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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 23 Giugno 2011
UE: FORTE IMPULSO AL RISPARMIO ENERGETICO E ALL´EFFICIENZA ENERGETICA  
 
Bruxelles, 23 giugno 2011 — L´energia che costa meno è quella che non consumiamo. È iniziato il conto alla rovescia verso l´obiettivo dell´Ue di ridurre del 20% il consumo energetico entro il 2020. Se i prossimi anni non vedranno alcun cambiamento, l´obiettivo sarà raggiunto soltanto per metà, cosa che mette a rischio la competitività, la lotta per ridurre le emissioni di Co2 e la sicurezza degli approvvigionamenti nell´Ue e incide ancora pesantemente sulle bollette dei consumatori. Per rimediare al ritardo e riportare l´Ue sulla strada giusta, la Commissione europea propone oggi un nuovo pacchetto di misure intese a migliorare l´efficienza energetica. La proposta di una nuova direttiva prevede misure volte ad ottimizzare gli sforzi profusi dagli Stati membri per usare le energie in maniera più efficiente in tutte le fasi della catena energetica, dalla trasformazione dell´energia al suo consumo finale, passando per la distribuzione. "La nostra proposta mira a rendere più efficiente l´uso dell´energia nella nostra vita quotidiana e ad aiutare i cittadini, le autorità pubbliche e l´industria a gestire meglio il loro consumo energetico. Ciò dovrebbe anche concretizzarsi in bollette più contenute e creare un forte potenziale per nuovi posti di lavoro in tutta l´Ue" ha dichiarato Günther Oettinger, commissario europeo per l´Energia. In sintesi, la Commissione propone le seguenti misure, semplici ma ambiziose: obbligo giuridico per tutti gli Stati membri di istituire regimi di risparmio energetico: le società di distribuzione o di vendita di energia al dettaglio saranno obbligate a risparmiare ogni anno l´1,5% del volume delle proprie vendite, attuando tra i consumatori finali di energia interventi di efficienza energetica quali ad esempio il miglioramento dell´efficienza del sistema di riscaldamento, l´installazione di doppi vetri o l´isolamento dei tetti. In alternativa, gli Stati membri hanno la possibilità di proporre altri meccanismi di risparmio energetico, ad esempio programmi di finanziamento o accordi volontari in grado di portare agli stessi risultati senza però imporre alcun obbligo alle imprese del settore. Il settore pubblico darà l´esempio: gli enti pubblici si impegneranno a favore della diffusione sul mercato di prodotti e servizi a basso consumo energetico sottostando all´obbligo legale di acquistare edifici, prodotti e servizi efficienti sotto il profilo energetico. Essi dovranno inoltre ridurre progressivamente l´energia consumata nei propri locali effettuando ogni anno i necessari lavori di rinnovo su almeno il 3% della superficie totale di tali locali. Importanti risparmi energetici per i consumatori: i consumatori saranno in grado di gestire meglio i propri consumi energetici grazie ad un accesso semplice e gratuito ai dati riguardanti il consumo in tempo reale e l´evoluzione dei consumi, avvalendosi di contatori individuali più accurati. La fatturazione dovrebbe basarsi sul consumo effettivo, calcolato sulla base dei dati rilevati sul contatore. Industria: le Pmi saranno incentivate a sottoporsi a audit energetici e a diffondere le migliori pratiche, mentre le grandi imprese dovranno effettuare un audit del proprio consumo energetico che le aiuterà ad individuare dove è possibile ridurre i consumi. Efficienza della produzione di energia: monitoraggio dei livelli di efficienza delle nuove capacità di produzione di energia e definizione di piani nazionali di riscaldamento e raffreddamento (calore e freddo) come base per una pianificazione sana di infrastrutture di riscaldamento e raffreddamento efficienti, che prevedano anche il recupero del calore disperso. Trasmissione e distribuzione dell´energia: migliorare l´efficienza garantendo che le autorità di regolamentazione nazionali del settore energetico tengano conto, nelle loro decisioni, di criteri di efficienza energetica, in particolare al momento dell´approvazione delle tariffe di rete.  
   
   
SCORIE NUCLEARI, UNA QUESTIONE DA RISOLVERE IN FRETTA  
 
Bruxelles, 23 giugno 2011- Il disastro nucleare in Giappone ha riacceso l´interesse dell´opinione pubblica sulla sicurezza nucleare. Un aspetto importante, oggetto di discussione da decenni, è rappresentato dallo smaltimento dei rifiuti radioattivi. "Chi inquina paga" è il principio guida della proposta di direttiva sulla "gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi", presentata dall´ europarlamentare slovena del Ppe Romana Jordan Cizelj. Il Parlamento discuterà il rapporto mercoledì, per arrivare al voto in Aula giovedì. Abbiamo parlato con la relatrice durante il dibattito preliminare in commissione Industria, ricerca e energia. L´incidente di Fukushima ha riportato il problema della sicurezza nucleare alla ribalta. Crede che ci siano rischi nel modo in cui combustibile esaurito e rifiuti radioattivi sono smaltiti attualmente? Credo che il rischio più grande sia quello sociale. Lo chiamerei "rischio di responsabilità". In Europa ci occupiamo soprattutto dello smaltimento di rifiuti di basso e medio livello, ma non delle scorie altamente radioattive. Non è un atteggiamento responsabile, soprattutto perché possediamo i mezzi tecnici per farlo. Le scorie radioattive sono stoccate in strutture temporanee, che non rappresentano una soluzione definitiva al problema. Il combustibile esaurito, poi, è di solito stipato vicino ai reattori. Si tratta di magazzini sicuri, ma il livello si sicurezza aumenterebbe molto se si passasse allo smaltimento finale. Stabilire standard di sicurezza ancora più elevati per permettere lo stoccaggio definitivo è la nostra principale responsabilità; una responsabilità condivisa con i leader di opinione e con i cittadini, ma sono soprattutto i politici che devono definire un quadro legislativo adeguato. Sembra che non ci sia una vera soluzione a lungo termine per lo smaltimento dei rifiuti nucleari. Quali sono le sue proposte sulle norme di sicurezza? È vero, non abbiamo ancora un sistema di smaltimento definitivo delle scorie. Finlandia e Francia sono le più vicine a una soluzione finale. Per questo è opportuno discutere di una comune legislazione europea, che costringa gli Stati membri ad agire davvero. Le misure di sicurezza che propongo devono basarsi sulle più avanzate tecnologie, su un regolamento forte e indipendente, e su adeguate risorse umane e finanziarie. Naturalmente è fondamentale guadagnare la fiducia dei cittadini. Per farlo, la direttiva prevede la massima trasparenza e modalità di partecipazione pubblica. Secondo lei, chi dovrebbe sobbarcarsi i costi dello smaltimento di combustibile esaurito e rifiuti radioattivi? Sono una sostenitrice del principio generale europeo: "chi inquina, paga". È nostro dovere farlo valere anche in questo settore. Ma sto proponendo un emendamento che chiede ancora di più: la valutazione dei costi, il monitoraggio e la verifica dei risultati, relazioni periodiche alla Commissione europea e la partecipazione dei parlamenti nazionali. Come si può evitare che, elevando le norme di sicurezza in Europa, i rifiuti finiscano nei paesi terzi? La Commissione propone di vietare del tutto l´esportazione dei rifiuti nucleari. Una seconda possibilità potrebbe essere il trasferimento delle scorie solo in quei paesi che hanno standard di sicurezza equiparabili a quelli europei. Infine, e questo dovrebbe essere un obiettivo da perseguire in ogni caso, dovremmo essere più attivi nel cercare di introdurre standard elevati nella comunità internazionale, specialmente presso l´Agenzia Internazionale per l´Energia Atomica (Iaea).  
   
   
EDILIZIA PRIVATA, UMBRIA: SU DATI REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA VA PRECISATO IL RUOLO DEI COMUNI  
 
 Perugia, 23 giugno 2011 - "I dati in merito alla regolarità contributiva delle imprese nel settore dell´edilizia privata, riportati nei giorni scorsi dalla stampa locale, sono allarmanti ma vanno meglio precisati". È quanto sottolinea l´assessore regionale alla Sicurezza nei cantieri, Stefano Vinti, esprimendo "forte preoccupazione" per dati che sono "sicuramente indice di un malessere del settore - afferma - legato a molti fattori e traducono comportamenti dei soggetti che operano sul mercato che mettono sistematicamente a rischio la sicurezza e l´incolumità dei lavoratori e perciò, come tali, sono da eliminare". Stando a quanto pubblicato, a fronte di 7.834 richieste iniziali, per i soli lavori eseguiti per conto di privati, la Cassa Edile ha rilasciato 1.476 certificati di congruità della manodopera, che, in base all´attuale normativa regionale, la legge regionale 1/2004, servono per ottenere l´agibilità. "Sembrerebbe, quindi, che nell´ultimo anno 6.358 umbri abbiano fatto eseguire lavori su immobili senza la regolare certificazione. Ma non è così - sostiene Vinti -, perché gli uffici comunali hanno rilasciato i certificati di agibilità". "Tali dati - prosegue - lascerebbero intendere che la verifica sulla congruità dell´incidenza della manodopera deve essere espletata per tutti gli interventi edili. In realtà, ai sensi di quanto prevede l´articolo 11 della legge regionale 1/2004, la verifica sulla congruità dell´incidenza della manodopera impiegata nel cantiere va fatta solo al termine dei lavori e solo per i lavori privati il cui costo di costruzione, determinato ai sensi dell´articolo 25, superi l´importo di 50mila euro o per le opere esentate da tale costo, ma comunque aventi superficie utile coperta superiore a 100 metri quadrati". "L´articolo 11, peraltro - sottolinea l´assessore -, è oggetto di un confronto tra i diversi soggetti istituzionali e le parti sindacali. Confronto che tende a stringere le maglie ulteriormente, oppure ad abrogare il tetto dei 50mila euro". Per i lavori privati al di sotto della soglia di 50mila euro, "occorre comunque presentare il ´durc´, il documento di regolarità contributiva - aggiunge -, ma, in tal caso, si limita alla sola regolarità contributiva e non anche alla congruità dell´incidenza della manodopera. Per tali lavori, l´attuale testo della norma prevede che l´agibilità può essere rilasciata dal Comune anche in presenza di ´durc´ irregolare e di ciò deve esserne data notizia agli uffici competenti". L´assessore ricorda, inoltre, che la Regione Umbria è da anni impegnata sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro e della regolarità contributiva e che, immediatamente dopo l´emanazione delle norme contenute nella legge regionale 1/2004 e nel relativo regolamento di attuazione, n. 2/2009, ha intrapreso una attività di informazione, controllo e monitoraggio. "Da ultimo - conclude -, l´attività di monitoraggio svolta presso gli Sportelli Unici dei Comuni umbri, ai quali è stato richiesto di trasmettere i dati su eventuali violazioni accertate in materia. Un´attività di monitoraggio e controllo che deve comunque essere ulteriormente sviluppata e messa a punto perché sia maggiormente efficace".  
   
   
VILLE PALLADIANE: OCCASIONE PER RIPENSARE LO SVILUPPO DEL VENETO  
 
Pojana Maggiore (Vicenza), 23 giugno 2011 - “Il modello di sviluppo veneto è stato straordinario ma anche disordinato. Oggi dobbiamo ripensarlo e nel farlo dobbiamo trasformare l’idea del turismo, della cultura e del paesaggio come volano economico da chiacchiere in fatti. Dobbiamo avere il coraggio di progettare il nostro futuro”. E’ uno dei passaggi centrali dell’intervento del vicepresidente della giunta regionale e assessore al territorio e alla cultura Marino Zorzato all’incontro di lavoro, aperto al pubblico, sul tema “Ventiquattro ville di Andrea Palladio. Quale nuovo disegno?”che si è svolto ieri a Villa Pojana a Pojana Maggiore (Vicenza). Dopo il saluto del sindaco e la proiezione del video “Ville di Andrea Palladio”, ha preso la parola la presidente dell’Istituto Regionale Ville Venete Giuliana Fontanella, che ha sottolineato la grande opportunità offerta al Veneto di superare il momento di crisi e tornare ad essere un’eccellenza grazie all’arte. Un rilancio – ha aggiunto – tanto dal punto di vista economico, quanto culturale, in cui Palladio con le sue ville può diventare uno degli elementi di maggior rilievo. La presidente dell’Irvv ha auspicato un nuovo percorso che, per quanto riguarda le ville venete (che sono 4380 tra Veneto e Friuli), possa comprendere anche gli aspetti fiscali. Nel suo intervento il vicepresidente Zorzato ha messo l’accento anche sul recupero “in verticale” del territorio veneto, finora occupato prevalentemente “in orizzontale”. Preparasi quindi ad un futuro diverso, utilizzando anche l’opportunità della candidatura di Venezia e del Nordest a capitale europea della cultura 2019, in cui le ville palladiane non possono non essere parte di un progetto strategico. Delle ville venete e della loro valorizzazione hanno parlato durante i lavori – coordinati dal Rettore dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Amerigo Restucci – il segretario regionale alla cultura Angelo Tabaro, Ugo Soragni direttore regionale del Mibac, Guido Beltramini e Howard Burns rispettivamente direttore e presidente del Consiglio scientifico del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio – C.i.s.a. (Vicenza), Antonio Foscari docente all’Iuav di Venezia. A chiusura è intervenuto Silvano Vernizzi segretario regionale per le infrastrutture.  
   
   
CALABRIA: PROROGA DEI PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA  
 
Catanzaro, 23 giugno 2011- L’assessore regionale all’Urbanistica e Governo del Territorio Piero Aiello ha ricevuto ieri una delegazione di sindaci e responsabili tecnici di tutti i Comuni che usufruiscono dei finanziamenti per il Recupero Urbano, per come previsto dalla legge n° 179/92. All’incontro era anche presente il Dirigente Generale del Dipartimento Saverio Putortì ed il Dirigente Paolo Galletta. Oggetto dell’incontro, la proroga concessa dalla Regione per l’avvio degli importanti lavori di riqualificazione urbana. Per questo motivo, l’Assessore Aiello aveva rappresentato in Giunta l’esigenza di modificare la legge 7/2006 che stabiliva, tra l’altro, i termini d’inizio delle opere oggetto dell’intervento. Il provvedimento, quindi, già approvato dall’Esecutivo e che ora passa ora all’esame del Consiglio Regionale tende a definire i nuovi termini di avvio dei lavori per tutti quei Comuni, al momento inadempienti per varie ragioni, a volte anche indipendenti dagli stessi Comuni. All’incontro erano presenti i rappresentati politici e tecnici dei Comuni di Acri, Belvedere Marittimo, Castrovillari, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Gioia Tauro, S. Ferdinando, Lamezia Terme, Locri, Sidereo, Melito Porto Salvo, Morano Calabro, Palmi, Paola, Pizzo Calabro, Vibo Valentia, Villa S. Giovanni, Isola di Capo Rizzato. Dopo un’analisii dei diversi Programmi in atto, l’Assessore Aiello, prendendo la parola, ha confermato che la delibera approvata prevede la proroga di un anno per l’avvio degli importanti lavori. “L’attività che ci ha visti coinvolti in una azione politico-amministrativa insieme al Dipartimento, caratterizza – ha detto Aiello - ancora una volta la visione strategica di questa Regione con Scopelliti Presidente tendente a esaltare le attività degli Enti Locali quali promotori di sviluppo sostenibile dei territori. Quindi una azione politica che non ha perso di vista la circostanza prioritaria e cioè quella di non far perdere i finanziamenti per le fondamentali opere da realizzare; tutto ciò, continua l’Assessore, nell’ottica di un maggiore coinvolgimento delle realtà locali alle scelte e alle decisioni del vertice politico-amministrativo della Regione; ovviamente sollecito i Comuni interessati a rispettare le scadenze previste per l’avvio dei lavori al fine di giungere al compimento delle importanti opere, le quali, una volta completate, contribuiscono a riqualificare i centri urbani e nel contempo ad elevare la qualità della vita”. Il Dirigente generale Putortì, da parte sua, ha ribadito il concetto posto al centro della sua azione amministrativa basata sul coinvolgimento dell’intero Dipartimento al servizio del Territorio, quindi una azione di accompagnamento robusta e tendente al perseguimento degli obiettivi delle singole realtà comunali che tutte insieme costituiscono il vero e grande patrimonio della Regione. “Il raggiungimento di tale obiettivo – ha detto - rappresenta un importante traguardo finalizzato all’utilizzo dei Programmi Complessi dei quali i Programmi di Riqualificazione Urbana, qui trattati, costituiscono sicuramente l’origine, quanto meno legislativamente con la legge n° 457/78 e la successiva n° 179/92. La prima, e per la prima volta nel panorama legislativo, introduce il termine di riqualificazione edilizia e urbana; la seconda, la compartecipazione ai programmi da parte dei privati per la realizzazione di importanti opere capaci di rigenerare/riqua-lificare/ristrutturare l’importante patrimonio urbanistico-edilizio dei Comuni. Colgo l’occasione - ha continuato Putortì - per rammentare l’esistenza di previsioni normative analoghe anche nella legge Urbanistica della Regione, ad oggi assolutamente inapplicate soprattutto per quel che riguarda l’utilizzo di tali strumenti per la realizzazione anche di parti di città pubblica. Quindi, si auspica un nuovo corso tendente all’utilizzo di programmi complessi capaci di risolvere le tante situazioni di degrado, ossatura portante delle periferie dei Centri Urbani con il sostegno e l’accompagnamento del Dipartimento Urbanistica della Regione”. Con tale visione, soprattutto in prospettiva, si è conclusa la riunione ribadendo la totale disponibilità del Dipartimento a risolvere tutte le problematiche nascenti dall’applicazione di queste definibili “nuove frontiere dell’Urbanistica moderna”.  
   
   
TOSCANA, CASA, ALLOCCA RISPONDE A RENZI: “LA LEGGE DI RIFORMA PRIORITÀ REGIONALE”  
 
 Firenze, 23 giugno 2011 – Chiamato in causa dal sindaco di Firenze sulla riforma della legge sulla casa, durante l’ intervento di ieri in consiglio comunale per l’approvazione del Piano strutturale, l’assessore al welfare e alle politiche per la casa Salvatore Allocca ribatte confermando che la legge in questione ed il riordinamento di tutto il settore sono tra le priorità del suo mandato in Regione. “Non ho mai alimentato polemiche con le istituzioni locali – sottolinea Allocca – poiché sono convinto che una situazione come quella attuale, contraddistinta da pesanti tagli ai trasferimenti destinati ai territori, richieda una forte coesione dell’intero sistema istituzionale toscano. Non la pensa evidentemente così il sindaco di Firenze che non perde occasione, come ha fatto oggi, per sollevare questioni sostanziate solo da una esuberante vis polemica”. “Che vi siano tra me e lui diversità di opinioni – prosegue l’assessore – è cosa fisiologica, che non mi turba. Ma qui non si tratta solo di opinioni, c’è anche qualcosa di più, che riguarda il modo in cui ciascuno intende svolgere il proprio ruolo pubblico. Confesso di non avere il piglio decisionista del rottamatore, l’impeto dell’uomo solo al comando, e di concepire al contrario le decisioni che investono la società come il frutto necessario di un serio ed approfondito confronto. Un confronto – aggiunge ancora – sulla riforma delle “leggi sulla casa” che ho iniziato dal primo giorno del mio lavoro e che intendo portare in fondo senza saltare nessun passaggio come garanzia di efficacia finale dell’azione amministrativa”. Allocca conferma poi che in poco più di un anno arriveranno tutti i progetti di legge relativi ai vari aspetti: rivisitazione dei percorsi di alienazione, manutenzione canoni, rivisitazione punteggi, nuove normative sulla morosità, sui subentri, sulla mobilita’, efficentamento generale del sistema di gestione. “Tutti aspetti complementari – continua – necessari al raggiungimento di un traguardo che aspettiamo da molti anni e che riguarda l’ obiettivo di un testo organico di riforma di tutto il settore. Questo percorso richiede i passaggi di approfondimento e di confronto necessari a cui non intendo rinunciare. Una modalità, questa, che d’altronde ho seguito anche per la definizione di un piano di edilizia abitativa di interesse regionale che non è e non sarà varato senza un attento confronto con i territori. Modalità – conclude Allocca – che il sindaco di Firenze dovrebbe conoscere bene ed anche apprezzare, essendo stata alla base del protocollo di intesa per il progetto di recupero ed incremento abitativo di Torre degli Agli che abbiamo firmato, Comune e Regione, solo qualche giorno fa e che costituisce il presupposto alla copertura da parte della Regione del costo dell’intera realizzazione, per la somma non certo marginale di 20 milioni di euro”.  
   
   
15ªEDIZIONE DEL WORLD WEALTH REPORT, IL RAPPORTO ANNUALE SULLA RICCHEZZA NEL MONDO  
 
Milano, 23 giugno 2011–Il numero degli individui con patrimonio finanziario superiore a 1 milione di dollari (High Net Worth Individuals, Hnwi - ) nel mondo è aumentato in termini di popolazione e ricchezza nel 2010, superando i livelli pre-crisi del 2007 in quasi tutte le regioni, secondo quanto ha riportato la 15ªedizione del World Wealth Report, il rapporto annuale sulla ricchezza nel mondo, presentato ieri da Merrill Lynch Global Wealth Management e Capgemini. La crescita della popolazione e della ricchezza degli Hnwi globali ha raggiunto livelli più stabili nel 2010, con la popolazione degli Hnwi in aumento dell´8,3% a 10,9 milioni e la ricchezza finanziaria degli Hnwi in crescita del 9,7% a 42.700 miliardi di dollari Usa (rispetto al 17,1% e al 18,9% rispettivamente nel 2009). La popolazione globale degli individui con patrimonio finanziario di oltre 30 milioni di dollari (Ultra-hnwi2) ha registrato un aumento pari al 10,2% nel 2010 e la sua ricchezza è cresciuta dell´11,5%. «Negli ultimi anni abbiamo assistito a significative fluttuazioni nella ricchezza e nella popolazione degli Hnwi»,ha affermato Stefano Guglielmetto, Responsabile Investimenti per l’Italia di Merrill Lynch Wealth Management. «Nel 2010, abbiamo assistito a un rallentamento dei tassi di crescita dai livelli più alti a due cifre del 2009, in concomitanza alla rapida ripresa di molti mercati dalle significative perdite correlate alla crisi». La popolazione globale degli Hnwi è rimasta altamente concentrata negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania che insieme rappresentano il 53,0% degli Hnwi di tutto il mondo. Gli Stati Uniti sono ancora il paese con il segmento singolo Hnw più grande del mondo con i loro 3,1 milioni di Hnwi, pari al 28,6% della popolazione globale degli Hnwi. «Mentre oltre la metà della popolazione globale degli Hnwi risiede ancora nei primi tre paesi, la concentrazione degli Hnwi si sta frammentando in modo molto graduale nel corso del tempo»,ha dichiarato Roberto Manini, Vice President Financial Services di Capgemini in Italia. «La concentrazione degli Hnwi in queste aree continuerà a diminuire se le popolazioni degli Hnwi dei mercati emergenti e in via di sviluppo continueranno a crescere più rapidamente di quelle dei mercati sviluppati». L´area Asia-pacifico supera l´Europa per la prima volta sia in termini di popolazione che di ricchezza degli Hnwi - Fra i tre principali mercati,l´area Asia-pacifico ha registrato il tasso regionale di crescita più elevato della popolazione degli Hnwi nel 2010. Mentre la ricchezza degli Hnwi aveva già superato l´Europa nel 2009, l´area Asia-pacifico ha ora superato l´Europa in termini di popolazione degli Hnwi, con un aumento pari al 9,7% a quota 3,3 milioni, mentre l´Europa è cresciuta del 6,3% a quota 3,1 milioni. La ricchezza degli Hnwi dell´area Asia-pacifico è aumentata del 12,1% a 10.800 miliardi di dollari Usa superando quella degli Hnwi in Europa, pari a 10.200 miliardi di dollari Usa, ove l´aumento della ricchezza è stato pari al 7,2% nel 2010. L´area Asia-pacifico è ora la seconda regione in ordine di grandezza sia in termini di popolazione che di ricchezza degli Hnwi, seconda solo al Nord America. Degno di nota nell´area Asia-pacifico anche il fatto che la popolazione degli Hnwi in India ha raggiunto la 12ª posizione al mondo nel 2010, entrando a far parte per la prima volta della rosa dei primi 12 paesi. In Italia il numero di Hnwi è diminuito del 4.7% - Dopo una crescita del 9.2% nel 2009, il numero di Hnwi in Italia è diminuito del 4.7%, pur rimanendo a livelli superiori a quello del 2008. L’italia rimane tra i primi dieci paesi al mondo per numero di Hnwi, ma perde una posizione a vantaggio dell’Australia. Nonostante il ritorno alla crescita del Pil (che è aumentato dell’1.3% nel 2010) ed una politica monetaria ancora accomodante, un calo del 13.6% della capitalizzazione di borsa ha agito da freno alla creazione di ricchezza nel 2010. Gli Hnwi hanno assunto un rischio calcolato alla ricerca di rendimenti migliori nel 2010 - In un contesto caratterizzato da una ripresa relativamente stabile per quanto disomogenea, i mercati azionari e delle commodity nonché il comparto immobiliare (soprattutto nell´area Asia-pacifico) hanno messo a segno una performance solida durante tutto il 2010. Verso fine 2010, gli Hnwi detenevano il 33% di tutti i loro investimenti in azioni, in aumento dal 29% dell´anno precedente. Gli investimenti in strumenti monetari/depositi sono scesi al 14% nel 2010 dal 17% del 2009 e la quota detenuta negli investimenti obbligazionari ha registrato una flessione al 29% dal 31%. Tra gli investimenti alternativi, molti Hnwi hanno preferito le commodity. Gli investimenti nelle commodity hanno rappresentato il 22% di tutti gli investimenti alternativi nel 2010, in aumento dal 16% del 2009. Anche gli Hnwi dell´area Asia-pacifico, Giappone escluso, hanno continuato a inseguire i rendimenti in ambito immobiliare, pari al 31% del loro portafoglio complessivo a fine 2010, in aumento dal 28% dell´anno precedente e ampiamente superiore alla media globale del 19%. Inoltre, gli investimenti nei mercati emergenti hanno fornito opportunità per gli Hnwi alla ricerca di profitti. Nei primi 11 mesi, gli investitori hanno investito importi record in fondi azionari e obbligazionari dei mercati emergenti prima di vendere per realizzare prese di profitto a fine anno e dopo che il valore di molti investimenti nei mercati emergenti era salito ai massimi pre-crisi. «I mercati dei capitali globali e le principali classi di attivi hanno espresso una performance positiva nel corso dell´anno, a fronte dell´aumento della propensione al rischio degli investitori »,ha affermato Guglielmetto. «Lo spostamento degli investitori Hnwi verso le azioni registrato nel 2010 rifletteva la ricerca di rendimenti e il desiderio di recuperare le perdite sofferte durante la crisi. Abbiamo anche assistito al permanere della predilezione degli Hnwi per classi specifiche di attivi, quali le azioni e le commodity, sulla base dell´opportunità di mercato odi preferenze di lungo termine». In prospettiva futura, si prevede che gli Hnwi aumenteranno ancor di più i loro investimenti nelle azioni e nelle commodity nel 2012, riducendo al contempo quelli in ambito immobiliare e in strumenti monetari/depositi. Le preferenze regionali sono meno certe, poiché l´entità delle opportunità dei mercati emergenti dipenderà dall´eventuale capacità di tali mercati di raggiungere nuovi massimi, mentre le economie iniziano ad affrancarsi dagli incentivi governativi.  
   
   
WORLD WEALTH REPORT 2011: PANORAMICA REGIONALE  
 
Milano, 23 giugno 2011 - Gli effetti globali della crisi finanziaria sono diminuiti nel 2010, sebbene con alcune ricadute in determinati «punti sensibili». La crisi finanziaria e il rallentamento economico hanno inoltre aggravato i livelli del deficit fiscale e debito pubblico, in particolare nei paesi sviluppati, ove la ripresa dell´attività economica è stata più lenta. Nonostante le costanti sfide, l´economia mondiale è cresciuta a un tasso annuo reale del 3,9% nel 2010, ma le economie in via di sviluppo sono state i veri motori dell´espansione. La capitalizzazione dei mercati azionari globali ha registrato un aumento pari al 18,0%, nonostante la debole ripresa globale e le sporadiche turbolenze economiche e politiche in tutto il mondo. Anche le altre principali classi di attivi (reddito fisso, immobili e investimenti alternativi) hanno registrato un aumento in linea con quello dei mercati azionari globali. Inoltre, le materie prime sono state oggetto di una domanda robusta, sia per uso industriale che come investimento nel corso del 2010. Tuttavia l´inflazione è in aumento nelle economie mature ed emergenti e molte economie emergenti stanno già innalzando i tassi d´interesse per moderare la tendenza. La risposta all´inflazione potrebbe avere un impatto sul ritmo con cui la ripresa economica procede. A fine 2010, la popolazione mondiale degli individui con patrimonio finanziario superiore a 1 milione di dollari (High Net Worth Individuals, Hnwi) è salito dell´8,3% da fine 2009 a quota 10,9 milioni e la loro ricchezza del 9,7% a quota 42.700 miliardi di dollari Usa. La ricchezza degli Hnwi in Nord America ed Europa si è mantenuta altresì al di sotto dei livelli pre-crisi (fine 2007). Tale ripresa economica ha avuto ripercussioni anche su alcuni spostamenti significativi delle asset allocation degli Hnwi, in particolare: Gli Hnwi hanno ulteriormente spostato le loro esposizioni verso le azioni nel 2010, riducendo al contempo lentamente l´esposizione a strumenti monetari/depositi e reddito fisso - Globalmente, le azioni rappresentavano il 33% degli attivi finanziari totali degli Hnwi a fine 2010, in aumento dal 29% dell´anno precedente, allorché molti mercati azionari mondiali hanno assistito a un´ulteriore crescita positiva. A livello globale, l´esposizione a strumenti monetari/depositi è diminuita al 14% dal 17% del 2009. In complesso, a fine 2010 la distribuzione regionale degli attivi degli Hnwi era molto simile a quella dell´anno precedente - Gli Hnwi dell´area Asia-pacifico e dell´Europa hanno aumentato la loro quota relativa di esposizione verso mercati esterni alla propria regione d´appartenenza nel 2010. Gli Hnwi del Nord America e dell´America Latina hanno mantenuto la medesima quota d´esposizione nelle proprie regioni d´appartenenza. I Reit hanno assistito a ulteriori aumenti dell´esposizione da parte degli Hnwi nel 2010 L´esposizione ai Reit è aumentata al 15% nel 2010, rispetto al 12% del 2009, sulla base di rendimenti allettanti. Sul totale degli attivi immobiliari, la quota dedicata agli immobili residenziali è diminuita dal 48% al 46%, in conseguenza dell´incertezza in merito alla ripresa in ambito immobiliare. La quota dedicata agli immobili commerciali ha altresì registrato una lieve ulteriore flessione dal 27% al 26%, con il settore penalizzato da redditi da locazione in calo e da una domanda debole che ha portato a un aumento dei tassi degli immobili sfitti. Anche se tutte le regioni hanno registrato una crescita della popolazione e ricchezza degli Hnwi nel 2010, l´entità della crescita è dipesa fortemente da fattori macroeconomici regionali. Nord America: la crescita economica ha registrato una forte ripresa in Nord America nel 2010; anche la crescita di altri fattori determinanti della ricchezza ha sostenuto l´aumento della dimensione e ricchezza della popolazione degli Hnwi. La popolazione degli Hnwi in Nord America è aumentata dell´8,6% nel 2010 a quota 3,4 milioni, dopo una crescita del 16,6% nel 2009. La loro ricchezza è aumentata del 9,1% a quota 11.600 miliardi di dollari Usa. Il Nord America permane il paese con il maggior numero di Hnwi, con 3,4 milioni, pari al 31% della popolazione globale degli Hnwi. Quanto alle classi di attivi, gli Hnwi del Nord America hanno storicamente preferito le azioni detenendo il 42% di tutte le partecipazioni in azioni a fine 2010, in aumento dal 36% a fine 2009 e battendo la media globale del 33%. Gli Hnwi del Nord America hanno mantenuto un´esposizione superiore alla media alle commodity (30% degli investimenti alternativi). Nel 2010, gli Hnwi del Nord America hanno collocato il 76% dei loro attivi in investimenti nella propria regione d´appartenenza, con una situazione invariata rispetto all´anno precedente. Si prevede che tale valore scenderà al 68% verso fine 2012, poiché gli Hnwi del Nord America ridistribuiranno gli attivi verso i mercati emergenti al fine di catturare rendimenti superiori e verso i mercati sviluppati alternativi per di diversificare i loro rischi. Negli Stati Uniti, il Pil reale ha registrato un aumento del 2,9% nel 2010, dopo una contrazione del 2,4% nel 2009. La capitalizzazione di mercato degli Stati Uniti è aumentata del 14,6% nel 2010, dopo essere cresciuta del 29,9% nel 2009. In Canada, il Pil reale ha registrato un aumento del 2,9% nel 2010, dopo una contrazione del 2,6% nel 2009. La capitalizzazione di mercato del Canada è aumentata del 29,4% nel 2010, dopo essere cresciuta del 55,6% nel 2009.  Nel 2010, vi erano 40.000 Ultra-hnwi in Nord America, pari all´1,2% del numero totale di Hnwi della regione. Il Nord America vanta ancora il numero maggiore a livello regionale di Ultra-hnwi, per un totale di 40.000 nel 2010, in aumento da 36.000 nel 2009 (permangono tuttavia al di sotto dei 41.000 registrati nel 2007). Europa: la dimensione e la ricchezza della popolazione degli Hnwi in Europa sono cresciute nel 2010, anche se tale crescita è stata una delle più basse di tutte le regioni.  La popolazione degli Hnwi dell´Europa è aumentata del 6,3% a quota 3,1 milioni, dopo esser salita del 12,5% nel 2009. La ricchezza degli Hnwi è aumentata del 7,2% a 10.200 miliardi di dollari Usa, dopo essere salita del 14,2% nel 2009. La popolazione degli Hnwi ha registrato un aumento modesto nel Regno Unito (1,4%) e moderato in Russia (13,6%). L´esposizione alle azioni degli Hnwi europei è aumentata al 33% nel 2010 dal 26% degli attivi totali nel 2009, allorché la capitalizzazione del mercato azionario europeo aveva messo a segno un´ulteriore crescita. Si è registrato un ulteriore calo degli investimenti nella regione d´appartenenza in Europa, ove tali partecipazioni sono scese al 56% dei portafogli complessivi dal 59% nel 2009. Il Pil è aumentato del 2,0% nell´Europa occidentale e dell´1,9% nell´Europa orientale nel 2010, ma tale crescita è stata tra le più basse di tutte le regioni, soprattutto sulla base delle preoccupazioni in merito alla crisi del debito sovrano. Nel 2010, l´Europa contava 22.000 Ultra-hnwi, pari allo 0,7% del numero totale di Hnwi dell´Europa. Area Asia-pacifico: l´aumento della popolazione e della ricchezza degli Hnwi è stata significativa nell´area Asia-pacifico, poiché le economie della regione hanno registrato una costante crescita economica robusta e forti aumenti di altri fattori determinanti della ricchezza. La popolazione degli Hnwi nell´area Asia-pacifico è aumentata del 9,7% a quota 3,3 milioni, dopo esser salita del 25,8% nel 2009, battendo la popolazione degli Hnwi europei (3,1 milioni) per la prima volta. Nell´area Asia-pacifico risiede la sesta popolazione degli Hnwi in ordine di grandezza delle dieci in più rapida crescita del mondo, guidate da Hong Kong (33,3%) e Vietnam (33,1%). La ricchezza degli Hnwi dell´area Asia-pacifico è aumentata del 12,1% a 10.800 miliardi di dollari Usa, dopo esser salita del 30,9% e battendo la ricchezza degli Hnwi europei nel 2009. Anche gli Hnwi dell´area Asia-pacifico, Giappone escluso, hanno continuato a inseguire i rendimenti in ambito immobiliare, pari al 31% del loro portafoglio complessivo a fine 2010, in aumento dal 28% dell´anno precedente e ampiamente al di sopra della media globale del 19%. Gli Hnwi del Giappone sono rimasti i più conservativi a livello mondiale mantenendo il 55% del loro portafoglio complessivo investito nel reddito fisso e in veicoli monetari/deposito a fine 2010, in aumento dal 48% dell´anno precedente e al di sopra della media globale del 43%. In Cina, la crescita del Pil reale è salita al 10,3% nel 2010 rispetto all´8,7% del 2009. In India, la crescita del Pil reale è salita al 9,1% nel 2010 rispetto al 6,8% del 2009. L´area Asia-pacifico contava 23.000 Ultra-hnwi nel corso del 2010, pari allo 0,7% della popolazione degli Hnwi della regione. America Latina: il Pil dell´America Latina è aumentato in modo significativo nel 2010 e la regione ha registrato forti aumenti in altri fattori determinanti della ricchezza.  L´america Latina ha registrato anche un altro aumento modesto (6,2%) della popolazione degli Hnwi nel 2010, mentre la ricchezza degli Hnwi è aumentata del 9,2%. Il segmento Hnw dell´America Latina si è dimostrato relativamente resistente e stabile negli anni recenti (il numero degli Hnwi è diminuito appena dello 0,7% nel 2008) e la ricchezza degli Hnwi è salita del 18,1% dal 2007.  In America Latina, la popolazione generale degli Hnwi è ancora poco numerosa, inferiore a 0,5 milioni. Tuttavia, la prevalenza degli Ultra-hnwi moltiplica il livello complessivo della ricchezza degli Hnwi, in crescita a 7.300 miliardi di dollari Usa nel 2010. L´allocazione degli investimenti degli Hnwi dell´America Latina ha assistito a pochi cambiamenti nel 2010, ma si attendono spostamenti significativi nel 2012, quando le esposizioni alla regione d´appartenenza dovrebbero diminuire in concomitanza all´aumento degli investimenti in Nord America. Gli Hnwi dell´America Latina permangono ancora conservativi, con il 47% dei loro portafogli complessivi investiti in strumenti monetari/depositi o nel reddito fisso, nonostante l´aumento dei prezzi delle azioni. Tra gli Hnwi dell´America Latina, gli hedge fund hanno occupato una posizione chiaramente predominante nell´ambito delle partecipazioni negli investimenti alternativi, pari al 35% di tutte le relative partecipazioni del 2010. Nel 2010, il Pil reale ha registrato un aumento del 7,5% in Brasile e del 5,0% in Messico. Il Brasile, dopo aver registrato uno dei principali aumenti a livello mondiale della capitalizzazione di mercato nel 2009 (125,9%), ha registrato una crescita pari a solo il 15,6% nel 2010. A livello regionale, l´America Latina vanta la percentuale più elevata di Ultra-hnwi con il 2,4% (o 11.000 Ultra-hnwi), rispetto alla media globale dello 0,9. Medio Oriente: il tasso di crescita della dimensione e ricchezza della popolazione degli Hnwi in Medio Oriente ha superato quello di altre regioni, dopo il risultato mediocre registrato nel 2009, quando la crescita della popolazione degli Hnwi e della loro ricchezza era in ritardo rispetto a tutte le altre regioni. In Medio Oriente, la dimensione della popolazione degli Hnwi è aumentata del 10,4% nel 2010 a quota 0,4 milioni, mentre la ricchezza è balzata in avanti del 12,5% a 1.700 miliardi di dollari Usa. Gli Emirati Arabi Uniti (Eau) hanno registrato un ulteriore calo (del 3,5%) della popolazione degli Hnwi, sulla base degli effetti postumi della crisi immobiliare a Dubai. In Medio Oriente, l´esposizione degli Hnwi al comparto immobiliare è scesa al 18% di tutti gli investimenti dal 23% nel 2009, allorché punti sensibili quali Dubai hanno registrato un significativo calo della domanda. Gli investimenti private equity sono stati ampiamente superiori in Medio Oriente (17% di tutta l´esposizione agli investimenti alternativi) a quelli della media globale degli Hnwi (10%). Il Pil reale è aumentato del 2,1% negli Eau nel 2010, mentre è diminuito del 3,8% in Arabia Saudita. La capitalizzazione di mercato ha registrato un calo del 3,9% negli Eau nel 2010. Il Medio Oriente vantava 4.000 Ultra-hnwi nel 2010, pari allo 0,9% della popolazione degli Hnwi.  
   
   
WORLD WEALTH REPORT: LE SOCIETÀ DI WEALTH MANAGEMENT DOVREBBERO FAR LEVA SU UNA RISPOSTA SOCIETARIA INTEGRATA PER AFFRONTARE AL MEGLIO LE ESIGENZE COMPLESSE POST-CRISI DEGLI HNWI  
 
Milano, 23 giugno 2011 –Le società e i consulenti di wealth management devono fornire una rosa di competenze più ampia e integrata per soddisfare le esigenze complesse degli odierni Hnwi2, secondo quanto riportato dalla 15ªedizione del World Wealth Report, il rapporto annuale sulla ricchezza nel mondo, presentato ieri da Merrill Lynch Global Wealth Management e Capgemini. Un approccio basato sull’”Enterprise Value”è cruciale in particolare nel contesto odierno, in cui la clientela Hnw si attende che la propria relazione con società e consulenti crei valore in modo piu’ ampio e sostenibile rispetto agli anni pre-crisi, in cui gli Hnwi erano più focalizzati sulla ricerca di rendimento. Il comandamento attuale che governa le società e i consulenti è assistere la clientela Hnw nella gestione del complesso mix di obiettivi, preoccupazioni e priorità che si trovano ora ad affrontare. «Mentre un´aria di normalità sta ritornando sui mercati finanziari globali, gli Hnwi sono stati fortemente penalizzati dagli effetti della crisi», ha dichiarato Stefano Guglielmetto, Responsabile Investimenti per l’Italia di Merrill Lynch Wealth Management. «Molti clienti Hnw hanno chiaramente ripensato i loro investimenti e obiettivi personali e stanno ora ponderando con attenzione la quantità di rischio che sono disposti ad assumere per raggiungere tali obiettivi. Le società dovranno fare leva su tutte le loro competenze per fornire una risposta integrata alle esigenze complesse post-crisi degli Hnwi». Gli Hnwi hanno riacquistato fiducia nelle societàe nei consulenti, ma si mantengono cauti - Nel 2010, alla ripresa delle economie e dei mercati finanziari globali, la maggior parte dei clienti Hnw ha indicato di aver fiducia nelle proprie società e nei propri consulenti di wealth management. Questo sostegno è in forte contrasto con la situazione del 2008, quando approssimativamente la metà dei clienti Hnw aveva perso fiducia nelle proprie società e nei propri consulenti. La crisi ha comunque avuto ripercussioni durature sulla psiche degli investitori, che si riflette nelle asset allocation ancora relativamente prudenti degli Hnwi. «Anche se gli Hnwi hanno assunto un rischio più calcolato nella ricerca di rendimenti migliori, alla fine del 2010 gli Hnwi detenevano globalmente una quantità significativa delle loro attività in strumenti più conservativi, quali quelli del reddito fisso, monetari ed equivalenti» ha dichiarato Roberto Manini, Vice President Financial Services di Capgemini in Italia. «Nel bel mezzo di questo mix di fiducia e apprensioni diffuso tra gli investitori Hnw, le società e i consulenti hanno dovuto dimostrare costantemente il loro valore e la loro significatività per aiutare gli Hnwi a soddisfare le loro esigenze complesse e in continua evoluzione». Le preoccupazioni e le richieste degli Hnwi sono diventate più complesse nel periodo post-crisi - Dopo aver assistito a significative fluttuazioni dei mercati, il 42% degli Hnwi ha affermato che la conservazione del capitale era «molto importante» e una buona parte (46%) ha invece affermato che era «importante». Inoltre, la gestione efficace del portafoglio è stata definita «importante» dal 49% degli Hnwi e «molto importante» dal 30%. La crisi ha reso tali esigenze più impellenti sollevando o anche creando nuove priorità, tra cui la consulenza specializzata (definita «importante» dal 48% e «molto importante» dal 25%) e la trasparenza dei resoconti e delle commissioni (definita «importante» dal 42% e «molto importante» dal 34%). L’enterprise Value offre una risposta rilevante e completa alla clientela - Lo scenario post-crisi richiede un grado di reattività e flessibilità maggiore rispetto al passato, facendo leva o abbinando diverse competenze intrasocietarie che possono risiedere in altre unità operative/entità, quali le aree corporate, private oinvestiment. Le società potrebbero realizzare un livello significativo di soddisfazione della clientela Hnw facendo leva sull’Enterprise Valueper fornire una risposta integrata alle complesse esigenze degli Hnwi, in particolare in aree in cui gli Hnwi riconoscono un valore sostanziale, ma sono ad oggi poco soddisfatte. Gli Hnwi stanno già chiedendo determinate competenze intrasocietarie che, al momento, non sono fornite in modo soddisfacente, tra le quali: consulenza intrasocietaria, opportunità uniche d´investimento mediante la banca d´investimento, finanziamenti preferenziali per imprenditori e consulenza da parte della banca privata e d´investimento durante il processo di creazione della ricchezza. L’enterprise Valuie fornisce gli strumenti necessari per soddisfare tali richieste e può essere un importante fattore distintivo per le società che devono essere più reattive nel mercato altamente competitivo di oggi. L´odierno paradigma dell’Enterprise Valueè molto diverso dalla ricercadi sinergie utilizzata in passato. Le società proiettate al futuro dovranno costruire strategie fondate sull’Enterprise Valuee programmi d´investimento che pongano al centro dell’attenzione i vantaggi per la clientela, affrontando in tale processo al contempo anche le sfide interne esistenti, dall´assicurare l´impegno strategico a livello di Consiglio e di Ceo alla gestione degli incentivi e alla determinazione di un meccanismo di supporto. «Fornire alla clientela Hnw importanti vantaggi, quali un´offerta di servizi maggiormente armonizzata e coerente, l´accesso a una gamma più ampia di risorse e competenze e nuove opportunità d´investimento, è un importante fattore distintivo», ha affermato Guglielmetto. «Ciò richiede un tipo di flessibilità e reattività che rappresenta un cambiamento significativo per molte società. Tuttavia, potrebbe anche rappresentare un´eccellente opportunità per le società accorte per dimostrare il loro impegno e valore offrendo una value proposition distinta alla loro clientela Hnw.» «Anche se creare approcci fondati sull’Enterprise Value rappresenta una sfida, vi è anche un potenziale per le società di realizzare vantaggi finanziari, quali un minor costo dei fondi, maggiori flussi commerciali e internalizzazione dei margini, nonché sinergie secondarie, quali i risparmi sui costi», ha dichiarato Manini. In ultima analisi, l’Enterprise Valueè un´evoluzione e un impegno di lungo termine, non una correzione a breve termine, e richiede un´ottica di più lungo respiro rispetto al ritorno sugli investimenti (Return on Investment, Roi). La continuità è cruciale, dato che la clientela Hnw vorrà essere assicurata sul fatto che la proposition permarrà per tutto l´arco dei cicli economici e d´investimento.  
   
   
UN PREMIO INTERNAZIONALE PER START UP INNOVATIVE IN GARA CON I NANO-COMPOSITI E I POLIMERI  
 
Bari, 23 giugno 2011 - Farà tappa anche nel capoluogo pugliese il road show nazionale di presentazione della settima edizione del Nanochallenge and Polymerchallenge 2011, la competizione internazionale che premia i migliori progetti innovativi e di business nel settore delle nanotecnologie e dei materiali polimerici e compositi. L’evento si qualifica come un’occasione in cui coinvolgere gli appassionati di nanotecnologie e di materiali polimerici (studenti, ricercatori, dottorandi, imprenditori e chiunque intenda realizzare tecnologie o prodotti potenzialmente commercializzabili) nella creazione di nuove realtà imprenditoriali fortemente innovative, preparandole al confronto con il mercato e offrendo loro la possibilità di presentarsi a potenziali investitori e partner industriali. Nanochallenge and Polymerchallenge 2011 è organizzato dai distretti tecnologici Imast e Veneto Nanotech, pionieri nei settori rispettivamente dei materiali polimerici e compositi e del nanotech, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Start-up Initiative, la prima piattaforma italiana dedicata alle start up e agli investitori che intendano sostenerle. La competizione mette in palio premi cospicui del valore complessivamente di 600mila euro: nello specifico, un Gran Premio da 300mila euro per il miglior progetto nel settore delle nanotecnologie e un altro premio di pari importo riservato al miglior progetto sviluppato nel settore dei materiali compositi e polimerici. Oltre a ciò, i vincitori riceveranno ulteriori benefits: la possibilità di trascorrere il periodo di incubazione presso uno dei due distretti, utilizzandone servizi, consulenze e infrastrutture tecnologiche e multimediali; premi in denaro per investimenti di seed-capital; supporto manageriale allo sviluppo del prodotto e conseguente possibilità di ampliamento della propria rete di contatti. Le modalità per partecipare alla gara e ulteriori dettagli tecnici verranno forniti nel corso della presentazione che avrà luogo a Bari, presso la sala consiglio del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi “A. Moro” (via Orabona, 4 – ore 15.00). Ai saluti di Giuliana Trisorio Liuzzi, presidente dell’Arti e Anna Maria Fanelli, direttore del Dipartimento di Informatica, faranno seguito: la presentazione generale della competizione da parte di Nicola Trevisan, ad di Veneto Nanotech scpa; un intervento di Evelina Milella, direttore generale e ad di Imast Scarl, che introdurrà le potenzialità del settore dei polimeri e dei materiali compositi; la presentazione del ruolo di Intesa San Paolo, da parte del responsabile dell’ufficio di Promozione della Ricerca, Luca Pagetti. A seguire, esponenti del mondo accademico e del sistema d’impresa regionale porteranno la propria testimonianza e descriveranno le attività realizzate in Puglia nel settore oggetto di discussione. Interverranno, dunque, Aldo Romano, presidente del Distretto tecnologico Dhitech; Francesco Fracassi, direttore del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Bari; Gian Paolo Suranna, del Dipartimento di Ingegneria delle Acque e Chimica del Politecnico di Bari; Andrea Camposeo, del National Nanotechnology Laboratory – Istituto di Nanoscienze del Cnr; Giovanni Sylos Labini, del comitato di indirizzo del Distretto produttivo dell´Aerospazio pugliese; Maria Rita Petrachi, della Direzione Progettazione, Avio S.p.a; Riccardo D’agostino, presidente di Plasma Solution srl; Gianluca Farinola, di Synchimia srl. Concluderà l’evento Adriana Agrimi, dirigente dell’Ufficio Ricerca Industriale e Innovazione Tecnologica della Regione Puglia. Www.nanochallenge.com/  
   
   
TONDO INCONTRA VERTICI SERTUBI TRIESTE DEL GRUPPO DUFERCO  
 
 Trieste, 23 giugno 2011 - La situazione dello stabilimento siderurgico Sertubi (Gruppo Duferco) di Trieste è stata esaminata in un incontro che il presidente della Regione, Renzo Tondo, ha avuto ieri con i rappresentanti della proprietà. All´incontro, che si è svolto nella sede della Presidenza, hanno partecipato gli assessori alle Attività produttive, Federica Seganti, e al Lavoro, Angela Brandi. Per l´azienda erano presenti il presidente della Duferco Italia Holding Antonio Gozzi, con l´assistente per le Risorse umane Roberto Zingirian, e il presidente della Sertubi Maurizio Bergonzi. La proprietà ha confermato che sta operando per favorire le condizioni per un proseguimento dell´attività produttiva, sia direttamente, sia indirettamente, attraverso il coinvolgimento di un partner internazionale. Il massimo impegno della Regione e delle istituzioni è stato sottolineato da Tondo, per salvaguardare l´occupazione e per mantenere a Trieste un´attività industriale importante come la Sertubi, unico produttore italiano di tubi di ghisa per le reti fognarie e idriche. Sono stati in particolare esaminati, nel corso della riunione, gli strumenti di cui dispone la Regione per il sostegno alle attività produttive, come Frie e Friulia.  
   
   
HONEGGER ALBINO (BG),SIGLATA INTESA PER RECUPERO  
 
Milano, 23 giugno 2011- Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha siglato ieri l´Accordo di Programma per il recupero produttivo del cotonificio Honegger di Albino, in val Seriana, insieme agli assessori al Commercio, Turismo e Servizi, Stefano Maullu e all´Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi. ´L´accordo - ha detto il presidente Formigoni - ha come priorità il riassorbimento dei lavoratori e il mantenimento della capacità occupazione, attraverso la riqualificazione e il rilancio del comparto produttivo e il recupero edilizio e urbanistico degli edifici´. ´In particolare - ha aggiunto Formigoni - il recupero produttivo avverrà con la realizzazione di strutture commerciali nei comuni di Albino e Nembro, riqualificando le strutture dello storico complesso produttivo´. L´intesa è stata sottoscritta, oltre che dalla Provincia di Bergamo, dai sindaci dei comuni di Albino, Eugenio Cavagnis, e di Nembro, Luca Carrara, oltre che dai rappresentanti del cotonificio Honegger Spa e della Doss. ´Il cronoprogramma - ha precisato il presidente lombardo - prevede la conclusione dei lavori a inizio 2014. Da oggi Regione Lombardia continuerà a lavorare con operatori e istituzioni nel rispetto dei tempi che ci siamo dati, per portare a termine un progetto che rappresenta un traguardo e insieme un inizio importanti nel percorso di rinascita territoriale e occupazionale´. ´Credo - ha aggiunto l´assessore Raimondi - che dobbiamo apprezzare in particolare il contributo positivo che questa iniziativa darà all´occupazione in Val Seriana, in una sede storica e simbolica della nostra provincia. Oggi la Val Seriana, anche con questa iniziativa, sta ridisegnando la propria vocazione economica, introducendo elementi di grande innovazione imprenditoriale come a Ponte Nossa e ad Alzano Lombardo, commerciale come ad Albino e a Nembro, e di rilancio turistico come a Selvino e in Val Seriana´. Per Maullu è ´assai positivo il ruolo del settore commerciale, inserito in modo equilibrato all´interno di un progetto complessivo di recupero dell´area produttiva, e capace di offrire lavoro e occupazione in un´ottica di sviluppo del territorio´. ´La Regione - ha detto l´assessore al Territorio e urbanistica, Daniele Belotti - ha avuto il merito di ridimensionare le richieste edificatorie sul Piazzo. Certo, 150 posti di lavoro sono altra cosa rispetto ai 400 garantiti inizialmente dal gruppo Zambaiti. Anche per questo, e con il preciso obiettivo di tutelare il territorio, abbiamo tenuto una posizione decisa sulla riduzione della cubatura residenziale richiesta´. Il piano, che poggia su una parziale riconversione dell´area cotonificio in struttura commerciale grazie all´intesa siglata con la Doss (controllata della Lombardini Holding Spa, leader nel settore della distribuzione commerciale), prevede l´assorbimento di 150 lavoratori del cotonificio (101 a tempo parziale a 20 ore e 49 a tempo parziale a 18 ore) e la conferma di 131 lavoratori a tempo indeterminato presso la sede di Albino della manifattura. Il recupero produttivo del comparto industriale del cotonificio prevede la realizzazione di un centro commerciale (12.000 metri quadri oltre a 1.000 metri di terziario) nel comune di Nembro. All´interno del centro commerciale è prevista una struttura di vendita per complessivi 8.500 metri quadri, di cui 3.500 per l´alimentare e 5.000 per il no food. Secondo gli accordi presi tra il Comune di Nembro e la proprietà, nel centro commerciale non dovranno esserci unità commerciali inferiori o uguali a 250 metri quadri per non creare concorrenza con i negozi di vicinato esistenti. Nel comune di Albino sono previsti inoltre due spazi commerciali per una superficie di vendita totale di 2.500 metri quadri, oltre a spazi per attività ricettive, servizi pubblici per un totale di 4.500 metri quadri. Per gli interventi previsti il totale degli oneri di urbanizzazione a favore dei comuni di Albino e Nembro è rispettivamente di 1.436.428 euro e 1.754.730 euro. L´accordo di programma sarà ratificato dal consiglio comunale di Albino il 30 giugno, per essere definitivamente approvato successivamente con decreto del presidente della Regione.  
   
   
COMMERCIO: REGIONE UMBRIA FISSA DATE SALDI ESTIVI E INVERNALI  
 
Perugia, 23 giugno 2011 - In Umbria i saldi estivi avranno inizio dal primo sabato di luglio, mentre i saldi invernali cominceranno dal primo giorno feriale che precede l´Epifania. La durata delle vendite di fine stagione resta confermata in sessanta giorni. È quanto ha stabilito la Regione Umbria, "in conformità - si spiega dal Servizio Commercio e Tutela dei consumatori - con quanto disposto dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome con gli ´Indirizzi unitari delle Regioni sull´individuazione della data di inizio delle vendite di fine stagione´ approvati nel marzo scorso". Con il documento, le Regioni hanno concordato di rendere omogenea in tutta Italia la data di avvio dei saldi, "al fine di favorire unitariamente misure a tutela della concorrenza". I saldi estivi avranno pertanto inizio da sabato 2 luglio, per una durata di sessanta giorni calendariali. L´anticipo al primo fine settimana di luglio era già stato deciso lo scorso anno dalla Regione Umbria per facilitare gli acquisti e consentire un efficace recupero delle vendite, in un periodo di crisi per le famiglie e per il settore, accogliendo le richieste delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative.