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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 19 Aprile 2012 |
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I PARCHI EOLICI DANESI AIUTANO LE SPECIE ITTICHE
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Che i parchi eolici facessero bene all´ambiente lo si sapeva. Ma dopo che un nuovo studio ha fatto luce sul loro impatto sulla vita marina in Danimarca, si è scoperto che anche le specie ittiche traggono vantaggio da questa fonte di energia alternativa. Presentati nel rapporto "Effect of the Horns Rev 1 Offshore Wind Farm on Fish Communities. Follow-up Seven Years after Construction" (Effetti del parco eolico Horns Rev 1 Offshore sugli stock ittici. Follow up a sette anni dalla realizzazione.) del Dtu Aqua (ovvero l´istituto danese per le risorse acquatiche), i risultati indicano che le turbine eoliche hanno un effetto positivo sui pesci, riscontrabile ad esempio nell´aumento della popolazione di alcune specie. L´horns Rev 1, situato al largo delle coste danesi, è uno dei parchi eolici offshore più grandi al mondo, essendo dotato di 80 enormi turbine posizionate in acque relativamente poco profonde e brulicanti di pesci. Gli scienziati del Dtu Aqua hanno raccolto e analizzato dati relativi alle specie ittiche presenti nell´area esaminata. "Il nostro studio ha dimostrato che le turbine non hanno avuto conseguenze negative sulla vita dei pesci presenti nell´area", spiega Claus Stenberg, autore principale dello studio e biologo presso il Dtu Aqua. Secondo i ricercatori, bisogna ringraziare la collocazione delle turbine dell´Horns Rev 1, le cui basi sono inserite in profondità nel fondale marino e circondate da grandi ammassi di rocce. Queste strutture servivano originariamente a stabilizzare e proteggere le turbine, evitando che le correnti marine scavassero profondi canali nella sabbia, ma i ricercatori hanno osservato come si siano trasformate in barriere artificiali che offrono ai pesci le condizioni ottimali per vivere: qui, infatti, le specie ittiche trovano riparo e cibo a sufficienza, motivo per cui sempre più pesci vengono attirati verso il fondale roccioso, che, a sua volta, ha generato habitat per molte nuove specie. "Specie come il tordo dorato, il blennide viviparo e il lompo, che amano gli ambienti rocciosi, si sono stabilite in quest´area", afferma Stenberg. "Quanto più ci avvicinavamo alle basi delle turbine, tante più specie scoprivamo. Lo studio dimostra inoltre che i parchi eolici non hanno posto alcuna minaccia né offerto alcun beneficio particolare agli ammoditidi. La vita di queste specie dipende dalla sabbia fine, in cui si nascondono, e le pale non hanno avuto alcun effetto sulla dimensione dei granelli di sabbia sul fondale né sulle loro popolazioni. Questo studio, afferma l´équipe, è il primo ad aver esaminato gli effetti dei parchi eolici danesi sulla vita marina, ma i suoi risultati verranno replicati negli altri 11 parchi eolici situati nelle acque nazionali. "L´horns Rev 1 è situato in un ambiente estremamente inospitale dove l´azione delle onde è molto forte. Ciò significa, ad esempio, che le foreste di alghe e i piccoli pesci che le abitano non riescono a insediarsi. In prospettiva, pertanto, gli effetti positivi della barriera potrebbero essere ancora maggiori in un parco situato in un´area più protetta, come il Kattegat", spiega Stenberg. Il ricercatore del Dtu Aqua spiega inoltre come non ci siano le basi per parlare di zona marina protetta vera e propria, perché nel corso della loro vita i pesci utilizzano un´area di molto superiore rispetto a quella su cui sorge l´Horns Rev 1, ma, conclude Stenberg, "presumibilmente una serie di parchi eolici situati a poca distanza l´uno dall´altro potrebbero avere un effetto positivo combinato sulla generazione e sulla sopravvivenza degli avannotti, poiché i parchi eolici situati l´uno a valle dell´altro possono fungere ciascuno da corridoio di dispersione per le uova e le larve". Per maggiori informazioni: Dtu Aqua: http://www.Aqua.dtu.dk/english.aspx Per consultare la versione completa del rapporto: http://www.Aqua.dtu.dk/upload/aqua/publikationer/forskningsrapporter/246-2011_effect-of-the-horns-rev-1-offshore-wind-farm-on-fish-communities.pdf |
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SCIENZIATI E AMMINISTRATORI DISCUTONO DI AMBIENTE E ALTA TECNOLOGIA IL CONTRIBUTO DELL’OGS ALLA “23A RASSEGNA DEL MARE” |
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La città di Rimini è stata dal 12 al 15 aprile 2012 la sede della “Xxiii Rassegna del Mare”, manifestazione internazionale che ha affrontato quest’anno il tema “Risorse marine e attività di pesca in un quadro di sviluppo sostenibile”. All’iniziativa, realizzata da “Mare Amico” sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio dei Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole e Forestali, hanno preso parte anche i vertici e alcuni ricercatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste. In occasione del convegno “Ricerca scientifica, educazione e comunicazione ambientale” il presidente dell’Ogs, Maria Cristina Pedicchio, ha evidenziato la necessità di un patto tra scienza, politica e società per poter efficacemente promuovere la ricerca scientifica e favorirne le ricadute a beneficio dei cittadini e dello sviluppo sociale ed economico del paese. «Forte è la responsabilità dei ricercatori - ha concluso Pedicchio - nell´assumere un ruolo attivo per promuovere, divulgare e informare i cittadini e i giovani del valore della ricerca scientifica; in questo settore Ogs è estremamente attivo grazie a molteplici iniziative di formazione e divulgazione». Il secondo intervento a cui l’Ogs ha preso parte riguardava il tema “Bilancio degli scambi di Co2 tra atmosfera e mare” e ne hanno discusso per il centro di ricerca triestino Miroslav Gacic e Cosimo Solidoro, assieme a Nicholas John Riley del British Geological Survey, Andrew Sweetman del Norwegian Institute of Water Research e Antonio Brambati, dell’International Union of Geological Sciences (Iugs), coordinati da Sergio Persoglia, segretario generale di Co2geonet. Nel corso dell’incontro è stato rilevato che, quando si analizzano i dati sul clima a scala globale e le evidenze indirette su cicli temporali molto ampi, occorre usare molta cautela per non scambiare cause ed effetti. Ciò vale anche quando si affronta la connessione tra cambiamenti globali ed emissioni di Co2 in atmosfera. Il fatto che nel lontanissimo passato possano essersi già verificate condizioni climatiche simili a quelle previste entro la fine del secolo (se non si ridurranno le emissioni di Co2 in atmosfera) non significa però che queste siano situazioni desiderabili per il genere umano. Per quanto riguarda i fatti misurabili, l’aumento di Co2 in atmosfera negli ultimi 150 anni e la velocità dello stesso sono dati evidenti da essere difficilmente controvertibili. Il mare può assorbire una quota rilevante di Co2 (30% a livello globale), mitigando il fenomeno e fornendo un “servizio di ecosistema” importante. Questo però ha anche una conseguenza negativa in termini di acidificazione dell’acqua del mare (Ocean Acidification). Se le relazioni fra Co2 e aumento della temperatura possono essere discusse, le relazioni fra Co2 e “acidificazione marina” sono chiare. Quest’ultimo è un fenomeno che sta già avvenendo e che è già misurabile. Purtroppo però il processo è così veloce che è urgente capire e intervenire in brevissimo tempo: gli impatti di acidificazione si osservano già ora e cresceranno in pochi decenni. Certamente sarebbe molto importante, hanno concluso i ricercatori intervenuti a Rimini, l’avvio di un progetto specifico sui mari italiani. |
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"PSR”, OGGI A BRUXELLES PER CONFRONTO SU NUOVE MISURE REGIONE UMBRIA A SOSTEGNO IMPRESE
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L´assessore regionale alle Politiche agricole, Fernanda Cecchini, incontra oggi 19 aprile a Bruxelles i rappresentanti della Commissione Europea per un confronto sulle proposte di modifica al Programma di sviluppo rurale ("Psr") 2007-2013 presentate dalla Regione Umbria. "Un incontro sollecitato dall´Assessorato regionale - sottolinea l´assessore - con l´obiettivo di dimezzare i tempi per l´approvazione da parte della Commissione europea delle nuove misure che, in questa fase di programmazione, la Regione intende attuare per dare risposte sempre più efficaci alle imprese agricole ed agroalimentari umbre pronte a investire in innovazione, competitività e integrazione di filiera". Insieme all´assessore Cecchini, si recheranno a Bruxelles il coordinatore regionale Ciro Becchetti, quale Autorità di gestione del Programma di sviluppo rurale, e Franco Garofalo, dirigente del Servizio regionale di supporto all´Autorità di gestione. |
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SARDEGNA: ALLEVAMENTO DEI MOLLUSCHI BIVALVI, SELEZIONE PER UNA BORSA DI STUDIO |
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L´agris seleziona un borsista per attività di studio e ricerca nell´ambito delle azioni innovative nella pesca e nell´acquacoltura. L´importo della borsa di studio è stabilito in 22.500 euro annui lordi. I 12 mesi di attività saranno svolti prevalentemente presso la sede del Dipartimento per la Ricerca nelle produzioni animali in località Bonassai a Sassari. Possono presentare domanda i laureati in scienze biologiche, scienze agrarie e medicina veterinaria con adeguata conoscenza scritta e parlata della lingua inglese. Scadenza: ore 13 del 27 aprile. Http://www.regione.sardegna.it/j/v/58?s=1&v=9&c=161&c1=4922&id=29621 |
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PESCA TONNO - GIUNTA SARDA IMPUGNA DECRETO SU QUOTE 2012, CAPPELLACCI-CHERCHI "DIFENDIAMO ECONOMIA E TRADIZIONI"
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Cagliari - Un´iniziativa a difesa dell´economia e delle tradizioni della Sardegna. Così il presidente Ugo Cappellacci e l´assessore dell´Agricoltura, Oscar Cherchi, hanno sottolineato il significato della delibera approvata dalla Giunta La Regione per impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto del ministro delle Politiche agricole sulla ripartizione delle quote di pesca del tonno per il 2012, chiedendone la sospensione in via cautelare. Il provvedimento si è reso necessario perché il decreto del ministro viola la competenza legislativa esclusiva della Regione in materia di pesca, non segue ad alcuna intesa tra Governo e Regione ma soprattutto perché non tiene conto della specificità delle tonnare fisse della Sardegna. "Non possiamo permettere - hanno spiegato presidente e assessore - che un decreto calato dall’alto possa mettere a rischio il futuro delle nostre tonnare fisse, tra le pochissime ancora esistenti in tutto il Mediterraneo. Decreto che se attuato non farebbe che aggravare la crisi economica di un territorio come il Sulcis, già piegato dalla crisi dell’industria. Tra l’altro, si tratta di un provvedimento che non valuta l’importanza di questo particolare sistema di pesca dal punto di vista culturale e delle nostre tradizioni". La delibera della Giunta, inoltre, fa seguito alla nota dell’assessore dell’Agricoltura del 20 marzo scorso, in cui si specificava come la quota prevista di 120 tonnellate fosse “inconciliabile con l’equilibrio economico delle tre tonnare fisse sarde”. Ancora, il decreto del ministro, riservando al sistema di tonnara fissa solamente il 6,7% dell’ammontare complessivo attribuito all’Italia, ha violato il principio della sostenibilità socioeconomica della pesca al tonno e il principio di parità di trattamento dei settori della pesca, che pure era stato richiamato dalla Regione nell’interlocuzione con il ministero, principio peraltro fissato dalla normativa comunitaria. |
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CONCLUSO IN ALBANIA IL PROGETTO “PRICES”
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Catanzaro - Si è concluso in Albania il progetto “Prices” previsto dall’Accordo di Programma Quadro Balcani, sottoscritto dai Ministeri degli Affari Esteri e dello Sviluppo Economico, dalla Regione calabria e da altre tredici regioni italiane. L’assessorato regionale all’internazionalizzazione e alla cooperazione, ha affidato l’iniziativa ad un gruppo di lavoro dell’Arssa che, dal mese di gennaio 2010, ha operato nel nord dell’Albania, precisamente nel distretto amministrativo di Puke, in stretta collaborazione con le Regioni Puglia e Lazio, realizzando uno studio finalizzato alla sviluppo di iniziative concrete di cooperazione. L’analisi condotta dall’Arssa in questo distretto a forte connotazione agro-silvo-pastorale, dove opera il Centro agricolo “Ate Mhill Troshani”, diretto dal missionario italiano Padre Giovanni Fiocchi, ha messo in evidenza una particolare propensione della comunità all’apicoltura che, a causa di sistemi tradizionali di allevamento e di estrazione del prodotto, ottiene basse rese di miele e di qualità mediocre. Per questo si è pensato ad un’azione pilota finalizzata al miglioramento delle produzioni di miele e, pertanto, il tecnico dell’Arssa esperto in apicoltura ha progettato un modulo dinamico per l‘area di Puke, composto da 15 arnie di manifattura italiana, uno smielatore centrifugo radiale per venti favi in acciaio inox, un maturatore di 200 kg in acciaio inox ed attrezzatura varie a corredo, per una corretta conduzione apistica a norma Ce. L’idea ha trovato il favore anche della Regione capofila dell’accordo, la Puglia, che ha cofinanziato in parte l’azione e, il mese scorso, sono state spedite in Albania le attrezzature necessaria per la realizzazione del progetto e consegnate al centro “Amt” di Puke. Con questa azione di alto profilo cooperativistico si conclude la positiva esperienza del progetto “Prices” nel quale la Regione Calabria si è distinta in ambito nazionale e nei Balcani, grazie anche alla stretta sinergia creatasi tra i dipendenti del settore internazionalizzazione e cooperazione e i tecnici dell’Arssa, che nei tempi prefissati dal progetto hanno consentito di raggiungere tutti gli obiettivi previsti. Inoltre, a dimostrazione che gli effetti delle attività messe in campo in questi anni segnano l’inizio di altre esperienze di cooperazione, i rappresentanti dell’Arsaa hanno predisposto con il centro “Amt” un protocollo per la produzione e la trasformazione in loco dell’origano selezionato di montagna. |
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AGRICOLTURA UMBRA: OLTRE UNDICI MILIONI DI EURO PER LE INDENNITÀ 2012
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Perugia - Una serie notevole di misure ed azioni a favore del comparto agricolo sono state rifinanziate, anche per l’anno 2012, dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche agricole Fernanda Cecchini. Ulteriori undici milioni di euro infatti, provenienti dal Programma di sviluppo rurale per l’Umbria, 2007-2013, sono stati destinati ad implementare, attraverso avvisi pubblici che saranno pubblicati nelle prossime settimane, le indennità a favore degli agricoltori delle zone montane (misura 211); le indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle montane (misura 212); i pagamenti agro ambientali (misura 214), per le azioni di introduzione e/o mantenimento di metodi di produzione integrata e del metodo dell’agricoltura biologica; la conservazione di elementi dell’agroecosistema a prevalente funzione ambientale e paesaggistica quali la Conservazione dei prati-permanenti e pascoli e la realizzazione di set-aside ecocompatibile; la costituzione e/o conservazione di aree di riproduzione e di alimentazione della fauna selvatica; la salvaguardia delle razze minacciate di abbandono; la salvaguardia delle specie vegetali a rischio di erosione genetica; la riconversione dei seminativi in pascoli o prati-pascoli; la copertura vegetale per contenere il trasferimento di inquinanti dal suolo alle acque ed il miglioramento della qualità dei suoli; ed infine la misura 215 che riguarda i pagamenti per il benessere degli animali. Il totale dei finanziamenti disponibili per il 2012 è appunto di circa undici milioni e centomila euro che saranno ripartiti tra le varie azioni e misure. “Questi finanziamenti, ha affermato l’assessore Cecchini, vanno ad aggiungersi ai 108 milioni di euro già stanziati ed impegnati fino al 31 dicembre dello scorso anno. Complessivamente quindi l’Umbria andrà a spendere quasi 120 milioni di euro del Programma di sviluppo rurale per incentivare il mantenimento ed il miglioramento di questi importanti settori dell’economia agricola della nostra regione che tra l’altro porteranno benefici anche al mantenimento ed alla salvaguardia del patrimonio ambientale, naturalistico e zootecnico, con una particolare attenzione che viene anche riservata al settore delle coltivazioni biologiche”. La Giunta regionale ha stabilito che per l’annualità 2012 le risorse destinate alla misura 215 (pari a circa 925 mila euro) saranno ripartite tra le singole azioni in modo direttamente proporzionale all’ammontare delle richieste di aiuto ritenute ammissibili per ciascuna azione. Le risorse della misura 214 (oltre 7 milioni e 500 mila euro) invece verranno ripartite in modo da finanziare nell’ordine: l’introduzione e/o mantenimento del metodo dell’agricoltura biologica; la costituzione e/o conservazione di aree di riproduzione e di alimentazione della fauna selvatica; la salvaguardia delle razze minacciate di abbandono; la salvaguardia delle specie vegetali a rischio di erosione genetica; la riconversione dei seminativi in pascoli o prati-pascoli; la copertura vegetale per contenere il trasferimento di inquinanti dal suolo alle acque ed infine l’introduzione e/o mantenimento di metodi di produzione integrata. Per la misura 211 (indennità a favore degli agricoltori delle zone montane) sono previsti ulteriori finanziamenti per oltre 1 milione e 700 mila euro, mentre per la misura 212 (indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle montane) sono stati assegnati 919 mila euro. |
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EMILIA ROMAGNA: CONSORZI DI BONIFICA, APPROVATO IL PDL CHE COMPLETA LA RIFORMA |
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Bologna- Non saranno tenuti a pagare il tributo di bonifica i proprietari degli immobili situati nelle aree urbane, la cui rete fognaria è in grado di garantire la piena sicurezza idraulica, vale a dire l´allontanamento delle acque meteoriche, senza significative interconnessioni con la rete di bonifica. E’ una delle novità previste dal progetto di legge sulle bonifiche licenziato dalla Giunta regionale. Come ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, il testo, che dovrà ora passare all’esame dell’Assemblea legislativa per l’approvazione definitiva, “rappresenta il terzo e conclusivo provvedimento con cui la Regione ha riorganizzato tutto il sistema dei consorzi di bonifica, dopo la legge del 2009 che ne ha ridotto il numero da 16 a 8 e quella del 2010 che ne ha riformato su base proporzionale il sistema elettorale. Con questo provvedimento completiamo la riforma, chiarendo la controversa questione del tributo di bonifica nelle aree urbane, la funzione di bonifica in montagna, stimoliamo la collaborazione tra bonifiche, gestori dei servizi idrici ed altri soggetti, promuoviamo l´uso plurimo delle acque che transitano nei canali di bonifica e, infine, disponiamo che i tributi di bonifica di modesta entità vengano riscossi su base pluriennale per il raggiungimento di un importo almeno significativo. In sostanza più chiarezza per i cittadini nel loro rapporto con la bonifica e più efficienza nei servizi svolti sul territorio. Il tutto per rendere ancora più produttiva ed apprezzata la realtà di bonifica che grazie a 20 mila chilometri di canali e a 450 impianti di sollevamento idraulici garantisce la sicurezza idraulica a un territorio di quasi 1 milione di ettari.” Le novità del progetto di legge Se in passato i proventi dei tributi di bonifica in montagna erano destinati a sostenere la sola attività di vigilanza, ora dovranno essere utilizzati per finanziare quegli interventi di manutenzione e di presidio del territorio che sono più che mai strategici in queste aree del territorio regionale. Per quanto riguarda le aree urbane, invece, il progetto di legge chiarisce chi dovrà pagare o meno il tributo di bonifica: non dovranno farlo gli immobili serviti dalla rete fognaria senza significative interconnessioni con la rete di bonifica, mentre pagheranno i proprietari di immobili che traggono un beneficio specifico e diretto dalle opere di bonifica. Lo strumento che permetterà di individuare gli immobili esclusi o tenuti al pagamento è il Piano di classifica degli immobili del comprensorio di bonifica, che dovrà essere predisposto da ogni Consorzio, sulla base di criteri definiti dalla Giunta regionale dopo aver sentito una commissione tecnica composta da esperti di tutte le pari interessate. Tra le novità del testo: l’obbligo a contribuire alle spese del Consorzio per chiunque, pur non associato, scarichi acqua nei canali consortili; la possibilità per il Consorzio di bonifica e il Servizio idrico integrato di accordarsi per una riscossione unitaria dei tributi e, in casi particolari, per una gestione concordata delle reti. Viene poi stabilito che i canali di bonifica potranno essere utilizzati anche per usi diversi da quello irriguo, come quello civile ed industriale, infine, i tributi di modesto importo saranno riscossi ogni due o tre anni, al raggiungimento di una soglia minima in grado di giustificare le spese amministrative per la riscossione. |
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NITRATI. PREOCCUPAZIONE PER AZIENDE ZOOTECNICHE E RICERCA ISPRA
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Venezia - “Chiediamo all’Unione Europea di ridiscutere i parametri che definiscono le zone vulnerabili. Ricordo che l’Ispra ha avviato uno studio per verificare quali siano tutti i responsabili dell’inquinamento da nitrati e quanto ciascun settore contribuisca ad inquinare le falde acquifere, dove certamente il mondo agricolo ha le sue responsabilità con lo smaltimento dei residui organici degli allevamenti ma non può essere il solo a pagare per tutti”. Questo il commento dell’assessore all’agricoltura del Veneto a margine dell’incontro tenutosi nella sede lombarda della Coldiretti, insieme ai rispettivi assessori all’agricoltura delle Regioni del Nord e ai rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. La deroga può rispondere momentaneamente a problematiche di singole aziende, ma “di per sé non risolve i problemi”, hanno affermato alcuni componenti del pool. Al contrario, dai calcoli effettuati, la deroga stessa, da sola, ammazza dalle 4 mila alle 5 mila aziende zootecniche. “Per questo risulta necessario ridisegnare l’impianto della deroga nitrati a livello europeo e ridefinire le aree vulnerabili”, ha sottolineato l’assessore regionale veneto all’agricoltura. Lo studio Ispra, che ha stipulato una convenzione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per un totale di 1,7 milioni di euro, dovrà appunto verificare tutte le origini dell’azoto presente nelle acque superficiali e sotterranee, con un metodo che prevede la determinazione degli isotopi e che viene chiamato isonitrate. In questo frangente, Ispra avrà il ruolo di capofila di una filiera che collaborerà a tutti i livelli e che coinvolge Arpa e Regioni del Nord, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e Ministero dell’ambiente. L’azione condivisa è organizzata in due fasi: un primo semestre dedicato alla ricognizione delle informazioni necessarie e alla creazione di un data base unificato che raccolga i dati disponibili sulle emissioni presenti (agricole e non) e una successiva sezione di approfondimenti con monitoraggi e prelievi campione per verificare l’effettivo inquinamento arrecato dalle varie fonti. |
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BOLZANO: GIORNATA DELLA VITE E DEL VINO: ESITI DI RICERCHE SU VARIE QUALITÀ |
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La manifestazione organizzata presso il Centro di Seprimentazione Laimburg per la Giornata della Vite e del Vino, mercoledì 18 aprile 2012, è stata l´occasione per presentare gli esiti di ricerche nella genetica e nel trattamento di varietà quali il Sauvignon Blanc, il Lagrein e su incroci con varietà resistenti provenienti dall´America e l´Asia Centrale. Il miglioramento genetico in viticoltura che è stato intensificato negli ultimi anni punta all´ottenimento di varietà resistetni valide per contrastare malattie dei vitigni dovute a parassiti quali la peronospera o l´oidio. L´uso di tali varietà per incroci, come ha fatto presente un riconosciuto esperto del settore quale Gabriele di Gaspero dell´Università di Udine, potrebbe ridurre in modo notevole la necessità di far ricorso a trattamenti antiparassitari. Altresì, nel corso della Giornata della Vite e del Vino è stata illustrata una sperimetnazione pluriennale del Centro Laimburg nella gestione dell´irrigazione in un vigneto di Sauvignon Blanc a Terlano. Ne è emerso che non vi sono effetti consistenti sulla qualità del vino e che ve ne potrebbero essere invece notevoli sul risparmio idrico. Tuttavia l´irrigazione deve essere attentamente adeguata al terreno, allo stato nutrizionale del vigneto ed all´andamento climatico. È stato, inoltre, fatto il punto sul progetto del Centro Laimburg per valorizzare la varietà autoctona del Lagrein, che avviato nel 2011 si concluderà nel 2015. Enzo Mesclchin dell´Istituto Agrario di San Michele all´Adige, ha, invece presentato gli esiti delle ricerche condotte sulle condizioni di terreno e la biodiversità nei suoli dei vigneti trentini. Ne è emerso che il suolo negli interfilari contiene meno organismi rispetto a quello dei sottofilari a causa del compattamento del terreno. Le condizioni del terreno sono state migliorate tramite sovesci. La Giornata della Vite e del Vino ha visto l´attenta partecipazione di un´ottantina di persone interessate. |
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RISORSE RURALI: REGIONE FVG E ERSA PARTECIPANO A EUROPEAN SEAFOOD A BRUXELLES |
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Udine - Il Servizio caccia, risorse ittiche e biodiversità della Direzione centrale Risorse rurali agroalimentari e forestali e l´ Agenzia regionale per lo Sviluppo dell´agricoltura (Ersa), nello stand riservato alla Regione Friuli Venezia Giulia, parteciperanno anche quest´anno alla Fiera European Seafood Exposition. La 20ma edizione dell´European Seafood Exposition (Ese) che si terrà a Bruxelles dal 24 al 26 aprile, è il più grande evento commerciale del settore ittico fin dall´aprile 1993. L´esposizione riunisce per tre giorni 25.000 dei top buyer e venditori da tutto il mondo, alla presenza di professionisti del settore e del commercio, il tutto in un unico luogo. Saranno presenti oltre 1.600 espositori, in rappresentanza di tutte le categorie di prodotti ittici e dei servizi connessi al settore. Tra le novità il concorso Seafood Prix d´Elite che premia i prodotti più innovativi immessi sul mercato. All´interno dello stand della Regione saranno presenti alcune aziende del settore ittico regionale operanti nel settore dell´acquacoltura e della trasformazione e commercializzazione. La partecipazione all´evento è finanziata e organizzata dal Ministero delle Politiche agricole nell´ambito dell´Asse 3 - Misura 3.4 - Sviluppo di Nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori, del Reg. (Ce) n. 1198/2006 che, all´interno degli spazi fieristici, allestisce un´area riservata alle regioni italiane e agli operatori nazionali del settore ittico. L´obiettivo è quello di offrire un supporto per lo sviluppo di nuovi mercati e di valorizzare il ruolo del comparto della pesca e dell´acquacoltura. |
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BOLZANO: PROGETTO "SAPORI ALPINI": SEMINARI DALLA PROSSIMA SETTIMANA |
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Favorire la filiera corta e l´economia locale: sono gli obiettivi del progetto Interreg "Sapori alpini", che promuove nuove forme di collaborazione tra agricoltura e turismo. Si punta molto sulla formazione e sull´aggiornamento: i primi seminari specialistici sui singoli prodotti di qualità partono la prossima settimana. Azione congiunta di agricoltura e turismo nel progetto Interreg "Sapori alpini", che vede la partecipazione della Giunta provinciale di Bolzano, rappresentata dalla Ripartizione formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica, della Provincia di Belluno, del Tirolo dell´est e del Land Salisburgo. "Un´importante iniziativa di formazione per promuovere la filiera corta e i prodotti locali di alta montagna nella gastronomia e sul mercato", sottolinea l´assessore provinciale Hans Berger. Il tutto avendo come riferimento i prodotti del territorio, nonchè le tradizioni e le ricette tipiche delle zone alpine, che verranno poi raccolte in un libro. Il progetto entra nel vivo dalla prossima settimana con i seminari formativi incentrati sui singoli prodotti di qualità, sul loro utilizzo e sulla loro commercializzazione. La serie di seminari specialistici intende favorire lo scambio di conoscenze ed esperienze tra gli operatori dei settori agricolo, turistico e del commercio, al fine di individuare possibili scenari operativi per promuovere circuiti regionali e creare valore aggiunto. La serie di incontri con gli specialisti si apre giovedì 26 aprile a Sarentino con l´appuntamento dedicato al miele e ai cereali, il giorno successivo a Burgusio sarà la volta della carne di manzo. In maggio i seminari su formaggi, carne di pecora, patate e mele. Tutte le informazioni e le date di iscrizione sono disponibili sul web della Ripartizione formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica www.Provincia.bz.it/formazione-agridomestica alla voce "Attualità". |
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IL GORGONZOLA, PRODOTTO D.O.P.
LA STORIA DI UN PRODOTTO DELL’ECCELLENZA GASTRONOMICA
ITALIANA, LA STORIA DEL SUO TERRITORIO.
IL CONSORZIO E I NUMERI .
IL GORGONZOLA È STATO INSERITO DALLA COMUNITÀ EUROPEA NELLA LISTA DEI PRODOTTI D.O.P. IL 12 GIUGNO 1996 CON REG. CEE N° 1107/96.
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Solo due regioni italiane, Piemonte e Lombardia, non solo per tradizione ma anche per legge, prevedono la produzione del formaggio gorgonzola e solamente le provincie di Novara, Vercelli, Cuneo, Biella, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese, Verbano-cusio-ossola e il territorio di Casale Monferrato. Solo il latte degli allevamenti di queste provincie può essere utilizzato per produrre e dare quindi la denominazione di origine protetta al formaggio gorgonzola. La qualità e l´autenticità di questo formaggio è assicurata da una severa legislazione che definisce gli standard di produzione e la zona "D.o.p." della raccolta del latte e della stagionatura. Inoltre stabilisce che ogni forma di gorgonzola venga marchiata all´origine e riporti l´indicazione del produttore. Infine, perché possa essere venduto come tale, il gorgonzola deve essere avvolto in fogli di alluminio recanti il marchio del Consorzio senza il quale il formaggio non è gorgonzola. Il Consorzio Il Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola è stato creato nel 1970 ed ha sede a Novara. E’ un ente senza fini di lucro che raggruppa 40 caseifici che rappresentano il 100% della produzione globale. Il Consorzio, che dipende direttamente dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha il preciso scopo di vigilare sulla produzione e sul commercio del gorgonzola Dop e sull´utilizzo della sua denominazione al fine di tutelare produttori e consumatori. Il Consorzio promuove tutte le iniziative tese a salvaguardare la tipicità e le caratteristiche del gorgonzola preservandole da ogni abuso, concorrenza sleale, contraffazione, uso improprio della Dop e comportamenti illeciti. Inoltre, in collaborazione con le Università, gli Istituti di ricerca e gli Istituti Tecnici Lattiero-caseari, il Consorzio promuove ricerche tecnico-scientifiche. I Numeri • Con il 10% della produzione nazionale e circa il 6% dei consumi di formaggio nel nostro paese, il gorgonzola è il 3° formaggio di latte vaccino per importanza nel panorama dei formaggi Dop italiani, dopo i due grana • Più di 4 milioni di forme, pari a circa 500.000 quintali annui, è stata la produzione globale di gorgonzola nel 2011 da parte delle circa 3000 aziende agricole e 40 caseifici dislocati nel territorio consortile. • 500 milioni di euro è il giro d’affari del gorgonzola al consumo. • In Italia le vendite si suddividono per il 65% nel nord-ovest, 19% nel nord-est, 9% nel sud e nelle isole e il 7% al centro. • Il 31 % della produzione è destinato all’esportazione, prevalentemente nell’Unione Europea (con la Germania e la Francia che assorbono più del 50% dell´esportazione totale), ma anche negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone, paese in cui il consumo di formaggi italiani è in forte crescita. Le Origini Il formaggio gorgonzola prende il nome dall’omonima cittadina alle porte di Milano. La sua data di nascita non è certa, come accade per molti alimenti tradizionali, ma si fa risalire al Medioevo, intorno all’anno 879, più di undici secoli fa. Inizialmente si chiamava “stracchino di gorgonzola” con riferimento alle vacche "stracche", ovvero stanche dopo la transumanza dalle zone alpine della Valsassina alla zona pianeggiante di Gorgonzola. Quest’area, grazie alle particolari condizioni climatiche e all’efficiente sistema di irrigazione, presentava pascoli stabili e foraggi di ottima qualità che favorivano la produzione di molto latte, ingrediente primario e indispensabile per produrre formaggio. La produzione del gorgonzola comincia ad estendersi di pari passo con la canalizzazione delle risorse idriche e la costruzione dei navigli, completati intorno al 1500, nelle aree del Milanese, del Lodigiano e del Pavese. In questo modo il formaggio poteva essere velocemente trasportato a Milano, insieme agli altri prodotti alimentari, dove il commercio era più fiorente soprattutto in occasione delle fiere. Un’ulteriore condizione geografica favorevole del territorio era rappresentata dalle grotte naturali della Valsassina perfette per la maturazione del gorgonzola anche nei mesi estivi durante i quali solitamente la lavorazione si interrompeva. Col tempo nel nome rimane solo la parola “gorgonzola” e l’area di produzione si estende alla zona a cavallo tra Lombardia e Piemonte che comprende le provincie di Novara, Vercelli, Cuneo, Biella, Verbano-cusio-ossola e il territorio di Casale Monferrato per il Piemonte; Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese per la Lombardia. Solo il latte appena munto degli allevamenti di queste provincie può oggi essere utilizzato per produrre il gorgonzola conferendogli la Denominazione di Origine Protetta (D.o.p.). Vera svolta nella produzione del gorgonzola e dei formaggi in generale si ha nel 1860 con le prime strutture di stagionatura. Per volere dell’allora Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio vengono messi a punto, infatti, interventi per migliorare le competenze tecniche degli operatori e, di conseguenza, il livello tecnico-produttivo. Nel caso del gorgonzola questo significa essenzialmente la stagionatura nelle celle frigorifere. Oggi come allora il latte di altissima qualità insieme alla sana produzione dei foraggi, all´elevato standard igienico delle stalle nei territori consortili e all’accurato procedimento tuttora manuale sono la premessa per la realizzazione di un prodotto dell’eccellenza italiana, espressione di una tradizione antichissima fatta di sapori sinceri e genuini. Ecco perché si dice che l’unico segreto del gorgonzola è quello di non avere segreti! Metodo Di Produzione Anche nella grande industria nazionale il procedimento di produzione del gorgonzola prevede ancora un forte intervento manuale. Il formaggio si ottiene utilizzando esclusivamente latte vaccino intero pastorizzato cui si aggiungono fermenti lattici, caglio e spore di penicilli. A coagulazione avvenuta la cagliata viene sistemata nei fassiroli, o fascere, in quantità di circa 15 kg per ogni forma e viene lasciata riposare per permettere la perdita di siero. Successivamente le forme vengono girate e marchiate su entrambe le facce con il numero identificativo del caseificio di produzione. Quindi vengono spostate in celle, dette "purgatorio", con una temperatura di 18/24°C, dove le forme vengono salate manualmente. Dopo 3 settimane circa di stagionatura, in celle frigorifere a 2/7° C, con umidità del 85/99%, ha luogo la foratura con grossi aghi metallici che permette all´aria di entrare nella pasta, sviluppare le colture già innestate nella cagliata e dare così vita alle inconfondibili venature blu/verdi del gorgonzola. A stagionatura ultimata, dopo circa 2 mesi, le forme vengono tagliate e ciascuna parte viene avvolta in alluminio riportante l’inconfondibile in rilievo del Consorzio, unica garanzia di qualità dove C stà ad indicare il Consorzio e G si riferisce al formaggio gorgonzola. Senza il numero del caseificio d’origine, i marchi del Consorzio e l´alluminio in rilievo, infatti, il formaggio non è gorgonzola. Caratteristiche Il gorgonzola è un formaggio molle a pasta cruda che appartiene alla famiglia degli “erborinati” (da “erborin”, che in dialetto milanese vuol dire prezzemolo) ovvero di quei formaggi che presentano le tipiche striature verdi date, non dall’utilizzo del prezzemolo, bensì dalla formazione di muffe. Altri “erborinati” famosi sono il castelmagno della provincia di Cuneo, il Blu del Moncenisio, lo stilton inglese e il Roquefort francese. Occorre circa un quintale di latte per ottenere una forma del peso di circa 12 kg. Dolce O Piccante? Il gorgonzola del tipo piccante, si differenzia, oltre che per il gusto forte e deciso più simile al "roquefort" francese o allo "stilton" inglese, per le venature blu/verdi più accentuate e per la pasta più consistente e friabile. Il gorgonzola piccante prevede un periodo di stagionatura più lungo e durante la lavorazione vengono innestate colture di penicilli differenti. Questo tipo di gorgonzola, detto anche "gorgonzola del nonno" o "antico" perchè consumato maggiormente in passato, rappresenta oggi circa il 7% della produzione nazionale. Informazioni Nutrizionali Il gorgonzola ha un alto contenuto di minerali e vitamine. 100 gr. Di prodotto equivalgono ad un valore energetico di 330 kcal e contengono 19 gr. Di proteine, 0 carboidrati e 27 gr. Di grassi; quindi 360 mg. Di fosforo (45% rda), 420 mg. Di calcio (52% rda) oltre alle vitamine A - B1 - B2 - B6 - B12 - Pp. E’ inoltre appurato che il gusto e l’aroma del gorgonzola provocano un’attivazione sensoriale che stimola la secrezione di bile e di succo pancreatico, favorendo in questo modo la digestione dei grassi e delle proteine. Inoltre, secondo una recente ricerca commissionata dal Consorzio per la tutela del formaggio gorgonzola al professor Mario Del Piano, primario di gastroenterologia presso l’Ospedale Maggiore di Novara, il gorgonzola è privo di lattosio, una buona notizia per chi soffre di intolleranze alimentare (circa il 70% della popolazione adulta). Già in passato il professor Del Piano aveva sottolineato le particolari qualità nutritive del gorgonzola, impiegato sin dal Medioevo nella cura dei disturbi gastro-intestinali, e ancor oggi somministrato agli ammalati inappetenti per malattie croniche e neoplastiche.”Il Gorgonzola – ha aggiunto il professor Del Piano – grazie alla triplice fermentazione cui è sottoposto il latte (lattica, con i lieviti e le muffe) è consigliabile a tutti coloro, che pur avendo l’intolleranza al lattosio, non vogliono rinunciare a mangiare un buon formaggio!”. Il Gorgonzola A Tavola Il gorgonzola è un alimento dalla forte personalità che si presta ad essere utilizzato sia come portata in un pranzo di tutti i giorni sia come ingrediente principale nelle creazioni degli chef più rinomati. Curiosita’ E Leggende Durante la seconda guerra mondiale Winston Churchill fece segnare la cittadina di Gorgonzola con un cerchietto rosso sulle carte per evitare che venisse bombardata in quanto produttrice del formaggio di cui era ghiotto. Negli anni ’40 i quotidiani dell’epoca riportavano che l’italianissimo gorgonzola era il formaggio più consumato nel ristorante della Camera dei Comuni di Londra. Il gorgonzola ha anche un Santo protettore, San Lucio, il cui culto cominciò nell’800 quando i formaggiai offrivano al santo una lira in cambio della sua benevolenza. Al santo fu anche dedicato un grande quadro nella Chiesa di San Bernardino alle Ossa a Milano, proprio vicino al grande mercato del Verziere dove il formaggio era tra i generi più contrattati e, tra questi, il gorgonzola era il Re. Con lo spostamento del mercato il culto scemò restando comunque attivo fino ad oltre il 1960. Le più celebri leggende sulla nascita del gorgonzola sono due e la fanno risalire una alla sbadataggine, l’altra all’amore. Nel primo caso si racconta che un mandriano si concesse una sosta in quel di Gorgonzola e, avendo dimenticato l´attrezzatura per lavorare il latte destinato a diventare crescenza o quartirolo, lasciò la cagliata in un recipiente riservandosi di unirla a quella del giorno dopo per poi lavorare il tutto con gli attrezzi recuperati. Tuttavia l’unione delle due “paste” di consistenza diversa provocò il passaggio dell’aria negli interstizi e di conseguenza la diffusione delle muffe. Nacque così il gorgonzola. Stesso copione nella storia più romantica in cui il protagonista non è un mandriano, bensì un giovane casaro sbadato per amore! |
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“DIMMI DOVE FAI LA SPESA E TI DIRO’ QUANTO PESI”: I CLIENTI DEGLI HARD DISCOUNT SONO I PIU’ “GRASSI”, LO DICE UNO STUDIO INTERNAZIONALE
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Uno studio dell’Istituto Nazionale di Salute e Ricerca Medica francese mette in evidenza la correlazione tra i luoghi nei quali si fa la spesa, livello di istruzione e sovrappeso dei clienti Le persone che solitamente frequentano gli hard discount hanno un “giro vita” di 2,2 cm superiore ad un valore medio. Lo scarto diventa addirittura di 6 cm se paragonato con i clienti dei supermercati “bio”. Questa la conclusione più clamorosa a cui è giunto uno studio condotto nel 2007-2008 dall’Inserm (Istituto Nazionale di Salute e Ricerca Medica), un ente pubblico francese, dipendente dal Ministero della Salute e dal Ministero della Ricerca, a seguito di una ricerca effettuata su 7.131 persone di 111 città della regione di Parigi e i cui risultati sono stati pubblicati pochi giorni fa sulla rivista americana “Plos One” (http://www.Plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.0032908). E’ la prima volta che uno studio del genere, molto più frequente negli Stati Uniti, viene effettuato in Europa. L’indagine, da un lato si è occupata di misurare lo stato nutrizionale e la presenza di grasso addominale presso la popolazione campione, misurando l’indice di massa corporea (Imc) e il giro vita, dall’altro, le abitudini di acquisto, il livello di istruzione, il quartiere di residenza, la professione. Dai risultati sembra emergere una correlazione ricorrente tra questi fattori fisici e altri come la localizzazione dei centri commerciali, la tipologia, le caratteristiche, il marchio. Ne emerge, ad esempio, che solo l’11,4% degli intervistati solitamente fa la spesa presso i punti vendita più vicini a casa, mentre il 64% presso i centri commerciali che si trovano all’interno della propria città. Ma l’elemento forse più interessante messo in evidenza dallo studio è che i clienti che hanno l’abitudine di fare la spesa sempre nello stesso supermercato hanno un Imc e un Giro Vita maggiore di chi invece fa acquisti in punti vendita diversi. E in particolare, tra questi clienti più fedeli, quelli di specifici supermercati connotati come hard discount con un basso livello di istruzione, sono quelli con un maggiore Imc e Giro Vita. Lo studio, pur non dimostrando una correlazione causa-effetto tra tipologia di supermercati e profilo nutrizionale dei clienti, fa però capire l’importanza strategica dei centri commerciali e della loro offerta per lo sviluppo di azioni di salute pubblica, a partire dall’alimentazione. Permette quindi, questa la conclusione dei ricercatori francesi, di capire meglio quali interventi possono risultare più efficaci nella lotta all’obesità. A questo proposito, Emmanuel Pauze, Amministratore Delegato di Sprim Italia, società internazionale di consulenza strategica che opera nell’ambito della salute dell’Uomo e dell’Ambiente, ha commentato: “questi risultati ci fanno capire quanto sia rilevante e delicato il ruolo della grande distribuzione nella formazione delle abitudini alimentari e non solo della popolazione: hanno l’opportunità di diventare dei luoghi nei quali fare educazione alimentare e insegnare comportamenti più virtuosi per una migliore qualità di vita” |
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UNA NUOVA GENERAZIONE DI ALIMENTI PER L’INFANZIA NASCE DALLA COLLABORAZIONE TRA IEO E HEINZ
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L’istituto Europeo di Oncologia e la multinazionale statunitense Heinz, proprietaria di Plasmon, insieme per promuovere la salute del bambino. E’ stato sottoscritto a Milano tra il Gruppo Heinz (proprietario di Plasmon) e l’Istituto Europeo di Oncologia attraverso la società di Trasferimento Tecnologico Ttfactor un importante progetto di ricerca che ha come focus lo studio di alimenti e molecole funzionali in grado di promuovere il corretto sviluppo del sistema immunitario del bambino al fine di migliorare le sue difese e di ridurre il rischio di patologie immunitarie come allergie, malattie infiammatorie intestinali, morbo celiaco ed eventualmente tumori. Lo studio è condotto da un gruppo di ricercatori guidati dalla dottoressa Maria Rescigno, immunologa riconosciuta a livello internazionale tra i più grandi esperti dello studio dell’immunità mucosale e di immunoterapia antitumorale. In particolare, si è distinta per lo studio della correlazione tra immunità intestinale, benessere dell’individuo ed uso nell’alimentazione umana di probiotici, batteri in grado di influenzare positivamente lo stato di salute dell’uomo. L’oggetto principale delle investigazioni è proprio l’approfondimento della capacità dei probiotici di fornire alcune proprietà funzionali agli alimenti in maniera naturale, ovvero durante la loro semplice crescita all’interno di quest’ultimi, processo definito fermentazione. Il progetto di ricerca siglato tra Heinz e Ieo fa parte di un ampio programma di studi che Heinz sta sostenendo da anni presso il suo centro di eccellenza italiano, in collaborazione con numerosi enti di ricerca, con l’obiettivo di studiare e sviluppare alimenti funzionali. I risultati, già molto promettenti, vedranno applicazioni esclusive nei prodotti per l’Infanzia. Gli alimenti funzionali, oltre ad avere un valore nutrizionale, agiscono positivamente su una o più funzioni dell’organismo in maniera rilevante per migliorare lo stato di salute e/o ridurre il rischio di malattie. Tali effetti sono di particolare interesse in età pediatrica, quando l’organismo non è ancora completamente maturo, perché possono aiutare il corretto sviluppo del bambino fornendo benefici sia a breve che a lungo termine. Le aspettative sono notevoli: si aprono infatti le porte alla possibilità di sviluppare prodotti innovativi in grado di supportare il particolare momento della crescita, attraverso alimenti della dieta quotidiana, in modo naturale senza pillole o capsule. L’istituto Europeo di Oncologia, Irccs (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) è un “Comprehensive Cancer Center” con finalità non profit, attivo nelle aree della clinica, della ricerca e della formazione, e rappresenta un modello innovativo di sanità e ricerca avanzata nel campo dell´oncologia mondiale. In linea con gli standard dei più avanzati centri oncologici internazionali, lo Ieo ha realizzato al suo interno la completa integrazione tra le diverse attività di lotta ai tumori - prevenzione e diagnosi, educazione sanitaria e formazione, ricerca - attraverso lo sviluppo della ricerca clinico scientifica e l’innovazione organizzativa e gestionale, in un contesto di costante attenzione alla qualità del servizio erogato alle persone assistite. Ttfactor è la società di Trasferimento Tecnologico dell’Istituto Europeo di Oncologia e dell’Istituto Firc per l’Oncologia Molecolare, fondata per promuovere la ricerca dei due Istituti e gestire la relazione con soggetti industriali. La Heinz, tra i principali gruppi alimentari del mondo, è proprietaria in Italia di Plasmon, azienda leader di alimenti per bambini e sede del Quartier Generale della Divisione Globale Heinz Infant & Nutrition, presieduta da Stefano Clini; nella struttura milanese si trova anche il centro di eccellenza delle attività di ricerca scientifica in nutrizione infantile, guidato da Andrea Budelli e riferimento a livello mondiale per tutto il gruppo Heinz. Il Gruppo Heinz, fondato a Pittsburgh nel 1869, leader mondiale in numerosi mercati del food a partire dalle salse (è suo il mitico Ketchup) e dei piatti pronti, è presente in oltre 100 paesi con 33.000 dipendenti ed un fatturato superiore ai 10 miliardi di dollari |
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LE BIRRE ARTIGIANALI ITALIANE TORNANO PROTAGONISTE A ROMA
CON LA QUARTA EDIZIONE DELL´ITALIA BEER FESTIVAL DEGUSTAZIONI, CORSI E LABORATORI DAL 4 AL 6 MAGGIO NELLA NUOVA SEDE DELL´ATLANTICO
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Dopo la tappa milanese, la primavera all´insegna delle birre artigianali italiane proseguirà a Roma con la quarta edizione dell´Italia Beer Festival, la manifestazione itinerante dedicata alla promozione della birra artigianale e di qualità che sbarcherà nella città capitolina dal 4 al 6 maggio animandola con l´ormai tradizionale offerta di banchi d´assaggio, corsi, laboratori e intrattenimento. L´edizione 2012 sarà la prima ad essere accolta presso gli avveniristici locali dell´Atlantico, la moderna struttura polivalente basata sul mix di estetica, funzionalità e design che ospiterà per i prossimi cinque anni l´Italia Beer Festival, l´unica manifestazione d´Italia interamente dedicata al mondo dei microbirrifici artigianali e capace di proporre al pubblico una consolidata formula che accosta i banchi d´assaggio gestiti dai produttori con l´offerta di centinaia di birre artigianali ai laboratori di degustazione, aperti sia ai neofiti desiderosi di apprendere i rudimenti dell´arte birraria con le varie tecniche di produzione sia agli esperti del settore, intenzionati ad acquisire le novità del mercato birrario o ad approfondire il tema dell´abbinamento cibo/birra. L´italia Beer Festival, organizzato dall´Associazione Degustatori Birra che promuove corsi, il campionato italiano delle birre artigianali, eventi e la trasmissione Bqtv sul canale 829 di Sky con l´intento di diffondere presso il grande pubblico la conoscenza della birra artigianale, si è ormai affermato come un´importante rassegna incentrata sulla produzione birraria artigianale nazionale, che sta registrando crescenti consensi a livello internazionale, come attestano le medaglie d´oro assegnate al birrificio lombardo Doppio Malto Brewing Company di Erba (Co) all´International Beer Challenger di Londra, una delle più autorevoli competizioni mondiali dedicate alla birra, sia nell´edizione 2010 che in quella 2011 con la sua Brass Weiss e al concorso European Beer Startenutosi a Norimberga nel 2010, la medaglia d´oro guadagnata dal birrificio toscano Amiata per la sua Bastarda Rossa, prodotta con una varietà di castagne caratteristica del Monte Amiata, al Mondiale de la Bière di Strasburgo edizione 2011 o, infine, le medaglie di platino attribuite, nelle precedenti edizioni della kermesse alsaziana, ai birrifici piemontesi Croce di Malto e Grado Plato, rispettivamente con la Triplexxx e la Chocarrubica. L´ibf romano vedrà affiancarsi come sempre birre legate al territorio, in quanto fabbricate usando prodotti locali come basilico, castagne, ciliegie e tartufo, birre caratterizzate da una spiccata originalità e, infine, prodotti realizzati in linea con le ultime innovazioni del mercato come le birre che utilizzano varietà di luppoli americani e neozelandesi. L´appuntamento di Roma sarà inoltre caratterizzato dallo spazio riservato all´homebrewing, ossia l´arte di farsi la birra in casa, con gli incontri tra homebrewers e birrai, occasione per i primi di sottoporre le loro produzioni "casalinghe" al giudizio e all´esperienza dei secondi, e con la terza edizione del Campionato Italiano degli Homebrewers. Alla manifestazione, interamente dedicata al mondo della birra, si accede pagando un biglietto di ingresso che dà diritto ad un portabicchiere da collo e ad un bicchiere serigrafato da degustazione provvisto di tacche da 10 e 25 cl. La manifestazione si terrà all´Atlantico, nuovo spazio romano dedicato a musica ed eventi (viale dell´Oceano Atlantico 271 D) con i seguenti orari: venerdì 4 maggio (17.00-02.00); sabato 5 maggio (12.00 - 02.00); domenica 6 maggio (12.00 - 24.00). Per maggiori informazioni: www.Degustatoribirra.it |
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LA RIVOLUZIONE DIMMIDISÌ SI CHIAMA “I FRESCHI DA BERE”
PROGETTO INNOVATIVO E ORIGINALE PER LO SVILUPPO DEL MERCATO
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Dimmidisì continua l’investimento nel mercato delle bevande fresche presentando oggi I Freschi da Bere: un progetto a 360° che risponde a molteplici esigenze di consumo e che ne suggerisce di nuove coinvolgendo un target sempre più ampio di consumatori. La Linea Verde infatti modella tutto il comparto delle bevande fresche attraverso l’identificazione delle categorie Bevande Dissetanti, Frutta da Bere e Snack Golosi come risposta alle molteplici occasioni di consumo di frutta e verdura pronte da bere. Ne consegue uno strategico ampliamento della gamma Dimmidisì. Per gli Snack Golosi, in particolare, viene presentata un’assoluta novità: il Frappè fresco Dimmidisì. Un prodotto innovativo, proposto per la prima volta sul mercato, fresco e vegetale. In linea con la proposta Dimmidisì, caratterizzata da prodotti vegetali, freschissimi e di alta qualità, le referenze de I Freschi da Bere trovano la loro naturale posizione nel banco frigo del reparto ortofrutta che ne guadagna in innovazione, originalità ed incremento del giro d’affari. I trend nazionali e internazionali di mercato rilevano un consumatore sempre più attento al proprio benessere e consapevole dell’importanza di consumare frutta e verdura almeno 5 volte al giorno per una sana e corretta alimentazione. Dimmidisì, con la sua gamma di bevande fresche, facilita la possibilità di consumare agevolmente frutta e verdura in ogni momento della giornata. Per questo le referenze de I Freschi da Bere si presentano in un pratico formato: la porzione individuale, la giusta quantità per soddisfare “La Tua” voglia di frutta e verdura. La Linea Verde ha individuato tre macro aree di occasioni di consumo di frutta e verdura: bere frutta per dissetarsi, “mangiare frutta” per saziarsi e gustarla quando si ha voglia di qualcosa di goloso. Dimmidisì risponde con tre tipologie di prodotto: le Bevande Dissetanti, la Frutta da Bere e gli Snack Golosi. Le Bevande Dissetanti, ad esempio, danno la possibilità di assumere frutta in un’occasione come l’attività sportiva e non solo. Per questa categoria Dimmidisì propone la gamma delle Spremute Fresche, nella pratica monoporzione da 250 ml, la giusta porzione per dissetarsi. La gamma oggi viene ampliata con il lancio della Spremuta Fresca Mix Agrumi Dimmidisì: puro succo naturale ottenuto dalla spremitura di arance e mandarini freschi siciliani, senza coloranti, senza conservanti e senza l’aggiunta di acqua ed aromi, 100% agrumi spremuti pronti da bere. La Spremuta Fresca Mix Agrumi Dimmidisì si aggiunge così alle altre due referenze della linea, la Spremuta Fresca Arancia Dimmidisì, nei gusti arancia rossa e bionda, e la Spremuta Fresca Mandarino Dimmidisì. La Frutta da Bere è ottimale per gustare frutta in modo pratico a vantaggio di una dieta equilibrata. Dimmidisì propone così i Frullati freschi di frutta da oggi sul mercato nella porzione individuale da 150 ml. Invariate le ricette, esclusivamente frutta e verdura, frullata. Senza conservanti né coloranti. Senza aggiunta di zuccheri, acqua o aromi. Immutata la vasta scelta di referenze: Fragola&banana, Frutti di bosco, Tropicale, Arancia&carota, Pera& Amarena, Mix Verdure&frutta. Continua la limited edition del Frullato Fragola&banana Hello Kitty by Dimmidisì. Ma con Dimmidisì, La Linea Verde, non si limita a soddisfare le occasioni di consumo più consuete, bensì ne delinea e ne incentiva di nuove con gli Snack Golosi, che associano la salubrità della frutta e della verdura al desiderio di piacere e di gusto anche dei più piccoli. Nasce così il Frappé Fresco Dimmidisì: frutta frullata, latte di riso e panna vegetale. Uno snack sano e sfizioso. Un’assoluta novità da posizionare nel banco frigo del reparto ortofrutta. Due le referenze: Fragola e Pesca&mango. La porzione è individuale, da 150 ml. Componente importante del progetto de I Freschi da Bere Dimmidisì è l’uniformità del posizionamento prezzo al pubblico: 1,50 euro per tutti. Un impegno per semplificare l’offerta delle bevande fresche, per consentire di raggiungere un target allargato e far leva sull’acquisto d’impulso. Una risposta per ogni occasione di consumo, un target allargato, la porzione individuale, una nuova famiglia di prodotto per il mercato italiano, il banco frigo come unica location, il prezzo uniformato: sono le componenti che fanno de I Freschi da Bere un progetto a tutto tondo che promette di rivoluzionare il mercato di riferimento. La Linea Verde, grazie al suo know how ventennale nel settore del freschissimo e da sempre apripista di nuovi mercati di successo – ne sono un eccellente esempio i Frullati Freschi Dimmidisì, le rivoluzionarie Zuppe Fresche Dimmidisì e il Purè di patate fresco Dimmidisì - arriva così nuovamente prima sul mercato proponendo un progetto unico e innovativo: I Freschi da Bere, ovvero “La Tua” pratica porzione di frutta da bere in ogni occasione. Per informazioni: www.Lalineaverde.it – www.Dimmidisi.it |
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MAGNUM INFINITY CHOCOLATE, GUSTO INTENSO, PIACERE PIÙ LUNGO.
IL PRIMO MAGNUM CON SPECIALI SEMI DI CACAO DAL GUSTO INTENSO!
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Il gusto è un piacere… e più intenso è il gusto, più il piacere si prolunga, incredibilmente travolgente, morso dopo morso, restando nell’anima dopo aver conquistato i sensi, oltre i limiti del tempo, come fosse davvero ‘infinito’… Tutto questo è la novità Magnum 2012, un’intensa esperienza di gusto che nasce dall’incontro tra gelato e cioccolato: Magnum Infinity chocolate, intenso gelato al cioccolato con deliziosa salsa al cacao, ricoperto di croccante cioccolato fondente Magnum con pezzetti di semi di cacao tostati. Un gusto intenso per un piacere che dura più a lungo. E che non riuscirai a dimenticare, neanche dopo l’ultimo morso. Il segreto dietro questo nuova proposta Magnum? Una sapiente scelta del cacao, materia prima ‘regina’ di questo nuovo piacere firmato Magnum, vero e proprio ‘tributo’ al cioccolato, il piacere per eccellenza, grazie alle sue proprietà. Le caratteristiche del cacao cambiano a seconda del luogo di provenienza, cosi in diverse parti del mondo troviamo differenti varietà di cacao dalle proprietà uniche. Magnum, per Infinity, ha scelto il cacao della Tanzania, una rara varietà dalla straordinaria intensità di sapore e aroma. Magnum Infinity arricchisce l’esperienza di gusto, includendo anche semi di cacao tostati nella sua raffinata copertura di cioccolato: per un piacere lunghissimo al palato e ai sensi, che va ben oltre l’esperienza di assaporare un ‘semplice’ gelato, in un tripudio di golosità. Per questo non poteva che essere Infinity il nome dell’ultimo arrivato nella storia di Magnum: perché più intenso è il gusto, più lungo il piacere, più dolce il ricordo, per una sensazione che, partendo da un morso, si prolunga oltre, e ancora di più, portando l’anima e i sensi al di là del momento… E, per i momenti speciali che non potrebbero svolgersi in nessun altro luogo che casa tua, con la sua atmosfera unica, magica e accogliente, il piacere di Magnum assume il formato e il gusto sorprendentemente travolgenti di Magnum Infinity chocolate Mini. Perché, a volte, non c’è altro posto dove il piacere può essere così lungo come a casa… Per continuare la scoperta di gusti originali e intriganti, Magnum ha pensato a tante altre novità: Magnum Menta, un accostamento unico e sorprendente, un equilibrio goloso assolutamente da scoprire. Fresco gelato alla menta racchiuso da una croccante copertura di cioccolato e pezzetti di zucchero: Magnum Menta è un rituale di piacere per veri intenditori del gusto! Magnum Yogurt fresh è il lato più delicato del piacere firmato Magnum: cremoso gelato con yogurt con un avvolgente salsa al lampone, racchiuso da una croccante copertura di cioccolato al latte… l’ennesima, travolgente tentazione offerta da Magnum! Magnum Temptation Fruits si veste di novità e ritorna ancora più ricco: il gusto deciso della copertura di cioccolato al latte racchiude un morbido gelato alla vaniglia, arricchito da salsa alla frutta e pezzetti di mirtillo. Ma l’assoluto tocco di genio Magnum sono i deliziosi bon bon di cioccolato ripieni al mirtillo all’interno del gelato. Un´armonia di contrasti e consistenze che stupisce e diventa sempre più un autentico, irrinunciabile piacere! Magnum è una tentazione da assaporare anche a casa, grazie alle proposte disponibili al supermercato: puoi goderti il gusto della gamma storica con Magnum Classico, Magnum Mandorle e il già classicissimo Magnum Pistacchio. Ma il vero must dell’anno è il ritorno in multipack di Magnum Bianco: uno dei gelati Magnum più amati, con il suo morbido gelato alla vaniglia ricoperto da uno strato di dolce cioccolato bianco. Ancora al supermercato arriva poi anche Magnum Ghana al gusto Nocciola: intenso gelato al gusto di nocciola con deliziosa salsa al cacao magro e una croccante copertura di cioccolato al latte con il cacao proveniente da aziende agricole certificate Rainforest Alliance in Ghana. A completare i formati standard, c’è infine l’incredibile golosità della barretta Magnum White Chocolate and Nuts… impossibile resistere! Il piacere di Magnum è anche in formato mini. Oltre alla novità Infinity, arriva quest’anno la confezione assortita Magnum mini Pistacchio e Gianduia: 6 piccole grandi tentazioni - 3 Magnum Mini Pistacchio, gelato al gusto di pistacchio ricoperto di cioccolato al latte - e 3 Magnum Mini Gianduia, gelato alla vaniglia variegato con cioccolato alla gianduia e ricoperto di cioccolato al latte. Tutto il piacere di Magnum… ora in due tra i gusti più amati, in un’unica confezione! Magnum Mini Pistacchio e Gianduia affianca le proposte cui tutti siamo affezionati dalle estati scorse: Magnum Mini Classic, White e Almond, Magnum Mini Temptation – nelle versioni Fruit e Carmel&almond – Magnum Mini Double Caramel, Double Chocolate e Magnum Mini Liqueur Irish Cream e Limoncello, che ritornano per deliziarci a casa nostra con il piacere di combinazioni di gusto uniche, che solo Magnum poteva creare. Magnum Algida è il lato più ‘peccaminoso’ del gelato, grazie a gusti inconfondibili, decisi come il cioccolato, avvolgenti come la vaniglia, intensi come il caramello… Solo alcune delle tante ‘forme’ – quelle più classiche – che il piacere del gelato ha assunto nel corso degli anni, grazie a Magnum. Come resistere? ...Tanto vale abbandonarsi! |
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CONGUSTO E SILIKOMART: IL CONNUBIO PERFETTO TRA GUSTO ESTETICO E CULINARIO
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Gli anni non smentiscono l´intesa tra Congusto e Silikomart: e anche il 2012 sancisce il rinnovarsi della partnership tra le due aziende, partnership fondata sulla comune attenzione per la qualità, la creatività e l´innovazione in cucina. Il marchio Silikomart, numero uno nella produzione di stampi in silicone liquido alimentare, risponde appieno all´esigenze di una scuola di cucina come Congusto, desiderosa di offrire il meglio alla propria clientela e per questo sempre in cerca di strumentazioni professionali capaci di performance elevate e allo stesso tempo pratiche e di facile uso. Gli specialisti del silicone in cucina offrono infatti una vasta gamma di prodotti ricercati,funzionali, dal design originale e soprattutto rigorosamente Made In Italy: stampi flessibili, resistenti ad una escursione termica variabile dai -60° C ai + 230 °C, capaci con il colore e la fantasia delle loro forme di donare allegria ad ogni piatto. Alleati perfetti per cuochi professionisti ma anche per gli aspiranti tali frequentanti le lezioni del primo network italiano di scuole di cucina a gestione diretta. Strumenti insostituibili e versatili - utili sia a mani esperte, che a quelle un po´ più impacciate - capaci di unire praticità e stile, senza rinunciare alla semplicità ed alla velocità delle preparazioni, e rendendo anzi agevoli e sicure anche le operazioni più delicate, quali quelle dello sformare. E ai prodotti Silikomart, Congusto dedica una serie di corsi volti ad esaltarne tutte le potenzialità, mettendole in luce agli occhi del grande pubblico. Le prossime date Su Milano: -Lunedì 7 maggio alle ore 19.00 : Monografie Sul Cioccolato - In collaborazione con Silikomart Le prossime date Su Catania: -Martedì 3 aprile alle ore 20.00: Uova Golose Con... Gusto - In collaborazione con Silikomart -Venerdì 11 maggio alle ore 20.00: Laboratorio Di Cioccolato E Piccola Pasticceria - In collaborazione con Silikomart -Martedì 5 giugno alle ore 20.00 : Dolci Americani - In collaborazione con Silikomart Congusto è il salotto della “cultura contemporanea culinaria”. La nuova sede milanese del network di scuole di cucina più glamour d´Italia è sita nel cuore della città meneghina. Delizie, curiosità e laboratori di gusto hanno come cornice una location di charme, contraddistinta da un´atmosfera ricercata e toni ovattati. Il nuovo spazio Congusto di Via Giovan Battista Nazari 3 nasce dalle esigenze di un’azienda in continua crescita, che intende soddisfare le aspettative di un pubblico variegato di appassionati e professionisti offrendo loro il meglio del settore e garantendo un polo formativo dotato di aule e laboratori confortevoli, accoglienti e tecnologicamente attrezzati, senza mai rinunciare a quel tocco di raffinatezza tipica del mondo Congusto. Congusto Milano- Via Giovan Battista Nazari 3, 20129 Milano - Tel. 0263471982 www.Congusto.it |
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IL RISTORANTE UNICO FESTEGGIA IL SUO PRIMO COMPLEANNO
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Nell’ultima settimana di aprile dello scorso anno si aprivano le porte del ristorante Unico. Da allora i clienti hanno potuto conoscere la cucina dello chef Fabio Baldassarre Fatta di materie prime semplici e fragranti, elaborate secondo una virtuosa creatività. La carta ha sempre rispettato stagioni e tradizione; i tre menu degustazione sono diventati Un must per i palati più golosi; il brunch della domenica, un appuntamento ricco di sorprese Per grandi e bambini. P e r i l p r i m o c o m p l e a n n o d i U N I C O , la sera di lunedì 2 3 a p r i l e lo chef e il suo staff offriranno agli ospiti che avranno prenotato la cena, un aperitivo a base di Ostriche E Champagne accompagnati dal magico suono del violino Un anniversario...Unico! Per prenotazioni 02.39261025 info@unicorestaurant.It |
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BOLLICINE A MAROSTICA: DOMENICA 3 GIUGNO IL CASTELLO INFERIORE DIVENTA SPUMEGGIANTE
SECONDA EDIZIONE PER LA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DA AIS VENETO-DELEGAZIONE DI VICENZA. PRESENTI VINI E PRODUTTORI ITALIANI ED ESTERI. DUE DEGUSTAZIONI GUIDATE.
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Si terrà domenica 3 giugno la seconda edizione di Bollicine a Marostica, la rassegna dei vini spumanti organizzata da Ais Veneto-delegazione di Vicenza con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Vicenza e Comune di Marostica. Per tutta la giornata, dalle ore 10 alle 20, il Castello Inferiore ospiterà un banco d´assaggio in cui i produttori proporranno direttamente al pubblico i loro vini. Oltre 50 le aziende attese, con non meno di 150 etichette, provenienti da tutte le aree di produzione più vocate per le bollicine: da Conegliano e Valdobbiadene con il Prosecco Docg alla Franciacorta; dall´Oltrepò Pavese al Trento Doc. Presenti naturalmente anche i produttori locali con Durello, Vespaiolo Spumante e Recioto di Gambellara, ma si potrà viaggiare con il gusto anche oltralpe, con alcune interessanti Maison francesi dello Champagne e produttori spagnoli di Cava. Due i momenti speciali previsti nel corso della giornata per le degustazioni guidate delle etichette più prestigiose. Per tutto il giorno inoltre gli assaggi saranno accompagnati dai prodotti tipici del territorio. “Stiamo vivendo un momento molto fortunato per le bollicine – spiega Roberta Moresco – delegato Ais di Vicenza – nostro dovere, come delegazione dell´Associazione Italiana Sommelier è quello di diffondere la cultura del buon bere. Anche attraverso eventi in cui alla degustazione si può associare una vista incantevole, come quella che si può ammirare dal terrazzo del Castello di Marostica”. Niente giurie o premi per gli spumanti proposti, ma solo un giudizio estetico sulla “bottiglia meglio vestita” a cui sarà consegnato un premio. “A Marostica tutto è bello – aggiunge la Moresco – anche le bottiglie”. Il biglietto di ingresso per il pubblico è di soli 10 euro, comprensivo di calice, degustazioni illimitate e possibilità di visitare il Castello Inferiore |
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TRA PESARO E URBINO ALLA SCOPERTA DEI SAPORI MARCHIGIANI
DALLA TRADIZIONE RIVISITATA DELL´EXCELSIOR DI PESARO AI LUOGHI IN CUI NASCONO I PRODOTTI TIPICI
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L´enogastronomia marchigiana è ricca di eccellenze e sapori unici. Una delle possibilità per scoprirli è un percorso che parta da Pesaro e arriva alle colline di Urbino, attraversando per intero la Val Metauro. La Val Metauro è un´area ricca di vigneti e di antichi frantoi. Qui si produce da secoli un olio di oliva di altissima qualità: l´Olio Extravergine di Oliva Cartoceto, primo olio Dop della regione. È prodotto principalmente dalle varietà di olivo Raggiola, Frantoio e Leccino. Sempre tra Cartoceto e Talamello, inoltre, nasce il Pecorino di Fossa, un formaggio stagionato prodotto con latte di pecora. Il suo nome deriva dall´usanza dei contadini della regione di riporre le forme in sacchi di tela calati per novanta giorni in cavità tufacee (di tre o quattro metri di profondità) chiuse da coperchi di legno. La tradizione vuole che le forme vengano sotterrate ad agosto e vi rimangano fino al giorno di Santa Caterina (25 Novembre). Proseguendo verso l´interno si arriva nelle terre di uno dei prodotti più famosi dell´enogastronomia marchigiana: il tartufo. "Città del Tartufo" nota in tutta Italia è Acqualagna, dove il prezioso alimento è presente tutto l´anno: da ottobre a dicembre si trova il tartufo bianco pregiato, da gennaio a marzo il tartufo nero pregiato, da aprile a giugno quello nero estivo (detto scorzone) e da luglio a settembre il bianchetto (o marzuolo). Diversi sono gli eventi cittadini a tema e il prossimo sarà la Fiera Regionale del tartufo Nero Estivo il 5 agosto 2012. Altra imperdibile eccellenza gastronomica del territorio è la Casciotta di Urbino Dop, un formaggio poco stagionato prodotto con latte ovino (per il 70/80%) con l´aggiunta di latte vaccino (20/30%). Secondo la tradizione Michelangelo ne era talmente ghiotto da farsi spedire le forme a Roma. È da gustare insieme alla crescia sfogliata, la piadina con l´aggiunta di uova tipica della città ducale. Dai vigneti locali, infine, si ottiene il Bianchello del Metauro Doc, vino brioso che ben si adatta ai piatti di pesce tipici della riviera adriatica e a portate leggere condite con l´extravergine di Cartoceto. Il Rosso dei Colli Pesaresi Doc, invece, si sposa perfettamente con le carni, il tartufo e il formaggio di fossa. Per informazioni su eventi, prenotazione di visite guidate alle aziende agricole o degustazioni: www.Pesarourbino.com. Al ´59 Restaurant di Pesaro (Lungomare Nazario Sauro T. 0721 630011), cuore gourmet dell´Hotel Excelsior (www.Excelsiorpesaro.it), è possibile gustare i prodotti tipici rivisitati e arricchiti con creatività. L´excelsior, infatti, attraverso l´attenta scelta dei prodotti locali come materie prime per la propria cucina, punta alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Anche per questo nella proposta estiva dell´hotel è inclusa nel prezzo la cena al ´59 Restaurant: da Maggio a Settembre la Special Summer Offer comprende soggiorno in camera doppia comfort con colazione, cena a tre portate, accesso alla Spa, alla Sala Fitness e al Lido Excelsior (con vasche idromassaggio e baby corner) da 126 € al giorno a persona. Hotel Excelsior ***** Lungomare Nazario Sauro, Pesaro - Tel. +39 0721-630011 - www.Excelsiorpesaro.it (A14 uscita Pesaro-urbino). Tutte le località del percorso sono raggiungibili comodamente seguendo la superstrada E78 o la Via Flaminia in direzione Roma per Cartoceto e Acqualagna, mentre Pesaro e Urbino sono collegate dalla Sp423 |
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