|
|
|
MARTEDI
|
 |
 |
Notiziario Marketpress di
Martedì 31 Maggio 2011 |
 |
|
 |
L´EUROPA HA BISOGNO DI UN APPROCCIO RIGOROSO E TRASPARENTE PER LA SICUREZZA NUCLEARE |
|
|
 |
|
|
Bruxelles, 30 maggio 2011 - Il Comitato economico e sociale europeo (Cese) accoglie con favore l´annuncio della Commissione europea circa gli stress test nucleare da effettuare in tutte le centrali nucleari all´interno dell´Ue. Tuttavia, il Cese si rammarica che il test di stress rimane su base volontaria e sarebbe opportuno dare alla Commissione un ruolo più forte per giocare a fare in modo tutte le centrali degli Stati membri sono in esecuzione in modo sicuro. "È incoraggiante vedere che l´adeguatezza delle misure di sicurezza e di riparazione saranno testati. Mi auguro che tutti gli Stati membri faranno il test di stress. Purtroppo non possiamo prevedere tutti gli eventi estremi ", ha detto Staffan Nilsson , presidente del Comitato. " Un´europa sicura, sostenibile, emissioni di carbonio a basso consumo energetico mix è essenziale non solo per l´Europa, ma per lo sviluppo globale nel suo complesso ". Il Comitato promuove attivamente la trasparenza nel pubblico dibattito europeo in materia di energia, in particolare nel settore dell´energia nucleare, attraverso il suo ruolo nel lavoro del Forum europeo sull´energia nucleare (Enef), che mira uno e strutturato dibattito aperto su questioni chiave riguardanti le opportunità ei rischi dell´energia nucleare nell´Ue. " Il Comitato accoglie con favore l´estensione dei criteri per includere tutti i guasti fatti l´uomo e le azioni e il rinnovato impegno per la trasparenza attraverso una valutazione completa, revisione tra pari e di pubblicazione. Le prove di stress non deve essere vista come un´arma contro l´energia nucleare, ma una risposta alle preoccupazioni della società civile che potrebbe portare a una maggiore comprensione della necessità di un mix energetico diverso minimizzando combustibili fossili ", ha commentato Stephane Buffetaut , presidente di trasporti e Sezione Energia del Cese. Richard Adams , membro del Cese, presiede il gruppo di lavoro Enef sulla ´trasparenza´ e ha suggerito che una chiara leadership della Commissione, pienamente sostenuto dagli Stati membri, è essenziale. "Crediamo che il raggiungimento degli obiettivi del cambiamento climatico dell´Unione europea dipende da un sostegno positivo la società civile per una serie di fonti energetiche a basso carbonio. Il dibattito sul futuro mix energetico è in corso e un risultato sostenibile dipende dalla comprensione del pubblico e la fiducia. Questi test di sicurezza necessario per generare un alto livello di fiducia ". Il Comitato ha organizzato conferenze periodiche con diverse componenti della società civile europea in questo campo: come la conferenza sul tema La vista della società civile europea in materia di energia nucleare nel 2009 e su " Energia nucleare: opportunità e rischi - Vedute di Società civile europea e le parti interessate " nel 2010. Per il futuro, il Comitato ha in programma un maggiore impegno delle parti interessate in materia di sicurezza nucleare e la futura combinazione di carbonio generazione a basso consumo energetico. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
SARDEGNA, CAPPELLACCI: "BENE GOVERNO TEDESCO SU CHIUSURA CENTRALI NUCLEARI" |
|
|
 |
|
|
Cagliari, 31 Maggio 2011 - "Quella che giunge dalla Germania è una buona notizia. Il nucleare deve essere definitivamente consegnato alla storia." Cosi" il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ha commentato la comunicazione diffusa dal Ministero dell´Ambiente tedesco riguardo alla chiusura di tutte le centrali entro il 2022. "La Sardegna ha dichiarato il proprio no a un eventuale ritorno al passato - prosegue Cappellacci - con un referendum consultivo che ha visto una prevalenza schiacciante dei voti contrari all´opzione nucleare (97,13%) e ha già intrapreso con decisione un´altro cammino: quello dell´economia verde e delle rinnovabili. La nostra politica persegue uno sviluppo e una ripresa che non sia percepibile solo dai dati economici puri e semplici, ma che porti benefici concreti in termini di qualità della vita per i cittadini e sia autentica crescita sociale, culturale e morale. Per questo promuoviamo un modello che, rompendo gli schemi che in passato hanno imbrigliato l´economia della nostra Isola, crei nuova impresa e nuovi posti di lavoro senza che questo significhi pagare un tributo in termini di salute, sicurezza, rispetto dell´ambiente e del paesaggio". "Il nostro è un orientamento ribadito anche a livello comunitario - ha aggiunto Cappellacci - durante la firma del Patto delle Isole dell´Unione Europea e che oggi diventa più forte grazie alla presa di posizione decisa del governo tedesco. Su questa prospettiva la Regione Sardegna è già concretamente al lavoro con un progetto di ampio respiro, denominato Sardegna Co2.zero, finalizzato alla promozione delle energie rinnovabili, della green economy e alla riduzione dell´anidride carbonica. Rispetto a questo grande processo di cambiamento i sardi intendono essere interpreti e protagonisti e rendere la nostra isola un modello da seguire a livello nazionale e internazionale". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CITY SEC, PROTOCOLLO PER NUOVE RISORSE ENERGETICHE |
|
|
 |
|
|
Ancona, 31 Maggio 2011 - ´Il Protocollo d´intesa che la Regione insieme a 13 Comuni marchigiani e all´Universita` Politecnica delle Marche firma per abbattere l´inquinamento atmosferico ´ ha detto l´assessore all´Ambiente Sandro Donati ´ non solo e` importante perche` prosegue il nostro impegno nell´incentivare la green economy ma anche perche` attraverso la Svim possiamo cosi` accedere, anche in tempi di preoccupanti tagli alle nostre risorse, a nuovi finanziamenti europei´. Promosso dalla Svim e approvato dall´Agenzia europea per la competitivita` e l´innovazione fra i diversi progetti per la valorizzazione del settore energetico prende cosi` sostanza il programma ´City Sec´ che rientra in quello europeo ´Energie intelligenti per l´Europa´. I Comuni che aderiscono al Protocollo, entro il 2020 dovranno superare l´obiettivo del 20% di riduzione delle emissioni di Co2 attraverso l´attivazione di azioni concrete e misurabili per la riduzione di emissioni inquinanti e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il progetto City Sec coinvolge partner di sei Paesi europei. Nei territori di ciascun paese partner sono stati individuati i Comuni destinatari dell``azione di coinvolgimento nel Patto dei sindaci. Per le Marche sono stati selezionati: Ancona, Fabriano, Jesi, Senigallia, Osimo, Pesaro, Urbino, Fano, Macerata, Civitanova Marche, Fermo, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. I Comuni aderenti formeranno cosi` una Sec (Sustainable energy community), una comunita` per l``energia sostenibile per diffondere la conoscenza della situazione energetica e per promuovere la consapevolezza della necessita` di un cambiamento. ´La sfida ´ ha detto anche il presidente della Community appena formata dal City Sec, lo Jesino Daniele Olivi accompagnato in Regione anche dal suo vice, l´assessore pesarese Giancarlo Parasecoli ´ e` trasformare lo sviluppo sostenibile in uno sviluppo durevole´. Donati ha anche aggiunto che presto il Protocollo verra` esteso ad altri enti locali, fra Comuni e Province, che vorranno aderire. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
BOLZANO: NUOVE SIMULAZIONI PER GLI IMPIANTI EOLICI |
|
|
 |
|
|
Bolzano, 31 maggio 2011 - I criteri elaborati dalla Giunta provinciale per la realizzazione di impianti per la produzione di energia eolica riducono a sei le località in grado di rispettare tutte le condizioni previste. Per coinvolgere nuovi comuni in possibili progetti futuri, l´esecutivo ha deciso di far effettuare nuove simulazioni. "Potrebbe essere una forma di sostegno per lo sviluppo di zone svantaggiate", ha sottolineato il presidente Luis Durnwalder. Secondo le linee guida della Giunta provinciale, gli impianti eolici non potranno sorgere in zone residenziali, nel fondovalle, al di sopra dei 2.500 metri di altitudine e all´interno dei parchi naturali, delle zone sottoposte a tutela da parte del programma "Natura 2000" e dei territori che fanno parte delle Dolomiti patrimonio Unesco. Inoltre, tra le condizioni poste, c´è quella che prevede una velocità minima del vento di 5 metri al secondo con una misurazione effettuata a 30 metri dal terreno. Questi "paletti", secondo le ultime valutazioni, vengono rispettati solamente da sei località in tutta la Provincia: si tratta di Brennero, Valles, San Vigilio, Sarentino, Renon e Villandro. "In questa lista - ha spiegato Durnwalder - non rientrano alcuni comuni con problemi di crescita, e che corrono il rischio di spopolarsi. La realizzazione di un parco eolico potrebbe essere un buon volano per lo sviluppo economico e sociale di zone svantaggiate". Ecco perchè la Giunta provinciale, pur non rinnegando i criteri elaborati nelle scorse settimane, ha deciso di effettuare nuove simulazioni. "Si potrebbe ipotizzare soprattutto - ha proseguito Luis Durnwalder - di alzare leggermente il limite per quanto riguarda l´altitudine massima di un impianto, portandola, ad esempio, da 2.500 a 2.700 metri". Ogni decisione, in tutti i casi, verrà presa solo dopo gli ultimi risultati di queste simulazioni. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CENTRALE GUALDO CATTANEO: ASSESSORE ROMETTI A CONSIGLIERE DOTTORINI, "MAI EVITATO DI DARE RISPOSTE, NO A STRUMENTALIZZAZIONI” |
|
|
 |
|
|
Perugia, 31 maggio 2011 - "La posizione tenuta dalla Giunta regionale sulla Centrale Enel di Gualdo Cattaneo, è stata apprezzata e condivisa nel corso di un´assemblea pubblica che si è tenuta proprio sul territorio che ospita la centrale e alla quale erano presenti oltre 300 persone, tra le quali non ho notato la presenza del consigliere Dottorini che forse, ha perso un´occasione per spiegare ai presenti, che sarebbe meglio chiudere la centrale dall´oggi al domani". Risponde così l´assessore regionale all´ambiente, Silvano Rometti, al capogruppo dell´Idv in Consiglio regionale che chiedeva all´assessore all´Ambiente di riferire in Aula in merito al progetto di rilancio della centrale a carbone di Gualdo Cattaneo, che lo stesso Dottorini ha definito "anacronistico". "Sulla Centrale di Bastardo il consigliere Dottorini utilizza termini non corretti parlando di rilancio della centrale a carbone in relazione alla nuova Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministero dell´Ambiente - ha detto Rometti - mentre bisognerebbe riferirsi a un rilancio della riduzione del suo impatto sull´ambiente". "E´ infatti evidente dall´esame dei contenuti del provvedimento autorizzativo - aggiunge l´assessore - che tutti i principali parametri relativi al rilascio di sostanze inquinanti in atmosfera sono stati notevolmente ridotti, sia in rapporto ai valori prescritti nella precedente autorizzazione, sia nei confronti dei limiti di legge vigenti". L´assessore scende quindi nel dettaglio: in particolare - precisa - le concentrazioni dei principali inquinanti, a partire dal biossido di zolfo (So2) che costituisce l´elemento maggiormente critico in una centrale a carbone, hanno subito le seguenti riduzioni: il valore di concentrazione di So2 autorizzato è 400 mg/Nm3, a fronte di un limite di legge pari a 1.600 mg/Nm2; il valore di concentrazione di No2 autorizzato è 400 mg/Nm3, a fronte di un limite di legge pari a 600 mg/Nm2, il valore di concentrazione di Polveri autorizzato è 25 mg/Nm3, a fronte di un limite di legge pari a 50 mg/Nm2. "In aggiunta a queste limitazioni delle concentrazioni istantanee sono state anche prescritte più stringenti riduzioni dei flussi di massa, ovvero delle quantità di un inquinante che possono essere emesse complessivamente in un mese o un anno. Per gli So2 tale limite è stato fissato in 100 tonnellate al mese, con una riduzione del oltre il 70per cento rispetto i livelli attuali. Di conseguenza, il rispetto di una prescrizione di questo livello obbligherà l´Enel ad una significativa diminuzione delle ore di funzionamento della centrale stessa". Rometti precisa anche che "oltre alle riduzione degli impatti sopra descritti, la nuova autorizzazione impone all´Enel di predisporre entro 5 anni un progetto di adeguamento e riconversione che consenta il raggiungimento, entro la data di scadenza dell´Aia, di ulteriori più stringenti obiettivi, in linea con i parametri indicati dalle linee guida nazionali per questo tipo di centrali. Ciò comporta che entro otto anni il limite di concentrazione di So2 dovrà essere portato sotto la soglia di 250 mg/Nm3". "La nuova autorizzazione - ha aggiunto - prevede anche una serie di misure volte a ridurre la diffusione delle polveri diffuse che si generano nei vari depositi e nei piazzali durante le fasi di movimentazione del carbone e delle ceneri. Altre specifiche misure riguardano la riduzione degli impatti acustici. E´ stato inoltre previsto, su diretta richiesta della Regione Umbria, un potenziamento della rete di monitoraggio già presente nella centrale". Rometti evidenzia anche che il Protocollo d´intesa che sta per essere sottoscritto con l´Università degli Studi di Perugia (Facoltà di Ingegneria) e la stessa Enel è volto, nel quadro della produzione di energia da fonti rinnovabili, a inserire una sperimentazione finalizzata alla sostituzione del carbone utilizzato come combustibile con la lignina, ottenendo un ulteriore miglioramento della qualità delle emissioni in atmosfera. Inoltre - precisa - che la lignina non è un rifiuto, ma un sottoprodotto del processo di produzione del bioetanolo, a partire da biomasse prodotte in colture dedicate". Infine, l´assessore Rometti ha voluto precisare che "che non spetta alla Giunta regionale stabilire o predisporre l´ordine del giorno delle interrogazioni che vengono discusse in Consiglio, e che ancora una volta il consigliere Dottorini comunica informazioni non corrette, dal momento che è noto a tutti, visto che le sedute del Consiglio Regionale sono pubbliche, che sono sempre stato disponibile a fornire risposte in quella sede, avendo almeno 2 o 3 interrogazioni per ogni seduta. E comunque, piuttosto che polemiche strumentali sarebbe stato sufficiente un confronto diretto al quale non mi sono mai sottratto, come sono solito fare con tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione". "Credo invece - conclude Rometti - che non sia più accettabile questa continua disinformazione e strumentalizzazione su atti o proposte che sono in linea con il programma di legislatura votato in Consiglio regionale. L´ambientalismo fatto di allarmismi e di aprioristici "no", non appartiene certo alla mia cultura riformista. Anacronistico credo sia il termine adatto per definire chi continua a operare come partito di lotta e di governo, disconoscendo così in un luogo istituzionale quello che altri appartenenti alla stessa compagine politica hanno approvato in un altro. In questo caso Dottorini non tiene copnto che il Consiglio Provinciale di Perugia ha approvato all´unanimità, quindi con il voto dei consiglieri dell´Idv, nello scorso mese di agosto, un ordine del giorno affinchè la Regione si adoperasse per sollecitare presso il Ministero il rilascio dell´Autorizzazione Integrale Ambientale". Concludendo Rometti ha affermato: "Decisioni importanti, come la chiusura o la dismissione di un sito produttivo, non vanno prese passando sulla testa dei lavoratori senza tener conto degli equilibri economici di un intero territorio, ma attraverso il coinvolgimento della comunità e delle istituzioni". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
BOLZANO: PACCHETTO CLIMA, PRESENTATE LE STRATEGIE PER IL SETTORE TERMICO |
|
|
 |
|
|
Bolzano, 31 maggio 2011 -Una gestione intelligente e razionale dell´energia, il miglioramento dell´efficienza energetica, la produzione e l´utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Sono questi i tre punti principali nei quali si articola la strategia elaborata dalla Giunta provinciale per il pacchetto clima. L´assessore Michl Laimer ha presentato il 27 maggio le misure concrete previste per il settore termico. Termico, energia elettrica, mobilità. Sono i tre assi del pacchetto clima, visto che si suddividono in maniera quasi equa il totale del fabbisogno energetico della Provincia di Bolzano: il 40% è infatti destinato al riscaldamento, il 30% all´energia elettrica, e il restante 30% alla mobilità. L´obiettivo del pacchetto clima è da un lato quello di abbattere la produzione di anidride carbonica, che entro il 2050 dovrebbe passare dalle attuali 5 tonnellate a 1,5 tonnellate all´anno, e dall´altro quello di trasformare l´Alto Adige in una regione indipendente dal punto di vista energetico e in grado di produrre e utilizzare energia pulita e sicura. L´assessore all´ambiente Michl Laimer, e il direttore di Dipartimento Flavio Ruffini, hanno presentato oggi (27 maggio) le misure concrete previste dal piano nel settore termico. "Si tratta di un settore assolutamente fondamentale - sottolinea Laimer - basti pensare che il 70% del fabbisogno energetico delle famiglie è destinato alla produzione di calore". Le strategie previste dal pacchetto clima si muovo lungo tre direttrici principali: la più importante riguarda la gestione razionale e intelligente dell´energia, seguita dal miglioramento dell´efficienza energetica degli edifici, per poi terminare con la produzione e l´utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda il primo punto, ci sarà molta attenzione per le attività di informazione e sensibilizzazione. "Soprattutto nel settore della scuola - precisa l´assessore Michl Laimer - perchè se si vuole davvero un forte cambiamento culturale bisogna partire dai giovani". Nel 2014 i consumatori avranno a disposizione un centro in grado di fornire attività di consulenza nel settore del risparmio energetico, e anche i comuni saranno chiamati a fare la propria parte. "Entro il 2015 - spiega Laimer - il 20% dei comuni dovrà dotarsi di un piano per il risparmio energetico che diverrà obbligatorio per tutti a partire dal 2018". Gli sforzi principali si concentreranno nelle quattro città più grandi (Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico), che nei settori delle energie rinnovabili, dell´acqua, dei rifiuti, del traffico e dell´urbanistica intraprenderanno dei piani di sviluppo che le porteranno a diventare delle cosiddette "green city". Per l´efficienza energetica degli edifici, il 13 giugno prossimo sarà una data fondamentale perchè segnerà l´entrata in vigore del provvedimento che impone lo standard Casaclima B per tutti i nuovi edifici (dal 2015 Casaclima A). "Il potenziale maggiore - aggiunge Laimer - arriva però dai risanamenti, soprattutto nelle città: entro il 2020 vogliamo innalzare la quota di edifici risanati ogni anno dall´1% al 2,5-3% puntando anche sul bonus cubatura per i condomini, che avranno la possibiltà di crescere di un piano ripagandosi con la vendita dei nuovi appartamenti ricavati le spese per gli interventi di risanamento". Capitolo energie rinnovabili: l´Alto Adige è già all´avanguardia, ma il potenziale è notevole soprattutto per il fotovoltaico, con gli interventi finanziabili tramite una sorta di "borsa" dell´energia solare, gli impianti in grado di co-generare energia e calore ("sarà il futuro della biomassa", sottolinea Laimer), e la geotermia, con sette progetti già presentati. Al di la dei singoli provvedimenti, secondo Laimer e Ruffini, la sfida più grande sarà quella culturale: "Non si dovrà più pensare che noi "dobbiamo" fare qualcosa per il clima - concludono i due - ma che noi "vogliamo" fare qualcosa per il clima. Bisogna creare una vera cultura della sostenibilità a 360 gradi". Per ulteriori informazioni sul tema: www.Provincia.bz.it/aprov/giunta-provinciale/1984.asp |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
TRENTINO TRASPORTI SPA: ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI |
|
|
 |
|
|
Trento, 31 maggio 2011- Trentino trasporti ha aderito alla convenzione “Fornitura di energia elettrica Mercurio”, iniziativa promossa dalla Provincia autonoma di Trento tramite Informatica Trentina, con l’obiettivo di assicurare l’economicità e la razionalizzazione nell’acquisto di energia elettrica. L’acquisto di energia elettrica nel corso del 2009 è stato complessivamente di 4.200 Mwh forniti da Trenta Spa e totalmente generati da energia idroelettrica. La scelta di Trentino Trasporti di acquistare “energia verde” da fonti rinnovabili testimonia la storica e costante sensibilità della società nei confronti dell’ambiente e le consente di ottenere da Trenta la cosiddetta “Certificazione Recs” (Renewable Energy Certificate System): Recs è un sistema Europeo volto alla promozione, al riconoscimento e al sostegno del valore ambientale dell´energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili attraverso la commercializzazione volontaria di certificati “verdi”. Grazie all’acquisto di questi certificati l’utente finale testimonia e concretizza il proprio impegno a favore del sostegno dell’ambiente. Attualmente il sistema Recs coinvolge più di 100 membri tra produttori, traders e società di certificazione del settore elettrico distribuiti in 18 paesi. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CONCLUSA LA RIUNIONE DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO OCCUPAZIONE DEL FONDO SOCIALE EUROPEO FSE |
|
|
 |
|
|
Aosta, 31 maggio 2011 - Si è conclusa la riunione del Comitato di sorveglianza del Programma Operativo Occupazione del del Fondo Sociale Europeo (Fse) , svoltasi a Chatillon presso la Fondazione per la formazione turistico alberghiera regionale. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti della Commissione Europea, del Ministero del lavoro del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero della finanze, partners finanziari dell’Ammistrazione per le attività cofinanziate Fse, nonché rappresentanze delle parti sociali, datori di lavoro e lavoratori, e funzionari regionali Nel corso dell’incontro è stato analizzato l’andamento del Fondo, con i 1800 progetti realizzati in tre anni, che hanno coinvolto più di 10.000 persone in azioni formative volte principalmente ad arginare la crisi occupazionale, e l’andamento della spesa, che raggiunge oggi più di 12 milioni di euro di spesa. Rispetto alla tipologia di intervento, la spesa è spiegata principalmente dall’attuazione di misure attive e preventive sul mercato del lavoro, dallo sviluppo di sistemi e strategie di apprendimento permanente nelle imprese, dai percorsi di integrazione e reinserimento nel mondo del lavoro dei soggetti svantaggiati. Un’apposita comunicazione ha descritto inoltre è stata dedicata agli interventi previsti per i cittadini immigrati Un Programma molto circostanziato che sicuramente ha dato dei grandi frutti - ha affermato i l Presidente della regione - che oggi stiamo monitorando e che ci vede in linea con le previsioni di spesa. Il significativo utilizzo delle risorse per migliorare l’occupabilità dei lavoratori ha visto il maggiore coinvolgimento in questa programmazione 2007/2013 di tutte le parti sociali con misure ad hoc per coloro che hanno perso il lavoro. La valutazione ha coinvolto anche più in generale il Programma e la comunicazione realizzata per far conoscere le opportunità del Fse a tutti i cittadini. Il valutatore indipendente inoltre avvierà in questo 2011 un’attività che consentirà, dopo attenta analisi, di mirare interventi nei confronti dei giovani. A questo proposito sono stati illustrata l’offerta formativa rivolta ai post 16enni, per il loro ingresso nel mondo del lavoro. A conclusione della riunione i rappresentanti della Commissione Europea e del Ministero del lavoro hanno illustrato le tematiche oggetto di discussione a livello europeo e nazionale sulla futura politica di coesione, post 2013, di cui fa parte il Fondo Sociale Europeo e sul quale si stanno già avviando le stesure dei nuovi regolamenti. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
BOLZANO, DALLA GIUNTA: CASERME O PENSIONI IN AFFITTO SE ARRIVANO NUOVI PROFUGHI |
|
|
 |
|
|
Bolzano, 31 maggio 2011 - Nonostante l´incertezza totale sul possibile arrivo di nuovi profughi nord-africani in Alto Adige, la Giunta provinciale ha deciso di valutare quali edifici mettere eventualmente a disposizione per ospitare queste persone. Al momento la scelta è fra alcune caserme non utilizzate e l´affitto di pensioni o strutture. "All´interno della Giunta - ha precisato Luis Durnwalder - prevale comunque la prima ipotesi". Sono attualmente 95 i profughi nord-africani ospitati in Alto Adige: 53 nell´ex caserma "Gorio" ai Piani di Bolzano, altri 42 presso casa Arnika a Merano. L´accordo stipulato fra lo Stato e le Regioni per far fronte all´emergenza sbarchi prevede che la Provincia di Bolzano si faccia carico dello 0,9% dei profughi in arrivo sulle coste dell´Italia meridionale, "ma in mancanza di numeri certi sugli sbarchi - ha spiegato il presidente Durnwalder - è impossibile programmare in anticipo lo smistamento di profughi sul nostro territorio". L´unica cosa sicura è che le due strutture attualmente destinate a questo scopo hanno esaurito i posti disponibili, e la Giunta provinciale si trova dunque di fronte alla scelta su come muoversi nel prossimo futuro per offrire ospitalità temporanea. "Le possibilità sono due - ha sottolineato Luis Durnwalder - da un lato sfruttare gli spazi delle caserme non più utilizzate, dall´altro affittare pensioni o convitti. All´interno della Giunta prevale la prima ipotesi perchè siamo convinti che sia possibile allestire caserme non più utilizzate, come ad esempio quelle di Colle Isarco o Silandro, senza lavori o investimenti particolari. La seconda soluzione, invece, al di là dell´aspetto economico, rischierebbe di creare malumore tra la popolazione locale". Prima di prendere una decisione definitiva, la Giunta provinciale ha incaricato l´assessore competente Florian Mussner di elaborare un piano dettagliato delle caserme utilizzabili e dei costi necessari a renderle in grado di ospitare i profughi. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
LE COMUNITÀ DI VALLE E LA RIQUALIFICAZIONE DEI CENTRI STORICI |
|
|
 |
|
|
Trento, 31 maggio 2011- Si è concluso con interessanti spunti di riflessione il convegno “Riportiamo il nostro cuore nel centro storico” organizzato dal Lions Club Tione Valli Giudicarie Rendena presso la sala congressi delle Terme di Comano. Al centro dell’attenzione la delicata, quanto attuale, questione della riqualificazione dei centri storici trentini. L’appuntamento, caratterizzato dall’elevato livello tecnico degli interventi e da una significativa partecipazione da parte di esponenti di realtà politiche-istituzionali, territoriali e professionali della provincia di Trento, dopo aver offerto una panoramica generale sullo stato dell’arte della normativa riguardante il recupero e lo sviluppo dei centri storici in Trentino, ha permesso di individuare le principali problematiche legate allo sviluppo e alla valorizzazione dei centri rurali: l’eccessiva burocratizzazione e le evidenti limitazioni strutturali da un lato, il progressivo invecchiamento della popolazione dovuto all’abbandono dei giovani e alle difficoltà legate al sostentamento delle attività artigianali e commerciali dall’altro. Dopo l’intervento introduttivo di Emilio Cozzio, Presidente del Lions Club giudicariese, che ha ringraziato il gruppo di lavoro ed i relatori intervenuti al convegno, ha preso la parola Mauro Gilmozzi, assessore all’urbanistica, enti locali e personale della Provincia autonoma di Trento, il quale ha subito sottolineato l’importanza del tema trattato definendo i centri storici come vero e proprio patrimonio culturale del territorio, simbolo dell’identità e della storia del Trentino: “Il nostro territorio, con i suoi 217 comuni, è composto da numerosi nuclei di antica origine, che spiegano come la gente ha vissuto nei paesi nonostante le numerose difficoltà dovute all’isolamento. Dobbiamo dare motivazioni e stimoli ai nostri cittadini affinché ripopolino i centri storici, privilegiando la scelta del “vivere in montagna” anziché del “vivere in città". Gilmozzi ha proseguito il suo intervento proponendo un’analisi della situazione dal punto di vista burocratico: “Se è vero che i nostri centri storici godono di un’attenzione che altre zone d’Italia non prevedono, è altrettanto vero che esistono delle difficoltà burocratiche che devono essere superate. Proprio per questo la Provincia è costantemente impegnata nel trovare nuove soluzioni, cercando di trovare il giusto compromesso tra demolizione, riqualificazione e ristrutturazione, rispettando una certa armonia negli inserimenti architettonici. Oltre a questo abbiamo messo a disposizione un nuovo fondo per attivare i processi di recupero degli edifici e assegnato un ruolo strategico alla Patrimonio Spa, cabina di regia per il coordinamento delle operazioni di recupero e la gestione delle problematiche legate all’eccessiva frammentazione delle proprieta´”. A seguire l’intervento dell’arch. Enrico Ferrari, esperto in materia di paesaggio e centri storici, che ha messo in evidenza la necessità di favorire un approccio d’insieme, promuovendo l’armonia tra gli elementi paesaggistici ed urbanistici che caratterizzano un territorio: “E´ fondamentale capire come rispettare la relazione tra i diversi costituenti del paesaggio, centri storici, espansioni, campagna, bosco e monti. Il Trentino vive dell’equilibrio di questi elementi”. Ha poi preso la parola Marcella Morandini, esperta del segretario della Convenzione delle Alpi, che ha fatto una panoramica sulle misure per la vivibilità montana, previste a livello europeo dalla Convenzione delle Alpi: “La Convenzione nasce proprio dall’esigenza di gestire le Alpi come un territorio unico, un sistema regolamentato da politiche e strategie condivise per le quali l’ente pubblico deve avere un ruolo di coordinamento”. Attraverso la presentazione dal titolo “Il fondo per il paesaggio e gli insediamenti storici”, Piergiorgio Mattei - dirigente del Servizio urbanistica e tutela del paesaggio della Provincia autonoma di Trento -, ha proposto un’analisi dell’attività di regolamentazione svolta dall’ente pubblico sin dagli anni ’70 per la tutela ed il recupero dei centri storici. Un approfondimento specifico riguardante il “Fondo per la riqualificazione degli insediamenti storici e del paesaggio” ha permesso di apprezzare l’importanza di uno strumento che è stato di supporto alla successiva elaborazione di atti di pianificazione urbanistica da parte dei Comuni. “In futuro – ha affermato in chiusura Mattei – sarà determinante il ruolo che andranno ad assumere le Comunità di Valle in Trentino; al loro interno nuove commissioni di esperti saranno chiamate a definire nuovi piani in materia urbanistica, assorbendo competenze che attualmente sono in capo ai Comuni”. A chiudere la prima parte di interventi è stato l’architetto Maurizio Polla, responsabile del Servizio tecnico della Comunità delle Giudicarie, autore di un’analisi del passaggio dalla realtà comprensoriale alla Comunità di Valle, che ha sottolineato lo sviluppo negli anni di una mentalità legata alla necessità di recupero e valorizzazione dei centri storici, pur con qualche difficoltà legata alla definizione delle tipologie di intervento finanziabili a causa di parametri troppo fissi e l’affidamento della competenza specifica ai Comuni avvenuto nel 1991. Al termine delle relazioni tecniche, ampio spazio è stato dedicato alla tavola rotonda – diretta dal giornalista Alberto Faustini – che ha riunito esponenti di categorie imprenditoriali interessate direttamente alla tematica della rivalutazione dei centri storici urbani. Alla discussione hanno preso parte l’architetto Enrico Garbari, presidente di Ance-confindustria Trento, l’ingegner Antonio Armani, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, l’architetto Aldo Marzoli, libero professionista iscritto all’Ordine degli Architetti, l’ingegner Gianfranco Pederzolli, Presidente Bacino Imbrifero Montano del Sarca, il geometra Elvio Busatti, membro del Collegio dei Geometri, e Narciso Marini dell’Associazione Artigiani e Piccole imprese di Tione. Unanime la richiesta alla pubblica amministrazione di sburocratizzare le procedure per la progettazione in centro storico, scongiurando il rischio di una conservazione di tipo “museale”, ovvero distinguendo il risanamento conservativo di edifici storici dalla ristrutturazione di edifici semplicemente “vecchi” e in evidente stato di degrado. L’auspicio di rendere più snella e propositiva la normativa riguardante la progettazione nei centri storici, si accompagna alla richiesta di incentivare una riqualificazione di tipo energetico degli edifici mediante la promozione dell’utilizzo di fonti alternative per il riscaldamento. L’amministrazione pubblica è stata dunque chiamata a trovare soluzioni per riportare il cuore della popolazione trentina nei centri storici, garantendo l’impegno da parte dei Comuni e delle Comunità di Valle, che in futuro rivestiranno un ruolo fondamentale per la riqualificazione edilizia nelle valli trentine. Attraverso questa iniziativa il Lions Club Tione Valli Giudicarie Rendena si augura che le indicazioni emerse nel corso del convegno possano costituire il punto di partenza di uno o più progetti pilota finalizzati all’individuazione di nuovi profili normativi e nuove sinergie tra i soggetti che vivono ed esercitano propri interessi nei centri storici, dai proprietari di immobili agli enti locali, dai costruttori edili alle banche, dagli artigiani alle associazioni, per giungere a nuove strategie e metodologie efficaci per il ripopolamento e la riqualificazione dei paesi trentini. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
BOLZANO: DISCUSSIONE SULL´IPES PER PATTO DI STABILITÀ E MANUTENZIONE |
|
|
 |
|
|
Bolzano, 31 maggio 2011 - Come applicare all´Istituto per l´edilizia sociale il patto di stabilità, e quali lavori di manutenzione, in futuro, dovranno essere a carico dell´Ipes o degli inquilini? Questi due degli argomenti trattati il 30 maggio dalla Giunta provinciale: una decisione verrà presa solo dopo la relazione finale dell´assessore all´edilizia abitativa Christian Tommasini. L´argomento è in agenda da tempo: a carico di chi dovranno essere, in futuro, i lavori di manutenzione all´interno degli alloggi Ipes? A carico dell´Istituto, e dunque delle casse di Palazzo Widmann, oppure a carico dei singoli inquilini? Una risposta definitiva non è ancora arrivata, ma la Giunta provinciale ha ripreso a discutere l´argomento. "Innanzitutto - ha spiegato il presidente Luis Durnwalder - bisogna chiarire con precisione quali saranno i piccoli lavori di manutenzione a carico degli inquilini: su questo punto non vogliamo che ci siano dubbi, e dunque verranno elaborati dei criteri molto precisi". Di questo si occuperà l´assessore all´edilizia abitativa Christian Tommasini, che dovrà anche relazionare la Giunta provinciale sulle modalità di applicazione del patto di stabilità all´Ipes. "Si tratta di sfruttare al meglio le sinergie tra Provincia e Istituto - ha concluso Durnwalder - per capire dove poter risparmiare risorse. Pensiamo soprattutto alla possibilità che parte del personale passi alla Provincia, ma è necessario fare prima le opportune valutazioni dal punto di vista organizzativo e giuridico". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
EREMO VAL DI SASSO: L´OBIETTIVO E´ RIPRENDERE AL PIU´ PRESTO I LAVORI PER NON PERDERE L´OPPORTUNITA´ UNICA DI VALORIZZARE IL TERRITORIO . |
|
|
 |
|
|
Ancona, 31 maggio 2011 - Riacquisire la disponibilita` dell´area e riprendere i lavori al piu` presto sono le priorita` della Regione Marche in merito al sequestro del cantiere dell´Eremo Val di Sasso a Valleremita di Fabriano, un bene patrimoniale di enorme valore architettonico e paesaggistico, ma anche e soprattutto spirituale. L´azienda appaltatrice, come e` noto, avrebbe cominciato i lavori senza il progetto esecutivo. La Regione Marche come ´parte lesa´, nella persona del responsabile unico del progetto ing. Mario Pompei, di fronte a questo ´fatto non prevedibile´ ha gia` provveduto all´invio della diffida alla ditta contestando l´inadempienza contrattuale. ´Al momento pero` ´ sottolinea Pompei ´ la cosa piu` importante e` riprendere al piu` presto i lavori per il recupero di una struttura che rappresenta per tutte le Marche una straordinaria concomitanza di cultura, arte, storia e ambiente. Non vogliamo correre il rischio che questi intoppi ci facciamo perdere i fondi destinati all´opera e soprattutto l´opportunita` di valorizzare il territorio dell´entroterra appenninico attraverso l´eccellenza della sua storia. Il governo regionale ´ prosegue l´ingegnere ´ con questo progetto conferma e rafforza infatti la strategia di diversificazione dell``economia dell``area´. Il ripristino funzionale dell´Eremo risulta strettamente connesso con altri progetti integrati del territorio, come il percorso delle pievi abbazie e monasteri, i percorsi artistici di Gentile da Fabriano e di altri pittori locali, le ´vie dello Spirito´ sulle tracce di San Francesco, il Sistema di Museo diffuso, la sentieristica per il trekking, mountain bike e le escursioni a cavallo, le esperienze di didattica ambientale, la riscoperta delle produzioni enogastronomiche ed altre tipicita` locali, il riferimento territoriale per la pubblica amministrazione nei territori montani di confine. Il progetto rientra tra le azioni promosse dalla Regione in occasione dell``ottavo centenario di San Francesco nelle Marche che proprio nelle Marche ispiro` una scuola di pensiero: da padre Ugolino da Montegiorgio, che scrisse a Sarnano i suoi ´Fioretti´ (opera che ha dato i natali alla lingua italiana), a San Giacomo delle Marca, insigne giurista e predicatore che per combattere l``usura invento` i Monti di Pieta` origine della banca moderna. Il recupero della struttura di proprieta` della Regione Marche prevede la riqualificazione dell´esistente e il recupero di una porzione delle volumetrie crollate nel corso dei secoli scorsi attraverso la ricostruzione di un edificio da destinare ad esclusivo utilizzo conventuale e di una parte seminterrata ad uso pubblico per potenziare la fruizione anche attraverso la realizzazione di applicazioni multimediali che possano rivitalizzare e rilanciare le attivita` del territorio.. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
BOLZANO: ACCORDO-QUADRO PER RIDURRE LA BUROCRAZIA NEGLI APPALTI |
|
|
 |
|
|
Bolzano, 31 maggio 2011 - La Giunta provinciale ha approvato un accordo-quadro per consentire alle pubbliche amministrazioni di assegnare incarichi di progettazione a liberi professionisti senza dover ricorrere a singole gare d´appalto, ma basandosi solamente sull´iscrizione ad un bando unico a livello provinciale. "In questo modo - ha sottolineato Luis Durnwalder - le amministrazioni avrebbero un notevole risparmio di tempo e denaro". "Attualmente - ha spiegato il presidente della Giunta provinciale - tutti gli incarichi di progettazione superiori ai 20mila euro, anche all´interno di opere più grandi, devono superare l´iter della gara d´appalto. In futuro vogliamo ridurre questo fardello burocratico che pesa sulle spalle della pubblica amministrazione". A questo scopo la Giunta provinciale ha dato il via libera ad un accordo-quadro, che ha già avuto parere positivo dal Consorzio dei Comuni e dagli ordini professionali, che elenca i 35 settori per i quali le categorie di progettisti (architetti, ingegneri, geometri, geologi, ecc.) possono presentare le proprie offerte. "I liberi professionisti - ha precisato Durnwalder - dovranno precisare a quanto ammonta, dal punto di vista percentuale, l´onorario per la propria opera di progettazione rispetto al costo totale dei lavori". Su queste basi, verranno creati degli appositi registri ai quali la Provincia e i Comuni potranno attingere in caso di necessità, senza bisogno di singole gare d´appalto. "Il vantaggio - ha sottolineato Luis Durnwalder - è evidente: risparmio di tempo, lavoro e denaro per tutti gli enti pubblici". L´accordo quadro per le prestazioni tecniche approvato oggi (30 maggio) dalla Giunta provinciale può contare su una dotazione finanziaria di 40 milioni di euro spalmati su 4 anni. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
LOMBARDIA,REALIZZARE RIFORME CHE INDUSTRIA CHIEDE |
|
|
 |
|
|
Varese, 31 maggio 2011 ´La relazione di Michele Graglia dimostra la grande passione e l´importante lavoro svolto in questi anni dal presidente dell´Unione Industriali della provincia di Varese (Univa) per il quale tutti dobbiamo essergli grati´. Lo ha detto l´assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo, a margine dell´assemblea degli industriali varesini che si è svolta ieri mattina a Malpensafiere. ´Gli stimoli a far meglio che provengono da realtà importanti come Univa - ha proseguito l´assessore Cattaneo - vanno sempre raccolti: nel merito alcuni temi come il sistema aeroportuale lombardo meriterebbero approfondimenti anche rispetto al ruolo che hanno avuto e che devono avere le associazioni come l´Unione degli industriali per favorire la sua realizzazione e il suo sviluppo´. L´assessore Cattaneo ha anche rivolto un caloroso augurio di buon lavoro al nuovo presidente di Univa Gianni Brugnoli. ´In un momento in cui le persone sembrano voltare le spalle alla politica - ha concluso l´assessore riferendosi alla relazione svolta da Emma Marcegaglia - occorre che essa dia risposte concrete: la riforma fiscale e lo sviluppo sono necessità cui il mondo industriale ci chiede di provvedere e alle quali non possiamo sottrarci´. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
FVG: PRESIDENTE FRANZ A VENEZIA CON LA CALRE SU FEDERALISMO FINANZIARIO |
|
|
 |
|
|
Trieste, 31 maggio 2011 - È il federalismo finanziario l´argomento guida del gruppo di lavoro costituito in seno alla Calre, la Conferenza che riunisce a livello europeo le Assemblee legislative regionali, che si è riunito a Venezia e al quale, per il Friuli Venezia Giulia, ha partecipato il presidente Maurizio Franz. Nel corso dei lavori sono state messe a confronto le possibili strade in grado di favorire l´adozione, da parte delle istituzioni europee e, in particolar modo di quelle comunitarie, delle riforme necessarie affinché le Regioni possano entrare a pieno titolo nello scenario politico e amministrativo comunitario. Un riconosciuto protagonismo delle autonomie territoriali, soprattutto in campo finanziario e fiscale - è stato sottolineato a Venezia - può portare a maggiore efficienza nella gestione della cosa pubblica, favorire il superamento dell´attuale sistema di suddivisione delle risorse, consentire un più ampio utilizzo della fiscalità di vantaggio, oggi appannaggio solo di alcune regioni, rendere più obiettivo il sistema di perequazione tra zone povere e zone ricche per limare le differenze di sviluppo interregionale e renderle più pronte alle nuove sfide del mercato e dell´economia. Il presidente Franz ha evidenziato come l´appuntamento di Venezia abbia consentito di mettere a confronto preziose esperienze non solo italiane, ma anche da Catalogna, Bassa Austria e Fiandre e ha aggiunto che anche l´ulteriore argomento portato all´attenzione del gruppo di lavoro, sulla regionalizzazione dei conti a livello europeo con l´obiettivo di tenere sotto controllo l´insieme della spesa pubblica e per orientare su basi credibili gli interventi che l´Europa assume nei confronti delle diverse realtà territoriali, merita attenzione e approfondimenti. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CONGIUNTURA PIEMONTESE: NEL I TRIMESTRE 2011 LA PRODUZIONE INDUSTRIALE AUMENTA DEL 6,8% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2010 LE INDUSTRIE DEI METALLI, MECCANICHE E TESSILI TRAINANO IL COMPARTO MANIFATTURIERO REGIONALE |
|
|
 |
|
|
Torino, 31 maggio 2011 - Prosegue anche nel I trimestre del 2011 il cammino di ripresa dalla profonda crisi internazionale che ha travolto anche il comparto manifatturiero piemontese nel biennio 2008-2009: per il quinto trimestre consecutivo, infatti, la produzione industriale è in crescita. Nel periodo gennaio-marzo 2011, la variazione tendenziale grezza della produzione industriale sullo stesso trimestre dell’anno precedente è stata, infatti, di +6,8 punti percentuale, risultato migliore rispetto a quello registrato a livello nazionale (+3,3%, fonte: Unioncamere Nazionale). La buona performance del tessuto produttivo locale si associa ai risultati altrettanto incoraggianti realizzati dagli altri principali indicatori: gli ordinativi interni concretizzano un aumento dell’8,2% rispetto al I trimestre 2010, e quelli esteri crescono dell’11,5% rispetto allo stesso periodo. Anche il fatturato totale appare in crescita: le imprese manifatturiere piemontesi registrano, mediamente, un incremento tendenziale del fatturato totale del 12,5%, sostenuto da un’espansione del 14,2% del fatturato estero. Questi sono alcuni dei risultati emersi dalla 158ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nei mesi di aprile e maggio 2011 con riferimento ai dati del periodo gennaio-marzo 2011, e ha coinvolto 1.202 imprese industriali piemontesi, per un numero complessivo di 91.084 addetti e un valore pari a 40 miliardi di euro di fatturato. “È con soddisfazione che rileviamo come l’industria manifatturiera piemontese abbia imboccato con sicurezza la strada della ripresa - commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte -. Un risultato, questo del I trimestre 2011, particolarmente confortante perché l’incremento della produzione viene raffrontato con un dato, quello del I trimestre dello scorso anno, che era già in crescita. Per ora, l’unico motore della ripresa sembra essere quello dei mercati internazionali, che assorbono quote crescenti di prodotti made in Piemonte: occorre quindi, affinché lo sviluppo non sia squilibrato, attivare subito efficaci politiche per sostenere e stimolare anche la domanda interna”. A partire dal I trimestre 2011, l’indagine congiunturale sull’industria manifatturiera piemontese subisce alcune importanti modifiche. Si è abbandonata, in primo luogo, la Classificazione delle attività economiche Ateco 2002, per adottare la nuova Classificazione delle attività economiche Ateco 2007: questo passaggio ha condotto alla ridefinizione dell’universo delle imprese manifatturiere piemontesi, con l’introduzione di nuove imprese nel campione e l’eliminazione di quelle non più considerate manifatturiere in base alla nuova classificazione. La seconda novità riguarda l’estensione dell’indagine alle imprese della classe dimensionale 2-9 addetti. Infine, anche il questionario sottoposto alle imprese ha subìto alcune correzioni, in un’ottica di omogeneizzazione dell’indagine relativa al Piemonte con quelle condotte dalle Unioni regionali delle Camere di commercio dell’Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto, e da Unioncamere Nazionale. L’introduzione delle modifiche metodologiche descritte fa sì che i risultati di questa indagine non siano statisticamente confrontabili rispetto a quelli delle precedenti rilevazioni. La performance del tessuto produttivo locale trae origine dai buoni risultati concretizzati in quasi tutti i settori dell’economia regionale. Le industrie dei metalli registrano un incremento tendenziale della produzione industriale pari al 16,1%, seguite dalle industrie tessili e dell’abbigliamento, che segnano una variazione del +12,0%. Anche le industrie meccaniche realizzano una crescita superiore alla media regionale (+9,4%), mentre lo sviluppo dell’output concretizzato dalle industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche (+6,5%) si colloca in linea rispetto al dato piemontese complessivo. Risultano inferiori alla media regionale, ma pur sempre positive, le variazioni registrate dalle industrie elettriche ed elettroniche (+3,8%) e da quelle alimentari (+2,5%), mentre il comparto dei mezzi di trasporto subisce un calo del 2,1% rispetto al I trimestre del 2010. Anche a livello territoriale, si rilevano buone performance in tutte le province. Biella concretizza, per il quarto trimestre consecutivo, il risultato migliore (+12,7%). Risultano superiori alla media regionale anche gli incrementi tendenziali realizzati dalle province di Vercelli (+10,9%), Torino (+8,1%) e Novara (+7,2%). Il cuneese e l’alessandrino concretizzano incrementi tendenziali della produzione industriale rispettivamente pari al 5,0% e 4,1%; la crescita messa a segno dalle imprese manifatturiere del Verbano Cusio Ossola è lievemente inferiore ai 3 punti percentuale, mentre il comparto manifatturiero della provincia di Asti registra una variazione della produzione industriale del +1,6% rispetto al I trimestre del 2010. Le Prospettive Future - Le prospettive formulate dagli imprenditori piemontesi per il trimestre aprile-giugno 2011 appaiono improntate ad un cauto ottimismo. Il 27% degli intervistati dichiara di aspettarsi un nuovo incremento della produzione industriale rispetto al I trimestre, a fronte del 25% che ne prospetta, invece, un’inversione di tendenza, generando un saldo di opinione positivo per soli 2 punti percentuale. Le previsioni ottimistiche prevalgono su quelle pessimistiche anche relativamente al fatturato totale, atteso in crescita dal 31% degli imprenditori, quota che supera di 7 punti percentuale quella dei pessimisti. Sono contrastanti, infine, le prospettive relative ai nuovi ordinativi: quelli interni aumenteranno per 31 imprenditori su 100, quota più elevata di 7 punti rispetto a coloro che ne prevedono una flessione, mentre quelli esteri cresceranno solo per il 23% degli intervistati, mentre caleranno secondo il 25%, dando luogo ad un saldo di opinione negativo. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
AGILE-EUTELIA, SIMONCINI SCRIVE AL MINISTRO: “FATE PARTIRE LE PROCEDURE DI GARA” |
|
|
 |
|
|
Firenze, 31 Maggio 2011 - "Far partire al più presto le procedure di gara per Eutelia e Agile. E’ quanto chiede con urgenza al ministro dello sviluppo economico Paolo Romani l’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini, in una lettera partita ieri mattina. “Si tratta di due vicende – scrive l’assessore – che coinvolgono migliaia di lavoratori in Italia e, per quanto riguarda in particolare Eutelia, centinaia di lavoratori anche in Toscana, in un settore di punta quale quello delle telecomunicazioni”. In particolare l’assessore sottolinea come il procrastinarsi dell’attuale situazione di incertezza comporti il rischio di “depauperamento del patrimonio di competenze e di mercato che l’azienda aretina aveva saputo costruire e conquistare”. Una situazione tanto più grave visto che da tempo, come fa presente l’assessore, vi sono soggetti che sono disponibili a rilevare le attività e che anche recentemente hanno ribadito la manifestazione di interesse. “Per questi motivi – conclude la lettera – sulla base del lavoro realizzato dai Commissari, chiedo che codesto ministero al più presto determini l’avvio delle procedure di gara in modo da permettere a tutti i soggetti interessati di presentare formalmente le manifestazioni di interesse e le relative offerte di subentro”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CONSORZI, STRUMENTO PER ATTIRARE INVESTIMENTI |
|
|
 |
|
|
Udine, 31 maggio 2011 - La rete dei 10 Consorzi industriali costituisce per l´Amministrazione regionale una risorsa fondamentale per attirare nuovi investimenti in Friuli Venezia Giulia e contribuire così a superare la crisi. È quanto emerso in occasione del convegno per celebrare i 40 anni della Ziu (Zona Industriale Udinese), organizzato il 27 maggio a Udine, nella sala Valduga della Camera di commercio, dal Consorzio per lo sviluppo industriale del Friuli Centrale. Assieme al presidente del Consorzio, Renzo Marinig, hanno partecipato all´incontro il presidente della Regione, Renzo Tondo, il sindaco di Udine, Furio Honsell, l´assessore provinciale alle Attività produttive, Franco Mattiussi, il vicepresidente della Camera di commercio, Marco Bruseschi. Nel percorso di sviluppo dei Consorzi industriali, fondamentale è stata la legge regionale 3 del 1999 che, oltre a dare a essi una fondamentale potestà urbanistica nel territorio di loro competenza, ha reso possibile l´ingresso delle aziende private insediate. A fianco alle competenze in materia di urbanizzazione e di costruzione e gestione delle infrastrutture, i Consorzi dovranno sempre di puntare - è stato detto - sul marketing territoriale e sulla fornitura di servizi avanzati alle imprese. Per sostenere i segnali positivi di ripresa dell´economia del Friuli Venezia Giulia, è necessario ritrovare - secondo la Regione - una coesione della classe dirigente attorno alle riforme, e in particolare a quella della macchina amministrativa regionale, per renderla più efficiente e meno costosa. In occasione dell´assestamento del bilancio, l´avanzo dell´esercizio 2010 sarà destinato - è stato confermato - agli investimenti e alle infrastrutture, ma anche agli ammortizzatori sociali perché la ripresa dell´attività produttiva in regione non è ancora accompagnata da una parallela ripresa dell´occupazione. In occasione del convegno, è stato presentato un volume sui 40 anni dalla costituzione del Consorzio industriale del Friuli Centrale, nato per iniziativa del Comune di Udine e di alcuni Comuni limitrofi, della Provincia, della Camera di commercio e della Cassa di risparmio di Udine e Pordenone (oggi Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia). L´area di competenza del Consorzio ha un´estensione di quasi 5 chilometri quadrati, con oltre 110 aziende insediate e più di 3 mila addetti. Particolare attenzione è stata dedicata in questi ultimi anni agli aspetti ambientali, per arrivare a un´attività industriale sostenibile. All´interno del comprensorio della Ziu sorge il Parco scientifico tecnologico "Luigi Danieli", nato nel 2004 su iniziativa della Regione, una collocazione strategica perché facilita il dialogo tra ricerca e impresa. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CONFERMATO L’INTERESSE AL NUOVO INSEDIAMENTO SULLA COSTA TOSCANA DI IKEA |
|
|
 |
|
|
Firenze, 31 maggio 2011 - Ikea continua ad essere interessata a un intervento sulla costa toscana: è questo il punto di fondo emerso dall’incontro che il presidente Enrico Rossi ha avuto il 27 maggio con l’amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson. “Abbiamo avuto la conferma dell’ interesse del gruppo svedese – dice il presidente Rossi – per un insediamento che tenga conto del potenziale bacino di utenza, dell’accessibilità, della concorrenza presente e ovviamente della sicurezza dei tempi di realizzazione del progetto. Ci è stato inoltre chiarito che gli investimenti, in Italia e quindi anche il Toscana, vengono decisi dal gruppo in base a questi parametri e si collocano nell’ambito di priorità che vengono stabilite su scala europea.” Ora la parola passa nuovamente a Ikea: “L’azienda – afferma infatti il presidente Rossi – ha chiesto tempo per studiare nuovamente la situazione e per effettuare una ricognizione alla ricerca di nuovi siti di interesse in area costiera. Ho quindi consegnato all’amministratore delegato le soluzioni possibili in area pisana, facendo seguito al lavoro già iniziato al tavolo istituito con i Comuni e la Provincia di Pisa prima delle elezioni.” “La scelta del sito non dipende da me – conclude il presidente Rossi – ma in questa occasione ho nuovamente rimarcato la volontà della Regione Toscana di facilitare l’investimento per il nuovo insediamento Ikea. Come sempre quello che ci muove è l’interesse per il lavoro, per l’occupazione, in un quadro che sappia coniugare sviluppo, difesa dell’ambiente e vivibilità. Valori che lo stesso Amministratore delegato ha affermato di condividere, dichiarando in questo senso la disponibilità positiva di Ikea a dare un contributo per quanto nelle sue possibilità”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
FONDAZIONE SODALITAS LANCIA IL LABORATORIO SUL VOLONTARIATO D’IMPRESA ENTRO IL 2011 IL LABORATORIO PRESENTERÀ I CRITERI PER RILEVARE L’IMPATTO DEL VOLONTARIATO D’IMPRESA, UN FENOMENO IN COSTANTE AUMENTO. |
|
|
 |
|
|
Milano, 30 maggio 2011 - Fondazione Sodalitas – insieme con Ciessevi, Cergas Bocconi e un gruppo di 15 imprese aderenti alla Fondazione – ha avviato il Laboratorio sul Volontariato d’impresa. Il Laboratorio è stato presentato ufficialmente durante Dal Dire Al Fare, il Salone della Responsabilità Sociale d’Impresa svoltosi presso l’Università Bocconi il 25 e il 26 maggio, di cui la Fondazione è tra i promotori. Il volontariato d’impresa - Secondo una stima attendibile il volontariato d’impresa coinvolge ogni anno in Italia almeno 6.000 professionisti che dedicano oltre 10.000 giornate lavorative alla comunità (dati 2009, Errepi Comunicazione). Sono soprattutto le aziende di grandi dimensioni (circa l’88%) quelle che investono maggiormente in questo settore, diversificando le attività nella cultura, nell’ambiente, nello sviluppo sostenibile e nella solidarietà; non mancano però esperienze di volontariato d’impresa anche nelle imprese di dimensioni più ridotte. Il Laboratorio sul volontariato d’impresa - Obiettivo del Laboratorio promosso da Fondazione Sodalitas è quello di mettere a punto uno strumento di misurazione dell’impatto generato dalle attività di volontariato d’impresa sulla comunità e all’interno dell’azienda. Rendere evidente il valore generato dal volontariato d’impresa per la comunità e l’azienda è fondamentale per incoraggiare sempre più imprese a impegnarsi in questa direzione, mantenere elevato il coinvolgimento dei dipendenti che partecipano alle iniziative di volontariato e far emergere le motivazioni che rendono il volontariato d’impresa uno strumento vincente per il miglioramento del clima interno e dei rapporti con la comunità. Il Laboratorio intende presentare i risultati del proprio lavoro entro la fine del 2011. Le imprese aderenti al Laboratorio - Ad oggi partecipano al Laboratorio sul Volontariato d’impresa 15 imprese aderenti a Fondazione Sodalitas: Abb, Accenture, Banca Popolare di Milano, Edison, Gruppo Filo Diretto, Holcim Italia, Ibm, Kpmg, Kraft Foods, L’oreal, Sandvik, Solvay, Terna, Ubs, Vodafone Italia. Angela Straziota - Assistant I Equities Research di Ubs Italia, intervenuta al seminario organizzato dalla Fondazione durante Dal Dire al Fare, ha dichiarato: “Il volontariato d’impresa è il cemento attraverso cui la Banca costruisce il proprio rapporto con la comunità di riferimento e contribuisce al miglioramento della qualità della vita e del benessere. Il valore aggiunto riscontrato in questo tipo di esperienze è la contaminazione, che crea valore e sviluppa il senso di appartenenza dei collaboratori”. Manuela Macchi - Head of Business Development & Sustainable Development di Holcim Italia ha invece raccontato: “La nostra attività di volontariato d’impresa è partita nel 2007 in italia, perché l’azienda voleva avviare un progetto che rendesse tangibile ai dipendenti e agli stakeholder la Responsabilità Sociale dell’Impresa. A questo scopo è stata organizzata la prima giornata di volontariato aziendale. Un’esperienza che si ripete ormai da 4 anni e che ha visto il coinvolgimento di più di 300 dipendenti ed 11 associazioni del territorio, perché le giornate che proponiamo sono soprattutto eventi territoriali, anche alla luce del fatto che più dell’80% dei dipendenti vive nella comunità locale di riferimento. Queste iniziative hanno sempre incontrato una soddisfazione altissima: basti pensare che alcuni dei dipendenti coinvolti sono poi diventati, in seguito alle giornate organizzate dall’azienda, dei volontari stabili delle associazioni raggiunte”. "Nel 2010, dopo aver chiesto il parere dei dipendenti (risultato più che positivo), la direzione del personale ha deciso di permettere a tutti loro di recarsi ad Haiti per offrire sostengo alla popolazione terremotata - ha infine affermato Francesca Magliulo, Responsabile Csr di Edison. “Progetti simili incentivano lo spirito di appartenenza all´azienda e possono anche diventare un buon strumento per coinvolgere direttamente i dipendenti nelle iniziative di volontariato. Attraverso il Laboratorio avviato con Fondazione Sodalitas cercheremo di misurarne i risultati; intanto possiamo dire che il progetto ha migliorato moltissimo il clima aziendale". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|