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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 26 Settembre 2013
SOLE, ACQUA, CO2 E ALGHE - UNA RICETTA PER IL BIOCARBURANTE?  
 
Bruxelles, 26 settembre 2013 - I biocarburanti a base di piante sono stati inizialmente salutati come la risposta a tutti i problemi creati dai carburanti fossili tradizionali. Sono risorse illimitate e sono neutre per quanto riguarda le emissioni dannose per l´ambiente. L´uso delle piante ha però portato ad altri problemi, che un team di scienziati europei spera di aggirare usando organismi acquatici per creare carburanti a partire dal sole, dal biossido di carbonio (Co2) e dall´acqua. Il team composto da nove partner del progetto Directfuel ("Direct biological conversion of solar energy to volatile hydrocarbon fuels by engineered cyanobacteria"), finanziato dall´Ue, crede che la risposta possa trovarsi negli organismi acquatici. Il team sta sviluppando microorganismi fotosintetici in grado di catalizzare la conversione di energia solare e Co2 in carburanti pronti all´uso. La biomassa delle piante è sicuramente più pulita rispetto ai carburanti fossili. Le piante usate per creare carburante però sono spesso in concorrenza con le colture alimentari, in particolare nei paesi più poveri, inoltre la coltivazione delle piante per biomassa potrebbe avere anche un impatto nocivo sui terreni agricoli confinanti. Le piante oltretutto trasformano l´energia solare con un ritmo relativamente lento. La ricerca condotta dal team di Directfuel comporta tre fasi: la scoperta e costruzione degli enzimi, la costruzione metabolica di cianobatteri (un tipo di micro alga) e la progettazione del processo di produzione. I carburanti che si ottengono non sono tossici e hanno dimostrato di essere compatibili con i motori a combustione leggermente modificati e persino con quelli normali. Centrale al progetto è la costruzione di percorsi biochimici non esistenti in natura per la sintesi dell´etilene, dell´etano e del propano. La ricerca condotta dal team ha già migliorato le nostre conoscenze sui fattori importanti per la conversione catalitica studiando il meccanismo di un enzima candidato. Il prossimo passo sarà usare l´ingegneria enzimatica per programmare gli enzimi in modo da agire sui substrati desiderati. Si sta attualmente lavorando all´ingegneria enzimatica mirata alla biosintesi degli alcani volatili mentre il team si occupa anche di costruire il metabolismo degli organismi ospite in modo da potenziare l´assimilazione di Co2 e incrementare così il rendimento. Per costruire il metabolismo dei cianobatteri, i ricercatori dovevano prima capire ed essere in grado di prevedere quali impatti avranno le modifiche dei vari percorsi biochimici sul metabolismo. Per fare ciò il team sta usando un modello computativo sviluppato da uno dei partner di Directfuel. Il modello sarà anche migliorato ed esteso durante il progetto per potenziare la sua efficacia nel campo dell´ingegneria di previsione. Inoltre, è stata preparato una struttura preliminare del processo ed è stato costruito un foto-bioreattore in scala di laboratorio. La coltivazione dei cianobatteri essenziali sarà svolta su terreni non adatti all´agricoltura e in contenitori chiusi che non richiedono terra, si eliminerà in questo modo qualsiasi concorrenza tra la terra usata per la produzione degli alimenti e quella per la produzione di carburante. Ci vorrà del tempo prima che la tecnologia sviluppata nell´ambito di Directfuel arrivi sul mercato, ma l´eventuale impatto sarà probabilmente considerevole per la produzione di carburanti e sostanze chimiche a base di carbonio. Questa ricerca ha già suscitato l´interesse di associazioni di imprese che si occupano di gas di petrolio. Il progetto Directfuel ha ricevuto quasi 5 milioni di euro di finanziamenti dall´Ue e si svolge dal 2010 fino al 2014. È coordinato dall´Università di Turku in Finlandia. Per maggiori informazioni, visitare: Directfuel http://www.Directfuel.eu/index.html  Scheda informativa del progetto http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/95914_it.html    
   
   
METANIZZAZIONE CILENTO, UNA CABINA DI REGIA PER FAR DECOLLARE IL PIANO VICARI, DE VINCENTI E CALDORO INCONTRANO I SINDACI DEL TERRITORIO  
 
Roma, 26 settembre 2013 – Riunione operativa ieri al Ministero dello Sviluppo Economico per la metanizzazione del Cilento. L’incontro – al quale hanno preso parte i Sottosegretari Simona Vicari e Claudio De Vincenti, il Direttore Generale del Mise Franco Terlizzese e il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro – è servito a definire, insieme a numerosi sindaci della zona presenti, un percorso che porterà all’attivazione degli investimenti necessari alla conclusione del Programma di metanizzazione, con particolare riferimento al piano di metanizzazione nel territorio campano. Il Mise ha in corso di verifica con il Ministero dell’Economia la possibilità di individuare, già nella prossima Legge di Stabilità, le risorse necessarie a dare copertura agli investimenti, anche attraverso esercizi finanziari successivi. Nel corso della riunione è stato inoltre deciso di istituire una Cabina di Regia fra Mise, Ministero della Coesione Territoriale, Regione e rappresentati territoriali per individuare, qualora l’ipotesi di una copertura nazionale non trovasse riscontro o lo trovasse solo in parte, le risorse finanziarie occorrenti per la completa realizzazione del progetto, anche in riferimento alla programmazione delle risorse comunitarie disponibili nel Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020. I Sottosegretari De Vincenti e Vicari hanno poi espresso soddisfazione per il proficuo incontro con gli amministratori locali che – hanno dichiarato – rappresenta “un ulteriore passo in avanti” per il raggiungimento dell’obiettivo. “Lavoriamo tutti insieme - ha sottolineato il sottosegretario Vicari – per individuare le risorse necessarie alla realizzazione del piano nel più breve tempo possibile. Sia al Governo che in Parlamento non mancherà il mio impegno per coniugare l’infrastrutturazione del Paese con il rispetto dell’ambiente”. “L’obiettivo dell’Esecutivo – ha infine dichiarato il Sottosegretario De Vincenti – è quello di accelerare la piena integrazione del Cilento nella rete energetica nazionale, in modo da migliorare la qualità della vita dei cittadini e sostenere il tessuto produttivo del territorio”.  
   
   
ENERGIE RINNOVABILI: ENERGY EXPLORER; GIORNALISTI UMBRI IN VISITA A IMPIANTI A BIOMASSA DI AVIGLIANO UMBRO E A BIOGAS DI COLLAZZONE  
 
Perugia, 26 settembre 2013 - Sono due gli impianti umbri, a biomassa solida di Avigliano Umbro (Ditta Genera Spa) ed a biogas di Collazzone (Ditta Luchetti), selezionati dall´assessorato regionale all´ambiente e dal "Ciriaf" (Centro interuniversitario sull´inquinamento da agenti fisici dell´Università di Perugia) per una visita "didattica" riservata ai giornalisti umbri, con l´obiettivo di far conoscere le buone pratiche e le migliori tecnologie sostenibili utilizzate in Umbria nel campo della produzione di energie rinnovabili e del risparmio energetico. "L´iniziativa - ha spiegato Francesco Asdrubali del Ciriaf - rientra nell´ambito del progetto energy explorer che, finanziato con risorse europee, si propone tra l´altro di sviluppare una più ampia informazione sulle diverse tipologie di impianti a energie rinnovabili, sulle loro modalità di funzionamento, sulle ricadute ambientali in termini di migliore efficienza e di risparmio energetico, anche al fine di superare le resistenze manifestate dalle comunità locali nei confronti di questo tipo di insediamenti. Sono oltre 500 gli studenti delle scuole superiori dell´Umbria che hanno visitato i siti della rete territoriale del progetto, a seguire amministratori pubblici e ora giornalisti. Entro le prossime settimane - ha concluso Asdrubali - l´invito verrà esteso ai rappresentanti dei comitati locali". "In Umbria sono in funzione 16 impianti a biogas (ulteriori 6 sono in fase di realizzazione), 10 a biloquidi ed 8 a biomasse solide, a cui si aggiungono per ciascuna delle ultime due tipologie, rispettivamente 14 e 2 impianti in corso di realizzazione - ha detto Michele Cenci della Regione. Il fabbisogno energetico regionale è stimato in circa 2 milioni 700 mila tep (equivalente tonnellate petrolio), ed entro il 2020 bisognerà raggiungere l´obiettivo nazionale, imposto dall´Europa, del 17% di produzione di energia da fonti rinnovabili che, per l´Umbria, a seguito del burden sharing, si traduce in un 13,7% a livello regionale (355 ktep). Nel 2005 la produzione energetica da rinnovabili si attestava in Umbria attorno al 6%, la stima attuale è del 9 per cento, grazie soprattutto all´idroelettrico, cui seguono in ordine decrescente il fotovoltaico, in costante aumento, le biomasse e l´eolico". "Oggi - ha detto Andrea Monsignori, dirigente del servizio qualità ambientale della Regione - la liberalizzazione del mercato dell´energia ha rivoluzionato il settore. Si sta passando alla realizzazione di impianti di minore dimensione, fortemente integrati nell´attività aziendale e concorrenti rispetto ai grandi produttori di energia". "Cambia il modo di produrre e di consumare energia, tarandola sulle esigenze aziendali, mantenendo la sostenibilità ambientale e risparmiando sui costi. I controlli confermano inoltre che spesso i dati sugli inquinanti sono ben al di sotto dei limiti di legge, in questo modo contribuendo concretamente a contrastare i cambiamenti climatici. Lo sviluppo delle rinnovabili è un punto qualificate di questa legislatura - ha proseguito Monsignori. La Regione ha già emanato bandi rivolti ai comuni umbri per 13 milioni di euro per il fotovoltaico e l´efficientamento negli edifici pubblici e l´illuminazione pubblica, ulteriori 2 milioni per l´efficientamento nei collegi e sedi Adisu. Con la nuova programmazione sono previsti ulteriori bandi e il prossimo 10 ottobre verrà presentata la nuova campagna di comunicazione regionale per lo sviluppo da fonti rinnovabili. La Giunta ha inoltre approvato il nuovo Piano per la qualità dell´aria e la Strategia triennale regionale per la produzione di energia da fonti rinnovabili, mentre è in corso di definizione il nuovo Piano energetico regionale, che potrebbe essere approvato dal Consiglio regionale già entro l´anno". Relativamente agli impianti visitati l´impianto a biomomassa "Mmega" (998 kWe) di Avigliano Umbro (Tr) è a cogenerazione elettrica e termica, alimentato con biomasse di legno vergine della potenza nominale di circa 1 Mwe e con possibilità di utilizzare calore prodotto sotto forma di vapore per alimentare un impianto di produzione di "pellet" per riscaldamento. "L´impianto - ha detto Enrico Giovannini di Genera spa - è in grado produrre 6 ton/h di vapore, ad una pressione di 30 bar e ad una temperatura di 450°C. Il combustibile è costituito da cippato proveniente dagli scarti del ciclo produttivo di aziende limitrofe. In particolare il 50% della biomassa legnosa è fornita da una vicina azienda che produce bancali in legno. Il consumo stimato si attesta alle 11.000 ton/anno. Il vapore generato dalla caldaia è inviato ad un turboalternatore della potenza di 998 kWe". Il Comune di Avigliano Umbro - ha spiegato il sindaco Giuseppe Chianella - si è riservato di poter utilizzare, senza nessun onere di tipo economico, il calore prodotto per alimentare una piccola rete di teleriscaldamento a servizio delle aziende dell´area artigianale e di utenze pubbliche (scuola, palestra, biblioteca, municipio). Il calore servirà anche ad alimentare una piscina comunale e una vicina zona di espansione residenziale. Attualmente una quota di vapore viene prelevato ed inviato alle utenze (impianto produzione pellet). L´impianto è realizzato per operare in modalità continua, per un numero annuale di 8 mila ore, corrispondente a circa il 92% dell´anno. Per eliminare eventuali particelle residue di combustione sospese nei fumi l´impianto è munito di un sistema di depolverizzazione collocato immediatamente a valle dell´uscita dei fumi della caldaia. E´ inoltre dotato di tutti i sistemi ausiliari previsti per il corretto funzionamento in condizioni di sicurezza ed è garantito un livello globale di pressione sonora minore di 85 db(A) ad un metro di distanza. L´impianto a biogas "Luchetti" (360kWe) - Azienda agricola Lucchetti Basilio e Claudio - di Collazzone (Pg) produce energia elettrica e calore da biogas da digestione anaerobica dovuta alla degradazione della sostanza organica da parte di batteri in condizioni di assenza di ossigeno. Il biogas è un miscela costituita principalmente da metano (55%) e anidride carbonica (45%). Può essere utilizzato direttamente in motori cogenerativi. Per essere utilizzato negli autoveicoli o immesso in rete deve essere sottoposto a processi di raffinazione che elevano la percentuale di metano contenuto nel biogas al 95-98% aumentando qualità e potere calorifico ("biometano"). "L´impianto - ha spiegato Fausto Luchetti - è alimentato per l´80% dai reflui zootecnici prodotti dall´allevamento di 500 mucche chianine e per il restante 20% da insilato di mais e triticale coltivato nei 300 ha dell´azienda. Il digestato è impiegato per usi agronomici dall´azienda stessa. Attualmente, il calore prodotto dalla cogenerazione è utilizzato per il riscaldamento del di gestore. E´ prevista la realizzazione di una rete di teleriscaldamento della vicina abitazione e successivamente dell´agriturismo e del ristorante di proprietà dell´azienda. Alla visita erano presenti tra gli altri il coordinatore regionale all´ambiente ed energia Ernesta Maria Ranieri e il direttore tecnico di Arpa Umbria, Giancarlo Marchetti.  
   
   
SVILUPPO ECONOMICO, APPROVATO DALLA GIUNTA LIGURE IL PIANO ENERGETICO AMBIENTALE. AL VIA I TAVOLI TEMATICI CON ASSOCIAZIONI E PARTENARIATO  
 
Genova, 26 Settembre 2013 - È stato approvato ieri dalla giunta regionale, su proposta dell´assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli, il piano energetico ambientale della Regione Liguria, per definire le strategie, gli obiettivi e le linee di indirizzo in materia di energia per il periodo 2014-2020. Con l´approvazione dello schema di piano e del rapporto ambientale preliminare la Regione Liguria avvia la procedura di valutazione ambientale strategica, per arrivare ad un documento definitivo attraverso una serie di consultazioni pubbliche e tavoli tematici con il contributo dei diversi portatori di interesse in materia di energia ed ambiente. Nelle prossime settimane saranno avviati tavoli tematici con le associazioni di categoria, con il mondo della ricerca e il partenariato della programmazione del Fesr, il fondo europeo di sviluppo regionale. "Il documento approvato oggi – spiega l´assessore regionale allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli - assume particolare rilevanza in quanto definisce il quadro degli obiettivi che la Regione Liguria vuole perseguire in materia di efficienza energetica, produzione da fonti rinnovabili, diminuzione delle emissioni di gas serra. Il piano si inserisce quindi in un contesto d´azione nazionale ed europeo e sarà un documento fondamentale per effettuare le scelte di programmazione nell’ambito dei fondi strutturali 2014-2020". Tre sono gli obiettivi di fondo individuati dal piano: la diffusione delle fonti rinnovabili, il risparmio e l’efficienza energetica (nel settore residenziale, nel terziario, nei cicli produttivi) e la formazione, comunicazione e informazione nei settori di riferimento del piano. Le linee di indirizzo della Ue, attraverso i fondi strutturali, consentiranno di destinare risorse consistenti al tema energetico: in pratica il 20% del totale dei fondi della programmazione 2014-2020 dovranno essere destinati al tema energia, a patto che le Regioni si dotino di strumenti di programmazione in materia.  
   
   
BURLANDO, METANIZZAZIONE VERNAZZA  
 
Genova, 26 Settembre 2013 - "Abbiamo raggiunto l´obiettivo di riportare a Vernazza il metano prima dell´inverno dello scorso anno, dopodiché abbiamo deciso di estendere l´operazione anche a Corniglia e ad altre frazioni: il prossimo 25 ottobre si terrà la cerimonia a conclusione dell´operazione. Non è stato semplice, la distanza coperta per arrivare a Vernazza è stata di 11 chilometri e mezzo ma siamo stati nei tempi, abbiamo economizzato e fatto di più di quanto previsto. Per noi sarebbe stato impossibile raggiungere l´obiettivo senza gli sponsor che hanno donato il progetto, Iren e Erg, e se non avessimo avuto il ruolo determinante di Acam". Lo ha detto mercoledì 25 settembre, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando nel corso della conferenza stampa dopo la giunta, presenti gli assessori Renata Briano e Raffaella Paita, il sindaco di Vernazza Enzo Resasco, e i rappresentanti di Erg, Iren e Acam. L´impianto che forniva il gas Gpl all´abitato di Vernazza era stato distrutto dall´alluvione del 25 ottobre 2011, che aveva trascinato in mare il bombolone che lo alimentava. L´intero paese era rimasto senza possibilità di alimentazione degli impianti per uso domestico - cucine a gas e impianti di riscaldamento - e parte della popolazione aveva dovuto lasciare le proprie case in vista della stagione invernale perché, se per cucinare si poteva sopperire con le bombole, per il riscaldamento era impossibile. L´obiettivo era di far rientrare gli abitanti nelle proprie case alla fine della stagione invernale, senza che fossero costretti a lasciarle nuovamente durante l´inverno successivo, perciò in meno di un anno era necessario stendere il progetto, approvarlo, fare la gara d´appalto europea e realizzare i lavori. Il proposito è stato raggiunto comprimendo i tempi del progetto (e anche la spesa necessaria) e ricorrendo a una erogazione liberale di Erg e Iren. Durante la redazione del progetto è stata inserita la frazione di Corniglia, alimentata da un bombolone a gpl, per scongiurare il ripetersi di eventi simili e il conseguente rischio per la popolazione. È stata poi indetta dagli uffici regionali una gara per l´appalto integrato, aggiudicata a una ditta di Rapallo, che si è servita di ditte locali per realizzare parte dei lavori. Dopo l´avvio dei lavori, gestiti dal Comune di Vernazza e diretti gratuitamente - a seguito di erogazione liberale -, da esperti tecnici di Acam, è stato possibile fornire al paese una alimentazione provvisoria di gas metano con un carro bombolaio, possibilità questa, che per legge è consentita solo se sono in corso i lavori di metanizzazione, proprio perché deve essere limitata nel tempo visto che comporta alcuni rischi. Il 25 ottobre 2012, a un anno dall´alluvione, i lavori dell´impianto definitivo erano in avanzato corso di realizzazione, ma le abitazioni erano già alimentate dal metano fornito dal carro bombolaio e nessuno ha dovuto lasciare nuovamente la propria abitazione. Ultimati durante l´inverno i lavori a Vernazza, si è proceduto a realizzare l´impianto di alimentazione di Corniglia e di alcune delle principali frazioni (Seroa Alta, Seroa bassa, Vernazzola, Fornacchi, Pianca). Al momento tutte le opere sono finite, compresi i ripristini della pavimentazione; gli allacci a Corniglia per le utenze private verranno effettuati appena finita la stagione estiva, entro il mese di ottobre. I lavori, iniziati il 6 agosto del 2012, sono stati finanziati con fondi destinati al commissario delegato per 2 milioni e 746mila euro e con fondi Par Fas per 930 mila euro per un importo complessivo di 3 milioni e 676 mila euro. Il costo totale dell´intervento è stato di 2 milioni e 794 mila euro conun notevole risparmio – circa 882.000 euro – rispetto a quanto preventivato. Le economie sono state reimpiegate per fronteggiare spese di somma urgenza sostenute dai Comuni dello spezzino.  
   
   
LA NUOVA RETE DI METANO PER VERNAZZA E CORNIGLIA È UN´OPERA DI SICUREZZA  
 
Genova, 26 Settembre 2013 - "È un´opera per la sicurezza realizzata per andare incontro alle esigenze degli abitanti affinché potessero vivere con serenità dopo un passaggio così critico, quello dell´alluvione dell´ottobre 2011 che ha spazzato via i serbatoi di gpl degli abitati di Vernazza e Corniglia". Lo ha detto mercoledì 25 settembre l´assessore alle infrastrutture della Regione Liguria, Raffaella Paita nel corso della presentazione della conclusione dell´opera completa di metanizzazione dei due borghi effettuata alla presenza del presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, degli assessori all´ambiente e allo sviluppo economico, Renata Briano e Renzo Guccinelli e del sindaco di Vernazza, Enzo Resasco. Dopo l´ultimazione infatti, lo scorso inverno, del nuovo impianto a metano di Vernazza si è concluso anche l´impianto di alimentazione di Corniglia ed è pronto per essere inaugurato il prossimo 25 ottobre. "Per fare prima e dare risposte celeri agli abitanti dei due borghi delle Cinque Terre – spiega Paita – abbiamo seguito il metodo dell´erogazione liberale, sia per quanto riguarda la progettazione effettuata da Erg e Iren, sia per quanto riguarda la mano d´opera e la direzione lavori effettuate da Acam. E questo ci ha consentito di fare presto e di ripristinare in modo celere anche le pavimentazioni di alcuni abitati della Val di Vara". Al termine l´assessore Paita ha ringraziato non solo gli sponsor, ma anche il territorio "che è riuscito a risollevarsi rimboccandosi le maniche e con uno scatto di reni", e gli uffici del dipartimento infrastrutture della Regione Liguria che hanno seguito i lavori e in particolare Carla Roncallo, responsabile del settore progetti, infrastrutture e viabilità.  
   
   
BOLZANO: RECUPERO MATERIALI DI DEMOLIZIONE DI CASECLIMA - PRESENTATO STUDIO  
 
Bolzano, 26 settembre 2013 - I contenuti e le conclusioni dello studio "Recupero dei materiali di demolizione di Caseclima" realizzato da l´Ifeu Institut für Energie- und Umweltforschung Heidelberg in collaborazione con lo Studio Syneco di Bolzano su incarico della Provincia (Agenzia provinciale per l´ambiente) sono stati presentati il 25 settembre 2013, a Palazzo Widmann a Bolzano. La certificazione Casaclima costituisce un concetto innovativo di risparmio energetico per migliorare lo standard energetico nell´edilizia. Obiettivo tra l´altro è il miglioramento degli standard energetici per edifici nuovi e l´adeguamento nel caso di edifici esistenti. I relativi criteri risalgono al 1992, ma Provincia di Bolzano aveva iniziato a seguire i principi del risparmio energetico già a partire dagli anni ‘80. "Con l´adeguamento qualitativo degli edifici con il meccanismo di certificazione Casaclima, siamo riusciti a dare una risposta adeguata al crescente fabbisogno energetico degli edifici", come ha sottolineato il direttore dell´Agenzia provinciale per l´ambiente Flavio Ruffini a nome dell´assessore provinciale competente. Ora si tratta di aggiungere un ulteriore anello alla catena della sostenibilità partendo dal costruire in modo sostenibile con Casaclima, giungendo al benessere abitativo per concludere con il nuvo sfruttamento delle risorse dopo la demolizione. La sostenibilità, infatti, per Ruffini costituisce un aspetto culturale non soltanto un aspetto ambientale. Al direttore dell´Agenzia provinciale per l´ambiente ha fatto eco Stefano Fattor, presidente dell´Agenzia Casaclima di Bolzano, che è necessario pensare non solo alla "vita attiva" dell´edificio ed alla cosiddetta energia grigia necessaria per la costruzione, ma anche al suo "post mortem", ovvero al corretto smaltimento con la differenziazione dei materiali per portare tali materiali in un ciclo attivo tramite il riciclo giungendo così alal gestioen energetica anche per la fine dell´edificio: non sarebbe, infatti, più possibile occupare suolo per discariche dove semplicemente depositare i materiali. In pochi anni si potrebbe giungere ad una situazione di emergenza. Con il modello Casaclima l´Alto Adige è stato un riferimento a livello locale e nazionale, come ha detto Ruffini: ad oggi sono stati certificati in Italia più di 5.000 edifici (Casaclima oro, A e B). I materiali isolanti utilizzati nella realizzazione di questi edifici possono, però, influire sulla possibilità di recupero e lavorazione dei rifiuti da demolizione, come ha ricordato il direttore dell´Ufficio gestione rifiuti Giulio Angelucci. Dal 2000 la Provincia di Bolzano si è dotata del nuovo Piano gestione rifiuti che costituisce la base per il riciclo e il reimpiego dei materiali da demolizione. I rifiuti da demolizione prodotti in territorio altoatesino attualmente arrivano a 900.000 ton/anno, quantitativo totalmente recuperato quale nuovi materiali edili; di questo quantitativo di rifiuti edili fra il 5 ed il 10 per cento sono riferiti a Caseclima, ma nel prossimo futuro per l´estensione sempre maggiore di questo modello edilizio di elevato risparmio energetico il trend è in crescita, come ha riferito Angelucci. Partendo da questo punto di vista l´Agenzia per l´ambiente ha incaricato l´"Institut für Energie- und Umweltforschung Heidelberg (Ifeu)" di svolgere lo studio „Recupero dei materiali di demolizione di Caseclima". Lo studio, finanziato nell´ambito del programma Fesr 2007-2013 competività regionale ed occupazione dell´Unione Europea, è stato svolto in collaborazione con la ditta Syneco di Bolzano e grazie alla disponibilità dell´Agenzia Casaclima. Obiettivo dello studio è censire i materiali utilizzati per ottenere la certificazione Casaclima. Questa informazione consente di individuare i materiali che ci si può attendere dopo la demolizione per capire quali possono essere avviati direttamente agli impianti di recupero e quali no, e inoltre individuare se gli impianti esistenti sul territorio provinciale sono adeguati al trattamento di questi rifiuti. Inoltre è stato trattato il tema dei pannelli fotovoltaici e dei collettori solari. Obiettivo dello studio è creare le basi per garantire un recupero qualitativamente e quantitativamente elevato dei residui provenienti dalla demolizione. Per questo è necessario partire già nella fase di progettazione e selezione dei materiali impiegati. "In futuro nella progettazione di Casaclima non si considereranno solo gli standard energetici ma anche la possibilità di riciclare il materiale proveniente dalla demolizione" sottolinea ancora una volta Ruffini. Come ha riferito Angelucci lo studio ha messo alla luce i seguenti punti: Lo smaltimento di un materiale da demolizione misto o sporco ha un forte impatto in termini di costo di lavorazione. La demolizione selettiva (con separazione della frazione minerale da quella non minerale) ha un ruolo centrale. Decisiva è la relazione tra demolizione selettiva dell´edificio e impianto di trattamento di rifiuti da demolizione. Gli impianti di trattamento dei rifiuti da demolizione dovrebbero essere dotati di un separatore leggero (separatore dei materiali leggeri tramite soffiatura o lavaggio) E´ particolarmente complesso il recupero presso l´impianto di materiale da demolizione proveniente da edifici ad alta efficienza energetica dove sono stati utilizzati materiali da costruzione compositi quali mattoni riempiti con materiali isolanti. Per questo motivo si dovrebbe evitare di usare questo tipo di materiali (che finora in Alto Adige non sono ancora utilizzati, ma che giungono sempre più sul mercato) Buoni risultati si hanno in edifici realizzati con sistema termoisolante a cappotto, dove avviene la separazione dello scheletro dell´edificio e del materiale termoisolante (cappotto) con il semplice utilizzo di una benna selettrice. Altrettanto buoni sono i risultati in edifici realizzati con pareti monolitiche, dove la demolizione produce soltanto materiale minerale o materiale legnoso, e in edifici con struttura a intelaiatura in legno (con demolizione selettiva relativamente semplice e recupero energetico del materiale in inceneritori appositi). Proposta per il futuro: redigere schede tecniche, nelle quali sono elencate tutte le informazioni sull´edificio formulate nel momento della progettazione/realizzazione e che sono disponibili durante la demolizione. Aiutano ad individuare le tipologie di materiali minerali e isolanti utilizzati e semplificano la separazione dei materiali durante la demolizione. Per ora, come ha fatto presente Stefano Fattor, direttore dell´Agenzia Casaclima, tali schede tecniche non sono ancora obbligatorie, ma il trend in atto anche a livello europeo in edilizia impone di non lasciare in eredità il problema. Quindi, come il modello Casaclima ha segnato la srada in Italia per l´efficienza energetica degli edifici cambiando l´approccio culturale e l´edilizia, ora Casaclima dovrà nuovamente segnare la strada. Il progettista deve essere consapevole, già nel concepire la casa, delle possibilità di demolizione selettiva. In base allo studio, infatti, come ha riferito Ruffini, si adegua anche l´attuale sistema formativo Casaclima di consulenza. A tal proposito, giovedì 3 ottobre 2013 nella Sala del Cortile interno di Palazzo Widmann, sarà tenuto un seminario - per consulenti Casaclima e progettisti (dalle 9 alle 12) nonché per imprese di demolizione e recuperatori di materiali di costruzione e demolizione (dalle 14 alle 17) - durante il quale assieme al relatore ed all´autore dello studio Florian Knappe (Ifeu), si discuterà in merito a questo argomento. Inoltre sono stati preparati due opuscoli (1 "Consigli per la scelta dei materiali edili e termoisolanti e per la realizzazione della costruzione di Caseclima" rivolto a consulenti Casaclima e progettisti / 2 "Consigli per la demolizione di Caseclima e il recupero dei materiali di demolizione" rivolto a imprese di demolizione e recuperatori di materiali di costruzione e demolizione). In essi sono stati inseriti suggerimenti pratici e consigli in merito alla costruzione di Caseclima nonché la scelta di materiali da costruzione isolanti, e istruzioni per una corretta demolizione. Ulteriori informazioni alla pagina web: http://www.Provincia.bz.it/agenzia-ambiente/default.asp  Il testo dello studio è pubblicato all´indirizzo: http://www.Provincia.bz.it/agenzia-ambiente/default.asp    
   
   
PER LA PUGLIA: ARRIVA L´"INTERNATIONAL AWARD ARCHITECTURE IN STONE"  
 
Bari, 26 settembre 2013 - La Regione Puglia vince l’ “International Award Architecture in Stone”, per l’architettura in pietra a secco. Il concorso giunto alla tredicesima edizione e organizzato da Veronafiere nell’ambito delle manifestazioni culturali della 48a Marmomacc (in programma a Verona da ieri al 28 settembre), premia le migliori opere realizzate negli ultimi anni con l’utilizzo di marmi e pietre naturali. Il riconoscimento è stato attribuito alla Regione Puglia per la sezione dedicata all’Architettura Vernacolare in Pietra, all’interno della quale la giuria ha scelto di premiare l’architettura in pietra a secco dell’area mediterranea. La Puglia infatti – si legge nelle motivazioni del premio – “è il territorio in cui questa cultura costruttiva ha prodotto la maggior varietà di tipologie architettoniche e modellato l’intero paesaggio”. La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina a Verona, ma per valorizzare le opere premiate, Veronafiere ha organizzato una mostra durante la 48a edizione di Marmomacc e realizzato un catalogo bilingue (italiano-inglese) di grande pregio, nel quale sono illustrati i progetti vincitori. Soddisfazione è stata espressa dall’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: “Questo riconoscimento – ha detto – oltre a premiare una regione che ha fatto dell’architettura in pietra a secco una caratteristica peculiare del suo paesaggio, valorizza il sistema produttivo pugliese che vede nell’estrazione e lavorazione della pietra uno dei settori più fiorenti della propria economia: una vera e propria eccellenza che la Puglia esporta in tutto il mondo con grande successo”.  
   
   
LE COSTRUZIONI A UN PUNTO DI SVOLTA? 1° E 2° TRIM. 2013 PRIMI (TIMIDI) SEGNALI DI UN’INVERSIONE DI TENDENZA NELLA LUNGA CRISI DELL’EDILIZIA  
 
 Marghera, 26 settembre 2013 - I dati a consuntivo sull’andamento del mercato delle costruzioni nel Veneto, secondo le stime elaborate dal Cresme per l’osservatorio Ceav-unioncamere del Veneto sul mercato edilizio, hanno evidenziato tra il 2008 e il 2012 la più grave crisi del settore dal dopoguerra, nell’ordine del -14,2 per cento in termini reali e del -22,8 per cento in valori costanti (al netto dell’inflazione). Nel 2012 il settore delle costruzioni nel Veneto ha attivato investimenti per poco più di 13,7 miliardi di euro, contro i 16 miliardi del 2008. In tre anni il mercato ha perso circa 2,3 miliardi di investimenti. L’evidenza della crisi sta nella trasformazione della composizione del mercato. Nel 2008 la nuova costruzione rappresentava il 56% degli investimenti, nel 2012 è il mercato del “recupero” a rappresentare il principale elemento di attività. In quattro anni dunque il mercato non solo è diminuito per investimenti, ma ha profondamente mutato la struttura della domanda, con una riduzione molto significativa di alcuni segmenti storici, come ad esempio la nuova costruzione non residenziale privata, che in quattro anni ha dimezzato il giro d’affari, o la stessa nuova costruzione residenziale, che ha perso quasi il 29% degli investimenti. La crescita del “rinnovo”, un fenomeno anticongiunturale ben conosciuto già nella precedente crisi post-tangentopoli, può essere anche associata all’effetto del “piano casa”, che al 31 dicembre 2012 ha contato quasi 50.000 domande. Tuttavia, nonostante la limitata ma positiva performance del rinnovo, il protrarsi della crisi ha aggravato la condizione occupazionale. Secondo i dati Istat sulle forze lavoro, nel 2012 si è registrato un calo di 4.400 addetti nell’edilizia, pari ad una diminuzione annua del -3,2 per cento. Nel periodo 2008-2012 la perdita complessiva di occupati nel settore è stata pari a oltre 13.650 addetti, con un calo del -7,6 per cento. La crisi è anche e soprattutto delle imprese, che nell’ultimo anno si è fatta sentire in modo più consistente, anche se non per tutte le tipologie aziendali. Infatti osservando i dati relativi al numero di imprese attive artigiane e non artigiane delle costruzioni per forma giuridica, emerge una diminuzione del numero totale di imprese (-3,5 per cento rispetto al 2011), ma alcune forme di impresa rimangono in forte crescita, come le società di capitale del settore artigiano (+2,3 per cento) e le cooperative e i consorzi artigiani (+8,3 per cento). In forte crisi al contrario le ditte individuali nel comparto non artigiano (-14,8 per cento nell’ultimo anno). Si conferma pertanto quanto già osservato negli anni precedenti, ovvero il fatto che le imprese più strutturate e le forme di cooperazione tra imprese hanno dimostrato di poter affrontare meglio la crisi, un elemento utile a definire un quadro strategico di riferimento per il mercato nel futuro. L’andamento recente - L’analisi congiunturale trimestrale sul settore delle costruzioni, promossa congiuntamente da Ceav e Unioncamere del Veneto e inserita ormai stabilmente nelle indagini di Venetocongiuntura, relativamente al secondo trimestre 2013 mette in evidenza due elementi apparentemente contrastanti; ma che, alla luce dei dati generali dell’economia, in realtà riflettono una tendenza che, con tutte le cautele del caso, fa intravvedere i primi segnali di una possibile inversione di tendenza della dinamica negativa dell’edilizia nel prossimo futuro. Infatti se da un lato il secondo trimestre 2013 evidenzia un proseguimento della dinamica negativa, in particolare con dati relativi all’occupazione particolarmente pesanti, da un altro lato emerge un netto miglioramento delle aspettative delle imprese per i prossimi sei mesi, segno di un sentore di inversione di tendenza che, nelle costruzioni come noto, ha tempi di reazione più lunghi rispetto a quelli dell’economia. Sulla base dei dati dell’indagine Venetocongiuntura, il fatturato delle imprese di costruzioni tra aprile e giugno 2013 ha registrato una diminuzione del -4,6% rispetto allo stesso periodo del 2012, una ulteriore diminuzione dopo il -3,9% del precedente trimestre. Su questo andamento ha certamente continuato ad influire una condizione meteorologica molto particolare. Dal punto di vista territoriale hanno sofferto soprattutto i territori dell’area montana (Belluno -5,7%) e le province dell’area metropolitana di Venezia, Padova e Treviso. Tuttavia a fronte di questa dinamica ancora negativa, emerge un dato molto interessante riguardante le aspettative delle imprese per i prossimi sei mesi. I saldi delle risposte tra attese negative e positive sono ancora negativi, ma l’osservazione in serie storica delle risposte evidenzia un netto miglioramento del saldo, che per quanto riguarda il fatturato passa dal -31% del quarto trimestre 2012, al -22% del primo trimestre 2013, fino al -16% del secondo trimestre 2013. Dunque nell’arco di sei mesi si è dimezzato il sentiment negativo dell’imprese sul futuro dell’andamento delle costruzioni in Veneto, un fattore che fa ben sperare alla luce del miglioramento anche dei giudizi sull’aumento dei prezzi e soprattutto con il passaggio dal -22% del saldo del giudizio sugli ordini dei trimestri precedenti al -8% del trimestre in esame. Quello relativo agli ordini è dunque, in questa fase, un indicatore importante per le prospettive future di ripresa del mercato. Veneto. Andamento dei principali indicatori congiunturali (var. % su trim. Anno prec.). Ii trim. 2013
Fatturato Prezzi Ordini Occupazione
Tipologia di impresa
Artigiana -4,7 2,4 -3,3 -6,2
Non artigiana -3,8 3,6 -3,4 -4,6
Classe dimensionale
da 1 a 5 add. -5,6 2,2 -4,5 -12,3
da 6 a 9 add. -3,4 2,8 -2,0 -2,1
oltre 9 add. -3,9 2,7 -2,7 -0,1
Provincia
Verona -2,3 2,7 -2,5 -10,5
Vicenza -2,5 2,6 -3,0 -5,1
Belluno -5,7 2,4 -3,9 -6,2
Treviso -4,7 2,9 -3,2 -5,2
Venezia -4,8 1,8 -4,2 -4,9
Padova -7,6 2,1 -2,9 -0,4
Rovigo -3,4 3,7 -3,7 -10,5
Totale -4,6 2,5 -3,3 -6,0
Fonte: Ceav-unioncamere del Veneto (indagine Venetocongiuntura, 600 casi)
Veneto. Previsioni a sei mesi dei principali indicatori congiunturali (saldi % risposte). Ii trim. 2013
Fatturato Prezzi Ordini Occupazione
Tipologia di impresa
Artigiana -17,4% 20,9% -9,8% -1,8%
Non artigiana 1,8% 51,7% 12,0% -11,1%
Classe dimensionale
da 1 a 5 add. -15,0% 23,0% -8,0% -1,6%
da 6 a 9 add. -10,4% 18,3% 2,3% -2,5%
oltre 9 add. -31,2% 25,2% -21,1% -6,3%
Provincia
Verona -24,3% 25,0% -21,4% 3,0%
Vicenza -10,7% 20,2% -11,7% -3,6%
Belluno -28,0% 25,6% -17,8% 7,0%
Treviso -10,2% 17,8% -3,1% -5,2%
Venezia -12,6% 12,5% 4,2% -10,9%
Padova -24,8% 23,4% -14,4% -4,8%
Rovigo -3,5% 34,9% 5,7% 0,0%
Totale -16,4% 22,6% -8,5% -2,3%
Fonte: Ceav-unioncamere del Veneto (indagine Venetocongiuntura, 600 casi)
Gli indicatori congiunturali - Ordini - Continua a restare negativo l’indicatore congiunturale relativo agli ordini, ma con una flessione leggermente più contenuta rispetto a quella del trimestre precedete, pari al -3,3%, dunque quasi un punto percentuale inferiore a quella del quarto trimestre 2012. Prezzi - L’aumento del livello dei prezzi, registrato nei mesi precedenti, rallenta il passo, con un indicatore tendenziale del +2,5%, quindi mezzo punto inferiore a quello del trimestre precedente e quasi un punto inferiore a quello del quarto trimestre 2012. Occupazione - Gli indicatori relativi all’occupazione nel secondo trimestre del 2013 raggiungono il massimo picco negativo, con un dato in flessione del -6,0%. Particolarmente negativo il dato relativo alle piccole imprese, -12,3%, mentre in leggera flessione è quello relativo alle medie imprese (-2,1%) e sostanzialmente stabile quello delle grandi imprese. Le previsioni per i prossimi sei mesi - Dal punto di vista previsionale, pur proseguendo la tendenza negativa registrata nei trimestri precedenti, nel secondo trimestre del 2013 si registra una riduzione dell’indicatore sintetico generale. Dopo i -31,4 punti percentuali del quarto trimestre 2012, l’indicatore relativo al fatturato si assesta nel secondo trimestre 2013 a -16,4 punti percentuali. Si confermano ancora una volta dunque le aspettative negative delle imprese, ma con una riduzione significativa rispetto al semestre precedente. Nuovo residenziale - Le previsioni per i prossimi sei mesi si invertono, rispetto al trimestre precedente, con la maggior parte delle imprese che affermano che vi sarà una crescita del mercato (giunto ormai a livelli di soglia minima), mentre circa il 40% delle imprese afferma che il mercato rimarrà invariato. Non residenziale - le aspettative delle imprese sono positive. D’altronde è il settore che prima degli altri è entrato in crisi nel Veneto, anche per la grande over-produzione che ha investito la Regione nei primi anni 2000, e che dunque ha raggiunto livelli produttivi molto contenuti. Quasi il 60% delle imprese si attende una ripresa del mercato. Ristrutturazioni - trainate dal piano casa e dagli incentivi governativi, evidenziano una forte potenzialità di crescita per i prossimi sei mesi da parte delle imprese, ma anche elementi contraddittori. Infatti mentre nei casi precedenti la percentuale di chi considera il mercato in calo era contenuta, in questo caso è come se i giudizi si dividessero tra chi è fortemente convinto della crescita e chi invece pensa ad un rallentamento. Opere pubbliche - evidenzia una attesa positiva da parte degli operatori, innescata probabilmente dall’azione del Governo e dai provvedimenti presi con il decreto del Fare. Oltre il 60% delle imprese ha aspettative positive, mentre solo un 10% circa presenta attese negative. Virginio Piva presidente Ceav: “A livello europeo sono evidenti i segnali positivi. Purtroppo, come sempre, l’Italia tarda e stenta a riprendersi. Il nostro osservatorio raccoglie però, nelle ipotesi di previsione delle imprese, alcuni segnali positivi, e questo fa ben sperare. E’ importante, tuttavia, che si esca dalla crisi con un indirizzo diverso rispetto a quello fino ad oggi seguito dal Governo. L’austerity non ha pagato, se non in termini di riequilibrio dei conti pubblici, ma oggi c’è necessità di agevolare le imprese ad investire, bisogna ridare fiducia ai mercati e agli investitori, i privati e le famiglie in primo luogo, spingendo il sistema bancario e finanziario a mettere in gioco la tanta liquidità presente e oggi dormiente. Il sistema di incentivi (il 50% e il 65%) oggi a disposizione non è mai stato così interessante. Ma come sempre ha il difetto di una scadenza troppo corta. Non c’è tempo di programmare bene gli interventi e gli investimenti. Il piano casa ha dimostrato che una logica di lungo periodo è premiante”. Leonardo Zucchini vicepresidente Ceav: La crisi è stata lunga e pesante. Nell’ultimo anno il settore ha perso 4.400 posti di lavoro, ma se guardiamo il periodo 2008-2012 i posti persi salgono a 13.650. Il problema è dunque se e quando la ripresa potrà far recuperare questa occupazione. E lo potrà fare se le imprese saranno innovative e saranno adeguatamente organizzate. Il problema che si pone infatti è che nei prossimi anni l’edilizia cambierà in modo significativo, con un deciso orientamento al risparmio energetico e alle nuove tecnologie. L’europa con alcune direttive ha tracciato una strada sulla quale noi tutti dobbiamo impegnarci (associazioni di categoria, imprese, cassa edile): investire in formazione. La Ceav lo sta facendo in modo significativo e continuerà a farlo per aiutare le imprese e i lavoratori a riconvertirsi alle nuove esigenze del mercato” Bianchi Presidente Unioncamere del Veneto: “Nel secondo trimestre dell’anno l’andamento congiunturale dell’industria delle costruzioni è stato caratterizzato da una nuova flessione, che ha cancellato definitivamente i timidi segnali di recupero emersi nell’ultimo scorcio del 2012. Nel periodo aprile-giugno 2013 il rallentamento del fatturato nelle costruzioni, addirittura più marcato rispetto ai primi tre mesi del 2013, è stato determinato soprattutto dalla flessione del comparto artigiano. Notizie meno negative giungono invece dalle aspettative degli imprenditori che, a differenza del settore industriale, stanno evidenziando segnali più incoraggianti di una possibile inversione della tendenza in atto. I segnali di ripresa attesi da tempo stanno arrivando. L’auspicio è che le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie possano innescare entro la fine del 2013 un vero recupero per il settore, in modo da far ripartire tutte le filiere del sistema casa”.
 
   
   
EXPORT, SI RAFFORZANO SCAMBI COMMERCIALI TRA ITALIA E VIETNAM ZANONATO INCONTRA VICE PRIMO MINISTRO TRUNG HAI  
 
Roma, 26 settembre 2013 – Ulteriore consolidamento degli scambi commerciali tra l’Italia e il Vietnam in settori chiave per l’economia quali la meccanica strumentale, gli apparecchi strumentali, i farmaci e i beni di consumi. L’impegno è stato rimarcato in occasione dell’incontro odierno tra il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e il Vice Primo Ministro del Vietnam Hoang Trung Hai. La visita segue l’incontro con il Vice Presidente del Consiglio Angelino Alfano svoltosi il 23 settembre scorso, nel corso del quale è stato firmato il “Piano d’Azione 2013-2014” esecutivo della Dichiarazione Congiunta sul Partenariato Strategico tra i due Paesi. Per quanto riguarda la cooperazione economica, la Dichiarazione ha istituito una Commissione congiunta tra i due Paesi che dovrà essere coordinata, per la parte italiana, dal Ministero dello Sviluppo Economico. Le parti auspicano che la sua prima sessione venga convocata in Italia entro la fine dell’anno. “Il Vietnam- ha osservato Zanonato- è uno dei nostri partner più importanti fra gli Stati emergenti del Sud-est Asiatico”. Il Ministro ha poi sottolineato che il Paese offre opportunità interessanti “grazie alla struttura industriale anch’essa fondata sulle Pmi e alla sua attrattiva in tema d’investimenti esteri grazie a una vasta rete di accordi di libero scambio contenenti clausole di salvaguardia molto favorevoli”. Nell’incontro si sono altresì analizzati tutti i dossier sul tavolo, in particolare l’adesione del Vietnam all’Expo di Milano 2015, e il progetto di creare un centro di eccellenza italiano in Vietnam, seguendo l’esperienza di altri distretti industriali di altri Paesi. Il Vice Primo Ministro Hoang Trung Hai ha invitato Zanonato a guidare una missione in Vietnam per dare un seguito concreto al partenariato strategico. Il Ministro ha accolto volentieri la proposta. Il 2013 è stato l’ “Anno del Vietnam in Italia” e l’ “Anno dell’Italia in Vietnam”, con iniziative organizzate dalle rispettive ambasciate, per celebrare i 40 anni di rapporti diplomatici fra i due paesi. Il 30 settembre si svolgerà a Milano, presso Assolombarda, il Forum economico Italia-vietnam, alla presenza del Vice Ministrovietnamita dell’Industria e del Commercio Ho Thi Kim Thoa, e di una folta rappresentanza di imprenditori  
   
   
LA BUSTA PAGA UNICA EUROPEA, UNA SOLUZIONE PER: INTEGRARE, COMPETERE LEALMENTE, SEMPLIFICARE SEMINARIO DI STUDI IL 27 SETTEMBRE CINEMA TEATRO DI MIRANO (VE)  
 
Venezia, 26 settembre 2013 - Da una semplice innovazione tecnica può derivare una sostanziale diminuzione della burocrazia, un risparmio di tempo e costi nell´amministrazione del personale e una maggior trasparenza sia per il datore di lavoro che per il lavoratore, che avranno finalmente chiaro quanto pesa il cuneo fiscale in ogni paese europeo sullo stipendio dovuto e percepito. Tutto questo è la busta paga unica europea, un progetto promosso dalle realtà venete di Ancl – Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, Aniv – Associazione Professionale Funzionari Ispettivi Pubblici, ed Eurosportello Veneto, il Dipartimento Politiche Comunitarie di Unioncamere del Veneto, che sarà al centro del seminario di studi internazionale La busta paga europea, una soluzione per: integrare, competere lealmente, semplificare, il 27 settembre al Cinema Teatro di Mirano. Nella giornata si studierà la realtà della libera circolazione dei lavoratori in ambito Ue, i quadri normativi comunitari e la loro applicazione in caso di migrazione di lavoratori da un paese all´altro (ius loci laboris), la bozza di busta paga europea presentata da Ancl-aniv-eurosportello, i suoi effetti pratici e le sperimentazioni che si possono mettere in atto. Il seminario vedrà la partecipazione di autorevoli tecnici e politici: in particolare si segnalano gli interventi di Caroline Loup, funzionaria della Commissione europea nella direzione generale Giustizia-unità Cittadinanza dell´Ue e libera circolazione; il prof. Adalberto Perulli, ordinario di Diritto del lavoro all´Università Ca´ Foscari; l´avv. Valérie Giacobbo-peyronnel, in forze al direttorato di Ricerca e Documentazione della Corte di giustizia europea e l´avv. Luca Szegö dello studio legale Ichino. Hanno confermato la loro presenza gli europarlamentari Giancarlo Scottà, Sergio Berlato ed Elisabetta Gardini. Il seminario è dedicato a tutti i professionisti lavoristi ed è accreditato come aggiornamento professionale dagli Ordini dei consulenti del lavoro, dei commercialisti e degli avvocati.  
   
   
LA LUNGA CODA DELLA CRISI IN FRIULI VENEZIA GIULIA  
 
Udine, 26 settembre 2013 - Ancora difficile la situazione delle imprese in Friuli Venezia Giulia, come rileva il consuntivo del Ii trimestre e le previsioni per il Iii dell´analisi congiunturale di Unioncamere Fvg. Qualche piccolo segnale positivo comincia però a intravedersi: cresce la percentuale di imprese che si attende uno sviluppo rispetto allo scorso anno. Nel consuntivo viene sottolineato come in questa regione la crisi è arrivata con un po’ di ritardo rispetto al resto del Nordest, perciò si fa ancora sentire in questa sua lunga coda. E si spera fortemente che di coda si tratti: il rapporto conferma un andamento ancora non positivo pressoché di tutti i settori interessati dall’analisi (manifatturiero, commercio al dettaglio, servizi di ospitalità, costruzioni e vitivinicolo), ma che lascia intravedere la tanto attesa luce in fondo al tunnel nelle aspettative di crescita delle imprese intervistate, in miglioramento rispetto alle rilevazioni precedenti. L’indagine regionale è stata presentata oggi in Camera di Commercio a Udine, nella nuova Sala dell’Economia, al piano interrato del palazzo camerale con ingresso da piazza Venerio, che con questa “prima” ufficiale – con lo scoprimento della targa – si propone come ulteriore sede a disposizione della Cdc ma anche delle istituzioni e delle realtà economiche del territorio, per conferenze, riunioni ed esposizioni. La congiuntura è stata introdotta dal presidente della Cdc e di Unioncamere Fvg, Giovanni Da Pozzo, assieme ai colleghi Antonio Paoletti, Giovanni Pavan ed Emilio Sgarlata (delle Cdc di Trieste, Pordenone e Gorizia). Nei dettagli dell’analisi è entrato Nicola Ianuale, presidente di Questlab, la società che trimestralmente si occupa di effettuare ed elaborare l’indagine, mentre in conclusione è intervenuto Daniele Marini, direttore scientifico della Fondazione Nordest, che ha aperto lo sguardo sulla situazione dell’intera area nordestina. "L’economia della nostra regione non è ancora uscita dalla fase negativa – ha confermato Da Pozzo introducendo i lavori – e ci sono ancora indicatori importanti che ci preoccupano, come per esempio l’andamento dell’export regionale, che pur in miglioramento nel secondo trimestre (-0,73%) resta negativo per tutto il primo semestre 2013, con un -3,3%". Altri nodi cruciali restano l’occupazione, in primis, come pure il sistema imprenditoriale: "Nel primo semestre 2013 in Fvg sono nate 3.608 imprese e se ne sono cancellate 4.152, con un saldo negativo di 544 unità", ha precisato Da Pozzo. Sono entrate in scioglimento e liquidazione o altra procedura concorsuale 851 imprese: il fenomeno dei fallimenti ha interessato in particolare le industrie manifatturiere, le costruzioni e il commercio, quello delle liquidazioni e scioglimento il commercio, i servizi alle imprese, e le industrie manifatturiere, le costruzioni e il turismo. L’indagine. Difficoltà che l’indagine congiunturale, effettuata su circa 1.400 imprese di tutte e quattro le province (periodo di rilevazione: dal 2 al 29 luglio), va a confermare. I dati a consuntivo relativi al 2° trimestre, in base alle risposte degli imprenditori, sono negativi praticamente per tutti i comparti, costruzioni purtroppo ancora in testa, con un calo tendenziale del fatturato (ossia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) del 13,1%. A frenare meno, o a migliorare addirittura, sono in genere le imprese che esportano, fenomeno evidente anche in quel manifatturiero che ha risentito così pesantemente della crisi e che in questo secondo trimestre vede anche un contenimento del calo occupazionale, che si ferma a un -0,4% tendenziale. Come al solito, va un po’ meglio il vitivinicolo: le imprese che esportano dichiarano un +1,6% di fatturato (pur con un – 0,9% dichiarato dalle non esportatrici), con un’occupazione in crescita del 4%. Le previsioni degli imprenditori per il trimestre in corso pure risultano improntate al pessimismo o comunque non si attendono a breve sostanziali miglioramenti, anche se la percentuale di imprese che crede nella crescita è aumentata rispetto allo scorso anno. Come di consueto, l’indagine congiunturale ha realizzato anche un focus: stavolta alle imprese intervistate è stato chiesto quanto conoscono le strutture finanziarie della regione (Mediocredito, Friulia, Finest, Confidi) e quanto le utilizzano. "Emerge un fatto significativo – ha commentato Da Pozzo – e cioè che, pur se quello dell’accesso al credito è il problema cruciale delle nostre imprese, esse conoscono molto poco strutture come Friulia, Mediocredito e Finest. Va un po’ meglio con i Confidi, ma tuttavia non sono molte quelle che ne fanno ricorso o sanno quale sia la loro mission, anche se chi le usa poi è tendenzialmente soddisfatto. Un dato che fa riflettere tutte le istituzioni, anche quelle economiche, ci fa mettere tutti in discussione per una miglior diffusione delle opportunità offerte da questi strumenti". Circa il 5% delle imprese intervistate conosce Finest, e la percentuale sale al 37% per il sistema dei Confidi in regione. Per le aziende che conoscono bene gli strumenti di finanziamento regionale esiste una differenziazione settoriale e per classi di dimensione in termini di addetti. Nel primo caso (le imprese per settore) i Confidi sono gli strumenti più conosciuti, seguiti da Mediocredito, dove il 50% dei rispondenti del manifatturiero afferma di conoscerne bene finalità e caratteristiche. Il motivo della richiesta di finanziamento è principalmente dovuto a squilibri di cassa per l’edile e il vitivinicolo, per i rimanenti settori prevale la motivazione legata alla realizzazione di investimenti. Per classi dimensionali emerge che le grandi aziende ricorrono agli strumenti finanziari per nuovi investimenti, mentre la cassa viene coperta con la maggior capacità di autofinanziamento o ricorrendo al sistema creditizio, mentre per le piccole aziende utilizzano prevalentemente per far fronte alle esigenze di cassa Per quanto riguarda la soddisfazione di chi ha usufruito dei finanziamenti da parte delle organizzazioni preposte dalla Regione la valutazione è mediamente positiva. Circa il 50% è abbastanza o molto soddisfatto per gli adempimenti richiesti e flessibilità degli strumenti tale quota di soddisfazione raggiunge quasi il 76% per la durata del finanziamento. La crisi in Fvg è stata tardiva e dunque si fa sentire ancora, più che nelle regioni limitrofe. L’analisi arriva da Daniele Marini, che ha evidenziato alcuni dati elaborate sulle risposte di un panel di circa 300 imprese di tutta l’area, comunque significative per definire un “sentiment”. Quanto alle aspettative di crescita per la produzione per i prossimi tre mesi, la risposta data dalle imprese del Nordest, a settembre 2013, è balzata a +8%, mentre è ancora negativa, al 17,8% in Fvg. Risultati analoghi anche per le attese sugli ordini, mentre il segno meno vale sia per Nordest sia per Fvg relativamente all’occupazione. Le attese sono invece positive in entrambe le realtà per la crescita degli ordinativi esteri, pur con percentuali di gran lunga più elevate tra le imprese del Nordest. Per Marini, le soluzioni vanno ricercate in due pilastri, che hanno dato risultati anche nei periodi più duri della crisi e ne potranno dare: "Bisogna cioè che su creino le precondizioni affinché le imprese possano farcela da sole". E, a puro scopo di “divertissement”, come l’ha definito il professore, ha evidenziato il Nordest non in base alle divisioni amministrative attuali, ma in aree economicamente omogenee. Una sorta di nuova mappa di province e regioni più funzionali allo sviluppo, come spunto di riflessione e “ispirazione” alla politica.  
   
   
FEDERLAZIO: INDAGINE CONGIUNTURALE PMI LAZIO (I SEMESTRE 2013)  
 
Roma, 26 settembre 2013 - La Federlazio ha realizzato la consueta indagine congiunturale sullo stato di salute delle piccole e medie imprese del Lazio, effettuata su un campione di 350 imprese associate, sia manifatturiere che dei servizi. Lo studio ha riguardato il semestre gennaio-giugno 2013. Nel corso del primo semestre 2013 il saldo di opinioni sull’andamento degli ordinativi, pur restando negativo, mostra una certa attenuazione rispetto al semestre precedente (da -34 a –29), grazie al robusto miglioramento delle opinioni sugli ordinativi ricevuto dal mercato estero. In particolare il miglioramento è più accentuato per quanto concerne le opinioni delle imprese sugli ordini ricevuti dal mercato dell’Unione Europea con un aumento di ben 47 punti (da –27 a +20). Sul mercato nazionale invece la situazione resta negativa, oltretutto peggiorando di 4 punti: il saldo infatti da -43 sale a -47 punti. Nel primo semestre 2013 il saldo negativo di opinioni sull’andamento del fatturato peggiora perdendo circa 14 punti (da -29 a –43). Il risultato negativo è imputabile esclusivamente al mercato nazionale (saldo da –37 a –45) mentre opposto è l’andamento del mercato estero in particolare per quanto concerne il mercato dell’Unione Europea: il saldo sul fatturato infatti è migliorato notevolmente passando da -27 a +13, aumentando dunque di 40 punti in soli sei mesi. Il saldo di opinioni sull’andamento della produzione nel primo semestre 2013 migliora, pur restando di segno negativo: da -36 punti passa a -32, di fatto segnalando un temporaneo arresto della caduta. Il 25,2% delle imprese ha dichiarato di aver effettuato investimenti nel primo semestre 2013, percentuale in diminuzione rispetto al semestre precedente (28,1%). Nel primo semestre 2013 resta invariata la percentuale di imprese che ha aumentato l’occupazione (circa il 9,0%) mentre aumenta lievemente la percentuale delle imprese che l’ha ridotta (dal 24,1% al 25,8%). L’indagine Federlazio ha rilevato anche le previsioni a breve sui prossimi sei mesi, dalle quali emerge che, per quanto concerne gli ordinativi, i saldi di opinione attesi mostrano un complessivo miglioramento. Difatti, il saldo sugli ordini totali attesi, pur mantenendo il segno negativo, mostra un certo miglioramento avendo riguadagnato 10 punti (da -18 a –8). In sintesi, le imprese si attendono una contrazione negli ordini dal mercato europeo (da +4 a –4), in sensibile aumento quelli provenienti dal mercato extra europeo (ben 13 punti: da +8 a +31), ed in relativo miglioramento gli ordinativi dal mercato nazionale (da –23 a –19). Per le previsioni sull’occupazione, nel secondo semestre 2013, il saldo atteso, pur sempre negativo, recupera 11 punti passando da -32 a -21. In tale quadro, si rafforza la percentuale delle imprese che ha manifestato l’intenzione di mantenere inalterato l’organico nel prossimo semestre, pari al 66,7% dal precedente 61,8%. Per quanto concerne le previsioni d’investimento, la percentuale delle imprese che ha manifestato l’intenzione di fare investimenti nella seconda parte del 2013 è pari ora al 26,8%, in calo dal precedente 28,1%, consolidando il trend decrescente. Tra le principali problematiche segnalate dagli imprenditori al primo posto rimane il “ritardo dei pagamenti da parte dei clienti privati” (segnalato dal 29,2% degli intervistati), segue l’“insufficienza della domanda” (27,2%), il “ritardo dei pagamenti della Pa” (17%), la “mancata concessione o erogazione del credito bancario” (7,5%), tutte risposte abbastanza in linea con quelle registrate nel semestre precedente. Aumenta invece il problema della “impossibilità di partecipare agli appalti” ora avvisato nell’8,7% dei casi rispetto al precedente 6,6%. Riguardo invece un giudizio su come si stia evolvendo la crisi, dalle risposte emerge il prevalente pessimismo delle imprese, in aumento rispetto al secondo semestre dato che dal 47,4% delle imprese che aveva dichiarato che “al momento non si intravede alcuna via di uscita” si passa al 64,8%. Nessuna impresa è risultata ottimista dato che la percentuale di quelle che hanno dichiarato che “il peggio è ormai alle nostre spalle” dal 3,5% scende a zero. Il 20% delle imprese ha poi dichiarato di correre seri rischi di chiusura nei prossimi sei mesi (era il 21,1% nel secondo semestre 2012), mentre la principale azione per contrastare la crisi secondo le imprese rimane quella del ricorrere al “taglio dei costi di gestione”, indicata dal 29,3% delle imprese (era il 30,6% sei mesi fa). La “riduzione del personale” è indicata dal 12,7% degli intervistati (11,1% nel semestre precedente), lo “sguardo sull’estero” il 9,9% (era l’11,9%). La “pressione fiscale” è al primo posto nella lista dei “vincoli” alla competitività, con il 33,4%, percentuale in robusto aumento rispetto al 24,7% registrato sei mesi fa. Segue il “costo del lavoro”, pari al 25,3% (era il 22,3%), il “costo dei servizi” (17,5% contro 15,7%). La “complessità normativa e burocratica” è indicata nel 15,7% dei casi (era il 17,8%), identica percentuale rilevata anche per il “costo del credito” (era il 14,5%). Considerazioni di sintesi. Apparentemente sembrerebbe che qualcosa si stia muovendo, solo che le nostre imprese non se ne accorgono. Le statistiche, nella loro asetticità, sembrano dirci che la crisi, lentamente ancorché contraddittoriamente, sta frenando la sua corsa e che il ritmo di contrazione dell’economia è in leggera attenuazione. Il giudizio degli imprenditori sull’andamento degli ordinativi e del fatturato – tanto quelli a consuntivo quanto quelli previsionali – sembra andare in questo senso. Ma, se guardiamo bene, tale positività risulta spiegata esclusivamente dalla componente estera della domanda. Il punto massimamente problematico dunque è rappresentato dall’estrema debolezza del nostro mercato nazionale. E’ qui che si annidano le principali criticità ed è qui che l’andamento della crisi non sembra aver registrato miglioramenti.  
   
   
NEXTTOWORK UN NUOVO MODELLO PER LO SVILUPPO D’IMPRESA  
 
Lomazzo, (Co), 26 settembre 2013 - Mercoledì 2 ottobre alle ore 17.00, presso il Parco Scientifico Tecnologico Comonext di Lomazzo sarà presentato “Next toWork”, un nuovo modello per lo sviluppo dell’impresa che offre alle Pmi e alle start-up un nuovo sistema di accesso alle risorse finanziarie e alle competenze necessarie allo sviluppo. Il progetto è promosso da Comonext, Backtowork24 - Gruppo24ore e Impulse Consulting. Il modello di intervento per le Pmi ha come obiettivi di aumentare la produttività del tessuto delle piccole imprese per aumentarne la competitività e di abilitare strategie espansive quali l’internazionalizzazione e la diversificazione produttiva. Per quanto riguarda le Start-up, invece, il modello vuole agevolarne la nascita e lo sviluppo sostenibile, supportandole nella definizione del modello di business in ottica lean (Lean Start-up Toolkit), nell’identificazione di manager e imprenditori (modello Backtowork24) e nello sviluppo del business (servizi di incubazione). Backtowork24 è una nuova società del Gruppo24ore la cui missione è accompagnare le imprese esistenti e start-up nella ricerca di competenze qualificate, utili ad affrontare il mercato attuale, e offrire soluzioni per accedere a risorse finanziarie necessarie a sostenere lo sviluppo, individuandole soprattutto nella disponibilità di manager, dirigenti e professionisti disposti a investire capitali propri ed esperienza per diventare soci e partner delle aziende. Comonext, Parco Scientifico Tecnologico, promuove e valorizza i settori produttivi emergenti, stimolando l’innovazione, favorendo il trasferimento tecnologico, l’attrazione d’investimenti e l’insediamento di nuove imprese e la nascita di start-up innovative da ospitare nell’incubatore di Comonext. Gli obiettivi primari delle attività di Comonext sono: attrarre imprese ad alto potenziale di conoscenza; rendere attrattivo il territorio per imprese e risorse finanziarie italiane ed estere; promuovere la nascita di nuove imprese innovative; aumentare la competitività delle imprese insediate: favorire l’aggregazione e la creazione di reti impresa-impresa e impresa-mondo della ricerca; valorizzare sul mercato i prodotti/servizi innovativi delle imprese insediate; supportare l’internazionalizzazione. Impulse Consulting è una società specializzata nella gestione dei processi di cambiamento, certificata Iso 9001-2008, costituita nell’ottobre del 2012 con l’obiettivo di offrire il proprio contributo per la costruzione di una Società eco-sistemica, capace di imparare dall’esperienza, valorizzare le competenze interne e i talenti, rinnovarsi per affrontare le proprie sfide e raggiungere gli obiettivi importanti. Si sviluppa su due aree di competenza: consulenza direzionale e organizzativa per la gestione di processi di transizione sostenibili e l’empowerment delle risorse umane attraverso percorsi formativi mirati al raggiungimento di risultati.  
   
   
TERREMOTO,/EMILIA 50 MILIONI DI EURO LE RISORSE A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE PER REALIZZARE ATTIVITÀ DI RICERCA. ORDINANZA DEL COMMISSARIO DELEGATO ALLA RICOSTRUZIONE VASCO ERRANI CHE APPROVA LA PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE UTILIZZABILI  
 
Bologna, 26 settembre 2013 – Ammontano a 50 milioni di euro le risorse a disposizione delle imprese, dei territoti colpiti dal terremoto, per realizzare attività di ricerca. Lo stabilisce l’ordinanza n.109 emanata ieri dal Commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Vasco Errani che approva la programmazione delle risorse finanziarie utilizzabili per il sostegno a programmi di ricerca per le aree colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012. Tre le tipologie di progetti finanziabili già individuate con un apposita delibera della Giunta regionale. Ai progetti (per un contributo massimo di 500 mila euro) di ricerca e sviluppo delle Pmi andranno 25 milioni di euro, ai progetti (per un contributo massimo di un milione che, per progetti con particolari ricadute occupazionali, può arrivare fino a 4 milioni di euro) di ricerca e sviluppo con impatto di filiera o previsioni di crescita occupazionale 20 milioni e 5 milioni (per un contributo massimo di 100 mila euro) per le acquisizione di servizi di ricerca e sperimentazione. Tre le tipologie di progetti finanziabili già individuate con un apposita delibera della Giunta regionale. Ai progetti di ricerca e sviluppo delle Pmi andranno 25 milioni di euro, ai progetti di ricerca e sviluppo con impatto di filiera o previsioni di crescita occupazionale 20 milioni e 5 milioni per le acquisizione di servizi di ricerca e sperimentazione. L’ordinanza, negli allegati, prevede le modalità per la presentazione delle domande che debbono essere realizzate su un apposito applicativo online sul sito http://www.Regione.emilia-romagna.it/terremoto   . Per quanto riguarda le tempistiche, le domande possono essere presentate: dal 3 dicembre al 19 dicembre per i progetti di ricerca e sviluppo delle Pmi; dal 29 ottobre al 13 novembre per il filone acquisizione di servizi di ricerca e sperimentazione; dal 22 gennaio 2014 al 6 febbraio 2014 per i progetti di ricerca e sviluppo con impatto di filiera o previsioni di crescita occupazionale. L’ordinanza è consultabile sul sito www.Regione.emilia-romagna.it/terremoto  nella sezione ‘Atti per la ricostruzione’, e sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-romagna (Burert).  
   
   
TERREMOTO/EMILIA VIA LIBERA AI BENEFICI PER LAVORATORI DELLE ZONE COLPITE.  
 
Bologna, 26 settembre 2013 - Via libera al decreto ministeriale che concede benefici ai lavoratori delle aree colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012. Il provvedimento interministeriale (ministero del Lavoro e delle politiche sociale e il ministero dell’Economia e finanze) sarà a breve pubblicato come ha comunicato, nei giorni scorsi, il ministero del Lavoro e delle politiche sociali. «Sono state accolte le nostre istanze, frutto di un lungo lavoro del Commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani e della Regione per sollecitare l’attuazione dei fondi per i lavoratori colpiti dal sisma – ha commentato l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli - . Ora abbiamo a disposizione circa 70 milioni di euro. Per quanto ci riguarda, una parte ci permetterà di recuperare una quota di risorse già anticipate dalla Regione per la Cassa integrazione dei lavoratori dipendenti, ma soprattutto darà la possibilità di dare un contributo a sostegno di lavoratori autonomi, lavoratori precari, liberi professionisti e ai loro collaboratori. Nei prossimi giorni apriremo il bando per raccogliere le domande e l’Inps pagherà subito». Inoltre l’assessore aggiunge che «in questa fase si recupererà un contributo ‘una tantum’ che i lavoratori autonomi aspettavano da tempo. Questi lavoratori possono, così, trovare almeno una piccola risposta dello Stato. Lavoratori di una realtà colpita che aveva, ed ha, ancora bisogno di sostegno. Realtà che comunque sta reagendo e che assieme ai contributi per la ricostruzione sta ritrovando lavoro e futuro». I 41.335 lavoratori in cassa integrazione dello scorso anno dopo il sisma, oggi sono scesi a 2670. «Questo vuol dire – chiude Muzzarelli - che c’è un lavoro profondo degli imprenditori e dei lavoratori per ripartire meglio di prima e soprattutto utilizzare il sostegno in modo serio e produttivo per la competitività delle imprese delle aree colpite».  
   
   
DATI BREVETTI IN PUGLIA: "INCENTIVI REGIONALI COLGONO NEL SEGNO"  
 
Bari, 26 settembre 2013 - “Abbiamo fortemente creduto nel potere dell’innovazione non solo contro la crisi che sta così ferocemente mordendo il sistema economico, ma anche come chiave per aprire le porte del futuro. I dati sui brevetti diffusi oggi da Senaf su base Uibm (Ufficio italiano brevetti e marchi), dimostrano che gli investimenti movimentati dalla Regione Puglia attraverso i suoi incentivi hanno colto nel segno, stimolando la creatività, la voglia di inventare, ma anche la capacità di trasformare l’invenzione in un brevetto”. Così l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone ha commentato la pubblicazione del dati sui brevetti nelle regioni italiane. Da gennaio ad agosto 2013 – si legge sul report - sono state 127 le invenzioni e 1.394 i marchi che i cittadini pugliesi hanno presentato alle Camere di commercio italiane. Grazie alla creatività dei suoi abitanti la Puglia si posiziona al decimo posto nella classifica nazionale delle regioni più creative per invenzioni e all’ottavo per quanto riguarda i marchi. Rispetto allo stesso periodo del 2012 – scrive Senaf – l´incremento è del +21% sul fronte delle invenzioni e del 10% su quello dei marchi. “Se nella precedente programmazione (2000-2006) – ha ricordato l’assessore Capone – le risorse spese per ricerca e innovazione sono state in tutto pari a 76 milioni, nell’attuale programmazione tra speso e impegnato si arriva a 254,5 milioni di euro. Un investimento che sta dando i suoi frutti in tutta la Puglia”. Tornando ai dati pugliesi, la classifica dei cittadini più creativi, dal punto di vista delle invenzioni depositate da gennaio ad agosto del 2013, vede al primo posto i cittadini residenti a Bari (72), seguiti da Lecce (25), Taranto (15), Foggia (9), Brindisi (6). Anche per i nuovi marchi sono gli abitanti di Bari (710) a guidare la classifica, seguiti da quelli di Lecce (273), Taranto (187), Brindisi e Foggia (112).  
   
   
SANGEMINI: DECISIONE TRIBUNALE DI TERNI SU TERMINI CONCORDATO FATTO POSITIVO PER PERMETTERE SOLUZIONE DELLA CRISI  
 
Perugia, 26 settembre 2013 - "La decisione del Tribunale di Terni in ordine ai termini della procedura concordataria della Sangemini s.P.a, conforta e permette di continuare il lavoro già da tempo svolto dalla Regione Umbria, creando un presupposto importante per una soluzione positiva della crisi dell´azienda e tale da assicurare la continuità produttiva della stessa": commenta così l´assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, la notizia dell´individuazione da parte del Tribunale di Terni del 4 novembre come termine di scadenza della procedura concordataria della Sangemini. "In questo periodo la Regione Umbria si è adoperata per tutelare un sito industriale ´storico´ e strategico del territorio regionale garantendo così, anche la continuità occupazionale e la possibilità di ripartenza dell´azienda. La decisione del Tribunale quindi, permetterà di avere il tempo necessario per individuare una ipotesi seria e credibile di risoluzione della crisi. A questo punto - ha aggiunto l´assessore Riommi - chiediamo a nome della comunità regionale e dei lavoratori coinvolti, a tutti i soggetti che sono parte in questa vicenda e quindi l´attuale proprietà, gli operatori che hanno manifestato interesse ad investire e al sistema bancario di porre in essere senza indugio, e con lo stesso senso di responsabilità che tutte le istituzioni pubbliche hanno dimostrato, le determinazioni necessarie a far sì che entro il 4 novembre si possa definire positivamente la crisi della Sangemini e aprire una fase nuova per il futuro dell´azienda".  
   
   
DE TOMASO, FIRMATO IL DECRETO PER IL PROGETTO DI RICOLLOCAZIONE  
 
Firenze, 26 settembre 2013 – Quasi 500 mila euro, trasferiti dalla Regione alla Provincia di Livorno, per dare piena operatività al progetto Feg ed avviare così interventi ad hoc per la ricollocazione dei lavoratori della De Tomaso Automobili Spa, l´azienda con sedi in Piemonte e a Livorno dichiarata fallita dal Tribunale di Livorno a luglio 2012. É stato firmato ieri (e tra qualche giorno sarà pubblicato sul Burt) il decreto che da attuazione alla delibera, varata lo scorso luglio dalla giunta regionale, con la quale sono state approvate le linee guida del progetto e definito le risorse messe a disposizione. La somma, pari a 493 mila euro con la quale la Regione cofinanzia metà del budget totale, permette di dare l´avvio anticipato a tutte le attività previste per facilitare il reinserimento occupazionale degli oltre 130 lavoratori rimasti senza lavoro dopo la chiusura della sede livornese della De Tomaso. La Provincia di Livorno, che è direttamente coinvolta nel progetto in qualità di soggetto attuatore, gestirà gli interventi di formazione, riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori. L´altra metà del budget, a carico del fondo comunitario Feg, sarà trasferita sempre alla Provincia non appena la Commissione Europea avrà approvato il progetto presentato dalle Regioni Toscana e Piemonte. Tuttavia per accelerare i tempi, la Toscana ha scelto di non attendere l´approvazione della Commissione e di dare inizio alle attività. Il Feg è un fondo promosso dall´Ue che finanzia piani di ricollocazione per i lavoratori in esubero da aziende o settori in crisi. I progetti devono essere incentrati sulle politiche attive del lavoro. Il progetto messo a punto dalla Regione per la De Tomaso prevede un mix di strumenti che includono colloqui di orientamento specialistico per la ricollocazione professionale, voucher formativi a disposizione dei lavoratori, strumenti di sostegno a possibili percorsi per l´auto-imprenditorialità, voucher di conciliazione per favorire la frequenza ai corsi e alle attività del Feg di quanti hanno figli minorenni o parenti in difficoltà, un´azione di scouting e di contatto con imprese che potrebbero essere interessate al profilo professionale degli ex lavoratori, incentivi alle imprese che assumeranno. Entro il mese di ottobre la Provincia convocherà i lavoratori per i primi colloqui.