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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 01 Marzo 2012
"FRONTIERS IN ELECTRONIC MATERIALS: CORRELATION EFFECTS AND MEMRISTIVE PHENOMENA"  
 
Aachen, 28 febbraio 2012 Un evento intitolato "Frontiers in electronic materials: correlation effects and memristive phenomena" si terrà dal 4 al 7 ottobre 2012 ad Aachen, in Germania. Un memristore è un componente elettrico passivo a due terminali progettato per essere un elemento circuitale nonlineare in cui una variazione di carica elettrica da luogo a una variazione di flusso magnetico. Gli scienziati sono riusciti a mostrare che vari materiali come gli ossidi metallici, i calcogenuri, il silicio amorfo, il carbonio e i materiali polimeri compositi con nanoparticelle presentano fenomeni memristivi. Negli ultimi anni sono emersi una moltitudine di insoliti fenomeni elettronici, che si verificano negli ossidi e nei calcogenuri superiori e hanno attirato l´attenzione della comunità di ricerca dello stato solido. I fenomeni riguardano la correlazione elettronica forte, la multiferroicità, gli effetti spintronici, gli stati elettronici topologicamente protetti, così come gli effetti inattesi alle eterointerfacce complesse. La conferenza riunirà i leader scientifici in questi campi interdisciplinari per discutere delle innovazioni e delle sfide nella ricerca fondamentale, nonché delle prospettive per future applicazioni. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Nature.com/natureconferences/fem2012/index.html    
   
   
CONFERENZA "SENSOR-BASED SORTING 2012" E WORKSHOP SUI RISULTATI DEL PROGETTO SATURN  
 
Aquisgrana, 1 marzo 2012 - La conferenza "Sensor-based sorting 2012" e il workshop sui risultati del progetto Saturn si terranno dal 17 al 19 aprile 2012 ad Aquisgrana, in Germania. In passato, lo sviluppo di nuove tecniche di elaborazione era influenzato da una particolare attenzione verso le materie prime minerali. I metodi di trattamento dei rifiuti, al contrario, erano sviluppati come un campo indipendente con specializzate tecnologie di trattamento per i materiali di scarto. Oggi molte macchine basate sui sensori sono disponibili per la lavorazione di materie prime primarie e secondarie. Man mano che l´applicazione di queste macchine per lo smistamento si espande, aumenta la rilevanza delle tecniche di smistamento basate sui sensori. L´evento metterà in evidenza le operazioni di smistamento che rilevano varie caratteristiche di materie di base usando una tecnologia di sensori intelligenti seguita dallo scarico selettivo delle particelle identificate positivamente. Il programma comprenderà presentazioni, una presentazione con diapositive e una mostra. La conferenza includerà anche un workshop sui risultati finali del progetto finanziato dall´Ue Saturn ("Sensor-sorting automated technology for advanced recovery of non-ferrous metals"). Sarà il workshop finale per la divulgazione dei risultati di un impianto di dimostrazione che ha avuto molto successo e che si occupa del recupero potenziato dei metalli non ferrosi dai materiali di scarto usando una tecnologia di smistamento basata sui sensori. A partire da agosto 2009, è stata installato a Salzgitter, in Germania, un impianto pilota di cui è stata fatta una dimostrazione e che è in funzione da ottobre 2009. Il progetto è riuscito a ottenere risultati significativi, come una purezza di oltre il 97% dell´alluminio recuperato. Questo innovativo procedimento di smistamento tramite sensori è adesso in fase di collaudo e ottimizzazione in condizioni di mercato reale. Il workshop si rivolge principalmente a chi gestisce i rifiuti, operatori e parti interessate del settore industriale, esperti e gestori dei rifiuti comunali. Per ulteriori informazioni, fare clic: qui Per maggiori informazioni sul progetto Saturn, visitare: http://www.Saturn.rwth-aachen.de/dissemination_activities.php    
   
   
12ª CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA SIMULAZIONE E GLI ESPERIMENTI DEL TRASFERIMENTO DI CALORE E LORO APPLICAZIONI  
 
Spalato, 1 marzo 2012 - La dodicesima conferenza internazionale sulla simulazione e gli esperimenti del trasferimento di calore e loro applicazioni (Heat Transfer 2012) si svolgerà dal 27 al 29 giugno 2012 a Spalato, in Croazia. Il trasferimento di calore ha giocato un ruolo importante in una varietà di nuovi campi applicativi, come ad esempio nello sviluppo sostenibile e nella riduzione dei gas serra, nonché nelle strutture micro e nanoscala e nell´ingegneria biomedica. Applicazioni recenti hanno riguardato principalmente la radiofrequenza e la dosimetria termica. La ricerca e lo sviluppo di metodi di simulazione per risolvere e capire i problemi di trasferimento di calore continuano ad essere importanti a causa della loro natura complessa e i diversi meccanismi. La conferenza sarà un forum per la presentazione e la discussione di argomenti avanzati, nuovi approcci e l´applicazione di innovativi metodi di calcolo avanzato e misure sperimentali riguardanti i problemi di trasferimento di calore e di massa. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Wessex.ac.uk/12-conferences/heat-transfer-2012.html    
   
   
VIGEVANO, SISTEMA ON-LINE UNISCE CITTADINI E P.A. BANDA LARGA FONDAMENTALE PER ACCEDERE AI SERVIZI  
 
Vigevano/Pv, 1 marzo 2012 - Un sistema che sfrutta le potenzialità della rete per estendere e rendere più accessibile la macchina amministrativa ai cittadini. È questo l´obiettivo dell´Accordo di collaborazione interistituzionale (Aci) siglato ieri a Vigevano (Pv) dall´assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione della Regione Lombardia Carlo Maccari e dal sindaco Andrea Sala. Il piano, denominato ´Innovi´, è risultato tra i 14 progetti finanziati da un apposito bando della Regione per lo sviluppo e la diffusione di strumenti digitali per l´accesso ai servizi delle Pubbliche amministrazioni. Abbattimento Delle Distanze - "Il progetto - ha spiegato l´assessore Maccari - ha ottenuto un finanziamento di 150.000 euro, che premia la capacità del Comune di Vigevano di mettere in rete le migliori competenze tecnologiche possibili, per cercare di avvicinare i cittadini alla Pubblica amministrazione. ´Innovi´ permette di abbattere la distanza tra l´utente e il lavoro degli uffici comunali". Il progetto racchiude un´anagrafe digitale e un sistema di gestione documentale, che permettono la creazione di un fascicolo di dati per ogni cittadino, oltre all´attivazione delle Reti Amiche, lo strumento innovativo che garantisce l´accessibilità ad alcune funzioni comunali tramite la Carta Regionale dei Servizi (Crs). Certificati In Tabaccheria - "Sicuramente Vigevano - ha commentato Maccari - non è all´anno zero in materia di digitalizzazione dei servizi. Il progetto è stato ritenuto meritevole anche perché riprende applicativi e le migliori esperienze già sviluppate da altre Pubbliche amministrazioni. E´ il caso del ´T-serve´, il servizio accessibile dalle tabaccherie per la richiesta di certificati, autorizzazioni, pagamenti di multe, passi carrabili e altri servizi di competenza comunale". L´accordo prevede inoltre l´implementazione di Sintel, la piattaforma di Regione Lombardia realizzata per memorizzare e conservare le procedure dei bandi di gara messi on-line. Sviluppo Delle Infrastrutture - "Siamo di fronte a una realtà già ben dotata di collegamenti con fibra ottica - ha concluso Maccari - con tutti gli edifici pubblici dotati di connessione veloce. E´ fondamentale che lo sviluppo delle infrastrutture digitali vada di pari passo con le idee e i progetti di innovazione che la Regione ha deciso di portare avanti per semplificare il più possibile l´approccio dei cittadini con la Pubblica amministrazione. Senza una rete tecnologica e una condivisione di conoscenze efficienti i progetti rischiano di rimanere solo sulla carta".  
   
   
CATASTO E LIBRO FONDIARIO, ECCO IL PROGETTO PER L´ASSE TECNOLOGICO TRA TRENTO E BOLZANO  
 
Trento, 1 marzo 2012 - Due poli tecnologici provinciali (Trento e Bolzano) a servizio dei 22 Uffici del Catasto e 22 Uffici del Libro Fondiario sul territorio regionale: questo è il sistema informativo integrato per la gestione del Libro Fondiario e del Catasto a cui Informatica Trentina e Informatica Alto Adige stanno lavorando e che, in un futuro ormai prossimo, dovrebbe garantire la continuità operativa dei sistemi. L’iniziativa, promossa da Informatica Trentina con Informatica Alto Adige, è stata presentata oggi nel quadro degli interventi al convegno “Sicurezza informatica nelle pubbliche amministrazioni” tenutosi al Tis di Bolzano. Lo sviluppo avrà una valenza regionale con l´obiettivo di garantire il reciproco supporto tra i sistemi informativi delle due Province Autonome di Trento e Bolzano. Si tratta di un "unicum" a livello nazionale, frutto del retaggio asburgico, che localmente rappresenta la definitiva valorizzazione - in chiave digitale - della realtà di fatto e di diritto del territorio regionale. La proposta di continuità operativa - ovvero di un ambito allargato - per il Libro Fondiario e Catasto è stata presentata quale esempio di collaborazione nell’ambito del convegno organizzato da Informatica Alto Adige, dalla Ripartizione Informatica della Provincia autonoma di Bolzano e da Digitpa, l’organismo nazionale che disciplina la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Tema centrale del convegno è stata la sicurezza informatica nelle Pubbliche Amministrazioni quale elemento strategico in grado di garantire continuità operativa dei servizi erogati ai cittadini ed alle imprese. Lo sviluppo della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, la crescita delle cosiddette “autostrade digitali”, lo sviluppo crescente dei servizi di eGovernment rende sempre più necessaria la garanzia di disponibilità continuativa dei servizi, presidiando e gestendo opportunamente eventuali criticità insorgenti. Le sorelle dell´Ict regionale - Informatica Trentina e Informatica Alto Adige - gestiscono un ingente il patrimonio informativo: a fine 2011 complessivamente sono circa un milione e duecentomila le unità immobiliari (670.000 in Trentino); circa un milione le planimetrie (470.000 in Trentino) e 2 milioni le particelle tra fondiarie ed edificiali (ca. 1.400.000 in Trentino). Annualmente, il numero di operazioni telematiche, via portale Openkat, ammonta a circa 7 milioni all’anno, di cui 4,5 milioni in Trentino. “Questi dati danno evidenza dell’estensione e della complessità sia di impianto sia di gestione dei sistemi, ma soprattutto fanno emergere la necessità di dare continuità al servizio, atteso che l’elevato utilizzo dei sistemi impone l’adozione di misure che salvaguardino la fruizione e la conservazione sicura di tale patrimonio” ha dichiarato Clara Fresca Fantoni, direttore generale di Informatica Trentina S.p.a., intervenendo al convegno “Sicurezza informatica nelle pubbliche amministrazioni” tenutosi oggi al Tis di Bolzano. Ecco allora l’obiettivo - come ha continuato Fresca Fantoni - di definire “una soluzione di continuità operativa ovvero di “Business continuity” implementata sui data center di Informatica Trentina e di Informatica Alto Adige, che permetta di garantire adeguati livelli di servizio per i sistemi del Catasto e Libro Fondiario delle due Province. La soluzione valorizza le infrastrutture esistenti nei due Data Center e li mette al riparo da possibili situazioni critiche (Disaster Recovery), così da permettere di minimizzare gli impatti di un potenziale evento negativo sull’erogazione dei servizi, garantendo la continuità delle attività per i servizi primari nei tempi stabiliti”. Gli interventi, moderati dal presidente di Informatica Alto Adige, Eros Magnago, sono stati aperti con i saluti del presidente della Giunta provinciale di Bolzano, Luis Durnwalder, che ha sottolineato in particolare la collaborazione tra le due Province in ambito Ict, e dell’Assessore all’Informatica della Provincia autonoma di Bolzano, Roberto Bizzo. La relazione di apertura dal titolo “La continuità operativa nelle Pubbliche Amministrazioni” è stata tenuta da Giovanni Rellini Lerz, responsabile Sezione Continuità operativa, Area progettuale Amministrazione Centrale di Digitpa. Il Codice Amministrazione Digitale prevede, quale novità di recente introduzione, che “in relazione ai nuovi scenari di rischio, alla crescente complessità dell’attività istituzionale caratterizzata da un intenso utilizzo dell’Ict, le pubbliche amministrazioni predispongono i piani di emergenza in grado di assicurare la continuità delle operazioni indispensabili per il servizio e il ritorno alla normale operatività” (art. 50 bis). Rellini Lerz ha sottolineato in particolare che “la continuità operativa non è un aspetto che riguarda solo la sicurezza, ma soprattutto la qualità del servizio”. Il tema è attuale e presenta notevoli margini di implementazione. Sempre Rellini Lerz: "Attualmente la Pubblica Amministrazione è abbastanza esposta a rischi di interruzioni non coperte da recuperi controllati”. Silvano Ongetta, Presidente Aiea, Associazione Italiana Information System Auditors, si è soffermato sul tema dell’”Audit informatico”, quale strumento adeguato a garantire la sicurezza dell’infrastruttura Ict e la continua disponibilità della stessa, evidenziando in particolare le diverse tipologie di minacce e relative conseguenze sia tangibili (finanziarie) sia intangibili (danno di immagine). Kurt Poehl, direttore Ripartizione Informatica, e Simonetta Maina, Responsabile del Servizio Sicurezza It, di Provincia autonoma di Bolzano hanno trattato il tema della sicurezza dei sistema informativi in ambienti complessi, come quello della Provincia di Bolzano, enfatizzando il ruolo del fattore umano quale elemento di forza del processo di sicurezza. Infine, Edwin Thomaseth, responsabile del reparto Reti e sistemi e Roberto Fabbri, Responsabile del Data Center, di Informatica Alto Adige hanno chiuso gli interventi riportando le proprie esperienze acquisite nell’implementazione della sicurezza informatica, presentando inoltre i servizi di business continuity.  
   
   
IL TERRITORIO DIGITALE PASSA ATTRAVERSO UN´AMMINISTRAZIONE APERTA A TRENTO UN CONVEGNO SUGLI OPEN DATA E SULLE PROSPETTIVE DELL´APERTURA VERSO L´ESTERNO DELLE BANCHE DATI PUBBLICHE  
 
 Trento, 1 marzo 2012 - Con la messa a disposizione – in modalità libera e riutilizzabile in tempo reale – di alcuni dati geografici, fino ieri accessibili solo dopo essersi autenticati sul web, la Provincia autonoma di Trento ha realizzato il primo esempio concreto in Italia di quello che gli esperti chiamano “open linked data”. L’apertura del patrimonio informativo pubblico della Provincia autonoma di Trento è stata al centro di un workshop che si è tenuto presso l’Aula Magna della Tsm, in via Giusti a Trento. “La scelta anticipatoria della Provincia autonoma di Trento – ha sottolineato Sergio Bettotti, Dirigente generale del Dipartimento Innovazione e Ict della Provincia – appare in linea con quanto di recente sta succedendo a livello nazionale, con l’approvazione dell’Agenda digitale per l’Italia di questi giorni". La Provincia autonoma di Trento è convinta che rendere disponibile e riusabile l’immenso patrimonio informativo pubblico rappresenta un volano non solo per costruire una nuova società, ma anche per dare impulso a una nuova imprenditorialità locale, e quindi ridare competitività all’intero sistema trentino. Non a caso, i temi scelti per questa prima apertura riguardano il territorio e l’ambiente, una risorsa importante per noi trentini e di notevole interesse per le aziende, che hanno da oggi la possibilità di riusarli e distribuirli creando nuove opportunità di business. "Tra i sei assi evidenziati dal documento nazionale – precisa Sergio Bettotti - si ritrovano appunto anche gli open data, come elemento di snellimento burocratico e impulso allo sviluppo dell’economia digitale, che finalmente anche in Italia è diventata una priorità di governo. In Trentino abbiamo quindi intrapreso una scelta strategica che ritroviamo a livello nazionale, iniziando un percorso di apertura del patrimonio informativo pubblico che, con la messa a disposizione di questi dati territoriali, mira a trasformare la nostra Provincia in una pubblica amministrazione aperta e a fare del Trentino un vero laboratorio digitale. Consapevoli che questo è un punto di partenza per la nostra provincia, e non certo un punto di arrivo”. L’incontro è stata l’occasione per illustrare a enti pubblici, imprese e centri di ricerca l’iniziativa provinciale, inquadrata nell’attività della Segreteria del Sistema Informativo Ambiente e Territorio e nel progetto per la realizzazione di un Geo-catalogo semantico, coordinato dall’Agenzia per l’Innovazione di Informatica Trentina. Ma affinché questo processo funzioni, e la messa a disposizione del patrimonio informativo pubblico contribuisca non solo ad aumentare la trasparenza e l’efficienza di una pubblica amministrazione, ma anche a creare impulso all’innovazione e alla competitività del territorio, non basta lavorare solo sugli aspetti tecnologici. E’ stato invece fondamentale adottare un approccio culturale nuovo per gestire questo cambiamento, e ragionare sul modo giusto di rendere disponibili le informazioni pubbliche: specificare i significati dei dati, presentare le relazioni tra loro, chiarire i requisiti che li contraddistinguono, renderli facilmente reperibili e integrabili in quanto conformi agli standard di riferimento. Solo così l’uso di tali informazioni, e la scelta della Provincia di renderle di pubblico dominio, risulta efficace e costruttiva. E solo così si è potuto dare voce in Trentino alla strategia per l’innovazione adottata dalla Provincia e rispondere a quanto suggerito dalla manovra economica-finanziaria del 2012, che già aveva riconosciuto nella messa a disposizione del patrimonio informativo pubblico un tassello fondamentale per ridare competitività al nostro territorio. Come primo ambito di diffusione di dati pubblici la Provincia ha infatti scelto alcuni tematismi del Sistema Informativo Ambiente e Territorio - Siat, fondamentali per una corretta gestione del nostro territorio. Si tratta di 161 voci, il 40% circa sul totale gestito in questo settore, che vanno dal piano urbanistico provinciale al piano di utilizzazione delle acque pubbliche (Pguap), dall’idrografia alle valanghe. Questo perché la segreteria Siat, istituita presso il Dipartimento provinciale per l’innovazione, si connota già oggi per aver adottato un’organizzazione trasversale di coordinamento e di definizione di regole e strategie in ambito territoriale, che ha consentito di affrontare questo importante passaggio. L’approccio sistemico adottato dalla segreteria Siat, e sostenuto dal Dipartimento anche in altri domini, ha consentito la maturazione di una notevole esperienza nel trattamento di dati e informazioni territoriali da condividere ed uniformare a partire da un panorama variegato e differenziato come modalità di raccolta, trattamento e uso, nel rispetto delle singole competenze degli attori coinvolti. Grazie a questa iniziativa gli interessati potrannno collegarsi al sito dedicato – www.Territorio.provincia.tn.it – e sotto la voce Siat - “Ricerca nel geo-catalogo” accedere in maniera diretta a questa parte del patrimonio informativo della Provincia, consultarlo e scaricare le informazioni ricercate, da usare poi liberamente. Il Geo-catalogo semantico, nato come progetto innovativo che vede la collaborazione di aziende, centri di ricerca e pubblica amministrazione, rappresenta lo strumento che classifica, descrive e consente di ricercare informazioni relative a geo-dati e geo-servizi. A coordinare l’incontro è stato Roberto Bona, Dirigente della Direzione Innovazione di Informatica Trentina, che ha ricordato l’importanza del ruolo dell’innovazione quale strumento che permette di accelerare e anticipare i processi di cambiamento della pubblica amministrazione. “I dati aperti – ha infatti spiegato Isabella Bressan, che ricopre l’Incarico Speciale in materia di Innovazione presso la Direzione generale della Provincia autonoma di Trento – hanno trovato ampio spazio nella manovra finanziaria della Provincia e sono considerati strategici per stimolare l’innovazione e di conseguenza la competitività nel nostro territorio. Una scelta in linea con la strategia Europa 2020, che parla di crescita intelligente, crescita sostenibile e crescita inclusiva come perni per rilanciare l’economia dell’Europa. E quando l’Europa parla di crescita intelligente – ha aggiunto la Bressan - si riferisce alla crescita di conoscenza, quindi anche di informazioni e dati che devono essere aperti, disponibili, trattati secondo standard condivisi e riusabili”. Inoltre, è stato dato spazio anche a un primo esempio concreto di riuso di tali dati per lo sviluppo di nuovi business economici. L’iniziativa si chiama Spaziodati (www.Spaziodati.eu) ed è promossa da un gruppo di imprenditori toscani che hanno scelto “il Trentino perché territorio all’avanguardia nel contesto italiano sul tema degli open data”, come ha sottolineato Michele Barbera, di Spaziodati. “Noi funzioniamo come autostrada degli open data – ha spiegato Barbera – che stanno aumentando e crescendo nel mondo ma che oggi sono ancora sparsi in luoghi diversi, strutturati con modelli e standard differenti. La nostra idea è quella di aggregare tali dati, pulirli e redistribuirli in una forma facilmente usabile per produrre nuove applicazioni. Noi ci proponiamo, in sintesi, come facilitatori di innovazione fatta da altri”.  
   
   
LSI PRESENTA IL PROCESSORE DI COMUNICAZIONE AXXIA AD ALTA INTEGRAZIONE PER L´ACCELERAZIONE DELLA LARGHEZZA DI BANDA MOBILE  
 
Milpitas, California, 1 marzo 2012 – Lsi Corporation ha annunciato il lancio di Axm2500, l´ultimo nato della famiglia di processori di comunicazione Axxia. Progettato per l´accesso wireless e applicazioni di backhaul mobili, il processore altamente integrato Axm2500 unisce in un unico dispositivo la gestione del traffico, funzionalità di sicurezza ed elaborazione pacchetti, la funzione di bridging di uno switch Ethernet e le funzionalità di trasporto e interconnettività di rete di un processore multiservizio. Con il sempre maggiore utilizzo della larghezza di banda mobile dovuto alla diffusione di tablet e smartphone e la transizione delle reti da 2G/3g a Lte e Lte Advanced, gli operatori sono alla ricerca di soluzioni economiche ed efficienti da un punto di vista energetico per trasbordare le applicazioni backhaul dai sistemi legacy alle reti basate su Ip. Le reti backhaul mobili gestiscono il traffico tra le stazioni di base della telefonia cellulare e il cuore della rete cablata e si trovano sempre più sotto pressione a causa del continuo incremento del traffico su banda larga mobile. Progettato per applicazioni mobili, quali unità a microonde per installazioni indoor e outdoor, cell site router, backhaul e nodi per il trasferimento di pacchetti, il processore di comunicazione Axm2500 offre: Basso consumo energetico e requisiti di spazio ridotti, grazie all´integrazione di funzioni di elaborazione pacchetti, sicurezza e switching che garantiscono una maggiore protezione e più funzionalità; Flessibilità e prestazioni deterministiche programmabili mediante la combinazione di processori Powerpc 476Fp e motori di accelerazione hardware Lsi; Compatibilità software con l´intera famiglia di prodotti Axxia, per consentire il riutilizzo del software per un´ampia gamma di soluzioni. "I provider di servizi stanno rapidamente migrando verso backhaul basati su Ip per tagliare i costi e incrementare le capacità", ha affermato Noy Kucuk, vice presidente, marketing, Networking Components Division, di Lsi. "Parallelamente, il rapido sviluppo della banda larga mobile sta rendendo sempre più pressante la necessità della distribuzione di intelligence all´interno della rete. Il processore integrato Axm2500 è in grado di rispondere a tutte queste esigenze." L´axm2500, realizzato in tecnologia da 28nm, presenta funzionalità di sicurezza ottimizzate, grazie al sistema di protezione su chip. L´integrazione di funzionalità di sicurezza direttamente nel processore di comunicazione incrementa la solidità del sistema, riducendo i possibili punti di attacco. "Contenere i costi, rispondendo alle sempre maggiore richiesta di larghezza di banda mobile, è diventata una vera e propria sfida", ha dichiarato Mark Hung, direttore della ricerca di Gartner. "Gli operatori potranno sfruttare soluzioni Ic maggiormente integrate per i sistemi di infrastruttura mobile, in quanto in grado di ridurre i costi con il passaggio alle reti 4G". Il processore di comunicazione Axm2500 di Lsi sarà disponibile per i produttori di reti a partire dal secondo trimestre del 2012. Tutte le informazioni sul nuovo prodotto saranno disponibili presso l´Hospitality Suite Av76 di Lsi, al Gsma Mobile World Congress di Barcellona, Spagna, dal 27 febbraio al 1 marzo. Lo stand di Lsi si trova a metà del viale principale, in prossimità dell´attraversamento tra il cortile e il padiglione 8 della fiera. Www.lsi.com    
   
   
TRENTO: BORSE DI STUDIO PER STUDENTI UNIVERSITARI DI MEDICINA E DELL´AREA SANITARIA  
 
Trento, 1 marzo 2012 - L´opera Universitaria ha aperto un bando di concorso per il conferimento di borse di studio, finanziate dalla Provincia autonoma di Trento, a favore di studenti che risiedono in provincia di Trento e che nel corrente anno accademico 2011-2012 frequentano corsi di laurea triennale o specialistica biennale delle professioni dell´area sanitaria, ovvero il corso di laurea in medicina e chirurgia. Le domande potranno essere presentate entro il prossimo 9 marzo 2012 solo online, seguendo la procedura indicata nel sito www.Operauni.tn.it. Le modalità per la presentazione delle domande sono definite nel bando per il conferimento delle borse scaricabile dal sito internet www.Operauni.tn.it. L´accesso alle borse è legato sia alla valutazione del merito del richiedente sia alla condizione economica del nucleo familiare di appartenenza. Le informazioni relative al bando stesso possono essere richieste inviando una email a info@operauni.Tn.it, oppure rivolgendosi direttamente allo Sportello Info studenti dell´Opera a Trento, in Via Santa Margherita 13.  
   
   
LIGURIA: ISTITUTO BRIGNOLE, AVANTI CON LA GARA PER INDIVIDUARE NUOVO ENTE GESTORE IL MANCATO ACCORDO CON I SINDACATI NON PREGIUDICA LA GARA ENTRO L’ESTATE  
 
Genova, 1 marzo 2012 - "Il mancato accordo con le organizzazioni sindacali non pregiudica la gara che verrà fatta entro l´estate per individuare il nuovo partner per la gestione mista pubblico-privata dell´Istituto Brignole". Lo hanno detto gli assessori alle politiche sociali di Regione Liguria e Comune di Genova, Lorena Rambaudi e Roberta Papi al termine dell´incontro odierno con le organizzazioni sindacali e la presidente dell´Istituto, Paola Cermelli. Una riunione che doveva servire a siglare l´intesa con i lavoratori, propedeutica all´avvio della gara, ma che ha registrato un nulla di fatto. "Le difficoltà emerse – hanno spiegato i due assessori – non sono state di ordine politico, ma relative ad un unico punto riguardante l´inserimento di uno specifico contratto per i lavoratori. Una clausola giudicata però dai consulenti legali illegittima". "Fino ad oggi – hanno chiarito Rambaudi e Papi – è stato portato avanti un percorso importante che purtroppo non è sfociato in un accordo a causa della richiesta di applicazione di un particolare contratto socio-sanitario che non può essere imposto al nuovo gestore. Abbiamo comunque garantito le applicazioni di tutte le salvaguardie per i 220 lavoratori attuali, ma il nostro interesse è quello di assicurare un futuro al Brignole e ai servizi garantiti per i 400 anziani della città e tutelarlo nella sua veste pubblica che oggi è fortemente a rischio di fallimento". Gli assessori auspicano "che si possa superare al più presto l´empasse con i lavoratori nella convinzione che i nostro obiettivi sono quelli delle organizzazioni sindacali e cioé della tutela del lavoro".  
   
   
YOUNG ALLEATO STUDENTI, SCUOLE E FAMIGLIE  
 
Torreano di Martignacco, 1 marzo 2012- - "Va inteso come un alleato degli studenti, delle scuole e delle famiglie" la sesta edizione di "Young future for you", il salone che presenta ai giovani opportunità di studio e di contatto con il mondo del lavoro, aperto stamane nel quartiere fieristico di Torreano di Martignacco dall´assessore regionale all´Istruzione, Università e Ricerca del Fiuli Venezia Giulia, Roberto Molinaro. "La Regione c´è - ha precisato l´assessore nell´intervento inaugurale - ed è presente con due realtà significative, che dimostrano l´attenzione nei confronti della componente giovane della nostra comunità". La prima delle due rappresentanze regionali a ´Young´ - evento fieristico che rimarrà aperto fino al 3 marzo ed è caratterizzato da un fitto programma di eventi, tutti rivolti ai giovani - si può definire ´storica´ secondo Molinaro ed è quella inerente ai servizi per l´orientamento. In uno stand nel quale viene presentata l´attività di supporto che i Centri regionali svolgono nel corso dell´anno a favore dei ragazzi e delle loro famiglie, nella scelta del percorso formativo che meglio risponde alle loro personali inclinazioni e attitudini. La novità di quest´anno, che rende ancor più interessante l´azione della Regione a favore dei giovani, come ha rilevato l´assessore è costituita dallo stand "www.Giovanifvg.it". "Attraverso un linguaggio adatto alle nuove generazioni, che è anche quello del web - ha soggiunto Molinaro - vengono prospettate le varie opportunità che l´Amministrazione del Friuli Venezia Giulia mette loro a disposizione". Tra le quali, l´assessore ha citato l´accordo tra Governo e Regione, che rende disponibili 1,3 milioni di euro a sostegno di progetti che hanno i giovani per protagonisti. Molinaro ha concluso ricordando che è al momento in discussione, nella sede del Consiglio regionale, la nuova legge per l´autonomia dei giovani, attraverso la quale l´Amministrazione intende fare un salto di qualità nella definizione delle politiche giovanili, definendo iniziative e azioni mirate per accompagnare i giovani verso la vita adulta. In precedenza, l´assessore aveva partecipato al ´talk show´ inaugurale, aperto dal saluto del direttore di Udine e Gorizia Fiere, Maurizio Tripani e al quale hanno partecipato il direttore generale dell´ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame, il presidente della Fondazione Crup, Lionello D´agostini, il sindaco di Udine, Furio Honsell, Giorgio Colutta, e Adriano Medeot, in rappresentanza, rispettivamente, delle Camere di commercio di Udine e di Gorizia, Chiara Cristini, ricercatrice senior dell´Agenzia regionale del lavoro. Moderatore Stefano Padoan, consulente per lo sviluppo personale e professionale. Gli intervenuti hanno espresso ai numerosi giovani presenti le opportunità che le diverse componenti della società offrono ai ragazzi, per favorire il loro traghettamento verso il lavoro e le professioni.  
   
   
AMBIENTE: COSA PENSATE DEGLI OSPITI INDESIDERATI?  
 
 Bruxelles, 1 marzo 2012 – Vi sono numerosi casi di specie animali e vegetali che introdotte in un ambiente diverso dal loro vi proliferano in modo così rapido da diventare una minaccia per la diversità biologica. Nel passato l’introduzione di alcune specie in origine “non autoctone”, come il pomodoro o la patata, non ha dato luogo ad alcun problema. Tuttavia l’attuale diffusione nel nostro ambiente di numerose altre specie, come le oche del Canada, la rana toro americana, il poligono del Giappone, l’alga marina Caulerpa, costituisce una minaccia per la fauna e la flora autoctone, oltre a causare notevoli danni all’ecosistema e alla biodiversità. Queste “specie esotiche invasive” possono inoltre rappresentare un pericolo per la salute pubblica, danneggiare le colture e gli allevamenti e avere gravi conseguenze economiche. La Commissione europea sta valutando diverse modalità per arginare il problema, anche mediante un nuovo strumento legislativo specifico, e ha lanciato una consultazione in linea al fine di ricevere pareri sul modo più efficace per affrontare la questione. Entro la fine dell’anno la Commissione presenterà una proposta che terrà conto dei risultati di detta consultazione. Janez Potočnik, Commissario per l’Ambiente, ha dichiarato: “Il costo dei danni causati da specie invasive al nostro capitale naturale è valutato a 12 miliardi di Eur ogni anno. È giunto il momento di trovare una risposta politica efficace a questa crescente minaccia.” Ad oggi nell’ambiente europeo sono state rilevate oltre 11 000 specie esotiche e di queste una percentuale che varia dal 10% al 15% è divenuta invasiva. Le misure in vigore per evitare la penetrazione e la diffusione di queste specie invasive sul nostro territorio sono frammentate e insufficienti per diminuire i rischi in modo significativo. La Commissione sta pertanto cercando di colmare questa lacuna grazie a un approccio, che corrisponde a quello proposto dalla convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, basato su tre pilastri: in primo luogo, la prevenzione; quindi il rilevamento precoce e la reazione rapida; infine l’eradicazione o la gestione della presenza di specie invasive al fine di ridurne gli effetti negativi. La consultazione in linea è attuata al fine di ricevere pareri sulle modalità per adeguare detto approccio alla realtà sul terreno e concerne temi come le eventuali restrizioni commerciali, i sistemi di etichettatura, i meccanismi di sorveglianza, le misure di eradicazione e il ripristino degli ecosistemi danneggiati. Nell’ambito della consultazione le parti interessate (singoli cittadini, comparto industriale e rappresentanti dei consumatori, gruppi di interesse, Ong e autorità nazionali) sono invitate a comunicare i rispettivi pareri entro il 12 aprile 2012. Contesto - L’introduzione di specie esotiche è conseguenza di un’azione umana, volontaria o accidentale. Se numerose specie introdotte apportano notevoli benefici alla società e alla nostra economia, altre perturbano l’equilibrio degli ecosistemi e proliferano in modo estremamente distruttivo. La zanzara tigre di origine asiatica ad esempio, che trasmette il virus della “dengue”, entra nel nostro territorio sotto forma di uova attaccate ai pneumatici, mentre l’introduzione di organismi acquatici nocivi per l’ambiente marino avviene in genere tramite l’acqua di zavorra delle navi. L’afflusso di specie esotiche dovrebbe crescere dato che scambi e viaggi continuano ad aumentare. Si ritiene che questo problema costituisca la seconda minaccia in ordine d’importanza per la biodiversità, dopo la perdita di habitat. Sulla biodiversità mondiale pesano attualmente gravi rischi, a causa di numerosi pericoli spesso generati dalle attività umane e aggravati dal cambiamento climatico. La biodiversità è alla base di un flusso di beni e servizi collegati agli ecosistemi (prodotti alimentari, carburanti, fibre, qualità dell’aria, portata e qualità dell’acqua, fertilità del suolo, ciclo dei nutrienti) e costituisce un elemento essenziale del benessere umano. Eppure circa due terzi dei servizi collegati agli ecosistemi nel mondo sono in declino. Nell’unione europea questo declino è evidenziato dal crollo degli stock ittici, dal diffuso degrado del suolo, dai gravi danni provocati dalle inondazioni e dalla scomparsa della flora e della fauna selvatiche. Per ulteriori informazioni: Al fine di partecipare alla consultazione, collegarsi al sito: http://ec.Europa.eu/environment/consultations/invasive_aliens.htm  
Per maggiori informazioni sulle specie esotiche invasive, consultare il sito: http://ec.Europa.eu/environment/nature/invasivealien/index_en.htm  
 
   
   
STRATEGIE CONTRO L’INQUINAMENTO DEI CORPI IDRICI, DUE GIORNI DI CONVEGNO  
 
Firenze, 1 marzo 2012 – Come, quando e perché creare aree a ridosso di fiumi e laghi dove l’acqua possa posarsi e rilasciare così i nutrienti in eccesso in modo da evitare la fioritura d’alghe e l’impoverimento d’ossigeno dei corpi idrici. E’ il tema delle due giornate dal titolo “Le fasce tampone come strategia per la riduzione dell’inquinamento dei corpi idrici” che si svolgeranno l´ 1 e 2 marzo, presso l’Auditorium del Consiglio regionale, via Cavour 4. Numerosi gli interventi in programma, tra i quali quelli di studiosi, ricercatori, rappresentanti di istituzioni e consorzi. La prima giornata, domani, che si apre alle 9,30 sarà conclusa alle 17.00 dall’intervento dell’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori. I lavori poi proseguiranno venerdì con apertura alle 9,15 e chiusura alle 16.30.  
   
   
MOLISE: CORPO FORESTALE DELLO STATO, NUOVO SISTEMA DI CONTROLLO PER LE UTILIZZAZIONI BOSCHIVE  
 
Campobasso, 1 marzo 2012 - In merito alla messa a punto da parte del Comando regionale per il Molise del Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con il Servizio di tutela forestale regionale, di un innovativo sistema di controllo per le utilizzazioni boschive, il Presidente della Regione Michele Iorio ha dichiarato: «La Regione Molise ritiene di grande rilevanza il proprio patrimonio forestale che, secondo i dati dell´ultimo inventario forestale, è cresciuto in un ventennio di circa 20.000 ettari (più 13 %). Tale patrimonio costituisce una risorsa territoriale, naturalistica e paesaggistica di primaria importanza che occorre tutelare maggiormente. Il progetto sperimentale elaborato dal Corpo Forestale dello Stato, d´intesa con la Regione Molise, per la catalogazione e la georeferenziazione telematica delle utilizzazioni boschive, rappresenta un´innovazione tecnologica d´avanguardia a livello nazionale. La lodevole iniziativa rafforza il legame di collaborazione tra la Regione Molise e il Corpo Forestale dello Stato, cui esprimo, per il tramite del Comandante regionale Nazario Palmieri, vivo plauso per l´operato profuso nella tutela e salvaguardia del patrimonio ambientale regionale».  
   
   
ACQUE SOTTERRANEE: GIUNTA PUGLIESE APPROVA DIRETTIVE SU PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI  
 
Bari, 1 marzo 2012 - La Giunta regionale pugliese ha approvato le direttive sui procedimenti amministrativi in materia di acque sotterranee, alla luce della necessita di uniformare l´attività amministrativa in materia sull´intero territorio regionale. Lo rende noto l´assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, relatore del provvedimento. La vigente disciplina in materia di ricerca ed utilizzazione delle acque sotterranee, infatti, presenta una particolare complessità in ragione di un mancato coordinamento tra le norme di settore di carattere regionale e nazionale ed in parte anche in ragione di una ripartizione dei compiti tra gli Enti che a vario titolo sono stati nel tempo coinvolti nel procedimento. Inoltre, a partire dal primo gennaio 2011, le funzioni in materia di autorizzazioni e concessioni di acque sotterranee sono state trasferite alle Province, circostanza che ha comportato che medio tempore due uffici, uno regionale e l’altro provinciale, siano stati transitoriamente preposti alle medesime attività nella materia trasferita, con l’adozione di provvedimenti che, in alcuni casi, siano stati affrontati e conclusi in modo differente. Le direttive di indirizzo approvate riguardano il rinnovo delle concessioni la cui istanza sia stata presentata in ritardo, le procedure di rinnovo e/o sanatoria di pozzi nelle aree interessate da contaminazione salina, la necessità di installare le apparecchiature di misurazione e controllo delle portate, i canoni, le sanzioni amministrative e la chiusura dei pozzi e la concessione del carburante agricolo. Alla luce dell´evidente interesse pubblico e strategico dell´attività agricola e della carenza di fonti irrigue alternative, la delibera riscontra istanze pervenute finalizzate alla riduzione delle conseguenze negative, in particolare a causa del diniego opposto dagli Uffici Provinciali alle istanze di rinnovo di concessione presentate in ritardo oppure al diniego opposto dagli Uffici comunali al rilascio del carburante agricolo per le utenze la cui concessione in sanatoria o rinnovo della stessa siano in itinere. Con riferimento alla prima problematica dunque, è comunque concesso il prelievo di acqua dai pozzi nei casi in cui vi siano particolari ragioni di interesse pubblico, previo pagamento da parte dell´utente di una sanzione amministrativa. Inoltre, gli uffici provinciali, in caso di concessioni scadute e di assenza dell’istanza di rinnovo, prima di emanare i provvedimenti finalizzati alla chiusura dei pozzi, devono procedere a diffidare l’utente. Le direttive indicano inoltre le procedure di rinnovo e/o sanatoria dei pozzi che si trovano nelle aree interessate da contaminazione salina e sanciscono l´obbligo al pagamento della sanzione amministrativa nel caso di violazioni delle norme e di contravvenzioni al provvedimento di concessione. In materia di demanio idrico infatti, l’utilizzazione delle acque pubbliche è soggetta al pagamento dei canoni e alle sanzioni amministrative per le violazioni e contravvenzioni. Inoltre, qualora l’utente non corrisponda i canoni o non paghi le sanzioni, previa diffida e attivazione delle procedure di legge, è prevista la chiusura dell’utenza. Ancora, la Giunta ha deliberato che, poiché sono pervenute varie richieste per eliminare dai provvedimenti concessori l’obbligo alla installazione di apparecchi di misura e controllo delle portate, in quanto gli stessi sono soggetti a continui furti, comportando danni per gli agricoltori e rendendo vani i controlli per la tutela della falda, secondo quanto previsto dal Piano di tutela delle acque, l’installazione di misuratore delle portate è imposta soltanto quando non sia possibile determinare in forma deduttiva i volumi estratti mediante i consumi energetici ( consumi elettrici, gasolio, ecc. ). Infine, le direttive indicano che gli uffici comunali non possono negare il carburante agricolo in pendenza del rilascio del provvedimento concessorio in sanatoria, o del rinnovo di concessione. La legge infatti, prevede che l’utilizzazione possa proseguire, fermo restando l’obbligo al pagamento del canone per l’uso effettuato dell’acqua pubblica.  
   
   
MONTAGNA:VENERDI´A SULMONA CONVEGNO SU PROSPETTIVE APPENNINO  
 
Pescara, 1 marzo 2012 - L´assessore alle Riforme Istituzionali, Carlo Masci, interverrà venerdì 2 marzo, (ore10.00, Abbazia di S. Spirito al Morrone) all´incontro- seminario dal titolo "Come cento piccole capitali dei monti.Esperienze e prospettive dell´Appennino abruzzese" . L´evento, organizzato dalle Comunità Montane Peligna e Alto Sangro, nell´ambito del progetto pilota "Abruzzo è Appennino",finanziato dalla Regione Abruzzo con i fondi della L.r. 18.05.2000, n.95, intende svolgere un´analisi della complessa realtà delle zone montane e riflettere sulle possibilità di sviluppo delle stesse, muovendo dalla considerazione che il ritardo nello sviluppo economico e sociale è anche conseguenza di una cultura che non promuove lo spirito d´iniziativa e non valorizza lo spirito d´appartenenza.Coordinerà gli interventi, Filomena Ibello, direttore regionale del settore Riforme istituzionali, Bilancio ed Enti Locali.interverranno al forum personaggi rappresentanti dei diversi settori produttivi.  
   
   
RIFORMA CONSORZI BONIFICA. VENDOLA:"FINALMENTE SI TORNA ALLA GESTIONE ORDINARIA"  
 
Bari, 1 marzo 2012 - “Grande soddisfazione per il lavoro svolto prima in commissione competente e poi oggi in Consiglio regionale, grazie anche al senso di responsabilità della minoranza, sulla legge di riforma dei consorzi di bonifica” è stata espressa dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Commentando l’approvazione della riforma, Vendola ha parlato di “una legge in gestazione da più di 15 anni che consentirà finalmente di recuperare un ritardo sulla organizzazione e sulla gestione in autogoverno dei consorzi di bonifica, alcuni dei quali (quattro su sei) sono commissariati da circa 10 anni. Oggi – ha continuato Vendola - consegniamo a tutti gli attori istituzionali la possibilità di tornare alla gestione ordinaria dei consorzi. Solo in questo modo infatti si può lavorare per una agricoltura che deve avere a disposizione mezzi sempre più efficaci e innovativi e per un sistema di tutela del territorio che va governato nell’interesse collettivo. Resta ancora da percorrere - ha concluso Vendola - un ultimo pezzo per completare l’iter della riforma che ci deve consentire di affrontare e risolvere le problematiche relative ai dipendenti e alla debitoria pregressa”. Vendola infine ha voluto ringraziare l’assessore competente Dario Stefàno per lo “straordinario lavoro svolto con grande tenacia, pazienza e competenza, un lavoro che ha reso possibile la riscrittura di una pagina fondamentale per il mondo agricolo e per i cittadini pugliesi”.  
   
   
DISCARICA FANGHI; DE FILIPPO: "PRONTI A COSTITUIRCI IN GIUDIZIO"  
 
Potenza, 1 marzo 2012 - In relazione a notizie di stampa relativa a una asserita inchiesta della Magistratura avente a oggetto un illecito smaltimento di fanghi di perforazione a Tempa Rossa, il Dipartimento Ambiente fa alcune precisazioni. 1) I fatti risalgono a 20 anni fa, esattamente al 1992, quando erano in vigore norme diverse da quelle di oggi. In particolare, in virtù del Dpr 128/54 le funzioni di controllo di polizia mineraria erano esercitate in maniera esclusiva dallo Stato, e specificamente dall’Unmig di Napoli. Nel caso di Tempa Rossa, in assenza di una discarica in loco, i fanghi potevano essere smaltiti anche in impianti autorizzati situati altrove, sempre sotto il controllo dell’Unmig. 2) La Regione Basilicata, nel maggio del 1992 ha dato il via libera ad un progetto di discarica. A quella data, per quanto risulta da atti ufficiali in possesso della Regione, le attività di perforazione non erano state ultimate. Tuttavia la discarica autorizzata non risulta mai essere stata effettivamente realizzata, non essendo seguita all’approvazione del progetto la comunicazione di inizio lavori. Conseguentemente anche i controlli delegati alla Provincia di Potenza su esecuzione e gestione dell’opera non avrebbero avuto ragion d’essere. 3) Il tempo intercorso tra la presentazione del progetto di discarica e la sua approvazione è stato necessario per fare tutti gli accertamenti e le valutazioni del caso a tutela del territorio. 4) Conseguentemente, se fanghi di perforazione, come sembra essere, sono stati smaltiti in quei siti ciò è avvenuto in maniera totalmente illegale. Quanto alle attività di bonifica nell’area, si precisa altresì che il 15 aprile 2011 la Regione ha ricevuto nota informativa del Noe di Potenza di avvenuto accertamento di superamento di Concentrazione di Soglia di Contaminazione in due aree nei pressi del pozzo esplorativo Tempa Rossa 2 in cui l’Autorità Giudiziaria riconduceva la causa di tali superamenti alle attività di smaltimento dei fanghi derivanti dalla perforazione del suddetto pozzo. Con una nota del successivo 21 aprile la Regione ha sollecitato la Total all’immediato adempimento degli obblighi di legge in riferimento alla potenziale contaminazione. In data 26 Maggio il Dipartimento Ambiente ha convocato Total a un incontro nel quale Total stesso, pur rigettando la responsabilità in riferimento ai fatti in questione (in quanto – ha sostenuto - non sussisterebbero legami giuridici con i precedenti detentori della concessione mineraria) ha comunque aderito alla richiesta della Regione di caratterizzazione immediata dell’area. Il 3 giugno successivo Total ha trasmesso il Piano di Caratterizzazione che prevede l’esecuzione di n. 35 sondaggi geognostici, 8 dei quali attrezzati a piezometro per stabilire le effettive condizioni del sito ed eventuali necessità di bonifica a seguito di analisi del rischio ambientale e sanitario “sito specifico”. Tutta l’attività di caratterizzazione viene attualmente monitorata e valutata in conferenza di servizi coordinata, per norma dal comune di Corleto Perticara. Si sono tenute già alcune sedute della Conferenza di Servizi per l’esame del Piani di Caratterizzazione e nelle more della conclusione del procedimento amministrativo è stato interdetto l’accesso all’area. “Mentre effettuiamo con scrupolo l’attività di nostra competenza, ossia il controllo sulle varie fasi dell’attività di bonifica – ha spiegato il presidente Vito De Filippo – seguiamo con interesse e fiducia l’attività di competenza della Magistratura. Lo scenario prospettato dai giornali è quello di un’azione che è stata condotta nell’illegalità più totale e se tanto dovesse risultare con certezza la Regione Basilicata si costituirebbe sicuramente in giudizio per ottenere le doverose condanne verso chi si sarebbe reso autore di un tale atto criminale nei confronti della nostra regione”.  
   
   
I RIFIUTI OSPEDALIERI, ANALISI E PROSPETTIVE  
 
Torino, 1 marzo 2012 - Nelle strutture sanitarie si producono diverse tipologie di rifiuti, derivanti sia da attività sanitarie che da attività amministrative e di ristorazione. Come affrontare la problematica, tuttora esistente, della gestione e dello smaltimento? Su questo ed altri argomenti si è interrogato il convegno “Rifiuti ospedalieri, analisi e prospettive”, svoltosi il 29 febbraio presso il Museo regionale di Scienze naturali su iniziativa della direzione Ambiente della Regione, settore Programmazione e gestione rifiuti, in collaborazione con l’Ipla. Le esperienze condivise durante l’incontro hanno permesso di valutare sia gli aspetti relativi alla gestione interna alla struttura sanitaria, sia quelli riguardanti la gestione esterna (trasporto e smaltimento mediante incenerimento e sterilizzazione dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo, raccolta e smaltimento dei rifiuti sanitari assimilati agli urbani, raccolte differenziate). La maggior parte dei rifiuti sanitari deriva infatti dalla pulizia ordinaria degli ambienti, residui della preparazione dei pasti, ricezione di materiali e apparecchiature, imballaggi di cartone o plastica, dismissione di arredi e strumentazione elettronica. L’assunto da cui le proposte sono partite per affrontare tale problematica è che i rifiuti sanitari devono essere gestiti in modo da diminuirne la pericolosità, da favorirne il reimpiego, il riciclaggio e il recupero e da ottimizzarne la raccolta, il trasporto e lo smaltimento. Diverse le soluzioni emerse: incrementare l’organizzazione di corsi di formazione del personale delle strutture sanitarie sulla corretta gestione dei rifiuti, soprattutto per minimizzare il contatto di materiali non infetti con potenziali fonti infettive e ridurre la produzione di rifiuti a rischio infettivo; incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti sanitari assimilati agli urbani; ottimizzare l’approvvigionamento e l’utilizzo di reagenti e farmaci per ridurre la produzione di rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo e di rifiuti sanitari non pericolosi; l’uso preferenziale, ove tecnicamente possibile, di prodotti e reagenti a minore contenuto di sostanze pericolose e di plastiche non clorurate; il ricorso a tecnologie di trattamento tendenti a favorire il recupero di materia e di energia. “Il convegno - commenta l’assessore regionale all’Ambiente, Roberto Ravello - ha rappresentato un’occasione importante per confrontare e condividere le esperienze, discutere ed analizzare le problematiche ad oggi esistenti sullo smaltimento dei rifiuti ospedalieri. Solo in questo modo avremo gli strumenti necessari per risolvere il problema della dipendenza da altre regioni per lo smaltimento di tali rifiuti. È dunque assolutamente necessario fare squadra, poiché tutti gli attori, pubblici e privati, partecipino attivamente al raggiungimento di questo importante obiettivo. Oggi spendiamo oltre 10 milioni di euro per smaltire poco più di 10mila tonnellate: pertanto è fondamentale, anche alla luce dei risultati emersi durante la giornata, ottimizzare il sistema, individuando la forma migliore per conseguire questo risultato”.  
   
   
DISCARICHE. CONTE: VENETO REGIONE VIRTUOSA E RISPETTOSA DELLE LEGGI  
 
Venezia, 1 marzo 2012 - “Il Veneto non compare fra le Regioni per le quali Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione per la non ottemperanza alle norme comunitarie in materia di discariche”. E’ l’assessore all’ambiente Maurizio Conte a farlo rilevare, ricordando che il Veneto è tra le Regioni che hanno dato immediata applicazione alle disposizioni della Direttiva Europea 1999/31/Ce poi recepita con decreto legislativo n. 36/2003. “Come Regione – precisa Conte – abbiamo approvato 30 progetti di Piani di Adeguamento delle discariche per rifiuti speciali; le Province 17 discariche di rifiuti urbani, che risultavano in esercizio alla data di entrata in vigore del D.lgs. N. 36/2003 a settembre 2003, classificandole tutte, ai sensi della normativa, come discariche per rifiuti non pericolosi. Inoltre le Province hanno approvato oltre 100 progetti di adeguamento di discariche per rifiuti inerti”. “Si è trattato di importanti progetti – aggiunge l’assessore - che prevedevano interventi strutturali, finalizzati a garantire il massimo livello di sicurezza ambientale, per adeguare le discariche alle norme comunitarie”. Gli interventi sono consistiti principalmente in apprestamenti tecnologici per ottimizzare i presidi ambientali (impermeabilizzazione del fondo, sistemi di captazione del biogas e suo sfruttamento ai fini del recupero energetico, pacchetto di copertura superficiale delle parti delle discariche esaurite realizzati in modo da evitare fuoriuscite di odori ecc.) oltre che nell’attivazione di una fitta rete di monitoraggio ambientale sia nel corpo delle discariche stesse che della più vasta area circostante, in assoluta conformità alle disposizioni comunitarie e nazionali. “Questi progetti di adeguamento – evidenzia Conte - sono stati approvati, e i relativi lavori realizzati, ben prima del termine ultimo del 16 luglio 2009 stabilito dal decreto legislativo 36/2003 per mettere a norma le discariche in esercizio. Allo stato attuale possiamo quindi affermare che il Veneto, dal punto di vista della sicurezza ambientale e del controllo delle discariche, si trova all’avanguardia, a livello nazionale, oltre che in linea con le direttive comunitarie. Da ultimo, va ricordato che tutte le discariche che non presentavano requisiti di idoneità per essere adeguate sono state chiuse e successivamente, su iniziativa della Regione, sottoposte a costanti controlli ambientali per effettuare definitivi interventi di bonifica, grazie ad uno stanziamento destinato ai Comuni di 95.000.000 di euro complessivi impegnati ed assegnati nel triennio 2010/2012 sia su uno speciale fondo di rotazione, sia con finanziamenti a fondo perduto".