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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 17 Aprile 2013 |
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DICHIARAZIONE DEL COMMISSARIO HEDEGAARD SUL VOTO DI OGGI DA PARTE DEL PARLAMENTO EUROPEO SULLA PROPOSTA DI BACKLOADING |
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Bruxelles, 17 aprile, 2013 - Il Parlamento europeo ieri ha votato
contro la proposta backloading della Commissione. In risposta al voto del
Parlamento, della Commissione Europea per il clima Connie Hedegaard ha detto:
´´ La Commissione, naturalmente, si rammarica che il Parlamento europeo
non ha approvato la proposta posticipati. Tuttavia, vale la pena notare che
quando è stato suggerito nel secondo voto che il Parlamento ha ultimato il suo
rifiuto subito, questo non è stato sostenuto. La proposta sarà ora tornare alla
Commissione Ambiente del Parlamento per un ulteriore esame. L´europa ha bisogno
di un mercato del carbonio robusta per soddisfare i nostri obiettivi climatici
e stimolare l´innovazione. La Commissione resta convinta che posticipati
contribuirà a ripristinare la fiducia nel sistema Ets dell´Ue nel breve periodo
fino a quando decidiamo su misure più strutturali. Passiamo ora riflettere
sulle prossime iniziative per garantire che l´Europa ha forti Ets. In tal modo
la posizione del Consiglio in merito alla proposta sarà un fattore importante e
prendo atto della reazione della Presidenza irlandese oggi a perseguire con
urgenza e concludere le discussioni tra gli Stati membri. Il mercato, gli
investitori e dei nostri partner internazionali, sono tutti in attesa.´´
Info Sfondo
Oggi il Parlamento europeo ha votato contro nella sessione plenaria sul
progetto di modifica del sistema di scambio di emissioni dell´Ue (Ets):
La Commissione europea aveva proposto di rinviare (back-load) la
vendita all´asta di 900 milioni di quote Ets dell´Ue a partire dagli anni
2013-2015 fino al 2019-2020. Questa misura è stato progettato per riequilibrare
domanda e offerta e per ridurre la volatilità dei prezzi, senza impatti
significativi sulla competitività.
Per ulteriori informazioni
Commissione Europea Dg Clima, la riforma strutturale del mercato
europeo del carbonio
http://ec.Europa.eu/clima/policies/ets/reform/index_en.htm
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DISPOSITIVI DI RAFFREDDAMENTO FUNZIONANTI CON L´ELETTRICITÀ PRODOTTA DAL LORO STESSO CALORE |
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Bruxelles, 17 aprile 2013 - I
generatori termoelettrici sono dispositivi che non consumano elettricità poiché
ottengono l´energia di cui hanno bisogno per funzionare proprio dal calore che
generano. Questi generatori convertono il calore direttamente in energia
elettrica sfruttando un fenomeno chiamato "effetto Seebeck", in cui
una differenza di temperatura tra due diversi conduttori o semiconduttori
elettrici produce una differenza di tensione tra essi.
Quando si applica calore a uno dei due conduttori o semiconduttori, gli
elettroni riscaldati scorrono verso quello più freddo. Se la coppia è collegata
mediante un circuito elettrico, una corrente diretta (Dc) scorre attraverso
quel circuito.
La generazione termoelettrica è ampiamente usata in applicazioni
militari e aerospaziali; il rover Curiosity su Marte è un ottimo esempio di
questo. Queste applicazioni sono normalmente usate per ambienti con temperature
da medie ad alte (da 250°C a 1200°C).
Per ottimizzare le applicazioni termoelettriche per scopi civili, la
tecnologia deve essere adattata a temperature più basse, ed è questo
l´obiettivo del progetto Geter ("Thermoelectric generation with residual
heat energy"), finanziato dall´Ue, presso l´Università Pubblica della
Navarra, in Spagna.
Ricercatori dell´università hanno prodotto un prototipo di dispositivo
termoelettrico che si raffredda da solo e che raggiunge un raffreddamento
"gratuito" di oltre 30°C. L´obiettivo è quello di trasformare questo
prototipo in un sistema per far funzionare i convertitori e i trasformatori
usati nelle centrali a energia rinnovabile, ad esempio, eoliche, solari
fotovoltaiche, solari termoelettriche e idroelettriche.
"Quando questi dispositivi sono in funzione, essi generano calore
e devono essere raffreddati", spiega David Astrain-ulibarrena, ricercatore
capo del progetto. "In molti casi, vengono usati scambiatori di calore con
ventilatori che devono essere alimentati esternamente e consumano quindi una
certa quantità di corrente elettrica".
"Ciò che noi facciamo è sfruttare il flusso di calore emesso dai
convertitori e dai trasformatori di corrente per produrre l´energia elettrica
necessaria per far funzionare i ventilatori", ha aggiunto. "In questo
modo noi otteniamo il raffreddamento del dispositivo e controlliamo la sua
temperatura, ma senza nessun costo energetico".
Questa applicazione termoelettrica che si raffredda da sola è soltanto
uno dei filoni di attività dei partner del progetto, il cui obiettivo generale
è quello di sviluppare generatori termoelettrici che permettono di trasformare
in energia elettrica anche bassi livelli di energia termica; in altre parole,
flussi residui di calore con temperature inferiori a 250°C.
"Le migliori prospettive future riguardanti la generazione
termoelettrica hanno a che fare con lo sfruttamento delle fonti gratuite di
calore, come i flussi residui di calore", dice il prof. Astrain. "In
Spagna, il 40 per cento dell´energia di base è sprecato sotto forma di calore
residuo. Questa fonte di calore è difficile da sfruttare con i sistemi
convenzionali per produrre energia elettrica, come le turbine a vapore e
gas".
All´interno della struttura di questo progetto, il team di ricerca ha
sviluppato e convalidato sperimentalmente un modello computazionale che mostra
di essere in grado di ottenere fino a 1 kW di energia elettrica per ogni metro
cubo di una canna fumaria industriale.
Per maggiori informazioni, visitare:
http://www.unavarra.es/
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TIRRENO POWER, ASSESSORE LIGURIA: “MINISTERO CONFERMA NOSTRA INTERPRETAZIONE. IL TERZO GRUPPO NON È PREVISTO NELL´ATTUALE AIA“ |
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Genova, 17 Aprile 2013. "Il Ministero dell´ambiente ha confermato
la nostra interpretazione su il crono programma di lavori previsti per
l´abbattimento dell´inquinamento della centrale termoelettrica di Vado Ligure,
ribadendo che il rifacimento del terzo gruppo a carbone dovrà essere soggetto
ad un´eventuale nuova autorizzazione integrata ambientale e non è previsto
dall´attuale Aia". Lo dice l´assessore all´ambiente della Regione Liguria,
Renata Briano commentando le conclusioni a cui è giunto il Ministero
dell´ambiente circa l´interpretazione dell´Aia rilasciata dallo stesso
Ministero il 14 dicembre scorso sui lavori previsti all´interno della centrale.
Le delucidazioni che martedì 16 aprile il Ministero ha reso note erano state
richieste dalla Regione Liguria, a seguito del ricorso presentato dai Comuni di
Quiliano e Vado Ligure contro l´Aia, preoccupati per la realizzazione di un
terzo gruppo a carbone, in affiancamento ai due già esistenti. "La Regione
– spiega Briano – ha chiesto al Ministero un´interpretazione autentica a
conferma di quanto noi sapevamo. Il dubbio dei Comuni era che il rifacimento
del terzo gruppo fosse contemplato dall´autorizzazione ministeriale e invece
non è così.
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COMUNE DI FIRENZUOLA: S.PELLEGRINO - NUOVA ILLUMINAZIONE PUBBLICA A LED |
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Firenzuola, 17 aprile 2013 - Il
commento del Sindaco:
È stata finalmente realizzata la nuova illuminazione pubblica della
frazione di S. Pellegrino. Tale intervento, atteso da anni, si è reso
necessario in conseguenza del pessimo stato in cui si trovava l´impianto di
illuminazione pubblica della frazione; corpi illuminanti vetusti con resa
illuminotecnica molto scarsa e consumi elevati, mancanza di punti luce in
alcune zone che
causavano situazioni di pericolo per i cittadini, dovute anche alla
particolare dislocazione dell´abitato che praticamente si snoda quasi
interamente lungo la S.p.610 "Montanara Imolese", strada di
collegamento molto trafficata tra Firenzuola e la valle del Santerno, rete
elettrica da sostituire.
L´intervento, progettato e diretto dal personale del nostro Ufficio
Tecnico e realizzato da un´impresa locale, ha comportato la completa
sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con moderne apparecchiature a Led di
ultima generazione, la posa integrale di nuovi punti luce in zone che ne erano
sprovviste e la totale ricostruzione della linea elettrica, ormai non più a
norma. La nuova tecnologia di lampade a Led utilizzata nei lavori, consente di
ottenere un dimezzamento dei consumi a fronte di pari resa illuminante e costi
di manutenzione abbattuti grazie alla durata molto maggiore rispetto alle
lampade utilizzate fino ad oggi.
Il progetto ha interessato tutta la Provinciale Imolese, la zona della
chiesa e Via del Castello.
Il risultato ottenuto, decisamente positivo, ha raggiunto i seguenti
obiettivi: miglioramento importante della illuminazione delle aree pubbliche,
maggiore sicurezza stradale per pedoni ed automobilisti, risparmio energetico
ed ambientale grazie all´utilizzo della moderna tecnologia a Led con
conseguente abbattimento dei costi per la bolletta elettrica e per gli
interventi di manutenzione.
Nei prossimi giorni il lavoro sarà completato grazie alla completa
verniciatura dei vecchi pali, mantenuti in esercizio.
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EFFICIENZA ENERGETICA IN EDILIZIA: KICK OFF MEETING DEL PROGETTO EMILIE IN AREA SCIENCE PARK UNA DUE GIORNI CON I PARTNER EUROPEI. SARANNO AVVIATE AZIONI PILOTA DI TECNOLOGIE GREEN |
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Trieste, 17 aprile 2013 - Parola
d’ordine: efficienza energetica negli edifici. Obiettivo: riadattare, innovare,
inventare soluzioni per rendere più ”green” il patrimonio edilizio esistente. È
in questo ambito che nasce il progetto europeo Emilie (Enhancing Mediterranean
Initiatives Leading Smes to innovation in building energy efficiency
technologies), che prende ufficialmente il via con il kick off meeting dei
partner, in programma a Trieste il 16 e
il 17 aprile in Area.
Il progetto, finanziato dal programma di cooperazione transnazionale
“Mediterraneo” , vuole supportare il potenziale di sviluppo e le capacità di
innovazione delle Pmi nell’ambito dell’efficienza energetica degli edifici nel
settore terziario a livello transazionale, per contribuire attivamente a
crescita, competitività e occupazione dell’area del Mediterraneo. Sostiene, da
un lato, l’innovazione attraverso l’individuazione, il testing e la diffusione
di nuovi prodotti e tecnologie, dall’altro, lo sviluppo di una pluralità di
azioni a sostegno delle Pmi. Saranno
organizzati workshop tecnici mirati alla presentazione di nuove
tecnologie mappate a livello europeo e mondiale e testate in imprese e
amministrazioni regionali e locali che si occupano della gestione del
patrimonio immobiliare pubblico e più precisamente di appalti di
ristrutturazione o di nuova edificazione.
Saranno, inoltre, realizzate azioni pilota, una in ogni Paese partner
del progetto. Si tratta di laboratori/impianti dimostrativi aperti alle
imprese. In particolare, in Italia sarà
realizzato un impianto di solar cooling. [per tutto quello che segue dovremmo
chiedere conferma a Stt una tecnologia che consiste nell’abbinamento tra
pannelli solari termici e una macchina frigorifera. L’obiettivo è produrre
freddo, sotto forma di acqua refrigerata o di aria condizionata, a partire da
una sorgente di calore. Il solar cooling sfrutta le ore con la massima
disponibilità di radiazione solare, che coincidono con quelle nelle quali, in
estate, cresce la richiesta di condizionamento d’aria negli edifici].
Emilie nasce sulla scia di Marie - Mediterranean Building Rethinking
For Energy Efficiency Improvement, progetto strategico finanziato dal Programma
europeo di cooperazione transazionale "Med" che rappresenta la
risposta delle regioni dell’Europa Mediterranea al miglioramento
dell´efficienza energetica del patrimonio immobiliare, con un’attenzione ancora
più focalizzata al mondo delle imprese attive nel settore per supportarne i
processi innovativi. Cinque i paesi coinvolti (Spagna, Francia, Slovenia, Croazia
e Italia), sei i partner: Area Science Park (coordinatore), Iat (Andalusian
Institute of Technology); Circe - Centro de investigación de recursos y
consumos energéticos – Zaragoza; Capenergies Energy Cluster; Jože Štefan
Research Institute, Regional Energy Agency Kvarner (Fiume). A questi sono
associati: Regione Piemonte, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Regione
Basilicata, Confapi nazionale; Ministry of Town and County Planning and
Sustainability -Government of Catalonia, Andalusian Energy Agency, Andalusian
association of promoters and producers of renewable energy; Region Paca
(Provence-alpes-côte d´Azur), French Riviera Chamber of Commerce; Chamber of
Commerce and Industry of Slovenia.
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LA COMMISSIONE EUROPEA INTERVIENE PER RAFFORZARE LA TRASPARENZA DELLE IMPRESE SULLE QUESTIONI SOCIALI E AMBIENTALI |
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Bruxelles, 17 aprile 2013 - La
Commissione europea ha proposto ieri una modifica della normativa vigente in
materia di contabilità al fine di migliorare la trasparenza di alcune grandi
società sulle questioni sociali e ambientali. Le imprese interessate avranno
l´obbligo di informativa sulle politiche, sui rischi e sui risultati
riguardanti le questioni ambientali e sociali e quelle legate al lavoro, al
rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione e alla diversità
nei consigli di amministrazione.
Il commissario per il Mercato interno e i servizi Michel Barnier ha
dichiarato: "Oggi proponiamo un´importante normativa sulla trasparenza
delle imprese in tutti i settori per fornire informazioni utili alle imprese,
agli investitori e a tutta la società, come richiesto a gran voce dalla
comunità degli investitori. Le imprese che già pubblicano informazioni sui
risultati finanziari e non finanziari adottano una prospettiva di più lungo
termine nei processi decisionali, sostengono minori costi di finanziamento,
attraggono e mantengono personale di talento e, infine, hanno più successo. Si
tratta di aspetti importanti per la competitività dell´Europa e per la
creazione di nuovi posti di lavoro. Occorre che le migliori pratiche diventino
la regola. Le nuove norme si applicano soltanto alle grandi società con più di
500 dipendenti, perché i costi che le piccole e medie imprese (Pmi) dovrebbero
sostenere per ottemperare alla nuova normativa probabilmente supererebbero i
benefici.
Secondo la proposta, le grandi società con più di 500 dipendenti
avranno l´obbligo di pubblicare informazioni rilevanti e concrete in materia
ambientale e sociale nelle relazioni annuali. L´approccio adottato garantisce
che gli oneri amministrativi siano ridotti al minimo. Invece che una vera e
propria relazione di "sostenibilità" dettagliata, si pubblicheranno
informazioni sintetiche, utili a comprendere l´evoluzione, i risultati e il
posizionamento dell’impresa. Se la pubblicazione dei dati relativi a un
determinato settore non è rilevante per l’impresa, non ci sarà alcun obbligo di
informativa, ma soltanto quello di motivare la scelta. Inoltre, è possibile
pubblicare i dati a livello di gruppo, invece che per ogni singola società del
gruppo.
Il provvedimento proposto è stato concepito in un´ottica non
prescrittiva e lascia ampia flessibilità alle imprese, che possono divulgare le
informazioni più pertinenti nel modo che ritengono più utile. Le società
possono avvalersi delle linee guida nazionali o internazionali che ritengono
più opportune (per esempio, il Global Compact dell´Onu, l´Iso 26000 o il codice
di sostenibilità tedesco).
Per quanto riguarda la trasparenza in materia di tutela della diversità
nelle posizioni dirigenziali, le grandi società quotate dovranno pubblicare
informazioni sulla propria politica della diversità, con dati relativi all´età,
al genere, alla provenienza geografica e alle esperienze formative e
professionali. Le informazioni pubblicate dovranno indicare gli obiettivi della
politica, le modalità di attuazione e i risultati conseguiti. Le società che
non hanno elaborato una politica della diversità dovranno motivare questa
scelta. Tale approccio è conforme al quadro generale dell´Unione europea in
materia di governo societario.
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DIVULGAZIONE DI INFORMAZIONI NON FINANZIARIE E LA DIVERSITÀ DA ALCUNE GRANDI AZIENDE E GRUPPI (PROPOSTA DI MODIFICA DELLE DIRETTIVE CONTABILI) - DOMANDE FREQUENTI |
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Bruxelles, 17 aprile, 2013 -
1. Che cosa cambierà? Quali informazioni saranno rese note e come?
Questa direttiva proposta modifica le direttive contabili (quarta e
settima direttive contabili sui conti annuali e consolidati, 78/660/Cee e
83/349/Cee , rispettivamente). L´obiettivo è quello di aumentare la trasparenza
e le prestazioni in materia ambientale e sociale delle imprese dell´Ue, e,
quindi, di contribuire efficacemente alla crescita economica a lungo termine e
l´occupazione.
Le aziende interessate dovranno indicare nelle loro relazioni annuali
le informazioni pertinenti e sostanziali in materia di politiche, risultati e
rischi riguardanti gli aspetti ambientali, sociali e relativi al personale, il
rispetto dei diritti umani, la lotta contro la corruzione e le questioni di
corruzione, e la diversità nei consigli di Amministrazione.
Le aziende manterranno una notevole flessibilità per fornire
informazioni rilevanti in modo che essi ritengono più utili. Essi possono
utilizzare le linee guida internazionali o nazionali in base alle loro
caratteristiche o ambiente di business (per esempio, il Global Compact delle
Nazioni Unite, Iso 26000, o il codice di sostenibilità tedesca).
2. Perché non importa trasparenza azienda? È la divulgazione di
informazioni ambientali e sociali importanti?
Trasparenza porta ad una migliore performance. La crisi finanziaria ha
dimostrato come alcune aziende che non riescono finanziariamente a un certo
punto nel tempo possono aver avuto notevoli contrattempi trasparenza prima.
Questo è vero non solo per la divulgazione di informazioni finanziarie, ma
anche per quanto riguarda la trasparenza ambientale e sociale.
Le aziende che sono trasparenti rendimento migliore nel tempo, hanno
costi di finanziamento più bassi, attrarre e trattenere i dipendenti di
talento, e sono in definitiva più successo.
Gli investitori sono sempre più interessati a informazioni non
finanziarie al fine di avere una visione globale di una società di sviluppo, le
prestazioni o la posizione, e analizzare a fondo queste informazioni nei loro
processi di investimento-decisionali.
3. Perché ora? Qualora la Commissione non attendere che la crisi
economica è finita?
La trasparenza è parte della soluzione, non parte del problema.
Trasparenza porta a migliori prestazioni, una sana crescita economica e
l´occupazione sostenibile.
I requisiti della legislazione vigente dell´Ue si sono dimostrate
inefficaci. Attualmente, meno del 10% delle più grandi società comunitarie
fornisce regolarmente informazioni ambientali e sociali. Alcuni Stati membri
hanno introdotto obblighi di pubblicità che vanno oltre la quarta direttiva sul
diritto societario. Per esempio: il Regno Unito ha introdotto la legislazione
nel 2006, che è ora in fase di aggiornamento, la Svezia ha adottato una
legislazione nel 2007, la Spagna nel 2011, la Danimarca ha modificato la sua
legislazione, nello stesso anno, l´ultimo aggiornamento in Francia risale al
maggio 2012. È necessario un aggiornamento Ue e la parità di condizioni nel
mercato interno dell´Unione europea.
Trasparenza, successo economico, le prestazioni ambientali e sociali
sono tutti importanti nel lungo termine. Affrontare la trasparenza in un
periodo di crisi ha reso la Commissione più sensibile e vigile in modo che
tutti gli sforzi sono stati fatti per evitare un onere amministrativo
eccessivo.
Le aziende con meno di 500 dipendenti non saranno soggetti ad alcun
nuovo obbligo. Per le aziende più grandi, i costi connessi con le informazioni
richieste sono commisurate al valore e l´utilità delle informazioni, e con la
dimensione e la complessità delle società coinvolte.
4. Perché un obbligo di legge? Sarebbe un approccio puramente
volontario non essere sufficiente?
Nel corso degli anni, abbiamo visto i limiti di un approccio
volontario. Oggi, circa 2.500 grandi imprese dell´Ue rivelano regolarmente
informazioni ambientali e sociali. Che regolano la diffusione di alcuni
requisiti minimi, evitando un indebito onere amministrativo, in particolare per
le imprese più piccole, è la decisione giusta in questo momento.
5. Chi trarrà beneficio da questa misura?
Ogni singola azienda che divulga informazioni trasparenti in materia
sociale e ambientale realizzare vantaggi significativi nel corso del tempo, tra
cui migliori prestazioni, costi di finanziamento più bassi, minori e meno
significativo le interruzioni dell´attività, migliori relazioni con i
consumatori e le parti interessate. Investitori e finanziatori potranno
beneficiare di un processo di investimento-decisione più consapevole ed
efficiente. La società in generale beneficerà di società di gestione di sfide ambientali
e sociali in modo più efficace e responsabile.
6. È presente direttiva legislazione "comply or explain"?
Diverse parti interessate hanno opinioni diverse su ciò che
"comply or explain" legislazione dovrebbe essere simile.
Giurisdizioni sostenendo che essi hanno un approccio "rispetta o
spiega" per trasparenza spesso hanno una legislazione molto diverso.
Per essere chiari, la presente direttiva prevede l´obbligo. Ma le
aziende sono lasciati con una notevole flessibilità e la legislazione contiene significativo
"comply or explain" modalità. Per esempio, le aziende non saranno
tenuti ad avere una politica della diversità sala del consiglio, ma quando non
ce l´hanno, le aziende dovranno spiegare perché non.
Le aziende non saranno tenuti a divulgare informazioni che non sono
pertinenti o non necessari per la comprensione di una società di sviluppo, le
prestazioni o la posizione. Questo non è un´esercizio di controllo. Qui si
tratta di materiale rivelando, informazioni utili e preziose per la corretta gestione
e la comprensione di una società.
7. Che cosa sta facendo la Commissione al fine di evitare inutili oneri
amministrativi, in particolare per le piccole e medie imprese (Pmi)?
Le aziende con meno di 500 dipendenti non saranno tenuti a comunicare
le informazioni ambientali e sociali. Questo non significa che essi non
potrebbero trarre vantaggio da una migliore trasparenza. La stessa logica si
applica come per le grandi aziende. Ma le aziende più piccole possono non
dispongono di adeguate risorse umane e dei costi di gestione delle informazioni
possono essere proporzionalmente più elevato. Così l´onere amministrativo
globale può essere sproporzionato.
Di per sé, questa direttiva non si tradurrà in un onere amministrativo
diretto per le imprese più piccole. Tuttavia, come le aziende di tutte le
dimensioni si sviluppano le loro attività, essi possono andare incontro a
esigenze di trasparenza da parte dei clienti, dipendenti, consumatori,
investitori, finanziatori e altri partner commerciali e le parti interessate.
Sono state adottate altre misure per limitare l´onere amministrativo
per le imprese più grandi anche. Per esempio, gli obblighi di comunicazione
possono essere adempiuti una volta a livello di gruppo, piuttosto che per
ciascuna società del gruppo. Aspetti di auditing e di assicurazione sono
limitati ad una verifica di coerenza tra le informazioni ambientali e sociali e
le informazioni finanziarie.
8. Quante aziende saranno soggetti al nuovo obbligo di segnalazione?
Un equilibrio che è stato realizzato in modo che si realizzano i
benefici di una maggiore trasparenza, mentre un indebito onere amministrativo,
in particolare per le piccole imprese, è evitato. Sono statistiche precise a
disposizione, ma, per essere chiari, milioni di piccole e medie imprese europee
avranno nessun nuovo obbligo di sorta.
Attualmente, circa 2.500 grandi imprese dell´Ue rivelano regolarmente
informazioni ambientali e sociali. Se la Commissione avesse utilizzato una
soglia di 250 dipendenti che per comunicazioni finanziarie, più di 40.000
grandi aziende sarebbero venuti nel campo di applicazione. Dopo aver aumentato
la soglia di segnalazione di 500 dipendenti in realtà riduce il numero di
aziende di circa 18.000. Ciò significa che circa 15.500 grandi imprese Ue
dovranno essere trasparenti in materia sociale e ambientale a seguito di questa
normativa, che è un aumento di oltre il 600% .
9. Ok, questo è un bene per l´ambiente, ma quanto costa questo le
aziende di costo?
Questa iniziativa è certamente un bene per l´ambiente. Trasparenza
porta alla consapevolezza e porta l´attenzione dei dirigenti e direttori agli
impatti chiave di attività dell´azienda sull´ambiente. Traduce trasparenza Più
ambientali nelle migliori prestazioni ambientali.
Ma al di là di benefici ambientali, questa iniziativa è un bene per la
società ed è un bene per le aziende e gli investitori. Le aziende devono
attrezzarsi adeguatamente per gestire le sfide sociali e le questioni relative
alla corruzione, la corruzione e il rispetto dei diritti umani. Le aziende
saranno chiaramente beneficiare di una maggiore diversità nei loro consigli di
amministrazione. Il successo a lungo termine della società cerniere Ue su
eccellere nel gestire questi e simili sfide strategiche. La trasparenza è uno
strumento di gestione efficace nel box toolkit strategico delle imprese dell´Ue.
Anche se è difficile citare dati concreti, i vantaggi della trasparenza
di gran lunga superiori ai costi. La trasparenza è la chiave per i valori
comuni e la comprensione di una economia sociale di mercato. La trasparenza si
estende oltre la pubblicazione di stato patrimoniale e conto della società o
del conto economico.
Tornando ai costi, vi è una vasta gamma di stime. La maggior parte
concordano sul fatto che una reportistica completa sugli aspetti sociali e
ambientali costa una grande azienda tra € 30.000 e € 600.000 per anno. Questo
dipende dalle dimensioni e dalla complessità della società. Esso varia anche
secondo l´uso interno e visibilità esterna. Molte aziende hanno imparato il
valore strategico delle relazioni sulle questioni sociali e ambientali per il
loro processo di business decisione interna, e per le loro comunicazioni
esterne. Molti vedono le spese di tale segnalazione come un investimento e non
come un costo.
Ma, per essere chiari, la nuova direttiva non è che richiedono una
reportistica completa sugli aspetti ambientali e sociali (anche se la
Commissione ha certamente la incoraggia). La proposta di direttiva prevede la
divulgazione nella relazione annuale di alcune informazioni sulle politiche,
risultati e rischi. Questo è stimata a tradursi in un costo diretto per le
grandi aziende con meno di 5.000 euro l´anno, vale a dire meno di 100 milioni
di euro l´anno a livello dell´Ue.
10. Come fa presente direttiva si riferiscono a rendicontazione
integrata?
La proposta di direttiva si focalizza sulle disclosure ambientale e
sociale. Rendicontazione integrata è un passo avanti, ed è circa l´integrazione
da parte delle imprese della finanziaria ambientali informazioni in modo
globale e coerente, sociali e di altro. Per essere chiari, la presente
direttiva non impone alle aziende di rispettare reporting integrato. La
Commissione segue con grande interesse l´evoluzione del concetto integrato di
reporting, e, in particolare, i lavori del Consiglio Integrated Reporting.
11. Qual è il rapporto con la recente iniziativa della Commissione di
aumentare la presenza delle donne nei consigli di amministrazione?
L´obiettivo di entrambe le iniziative è simile: a diversificare la
composizione dei consigli di amministrazione in modo da meglio supervisionare
la gestione della società. Tuttavia, la logica è un po ´diverso.
La presenza delle donne sulla iniziativa schede copre aspetti di genere
solo, e si basa sul raggiungimento di una certa percentuale. La proposta di
direttiva riguarda gli altri aspetti della diversità, come gli sfondi di studio
e professionali, di età o di diversità geografica di amministrazione. Le
aziende saranno tenute a comunicare le loro politiche di diversità. Questo
dovrebbe esercitare una pressione indiretta, incoraggiando una maggiore
diversità. Pertanto, le proposte sono complementari.
12. La Commissione ha previsto un periodo di transizione?
La Commissione è consapevole del fatto che alcune grandi aziende
possono avere bisogno di un po ´di tempo per adattarsi, di sviluppare competenze,
e di attuare in modo efficace e utile la loro trasparenza in materia ambientale
e sociale. Questo sarà fatto nel tempo. Ecco perché il provvedimento prevede
una notevole flessibilità in modo che le imprese riportano nel modo in cui essi
vedono più utili, in base alle loro caratteristiche. Si prevede inoltre che le
aziende potranno sfruttare il tempo di regolazione dato fino a questa direttiva
è adottata dal Consiglio e dal Parlamento europeo, e recepita dagli Stati
membri (ad esempio, il 2016, il che significa che le aziende potrebbero essere
tenuti a pubblicare i loro primi rapporti in 2017). Gli Stati membri possono
concedere le società non quotate, che attualmente possono essere meno
utilizzati per segnalare le pratiche, la possibilità di un ulteriore anno di
transizione.
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BRIDGESTONE, LA RADIOGRAFIA DEI COSTI AL GRUPPO TECNICO DEL MISE NUOVA RIUNIONE IL 2 MAGGIO, DE VINCENTI: GARANTIRE FUTURO STABILE |
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Roma,
17 aprile 2013- La radiografia dei costi complessivi di Bridgestone in Europa, i
loro riflessi sull’impianto di Modugno (Bari), il consumo energetico, come
recuperare efficienza. Sono stati questi i temi all’ordine del giorno del gruppo
di lavoro tecnico che si è riunito ieri, per oltre tre ore, al Ministero dello
Sviluppo Economico.
Prossimo
appuntamento, il 2 maggio, con l’impegno dell’azienda a presentare indicazioni
operative sul contenimento delle spese e sul posizionamento di mercato del sito
industriale.
Alla
riunione- presieduta dal Sottosegretario al Mise Claudio De Vincenti-
hanno preso parte il Viceministro al Lavoro Michel Martone, i vertici
dirigenziali italiani ed europei della multinazionale, esponenti della Regione
Puglia e delle istituzioni locali, rappresentanti delle segreterie di categoria
nazionali e territoriali di Cgil Cisl Uil Ugl Confail, Rsu
aziendali.
Il
serrato confronto è stato occasione per il Sottosegretario di ribadire la linea
del governo: “Confronto a 360 gradi per riuscire a garantire allo stabilimento
di Modugno un futuro stabile e serio, senza escludere alcuna opzione- ha
affermato De Vincenti- Ragionare su recuperi di efficienza è importante, ma
serve una prospettiva di medio-lungo termine”. |
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IMPRESE: ABRUZZO PRESENTA BANDO DA 6 MLN SU RETI IMPRESA L´ASSESSORE:"SISTEMI AGGREGATIVI PER FAVORIRE L´INNOVAZIONE" |
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Pescara, 17 aprile 2013 - Un bando da sei milioni di euro relativo alle
Reti di impresa, pubblicato sul Burat Speciale dello scorso venerdì 5 ed in
scadenza il prossimo 31 luglio, è stato presentato, ieri mattina, a Pescara, in una conferenza
stampa, dal vice presidente della Regione ed assessore allo Sviluppo economico,
Alfredo Castiglione, affiancato dal neo direttore di Abruzzo Sviluppo, Riccardo
Bertazzo. "Nella legislatura in corso - ha esordito Castiglione - la
Giunta regionale ha posto in essere un programma organico di politica
industriale e per la prima volta le risorse disponibili sono state in massima
parte utilizzate con criteri di selezione, concentrazione ed organicità.
L´obiettivo principale è quello di favorire l´innovazione, la ricerca ed il
trasferimento dlla conoscenza , privilegiando i sistemi aggregativi. Una nuova
strategia - ha proseguito Castiglione - che consentirà di evolvere dall´impresa
al sistema di imprese per meglio promuovere e consolidare le opportunità di
sviluppo dei settori produttivi dell´intero territorio". Uno dei mezzi
utilizzati è proprio Abruzzo 2015, Accordo di programma sosttoscritto nel 2011
tra Regione Abruzzo e Ministero dello Sviluppo economico, che punta a sostenere
la costituzione ed i progetti delle reti d´impresa. In particolare, con questo
bando verranno finanziati i progetti di innovazione ed internazionalizzazione
delle reti di impresa abruzzesi. Due le linee progettuali: la linea A, relativa
ai progetti di innovazione (innovazione di prodotto, innovazione di processo e
innovazione organizzativa) per una dotazione di 3 milioni di euro e la linea B
dedicata ai progetti di internazionalizzazione (partecipazione a missioni
economiche all´estero in forma coordinata, partecipazione a fiere
internazionali in Italia ed all´estero, incoming di operatori esteri, incontri
bilaterali tra operatori; workshop, seminari all´estero ed in Italia, eventi
collaterali alle presenze fieristiche) per una dotazione di 3 milioni di euro.
Sono ammissibili i progetti di innovazione e/o di internazionalizzazione che
prevedano spese complessivamente non inferiori a 200 mila euro e non superiori
a 400 mila euro. Ad ogni progetto devono partecipare almeno due imprese
beneficiarie di contributo aderenti al Contratto di Rete. Tutte le imprese
beneficiarie del contributo partecipanti al progetto devono sostenere spese
ammissibili, per singola impresa, non inferiori al 15% dell´intero progetto,
pena la revoca del contributo. Ciascuna domanda dovrà essere inviata a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento oppure tramite posta certificata
all´indirizzo abruzzosviluppo@pec.Abruzzosviluppo.it ovvero consegnato a mano
al seguente indirizzo Abruzzo Sviluppo S.p.a. - Piazza Ettore Troilo 27, 65127
Pescara.
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CREATIVE CAMP: IL BANDO PER LE IMPRESE CREATIVE! |
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Milano,
17 aprile 2013 - La kermesse del Salone
del Mobile e del Fuori Salone si è appena conclusa. I ricordi sono ancora
vividi ed è forte la consapevolezza di come la creatività sia importante per i
territori e per alimentare la crescita economica. I più recenti dati dell’Unione
Europea affermano del resto, che questo settore gioca un ruolo sempre più
rilevante nel sostenere l’occupazione e dà lavoro a quasi 7 milioni di persone.
Credendo
particolarmente all’importanza di questa tematica, segnaliamo la call per i
Creative Camp Lombardia, un’iniziativa promossa da Regione Lombardia in
collaborazione con Unioncamere nell’ambito del progetto europeo Ccalps –
Creative Companies in Alpine Space.
I
Creative Camp sono iniziative per sviluppare networking tra imprese culturali e
creative, micro, piccole e medie imprese nei settori tradizionali e avanzati,
istituzioni locali, università e centri di ricerca.
I
Creative Camp prevedono un insieme di attività per lo sviluppo di nuovi
prodotti e/o servizi funzionali alla crescita del sistema produttivo locale.
Il
bando, aperto al mondo dei creativi residenti in Lombardia, offre l’opportunità
di presentare un’idea e di partecipare ad un percorso strutturato per giungere
a realizzarla. L’iniziativa guarda al futuro e si concentra su 3 aree tematiche:
Multimedia e Comunicazione, Moda e Design dei Servizi. I Creative Camp sono
organizzati dal Dipartimento di Design, Politecnico di Milano che coinvolgerà
nelle attività numerosi esperti internazionali, aziende e istituzioni. Il
percorso si articolerà in workshop e momenti di confronto a distanza e avrà la
durata di 12 mesi.
Il
bando di selezione e i form per l’iscrizione, sono scaricabili dal sito http://www.itsastart.it/
La
deadline si avvicina velocemente: le domande devono pervenire entro il 6
maggio!
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L’AGENZIA WAKE UP FINANZIA LE MIGLIORI NUOVE WEB IDEE SI CHIAMA “WAKE APP” ED È UN CONTEST DI IDEE E PROGETTI WEB PER RAGAZZI DAI 16 AI 30 ANNI |
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Barletta, 16 Aprile 2013 -
La storica e blasonata agenzia Wake Up continua ad
investire sui giovani pugliesi. Dopo le varie iniziative intraprese con la
Facoltà di Economia di Bari per premiare le idee più creative nell’ambito della
comunicazione e, in particolare, nel settore del labeling, l’agenzia di
comunicazione questa volta lancia la sveglia ai “genietti” del web. Ha infatti
lanciato “Wake App”, un contest di idee e progetti web che saranno attentamente
e concretamente valutati e selezionati da un team di esperti del web
marketing.
L’iniziativa è aperta ai giovani dai 16 ai 30 anni, che
potranno cimentarsi nello sviluppo di applicazioni, format, giochi ed ogni altri
tipo di progetto innovativo. Le migliore nuove web idee e web projects saranno
finanziati dall’agenzia.
A
capo di questo progetto Wake up ha scelto un grande professionista del calibro
di Gianni Quadrelli, già manager Publitalia Mediaset, docente ed esperto
ventennale di marketing tv e web. “Ci auguriamo che per i ragazzi che
parteciperanno al contest possa essere una reale e concreta opportunità di
amplificazione delle loro idee e, perché no, anche un’occasione di business”,
sottolinea il responsabile del progetto.
Per saperne di più è possibile visitare il sito http://www.wakeup.it/ oppure scrivere a wake-app@wakeup.It
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IL MERCATO ITALIANO DEL CAPITALE DI RISCHIO INFORMALE |
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Milano, 17 aprile 2013 - Investitori informali nel capitale di rischio è la
definizione italiana del termine anglosassone Business Angels . “La nostra
associazione presenta”, sottolinea Tomaso Marzotto Caotorta, segretario
generale Iban, ”i dati dell’indagine annuale che consiste in un’analisi
approfondita che spiega le
caratteristiche del mercato dell’Angel Investing in Italia, con un focus sulle
tendenze dell’ultimo anno. I Business Angels che hanno compilato la Survey 2012
sono stati 262, suddivisi in Soci diretti e indiretti appartenenti a Club e Ban
associati e terze parti individuate dall’Associazione Iban. Gli importi
investiti si attestano a 33.810.000 € a fronte di 94 start up su cui
si è investito. Dei 1.963 progetti esaminati,” continua Tomaso Marzotto
Caotorta, ( http://www.iban.it/ )” solo il 18 per cento sono stati oggetto di
investimento da parte dei dichiaranti. Questo evidenzia il crescente rigore del
processo di selezione dei progetti in
circolazione (era il 23 per cento l’anno precedente) che mira maggiormente alla
qualità a discapito della quantità”. Changemakers For Expo Milano 2015 è il
programma di incubazione intensivo, promosso da Expo Milano 2015 e Telecom
Italia e “powered by” Make a Cube, il primo incubatore italiano specializzato
in imprese ad alto valore ambientale e sociale, che punta a dare vita a 10
startup sostenibili e innovative, in grado di influenzare positivamente la vita
di almeno 1 milione di persone. Il programma coinvolge oltre 16 docenti e 50
mentor, ed offre un percorso di accompagnamento intensivo alle 10 startup,
selezionate tra le oltre 500 che hanno partecipato al concorso. Dalle
nanotecnologie per trasformare gli scarti di agrumi in materie prime tessili
alla realtà aumentata per visitare luoghi inaccessibili, i dieci progetti di
impresa incubati nel laboratorio di via Ampère 61/a intendono utilizzare metodi
diversi per mettere le nuove tecnologie a servizio delle persone, così da
rendere Milano e le altre città del mondo più smart, vivibili, ecologiche,
solidali e competitive.
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LA PROVINCIA DI ROMA ATTIVA PIANO PAGAMENTO DEBITI VERSO LE IMPRESE IN ATTUAZIONE DEL D.L. 35/2013 |
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Roma, 17 aprile 2013 - Il Commissario Straordinario, Umberto
Postiglione, i Sub Commissari, Clara Vaccaro, Paola Berardino, Antonio
Colaianni e il Ragioniere Capo della Provincia di Roma, Marco Iacobucci hanno
incontrato ieri mattina nella sala Di Liegro di Palazzo Valentini le
associazioni datorali di categoria del territorio.
Tema dell’incontro l’attivazione da parte dell’Amministrazione provinciale
del piano pagamenti dei debiti verso le imprese in attuazione del dl 35/2013.
Grazie alla solidità del proprio bilancio e della programmazione
finanziaria la Provincia di Roma potrà pagare già nel corso di questa settimana
i primi 16 milioni di euro nei confronti delle aziende creditrici per debiti
maturati fino al 31/12/2012.
Il totale complessivo del debito non pagato al 31/12/2012 da parte
della Provincia ammonta a 60 milioni di euro. In attuazione delle disposizioni
normative contenute nel decreto tali debiti potranno essere estinti per il 90%
entro il mese di maggio e per il restante 10% entro il mese di luglio.
Le disponibilità di cassa della Provincia, oltre 170 milioni di euro al
31/03/2013, consentono di pagare da subito una cifra cospicua dei propri debiti
(16 milioni) e consentirà di pagare la restante quota senza dover ricorrere ad
anticipazioni di cassa o all’attivazione del prestito trentennale previsto nel
decreto.
Le altre amministrazioni del territorio che si trovano in difficoltà
con la cassa non potranno dare risposte immediate, per cui, la Provincia
interverrà non solo con i pagamenti a favore delle imprese ma anche con i
pagamenti a favore dei comuni (oltre 10 milioni di euro) che in tal modo
potranno avere le risorse di cassa per liquidare a loro volta i debiti nei
confronti delle imprese.
Si tratta di un intervento molto atteso non solo dalle categorie
produttive, volto a dare ossigeno al tessuto imprenditoriale messo a dura prova
dalla perdurante crisi economica, ma anche atteso dagli enti locali, nelle cui
casse, come più volte ribadito, restano ferme le risorse necessarie a garantire
un corretto programma di investimenti infrastrutturali.
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PROGETTO NICER: SULL’ATTRAZIONE INVESTIMENTI LA TOSCANA FA SCUOLA |
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Firenze, 17 aprile 2013 – La Toscana fa scuola per quanto riguarda la
capacità di attrarre investimenti esteri. Si svolge mercoledì 17 aprile, a
Wroclaw, in Polonia, l’evento finale del progetto Nicer (Networks for the
internationalization of cluster excellence in Regions) il cui obiettivo è
quello di evidenziare e condividere buone pratiche ed esperienze, passate e
presenti, di pubbliche amministrazioni ed agenzie di sviluppo regionali sul tema
dell’attrazione di investimenti diretti esteri.
Capofila del progetto è il Pin – Polo Universitario Città di Prato. Il
progetto è finanziato nell’ambito dell’operazione Interreg Ivc District+
(www.Districtplus.eu), di cui la Regione Toscana è a sua volta regione capofila
e che vede coinvolte le regioni Vastra Gotaland (Svezia), West Midlands (Regno
Unito), Sassonia Anhalt (Germania), Bassa Slesia (Polonia) e Contea di Brasov
(Romania).
L’evento vedrà la partecipazione dei partner provenienti dalle regioni
partecipanti, che condivideranno la loro esperienza con un pubblico formato da
rappresentanti delle autorità nazionali e regionali polacche e da business
centre dedicati all’attrazione degli investimenti stranieri in Bassa Slesia.
Nel corso della conferenza verranno presentate le buone pratiche
identificate sul tema dell’attrazione di investimenti diretti esteri nelle
regioni coinvolte, oltre agli studi di fattibilità sul loro potenziale di
trasferibilità, per concludere con le prospettive future di tali politiche
nella prossima programmazione regionale
In particolare, per quanto riguarda la Toscana, verranno presentate due
esperienze: il supporto all’insediamento di competenze di Ricerca e Sviluppo,
in sinergia con il sistema universitario toscano e in un processo comparativo a
livello europeo; l’intervento per la creazione di un consorzio di subfornitura
per il consolidamento degli investimenti di una multinazionale americana in
Toscana. Quest’ultimo caso è stato individuato dalla Regione Bassa Slesia
(Polonia) come buona pratica trasferibile sul proprio territorio.
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TRENTO: INTERVENTI A SOSTEGNO DELLE IMPRESE E DEL COMMERCIO: LA PROVINCIA FARÀ LA SUA PARTE |
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Trento, 17 aprile 2013 - Nei
giorni il presidente di Confcommercio Trentino Giovanni Bort, inviando una
lettera aperta al presidente Alberto Pacher, ha portato all´attenzione dei
media la problematica del persistere di una situazione di carenza di liquidità
delle imprese con l´inevitabile peggioramento degli indicatori finanziari e
patrimoniali. In particolare Confcommercio aveva richiesto alla Provincia la
modifica di alcuni criteri per l´assegnazione degli incentivi. Tematiche sulle
quali l´amministrazione provinciale si è già dimostrata sensibile: "La
Giunta è pienamente consapevole che questo problema esiste - commenta a tal
proposito l´assessore Alessandro Olivi -. Anche per questo le proposte che sono
state avanzate sono attualmente oggetto di un approfondimento tecnico.
Riteniamo sia davvero il momento di dare un segnale forte di fiducia a chi
investe e a chi accede agli strumenti messi a disposizione dalla Provincia autonoma
di Trento. Per questo ci muoveremo per favorire l´accesso agli incentivi con
minor rigidità e tenendo conto della congiuntura negativa".
Due i punti in particolare sollevati dal presidente di Confcommercio
Trentino: la rimozione dei vincoli economico finanziari posti alle imprese per
l´accesso ai contributi e la riduzione al 15% del capitale mutuato del livello
di capitalizzazione previsto per i prestiti partecipativi.
"Per quanto riguarda il primo punto ovvero la richiesta di
rimuovere i vincoli economico-finanziari - commenta l´assessore all´industria,
artigianato, commercio e cooperazione Olivi - va premesso che i vincoli
scadenti dal 2011 al 2013 sono stati prorogati al 2014. Le imprese possono
tranquillamente accedere agli aiuti provinciali per gli investimenti,
indipendentemente dal rispetto del vincolo finanziario, che quindi non
costituisce un limite per l´erogazione dei contributi. Dopo averli posticipati,
la Giunta potrà ora pensare alla possibilità di ridefinire o rimodulare questi
obblighi, sulla base della situazione finanziaria generale".
"Va però precisato che i vincoli - prosegue l´assessore Olivi -
rispondono all’esigenza di garantire un’adeguata copertura del fabbisogno
finanziario dell’impresa e, in particolare, la presenza di risorse fornite dal
proprietario. Ovviamente siamo però anche consapevoli che in un periodo di
crisi le aziende sopravvivono anche indebitandosi e che sostenere la
sopravvivenza di imprese dotate di buone potenzialità competitive, tecniche e
manageriali, va considerata una priorità della politica economica".
Sul fronte dei prestiti partecipativi, va premesso che questi, proprio
perché significativamente sostenuti dalla Provincia autonoma di Trento con un
contributo del 15%, hanno come finalità la capitalizzazione dell´impresa. In
sostanza consistono in un mutuo che viene rimborsato rata per rata dai soci
dell’impresa con risorse proprie, derivanti da utili mantenuti in impresa o da
capitali freschi da mettere in azienda. Se pertanto la capitalizzazione non c’è
o viene ridotta, manca l’oggetto stesso dell’incentivazione e quindi il
contributo non può essere erogato. "Appare quindi difficile accogliere la
proposta di ridurre il livello di capitalizzazione mantenendo inalterata
l’entità del contributo - spiega l´assessore Alessandro Olivi -, perché non è
possibile rinunciare all´obiettivo di coniugare l´aiuto pubblico con il fine al
quale è preposto questo particolare strumento che è, appunto, il rafforzamento
patrimoniale delle imprese. Tuttavia la richiesta di Confcommercio sembra
sottendere un´altra questione, ossia l´attuale difficoltà nel rimborso dei
mutui. Su questo, nel giugno del 2012 la Giunta provinciale ha approvato la
cosiddetta ´moratoria´ dei finanziamenti che consente, anche per i prestiti
partecipativi, la sospensione del rimborso delle rate di mutuo. La sospensione
è stata prevista per un periodo massimo di 12 mesi ma, in considerazione della
situazione finanziaria generale, stiamo peraltro valutando la possibilità di
prorogare tale termine".
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CARBOSULCIS: IMPEGNO PER ACCELERARE EROGAZIONE FINANZIAMENTO |
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Cagliari, 17 Aprile 2013 - "Ho raccolto la preoccupazione dei
lavoratori e ho confermato l´impegno nei confronti di Bruxelles per accelerare
l´erogazione dei 10 milioni di euro stanziati dal Consiglio regionale per la
Carbosulcis." Lo ha detto l´assessore dell´Industria, Antonello Liori, al
termine di un incontro richiesto ieri
mattina dai rappresentanti della Rsu della Società mineraria.
"In presenza di una procedura di infrazione, ogni ulteriore
finanziamento richiede l´autorizzazione europea, ma siamo pronti a relazionare
sull´importanza dello stanziamento e presto chiederemo un incontro con la
Commissione - ha aggiunto Liori - Si tratta di fondi destinati al buon governo
della miniera ed alla messa in sicurezza degli impianti. Ma è soprattutto
importante perseguire l´obiettivo di una risposta concreta al disagio sociale
che deriva dalla crisi della Carbosulcis."
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INDUSTRIA: PRESENTATA IPOTESI ACCORDO PER FERRIERA DI TRIESTE |
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Trieste, 17 aprile 2013 - La Regione ha presentato ieri alle parti
sociali un´ipotesi di percorso, condivisa con le istituzioni
locali, per affrontare la crisi della Ferriera di Servola
(Trieste), secondo gli impegni assunti nei mesi scorsi.
La proposta prevede la sottoscrizione di due Accordi di programma
fra loro collegati, rispettivamente a breve e a medio-lungo
termine. Alla riunione del Tavolo sulla Ferriera, coordinata
dall´assessore regionale al Lavoro, erano presenti i
rappresentanti di Comune e Provincia, dei sindacati e degli
industriali.
Secondo le indicazioni emerse nelle riunioni precedenti del
Tavolo, i principi ispiratori della proposta prevedono la
gestione unitaria dell´area nella prospettiva della
reindustrializzazione, affrontando sia le questioni ambientali,
sia quelle sociali con un piano per il reimpiego dei lavoratori
dell´impianto siderurgico di Servola. Con i due Accordi, in
sostanza, si punta a definire una serie di regole certe sulla
gestione dell´area, premessa per poter attirare nuovi investitori.
La prima fase si concentra sul risanamento ambientale, sulla
prosecuzione di attività industriali nel breve periodo e sulla
valorizzazione della piattaforma logistica, in stretto
coordinamento con le intese con il ministero del Lavoro sulla
cassa integrazione straordinaria.
Con il secondo Accordo di programma, collegato alla dichiarazione
di "crisi industriale complessa", si punta ad una soluzione
di
medio-lungo termine della crisi della Ferriera, con un piano di
marketing per individuare imprenditori disposti a investire in
modo stabile nell´area.
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BANDO CRE-ATTIVI, 250MILA EURO DALLA CDC DI MONZA E BRIANZA |
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Milano, 17 aprile 2013 - Al via il bando Cre-attivi, promosso dalla Camera di
Commercio di Monza e Brianza che ha stanziato 250mila Euro per sostenere le
giovani imprese e gli aspiranti imprenditori nei settori culturali e creativi
della Brianza.
Il bando si colloca all’interno della linea strategica “Innovazione e
Impresa” del Distretto Culturale Evoluto, che vede come capofila la Provincia
di Monza e Brianza, uno dei sei distretti sostenuti dal progetto Distretti
culturali ideato e realizzato da Fondazione Cariplo, con il duplice obiettivo
di valorizzare il patrimonio culturale e di promuovere lo sviluppo del
territorio, attraverso un sostegno di quasi 4 milioni di euro solo sul
territorio brianzolo ( www.Fondazionecariplo.it/distretticulturali ).
Il bando Cre-attivi è rivolto ad
aspiranti imprenditori e Pmi iscritte nel Registro Imprese della Camera di
commercio di Monza e Brianza a partire dal 1° gennaio 2012, che operano o intendano operare nei settori
ad alto contenuto culturale, creativo e innovativo. L’agevolazione concedibile
complessivamente per azienda consiste in un contributo in conto capitale pari
al 50% delle spese riconosciute ammissibili. Gli investimenti proposti dovranno
avere un valore pari o superiore a € 5.000 (al netto dell’Iva) pena
l’inammissibilità della domanda di partecipazione al Bando. Il contributo
massimo concesso è pari a € 20.000 (al lordo delle ritenute del 4%). Le domande
di contributo potranno essere presentate dal 15 aprile 2013 al 15 luglio 2013.
Il Bando si rivolge alle imprese o agli aspiranti imprenditori che
operano o che intendono operare in uno dei seguenti settori ad alto contenuto
culturale, creativo e innovativo:
- Media E Industrie Culturali (cinema e audiovisivo, attività
editoriali, musica trasmissioni radiotelevisive, videogiochi)
- Servizi Creativi (design, architettura e ingegneria, fotografia, informatica,
pubblicità e comunicazione)
- Attivita’ Culturali Ed Artistiche (turismo culturale, incoming
turistico, conservazione e fruizione del patrimonio culturale)
- Ict (Information & Communication Technology), Produzione Di
Software, Produzioni Web, Web Design
- Tessile, Moda, Abbigliamento E Accessori Con Alto Grado Di
Innovativita’ E Creativita’ (fashion design, bijoux design, jewellery design, ecc.)
- Attivita’ Ad Alto Contenuto
Creativo (wedding planning, event management, flower design, garden design,
cake design, food design, style coaching, ecc.)
Per informazioni: creattivi@mb.Camcom.it ; 039-2807571/7410;
www.Mb.camcom.it
Durante la fase di promozione del bando sono previsti incontri
formativi realizzati e promossi da Camera di commercio di Monza e Brianza e
Provincia. Il Distretto Culturale Evoluto, punterà invece su canali più smart,
come gli “aperitivi dell’innovazione” Spritz It Up, quali occasioni di incontro non convenzionale con
la platea di potenziali nuovi imprenditori nel campo creativo e culturale.
Per la Camera di commercio questa iniziativa ha un valore strategico
perché ci permette di stimolare la nascita di nuove imprese culturali e
creative, ad elevato know how, andando al contempo a incrementare
l’attrattività del territorio – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente
della Camera di commercio di Monza e Brianza – Questo bando finalizzato a
stimolare il mettersi in proprio, in un settore in cui ci sono ancora margini
di sviluppo, valorizza la portata innovativa dei progetti con una attenzione
specifica nei confronti dei giovani, delle donne e dell’occupazione, nella
logica che il fare impresa, valorizzando le competenze in modo innovativo e
sostenibile, possa essere una risposta matura alle difficoltà occupazionali del
momento”.
“Vogliamo far crescere nel
nostro territorio giovani talenti, vogliamo che i nostri ragazzi non scappino
dall’Italia in cerca di fortuna, vogliamo offrire loro un’opportunità concreta.
E’ questo lo spirito del bando che presentiamo questa mattina, una risposta
“brianzola”a tutti coloro che hanno voglia di mettersi in gioco in un settore
come quello culturale dalle mille potenzialità oggi purtroppo dai più ancora
sottostimate – spiegano Dario Allevi, Presidente della Provincia Mb, insieme
all’Assessore Provinciale alla Cultura e al Lavoro Enrico Elli – Così la
Provincia scommette, insieme alla sua
Camera di Commercio, sulla creatività della Brianza e offre ai giovani una
casa: a Biassono sta nascendo infatti un vero incubatore di imprese culturali e
creative dove, già dall’anno prossimo, si insedieranno le idee capaci di
generare impresa e lavoro”.
Le imprese culturali e creative in Brianza Le imprese culturali e
creative in Brianza nel 2012 sono 2.210 in crescita rispetto allo scorso anno
dell’1,8% con una concentrazione nel settore della programmazione, produzioni
di software e attività informatiche (675 imprese) e nelle attività del design
specializzate (337 imprese che crescono del 5,3% in un anno).
Identikit nuove imprese culturali e creative Tra chi ha aperto
un’attività culturale e creativa in Brianza lo scorso anno uno su tre era
giovane (33,8%) e più di 1 su 4 donna (26,8%). Tra i nuovi creativi pochi
stranieri (3,8% in Brianza, 8,8% in Lombardia), tanti artigiani (quasi la metà
in Brianza).
I dati, elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza
e Brianza su dati Registro Imprese, sono stati diffusi oggi in occasione della
presentazione del bando Cre-attivi, alla presenza di Carlo Edoardo Valli
Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza e Dario Allevi
Presidente della Provincia di Monza e Brianza.
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ZAIA INCONTRA L’AMMINISTRATORE DELEGATO DI GENERALI, MARIO GRECO. MOGLIANO DIVERRA’ SEDE OPERATIVA DEL GRUPPO PER L’ITALIA |
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Venezia, 16 aprile 2013 - Il Presidente della Giunta Regione del
Veneto, Luca Zaia, ha incontrato questa mattina a Palazzo Balbi
l’Amministratore delegato di Generali, Mario Greco.
Zaia e Greco hanno compiuto un largo giro di orizzonte sulle
problematiche del sistema produttivo veneto, soffermandosi in particolare sulle
principali emergenze di sistema, fra cui l’accesso al credito e il sostegno
alle politiche del lavoro. Zaia ha inoltre illustrato i provvedimenti regionali
di aiuto alle produzioni e ai distretti industriali.
Dal canto suo, l’Amministratore delegato di Generali ha confermato
l’importanza strategica di Mogliano Veneto dove avrà sede la direzione
operativa del Gruppo per l’Italia.
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BONIFICA AREA SIN BRINDISI |
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Bari, 17 aprile 2013 - “Pur
comprendendo la passione e l´accorato appello del sindaco Consales devo dire
che l´incontro di oggi presso il Ministero dell´Ambiente ha portato un primo
importante risultato rispetto all´area Sin di Brindisi. Stamane gli
interlocutori ministeriali erano al tavolo per discutere di altro e abbiamo
recepito la disponibilità del Ministro Clini ad un incontro diretto per
discutere della riperimetrazione del Sin. E´ la prima volta che la Regione
viene invitata per discutere di queste vicende ed abbiamo portato il nostro
contributo ottenendo di condividere un percorso tecnico-amministrativo per
recuperare a fini produttivi alcune aree agricole incolte a sud dell´area
industriale di Brindisi”. Così l´Assessore alla qualità dell´Ambiente della
Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, al termine dell´incontro romano del 15 aprile.
“E´ evidente che l´incontro di stamane, di natura eminentemente tecnica, non
poteva assolutamente determinare risultati differenti o giungere a soluzioni
definitive tenuto conto che su quell´area vige un accordo di Programma (quello
del 2007) nel quale sono rientrati i dettami del decreto 152/06. Che ci sia la
necessità di giungere ad una riperimetrazione dell´area, che le aree su cui
sono stati effettuati rilievi ed indagini scientifiche possano essere
restituite al tessuto produttivo sulla base di percorsi amministrativi più
semplici sono due aspetti che ci trovano in assoluta sintonia con gli altri
soggetti istituzionali. Va detto tuttavia – prosegue Nicastro – le scelte
politiche vanno discusse con i livelli politici sulla base delle evidenze
tecniche e scientifiche e su questo abbiamo già le disponibilità di Ministro e
direttore generale per un nuovo incontro”. “Per il momento, durante l´incontro
di questa mattina, abbiamo ottenuto che per il recupero di alcune aree
agricole, i cosiddetti 20 lotti, si condividesse una strada da percorrere in
Conferenza di Servizi in virtù del fatto che gli esami effettuati sulla falda
non hanno riscontrato dati di inquinamento da attività industriale. Mi sembra
un risultato tutt´altro che trascurabile – spiega Nicastro – che abbiamo ottenuto
in base a condizioni tecniche condivise da tutti i presenti al tavolo. Del
resto dovremo senz´altro discutere a breve ma voglio sottolineare che un primo
significativo risultato lo abbiamo portato a casa”.
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VENEZIA - BANDO CAPITALE IMMATERIALE, CONTRIBUTI PER LE PMI |
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Venezia, 17 aprile 2013 - La Camera di Commercio di Venezia ha emanato
un bando riferito alla qualificazione delle imprese nei percorsi di accesso al
credito attraverso l’elaborazione di un Business Plan, il fondo per questo
intervento è di € 150.000,00.
Per partecipare al bando Pmi devono essere in possesso dei seguenti
requisiti:
avere sede legale e/o operativa
in provincia di Venezia;
- essere attive e in regola con la comunicazione di inizio attività e
con le abilitazioni previste per l’esercizio dell’attività imprenditoriale;
- essere in regola con il pagamento del diritto annuale;
- non essere in stato di liquidazione coatta o volontaria, fallimento,
concordato preventivo, amministrazione straordinaria, o nei cui confronti sia
in corso un procedimento per la dichiarazione di tali situazioni, sia al
momento di presentazione della domanda che in quello di liquidazione
dell’eventuale beneficio economico;
- non aver già beneficiato di altri aiuti pubblici a valere sulle
medesime spese ammissibili sostenute, nel rispetto della normativa comunitaria,
statale e regionale in materia
- non essere controllate e/o partecipate da aziende pubbliche
Le domande possono essere inviate esclusivamente in modalità telematica
dall’8 aprile al 31 ottobre 2013.Vla data di rendicontazione è fissata per il
30 novembre 2013.
Il contributo massimo erogabile sarà di € 2.500,00, pari all’80% delle
spese ammissibili.
Costi di elaborazione di un business plan strategico teso alla
valorizzazione del capitale immateriale e intellettuale dell’azienda (risorse
umane, proprietà intellettuale, capitale organizzativo e relazionale).
Il business plan potrà essere elaborato da un operatore economico
accreditato, che abbia partecipato al percorso formativo per la rete di
supporto territoriale oppure, in alternativa, dal professionista che segue
l’impresa, previo incontro con gli esperti camerali.
Non saranno ammesse domande di contributo con spese di importo
inferiore ad € 1.000,00.
Non sono ammesse le spese sostenute per l’elaborazione di business plan
non coerenti con il raggiungimento degli obiettivi dall’intervento.
Le domande dovranno essere compilate, firmate digitalmente ed inviate
alla Camera di Commercio di Venezia esclusivamente tramite la piattaforma Web
Telemaco ( http://webtelemaco.infocamere.it/ ) - Servizi e-gov - Contributi alle
imprese, dal 01 marzo al 31 ottobre 2013.
L’eventuale rinuncia volontaria al contributo deve essere
tempestivamente comunicata alla Camera di Commercio tramite Pec.
Per ulteriori dettagli consultare il seguente link:
http://www.Ve.camcom.it/farla-crescere/incentivi-ed-agevolazioni/bandi-2013/intervento-ii-asset-immateriali
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MILANO - OLTRE 1900 LE IMPRESE CHE SI OCCUPANO DI MUSICA |
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Milano, 17 aprile 2013 - Sono
1.934 le imprese lombarde, in crescita dello 0,4% rispetto allo scorso anno,
che gravitano attorno al mondo di suoni e spartiti. Si tratta di discoteche e
sale da ballo (21,5% del totale dei settori esaminati), fabbricazione di
strumenti musicali (16,4%), attività di registrazione (23,4%). Nel complesso,
regina della musica in Lombardia è Milano che con 848 imprese, rappresenta il
43,8% del totale regionale e l’8,2% di quello nazionale, seguita da Cremona
(213), Brescia (194), Bergamo (145), Varese (116), Monza (100).
Tra i titoli delle canzoni, “Papaveri e papere” è quello più gettonato
per dare il nome alla propria attività. Segue al secondo posto “Le mille bolle
blu”, “A modo mio” al terzo. Emerge da un’elaborazione della Camera di
Commercio di Milano
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AGGIUDICATA GARA PER MINIERA FLUORITE DI SILIUS |
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Cagliari, 17 Aprile 2013 - E´ stata approvata la graduatoria del Bando
dei progetti per il rilascio della concessione di riattivazione ai fini
produttivi della miniera ´Genna Tres Montis´ a Silius: la Fluorite Italia Srl
si è aggiudicata il miglior punteggio. Il Bando aveva l´obiettivo di ottenere
la realizzazione di un piano industriale con la miglior valorizzazione della
risorsa mineraria, l´eventuale reimpiego dei residui di lavorazione, un
programma di ricerca finalizzato ad incrementare le riserve, le misure
necessarie al ripristino e/o alla riqualificazione dei luoghi delle aree
minerarie e di quelle pertinenziali, degli impianti, delle strutture di
deposito e di tutto ciò che sia riconducibile all´attività mineraria e
metallurgica.
"Finalmente, dopo l´interruzione avvenuta nei primi mesi del 2006,
grazie al bando potrà riprendere l´attività produttiva della miniera, dove è
presente un giacimento residuo di almeno 2,2 milioni di tonnellate - ha sottolineato
l´assessore dell´Industria, Antonello Liori - La concessione mineraria verrà
accordata per un periodo congruo al piano industriale proposto, mentre restano
a carico della Regione gli obblighi relativi alla messa in sicurezza, al
ripristino ed alla bonifica della miniera e delle sue pertinenze per l´attività
pregressa."
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