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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 26 Settembre 2011 |
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INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER UNO STUDIO VOLTO ALLO SVILUPPO DI UN INSIEME DI INDICATORI PER MISURARE L´ACCESSO APERTO |
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Bruxelles, 26 settembre 2011 - La Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare proposte per uno studio volto allo sviluppo di un insieme di indicatori per misurare l´accesso aperto. L´obiettivo principale dell´invito è lo sviluppo di un insieme di indicatori per la misurazione annuale e sostenibile della crescita dell´accesso aperto dal 2000 in poi nell´ambito dello Spazio europeo della ricerca (Ser) e oltre. L´accesso aperto, che si riferisce al libero accesso via internet ai risultati della ricerca, è diventato uno strumento sempre più importante per la diffusione della ricerca finanziata dal pubblico per un numero crescente di istituzioni in tutto il mondo. Essendo un modo importante di condivisione delle conoscenze, l´accesso aperto ha anche un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi del Ser, il "mercato unico" per la ricerca e l´innovazione in cui i ricercatori, le conoscenze scientifiche e le tecnologie circolano liberamente. Un´altra parte di questo invito riguarda uno studio sullo sviluppo di strategie di accesso aperto nel Ser e in altri paesi. Questo gruppo secondario sarà selezionato da uno studio esplorativo su un indicatore composto per misurare la crescita dell´accesso aperto in termini di letteratura, politiche, riviste e archivi. Per leggere il bando ufficiale, consultare: GU n. S 176 del 16 settembre 2011 |
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IT, E’ CRISI: -1,7% NEL 1° SEMESTRE 2011 - IT: HARDWARE -4,1%, CROLLANO I PC: DESKTOP -9,7%, NOTEBOOK -14,6%, MA SOFTWARE SALE A +0,3% E I TABLET CRESCONO DEL 347%, CON 398.000 UNITÀ VENDUTE |
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Milano, 26 settembre 2011 – “Il calo dell’1,7% registrato dalla domanda di Information Technology nel primo semestre del 2011, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, conferma che l’It italiano sta vivendo una forte crisi di mercato, che perdurerà nei prossimi mesi, con il rischio di ulteriore aggravamento. A fronte delle caratteristiche recessive della manovra finanziaria di agosto, infatti, siamo stati costretti ad aggiornare le stime sul trend del settore nell’anno, individuando un range che va da una riduzione della domanda It di -1,2% nell’ipotesi più favorevole e a un -2,8% in quella pessimista” - Non ha usato mezzi termini Paolo Angelucci, Presidente di Assinform, nell’aprire oggi a Milano la conferenza stampa di anticipazione sull’andamento dei settori It e Tlc nel primo semestre 2011, elaborato in collaborazione con Netconsulting. D’altro canto i dati parlano chiaro, confermati dall’indagine congiunturale effettuata a luglio su un campione di aziende associate, da cui emerge come in questo momento le medie e grandi imprese dell’It manifestino uno stato di sofferenza sull’andamento di fatturati (in peggioramento per il 25% delle medie rispetto al 14% rilevato ad aprile, per il 7% delle grandi rispetto al 5% di aprile) segno dei tagli di spesa, del differimento degli investimenti da parte soprattutto dei grandi clienti: la Pa, il settore bancario, la grande distribuzione, l’industria, situazione ancor più aggravata dai crescenti ritardi di pagamento. Gli ordinativi sono in peggioramento per il 25% delle piccole e delle medie (rispettivamente il 23% e il 14% ad aprile), mentre sul fronte dell’occupazione la gravità della crisi si manifesta con un netto peggioramento del numero dei dipendenti per il 29% delle grandi imprese e il 25% delle medie (rispettivamente 5,6% e 14,3% ad aprile), mentre per i consulenti il peggioramento riguarda il 25% delle medie (ad aprile le medie si dividevano fra 57% stabile e 43% migliorato), mentre nelle grandi imprese riappare la voce “molto peggiorato” per quasi l’8%. Vale per tutte le categorie di imprese It uno stato di crescente indebitamento e l’aumento allarmante della voce crediti insoluti, in peggioramento per il 27% del campione, a fronte del 17,5% rilevato ad aprile. “Ma attenzione il rosso dell’It non riguarda solo la crisi di un settore - ha messo in guardia il presidente di Assinform - qui siamo di fronte a un pesante colpo di freno sulle capacità stesse di ripresa dell’intera economia italiana. L’it è chiamato più di altri settori industriali a continui e crescenti investimenti per tenere il passo dell’innovazione, la sua capillarità e trasversalità ne fanno un settore base delle economie globalizzate. Le tecnologie digitali, accessibili a tutti a basso costo sono il più potente fattore di accelerazione e moltiplicatore dello sviluppo, con capacità di impattare rapidamente sull’efficienza dei processi, sul valore di prodotti e servizi, sulla qualità della vita. Dalla depressione della domanda It, dalla grave sottovalutazione delle potenzialità dell’Ict di cui l’Italia soffre da anni, discende l’immobilismo del Paese, che ha grosse difficoltà a produrre nuove e significative opportunità di sviluppo. Il processo di digitalizzazione, tuttavia, non è fermo, ma viaggia ormai soprattutto a livello locale, attraverso i piani e l’azione propulsiva di alcune Regioni e a livello spontaneo, grazie a spinte dal basso. Tanti gli esempi virtuosi, uno per tutti quello dell’Emilia Romagna, dove l’amministrazione regionale, intensificando la digitalizzazione, risparmia su carta, energia, spazi, trasporti per milioni di euro, ed ha stimato che se in tutte le le amministrazioni regionali italiane si facesse allo stesso modo si risparmierebbero solo per queste voci almeno 40 milioni di euro, migliorando anche la qualità dei servizi. Il successo dei tablet: questi ultimi nei primi sei mesi dell’anno hanno registrato una crescita del 347% passando dalle 89.000 unità vendute nel primo semestre 2010, alle 398.000 di giugno 2011. Un altro piccolo, ma significativo segnale positivo è costituito dalla risalita del software a +0,3%, rispetto al - 1,2% registrato a fine primo semestre dell’anno precedente, a riprova del fatto che le imprese continuano a investire, anche se meno di prima. “Oggi finalmente si riparla di crescita al tavolo del Ministero dell’Economia – ha proseguito il presidente di Assinform – bene, è giunta l’ora di scommettere sull’Ict. Questo settore, attraverso l’asta sulle frequenze Lte, riverserà nelle casse pubbliche risorse dell’ordine di almeno 1 miliardo di euro in più rispetto a quelle preventivate. Una parte dovrebbe essere utilizzata nei progetti di digitalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Ipotizzando l’impiego di solo 200 milioni di euro verrebbero, così, attivati dal sistema delle imprese investimenti per almeno 1 miliardo di euro in innovazione Ict . L’effetto totale sarebbe di grande accelerazione dell’economia e dello sviluppo su tutti i fronti, perché questo è il fattore moltiplicatore delle tecnologie digitali. E’ una scelta che ci attendiamo dal Governo attraverso il preannunciato decreto per lo sviluppo”. Angelucci ha poi concluso:- “Non ci sono alternative: la digitalizzazione è un percorso strategico di crescita per il Paese, e di incremento occupazionale”- indicando fra le priorità, a costo zero per le finanze pubbliche: –“la rimozione delle le condizioni normative che impediscono un’ ampia e rapida diffusione dell’innovazione digitale, il rilancio del tavolo sulla banda ultralarga, la privatizzazione delle società pubbliche di Ict, il sostegno ai processi di aggregazione delle imprese per condividere servizi e infrastrutture avanzate, regole concorrenziali e trasparenti per qualificare le gare pubbliche dei servizi It, garantire il ritorno delle investimenti per la Pubblica Amministrazione e rendere certi i tempi dei pagamenti”. Il dettaglio dei dati - Il mercato dell’Ict - Informatica (It) e Telecomunicazioni (Tlc) – si è attestato a metà 2011 a quota 28.913 milioni di euro, con un calo di -2,4% eguale a quello registrato nel primo semestre dell’anno precedente. Il mercato dell´informatica, 8.763 milioni di euro ha mostrato uno slittamento (-1,7%) più contenuto rispetto alla prima parte del 2010 (-2,5%) e soprattutto del 2009 (-9%), a conferma dello sforzo delle imprese di continuare comunque ad investire in It anche in condizioni di criticità. In questo senso vanno anche i cali molto modesti delle componenti dei servizi (-1,2%, contro il -3,7% del primo semestre 2010) e dalla tenuta del software (+0,3, a fronte del - 1,2% del primo semestre 2010). Questo mentre sul calo dell’hardware (-4,1%) hanno influito oggettivamente una difficoltà di mercato e il calo dei prezzi. Il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) è risultato pari a 20.150 milioni, con un calo (-2,7%) che appesantisce ulteriormente quello dell’anno prima (-2,3%), ancora per effetto di evoluzioni fisiologiche sul fronte delle componenti di rete fissa e di evoluzioni tariffarie non compensate da maggiori volumi di traffico nelle aree di punta (servizi in banda larga, servizi valore aggiunto su rete mobile, ecc.).. Informatica -1,7% - Il mercato italiano dell’It (8763; -1,7%) - pur mostrando evoluzioni qualitative interessanti sui fronti delle applicazioni mobili, del cloud computing, dell’informatica personale, dei pagamenti - permane in una fase recessiva. Le componenti assunte a indicatore della volontà di innovare (software e servizi) sono quelle che meno hanno sofferto, senza però compensare un calo dell’hardware che dà conto dei limiti oggettivi a investire in un contesto di stagnazione. Nell’hardware, il calo delle vendite in valore (-4,1%, da rapportare al -1,1% del primo semestre 2011) è testimoniato soprattutto dal calo delle vendite di Pc (3.129.000 unità, -12,8%), risultante da un calo marcato dei portatili (2.100.000 unità, -14,6%) e dei desktop (940.000, - 9,7%), non certo compensato dal lieve incremento del Pc server (89.000, +1,6%) . Il calo riporta i risultati di vendita in volume al di sotto dei livelli del primo semestre del 2009, dopo il forte ricupero del primo semestre del 2010 (3.587.600 unità, + 16%). Tutto questo in volumi. Infatti, il risultato in valore ha sofferto anche di un calo dei prezzi medi unitari del 3-4%. Nota positiva del comparto è il decollo dei tablet Pc, che con 398.000 unità mostrano vendite quadruplicate rispetto al primo semestre del 2010. Nel software (1.937 milioni di euro) il mercato ha tenuto, mostrando anche un lieve incremento (+0,3% contro il -1,2% del periodo corrispondente dell’anno prima). Stentano a ripartire i progetti più corposi, ma le imprese cercano comunque di non trascurare le dotazioni It. Infatti, il software di sistema (255 milioni) ha contenuto il calo al – 0,8% contro il -1,2% del primo semestre 2010; il software applicativo (1.127, - 0,2%) è rimasto pressoché stabile, mentre il middleware (555 milioni) è cresciuto dell’1,8%. In chiave di resistenza alle difficoltà congiunturali vanno interpretati anche gli andamenti nei servizi It (4.164 milioni), che calano ancora, ma di poco (-1,2% nel complesso) e assai meno che nel primo semestre del 2010 (-3,7%) e del 2009 (-7,3% ). In questo caso gioca a sfavore del mercato la pressione sulle tariffe, che potrà attenuarsi solo con una ripresa complessiva della domanda It e con criteri di assegnazione di gare e commesse più orientati alla qualità ed efficacia delle prestazioni che al minimo prezzo. Telecomunicazioni: -2,7% - Nel primo semestre 2011 il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) ha raggiunto i 20.150 milioni di euro (-2,7%), limando al ribasso la già modesta performance dell’anno prima (-2,3%). Tutte le componenti sono risultate in affanno: le infrastrutture (1.615 milioni, in calo del -3,3%, dopo il -5,6% dell’anno prima), che continuano a soffrire di un quadro di riferimento incerto; i terminali (2.490 milioni, -0,8%); e la componente più corposa, quella dei servizi (16.045 milioni- 2,9%, dopo il – 2,2% dell’anno prima), per la prosecuzione di lanci di tariffe al ribasso, integrate voce-dati e promozionali, sia sul fronte mobile che fisso. L’altra vista del mercato complessivo delle telecomunicazioni, quella per fisso e mobile (11.145 milioni per il mobile, -1,4%; 9.005 milioni per il fisso, -4,3%) non fa che accentuare le difficoltà dello scorso anno, evidenziando la raggiunta maturità del segmento mobile. Nei servizi tutte le componenti più tradizionali sono risultate ancora in calo: servizi tradizionali di fonia, dati e connettività su rete fissa (5.430 milioni, - 6,6%, nonostante l’incremento del traffico Internet)e servizi voce su rete mobile (6.040 milioni, -5%). Sono invece cresciuti i servizi a valore aggiunto su rete fissa (1670 milioni, +2,1% e mobile (Sms, Mms, Internet), con 2.905 milioni di servizi erogati, in crescita di un buon 6,8%. Il mobile vede crescere ancora del 3,2% (a 96 milioni) il numero di linee e dell’1,1% quello degli utenti attivi (47 milioni, in gran parte con più linee, legate anche ad internet key e tablet connessi). E’ anche cresciuto, ma di poco (5,2%) il numero di connessioni in banda larga, che ora interessano oltre 13,6 milioni di utenti (96,6% in modalità Xdsl e 3,4% in fibra ottica). Previsioni incerte - Sulle previsioni dei mercati dell’It e delle Tlc per l’intero 2011 gravano le recenti revisioni al ribasso sui fondamentali macroeconomici del Paese. Per l’intero anno, ci si attende un calo del mercato aggregato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi) compreso tra il -1,5 e il -4,1%. Per l’It nel suo complesso (hardware software, assistenza e servizi) il calo atteso è più contenuto, tra il -1,2% e il -2,8%. |
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"E-CHALLENGES 2011"
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Firenze, 26 settembre 2011 - Un evento intitolato "E-challenges 2011" si terrà dal 26 al 28 ottobre 2011 a Firenze, in Italia. La conferenza sarà un forum per illustrare i casi di successo e le lezioni apprese dalla ricerca relativa alle tecnologie dell´informazione e delle comunicazioni applicate a livello europeo, compresi il sesto e settimo programmo quadro e le iniziative regionali, nazionali e commerciali. Si tratta della ventunesima edizione di una manifestazione sostenuta dalla Commissione europea e ospitata dai governi nazionali, il cui programma è volto a promuovere la condivisione di conoscenze e l´innovazione in materia di tecnologie dell´informazione e della comunicazione tra organizzazioni commerciali, enti governativi e comunità di ricerca. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Echallenges.org/e2011/default.asp?page=home |
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4º WORKSHOP INTERNAZIONALE SULL´OTTIMIZZAZIONE PER L´APPRENDIMENTO AUTOMATICO |
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Granada, 26 settembre 2011 - Il quarto workshop internazionale sull´ottimizzazione per l´apprendimento automatico si terrà il 16 e 17 dicembre 2011 a Granada, in Spagna. L´apprendimento automatico si occupa della progettazione e sviluppo di algoritmi che permettono ai computer di adottare comportamenti basati sull´inferenza induttiva e sui dati basati sull´osservazione. Il concetto di classificazione è importante in questo campo, in quanto permette alle macchine di riconoscere automaticamente i modelli complessi, con conseguenti distinzioni e decisioni intelligenti. Il processo di ottimizzazione è importante per l´apprendimento automatico perché sostiene quasi ogni suo algoritmo. Per esempio, molti algoritmi richiedono adattamenti che dipendono da una più profonda comprensione dei requisiti del linguaggio automatico. Il programma della manifestazione prevede sessioni mattutine e pomeridiane, tre relazioni su invito, una sessione dedicata ai problemi aperti, relazioni contribuite e una sessione di poster interattiva. Per ulteriori informazioni, visitare: http://opt.Kyb.tuebingen.mpg.de/index.html |
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A TRENTO SI DISCUTE DEL FUTURO DELLA RETE LA CITTÀ OSPITERÀ L´INTERNET GOVERNANCE FORUM DAL 10 AL 12 NOVEMBRE PROSSIMI |
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Trento, 26 settembre 2011 - Dopo Cagliari, Pisa e Roma, sarà Trento a ospitare dal 10 al 12 novembre prossimi la quarta edizione dell´appuntamento nazionale Igf. Spetta infatti alla Provincia autonoma di Trento organizzare l´Internet Governance Forum, in collaborazione con l’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr di Pisa, il Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino e Internet Society – Isoc Italia. Contribuiscono all’organizzazione Informatica Trentina Spa, Fondazione Igf (Internet Gorvernance Forum) porterà a Trento, dal 10 al 12 novembre prossimi, un´agenda ricca di temi. In particolare, sono previsti workshop e sessioni di lavoro tesi a indagare diversi aspetti dello stato dell´arte di Internet nel nostro Paese. I lavori verteranno attorno a quattro macrocategorie: tecnologia e ricerca, società e cultura, diritti e doveri, economia e condivisione. All´interno di questi contesti di riferimento, esperti, cittadinanza, imprese e istituzioni avranno modo di dibattere e confrontarsi sui tanti nodi che compongono il mondo della rete: controllo dei contenuti, gestione degli indirizzi Internet e migrazione dallo standard Ipv4 a quello Ipv6, sicurezza, open source e libertà d´espressione, impatto sociale e economico, formazione e competenze sul web, digital divide, privacy e proprietà intellettuale, infrastrutturazione della Rete, internet delle cose. Un importante momento condiviso, aperto e partecipato del dibattito nazionale sui temi della governance della Rete e un´occasione per promuovere la partecipazione della comunità italiana, con le proprie specificità, criticità e istanze, nelle omologhe sedi europee (Eurodig) e internazionali (Igf delle Nazioni Unite). Altre informazioni sul sito http://www.igfitalia2011.it/ |
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BILANCIO POSITIVO PER IL CONVEGNO SIMS L’EVENTO DEDICATO ALL’ANALISI DELLE SUPERFICI DEI MATERIALI ORGANIZZATO DA FBK |
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Riva del Garda, 26 settembre 2011 - Si è chiuso con successo il 23 settembre a Riva del Garda il convegno scientifico internazionale Sims (International Conference on Secondary Ion Mass Spectrometry), giunto quest’anno alla diciottesima edizione e ospitato per la prima volta in Italia. Più di 400 fisici, chimici e biologi che a livello internazionale si occupano delle tecniche Sims, utilizzate nei laboratori per analizzare con grande accuratezza la composizione della superficie dei materiali, si sono confrontati da lunedì scorso al centro Fierecongressi di Riva sulle più importanti novità del settore. La scelta del Trentino per ambientare l’evento scientifico organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler (Fbk) di Trento con l’Università degli Studi di Catania e il Centro Matis-imm-cnr di Padova non stata è casuale. La ricerca trentina ha una lunga tradizione in questo settore, dato che la prima macchina Sims nel nostro Paese fu installata nel luglio 1985 proprio all’Irst di Povo e che ora nei laboratori Fbk sono operativi strumenti Sims di ultima generazione, utilizzati per l’analisi delle superfici con applicazioni che vanno dalla microelettronica al supporto della produzione di celle fotovoltaiche. “Quella di Riva del Garda - ha spiegato Massimo Bersani responsabile dell’Unità di ricerca Minalab della Fondazione Bruno Kessler e coordinatore dell’organizzazione del convegno – è stata l’edizione più partecipata dei convegni Sims negli ultimi 10 anni. E questo in una fase non facile per la ricerca. Ma al di là dei numeri la conferenza ha registrato forti elementi di interesse dal punto di vista scientifico. Ad esempio sono state presentate nuove tecniche di analisi basate su ioni molecolari che nei prossimi anni rivoluzioneranno i campi di applicazione, in particolare nel settore biologico e sui materiali organici in generale. La tecnica di analisi Desi, che permette di analizzare campioni in atmosfera senza impiegare camere da vuoto, entrerà da qui ad un anno in trial clinici per affiancare i test istologici nelle diagnosi dei tumori celebrali”. Durante le varie sessioni del convegno, patrocinato dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università degli Studi di Trento, dall’Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia-aiv e dalla Divisione Chimica-fisica della Società Italiana di Chimica, i ricercatori provenienti da tutto il mondo hanno presentato oltre 350 studi innovativi sulle tecniche Sims e non hanno mancato di esprimere apprezzamento per l’organizzazione e per l’accoglienza in Trentino, tanto che molti hanno deciso di prolungare la propria permanenza per visitare il territorio. “La conferenza – ha proseguito Bersani - può essere a buon ragione considerata un successo dell’intero sistema trentino. Tra i fattori di gradimento è stata segnalata l’accoglienza fornita dal territorio, in particolare dal comune di Riva”. “I numeri della conferenza in termini di partecipazione e di sponsor hanno permesso un completo autofinanziamento dell’evento”, ha sottolineato Mariano Anderle, membro del Cda della Fbk, e presidente dell’edizione di quest’anno del convegno insieme ad Antonino Licciardello ed Enrico Napolitani. E non si è pensato solo agli specialisti. Per tutti gli interessati sono state organizzate due conferenze pubbliche divulgative sulle tematiche del convegno, promosse dal Comune di Riva del Garda e dalla Fbk e dedicate alla cittadinanza: “Scienza, materia di vita: le superfici dal Nano al Macro!” il 26 settembre alle 20.30 con Mariano Anderle e “Le superfici viste con gli Ioni”, il 4 ottobre alle 20.30 con Massimo Bersani. Entrambi gli incontri si svolgeranno presso la sala della ex biblioteca di via Damiano Chiesa a Riva del Garda. |
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IL POLO TECNOLOGICO DI PORDENONE VERRA´ SALVAGUARDATO |
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Trieste, 26 settembre 2011- La Regione Friuli Venezia Giulia ha l´obbligo di effettuare la ricognizione delle società da essa partecipate che per tre anni consecutivi hanno chiuso i bilanci in passivo. Lo sottolinea il vicepresidente della Regione Luca Ciriani, spiegando che "la finanziaria regionale ha recepito il decreto Tremonti che impone di chiudere le partecipate che non sono in grado di raggiungere il pareggio di bilancio". L´assessore Savino quindi ha semplicemente, e giustamente, ottemperato alle norme di legge segnalando la situazione economica del Polo Tecnologico di Pordenone. Nonostante questo - continua Ciriani - l´amministrazione regionale continuerà a puntare sul Polo Tecnologico, così come abbiamo fatto fin dall´inizio di questa legislatura, rendendolo un soggetto fondamentale per lo sviluppo economico della provincia di Pordenone. Dal punto di vista politico quindi non intendiamo di certo abbandonare questo importante strumento". Ciriani ha voluto sottolineare l´importante ruolo avuto dalla Regione negli ultimi due anni sia in termini economici che di rilancio di questa struttura. "Abbiamo ereditato dal centrosinistra un Polo moribondo e inutile e, per rilanciarlo, lo abbiamo rifinanziato e ne abbiamo affidato la gestione al presidente Agrusti e ad un Consiglio di Amministrazione i quali, lavorando a titolo gratuito, sono riusciti a trasformare il Polo Tecnologico in uno strumento attivo e strategico dell´economia del Friuli occidentale. E´ stata realizzata, in tempi record e risparmiando ingenti somme, una nuova e modernissima sede in cui già si sono insediate decine di nuove realtà industriali e, ora, anche l´obiettivo del pareggio di bilancio strutturale appare realisticamente raggiungibile. Il Polo Tecnologico è un fiore all´occhiello dell´operato della Giunta Tondo e di questa maggioranza". "Al presidente dell´associazione degli industriali Cini - ha proseguito il vicepresidente - rivolgo l´invito di informarsi prima di lanciare accuse. Sarebbe opportuno che si ricordasse come si è arrivati a questo punto perché se Confindustria, che è socia del Polo, avesse messo mano al portafoglio con più decisione, come ha fatto la Regione in occasione dell´aumento di capitale, forse oggi non ci troveremmo a dirimere queste questioni che, comunque, andranno risolte". Sul futuro del Polo Tecnologico, infine, il vicepresidente Ciriani si è dichiarato "ottimista circa la possibilità di trovare, in Commissione e in Consiglio regionale, la giusta e concreta soluzione che possa essere rispettosa delle norme e, al tempo stesso, salvaguardare il fondamentale ruolo di ricerca e sviluppo che questa realtà si è conquistata negli ultimi anni". |
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BOLZANO: "A SCUOLA CON UN TOUCH", 360 TABLET IN SETTE ISTITUTI ALTOATESINI |
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Bolzano, 26 settembre 2011 - Sperimentare la diffusione e l´utilizzo delle più moderne tecnologie digitali nel mondo della formazione: questo l´obiettivo di "A scuola con un touch", iniziativa che attualmente coinvolge sette scuole altoatesine di lingua italiana e oltre 350 ragazzi. Il progetto, la cui fase di test si esaurirà a gennaio 2012, è stato presentato il 22 settembre dagli assessori Roberto Bizzo e Christian Tommasini. Si chiamano tablet, sono l´ultima frontiera della più avanzata tecnologia digitale a disposizione di un pubblico di massa, e da gennaio 2010 sono al centro di un progetto sperimentale che coinvolge sette scuole di Bolzano. Si tratta delle paritarie "Toniolo", "Marcelline" e "Rainerum", dell´Istituto tecnico per geometri "Delai", dell´Istituto tecnico commerciale "Battisti" e delle scuole medie "Fermi" e "Ada Negri". In totale sono 360 i tablet distribuiti a studenti e insegnanti, con il duplice scopo di facilitare l´adozione delle tecnologie digitali nelle scuole e di valutarne gli effetti tecno-didattici sul breve e medio periodo. Il progetto, frutto della collaborazione fra Tis, Assessorato all´innovazione e Intendenza scolastica italiana, porterà a termine la propria fase sperimentale nel gennaio del 2012, quando arriverà il tempo di tirare le prime somme e valutare la diffusione dell´iniziativa su più larga scala. "L´innovazione - ha spiegato l´assessore alla scuola italiana Christian Tommasini - deve coinvolgere il mondo della formazione, il quale deve essere in grado di sfruttare in maniera positiva a scopi didattici le grandi possibilità offerte dalla tecnologia, rendendo fruibili i supporti digitali più avanzati, come ad esempio i tablet, a studenti e insegnanti". Tis e Provincia hanno predisposto un protocollo che lega l´utilizzo dei tablet a progetti didattici che, in prospettiva, potrebbero rivelarsi di grande importanza. "Penso all´integrazione o alla sostituzione dei libri di testo - ha proseguito Tommasini - oppure alla predisposizione di un registro di classe elettronico. Siamo convinti che questo progetto darà buoni frutti, e potrà far compiere un salto di qualità ai processi organizzativi e di apprendimento della scuola altoatesina". "Le nuove generazioni - ha sottolineato l´assessore all´innovazione Roberto Bizzo - per crescere, devono essere messe nelle condizioni di utilizzare gli strumenti del proprio tempo: solo investendo nel futuro, nella formazione, nei giovani, si potrà pensare di superare l´attuale crisi e restare competitivi". Secondo Bizzo, il progetto "A scuola con un touch" rappresenta "un tassello del percorso portato avanti dalla Giunta provinciale: l´innovazione deve coinvolgere tutta la società, compresa la scuola, e la vera sfida è modernizzare l´Alto Adige. Le eccellenze - ha concluso l´assessore - possono emergere solo se sorrette da una società fortemente vocata all´innovazione". |
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CONSIGLIO DEI MINISTRI IMPUGNA LEGGE LIGURIA TASSA DIRITTO ALLO STUDIO
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Genova, 26 Settembre 2011 - No- comment della Regione Liguria alla notizia lanciata dalle agenzie con un comunicato del Consiglio dei Ministri sull’impugnativa alla legge sulla tassa regionale per il diritto allo studio universitario. L’assessore alle Finanze e all’Istruzione Pippo Rossetti è in attesa del testo della decisione anticipata dal ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto. “Giusto che dopo aver letto l’Ansa si commentino le comunicazioni ufficiali che, al momento, non sono pervenute. Solo così potremo esprimere un giudizio sul provvedimento che il Consiglio dei Ministri ci chiede di modificare”, ha detto Rossetti. |
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ISTRUZIONE: REGIONE UMBRIA CONTRO ACCORPAMENTO E DIMENSIONAMENTO ISTITUTI SCOLASTICI PRESENTA RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE |
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Perugia, 26 settembre 2011 - La Regione Umbria ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale per la dichiarazione di illegittimità dei commi 4 e 5 dell´art 19 del decreto legge n."98/2011" dal titolo "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria": a renderlo noto è la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, spiegando che l´articolo in questione, rubricato come "Razionalizzazione della spesa relativa all´organizzazione scolastica", detta regole nel campo del dimensionamento della rete scolastica di competenza esclusiva delle Regioni. Un principio questo - aggiunge - ribadito anche dalla sentenza n.´200/2009´ della Corte Costituzionale". "L´articolo 19 del decreto - spiega la vicepresidente - al comma 4 stabilisce che per garantire un processo di continuità didattica nell´ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall´anno scolastico 2011-2012 la scuola dell´infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado - precisa - Gli istituti comprensivi per acquisire l´autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Mentre - continua la vicepresidente - il comma 5 stabilisce che alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 500 unità, ridotto fino a 300 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche, non possono essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. Le stesse sono conferite in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni scolastiche autonome". "Con le norme impugnate - sottolinea la vicepresidente - ed in particolare con il comma 4 dell´art. 19, il legislatore nazionale detta disposizioni di dettaglio nella materia dell´istruzione, appartenente alla competenza legislativa concorrente delle Regioni, ai sensi dell´art. 117 comma 3 della Costituzione. In questo contesto quindi, non solo si ´impone´ l´accorpamento generalizzato delle direzioni didattiche e delle scuole secondarie di primo grado in istituti comprensivi, ma si interviene sul ´dimensionamento minimo´ delle istituzioni scolastiche (1000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site in zone disagiate o caratterizzate da specificità linguistiche), senza lasciare alcuno spazio all´autonomia delle Regioni". "In pratica - conclude Casciari - si tratta di un altro tassello che, oltre a limitare il potere decisionale delle Regioni, aggiunge un ostacolo alla realizzazione della programmazione dell´ente che, come noto, è frutto di una concertazione con i Comuni e le Province. Va ricordato, che nel caso dell´anno scolastico 2011/2012, l´iter e già stato concluso lo scorso dicembre". |
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"DIALOGHI SULL´INNOVAZIONE", PRIMO INCONTRO SULLE TECNOLOGIE DIGITALI NELLE SCUOLE |
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Bolzano, 26 settembre 2011 - Si sono aperti il 22 settembre i "Dialoghi sull´innovazione", serie di quattro incontri che verranno replicati nella primavera del 2012, i quali di fatto inaugurano il lungo percorso che fra un anno porterà al Festival dell´innovazione. Il primo appuntamento, dal titolo "A scuola con un touch", ha riguardato l´utilizzo delle tecnologie digitali nel mondo della formazione. Portare i tablet nelle classi e utilizzarli a scopi didattici. Sembra uno dei classici sogni del futuro, ma per oltre 350 studenti altoatesini di sette scuole medie e superiori in lingua italiana è già una realtà. Tutto questo grazie al progetto "A scuola con un touch", frutto della collaborazione fra Tis, Assessorato all´innovazione e Intendenza scolastica italiana. Partendo da questa iniziativa, si è sviluppato oggi pomeriggio (22 settembre) alla scuola "Ada Negri" di Bolzano il primo dei quattro appuntamenti con i "Dialoghi sull´innovazione". L´utilizzo delle tecnologie ditigali per migliorare il sistema di istruzione e formazione dal punto di vista sia didattico che educativo è stato al centro del dibattito che ha coinvolto sei relatori. All´incontro, infatti, hanno partecipato i direttori di "Alto Adige" e "Dolomiten", Alberto Faustini e Toni Ebner (entrambi i quotidiani hanno donato ad ogni studente del progetto un abbonamento online), la ricercatrice Luisanna Fiorini, Paolo Giovine di "H.farm", azienda dedita allo sviluppo di "internet startups", Giuliamaria Dotto, coordinatrice del centro Digital Accademia, ed Elena Rocco, ideatrice della web radio per bambini "Radio Magica". Il progetto "A scuola con un touch" risponde al fabbisogno del mondo della formazione, peraltro condiviso dalla Giunta provinciale, di tenere il sistema al passo con i tempi sfruttando al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Tutto ciò al fine sia di migliorare le competenze specifiche degli studenti sia di facilitare l’introduzione di innovazioni nell’organizzazione scolastica. Il primo dei quattro appuntamenti con i "Dialoghi sull´innovazione" è stato aperto dall´intervento dell´assessore provinciale Roberto Bizzo, il quale ha sottolineato che "l´innovazione mette assieme scienza e cultura. Anche la scuola - ha spiegato Bizzo - deve mettere i giovani nelle condizioni migliori per competere a livello internazionale, e questo è possibile solo grazie all´utilizzo degli strumenti più moderni. La vera sfida del futuro è abituare la società altoatesina ad una innovazione che non deve essere un fiume in piena che travolge le cose, ma una marea in grado di far crescere tutti". Il prossimo "Dialogo" è in programma il 10 ottobre, presso il cortile interno di Palazzo Widmann, e sarà intitolato "Un assaggio di innovazione". L´incontro, che metterà al centro le potenzialità del settore alimentare, avrà come relatore di particolare interesse l’imprenditore Riccardo Illy. Tutte le informazioni sui "Dialoghi sull´innovazione" sono a disposizione sul sito web www.Innovation-now.it |
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SERVIZIO MEDITERRANEO: CORSO RELAZIONI INTERADRIATICHE |
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Bari, 26 settembre 2011 - Promosso dal Cesforia e dall´Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia il 26 settembre si aprirà il V corso di Relazioni interadriatiche, con la partecipazione di studenti e docenti provenienti da Albania, Croazia, Macedonia, Montenegro e Serbia. L’iniziativa gode del patrocinio: del Centro Interuniversitario di Studi sul Viaggio Adriatico dell’Università del Salento; della Fondazione Gramsci di Puglia; delle Facoltà di Scienze Politiche e di Lingue e Letterature straniere dell’ Università di Bari e del Dipartimento per lo Studio delle Società Mediterranee. "Nostalgie, Identità e Valori in Adriatico" il tema del corso, che si articolerà in una serie di seminari tematici a cui interverranno docenti italiani e dei Balcani sud occidentali ma anche esponenti istituzionali, quali il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella e il vicepresidente dell´Assemblea Parlamentare Mediterranea, Francesco Amoruso. A quest’ultimo sarà affidata l’introduzione della seconda sessione, sui temi dell’integrazione e dell’allargamento dell’Unione Europea, di particolare interesse per i contributi dalla Macedonia, dalla Serbia e dall’Albania. Il corso si svolgerà presso il Dipartimento per lo studio delle società mediterranee della Facoltà di Scienze politiche dell´Università di Bari, a partire dalle ore 16.00 del 26 settembre, e si concluderà con la consegna degli attestati venerdì 7 ottobre alle ore 12.00. Ad introdurlo ci sarà l´ex Ministro della cultura del Montenegro Vesna Kilibarda e l´Assessore al Mediterraneo, Silvia Godelli, con un intervento incentrato sulla Diplomazia culturale in Adriatico. In apertura anche un contributo di Raphael Mayer Aboav, consulente per lo sviluppo e l’innovazione di organizzazioni culturali. Fitto il programma degli appuntamenti, tra convegni, seminari, dibattiti, testimonianze, riflessioni e percorsi di lettura, tutti incentrati sull’identità adriatica, scandagliata nelle sue diverse sfaccettature: storico-culturale, artistica e letteraria, politico-economica, linguistica. Due i convegni previsti, sui temi “Nostalgia Adriatica” e “Valori e identità nazionali e locali nel processo di integrazione europea”, oltre ad un seminario di riflessione su “L’umiltà del male”, condotto da Franco Cassano, dell’Università di Bari. A presiedere le diverse sessioni: Pasquale Guaragnella, preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Bari; Vitilio Masiello, dell’Università di Bari e Vesna Kilibarda. Grande la partecipazione da parte di scrittori e giornalisti, in particolare nell’ultima sessione, “Dossier Balcani”, aperta dall’incontro con Vittorio Borelli, direttore di “East”. Le conclusioni saranno affidate a Franco Botta, presidente di Cesforia. |
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FORMAZIONE: SICILIA SENSIBILE A INNOVAZIONE TECNOLOGICA
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Palermo, 26 settembre 2011 - "La Sicilia e´ particolarmente sensibile al tema dell´innovazione nel settore delle tecnologie per l´apprendimento perche´ ritenute fondamentali al fine di realizzare un´offerta formativa competitiva ed in linea con gli altri paesi europei, e per creare nuove opportunita´ occupazionali". Lo ha detto l´assessore regionale per l´Istruzione e la Formazione professionale, Mario Centorrino, nel suo intervento alla Vi° edizione dell´European Conference on Technology Enhanced Learning - Ec-tel 2011, conferenza internazionale rivolta a ricercatori ed esperti sulle metodologie e tecnologie per la didattica e la formazione. Al centro dell´incontro, la possibilita´ di migliorare alcune fasi dell´apprendimento e andare incontro a specifiche esigenze dei singoli, dei tutor e delle organizzazioni grazie ai recenti progressi tecnologici. |
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LA REGIONE CALABRIA HA INVITATO I DIRIGENTI A SEGNALARE LE ECCELLENZE PRESENTI NELLE SCUOLE |
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Catanzaro, 22 settembre 2011 - L’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha invitato tutti i dirigenti a segnalare le eccellenze presenti nelle scuole calabresi. L’iniziativa, avviata nei mesi scorsi in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e l’Ansas Calabria, mira a realizzare un censimento degli istituti, dei docenti, dei dirigenti e degli studenti d’eccellenza. “L’idea – ha detto Caligiuri – è quella di individuare le tante eccellenze per farne degli esempi per tutte le scuole. Per questo ho chiesto ai dirigenti di inviare i dati relativi agli studenti che hanno rappresentato la Calabria in competizioni nazionali e internazionali, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. La scuola calabrese deve puntare sulle eccellenze, per rendere l´istruzione inclusiva per tutti. L´obiettivo del Presidente Scopelliti – ha aggiunto infine l’assessore Caligiuri - è quello di valorizzare il capitale umano e premiare il merito, in modo da dare spazio alle persone di qualità che nel pubblico e nel privato possano lavorare nell´interesse di tutti”. |
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I VANTAGGI DELLA PRESENZA DEGLI STRANIERI NELLE CLASSI ITALIANE |
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Rovereto, 26 settembre 2011 - "Ho visto mamme che inseguono con libri e quaderni i piccoli rom sfrattati, che si devono nascondere nelle pieghe della periferia milanese: ho visto maestre che si battono per formare classi multiculturali". Questa l´Italia vera, profonda, quella della scuola, raccontata il 22 settembre a Rovereto dalla scrittrice e giornalista (Corriere della sera) Isabella Bossi Fedrigotti. L´arricchimento culturale portato dagli studenti stranieri nelle scuole italiane è stata la tematica con la quale si è aperto, con uno stimolante prologo, la quarta edizione di Educa, il Festival dell´educazione svoltosi dal 25 settembre a Rovereto. E´ stato presentato in anteprima "Noi domani. Un viaggio nella scuola multiculturale” (Laterza) l’ultimo libro di Vinicio Ongini, maestro per vent’anni e attualmente impegnato all’Ufficio integrazione alunni stranieri del Ministero dell’Istruzione. Il libro di Ongini è un viaggio dalle montagne del cuneese ai quartieri periferici di Torino, Milano e Roma, dalle scuole dei piccoli indiani sikh nei paesi della pianura padana, agli esercizi di patriottismo costituzionale nel Salento: un’inchiesta originale sulla scuola. Un emozionato Ongini ha spiegato le motivazioni di questo viaggio: "E´ nato da uno stato di insofferenza, non ne potevo più del racconto nazionale monocorde, ansiogeno, preoccupato e difensivo rispetto alla presenza degli stranieri nelle classi italiane. Volevo con questo libro accendere una discussione e una attenzione sui vantaggi e sul guadagno che noi abbiamo dall´avere studenti stranieri". "Quello che più mi ha colpito - ha raccontato Isabella Bossi Fedrigotti - è la storia sulla bellezza che riguarda anche lo stato degli edifici, problema che qui in Trentino non è così forte come in altre parti d´italia, ma che è reale e urgente. Da uno studio condotto in Germania, dove le scuole sgraziate sono state ricostruite negli anni ´60, si è scoperto che edifici orrendi producono un corrispettivo sociale di disagio. Ecco perché è emblematico quanto narra Ongini quando racconta che in una scuola vicino a Palermo il preside si batte per la bellezza della struttura: il brutto crea non solo cattiveria, ma criminalità". "Gli insegnanti ovunque mi confermano - gli ha fatto eco Isabella Bossi Fedrigotti - che è dei ragazzi stanieri lo studio con il profitto più alto. E questo perché attraverso lo studio passa il loro riscatto". All´inaugurazione di Educa 2011 erano presenti Marta Dalmaso, assessore all´istruzione e allo sport della Provincia autonoma di Trento, Paola De Cesari, membro del comitato organizzatore, Italo Fiorin, presidente del comitato scientifico del Centro per la formazione continua e l’aggiornamento del personale insegnante, Giovanna Sirotti, assessore alla cultura del comune di Rovereto e Luciano Covi , direttore del Centro per la formazione. "E´ una edizione molto ricca e stimolante quella di Educa 2011 - ha detto Marta Dalmaso - dalla quale nasce la speranza e la fiducia che l´incontro tra le culture possa esseere una ricchezza e un´pportunità in questi tempi di incertezza" Per Italo Fiorin il lavoro di Ongini esplora un´Italia poco nota ma che fa emergere come le passioni dei grandi pedagogisti nascano "nel disagio, che è una sfida. Lo straniero che entra ci aiuta a vedere le cose con occhi nuovi". "E´ un libro - ha detto Giovanna Sirotti - che ti dà del tu e con le sue suggestioni e riporta molti esempi di buone pratiche non nascondendo contraddizioni e difficoltà. Ne emerge che la scuola è molto più avanti della società". "Il lavoro di Ongini - ha detto Paola de Cesari - ci parla di un´energia che viene dal basso, che normalmente non si vede, che però esiste. Sono dei vissuti molto potenti, e il tema di "Educare nell´incertezza". Il festival dell´educazione, intitolato "Educare nell´incertezza" proporrà in questo fine settimana nel centro storico di Rovereto, più di 100 appuntamenti e oltre 90 ospiti tra accademici, filosofi, giornalisti, psicologi e artisti. Tra gli ospiti ci saranno, tra gli altri, il filosofo Pietro Barcellona, gli psicologi Gustavo Pietropolli Charmet e Anna Oliverio Ferraris (volto noto in qualità di esperta sia in Rai sia per altre tv) e lo scrittore e giornalista Marco Lodoli, (la Repubblica), l’antropologo Duccio Canestrini, il sociologo Adel Jabbar, lo scrittore Alidad Shiri, autore del libro “Via dalla pazza guerra” e l´attore teatrale, Alessandro Bergonzoni con lo spettaolo Urge. Educa è promosso da Con.solida. Il consorzio della cooperazione sociale trentina; la Provincia autonoma di Trento, il consorzio nazionale Cgm e la società Luoghi per Crescere; Edizioni Erickson, Università di Trento, il Comune di Rovereto e i media Vita non profit e Animazione sociale. Www.educaonline.it/ |
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I GIOVANI VALDOSTANI “PROMOSSI” IN INGLESE |
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Aosta, 26 settembre 2011 - La sala della Biblioteca regionale era gremita di persone, genitori e studenti, accorsi per la consegna dei certificati che attestano il raggiungimento dei livelli base della conoscenza della lingua inglese secondo gli standard internazionali. Gli alunni valdostani che hanno ottenuto la certificazione hanno dai 7 ai 12 anni e sono 27, di cui 15 delle scuole primarie e 12 della scuola secondaria di primo grado. Laurent Viérin – Assessore regionale all’istruzione e cultura - Chiaramente la lingua inglese è la lingua veicolare per eccellenza, non solo a livello europeo ma anche mondiale. Siamo partiti per questo progetto attraverso le istituzioni scolastiche per promuovere il riconoscimento a livello internazionale delle competenze linguistiche, quindi puntando sull’inglese con l’idea di avere dei ragazzi che siano sì radicati e connotati sul localismo ma anche aperti verso l’Europa, verso il mondo. Da un inizio un po’ titubante, i primi anni non avevamo tante adesioni, quest’anno i risultati sono stati entusiasmanti. Noi continuiamo ad investire sui giovani, sulle loro competenze linguistiche, perché imparare il maggior numero di lingue significa preparare i cittadini di domani, soprattutto in un quadro europeo e internazionale. Uno alla volta, gli studenti sono stati chiamati per nome e hanno ritirato il certificato, tra le congratulazioni di rito e la foto ricordo. Gli alunni hanno brillantemente superato le sessioni di esami Young Learners Examinations, i cui test coprono le quattro principali abilità linguistiche, ovvero ascolto, comunicazione orale, lettura e scrittura, che offrono una valutazione completa del livello generale di competenza linguistica. I bambini della scuola primaria hanno superato il livello Starters, accessibile dopo 100-120 ore di lezione, mentre gli alunni del primo anno della scuola secondaria di primo grado, ex scuola media, hanno raggiunto il livello Movers, che prevede 200-240 ore di lezione. Le certificazioni sono state rilasciate dall’English Center di Aosta. L’utilità di un percorso didattico come questo è stata sottolineata dal direttore dell’English Center, John Mckinnon. John Mckinnon – Direttore dell’English Centre - Diciamo che oggi c’è sempre più bisogno di dimostrare le conoscenze di qualsiasi materia e c’è sempre più mobilità sul mercato del lavoro. E perciò non si può immaginare che i bambini, i ragazzi, gli adulti, resteranno sempre dove sono stati, dove sono nati, e quindi un diploma, un certificato, che ha una valenza internazionale si può utilizzare, spendere altrove. Ormai questo è importantissimo, adesso che all’università i ragazzi vanno all’estero, fanno lo scambio Erasmus, fanno altre esperienze di questo tipo e magari trovano anche impieghi in altri Paesi. Gli alunni provengono da diverse Istituzioni scolastiche. In particolare, ben dieci candidati sono stati presentati direttamente dalla scuola secondaria di primo grado Mont Emilius 1 di Nus. I risultati complessivi, come è stato sottolineato dal direttore dell’English Center, sono stati molto soddisfacenti, attestandosi su punteggi alti, soprattutto per quanto riguarda l’espressione orale. John Mckinnon – Direttore dell’English Centre - Abbiamo dato i certificati ai bambini della scuola elementare e fino ai ragazzi dei primi anni della scuola media. Chiaramente si tratta di livelli che non sono ancora altissimi, ma come avete visto questi ragazzi sono pieni di entusiasmo, e questo è il primo passo verso la certificazione a livelli più alti. Diciamo che li mettiamo sulla strada giusta. |
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EDUCAZIONE ALIMENTARE: ECCO LE LINEE GUIDA PER LE MENSE PRODOTTI LOCALI E BASSO IMPATTO AMBIENTALE NEL FUTURO DELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA IN TRENTINO |
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Trento, 26 settembre 2011 - La Giunta provinciale, su proposta degli assessori Mellarini, Dalmaso, Olivi e Rossi, ha approvato stamane le “Linee guida per la redazione del programma per l´orientamento dei consumi e l´educazione alimentare”, programma previsto dall’art. 4 della Legge provinciale 3 novembre 2009, n. 13 “Norme per la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari a basso impatto ambientale e per l´educazione alimentare e il consumo consapevole”. Il documento, frutto di un lavoro interdipartimentale, individua le linee d’indirizzo e gli ambiti d’attività per la redazione di un articolato programma per sensibilizzare e educare la comunità ad una corretta alimentazione. Oltre ad individuare gli elementi basilari per un’alimentazione salutare, in conformità a quanto stabilito dall’Istituto Nazionale di ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran), il documento evidenzia gli aspetti positivi legati all’utilizzo di prodotti agricoli e agro alimentari di qualità riconosciuta e certificata, biologici ed a basso impatto ambientale. Accanto al modello tradizionale di piramide alimentare viene quindi affiancata una “nuova piramide” che propone un profilo sostenibile dell’alimentazione anche dal punto di vista dell’impatto ambientale. Tale modello tiene conto dell’impronta ecologica degli alimenti considerando l’incidenza che ogni categoria d’alimenti ha sull’ambiente principalmente in termini d’emissioni di gas serra, consumo d’acqua, risorse energetiche e sfruttamento del suolo. È importante notare che gli alimenti più salutari, di cui si raccomanda un consumo frequente, sono anche quelli che inquinano meno per quanto riguarda l’immissione nell’atmosfera di Co2. In considerazione della crescente importanza della ristorazione collettiva il documento individua le linee d’indirizzo per formare ed educare gli operatori della ristorazione collettiva (mense pubbliche e private) per favorire l’acquisizione e la messa in pratica di quelle conoscenze e competenze che possano condurre a stili di vita orientati al benessere ed alla prevenzione. Il documento affronta inoltre il problema dei regimi dietetici particolari necessari per i soggetti affetti da intolleranza alimentare, nonchè gli aspetti operativi ed organizzativi connessi con la filiera dei prodotti agroalimentari di qualità ed a basso impatto ambientale. All’effettiva disponibilità di tali prodotti per il largo consumo è possibile arrivare migliorando l’insieme delle attività che concorrono alla loro produzione, distribuzione, commercializzazione e fornitura. Attraverso opportuni “accordi di filiera” è infatti possibile coordinare ed organizzare operazioni ed interventi per l’aggregazione di vari soggetti che operano nei diversi segmenti. Attraverso uno schema attuativo, il documento mette in relazione gli obiettivi specifici del programma con le corrispondenti azioni e l’ambito normativo e programmatorio interessato. Sulla base del provvedimento oggi adottato i vari Dipartimenti provinciali coinvolti (agricoltura, istruzione, sanità, turismo, attività economiche) dovranno elaborare l’atteso programma operativo. |
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IN AUMENTO GLI ALUNNI CON DISABILITA’ EDUCA A ROVERETO, PRESENTATO UN NUOVO MODELLO DI INTEGRAZIONE |
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Rovereto, 26 settembre 2011 - A oltre trent’anni dalla scelta di attuare l’integrazione degli alunni con disabilità nella scuola di tutti, dando vita ad un vero e proprio modello riconosciuto e apprezzato sulla scena internazionale, Fondazione Agnelli, Caritas italiana, Treelle hanno promosso e realizzato il rapporto “Gli alunni con disabilità nella scuola italiana. Bilancio e proposte”. Il lavoro mette in luce le criticità che rischiano di mettere in crisi, oggi, un modello irrinunciabile. Le linee ispiratrici del rapporto mirano alla formazione degli insegnati sia di sostegno, sia curriculari e ad un utilizzo più efficace delle risorse umane e finanziarie impiegate. Dario Ianes, docente universitario, psicologo dell´educazione e cofondatore del Centro Studi Erickson, comparando le prospettive presentate nel rapporto e quello che sta avvenendo nella scuola trentina, dopo la legge 5 del 2006, ha dimostrato che la nostra realtà è molto vicina al modello presentato. “Il Trentino – ha detto Dario Ianes - può candidarsi a sperimentare questo nuovo modello, perché ha una scuola con numeri ragionevoli, equa ed efficace, ha un investimento nell’area dell’inclusione forte, ha un’autonomia legislativa, ha un basso contenzioso con le famiglie con disabili, ha una certa familiarità con procedure di valutazione. Ha, insomma, degli aspetti generali che la rendono ideale per sperimentare il nuovo modello”. Italo Fiorin, presidente del Comitato scientifico del centro di formazione degli insegnanti, ha illustrato il contenuto del rapporto che fotografa la situazione degli alunni con disabilità in Italia, paragonandola alla situazione internazionale, e analizza quello che non va nel modello italiano, proponendo infine delle possibili soluzioni. “Se si vuole mantenere la scelta di inclusione fatta trent’anni fa è necessario attuare dei cambiamenti”, ha affermato. È toccato ad Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli, Istituto di cultura e ricerca nel campo delle scienze umane e sociali, spiegare perché il modello scelto negli anni ‘90 va ripensato e tarato sulle nuove, crescenti, esigenze. “Oggi sono circa un milione gli alunni con disabilità. Circa 200mila hanno un deficit definibile in termini medico-sanitari; 250mila hanno varie difficoltà di apprendimento; circa mezzo milione sono gli alunni con svantaggi socio-economici, culturali o socio-linguistici di provenienza. La spesa che lo Stato affronta per il sostegno è di 4miliardi di euro all’anno, su una spesa totale per la scuola di 43-44miliardi”. Il modello attuale ha tutta una serie di criticità, per esempio: la mancanza di standard ed eccessiva discrezionalità nella valutazione del bisogno, la separazione tra chi decide le certificazioni e chi decide l’assegnazione degli insegnanti di sostegno, ossia l’amministrazione scolastica, l’eccessiva mobilità degli insegnati di sostegno, la mancanza di coinvolgimento degli insegnanti curriculari. Nel nuovo modello tra le novità più rilevanti ci sono: l’ attivazione a livello territoriale di nuovi Centri risorse per l’integrazione, ossia realtà che gestiscano le risorse per l’integrazione; l’evoluzione della figura di insegnante di sostegno; l’abolizione dell’automatismo nella certificazione; l’istituzione di forme di valutazione della qualità dell’integrazione. “Il modello – ha concluso Gavosto - andrebbe sperimentato”. Sulla possibilità di dare corso ad una sperimentazione nella scuola trentina, l’assessore provinciale all’istruzione Marta Dalmaso, che ha partecipato all’incontro, si è detta d’accordo, ma non subito in tutte le scuole. “La sperimentazione va fatta scegliendo delle realtà che si possono testare, non spalmata su tutti. Sono convinta, come ha detto poc’anzi Ianes, che quando vuoi bene ad un’idea, per testarne la bontà, la devi prima mettere alla prova”. |
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SETTIMANA UNESCO DI EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE QUEST´ANNO DEDICATA ALL´ACQUA |
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Aosta, 26 settembre 2011 - Sono ancora aperte le adesioni alla sesta edizione della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 7 al 13 novembre 2011 e sarà dedicata alla fonte primaria di vita del nostro pianeta, l’Acqua. Anche quest’anno centinaia di eventi animeranno le piazze, le scuole, i teatri, di tutta Italia grazie all’adesione di tutte quelle realtà – dalle istituzioni alla società civile – impegnate a diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile e costruire un futuro più equo e armonioso. Diversi sono gli aspetti che potranno essere approfonditi quest’anno - dai modelli di consumo ai cambiamenti climatici, dall’inquinamento alla gestione integrata, dalle pratiche irrigue al rapporto tra acqua, pace e sviluppo. La Regione Valle d’Aosta collabora con la Commissione Nazionale Italiana Unesco al coordinamento delle manifestazioni organizzate sul territorio dagli enti e dalle organizzazioni interessate a partecipare: scuole, Ong, istituzioni, associazioni, università etc. Potranno essere proposte attività di vario genere - lezioni, mostre, spettacoli, laboratori didattici, convegni, escursioni, proiezioni - anche nell’ambito di progetti già avviati sul tema, purché siano coerenti con gli orientamenti dell’Unesco per l’ Educazione allo Sviluppo Sostenibile e purché si svolgano nella settimana 7-13 novembre 2011. La Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco contribuirà alla visibilità degli eventi in programma e mettere a disposizione materiali di comunicazione in formato elettronico, ma non avrà la possibilità di contribuire alle spese organizzative delle manifestazioni. La Settimana dell’Unesco rappresenta un’occasione importante per valorizzare l’impegno di tante realtà italiane a favore della sostenibilità. L’iniziativa s’inquadra nel Dess - Decennio Onu di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014 e ha affrontato negli anni i vari temi chiave dello sviluppo sostenibile: l’Energia (2006), i Cambiamenti Climatici (2007), i Rifiuti (2008), la Città e la Cittadinanza (2009), la Mobilità (2010) traducendosi in un appuntamento consolidato di sensibilizzazione e di crescita comune. Per ulteriori dettagli si rinvia al sito dedicato all’iniziativa: http://www.Unescodess.it/comunicati/2011/acqua_protagonista_settimana_sviluppo_sostenibile_unesco_2011 |
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LA VERA EMERGENZA EDUCATIVA SONO GLI ADULTI |
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Rovereto, 26 settembre 2011 - Il carismatico professore di Filosofia teoretica all’ Università di Macerata traccia nuovi orizzonti: "Dobbiamo uscire dalla sindrome di Stoccolma collettiva, da questa depressione generalizzata che ci chiede di sacrificarci per il mercato e riappropriarci invece della felicità attraverso la riscoperta della gratuità, dell´amore, della giustizia e della nostra umanità". "In questo contesto mondiale in cui tutti i governanti e le istituzioni ci parlano di crisi e di sacrificio, gli adulti si sono arresi al pessimismo, si sono arresi alla propaganda del sacrificio e della depressione. Occorre che gli adulti si risveglino, che diano cuore, corpo e ragione alla loro umanità". Non ha fatto sconti a nessuno né alla chiesa cattolica "appesantita e autoreferenziale", né alla politica "incapace di progettualità", né all´economia che "chiede solo sacrifici agli altri", Roberto Mancini, professore di Filosofia teoretica all’ Università di Macerata. "La vera emergenza educativa - ha detto - non sono i giovani, bensì gli adulti, spenti, privi di passioni”. Un carismatico Mancini ha proposto, il 22 settembre a Rovereto nell´ambito di una delle conferenze di Educa, il Festival dell´educazione che si è tenuto dal 23 al 25 settembre, una sorta di abbecedario per un nuovo umanesimo recuperando il significato profondo di alcune parole come gratuità, amore, felicità, reciprocità Secondo Mancini occorre innanzitutto ripartire dalle bambine e dai bambini; porre attenzione alla tessitura dell´essere umano perché il punto fondamentale è uscire dalla sindrome di Stoccolma collettiva, da questa depressione collettiva generalizzata, che ci chiede sacrifici per tutto, che ci toglie creatività e umanità" Mancini ha esortato ad assumere una posizione eretta e riappropriarci della felicità in una dimensione di vita comune. “Perché – ha affermato il filosofo - la felicità privata non esiste. Il bunker antiatomico non dà felicità. L´edonismo, il privilegio e la fortuna sono caricature grottesche della felicità". "Non ci aspettiamo – ha detto Mancini - soluzioni dai partiti, dall´economia, dalle istituzioni religiose così appesantiti dalla loro autoreferenzialità. Ci chiedono sacrifici: la religione in nome della morale e nella dimensione del premio e del castigo; l´economia nella logica per la quale il nostro massimo obiettivo dovrebbe essere la sopravvivenza. Occorre invece essere fedeli alla felicità, concreta, quella che si costruisce solo nella condivisione con le persone, e nella giustizia". "L´educazione - ha continuato il filosofo - non è una preparazione “alla vita” come se fosse questa fosse una meta. L’educazione è già vita! Serve piuttosto un´educazione "nella vita”, nella pace, nella giustizia". "In questo quadro - ha attaccato Roberto Mancini - la politica mostra di trattare l’ educazione e la scuola come mere questioni di bilancio economico. Non si può gestire la scuola mandando la polizia ai ragazzi che si interrogano sul proprio futuro e chiedono solo di partecipare. Occorre invece ripartire dai bambini, liberando in loro la fiducia di cambiare qualcosa nel mondo. Noi li abbiamo costretti ad adattarsi al peggio, per poi biasimarli perché non sono allenati alla tenacia". Mancini davanti a una affollatissima platea ha tirato le conclusioni e disegnato le prospettive: "Dobbiamo avere il coraggio - ha detto - di creare un´autoeducazione sociale, nei luoghi dove viviamo, nella scuola, nel quartiere, nelle zone franche, dove non contano le prestazioni e il denaro, ma le persone e gli affetti. Solo così riusciamo a costruire una risposta a quella crisi di cui tutti parlano. Quando una comunità prende in mano la propria convivenza, pretende che i diritti umani siano rispettati, riporta giustizia. Allora quella comunità sta facendo una grande opera di autoeducazione e apprendimento. La scuola e le famiglie da sole non potranno cambiare la situazione senza grandi percorsi di autoeducazione sociale. Basta quindi aspettare immobili la crisi! Riprendiamo l´iniziativa, usciamo da questa crisi alimentata ad arte. Allora noi adulti testimonieremo che non siamo nati per competere né per sopravvivere, ma per un´esistenza così amorevole che alla fine nemmeno la morte avrà l´ultima parola". Alla conferenza anche una videointervista a Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista argentino famoso per il libro “L’epoca delle passioni tristi". “Per educare - ha detto - occorre un gesto che tutti gli adulti devono provare a fare: accettare di non sapere già. Un´educazione non basata sulla trasmissione di saperi. Occorre che le generazioni si affianchino per costruire la possibilità di vivere l’incertezza che è porta per la liberta e la giustizia" |
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MANTOVA,ACCORDO REGIONE-PROVINCIA PER GOLENE PO 900 ETTARI DI NUOVE FORESTE LUNGO IL FIUME |
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Milano, 26 settembre 2011 - Un nuovo piano di forestazione per le aree demaniali lungo gli argini del fiume Po. E´ questo il contenuto del Protocollo d´Intesa tra Regione Lombardia e Provincia di Mantova siglato il 26 settembre dall´assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione di Regione Lombardia Carlo Maccari, intervenuto su delega del presidente Roberto Formigoni, e dal presidente della Provincia di Mantova Alessandro Pastacci. Il provvedimento permetterà di realizzare nuove aree verdi nel territorio mantovano, che attualmente presenta l´indice di boscosità più basso della regione (0,67 per cento). L´accordo prevede che circa 600 ettari di zone golenali del Po vengano dati in concessione d´uso alla Provincia e altri 300 a soggetti privati, con l´impegno di destinarli alla piantumazione di nuovi alberi. ´Si tratta di una misura importante - ha detto l´assessore Maccari -, che segna un ulteriore sforzo nell´ambito della forestazione fluviale lungo il corso del Po. Un progetto già iniziato, dato che 200 ettari dei 900 compresi nell´accordo sono già stati piantumati e a questi si sommano altri 1400 ettari finanziati in questi anni, di cui 800 a bosco e 600 destinati alla pioppicoltura. L´impegno di Regione Lombardia per far crescere il verde nel Mantovano è sempre più concreto´. La sottoscrizione dell´accordo rientra nel progetto di più ampio respiro per la ´rinaturazione´ e riqualificazione ambientale della fascia fluviale del Po, che prevede anche la realizzazione di un importante tratto della Rete Ecologica Regionale (Rer). ´L´intesa raggiunta con la Provincia - ha continuato Maccari - consentirà, anche nel Mantovano, di portare a termine un percorso fondamentale come quello della Rer, già finanziato dalla Regione con 840.000 euro. In questo senso segna un passo avanti anche un´opera fondamentale come la conservazione della biodiversità´. Ora Regione e Provincia metteranno a punto i dettagli di un piano d´azione pluriennale che, in 5-6 anni, porterà a incrementare il patrimonio boschivo. ´La collaborazione tra i due Enti - ha concluso Maccari - consentirà di recuperare da subito anche residui finanziamenti regionali riguardanti progetti di forestazione precedentemente attivati su aree già concesse alla Provincia, per un totale di circa 100.000 euro. Una cabina di regia si riunirà poi ogni 3-4 mesi per seguire il puntuale svolgimento di tutti gli adempimenti´. |
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NUOVE TECNOLOGIE E AMBIENTE. LE RETI DI MONITORAGGIO DELL’ARIA INDAGANO LE NANOPARTICELLE |
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Padova, 22 settembre 2011 - La Regione del Veneto ha individuato alcuni progetti rispondenti a strategie di intervento previste dalle politiche di settore o dalla verifica delle esperienze di partenariato e di pubblicizzazione del Programma Operativo (Por) – Obiettivo Competitività regionale e occupazione parte Fesr (2007-2013). In particolare la regia regionale è stata prevista anche nell’ambito dell’azione 3.1.2 “Salvaguardia Ambientale, difesa del suolo, controllo delle emergenze e del rischio tecnologico”. Fra l’elenco degli interventi approvati dalla Regione e attualmente in corso vi è il Progetto pilota di ricerca industriale Re.s.m.i.a. - Reti e Stazioni di Monitoraggio Innovative per l’Ambiente, proposto da Arpav in partenariato con il Civen – Centro Interuniversitario Veneto per le Nanotecnologie. Il progetto mira a potenziare e integrare la rete di monitoraggio ambientale dell’Agenzia per l’Ambiente attuando una campagna sperimentale di misura delle nanoparticelle in aria. Inoltre ha l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale delle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria e di sperimentare modelli di centraline che riducano i costi di gestione delle reti e migliorino la qualità e la quantità dei dati raccolti sfruttando le nuove tecnologie. “Si tratta di attività – sottolinea l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte - che anticipano le disposizioni legislative, ponendo l’attenzione su temi molto sentiti dall’opinione pubblica in tema di prevenzione di rischi connessi all’inquinamento”. |
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È GORGONZOLA LA QUINTA ISOLA A CRESCITA COMPATIBILE IN ITALIA ANCHE IL COMUNE MILANESE ADERISCE AL PROGETTO CRESCO E DIVENTA TERRITORIO "AD ALTA VOCAZIONE AMBIENTALE" |
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Milano, 26 settembre 2011 – Il progetto Cresco Crescita Compatibile ha scelto il Comune lombardo di Gongorzola (Mi) come quinta Isola Cresco italiana, riconoscendone così la natura di territorio ad alta vocazione ambientale. Il Comune ha già istituito il Comitato Promotore “Cresco Gongorzola” che, presieduto dall´Assessore all´Ambiente Marco Pisoni, riunisce tutti gli stakeholder locali (dalle rappresentanze della scuola a quella dei commercianti fino all´associazionismo locale). Il Comitato sarà il motore di tutti i programmi e le iniziative che verranno attuate sul territorio nell’ambito del progetto Cresco. "L’assessorato all’Ambiente del Comune di Gorgonzola ha voluto cogliere al balzo questa bella opportunità offertaci da Fondazione Sodalitas - ha dichiarato l´Assessore Marco Pisoni - Diventare “Isola Cresco” ci ha già permesso di far sedere allo stesso tavolo i tanti soggetti della nostra comunità che si occupano con ruoli diversi di ambiente e sostenibilità. Questo è già un primo passo significativo per sviluppare con successo il progetto Cresco sul territorio.” Il progetto Cresco Crescita Compatibile è un´iniziativa promossa da Fondazione Sodalitas, insieme a 25 imprese leader aderenti alla Fondazione e capaci, con la loro testimonianza, di sensibilizzare cittadini, pubbliche amministrazioni locali e realtà produttive a mettere in atto ogni giorno comportamenti in grado di migliorare la qualità dell’ambiente. "La scelta di Gorgonzola come nuova “Isola Cresco” dimostra la determinazione del Comune a inserire il proprio territorio tra i più sostenibili della Lombardia" - ha commentato Alessandro Beda, responsabile del progetto Cresco per Fondazione Sodalitas – L’impegno è di misurare, a Gorgonzola come nelle altre isole Cresco, l’impatto generato dalle iniziative sviluppate.” Il comune di Gorgonzola da molti anni è attivo e vivace nell’educazione e sensibilizzazione alla sostenibilità. Il progetto “Obiettivo Ambiente”, ad esempio, avente come scopo una significativa riduzione della produzione di rifiuti attraverso la realizzazione di azioni in accordo con commercianti e associazioni nonprofit, ha recentemente ottenuto un riconoscimento durante l´ultima edizione di Sodalitas Social Award. "Il nostro assessorato da molti anni si impegna nella sensibilizzazione dei cittadini e dei ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado - ha precisato l´Assessore Pisoni - sui temi ambientali, dello sviluppo sostenibile, dal risparmio idrico ed energetico alla riduzione della produzione di rifiuti alla disincentivazione dell’usa e getta, con risultati eccellenti e riconoscimenti nazionali di prestigio. Senza dubbio la collaborazione con Fondazione Sodalitas ci permetterà di colmare le lacune nelle attività che i tagli di bilancio, necessari in questo momento di crisi, hanno inevitabilmente creato". Secondo l´assessore, dal primo incontro del Comitato Promotore è emersa "l’idea di sviluppare una serie di attività sul tema dell’energia e del risparmio energetico che coinvolgano i ragazzi delle scuole, le famiglie e tutti i cittadini, anche grazie alla collaborazione di alcune aziende del settore delle energie rinnovabili presenti sul nostro territorio. Un’attenzione particolare verrà rivolta ai condomini per coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini in questa sensibilizzazione fondamentale per compiere un altro passo verso la sostenibilità della nostra città". Il Comune di Gorgonzola è la quinta “Isola Cresco” riconosciuta sul territorio nazionale. Le altre quattro "Isole Cresco" italiane - territori in cui è attiva un’alleanza virtuosa per la sostenibilità tra amministrazioni locali, imprese e cittadini – sono i Comuni di Abbiategrasso (provincia di Milano, 31.146 abitanti), Calusco d’Adda (Provincia di Bergamo, 8.340 abitanti), Carugate (provincia di Milano, 14251 abitanti) e Morbegno (provincia di Sondrio, 11.900 abitanti). |
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FIRMA VERBALI PER BONIFICHE ZONE INQUINATE FOGGIA E BARLETTA |
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Bari, 26 settembre 2011 – Lo scorso 22 settembre con la firma del Verbale di Intesa con le Province di Barletta e Foggia, per la bonifica di siti inquinati, si conclude il percorso di concertazione con le Province pugliesi, avviato nella primavera 2010, per l’attuazione della Programmazione Comunitaria Puglia Fesr 2007/2013, a valere sui fondi dell’Asse Ii – Azione 2.5.4. Alla firma hanno partecipato l’Assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Dott. Lorenzo Nicastro, il Dirigente del Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica, Dott. Giovanni Campobasso, per la Provincia di Bat, il Presidente Dott. Francesco Ventola, e per la Provincia di Foggia, l’Assessore all’Ambiente, Dott. Stefano Pecorella. Il Verbale di Intesa individua gli interventi prioritari che hanno dato corpo alla procedura negoziale che ha visto una intensa attività di confronto sinergico e di condivisione di strategie tra tutti gli Enti coinvolti; nello specifico essi riguardano i territori dei comuni di Minervino Murge, San Ferdinando di Puglia, Canosa di Puglia, Barletta, per la Provincia di Bat, mentre per la Provincia di Foggia, i comuni di Panni, Torremaggiore, Orta Nova, San Severo. Tutti gli interventi sono incentrati sui temi del miglioramento della qualità ambientale e finalizzati al contenimento delle potenziali fonti di contaminazione presenti nel territorio. Con l’Intesa odierna si utilizzano risorse messe a disposizione dalla Comunità Europea, consentendo di investire circa 17 milioni di euro, in tutte le Province pugliesi, per la realizzazione di interventi di risanamento ambientale su siti degradati, individuati attraverso una procedura negoziale che ha assicurato un percorso di assoluta trasparenza e di proficua collaborazione tra tutti i soggetti interessati, per il bene della regione Puglia. |
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