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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 15 Febbraio 2011
PARLAMENTO EUROPEO: APERTURA DELLA SESSIONE: EGITTO, BAMBINI SOLDATO, IMMIGRAZIONE E ESECUZIONI IN IRAN  
 
Strasburgo, 15 febbraio 2011 - Aprendo la sessione plenaria di Strasburgo di questa settimana, il Presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek ha commentato la rivolta popolare in Egitto, il recente sbarco sulle coste europee di profughi dal Nord Africa, la Giornata internazionale contro i bambini-soldato e le recenti condanne a morte per i dissidenti in Iran. Per quanto riguarda l´Egitto, il Presidente ha parlato di "un vento nuovo che soffia" attraverso il paese. I manifestanti pacifici non dovrebbero essere perseguitati e si dovrebbe porre fine allo Stato di emergenza. L´unione europea non deve "aver paura del coinvolgimento economico e politico", ha proseguito, aggiungendo che "si devono aiutare i nostri vicini" e "agire in modo solidale, come una vera comunità". Buzek ha rilevato che, in seguito agli sconvolgimenti in Nord Africa, un numero significativo di immigrati sono in arrivo nell´Ue, e "gli Stati membri dell´Unione europea devono condividere questa responsabilità". La Giornata internazionale contro i bambini soldato ha avuto luogo il 12 febbraio. "Noi, come Parlamento aborriamo la pratica" di reclutare bambini soldato, ha detto il Presidente del Parlamento europeo, sottolineando il fatto che in tutto il mondo ci sono tra i 200.000 e 300.000 bambini nei gruppi armati. La "notizia shock dall´Iran" che i dissidenti e prigionieri politici sono stati condannati a morte è stato l´ultimo punto messo in evidenza da Buzek: in nome del Parlamento, ha esortato l´Iran ad abolire la pena capitale. Modifiche all´ordine del giorno: dibattito sulla Russia e sui rifugiati provenienti dal Nord Africa. L´aula ha approvato due modifiche all´ordine del giorno della plenaria di questa settimana. Su richiesta dei gruppi Alde e Verdi/ale è stato inserito un dibattito nell´ordine del giorno di martedì mattina sullo Stato di diritto in Russia. Una risoluzione sarà posta in votazione giovedì. Su richiesta di Mario Mauro in nome del gruppo Ppe, l´ordine del giorno di martedì pomeriggio comprenderà una dichiarazione della Commissione con il dibattito sulle misure immediate a livello Ue a sostegno di Italia e altri Stati che subiscono l´attuale aumento dei flussi migratori.  
   
   
VAN ROMPUY, BARROSO, ASHTON: DICHIARAZIONE CONGIUNTA SUI RECENTI SVILUPPI IN EGITTO  
 
Bruxelles, 15 febbraio 2011 - "Esprimiamo il nostro apprezzamento per la decisione presa dal presidente Mubarak." E´ quanto si legge in una dichiarazione congiunta del Presidente del Consiglio europeo Herman Van Romuy, del Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e dell´Alto Rappresentante Ue Catherine Ashton sui recenti sviluppi in Egitto. "Rassegnando le dimissioni ha prestato ascolto alla voce del popolo egiziano e ha aperto la via a riforme più rapide e profonde e a una transizione pacifica verso la democrazia. La Ue plaude al coraggio del popolo egiziano, che ha portato avanti pacificamente e con dignità la sua campagna per un cambiamento democratico. È ora importante accelerare il dialogo che conduca alla costituzione di un governo civile di largo consenso, che rispetti le aspirazioni del popolo egiziano e garantisca la stabilità. L´ue condivide con il popolo egiziano gli obiettivi di una transizione ordinata e irreversibile verso la democrazia e di elezioni libere ed eque. La violenza non è mai ammissibile. Il rispetto dei diritti dell´uomo e delle libertà fondamentali è essenziale. Il mantenimento della pace e della stabilità nella regione deve rimanere la nostra priorità condivisa. Il futuro dell´Egitto resta a giusto titolo nelle mani del popolo egiziano. Chiediamo all´Esercito di continuare ad agire responsabilmente e di assicurare che il cambiamento democratico avvenga in modo pacifico. La Ue è pronta a fornire aiuto con tutti gli strumenti a sua disposizione."  
   
   
CECILIA MALMSTRöM, COMMISSARIA EUROPEA AGLI AFFARI INTERNI: HO CHIESTO AL GOVERNO ITALIANO SE AVESSE BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO LA LORO RISPOSTA È STATA CHIARA: NO GRAZIE  
 
Bruxelles, 15 febbraio 2011 – Di seguito la dichiarazione di Cecilia Malmström, Commissaria europea agli Affari Interni, sull´aumento della pressione migratoria dalla Tunisia verso l´Italia:  "Sono molto sorpresa dalle recenti dichiarazioni di alcune autorità italiane sulla presunta risposta lenta e burocratica data dalla Commissione europea alla richiesta d´aiuto italiana riguardante l´aumentata pressione migratoria proveniente dalla Tunisia. Sono stata personalmente in contatto sabato con le autorità italiane a cui ho chiesto se avessero bisogno del nostro aiuto per affrontare queste eccezionali circostanze. La loro risposta è stata chiara: no grazie, in questo momento non abbiamo bisogno dell´assistenza della Commissione europea. Nonostante la mancanza di una richiesta da parte loro, ho chiesto ai miei servizi, all´Agenzia Frontex e all´Ufficio europeo di sostegno per l´asilo di valutare in che modo la Commissione possa offrire sostegno alle autorita italiane in questa difficile situazione. Vorrei sottolineare ancora una volta che la Commissione europea è pienamente consapevole della eccezionale pressione che l´Italia sta sperimentando ed è pronta a sostenere le autoriíta italiane e a mostrare una concreta solidarietà europea."  
   
   
APPALTI PUBBLICI: CONSULTAZIONE EUROPEA PER SNELLIRE LE PROCEDURE  
 
Roma, 15 febbraio 2011 - Gli appalti pubblici rappresentano circa il 17% del Pil dell´Unione Europea; è necessario che questa risorsa sia utilizzata nel migliore dei modi, tramite un mercato europeo degli appalti più efficiente, per rilanciare l´economia e creare posti di lavoro. Riesaminare il sistema europeo degli appalti pubblici, adottando procedure più snelle e adeguando gli strumenti normativi alle sfide che il mercato impone è dunque una necessità anche alla luce dell’attuale normativa che risale a due direttive del 2004. Con quest’obiettivo la Commissione europea proporrà una proposta legislativa di revisione della materia, preceduta da una consultazione rivolta a tutte le parti interessate, in modo che la futura legislazione tenga conto dei loro punti di vista. I contributi dovranno pervenire entro il 18 aprile 2011 per posta, a: Commissione europea, Direzione generale Mercato interno e servizi, Unità C3, 1049 Bruxelles; oppure, per e-mail all´indirizzo: Markt-consult-pp-reform@ec.europa.eu Alla base della consultazione, un "Libro verde sulla modernizzazione della politica dell’Ue in materia di appalti pubblici", predisposto dalla Commissione europea che ha selezionato alcuni settori in cui è auspicabile l’introduzione di riforme. Il Libro verde chiede, per ciascun settore chiave, un parere sulle varie opzioni di modifica della normativa. Ad esempio, come semplificare le procedure vigenti senza compromettere garanzie essenziali di trasparenza e di non discriminazione tra gli offerenti; come ridurre la burocrazia che grava sugli operatori economici, in particolare le Pmi; come facilitare la presentazione di offerte in gare di appalto transfrontaliere intra-europee; come garantire una concorrenza efficiente sui mercati degli appalti. Al fine di presentare alla Commissione europea una posizione italiana unitaria sul progetto di riforma del sistema degli appalti pubblici, il Dipartimento per le politiche comunitarie ha chiesto alle amministrazioni centrali competenti ed alle amministrazioni regionali osservazioni in merito alle proposte avanzate dagli uffici di Bruxelles.  
   
   
FORUM PAESI EMERGENTI: MARINI: "COOPERAZIONE È STRAORDINARIA OPPORTUNITÀ DI CRESCITA"  
 
Perugia, 14 febbraio 2011 - "La nostra è una Regione abituata a lavorare per lo sviluppo della cooperazione internazionale, soprattutto con i Paesi in via di sviluppo, perché crediamo nella straordinaria opportunità di crescita di ciascuno se cresce l´interscambio e la mobilità delle professioni". E´ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta, al forum "I Paesi emergenti dell´Africa e le Cooperative del sapere italo-africane", svoltosi il 12 febbraio a Perugia nel Salone d´Onore di Palazzo Donini, promosso dalla Confederazione italiana di unione delle professioni intellettuali (Ciu), in collaborazione con il Comitato economico e sociale europeo. "Mi fa particolarmente piacere, dunque - ha proseguito la presidente - che abbiate scelto proprio Perugia quale sede per questo forum. Credo che l´Italia e l´Europa dovrebbero finalmente guardare ai fenomeni di emigrazione e immigrazione non più come un problema di ordine pubblico e di difesa delle proprie frontiere, ma sapendone valorizzare le enormi possibilità di crescita che da questa mobilità delle conoscenze e dei sapere può derivare per tutti. Perché sappiamo bene come oggi quello dell´interscambio culturale, e quindi delle professioni, può essere un fattore determinante per elevare le capacità competitive di un Paese o di un continente". Riferendosi poi al tema specifico del forum la presidente ha sottolineato come sia in questo scenario importante "la sfida che soprattutto l´Italia deve saper cogliere di cooperazione con il continente africano, facendo sì che la stessa Europa creda nelle grandi opportunità di sviluppo in un forte asse con l´Africa." Infine, la presidente ha assicurato l´attenzione della Regione Umbria alle proposte concrete che verranno dai lavori del forum, soprattutto nel sostenere la creazione di una rete di collaborazione transazionale, attraverso la definizione di modelli di Cooperative del sapere tra professionisti che guardino anche verso l´Africa e i Balcani, per servizi specialistici offerti da professionisti italiani e dei Paesi ospitanti. I lavori del forum sono stati presieduti da Corrado Rossetto, Presidente nazionale Ciu, Consigliere del Cese e del Cnel e introdotti dal saluto di Stefano Strona, segretario regionale Ciu Umbria. Sono intervenuti, tra gli altri, Paul Dongmeza presidente Onlus Umbria-africa, Mauro Iengo, responsabile Ufficio Legislativo Legacoop e Richard Zady, ambasciatore della Costa d´Avorio in India.  
   
   
IL NUOVO DIRETTORE GENERALE DELL´OLAF SI IMPEGNA A COMBATTERE EFFICACEMENTE LE FRODI NELL´UE  
 
 Bruxelles, 15 febbraio 2011 – E’ entrato ieri in carica il nuovo direttore generale dell´Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), Giovanni Kessler. "Sono onorato di assumere le mie funzioni all´Olaf oggi. In un momento in cui l´Europa si trova a fronteggiare tagli al bilancio e piani di austerità, il compito dell´Olaf di combattere le frodi e tutelare gli interessi finanziari dell´Ue è più importante che mai. Mi adopererò pertanto per gestire l´Olaf con efficienza salvaguardandone al tempo stesso l´indipendenza operativa. Intendo altresì collaborare strettamente con la Commissione europea, il Parlamento e gli Stati membri e partecipare attivamente al processo di riforma definito nel trattato di Lisbona", ha dichiarato Giovanni Kessler. Giovanni Kessler sarà a capo di una direzione generale che comprende quattro direzioni e un organico di circa 500 persone, con una dotazione finanziaria di circa 50 milioni di euro. Come direttore generale dell´Olaf, è pienamente responsabile delle indagini amministrative indipendenti dell´Ufficio. Giovanni Kessler gestirà inoltre l´assistenza dell´Ufficio europeo per la lotta antifrode agli Stati membri, organizzando una stretta e costante collaborazione tra le autorità nazionali competenti, per coordinare le attività volte a proteggere dalle frodi il bilancio dell´Ue. Sarà chiamato infine a contribuire alla strategia antifrode della Commissione. Giovanni Kessler, 54 anni, è stato Alto Commissario per la lotta alla contraffazione in Italia e pubblico ministero. Prima di giungere all´Olaf è stato Presidente dell´Assemblea legislativa della Provincia autonoma di Trento, nonché della Conferenza delle assemblee legislative regionali europee (Calre). Si è dimesso da tutti i precedenti incarichi. Per ulteriori informazioni su Giovanni Kessler, si veda: http://ec.Europa.eu/dgs/olaf/directory/director_general/kessler-it.html    
   
   
2º INCONTRO DEI PARTNER DEL PROGETTO CLICO E DIBATTITO SU "CAMBIAMENTI CLIMATICI, SICUREZZA UMANA E CONFLITTI IN AFRICA"  
 
Berlino, 15 febbraio 2011 - Il secondo incontro dei partner del progetto Clico e un dibattito dedicato a "cambiamenti climatici, sicurezza umana e conflitti in Africa" si terrà dal 16 al 18 febbraio 2011 a Berlino, in Germania . L´africa è spesso descritta come un continente pieno di stati instabili e in conflitto tra loro. Il cambiamento climatico molto probabilmente inciderà gravemente sulla vita di molte persone in Africa, in un contesto di povertà diffusa. Il cambiamento climatico è stato collegato sia a effetti negativi sulla sicurezza umana che alla nascita di conflitti violenti. Tuttavia, le prove per il legame tra cambiamenti climatici e conflitti violenti sono soggette a discussione. Adeguate risposte politiche stanno appena iniziando ad emergere. Questo pannello pubblico discuterà i legami tra il cambiamento climatico, la sicurezza umana e i conflitti in Africa e le risposte politiche adeguate. Cercherà di rispondere a domande come: Il cambiamento climatico mette effettivamente in pericolo la sicurezza umana ed esacerba i conflitti esistenti o ne crea nuovi? La sicurezza umana e i conflitti sono concetti adeguati nel contesto del cambiamento climatico? Come possono essere integrati nelle politiche le intuizioni scientifiche sui legami tra il cambiamento climatico, la sicurezza umana e i conflitti? Quali sono le risposte adeguate da parte dei paesi africani e che cosa dovrebbe o non dovrebbe essere fatto dagli europei? Questo evento ospiterà anche il secondo incontro dei partner del progetto Clico ("Climate change and hydro-conflicts and human security"). Finanziato dal Settimo programma quadro (7° Pq), il progetto riunisce ricercatori di risorse idriche, vulnerabilità e studi sulla pace e la sicurezza, per studiare lo sviluppo di un adeguato quadro istituzionale internazionale per affrontare le implicazioni di sicurezza umana dei rischi idro-climatici. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Clico.org/component/k2/itemlist/category/3-events    
   
   
ROMANIA, MISURE ANTICRISI NON INCIDONO SU TASSI PRODUTTIVI  
 
 Bucarest, 15 febbraio 2011 - I tagli salariali e le ondate di licenziamento dello scorso anno non hanno inciso positivamente sulla produttività del lavoro in Romania: la drastica ´´cura dimagrante´´ cui il mondo del lavoro romeno è stato sottoposto in conseguenza della crisi, non sembra aver prodotto risultati sulla competitività dell´economia, producendo effetti solo cui costi di produzione: lo scrive Nine o´Clock, riprendendo quanto comunicato dal National Trade Union Block (Bns). Nei primi 10 mesi del 2010, il numero di addetti nel settore pubblico si è ridotto di 88.300 unità e di 83.000 nel settore privato; il salario medio mensile è cresciuto nel periodo novembre 2009-novembre 2010 di 11 ron (2,11 euro circa), traducendosi in una perdita del 7 per cento nel potere di acquisto se si tiene conto dell´inflazione. Gli esperti del Bns sottolineano come salari più bassi non portino ad una maggior produttività, dato che rappresentano un incentivo più basso al lavoro e si traducono in un calo della produzione e dei consumi. È sintomatico che la produttività più alta sia stata registrata proprio nel settore bancario finanziario, quello a più bassa intensità di lavoro, mentre l´agricoltura si trova al polo opposto. Romania, Lituania e Grecia sono stati i Paesi Ue dove la produttività del lavoro nel corso del 2009 è diminuita, e sono proprio quelli nei quali sono state adottate le misure anticrisi più severe.  
   
   
UN CONSIGLIO DEI MINISTRI DEDICATO ALLA RIPRESA ECONOMICA  
 
Roma, 15 febbraio 2011 - Decisi dal Consiglio dei Ministri del 9 febbraio, i provvedimenti per il rilancio dell´economia italiana s´inquadrano in un contesto di governance economica europea che vedrà il nostro Paese insieme agli altri 27 dell´Unione presentare a Bruxelles, in aprile, il Piano per la crescita. Le misure decise in Consiglio dei Ministri - Una riforma organica della Costituzione in senso liberista porterà a rivedere gli articoli 41, 97 e 118 all´insegna del "Tutto è consentito tranne ciò che è vietato dalla legge". Lo spirito della riforma proposta è improntato, per quanto riguarda gli articoli 41 e 118, alla rimozione degli ostacoli che si frappongano fra l’imprenditore e la realizzazione dell’intrapresa, esaltando la responsabilità personale, nonchè il ruolo dei livelli territoriali di governo nel concorso e nell’impulso alla realizzazione dell’iniziativa economica. La revisione dell’articolo 97 invece, perseguendo l’obiettivo di incrementare qualità e trasparenza della pubblica amministrazione, correla in maniera inscindibile le funzioni pubbliche al bene comune della collettività. Il disegno di legge costituzionale approvato sarà presentato a breve in Parlamento. A seguire, è stato esaminato un pacchetto di misure di semplificazione che andranno ad incidere su alcuni settori nevralgici per la nostra economia: appalti pubblici ed edilizia. Mentre è stato approvato un decreto legislativo di riordino degli incentivi alle imprese. Sempre nell´ambito delle azioni finalizzate allo sviluppo dell’economia è stato approvato un disegno di legge teso a ridurre l´arretrato nella giustizia civile e per incrementare la produttività in questo settore. In particolare, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri si è soffermato sulle novità introdotte dal provvedimento che consistono in: 1) obbligo di programmazione annuale del lavoro per la riduzione del contenzioso, con l’individuazione di una corsia preferenziale per i processi più vecchi; 2) possibilità di decidere le cause con una motivazione semplificata, fermo restando il diritto delle parti che non sono soddisfatte della decisione di richiedere la motivazione estesa; 3) semplificazione della decisione in appello, con la possibilità di pronunziare sentenza contestuale e di delegare gli atti istruttori ad un solo componente del collegio; 4) nomina di 600 giudici ausiliari, tra i magistrati e gli avvocati dello Stato in pensione, che affiancheranno i giudici in servizio allo scopo esclusivo di definire le cause più risalenti in attesa di sentenza e che saranno retribuiti con un gettone per ogni causa definita; 5) possibilità di stipulare convenzioni che consentiranno ai laureati in giurisprudenza più meritevoli di svolgere un anno di praticantato con pieno valore legale presso gli Uffici giudiziari, con funzione di assistenti di studio dei giudici.  
   
   
EVASIONE FISCALE, RECUPERO DA RECORD E CRESCE L’ADESIONE DEI CONTRIBUENTI  
 
 Roma, 15 febbraio 20110 - Nuovo obiettivo raggiunto dalla lotta all’evasione fiscale. Nel 2010 la somma recuperata da Agenzia delle Entrate, Inps ed Equitalia, è stata complessivamente pari a 25,4 miliardi di euro, tra imposte, tasse e contributi evasi. E’ quanto emerge dai risultati illustrati nel corso di una conferenza stampa dal direttore dell´ Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, dal presidente dell´ Inps, Antonio Mastrapasqua, dal direttore generale di Equitalia, Marco Cuccagna. In particolare, 10,4 miliardi (+15% rispetto al 2009) derivano dai controlli formali e dal recupero dell´ evasione dal parte dell´ Agenzia delle Entrate, 6,6 miliardi sono relativi a minori crediti d´ imposta utilizzati in compensazione rispetto al 2009, grazie alla stretta sull´ uso scorretto dei crediti. L´ inps ha recuperato 6,4 miliardi (+12%) di evasione contributiva ed Equitalia 1,9 miliardi (+19%) riscossi per gli altri Enti statali e gli Enti locali. Nel 2009 i tre istituti insieme hanno recuperato 16,4 miliardi, nel 2008 11,9 miliardi (nei due anni passati, tuttavia, non c´ era la stretta sulle compensazioni). Relativamente alla somma recuperata nel 2010 dalla lotta all´evasione fiscale, in particolare, oltre a crescere gli incassi da ruoli vanno bene i versamenti diretti: +18% per l´ Agenzia delle Entrate e +9% per l´ Inps. Sono quindi sempre di più i contribuenti che scelgono di utilizzare gli Istituti come l´ adesione, l´acquiescienza e la conciliazione giudiziale per mettersi in regola. I risultati ottenuti evidenziano un miglioramento in tutti i settori di recuperare, con l´Agenzia delle entrate che ha migliorato la propria performance del 15%, a cui si aggiunge l´incremento del 12% segnato dall´Inps e un 19% di Equitalia.  
   
   
FORMIGONI E 2850 REGIONALI AL LAVORO A PALAZZO LOMBARDIA-UNITE QUI TUTTE LE FUNZIONI, VANTAGGI PER CITTADINI E IMPRESE IMPIANTI SUPER-ECOLOGICI, PIAZZA APERTA, SPAZIO PER L´ARTE  
 
 Milano, 15 febbraio 2011 A partire da ieri tutti gli uffici della Giunta regionale sono operativi a Palazzo Lombardia. Si è infatti completato il trasferimento del personale, avviato lo scorso 15 ottobre; sono concentrati ora in un´unica sede le strutture prima sparse in 31 diversi luoghi della città. Con l´occasione il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni - affiancato dal vicepresidente Andrea Gibelli e da diversi assessori della Giunta e alla presenza del sindaco di Milano Letizia Moratti - ha scoperto la targa con l´intitolazione ufficiale della piazza coperta di Palazzo Lombardia, che si chiama "Piazza Città di Lombardia". "Siamo gli unici - ha spiegato Formigoni - ad aver riunito tutte le funzioni di governo in un unico palazzo. Questo porta ad una maggiore rapidità dei collegamenti tra gli uffici e soprattutto una grande comodità per i cittadini e le imprese, che potranno sbrigare tutte le pratiche in un solo luogo". "Dedicare questa piazza alle Città di Lombardia - ha aggiunto Formigoni - ha il significato di un gesto di unità e di affetto. Regione Lombardia è al servizio dei cittadini e vuole essere in stretto rapporto con tutti gli enti e le autorità locali". Formigoni ha spiegato poi come si tratti di un edificio tecnologico, d´avanguardia, con sistemi innovativi ed ecologici, che non comportano l´utilizzo di alcun combustibile inquinante. "La piazza - ha sottolineato - sarà destinata a funzioni pubbliche e ospiterà esercizi che renderanno il luogo vivo per tutta la giornata e anche di sera". Dopo lo scoprimento della targa con l´intitolazione della piazza il presidente Formigoni e il sindaco Moratti hanno inaugurato uno stallo di bike sharing, con 36 postazioni, in via Melchiorre Gioia, parte di un sistema di mobilità che vede Palazzo Lombardia al centro di numerosi collegamenti cittadini (metropolitana 2 e 3, treni, mezzi di superficie, ecc). "Questa realizzazione - ha detto il sindaco Moratti - ci rende orgogliosi e ci fa vedere una Milano bella e dinamica, che cresce e si sviluppa. L´edificio, fatto da grandi architetti di tutto il mondo, è un biglietto da visita della città". Dopo l´inaugurazione dello stallo di bike sharing, il presidente Formigoni ha accompagnato i giornalisti in una visita al nuovo edificio. La prima tappa è stato il piano -1, dove trovano posto i parcheggi (700 posti in totale, di cui 350 saranno a uso pubblico e quindi disposizione dei cittadini). La visita è proseguita al piano -3, dove ci sono, tra le altre cose, la grande centrale termofrigorifera che sfrutta l´acqua di falda (nessuna combustione e quindi nessuna emissione inquinante) e l´innovativo sistema antincendio a gas Inergen, (dettagli nelle schede che seguono). Ultima tappa al 35° piano della torre, dove è ospitato l´ufficio del presidente e dal quale si gode un´ampia vista della città, compreso naturalmente il vicino Palazzo Pirelli. La Dislocazione - Nei corpi bassi del Palazzo trovano posto circa 2.350 persone; nella torre circa 500. Gli uffici degli assessori sono situati al piano della Direzione Generale di riferimento. Le Direzioni Generali sono collocate nei corpi bassi dell´edificio dal secondo al sesto piano, tranne la Semplificazione e Digitalizzazione all´ottavo piano. La Presidenza occupa gli ultimi due piani dei corpi bassi e parte della torre. Trovano spazio nella torre gli uffici del presidente, del vicepresidente, dei sottosegretari e dell´assessore al Bilancio, Finanze e Rapporti istituzionali. L´insediamento a Palazzo Lombardia viene accompagnato dalla cessazione dei contratti di affitto degli immobili attualmente occupati da Regione Lombardia e dall´avvio dei lavori di sistemazione delle due sedi di proprietà, Palazzo Pirelli e il complesso di via Pola/via Taramelli, dove verranno collocati, rispettivamente, gli uffici del Consiglio Regionale e degli Enti del Sistema regionale. L´arte - "Palazzo Lombardia - ha spiegato ancora Formigoni - avrà aree espositive dedicate (circa 500 mq al primo piano e 700 mq di foyer dell´auditorium), che inizieranno ad essere utilizzate già nelle prossime settimane, e un vero e proprio percorso culturale/artistico". La nuova costruzione ha infatti destato uno straordinario interesse presso la comunità artistica del territorio, al punto da volervi significativamente interagire: alcuni protagonisti di alto profilo - artisti consolidati e giovani emergenti - hanno già proposto a vario titolo di realizzare opere sia in permanenza sia per esposizioni temporanee presso gli spazi istituzionali, a titolo non oneroso. In tal modo il nuovo Palazzo regionale diventerà un museo verticale visitabile dal pubblico senza creare intralcio alcuno alle attività amministrative e di governo. Sarà dunque, anche in questa dimensione, un Palazzo aperto - secondo una visione coerente con il programma di governo regionale - ai talenti, lombardi (e non solo), e alle sperimentazioni anche d´avanguardia, che sappiano trasformarlo in un vero laboratorio internazionale di idee. Palazzo Lombardia è un grande complesso edilizio pubblico, che occupa un´area di 30.000 metri quadri compresa tra via Pola, via Algarotti, via Melchiorre Gioia, largo De Benedetti e viale Restelli. E´ composto da edifici curvilinei di 8 piani e una torre centrale alta 161,30 metri, ed è ispirato ai principi di qualità, bellezza, accessibilità e risparmio. E´ inoltre pienamente inserito nel tessuto urbano, tanto da costituire un "pezzo di città rinnovata". La sua Piazza Città di Lombardia è aperta a tutti i cittadini. 30.000 mq superficie dell´area - 161,3 m altezza della torre - 39 piani - 4.000 mq superficie della piazza coperta (Piazza Città di Lombardia) - 2.850 posti di lavoro - 27.000 mq aree verdi e alberate. Impianti - Le superfici esterne degli edifici costituiscono un "muro climatico", che garantisce comfort ambientale e il massimo risparmio nei consumi: una doppia pelle vetrata crea un´intercapedine che "sfrutta" l´aria rinfrescata o riscaldata in ambiente per proteggere gli ambienti stessi dalle temperature esterne. Un sistema di Building Management System controlla tutte le componenti impiantistiche per dare massima efficienza ai sistemi, consentendo di "comandare" gli impianti termici a seconda delle esigenze di apparato solare, che verranno lette da sensori posizionati sulle facciate. Ci sono otto pozzi per l´emungimento dell´acqua di falda con utilizzo di pompe di calore, per sfruttare, attraverso la geotermia, le temperature dell´acqua in sottosuolo. Sono stati collocati pannelli fotovoltaici integrati al vetro della facciata sud della torre per sfruttare l´energia solare. Il Verde - L´intera area sarà caratterizzata da una serie di giardini e spazi verdi (circa 27.000 mq nel complesso) così articolati: 3.300 metri quadri di aree a bosco, 6.800 metri quadri di giardino pensile, 3.200 metri quadri di piazze alberate, 3.380 metri quadri di piazze coperte, 9.000 metri quadri di giardino lineare, 2.060 metri quadri di aree porticate. Servizi - Gli spazi di utilizzo pubblico e dati in concessione (con realizzazione dei lavori di completamento e gestione dei servizi) sono pari a circa 7.000 mq, composti da (la suddivisione è indicativa e soggetta a modifiche): spazi commerciali 1.576 mq (negozi); spazi culturali e per eventi 3.198 mq (spazio espositivo e spazi per eventi o manifestazioni o esposizioni); spazi ricreativi 2.091 mq (ristorante, caffetteria, palestra); servizi alle famiglie 126,81 mq; ufficio postale, ecc. Questi i servizi e le funzioni che sicuramente saranno presenti: - piano terra: auditorium, spazio espositivo, ristorante/ bar/caffetteria, tesoreria, poste, Cral, asilo nido/scuola materna, cappella; - primo piano: palestra, spazi per eventi culturali ed esposizioni; - servizi direttamente forniti da Regione Lombardia (protocollo unico, info point, biblioteca). Accessibilita´ E Mobilita´ - Palazzo Lombardia è collocato in una posizione ben collegata alla rete dei mezzi pubblici urbani e vicina ai principali collegamenti ferroviari: metropolitana: linea 2 verde (fermata Gioia Palazzo Lombardia), linea 3 gialla (fermate Centrale o Sondrio); passante ferroviario: fermate Repubblica e Garibaldi; bus: linee urbane 43, 82; stazione ferroviaria: Milano Centrale o Milano Porta Garibaldi. Sono previsti 3 stalli di bike sharing: in via Melchiorre Gioia 37 (già completata), in via Restelli e in via Galvani. Il parcheggio su tre piani interrati (700 posti in tutto) sarà in parte (circa 350 posti) a disposizione di tutti cittadini. Sono previsti posti auto riservati ai disabili, nei piani interrati vicino agli ascensori e al piano terreno nei pressi di via Gioia e viale Restelli. Verranno realizzati, in collaborazione con l´Istituto Italiano Ciechi, percorsi guidati tra le fermate dei mezzi pubblici e l´edificio, per facilitare l´accesso agli ipovedenti. In via Melchiorre Gioia verranno collocati parcheggi moto e una colonnina di ricarica per auto elettriche. Palazzo Lombardia è stato concepito in una logica di massima sostenibilità ambientale ed energetica. A tale scopo state integrate diverse tecnologie che operano sia all´esterno (pannelli fotovoltaici e muro climatico), sia all´interno (pompe di calore e pozzi di estrazione dell´acqua di falda), le cui sinergie consentono di massimizzare l´efficienza energetica e generare processi virtuosi per l´ambiente. Il Muro Climatico - L´elemento più evidente dell´integrazione edificio-impianto è costituito dal muro climatico. Un intercapedine profonda circa un metro ospita il sistema verticale di frangisole che viene azionato centralmente. Il sistema di gestione centrale Bms scherma la luce diretta in funzione dell´irraggiamento solare, ottimizzando sia l´illuminamento interno sia i carichi termici dovuti all´energia solare incidente. L´intercapedine esterna serve anche per l´espulsione dell´aria viziata, garantendo così una maggiore protezione termica sia in estate che in inverno (effetto cuscinetto termico). I Pannelli Fotovoltaici - Su alcune superfici sono state installate celle fotovoltaiche, che, per la loro elevata adattabilità, si integrano nell´architettura di Palazzo Lombardia. La Centrale Termofrigorifera - E´ il cuore pulsante di tutto il palazzo e serve a generare calore in inverno e freddo in estate. L´impianto ha tre pompe di calore da 2140 kw cadauna e utilizza l´acqua di falda come fonte di energia termica di scambio, prelevata dal sottosuolo del complesso. Per ogni unità di energia elettrica impiegata, la pompa di calore riesce a fornire tre o più unità di calore all´utente, laddove con una tradizionale soluzione a gas o con resistenza elettrica ne servirebbe al massimo una. Sei circuiti di acqua calda e fredda distribuiscono i fluidi per tutti i nuclei sino al 9° piano, mentre un altro circuito, separato, alimenta i piani della torre dal 10° in su. Il condizionamento dei vari uffici è realizzato con travi fredde, elementi senza motore che sfruttano i principi della termodinamica, fan-coils e split. Non utilizzando combustibili fossili e sfruttando risorse rinnovabili, la centrale è a emissioni zero. L´acqua Di Falda - L´impianto valorizza una risorsa abbondante del sottosuolo milanese, l´acqua di falda, la cui temperatura varia fra i 12 e i 15°C. L´acqua è prelevata dal sottosuolo dello stesso Palazzo grazie a otto pozzi di emungimento. Usando il calore "gratuito" dell´acqua di falda si consuma una quantità d´energia notevolmente inferiore rispetto a quella di un sistema convenzionale di riscaldamento, a gas oppure elettrico. Un Palazzo A Prova Di Black Out - Per garantire automaticamente e con continuità la potenza elettrica ai servizi considerati critici e di sicurezza dell´impianto, indipendentemente da cali di tensione e black out della rete elettrica che alimenta Palazzo Lombardia, è stato predisposto un sistema con due gruppi di continuità rotanti, per una potenza nominale totale di 3340 kVa a 400/230V e fattore di potenza 0,8. In condizioni normali di funzionamento (presenza della tensione di rete), il motore diesel è in stand by, mentre il generatore sincrono fa girare il motore esterno del giunto a induzione, fornisce la potenza reattiva al carico e, in combinazione con l´induttanza, funziona da filtro. In caso di black out la macchina sincrona comincia a funzionare come generatore elettrico, prima trascinata dall´energia cinetica accumulata dal giunto a induzione, poi dal motore diesel, alimentando il carico privilegiato. Sistema Antincendio - Palazzo Lombardia è dotato di un sistema antincendio all´avanguardia, ideato a misura delle esigenze di sicurezza delle persone, degli impianti, delle strutture e perfino dei documenti che vi si trovano. Infatti per lo spegnimento nei locali archivi e Ced è stato installato un imponente sistema di spegnimento a gas Inergen, che permette di non arrecare ulteriori danni ai materiali e impianti presenti e consente la conservazione dei dati archiviati. Inergen - E´ un gas inerte composto dal 52 per cento di azoto, dal 40 per cento di argon e dall´8 per cento di anidride carbonica, presenti anche nell´aria che respiriamo. La piccola percentuale di anidride carbonica attiva la stimolazione automatica della respirazione nel corpo umano e permette la respirabilità con percentuali di ossigeno di circa il 12 per cento, che azzerano la possibilità di combustione della quasi totalità delle sostanze infiammabili. Coperto da brevetto internazionale, Inergen è l´unico gas inerte respirabile dall´uomo per tempi lunghi: è dimostrata e certificata la respirabilità di almeno 20 minuti senza alcun effetto negativo. In quanto inerte, non danneggia inoltre lo strato di ozono dell´atmosfera e non è dannoso per le apparecchiature protette.  
   
   
IL DEBITO DELLE REGIONI SCENDE E I COMUNI DEL NORDEST SI CONFERMANO VIRTUOSI: BANKITALIA RICONOSCE LO SFORZO DEGLI ENTI TERRITORIALI  
 
Venezia, 15 febbraio 2011 - “Chi dice che il territorio non è pronto a gestire la devoluzione di competenze e l’autonomia economica è smentito dai dati: dalle Regioni ai Comuni giunge una dimostrazione di maturità straordinaria”. Roberto Ciambetti, assessore veneto al bilancio e agli enti locali, commenta quanto emerge dal supplemento Finanza Pubblica del Bollettino statistico della Banca d’Italia, secondo il quale è in diminuzione il debito pubblico degli enti territoriali. “Grazie soprattutto – rileva Ciambetti – al minor ricorso da parte delle Regioni all’indebitamento, al dato positivo delle Province e, per quanto riguarda i Comuni, alla capacità di quelli del Nordest di mantenere inalterato il proprio debito, mentre per quelli del Nordovest e delle Isole è in aumento. Sbaglia, dunque, chi dice che il debito nei Comuni aumenta al Nord”. Secondo l’assessore i dati diffusi da Bankitalia “sono importantissimi se comparati con quelli di altri Stati, dove l’indebitamento regionale sta creando non pochi problemi. Basti pensare alla Spagna, dove se è vero che la Catalogna può fronteggiare abbastanza agevolmente il suo indebitamento, altrettanto non si può dire della Castilla La Mancha o della Murcia. Anche in Germania, del resto, si è intervenuti con decisione per limitare i tetti di debito massimo dei Länder”. “Noto – ha concluso Ciambetti – che le Regioni italiane avevano registrato questa performance ben prima della manovra drastica di contenimento della spesa che segna il bilancio 2011: l’apporto che il sistema regionale sta dando al superamento della crisi nel rispetto delle direttive europee è veramente straordinario e dovrebbe far riflettere tutti coloro che temono il processo di riforma federale”.  
   
   
LA REGIONE EMILIA ROMAGNA RISPONDE AL PORTAVOCE DEL MINISTRO BRUNETTA  
 
Bologna, 15 febbraio 2011 – La Regione Emilia-romagna replica ad una nota polemica, diffusa il 13 febbraio sera dal portavoce del ministro Brunetta, nei confronti del Presidente Errani a proposito della legge 150/2009. Nonostante un attacco personale del tutto immotivato, il presidente Errani non ha alcun problema, ma pone solamente un interrogativo: è vero o no che la Legge 150/2009, così com’è, di fatto non si applica alla Presidenza del Consiglio, così come non si applica direttamente al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ed ora è dichiarata per taluni aspetti inapplicabile anche dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca? E’ vero o no? Questo è ciò che conta. E che fa giustizia di ogni altro discorso.  
   
   
EVASIONE FISCALE IN TOSCANA: OTTIMO RISULTATO DELLA GDF NEL 2010. IL CONTRASTO ALL’ILLEGALITÀ È UNA PRIORITÀ”  
 
 Firenze, 15 febbraio 2011 - “Tre miliardi e 800 milioni di euro non dichiarati al fisco nella sola Toscana sono tanti. – sottolinea l’assessore al bilancio e alle finanze della Toscana, on. Riccardo Nencini – E’ la riprova di un fenomeno da non prendere sotto gamba, anche perchè i 3 miliardi e 800 milioni sono solo i redditi, evasi, scoperti. Ma il fatto che la cifra sia il doppio di quella del 2009 ci rincuora: non penso che l’evasione fiscale sia raddoppiata, sono aumentati i risultati. E per questo non c’è che da ringraziare la Guardia di Finanza”. Commenta così l’assessore regionale i numeri illustrati stamani dalla Guardia di Finanza nel corso di una conferenza stampa che ha fatto il punto sulle azioni messe in campo e i risultati conseguiti nel 2010: 595 evasori totali scoperti in Toscana dalle Fiamme gialle per 605 milioni di euro, per lo più a Firenze (101), Livorno (84) e Pisa (65), 530 evasori ‘di grossa taglia’, 610 finti poveri smascherati, 281 contribuenti che figurano, quanto a paradisi fiscali, nella famosa ‘lista Falciani’. E poi ancora più di 16 milioni di pezzi contraffatti sequestrati (il 190% in più rispetto al 2009), 80 denunciati dopo lo smantellamento di un’organizzazione italo-cinese dedita al riciclaggio di denaro che proveniva da evasione e traffici illeciti, 22 arresti per usura, 27 per bancarotta e 13 per abusivismo bancario. Lotta all’illegalità, “una priorità per la Regione” - Dall’inizio della legislatura, l’anno scorso, la Regione ha fatto del contrasto all’evasione fiscale e all’illegalità una priorità assoluta: per riaffermare un principio di equità, ma anche perchè il recupero dell’evasione fiscale può essere un’entrata ancora più importante in tempi di tagli e scarse risorse. “Nel 2010 abbiamo recuperato 160 milioni sui tributi regionali evasi, 60 milioni in più rispetto alle previsioni fatti all’inizio dell’anno – ricorda l’assessore – Ma possiamo fare di più e meglio, facendo squadra e condividendo le informazioni che ogni singolo ente o branca della pubblica amministrazione ha”. Tre protocolli firmati - La Regione ha firmato l’anno scorso protocolli e accordi con la Guardia di Finanza, per una maggiore collaborazione e scambio di informazioni, con l’Agenzia delle entrate, per rinnovare l’incarico per la gestione di Irap e addizionale Irpef, con Rete Imprese Toscana, ancora per uno scambio di informazioni e analisi, e con l’Anci Toscana, permettendo ai Comuni di ricevere nelle loro casse la metà dei tributi evasi che saranno recuperati grazie alle loro segnalazioni: una percentuale più alta di quella dei tributi nazionali, che è solo un terzo. Oggi l’assessore Nencini a Bagno a Ripoli - Proprio oggi tra l’altro aderirà all’accordo sottoscritto da Regione e Anci Toscana anche il Comune di Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. A dicembre erano già quasi settanta i Comuni che lo avevano fatto, tra cui sei capoluoghi di provincia. Per l’occasione è stato organizzato nella sala consiliare del palazzo comunale di Bagno a Ripoli, alle 18, un incontro con la cittadinanza sullla manovra finanziaria e le ricadute sulle comunità locali, a cui interverrà anche l’assessore Nencini.  
   
   
FONDI FAS. PUGLIA SCRIVE AL GOVERNO E VERTICI DEL PD  
 
 Bari, 15 febbraio 2011 - A seguito dell’avvenuta approvazione di un emendamento al decreto così detto "Mille proroghe", con il quale si destinano in favore della Liguria e del Veneto 100 milioni del fondo Fas di un miliardo assegnato al dissesto idrogeologico delle regioni del Mezzogiorno, l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile, Fabiano Amati, ha scritto al Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al Capo Dipartimento di Protezione civile, Franco Gabrielli,al Segretario nazionale del Pd ,Pierluigi Bersani, ai capigruppo in Parlamento, Sen. Anna Finocchiaro e on. Dario Franceschini e a tutti i senatori e deputati eletti in Puglia e nelle regioni meridionali . In particolare, Amati ha chiesto un incontro al Ministro Prestigiacomo per poter essere informato sul punto di vista del Governo ed ottenere maggiori notizie in merito all’argomento; ha poi chiesto al Capo Dipartimento, Gabrielli , di voler promuove ogni iniziativa per offrire al legislatore ulteriori elementi di valutazione, utili a scongiurare gli effetti della decisione in corso d´adozione; rivolgendosi ai rappresentanti nazionali del Partito democratico ha chiesto l’attuazione di ogni iniziativa utile a richiamare i parlamentari del Pd che hanno proposto l´emendamento e che a seguito di riformulazione lo hanno votato, smentendo così “quanto – ha scritto l’assessore - con determinazione sosteniamo sui fondi destinati al Sud (ricordate le multe sulle quote latte)” e “screditando le critiche che opportunamente avanziamo nei confronti della Lega nord”, ovvero a contrastare l´attuazione dell’emendamento, ove dovesse restare comunque sostenuta dalla maggioranza di Governo. Infine, ha invitato i senatori e i deputati eletti in Puglia e nelle regioni meridionali ad attuare con particolare risolutezza ogni iniziativa parlamentare utile ad evitare le conseguenze disastrose che la disposizione potrebbe arrecare al mezzogiorno d´Italia. Rivolgendosi a tutti i destinatari inoltre, l’assessore ha ricordato l´irrinunciabile “prescrizione amministrativa di utilizzo dei fondi in questione per interventi di mitigazione a tutela diretta ed immediata della vita umana”, posta alla base delle riunioni preparatorie proprio sull´utilizzo dei fondi ministeriali sul dissesto, svoltesi tra il Ministero, la Protezione civile e le regioni. Amati ha denunciato inoltre che questo tentativo legislativo rischia di interrompere la più importante programmazione d’interventi condivisi dal Ministero, dalle regioni meridionali e dal Dipartimento di Protezione civile.Il riferimento è alla seduta delle Commissioni congiunte Affari costituzionali e Bilancio del Senato del 10 febbraio scorso, durante il quale è stato approvato un emendamento al decreto "Mille proroghe", finalizzato a finanziare le spese conseguenti allo stato di emergenza derivante dagli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito alcune regioni italiane, Liguria e Veneto in particolare. Con l´emendamento approvato infatti, si destinano in favore di queste due regioni 100 milioni del fondo Fas destinato esclusivamente alle regioni del Mezzogiorno, che è già stato peraltro ridotto nel 2010 per 100 milioni destinati a Toscana, Emilia Romagna e Liguria. Nell’emendamento vi è una contestuale destinazione di risorse alla Campania ed alla Sicilia che però, secondo Amati, è una chiara finzione in quanto il fondo già appartiene a quelle regioni, che anzi con questa operazione prendono meno fondi di quanto avrebbero dovuto avere.  
   
   
TOSCANA: DIFESA DEL SUOLO: A RISCHIO I 67 MILIONI DEL GOVERNO  
 
 Firenze, 15 febbraio 2011 – Sono a rischio i 67 milioni di euro che sarebbero dovuti arrivare alla Toscana dal Ministero dell’ambiente in seguito all’accordo sugli interventi urgenti per la difesa del suolo firmato lo scorso novembre. La causa: un emendamento presentato al “milleproroghe” da una ventina di parlamentari appartenenti a diversi gruppi politici per trovare fondi utili a finanziare le spese dei danni da maltempo subiti in Liguria, Veneto, Campania e nel messinese. “Esprimo forte preoccupazione – ha dichiarato l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini – Se passa l’emendamento già approvato in Commissione affari costituzionali e bilancio del Senato, si distoglieranno fondi frutto di accordi precedenti e verranno penalizzate Regioni come la nostra che non solo quegli accordi li hanno sottoscritti ma che dal 2009 stanno ancora spettando i fondi da destinare agli interventi urgenti sulla difesa del suolo. Contiamo sul fatto che la questione verrà seguita anche dai parlamentari toscani”. “E’ comunque assurdo – continua Bramerini – che finanziamenti destinati alla prevenzione del rischio idrogeologico e frutto di un importante lavoro fatto dalle Regioni, Toscana compresa, con il Ministero dell’ambiente, vengano sottratti per finanziare interventi post evento (in genere di competenza della Protezione civile). Ho chiesto al collega della Regione Piemonte la convocazione urgente della Commissione ambiente della Conferenza delle Regioni perché si scongiuri questo disastro che rischia, tra l’altro, di innescare una ‘guerra tra poveri’ per contendersi i pochi fondi nazionali, facendo venir meno il principio di solidarietà e correttezza nei rapporti tra le Regioni”. Il Ministero all’ambiente aveva annunciato che dei 67 milioni ne avrebbe fatti arrivare subito in Toscana 30 e gli altri in seguito. Nei giorni scorsi era invece circolata la notizia che rispetto a quei 30 ne sarebbero probabilmente arrivati molti meno. “Ora rischiamo di non vedere neppure quei pochi – conclude Bramerini stigmatizzando il comportamento del Governo – Il fatto grave è che la Toscana adesso si trovi con i soli fondi regionali, 59 milioni: una cifra non solo fortemente inadeguata al fabbisogno, ma che vanifica il lavoro di intensa attività di programmazione fatto di sopralluoghi e concertazioni che dura da più di un anno”.  
   
   
BOLZANO, DALLA GIUNTA: COORDINAMENTO PER I COMUNI A RISCHIO SPOPOLAMENTO  
 
 Bolzano, 15 febbraio 2011 - Sono almeno 11, anche se alcuni studi parlano di 31, i Comuni altoatesini a rischio spopolamento. Per consentire l´elaborazione di soluzioni concrete, la Giunta provinciale ha deciso di prevedere un servizio di coordinamento che avrà il compito di mettere nero su bianco progetti concreti. "Sino ad ora siamo riusciti a contenere il problema dello spopolamento delle zone di montagna - ha sottolineato il presidente Luis Durnwalder - ma alla luce dei rischi che possiamo prevedere abbiamo deciso di muoverci il prima possibile per evitare di farci trovare impreparati". Da tempo, infatti, la questione è sull´agenda della Giunta provinciale, e un´ulteriore e concreto passo in avanti è stato compiuto questa mattina. Durante la riunione di Giunta, infatti, è stato deciso di istituire un servizio di coordinamento per i Comuni a rischio spopolamento, che sarà gestito da Helmut Pinggera e Christoph Gufler. "Il loro compito - ha spiegato Durnwalder - sarà quello di esaminare ogni singola situazione, ed elaborare programmi specifici. Alla base di tutto ci deve essere il lavoro, perchè se non c´è la possibilità di trovare un´occupazione non si può pensare di recuperare attrattività, soprattutto nei confronti delle generazioni più giovani. E´ fondamentale, infatti, tenere viva la periferia indirizzando alcune attività nei comuni meno densamente abitati".  
   
   
FAMIGLIA, PRESTO IN LIGURIA TESTO UNICO  
 
Genova, 15 Febbraio 2011 - La Regione Liguria si appresta a varare un Testo Unico sulla famiglia. Lo ha reso noto l’assessore alle Politiche Sociali Lorena Rambaudi, al termine della riunione della Commissione Salute e Sicurezza Sociale dell’Assemblea regionale. “Abbiamo diverse leggi varate dalla prima legislatura Burlando sul tema della famiglia e riteniamo sia utile arrivare a un testo unico che comprenda tutte le norme già esistenti, con i dovuti aggiornamenti, per far sì che ogni nucleo familiare possa riconoscervi i propri diritti nel campo delle politiche sociali e sanità, della scuola, della casa”, ha affermato la Rambaudi.