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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 15 Febbraio 2011 |
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BIOCHEM INCENTIVA L´INNOVAZIONE NELL´UE
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L´unione europea sta portando avanti i propri piani per dare impulso all´innovazione delle biotecnologie industriali in Europa e il progetto Biochem ha raccolto la sfida di raggiungere questo obiettivo. Finanziato nell´ambito del programma Innova della Commissione europea, Biochem è un progetto paneuropeo che offre supporto alle imprese, soprattutto medie e piccole (Pmi), che vogliono inserirsi nel mercato in rapida espansione dei bioprodotti. Lanciato nel 2010, Biochem ha già gettato le basi per rendere concreta l´innovazione delle biotecnologie industriali in Europa. Le Pmi hanno espresso la volontà di realizzare innovazione nel settore dei prodotti generati a partire dalle biomasse, tra cui la bioplastica, i biolubrificanti, i surfattanti, gli enzimi e i prodotti farmaceutici. Tra le priorità nell´agenda di Biochem figurano l´ottimizzazione della capacità di innovazione delle Pmi e delle start-up nel campo della chimica dei bioprodotti; la realizzazione di una valutazione completa del mercato europeo dei bioprodotti e la messa a punto di un nuovo kit di strumenti integrato per offrire supporto alle imprese, tanto per citarne alcune. In meno di un anno i partner del progetto Biochem sono riusciti a raggiungere uno di questi obiettivi, realizzando una valutazione esauriente delle esigenze, delle barriere e delle opportunità che caratterizzano il mercato dei bioprodotti. Secondo i realizzatori del progetto, è stata anche creata una piattaforma di collaborazione che consentirà alle Pmi di scambiare idee e di creare sinergie con partner del mondo della ricerca e delle attività produttive che aspirano a entrare nel mercato. Quello dei bioprodotti, che è incentrato su materie prime biologiche e rinnovabili, come alberi e pianti, rappresenta uno dei "mercati guida" dell´Europa. Nel frattempo è aumentato nell´Ue anche l´interesse a identificare gli ambiti in cui è possibile sostituire con bioprodotti adeguati i prodotti basati su altre materie prime. "Nel primo anno di vita del progetto Biochem siamo riusciti a ottenere grandi risultati", dice il dott. Steve Fletcher, coordinatore del progetto Biochem presso Chemistry Innovation Ltd nel Regno Unito. "Il nostro kit di strumenti aziendali Biochem dovrebbe essere pienamente operativo a partire da aprile. Abbiamo riunito informazioni altamente qualificate per sostenere il progetto e abbiamo identificato le Pmi del territorio europeo che potrebbero ricavarne beneficio". Il kit è progettato per essere accessibile attraverso il portale Europe Innova e comprende strumenti di pianificazione industriale e analisi del ciclo di vita. Le parti coinvolte avranno accesso a strutture, partner e finanziamenti. Le Pmi con sede in Europa trarranno enorme vantaggio da questo kit di strumenti, usandolo per far diventare realtà le idee più innovative. Secondo i partner di Biochem, questo pacchetto darà inoltre alle aziende l´impulso necessario per accelerare la propria crescita nel mercato dei bioprodotti. "A marzo formeremo circa 40 persone - Manager Nazionali dell´Innovazione - sull´uso e l´applicazione del kit", dice il dott. Fletcher. "Quindi potrà iniziare il lavoro di valutazione del potenziale di ogni impresa al fine di fornirle informazioni tarate sul suo profilo specifico e le sue esigenze". Gli esperti hanno creato un ampio database di Pmi e start-up chiave nell´Ue che potrebbero beneficiare del sostegno di Biochem. Quest´anno i partner del progetto eseguiranno l´audit su 100 esperti e stimano che, quando finirà, il progetto Biochem avrà fornito assistenza ad almeno 250 Pmi. Nel progetto Biochem sono coinvolti esperti provenienti da Belgio, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Finlandia e Regno Unito. Il programma Europe Innova, finanziato dalla direzione generale Imprese e industria della Commissione europea, è ben posizionato per diventare una fucina per lo sviluppo, il collaudo e la promozione di nuovi strumenti atti ad alimentare l´innovazione in tutta la regione. In definitiva, questa iniziativa gioverà maggiormente alle imprese che cercano di essere più innovative e di accedere a un mercato tecnologicamente all´avanguardia. Per maggiori informazioni, visitare: Biochem: http://www.Europe-innova.eu/biochem Chemistry Innovation: https://ktn.Innovateuk.org/web/chemistryinnovationktn Europe Innova: http://www.Europe-innova.eu/web/guest/home Dg Imprese e industria: http://ec.Europa.eu/enterprise/index_it.htm |
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IL MINISTRO GALAN VISITA LO STAND DELLA REGIONE CALABRIA ALLA “FRUIT LOGISTICA 2011 DI BERLINO”
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Il Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan ha visitato lo stand della Regione Calabria alla “Fruit Logistica di Berlino 201”, la più importante vetrina mondiale di esposizione dell’ortofrutta. “L’attenzione del Ministro per i prodotti calabresi – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra - conferma l’importanza del comparto ortofrutticolo per la Calabria. Abbiamo manifestato al Ministro Galan che il comparto ortofrutta rappresenta per la nostra Regione uno dei settori di maggiore importanza economica, basti ricordare che in termini quantitativi la Calabria è la seconda produttrice di agrumi in ambito nazionale. Sono venti le aziende che hanno partecipato alla Fiera con rappresentatività produttiva e territoriale dell’intera Regione. Lo stand allestito con richiami alle bellezze naturali, richiama con i colori ed i profumi della frutta e tutta la bellezza della Calabria. La nostra presenza ormai consueta alla ‘Fruit Logistica’ – ha proseguito Trematerra - rappresenta la volontà di affermare il percorso di rinnovamento effettuato dal comparto ortofrutticolo calabrese e l’importanza economica che lo stesso ricopre connessa all’alta qualità delle produzioni. La Calabria – ha sottolineato infine l’assessore Trematerra - ha tutte le condizioni per diventare un punto di riferimento del panorama ortofrutticolo nazionale ed europeo grazie alle sue eccellenze riconosciute come le clementine Igp di Calabria, la cipolla rossa di Tropea Calabria Igp, non dimenticando il kiwi della Piana di Gioia Tauro e la fragola della piana di Lamezia Terme, che rappresentano una vera inversione di tendenza dell’ortofrutta calabrese rispetto alle risposte da fornire ad un mercato sempre più globalizzato e flessibile”. |
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SICUREZZA ALIMENTARE IN PIEMONTE: PRODUZIONE CARNE POLLAME HA REQUISITI DI QUALITA´ EUROPEI |
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La produzione di carni di pollame in Piemonte e i controlli veterinari per la sicurezza di questo alimento soddisfano i requisiti di qualità europei. È la conclusione a cui sono giunti gli ispettori comunitari che hanno visitato il settore veterinario della Regione Piemonte e i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, controllando l’efficacia delle misure applicate in due impianti di produzione della provincia di Cuneo. Punti di forza del sistema piemontese sono una moderna impostazione dei programmi di sicurezza alimentare che prevede la valutazione del rischio e la massima trasparenza dei risultati, l’accreditamento di qualità dei laboratori ufficiali dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, la regolarità e l’efficacia delle ispezioni dei servizi veterinari delle Asl, sia negli allevamenti sia nei macelli e nei laboratori di lavorazione carni. L’ispezione degli esperti comunitari ha riguardato anche il controllo delle salmonelle, agenti di malattia alimentare, che sono ormai un pericolo in costante riduzione grazie ai controlli negli allevamenti e nelle industrie alimentari. “Il sistema dei controlli previsto nel Piano Regionale di Sicurezza Alimentare è stato valutato positivamente dagli inviati di Bruxelles – dichiara l’assessore alla Tutela della Salute e Sanità, Caterina Ferrero –. Oggi è fondamentale poter disporre di servizi e laboratori di qualità, per sostenere le sfide della sicurezza alimentare e prevenire i rischi per i consumatori”. L’assessorato ha inoltre reso noto che si sono conclusi con esito favorevole i controlli su carni suine e prodotti a base di latte eseguiti su merci a rischio per lo scandalo diossine in Germania. Conclude l’assessore all’Ambiente, Roberto Ravello : “Nei piani regionali è previsto un rafforzamento della vigilanza, grazie anche alla collaborazione tra i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e dell’Arpa e la convenzione con il comando dei Carabinieri-noe, per la prevenzione e l´ambiente del Piemonte. In questo settore di fondamentale importanza per la salute dei consumatori piemontesi, le sinergie in atto garantiscono sicurezza, efficienza ed efficacia a costi controllati e sostenibili”. |
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AGRICOLTURA IN SICILIA : BANDO SU REALIZZAZIONE DI CAMPI E PIANTE DA FRUTTO |
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Palermo - Il dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali dell´assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari ha finanziato, con fondi del Programma per lo Sviluppo Rurale - Sicilia 2007-2013, la realizzazione di campi di collezione da parte di "agricoltori custodi" che si impegnano alla conservazione di varieta´ di piante da frutto del germoplasma frutticolo siciliano a rischio di estinzione. Le varieta´ da destinare all´impianto saranno scelte dall´elenco delle cultivar/accessioni autoctone siciliane delle principali specie arboree da frutto, caratterizzate in collaborazione con le facolta´ di Agraria delle universita´ di Palermo e di Catania. L´elenco sara´ aggiornato con nuove accessioni che saranno individuate dai centri pubblici di conservazione della biodiversita´ finanziati dall´azione A della stessa sottomisura. I campi potranno avere una superficie tra 2000 e 7000 metri quadrati e l´importo massimo finanziabile per la realizzazione di un campo e´ di 70.000 euro, con un contributo pari al 100% delle spese sostenute. La dotazione finanziaria, pari a 7 milioni e mezzo di euro, permettera´ di finanziare oltre 100 campi su tutto il territorio regionale. I campi saranno accessibili a visitatori, studenti, operatori e saranno luogo di conoscenza, diffusione, utilizzo del nostro patrimonio autoctono a rischio di estinzione. Il bando della sottomisura 214/2 azione B del Psr sara´ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della regione siciliana e sara´ consultabile sul sito www.Psrsicilia.it/ |
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MILLEPROROGHE, PUGLIA: BLITZ CONTRO ALLEVATORI DEL GOVERNO CENTRALE
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Comunicato -->Avevamo chiesto un ravvedimento del Governo, e invece a Roma si persevera, questa volta con un vero e proprio blitz, ai danni del Sistema Allevatori che sinora ha garantito la qualità e la sicurezza alimentare del Made in Italy”. Così l’assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno, sulla notizia dell’ennesimo ritiro da parte del Governo dell’emendamento al Milleproroghe, attualmente in discussione al Senato, che ricostituiva i trasferimenti alle Associazioni provinciali Allevatori”. “Si preannuncia una vera e propria catastrofe per tutto il sistema allevatoriale italiano – aggiunge Stefàno, che in qualità di coordinatore della Commissione Politiche agricole nazionale, aveva raccolto la contrarietà di tutti gli assessori regionali all’Agricoltura già in occasione del primo ritiro dell’ emendamento, il 2 febbraio scorso”. “Le conseguenze di questa bocciatura – precisa Stefàno – sono catastrofiche: andrebbe in fumo la selezione genetica zootecnica nazionale e si avrebbe la totale dipendenza dall’estero, la soppressione di un sistema di controllo puntuale sulla qualità del latte, che garantiva i consumatori italiani. Ma anche la liquidazione del posto di lavoro di migliaia di addetti, presenti in tutte le regioni italiane, e che da decenni assicurano una funzione pubblica, riconosciuta con legge dello Stato”. “Conseguenze economiche e sociali drammatiche per il Sistema Italia e anche per la Puglia – sottolinea Stefàno – che rappresenta il principale distretto di produzione lattiero casearia del Mezzogiorno”. “E’ gravissimo che a Roma si perseveri ancora – conclude Stefàno – con una indifferenza che rischia di distruggere un Sistema noto in tutto il mondo per gli standard di sicurezza alimentare e qualità”. |
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CHIUDE A PADOVA LA CONFERENZA REGIONALE DELL’AGRICOLTURA VENETA |
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Più innovazione e competitività, gestione dei sistemi produttivi più equilibrata e sostenibile, qualità delle produzioni agricole ancora più diffusa e riconosciuta, applicazione dei principi di sussidiarietà e federalismo, semplificazione della burocrazia. Sono queste, in sintesi, le priorità strategiche che il Veneto intende perseguire per far crescere la sua agricoltura da qui al 2020, con la nuova ma futura Politica Agricola Comunitaria. Ma non saranno trascurati aspetti come ad esempio i cambiamenti climatici, la gestione sostenibile delle risorse, le energie rinnovabili, dove il settore primario avrà in futuro un ruolo sempre più attivo. Il complesso di azioni e di strategie da seguire è stato definito il 12 febbraio alla Fiera di Padova, nel corso della giornata conclusiva della Conferenza dell’agricoltura veneta, aperta dall’assessore regionale Franco Manzato, che ha coronato cinque mesi di analisi, approfondimenti e dibattiti sugli scenari possibili dei prossimi anni, quando anche le ristrettezze del bilancio comunitario per il settore costringeranno le amministrazioni regionali a compiere uno sforzo enorme se vorranno far “volare” l’agricoltura. “Il Veneto ha voluto giocare d’anticipo – ha detto Manzato – perché vuole arrivare preparato alle scadenze, importanti e difficili, ormai alle porte”. E il convegno conclusivo ha delineato l’“Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale”: un documento snello ma corposo nei contenuti, che contiene strategie, obiettivi da raggiungere, azioni da svolgere, pubblico e privato, all’interno di un percorso condiviso che reindirizzerà la stessa politica regionale e che punta a garantire alle imprese agricole venete un futuro il più possibile “certo” in un contesto dove oggi l’incertezza è di casa. I maggiori quesiti circa la prossima politica agricola europea riguardano le risorse che la stessa Pac avrà a disposizione nel periodo 2014/2020, in primo luogo i finanziamenti da destinare ai pagamenti unici agli agricoltori (i cosiddetti premi). La Commissione europea, a questo proposito, sta elaborando le sue proposte, ma è quasi certo che sarà ridotto notevolmente l’automatismo degli interventi, lasciando agli Stati membri, e quindi alle Regioni, grandi margini di discrezionalità ma con disponibilità ridotte. In futuro, le Regioni potrebbero dunque essere chiamate a svolgere un ruolo sempre più importante nella programmazione, con un’agricoltura che dovrà mettersi sempre più al servizio dello sviluppo delle aree rurali, con uno sguardo anche ai servizi legati all’ambiente, al territorio, all’imprenditoria turistica. |
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CANCELLARA, 16 FEBBRAIO: INCONTRO SU TECNICHE DI ALLEVAMENTO E BENESSERE ANIMALE PER LA PRODUZIONE DEL SUINO LEGGERO E PESANTE DI CANCELLARA. |
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Sicurezza e benessere animale, tecniche di allevamento per la produzione del suino leggero e pesante e igiene degli alimenti. Questi alcuni dei temi principali della formazione agli imprenditori agricoli previsti nell’incontro tecnico che si terrà a Cancellara presso il Centro di Aggregazione Giovanile alle ore 18,00 di mercoledì 16 febbraio, nell’ambito del vasto programma di attività divulgative e informative previste dall’Alsia - Azienda Agricola Sperimentale Divulgativa “Pantano” di Pignola. Da parte dei consumatori, infatti, si avverte sempre più la pressante richiesta che gli animali destinati al consumo alimentare siano trattati bene. In risposta a quest’esigenza, la normativa Ue sul benessere degli animali si è costantemente ampliata negli ultimi anni. Ci si rende conto altresì che una buona protezione del benessere degli animali contribuisce, direttamente e indirettamente, alla salubrità e qualità dei prodotti alimentari e che l’apparato normativo e il sistema di sostegno in agricoltura devono adeguarsi di conseguenza. In particolare si approfondirà la tematica proposta dal Decreto Legge n° 53 del 20.02.2004 e sue modifiche che prevede, tra l’altro, che i suini debbano avere accesso a paglia, fieno, legno, legno tale da consentire la naturale attività di esplorazione e manipolazione. Infatti un ambiente “povero” o “assente di tali materiali naturali” ha come risultato di alterare il normale comportamento del suino, inducendo stati di frustrazione e di stress che si manifestano sulle performance di accrescimento e sulle produzioni ottenute dalla lavorazione delle carni. Nel corso della serata il primo cittadino della comunità cancellarese illustrerà il progetto che si vuole avviare per far rientrare “La salsiccia a catena di Cancellara” tra i “presidi slow food” che consentirebbe a questa antica produzione un ulteriore riconoscimento dopo quello ottenuto dal Ministero delle Politiche agricole e Forestali con l’inserimento della “salsiccia a catena di Cancellara” nell’elenco dei prodotti tipici e tradizionali della Regione Basilicata ai sensi del D.m. 350/92. |
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PRODOTTI AGRICOLTURA, REGIONE LOMBARDIA TUTELA CONSUMATORI LA TRACCIABILITA´ DEI PRODOTTI E´ FONDAMENTALE |
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Montichiari/bs - "L´applicazione dei sistemi di tracciabilità sulle filiere della carne bovina e suina ha imposto agli operatori adeguamenti organizzativi strutturali anche gravosi e non sempre giustamente ricompensati dai consumatori". Lo ha detto oggi, alla 83esima edizione della Fiera agricolo zootecnica internazionale (Fazi) di Montichiari (Bs), l´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani. L´assessore, che in mattinata ha inaugurato la Fiera, aperta fino a domenica 13, è intervenuto al convegno ´Tracciabilità e rintracciabilità delle produzioni e sicurezza alimentare: filiere delle carni bovine e suine´. "Il settore delle carni bovine - ha ricordato De Capitani -, anche a seguito di numerosi allarmi alimentari, è stato il primo a essere interessato da uno specifico e rivoluzionario regolamento comunitario, che ha obbligato a identificare ogni singolo animale a tutela dei consumatori e della loro salute. Grazie alla tracciabilità delle carni siamo in grado di conoscere tutta la filiera, dall´allevamento alla lavorazione, e offrire garanzie ai cittadini. Per fare questo occorre spendere qualcosa di più, ma si riesce così ad avere la certezza di quello che si mangia". Sulla crisi che grava sul settore suinicolo, De Capitani ha osservato che "spesso ci troviamo di fronte a una concorrenza sleale di prodotti che nel nome o in etichetta richiamano il Made in Italy o il Made in Lombardy, ma che, in realtà, nulla dicono sulla loro effettiva provenienza". "Dobbiamo avere come riferimento le esigenze del consumatore e del mercato, ma anche attenzione per la giusta remunerazione e la competitività di tutte le imprese della filiera zootecnica. Il sistema della tracciabilità deve valorizzare la qualità, la professionalità e il rigore - ha concluso De Capitani -. Solo così saremo in grado di uscire vittoriosi da questa crisi così prolungata e incerta". ( |
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VALLE D’AOSTA: APERTURA DOMANDE CONTRIBUTI APICOLTORI
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L’assessore all’agricoltura e risorse naturali Giuseppe Isabellon informa gli apicoltori che è possibile presentare le domande di contributo relative alle azioni dirette a migliorare le condizioni della produzione e commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, previste dal Regolamento (Ce) n. 1234/2007, per il periodo 2011-2012. Le domande dovranno essere presentate, entro giovedì 10 marzo prossimo, all’Ufficio apicoltura dell’Assessorato, in località Grande Charrière 66 a Saint-christophe (orario: martedì e giovedì dalle 9 alle 14, altri giorni su appuntamento). Il bando relativo alla concessione dei contributi, contenente tutte le indicazioni sulle azioni perseguibili e i criteri di accesso, è consultabile all’indirizzo internet www.Regione.vda.it/agricoltura. Per ogni ulteriore informazione gli interessati sono invitati a contattare l’Ufficio apicoltura ai numeri 0165.275297/0165.275298. L’accettazione delle istanze per ogni azione ritenuta ammissibile e il relativo importo di contributo saranno comunicati ai beneficiari in seguito alla decisione della Commissione Europea recante l’approvazione del programma italiano. Le spese per tali azioni potranno essere effettuate successivamente alla comunicazione da parte degli uffici dell’Assessorato e dovranno essere completate entro il 31 agosto 2012, mentre gli aiuti saranno erogati ai beneficiari dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) a partire dal 15 ottobre 2012. |
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CONSORZIO AGRARIO INTERPROVINCIALE: MODELLO DI SINERGIA PER IL SUD
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Il Consorzio Agrario Interprovinciale di Salerno, Napoli e Avellino riparte dal piano di rilancio con il quale punta all’ordinarietà. E lo fa in grande stile, gettando il primo mattone alla presenza della filiera istituzionale che, al completo e con entusiasmo, si è riunito oggi (lunedì 14 febbraio) presso la sede di Atripalda in occasione del convegno ‘Consorzio Agrario: opportunità di rilancio per l’agricoltura’: Cosimo Sibilia, presidente della Provincia di Avellino, Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli, Mario Miano e Raffaele Coppola, rispettivamente assessori all’Agricoltura delle Province di Salerno ed Avellino, Vito Amendolara, assessore regionale all’Agricoltura, e Paolo Russo, presidente della Commissione Parlamentare Agricoltura. Assente per impegni istituzionali Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno. Non mancano in sala esponenti dell’associazionismo agricolo e del mondo creditizio. Ad aprire i lavori del dibattito, moderato da Enzo Agliardi caporedattore del quotidiano economico regionale “Il Denaro”, è Giovanni Tomo, Commissario liquidatore del Cai (Consorzio Agrario Interprovinciale), che illustra nel dettaglio il piano di rilancio consortile autorizzato dal ministero dello Sviluppo Economico, con il quale si dà ufficialmente il via libera, dal primo febbraio, alla riapertura dell’ente dopo circa un anno dalla chiusura e dalla sostituzione del commissario liquidatore. “Quando sono subentrato, il 30 marzo 2010, ero consapevole della difficoltà dell’incarico – spiega Tomo -. Ma dopo dieci mesi di impegno duro, grazie alla collaborazione di tutti, ho potuto verificare cosa fare per il rilancio di una struttura storica nata alla fine dei primi del 900”. Ma in che modo il Cai è pronto a ritornare sul mercato? “Innanzitutto – continua Tomo - abbiamo affrontato i nodi dei nuovi assetti organizzativi del personale e dell’inagibilità della sede. Il nostro intento è quello di innovare nella tradizione”. Tre le logiche del rilancio: una concreta ipotesi di lavoro, garanzie (a riguardo si immagina una nuova formula contrattuale che blindi i problemi del passato), un’attività di reportistica periodica immediata (settimanale) al Ministero per fermare le attività se le cose non dovessero andare bene. “Abbiamo messo la nave in acqua – conclude Tomo - ora la dobbiamo mettere in sicurezza uscendo dal concordato. Il futuro è tutto da scrivere. Il Cai c’è. Sta crescendo. Ma per funzionare davvero ha bisogno del contributo di tutti”. Un progetto che già appassiona molti attori del territorio. Il presidente della Provincia di Avellino, Sibilia, parla del Cai come di “un’eccellenza del territorio” e si dice pronto ad una “vicinanza doverosa che si manifesterà nei fatti”. Identità e qualità sono le linee guida da cui ripartire per il presidente Cesaro, che parla della “necessità di collegare alla tradizione agricola anche il turismo” e di operare “attraverso un patto tra pubblico e privato per rilanciare l’industria agroalimentare”. Pensare a qualcosa di più per il Cai, utilizzando la programmazione regionale con il supporto delle altre istituzioni e della “rete”, è il messaggio dell’assessore regionale Amendolara. “Questo - spiega - è il primo consorzio regionale che si avvicina all’ordinarietà nella regione più commissariata d’Italia e d’Europa”. L’esponente della Giunta Caldoro sottolinea che le risorse a disposizione per il settore ci sono: “Psr, Pif, Pirap mettono sul piatto 450 milioni di euro in questa regione. Ma è necessaria una governance istituzionale ed imprenditoriale capace di mettersi insieme per sfruttare questa opportunità”. Per l’assessore all’Agricoltura di Salerno Miano, anche se la politica consegna al territorio campano strumenti importanti “c’è la necessità di fare rete per scrollarsi di dosso l’idea fallimentare in questo territorio”. Una chiamata alla quale non può non rispondere il sistema del credito, come evidenzia l’assessore Coppola: “Le banche sono imprenditori e non si può più tollerare che si diano soldi solo a chi ce l’ha. La politica deve sollecitare il sistema bancario in questa direzione”. Infine, è il presidente della Commissione Parlamentare Agricoltura Russo a tornare sul nuovo percorso del Cai e ad esprimere il suo apprezzamento. “Qui abbiamo una straordinaria opportunità: uno strumento potenziale per gli agricoltori delle tre province. Ma il consorzio deve essere anche il luogo dove dibattere della programmazione delle attività. Perché l’ambizione è diventare punto di riferimento e modello per gli altri consorzi”. Prossimo obiettivo, cominciare a misurarsi sul fatturato. |
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AGRICOLTURA FVG: BARICENTRICO IN MERCATI ORTOFRUTTICOLI
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Ha avuto riscontri positivi la missione guidata dall´assessore regionale alle Risorse rurali, agroalimentari e forestali Claudio Violino alla Fruit Logistica, Fiera di Berlino. Vi hanno partecipato oltre duemila espositori di una settantina di Paesi (oltre 400 espositori dall´Italia), ed erano presenti oltre 50 mila operatori professionali del settore del trasporto della frutta, provenienti da 130 Paesi. ´´La visita alla Fruit Logistica di Berlino - ha commentato Violino - ha rappresentato l´occasione per riconfermare il ruolo strategico del Friuli Venezia Giulia nei settori della logistica e dei trasporti commerciali per i prodotti della frutticoltura´´. ´´Nel panorama europeo - secondo l´assessore - il Friuli Venezia Giulia assume un ruolo sempre più strategico quale crocevia dei trasporti e della logistica, e di tramite tra il Mediterraneo e il resto dell´Europa´´. Secondo Violino, infatti, l´area mediterranea sarà sempre più rilevante per la commercializzazione e la distribuzione dei prodotti agroalimentari e non solo. Ciò potrà riflettersi positivamente sulla produzione ortofrutticola del Friuli Venezia Giulia e sulle infrastrutture di distribuzione. ´´L´esperienza alla fiera di Berlino - ha concluso l´assessore - ci ha altresì confermato l´importante ruolo che Udine Mercati potrà svolgere in questo contesto, quale baricentro regionale del commercio ortofrutticolo´´. |
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S. QUIRICO: DA ERIDANIA UN ANTICIPO PER LA SEMINA |
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Parma – “Un aiuto provvidenziale”. Per il vice presidente della Provincia di Parma Pier Luigi Ferrari che coordina il tavolo nazionale dei soggetti legati alla produzione dello zucchero, la decisione presa da Eridania Sadam è una vera e propria manna dal cielo per lo Zuccherificio di San Quirico (Pr). Il Gruppo ha comunicato il contenuto degli accordi interprofessionali siglati con le associazioni del settore qualche settimana fa, in cui si prevede che le risorse a sostegno della semina di quest’anno vengano anticipate agli agricoltori da Eridania. “In una situazione in cui non è ancora certo l’arrivo dei fondi dovuti dal governo per le campagne 2009 e 2010, il fatto che in aiuto agli agricoltori arrivi l’iniziativa attivata da Eridania è molto positivo perché permetterà di avviare la semina e di far vivere questo settore – spiega Ferrari. Dopo due anni di battaglie condotte dal tavolo nazionale per l’ottenimento degli aiuti promessi finalmente a dicembre nell’ultimo incontro si era festeggiato lo sblocco da parte del Cipe di 64 milioni di euro al settore bieticolosaccarifero a cui si aggiungono gli altri 21 milioni già autorizzati dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), per un totale di 85 milioni. “Purtroppo – dice Ferrari - siamo ancora in attesa dell’inserimento di queste risorse nel decreto Mille proroghe, in discussione al Senato. In questo contesto ancora non del tutto definito bisogna andare avanti, pena la condanna a morte certa del settore. Parliamo ovviamente della semina delle bietole da parte degli agricoltori, senza le quali anche l’industria si fermerà”. Ora la semina per la produzione dello zuccherificio di S. Quirico sarà possibile grazie all’anticipo agli agricoltori di una quota degli aiuti che sarà conferita da Eridania, senza oneri di alcun genere, e coprirà il 75% della somma loro spettante, circa 3 euro per tonnellata di bietole. “ Fondamentale – ricorda Ferrari in conclusione - anche l’intervento della Regione Emilia Romagna, che lo scorso dicembre ha approvato uno stanziamento di un milione e mezzo di euro mirato a mantenere una coltivazione che, penalizzata dalla riforma comunitaria del settore, in attesa ancora di ricevere i finanziamenti dal governo, deve affrontare un’annata particolarmente critica”. Nel 2011 infatti da un lato verranno a mancare gli aiuti previsti dalla riforma nel periodo transitorio, dall’altro non sarà pienamente a regime il sostegno previsto per il miglioramento della qualità, in quanto solo dal 2012 in poi verrà stanziato l’intero plafond di 19,7 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2011 di circa 5 milioni a livello nazionale. Mantenere in attività il comparto bieticolo-saccarifero è un obiettivo assolutamente prioritario per l’Emilia Romagna. Il finanziamento della Regione, compreso nella legge “finanziaria” dell’Ente, è destinato all’anello più debole della catena e cioè gli agricoltori. Andrà in particolare alle aziende agricole che adotteranno tecniche di coltivazione e produzione “agro-ambientali” e sarà erogato attraverso un bando apposito. |
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AZIENDE AGRICOLE: DALLA REGIONE TOSCANA IMPULSO ALL’AMMODERNAMENTO. FONDI PER 8 MILIONI |
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Firenze – Investimenti per il miglioramento ambientale, per il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul posto lavoro, per le attività di produzione, allevamento, trasformazione e commercializzazione e di miglioramento fondiario (ad es. Acquisto di trattori o altri mezzi, acquisto di capannoni o terreni ecc.). Sono questi alcuni degli interventi finalizzati all’ “ammodernamento delle aziende agricole” per le quali è possibile usufruire di finanziamenti comunitari messi a disposizione dalla Regione Toscana. E’ stato infatti pubblicato sul Burt, il bollettino ufficiale della Regione Toscana, il bando per la misura 121 del Piano di sviluppo rurale, relativo appunto all’ “ammodernamento delle aziende agricole”. Il totale dei fondi pubblici in questa fase è di 8 milioni di euro. Le domande possono essere presentate per l’annualità 2011 entro il 31 marzo prossimo. «Si tratta di un’occasione importante per le aziende – sottolinea l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori – che permette di avere finanziamenti con un tasso di contribuzione che va dal 20% al 40% della somma necessaria all’intervento elevabile al 60% per particolari tipologie di investimento sulla sicurezza e di miglioramento ambientale . Se poi l’azienda è condotta da un giovane agricoltore oppure si trova in zone montane, in determinati casi, si può avere una maggiorazione ulteriore del 10%. Questi sono solo esempi – sottolinea ancora Salvadori – io consiglio a tutti gli agricoltori di andare a guardare il bando o informarsi presso le organizzazioni degli agricoltori o presso gli enti locali. Quest’anno, fra l’altro, alcune tipologie di investimento, sempre nell’ambito della sicurezza e del miglioramento ambientale, possono godere di un maggiore un tasso di contribuzione che può essere fatto valere anche per le domande presentate in anni precedenti, quando queste risultano essere ammissibili, ma non finanziate per mancanza di fondi dietro richiesta da parte della azienda. Insomma – conclude l’assessore – abbiamo fatto uno sforzo sensibile per dare alle imprese, in questo momento di crisi, una mano in più per andare nella direzione degli investimenti e dell’ammodernamento aziendale. E certamente abbiamo dato maggiore impulso alle imprese condotte da giovani e da donne, a cui sono stati riconosciuti dei punteggi di priorità, che possono aggiungersi a quelli inerenti qualità degli investimenti.» Domanda di aiuto - Le domande di aiuto potranno essere presentate fino al 31 marzo 2011. Utilizzando esclusivamente la modulistica disponibile sul sito www.Artea.toscana.it/ Le domande dovranno essere presentate all’ambito della Dichiarazione Unica Aziendale (Dua), sono esenti da bollo e saranno inserite in una graduatoria unica a livello provinciale. Potranno essere sottoscritte dai richiedenti attraverso i centri di assistenza agricola o nel sistema Artea. Il bando prevede inoltre che dal 15 aprile 2011 gli imprenditori agricoli professionali possano presentare nuovamente domanda di aiuto a valere sulle risorse finanziarie del 2012. In questo caso il termine ultimo di presentazione delle domande scadrà il 31/12/2011. |
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VDA: ASSEGNAZIONE CARBURANTE AGRICOLO IN AGEVOLAZIONE FISCALE |
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L’assessorato Agricoltura e Risorse naturali della Valle d’ Aosta comunica agli agricoltori iscritti al Registro delle Imprese e all’Anagrafe regionale delle aziende agricole che, sino a giovedì 30 giugno 2011, è possibile presentare richiesta di assegnazione di carburante agricolo in agevolazione fiscale. Le domande possono essere presentate all’Ufficio attrezzi agricoli U.m.a, in località Grande Charrière 66 a Saint-christophe (tel. 0165.275368/0165.275370), oppure ai seguenti uffici periferici dell’Assessorato secondo gli orari indicati: - ufficio di Morgex, località La Ruine, venerdì dalle 9 alle 14; - ufficio di Châtillon, viale Rimembranza 15, lunedì e mercoledì dalle 9 alle 14; - ufficio di Pont-saint-martin, via Circonvallazione 13, lunedì e giovedì dalle 9 alle 14. In merito alla compilazione della domanda, si segnala che dovrà essere prestata la massima attenzione alla parte dedicata al consumo del carburante assegnato nell’anno precedente e riferito alle lavorazioni effettivamente praticate in azienda, stabilite sulla base delle principali operazioni colturali individuate con Deliberazione della Giunta n. 1300 del 15 aprile 2002. Tali informazioni saranno oggetto di controllo ai fini del rilascio dell’assegnazione del carburante per l’anno 2011. Si rammenta, infine, che le aziende che hanno ottenuto un’assegnazione di carburante per l’anno 2010 dovranno restituire il relativo “buono”. |
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TOSCANA: POSITIVO LO STATO DI CALAMITÀ PER L’AGRICOLTURA. RESTA PROBLEMA QUANTITÀ DI FONDI |
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Firenze – “E’ positivo che sia stato dichiarato lo stato di calamità naturale per i danni subiti dalle imprese agricole della provincia di Massa Carrara in seguito alle piogge di fine ottobre e inzio novembre scorsi. Resta però da capire l’entità delle risorse che verranno messe a disposizione e soprattutto i tempi di erogazione degli eventuali contributi”. E’ questo il commento dell’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, appena appresa la notizia diffusa dal ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, che ha dichiarato lo stato di calamità per danni all’agricoltura per Veneto, Basilicata e Toscana. Le aziende danneggiate avranno quindi la possibilità di chiedere aiuti economici per far fronte ai danni subiti alle strutture aziendali nel caso in cui questi siano siano superiori al 30% della produzione lorda vendibile. “Le domande – precisa l’assessore Salvadori – andranno presentate alle Province entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto del Ministero sulla Gazzetta Ufficiale. Saranno i miei uffici a dare tempestiva informazione della scadenza e delle modalità di presentazione”. |
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EMILIA ROMAGNA: PROSEGUE FINO AL 28 FEBBRAIO IL VI CENSIMENTO GENERALE DELL’AGRICOLTURA
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Bologna – Si avvia a conclusione il Vi Censimento generale dell’agricoltura. La rilevazione, iniziata il 25 ottobre scorso, sarebbe dovuta terminare entro il 31 gennaio ma l’Istat ha recentemente prorogato i termini al 28 febbraio. La procedura prevede poi che entro il 31 marzo vengano registrati i dati raccolti e che entro il mese di giugno siano validati i dati provvisori. I rilevatori hanno operato sulla base di una lista precensuaria che registrava in Emilia-romagna 95.878 unità agricole e, per la prima volta, l’indagine è stata svolta direttamente sul campo, presso la residenza del conduttore agricolo. Le unità verificate fino ad ora sono 94.392, e di queste il 77,8% (73.475) sono aziende vere e proprie, mentre le rimanenti risultano essere unità non esistenti, non rilevate o fuori dal campo di osservazione. I rilevatori hanno trovato ad oggi 2.640 nuove aziende, un aumento del 2,8% spesso determinato da modifiche, come scissioni o incorporazioni, di aziende già presenti in lista. “È la prima volta - ha sottolineato l’assessore regionale all’Organizzazione Donatella Bortolazzi - che la Regione gestisce autonomamente, seppure in collaborazione con Istat, una rilevazione tanto complessa dal punto di vista organizzativo e finanziario, e possiamo dire con soddisfazione che la macchina ha funzionato bene, grazie soprattutto alla fattiva collaborazione degli Enti Locali”. Scegliendo la modalità in "alta partecipazione", la Regione Emilia-romagna ha gestito l’organizzazione di tutta l’attività: sono stati costituiti 41 Uffici Intercomunali di Censimento (Uic) presso soggetti capofila quali Comuni, Province, Associazioni di Comuni, Unioni di Comuni o Comunità Montane e l’ufficio comunale di Molinella (Bo), utilizzando in modo condiviso le forme associative presenti sul territorio. Presso gli Uic, hanno operato circa 600 rilevatori. Istat ha inoltre messo a disposizione 7 operatori con compiti di ispezione e supporto tecnico, ed erogherà alla Regione circa 5 milioni di euro, 3 dei quali saranno trasferiti agli Enti Locali per l´organizzazione degli uffici Intercomunali di Censimento e il pagamento dei rilevatori. “Attendiamo con vivo interesse gli esiti del Censimento agricolo – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - La conoscenza puntuale della struttura produttiva ci consentirà di affinare ulteriormente le strategie e le politiche pubbliche di sostegno allo sviluppo competitivo del settore e di tutela degli ambienti rurali più fragili. Verificheremo inoltre se al prevedibile calo delle aziende e degli addetti corrisponde un parallelo, ed auspicabile, aumento della loro qualità imprenditoriale e professionale”. Per la prima volta i conduttori hanno potuto compilare il questionario on line. Nella nostra regione hanno adottato questa modalità di rilevazione 4.167 imprenditori agricoli. La rilevazione on line si è conclusa il 31 gennaio, ed entro il 28 febbraio queste aziende potranno essere contattate per eventuali chiarimenti. Il confronto con il livello nazionale è abbastanza incoraggiante, il totale delle unità rilevate è il 95.8%, contro l’86.2 italiano. Per la rilevazione on line, la nostra regione si attesta sul 4,4%, contro il 3,6 a livello nazionale. Per quanto riguarda l’andamento della rilevazione nelle province di Rimini, Reggio Emilia, Forlì-cesena e Ferrara la rilevazione è ormai terminata. Anche Ravenna e Piacenza hanno superato il 95% delle rilevazioni. Più problematiche risultano le operazioni a Bologna dove si concentra il numero maggiore di aziende che hanno compilato il questionario on line e di aziende più complesse dal punto di vista statistico. I ritardi, comunque contenuti, di Modena e Piacenza derivano sostanzialmente da difficoltà riscontrare nella rete di rilevazione. |
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TRENTO - MIELI DEL TRENTINO 2010 |
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Nell’ambito della rassegna “Il miele del Trentino a Palazzo Roccabruna”, che ha animato l’ultimo fine settimana dell’Enoteca con una serie di proposte enogastronomiche dedicate ai prodotti dell´apicoltura locale, un posto d’onore è stato riservato alla consegna degli attestati di merito agli apicoltori distintisi nel concorso “I mieli del Trentino 2010”. La competizione, che da alcuni anni mette a confronto il meglio della produzione locale, è stata organizzata dall’Associazione apicoltori del Trentino in collaborazione con la Camera di Commercio di Trento. Hanno partecipato all’iniziativa 90 produttori, ognuno dei quali ha sottoposto il proprio miele a rigorosi controlli melissopalinologici, ad analisi su residui chimico-fisici e a test organolettici. Dodici sono i mieli che hanno superato brillantemente tutte le prove raggiungendo il massimo del punteggio. Sabato sera, nella cornice della sala Conte di Luna, sono stati consegnati gli attestati di merito. Hanno partecipato alla cerimonia la dott.Ssa Maria Teresa Lanzingher, presidente della giuria, la dott.Ssa Lucia Piana, una delle massime esperte nazionali in materia, Marco Facchinelli, presidente dell’Associazione apicoltori del Trentino, Paolo Faccioli, degustatore dell’associazione Ami (Ambasciatori dei mieli italiani) e Mauro Leveghi, responsabile di Palazzo Roccabruna, in rappresentanza della Cdc di Trento. Queste le aziende trentine premiate: Apicoltura Castel Belfort (Spormaggiore), Apicoltura Bonetti (Molveno), Apicoltura Deimichei (Ala), Apicoltura Lorenzetti (Pinzolo), Apicoltura Maccani (Tres), Apicoltura Marcolla (Spormaggiore), Apicoltura Marinolli (Celledizzo - Pejo), Apicoltura Pancheri (Livo), Apicoltura Rimmaudo (Stenico), Azienda agricola Tavernaro (Malga Canali – Tonadico), Azienda agricola Torbol (Arco) e Apicoltura Valentini (Cles). Nella giornata di sabato si è svolta anche la seduta di aggiornamento degli iscritti all’Albo nazionale dei degustatori di miele. Curato da Accademia d’Impresa, il corso di aggiornamento ha visto la partecipazione di una sessantina di degustatori provenienti da 13 regioni italiane e di alcuni rappresentanti della Svizzera. Anche quest’anno l’iniziativa ha richiamato un gran numero di esperti che si sono cimentati con l’analisi sensoriale di un gran numero di mieli fra cui naturalmente quelli trentini. |
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AGRICOLTURA:L´ABRUZZO AL "FRUIT LOGISTICA" DI BERLINO |
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Pescara - Si è appena conclusa la sedicesima edizione di "Fruit Logistica" a Berlino, evento dedicato ai prodotti freschi e in particolare alla frutta, che ogni anno desta l´attenzione di tutto il settore alimentare in Europa. Anche l´Abruzzo ha parteicato all´evento, grazie alla collaborazione ed al lavoro svolto dell´Assessorato alle Politiche agricole unitamente all´Arssa e Ice - Camera di Commercio. "La regione Abruzzo - ha spiegato l´assessore, Mauro Febbo - ha partecipato con 12 aziende orticole che, organizzate in uno spazio di oltre 170 mq, hanno proposto i prodotti della conca fucense e della Valle peligna. Da un consuntivo provvisorio si evince la conferma dell´importanza della manifestazione per le aziende abruzzesi che hanno potuto presentarsi e confrontarsi con gli operatori di tutto il mondo". Ancora secondo l´Assessore "sono stati rinnovati importanti contatti e intraprese nuove iniziative per forniture che potranno concretizzarsi in contratti importanti per la vita delle nostre aziende ortofrutticole e per la valorizzazione dei nostri prodotti tipici. L´abruzzo è la prima regione italiana nella produzione di carote e una delle principali aree di produzione di patate, radicchio, finocchio e insalate. Infatti il principale mercato d´esportazione dell´ortofrutta abruzzese è rappresentato dai Paesi nord europei e, in particolare, dalla Germania. Oltre ai prodotti tipicamente fucensi come le carote, le patate e le insalate, gli imprenditori marsicani hanno contribuito a dare un plus presentando produzioni biologiche o innovazioni nella conservazione o nella trasformazione". Febbo ha infine sottolineato che "le produzioni agricole contribuiscono per il 60 per cento al valore del settore primario regionale che, con oltre 720 milioni di euro, costituisce il 2,26 per cento del valore della produzione complessiva nazionale". La componente più importante è costituita proprio da ortaggi e patate che rappresentano il 28 per cento della produzione agricola abruzzese, il 5 per cento del totale nazionale, pari a 337 milioni di euro. I fruttiferi abruzzesi, secondo i dati Istat, sviluppano un valore di oltre 41 milioni di euro, pari al 3,4 per cento della quota regionale e all´1,2 per cento di quella nazionale. Questi dati confermano che l´esportazione è un capitolo importante per l´agricoltura con un andamento positivo del +16,6 per centp ed un´incidenza in termini di Pil con un +7 per cento". |
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MITICOLTURA E CONCESSIONI DEMANIALI IN SARDEGNA, IN GIUNTA PROVVEDIMENTO PER COLLEGATO ALLA FINANZIARIA |
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Questa settimana la Giunta regionale discuterà un provvedimento da inserire nel Collegato alla Finanziaria per sanare tutte le situazioni irregolari in materia di concessioni demaniali negli specchi acquei, consolidatesi ormai negli ultimi trent’anni. Lo ha annunciato a Olbia l’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato, intervenendo a un incontro organizzato dai consiglieri regionali Renato Lai e Gianfranco Bardanzellu per discutere con operatori e produttori delle problematiche sulla mitilicoltura e la acquacoltura del territorio. All’iniziativa erano presenti anche il presidente della Provincia Olbia Tempio, Fedele Sanciu, il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli e di alcuni centri costieri della Gallura, rappresentanti della Capitaneria di porto, il direttore generale di Argea Marcello Onorato, il dirigente del Servizio Pesca dell’assessorato dell’Agricoltura Roberto Doneddu e funzionari del Servizio ittico di Laore, associazioni di categoria. La norma transitoria ha l’obiettivo di sbloccare soprattutto i problemi legati all’erogazione degli indennizzi per la moria di cozze del settembre 2009 e sarà un primo passaggio in vista del disegno di legge più organico in materia di concessioni demaniali che dovrà discutere prossimamente il Consiglio regionale. "Con i consiglieri Lai e Bardanzellu - ha spiegato l’assessore - abbiamo messo a punto l’emendamento che sarà portato in Giunta già la settimana prossima - a dimostrazione che abbiamo a cuore le sorti di un comparto, la mitilicoltura, che per Olbia in particolare ha un’importanza non solo economica ma culturale e legata intimamente alla sua storia. Quello delle concessioni è un problema che si trascina da troppo tempo, ormai da trent’anni, e ciò attesta come sia di non facile soluzione e aggravato oltretutto dall’eccessiva burocrazia a tutti i livelli. Ma al di là delle emergenze, intendiamo lavorare anche alla predisposizione di una legge di settore che in Sardegna manca e che sia la base normativa per rilanciare non solo la mitilicoltura, ma l’acquacoltura e tutta la pesca in Sardegna". A questo proposito, il direttore del Servizio pesca dell’assessorato ha chiarito come il gruppo di lavoro interassessoriale abbia già trasmesso la bozza di disegno di legge sulle concessioni demaniali ai componenti del Comitato tecnico regionale di settore, anche per arrivare a un documento steso in armonia con la normativa comunitaria e con principi trasparenti per ogni operatore della pesca. |
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ALIMENTAZIONE: ITALIA, PRIMA IN UE PER SEGNALAZIONI AL SISTEMA DI ALLERTA COMUNITARIO |
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L´italia è risultato essere il primo Paese membro nel numero di segnalazioni inviate alla Commissione Europea anche nel 2010, come già avvenuto negli anni precedenti, dimostrando una intensa attività di controllo sul territorio nazionale, con un totale di 548 notifiche (pari al 16.7%). Dopo l´Italia vengono la Germania (400) e la Gran Bretagna (326), seguite da Spagna, Olanda e Francia. Complessivamente, nel 2010 sono state trasmesse, attraverso il Sistema di allerta rapido comunitario (Rasff), 3291 notifiche, confermando il trend in aumento degli ultimi anni. In particolare, 2873 notifiche hanno riguardato l´alimentazione umana (2813 nel 2009), 190 l´alimentazione animale (201 nel 2009) e 229 la migrazione di materiali a contatto con gli alimenti. La Commissione ha inoltre trasmesso 62 news, seguite da 129 follow-up. Anche il numero delle news è aumentato rispetto allo scorso anno (42). Tra i contaminanti microbiologici, un elevato numero di notifiche riguardano ancora il riscontro della Salmonella (338 notifiche contro le 314 dell´anno precedente). Tra queste, 120 si riferiscono all´alimentazione animale, con un trend positivo se confrontate con le 88 segnalazioni dell´anno precedente. A differenza del passato nel corso del 2010 non sono pervenute notifiche per riscontro di Salmonella in vegetali. I contaminanti chimici più frequentemente notificati attraverso il Rasff sono le micotossine, seguiti dai residui di fitofarmaci e da migrazioni di materiali destinati al contatto con gli alimenti. Per quanto riguarda la presenza di corpi estranei si assiste ad un calo delle notifiche, anche se diverse segnalazioni riguardano principalmente il riscontro di parti di vetro e di metalli. Ancora numerose risultano le notifiche riguardanti la presenza di sostanze allergeniche non dichiarate in etichetta (67), anche se si assiste ad una diminuzione rispetto al numero di allerta riportate nell´anno 2009. Per quanto riguarda le categorie di prodotti, le principali irregolarità sono state riscontrate nella frutta secca (principalmente per micotossine, attraverso respingimenti della merce ai porti) e nei prodotti della pesca, anche se in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Si è assistito, invece, ad un aumento di notifiche per la frutta e vegetali, erbe e spezie e la carne escluso il pollame. |
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IL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO VERSO LA DOP
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Il Consorzio di Tutela ha avviato la procedura che porterà il Radicchio Rosso di Treviso a diventare Dop. Sarebbe il primo ortaggio italiano a ricevere questo prestigioso riconoscimento e il 115° prodotto alimentare nazionale a potersi fregiare del marchio di tutela della denominazione di origine protetta. Solo il Radicchio che dal seme alla confezione è prodotto nella zona indicata dal disciplinare (provincia di Treviso più una parte di quella veneziana e padovana) potrà vantarsi della dicitura “Radicchio Rosso di Treviso”. <Si tratta di una misura – spiega Paolo Manzan, presidente del Consorzio – che mira ad aumentare ulteriormente il prestigio della nostra cicoria difendendo il territorio in cui essa nasce ed è prodotta, quindi un modo per proteggere ancora di più i produttori dalla contraffazione e dall’imitazione>. La Dop richiede infatti che tutti i passaggi della lavorazione dell’ortaggio avvengano all’interno dell’area geografica indicata. La richiesta è stata già inoltrata alla Regione Veneto, come da regolamento, e poi per essere valida dovrà essere approvata anche in sede nazionale e infine a livello europeo. <Sappiamo che il percorso non sarà breve – continua Manzan – ma siamo molto determinati a intraprendere questa strada per rafforzare il concetto che la peculiarità di questo prodotto è dovuta essenzialmente al nostro meraviglioso territorio, in modo che il Radicchio Rosso di Treviso possa essere sempre più il fiore all’occhiello della nostra regione>. La stagione, giunta al suo apice con le festività natalizie quando la richiesta era massima e i prezzi discretamente alti, si conferma su un trend positivo. <I prezzi – spiega Manzan – inizialmente alti a causa delle difficoltà vissute dagli agricoltori durante questi mesi di forte piovosità, sono poi scesi agli inizi di gennaio fino a raggiungere delle punte minime di 2,5/3 euro al kg all’ingrosso. Da metà gennaio in poi invece c’è stata una lieve ripresa, dovuta alle previsioni di una nuova ondata di freddo>. Il Radicchio Rosso di Treviso insieme al Variegato di Castelfranco si conferma come prodotto trainante anche nel mercato estero, in primis in Germania dove l’export cresce di anno in anno, ma anche in Russia ed altri paesi dell’est Europa quali Ungheria e Romania. Sempre più importante sta diventando anche l’export verso la Cina, in particolare rivolto alla ristorazione d’elite, un fenomeno nuovo e in espansione con il quale il mondo dell’agroalimentare di qualità si interfaccia con interesse. <Dal 9 all’11 febbraio – conclude – il Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp sarà presente a Berlino a Fruit Logistica, la più grande fiera internazionale dell’ortofrutta, alla quale hanno accesso circa 1 milione di addetti ai lavori. Una partecipazione quest’anno molto più incisiva poichè affiancheremo al prestigio del Radicchio Rosso di Treviso e al Variegato di Castelfranco, i nostri “fratelli” del Veneto: il Radicchio di Chioggia e il Radicchio di Verona Igp che si distinguono per i loro importanti numeri. Miriamo così a sfondare in nuovi mercati> |
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SALUMIFICIO PEDRAZZOLI: DUE NUOVI PRODOTTI BIO E UNA FILOSOFIA SEMPRE PIÙ ‘GREEN’
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Dal 16 al 19 febbraio 2011 Salumificio Pedrazzoli sarà ancora una volta uno dei protagonisti di Biofach, la piattaforma del settore bio più grande del mondo. Il Salumificio Pedrazzoli, azienda famigliare italiana di origini mantovane, nata nel 1951, è stata tra le prime in Italia a credere nella produzione di salumi biologici fin dal 1996. Oggi l’azienda si qualifica come leader nella produzione di salumi biologici e tradizionali ed è tra i primari attori dell’export di salumi in Germania, presente nel mercato tedesco con il marchio Primavera, la Prima Vera linea di salumi da agricoltura biologica in Italia. “Nel ’98 proprio a Biofach abbiamo vinto il premio il Premio Qualità & Innovazione nel biologico per il nostro Crudo di Parma Biologico - sottolinea Elisa Pedrazzoli, Direttore Commerciale estero del Salumificio Pedrazzoli - La nostra presenza in Germania è aumentata e, in questi 12 anni, l’appuntamento con la fiera di Norimberga è diventato decisivo. Il mercato tedesco è infatti per noi un mercato di riferimento con un consumatore particolarmente sensibile non solo alla qualità del cibo, ma anche allo sfruttamento dell’ambiente”. A Biofach quest’anno Salumificio Pedrazzoli presenterà due novità biologiche: Antipasto Italiano e Cacciatorino Divino. Due prodotti speciali che vanno ad aggiungersi alla già completa linea biologica Primavera. Come gli altri prodotti inseriti nella linea, le due new entries sono perfette anche per tutti coloro che hanno problemi di intolleranze alimentari: gli ingredienti impiegati sono esclusivamente di origine naturale, privi di glutine e senza aggiunta di derivati del latte. Il Salumificio Pedrazzoli garantisce per tutti i suoi prodotti la totale tracciabilità delle carni e di tutte le materie prime utilizzate, tutelando il consumatore da possibili rischi legati alla qualità e genuinità dei prodotti. È un’azienda a ciclo chiuso - con una propria filiera suinicola - che alleva e produce e, in questo modo, garantisce il controllo diretto dall’allevamento fino alla prodotto finito. Tutti gli articoli a marchio Salumificio Pedrazzoli sia della linea Primavera sia della produzione tradizionale sono realizzati con Suino 100% italiano e nascono con l’obiettivo di proporre un prodotto esclusivo, artigianale e tradizionale, riproponendo ricette antiche che hanno l’ambizione di riscoprire sapori ormai dimenticati. Salumificio Pedrazzoli è un’azienda completamente “Eco-friendly” con continue scelte di coerenza e di responsabilità nel rispetto del cammino iniziato con la produzione della prima linea di salumi biologici in Italia. Un impegno che è proseguito negli anni e che guarda al futuro. Infatti dopo gli allevamenti e la linea di salumi bio, Pedrazzoli ha puntato sulle energie pulite e sull´utilizzo di materiale di consumo e di imballo eco-compatibile. L’azienda sta mettendo a punto un progetto in tre step per la graduale sostituzione del materiale di consumo e di imballaggi dei prodotti. In primo luogo si impiega carta riciclata per tutta la comunicazione, compresa questa cartella stampa. Successivamente il progetto includerà imballaggi, pallet e cartoni. Il percorso sostenibile intrapreso dal Salumificio, quindi, riguarda l’intera filiera a partire dai processi aziendali |
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CRESCE LA GAMMA DI PRODOTTI AMADORI PER CELIACI: 25 REFERENZE NEL PRONTUARIO DEGLI ALIMENTI 2011 DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA
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Rollate, hamburger e salsicce completano la gamma dei prodotti Amadori senza glutine, inaugurata nel 2008 con i wurstel Da gennaio 2011 la gamma dei prodotti Amadori senza glutine si amplia notevolmente, fino a comprendere rollate, hamburger, salsicce di pollo, tacchino, suino, che si aggiungono a wurstel e arrosti affettati, già disponibili negli anni passati. L’elenco dei prodotti Amadori per celiaci, segnalati nel Prontuario degli Alimenti 2011 a cura dell’Associazione Italiana Celiachia, comprende ora cinque tipologie di prodotto, per un totale di 25 referenze diverse, che uniscono la qualità del marchio Amadori alla garanzia di sicurezza per chi è intollerante al glutine. Si va dalle gustose rollate “Buona Domenica”, per un pranzo importante all’insegna della tradizione in tanti gusti diversi, fino ai “Granburger” di tacchino e suino; dalle “Salsicce”, appetitose e saporite, a “Le Buone Forchette”, affettati ideali per antipasti e secondi leggeri. Senza dimenticare i “Wurstel”, che già dal 2008 sono certificati Spiga Barrata dall’Associazione Italiana Celiachia. “Amadori continua la sua politica di sensibilità verso diverse tipologie di consumatori – commenta Flavio Amadori, Direttore Generale del Gruppo. – Negli ultimi mesi abbiamo completamente escluso il glutine da tutte le ricette realizzate nello stabilimento di San Vittore di Cesena. E’ un risultato importante di cui siamo fieri, perché ci consente di soddisfare le richieste di consumatori che necessitano di un prodotto con caratteristiche particolari: questo è il frutto di un lavoro impegnativo, che ha interessato negli ultimi anni l’intero stabilimento. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Celiachia, l’incidenza in Italia è di circa un celiaco ogni 100 persone: il nostro obiettivo è di permettere a tutti, anche ai celiaci, di poter gustare i nostri prodotti sicuri, buoni e gustosi.” Gruppo Amadori Amadori è uno dei principali leader nel settore agroalimentare italiano, azienda innovativa e punto di riferimento per i piatti a base di carne, con un fatturato 2010 di oltre 1 miliardo di euro. Fondato a San Vittore di Cesena quarant’anni fa, il Gruppo è presente oggi sul territorio nazionale con stabilimenti industriali, filiali e agenzie, contando sulla collaborazione di oltre 6.500 lavoratori. Alla base del successo di Amadori c’è la decisione del Gruppo di gestire direttamente l’intera filiera integrata. Questa scelta consente un controllo approfondito e certificato di tutte le fasi produttive: selezione delle materie prime, allevamenti, incubatoi, mangimifici, trasformazione, confezionamento e distribuzione. Tradizione e innovazione sono i due elementi che contraddistinguono il Gruppo sul mercato: una squadra di professionisti che, con passione ed esperienza, propone soluzioni gastronomiche innovative e lavora per garantire ai consumatori, ogni giorno, prodotti buoni, freschi e sicuri |
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SAPORI TRADIZIONALI E CREATIVITA’ TRA I FORNELLI DE “LA TERRASSE CUISINE & LOUNGE” GIUSEPPE D’ALESSIO ALLA GUIDA DELLE CUCINE PER IL SOFITEL ROME VILLA BORGHESE
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Ingredienti selezionati, amore per la tradizione italiana e francese, costante innovazione sono le caratteristiche che contraddistinguono l’offerta gastronomica del Sofitel Rome Villa Borghese, l’elegante albergo romano che sceglie la professionalità dello Chef Giuseppe D’alessio per guidare la cucina de La Terrasse Cuisine & Lounge, fiore all’occhiello della sua ristorazione. Il suggestivo ristorante panoramico, situato al settimo piano dell’albergo con una vista impagabile sulla città di Roma e i suoi tesori, è ora affidato alle straordinarie capacità di Giuseppe D’alessio, giovane Chef salernitano, classe 1974, che ha iniziato la sua carriera professionale alla fine degli anni Novanta. Dopo diverse esperienze in Italia, D’alessio raffina la sua arte culinaria in Europa, lavorando nei ristoranti di lussuosi alberghi in Inghilterra, Francia e Germania: tra questi, ben due stellati Michelin, l’Orrery di Londra e il Jacques Maximin di Vence, in Francia. D’alessio approda quindi a Roma nel 2004, per un incarico di prestigio al celebre ristorante La Terrazza dell’Eden, dove affianca l’Executive Chef. “Il talento e la passione che lo Chef D’alessio ripone nel suo lavoro sono i fondamentali motivi della nostra scelta” - dichiara Marie-bérengère Chapoton, Direttore Generale del Sofitel Rome Villa Borghese - “La grande competenza, le doti creative e la capacità di rinnovare la tradizione dimostrate, sono caratteristiche perfettamente in linea con ciò che ricerchiamo e perseguiamo qui al Sofitel Rome Villa Borghese, per offrire ai nostri ospiti un servizio impeccabile”. La cucina firmata Giuseppe D’alessio è ispirata dalla grande tradizione gastronomica italiana: le sue origini campane emergono con forza in ogni proposta, dando ampio risalto alla scelta degli ingredienti, genuini e naturali, alla loro preparazione, rivisitata e creativa, ma sempre rispettosa della memoria culinaria nostrana. Sapori essenziali quindi, ricercati con grande competenza per “educare” il palato dei commensali alla vera cucina italiana. Un compito, questo, che lo Chef assume con grande impegno: “La clientela internazionale del Sofitel Rome Villa Borghese”, sostiene infatti D’alessio, “deve poter riconoscere, una volta assaporato, il vero carattere della nostra cucina. Le materie prime utilizzate, selezionate con grande cura presso produttori di fiducia, sono esclusivamente italiane, tracciabili e a kilometro zero. Latticini, frutta, verdura, carne, pesce o pasta: tutto quello di cui abbiamo bisogno in cucina è già disponibile nel nostro paese, uno tra i più ricchi al mondo dal punto di vista enogastronomico.” Tra le proposte del nuovo Chef, una classica burrata accompagnata da un’esotica tempura di verdure e petali di pomodoro, piuttosto che il tradizionale pesto alla genovese, arricchito da pomodorini pachino e delicato pesce fresco. Un motivo in più, per saggiare la deliziosa offerta gastronomica del raffinato albergo romano. Tra via Veneto, Piazza di Spagna, Villa Borghese e Villa Medici trova dimora il Sofitel Rome Villa Borghese, l’esclusivo albergo, che offre un armonico equilibrio tra lusso, piacere ed eleganza. A disposizione degli ospiti: 111 camere – 3 Suite, 9 Camere De Luxe, 85 Camere superiori e 14 Camere classiche - tutte finemente arredate nel rispetto dello stile neoclassico, il ristorante cocktail bar “La Terrasse Cuisine & Lounge”, con un ineguagliabile vista su Roma, “Le 49", sala ampia ed elegante riservato alla colazione e agli eventi speciali, il bar “Club Le Boston”, con un elegante salotto in stile inglese e 3 sale riunioni lussuosamente arredate e caratterizzate dalle più avanzate tecnologie multimediali |
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LA NUOVA INIZIATIVA DI WEIN.KALTERN “POLENTA & VINO A CALDARO – ALTO ADIGE” COINVOLGE 62 PUNTI VENDITA TRA WEIN-BAR, RISTORANTI, CANTINE, HOTEL ED ENOTECHE DEL TERRITORIO CHE ADERISCONO ALL’INIZIATIVA PER LA PROMOZIONE DELLA POLENTA ORIGINALE DI CALDARO AL LAGO, IN ABBINAMENTO AL VINO LAGO DI CALDARO PRODOTTO CON UVA SCHIAVA.
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L’iniziativa dell’associazione wein.Kaletern di Caldaro (Bz), che da oltre 10 anni è promotrice di numerose iniziative legate al vino a alla salvaguardia della cultura gastronomica sudtirolese e che si identifica con l’ormai famoso “bollino rosso” sinonimo di qualità, ha reintrodotto recentemente l’originale polenta di Caldaro (Kalterer Plent) coltivata sui terreni della zona, da gustare con un bicchiere di Lago di Caldaro fresco: per assaporare il terroir non solo nel bicchiere, ma anche nel piatto. Numerosi ristoranti del territorio, in questo periodo di fine inverno, propongono nei loro menù ricette che hanno come ingrediente principe la prelibata polenta gialla, che si può acquistare nei negozi e nelle enoteche del paese, contraddistinta dall’originale confezione rossa che riprende il logo del consorzio. Oggi Caldaro è un’area vinicola tra le più rinomate in Alto Adige. Già in alcuni documenti risalenti al Xiii sec. Veniva menzionato questo famoso nettare ”Lago di Caldaro” che assieme alle specialità gastronomiche della tradizione rendono questa località una meta così famosa e visitata da migliaia di turisti ogni anno. Nella Bassa Atesina, il mais è stato coltivato per oltre 300 anni e solo recentemente soppiantato dalla frutticoltura che rappresenta un’alternativa sicuramente più redditizia rispetto al grano turco. La polenta preparata con la farina gialla ha però mantenuto una certa importanza nella cucina sudtirolese: si accompagna al gulasch, alle salsicce, al formaggio o al caffé d’orzo come la si preparava un tempo nel vigneto durante la vendemmia. Alcuni ristoranti propongono gli gnocchi di polenta, la rosticciata di polenta e verdure, l’abbinamento con il sanguinaccio, la carne e il pesce di lago. Il costo di una confezione di Polenta di Caldaro da 500 grammi è di € 6,00, in vendita nelle 62 aziende consociate che aderiscono all’iniziativa wein.Kaltern |
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AL CAFÈ D’EL BRELLIN RITORNA L’APERITIVO LOMBARDO PIU’ GOLOSO! ASSAGGIA E COMPRA LE ECCELLENZE LOMBARDE
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Prosegue l’iniziativa avviata con il Lombardino Dal mese di febbraio 2011e per tutto il mese di marzo proseguono - grazie alla collaborazione tra El Brellin e la rivista Ristorarte - le degustazioni di salumi, formaggi ed altre eccellenze lombarde che si potranno assaggiare e acquistare presso il Café d’El Brellin. Ogni martedì dalle 19 alle 21 un produttore lombardo presenterà le proprie specialità al pubblico: una selezione di queste verrà proposta in degustazione durante l’aperitivo per tutta la settimana, e in quella settimana i clienti potranno acquistarle. Quest’iniziativa punta a dare notorietà e a valorizzare le eccellenze gastronomiche delle terre lombarde: El Brellin è uno dei locali più noti della vecchia Milano, e quindi una sede d’elezione per ospitare questi eventi. Infatti, la cucina del ristorante El Brellin coniuga alcune tipiche specialità milanesi con personali riletture di ricette tradizionali lombarde e altri piatti di ricerca culinaria in linea con l´evoluzione del gusto e le esigenze di una clientela internazionale. In primo piano al Brellin vi sono i piatti della tradizione milanese, variati in armonia con il ciclo delle stagioni. L´autentico risotto alla milanese con l´ossobuco, il delizioso rustin negàa e la celebre cotoletta sono alcune tra le specialità dello chef. El Brellin tra l’altro è un locale di particolare fascino: situato in una splendida dimora settecentesca articolata su due piani con il suo Cafè che occupa la vecchia drogheria dove le lavandaie si rifornivano di acqua calda, spazzole e sapone prima di recarsi a lavare i panni dei clienti sulle "brelle” di pietra, inginocchiate appunto sul “brellin” di legno. Per i mesi di febbraio e marzo sfileranno i prodotti della Latteria Sociale Valtellina di Delebio (So), i pesci affumicati del Ticino dell’ Azienda Agricola Mandelli di Cassolnovo (Pv) e i salumi tipici valtellinesi del Salumificio Del Curto di Chiavenna (So). Di seguito i dettagli degli appuntamenti di febbraio: 15 - 21 febbraio - I Pesci Affumicati Del Ticino Trota affumicata, Storione affumicato Produttore: Azienda Agricola Mandelli, Cassolnovo (Pv) 22 - 28 febbraio - Salumi Tipici Valtellinesi Slinzega, Bastardei, Speck Chiavennasco Produttore: Salumificio Del Curto, Chiavenna (So) |
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STRADA DEL BAROLO E CONSORZIO “I VINI DEL PIEMONTE” INSIEME ALLA CONQUISTA DELL’EUROPA IL BAROLO & FRIENDS EVENT SI SVOLGERÀ QUEST’ANNO IN SVIZZERA, BELGIO E DANIMARCA.
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I vini e le eccellenze agroalimentari piemontesi saranno anche presenti in tre eventi a Lugano, Vienna e Monaco di Baviera. Sono aperte le iscrizioni all’evento di Zurigo del 6 giugno. Saranno tre i Barolo & Friends Event del 2011. Un ritorno a Copenhagen e Bruxelles dopo il successo delle edizioni 2009 e 2010 e l’esordio in Svizzera a Zurigo. Ma la Strada del Barolo e grandi vini di Langa e il Consorzio “I Vini del Piemonte” saranno anche presenti a Monaco di Baviera, Vienna e a Lugano, in occasione di due eventi di presentazione delle eccellenze turistiche e gastronomiche italiane e piemontesi. Si parte il 6 e 7 maggio, con la terza edizione del Barolo & Friends Event a Copenhagen, in Danimarca. Un mese dopo, il 6 giugno, il Barolo & Friends sarà a Zurigo, per la sua prima edizione in Svizzera (iscrizioni già aperte, da effettuare entro il 21 febbraio). Nell’autunno, 8-9 ottobre, la Strada del Barolo e grandi vini di Langa e il Consorzio “I Vini del Piemonte” saranno a Monaco di Baviera, in Germania, e il 3-4 dicembre a Vienna, in entrambe le occasioni per “Visit Italy”, evento di presentazione delle eccellenze turistiche ed enogastronomiche italiane rivolto al pubblico e con un convegno di approfondimento sull´enogastronomia per operatori del settore. La Strada e il Consorzio gestiranno “Casa Piemonte”, dove saranno presentati i vini, l’enogastronomia e il turismo piemontese. A fine mese, dal 29 ottobre al 1 novembre, si torna in Svizzera, a Lugano, per il Salone internazionale svizzero delle vacanze, con incontri sia con gli operatori del settore sia con il pubblico di enoappassionati, promozione turistica del Piemonte e dei vini e delle specialità gastronomiche piemontesi. A metà novembre, Strada e Consorzio saranno a Bruxelles per la seconda edizione del Barolo & Friends Event nella capitale del Belgio. In Svizzera, a Zurigo, il 6 giugno il Barolo & Friends Event si svolgerà nella prestigiosa sede della Kongress Haus, nel cuore della città e come ormai è formula consolidata del Barolo & Friends, l’evento sarà articolato in due momenti distinti. Il primo sarà rivolto al trade, pubblico di soli accreditati, con incontri tra produttori e importatori, degustazioni e seminari sui vini e le eccellenze agroalimentari piemontesi per operatori del settore, ristoratori, titolari di enoteche, commercianti, sommelier e giornalisti. Sarà allestito un corner dedicato ai prodotti specifici, alle enoteche, ai consorzi e alle strade del vino piemontesi, seminari sui vini Doc e Docg, sui formaggi Dop e sui cibi piemontesi e i loro abbinamenti ai vini. Nel tardo pomeriggio-sera l’evento si aprirà al pubblico di appassionati, a pagamento, che potranno conoscere e degustare le eccellenze enogastronomiche del Piemonte, attraverso tavoli di degustazione di vini e prodotti agroalimentari e uno show coking in collaborazione con uno dei più conosciuti e importati chef della Svizzera con la preparazione di piatti della tradizione regionale piemontese. Un concorso a premi metterà in palio viaggi in Langa e vini piemontesi. Per informazioni e adesioni all’evento di Zurigo del 6 giugno: tel. 0173-787166, email: info@stradadelbarolo.It Sul sito internet www.Baroloevent.com è scaricabile il programma dell’evento e il modulo di iscrizione. I posti sono limitati. Iscrizioni entro il 21 febbraio 2011. Il Consorzio “I vini del Piemonte” nasce per iniziativa dell’Associazione “Strada del Barolo e grandi vini di Langa”, con il pieno sostegno delle altre Strade del vino piemontesi, dalla volontà dei produttori di vino a denominazione di origine del Piemonte e delle associazioni e i consorzi di produttori e dalle loro reali esigenze di consolidare quote di mercato e conquistarne di nuove in Italia e all’estero. Il Consorzio mette insieme aziende a conduzione familiare con grandi gruppi, come quelli del Consorzio Alta Langa Metodo Classico, entrato a fare parte del Consorzio I Vini del Piemonte forte di nomi come Fontanafredda e Fratelli Gancia. Il Consozio parte da Langhe e Roero ma ha la ferma volontà di coinvolgere altre importanti realtà vitivinicole regionali, dall’alessandrino all’astigiano, dal novarese a tutto il nord del Piemonte. “L’obiettivo è quello di coinvolgere nel Consorzio tutti i territorio vitivinicoli del Piemonte – ha detto il presidente Mauro Daniele – per promuovere e rafforzare l’immagine complessiva dei vini doc e docg della regione. Attraverso questa sinergia e l’offerta variegata che possiamo offrire con i vini del Piemonte, siamo convinti di poter partire a consolidare mercati dove siamo presenti e conquistare nuovi scenari commerciali, come possono essere quelli del Sud Est asiatico, della Cina e del Giappone”. Il Cda del Consozio “I Vini del Piemonte” è composto dal Presidente Mauro Daniele (Le Strette - Novello), dal vicepresidente Andrea Faccio (Villa Giada - Canelli), Lamberto Vallarino Gancia (Cantine Gancia e Consorzio Tutela Alta Langa Metodo Classico - Isola d´Asti), Lorenzo Olivero (Mario Olivero - Roddi), Nicola Argamante (Podere Ruggeri Corsini - Monforte d´Alba), Fiorella Sacchetto (Bric Cenciurio - Barolo), Mariella Conterno (Cadia - Roddi) |
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GRAPPA FRATTINA È UN MARCHIO DEL GRUPPO AVERNA: IL COCKTAIL CHE CELEBRA IL 150° DELL’UNITÀ D’ITALIA
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Emblema dell´amaro italiano e della sicilianità nel mondo, l’Amaro Averna è diventato, per milioni di estimatori, il sigillo ideale del dopo pasto e il sapore dei momenti di relax, quelli del “gusto pieno della vita”. Made in Italy al 100% e di proprietà del Gruppo che fa capo all´omonima dinastia, da 140 anni Amaro Averna incarna i valori della tradizione, della famiglia, della convivialità e del vivere mediterraneo. Ma il marchio Averna non è più solo Amaro: negli anni, allo storico prodotto nato dalla sapienza di un frate cappuccino, si è affiancata una gamma completa di liquori da dopo pasto, tra cui Sambuca, Grappa Siciliana e Liquori Dolci alla frutta di Sicilia. Presente in 60 paesi nel mondo, nel 2009 il fatturato consolidato del Gruppo Averna, proprietario anche di Pernigotti, Grappa Frattina e Casoni, ha raggiunto € 200mln, di cui il 20% generato dall’export. Rosso, Verde, Frattina Il cocktail che celebra il 150° dell’unità d’Italia Un cocktail per festeggiare la nostra Nazione con colori della tradizione italiana e della bandiera: Rosso Verde Frattina è il long drink tutto italiano dal carattere forte marchiato Made in Italy. Non poteva essere altrimenti, vista l’importanza dell’ingrediente principale, la grappa che dal 1989 è un prodotto solo nostrano, riconosciuto dalle leggi dell’Unione Europea. Italiana per legge e per tradizione. Ed è proprio dall’Italia che nascono le grappe monovitigno Grappa Frattina. L’occasione giusta per brindare con Rosso Verde Frattina si presenta il 17 marzo, apertura dei festeggiamenti per il 150° dell’unità del nostro Paese. Se fosse una signora l’Italia sarebbe del segno dei pesci: un po’ svagata, caotica, ma in grado di far innamorare di continuo i personaggi più diversi. Come l’Italia, anche Rosso Verde Frattina farà innamorare tutti grazie al suo carattere aggraziato, gentile... Femminile. La ricetta, ideata dal noto mixologist Angelo Carpentieri, è semplice da preparare in casa e con gli amici: 3/10 di Grappa Frattina Chardonnay; 3/10 di Bitter; 4/10 di Limoncetta di Sorrento Averna. Il tutto miscelato con lo spirito della Mixability, la capacità di shakerare insieme in un irresistibile mix gli ingredienti più accattivanti. Accostamenti fantasiosi come quelli di Rosso Verde Frattina stregano i consumatori con fantasia e superlativa qualità. Per creare la giusta alchimia gli ingredienti di Rosso Verde Frattina vanno versati nello shaker, aggiungendo tanto ghiaccio e agitando energicamente. Come gustare appieno tutte le caratteristiche irresistibili del drink? Il mix va servito in una doppia coppetta da cocktail ben fredda decorata con un drop di sciroppo di mela verde. E non preoccupatevi se dovesse cadervi qualche goccia di grappa Frattina: per valutare se una grappa è di qualità, un gesto tipico da intenditore è versare una goccia sul dorso della mano, strofinare ed annusare. Sentirete al naso tutta l’armonia e la delicatezza dei profumi del frutto da cui proviene il distillato, lasciando sulla mano un piacevole e persistente profumo. Morbida e delicata, elementi ottenibili unicamente dalla distillazione di una sola qualità di uva, Grappa Frattina è leader nel comparto monovitigno e con un livello qualitativo eccellente. E solo il leader poteva offrire la possibilità di gustare un nobile cocktail: Rosso Verde Frattina |
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