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LUNEDI

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Notiziario Marketpress di Lunedì 26 Settembre 2011
VARSI, GIOCA LA CARTA DEL FOTOVOLTAICO  
 
Parma, 26 settembre 2011 – Energia pulita e risorse per le casse comunali: sono questi i vantaggi per la collettività che arriveranno dall’impianto fotovoltaico realizzato presso la località Villora nel territorio di Varsi e inaugurato il 23 settembre con una piccola cerimonia con le autorità a cui ha partecipato molta gente. Due “campi” che insieme produrranno 745 kw di potenza permettendo di non disperdere in atmosfera il corrispettivo di quasi 500 tonnellate di anidride carbonica; un investimento realizzato all’interno del progetto della Provincia “Fotovoltaico insieme” che sfiora i 3 milioni di euro della società Gesta vincitrice dell’appalto che verserà al comune 41 mila euro l’anno per 20anni. “ Questa iniziativa è stata voluta dal Comune e dalla Provincia e grazie a Gesta e alla disponibilità dei proprietari del terreno – ha detto il sindaco Osvaldo Ghidoni aprendo i saluti delle autorità che hanno preceduto il taglio del nastro. “I derivati per il comune da questo progetto ci permetteranno di accedere a mutui con i quali finanzieremo altre opere pubbliche”. “C’è voluto tanto lavoro e tanto impegno soprattutto dei tecnici sia comunali che della Provincia” ha ricordato il vicesindaco Luigi Aramini ringraziandoli. “Sono impianti che generano un ritorno positivo per le amministrazioni comunali e che producono energia pulita” ha detto Fabrizio Maria Spanu dell’impresa Gesta illustrando le caratteristiche della struttura. “Sono iniziative importanti, realizzate grazie a una sinergia positiva – ha sottolineato l’on. Mauro Libè, segretario della Commissione Ambiente della Camera “occorre impegnarsi perché a livello nazionale ci sia più certezza in un quadro normativo che cambia troppo spesso mentre servirebbe dare più sicurezza per gli investitori”. “Esempi come questi, di grande positività, dimostrano che il paese può ripartire e che la spinta che viene dal basso, dai territori, dagli enti locali che li rappresentano, può far marciare la prospettiva. Invece con i tagli del governo si va nella direzione opposta – ha commentato il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli che ha concluso il ciclo degli interventi - Con questo progetto diamo produttività a luoghi in cui è più difficile, portiamo reddito e introiti alle amministrazioni comunali. Nato dalla collaborazione tra Provincia e Comune, l’impianto fotovoltaico di Varsi rientra nel progetto “Fotovoltaico insieme”, promosso dalla Provincia con l’adesione di 35 Comuni, oltre alla partecipazione di Emiliambiente Spa e di soggetti privati. Con questa iniziativa provinciale sono state installati 24 campi fotovoltaici nel nostro territorio di cui 15 stanno già producendo energia pulita oltre a fornire una royalty annuale per i Comuni a seconda dell’accordo stretto con il gestore. A regime il progetto, che ha comportato investimenti della Provincia per circa 120 milioni di euro, permetterà di installare nel nostro territorio una potenza totale di circa 36 Mw (oltre 12.500 utenze, circa 33.000 abitanti) e di risparmiare ogni anno circa 20.500 tonnellate di Co2. Al termine della cerimonia il sindaco ha la prossima inaugurazione dell’impianto fotovoltaico realizzato sulla casa protetta, anch’esso rientrante nell’ambito di una iniziativa provinciale.  
   
   
TRIGENERATORE DI CAREGGI: COSTRUISCE SALUTE E FA RISPARMIARE  
 
Firenze, 26 settembre 2011 – “Abbiamo tanti buoni motivi per essere qui, oggi, a festeggiare, e proseguire in questo percorso di rinnovamento che ci vede tutti coinvolti”. L’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia è intervenuta il 22 settembre all’inaugurazione del nuovo impianto di trigenerazione di Careggi, che fornisce elettricità, calore e condizionamento ai 700.000 metri cubi dell’area ospedaliero-universitaria. “Un progetto molto importante sotto tanti aspetti – ha detto l’assessore – E’ una macchina che migliora l’efficienza energetica e abbatte l’emissione di Co2. Quindi una macchina che costruisce più salute e che ci fa anche risparmiare: oltre un milione di euro l’anno. In questo modo realizziamo il teorema della salute in tutte le politiche. E realizziamo anche una collaborazione virtuosa con il privato, che crea nuovi posti di lavoro, in un momento, come questo, in cui si perdono posti di lavoro”. Il nuovo trigeneratore inaugurato oggi è uno fra i più grandi impianti energetici a livello europeo in un ospedale. Rispetto agli impianti tradizionali, il sistema trigenerazione consente risparmi energetici per 4.500 tep (tonnellate equivalenti petrolio). La turbina, costruita a Firenze dalla Nuovo Pignone società leader di Ge Oil e Gas, è il risultato della teconologia più evoluta per il rispetto dell’ambiente. Un importante miglioramento quantificabile nella riduzione di circa l’8% dell’anidride carbonica globalmente generata e del 56% degli ossidi di azoto. La centrale è il cuore di un sistema che garantisce la sicurezza della continuità energetica nei 78 ettari sui cui estende Careggi, una delle più grandi aziende ospedaliero-universitarie d’Italia. “Ringrazio la direzione dell’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi – ha detto Scaramuccia rivolta al direttore generale Edoardo Majno – e tutti coloro che stanno andando avanti con un programma di rinnovamento anche strutturale di questa azienda. So che sono stati rispettati i tempi e i preventivi. Sappiamo tutti che questo è un momento di grande difficoltà, in cui il governo ha azzerato il fondo per gli investimenti in sanità. Nonostante questo, la Regione sta investendo centinaia di milioni di euro in un programma di rinnovamento delle nostre strutture, che ci consente di migliorare qualità e sicurezza”.  
   
   
SICILIA: DIRETTIVA SU RISPARMIO ENERGETICO  
 
 Palermo, 26 settembre 2011 - "Il risparmio energetico costituisce un giacimento di energia pulita, rinnovabile e gratuita, che consente di ridurre i consumi, quindi le emissioni in atmosfera, con effetti positivi sulla salute e l´ambiente". E´ quanto scrive l´assessore regionale all´Ambiente Gianmaria Sparma, in una circolare sul "Contenimento della spesa e risparmio energetico - suggerimenti operativi e buone pratiche", inviata all´Arpa, agli Enti Parco e agli enti gestori delle riserve naturali siciliane. La direttiva assessoriale ha lo scopo di "educare e sensibilizzare tutti i dipendenti e promuovere, favorire e stimolare azioni di risparmio energetico, di tutela dell´ambiente e dei luoghi di lavoro attraverso l´uso intelligente dell´energia elettrica e delle apparecchiature utilizzate quotidianamente, nella consapevolezza che un comportamento virtuoso nell´utilizzo dell´energia possa diminuire l´inquinamento e ridurre i costi economici". Nella direttiva Sparma ritiene "necessario che ognuno di noi si adoperi, ciascuno per la parte di propria competenza, affinche´ si realizzi una riduzione dei consumi, adottando ogni idoneo strumento atto al contenimento della spesa ed in grado di realizzare risparmi. Gli interventi per ridurre i consumi di energia e conseguentemente i costi possono riguardare sia iniziative atte a limitare, se non addirittura eliminare, gli sprechi veri e propri di energia, sia politiche di ottimizzazione delle risorse disponibili e di miglioramento dell´efficienza dei sistemi di produzione ed utilizzazione". La circolare riporta le linee guida da adottare e idonee regole comportamentali ad uso di tutto il personale e i settori in cui agire: Apparecchiature elettroniche (computer, fax, stampanti, ecc). -Ascensore. -Illuminazione. -Climatizzazione (riscaldamento, raffrescamento e climatizzazione). -Idrico. -Cancelleria. "Vanno concretizzati - conclude l´assessore - interventi gestionali e comportamentali, ovvero stili di lavoro piu´ attenti ad un uso razionale ed intelligente dell´energia che consentono vantaggi economici immediati in quanto spesso contribuiscono, nel breve termine ed a costo zero, ad una considerevole diminuzione della spesa".  
   
   
EDISON: CON EFFICIENZA ENERGETICA ITALIA PUO’ TAGLIARE I CONSUMI DI ENERGIA DEL 17% RISPARMIANDO 5,8 MILIARDI ALL’ANNO LA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI TAGLIEREBBE CIRCA 27,7 MILIARDI DI TONNELLATE DI CO2  
 
 Firenze, 26 settembre 2011 – L’italia ha un potenziale di risparmio di circa 55 Twh di energia elettrica all’anno, ovvero potrebbe ridurre del 15-17% i consumi energetici totali con un risparmio equivalente di 5,8 miliardi di euro all’anno. Gli investimenti necessari per raggiungere tali obiettivi di efficienza energetica sono stimati in circa 35 miliardi di euro. E’ quanto emerge dallo studio di Edison sull’efficienza energetica presentato oggi al Festival dell’Energia. In particolare, nel settore industriale il potenziale di risparmio dei consumi energetici è di 22.800 Gwh, ovvero una riduzione del 41% rispetto ai consumi attuali. Nel settore residenziale, la riduzione potrebbe essere di 20.240 Gwh equivalente a un risparmio del 36%; nei servizi un risparmio di 12.000 Gwh (-22%) e nell’agricoltura di 333 Gwh (-1%). I programmi di efficienza energetica, se attuati nel Paese, consentirebbero il taglio di circa 27,7 miliardi di tonnellate di Co2 all’anno. L’efficienza energetica coinvolge tutti i settori di impiego dell’energia elettrica a seconda del proprio peso. A pesare maggiormente sui consumi energetici in Italia sono il settore residenziale e terziario (32,4% dei consumi) e quello dei trasporti. (32,2%). A seguire il settore industriale (27,3%), l’agricoltura (5,8%) e altre voci (2,4%). Nel settore residenziale, la voce di maggior peso sui consumi è il riscaldamento che incide per i due terzi. Gli interventi che possono apportare i maggiori benefici in termini di risparmio energetico sono: l’efficientamento delle caldaie (es. Caldaie a condensazione, pompe di calore) e degli impianti di riscaldamento dell’acqua sanitaria (es. Collettori solari, sostituzione boiler elettrici) nonché l’isolamento degli edifici (infissi, isolamento pareti). Le altre misure riguardano la sostituzione dei vetri semplici con quelli doppi e la coibentazione delle superfici opache degli edifici residenziali. Nel settore dei trasporti, oltre alle tecnologie per migliorare o sostituire il motore a scoppio, occorre strutturare in maniera differente l’offerta complessiva. Un effettivo miglioramento dell’efficienza si otterrebbe aumentando il trasporto su rotaia e il trasporto pubblico su gomma allo scopo di diminuire il traffico urbano e di conseguenza il consumo della fonte primaria. Nel settore industriale l’efficienza può essere raggiunta attraverso interventi di energy saving al fine di recuperare parte dell’energia dispersa durante i processi, come i fumi di scarico e il vapore, e riutilizzarla in altri processi termici o ancora cederla all’esterno per teleriscaldamento (cogenerazione). Un altro importante intervento riguarda l’installazione di motori ad alta efficienza e il loro controllo di velocità con inverter. L’efficienza può essere raggiunta anche attraverso la scelta delle fonti di produzione di energia elettrica visto che presentano diversi livelli di rendimento. Nel termoelettrico il rendimento medio è attorno al 40%, nel ciclo combinato è al 50% con punte del 56% contro il 30% di una centrale tradizionale. Con la cogenerazione si può raggiungere un rendimento del 70-85%, che sale all’80-85% se si sfrutta l’idroelettrico (tra le fonti rinnovabili quella a più altro rendimento). Di grande importanza anche il potenziamento e l’ottimizzazione delle reti di trasporto dell’energia (trasmissione e distribuzione) per ridurre al minimo le perdite ed evitare i “colli di bottiglia”. Fondamentale inoltre garantire la connessione alla rete dei nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili, specie nel Centro Sud, senza congestioni. L’efficienza energetica permette di ridurre considerevolmente i consumi di energia permettendo un utilizzo più sostenibile delle risorse energetiche con notevoli risparmi economici per l’intera collettività e il consumatore. Il ruolo delle istituzioni è fondamentale per stimolare il sistema e dunque il mercato dell’efficienza energetica. Tra le misure fondamentali da adottare che lo studio Edison suggerisce: l’introduzione di obblighi e la promozione di Accordi Volontari che spingano la domanda di efficienza; l’incentivo alla diffusione di Esco (Energy Service Company) tecnicamente e finanziariamente credibili - dunque garanti del risultato verso le istituzioni; l’attivazione di politiche sociali, del lavoro e della formazione a vantaggio e supporto di chi investe in programmi di efficienza; la creazione di strumenti finanziari e assicurativi, eventualmente garantiti dallo Stato per le iniziative di efficienza energetica. Edison e l’efficienza energetica - Edison è fortemente impegnata nel settore dell’efficienza energetica avendo già realizzato due progetti specifici con il Gruppo Mapei e Roche Italia mentre altri sono in via di definizione. I progetti, interamente finanziati da Edison, sono il frutto di collaborazioni di successo che dimostrano come le imprese elettro-intensive e i produttori di energia possano collaborare per contribuire insieme in modo economicamente sostenibile al raggiungimento degli obiettivi di contenimento delle emissioni di gas serra che l´Unione Europea si è prefissata per il 2020. Per il Gruppo Mapei Edison ha realizzato due impianti fotovoltaici presso gli stabilimenti a Robbiano di Mediglia, in provincia di Milano, e a Latina per una potenza totale di oltre 1.800 kW. Gli impianti consentono di tagliare l’emissione di oltre 1.000 tonnellate di Co2 all’anno – corrispondenti a quelle prodotte da circa 10.500 auto in viaggio tra Milano e Roma – per un totale di oltre 19.400 tonnellate di Co2 nell’arco di 20 anni. Entrambi gli impianti sono stati totalmente finanziati da Edison che si occuperà anche del loro esercizio e manutenzione per i prossimi 20 anni. Edison ha inoltre realizzato per Roche un impianto fotovoltaico della potenza pari a 370 kW sulle pensiline a copertura di un parcheggio da 760 posti auto in un complesso industriale di Roche a Monza. Gli investimenti di efficienza energetica sono sostenuti da Edison attraverso proprie risorse, a vantaggio non solo del cliente ma anche della collettività grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti. Per Edison la remunerazione dell’investimento è data dalla partecipazione ai benefici realizzati delle aziende partner (ad esempio il risparmio realizzato sulla bolletta energetica) in ragione dell’effettivo conseguimento del beneficio misurabile. Gli investimenti sono finalizzati principalmente ad aumentare il livello di efficienza delle risorse energetiche come, per esempio, la sostituzione dei motori e l´introduzione di inverter nelle aziende di processo e l´utilizzo di sistemi di illuminazione a basso consumo - come le lampade ad alta efficienza o a Led - nelle aziende di servizio. Una volta reso efficiente il processo produttivo, è possibile valutare le opportunità di autoproduzione, prioritariamente attraverso fonti rinnovabili: fotovoltaico, biomasse, cogenerazione. Ridotto il contenuto di energia del prodotto finale si valorizza - oltre al costo evitato - anche il minor impatto ambientale. A questo punto, effettuati tutti gli interventi implementabili con ritorno positivo per l´azienda, Edison supporta nell´annullamento del footprint residuo.  
   
   
CALABRIA: ASSESSORATO ALL’URBANISTICA E DIREZIONE REGIONALE DEI BENI CULTURALI HANNO DISCUSSO DEL NUOVO QUADRO TERRITORIALE REGIONALE A VALENZA PAESAGGISTICA  
 
Catanzaro, 26 settembre 2011 - Il Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica Saverio Putortì ha incontrato il Direttore Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria Francesco Prosperetti. Temi in discussione i futuri programmi di collaborazione tra la Regione Calabria ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il confronto ha riguardato le attività che il Dipartimento Urbanistica sta svolgendo per la redazione del nuovo Quadro Territoriale Regionale a valenza Paesaggistica (Qtr/p) sulla scorta dei nuovi programmi politico-amministrativi, con particolare riferimento alla necessità di approfondire e perfezionare gli indirizzi che il Qtr/p dovrà dare ai nuovi strumenti urbanistici previsti dalla L.r. 19/02 ai diversi livelli di pianificazione (provinciale e comunale) oltre a definire linee interpretative ed applicative univoche da parte di tutti i Comuni calabresi della legge urbanistica della Calabria (di recente integrata e modificata) e della sua attuazione. A tal fine il Dipartimento Urbanistica della Regione, attraverso l’istituzione di un’apposita Unità Operativa denominata “Laboratorio per l’attuazione e il monitoraggio della Legge Urbanistica della Calabria”, ha scelto di strutturarsi in forma di vero e proprio Laboratorio nel cui ambito, tra l’altro, vengono monitorate di continuo le attività pianificatorie per facilitare il superamento di eventuali criticità e consentire una corretta attuazione della Legge Urbanistica Regionale. In particolare, attraverso il lavoro congiunto tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Calabria, si sta procedendo alla rielaborazione del “Quadro Territoriale Regionale” (Q.t.r.), con riferimento alla valenza paesaggistica. La fase di definizione della pianificazione paesaggistica dovrà inoltre prevedere la definizione dei contenuti della valorizzazione, composti da un primo riconoscimento dei territori regionali con particolare riferimento agli aspetti paesaggistici; l’individuazione dei criteri per la definizione di obiettivi di qualità paesaggistica; la specificazione ulteriore degli elementi da tutelare all’interno degli ambiti sottoposti a tutela e delle relative prescrizioni ad integrazione delle norme contenute nel Piano Paesaggistico e l’individuazione e la descrizione degli ambiti paesaggistici di interesse unitario provinciale da sottoporre alla disciplina di valorizzazione ed i relativi obiettivi di qualità paesaggistica. Dal confronto infine è emerso quanto sia alta l’attenzione delle due Amministrazioni verso il paesaggio della Calabria che rappresenta oggi un valore unico per le sue caratteristiche naturali ed una risorsa per lo sviluppo economico della Regione, oltre all’importanza che l’attività di pianificazione debba essere svolta dalla Regione e dallo Stato in modo unitario e sinergico coinvolgendo Comuni e Province in un processo di riconoscimento partecipato dei valori paesaggistici, affinché si elevi complessivamente il carattere identitario dei luoghi in modo tale da accrescere la sensibilizzazione della società civile, delle organizzazioni private e delle autorità pubbliche.  
   
   
BERGAMO, ZAMBETTI: OLTRE 20 MILIONI PER LA CASA REGIONE LOMBARDIA CONFERMA ATTENZIONE ALLE NUOVE CATEGORIE FRAGILI ENTRO FINE ANNO PRONTO IL PATTO REGIONALE PER IL SETTORE  
 
Bergamo, 26 settembre 2011 - ´Regione Lombardia è attenta alle problematiche della casa e alle difficoltà di acquisto e di locazione per questo ha attivato interventi nella provincia stanziando oltre 20 milioni di euro´. Lo ha detto l´assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti, intervenendo, il 23 settembre a Bergamo, agli ´Stati Generali della Casa´. I Progetti Per Bergamo - Nella città di Bergamo è in corso il 2° Programma Regionale Contratti di Quartiere che ha stanziato per Grumello del Piano circa 3,3 milioni di euro. Si tratta di un intervento che porterà alla realizzazione di 42 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone moderato e 9 in locazione temporanea. Sono inoltre previsti la realizzazione di nuovi spazi commerciali, l´implementazione del mercato esistente, la riqualificazione della viabilità, la realizzazione del teleriscaldamento di quartiere, nonché azioni per favorire la coesione sociale e la sicurezza´. ´A questo progetto - ha aggiunto Zambetti - si aggiungono gli Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale, che la Regione ha finanziato con circa 15 milioni di euro, i cui interventi sono o ultimati o prossimi all´ultimazione´. ´Inoltre, nel Piano nazionale per l´edilizia abitativa - ha sottolineato l´assessore - abbiamo, da tempo, proposto il finanziamento di due interventi in Bergamo, promossi dal Comune e dall´Opera diocesana San Vincenzo, per la realizzazione di 50 alloggi con un finanziamento di quasi 2,5 milioni di euro e dovremmo essere vicini alla conclusione dell´iter ministeriale e all´avvio dei lavori´. Il Futuro Di Zingonia - Riguardo all´intervento su Zingonia, si stanno facendo passi importanti, in un´ottica di collaborazione pubblico/privato. ´Una collaborazione - ha spiegato Zambetti - che è fattiva anche per quanto attiene l´edilizia universitaria, per la quale sono previsti interventi cofinanziati da Regione Lombardia per alloggi e spazi per didattica, ricerca e studio´. Piano Casa - Cresce l´offerta di case in vendita e diminuisce quella degli alloggi per la locazione con un´impennata degli sfratti per morosità e la difficoltà, per 1 famiglia su 2, ad accendere un mutuo per acquistare un immobile. ´Anche per questo motivo, a fine luglio - ha ricordato Zambetti - abbiamo presentato a gli interlocutori del settore il percorso operativo e gli obiettivi del Patto regionale per la casa, che vuole essere il luogo in cui far convergere, entro fine anno, le risposte da dare al fabbisogno abitativo´. Il Partenariato Come Metodo - ´Regione sta affrontando le problematiche della casa a 360 gradi puntando a risposte sia quantitative sia qualitative alle diverse domande sociali di casa consapevoli che le categorie fragili del pianeta casa sono anziani, giovani coppie, genitori separati, disoccupati e immigrati´. ´Occorrono per queste figure - ha spiegato Zambetti - misure non estemporanee e in grado di dare risposte efficaci, diversificate in base alle diverse esigenze del territorio´. ´Siamo consapevoli - ha concluso Zambetti - che i problemi del mercato della casa e della locazione debbano essere affrontati insieme, con la collaborazione degli enti locali, di Aler, ma anche degli imprenditori dell´edilizia, degli istituti di credito e delle organizzazioni sociali, perché tutti insieme abbiamo gli strumenti necessari per trovare le soluzioni´.  
   
   
EDILIZIA FVG: "SOCIAL HOUSING" STRUMENTO INNOVATIVO  
 
Ronchi dei Legionari (Go), 26 settembre 2011 - Potrebbe essere realizzato a Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia, il primo esperimento in Friuli Venezia Giulia di "social housing", lo strumento previsto dal legislatore nazionale per favorire l´ingresso dei capitali privati nel campo dell´edilizia sociale. È quanto emerso in una riunione che si è svolta il 22 settembre in municipio a Ronchi alla quale, su invito del sindaco Roberto Fontanot, ha partecipato l´assessore regionale ai Lavori pubblici Riccardo Riccardi. All´incontro erano presenti, a fianco di Regione e Comune, anche gli altri soggetti interessati: l´Ater (Azienda territoriale per l´edilizia residenziale) di Gorizia, imprese edili dell´Isontino e i rappresentanti della Finanziaria Internazionale di Conegliano (Treviso), società operante nel campo dei Fondi immobiliari che, in base alla legge e sotto la vigilanza della Banca d´Italia, possono ottenere dalla Cassa Depositi e Prestiti finanziamenti fino al 40 per cento del totale per interventi di "social housing". L´area del comune di Ronchi interessata al progetto è quella delle cosiddette "case Pater", la cui proprietà è attualmente suddivisa fra lo stesso Comune e l´Ater. Si trovano qui un centinaio di edifici realizzati durante la Seconda guerra mondiale per alloggiare provvisoriamente il personale del vicino aeroporto militare, poi diventato Aeroporto regionale del Friuli Venezia Giulia. Le case continuano tutt´oggi a ospitare un centinaio di inquilini dell´Ater, in una situazione di progressivo degrado urbanistico, abitativo, igienico-sanitario e sociale. "Il progetto di Ronchi - ha osservato l´assessore Riccardi - rappresenta un´opportunità e un´occasione intelligente per sperimentare lo strumento del ´social housing´, che può essere visto come un´evoluzione della tradizionale edilizia convenzionata". "Siamo oggi di fronte - ha aggiunto l´assessore - a un progressivo calo delle risorse pubbliche, anche nel campo della casa, mentre si registra un profondo cambiamento nei bisogni dei cittadini. C´è sempre di più una fascia intermedia di popolazione, soprattutto di giovani coppie, che non riescono ad accedere al libero mercato. Per questo gli strumenti devono cambiare". L´ipotesi approfondita oggi prevede di costituire, con la partecipazione del Comune e dell´Ater, un "Fondo Social Housing Fvg", in grado di accedere alle risorse messe a disposizione dall´apposito Fondo Investimenti per l´Abitare (Fia) della Cassa Depositi e Prestiti e di attirare capitali privati. Nella riqualificazione dell´area "case Pater" si punta a raggiungere un "giusto equilibrio" tra le diverse esigenze: una parte degli alloggi verrebbe riservata in affitto a canone sociale agli attuali inquilini dell´Ater, una parte a edilizia convenzionata, un´ultima parte ad alloggi e locali commerciali a prezzi di mercato. Per ottenere un risanamento dell´area anche dal punto di vista sociale, è prevista la costruzione dei servizi, a cominciare per esempio dagli asili. L´intervento di "social housing" a Ronchi, come è emerso nel corso dell´incontro, potrebbe rappresentare anche un fondamentale volano per il settore dell´edilizia dell´Isontino, che sta attraversando un momento di grave crisi. Proprio per questo si è recentemente costituito un Consorzio, il Co.p.e.s., al quale hanno aderito cinque tra le più importanti imprese edili della provincia. Sono previsti nelle prossime settimane incontri tra i soggetti interessati per mettere a punto nei dettagli il progetto di "social housing". L´obiettivo è fare presto perché i tempi per ottenere i finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti sono stretti.  
   
   
CASA: 4,2 MLN. EURO PER FONDO SOCIALE 5 ATER FVG PER EDILIZIA AGEVOLATA 2,7 MLN. EURO A MEDIOCREDITO  
 
Trieste, 26 settembre 2011 - Risorse finanziarie per complessivi 4,2 milioni di euro sono state assegnate oggi dalla Giunta regionale, su proposta dell´assessore ai Lavori pubblici Riccardo Riccardi, alle cinque Ater, le Aziende territoriali per l´Edilizia residenziale del Friuli Venezia Giulia. Il contributo regionale andrà a rimpinguare il cosiddetto Fondo sociale delle Ater, istituito (con la legge regionale 24 del 1999) per assicurare la tutela delle fasce più deboli di utenti degli alloggi di edilizia residenziale. La quota più cospicua è stata attribuita all´Ater di Trieste, con 1,971 milioni di euro, mentre a quella di Udine saranno erogati quasi 848 mila euro ed a Pordenone 636 mila euro. All´ater di Gorizia andranno invece 580 mila euro ed all´Ater dell´Alto Friuli oltre 164 mila euro. Le regole per la ripartizione di queste risorse sono fissate dalla legge regionale 6/2003 e tengono conto di alcuni parametri, tra cui la differenza tra i canoni di locazione corrisposti dagli inquilini di fascia "A" (quelli a cui il canone fissato non può risultare superiore all´8 per cento del reddito) e la somma del valore catastale degli alloggi. In tale fascia "A" - nel 2010 - risultano inseriti 5.586 inquilini a Trieste, 4.181 ad Udine, 2.099 a Gorizia, 1.550 a Pordenone e 497 nell´Ater Alto Friuli. I finanziamenti erogati agli Ater devono essere destinati ad interventi di manutenzione degli immobili di edilizia sovvenzionata. Sempre in tema di edilizia residenziale pubblica, la Giunta regionale ha anche approvato oggi - su indicazione dell´assessore Riccardi - la delibera che mette a disposizione di Mediocredito Fvg fondi per complessivi 2,736 milioni di euro per dieci anni. Si tratta di uno stanziamento ordinario pluriennale (dal 2011 al 2020) per la concessione di contributi di edilizia agevolata.  
   
   
MILANO - RESPONSABILITÀ SOCIALE E AZIENDE SOSTENIBILI  
 
Milano, 26 settembre 2011 - Una impresa lombarda su sette è attenta all’ambiente, due su tre controllano i consumi energetici. Sono circa 400 mila le imprese lombarde attive con iniziative di responsabilità sociale, quasi una su due. In media ogni attività impegnata spende annualmente circa 10 mila euro in buone pratiche, per una spesa complessiva stimata in quattro miliardi di euro all’anno. Un terzo di queste aziende è mosso dalla motivazione etica dell’imprenditore (38,4%), che viene messa in pratica con l’attività di tutti i giorni (44,5%), in particolare con attività sportive e culturali (rispettivamente 27,5% e 19,7%). Nello specifico, per quanto riguarda l’ambiente, il 77,3% degli imprenditori presta attenzione ai rifiuti e il 67% ai consumi energetici. Gli strumenti più utilizzati per misurare questo impegno? Il codice etico (8,3%) e le certificazioni (6,1%). Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati del registro imprese e dell’indagine “La responsabilità sociale delle piccole e medie imprese” nel 2010. Oggi giornata dedicata allo studio del sistema energetico italiano e alla nuova norma Iso 50001 sulla gestione dell’energia, col convegno “Modelli di aziende sostenibili” promosso da Bsi Italia, ente di normazione e certificazione, leader mondiale, con Camera di Commercio, Confindustria e Legambiente. “La Camera di Commercio – ha dichiarato Paolo Guaitamacchi, consigliere della Camera di Commercio di Milano - è attenta alle iniziative ambientali che rappresentano una sfida e un fattore di competitività per le imprese in questa fase di rilancio dell’economia”. “Il British Standard Institution (Bsi) – ha dichiarato Luigi Brusamolino, managing director Bsi Souther Emea – è il primo e più innovativo ente di normazione nazionale al mondo. Oggi presentiamo la Iso 50001 che fornisce alle aziende strategie e tecniche di gestione per aumentare l’efficienza energetica, ridurre i costi, migliorare le prestazioni ambientali. Abbiamo predisposto cicli formativi per le imprese interessate a questo standard”. “Confindustria Monza e Brianza, rilevando l’esigenza crescente da parte delle imprese associate della necessità di conoscere e avvicinarsi al tema dell’efficienza energetica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili – ha dichiarato Massimo Manelli, direttore generale di Confindustria Monza e Brianza – ha dedicato parte dei servizi per rispondere a queste esigenze”. “Il rispetto dell’ambiente – ha dichiarato Andrea Poggio, Legambiente – è un tema centrale e sempre più sentito nella società contemporanea. Si tratta di atteggiamenti responsabili che devono trovare una diffusione sempre più ampia a vantaggio della comunità e questo vale anche per il mondo economico che nell’attenzione all’ambiente può trovare un fattore di risparmio e crescita”.  
   
   
COMMERCIO ESTERO, ASSOCAMERESTERO: FRENA L’ITALIA FUORI DALL’EUROPA MA L’EXTRA-UE TRAINA IL SALDO MADE IN ITALY NELL’ULTIMO MESE LIEVE DECREMENTO DELLE VENDITE (-1,1%), MA I PAESI EXTRA-EUROPEI CONTRIBUISCONO PER CIRCA IL 70% AL SURPLUS DEL MADE IN ITALY  
 
 Roma, 26 settembre 2011 – Rallenta l’avanzata dell’export italiano in extra-Ue nell’ultimo mese: ad agosto -1,1% la variazione rispetto al mese precedente, a fronte di un incremento del 2,1% registrato invece a luglio. Ciononostante, negli ultimi tre mesi le esportazioni aumentano dell’1,2% sul trimestre marzo-maggio 2011, raggiungendo il valore di 41,4 miliardi di euro. Tra i Paesi destinatari dell’export italiano, aumenta la presenza dei prodotti italiani nelle economie dinamiche (Russia, India, Cina e Mercosur) rispetto a tradizionali partner extra-europei quali Stati Uniti e Giappone. Nel periodo gennaio-agosto 2010 le vendite erano maggiori nei mercati maturi (circa 16 miliardi di euro contro 15,7), mentre nello stesso periodo di quest’anno il rapporto si inverte (19,2 miliardi di euro verso i Paesi a più alto tasso di sviluppo contro 18,2 miliardi negli altri due Paesi). “Questo è un dato positivo, soprattutto se letto alla luce della minor crescita prevista per i Paesi dell’Unione Europea. – afferma Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat – Inoltre, l’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro favorisce l’acquisto di Made in Italy nei mercati che stanno trainando la ripresa, dando così ulteriore impulso alla presenza delle imprese italiane in queste Aree”. A livello settoriale, i Paesi extra-europei contribuiscono per circa il 70% alla formazione del surplus del Made in Italy nel mondo. In particolare, se si guarda ai primi sei mesi dell’anno, la quasi totalità dell’attivo è attribuibile alla vendita di macchinari e apparecchi meccanici (il 99,8%, per un valore di 14,9 miliardi di euro). “Se, come sembra, le economie extra-europee riprenderanno ad investire e aumenteranno la produzione di beni, le vendite della meccanica italiana potrebbero trarne beneficio e subire nuovi e più consistenti incrementi delle proprie performance”, conclude Esposito.  
   
   
SLOVACCHIA, CALA LA COMPETITIVITÀ DEL PAESE  
 
Bratislava, 26 settembre 2011 - La Slovacchia è scesa di nove posizioni nella scala della competitività internazionale nel corso dell´ultimo anno: lo si evince dal Global Competitiveness Report 2010-2011 pubblicato dal World Economic Forum. La Slovacchia è ora al 69° posto su 142 Paesi, che è il peggior risultato tra i quattro paesi di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia), ed è scesa in questa classifica per il quinto anno di seguito. Tuttavia, la caduta di quest´anno non è stata così grave come quella dell´anno scorso, quando è scesa di 13 posizioni. Nel frattempo, altri quattro paesi del Gruppo di Visegrad hanno mantenuto le loro posizioni o sono saliti: la Repubblica Ceca è al 38° posto, la Polonia al 41° e l´Ungheria al 48°. Secondo Robert Kicina della Slovak Business Alliance (Pas), la Slovacchia ha già esaurito il potenziale delle riforme effettuate sette anni fa. Le nuove riforme non erano ancora state introdotte nel momento in cui si preparava la classifica, o il loro effetto non era ancora visibile. "Il pessimismo e l´incertezza quindi prevalgono nel contesto imprenditoriale", ha detto. Il Ministro dell´Economia, Juraj Miskov (Libertà e Solidarietà / Sas), ha commentato questo risultato e lo considera come un´eredità lasciata dal governo (2006-2010) di Robert Fico (Smer-sd): "Quando calcolo insieme il declino di 9 posizioni (nel 2011) e di 13 posizioni (nel 2010), posso dire che il declino della competitività è stato causato dal Governo di Fico. Questo è un segnale per me, che dobbiamo essere ancora più decisi a operare le riforme: la Slovacchia ha bisogno di cambiamenti".  
   
   
EATON, ROSSI: “UNA SOLUZIONE PER 300 OPERAI, MA IL CENTRODESTRA VOTA CONTRO”  
 
Firenze, 26 settembre 2011 – Ci sono due visioni diverse: quella completamente liberista del centrodestra , che ha trascinato il paese nella crisi economica, produttiva e occupazionale più disastrosa, e la nostra, che cerca tutte le strade e si dota di tutti gli strumenti per farvi fronte e rilanciare lo sviluppo. Noi vogliamo trovare una soluzione per i 300 lavoratori della Eaton, sull’orlo della disoccupazione, cercando di dare una risposta alle aspettative delle zone della Toscana più colpite dalla recessione. La questione è troppo importante e troppo urgente, non possiamo permetterci esitazioni”. Così il presidente Enrico Rossi commenta l’esito della discussione che si è tenuta il 22 settembre nella sede della prima commissione del consiglio regionale sulla proposta di legge in materia di sostegno e rilancio dell’economia toscana. All’interno della proposta di legge un articolo relativo agli interventi di reindustrializzazione consegna a Fidi Toscana spa il compito di costituire società o partecipare a società finalizzate alla riconversione delle aree in situazione di crisi, come la Eaton di Massa Carrara. La proposta di legge è stata approvata, con il voto negativo del centrodestra. “La situazione della Eaton – aveva detto tra l’altro il presidente Rossi intervenendo in apertura dei lavori della commissione – si qualifica in modo specifico. La multinazionale ha deciso improvvisamente di delocalizzare le produzioni, lasciando letteralmente per la strada 300 lavoratori. Quella di Massa è un’area di crisi, sui cui sono in corso attività per la reindustrializzazione, anche da parte del Ministero dell’industria, attraverso un pacchetto di investimenti e agevolazioni che vedrebbero impegnati sia il Governo sia la Regione. Né Invitalia né la Regione sono riuscite a trovare, in ambito nazionale e regionale, una soluzione unica per il rilancio. Ad oggi disponiamo di un elenco di gruppi che potrebbero realizzare interventi aggiuntivi. Lo scoglio è costituito dal fatto che la Eaton è ancora proprietaria dell’area”. “Assumendoci in pieno la responsabilità di governare questa situazione così difficile – ha proseguito il presidente – abbiamo pensato di acquisire il sito e di riassegnarlo alle imprese disposte a utilizzare gli incentivi per l’insediamento. E’ molto chiaro, mi pare, il rilevo che una operazione di questo genere assumerebbe per quest’area della Toscana martoriata dalla crisi, sotto il profilo concreto e, perchè no, anche simbolico. Abbiamo individuato Fidi come lo strumento per realizzare il progetto. Oggi parliamo della Eaton, ma di questo tipo di intervento potremmo aver bisogno anche per altre situazioni. Ecco la ragione della proposta di legge. Sappiamo il rischio che corrono le area deindustrializzate: quello di diventare terreno per l’espansione edilizia o delle attività commerciali.” “Comunque – ha concluso il presidente – io non mi innamoro di uno strumento, di una “scatola”. So che il problema è urgente, che i lavoratori sono ormai sull’orlo della disoccupazione, che dobbiamo darci una possibilità per intervenire. Quindi interveniamo e parallelamente avviamo una riflessione, una discussione più generale sugli strumenti di cui vogliamo dotarci per il futuro”. Nel corso della discussione è intervenuto anche l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini. “Non c’è nessuna volontà – ha affermato – di creare un’Iri o una Gepi regionale. Vogliamo uno strumento molto più leggero, limitato che possa funzionare in situazioni specifiche, in piane trasparenza e con il controllo e sotto le direttive del consiglio regionale”.  
   
   
COMMERCIO, DEROGHE DOMENICALI E FESTIVE: L´INTERVENTO STATALE NELLE MARCHE CREA CONFUSIONE IN UNA MATERIA REGIONALE  
 
Ancona, 26 Settembre 2011 - L´assessore regionale al Commercio, Antonio Canzian, chiarisce la posizione della Regione Marche sulle deroghe domenicali e festive, a seguito dell´emanazione di alcune norme, da parte del Governo nazionale, che stanno creando problemi interpretativi a livello locale. ´La materia degli orari e delle conseguenti deroghe, e` di competenza residuale delle Regioni ´ afferma Canzian - La Corte costituzionale, in una delle ultime sentenze, ha sancito proprio questo principio: gli orari non rientrano nella materia della tutela della concorrenza, ma del commercio, cosi` come previsto dall´ articolo 117 della Costituzione ´. L´assessore si chiede, allora ´qual e` l´obiettivo che si propone il governo che, tra il mese di luglio e settembre 20011, e` intervenuto con delle norme che hanno creato confusione su confusione nei cittadini consumatori: si e` passati dalla liberalizzazione solo a favore dei comuni turistici e citta` d´arte, alla liberalizzazione per tutti i comuni, per poi ritornare di nuovo indietro. L´operazione, quantomeno confusa delle ultime disposizioni governative, e` stata motivata come segno di massima liberalizzazione e strumento idoneo per avvicinarci all´Europa e, conseguentemente, favorire il consumo delle famiglie. Ma non e` questa la strada idonea a far aumentare i consumi dei cittadini e far girare l´economia: servono ben e piu` importanti strumenti normativi strutturali finalizzati al lavoro, all´occupazione, alle imprese, alle famiglie. Inoltre sarebbe opportuno che si conoscesse quanti e quali Paesi europei applicano una deroga cosi` selvaggia: non la Germania, sicuramente non la Francia, ne tantomeno alte nazioni occidentali´. ´Comunque - continua l´assessore - le disposizioni nazionali (che alcune Regioni, come la Toscana e la Liguria hanno gia` impugnato) prevedono, in via sperimentale (di durata non determinata) le deroghe domenicali e festive per i soli comuni turistici e citta` d´arte di cui all´elenco predisposto dalle Regioni. Inoltre fissa il termine del 1 gennaio 2012 per l´adeguamento. La Regione, intanto, e` intervenuta con una circolare inviata a tutti i Comuni, chiarendo che <<nelle Marche, in materia di orari, continuano ad applicarsi le disposizioni contenute nella legge regionale 27/2009 articolo 55, in attesa di definire un elenco dei Comuni turistici e citta` d´arte  
   
   
COMMERCIO FVG: RIPARTITI FONDI AI CENTRI ASSISTENZA TECNICA ALLE IMPRESE  
 
Udine, 23 settembre 2011 - Sono stati erogati da parte della direzione regionale al Lavoro e al Commercio i finanziamenti per i Cat (Centri di assistenza tecnica alle imprese commerciali). Si tratta di 325 mila euro - ha comunicato l´assessore regionale Angela Brandi - che vengono distribuiti agli otto centri presenti in regione: Ascom Servizi di Monfalcone (16.275), Terziaria Gorizia (30.226), Terziaria di Pordenone (51.750), Primipresa Pordenone (11.958), Terziaria Trieste (110.578), Cat Servizi Trieste (11.891), Terziaria Cat Udine (80.782) e Cat Microimprese Udine (11.540). Il provvedimento, attuato in base all´articolo 85 della legge regionale 29/2005, autorizza la Regione a finanziare i Centri di assistenza tecnica alle imprese per la realizzazione di specifici programmi di informazione e di assistenza gratuita alle attività commerciali. Questi programmi in particolare comprendono, oltre alla formazione e all´orientamento rivolto alle nuove imprese, anche la consulenza sulle opportunità di credito agevolato e sui temi dell´ambiente e della sicurezza. "Uno degli obiettivi - dichiara Brandi - è quello di accompagnare le imprese commerciali nei processi di formazione, che sono sempre più strategici per qualificare le aziende e renderle competitive sul mercato. In questo senso - conclude l´assessore - i Cat svolgono un ruolo capillare sul territorio, rappresentando un punto di collegamento importante fra l´Amministrazione regionale e le imprese, nell´ottica di offrire agli operatori del commercio un sostegno concreto attraverso servizi rapidi ed efficienti".  
   
   
FINCUOGHI, OGGI INCONTRO IN REGIONE PER LO STABILIMENTO DI BEGONIA (PR)  
 
Bologna, 26 settembre 2011 - È stato fissato in Regione un incontro per lo stabilimento ceramico Fincuoghi di Bedonia (Parma) per lunedì 26 settembre alle ore 15. All’incontro – convocato dall’assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli in accordo con il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli - saranno presenti i sindaci di Bedonia, Borgotaro, Compiano, Tornolo ed Albareto, la Società Soprip e le rappresentanze sindacali. «Dopo la positiva conclusione della vicenda degli stabilimenti Fincuoghi di Borgotaro, Sassuolo e Fiorano, con l’acquisto da parte del gruppo Kale, ora - ha evidenziato l’assessore Muzzarelli -bisogna assicurare le soluzioni più opportune, e compatibili con le esigenze produttive ed occupazionali, anche per Bedonia».  
   
   
SLOVENIA, LEGGERO DECREMENTO PER LA DISOCCUPAZIONE  
 
Lubiana, 26 settembre 2011 - L´istituto per l´Occupazione nazionale della Slovenia ha pubblicato gli ultimi dati di agosto relativi all´andamento della disoccupazione del Paese. Il report sostiene che il numero dei disoccupati sarebbe diminuito di 0,5 punti percentuali da luglio ad agosto, crescendo tuttavia di 8 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell´anno precedente. Complessivamente, il numero dei disoccupati registrati per la ricerca di nuovi posti di lavoro è pari a 106.996 unità.  
   
   
DISOCCUPAZIONE IN ALTO ADIGE TRA LE PIÙ BASSE D´EUROPA  
 
Bolzano, 26 settembre 2011 - Sono stati pubblicati recentemente da parte di Eurostat, l’Ufficio statistica dell’Unione Europea, i dati relativi al tasso di disoccupazione delle oltre 300 regioni europee dai quali emerge che l’Alto Adige si colloca tra le regioni con il più basso tasso di disoccupazione a livello continentale. L’assessore provinciale al lavoro, Roberto Bizzo, è particolarmente soddisfatto dei dati emersi dall’indagine condotta da Eurostat e rileva “Oltre all’Alto Adige vi sono solamente il Tirolo e Salisburgo e due altre regioni rispettivamente in Olanda ed in Norvegia, che possono vantare una disoccupazione complessiva al di sotto del 3%. Se si tiene conto che la Norvegia non fa parte dell’Unione Europea si può affermare che l’Alto Adige, con il suo tasso di disoccupazione del 2,7%, si colloca, assieme alla regione olandese di Zeeland, al primo posto nell’Unione”. Nel Tirolo il tasso di disoccupazione è attestato al 2,8% mentre il Trentino, con il 4,3%, si piazza al 35° posto nell’Unione Europea.  
   
   
BOLZANO." PROGETTI CREANO INNOVAZIONE", IL 29 SETTEMBRE CONVEGNO ALL´EURAC  
 
Bolzano, 26 settembre 2011 - Si intitola "Progetti creano innovazione" il convegno sul project management che giovedì 29 settembre andrà in scena all´Eurac di Bolzano. "La capacità di gestire progetti in maniera efficiente e sfruttando al meglio le risorse disponibili - spiega l´assessore Roberto Bizzo - è una delle competenze più richieste sul mercato del lavoro". L´obiettivo del project management non è solo quello di raggiungere un obiettivo rispettando vincoli di qualità, tempo e costi, ma consiste anche nel saper trasformare idee in prodotti o servizi innovativi che permettono a un´azienda di consolidare la propria posizione rispetto alla concorrenza. "Tramite il project management - prosegue Bizzo - le imprese possono trasformare le proprie idee in innovazioni pronte per il mercato e sono in grado di reagire in maniera flessibile ai cambiamenti. Sostenere la formazione di questa competenze all´interno del management delle aziende altoatesine, anche di quelle di piccole dimensioni, le mette in condizione di essere più competitive sui mercati nazionali e internazionali: e questo è uno degli obiettivi che la Giunta provinciale si è posta in tema di innovazione". Il convegno "Progetti creano innovazione" è organizzato in collaborazione fra Eurac education e "Gesellschaft für Projektmanagement Südtirol" (Gpms), grazie ai finanziamenti dell´Ufficio provinciale innovazione. I lavori saranno aperti dall´assessore provinciale Roberto Bizzo, e sono previsti gli interventi di esperti e imprenditori che presenteranno le loro soluzioni di successo nella gestione dei progetti. L´appuntamento è per giovedì 29 settembre, a partire dalle ore 14, presso l´Eurac di viale Druso 1, a Bolzano. La partecipazione è gratuita, per iscrizioni e informazioni: 0471055441, education@eurac.Edu