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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 10 Ottobre 2011 |
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PICCOLI BYPASS POSSONO AIUTARE A RIDURRE IL RISCHIO DI MORTALITÀ DEL 36% |
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Bruxelles, 10 ottobre 2011 - Una nuova ricerca internazionale dimostra che piccoli vasi sanguigni di bypass sono utili per ridurre la mortalità dei pazienti cui è stata diagnosticata una coronaropatia. Presentati sull´European Heart Journal, i risultati dello studio forniscono informazioni su come questi vasi, considerati il "sistema di riserva" delle arterie principali del cuore, siano un obiettivo terapeutico fondamentale. Alcuni ricercatori provenienti da Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera hanno studiato come i naturali vasi di bypass, conosciuti come collaterali coronarici, condizionano le vite dei pazienti con arterie bloccate. Nello studio, il team ha registrato una riduzione del 36% del rischio di mortalità. I collaterali coronarici sono piccoli vasi sanguigni specializzati che collegano i vasi più grandi nel cuore. Sono considerati il sistema di riserva perché sono essenzialmente nascosti finché non entrano in azione. Quando si attivano, questi piccoli bypass aumentano il loro diametro per portare un significativo flusso di sangue e superare i blocchi. La ricerca sui collaterali coronarici si è intensificata negli ultimi anni. Gli esperti credevano che non esistessero collegamenti tra le principali arterie coronariche. I metodi più usati per sbloccare le arterie dei pazienti sono la chirurgia di bypass o lo stent, un "tubo" artificiale che viene inserito in un passaggio naturale del corpo per prevenire o contrastare una costrizione di flusso localizzata che provoca la malattia. Qui entrano in gioco i ricercatori di questo studio che hanno messo in luce i collaterali coronarici e la loro importanza per la salute. Raccogliendo i dati di 12 studi e reclutando 6529 pazienti per la loro analisi, i ricercatori hanno confrontato i tassi di sopravvivenza nei soggetti con un alto numero di bypass naturali con quelli con un numero di bypass minimo. Secondo i ricercatori, i soggetti che avevano un numero più alto di vasi ben sviluppati mostravano un tasso di sopravvivenza più alto rispetto ai pazienti con meno o nessuno di questi vasi. È necessario precisare che anche se rimangono interrogativi sul perché alcuni hanno reti di bypass migliori di altri, gli esperti credono che fattori genetici e legati allo stile di vita abbiano un ruolo fondamentale. "Quando vediamo pazienti con un infarto (arteria coronaria bloccata), il danno causato al cuore varia ampiamente da una persona all´altra," spiega l´autore principale dello studio, il dott. Pascal Meier dell´Istituto di scienze cardiovascolari dell´University College di Londra. "Una spiegazione è che il "sistema di riserva" è meglio sviluppato in alcuni pazienti, ma il nostro studio è il primo che mostra chiaramente una differenza di mortalità. Abbiamo scoperto che se i pazienti fossero sottoposti a un intervento di stent per aprire le arterie bloccate o fossero curati soltanto con farmaci, avrebbero maggiore probabilità di sopravvivenza se i loro bypass naturali fossero meglio sviluppati," aggiunge. "Sempre più ricerche dimostrano che questi vasi sono protettivi e riducono la mortalità nei pazienti con arterie coronariche bloccate. Dovremmo trovare metodi per sostenere questi vasi di bypass naturali in modo da migliorare i risultati per i pazienti affetti da cardiopatia." Commentando i risultati, l´autore anziano, il professor Christian Seiler dell´Ospedale universitario di Berna, dice: "Sappiamo che un´attività fisica regolare può migliorare la rete naturale di bypass. Recentemente piccoli studi hanno esaminato possibili metodi per promuovere i vasi di bypass naturali, come per esempio una cura conosciuta come contropulsazione esterna (che imita l´attività fisica) e iniezioni di un fattore di crescita chiamato G-csf. Il nostro studio dà fondamento alle teorie che suggeriscono di concentrarsi maggiormente sulle attività per identificare come sviluppare meglio i naturali vasi di bypass." Per maggiori informazioni, visitare: University College London: http://www.Ucl.ac.uk/ European Heart Journal: http://eurheartj.Oxfordjournals.org/ |
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IN ARRIVO NUOVE CURE PER COMBATTERE LE INFEZIONI DA LIEVITI |
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Bruxelles, 10 ottobre 2011 - Alcuni ricercatori coordinati dall´Imperial College di Londra nel Regno Unito hanno scoperto il mistero di come le cellule del lievito identificano e attaccano i tessuti umani, provocando così un´infezione. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), potrebbero portare allo sviluppo di una nuova classe di medicine e vaccini per combattere i ceppi di infezione da fungo resistenti ai farmaci e letali. Le infezioni da lieviti sono al quarto posto nella lista delle comuni cause di infezioni contratte dai degenti degli ospedali. Quando colpiscono persone sane, sono di solito associate a infezioni da lieviti vaginali o orali, comunemente conosciute come mughetto, ma i casi gravi in soggetti vulnerabili di solito sono il risultato di lieviti che circolano nel flusso sanguigno e si introducono nel corpo, portando a candidasi sistemica. La diffusione di questa infezione mette a rischio la vita dei pazienti. In questo studio, i ricercatori hanno scoperto come le cellule dei lieviti identificano e attaccano i tessuti umani in modo da colonizzarli e provocare un´infezione. Hanno anche determinato come funziona questo processo. Quest´ultima informazione potrebbe portare alla creazione e alla sperimentazione di un nuovo prototipo di molecole tipo farmaco che bloccano il lievito e assicurano che l´infezione non emerga. Anche se le medicine esistenti possono arrestare le infezioni da lieviti ed eliminarle dalle attrezzature mediche, i microrganismi riescono a sopravvivere alle attuali cure. Una serie di ceppi di lievito sono già diventati completamente resistenti alle cure antimicotiche. I ricercatori stanno lavorando per trovare nuovi modi di prevenire l´infezione. "La maggior parte delle donne sane contraggono il mughetto o altre lievi infezioni da fungo in qualche momento della vita, ma quello che non tutti sanno è che i lieviti possono essere letali e sono un grave pericolo per la salute dei vulnerabili pazienti degli ospedali," spiega la dott.Ssa Paula Salgado, una delle ricercatrici che ha condotto la ricerca, del Dipartimento di Scienze della vita presso l´Imperial College di Londra. "Quello che mi sembra più preoccupante è il fatto che non abbiamo un modo efficace di controllare i casi più gravi di queste infezioni. Il nostro lavoro ci permette di capire i dettagli e fornisce informazioni fondamentali per sviluppare nuovi farmaci e applicazioni cliniche." Il dott. Ernesto Cota e i suoi colleghi hanno usato i dati generati da magneti ad alto campo presso il Centro di risonanza magnetica nucleare (Rmn) dell´Imperial College di Londra oltre a grandi strutture di ricerca a raggi X in tutta Europa per studiare la proteina Als di adesione sulla superficie del lievito Candida albicans in modo da determinare come influenza la capacità del lievito di riconoscere i tessuti umani. Hanno esaminato la struttura di questa proteina del fungo, sottolineando la parte dell´adesione Als che attacca la cellula del lievito ai tessuti umani e determinando i componenti di tale interazione. "Abbiamo mostrato il singolare modo in cui la Candida albicans si è evoluta per riconoscere e attaccarsi a una grande varietà di cellule umane," dice il dott. Cota. "Le proteine di adesione Als danno al lievito la capacità di prosperare nel corpo umano ed è questa capacità che la rende un´infezione così pericolosa. Speriamo che queste nuove informazioni ci permetteranno di creare le molecole tipo farmaco che impediscano al lievito di prevalere, bloccando questo specifico meccanismo molecolare." Hanno contribuito a questo studio ricercatori dell´Università dell´Illinois a Urbana-champaign negli Stati Uniti. Per maggiori informazioni, visitare: Pnas: http://www.Pnas.org/ Imperial College London: http://www3.Imperial.ac.uk/ |
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NUOVO CENTRO DI RICERCA FINANZIATO DALL´UE PER LA REPUBBLICA CECA |
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Bruxelles, 10 ottobre 2011 - È stato aperto un nuovo istituto di ricerca per le scienze biologiche e tecniche finanziato dall´Ue nella Repubblica ceca, a seguito di una conferenza di inaugurazione tenutasi il 4 ottobre. Il centro Ceitec (Central European Institute of Technology), primo nel suo genere nella Repubblica ceca, ha ricevuto un contributo di 209 milioni di euro come parte del programma operativo "Ricerca e sviluppo per l´innovazione". Il programma operativo "Ricerca e sviluppo per l´innovazione" è co-finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e uno dei suoi principali obiettivi è quello di creare un certo numero di centri di eccellenza; centri di ricerca e sviluppo (R&s) attrezzati con infrastrutture di ricerca moderne che possono aiutare a integrare i migliori team di R&s della Repubblica ceca con le loro controparti europee e internazionali, nonché con le infrastrutture di ricerca europee esistenti. Il sito completo dovrebbe essere terminato nel 2014 quando gli scienziati si sposteranno nei nuovi laboratori che si estendono su 25.000 m2, nel campus universitario di Bohunice e nel campus Pod Palackeho vrchem di Brno. Ma la ricerca scientifica è già ben avviata; dopo l´approvazione del progetto da parte della Commissione europea nel mese di giugno, i team di lavoro già attivi negli istituti partner sono stati impegnati in vari progetti. Questi includono lavori su idrogel speciali che possono rimarginare ossa parzialmente lesionate usando una siringa e ricerche su materiali "intelligenti" utilizzati negli aerei, che saranno in grado di segnalare le proprie debolezze o difetti. È anche in fase di sviluppo un chip ipodermico capace di misurare le funzioni vitali di un paziente e informare il medico a distanza, e la produzione di biosensori in grado di rilevare una malattia in fase precoce è un altro progetto faro del centro. Gli scienziati stanno anche imparando a distinguere tra vari tipi di cancro e sono alla ricerca di possibili trattamenti adeguati. "La nostra ambizione è di diventare una Silicon Valley europea nei settori della scienza e della ricerca, e il centro Ceitec appartiene sicuramente ai progetti significativi per tornare a far parte dell´élite mondiale. Inoltre, Ceitec è il progetto più favorevolmente valutato tra tutti i cosiddetti grandi progetti - nell´ambito del programma operativo Ricerca e sviluppo per l´innovazione - e quindi sono molto alte le aspettative di riuscita da parte del ministero della Pubblica istruzione, della gioventù e dello sport (Meys)", dice Jakub Hodiná?, primo viceministro per l´istruzione, responsabile degli affari europei. Il centro sarà unico per lo stretto rapporto che creerà tra la ricerca nelle scienze della vita e la ricerca nel campo dei materiali e delle tecnologie avanzate. Strumenti unici e attrezzature agevoleranno il lavoro di 600 scienziati e quasi 1.200 studenti nonché di aziende provenienti da tutta la Repubblica ceca e dall´estero. "Il governo ceco ha a lungo sostenuto attivamente la ricerca e lo sviluppo e quindi l´inizio della realizzazione del progetto Ceitec è un altro chiaro esempio della sua determinazione a investire concettualmente nel futuro della Repubblica ceca", commenta il primo ministro ceco Petr Necas. L´obiettivo principale dell´istituto è di cooperare, ma anche di entrare a far parte di una rete globale di prestigiosi centri scientifici internazionali. Con l´aumento della cooperazione tra gli scienziati e le aziende della regione, e in effetti in tutto il paese, si spera che altri investitori nazionali ed esteri saranno attratti alle aree, favorendo quindi la creazione di posti di lavoro e di innovazione nella regione. Per maggiori informazioni, visitare: Ceitec (Central European Institute of Technology): http://www.Ceitec.eu/ |
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"E-HEALTH AND EQUITY IN THE GLOBAL HEALTH COMMUNITIES" |
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Bruxelles, 10 ottobre 2011 - Il 15 dicembre 2011 avrà luogo a Bruxelles, in Belgio, un evento intitolato "E-health and equity in the global health communities" (Servizi sanitari online ed equità nelle comunità sanitarie globali). Mentre ci sono molte definizioni, il termine e-health si riferisce spesso alla fornitura di servizi sanitari via Internet attraverso videoconferenze, chat o altre applicazioni Web. Il termine può comprendere una serie di servizi o sistemi che combinano l´assistenza sanitaria e le tecnologie dell´informazione e della comunicazione, come le cartelle cliniche elettroniche, la telemedicina, l´informatica della salute dei consumatori, la gestione delle conoscenze sulla salute, l´assistenza sanitaria virtuale e molto altro ancora. Durante l´evento si discuterà delle potenzialità dell´e-health per contribuire a rafforzare i sistemi sanitari e migliorare la sicurezza, qualità ed efficienza delle cure. Gli argomenti riguarderanno tra l´altro: "la parità di accesso alle informazioni relative alla sanità: il ruolo del divario digitale"; "l´interoperabilità come mezzo per raggiungere l´equità nella sanità"; "l´e-health a livello locale, regionale, nazionale e globale come modo per rafforzare l´equità nel settore dei servizi sanitari"; "il ruolo della telemedicina e della teleassistenza per ridurre il divario sanitario su scala globale"; "usare eHealth per ampliare l´accesso alle informazioni: può promuovere l´equità delle risorse nelle aree con scarse risorse?"; "gestire i record dei servizi sanitari elettronici per l´equità delle cure"; "sistemi di servizi sanitari online per la "cura a casa" evitando la discriminazione per età e distanza"; "servizi sanitari elettronici transfrontalieri: possono aumentare l´equità delle cure?"; aspetti legali. Per ulteriori informazioni, visitare: http://epractice.Eu/en/events/2011-ehealth-and-equity-global-health-communities |
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MALATTIE NEURODEGNERATIVE: 5 MILONI DI EURO ALLA SISSA DI TRIESTE IL MIUR FINANZIA PROGETTO DI RICERCA PER SCOPRIRE I MECCANISMI MOLECOLARI RESPONSABILI DI ALZHEIMER, PARKINSON, COREA DI HUNTINGTON, SCLEROSI MULTIPLA E MALATTIE PRIONICHE. |
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Trieste, 10 ottobre 2011 - Alla Sissa di Trieste 5 milioni di euro dal Miur per scoprire quali cambiamenti del genoma umano sono responsabili di alcune malattie neurodegenerative attualmente incurabili, e fatali per il sistema nervoso centrale, quali Alzheimer, Parkinson, Corea di Huntington, sclerosi multipla e malattie prioniche. Ad aggiudicarsi l’importante finanziamento del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca con il bando Firb 2011, per il futuro della ricerca fondamentale, è stato un team di esperti coordinato da Giuseppe Legname della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. Il progetto di Genomica funzionale delle malattie neurodegenerative assume inevitabilmente rilevanza sociale: si stima infatti che circa 30 milioni di persone nel mondo siano affette da Parkinson, Alzheimer, Corea di Huntington, malattie prioniche e sclerosi multipla e che saranno più di 100 milioni entro il 2050. Avvalendosi di strumentazione tecnologicamente avanzata che permette l’analisi dei tracciati di tutti i geni presenti nel genoma umano, i neuroscienziati potranno condurre studi complessi dell’espressione genica nei tessuti cerebrali (post-mortem) di pazienti affetti da queste malattie e studiare campioni di sangue di soggetti ancora in vita, per verificare se l’insorgenza di queste malattie neurodegenerative sia imputabile a mutazioni del corredo genomico. «Parkinson, Alzheimer, così come le malattie prioniche, sono principalmente patologie sporadiche, idiopatiche, multigeniche e multifattoriali: non si conosce ancora la causa scatenante» spiega Legname. Queste malattie, diverse tra loro nelle manifestazioni, sono caratterizzate da una degenerazione progressiva del sistema nervoso e in particolare da una lunga fase presintomatica, che dura anche molti anni, durante la quale la degenerazione è in corso senza sintomi clinici evidenti. Al momento, non è possibile studiare direttamente il sito della degenerazione durante la vita delle persone che ne sono colpite. Pertanto molte delle informazioni sui meccanismi molecolari di queste patologie neurologiche sono tratte dall’analisi post-mortem dei cervelli dei pazienti. Ma una diagnosi presintomatica potrebbe consentire interventi mirati su un gran numero di cellule compromesse. «La maggioranza di queste malattie coinvolge diverse aree del cervello, ed è ancora sconosciuto il meccanismo molecolare che rende le cellule nervose così vulnerabili. In ogni caso, le evidenze ci suggeriscono che lo stesso meccanismo molecolare è alla base della formazione e propagazione delle diverse patologie» precisa il neurobiologo. Oggi, la descrizione di tutti i geni espressi in una specifica cellula nervosa, in condizioni sia fisiologiche sia patologiche, è considerato l’approccio migliore per studiare il meccanismo molecolare delle malattie neurologiche, determinante anche per identificare farmaci appropriati. Lo studio sarà condotto da Giuseppe Legname, responsabile del laboratorio di biologia dei prioni alla Sissa di Trieste, Stefano Gustincich, responsabile del laboratorio di neurogenomica della Sissa, Gilberto Pizzolato, dell’Università di Trieste, Roberto Furlan, del San Raffele di Milano, Francesca Persichetti, dell’Università del Piemonte Orientale, e Fabrizio Tagliavini dell’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano. Il team cercherà di comprendere dunque il nesso causale tra le variazioni dell’espressione genica globale del genoma umano e le malattie neurodegenerative, individuare differenze e tratti in comuni tra le diverse patologie e ricavare informazioni rilevanti sulla progressione della malattia e utili per la diagnosi, con la speranza di progressi terapeutici. |
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SAN RAFFAELE, REGIONE LOMBARDIA REPLICA A OPPOSIZIONI NO A STERILI POLEMICHE, SI ATTENDANO DECISIONI DEL TRIBUNALE |
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Milano, 10 ottobre 2011 - Con una Nota ufficiale, la Presidenza di Regione Lombardia risponde alle dichiarazioni degli esponenti del Pd, dell´Udc e di Sel del Consiglio Regionale sulla vicenda dell´ospedale San Raffaele. "Le dichiarazioni di alcuni esponenti dell´opposizione - si legge nella Nota - stanno a dimostrare come gli stessi non conoscano le regole che dettano il funzionamento del Sistema Sanitario". "Infatti le Regioni - prosegue la Nota - hanno competenza sui controlli sanitari delle prestazioni e non hanno alcun potere di verifica sui bilanci e sugli organi delle Fondazioni o Società accreditate dal Servizio Sanitario Regionale. Se mai, le domande impropriamente rivolte a Regione Lombardia, andrebbero poste agli organi di vigilanza previsti dalle leggi dello Stato e dal Diritto Societario". "Sarebbe opportuno quindi - conclude la Nota - evitare sterili polemiche e attendere con fiducia la decisione del Tribunale Fallimentare che la prossima settimana esaminerà il piano di razionalizzazione e consolidamento che sarà presentato dal Cda della Fondazione". |
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TUMORI, SONO IN LOMBARDIA GLI OSPEDALI PIÙ “UMANIZZATI” “ECCO COME RIDURRE DEL 50% I CASI DI ANSIA E DEPRESSIONE” |
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Milano, 10 ottobre 2011 – Sono 25 gli ospedali oncologici italiani che hanno acquisito gli strumenti per rendere “più umano” il processo di cura. Riducendo nei pazienti il disagio psichico grave del 50% (in media una persona su tre colpita da tumore soffre di ansia e depressione) e migliorando l’adesione alle terapie. Grazie al progetto Hucare (Humanization of Cancer caRe), unico in Italia e fra i primi al mondo, che, in quattro anni, ha coinvolto 29 strutture e oltre 700 professionisti, con l’obiettivo di migliorare le condizioni dei pazienti con cancro grazie a una serie di interventi mirati di supporto psicologico e sociale. E la Lombardia è la Regione più virtuosa, con ben 22 centri certificati. I risultati finali dell’iniziativa, avviata nel 2008 e terminata nel settembre di quest’anno, vengono presentati il 6 ottobre al Circolo della Stampa di Milano nel corso del convegno nazionale “Rendere più umana l’assistenza oncologica: il progetto Hucare risultati e prospettive”. “Centocinquantasei medici (su 190) e 401 infermieri (su 479) - spiega il prof. Rodolfo Passalacqua, responsabile scientifico di Hucare e primario di Oncologia a Cremona - hanno seguito un corso di alta formazione per migliorare le competenze comunicative. Siamo riusciti a ridurre significativamente il disagio psichico grave grazie a un percorso strutturato che permette di individuarlo tempestivamente. Cambia completamente il modo in cui i pazienti vengono accolti in reparto. In ogni struttura è presente uno psicologo a cui vengono indirizzati i malati colpiti da ansia e depressione, diagnosticate con uno screening specifico. Ad ogni paziente è assegnato un infermiere di riferimento che lo assiste nelle varie fasi della terapia fornendogli informazioni dettagliate. Ed è istituito il Punto di Informazione e Supporto (Pis), gestito da personale infermieristico appositamente formato, dotato di una biblioteca per pazienti con materiale informativo specifico in diversi formati (cartaceo, video, ecc.), con accesso a internet e a banche dati”. Hucare è stato reso possibile grazie a finanziamenti pubblici, pari a mezzo milione di euro, del Ministero della Salute e della Regione Lombardia. Tra i promotori anche due associazioni di volontariato (Medea onlus e Fondazione Calabresi) e l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), che ha organizzato il convegno di oggi. “Ogni anno in Italia circa 300mila persone sono colpite da tumore – afferma il prof. Carmelo Iacono, presidente Aiom -. Un corretto approccio terapeutico esige un’attenzione particolare al tema dell’umanizzazione. Hucare è un modello che potrà essere esportato anche in altri Paesi, si tratta di un’esperienza di assoluto livello. È infatti allo studio la possibilità di realizzare un progetto europeo basato sullo schema di Hucare per promuovere il percorso dell’umanizzazione in corsia coinvolgendo diverse nazioni. L’aiom è impegnata nella stesura delle prime Linee Guida per l’assistenza psico-sociale dei malati di cancro, con la collaborazione di autorevoli esperti internazionali”. La portata innovativa di Hucare è evidente: altri 30 centri hanno chiesto di poter partecipare a una fase successiva. “La Lombardia – continua il prof. Passalacqua - ha già istituito un corso obbligatorio sui temi del progetto per il personale di tutte le Aziende Sanitarie della Regione che sarà avviato in questo mese. Il nostro studio ha fornito metodologia e risultati utili a Ospedali, Enti di governo della sanità (Regioni, Ministero) e Associazioni scientifiche, per trasferire nella pratica interventi per il miglioramento dello stato psico-sociale dei malati”. Sono 5 gli obiettivi prefissati, a ciascuno dei quali corrisponde l’attribuzione di un bollino blu: corsi di formazione alla comunicazione per tutto il personale (medici e infermieri) ; applicazione sistematica di un percorso informativo e di supporto per i tutti i nuovi pazienti; utilizzo di una lista di “domande-chiave” che i malati possono rivolgere all’oncologo perché dispongano delle informazioni necessarie sulla neoplasia e sulle migliori terapie disponibili; un “infermiere di riferimento” dedicato ad ogni nuovo paziente che inizia un trattamento; rilevazione dello stato di ansia e depressione per tutti i malati grazie a un questionario validato ed eventuale consulenza psicologica (se indicata). Le strutture che hanno realizzato almeno 3 di questi obiettivi possono fregiarsi di un riconoscimento formale che attesta l’elevato standard nell’introduzione delle cure psicosociali. Infatti al termine del convegno Maurizio Bersani, Dirigente della Sanità lombarda e coordinatore della Commissione Oncologica, consegnerà ai centri un attestato che certifica il raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto. Tra i relatori due ricercatori internazionali, la dott.Ssa Luzia Travado, psiconcologa di Lisbona e membro dell’International Psycho-oncology Society e dell’executive board dell’Epacc (European Partnership for Action Against Cancer), e il prof. Jurgen Barth, psicologo dell’Università di Berna e fra i maggiori esperti nel campo della comunicazione medico-paziente. Interverrà anche la dott.Ssa Francesca Moccia, coordinatrice Nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato/cittadinanzattiva, a sottolineare la centralità del ruolo del paziente in questo processo. Il Convegno è reso possibile grazie al sostegno di Novartis. |
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SANITÀ: CONFERENZA DEI SINDACI DI MASSA E CARRARA: “DOPO LA CRISI, LA RINASCITA” |
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Carrara, 10 ottobre 2011 – “Ho sentito che qualcuno di voi ha usato la parola ‘rinascita’. E’ bello parlare di rinascita, dopo la crisi che questa Asl e questo territorio hanno attraversato. Oggi sono qui con voi per riprogettare e riorganizzare la sanità di questo territorio. Lasciamoci il passato alle spalle e recuperiamo il ruolo di indirizzo della politica”. L’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia ha partecipato il 6 ottobre alla Conferenza dei sindaci della provincia di Massa e Carrara, che si è tenuta nella sede della Asl 1 a Carrara, per stendere le linee programmatiche del nuovo Pal, il Piano attuativo locale che delineerà il futuro della sanità su tutto il territorio della Asl. Ai sindaci, che hanno riconosciuto che “la presenza dell’assessore sta a significare l’interesse della Regione per la situazione del nostro territorio”, Daniela Scaramuccia ha rappresentato la difficoltà di questo momento economico: “Negli anni passati il Fondo sanitario cresceva sempre, e la quota di crescita poteva essere utilizzata per aiutare i territori in difficoltà. Ora non è più così. Ci troviamo in una fase di cambiamento epocale. La sanità toscana quest’anno ha a disposizione 60 milioni in meno, e l’anno prossimo saranno altri 70 in meno. Nonostante questo, stiamo lavorando al nuovo Piano Sanitario e Sociale Integrato, per dare salute, e non solo servizi, a tutti i toscani”. Assessore, sindaci, e il direttore generale della Asl 1 Maria Teresa De Lauretis hanno concordato l’istituzione di una commissione che delineerà le proposte e gli scenari su cui costruire il nuovo Pal. “La commissione verrà istituita entro 10 giorni – ha detto Daniela Scaramuccia – Mi auguro che a breve ci si possa incontrare di nuovo tutti insieme per un progetto serio e condiviso, che metta al centro la salute e la sicurezza dei cittadini”. |
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CURE PALLIATIVE: GIUNTA FVG DECIDE DI RESISTERE AL RICORSO DEL GOVERNO |
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Trieste, 10 ottobre 2011 - La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha deliberato di autorizzare la costituzione in giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale per resistere al ricorso, presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, avverso alcuni articoli della legge regionale 10 dello scorso luglio, sugli "Interventi per garantire l´accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore". |
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MARCHE: NUOVO DIRETTORE DEGLI OSPEDALI RIUNITI.
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Ancona, 10 Ottobre 2011 - ´Opereremo scelte esclusivamente su base tecnica, come abbiamo sempre fatto e come abbiamo dimostrato anche recentemente, quando si e` trattato di rinnovare i vertici della sanita` marchigiana´. Lo afferma l´assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani, che replica alle considerazioni espresse dal vice coordinatore regionale del Pdl, on. Carlo Ciccioli, sulla nomina del nuovo direttore degli Ospedali Riuniti di Ancona. ´Nessun braccio di ferro e` in corso nelle stanze di Via Gentile da Fabriano ´ afferma l´assessore ´ Forse l´onorevole si riferiva alle manovre di qualche Palazzo dove governa il centro destra. In Via Gentile da Fabriano, invece, seguiamo rapporti corretti con l´Azienda ospedaliera e l´Universita`. Dei nomi che l´onorevole ha citato, francamente non si e` mai sentito parlare. E` certo, pero`, che non ci faremo condizionare nelle scelte, come abbiamo dimostrato procedendo alle nomine dei vertici sanitari, perche` opereremo senza condizionamenti politici, privilegiando esclusivamente le professionalita` e le esperienza in grado di mantenere elevata la qualita` dei servizi erogati dalla struttura ospedaliera. Quella dell´on. Ciccioli, pertanto, e` una polemica fuori tempo e fuori luogo, che non ha ragione di sussistere, nel momento in cui stiamo seguendo la via della corretta interlocuzione con l´Universita` di Ancona, in quanto la nomina va fatta d´intesa con l´Ateneo´. |
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SALUTE FVG: APPROVATE SPESE SOVRAZIENDALI PER 16.5 MILIONI |
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Trieste, 10 ottobre 2011 - Su proposta dell´assessore alla salute, integrazione sociosanitaria e politiche sociali, Vladimir Kosic, la Giunta regionale ha approvato una serie di spese sovraziendali per un ammontare di poco inferiore ai 16,5 milioni di euro. La parte più rilevante, 15,2 milioni, riguarda integrazioni negli importi a spese sovraziendali già indicate nel consolidato preventivo 2011. Tra esse vanno evidenziati l´integrazione delle risorse destinate al finanziamento del fondo assicurativo gestito dal Dipartimento Servizi Condivisi (per circa 11,5 milioni) e l´integrazione del finanziamento destinato alla copertura dei maggiori oneri per l´acquisto di farmaci ad alto costo (complessivamente 2.5 milioni, assegnati alle Aziende per i servizi sanitari n.4 "Medio Friuli" e n.1 "Triestina"). La quota rimanente, pari a un milione 275 mila euro, si riferisce a ulteriori spese sovraziendali. Con la delibera approvata oggi alcune, già individuate nei mesi scorsi, vengono confermate: si tratta ad esempio dello sviluppo e della conduzione dei registri regionali di patologia (tumori, malattie professionali, infortuni sul lavoro), del monitoraggio dell´obesità e del soprappeso in gravidanza e nell´età evolutiva, che fa parte del progetto nazionale "Okkio alla salute", e del supporto sanitario agli European Master Games, appena conclusi a Lignano. Tra le nuove voci figura in particolare un finanziamento al Centro Unico Validazione Biologica di Gorizia per l´effettuazione dei test sulla eventuale presenza del virus del Nilo occidentale nel sangue e negli emoderivati. Il provvedimento opera inoltre alcune modifiche in merito all´individuazione degli Enti gestori di alcune attività, al fine di ricondurne la gestione ad unitarietà: screening colon retto, progetto osservatorio delle dipendenze e progetti di formazione in materia di Aids. |
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SOLIDARIETA´: 19 FERITI LIBICI IN SICILIA PER ESSERE CURATI |
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Palermo, 10 ottobre 2011 - C´e´ anche un bambino di 7 anni tra i 19 libici feriti arrivati il 5 ottobre, alle 20, a Punta Raisi, a bordo dell´aereo dell´Aeronautica militare italiana che, in mattinata, aveva portato in Libia sette tonnellate e mezzo di generi alimentari, medicinali e un´ambulanza. I feriti saranno curati negli ospedali Civico, Villa Sofia e Cervello del capoluogo. Nell´iniziativa umanitaria coordinata dal dipartimento degli Interventi extraregionali della Regione siciliana, con la collaborazione dei Ministeri degli Affari esteri e della Difesa, sono stati coinvolti gli assessorati alle Risorse agricole e alla Salute, la Protezione civile e il Distretto della Pesca. I generi alimentari sono stati offerti dal Banco delle opere di Carita´ di Bagheria, dalla Prolat e dalla Cooperativa del latte di Ragusa e dalla Tomasello di Palermo, individuate e contattate dall´assessorato alle Risorse agricole e alimentari. L´ambulanza e´ stata donata dall´azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania all´assessorato alla Salute che l´ha messa a disposizione per la Libia, insieme con i medicinali. Gli aiuti sono stati consegnati dalla delegazione siciliana, guidata da Giovanni Tumbiolo, consulente per le relazioni internazionali dell´assessorato alle Risorse agricole e alimentari, al governatore di Tripoli, Abu Jair. Ad accogliere l´aereo all´aeroporto di Tripoli erano presenti anche il nuovo ambasciatore d´Italia, Giuseppe Buccino Grimaldi e il capo militare della regione, Shalgam che ha messo in contatto telefonico Tumbiolo con Mahmud Jibril, capo del governo provvisorio del Consiglio nazionale di transizione libico. "Jibril - dice Tumbiolo - ha voluto ringraziare il presidente Lombardo per il gesto di solidarieta´ compiuto dalla Sicilia nei confronti del popolo libico che si sente molto vicino ai siciliani. Ha invitato il presidente della Regione a Tripoli e ha espresso il desiderio di compiere una visita in Sicilia, non appena le condizioni lo permetteranno". In aeroporto, a Tripoli, era presente anche Ezzedine Franca, coordinatore del sistema sanitario della Libia, che, dice ancora Tumbiolo, "ha invitato in Libia l´assessore della Salute, Massimo Russo, per avviare forme di collaborazione tra i sistemi sanitari della Libia e della Sicilia". |
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SARDEGNA: ANCHE I CORSI OPERATORI SOCIOSANITARI DIMOSTRANO ATTENZIONE PER IL PROBLEMA DELL´OCCUPAZIONE |
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Cagliari, 10 Ottobre 2011 - "Non ho alcuna intenzione di sottovalutare la crisi occupazionale ed il malessere sociale che ne deriva. Anche i corsi per Oss (Operatori sociosanitari) dimostrano come la Regione non voglia attendere passivamente che arrivino tempi migliori”. E’ il commento dell’assessore regionale del Lavoro, Antonello Liori, annunciando l’avvio della procedura per la selezione dei partecipanti ai corsi per operatori sociosanitari organizzati dall’Assessorato. "Comprendo l’allarme lanciato dai sindacati, ma questi fatti confermano il ruolo attivo che la Regione vuole recitare nella crisi - ha proseguito l’assessore Liori - I corsi, che ho fortemente voluto prima come assessore della Sanità ora del Lavoro, sono stati pianificati - nonostante la contrarietà di una frangia sindacale - dopo aver verificato le esigenze del mercato, predisponendo appositi corsi di formazione con ben 1.600 posti disponibili. Una grande operazione formativa riservata ai disoccupati e l’enorme attenzione dimostra quanto fosse necessaria ed attesa. Sono arrivate 60.000 domande, anche se al netto di alcune richieste multiple riguarderanno circa 40.000 persone, sono lo specchio di quanto siano importanti le politiche attive per il lavoro che vengono incontro ai bisogni sociali. A questi corsi vanno aggiunti quelli che presto bandiremo specificamente per coloro che hanno avuto esperienze lavorative nell’assistenza domiciliare contemplata dalla legge 162. "Con soddisfazione voglio sottolineare - ha concluso l’esponente dell’Esecutivo - la scelta di trasparenza fatta in questa operazione, ulteriormente dimostrata anche dall’apertura pubblica delle domande, che sta avvenendo in questi giorni. Una selezione esclusivamente per titoli che riduce a zero la discrezionalità". |
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FUNZIONI SOCIO-ASSISTENZIALI DELEGATE: APPROVATO IL FINANZIAMENTO 2011 L´ASSEGNAZIONE RIGUARDA COMUNITÀ, COMPRENSORI E I COMUNI DI TRENTO E ROVERETO |
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Trento, 10 ottobre 2011 - Su proposta dell´assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi la Giunta provinciale ha deliberato il 7 ottobre di assegnare la somma di € 16.179.390,80 a favore delle Comunità di Valle già costituite, dei Comprensori e dei Comuni di Trento e Rovereto per far fronte ai costi di gestione derivanti dalle funzioni socio-assistenziali delegate, al netto delle quote già assegnate nell´ aprile 2011, degli avanzi di gestione derivanti dalla gestione 2010, nonché delle quote previste nel programma degli interventi a favore di soggetti non autosufficienti per l´anno 2011. Con la deliberazione n. 3179 approvata il 30 dicembre 2010, con cui venivano approvate le linee guida per la costruzione dei piani sociali di Comunità, successivamente modificata dalla deliberazione n. 556 del 25 marzo 2011, venivano tra l´altro identificate le attività socio-assistenziali di livello locale di competenza delle Comunità, distinguendole da quelle socio-assistenziali di competenza provinciale e dalle attività da ricondurre all´area dell´integrazione sociosanitaria così come previsto dalla legge provinciale n. 16 del 2010 in materia di tutela della salute in provincia di Trento. Con la deliberazione n. 556 del 25 marzo 2011 la Giunta provinciale ha approvato l´Atto di indirizzo e coordinamento a Comunità ed enti gestori avente per oggetto "Finanziamento, criteri e modalità d´esercizio delle funzioni socio-assistenziali di livello locale e delle funzioni delegate per l´anno 2011", quantificando l´ammontare provvisorio dei budget che si riferiscono alle tre tipologie di attività sopra citate. Con deliberazione n. 1791 del 19 agosto 2011, invece, è stato approvato l´ammontare definitivo dei budget per il 2011, della quota di copertura dei disavanzi inerenti la gestione delle attività in materia socio-assistenziale nell´anno 2010 da parte dei Comprensori che al 31 dicembre non risultavano ancora soppressi o da parte di Comunità il cui trasferimento di funzioni è avvenuto nel corso del 2010, in ragione dei mesi nei quali le funzioni socio-assistenziali erano interamente svolte in regime di delega, nonché della quota di fondo di riserva destinata all´incremento del budget per la gestione delle attività socio-sanitarie di livello locale. Con il provvedimento approvato oggi dall´esecutivo provinciale si è reso infine necessario assegnare a favore delle Comunità, dei Comprensori e dei Comuni di Trento e di Rovereto un ulteriore finanziamento pari ad € 16.179.390,80, secondo la ripartizione contenuta nel Pdf allegato al presente comunicato. In tal modo si è giunto ad un finanziamento complessivo pari a trenta milioni di euro, con erogazione diretta da parte della Regione a favore del Comprensorio Valle dell´Adige, del Comune di Trento e del Comune di Rovereto. Nel finanziamento assegnato al Comune di Trento sono ricompresi anche i 5mila euro necessari per coprire le spese delle attività formative all´interno della Casa Circondariale di Trento e finanziate dal Comune medesimo. |
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MILANO: AL PAC SI INAUGURA "SULLA SOGLIA", LA MOSTRA DI SILVIO WOLF |
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Milano, 10 ottobre 2011 - Il Pac apre l’autunno espositivo con la mostra “Silviowolf. Sulla Soglia”, a cura di Giorgio Verzotti, in programma dal 7 ottobre al 6 novembre. Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta dal Pac, la prima mostra personale in uno spazio pubblico italiano di Silvio Wolf, realizzata in esclusiva per il Padiglione d’Arte Contemporanea, fa parte delle iniziative organizzate in occasione della 7a Giornata del Contemporaneo, indetta per sabato 8 ottobre 2011 da Amaci Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiana, di cui il Pac è socio fondatore. Sette distinte sezioni espositive presentano la sintesi di trent’anni di attività artistica, in un percorso che pone il visitatore al centro di un’esperienza visiva e sensoriale: installazioni ambientali, opere fotografiche e videoproiezioni sono pensate come stazioni di un viaggio, nel quale la luce è l’elemento primario, espressione di un’arte che amplifica la percezione e gli stimoli sensoriali, ponendo il pubblico in una condizione “di ascolto”. La prima sezione presenta Light Wave, l’opera realizzata per la 53a Biennale di Venezia: la grandiosa scrittura di luce posta sulla soglia del percorso espositivo introduce alle successive stazioni di questo viaggio. Nelle tre sale seguenti si susseguono i cicli di opere fotografiche: Soglie (immagini simboliche di architetture), Orizzonti (astrazioni del linguaggio fotografico) e Icone di Luce (apparizione e scomparsa dell’oggetto- immagine), che affrontano le principali tematiche dell’artista nel medium fotografico. A compimento dell’intero percorso espositivo l’artista ha progettato, in collaborazione con Cinzia Bauci, contralto, e Pier Gallesi, musicista, la performance “La Via del Cuore”, nata come vera e propria ‘opera nell’opera’ che interpreta acusticamente e performativamente la grande opera-vetrata del parterre e che sarà presentata dal vivo nella serata di sabato 8 ottobre in chiusura della Giornata del Contemporaneo. |
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BELLINI, BOTTICELLI, POLLAIOLO CAPOLAVORI S/VELATI DA OMAR GALLIANI WORKSHOP E TAVOLA ROTONDA |
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Milano, 10 ottobre 2011 - Al Museo Poldi Pezzoli, dal 16 settembre al 23 ottobre 2011, è in corso la mostra Bellini, Botticelli, Pollaiolo. Capolavori s/velati da Omar Galliani. L’esposizione è una personale, affascinante lettura - o meglio reinterpretazione – dell’artista di tre delle “icone” assolute della casa-museo milanese: l’Imago Pietatis di Giovanni Bellini, il Compianto sul Cristo morto di Sandro Botticelli e il Ritratto di dama di Piero del Pollaiolo. A ciascuno di questi capolavori Omar Galliani dedica un “ dis/velamento” attualizzandoli nella contemporaneità del segno e della dimensione. “Omar Galliani è interprete estremamente raffinato, nella sua volontà di recuperare la tecnica del disegno degli antichi maestri, in particolare fiorentini, del Rinascimento. Con questa mostra – dichiara Annalisa Zanni, direttore del Museo Poldi Pezzoli – vogliamo proseguire nel percorso di dialogo tra le arti dal passato al contemporaneo, caro a Gian Giacomo Poldi Pezzoli, fondatore del nostro Museo”. A questo proposito, collateralmente alla mostra sono previsti un workshop e una tavola rotonda alla presenza dell’artista. Il workshop con gli studenti Mercoledì 12 ottobre, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, Omar Galliani incontra i giovani delle Accademie d’arte per condividere con loro i segreti della tecnica dell’antica arte del disegno. Partendo dallo studio dei classici rinascimentali e davanti alle opere, l’artista consegnerà agli studenti la sua esperienza del disegno contemporaneo, puntando l’attenzione sulla materialità delle opere stesse e sulla conoscenza delle tecniche utilizzate per realizzarle. L´eccellenza dell´alto artigianato del passato, caro al fondatore del Museo, si ritrova nelle opere di Omar Galliani, nella sua manualità e nel sapiente uso degli strumenti grafici. Un dialogo "dalla pagina della storia dell´Arte alla contemporaneità del Disegno senza tempo”, come dichiara Omar Galliani. Informazioni: Ingresso libero riservato agli studenti fino a esaurimento dei posti disponibili. La tavola rotonda: Dialogo tra le arti Giovedì 20 ottobre, dalle ore 11.30 alle ore 13.30, una tavola rotonda intende proporre una riflessione allargata sul dialogo tra l´arte del passato e l´arte del presente e tra le diverse espressioni della cultura artistica. Ne parleranno con il pubblico Omar Galliani, Lorand Hegyi, curatore della mostra, Fiorella Minervino, critico d´arte, i poeti Roberto Mussapi e Davide Rondoni e Annalisa Zanni. Www.museopoldipezzoli.it/ |
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EUART 2011- MODERN ART FROM THE COLD CONTINENT: 100 OPERE EUROPEE IN MOSTRA IN FLORIDA AL THE BROGAM MUSEUM IN ESPOSIZIONE ANCHE CINQUE OPERE DI DARIO BALLANTINI |
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Tallahassee, 10 ottobre 2011 - E’ stata inaugurata sabato 8 ottobre al The Brogan Musem di Tallahassee (un affiliato Smithsonian), la tappa americana della mostra itinerante Euart 2011, dopo l’anteprima di Milano organizzata lo scorso maggio a Palazzo Borromeo visitata da oltre 8 mila persone. Per il giorno 13 ottobre e’ invece previsto un omaggio agli artisti con un evento celebrativo alla presenza della First Lady della Florida Ann Scott. La rassegna toccherà varie città degli Stati Uniti. La prossima tappa sarà Miami all’Art Basel il prossimo mese di dicembre. Nella rassegna verranno esposte opere e installazioni di 18 artisti, tra cui alcuni selezionatissimi italiani, incluso Dario Ballantini, che si sono impegnati per un tributo espressivo agli Stati Uniti: Carla Abbondi, Hans-dieter Alhert, Andrea Amelung, Anca Danila, Vincenzo Armato, Dario Ballantini, Rossana Bartolozzi, Cesare Colombo, Roswhita Enzmann, Rehinard Frotscher, Sandra Gardlo, Karin Haussmann, Lim Jung Hee, Gustavo Maestre, Pietro Masturzo, Gabriele Middelmann, Giuliano Pecelli, Conny Roßkamp, Max Seiz and Kalina Svetlinski. Cento opere d’arte saranno messe in mostra a rotazione per testimoniare l’esuberanza dei nuovi trend internazionali, con un particolare riferimento all’arte italiana. La collezione è stata curata da Poliedro Gallery e Syrlin Kunstverein, che da sempre si occupano di fiere d’arte contemporanea internazionali, con il coordinamento di Ilaria Niccolini Production. “Dopo lo straordinario successo italiano che ha visto oltre 8 mila persone visitare la mostra Euart 2011 – afferma la produttrice della rassegna Ilaria Niccolini – siamo pronti a proporre la rassegna anche in America, certi del grande interesse che anche quest’anno potrà suscitare. La Florida ha dimostrato, infatti, negli ultimi anni di amare l’arte europea e quella italiana in particolare. L’interesse è alto nei confronti dei nostri artisti, sia affermati che esordienti. E’ quindi con grande entusiasmo che ci apprestiamo a inaugurare questa mostra che è in grado di coniugare con grande equilibrio tanti stili e filosofie differenti espressi con modalità via via diverse, dalla pittura alla scultura fino alle installazioni di luce”. |
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A CERVIA LA X EDIZIONE DELLA MOSTRA FESTIVAL DELLE ARTI DEDICATO AL 150° DELL’UNITÀ D’ITALIA |
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Cervia, 10 ottobre 2011 - A Cervia ormai da dieci anni, la stagione invernale apre con la mostra del Festival delle arti negli splendidi spazi degli antichi Magazzini del sale. Diventato negli anni un appuntamento irrinunciabile quest’anno il Festival delle arti ha scelto come titolo “Fratelli e Sorelle d´Italia”. Dal 18 ottobre, fino alla fine del mese, 60 artisti espongono le opere realizzate nel weekend estivo di giugno e ispirate ai 150 anni d’Italia. Organizzato dall’Associazione Culturale “Il Cerbero”, in collaborazione con il Comune di Cervia, con il patrocinio della Provincia di Ravenna e della Regione Emilia Romagna, il Festival delle arti è giunto alla sua decima edizione grazie anche a un successo di pubblico, conquistato anno dopo anno dall’identità della kermesse estiva e dell’altrettanto consueto appuntmento invernale che espone le opere degli artsti che si sono esibiti in quella occasione. Nel decennale del festival che quest’anno ha come titolo “Fratelli e Sorelle d´Italia”, l´evento si è allineato con lo spirito del nazionalismo che unisce l’Italia nei festeggiamenti dei 150 anni del Belpaese. Attraverso le opere e gli interventi di diversi personaggi e artisti ispirati al tema dell’Unità d’Italia, l´argomento “cultura” è stato intesa come capacità di ideare e costruire per capire meglio, insieme, il valore della “italianità”. La mostra Festival delle arti (aperta tutti i pomeriggi a ingresso gratuito) inaugura il 18 ottobre e rimane aperta fino al 30 ottobre. Dedicata alle arti visive è diventata, per turisti e residenti, un appuntamento fisso con l’arte e con l’opportunità di ragionare su quale opera acquistare in previsione dei regali di fine anno. Espongono 60 artisti provenienti da tutta Italia: Cinzia Baccarini, Giulia Martina Badessa, Alexandra Denise Baglio, Irene Balducci, Barbara Balestri, Carla Battisti, Marcella Belletti, Antonio Caranti, Silvana Cardinale, Barbara Casabianca, Silvia Casavecchia, Luisella Ceredi, Vanni Chiadini, Enzo Correnti, Gaia Cortesi, Roberta Dallara, Leda Dall’olio, Massimo Di Bartolomeo, Emilio Di Pasquantonio Barbara Donati, Nicoletta Donini, Gianfranco Eddone, Maria Feletti, Jonathan Giordani, Nives Guazzarini, Giancarlo Guidi, Ivan Hic, Alice Iaquinta, Luisa Magarò, Mauro Magri, Claudia Majoli, Massimo Marchetti, Mascia Margotti, Luciano Medri, Cinzia Montanari, Lietta Morsiani, Lorenzo Nardi, Fiorenza Paganelli, Alessandra Palestini, Fabrizio Pavolucci, Paolo Placci, Riccardo Resta, Ina Ripari, Stefania Rizzi, Laura Rondinini, Loretta Samorì, Ilse Sanftl, Andrea Scaranaro, Vincenzo Silvestroni, Giovanni e Renata Strada, Gianpiero Steri, Wilma Tassinari, Simone Tribuiani, Teresio Troll, Cathy Trolli, Edo Urbini, Raffaella Vaccari, Dea Valdinocci, Andrea Zaffi, Maddalena Zuddas. Www.ilcerbero.it/ |
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MOSTRA "MAX RADICIONI - 50 ANNI D´ARTE" INAUGURATA A BRUXELLES |
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Bolzano, 10 ottobre 2011 - L´espsozione itinerante "Max Radicioni – 50 anni d’arte" dedicata all´artista bolzanino è stata inaugurata, mercoledì 4 ottobre 2011, presso l´Ufficio dell´Euregio Tirolo-alto Adige-trentino a Bruxelles. È patrocinata dalle Province di Bolzano e di Trento e dalla Città di Bolzano. L’esposizione, di cui è curatore Juan Savari Platero, raduna i lavori più rappresentativi dell’artista e conta la presenza di una vasta gamma di dipinti, grafiche e lavori editoriali, mostra il percorso di Max Radicioni, attraverso i suoi cinquant’anni nell’arte. Il ciclo di eventi " Max Radicioni - 50 anni di arte" intende essere un omaggio che la città di Bolzano dedica a quest’artista che opera incessantemente dal 1961 ed occupa, con le 4000 opere e i 150 lavori pubblici realizzati nel suo mezzo secolo di carriera, un posto di prestigio nel quadro dell´arte mitteleuropea. Max Radcioni ha illustrato con le sue opere, libri di importanti artisti europei e belgi quali Theodore King e Anais Nin con i quali ha collaborato negli anni ´70. Alcune opere di Max Radicioni fanno parte della collezione del Museo de Ixelles / Bruxelles, rappresentando così l´Alto Adige nel cuore dell’Europa. In un arco temporale lungo tredici mesi per celebrare i cinquant´anni di attività di Max Radicioni, pittore, scultore e grafico bolzanino, uno dei pochi artisti dotati di credenziali storiche esclusive che si contano oggi nell´area culturale della Mitteleuropa, l´esposizione dopo essere stata a Bruxelles sarà mostrata in America Latina per fare poi ritorno in Italia nella primavera del 2012. La prima tappa sarà in Alto Adige (a Merano, nel mese di maggio), e successive tappe saranno rispettivamente a Milano (giugno 2012), Cortina d´Ampezzo (luglio 2012) e Bressanone (settembre 2012). Il tour si concluderà a Bolzano con data ancora da definire. La mostra in Rue de Pascale a Bruxelles rimarrà aperta fino a martedì prossimo, 11 ottobre 2011, dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00 (è gradita prenotazione telefonica allo 0032 2 743 2700/1). All´inaugurazione erano presenti presenza l’Onorevole Herbert Dorfmann, membro del Parlamento europeo, Vesna Caminades, Direttrice dell’Ufficio di Bruxelles della Provincia di Bolzano, Maurizio Dessalvi, responsabile dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles ed il curatore Juan Saravi Platero. |
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SPORT. RECUPERATI 600MILA EURO PER RIQUALIFICARE TRE PISCINE IN PERIFERIA DI MILANO |
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Milano, 10 ottobre 2011 - Seicentomila euro recuperati dal progetto del Museo dello Sport e destinati alla riqualificazione di impianti sportivi periferici. È la delibera, a firma dell’assessora allo Sport Chiara Bisconti, approvata oggi dalla Giunta. “Questi 600mila euro – commenta Chiara Bisconti – erano destinati al progetto del Museo dello Sport, voluto dall’Amministrazione precedente, che doveva essere realizzato negli spazi della piscina Cozzi. Certo, sarebbe bello avere un museo simile e la città ne sarebbe arricchita nella sua offerta culturale. Ma in questo periodo di crisi anche noi siamo costretti a fare i conti, come accade in una qualunque famiglia milanese. E prima di pensare a un nuovo progetto è doveroso intervenire con le poche risorse a disposizione dove c’è bisogno. Come appunto la riqualificazione degli impianti sportivi già esistenti, a cui verranno destinati questi 600mila euro, con il preciso intento di usarli per il recupero e la valorizzazione di tre piscine di periferia”. L’individuazione degli impianti sarà decisa dagli uffici dell’assessorato in base all’urgenza degli interventi di riqualificazione. |
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