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Notiziario Marketpress di Giovedì 07 Luglio 2011
AGENDA DIGITALE: LA COMMISSIONE EUROPEA PROPONE PIÙ CONCORRENZA, PIÙ SCELTA E TARIFFE PIÙ BASSE PER I SERVIZI DI ROAMING  
 
Bruxelles, 7 luglio 2011 – La Commissione europea ha presentato una proposta per trovare una soluzione a lungo termine ai costi ancora alti legati all’uso dei telefoni cellulari e di altri dispositivi mobili quando si viaggia nell’Unione europea (roaming). Il regolamento proposto, direttamente vincolante, introdurrebbe per la prima volta provvedimenti strutturali intesi a favorire la concorrenza: dal 1° luglio 2014, infatti, i clienti avrebbero la possibilità di firmare un contratto più conveniente per i servizi di roaming, separato dal contratto per i servizi di telefonia mobile nazionale, mantenendo però lo stesso numero. La proposta darebbe inoltre agli operatori mobili (compresi i cosiddetti “operatori mobili virtuali”, ossia quelli che non dispongono di una rete propria) il diritto di utilizzare le reti di altri operatori, in altri Stati membri, a prezzi all’ingrosso regolamentati, incoraggiando così più operatori a competere sul mercato del roaming. Nell’attesa che i provvedimenti strutturali diventino pienamente effettivi e che i prezzi al dettaglio scendano per effetto della concorrenza, la proposta prevede una diminuzione progressiva degli attuali massimali di prezzo al dettaglio per i servizi voce e Sms e introduce un nuovo massimale di prezzo al dettaglio per i servizi mobili di dati. Entro il 1° luglio 2014 i clienti di roaming pagheranno al massimo 24 centesimi al minuto per le chiamate effettuate, 10 centesimi al minuto per le chiamate ricevute, 10 centesimi per inviare un messaggio di testo e 50 centesimi al Megabyte (Mb) per scaricare dati o navigare su Internet quando sono all’estero (fatturati per kilobyte utilizzato). Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile dell’Agenda digitale, ha dichiarato: “Questa proposta affronta il problema alla radice, ossia la mancanza di concorrenza nei mercati del roaming, dando ai clienti una scelta più ampia e agli operatori alternativi un accesso più semplice al mercato del roaming. I prezzi del roaming di dati dovrebbero scendere immediatamente rispetto a quelli attuali, che riflettono gli enormi margini di profitto degli operatori.” La proposta è intesa a raggiungere l’obiettivo fissato nell’Agenda digitale europea di ridurre quasi a zero le differenze di prezzo tra le tariffe delle telecomunicazioni nazionali e in roaming entro il 2015 (Ip/10/581, Memo/10/199 e Memo/10/200). L’obiettivo sarà raggiunto se, grazie alla concorrenza sui mercati dei servizi mobili, i clienti potranno accedere rapidamente e facilmente ai servizi di roaming a prezzi pari - o analoghi - a quelli nazionali. La proposta sarà presentata per adozione al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri dell’Unione. Secondo una relazione adottata oggi dalla Commissione, il vigente regolamento sul roaming ha temporaneamente ridotto i prezzi delle chiamate e degli Sms in roaming, ma non ha rimediato alla mancanza di concorrenza sul mercato, con la conseguenza che le tariffe continuano ad essere estremamente vicine ai massimali al dettaglio. Questo conferma le conclusioni della relazione intermedia pubblicata il 30 giugno 2010 (Ip/10/851). La proposta della Commissione delinea il seguente approccio al problema della scarsa concorrenza e della scelta a disposizione dei consumatori: semplificare l’accesso ai mercati del roaming per gli operatori alternativi (come gli operatori virtuali di reti mobili) imponendo agli operatori di altri Stati membri di concedere l’accesso alle proprie reti a prezzi all’ingrosso regolamentati. In questo modo si creerebbe maggiore concorrenza tra i vari operatori, che sarebbero incentivati ad offrire ai clienti tariffe e servizi più interessanti. Lasciare ai clienti la facoltà di scegliere un provider alternativo per i servizi di roaming indipendente dal provider dei servizi nazionali. Una volta oltrepassata la frontiera, il cliente passerebbe automaticamente al provider di servizi roaming che ha scelto, senza dover compiere alcuna azione e mantenendo lo stesso numero e la stessa carta Sim. La trasparenza ne risulterebbe potenziata e i clienti potrebbero cercare le offerte di roaming più vantaggiose, incoraggiando gli operatori ad offrire prezzi più competitivi. Fino a quando queste soluzioni strutturali non avranno dato tutti i risultati previsti, la proposta permetterebbe di: Introdurre un nuovo massimale per i prezzi al dettaglio del roaming di dati (che rimarrebbe in vigore fino a metà 2016). Questo garantirebbe agli utenti di smart phone, tablet e altri dispositivi per accedere a Internet su reti mobili, di navigare anche all’estero senza dover pagare bollette stratosferiche. La Commissione propone che a partire dal 1° luglio 2012 i consumatori non paghino più di 90 centesimi per megabyte (Mb) scaricato, destinati a calare drasticamente fino a 50 centesimi al Mb entro luglio 2014 (i prezzi sarebbero calcolati per kilobyte in base all’uso effettivo). Il regolamento vigente non prevede massimali per i prezzi al dettaglio del roaming di dati; i massimali per i prezzi all’ingrosso, in vigore da luglio 2009, non si sono però tradotti in risparmi per i consumatori. La media globale dei prezzi al dettaglio per scaricare dati in un altro Stato membro, pari a 1,06 euro a fine 2010, non rispecchia le forti differenze tra i prezzi applicati. Ad esempio, i consumatori spendono in media 2,23 euro/Mb per i dati scaricati all’estero sulla rete di un altro gruppo di telefonia mobile, ma in alcuni casi si registrano prezzi molto più elevati (con picchi di 12 euro/Mb). È importante tenere presente che i massimali al dettaglio proposti dovrebbero essere solo una rete di sicurezza per i consumatori, perché la Commissione prevede che i provvedimenti strutturali proposti favoriranno la concorrenza portando a offerte tariffarie paneuropee e prezzi inferiori, ben al di sotto dei massimali. Mantenere i massimali al dettaglio per i servizi di roaming voce ed Sms. I massimali dovrebbero diminuire gradualmente per tutti i servizi di roaming e rimarrebbero in vigore fino a metà 2016. Mantenere la protezione dalle bollette esorbitanti dovute al roaming di dati – le bollette mensili di coloro che viaggiano all’estero per turismo o per lavoro e che accedono a dati sulle reti mobili continueranno ad essere limitate a 50 euro a meno che i clienti non scelgano esplicitamente un importo massimo diverso. Mantenere i massimali sui prezzi all’ingrosso tra operatori per tutti i servizi di roaming fino al 2022 (servizi voce, Sms e dati) per creare condizioni di investimento prevedibili per gli operatori alternativi. I massimali di prezzo all’ingrosso potrebbero essere eliminati prima del 2022 se i dati di mercato indicheranno che la concorrenza si è sufficientemente sviluppata. Il nuovo regolamento continuerebbe a imporre agli operatori di fornire informazioni sui prezzi del roaming ai consumatori che entrano in un altro Stato membro, ma per questi ultimi sarebbe semplice disattivare tale servizio. Per maggiori informazioni Cfr. Memo/11/485 Sito della Commissione europea sul roaming: http://ec.Europa.eu/information_society/activities/roaming/index_en.htm  Sito internet dell’agenda digitale: http://ec.Europa.eu/digital-agenda  Sito internet di Neelie Kroes: http://ec.Europa.eu/commission_2010-2014/kroes/  Per seguire la vicepresidente Kroes su Twitter: http://twitter.Com/neeliekroeseu Prezzi al dettaglio: massimali attuali e massimali proposti (Iva esclusa)
Attuali 1o luglio 2012 1oluglio 2013 1o luglio 2014
Dati (per Mb) Nessuno 90 cent. 70 cent. 50 cent.
Chiamate effettuate (al minuto) 35 cent. 32 cent. 28 cent. 24 cent.
Chiamate ricevute (al minuto) 11 cent. 11 cent. 10 cent. 10 cent.
Sms (per messaggio) 11 cent. 10 cent. 10 cent. 10 cent.
Prezzi all’ingrosso: massimali attuali e massimali proposti (per i prezzi applicati tra operatori)
Attuali 1o luglio 2012 1o luglio 2013 1o luglio 2014
Dati (per Mb) 50 cent. 30 cent. 20 cent. 10 cent.
Voce (al minuto) 18 cent. 14 cent. 10 cent. 6 cent.
Sms (per messaggio) 4 cent. 3 cent. 3 cent. 2 cent.
 
   
   
PRIMO WORKSHOP INTERNAZIONALE "SOCIAL OBJECT NETWORKS"  
 
Boston, 7 luglio 2011 - Il primo workshop internazionale "Social Object Networks" si terrà dal 9 all´11 ottobre 2011 a Boston, negli Stati Uniti. Il web è diventato uno spazio in cui gli utenti prendono parte a molte attività quotidiane, come fare shopping, leggere le ultime notizie e libri, ascoltare musica, guardare video o condividere opinioni su argomenti e oggetti di attualità. La disponibilità di tali attività in forma digitale ha alimentato la ricerca e lo sviluppo relativi alle reti sociali. Gli "oggetti sociali" sono il punto focale di molte reti sociali. In effetti, qualsiasi cosa permetta alla gente di collegarsi, sia direttamente che indirettamente, può essere considerata come un oggetto sociale e può produrre un grafo della rete sociale. Esempi di oggetti sociali comprendono le fotografie in un sito web per la condivisione delle fotografie, le etichette in un aggregatore di media, i luoghi in un sito web basato sulla localizzazione, i post in un servizio di messaggistica e le merci in un mercato on-line. La maggior parte delle ricerche attuali, tuttavia, sembra appiattire queste reti multidimensionali, dove gli oggetti sociali sono spesso omessi dalle reti e dalle analisi e rimpiazzati dai margini diretti tra le persone in questione. Ad esempio, le persone che hanno guardato lo stesso film su un sito web sono rappresentate come due nodi collegati direttamente in un grafo. Con i siti per la creazione di reti sociali che stanno diventando sempre più aperti, ad esempio mediante i profili esportabili e le applicazioni di terze parti, è ora possibile creare reti sociali molto ricche tra comunità che colgono i rapporti sociali in molte forme diverse e attorno a molti oggetti sociali diversi. Per ulteriori informazioni, visitare: http://ir.Ii.uam.es/socialobjects2011/     
   
   
5A CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA SICUREZZA ONLINE DELL´INFANZIA E DELLA GIOVENTU´  
 
Varsavia, 7 luglio 2011 - La quinta conferenza internazionale sulla sicurezza online dell´infanzia e della gioventù si terrà il 20 e 21 settembre 2011 a Varsavia, in Polonia. La conferenza riunirà le parti interessate e i rappresentanti del settore dell´istruzione, le organizzazioni non governative, forze dell´ordine, governo e industria. Saranno affrontate una vasta gamma di questioni relative alla sicurezza dei bambini e dei giovani online, quali la privacy e i siti di social networking, la gestione delle identità online, il plagio online, le strategie didattiche e le tendenze emergenti. La manifestazione intende sensibilizzare il pubblico sulle nuove sfide e opportunità nella lotta contro le minacce online e condividere le migliori prassi tra i vari settori. Le sessioni saranno guidate da esperti internazionali affermati nel campo della tutela dei minori. L´evento è organizzato con il patrocinio della presidenza polacca del Consiglio dell´Unione europea. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Saferinternet.pl/articles-2011/th_international_conference_keeping_children and_young_people_safe_online.Html     
   
   
CAMPANIA: BANDA LARGA, LA CONFERENZA DELLE AUTONOMIE LOCALI DA IL VIA LIBERA AL GRANDE PROGETTO: INVESTIRE 300 MILIONI PER SUPERARE IL DIGITAL DIVIDE  
 
Napoli, 7 luglio 2011 - La Conferenza regionale delle Autonomie Locali della Campania ha dato oggi il via libera ad uno dei "Grandi Progetti" della Giunta, quello sullabanda larga e sullo sviluppo digitale. Ai lavori, presieduti dall´assessore alle Autonomie Pasquale Sommese, hanno preso parte i rappresentanti delle 5 Province, dei 5 Comuni capiluogo e gli altri componenti dell´organismo, oltre ai dirigenti dei due Assessorati direttamente interessati, la Ricerca e Innovazione, e l´Agricoltura. Il piano d´azione per la diffusione delle tecnologie dell´informazione e delle telecomunicazioni ha per obiettivo, in linea con le indicazioni dell´Unione Europea, la copertura a banda larga dell´intero territorio regionale, per assicurare a tutti l´accesso ai seguenti servizi: banche dati sulla circolarità anagrafica e sull´anagrafe del territorio; realizzazione Centro Servizi regionale per la gestione della cittadinanza digitale connessa alla tessera sanitaria e per la fornitura da parte della Pa dei servizi al cittadino; fascicolo sanitario elettronico; nuovo assetto processi amministrativi; editoria digitale. Sulla base della consultazione pubblica realizzata dall’Assessorato alla Ricerca scientifica retto da Guido Trombetti, in Campania 303 Comuni su 551 risultano ancora in uno stato di digital divide, nel senso che non hanno accesso ad internet o sono privi di utenze o aree territoriali in grado di attivare il servizio. L´area più penalizzata è quella della provincia di Salerno, con il 43% di Comuni in difficoltà, seguita da Avellino con il 23%, Benevento con il 19%, Caserta con il 15% e Napoli con il 9%. La Campania è tra le prime regioni italiane per le linee di copertura con una percentuale del 72%. Nell´ambito degli investimenti da realizzare, l´attenzione sarà dedicata altresì alle aree rurali con le misure previste dal Psr Campania 2007/2013. "La Giunta regionale - sottolinea l’assessore Sommese - investe su questo progetto 300 milioni di euro, di cui 150 a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo. E´ una somma importante per un programma di sviluppo importante, la cui realizzazione è direttamente legata al ruolo che dovranno svolgere gli Enti locali nella gestione della cittadinanza digitale e nelle informazioni che saranno messi in grado di dare su catasto, tributi, programmazione, ambiente, pianificazione, sanità pubblica. Si va - conclude Sommese - verso una nuova architettura tecnologica, che si muove di pari passo con il nuovo ordinamento amministrativo della Regione, e che punta, nel giro di tre anni, a rendere univoco e trasparente il legame tra il singolo cittadino e tutta la Pubblica Amministrazione".  
   
   
CAMPANIA: APPROVATO IN GIUNTA IL CALENDARIO SCOLASTICO 2011/2012  
 
Napoli, 7 luglio 2011 - E´ stato pubblicato sul sito della Regione Campania, ( www.Regione.campania.it/  ), il calendario scolastico 2011/2012, approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell´assessore all´istruzione, Caterina Miraglia. In Regione Campania le lezioni, per ogni scuola di ogni ordine e grado - inizieranno mercoledì 14 settembre 2011 e si concluderanno sabato 9 giugno 2012. I giorni di scuola saranno in totale 204. Le scuole dell´infanzia, nel periodo successivo al 9 giugno 2012 e sino al 30 giugno 2012, termine ordinario delle attività educative, possono svolegre attività didattica se esistono oggettive esigenze da parte dell´istituto e delle famiglie. I giorni di vacanza individuati dall´Assessorato sono, oltre a quelli fissati dal Ministero, i seguenti: 2 novembre 2011; dal 23 dicembre 2011 al 7 gennaio 2012, in occasione delle vacanze natalizie; 21 febbraio 2012, carnevale; 19 marzo 2012; dal 5 aprile 2012 al 10 aprile 2012 per le vacanze pasquali. Le singole istituzioni scolastiche hanno facoltà di prevedere ulteriori quattro giorni di vacanza in relazione alle esigenze derivanti dai piani dell´offerta formativa. "Alle Scuole e agli Istituti di tutti gli ordini e gradi - ha dichiarato l´assessore all´Istruzione della Regione Campania Caterina Miraglia, è riconosciuta la facoltà di anticipare o posticipare, per non più di cinque giorni, la data di inizio delle attività scolastiche per motivate esigenze e con riferimento alla vocazione turistica del territorio. Abbiamo previsto, inoltre, come giorni di vacanza il due novembre, affinché cresca negli studenti il valore della memoria per i defunti e, il 19 marzo, giorno del sacrificio di don Peppino Diana, per educare alla cultura della legalità, nel nome di una delle tante vittime innocenti della criminalità organizzata in Campania" ha concluso l´assessore.  
   
   
ALTA FORMAZIONE: APPROVATI IN SICILIA ELENCHI CATALOGO INTERREGIONALE  
 
Palermo, 7 luglio 2011 - L´assessore regionale per l´Istruzione e la Formazione professionale, Mario Centorrino, ha ufficializzato gli elenchi dei soggetti di formazione e delle offerte formative ammessi al Catalogo interregionale di alta formazione. Si ratta di universita´ statali e non, istituti per l´alta formazione artistica, musicale e coreutica riconosciuti dal Ministero per l´Istruzione, enti di ricerca pubblici e privati, enti di formazione professionale, che prevedono sedi di svolgimento sul territorio regionale. Questo avviso e´ rivolto ai laureati che intendono frequentare master di Ii livello o corsi di specializzazione, ai quali la Regione siciliana mette a disposizione voucher per un massimo di seimila euro, finanziati dal Po Fse Obiettivo convergenza 2007/2013. Gli interessati saranno selezionati con un apposito bando i cui criteri sono: genere;merito; eta´; reddito, la cui pubblicazione e´ prevista entro la fine di luglio. In particolare, relativamente alle modalita´ di presentazione della domanda di voucher, gli interessati devono registrarsi al portale del Catalogo all´indirizzo www.Altaformazioneinrete.it, compilare la domanda di assegnazione del voucher, a partire dalle ore 9,00 del 4 luglio 2011 e, entro le ore 18,00 del 4 agosto 2011, stampare la domanda compilata, firmarla e farla pervenire, con allegato un documento di identita´ e in regola con le norme sulla marca da bollo (marca da bollo di 14,62 euro), con qualsiasi mezzo all´assessorato regionale per l´Istruzione e la Formazione professionale - Dipartimento dell´Istruzione e della Formazione professionale - Servizio programmazione interventi istruzione post diploma, formazione universitaria e post universitaria- via Ausonia 122 - 90146 Palermo, entro e non oltre il 5 agosto 2011. Le richieste di candidatura dovranno essere contenute in un singolo plico con l´indicazione del mittente e della dicitura: "Avviso relativo alla richiesta di assegnazione voucher. Nel solo caso di trasmissione della domanda con Raccomandata con avviso di ricevimento fara´ fede il timbro postale di invio. E´ possibile consultare tutta la documentazione sui siti: www.Sicilia-fse.it/  www.Altaformazioneinrete.it/    
   
   
CORSI LAUREA PROF. SANITARIE: CI SARANNO ANCHE QUEST´ANNO ASSICURAZIONI DAL DIPARTIMENTO SALUTE DELLA REGIONE BASILICATA. POSTI RIDOTTI PER DECISIONE DEL MIUR  
 
Potenza, 7 luglio 2011 - In relazione all’allarme per le ipotesi di soppressione di corsi di Laurea su professioni sanitarie in Basilicata, il Dipartimento Salute della Regione, fa sapere che la Regione sottoscriverà nei prossimi giorni un protocollo d´intesa con la Facoltà di Medicina e chirurgia dell´Università Cattolica “Sacro Cuore” di Roma, per attivare anche quest’anno in Basilicata i Corsi di Laurea. Sul protocollo, adottato dalla giunta regionale, ha espresso parere favorevole il 27 giugno la Iv Commissione consiliare. Saranno attivati gli stessi corsi del precedente anno accademico: Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche per la prevenzione nell´ambiente e nei luoghi di lavoro, Logopedia, Ostetricia, Infermieristica, Tecniche di Radiologia medica, per immagini e radioterapia. Il Dipartimento precisa anche che i posti per il corso di laurea in Infermieristica in Basilicata hanno subìto una contrazione rispetto allo scorso anno. Nonostante le reiterate richieste della Regione, il Miur ha ridotto il numero degli accessi assegnati all´Università, che ha dovuto far fronte anche alla necessità di garantire un maggior numero di docenti universitari per espletare i corsi. Come sedi per il Corso di laurea in Infermieristica sono stati individuati l´Azienda ospedaliera San Carlo (45 posti) e l´Ospedale di Lagonegro (30 posti). E´ stato confermato, come risulta dai bandi già pubblicati, il Corso per tecnici della prevenzione a Moliterno, senza alcuna variazione rispetto allo scorso anno.  
   
   
SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI: TAVOLO NEGOZIALE IN PUGLIA  
 
Bari, 7 luglio 2011 - Si è conclusa il 5 luglio, presso la Mediateca regionale, la prima riunione del tavolo negoziale per l’avvio dei Sistemi Ambientali e Culturali (Sac) di Ii e Iii fascia. Alla presenza dell’assessore ai Beni Culturali, Angela Barbanente e di un folto gruppo di assessori e tecnici degli Enti locali di tutto il territorio regionale è stato definito il cronoprogramma degli adempimenti per la realizzazione dei progetti integrati ammessi a finanziamento. La riunione ha consentito di individuare una serie di progetti integrati (definiti progetti bandiera) che potranno essere ammessi a finanziamento, dopo la presentazione dei progetti esecutivi che si è condiviso debba avvenire fra il 14 e il 27 luglio, salvo eventuali differimenti concordati con i proponenti. L’incontro si inserisce nel percorso già avviato con un analogo infoday tenutosi lo scorso 8 giugno, dedicato ai cinque Sac collocati nella I fascia dell’elenco anzidetto. L’assessore Barbanente, alla presenza dei numerosi rappresentanti politici e tecnici intervenuti, ha sottolineato “il particolare valore della giornata, anche nell’ottica di un virtuoso scambio di informazioni tra i vari partenariati territoriali per garantire coerenza ed efficacia alle proposte presentate”. L’evento, ideale completamento di quello già promosso per i Sac di I fascia, ha coinvolto con le medesime modalità procedurali e, quindi, senza alcuna differenziazione, le tredici Proposte di Sistema di Ii e Iii fascia, che rappresentano oltre 140 comuni assieme a Province, Enti Parco regionali e nazionali e altri partner territoriali proprietari o gestori di beni culturali o aree protette. La giornata si è articolata in due distinte fasi: una prima, di studio ed approfondimento, nel corso della quale il Direttore d’area Francesco Palumbo, con l’ausilio di esperti, ha definito lo stato dell’arte della procedura in relazione agli obiettivi da raggiungere anche per il rispetto dei target di spesa imposti dalla Comunità Europea; una seconda fase che si è caratterizzata per un vivace dibattito con i partecipanti, che hanno potuto approfondire aspetti puntuali legati alle rispettive proposte.  
   
   
BRUXELLES. VENDOLA PRESENTA IN ARLEM IL PARERE SULLA DESERTIFICAZIONE  
 
Bari, 7 luglio 2011 - “Il possibile aggravarsi dei processi di desertificazione nel Mediterraneo rappresenta una delle maggiori sfide ambientali del nostro tempo, con forti ripercussioni sociali, economiche, politiche ed ambientali. La desertificazione è il riflesso di mali profondi, quali la povertà, il sottosviluppo e la mancanza di sicurezza alimentare; pertanto, ogni ipotesi di contrasto del problema desertificazione può essere determinata solo affrontando simultaneamente le cause della povertà e i bisogni fondamentali delle popolazioni rurali”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo il 6 luglio a Bruxelles in Arlem (Assemblea euro mediterranea degli enti locali e regionali) per presentare il parere affidatogli su “ La relazione tra cambiamenti climatici e desertificazione nel Mediterraneo”. “Per fare ciò – ha continuato Vendola - occorre la promozione di uno sviluppo socio-economico sostenibile che miri a proteggere il suolo, le risorse idriche, con i relativi ecosistemi, e a garantire la sicurezza alimentare ed energetica, così come il miglioramento delle condizioni di vita e dell’ambiente. Motivo per cui, le politiche contro la desertificazione e i cambiamenti climatici sono profondamente intrecciate con l’intero spettro delle politiche pubbliche”. “Il tema della desertificazione riguarda la gestione sostenibile delle acque, dell’energia, il ciclo complesso dei rifiuti, le economie agricole e quelle industriali – ha continuato Vendola - e il ruolo della politica e degli enti locali è quello di provare a fornire risposte complesse a problematiche complesse, interrogandosi, con un approccio multi-disciplinare, sul modello di sviluppo sostenibile che dobbiamo costruire per restituire, alle generazioni future, le risorse naturali di cui noi oggi possiamo godere. Per questo motivo – ha concluso il Presidente - intendo adoperarmi per dare forma ad un testo che sia espressione di una vera condivisione di bisogni, preoccupazioni, saperi e conoscenze sui temi oggetto del parere, nell’intento di tracciare una strada politica comune, da affidare poi all’Unione Europea, all’Unione per il Mediterraneo, agli Stati membri e a tutti gli attori locali ed internazionali che possono contribuire alla causa”. Vendola ha auspicato anche un ruolo di primo piano per l’Arlem affinchè diventi “un network capace di mettere a sistema conoscenze, potere e volontà di azione collettiva all’interno del bacino del Mediterraneo, con l’obiettivo prioritario di informare l’Assemblea stessa sulle minacce reali della desertificazione e dei cambiamenti climatici, di promuovere la conoscenza, delle buone pratiche e degli strumenti finanziari disponibili per la loro efficace implementazione e di incoraggiare la formazione di partnership internazionali ed inter-regionali del Mediterraneo per lo sviluppo di progetti di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e alla desertificazione”. Nel novembre 2011 ci sarà l’adozione del progetto di parere da parte della commissione Sudev mentre l’approvazione finale è prevista nel corso della Sessione Plenaria di Arlem in programma a Bari il 30 gennaio 2012, nell’ambito di Mediterre, fiera euro-mediterranea dei parchi. E proprio in occasione dell’Assemblea del prossimo anno, il Presidente Vendola ha auspicato che sia proprio Arlem il contesto all’interno del quale dare l’avvio ad un primo allargamento della Covenant of Mayors ( Patto dei Sindaci fino ad ora solo europei) ai sindaci del bacino del Mediterraneo.  
   
   
PER STROMBOLI VERRA? ATTUATO IL MODELLO ETNA  
 
Palermo, 7 luglio 2011 - "Per l´isola di Stromboli occorre attuare un modello coordinato di gestione del rischio, cosi´ come avviene per l´Etna, perche´ e´ interessata sia a eventi vulcanici, che sismici e idrogeologici". Lo ha detto l´assessore regionale al Territorio Gianmaria Sparma, che il 6 luglio ha presieduto sull´isola un vertice cui hanno partecipato il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, il dirigente generale del Corpo forestale della Regione siciliana, Piero Tolomeo, e i responsabili locali della protezione civile, della polizia municipale e dell´Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il vulcano ieri aveva ripreso l´attivita´ stromboliana, con esplosioni e lancio di lapilli, che hanno incendiato anche oltre sei ettari di terreno incolto preoccupando isolani e turisti. Lo Stromboli e´ considerato uno dei vulcani piu´ attivi del mondo ed e´ continuamente monitorato da equipe dell´Ingv, insieme alle universita´ di Roma, Napoli, Palermo, Catania e Firenze. "Il corpo forestale intanto effettuera´ - ha aggiunto Sparma -un´attivita´ straordinaria di pulizia e ripristino dei sentieri, per prevenire gli incendi e ampliare le vie di fuga, mentre il servizio Difesa del suolo dell´assessorato, provvedera´ a rivedere i Piani d´assetto idrogeologico, aggiornando le zone dell´isola che vanno messe in sicurezza".  
   
   
FVG, LEGAMBIENTE CONFERMA BONTA´ SCELTE SU CAVE  
 
Trieste, 7 luglio 2011 - "La relazione presentata da Legambiente sulla situazione delle cave in Italia è la conferma di come fosse necessario approvare il piano regionale delle attività estrattive e, allo stesso tempo, smentisce in maniera categorica le posizioni strumentali assunte dal Centrosinistra su questa materia". Il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, commenta così quanto emerso dal Rapporto Cave 2011 di Legambiente che pone l´accento sul fatto che nove regioni italiane, tra cui anche il Friuli Venezia Giulia, non hanno ancora adottato un piano per regolamentare l´attività delle cave. "Il Centrosinistra aveva cercato di bollare il Prae come un atto superfluo, anzi addirittura dannoso - spiega Ciriani - ma ora sono le stesse associazioni ambientaliste a sancirne il carattere di urgenza. In Consiglio regionale, pochi mesi fa, dopo un intenso lavoro, abbiamo adottato le linee guida che permetteranno di mettere ordine in un settore in cui vigeva un vero far west, che lasciava ampio spazio ad interessi contrari a quelli della collettività e che danneggiavano l´ambiente". "La relazione di Legambiente - conclude il vicepresidente - solleva molti altri quesiti meritevoli di approfondimento, ma sancisce in maniera chiara che abbiamo imboccato la giusta direzione".  
   
   
TERREMOTO:REGIONI PAGANO DEBITO MOBILITA´ PASSIVA 2009 SISMA PEGGIORA CONTI.ABRUZZO RECUPERA 40 MLN  
 
Pescara, 7 luglio 2011 - Saranno le Regioni ad accollarsi direttamente i conti della mobilità passiva abruzzese nell´anno 2009 perché conseguenza diretta dell´emergenza terremoto. La notizia è stata riferita dall´assessore al Bilancio, Carlo Masci, che il 5 luglio a Roma, in Conferenza delle Regioni, accompagnato dal direttore del Settore Sanità, Maria Crocco, nella riunione preparatoria della Commissione Sanità, ha convinto tutte le Regioni a "farsi carico di una posizione debitoria rilevante che sarebbe stato ingiusto lasciare in capo all´Abruzzo, giacché i danni di un devastante evento sismico, che ha messo in ginocchio l´economia e la trama sociale del capoluogo di regione, sono danni che devono essere considerati un´emergenza sociale dell´intera Nazione. Devo dire - ha aggiunto Masci- che dopo due ore di discussione le Regioni hanno riconosciuto che il caso abruzzese andava risolto con atteggiamento solidaristico ed, infatti, si è arrivati alla stesura di una lettera con la quale si comunica al Governo che il peggioramento della mobilità passiva dell´Abruzzo e´ da riferirsi ad una fase emergenziale legata al terremoto e che pertanto si impegnano ad accollarsene anche i costi". L´intesa sarà esaminata domani in sede di Conferenza Stato-regioni per la definitiva approvazione. "Il buon esito della trattativa, grazie alla quale l´Abruzzo recupera 40 milioni di euro - ha concluso l´assessore Masci - si offre ad una doppia lettura: da una parte la nostra capacità di aver portato dati e ragionamenti plausibili e credibili, dall´altro aver convinto che siamo rigorosamente alle prese con un controllo dei nostri conti pubblici tale da non poter far sconti a nessuno. Riteniamo che aver recuperato 40 milioni di euro dalla cifra complessiva della spesa sanitaria sia un buon risultato che premia il nostro impegno e la nostra serietà, così come già accaduto durante la discussione del riparto dei fondi Fas, quando riuscimmo ad ottenere, sempre in Conferenza Stato-regioni ulteriori risorse per 40 milioni di euro".  
   
   
GESTIONE RIFIUTI: LA REGIONE VENETO FA LA SUA PARTE E ANCHE DI PIU´PER SCONGIURARE INFILTRAZIONI CRIMINOSE  
 
Venezia, 7 luglio 2011 - Non è una competenza regionale ma provinciale: ciononostante la Regione non è mai stata con le mani in mano e nel corso di questi anni si è prodigata per fronteggiare possibili infiltrazioni da parte delle organizzazioni criminali nell’ambito del delicato settore della gestione dei rifiuti. Questa, in estrema sintesi, la risposta dell’assessore veneto all’ambiente, Maurizio Conte, all’interrogazione con la quale il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò chiedeva quali controlli la Giunta attui per scongiurare il pericolo che la criminalità organizzata possa contaminare il sistema veneto del ciclo dei rifiuti. “Osservo preliminarmente – spiega Conte – che la vigilanza in questa materia è di competenza provinciale e non regionale, in quanto le norme stabiliscono che ad essere preposte al controllo dello smaltimento dei rifiuti sono le Province, le quali debbono sottoporre ad adeguate verifiche periodiche i soggetti che raccolgono, recuperano, trasportano, smaltiscono rifiuti e le imprese che producono e movimentano rifiuti pericolosi, con particolare attenzione alla loro origine e destinazione”. “La Regione del Veneto – prosegue l’assessore – ha ugualmente svolto un’intensa azione di prevenzione in questo campo, anche sottoscrivendo un apposito Protocollo d’Intesa con il N.o.e., il Nucleo operativo ecologico dell’Arma dei Carabinieri e l’A.r.p.a.v., l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambiente del Veneto, al fine di rendere più efficaci i controlli sulla gestione dei rifiuti, con particolare riguardo al trasporto transfrontaliero, coordinando al meglio le varie attività di vigilanza in materia ambientale”. “Oggi – conclude Conte –, l’aumento del volume di rifiuti gestiti, in particolare nelle spedizioni transfrontaliere, ci induce a rivisitare quell’intesa, per potenziare l’azione di accertamento delle attività, anche attraverso una politica concordata degli interventi preventivi sul territorio regionale e un’analisi permanente delle criticità ambientali. Insomma, la Regione fa la sua parte e anche di più per evitare il pericolo di infiltrazioni criminose in quest’ambito e scongiurare situazioni di grave illegalità le cui conseguenze devastanti sono ben visibili in altre aree del nostro Paese”.  
   
   
RIFIUTI CAMPANIA. ZAIA RIBADISCE NO DEL VENETO. MA PRONTI A DARE KNOW-HOW PER DIFFERENZIATA  
 
Venezia, 7 luglio 2011 - “Non esiste che noi diamo l’autorizzazione a portare in Veneto rifiuti dalla Campania”. Non ha usato mezze parole il presidente del Veneto Luca Zaia, nel rispondere ai giornalisti che lo hanno interrogato sull’argomento in occasione del consueto “Punto stampa” al termine della seduta della Giunta regionale. “Quanto all’appello del presidente Berlusconi e all’invito del presidente Napolitano – ha aggiunto – con il massimo rispetto delle più alte cariche dello Stato, fedeli alla Costituzioni, noi diciamo di no, perché in Italia c’è anche la libertà di dire di no”. “Lo diciamo per rispetto nei confronti del lavoro, della fatica, dell’impegno, magari di qualche litigata familiare che ha riguardato e riguarda da noi la raccolta differenziata, tema sul quale – ha ricordato Zaia – anche molti sindaci sono stati messi in discussione. Noi abbiamo mediamente una differenziata al 64 per cento, con tantissimi Comuni oltre l’80 e molti ricicloni da primato: questo è il segnale dei veneti”. “Qualche giorno fa – ha chiosato il presidente della regione – ho inaugurato una palazzina uffici completamente realizzata con materiali riciclati: a Napoli vogliono tecnici e specialisti in materia? Desiderano Know How? Siamo pronti a darli senza problemi anche se, lasciatemelo dire, basterebbe che andassero a Pozzuoli o a Salerno, dove la differenziata è pari alla nostra”. “Ci vuole buona volontà per realizzare un sistema di gestione dei rifiuti efficiente, e purtroppo i napoletani fanno le spese di una cattiva programmazione – ha concluso Zaia – che non ha mai raggiunto livelli di autosufficienza”.  
   
   
BRESCIA,PIANO RIDUZIONE RIFIUTI: VIA ALLA FASE 2 STANZIATI 160.000 EURO PER NUOVA CONVENZIONE CON APRICA SPA  
 
Milano, 7 luglio 2011 - Sono 160.000 gli euro che la Giunta Regionale della Lombardia, attraverso una delibera approvata il 6 luglio, ha destinato per il biennio 2011-2013 alla convenzione con Aprica spa per l´attuazione delle restanti cinque azioni per la riduzione e la prevenzione dei rifiuti a Brescia previste nel Piano d´Azione per la Riduzione dei Rifiuti Urbani in Lombardia. Questa convenzione è la seconda parte di un unico progetto in cui, sempre attraverso Aprica, si era agito nel territorio bresciano sul recupero del cibo invenduto, sul compostaggio domestico, sui pannolini riutilizzabili, sul far delivery, sul recupero degli ingombranti e sulla vendita di prodotti alla spina. Ora si punterà sulla comunicazione all´utenza dei prodotti meno imballati nell´ambito della grande distribuzione organizzata, sulla diffusione dell´acqua alla spina, sulla riduzione dei consumi di carta negli uffici, sull´intervento di filiera corta e sulla riduzione della pubblicità commerciale distribuita. La convenzione avrà una durata di 24 mesi con la possibilità di un´ulteriore proroga. Da parte sua Aprica spa si impegna a redigere il programma per le azioni individuate, attivarsi con i soggetti pubblici e privati per la realizzazione delle cinque azioni nei tempi previsti e la rendicontazione delle azioni trimestrale del progetto, nonché la predisposizione dei materiali e degli strumenti per la comunicazione e il monitoraggio dell´iniziativa. "Con questa ulteriore fase sperimentale del Piano Riduzione Rifiuti - dichiara l´assessore al Territorio Daniele Belotti - la Lombardia dimostra di essere all´avanguardia sulla gestione dei rifiuti: pur avendo percentuali da primato sulla raccolta differenziata, non ci siamo seduti, ma abbiamo voluto fare un ulteriore passo in avanti puntando alla riduzione della quantità dei rifiuti prodotti. L´obiettivo è innanzi tutto quello di cercare di sensibilizzare i cittadini ad adottare quotidianamente delle buone pratiche, come ad esempio ridurre l´usa e getta oppure la scelta, nel fare la spesa, di prodotti con meno imballaggio. Crediamo molto in questo progetto ed è nostra ferma intenzione, dopo l´esperimento a Brescia, estenderlo su tutto il territorio regionale". "I lombardi - conclude Belotti - hanno una forte coscienza civica: hanno risposto al meglio per la differenziata e sono certo che dimostreranno grande partecipazione anche per la riduzione dei rifiuti".  
   
   
REGIONE CAMPANIA: FORNITI 300 SALVACARTA IN CARTONE RICICLATO PER FAVORIRE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA  
 
Napoli, 7 luglio 2011 - L´assessorato Ambiente della Regione Campania, al fine di migliorare la raccolta differenziata all´interno degli uffici di propria pertinenza, si è dotato di 300 nuovi cestini per la raccolta della carta, che si aggiungono ai contenitori più grandi già presenti in tutti i piani del palazzo. L´iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione del Comieco (il Consorzio per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base di cellulosica) che ha fornito i cestini salva-carta a titolo gratuito. "Si tratta - ha dichiarato l´assessore all´Ambiente Giovanni Romano - di contenitori leggeri e, a loro volta, perfettamente riciclabili ed eco-compatibili. Vigileremo affinchè la carta raccolta separatamente sia poi costantemente avviata a recupero e riciclo. Ringraziamo il Comieco per la disponibilità offerta, che ha permesso di far sì che in ogni stanza del Palazzo vi siano i cestini salva-carta. Naturalmente - ha aggiunto Giovanni Romano - l´Assessorato regionale all´Ambiente sostiene un corretto uso della carta a partire dai propri uffici, con l´utilizzo dei fogli fronte/retro e con una notevolissima riduzione delle comunicazioni cartacee, sostituite, ove possibile, da quelle via posta elettronica". "Comieco - ha sottolineato Carlo Montalbetti, direttore generale del Consorzio - è da sempre in prima linea per supportare cittadini, istituzioni e aziende in tema di raccolta differenziata e riciclo. Anche e soprattutto in Campania dove nonostante il problema rifiuti che ha colpito Napoli, la raccolta differenziata di carta e cartone ha fatto registrare risultati positivi. Prova ne è il Club dei Comuni virtuosi della Campania, ideato da Comieco nel 2007 che, a poco più di tre anni dalla nascita, annovera 53 Comuni con una media di raccolta differenziata totale pari al 65%".  
   
   
RIFIUTI IN ABRUZZO SI STUDIANO TUTTE LE TECNOLOGIE AVANZATE  
 
L´aquila, 7 luglio 2011 - "La valorizzazione energetica dei rifiuti non può essere identificata solo ed esclusivamente con i termovalorizzatori". Lo ha detto l´assessore all´Ambiente, Mauro Di Dalmazio, intervenendo sulla questione dei termovalorizzatori. "Queste strutture - ha spiegato meglio l´assessore - rappresentano una tecnologia importante di quella fase, ma non sono le uniche. Ed è proprio in quest´ottica che abbiamo firmato un protocollo importante con il Cnr, il miglior partner scientifico in campo nazionale, affinchè ci indichi quali sono le migliori tecnologie per la valorizzazione energetica dei rifiuti. A settembre, poi, ci saranno quattro seminari nel corso dei quali discuteremo le risultanze del Cnr per poi calarle nella nostra programmazione regionale, tenendo a mente che la valorizzazione energetica è una fase ineludibile dei rifiuti, secondo quanto dice la normativa europea, nazionale e regionale". Di Dalmazio ha poi spiegato che in fase di programmazione successiva la valorizzazione energetica dei rifiuti "deve tener conto di tre elementi essenziali: il minor impatto ambientale, un maggior efficientamento sotto il punto di vista della produzione energetica e il minor costo di realizzazione. E´ inutile, dunque, generare allarmismi, è invece necessario uscire dal tabù della valorizzazione energetica dei rifiuti anche perché non è più considerato tale dalle leggi nazionali ed europee ed anche perché è una fase essenziale del ciclo dei rifiuti". Di Dalmazio ha poi annunciato che si sta lavorando ad un disegno di legge che "ridisegni l´intera governance del ciclo dei rifiuti a livello regionale, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale". Ma ha anche aggiunto che "il futuro tutta la programmazione regionale passerà attraverso una cabina di regia, coordinata dalla Regione, nella quale vi faranno parte le Province e i rappresentanti dei Comuni".  
   
   
RIFIUTI IN ABRUZZO: PRONTI 15 MLN PER COMPLETARE IMPIANTI E 3 PER DIFFERENZIATA  
 
L´aquila, 7 luglio 2011 - Un richiamo "forte, anzi fortissimo" ai responsabili dei Consorzi di gestione dei rifiuti affinché diano seguito alla programmazione regionale di materia di gestione dei rifiuti è stato lanciato oggi dall´assessore all´Ambiente, Mauro Di Dalmazio. "E´ arrivato il momento delle assunzioni di responsabilità da parte dei soggetti locali del ciclo dei rifiuti e mi riferisco ai Consorzi che invito a dare seguito, nel più breve tempo possibile, alla programmazione regionale in modo da evitare situazioni di emergenza. Se oggi esistono delle criticità - ha detto Di Dalmazio - questo si deve al fatto che in alcuni punti il programma regionale è rimasto lettera morta. Se attuata, la programmazione colloca l´Abruzzo al di fuori di ipotesi emergenziali". Di Dalmazio nel fare il punto sulla situazione dei rifiuti in Abruzzo, "la monitoriamo costantemente", ha parlato di una programmazione regionale che si muove su tre punti importanti: riduzione della produzione dei rifiuti, aumento della raccolta differenziata che nel 2010 ha fatto registrare il dato di 51 comuni che hanno toccato la soglia del 50% e realizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento. Proprio per rilanciare la programmazione, l´assessorato ha deciso di reimmettere a disposizione del circuito locale, in accordo con le Province, risorse per 15 milioni di euro per la realizzazione e completamento degli impianti, "risorse - ha detto Di Dalmazio - che erano state revocate in passato per inadempienze. Questo non deve più avvenire e soprattutto queste risorse devono rappresentare la soluzione di problemi annosi sul fronte dell´impiantistica rimasta ferma". Per questo motivo "i criteri di accesso e le prescrizioni per accedere alle risorse saranno rigidissimi proprio per evitare gli errori del passato, a cominciare dalla tempistica di progettazione fino alla possibilità che la Regione attui un potere sostitutivo nel caso in cui i Consorzi si rendano inadempienti". Alle nuove risorse si aggiungono poi altri contributi, 3-4 milioni di euro, che l´assessore destinerà con un prossimo bando ad hoc alla Raccolta differenziata. "I dati del 2010 sono confortanti, ma bisogna fare di più e nel 2011 i numeri ci dicono di una tendenza al rialzo che ci fa ben sperare". Infine l´assessore all´Ambiente ha annunciato che la Giunta ha prorogato di sei mesi la possibilità da parte dei Consorzi di poter stoccare i rifiuti anche al di fuori delle province di provenienza.