sfruttare, «a 360 gradi», qualsiasi leva e strumento di flessibilità produttiva ed organizzativa, nella logica del recupero della produttività. In questo senso va vista la letterale impennata, nel primo semestre 2010, della domanda di lavoro interinale (57,2%) e nel settore dei trasporti e della logistica (32,3%), accompagnata comunque da una elevata e significativa crescita nei servizi alle imprese (13,1%). La ripresa produttiva del settore industriale sta pertanto facendo largamente ricorso al lavoro temporaneo e all’outsourcing e, nel contempo, si trova a dovere fare i conti con diverse «code di crisi» che comporteranno per molte imprese, anche nei mesi a venire, la contemporanea realtà di una forte movimentazione di flussi di lavoro interni ed esterni all’azienda unitamente a una tendenza al ridimensionamento degli organici. Va inoltre sottolineato, a questo proposito, che la più recente fase di ripresa, nel primo semestre 2010, vede crescere unicamente il lavoro a tempo determinato, sia a tempo pieno (21,7%) che a tempo parziale (16,2%). La ripresa dell’economia non si è infatti ancora così consolidata e diffusa da rimettere in moto l’occupazione dipendente a tempo indeterminato e a tempo pieno, ossia quello che i sociologi definiscono con il termine di «lavoro standard»: per la verità, nella prima metà del 2010, la velocità di caduta degli avviamenti al lavoro a tempo indeterminato e pieno è sensibilmente rallentata (-3,2%) rispetto a quanto è avvenuto nel 2009 (-23,3%), ma non si registra ancora una inversione di tendenza. D’altro canto, era da prevedere che gli istituti che regolano il mercato del lavoro, nel complesso del Paese come in provincia di Parma, portassero a una ripresa delle domanda di lavoro dipendente innanzitutto attraverso le tipologie lavorative flessibili «all’ingresso». La sostenibilità di questa transizione incardinata sulla flessibilità del lavoro, nel contesto di una crisi sociale grave, dipenderà dalla solidità e dalla velocità della ripresa che non può, tuttavia, essere data per scontata. Sarebbe però illusorio pensare, anche in un mercato del lavoro «più efficiente» come è quello di Parma, che gli automatismi di mercato possano da soli rimettere a posto le cose. Ma non è solo sul fronte della flessibilità che il recupero della produttività del lavoro, perduta durante la crisi, ha comportato – e sta tuttora comportando – un notevole costo sociale. Occorre infatti tener ben presente che, sebbene il «sistema Parma» abbia dimostrato una capacità di risposta agli stimoli della ripresa probabilmente superiore alla media nazionale e regionale, deve ancora fare i conti con le situazioni di crisi industriale «congelate», grazie al massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali e con livelli accresciuti di disoccupazione. Nel complesso del sistema manifatturiero locale, nella prima metà del 2010, si è registrato un ricorso complessivo alla cassa integrazione guadagni (fra ordinaria, straordinaria e in deroga) pari a 1.043.009 ore, corrispondente ad un numero di lavoratori effettivamente coinvolti che, in prima approssimazione, potrebbe aggirarsi intorno alle 1.200 unità. Quanto – e in che tempi – questa ripresa sarà in grado di riassorbire la maggiore disoccupazione creatasi nella crisi 2008-2009 è ancora difficile stabilirlo, per il momento le uniche stime provinciali ufficiali di fonte Istat sulle persone in cerca di occupazione riferite all’anno 2009, ci dicono che la consistenza media annua delle persone in cerca di occupazione, fra il 2008 e il 2009, è passata da 5 mila a 8 mila unità in provincia di Parma, con un conseguente aumento del tasso di disoccupazione medio annuo dal 2,3% del 2008 al 3,8% del 2009. Sul versante dell’occupazione giovanile occorre rilevare che, nonostante il tasso di disoccupazione dei giovani di 15-24 anni sia aumentato anche a Parma, passando dal 10,9% nel 2008 al 12,8% nel 2009, esso si attesta su soglie incomparabilmente inferiori al dato medio nazionale (25,4% nel 2009 e 27,9% nel secondo trimestre 2010). Questa prima fase di ripresa non poteva risolvere tutti i problemi aperti dalla crisi, ma ha però invertito il precedente trend negativo della domanda di lavoro. Una premessa efficace e indispensabile per iniziare a risolvere il problema della disoccupazione.  
   
   
AUSTRIA, IN LIEVE CRESCITA IL MERCATO ARREDAMENTO  
 
Vienna, 6 ottobre 2010 - In Austria il mercato dell´arredamento ha fatto registrare per il 2009 una crescita del fatturato dell´1,6 per cento, stando alle stime dell´Istituto di ricerca austriaco Regioplan. I tre quarti del mercato appartengono alle catene Lutz, Kika-leiner e Ikea. Gli elettrodomestici come lavastoviglie e forni a microonde sono riusciti ad aumentare la loro quota dal 19 al 23 per cento.  
   
   
DAL FONDO DI SALVATAGGIO PER LE IMPRESE RISORSE PER IL MOBILIFICIO FOGLIENSE  
 
Ancona, 6 Ottobre 2010 - L``assessore alle attivita` produttive Sara Giannini ha partecipato alla prima riunione del Comitato di valutazione del fondo di salvataggio e ristrutturazione imprese in difficolta` (art. 1, comma 853 della legge 296/2006), che si e` svolta a Roma il 4 ottobre. Il comitato, composto da rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico e della Regione Marche nel ruolo di coordinatrice nazionale per le attivita` produttive, dopo una approfondita discussione, ha espresso parere favorevole alla concessione di risorse pari a 6 milioni di euro, tramite garanzia statale, per sostenere la ristrutturazione del Mobilificio Fogliense srl di Belforte all``Isauro (Pu). Il mercato dell``arredamento infatti, dopo un periodo di moderata crescita, nell``ultimo decennio, ha subito le forti ripercussioni della crisi finanziaria cominciata nel secondo semestre del 2008. Questo difficile contesto ha determinato significativi cali dei volumi e dei fatturati per tutte gli operatori di settore. Il Mobilificio Fogliense in particolare, ha risentito anche della progressiva erosione dei margini e delle quote di mercato a seguito dell``incremento della pressione competitiva dei nuovi produttori dei paesi "emergenti". ´Con questo intervento - sottolinea l``assessore Giannini - l``azienda, oltre a salvaguardare i livelli occupazionali, potra` adottare un piano di ristrutturazione aziendale che consentira` di riorganizzare il debito a breve termine, riprogettare completamente il sistema produttivo e logistico aziendale e varare una nuova strategia per il riposizionamento dei prodotti sul mercato al fine di personalizzare maggiormente le produzioni´.  
   
   
TELELAVORO IN ABRUZZO: INTESA INAIL CONTRO INFORTUNI A DONNE  
 
L´aquila, 6 ottobre 2010 - "Stamattina, presso la sede dell´Istituto a Teramo, ho incontrato il direttore regionale dell´Inail, dottor Ferdinando Balzano. L´incontro, organizzato dalla dottoressa Maria Ceci, vice direttore della sede teramana, si è tenuto a Teramo perché è il luogo di progetti pilota di grande interesse. L´occasione è servita per concretizzare una collaborazione tra la Regione Abruzzo e l´Inail già avviata a livello informale nelle scorse settimane. L´inail, infatti, è una delle realtà valutate come luogo di eccellenza da parte del ministro Renato Brunetta e dal ministro Mara Carfagna nel settore della innovazione e delle pari opportunità. In particolare presso quell´Istituto è ormai stato messo a regime un importante settore di telelavoro, la modalità che grazie all´informatica, consente al lavoratore di operare da casa senza necessariamente recarsi in ufficio. La Regione Abruzzo, che già nel 2001 aveva pensato ad un progetto simile, intende avviare un proprio sistema di telelavoro che consenta, innanzitutto, di offrire alle lavoratrici uno strumento moderno e dignitoso per la conciliazione dei tempi, cioè per poter lavorare senza rinunciare alla cura dei propri figli o di persone in stato di non autosufficienza e più in generale ai problemi delle rispettive famiglie. Credo che questo percorso troverà pieno consenso, in sede di concertazione, da parte dei sindacati, certamente sensibili a queste tematiche. Proprio nel corso dell´odierno incontro mi è stato presentato un dato importante: la maggior parte degli incidenti che riguardano le lavoratrici avviene nella fase di trasferimento, in parole povere quegli incidenti sono causati probabilmente non da imperizia ma proprio dalla fretta di correre a casa o a scuola. Con l´Inail avvieremo un protocollo di collaborazione per utilizzare l´esperienza fatta e che risultati così positivi ha dato a livello nazionale. In questo modo avvieremo fattivamente un discorso che migliori al contempo qualità del lavoro nella macchina amministrativa regionale.".  
   
   
BOLZANO, INCIDENTI SUL LAVORO: PER I DIPENDENTI DATI NELLA MEDIA  
 
Bolzano, 6 ottobre 2010 - Stanno facendo discutere i dati presentati dall´Osservatorio infortuni di Vega Engineering riguardo gli incidenti mortali sul lavoro, che piazzano la Provincia di Bolzano in cima alla statistica. "In queste analisi - precisa l´assessore Roberto Bizzo - bisognerebbe confrontare dati omogenei: in realtà gli incidenti mortali di lavoratori dipendenti nel 2010 sono soltanto due, in linea con la media nazionale e con un trend in calo". Le cifre fornite da Vega Engineering, che piazzano l´Alto Adige in testa alla statistica a livello nazionale, parlano di 14 morti sul lavoro dall´inizio dell´anno. "Dato inconfutabile - prosegue Bizzo - che però necessità di alcune importanti precisazioni: la stragrande maggioranza di questi infortuni è avvenuta nel settore dell´agricoltura a danno di lavoratori autonomi, ovvero proprietari di masi e terreni, e non di lavoratori dipendenti". I lavoratori autonomi, infatti, operano esclusivamente sotto la propria responsabilità avendo la possibilià di organizzare la propria attività e la scelta delle attrezzature in modo autonomo ed indipendente. "Non bisogna poi dimenticare - aggiunge l´assessore Roberto Bizzo - che nella nostra Provincia c´è un importante fattore di rischio aggiuntivo non presente nelle altre Regioni: le caratteristiche morfologiche del terreno di montagna, che spesso è costutuito da pendii estremamente ripidi, aumentano in maniera esponenziale il rischio di ribaltamento del mezzo". Inoltre, secondo Bizzo, c´è da tenere in considerazione l´incidenza del settore agricolo sull´intera economia, e quindi anche sull´occupazione: "In Alto Adige - spiega l´assessore al lavoro - l´agricoltura rappresenta l´8,6% del totale, un dato molto superiore alle realtà confinanti e al livello medio nazionale. Con queste osservazioni non vogliamo ridimensionare il problema della sicurezza sul luogo di lavoro, che necessità di un sempre maggiore impegno dal punto di vista della prevenzione e della sensibilizzazione, ma solamente contestualizzare delle statistiche che possono creare un allarmismo ingiustificato". Secondo i dati della Ripartizione provinciale lavoro, infatti, gli infortuni mortali avvenuti nel 2010 a danno di lavoratori dipendenti sino ad ora sono solamente due. Tutti gli altri sono stati a carico di lavoratori autonomi. "Questo dato - conclude Roberto Bizzo - non solo non è superiore alla media nazionale, ma, se confrontato con quello degli anni passati, conferma la diminuzione degli infortuni mortali nella nostra Provincia".  
   
   
LUCCA INNOVA: IL PROGETTO PER LE IDEE INNOVATIVE  
 
Lucca, 6 ottobre 2010 - Per gli imprenditori o aspirante tale con un idea innovativa che non riescono a sviluppare, per chi di loro non riesce a concretizzare la propria intuizione poiché richiede analisi, tempo, esperienza e risorse che non credi di possedere, per chi non riesce a reperire il capitale necessario alla sua realizzazione la Camera di Commercio di Lucca offre la possibilità di trovare una soluzione grazie alla nuova edizione di “Lucca Innova”. “Lucca Innova” è’ un progetto mirato ad sostenere i proponenti di idee innovative ad alto potenziale di crescita, attraverso un team di esperti che affiancheranno passo per passo nella messa fuoco e nel corretto sviluppo del progetto di impresa , fino all’incontro con potenziali finanziatori. Sono ammessi a partecipare le imprese già costituite della provincia di Lucca e gli aspiranti imprenditori, che si impegnano ad aprire la loro impresa all’interno del territorio provinciale. La domanda di partecipazione può essere presentata entro il 30 novembre 2010. Per saperne di più sul progetto, sul bando per la selezione delle imprese e sulle modalità di partecipazione è possibile consultare il sito camerale o contattare l’Ufficio Sviluppo Imprenditoriale della Camera di Commercio di Lucca (tel. 0583 976657, e-mail: sviluppo.Imprenditoriale@lu.camcom.it)  
   
   
VERTENZA NOVASELECT, LA REGIONE BASILICATA CONVOCHERÀ LA DICO SPA  
 
Potenza, 6 ottobre 2010 - “La Regione Basilicata metterà in campo tutte le azioni utili per ristabilire un clima di corrette relazioni industriali e sindacali e per rilanciare il percorso già individuato dal novembre 2009 finalizzato al mantenimento delle attività produttive dello stabilimento Novaselect di Tito Scalo – Potenza”. E’ quanto ha affermato l’assessore alle Attività Produttive, Erminio Restaino, a conclusione dell’incontro sulla Novaselect di Tito Scalo, al quale è intervenuto il commissario liquidatore Dellazonga. “Nei prossimi giorni – ha aggiunto Restaino - sarà contattata l’industria farmaceutica Dico spa di Trieste per concordare un prossimo incontro nel quale definire modalità e tempi di intervento per il possibile rilancio dello stabilimento Novaselect di Tito Scalo”.  
   
   
LUXOTTICA: LICENZA CON AMERICANA COACH. ZAIA: UN IMPORTANTE SEGNALE DI FIDUCIA NELLA RIPRESA  
 
Venezia, 6 ottobre 2010 - “In una fase dell’economia mondiale in cui i contorni della ripresa non sono ancora del tutto delineati e certi, l’operazione avviata da Luxottica mi sembra costruisca a dare un ulteriore segnale di fiducia per il futuro”. Il Presidente della Regione Luca Zaia commenta positivamente l’annuncio che la Luxottica ha firmato con la società americana Coach, che produce accessori, un accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione in tutto il mondo di collezioni di occhiali da sole e da vista. Luxottica calcola che una volta a regime il fatturato della licenza potrà essere di circa 100 milioni di dollari all’anno. “Ritengo inoltre che anche questa nuova partnership – conclude il Presidente – sia l’ennesima conferma dell’alta considerazione che sui mercati mondiali trovano le produzioni di qualità del Made in Italy, su cui dobbiamo continuare a puntare”.  
   
   
FERROSUD, FIM CISL: VERTENZA A UNA SVOLTA  
 
Potenza, 6 ottobre 2010 - “La crisi della Ferrosud è ad una svolta, il destino della più importante fabbrica metalmeccanica del materano come nelle previsioni si scriverà in aula di tribunale”. Lo afferma, in un comunicato stampa, il segretario regionale della Fim Cisl, Gerardo Evangelista, che esprime preoccupazione per “lo stato agonizzante in cui versa l´azienda dopo otto anni di gestione del gruppo Mancini”. “Il tavolo in prefettura dello scorso 27 settembre è stato un inizio importante – continua Evangelista – perché ha riannodato il confronto fra le parti sociali, imprenditoriali e istituzionali, ma ora è necessario dare continuità agli impegni presi, così come ha giustamente fatto il prefetto di Matera che ha invitato le parti ad un nuovo incontro al termine dell’assemblea dei creditori a prescindere dal suo esito. L´unica certezza è che senza commesse e senza un piano industriale la Ferrosud è destinata a morire e con essa le speranze dei lavoratori e delle loro famiglie”. “In attesa che anche il governo nazionale si adoperi per convincere Trenitalia affidare nuove commesse allo stabilimento di Matera – conclude Evangelista – l´auspicio è che la ritrovata sinergia tra istituzioni, sindacato e industriali, con o senza Mancini, possa essere foriero di un serio rilancio della Ferrosud, salvaguardano il lavoro e assicurando la necessaria continuità ad una presenza storica nel panorama industriale di Matera”. Intanto per venerdì 9 ottobre l’assessore regionale alle Attività produttive, Erminio Restaino, ha convocato un incontro con le organizzazioni sindacali.  
   
   
TARGETTI SANKEY, APPUNTAMENTO IN REGIONE TOSCANA TRA DIECI GIORNI SE LO STABILIMENTO DI SOCI CHIUDESSE, A RISCHIO VENTI POSTI E ALTRETTANTI NELL´INDOTTO  
 
Firenze, 6 ottobre 2010 - L´appuntamento in via Pico della Mirandola a Firenze è tra dieci giorni, al massimo quindici. Entro due settimane l´assessore al lavoro e allo sviluppo economico della Toscana, Gianfranco Simoncini, convocherà infatti i vertici della Targetti Sankey per capire se l´ipotesi di dismettere lo stabilimento di Soci a Bibbiena, in provincia di Arezzo, può essere oggetto di un ripensamento o, se così non fosse, vi siano almeno concrete possibilità per ricollocare l´azienda sul mercato e mantenere quindi attivo il polo produttivo del Casentino. Senza perdere posti di lavoro. “Naturalmente – precisa l´assessore – la Regione chiederà all´azienda, se la fase di difficoltà continuasse, pure di adoperarsi affinché la posizione dei dipendenti sia tutelata, attraverso il ricorso a nche agli ammortizzatori sociali”. L´impegno a convocare i vertici della Targetti Sankey è scaturito oggi pomeriggio dopo una riunione in Regione, chiesta dalla Provincia di Arezzo, che già nei giorni scorsi aveva incontrato i sindacati, e a cui hanno partecipato, oltre all´assessore al lavoro Carla Borgheri, il sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini ed alcuni rappresentanti dei lavoratori, della Fiom e della Cgil. L´eventuale chiusura dello stabilimento di Soci, dove dal 1961 si producono componenti per l´illuminazione – di fatto la carrozzeria e la meccanica dei faretti che si trovano in tante case ed uffici – mette a rischio quasi quarantacinque posti di lavoro, tra assunti (una ventina) ed indotto. “Convocheremo l´azienda per capire i motivi delle difficoltà e della scelta” spiega Simoncini. Il maggior problema sembra che sia una sovraesposizione con le banche, a seguito anche de gli investimenti fatti. Si tratterebbe quindi di difficoltà finanziarie di un´azienda che rimane comunque solida e importante a livello europeo. “La Regione – ribadisce l´assessore – metterà a disposizione, come sempre, tutti gli strumenti e i fondi potenziati e affinati in questi due anni per far fronte alla situazioni di crisi”.