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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 19 Maggio 2011 |
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AGENDA DIGITALE: LA RICERCA EUROPEA DIETRO L´INTERNET DEL FUTURO |
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Bruxelles, 19 Maggio 2011 - Nel contesto di questa settimana " settimana Future Internet ", manifestazione a Budapest, la Commissione europea sta riesaminando il progresso di circa 140" Future Internet "progetti di ricerca che lo supporta. Internet si connette più di 1,5 miliardi di persone oggi e di miliardi di oggetti sono attesi per ottenere domani collegati. -Finanziato la ricerca Ue mira a rendere Internet del futuro, un luogo dinamico di innovazione, crescita e occupazione. Partendo da questa finanziato dall´Unione europea di ricerca esistenti, un € 600.000.000 "internet del futuro" Public-private Partnership è stata lanciata il 3 ° Maggio 2011 per sviluppare nuovi metodi per creare migliori servizi e migliorare l´innovazione di business per l´Internet del futuro (vedi Ip/11 / 525 ). Promuovere la ricerca dell´Ue, di sviluppo e di innovazione è un elemento chiave dell´agenda europea del digitale ( cfr. Ip/10/581 , Memo/10/199 e Memo/10/200 ). Esempi di progetti di eccellenza finanziata dall´Ue di ricerca nel campo dell´internet del futuro sono: 2.020 3D Media : la creazione di una catena del valore 3D nel settore dello spettacolo. Questo progetto di ricerche come la tecnologia può diventare interoperabili per acquisire, produrre, distribuire e visualizzare tridimensionale (3D), suono e immagini e creare una catena di valore di costo più efficienti come l´industria 3D si espande. La consegna di servizi sempre più 3D via Internet sui telefoni cellulari o in Tv influenzerà il modo in futuro di Internet è stato progettato. Pellicola è stata finora la forza trainante per l´industria dell´intrattenimento, che stabilisce le norme di qualità e di alimentare le catene di distribuzione di altri mezzi di comunicazione (canali Tv broadcast, cavo e via satellite, Dvd, video, giochi, telefoni cellulari, ecc.) La creazione di una completa catena di valore "3-D in grado ´è prevista per promuovere l´industria dell´intrattenimento allo stesso modo come il cinema tradizionale ha fatto. 2.020 3D Media mira quindi a fornire un sistema di acquisizione 3D interoperabile in modo che i consumatori solo bisogno di acquistare uno di una versione 3D di proiezione che può essere convertito per vedere sul display dello strumento a loro scelta (ad esempio console per videogiochi, telefoni cellulari, Tv, ecc .). I risultati della ricerca del progetto sono stati utilizzati per applicazioni industriali in segnali video ad alta risoluzione, convertitori di formato 3D e 3D mixer audio. Il progetto è realizzato da aziende, università e centri di ricerca in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. E ´finanziato dalla Ue del Settimo programma quadro con € 9,8 milioni (costo totale del progetto pari a € 15,2 milioni). E ´iniziato nel febbraio 2008 e fu terminato nel marzo 2011. Per maggiori informazioni: http://www.20203dmedia.Eu/ Sensei : integrando il mondo fisico nel mondo digitale. Il progetto Sensei ricerche come il mondo fisico può essere integrato nel mondo digitale. Sensei crea un´architettura aperta It business-driven che affronta globalmente distribuiti come dispositivi di rilevamento (ad esempio sensori di trasporto pubblico) affrontare il problema della gestione di aumentare il traffico dati."Luoghi Smart" può essere creato, collegando il reale e il mondo digitale. Per esempio, collegandosi a Internet, alcuni sensori wireless posizionato sui bus, car-pooling può ricevere un messaggio di testo quando c´è un autobus nelle vicinanze, che potevano arrivare a destinazione più velocemente. Il sistema Sensei mira anche a rendere le infrastrutture esistenti, come i sistemi sanitari, le griglie di energia o di gestione del traffico ´intelligenti´, integrando i propri dati in applicazioni innovative che possono creare preziose informazioni per gli utenti. Il sistema è stato testato in Norvegia nel collari che danno la posizione Gps del bestiame, permettendo al proprietario di pista in cui essi sono al pascolo. Servizi della città intelligenti sono stati dispiegati a Belgrado per misurare la temperatura, l´umidità e le emissioni di Co ² da autobus e pullman per individuare sul loro percorso in tempo reale. I cittadini possono beneficiare di queste informazioni tramite applicazioni mobile e web. Il progetto è realizzato da aziende, università e centri di ricerca in Finlandia, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Repubblica di Serbia, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. E ´finanziato dalla Ue Settimo programma quadro con € 14,9 milioni (costo totale del progetto di € 23.200.000). E ´iniziato nel gennaio 2008 e fu terminato nel dicembre 2010. Per maggiori informazioni: http://www.Ict-sensei.org/index.php Internet delle cose Architettura : portare la scienza-fiction nella nostra vita. L´internet of Things (Iot) progetto di architettura ricerca come i computer, oggetti e persone in grado di connettersi a Internet in modo aperto e standardizzato salvaguardando la privacy e la sicurezza. Oggi, diversi dispositivi e gli oggetti comunicano tramite mezzi diversi (ad esempio etichette intelligenti (Radio Frequency Identification Device - Rfid) e sensori intelligenti) che non si tratta necessariamente di interoperabilità. Sistemi di dati separati può trattare solo una quantità limitata di dati di crescita e non adeguatamente tutelare la privacy e la sicurezza. Questo puzzle di sistemi potrebbe rallentare soluzioni globali per il futuro di Internet delle Cose. L´internet of Things modello di architettura ricerca come l´Internet del futuro, vale a dire case intelligenti, sistemi di trasporto intelligenti, di monitoraggio dei sistemi sanitari e la logistica e le imprese al dettaglio, possono coesistere su una piattaforma standardizzata per trasformare dati in informazioni. Allo stesso tempo, misure di sicurezza e privacy possono essere meglio utilizzate per la progettazione di queste tecnologie innovative per la salvaguardia dei dati personali degli utenti. Una prima versione di internet degli oggetti architettura europea sarà presentato durante la Settimana Iot 6-9 ° giugno 2011 a Barcellona. Il progetto è realizzato da industria, università, centri di ricerca in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. E ´finanziato dalla Ue del Settimo programma quadro con 11.900.000 € (costo totale del progetto di € 18.700.000). E ´iniziato nel settembre 2010 e dovrebbe essere terminato nel mese di agosto 2013. Per maggiori informazioni: http://www.Iot-a.Eu/public Maggiori informazioni su l´Internet del futuro: · Future Internet : http://ec.Europa.eu/foi |
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BUON COMPLEANNO ".EU" ! |
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Bruxelles, 19 maggio 2011 - In principio fu ".Com", poi passando per i vari ".Org", ".Int" e tutti gli altri "punti" della galassia digitale, anche l´Unione europea si è guadagnata il suo dominio che, a cinque anni dal lancio, si sta rapidamente avvicinando ai 3.500.000 di registrazioni. Imprese europee, organizzazioni e cittadini hanno abbracciato il ".Eu" che, disponibile dal 6 aprile 2006, ha festeggiato il suo quinto compleanno durante la plenaria di Strasburgo, il mese scorso. Le istituzioni europee sono state le prime a fare il cambio, modificando il proprio dominio da ".Int" a ."eu", e da allora "punto eu" si è esteso a coprire gli indirizzi internet nei campi più svariati. Lo scorso mese di aprile, il quinto compleanno di "punto eu" è stato festeggiato a Strasburgo alla presenza di oltre 130 deputati e, naturalmente, dell´agenzia per la registrazione dei numeri di dominio europei (Eurid). L´uso di ".Eu" si é diffuso a ritmo sostenuto, con diverse centinaia di registrazioni al giorno. La Germania ne rappresenta il mercato principale e, con oltre un milione di iscrizioni, questi cinque anni hanno visto la crescita dell´estensione ".Eu", in territorio tedesco, superare quella del dominio nazionale ".De". La diffusione più rapida però è avvenuta in Estonia, Polonia, Slovacchia e Lituania, dove ".Ue" è addirittura in concorrenza con ".Com", come seconda estensione più popolare, dopo quella nazionale. Ma anche l´Italia non resta indietro, e con quasi 200.000 siti battezzati è al sesto posto della classifica europea. In generale ".Eu" è attualmente il quarto dominio in Europa, e il nono nel mondo in competizione sempre più serrata con l´onnipresente ".Com". Le speranze, le paure ... E la gloria - "Il giorno che abbiamo aperto ".Eu" al pubblico, il 7 aprile 2006, è un giorno che non dimenticherò mai: il nostro lancio è stato il più grande nella storia dei domini di primo livello ... È stato un momento memorabile, quando il primo ".Eu" ha iniziato a scorrere sullo schermo". Così Marc Van Wesemael, Direttore generale di Eurid, ricorda la nascita del dominio europeo. Inizialmente "c´era molto scetticismo perché il grande punto interrogativo era quale fosse il valore aggiunto del dominio europeo rispetto a quelli nazionali ... E credo che a cinque anni di distanza abbiamo dimostrato la sua efficacia, la sia efficacia e il beneficio per gli affari delle imprese" ha commentato la socialista ingleseArlene Mccarthy durante la festa a Strasburgo per il "compleanno del .Eu". Come registrare il proprio dominio .Eu? Per registrare il proprio dominio bisogna innanzitutto essere cittadini o imprese dell´Unione europea. Bisogna controllare poi che il nome desiderato sia ancora disponibile, in quanto il sistema si basa sul principio dell´ "ordine di arrivo". È possibile registrare l´indirizzo a dominio .Eu per un massimo di 10 anni, rivolgendosi ad un "registrar", e pagando per il servizio offerto. Ce ne sono molti in ogni paese e è possibile trovarli nel database della pagina web di Eurid. A questo punto si diventa titolari/proprietari del nome con il pieno diritto di cedere, trasferire o cancellare il proprio indirizzo. |
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2º WORKSHOP INTERNAZIONALE SULLA VISUALIZZAZIONE DATI |
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Lugano, 19 maggio 2011 - Il secondo workshop internazionale sulla visualizzazione dati si svolgerà il 14 e 15 settembre 2011 a Lugano, in Svizzera. Gli ultimi anni hanno visto una proliferazione di fornitori di dati disponibili su internet, specialmente sotto forma di servizi web. Questa tendenza è associata alla crescente disponibilità di un´ampia gamma di strumenti per l´integrazione dei dati di alto livello, come le piattaforme mash-up, che permettono agli utenti di sviluppare nuove applicazioni e scenari commerciali. Si tratta di un cambiamento importante riguardo alla tradizionale integrazione e consultazione dei documenti, poiché l´interazione con gli archivi dati si era dimostrata un compito arduo per gli sviluppatori di applicazioni. A questo scopo, lo scambio reciproco tra diverse discipline è obbligatorio: gli approcci esistenti all´ingegneria, l´integrazione e la composizione dei servizi web dovrebbero essere incorporati con la visualizzazione dati e le metodologie di interazione allo scopo di identificare i migliori paradigmi di interazione e visualizzazione sui servizi web incentrati sui dati. L´obbiettivo dell´evento sarà quello di riunire ricercatori e professionisti nei vari campi connessi con l´integrazione, l´interazione e la visualizzazione dei dati per esaminare la fattibilità dell´utilizzo e della combinazione di diversi approcci per creare applicazioni efficaci basate sui servizi web e incentrate sui dati. Per ulteriori informazioni, visitare: http://dataview.Como.polimi.it/2011/ |
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SUPER LASER IN EUROPA? CERTO |
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Bruxelles, 19 maggio 2011 - Guadagnarsi e mantenere una posizione forte nei mercati tecnologici europei e mondiali è una delle priorità dell´agenda dell´Ue. Per contribuire al raggiungimento di questo obiettivo c´è il progetto Eli ("Extreme light infrastructure") che ha ricevuto 6 milioni di euro nell´ambito della linea di bilancio Infrastrutture di ricerca del Settimo programma quadro (7° Pq) dell´Ue per costruire un laser di intensità sufficiente a strappare i fotoni in coppie di elettroni-positroni. Per cominciare saranno costruiti in totale quattro laser ad alta potenza nell´Europa dell´est; inizialmente ne saranno costruiti tre, il quarto è in programma per un secondo momento. Il primo super laser, che sarà costruito vicino alla capitale ceca, Praga, raggiungerà la classe degli exawatt, il che lo renderà 100 volte più potente di quelli attualmente disponibili. I partner del progetto sottolineano che l´obiettivo primario di Eli è servire da strumento di ricerca. Questo tipo di super laser potrebbe avere un ruolo cruciale nello sviluppo di nuovi metodi di diagnosi e di cura del cancro e potrebbe aiutare a migliorare la nostra comprensione della biologia molecolare e della nanoscienza. Potrebbe essere usato anche per risolvere miriadi di problemi che occupano la mente degli ambientalisti, come gestire i rifiuti nucleari per esempio. Alcune fonti della Repubblica ceca hanno detto che l´accordo per la costruzione del laser dell´Eli è stato difficile da raggiungere, visto che cinque paesi premevano per averlo. La Repubblica ceca, però, diventerà un giocatore importante nel campo della ricerca ottica e fotonica grazie al progetto Eli. Negli ultimi dieci anni, questo Stato membro dell´Ue ha ospitato il Precision Automated Laser Signals (Pals) che è uno dei più sofisticati sistemi laser in Europa. Secondo il piano, il super laser comincerà a funzionare entro i prossimi quattro anni a Dolni Brezany, una città a sud di Praga. Funzionerà usando impulsi molto brevi di particelle significativamente ad alta energia e raggi di radiazioni. Ungheria e Romania saranno i prossimi paesi a ospitare i super laser. Le fonti dicono che ogni progetto sarà specializzato in diverse aree di ricerca, ma tutti i progetti porteranno alla costruzione del quarto super laser, che avrà il doppio della potenza dei tre laser. Questo quarto super laser produrrà fino a 200 petawatt l´ora, che secondo gli esperti è il limite teorico per i laser. Le fonti dicono che il prezzo totale del progetto ammonterà a 700 milioni di euro. L´eli riunisce quasi 40 istituzioni di ricerca e accademiche di 13 Stati membri dell´Ue. Coordinato dal Centre national de la recherche scientifique, l´Eli comprende tre rami: 1) scienza a campo ultra-alto, che esplora l´interazione laser-materia in un campo di energia dove le leggi relativistiche potrebbero diventare nulle o non valide; 2) scienza del laser ad attosecondi, che è progettato per condurre uno studio temporale di dinamiche dell´elettrone in atomi, molecole, plasma e solidi nella scala degli attosecondi; e 3) scienza del raggio ad alta energia, che si occupa dello sviluppo e dell´uso di linee di raggio dedicate con impulsi ultra brevi di radiazioni ad alta energia e impulsi che raggiungono quasi la velocità della luce. Esperti provenienti da Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania e Regno Unito stanno apportando importantissimi contributi a questo progetto. Per maggiori informazioni, visitare: Eli: http://www.Extreme-light-infrastructure.eu/ Infrastrutture di ricerca del 7º Pq: http://cordis.Europa.eu/infrastructures/ |
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WORKSHOP SULLE GARANZIE PER I SISTEMI AUTOADATTATIVI |
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Szeged, 19 maggio 2011 - Un workshop sulle garanzie per i sistemi autoadattativi si svolgerà dal 5 al 9 settembre 2011 a Szeged, in Ungheria. Fino a poco tempo fa, riparare i guasti ed effettuare gli aggiornamenti sui sistemi software erano attività eseguite dagli esseri umani. La crescente complessità dei sistemi e l´incertezza che aumenta nei loro ambienti operativi hanno però creato una forte esigenza di sviluppare sistemi in grado di migliorare il proprio funzionamento, adattarsi ai cambiamenti e riprendersi dai guasti autonomamente. Questa situazione ha portato ai recenti progressi nei sistemi autoadattativi, che sono in grado di riconfigurare la propria struttura e di modificare il proprio comportamento in fase di esecuzione per adattarsi ai cambiamenti ambientali. Malgrado questi progressi, un aspetto chiave dei sistemi autoadattativi che deve essere ancora affrontato in fondo sono le garanzie: ovvero, fornire prove che durante il funzionamento i sistemi soddisfano le loro proprietà funzionali ed extra funzionali dichiarate. Lo sviluppo di sistemi autoadattativi a elevata sicurezza è difficile, poiché essi tendono a essere altamente dipendenti dal contesto, e questo fatto introduce un grado di incertezza elevato. L´evento riunirà ricercatori per discutere aspetti dell´ingegneria del software, dei sistemi autoadattativi, tra cui metodi, architetture, linguaggi, algoritmi, tecniche e strumenti che possono essere usati per supportare le garanzie nello sviluppo dei sistemi autoadattativi. Per ulteriori informazioni, visitare: http://asas.Dei.uc.pt/ |
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E-COMMERCE SE LO PROVI È PER SEMPRE È PRATICO, UTILE, NON FA PAURA AI GIOVANI E CONVINCE ANCHE GLI OVER50. IL 23% DI CHI HA ESORDITO MENO DI 12 MESI FA OGGI ACQUISTA ONLINE PIÙ DI 20 PRODOTTI ALL’ANNO E, CON UNO SCONTRINO MEDIO DI 172 EURO, È IL BENESSERE LA NOVITÀ 2011. |
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Milano, 19 maggio 2011 – Qual è lo stato dell’E-commerce in Italia? Lo raccontano direttamente gli oltre 30 operatori del settore e-commerce e 62.000 utenti Internet, navigatori e acquirenti che quest’anno hanno partecipato all’indagine sui comportamenti d’acquisto online nata dalla collaborazione tra Netcomm - Consorzio del Commercio Elettronico Italiano e Contactlab, azienda specializzata in soluzioni e consulenza di digital direct marketing e presentata oggi in apertura del Netcomm E-commerce Forum di Milano. La seconda edizione dell’E-commerce Consumer Behaviour Report rivela che, rispetto al 2010, i consumatori comprano più spesso (47%), spendono di più (48%) e diversificano maggiormente i propri acquisti (45%). Aumenta la loro fiducia nel mezzo e anzi, il 23% di chi ha iniziato a comprare online nell’ultimo anno non si è fermato al primo acquisto, ma è nel novero degli heavy e-buyer (+10% rispetto allo scorso anno), con all’attivo più di 20 prodotti all’anno. “Anche quest’anno la seconda edizione dell’E-commerce Consumer Behaviour Report si conferma come la più ampia rilevazione mai condotta sui comportamenti di acquisto online degli italiani. - commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico italiano (cliccare qui per scaricare la foto) - L’indagine ha permesso di analizzare una popolazione per cui comprare online è diventata una vera e propria abitudine di consumo. Osserviamo infatti una diffusione sempre maggiore dell’e-commerce e assistiamo a un innalzamento delle fasce di età degli acquirenti il cui 30% ha più di 50 anni. Inoltre, se l’87% compra da casa, il 3% utilizza il proprio smarthphone o tablet; ben il 48% predilige l’orario serale o notturno per effettuare la transazione e tra i settori più gettonati troviamo, novità assoluta, il benessere, con una spesa media di 172 euro”. L’acquisto online è considerato un canale attrattivo per la sua praticità e la sua utilità: dopo la consueta attività di screening (informarsi nel dettaglio sul prodotto/servizio d’interesse, 74%; navigare alla ricerca di un nuovo prodotto/servizio, 54%), quello che l’utente online desidera, quando utilizza Internet per acquistare, è comunicare con l’azienda (42%) e, infine, condividere la sua esperienza con gli altri, direttamente o tramite i canali online. Nella scelta del sito da cui acquistare, l’utente guarda prima di tutto l’usabilità e la ricchezza delle informazioni messe a disposizione (88%). La notorietà del sito è molto importante per il 61% degli utenti, mentre la pubblicità sui canali tradizionali e sul web non è ritenuta così rilevante dalla maggioranza degli acquirenti online. “Fra i dati più rilevanti emersi - annuncia Massimo Fubini, Amministratore Delegato di Contactlab (cliccare qui per scaricare la foto) - l’aumento di fiducia nel commercio elettronico: rispetto al 2010 è aumentata del 3% la quota degli intervistati che dichiara di fare acquisti sul web. Se al primo posto tra i fattori che spingono a effettuare un acquisto online troviamo la comodità di poterlo fare in ogni momento, una maggiore attenzione agli aspetti legati alla logistica e al customer care potrebbe far propendere all’acquisto online chi ancora non lo fa e chi compra ancora pochi prodotti. Anche chi non acquista online trova su Internet prodotti e servizi di proprio interesse: solo il 23% dichiara di non acquistare perché non soddisfatto dell’offerta e le paure in termini di sicurezza si collocano soltanto al 5° posto tra i motivi di non-acquisto. Rimane tuttavia preponderante il bisogno di verificare la qualità del prodotto (78%) e la necessità di avere un rapporto diretto con il venditore, la cui mancanza blocca il 69% degli utenti”. Fasce d’età e fiducia nell’acquisto online - Il 90% dei rispondenti è rappresentato da acquirenti; resta quindi un 10% che non compra online. Si nota una buona rappresentanza delle fasce più mature della popolazione: il 57% dei rispondenti ha tra i 30 e i 59 anni, il 29% si colloca tra i 50 e i 79. Dati che confermano le rilevazioni dello scorso anno e smentiscono le convinzioni sulla minor confidenza degli adulti con la rete. Ancor più interessante è la differenza dei comportamenti tra i non acquirenti a seconda delle diverse fasce d’età: il 71% dei cosiddetti “nativi digitali” (10-19 anni) e il 44% dei giovani tra i 20 e i 29 anni, pur non acquistando, non considerano insicuro inviare i propri dati via internet. La sicurezza diventa invece una barriera all’acquisto più rilevante al crescere dell’età ma in generale l’E-commerce riscuote un giudizio molto positivo su tutti i fronti: gli utenti trovano sempre più semplice reperire informazioni (70%) e apprezzano l’ampliamento e il miglioramento dell’offerta di prodotti e servizi (68% e 67%). Il 63% riscontra una maggiore semplicità nelle procedure di acquisto e ritiene più sicuro effettuare pagamenti online. Perché, quando e dove si fanno acquisti online - L’e-commerce si diffonde sempre più nelle abitudini e negli spazi di vita degli acquirenti. La disponibilità 24h/24 (85%), il vantaggio economico (83%) e il risparmio di tempo (80%) sono i primi fattori a spingere verso l’acquisto online. Si acquista dall’ufficio (26%) ma anche da smartphone o tablet (3%). Un dato interessante che dimostra la tendenza, che si va sempre più consolidando negli ultimi anni, di spostare la fruizione di Internet sui dispositivi mobili. “Uno spunto interessante per tutti gli operatori che utilizzano canali di vendita online – conferma Roberto Liscia - quanti di loro hanno un sito e dei sistemi di pagamento ottimizzati per il mobile? È senza dubbio una delle leve strategiche su cui puntare per vincere la sfida della competitività davanti a un consumatore che ha sempre meno tempo e vuole tutto e subito, e che magari approfitta di un veloce break per fare un acquisto dal proprio cellulare.” L’acquisto serale e notturno - dunque al di fuori degli orari di apertura dei negozi offline - è un’abitudine del 48% dei rispondenti. Un dato interessante per i commercianti, che devono cominciare a pensare a un approccio multicanale alle vendite se non vogliono perdere una cospicua fetta di clienti. In generale comunque poter acquistare ovunque ci si trovi e indifferentemente in vari momenti della giornata (41%) cattura una buona porzione dei rispondenti, che per il 60% paga con carta di credito e solo nel 12% dei casi paga invece in contanti alla consegna. Canali di informazione per l’acquisto online: email marketing affidabile per il 54% degli utenti - Il 71% degli utenti ritiene affidabili i motori di ricerca per trovare offerte e promozioni; il 54% ha dato invece un giudizio positivo sull’affidabilità delle newsletter. “Fra i dati più rilevanti emersi - annuncia Massimo Fubini, Amministratore Delegato di Contactlab - l’aumento di fiducia nel commercio elettronico: rispetto al 2010 è aumentata del 3% la quota degli intervistati che dichiara di fare acquisti sul web. Se al primo posto tra i fattori che spingono a effettuare un acquisto online troviamo la comodità di poterlo fare in ogni momento, una maggiore attenzione agli aspetti legati alla logistica e al customer care potrebbe far propendere all’acquisto online chi ancora non lo fa e chi compra ancora pochi prodotti. Anche chi non acquista online trova su Internet prodotti e servizi di proprio interesse: solo il 23% dichiara di non acquistare perché non soddisfatto dell’offerta e le paure in termini di sicurezza si collocano soltanto al 5° posto tra i motivi di non-acquisto. Rimane tuttavia preponderante il bisogno di verificare la qualità del prodotto (78%) e la necessità di avere un rapporto diretto con il venditore, la cui mancanza blocca il 69% degli utenti”. Leve strategiche per creare o aumentare l’engagement - Anche quest’anno, oltre a prezzi più vantaggiosi, l’acquirente online richiede più comodità: l’81% di chi già compra online farebbe più acquisti se potesse concordare data e ora di consegna del prodotto. I non acquirenti sarebbero invece più propensi ad acquistare online se potessero autorizzare il pagamento dopo aver ricevuto la merce (78%) o se fosse chiaramente espressa la possibilità di restituirla se non soddisfatti (76%). Un suggerimento importante per i Merchant, che potrebbero comunicare più efficacemente questa opzione. “Dalle preferenze manifestate dagli utenti - conclude Roberto Liscia - emerge una mancanza di trasparenza da parte dei siti di e-commerce, in relazione sia alle condizioni di vendita sia alla possibilità, obbligatoria per legge, di restituire il prodotto: questa percezione non incoraggia né i neofiti né gli heavy user a fare acquisti sul web. Abbiamo ottenuto un grande traguardo grazie agli sforzi comuni dei venditori online per diminuire le paure legate alla sicurezza. Oggi le nuove leve per il successo sono la logistica e il customer care: in due parole quindi, servono trasparenza e attenzione ai bisogni dell’utente”. |
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ECOMMERCE TRICOLORE. MONTA L’ONDA SU BASE ANNUA CRESCERANNO SOSTANZIALMENTE TUTTI I PRINCIPALI COMPARTI MERCEOLOGICI |
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Milano, 19 maggio 2011 – Ottime prospettive per il mercato eCommerce italiano. Questo è quanto si evince dall’analisi dei dati salienti dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano, giunto alla sua decima edizione, presentati in occasione dell’e-Commerce Forum 2011 oggi a Milano. La Ricerca ha misurato il valore delle vendite, intese come valore complessivo dei beni transati, analizzando i fatturati dei principali operatori italiani. Secondo le stime per l’intero anno, il 2011 farà registrare una nuova accelerazione dell’eCommerce, con una crescita prevista del 19% che porterà il valore complessivo a quasi 8 Miliardi di Euro. Crescono le vendite di prodotti e servizi, le prime a un ritmo superiore rispetto alle seconde (23% contro 17%). Il divario nei tassi di crescita diventa più evidente (+28% contro +13%), se ci si concentra sui principali comparti tralasciando per un attimo i settori inclusi nell’aggregato “Altro”. Tra questi ultimi, gli “Altri servizi” dovrebbero registrare una crescita di +49% spinti dal social eCommerce e dal fenomeno gruppi d’acquisto in genere. Bene anche gli “Altri prodotti” con una crescita dell’11%. “Con 25 milioni di Internet User con età compresa tra i 18 e i 64 anni e una percentuale di Web Shopper intorno al 35%, l’Italia è ancora lontana in termini assoluti dai ricavi del comparto nei principali mercati occidentali, – ha dichiarato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano (cliccare qui per scaricare la foto) - tuttavia nel 2011 l’eCommerce italiano di Prodotti dovrebbe crescere a un ritmo quasi doppio rispetto alle altre nazioni, +23% contro una media del 13% degli altri Stati. Cresce di quasi un milione di unità la popolazione italiana che acquista online, secondo una rilevazione periodica che condurremo a partire dal prossimo mese con Human Highway per misurare l’indice di apprezzamento del settore da parte dei consumatori italiani. Quello che colpisce ancora di più è il fatto che sono oltre 1,3 milioni i non acquirenti che hanno dichiarato l’intenzione di acquistare online nei prossimi tre mesi, numero che andrà a sommarsi agli 8,8 milioni rilevati da inizio anno, con un ritmo di crescita mai misurato prima con tale intensità. Di questi uno su due ha acquistato online almeno una volta, 1 su 5, ovvero 5,4 milioni, è invece un acquirente abituale. L’ecommerce pesa notevolmente sulle economie nazionali: prova ne è il caso americano, per il quale gli indici Dow Jones Industrial Average e S&p registrano un tasso di crescita dei valori di borsa delle aziende tradizionali che nel 2010 variava dall’11% al 12,8% mentre l’Online Retail Index, che comprende anche le aziende del commercio online, rilevava un incremento del 36%, 3 volte maggiore.” “Un dato particolarmente evidente è la crescita per il secondo anno consecutivo dei “Prodotti” ad un ritmo più elevato di quella dei “Servizi”– ha dichiarato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico Osservatorio B2c Netcomm – Politecnico di Milano (cliccare qui per scaricare la foto) – Aumentano a ritmi significativi, tutti i principali comparti di Prodotto: guida la classifica dei tassi di crescita l’Abbigliamento con un incremento del +41% e un valore delle vendite di 735 Milioni di euro; seguono Editoria, Musica e Audiovisivi (la cui crescita passerà dal +21% del 2010 al +30% di quest’anno e il totale venduto sarà pari a 260 Milioni di euro), e Informatica&elettronica di consumo (che raddoppierà la sua crescita dal +11% del 2010 al +21% del 2011 per 812 Milioni di euro di vendite complessive). Risultati interessanti se si tiene conto dell’ingresso nel nostro Paese di un player come Amazon che, come avevamo previsto, non sta cannibalizzando gli altri operatori, ma sta invece contribuendo allo sviluppo del mercato. Si registra un vero e proprio boom di iniziative legate al Social Shopping, che traineranno soprattutto la crescita dei servizi nel 2011.” Bene tra i Servizi anche il Turismo, con una crescita del +13% (e un valore complessivo delle vendite non lontano dai 4 miliardi euro, pari al 49% delle vendite eCommerce da siti italiani, anche se scende per la prima volta sotto quota 50% dopo ben 4 anni) e Assicurazioni, che faranno registrare nel 2011 un aumento del 15% (e un valore di 667 Milioni di euro). Export, Pagamenti e Scontrini medi - Cresce anche l’Export, trainato da Turismo (60%) e Abbigliamento (33%), per un mercato complessivo di 1305 Milioni di euro. Tra i sistemi di pagamento più utilizzati si conferma la Carta di Credito (72%), seguita da Paypal (14%), Bonifico bancario (7%) e Contrassegno (4%). Pagamento bancario, vaglia postale e finanziamento non riscuotono grande successo. Per quanto riguarda lo scontrino medio, non si assisterà a variazioni consistenti: +4% la crescita prevista su quelli emessi per Servizi, -3% il calo che si registrerà su quelli emessi per l’acquisto di Prodotti. |
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L´ANFOV RIBADISCE LA NECESSITÀ CHE L´AUTORITÀ PER LE COMUNICAZIONI PROMUOVA E GESTISCA UN CATASTO NAZIONALE DELLE INFRASTRUTTURE IDONEE ALL’INSTALLAZIONE DELLE RETI IN FIBRA OTTICA |
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Milano, 19 Maggio 2011 - La questione delle infrastrutture è strategica per lo sviluppo delle reti di Nuova Generazione a banda ultralarga (Ngan, Next Generation Access Networks) dal momento che i costi infrastrutturali per le sole opere civili – in particolare per gli scavi e la posa delle fibre ottiche – possono valere fino al 70-80% dei costi complessivi dello sviluppo di una rete Ngan. Per favorire lo sviluppo e la rapida diffusione delle reti di nuova generazione è quindi fondamentale il riutilizzo dei cavidotti esistenti. I principali problemi sono la mancanza di una mappatura dei cavidotti esistenti sul territorio nazionale e la disomogeneità dei permessi per il loro utilizzo o per nuovi scavi, rilasciati in base a criteri non uniformi e gestiti in modo autonomo dagli enti locali. Rispondendo a una consultazione pubblica lanciata dall´Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l´Anfov, l´associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione, si è recentemente pronunciata a favore del fatto che l´Agcom promuova e gestisca un Catasto Nazionale delle infrastrutture per l’installazione delle reti di comunicazione elettronica e a favore dell´omogeneità di regole valide a livello nazionale per l´accesso e la condivisione delle infrastrutture presenti nei territori comunali da parte dei gestori delle Tlc. Il documento dell´Anfov è stato realizzato grazie ai contributi di Accenture, Colt Technology Services, Fastweb, Italtel, Sirti, Telecom Italia, Valtellina, Wind, oltre alla collaborazione di Cittalia-fondazione Anci Ricerche dell´Associazione Nazionale Comuni Italiani, ed è stato accolto positivamente dall´Autorità. L´anfov ritiene che occorra favorire il riutilizzo da parte di tutti gli operatori degli spazi delle infrastrutture esistenti secondo una opportuna regolamentazione e sotto il controllo di un ente indipendente, come appunto l´Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Attualmente infatti ogni comune e ogni ente pubblico gestisce l´accesso alle infrastrutture pubbliche con criteri disomogenei perché dipendenti dalle specifiche norme locali, una frammentarietà che frena la realizzazione delle nuove reti e impone oneri aggiuntivi agli operatori di telecomunicazione. In particolare l´Anfov ritiene che sia necessario un intervento dell’Autorità per: garantire l’unitarietà e l’uniformità su tutto il territorio nazionale dei procedimenti autorizzativi per l’installazione delle reti di comunicazione elettronica, applicando il principio della semplificazione amministrativa; assicurare che agli operatori di comunicazione elettronica non vengano imposti oneri ulteriori rispetto a quelli previsti dalla Legge; consentire, attraverso l’istituzione del Catasto delle infrastrutture, l’accesso da parte degli operatori di comunicazione elettronica ad informazioni aggiornate relative alle infrastrutture esistenti e ai nuovi progetti in grado di ospitare reti di comunicazione elettronica. “Siamo particolarmente soddisfatti perché la nostra associazione è riuscita a fornire un contributo prezioso per l´Autorità“ afferma Nino Catania, direttore generale dell´Anfov. “Dal punto di vista associativo si è trattato di un tentativo perfettamente riuscito, come del resto è avvenuto altre volte, in cui le società di telecomunicazioni associate, che normalmente operano in concorrenza, si sono impegnate positivamente per trovare un terreno comune di intesa nell’interesse del Paese, questa volta anche grazie alla collaborazione di Anci”. |
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TELECOM ITALIA: CONCLUSO CON SUCCESSO IL LANCIO DI UN’EMISSIONE OBBLIGAZIONARIA A 7 ANNI PER 750 MILIONI DI EURO |
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Milano, 19 maggio 2011 - Telecom Italia ha concluso con successo il lancio di un’emissione obbligazionaria a tasso fisso per Euro 750 milioni, destinata ad investitori istituzionali. L’amplia platea di investitori che vi ha partecipato conferma il favore della comunità finanziaria europea verso il credito Telecom Italia. L’emissione si inserisce nel processo di rifinanziamento del debito in scadenza e contribuisce positivamente alla riduzione del costo medio dello stesso che, al 31 marzo 2011, è risultato pari al 5,4%. Le caratteristiche dell’emissione obbligazionaria sono: Emittente: Telecom Italia S.p.a.; Importo: 750 milioni di Euro; Data di regolamento: 25 Maggio 2011; Scadenza: 25 Maggio 2018; Cedola: 4,75%; Prezzo di emissione: 99,889%; Prezzo di Rimborso: 100%. Il rendimento effettivo a scadenza è pari a 4,769%, corrispondente ad un rendimento di 162 punti base sopra il tasso di riferimento (mid swap). I titoli saranno emessi nell’ambito del programma Emtn da Euro 20 miliardi del Gruppo e saranno quotati presso la Borsa del Lussemburgo. |
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E’ IN LINEA IL NUOVO PORTALE TRIBUTI SUL SITO DELLA REGIONE CALABRIA |
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Catanzaro, 19 maggio 2011 - L’assessore regionale al Bilancio Giacomo Mancini ha presentato ieri mattina, nel corso di un incontro con i giornalisti il nuovo Portale Tributi della Regione. Presente anche il Dirigente Generale del Dipartimento Bilancio Pietro Manna. “Il Portale – secondo l’Assessore Mancini - è un’ iniziativa che rientra fra le azioni avviate dall’Assessorato al Bilancio e, più in generale, dalla Giunta Scopelliti, per rilanciare il sistema delle Entrate regionali, per anni trascurato dalla precedente Giunta Loiero, impegnata soprattutto nella gestione clientelare della spesa”. L’iniziativa, inoltre, tende a perseguire l’obiettivo, fortemente voluto dall’Assessore al Bilancio e Tributi Giacomo Mancini, di accorciare la distanza tra Regione e contribuenti, per garantire che le tasse vengano pagate nel segno di un rapporto nuovo e diverso con i contribuenti. Un rapporto ispirato al dialogo ed alla trasparenza. “Dopo solo poche ore dalla messa on-line del Portale – ha detto ancora Mancini - si sono registrati oltre cinquecento “click” da parte degli utenti: un segnale del grande interesse mostrato verso l’iniziativa. Il portale dei tributi regionali è stato concepito per dare risposte concrete all’utenza, sia essa contribuente dell’ente che operatore del settore”. Oltre ad offrire informazioni inerenti i tributi regionali, il Portale Tributi rappresenta una valida guida operativa sui procedimenti adottati dall’amministrazione per le diverse tipologie di tributi, fornendo chiarimenti sul Come, Quando e Quanto Pagare. Si configura, perciò, come un portale di servizi e, quindi, non solo informativo, attraverso il quale l’utente, sia esso contribuente che operatore del settore, può colloquiare con l’Ente attraverso una serie di moduli applicativi per la risoluzione di problematiche inerenti i tributi stessi. E’ in linea con le direttive per la semplificazione amministrativa consentendo di eliminare passaggi burocratici ed evitando inutili e dispendiose file agli sportelli, contribuendo così a trasformare la percezione dell’Ente da soggetto vessatorio a soggetto collaborativo per la risoluzione degli adempimenti obbligatori. Con i servizi che mano a mano saranno esposti e resi fruibili, il portale regionale dei tributi entrerà in tutte le case dei cittadini calabresi e non solo, promuovendo e migliorando il rapporto con l’Amministrazione regionale. Si tratta del primo servizio sperimentale avviato è dedicato agli automobilisti. Con esso è possibile, previa registrazione, ottenere dati e notizie relative al proprio parco autoveicoli. “Il contribuente – ha detto il Dirigente generale Pietro Manna - può verificare i propri dati anagrafici e per ogni veicolo posseduto quelli tecnici, può essere informato sui pagamenti effettuati e sui possibili avvisi di accertamento emessi per mancato, ridotto, ritardato pagamento. E’ possibile determinare il dovuto, rilevando eventuali maggiorazioni in relazione alle sanzioni ed interessi da pagare in ragione del ritardato pagamento, effettuando direttamente on-line il pagamento tramite carta di credito, senza costi aggiuntivi per transazione e riscossione”. Infine, se desiderato e scelto in fase di registrazione, il contribuente può essere informato sull´approssimarsi della scadenza della tassa dei propri veicoli tramite Sms o mail. Nelle prossime settimane sarà attivato un ulteriore servizio dedicato ai rivenditori di autoveicoli che potranno dialogare con l’Amministrazione per la notifica della messa/revoca in sospensione dei veicoli destinati alla rivendita. Successivamente verranno esposti servizi per consentire ai contribuenti delle varie tasse di visionare la loro posizione tributaria, di verificare i versamenti eseguiti e di effettuare i pagamenti del dovuto alle scadenze prefissate mediante carta di credito direttamente on-line. |
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FINANZIAMENTI EUROPEI ALLA RICERCA E ALL’INNOVAZIONE? LE PROPOSTE DELLA PUGLIA |
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Bari, 19 maggio 2011 - Si è svolto ieri mattina a Lecce, nella cornice del Museo “Sigismondo Castromediano”, un seminario organizzato da Arti per presentare le proposte alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione Europea sul “Libro Verde sulla Ricerca e l’Innovazione” Il 9 febbraio 2011 la Commissione Europea ha presentato il Libro verde, uno strumento attraverso cui vengono proposti importanti cambiamenti ai sistemi di finanziamento della ricerca e dell’innovazione in Europa per semplificare la partecipazione ai programmi di ricerca e potenziare l’impatto scientifico ed economico delle innovazioni prodotte. Per raccogliere suggerimenti e spunti di riflessione su come impostare i prossimi programmi di finanziamento dell’Ue in materia di ricerca e innovazione, è stata lanciata in tutti i Paesi dell’Unione Europea una consultazione pubblica sui temi posti dal Green Paper, che terminerà il prossimo 20 maggio. L’arti, su incarico della Regione Puglia e nell’ambito del Progetto Ilo2, ha organizzato stamattina un seminario in cui ha presentato il contributo della Puglia alla consultazione. Policy maker, mondo imprenditoriale, finanziario e della ricerca, parti sociali sono stati coinvolti a fornire le proprie proposte sui quattro temi individuati dal Libro verde: collaborare all’attuazione di Europa 2020; affrontare le sfide sociali; rafforzare la competitività; rafforzare la base scientifica dell’Europa e lo Spazio europeo della ricerca. I risultati emersi al termine di ciascuno dei quattro tavoli tematici e la proposta unitaria della Puglia da presentare alla Commissione Europea sono stati oggetto di discussione dell’incontro odierno. Il seminario La Puglia e il quadro strategico comune per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione ha avuto luogo a Lecce, nell’auditorium del Museo “Sigismondo Castromediano” (viale Gallipoli, 28). L’incontro rientra nel programma di iniziative “Costruire alleanze per l’innovazione in Puglia - Percorsi territoriali verso Europa 2020”; promosso dall’Arti, Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione, d´intesa con la Regione Puglia, il programma mira a diffondere sul territorio regionale i contenuti della strategia Europa 2020 e, parallelamente, consolidare alleanze per l’innovazione, cioè reti tra soggetti che adottano consuetudini di riflessione collettiva e di sintesi progettuale su temi, idee e proposte. Dopo i saluti istituzionali di Giuliana Trisorio Liuzzi, presidente dell’Agenzia, Loredana Capone, vicepresidente e assessore regionale allo Sviluppo economico, ha espresso la propria soddisfazione per la modalità di lavoro “in rete” che si sta costruendo in Puglia. “Per realizzare una politica di sviluppo territoriale ad ampio respiro – ha affermato – occorre connettere i vari soggetti della formazione, della ricerca e della produzione in un network che faciliti i flussi tra di essi; questo è esattamente ciò che è avvenuto in Regione con l’esperienza dei distretti produttivi. Solo coniugando la Ricerca e Innovazione con il trasferimento tecnologico e la produzione industriale, infatti, si può garantire ad un territorio di esprimere al meglio le proprie potenzialità”. È spettato, poi, al responsabile dell’area Politiche per il trasferimento tecnologico dell’Arti, Stefano Marastoni, introdurre la giornata di lavori e illustrare l’impatto che la consultazione determinerà sul quadro strategico comune della ricerca e innovazione dell’Unione Europea. A seguire, il rapporteur di ciascun tavolo ha illustrato indicazioni e valutazioni realizzate a valle della discussione su ciascuna delle tematiche in esame, collaborando in questo modo alla redazione del position paper della Regione Puglia sui quattro temi individuati dalla Commissione Europea. Nello specifico, Adriana Agrimi, dirigente dell’Ufficio Ricerca Industriale e Innovazione Tecnologica della Regione Puglia, ha relazionato sul primo tavolo tematico, dal titolo Collaborare all’attuazione di Europa 2020; Francesca De Leo, responsabile dell’Ufficio Ilo del Cnr Puglia, è stata la referee del secondo tavolo tematico, Affrontare le sfide sociali; Giuseppe Riccardi, direttore provinciale del Cna di Bari, ha illustrato i risultati emersi nel corso dell’incontro Rafforzare la competitività; infine, Augusto Garuccio, prorettore dell’Università degli Studi di Bari, ha presentato i risultati dell’ultimo dei quattro tavoli tematici, dal titolo Rafforzare la base scientifica dell’Europa e lo Spazio europeo della ricerca. L’incontro è stato arricchito dalla conference call con Andrea Tilche, Capo Unità Cambiamento Climatico e Rischi Naturali della Direzione Generale per la Ricerca della Commissione Europea, che ha approfondito la posizione della Commissione europea sui temi oggetto della discussione. |
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FORMAZIONE IN SICILIA: NECESSARIA TREGUA PROTESTA PER RIAVVIARE DIALOGO |
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Palermo, 19 maggio 2011 - "Questo assessorato ha avviato oggi il Prof 2011 - ha detto l´assessore regionale per l´Istruzione e la Formazione professionale, Mario Centorrino-. In aula verra´ presentato un emendamento di riscrittura del governo rispetto al disegno di legge varato dalla V Commissione in relazione alla formazione professionale". Centorrino ha sottolineato che "l´emendamento prova a eliminare punti di dubbio rispetto alle norme vigenti cosi´ da poter superare il giudizio di congruita´ che il Commissario dello Stato sara´ chiamato ad esprimere. Al tempo stesso, nell´emendamento viene espresso con chiarezza il collegamento tra forme eventuali di mobilita´ e legge nazionale cui le procedure di mobilita´ devono conformarsi". "In un momento di tensione in parte artificiosamente creatosi, l´invito rivolto ai sindacati da parte dell´assessorato e´ di una tregua con relativa sospensione momentanea di attivita´ di protesta comunque sia configurata - ha aggiunto l´assessore -. Dopo aver dato operativita´ al Prof 2011 sara´ necessario riavviare un forte dialogo tra assessorato e sindacati per proseguire lungo la buona riforma del settore gia´ concordata". |
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ISTRUZIONE E VOLONTARIATO. VENDOLA E GENTILE ALLA SIGLA DEL PROTOCOLLO D´INTESA |
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Bari, 19 maggio 2011 - “La scuola deve educarsi per poter educare. Ed educare la scuola significa coinvolgere molteplici attori che possano consentire un percorso di capacità di mediazione con ciò che non è conosciuto, con ciò che deve essere ascoltato senza ostilità, con ciò che deve essere decifrato. Penso al linguaggio, alla cultura, all’espressività di un minore che viene da un mondo diverso dal nostro. Insomma l’educazione alle differenze può essere una festa, la festa della convivialità. Noi, siglando oggi questo Protocollo d’intesa continuiamo a lavorare in questa direzione”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ieri mattina in occasione della sottoscrizione del Protocollo d’intesa per la diffusione sul territorio regionale del valore della cittadinanza europea attiva e solidale, con i rappresentanti istituzionali del Ministero Istruzione, Università e Ricerca, con l’Ufficio scolastico regionale per la Puglia e il Volontariato pugliese (Centro Servizi Volontariato Puglia net). Il progetto si chiama “Rete regionale per l´Europa dell´istruzione e il volontariato” e nasce proprio nell´anno europeo del volontariato. In particolare il Protocollo d’Intesa prevede l’attivazione di una collaborazione tra il mondo del Volontariato e le Istituzioni Scolastiche con l’obiettivo di promuovere percorsi di integrazione degli alunni stranieri con iniziative ed attività correlate al volontariato, attraverso di percorsi di multilinguismo e multiculturalismo, azioni di valorizzazione delle competenze e delle culture degli studenti di altre nazionalità che diventano ambasciatori della comunità di origine. Ma l´obiettivo è anche quello di creare un sistema interistituzionale integrato per stimolare sensibilità e interessi dei giovani su alcuni temi centrali per la comunità europea, quali i diritti umani, la cittadinanza, la convivenza, il dialogo interculturale. “Il futuro si confronta con un presente di straordinaria complessità – ha continuato Vendola - credo che la sfida futura sarà quella di governare con logiche di inclusione la presenza crescente di stranieri sul nostro territorio, per quello che questa presenza proietta all’interno della scuola. Bambini, minori, adolescenti stranieri sono una straordinaria opportunità per arricchire il programma educativo della scuola e per farne il punto di sviluppo di conoscenze multiple. Abbiamo cercato in questi anni - ha concluso Vendola - di costruire politiche realmente inclusive, che non lasciassero indietro alcuno e siamo convinti che una rete stabile, interistituzionale, possa garantire la pervasività di un approccio culturale solidaristico che fa della cittadinanza l´elemento fondativo della responsabilità sociale”. Ciascun ente concorrerà alla realizzazione, sulla base delle proprie competenze, di azioni specifiche che nel corso dei tre anni di vigenza del protocollo, si andranno a definire tra le parti, collaborando con ogni forma di sostegno utile al buon funzionamento della Rete regionale. Il progetto prende le mosse da quanto emerso nel Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, che identificando negli individui la principale risorsa dell’Europa ha riconosciuto la centralità delle politiche educative e della formazione con il conseguente impegnando a realizzare azioni mirate alla promozioni di tali politiche. “Nell’anno europeo del volontariato – ha aggiunto l’assessore al Welfare Elena Gentile – non vogliamo fare né petizioni di principio né propaganda, bensì vogliamo valorizzare una rete importante che in Puglia, negli ultimi cinque anni, è cresciuta e si è sviluppata in modo coraggioso e generoso. Una rete e un percorso che hanno visto esplodere la grandissima qualità del mondo del volontariato pugliese. È un passo determinante dunque quello di creare una strategia comune su temi così sensibili nel panorama nazionale e internazionale, perché l´Italia, e lo dimostrano i dati del Rapporto di Amnesty International appena divulgati, rischia di caratterizzarsi sempre più come un paese ad elevato livello di discriminazione e intolleranza”. |
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FORMAZIONE: PREMIO INTERNAZIONALE EUROMEDITERRANEO 2011 PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO |
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Genova, 19 Maggio 2011 - "Grande soddisfazione per aver vinto un prestigioso premio che rappresenta un riconoscimento nel settore della comunicazione della pubblica amministrazione, sia nazionale che locale, per quanto riguarda l´inclusione sociale, l´inserimento professionale delle fasce deboli e delle categorie protette". La esprime l´assessore regionale al bilancio, formazione e istruzione, Pippo Rossetti a seguito del premio internazionale Euromediteraneo 2011 assegnato alla Regione Liguria come best practice nella categoria comunicazione istituzionale, uno dei riconoscimenti più importanti nel settore della comunicazione della pubblica amministrazione. Il prestigioso premio, promosso da Assafrica & Mediterraneo, l´Associazione specializzata del Sistema Confindustria è stato assegnato alla Regione Liguria per il piano di comunicazione Pofse 2007/2013 Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione, un modello informativo che ha reso il programma di inclusione sociale interattivo, aperto e migliore esempio dell´anno nel panorama italiano, definendo format linguistici di riferimento anche a livello europeo. "Questo obiettivo è stato raggiunto – spiega Rossetti – grazie alla sperimentazione di un metodo che potremmo ripetere anche in altri ambiti in riferimento al fondo sociale europeo, basato sul confronto e sulla condivisione degli orientamenti e dei contenuti". "Siamo infatti consapevoli – continua Rossetti - che nessuna Istituzione può raggiungere da sola obiettivi comuni così complessi e che in un ottica federalista le Regioni devono raccogliere le sollecitazioni dal basso e coordinarle. L´evento annuale che si è svolto a dicembre scorso ha visto la partecipazione di 200 soggetti, i sei workshop appena conclusi hanno visto una frequenza media di 25 soggetti: si è così vista la partecipazione attiva di 90 organizzazioni regionali". Tra i vincitori del premio si segnalano tra gli altri: Barbara Serra di Al Jazeera, Emma D´aquino del Tg1, il Professor Khaled Fouad Allam, Docente di sociologia del mondo musulmano presso le Università di Trieste e Stanford, Antonello Dose e Marco Presta autori della trasmissione radiofonica di Radio2 "Il Ruggito del Coniglio". Il premio Euromediterraneo 2011 per la Comunicazione Istituzionale è stato assegnato all´unità di crisi del Ministero degli Affari Esteri per l´attività concreta a supporto di tutti gli italiani che vivono, operano e si recano nei paesi caldi del mondo. |
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CONSEGNATE CHIAVI NUOVO EDIFICIO LICEO CLASSICO "BEDA WEBER" MERANO |
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Bolzano, 19 maggio 2011 - Il presidente della Provincia Luis Durnwalder e l´assessore provinciale ai lavori pubblici Florian Mussner, mercoledì 18 maggio 2011, hanno consegnato al direttore scolastico Ferdinand Pattscheider le chiavi del nuovo edificio per il il Liceo classico "Beda Weber" a Merano. Alla cerimonia era presenta anche il sindaco di Merano Günther Januth. Con la consegna ufficiale delle chiavi, avvenuta oggi mercoledì 18 maggio 2011, si è conclusa la prima fase del progetto per la ristrutturazione ed ampliamento del Liceo classico "Beda Weber" in via Otto Huber a Merano che prevede la costruzione di un nuovo edificio scolastico e, in una seconda fase, l´adeguamento dell´edificio attualmente occupato dalle Iti che si trasferiranno nella nuova zona scolastica. Il nuovo edificio comprende quattro piani fuori terra e tre sotterranei. Accanto alle nuove classi è stata realizzata un´Aula Magna, una sala polifunzionale, una palestra interrata doppia ed una galleria di collegamento fra i due edifici. Come ha sottolineato il presidente della Provincia Luis Durnwalder "la cosa migliore che possiamo fare per il futuro è garantire ai nostri giovani una buona formazione". Ponendo in evidenza come l´edificio scolastico sia stato realizzato con i soldi dei contribuenti, ha detto che è giusto possa essere utilizzato anche al di fuori dell´orario scolastico. L´accesso alla palestra, infatti, è stato reso indipendente in modo tale che possa essere utilizzata agevolmente anche da associazioni sportive esterne. Come ha aggiunto l´assessore provinciale ai lavori pubblici Florian Mussner "agli alunni è giusto non solo fornire insegnamenti, ma anche mettere loro a disposizione spazi adeguati; nel nuovo edificfo studenti ed insegnanti troveranno sicuramente gli spazi adeguati per imparare ed insegnare". Una volta completato l´arredamento degli nuovi spazi il corpo edificiale accessorio del liceo classico "Beda Weber" potrà essere preso in uso a partire dal luglio 2011 ed essere così pronto per il prossimo anno scolastico. Il nuovo edificio scolastico ha una cubatura complessiva di 20.722 metri cubi ed ha comportato una spesa complessiva di circa 11 milioni di Euro. La seconda fase di lavori relativa all´adeguamento dell´edificio attualmente occupato dalle Iti alle moderne esigenze dovrebbe essere avviata con tutta probabilità nell´estate 2012. A conclusione dei lavori anche questo edificio potrà essere utilizzato dal "Beda Weber". |
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EDILIZIA SCOLASTICA. ACCORDO DI PROGRAMMA TRA LA REGIONE VENETO E IL COMUNE DI LUGO (VI) PER L’AMPLIAMENTO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO |
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Venezia, 19 maggio 2011 - L’assessore veneto ai lavori pubblici, Massimo Giorgetti, e il sindaco del Comune di Lugo (Vi), Robertino Capozzo, hanno sottoscritto un accordo di programma per la realizzazione di un intervento di ampliamento dell’Istituto Comprensivo “B. Nodari” e l’accorpamento allo stesso delle scuole elementari. “L’intervento appartiene all’ampio programma regionale di razionalizzazione, recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio scolastico del Veneto – spiega Giorgetti –, grazie al quale, in questi anni, siamo riusciti a modernizzare e a rendere più funzionali le nostre strutture, consentendo in tal modo ad operatori e utenza scolastica di svolgere le proprie attività in ambienti più idonei e attrezzati, a tutto beneficio della stessa offerta didattica e formativa”. Il progetto prevede l’ampliamento dell’Istituto scolastico che oggi accoglie le classi medie e quelle di quarta e quinta elementare, ricavando così ulteriori dodici aule con relativi spazi accessori. Tre di queste serviranno ad ospitare le prime tre classi delle elementari, consentendo in tal modo la dismissione dell’edificio occupato sino ad ora dalla scuola primaria, destinandolo a pubblici uffici. La spesa per la realizzazione dell’intervento, che ammonta a complessivi 1 milione e 800 mila euro, è così ripartita: Comune di Lugo, euro 1.080.000; Regione del Veneto, euro 720.000. In base all’accordo di programma, i lavori dovranno essere ultimati entro i primi giorni del 2014. |
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3.658 EDIFICI SCOLASTICI DEL VENETO IN UN DATABASE. “STRUMENTO CHE CONSENTIRA’ DI GESTIRE AL MEGLIO QUESTO GRANDE PATRIMONIO IMMOBILIARE” |
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Venezia, 19 maggio 2011 - La Giunta regionale ha approvato le modalità di gestione e utilizzo dell’applicativo denominato “Anagrafe dell’Edilizia Scolastica del Veneto”. “Si tratta – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Massimo Giorgetti – di un utile strumento di censimento e programmazione, articolato per regioni, previsto dalle norme nazionali in materia di edilizia scolastica, finalizzato all’accertamento della consistenza e della funzionalità del patrimonio immobiliare di settore. La Regione del Veneto lo ha attivato nei primi mesi di quest’anno e prevediamo a breve di renderlo accessibile a Province e Comuni, Enti istituzionalmente responsabili, organizzando tra maggio e giugno appositi incontri a livello provinciale”. Sulla base di specifiche disposizioni della Giunta regionale, nel database sono stati inseriti tutti i principali elementi conoscitivi raccolti nel biennio 2006/2007. La rilevazione e la digitalizzazione dei dati è stata condotta da personale incaricato dalla stessa Regione, dalle Province e dai Comuni capoluogo. Sono stati censiti in tutto 3.658 edifici, indicando per ognuno di essi le dimensioni, il tipo di utilizzo e informazioni circa l’origine e l’età, le eventuali trasformazioni, lo stato di conservazione delle opere edilizie e degli impianti, le condizioni di sicurezza, con particolare riferimento alle certificazioni, alla documentazione antincendio e all’attuazione delle misure previste dalle vigenti normative in materia di sicurezza sul lavoro. “Il sistema che abbiamo messo a punto – aggiunge Giorgetti – nell’ambito di un rapporto di collaborazione che coinvolge una decina di altre Regioni, alternativo ma interfacciabile con uno analogo predisposto del Ministero dell’Istruzione, consente di avere una visione completa dello stato dell’edilizia scolastica regionale e, attraverso opportune funzioni di ricerca, di effettuare diverse analisi dei dati, utili per un’efficace azione di programmazione delle attività di ciascun Ente”. Al fine di garantire la massima efficienza di questo strumento, la Regione ha stabilito che ciascun Ente sia responsabile dell’aggiornamento dei dati di propria competenza e che il rispetto di tale adempimento costituisca presupposto necessario per la partecipazione ai bandi regionali per l’assegnazione di contributi in materia di edilizia scolastica. |
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PREMIO CARDANO 2011 ALL’UNIVERSITÀ DI PAVIA |
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Pavia, 19 maggio 2011 - La premiazione il 24 maggio in Aula Foscolo. La giuria del premio Richiamando ‘l’istruzione e il progresso del sapere’, nel nome di Carlo Iv re di Boemia e imperatore del Sacro Romano Impero che nell’anno 1361 consentì di istituire a Pavia lo Studium generale, ha designato all’unanimità a ricevere il Premio la Università degli Studi di Pavia. Lectio del Rettore Angiolino Stella. Il premio internazionale “Gerolamo Cardano” 2011, istituito dal Rotary Club Pavia con il patrocinio del distretto 2050 del Rotary International, è assegnato all’Università di Pavia, in occasione dei 650 anni di fondazione dello Studium generale, nel 1361, da parte dell’imperatore Carlo Iv. La Commissione istituita dal Rotary Club Pavia ha deciso di richiamare per il Premio 2011 ‘l’istruzione e il progresso del sapere’, nel nome di Carlo Iv re di Boemia e imperatore del Sacro Romano Impero che nell’anno 1361 consentì di istituire a Pavia lo Studium generale, e ha designato all’unanimità a ricevere il Premio la Università degli Studi di Pavia. Ritirerà il Premio e terrà una lezione il Magnifico Rettore prof. Angiolino Stella Interverranno: Prof.ssa Renata Crotti; Prof. Dario Mantovani; dell’Università degli Studi di Pavia. La cerimonia di premiazione si terrà presso l’aula Foscolo dell’Università di Pavia, martedì martedì 24 maggio 2011, alle ore 17.30. Il Premio Internazionale intitolato a Gerolamo Cardano viene assegnato ogni anno a quella persona (o gruppo di persone) italiana o straniera che abbia espresso, con i suoi studi e le sue attività, alti contributi al progresso delle Scienze Umane e Sperimentali, delle Arti Liberali e Applicate. Il Premio viene di volta in volta assegnato, con un criterio di alternanza tra le Scienze e le Arti, nel nome di una personalità del passato che abbia altamente onorato la cultura della Città di Pavia e che è scelta in relazione alla particolare Scienza o Arte richiamata per il Premio stesso: esso consiste in una medaglia d’oro con l’effige di Gerolamo Cardano. Ecco la motivazione del Premio Cardano 2011: “L’università di Pavia è un’istituzione pubblica, i cui 1000 docenti, distribuiti in 9 facoltà, svolgono un duplice compito, di ricerca e di didattica. La ricerca (di base e applicata) è funzionale al progresso delle conoscenze e all’aggiornamento dei ricercatori stessi che la compiono; la didattica è funzionale alla preparazione culturale e professionale degli studenti. La lunga storia dell’Università di Pavia, iniziata 650 anni fa, è visibile nella sua configurazione odierna. Per secoli unica università lombarda (la Statale di Milano è stata costituita nel 1924), ha caratteristiche che ne fanno un unicum, non solo in Lombardia. Proprio perché città e università sono cresciute insieme, sotto certi profili la città di Pavia è un campus a misura di studente, con oltre 24.000 iscritti e ben 15 collegi universitari. I collegi – compresi i quattro “di merito”, fra i quali il Borromeo e il Ghislieri attivi da più di quattro secoli – garantiscono la possibilità di residenza a studenti meritevoli, attratti dalla qualità degli studi. L’istituto Universitario di Studi Superiori, che dal 2005 è riconosciuto con lo statuto di Scuola Normale, offre agli studenti migliori corsi pre-laurea di approfondimento, oltre a promuovere importanti filoni di ricerca. La vocazione di Pavia alla ampiezza della preparazione e al collegamento delle discipline è denotata dalla ampia offerta di corsi di laurea, arricchitasi nel corso del Novecento secolo con Scienze Politiche, Ingegneria, Musicologia e Economia. L’investimento nella formazione di alto livello è attestata dalla presenza di circa 500 dottorandi di ricerca. L’importanza di Pavia si è manifestata in ogni settore del sapere: nel medioevo l’attività di una forte scuola giuridica – che probabilmente ha precorso quella di Bologna nell’uso del diritto romano – è culminata nella presenza di Baldo degli Ubaldi; quando in età moderna la rivoluzione scientifica ha indotto all’osservazione e agli esperimenti, qui sono prosperati gli studi zoologici e fisici, coronati dalla invenzione della pila di Volta e dagli studi fisiologici di Spallanzani e anatomici di Scarpa; quando il positivismo ha attirato l’attenzione sulle scienze della vita, Pavia ha dato all’Italia il Nobel di Golgi; nel Xx secolo, le scienze giuridiche, mediche, storiche, biologiche, naturali, matematiche e fisiche, con Ferrini, Forlanini, Fraccaro (padre e figlio), Erspamer, Giulotto, Ferrata, Magenes, Buzzati Traverso, e con tanti studiosi ancora attivi, hanno confermato l’eccellenza di Pavia anche in un’epoca che ha assistito alla proliferazione delle sedi. Nel 2010, il Ministero dell’Università ha giudicato Pavia al primo posto fra le Università lombarde e al quarto in Italia per l’attribuzione della quota premiale di Fondo di Finanziamento Ordinario attribuito sulla base della qualità didattica e di ricerca.” |
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PRESENTATA A TERNI RICERCA “L’UMBRIA E LE SUE CITTÀ”: PRESIDENTE G.R. MARINI: “UNA CONFERMA DELL’IDENTITÀ DELL’UMBRIA” |
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Terni, 19 maggio 2011 - L´"umbria degli umbri", l´Umbria nella quale gli umbri, pur sentendosi fortemente italiani, s´identificano senza riserve, l´Umbria e le sue città, pensate finalmente insieme, è una realtà policroma, "santa, rossa e verde", una felice combinazione in cui consiste la sua forza e il suo successo di oggi. È questa la conclusione di una ricerca della Facoltà di Scienze Politiche dell´Università degli Studi di Perugia, Polo Scientifico e Didattico di Terni, sul tema "L´umbria e le sue città. Un legame inedito/ Le appartenenze territoriali, i sentimenti, gli eroi, i simboli, le conoscenze", che è stata illustrata stamani a Terni, nella sede della facoltà, nel corso di una presentazione cui hanno preso parte, con il direttore scientifico della ricerca Cecilia Cristofori, il prorettore del Polo di Terni Pietro Burrascano, il professor Luigi Ceccarini dell´Università di Urbino, il presidente della Conferenza Episcopale Umbra Mons. Vincenzo Paglia e la presidente della Regione Catiuscia Marini. La ricerca è consistita in una "indagine empirica", condotta nell´ambito dell´attività formativa del corso di laurea in Scienze Sociali, su un campione di 630 persone (354 donne e 276 uomini), distribuite per classi di età, e rappresentativo dell´universo dei cittadini adulti residenti Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Città di Castello e Gubbio. Tema, l´"appartenenza", studiata - ha spiegato la professoressa Cristofori - nella dimensione affettiva, cognitiva, partecipativa e riferita ai principali orientamenti. "Abbiamo indagato - ha detto la direttrice della ricerca -, attraverso domande ´aperte´ (senza, cioè, risposte precostituite), la conoscenza e la fiducia dei cittadini riposta in personaggi noti, i luoghi e i simboli individuati come rappresentativi, il livello di conoscenza esistente sulle rappresentazioni ufficiali e sulle diverse carte istitutive delle comunità di riferimento e la partecipazione pubblica locale". Appartenenza territoriale, partecipazione alla vita collettiva e sentimento di appartenenza (orgoglio, vergogna, amore, nostalgia), "eroi" e personaggi locali del passato e del presente, figure di riferimento, simboli e luoghi, immagini ed eventi a forte carica simbolica e rappresentativa, la partecipazione, le celebrazioni locali: questi i temi su cui si è sviluppata l´indagine, dalla quale emerge, in sostanza, che gli umbri "si percepiscono come un solo popolo". "Io credo - ha detto la professoressa Cristofori - che la scoperta di tanti umbri che si pensano insieme possa rappresentare la vera notizia, un contributo inatteso alla discussione pubblica sull´Umbria e le sue città". "La ricerca conferma in modo interessante gli elementi identitari dell´Umbria e delle sue città, i valori e i punti di riferimento dei cittadini, la conferma della storia e dell´identità complessiva della regione - ha commentato la presidente della giunta regionale Catiuscia Marini -, e al tempo stesso la modernità che la investe, il presente della globalizzazione, che rompe con le passate chiusure ed apre sul futuro. È l´immagine di una Umbria civica che riflette su se stessa in libertà, grazie alle domande ´aperte´, e dalle radici delle proprie città si proietta su una unitaria dimensione regionale e nazionale, pronta ad interagire con l´Italia e con il mondo. Il rapporto fra le città e la dimensione unitaria della Regione che emerge dalla ricerca - ha proseguito Catiuscia Marini - è inedito e per certi versi superiore all´immaginazione dei governanti: la Regione non rappresenta una contrapposizione, un limite per le città, ma, al contrario, l´identità delle città si integra con il comune sentirsi umbri, in una sorta di ´policentrismo unitario´". La presidente ha sottolineato come i motivi di appartenenza e di orgoglio degli umbri intervistati si concentrino sull´essere "verde" del paesaggio, sulle colline, i paesaggi, e quindi sull´arte, la cultura, le tradizioni, l´enogastronomia, la vivibilità dei piccoli centri: "È una conferma che ciò che in Umbria funziona come attrattore turistico è anche ciò che è amato di più dai suoi abitanti: c´è coincidenza fra la percezione esterna ed interna dell´Umbria, su quei tratti identitari che storicamente si sono modificati di meno". Il presidente della Conferenza Episcopale Umbra Mons. Vincenzo Paglia ha definito "una bella sorpresa" il fatto che gli umbri si sentano, al di là delle municipalità, profondamente umbri ed italiani. "È necessario - ha detto - che le città trovino una tensione oltre se stesse, così come la Regione non deve diventare un piccolo Stato che determini la vita delle città. Le potenzialità delle città - ha aggiunto - devono andare a beneficio della regione e dell´intera nazione, in un rapporto di tensione dialettica e ´poliarchia´, poiché la visione ´poliarchica´ - ha concluso, riprendendo i temi di un suo recente volume - è l´unica che ci permette di capire una realtà complessa". |
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UMBRIA, INDUSTRIA: UNIVERSITÀ E RETI DI IMPRESA IN SEMINARIO AUR |
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Perugia, 19 maggio 2010 – Il tema del trasferimento dei risultati della ricerca universitaria alle reti di impresa e della migliore collaborazione tra università, istituzioni e sistema produttivo finalizzata ad obiettivi di sviluppo generale è stato discusso nel seminario organizzato ieri dall’Aur (Agenzia Umbria Ricerche) che si è svolto nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, sede della Giunta regionale dell’Umbria. I lavori del seminario (“Ricerca, imprese istituzioni: quali driver per lo sviluppo regionale”), sono stati presieduti dal Presidente dell’agenzia, Claudio Carnieri e introdotti dal direttore, Anna Ascani. L’interesse del convegno è ascritto alle condizioni della fase economica caratterizzata dall’inasprimento della competizione, in un quadro di persistenza della crisi, di bassi ritmi di crescita e di forte contenimento della spesa pubblica per lo sviluppo. Il seminario ha inteso offrire una sede di discussione e confronto ai soggetti in causa, istituzioni, mondo dell’impresa, Università, anche alla luce della “descrizione” delle esperienze europee più avanzate, affidata a tecnici e studiosi provenienti da aree di diversi Paesi del nostro continente. Anna Ascani ha “presentato” il progetto Aur “Fare rete con l’Europa”, una azione pilota, finanziata con risorse europee del Por Transnazionalità, che “persegue, attraverso la messa in campo di un insieme di attività, l’obiettivo ambizioso di definire un nuovo modello di intervento pubblico in Umbria per la valorizzazione dei risultati della ricerca e per la costruzione di uno schema di interazione, collaborazione e comunicazione tra sistemi della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni attingendo prassi e suggerimenti da realtà di eccellenza nazionali e transnazionali”. Sono seguiti contributi e interventi in rappresentanza dell’Università di Perugia, di Confindustria, delle reti di impresa aderenti al progetto e quelli di tecnici della Regione Umbria e di numerosi esperti e studiosi europei. Il progetto Aur “Fare rete con l’Europa” ha coinvolto 6 reti umbre, per un totale di 51 imprese, nei settori dell’aerospazio, della meccatronica, del terziario avanzato, delle energie rinnovabili, della gestione dei rifiuti e della cartotecnica. |
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NUOVA SCUOLA ELEMENTARE A CAMPOLONGO MAGGIORE (VE). DALLA REGIONE UN CONTRIBUTO DI OLTRE 800 MILA EURO |
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Venezia, 19 maggio 2011 - Campolongo Maggiore, Comune veneziano della Riviera del Brenta, avrà una nuova scuola elementare. Un accordo di programma per la costruzione dell’edificio scolastico, che sorgerà in un’area limitrofa all’esistente scuola media, è stato firmato dall’assessore ai lavori pubblici della Regione del Veneto, Massimo Giorgetti e dal sindaco uscente del Comune, Roberto Donolato. “La Regione ha stanziato una somma superiore a 819 mila euro, su una spesa complessiva di oltre 2 milioni di euro – comunica l’assessore Giorgetti –, accogliendo così la richiesta di contributo avanzata dal Comune per sostituire la vecchia struttura scolastica con una nuova e più funzionale, progettata con una particolare attenzione al contenimento dei consumi energetici ed all’utilizzo ottimale delle risorse naturali disponibili”. L’amministrazione comunale, che ha già avviato la procedura di gara per l’appalto dei lavori, dovrà, infatti, dismettere e successivamente alienare l’edificio che oggi ospita la scuola. “Grazie anche all’intervento della Regione – ha concluso l’assessore – non solo sarà possibile consegnare alla comunità di Campolongo Maggiore una scuola moderna e attrezzata, consentendo agli alunni di iniziare in un contesto idoneo e di qualità il loro percorso educativo e formativo, ma anche favorire la valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale”. |
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CONCORSO "... E VAI CON LA FRUTTA": PRIMO PREMIO NAZIONALE A UNA SCUOLA DELLA CAMPANIA |
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Napoli, 19 maggio 2011 - L´istituto comprensivo San Pio di Pietrelcina ha vinto il primo premio nazionale del concorso "…e vai con la frutta" promosso dal Ministero della Salute d’intesa con il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie. Al progetto, che vedeva come capofila la Regione Toscana, hanno partecipato le Regioni Campania, Puglia, Marche e Sicilia, ciascuna con 20 scuole primarie. Per i premi regionali, in Campania ha vinto l’istituto comprensivo di Gioi, in provincia di Salerno. Al secondo posto, a pari merito, ci sono la direzione didattica di Serino (Av) e l’istituto Bovio Colletta in via San Giovanni a Carbonara a Napoli. Al terzo, l’istituto Beethoven di San Vitaliano (Na), la primaria di Baia e Latina Centro (Ce) e il primo circolo di Solofra (Av). "Il grande risultato ottenuto dalla scuola di Pietrelcina - sottolinea il consigliere del presidente della Regione Campania per la Sanità Raffaele Calabrò - è di straordinaria importanza. "Educhiamo i bambini e le nuove generazioni a guadagnare salute, partendo dalle scelte alimentari utili, come la frutta, a crescere bene. Il Settore Prevenzione, Assistenza e Igiene Sanitaria della Regione Campania ha investito in modo deciso su questo versante, nella consapevolezza che il controllo delle malattie passa anche attraverso una alimentazione sana ed equilibrata. Il successo arriso all’istituto di Pietrelcina conferma che il lavoro che si sta portando avanti in sinergia con le istituzioni scolastiche va nella giusta direzione", conclude Calabrò. |
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BOLZANO: SOSTEGNI PER LA RICERCA SCIENTIFICA |
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Bolzano,19 maggio 2011 - La Provincia ha bandito il 2° concorso per progetti nel campo della ricerca scientifica. La relativa delibera è stata adottata dalla Giunta provinciale nella seduta di lunedì 16 maggio 2011 su proposta dell’assessora Sabina Kasslatter Mur. A disposizione vi sono 2,8 milioni di Euro. Con il primo concorso, indetto nel 2009, sono stati finanziati 40 progetti di ricerca. A fine febbraio 2011 la Giunta provinciale aveva approvato il Programma di ricerca che indicava sostegni per i progetti di ricerca per un importo di circa 3 milioni di Euro. Ora è stato approvato il 2° concorso. Quale assessora responsabile per la ricerca scientifica l’assessora Kasslatter Mur ritiene che sia fondamentale sostenere e rafforzare il sistema della ricerca altoatesino. Ricerca ed innovazione sono, infatti, fattori di rilievo per la competitività dell’Alto Adige. Quest’anno, come ha riferito, sarà possibile presentare le richieste online rendendo più scorrevole ed agevole il procedimento. Al concorso potranno prendere parte sia singoli ricercatori, sia enti svolgenti attività di ricerca scientifica a livello provinciale. Al fine di garantire la massima qualità scientifica nell’agevolazione, i progetti saranno sottoposti ad un processo di valutazione internazionale. La Ripartizione Diritto allo studio, università e ricerca scientifica, una volta pubblicato il bando nel Bollettino Ufficiale della Regione Trentino – Alto Adige, renderà noto il termine di presentazione delle domande ed i criteri necessari per partecipare. |
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GENITORI AD AREZZO ADOLESCENZA E DISAGIO SCOLASTICO |
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Arezzo, 19 maggio 2011- Un ragazzo che presenta un disagio scolastico viene spesso considerato inferiore dal punto di vista cognitivo, ma non sempre è così. Spesso il disadattamento altro non è che la conseguenza di uno svantaggio latente o manifesto di ordine affettivo, cognitivo e relazionale. Per fornire un’adeguata informazione in materia e strumenti efficaci di prevenzione, l’Associazione Genitori A.ge. Toscana e la Consulta Provinciale dei Genitori di Arezzo hanno organizzato l’incontro “Adolescenza e disagio scolastico”, con la psicologa Veronica Andreini in veste di esperta. Il corso, gratuito e aperto a tutti, si terrà sabato 21 Maggio 2011 ore 10.00 presso l’Itc “Buonarroti” in Piazza della Badia 2 ad Arezzo. Con il termine disagio s‟intende un malessere esistenziale, inerente problematiche di carattere psicologico e/o psicopatologico. Nell’ambito scolastico i ragazzi a volte mostrano difficoltà psicopedagogiche di vario genere che, se non fronteggiate in tempi brevi, possono dare l’avvio a forme di disadattamento e/o di disagio scolastici. La condizione sociale di svantaggio non sempre è legata ad un disturbo fisico e/o psichico, ma potrebbe trarre origine da occasioni di mancanza economica, affettiva, culturale e sociale. Solitamente, questa collocazione poco vantaggiosa relega il soggetto in una posizione gregaria e subalterna anche nei confronti del gruppo classe. Strettamente correlati con il disagio scolastico è il fenomeno della dispersione. Questa è un fenomeno complesso, oltre che per la pluralità di cause che lo determinano, anche per il modo in cui si manifesta. Con il termine “dispersione” ci si riferisce all’insieme dei fattori che prolungano o interrompono il normale percorso scolastico come: mancati ingressi; evasione dell’obbligo; frequenze irregolari; bocciature; ripetenze; abbandoni, vale a dire tutti quei fenomeni che modificano il normale svolgimento del percorso scolastico di uno studente. Quindi non sempre “dispersione” è sinonimo di “abbandono”, ossia di “interruzione di frequenza”. Tuttavia, gli insuccessi scolastici (il cui indicatore primario è rappresentato da bocciature e ripetenze), specie se reiterati, sono spesso una delle cause dell’allontanamento dei ragazzi dalla scuola. |
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AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL “CAMPOGIOVANI” |
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Catanzaro, 19 maggio 2011 - Il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha invitato l´assessore Regionale alla Cultura Mario Caligiuri a promuovere per i giovani studenti calabresi la terza edizione del “Campogiovani”. A tale proposito il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, che ha posto le politiche giovanili come una delle priorità del suo Governo, ha affermato che “la rivoluzione calabrese parte dai giovani che devono crescere a base di pane e cultura. L´iniziativa di Giorgia Meloni – ha detto Scopelliti - promuove esperienze formative durante il periodo delle vacanze scolastiche e promuove sicuramente la socialità, l’apprendimento e quindi il cambiamento reale”. “Campogiovani” è un’iniziativa realizzata dal Ministero della Gioventù in collaborazione con i Vigili del fuoco, la Marina militare, le Capitanerie di porto e la Croce rossa italiana, per promuovere esperienze formative informali destinata ai giovani italiani dai 14 ai 22 anni. Sul sito www.Campogiovani.it sono pubblicati i bandi per partecipare. Sono oltre 3200 i posti a disposizione in tutta Italia (522 con i Vigili del fuoco, 941 con la Guardia costiera, 1828 con la Croce rossa italiana, restano ancora da definire i posti messi a bando dalla Marina militare). Gli studenti interessati potranno inviare la domanda entro il 30 maggio 2011. L’assessore Caligiuri, che ha già sensibilizzato tutti i dirigenti delle scuole superiori calabresi e i rettori delle quattro università, affinché venga data la massima diffusione all’iniziativa, sarà disponibile per ogni eventuale chiarimento e assistenza sia per gli studenti che per le scuole. |
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MOSTRA SU GENOVA DEGLI STUDENTI DELLA SCUOLA MEDIA STROZZI ALLO SPAZIO INCONTRI |
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Genova, 19 Maggio 2011 - Una mostra dedicata a Genova con 50 tra foto, disegni e frasi che fanno capire cosa è Genova per i ragazzi della Scuola media Strozzi. E’ in corso allo Spazio Incontri al piano terra del palazzo della Regione Liguria, dove resterà fino a sabato 21 maggio. Dopo l’incontro con il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando e le interviste a una serie di personalità della città, tra cui il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, l’assessore regionale alla salute, Claudio Montaldo, il presidente della Banca Carige, Giovanni Berneschi, il presidente della società Porto Antico, Ariel Dello Strologo, l’attrice Carla Signoris e l’attore Mauro Pirovano, gli studenti della scuola media hanno organizzato una mostra presso i locali della Regione Liguria per far capire com’è Genova per loro e quale futuro vedono per la città. |
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BOLZANO: MERCATO DEL LAVORO NEWS: DIPLOMATI DELLE SCUOLE SUPERIORI SUL MERCATO DEL LAVORO |
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Bolzano, 19 maggio 2011 - Al tema "Diplomati delle scuole superiori sul mercato del lavoro" è dedicato l´ultimo numero di Mercato del lavoro news edito dall´osservatorio del mercato del lavoro. Ne emerge un dato evidente: il numero di ragazzi che dopo la maturità entrano direttamente nel mercato del lavoro diventa sempre più esiguo. La conclusione degli studi superiori, infatti, per molti giovani rappresenta solo una tappa intermedia nell’ambito del proprio percorso formativo. I dati raccolti pongono in evidenza come nell’inverno successivo al conseguimento della maturità, si trova sul mercato del lavoro poco più di un quarto dei diplomati, percentuale che cresce lentamente nei mesi successivi fino a stabilizzarsi su un valore attorno al 40% a circa quattro anni e mezzo dal conseguimento della maturità. Come sottolinea l´assessore provinciale al lavoro Roberto Bizzo "Come ci si poteva attendere sono gli studenti che hanno conseguito la maturità nei licei ad evidenziare i più bassi tassi di partecipazione al mercato del lavoro. A sei mesi dalla maturità lavora appena il 10%." Ben diversa si presenta la situazione degli studenti che hanno conseguito la maturità nelle altre scuole superiori. Nell’inverno successivo alla maturità lavora quasi il 40%, a distanza di due anni e mezzo dalla maturità circa la metà. A diploma conseguito, l’occupazione stagionale estiva è significativamente più elevata tra i diplomati che escono da una scuola in lingua tedesca e delle valli ladine rispetto a coloro che si diplomano in una scuola in lingua italiana, e ciò a parità di tipo di scuola. Anche per luogo di residenza dei giovani emergono delle differenze soprattutto tra i diplomati negli istituti tecnici. In particolare, nei comuni minori, i diplomati nelle scuole in lingua tedesca presentano, nei quattro anni e mezzo successivi alla maturità, percentuali di occupazioni significativamente superiori a quelle evidenziate tra i diplomati nelle scuole in lingua italiana, mostrando quindi, come fà presente l´assessore Bizzo, una netta tendenza ad entrare prima sul mercato del lavoro. |
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GIAPPONE: SETTECENTO BAMBINI PER GRIDARE “NIPPON GANBARE”» |
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Roma, 19 maggio 2011 - «Non dobbiamo spegnere i riflettori sul Giappone, siamo una sola grande famiglia umana e siamo qui per condividere la tragedia che ha colpito il paese del Sol Levante lo scorso marzo». È quanto dichiara l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani, Gianluigi De Palo, che ieri mattina ha condotto la cerimonia “delle Mille Gru da Sadako allo Tsunami”, organizzata dall’Assessorato a conclusione del percorso su Hiroshima, nell’ambito dei “Viaggi nella memoria. Per non dimenticare la tragedia del ‘900”. Presenti nell’assolata piazza del Campidoglio i circa 700 alunni delle 12 scuole, che hanno aderito al Progetto per l’anno scolastico 2010/2011, ciascuna con due classi, per un totale di 26 classi e 30 docenti. Sollecitati dall’Assessore, più volte e tutti insieme, hanno gridato “Nippon Ganbare, Coraggio Giappone”, per ricordare i recenti tragici fatti. Ogni classe ha consegnato al sindaco Gianni Alemanno e al Consigliere dell’Ambasciata del Giappone Seiichiro Takahashi, gli origami a forma di gru, l’animale simbolo della tradizione giapponese, in memoria della leggenda secondo cui chiunque pieghi mille gru avrà i desideri del proprio cuore esauditi. Sono stati circa novemila gli origami raccolti durante la manifestazione, molti dei quali realizzati su carta di giornale o sulla carta delle medicine, come fece Sadako, la bambina giapponese ammalatasi di leucemia a causa delle radiazioni della bomba atomica che, nel 1955, cominciò a realizzare le gru nella speranza di arrivare a mille, e la cui storia viene raccontata ai bambini nelle scuole proprio durante i laboratori di origami, seguiti dagli esperti dell’Ambasciata del Giappone e della Fondazione Italia Giappone. «Questi bambini e questi ragazzi - ha sottolineato De Palo - hanno dimostrato che la solidarietà non si esprime solo in termini economici. Dopo il terremoto e il conseguente tsunami, in tanti ci hanno chiamato per sapere come potessero contribuire. Gli alunni già coinvolti nel nostro progetto, hanno dimostrato una grande sensibilità. A loro - conclude l’Assessore - mi ero rivolto subito dopo la tragedia con una lettera, invitandoli a dedicare alle vittime dello tsunami le gru di quest’anno. E la risposta è andata oltre ogni nostra aspettativa». |
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MARCHE: IN SINERGIA PER PROMUOVERE IL BENESSERE DEI GIOVANI. LA PROPOSTA DI LEGGE ´NORME IN MATERIA DI POLITICHE GIOVANILI´. |
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Ancona, 19 Maggio 2011 - ´Promuovere programmi per i giovani, attivare strumenti, progetti socioculturali e forme di partecipazione giovanile in attivita` fondate su creativita`, crescita civile e democratica. In un percorso coordinato, in collaborazione proficua, efficace e senza sovrapposizioni per la promozione del benessere e l´effettiva partecipazione sociale dei giovani´. E´ l´assessore alle Politiche Giovanili, Serenella Moroder, ad esplicitare le finalita` della proposta di legge ´Norme in materia di politiche giovanili´ deliberata nel corso dell´ultima Giunta. ´E´ frutto ´ afferma l´assessore - del lavoro congiunto con i soggetti del territorio che a maggior titolo si occupano di politiche a favore dei giovani. Nasce, infatti, dal confronto in un tavolo tecnico di lavoro al quale hanno partecipato, oltre ai rappresentanti della Regione, i funzionari delle cinque Province e i rappresentanti dell´Anci Giovani delle Marche´. Occorre mirare ad un obiettivo strategico, spiega Serenella Moroder, ovvero rendere le politiche giovanili il fulcro di tutte le politiche: di promozione umana e culturale, dell``istruzione, del lavoro e della formazione, della sicurezza e delle politiche socio sanitarie e abitative. Il testo rappresenta essenzialmente una proposta di principi e di organizzazione, in particolare intende promuovere processi di integrazione delle politiche a favore dei giovani e valorizzare le loro potenzialita` rendendo piu` efficaci gli interventi a loro diretti; ha l´obiettivo di garantire l´intersettorialita` e la trasversalita` delle azioni e assicurare modalita` di raccordo e coordinamento delle iniziative che riguardano le diverse possibilita` offerte ai giovani, la loro capillare e completa diffusione a livello informativo; definisce i raccordi, le funzioni e i compiti amministrativi di Regione, Province e Comuni; esplicita le modalita` di concertazione delle politiche con gli enti locali. Un´architettura organizzativa, quindi, fondata su compiti e funzioni messi ´a sistema´: la Regione ha la funzione di programmazione e di indirizzo, le Province quella di coordinamento, mentre i Comuni, in base al principio di sussidiarieta` e alla capacita` di lettura dei bisogni, attuano interventi e azioni a favore dei giovani. Sono soprattutto i Comuni chiamati a ´fare rete´ in un contesto di crescenti difficolta` economiche che esigono una razionalizzazione degli interventi. L´elemento innovativo della proposta di legge e` la sua struttura di tipo promozionale che vuole favorire la partecipazione istituzionale e sociale di un piu` ampio universo di giovani. |
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VOLONTARIATO: VENERDÌ 20 MAGGIO AL VIA CONFERENZA REGIONALE UMBRA |
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Perugia, 19 maggio 2011 - Venerdì 20 maggio, alle ore 9, al Centro congressi "Alla Posta dei Donini" a San Martino in Campo, Perugia, prenderà il via la Conferenza regionale del volontariato che proseguirà anche nella giornata di sabato 21 maggio, sempre a partire dalle ore 9. Nella giornata di avvio della Conferenza, alle ore 10 venerdì 20 maggio, è previsto l´intervento della presidente della Regione Umbria, mentre ad aprire i lavori(ore 9) sarà la vicepresidente con delega al Welfare e all´Istruzione. A seguire in programma i saluti dei presidenti della Provincia di Perugia e di Terni, del presidente di Anci Umbria e del direttore Salute, Coesione sociale e Società della Conoscenza della Regione Umbria, Emilio Duca. Alle ore 10.30 l´onorevole Mimmo Lucà, primo firmatario della proposta di legge di modifica della legge sul volontariato del 91, approfondirà il tema "La Riforma della legge sul volontariato: una riflessione ancora in corso". A seguire sono previsti gli interventi del Consigliere dell´Agenzia per il Terzo settore, Emanuele Rossi, del rappresentante della Direzione generale per il volontariato del Ministero del lavoro, Danilo Giovanni Festa, del dirigente Area politiche sociali e Pari opportunità dell´Isfol, Antonello Scialdone, Cristina Montesi dell´Università di Perugia, del direttore del Cesvol di Perugia, Luigi Lanna, di Carlo Biccini del Forum del Terzo Settore. Ad aprire i lavori pomeridiani(ore 14.30) sarà il dirigente del servizio programmazione della Regione Umbria, Mario Margasini. Dalle 15 alle 17.30 i partecipanti si divideranno in gruppi di lavoro per approfondire 4 diverse tematiche. |
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MODELLO MATEMATICO FORNISCE INDICAZIONI SULL´ATTIVITÀ DEGLI ECOSISTEMI |
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Bruxelles, 19 maggio 2011 - Una nuova ricerca dalla Spagna rivela che le specie sono per gli ecosistemi ciò che le cellule sono per il corpo umano. I ricercatori hanno sviluppato un modello matematico che ricrea il comportamento di un ecosistema, aiutandoli a valutare le sue dinamiche e le sue reazioni in varie situazioni. L´ecosistema costituisce un´entità permanente mentre le entità che lo formano sono soggette a mutamenti. Il modello è presentato nel Journal of Theoretical Biology. Usando il modello matematico, il team dalla Universidad Carlos Iii de Madrid (Uc3m) ha scoperto che gli ecosistemi raggiungono uno stato in cui sono relativamente poche le cose che li influenzano, anche se le specie che vi sono contenute sono continuamente sostituite da altre. Anche se si verifica un cambio completo, simile al cambiamento che si realizza all´interno di un organismo umano, lo stato dell´ecosistema rimane più o meno lo stesso. "In breve: le specie cambiano, ma la struttura non cambia," spiegano José A. Cuesta and José A. Capitán, professori del dipartimento di matematica alla Uc3m e autori dello studio. Secondo i ricercatori, anche gli esseri multicellulari sono come gli ecosistemi. Vari tipi di cellule compongono gli esseri umani, lavorando assieme ma contendendosi le risorse. Le persone sono "colonizzate" da vari tipi di batteri che si trovano anche nella pelle e nell´intestino. L´attività dei batteri, affermano i ricercatori, è connessa con altri processi nel nostro organismo. I virus possono distruggere gli organismi o aiutare a regolare il Dna (acido deossiribonucleico) umano. "Questi esseri vengono cambiati continuamente, in modo tale che, dopo che è trascorso un periodo di tempo abbastanza lungo, tutte le entità che ci costituiscono sono state sostituite una o più volte," sottolinea il professor Cuesta. "Tuttavia, per tutto il processo, noi continuiamo a essere noi stessi. Questa è la stessa cosa che succede con gli ecosistemi." Ciò che questa ricerca mostra è che gli ecosistemi sono come "entità indipendenti", afferma il team. "Noi siamo ossessionati dalla salvaguardia delle specie, ma è molto più importante preservare gli ecosistemi," essi aggiungono. Secondo i ricercatori, sostituire una specie in pericolo con un´altra specie, che ha interazioni simili con le altre specie nell´ecosistema, potrebbe a volte essere utile. Anche se vedremmo la fine di una specie, di fatto noi così garantiremmo l´integrità dell´ecosistema. Intanto, il team continua dicendo che le specie giocano un ruolo cruciale in un ecosistema o ambiente. "Le specie interagiscono: si mangiano a vicenda, combattono per il territorio... E questo fa sì che la presenza o l´assenza di determinate specie sia il fattore più influente per la sopravvivenza di altre specie," dice il professor Cuesta. "Questa proprietà che le specie possiedono, che permette loro di generare il proprio ambiente e di formare un ecosistema, è l´aspetto cui eravamo più interessati quando ci siamo avvicinati a questo studio." Grazie al modello matematico sviluppato dal team, gli ecosistemi possono essere monitorati per lunghi periodi, fornendo ai ricercatori le risposte di cui hanno bisogno. "I modelli matematici si sono rivelati molto utili per concentrarsi sul tipo di dati da raccogliere allo scopo di verificare delle ipotesi," ha commentato il professor Cuesta. "In effetti, l´ecologia matematica ha una lunga tradizione in questa disciplina e gli stessi ecologisti stanno facendo delle cose molto interessanti applicando tecniche matematiche che erano state sviluppate per essere impiegate con altri fenomeni." Per maggiori informazioni, visitare: Universidad Carlos Iii de Madrid (Uc3m): http://www.Uc3m.es/portal/page/portal/home Journal of Theoretical Biology: http://www.Elsevier.com/wps/find/journaldescription.cws_ home/622904/description#description |
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SPAZIO ALPINO,1,5 MILIONI PER PROGETTI REGIONALI |
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Milano, 19 maggio 2011 - Regione Lombardia - in qualità di presidente del Comitato Nazionale di ´Spazio Alpino´, programma di Cooperazione territoriale europea 2007-2013 - ha partecipato nei giorni scorsi a Salisburgo all´incontro del Comitato di Sorveglianza, in cui sono stati selezionati i progetti ammessi al finanziamento del terzo bando. Il programma ´Spazio Alpino´ è finalizzato ad aumentare la competitività e l´attrattività dell´area alpina e vede la partecipazione di Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Liechtenstein e Slovenia. Questo terzo bando ha potuto contare su un finanziamento complessivo di quasi 25 milioni di euro, messo a disposizione dall´Unione Europea con il Fesr (Fondo Europeo Sviluppo Regionale), oltre ai cofinanziamenti pubblici dei diversi Stati. Sono stati approvati complessivamente 10 progetti, sui 18 proposti per il finanziamento, per un ammontare di 23.761.828 euro (di cui 17.185.118 euro sul Fesr). La Direzione generale Territorio e Urbanistica di Regione Lombardia, forte dell´esperienza maturata con successo nel corso delle precedenti programmazioni comunitarie e, in particolare, nei programmi transnazionali (Interreg Iii B), ha messo in campo la propria esperienza all´interno del Comitato di Sorveglianza per ottenere i migliori risultati possibili. Il finanziamento destinato ai partner italiani nei progetti approvati ammonta a 8.345.675 euro, pari al 37 per cento dei fondi europei messi a bando. Regione Lombardia, in particolare, ha raggiunto risultati soddisfacenti soprattutto in termini qualitativi: è stato infatti approvato un progetto innovativo nell´ambito della competitività delle imprese creative, con capofila la Direzione generale Cultura. Al bando hanno partecipato, con progetti significativi, anche le società del Sistema Regionale allargato (Sireg), tra cui la Fondazione Lombardia per l´Ambiente e Cestec, a conferma dell´attenzione e della qualità di partecipazione della Lombardia alla programmazione europea. Questi in sintesi i risultati per Regione Lombardia e Sistema allargato (totale finanziamento approvato 1.449.560 euro): Progetto Ccalps (competitività delle Pmi creative), capofila direzione generale Cultura; Progetto Alpstar (neutralità di emissione di Co2 entro il 2050) - Fondazione Lombardia per l´Ambiente, partner Progetto Openalps (supporto alle Pmi con l´open innovation) - Fondazione Lombardia per l´Ambiente, partner; Progetto Alp4eu (supporto alla politica dei cluster fra imprese)- Cestec, partner; Progetto Moreco (accessibilità trasporti nei centri minori)- Provincia di Mantova, partner. Questi risultati, sommati a quelli del primo e secondo bando, hanno portato in Lombardia con Spazio Alpino circa 7,5 milioni di Euro e 18 progetti, oltre a numerosissimi contatti inseriti in una rete di rapporti transnazionali. |
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PUGLIE: DDL RIPUBLICIZZAZIONE ACQUEDOTTO |
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Bari, 19 maggio 2011- "Esprimo la soddisfazione del governo per l´approvazione nelle commissioni competenti del disegno di legge sulla ripubblicizzazione dell´Acquedotto Pugliese e ringrazio la maggioranza per l´ottima prova di solidità e competente revisione dimostrata e l´opposizione per la collaborazione prestata nel miglioramento del testo, pur nella differenza radicale del punto di vista politico che ormai si sta tramutando, legittimamente, in differenza culturale, che in futuro sono certo inciderà sulle fonti di ispirazione dei governi e dei partiti politici." Questo il commento dell´assessore alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati a conclusione dei lavori delle commissioni consiliari competenti, che questa mattina hanno licenziato il testo di legge che istituisce l´azienda pubblica regionale Acquedotto pugliese-Aqp. "Ora - ha detto Amati -ci attende il parere della commissione bilancio sugli aspetti strettamente contabili, ed a tale proposito ho già chiesto al Presidente Sannicandro di convocarla, e il definitivo approdo all´aula per l´approvazione di questo strumento di modernita´, che oggettivamente rappresenta una prova di resistenza ad ipotesi che farebbero ribaltare il paese e la Puglia a diversi lustri fa. Sono contento che con la nostra iniziativa si incrociano il movimento spontaneo che in queste settimane sta animando l´Italia in vista del referendum del prossimo 12 e 13 giugno e i messaggi determinati che negli ultimi anni e sull´argomento delle risorse naturali sta diramando la più alta Autorità morale del nostro paese: la Chiesa Cattolica." |
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INQUINAMENTO DELL´ARIA DA POLVERI SOTTILI:RISULTATI INCORAGGIANTI PER ALCUNI COMUNI DELLE MARCHE |
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Ancona, 19 Maggio 2011 - Si sono riuniti presso la Regione i rappresentanti del Tavolo di verifica e monitoraggio sull´Accordo di Programma per la riduzione delle polveri sottili. I funzionari della Regione, i rappresentanti dell´associazione delle Province e dei Comuni e i tecnici dell´Arpam, prima di iniziare la valutazione dei dati provenienti dalle centraline di monitoraggio, hanno sottolineato l´incidenza assai significativa che molte variabili hanno sulla qualita` dell´aria e sulla presenza di polveri sottili. Interventi infrastrutturali sulla viabilita`, condizioni meteorologiche e altri fattori, infatti, possono influire considerevolmente sulla maggiore o minore presenza delle Pm10. L´assessore regionale all´Ambiente, Sandro Donati, esprime soddisfazione per l´esito incoraggiante che ha avuto questo primo intervento in alcuni Comuni. ´Difficile pronunciare un giudizio definitivo sui risultati delle limitazioni al traffico e alle altre attivita` - ha detto Donati - a causa delle molte variabili che intervengono nella formazione e nella permanenza delle polveri, ma e` possibile comunque affermare che in alcune zone soggette ad inquinamento da traffico di citta` come Pesaro e Ancona, nella seconda in particolare in via Bocconi, abbiamo registrato un miglioramento della qualita` dell´aria. Molto di piu` ´ continua l´Assessore - non ci potevamo aspettare, considerato l´esiguo numero di veicoli coinvolti nelle limitazioni e la concessione di fasce orarie di libera circolazione´. Donati anticipa le prossime azioni che verranno intraprese per proseguire la lotta alle polveri sottili: ´innanzitutto sono disponibili i contributi (500.000 euro) per la segnaletica stradale, resasi necessaria nei Comuni coinvolti, ripartiti anche con un criterio premiale per i Comuni virtuosi che hanno emanato tempestivamente ordinanze conformi alle misure stabilite dall´Accordo di Programma. Altri fondi regionali saranno messi a disposizione per favorire il rinnovo o l´adeguamento degli autoveicoli piu` inquinanti ´. L´assessore, infine, preannuncia l´avvio della fase di concertazione con gli altri soggetti coinvolti: ´subito saranno avviati i tavoli di concertazione ai quali si inviteranno, oltre all´Arpam, anche le prefetture, le province, i comuni, l´autorita` portuale, le ferrovie, le aziende di trasporto pubblico e le associazioni di categoria. Si concorderanno con questi soggetti tempi e modi dei prossimi interventi, aventi comunque carattere di emergenza, per il miglioramento della qualita` dell´aria che, con ogni probabilita`, inizieranno nel mese di settembre. Una campagna informativa ad hoc partira` a breve in tutti i Comuni di zona A, cioe` quelli piu` a rischio di inquinamento da polveri sottili´. |
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MICROZONAZIONE: REGIONE ABRUZZO E COMUNI APPROFONDISCONO STUDI |
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L´aquila, 19 maggio 2011 - L´incontro di ieri, voluto dall´assessore regionale della Protezione civile, Gianfranco Giuliante, con i Comuni dell´Aquilano oggetto dello studio pubblicato nel volume "Microzonazione sismica per la ricostruzione dell´area aquilana", vuole essere un primo "approccio" di discussione sulle applicazioni pratiche e sui risvolti politico-amministrativi dei risultati del progetto. I 14 Comuni del "cratere", tra cui la delegazione del Comune dell´Aquila, hanno manifestato grande interesse per l´approfondimento degli studi presentati e per mantenere una stretta collaborazione con la Regione Abruzzo per una più proficua applicazione sul territorio degli studi stessi. Su indicazione della Regione si è stabilito che le amministrazioni comunali in cui lo strumento urbanistico è in corso di redazione, le cartografie dovranno essere recepite in tale procedimento, costituendo a tutti gli effetti parte del nuovo atto in corso di adozione/approvazione. Nel caso in cui le amministrazioni comunali non siano nelle condizioni di avviare il procedimento di un nuovo Prg, sarà necessario effettuare una variante allo strumento vigente che introduca gli elementi di cui alle suddette cartografie. La sintesi delle informazioni e la perimetrazione delle zone all´interno delle carte di Mzs, costituiranno utile strumento per l´Amministrazione che, in fase decisionale, potranno valutare le condizioni di pericolosità sismica dei centri urbani, indirizzare la scelta di aree per nuovi insediamenti, programmare ulteriori indagini ed analisi, definire i relativi livelli di approfondimento, eventualmente, definire gli interventi ammissibili in una data area e stabilire le eventuali modalità di intervento nelle aree urbanizzate. Sul problema, sollevato da alcune amministrazioni, dell´individuazione delle faglie, l´Assessore ha assicurato l´impegno ad aggiornare la mappa delle faglie attive al fine di agevolare i Comuni nelle scelte urbanistiche. Dal canto loro, i Comuni si sono impegnati a trasmettere nuovi dati e informazioni che potrebbero emergere dalle attività di ricostruzione, al fine di apportare maggiori dettagli allo studio presentato. L´assessore Giuliante ha, infine, garantito tutto il supporto tecnico-scientifico possibile per lo svolgimento di tutte le attività connesse a tale studio. |
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I FIUMI NELLA RETE ECOLOGICA DELLE MARCHE |
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Ancona, 19 Maggio 2011 - ´La Rete Ecologica delle Marche: foreste ripariali e geomorfologia fluviale´, questo e` il titolo del convegno che la Regione Marche e la Riserva Ripa Bianca di Jesi hanno previsto per giovedi` 19 maggio alle ore 9.15, presso la sala Raffaello della Palazzo della giunta. L´incontro, organizzato in occasione dell´Anno Internazionale delle Foreste e della Giornata delle Oasi del Wwf Italia, affrontera` due aspetti ecologici fondamentali nella gestione dei corsi d´acqua: la presenza dei boschi ripariali e la geomorfologia fluviale. Il convegno vedra` la partecipazione di esperti del Wwf Italia, della Regione Marche, dell´Universita` Politecnica delle Marche, dell´Universita` degli Studi di Urbino, dell´Universita` degli Studi di Firenze, dell´Ispra (Ministero Ambiente) e di esperti che hanno svolto studi e realizzato progetti nella Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi, unica area protetta fluviale della Regione Marche. L´incontro vuole essere un focus sui corsi d´acqua che sono un elemento fondamentale nelle reti ecologiche e sul ruolo dei fiumi per la rete ecologica delle Marche con la funzione di connettere le aree montane e quelle costiere. |
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