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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 03 Ottobre 2013 |
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FUTURO DELL´UNIONE ECONOMICA E MONETARIA: I BRANI PROPOSTI DALLA COMMISSIONE PER APPROFONDIRE L´INTEGRAZIONE SOCIALE |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 - La Commissione europea ha proposto la
creazione di una nuova dashboard per consentire una più accurata identificazione
e precedenti dei principali problemi sociali e occupazionali nel semestre
europeo, il ciclo annuale delle politiche di sviluppo economico della Unione.
Una comunicazione sulla dimensione sociale della
Unione economica e monetaria (Uem), adottata oggi dalla Commissione propone di
aumentare il coinvolgimento dei sindacati e datori di lavoro, sia a livello
europeo e nazionale, la definizione e l´attuazione attuazione delle
raccomandazioni strategiche del semestre europeo. Si propone inoltre di fare un
uso migliore del bilancio dell´Unione e degli Stati membri per alleviare il
disagio sociale o di rimuovere gli ostacoli alla mobilità del lavoro.
Questa comunicazione segue la Commissione dettagliato
(Ip / genuino e completo progetto di Uem 12/1272), pubblicato nel novembre 2012
e alimenterà discussioni sul futuro dell´Uem durante il Consiglio europeo del
24 e 25 ottobre .
José Manuel Barroso, presidente della Commissione, ha
dichiarato: "L´unione europea ha compiuto notevoli progressi nella
governance economica nel corso degli ultimi cinque anni e ha fornito aiuti
finanziari a molti Stati membri vulnerabili. All´inizio la crisi, abbiamo concentrato
i nostri provvedimenti per porre rimedio al disagio sociale è apparso in alcune
delle nostre società. , ma la gravità della crisi, in particolare nell´area
dell´euro dimostra che abbiamo bisogno di cooperare più strettamente per
affrontare eredità sociale ha lasciato. Presente documento propone di sfruttare
le regole che abbiamo stabilito nel quadro del semestre europeo, in modo che la
nostra gestione dell´Unione economica e monetaria ha una forte dimensione
sociale. Lo dobbiamo ai nostri 26 milioni di disoccupati ei più poveri della
nostra società. "
La comunicazione sottolinea tre principali linee di
azione:
problemi più stretto monitoraggio del coordinamento
delle politiche sociali e di occupazione e una maggiore nell´ambito del
semestre europeo;
una solidarietà e una maggiore mobilità del lavoro;
intensificazione del dialogo sociale.
Monitoraggio e coordinamento -
Il semestre europeo definisce un annuale e le regole
per il controllo e il coordinamento delle politiche economiche calendario,
mentre la strategia Europa 2020 definisce i principali obiettivi del prossimo
decennio nel sociale e occupazionale per i 28 Stati membri l´Unione.
La comunicazione adottata oggi ´hui si concentra su
questioni che sono direttamente collegati al corretto funzionamento dell´Uem,
ma per quanto riguarda l´agenda sociale globale dell´Ue nel suo insieme. La
Commissione propone la creazione di un cruscotto per il monitoraggio di grandi
cambiamenti nella situazione occupazionale e sociale, l´obiettivo è quello di
identificare e analizzare i principali problemi di anticipare meglio.
Indicatori del pannello includerà:
il tasso di
disoccupazione e la sua evoluzione;
Il tasso di giovani non lavorano e non prosegue gli
studi o una formazione (Neet) e il tasso di disoccupazione giovanile;
reddito lordo
reale disponibile delle famiglie;
il rischio di
tasso di povertà della popolazione in età lavorativa;
la
disuguaglianza (rapporto S 80/S20).
Si propone inoltre di includere alcuni indicatori
aggiuntivi relativi al sociale e l´occupazione nel meccanismo di allerta (
Alert relazione sul meccanismo ) utilizzato per rilevare gli squilibri
economici.
Questi dati dovrebbero espressione politica, per
esempio approfondito economica analizza al fine dell´esercizio del meccanismo
di allerta, o raccomandazioni specifiche per paese pubblicati ogni primavera
dalla Commissione europea.
Solidarietà e mobilità -
Ulteriori sforzi possono essere fatti per allocare in
modo efficace i finanziamenti per l´ Unione per alleviare il disagio sociale
nei paesi che hanno intrapreso importanti riforme economiche. Per il periodo
2014-2020, la Commissione ha proposto agli Stati membri di destinare almeno il
20% del budget loro assegnato nell´ambito del Fondo sociale europeo (Fse) per
promuovere l´inclusione sociale e la lotta contro povertà.
Il nuovo programma comunitario per l´occupazione e
l´innovazione sociale, il Fondo europeo per l´ adeguamento sono alla
globalizzazione e il Fondo europeo per gli aiuti ai più poveri anche strumenti
importanti che possono contribuire a questo obiettivo.
Resta anche da fare per facilitare la circolazione dei
lavoratori all´interno dell´Unione. In un momento in cui quasi un quarto dei
giovani in età di lavoro zona euro sono disoccupati (24% nel luglio 2013), e in
cui la disoccupazione giovanile mostra una variazione considerevole tra paesi
(il il tasso più alto è stato osservato in Grecia, con il 62,9%, mentre il più
basso per la Germania al 7,7%), meno del 4% della forza lavoro nell´area
dell´euro vivono al di fuori dello Stato membro originale. In questa
comunicazione, la Commissione si è impegnata a cercare di ridurre i costi e le
barriere alla mobilità del lavoro in tutta l´Unione europea.
Il dialogo sociale -
E ´possibile migliorare la consultazione delle parti
sociali nelle fasi chiave del processo decisionale nel quadro del semestre
europeo. La Commissione si è impegnata a:
incontrare le parti sociali dell´Unione europea in
vista della adozione annuale della crescita, ogni anno, in autunno;
organizzare un dibattito con le parti sociali
dell´Unione e dei loro affiliati nazionali dopo la revisione annuale della
crescita;
tenere riunioni tecniche preparatorie prima del
vertice sociale trilaterale a marzo e altri incontri ad alto livello;
incoraggiare gli Stati membri a prendere in
considerazione le parti sociali nazionali con tutte le riforme derivanti dalle
raccomandazioni per paese.
Sfondo -
Tale comunicazione s ´parte degli sforzi in corso
intraprese per migliorare l´architettura della governance economica
nell´Unione, ed estende le idee presentate nella Commissione dettagliato per
una vera e completa il livello Uem.
Ne consegue la richiesta del Consiglio europeo del 13
e 14 dicembre 2012, che ha invitato la Commissione a proporre misure sulla
dimensione sociale della Uem, compreso il dialogo sociale.
Il Consiglio europeo di giugno 2013 ha ricordato che
la componente sociale dovrebbe essere rafforzato e ha sottolineato l´importanza
di migliorare il monitoraggio dello stato del mercato del lavoro e la
situazione sociale nella Uem, tra cui con l´uso di indicatori appropriati, nel
quadro del semestre europeo.
Egli ha anche sottolineato la necessità di garantire
un migliore coordinamento della politica sociale e occupazionale, in conformità
con le competenze degli Stati membri, e ha sottolineato il ruolo delle parti
sociali e il dialogo sociale, tra cui il ´livello Nazionale.
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SCHULZ SULLA DIMENSIONE SOCIALE DELL´UNIONE ECONOMICA E MONETARIA |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 - La comunicazione sul
rafforzamento della dimensione sociale dell´Unione economica e monetaria è un
annuncio tanto atteso e in ritardo. La comunicazione, anche se ben
intenzionata, non è abbastanza ambiziosa. Essa si basa principalmente su
recensioni delle Commissione delle politiche degli Stati membri, senza il
coinvolgimento diretto del Parlamento europeo, manca quindi il contributo
democratico che il Parlamento europeo può portare.
Tuttavia, accolgo con favore la proposta specifica di
stabilire un quadro di controllo per seguire l´occupazione e gli sviluppi
sociali. Unione economica e monetaria non è solo la crescita e cifre del
disavanzo, è circa il reale impatto sul tenore di vita del popolo.
L´inclusione di indicatori di monitoraggio sui giovani
e tassi di disoccupazione a lungo termine e sui livelli di povertà è un minimo.
La Commissione europea deve intensificare la sua azione in materia di inclusione
sociale. Il trattato stabilisce che la Commissione europea deve tenere conto
delle esigenze connesse alla promozione della coesione sociale nel proporre
legge. Si tratta di un obbligo che la Commissione sembra aver lasciato
insoddisfatto per qualche tempo.
La lotta alla disoccupazione giovanile deve essere il
numero della principale priorità dell´Ue. Oltre ai 6 miliardi di euro stanziati
dalla Ue per combattere la disoccupazione giovanile, gli Stati membri
dovrebbero investire risorse per assicurare l´attuazione del regime di garanzia
per i giovani che hanno già sottoscritto. "
Infine, mi auguro che gli Stati membri dovranno
approvare l´accordo raggiunto ieri con il Parlamento europeo sul Fondo sociale
europeo, per cui un 25 per cento la quota di tutti i fondi di coesione sarà
dedicata al Fondo sociale europeo. "
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LA COMMISSIONE PER I BILANCI È D´ACCORDO SU REALI TAGLIATI NEL BILANCIO DEL PARLAMENTO EUROPEO 2014 |
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Strasburgo, 3 ottobre 2013 –I deputati del Comitato Bilanci hanno votatol
Mercoledì a favore del taglio di bilancio amministrativa del Parlamento di
quasi € 10.000.000 rispetto a giugno il progetto di bilancio della Commissione.
Il risultato è una riduzione i termini reali nel bilancio del Pe.
Supponendo che l´inflazione media 1,7% nel 2014 e tra
i costi aggiuntivi dovuti alla fine della legislatura e l´adesione della
Croazia all´Ue avrebbe aumentato notevolmente il bilancio in termini reali.
Invece, grazie a tagli effettuati dal comitato in tutto il budget - tra
l´altro, alle visite delle delegazioni parlamentari - l´aumento sarà solo del
1,9% rispetto a quest´anno. L´eurodeputato responsabile di bilanci
amministrativi, sig.Ra Monika Hohlmeier (Ppe, De), ha accolto l´esito del voto:
"Abbiamo raggiunto un vero e proprio-termini tagliati nel bilancio del
Parlamento Questo è un risultato notevole, dato che i costi supplementari dovuti
alla partenza dei parlamentari è già stimato a 2,1% ed i costi aggiuntivi di
importo adesione della Croazia. Al 0,17% ", ha detto. La votazione sul
bilancio generale dell´Ue del prossimo anno continuerà il Giovedi, quando il
comitato vota la sua posizione su pagamenti per le diverse politiche dell´Ue.
Intero Parlamento voterà la sua posizione sul bilancio 2014, il 23 ottobre a
Strasburgo. Se i colloqui di conciliazione tra il Consiglio e il Parlamento
producono un accordo, verrà messa ai voti nella sessione plenaria di novembre.
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"REFIT - FIT PER LA CRESCITA" – LA COMMISSIONE EUROPEA FARÀ IL POSSIBILE PER RENDERE IL DIRITTO COMUNITARIO PIÙ LEGGERO |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 - Considerando che la
regolamentazione a livello Ue è fondamentale in molti settori, è spesso
accusato di imprese soffocanti, specialmente le più piccole, o di interferire
troppo nella vita quotidiana dei cittadini. Il 74% degli europei ritiene che
l´Ue genera troppa burocrazia. 1 In risposta a tale preoccupazione, la
Commissione ha compiuto uno sforzo concertato nel corso degli ultimi anni per
semplificare la legislazione e ridurre gli oneri normativi. Nel suo 2013
discorso sullo Stato dell´Unione l´11 settembre, il Presidente Barroso ha
sottolineato l´importanza della regolamentazione intelligente e ha dichiarato
che il Unione europea ha bisogno di essere "grande su cose grandi e più
piccoli su piccole cose" .
Ieri, la Commissione fa un altro passo importante nel
garantire che la legislazione dell´Ue sia adatto allo scopo . In una
comunicazione la Commissione espone in modo concreto, settore per settore , in
cui ci vorranno ulteriori misure per semplificare o ritirare leggi Ue ,
alleggerire il carico sulle imprese e facilitare l´attuazione . E ´il risultato
di uno screening di tutto il magazzino della legislazione Ue. La Commissione ha
anche annunciato l´intenzione di pubblicare un quadro di valutazione per
monitorare i progressi a livello europeo e nazionale in materia. Questo
esercizio è il cuore della della Commissione Fitness Regulatory and Performance
Programma (Refit) .
Il Presidente Barroso ha dichiarato: "L´europa è
lì per aiutare a trovare soluzioni alle grandi sfide che ci troviamo
collettivamente facing Tuttavia, per essere efficaci, dobbiamo essere sicuri di
concentrarsi sulle giuste priorità e hanno la giusta dose di regolamento non
tutto ciò che è.. Good è buono a livello europeo Pensiamoci due volte se,
quando e dove abbiamo bisogno di agire a livello europeo Il Presidente
continuò:.. "Con il rimontaggio, la Commissione ha intrapreso l´esercizio
più completo fino ad oggi per rendere il diritto comunitario più chiaro e più
semplice. La nostra risoluta applicazione dei principi di sussidiarietà e di
proporzionalità non metterà in discussione i benefici importanti per i
cittadini e le imprese di regolamento Ue, in particolare le norme alla base del
mercato unico. Pacchetto Refit di oggi fornisce una prospettiva pragmatica per
il futuro della regolamentazione in Europa pochi mesi prima delle elezioni
europee nel maggio 2014. "
In odierno "Refit" - comunicazione sui
risultati e prossimi passi sulla idoneità e dell´efficacia della
regolamentazione , la Commissione
fornisce una panoramica di quanto è stato fatto negli
ultimi anni per mantenere le leggi comunitarie adeguate allo scopo,
semplificando e riducendo i costi. Nel corso degli ultimi 10 anni, la
Commissione ha avviato importanti riforme politiche . Questi includono proposte
per la riduzione del costo di sviluppo della banda larga, la direttiva quadro
sulle acque, l´iniziativa Visto Schengen Codice, la direttiva sui diritti dei
consumatori, la direttiva sui servizi, il regolamento brevetto unitario, e il
codice doganale dell´Unione. Dal 2005, la Commissione ha approvato 660
iniziative volte a semplificazione, codificazione o la rifusione . Più di 5.590
atti giuridici sono stati abrogati . La Top Ten consultazione delle Pmi sulle
leggi più onerose Ue ha alimentato-in delle priorità del business in programma
di regolamentazione idoneità da parte della Commissione. Miglioramenti concreti
sono stati introdotti per le Pmi, ad esempio: i requisiti per l´apparecchio di
controllo (tachigrafo) nel trasporto stradale sono state semplificate e le
spese per le Pmi in ambito Reach sono state ridotte da 35-95%, una
dichiarazione Iva normale verranno proposte ancora nel mese di ottobre . Tra il
2007 e il 2012, una diminuzione del 26% degli oneri amministrativi per le
imprese è stato raggiunto, pari a un risparmio di 32,3 miliardi di euro
all´anno , con un ulteriore 5 miliardi di euro ancora in attesa di adozione da
parte del co-legislatore. La stessa Commissione è andata oltre il target di
presentazione di proposte, con una riduzione di peso potenziale vicino a 41
miliardi di euro (33 euro %). Purtroppo, alcuni di questo potenziale, stimato a
più di 3 miliardi di euro, è stato perso nel processo legislativo, come le
proposte della Commissione sono state modificate. Promuovere la fatturazione
elettronica nel settore dell´Iva, così come esenzioni o regimi speciali per le
piccole e medie imprese nei settori della contabilità, rifiuti elettronici e
statistiche del commercio intra-Ue sono stati tra i principali risultati del
programma. E soprattutto, t egli modo in cui la Commissione prepara normativa è
cambiata in modo significativo: valutazioni d´impatto, consultazioni delle
parti interessate (tra cui con le parti sociali) e le valutazioni ex-post sono
sistematicamente applicati all´interno della Commissione e saranno rafforzati
ulteriormente.
Presenta
importanti iniziative legislative di semplificazione e di riduzione degli oneri
che sono prima che il co-legislatore , per esempio nel settore della salute
degli animali, la sicurezza dei consumatori dei prodotti e la sorveglianza del
mercato, gli appalti pubblici, la base imponibile consolidata comune, gli studi
clinici per i prodotti farmaceutici ed i viaggi .
Aree liste per
ulteriori azioni per il 2013-14 per semplificare la legislazione esistente
attraverso modifiche e consolidamento del diritto comunitario in vigore (ad
esempio in materia di informazione e consultazione dei lavoratori, le
statistiche aziendali, il diritto societario, l´introduzione di una
dichiarazione Iva normale, misure zootecniche e le regole commerciali); e
seguendo le raccomandazioni formulate di valutazione: un risultato importante
dell´esercizio di screening è stata l´identificazione di aree che necessitano
di una valutazione per identificare meglio sollievo onere normativo in modo da
soddisfare gli obiettivi politici dell´Ue almeno dei costi e migliore ottenere
i benefici di regolamento Ue. Fino alla fine del 2014, la Commissione avrà
effettuato-out o lanciato 47 valutazioni, controlli di idoneità o di altri
rapporti, al fine di ridurre gli oneri normativi. Un particolare sforzo è fatto
in materia di ambiente, le imprese e l´industria e l´occupazione. Questo
include nuovi controlli di idoneità in materia di prodotti chimici non coperte
da Reach, Natura 2000, omologazione dei veicoli a motore, dei rifiuti e della
legislazione alimentare generale tipo. Valutazioni con un focus sulla idoneità
normativo sono state programmate in particolare in materia di salute e
sicurezza sul lavoro, la direttiva sul lavoro interinale, in materia di
valutazione e gestione del rumore ambientale, i rimedi in materia di appalti
pubblici e del regime delle accise. La Commissione sta inoltre iniziando a
pianificare la valutazione della coerenza della nuova gamma di regolamentazione
dell´Ue nel settore dei servizi finanziari.
Individua i settori in cui la Commissione ritiene di
ritirare le proposte pendenti e di abrogare la legge comunitaria esistente . In
linea di massima si possono distinguere i seguenti casi: 1) le aree in cui la
Commissione continua a lavorare valutare le questioni, ma in cui la Commissione
ha deciso di non presentare proposte : comprende la legislazione in materia di
sicurezza e salute sul lavoro per parrucchieri pendenti alla on-going
valutazioni, muscolari scheletriche e schermate e fumo di tabacco ambientale.
2) una normativa che non è più necessario alla luce degli sviluppi e in cui la
Commissione intende proporre l´abrogazione. 10 proposte per abrogare la
legislazione sono in programma, per esempio la legislazione relativa alla
promozione di veicoli puliti ea basso consumo energetico, la fornitura di
petrolio greggio e prodotti petroliferi, alla classificazione, all´imballaggio
e all´etichettatura dei preparati pericolosi, le statistiche d´acciaio. 3) Le
proposte che sono in fase di stallo nella procedura di codecisione e non esista
una possibilità poco realistiche di progresso . La Commissione valuterà
pertanto a ritirare le proposte individuate in questa categoria tra cui la
direttiva del suolo e una direttiva semplificazione degli obblighi Iva, una
proposta sullo statuto della società privata europea 2 , del regolamento sulle
statistiche su acciaio e l´installazione a posteriori di specchi sui veicoli
commerciali pesanti .
Delinea nuove azioni orizzontali a fare fit diritto
dell´Ue allo scopo. La Commissione, ad esempio identificare gli obblighi amministrativi
derivanti dalla legislazione Ue e la sua attuazione a livello nazionale e
rivedere regolarmente per individuare le possibilità di riduzione. Scambio di
migliori pratiche tra gli Stati membri sarà facilitata per mantenere
applicazione del diritto comunitario il più leggero possibile. La Commissione
intende inoltre intraprendere azioni dedicate per facilitare l´attuazione dei
nuovi obblighi, in particolare nelle aree di particolare interesse per le Pmi.
La Commissione, inoltre, individuare tutte le iniziative legislative Refit tra
ritiri, abrogazioni e consolidamenti nel suo programma di lavoro annuale.
Imprese, comprese le Pmi, e tutte le altre parti interessate saranno in grado
di suggerire le aree in cui si vedono il potenziale per i controlli di
idoneità.
Annuncia la pubblicazione annuale di un quadro di
valutazione Refit per monitorare i progressi a livello europeo e nazionale e
facilitare il dialogo sul fitness regolamentazione con i cittadini, gli Stati
membri, le imprese e la società civile in generale.
Prossimi passi -
Per avere successo nella realizzazione l´impegno di
regolamentazione intelligente, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno
bisogno di mostrare un simile livello di ambizione in modo che le misure
proposte per semplificare e ridurre gli oneri normativi possono essere adottati
rapidamente. La Commissione farà tutto il possibile con le altre istituzioni
per garantire questo. Essa continuerà inoltre a collaborare strettamente con
gli Stati membri e le parti interessate per raccogliere opinioni e suggerimenti
sulla forma fisica di regolamentazione che possono essere affrontate
nell´ambito del programma Refit e di migliorare ulteriormente l´efficacia.
Lo sfondo:
In data 11 settembre nel suo discorso sullo Stato
dell´Unione , il presidente Barroso ha dichiarato quanto segue: "Apprezzo
molto sussidiarietà Per me, la sussidiarietà non è un concetto tecnico è un
principio democratico fondamentale di un´unione sempre più stretta tra i
cittadini europei esige... Che le decisioni siano prese nel modo più
trasparente possibile e il più vicino alle persone possibile. Non tutto ha
bisogno di una soluzione a livello europeo. L´europa deve concentrarsi su dove
si può aggiungere più valore. Dove questo non è il caso, non dovrebbe
immischiarsi. L´ Unione europea ha bisogno di essere grande sulle cose grandi e
piccole su cose più piccole - qualcosa che possono occasionalmente avere
trascurato in passato L´ue deve dimostrare di avere la capacità di impostare
entrambe le priorità positive e negative come tutti i governi, abbiamo bisogno
di prendere in più.. Cura della qualità e quantità del nostro regolamento
sapendo che, come diceva Montesquieu, ´ les lois inutiles affaiblissent les
lois bauletti ´. [´ leggi inutili indeboliscono quelle necessarie ».] Ma ci
sono aree di grande rilevanza in cui l´Europa deve avere più integrazione , di
più unità. Dove solo un´Europa forte può produrre risultati. "
Regolamentazione a livello Ue un valore aggiunto in
settori quali la concorrenza, il commercio e il mercato interno per costruire
un campo di gioco di livello che crea opportunità per le imprese ei
consumatori. Inoltre protegge la salute, la sicurezza ei diritti dei cittadini.
Legislazione Ue crea un quadro comune per la sostituzione o l´allineamento
ventotto diverse legislazioni nazionali. Esso consente agli Stati membri
dell´Ue di lavorare insieme per affrontare problemi che non rispettano i
confini nazionali.
Regolamentazione intelligente è un processo continuo ,
non un una tantum operazione. Garantire che la legislazione dell´Ue sia ´adatto
allo scopo´ è essenziale per riportare l´Europa sulla strada verso una maggiore
crescita e occupazione. Pertanto, la Commissione ha avviato un programma di
fitness e prestazioni regolamentazione (Refit) nel dicembre 2012. Refit è
l´espressione dell´impegno della Commissione di un quadro normativo semplice,
chiaro, stabile e prevedibile per imprese, lavoratori e cittadini. Sarà a
vantaggio dei cittadini e imprese, a condizione che anche le altre istituzioni
e gli Stati membri mostrano un analogo livello di ambizione.
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"REFIT - ADATTA PER LA CRESCITA": ESEMPI COME DIRITTO UE STA DIVENTANDO SEMPRE PIÙ CHIARO, PIÙ SEMPLICE E PIÙ ECONOMICO |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 - Nella comunicazione di ieri su fitness
normativo e le prestazioni ( Ip/13/891 ), la Commissione delinea dove ha preso
provvedimenti per semplificare le norme Ue e renderli meno onerose. Esso
stabilisce anche dove ci vorranno ulteriori provvedimenti, per esempio
prendendo in considerazione il ritiro delle proposte in sospeso o la
valutazione o abrogare norme in vigore. Qui di seguito una serie di esempi
concreti di vari settori politici:
Esempi di riduzione degli oneri amministrativi misure
adottate -
"Il ritorno del cetrioli storti" / frutta e
norme di commercializzazione di verdure: Il completamento del mercato unico ha
portato all´adozione di norme di commercializzazione per i prodotti
ortofrutticoli, in parte sulla base di norme già esistenti a livello nazionale.
L´obiettivo era quello di facilitare il commercio sulla base di una concorrenza
leale, aiutano i produttori a soddisfare le aspettative dei consumatori e
mantenere prodotti non soddisfacenti dal mercato. Norme specifiche sono state
adottate nel corso degli anni ed entro il 1996 per un totale di 36 frutta e
verdura sono stati regolati da norme di commercializzazione specifiche. Questi
però sono stati criticati per essere inutilmente complessa e porta a rifiuti
alimentari, con frutta "brutto" e la verdura con forme non
convenzionali e le dimensioni di essere escluse dal mercato. Ciò ha indotto la
Commissione a rivedere e semplificare le norme e razionalizzare le operazioni
di controllo. Le etichette potranno indicare l´origine, ma la classe non è più,
dimensioni o varietà. Come risultato degli sforzi di semplificazione avviate
nel 2008, norme specifiche di commercializzazione sono stati ridotti a un
insieme di 10 regole specifiche in vigore oggi (e dal 1 ° luglio 2009). La
norma specifica per i cetrioli, per esempio, è stato ritirato. Come risultato
le famose "cetrioli curve", già vietate, possono ora essere
legalmente immessi sul merca provvedimento può risparmiare fino a € 970.000.000
all´anno.
Elettronico Iva Fatturazione: Con miliardi di fatture
Iva presentate ogni anno in Europa, il passaggio a un sistema di fatturazione
dell´Iva completamente elettronico farà risparmiare molto tempo e denaro per
oltre 22 milioni di imprese soggette ad imposta. Nuove regole entrate in vigore
il 1 ° gennaio 2013 sarà rimuovere gli ostacoli alla fatturazione elettronica
delle imprese, compresi i requisiti supplementari degli Stati membri, per
rendere le fatture Iva-compliant. Il potenziale massimo di riduzione a medio
termine delle nuove regole è stimato a 18000000000 € all´anno, se tutte le
imprese inviano tutte le loro fatture per via elettronica.
Semplificazione di informativa finanziaria: Negli
ultimi due anni, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno concordato due importanti
iniziative per semplificare la stesura dei conti annuali. Le misure, concordate
nel marzo 2012, permetteranno più di 5 milioni di micro-imprese (con max. 10
dipendenti) in Europa di beneficiare di un semplice sistema di reporting
finanziario. Anche se il compromesso finale non riesce a raggiungere il
risparmio annuo stimato di circa € 6,3 miliardi proposta originaria della
Commissione, il risparmio notevole valore di diversi miliardi di euro
rimangono. Nuove misure concordate nel giugno 2013 saranno semplificare
ulteriormente le regole di contabilità per le piccole imprese (con 50 addetti.
Max), con un risparmio stimato di circa € 1,5 miliardi.
Iva procedura di rimborso: Le regole per rimborsi Iva
per i soggetti passivi stabiliti in uno Stato membro e l´Iva incorrere in un
altro Stato membro erano ingombranti, che richiedono il completamento di moduli
cartacei nella lingua dello Stato membro in cui il rimborso è dovuto. Nel nuovo
sistema, i candidati presentare le loro domande per via elettronica nel proprio
Stato membro, che passano le informazioni agli altri Stati membri. Questo
accelera e semplifica la procedura di rimborso per le imprese che presentano
domanda di restituzione, in altri Stati membri, risparmiando fino a 447.000.000
€ all´anno.
Biocidi: misure di semplificazione delle procedure di
autorizzazione per l´immissione di biocidi sul mercato, applicabili dal 1 °
settembre 2013, le aziende possono risparmiare fino a € 140 milioni all´anno e
fino a € 2,7 miliardi di euro di un periodo di 10 anni.
Statistiche del commercio: Al fine di produrre
statistiche commerciali (´Intrastat´), le imprese hanno a riferire sulle loro
importazioni ed esportazioni di merci all´interno dell´Ue. L´ue ha consentito
agli Stati membri di aumentare le loro soglie di segnalazione, a condizione che
le statistiche nazionali trasmessi alla Commissione riguardano il valore di
almeno il 97% delle spedizioni e di almeno il 95% degli arrivi. Questo riduce
il numero di imprese di segnalazione da parte di un terzo (da 540.000 nel
2005), consentendo di risparmiare fino a € 134.000.000 all´anno, soprattutto
per le Pmi.
Esempi di iniziative di semplificazione e di riduzione
degli oneri in attesa di decisione da parte del Parlamento e del Consiglio:
Proposta di regolamento relativo Consumer Product
Safety e di regolamento sulla vigilanza del mercato introducendo un insieme
chiaro di regole, eliminando le sovrapposizioni, e codificare anche alcune
esenzioni dagli obblighi di segnalazione;
Le proposte per una nuova legge di salute animale, in
sostituzione di 37 atti giuridici per un nuovo regolamento fitosanitaria
sostituisce 7 atti giuridici, per un nuovo impianto di legge dei materiali di
moltiplicazione, in sostituzione di 12 atti giuridici e per un nuovo
regolamento sui controlli ufficiali lungo la catena agroalimentare sostituzione
10 atti giuridici;
Proposta della Commissione sul riesame della direttiva
sulle qualifiche professionali (2005/36/Ce): La proposta legislativa prevede
varie disposizioni volte a ridurre la complessità delle procedure di
riconoscimento (ad esempio l´introduzione di una tessera professionale
europea), la modernizzazione del sistema di riconoscimento automatico (ad
esempio aggiornamento dei requisiti minimi di formazione per talune
professioni), semplificando l´accesso alle informazioni (ad esempio punti di
accesso centrale online) e di rafforzare le garanzie per i consumatori e
pazienti (ad esempio meccanismo di allerta). Inoltre, la proposta comprende
misure specifiche volte a semplificare e modernizzare gli allegati della
direttiva.
Proposta della Commissione di modificare la direttiva
sugli appalti pubblici la direttiva 2004/18/Ce e la direttiva 2004/17/Ce:
Secondo le nuove direttive di Pp, gli offerenti possono contare su
auto-dichiarazioni, all´inizio della procedura. Solo il vincitore dovrà fornire
certificato originale come prova della sua idoneità. Il vincitore può anche
indicare le banche dati nazionali in cui le amministrazioni aggiudicatrici
possono recuperare fino a data prova documentale elettronica. Ciò consentirà di
ridurre notevolmente il lavoro di ufficio per gli operatori economici e le
amministrazioni aggiudicatrici. L´introduzione obbligatoria di e-procurement
sarà anche semplificare le procedure di Pp come di 2016 (2018 al più tardi). Le
nuove direttive Pp si estendono anche la possibilità di utilizzare procedure
semplificate, quali le procedure negoziate. Essa consente anche di mezzi
semplificati di pubblicazione per le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti
sub-centrali aggiudicano contratti di servizio specificamente per i servizi
sociali e sanitari;
Proposta comune base imponibile consolidata (Ccctb):
La base imponibile consolidata comune è un unico insieme di norme che le
aziende che operano all´interno dell´Ue potrebbero usare per calcolare i loro
utili imponibili. In altre parole, una società o un gruppo di qualificazione
delle imprese dovrebbero rispettare un unico sistema europeo per il calcolo il
suo reddito imponibile, piuttosto che regole diverse in ciascuno Stato membro
in cui operano. Inoltre, i gruppi che utilizzano la Ccctb sarebbe in grado di
presentare un´unica dichiarazione consolidata per tutta la loro attività nella
Ue. Si stima che i costi di adeguamento in corso potrebbero essere ridotti del
7% e la Ccctb farà risparmiare alle imprese 750 milioni di euro in costi di
conformità ridotti e 1 miliardo di euro in costi ridotti per espandere
transfrontaliera.
Esempi di prossime iniziative legislative volte a
semplificare e ridurre gli oneri:
Consolidamento delle tre direttive in materia di
informazione e consultazione dei lavoratori soggetti ai risultati di una
consultazione delle parti sociali;
Revisione della legislazione sull´igiene alimentare
per consolidare le disposizioni di igiene, semplificare le procedure e
rafforzare un approccio flessibile per le Pmi;
Regolamento quadro Integrare Business Statistics
(Fribs): Fribs dovrebbero portare a snellire e razionalizzare il quadro di
riferimento per le statistiche europee sulle imprese, ridurre l´onere
statistico inutili sulle imprese e consentendo risparmi potenziali sui costi
per le autorità statistiche nazionali. Questo obiettivo sarà raggiunto
attraverso una combinazione di azioni di semplificazione, di riequilibrio (ad
esempio nel caso dei requisiti per il commercio di beni e servizi), l´uso di
fonti alternative e l´uso delle informazioni già disponibili;
Riforma degli aiuti di Stato nel settore agricolo:
Aspetti della semplificazione sono allo studio in termini di procedura e di
sostanza. Considerazioni includono un "un approccio finestra"), con
l´obiettivo di affrontare gli aspetti di aiuti di Stato, per quanto possibile
in parallelo con le procedure per l´approvazione dei programmi di sviluppo
rurale o di prevedere esenzioni per quanto ciò sia giuridicamente possibile;
Semplificazione e razionalizzazione del codice dei
visti: La presente proposta mira a snellire le procedure, semplificare l´intero
processo, rendendo il sistema più veloce ed efficiente, oltre che più facile da
usare sia per i richiedenti il visto e il rilascio dei visti autorità;
Introduzione di una dichiarazione Iva Eu standard di
tutti gli Stati membri: Le principali aziende devono affrontare difficoltà
nella compilazione della dichiarazione Iva in Stati membri diversi è la
complessità. Questo deriva dal fornire informazioni diverse, le informazioni
non avere definizioni coerenti, la mancanza di una buona guida su come
compilare la dichiarazione Iva, diverse norme e procedure per la presentazione
e la necessità di completarla nella lingua nazionale. La nuova iniziativa si
propone di affrontare queste difficoltà.
Semplificazione delle norme di cabotaggio nel
trasporto su strada: Lo scopo di questa proposta sarà quello di affrontare le
difficoltà di applicazione e di interpretazione incontrato da parte delle
imprese delle norme esistenti. La proposta intende semplificare le norme, le
rende più facili da capire e applicabili in modo uniforme in tutta l´Ue.
Esempi di leggi che la Commissione ritiene di abrogazione:
Abrogazione del regolamento sulle statistiche in
acciaio: in base alla necessità di una chiara definizione di obiettivi
prioritari nel campo delle statistiche, l´analisi dei costi di raccolta dei
dati, l´uso delle statistiche dell´acciaio e la disponibilità dei dati relativi
ai settori di interesse simile in l´Unione europea, di un regolamento per la
continuazione della raccolta delle statistiche d´acciaio non è più necessaria.
Statistiche di acciaio sono ora raccolti anche se diversi accordi diretti con
le imprese siderurgiche. La normativa è quindi più necessario.
Abrogazione della direttiva 2009/33/Ce relativa alla
promozione di veicoli puliti ea basso consumo energetico veicoli di trasporto
su strada: non è più necessario nel contesto dei recenti sviluppi delle norme
orizzontali appalti pubblici;
Abrogazione della decisione del Consiglio relativa
all´istituzione di un obiettivo comunitario di riduzione del consumo di energia
primaria in caso di difficoltà di approvvigionamento di petrolio greggio e di
prodotti petroliferi e la normativa di attuazione: non è più necessario, dati i
recenti sviluppi in questo settore .
Esempi di settori in cui la Commissione non intende
intervenire o prendere in considerazione di ritirare le proposte legislative:
Nessuna azione: durante il presente mandato, la
Commissione non intende proporre una normativa in materia di sicurezza e salute
sul lavoro per parrucchieri: Sulla base dell´articolo 155 del Tfue, le parti
sociali hanno chiesto alla Commissione di proporre una direttiva che attua
l´accordo in materia di salute e norme di sicurezza per parrucchieri. La
Commissione ha deciso che non intende proporre un tale accordo quadro del
mandato attuale. L´adeguatezza e l´Ue a valore aggiunto di questo accordo
devono prima essere pienamente valutati. Nel 2012, le Pmi hanno evidenziato la
legislazione in questo settore particolarmente gravosa e costosa. Una
valutazione generale della legislazione Ue in Salute e Sicurezza dell´area
(direttiva 89/391/Cee e le sue 23 direttive connesse) è in corso e comprenderà
specifiche consultazioni delle parti sociali. Le conclusioni saranno
disponibili nel 2015. Questo sarà orientare ulteriori sviluppi in questo
settore legislativo.
Ritiro di una proposta di direttiva quadro sul suolo:
la proposta è stata fatta nel 2006, è in attesa di decisione da parte dei
co-legislatori fin. Nonostante gli sforzi di diverse presidenze, il Consiglio è
stato finora in grado di raggiungere la maggioranza qualificata su questa
proposta legislativa per l´opposizione di alcuni Stati membri che costituiscono
una minoranza di blocco per motivi di sussidiarietà e di proporzionalità.
Quando si considera il ritiro, la Commissione esaminerà in che modo gli
obiettivi della direttiva proposta possono essere meglio raggiunti.
Ritiro di una proposta in materia di accesso alla
giustizia in materia di ambiente: la proposta è stata fatta nel 2003 ed è in
attesa di decisione da parte dei co-legislatori fin. La Commissione sta
lavorando a una proposta alternativa;
Ritiro di due proposte per quanto riguarda la
comunicazione al pubblico di informazioni sui medicinali soggetti a
prescrizione medica: aspetti riguardanti farmacovigilanza sono state
incorporate nella nuova proposta Com (2012) 51 e Com (2012) 52 che sono stati
adottati rispettivamente il regolamento (Ue) N. 1027 / 2012 e della direttiva
2012/26/Eu. Gli aspetti che riguardano "le informazioni ai pazienti"
sono stati integrati nella proposta modificata Com (2012) 48 e Com (2012) 49.
Le discussioni in seno al Consiglio hanno dimostrato che un accordo su tali proposte
non può essere raggiunto.
Ritiro di una proposta di regolamento relativo alle
statistiche europee sulla sicurezza dalla criminalità (Com (2011) 335).
Considerando il voto al Parlamento europeo, tenuto conto delle obiezioni fatte
sul campo delle esigenze politiche che non sono stati completamente risolti da
parte degli utenti, considerando la necessità di priorità nel sistema
statistico europeo e, in assenza di posizione al Consiglio dopo la votazione
del Pe , la Commissione propone di ritirare la sua proposta.
Revoca della proposta di regolamento del Consiglio
relativo allo statuto della società privata europea: la proposta è stata fatta
nel 2008 ed è in attesa di decisione da parte dei co-legislatori fin. La
Commissione sta lavorando a una proposta alternativa;
Ritiro della proposta di direttiva che semplifica gli
obblighi Iva: La presente proposta mira a dare agli Stati membri la facoltà di
esentare dall´imposta le aziende dell´Iva di sotto di una soglia massima di
100.000 euro. La proposta è stata fatta nel 2004 e nessun accordo in Consiglio
potrebbe essere realizzato finora - è richiesta l´unanimità in questo settore.
La proposta rimane una priorità chiave per la Commissione nella sua
comunicazione sul futuro dell´Iva. Dopo il ritiro, la Commissione ri-considerare
gli obiettivi della proposta e dei modi per offrire su di loro;
Esempi di controlli di idoneità 1 e valutazioni con un
focus sul fitness normativo:
Valutazione e fitness Verifica su Natura 2000;
Fitness Controlli sulla politica dei rifiuti;
Valutazione della legislazione in materia di salute e
sicurezza sul lavoro;
Fitness Verifica del regolamento (Ue) n ° 178/2002 (la
General Food Law regolamento);
Controlli di idoneità sulla legislazione sui prodotti
chimici non coperte da Reach, nonché ai connessi aspetti di legislazione
applicata alle industrie a valle;
Valutazione della direttiva sulle energie rinnovabili;
Verifica idoneità della legislazione sulla migrazione
legale;
Valutazione della legislazione in materia di parità di
trattamento in materia di sicurezza sociale;
Valutazione della legislazione sui servizi finanziari.
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SITUAZIONE OCCUPAZIONALE E SOCIALE DELL’UE: LA RASSEGNA TRIMESTRALE SOTTOLINEA LA FRAGILITÀ DELLA RIPRESA ECONOMICA E UN DIVARIO PERSISTENTE ALL´INTERNO DELL´UEM |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 - Una fragile ripresa
economica potrebbe cominciare ad attecchire nell’Unione europea, ma esistono
divergenze persistenti fra i paesi, in particolare all’interno della zona euro,
secondo quanto emerge dall´ultima rassegna trimestrale sulla situazione
occupazionale e sociale pubblicata dalla Commissione europea. La rassegna
sottolinea inoltre che le condizioni sociali e del mercato del lavoro restano
critiche e che per realizzare l´obiettivo di una crescita inclusiva saranno
necessari ulteriori investimenti strategici e riforme strutturali.
La Commissione ha affrontato queste divergenze
mediante il Pacchetto sull´occupazione dell´aprile 2012, una serie di
raccomandazioni specifiche per paese volte a far fronte alla segmentazione del
mercato del lavoro, a promuovere riforme fiscali favorevoli all´occupazione, a
garantire una maggiore efficacia dei servizi pubblici per l´impiego e a
adeguare i sistemi di istruzione e di formazione per rispecchiare le necessità
dei datori di lavoro; il suddetto pacchetto contiene inoltre la Garanzia per i
giovani, che comprende gruppi d´azione incaricati di aiutare gli Stati membri a
orientare l´allocazione dei fondi strutturali Ue per affrontare il problema
della disoccupazione giovanile e per adottare misure atte ad agevolare la
libera circolazione dei lavoratori, quali la riforma della rete Eures per la
ricerca di un impiego. Queste misure saranno integrate dallo sviluppo di una
dimensione sociale dell’Unione economica e monetaria (Uem), attraverso una
maggiore efficacia nel monitoraggio e nella valutazione dei potenziali
squilibri occupazionali e sociali; l´argomento è oggetto una comunicazione che
la Commissione adotterà il 2 ottobre.
László Andor, Commissario europeo per l’Occupazione,
gli affari sociali e l’inclusione, ha commentato: "Non c´è spazio per
l’autocompiacimento: troppe persone si trovano a subire le gravi conseguenze
sociali della crisi, e dobbiamo accelerare gli investimenti sociali e il
sostegno alla creazione di posti di lavoro. Una ripresa sostenibile richiede
ulteriori progressi nella riforma dell´Unione economica e monetaria, il che
significa anche prestare maggiore attenzione all’occupazione ed ai problemi
sociali e coordinare più da vicino le politiche occupazionali e sociali.
Dobbiamo essere in grado di individuare e affrontare le principali sfide
occupazionali e sociali, invece di lasciare che si aggravino le disparità
all´interno dell´Europa."
Sebbene si siano alcuni segnali di una timida ripresa,
la rassegna trimestrale sottolinea che le condizioni sociali e del mercato del
lavoro rimangono molto difficili:
il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto
livelli senza precedenti – con una media del 23% per l’Ue nel suo complesso,
che raggiunge il 63% in Grecia;
il tasso di disoccupazione di lunga durata è aumentato
nella maggior parte degli Stati membri ed ha raggiunto un livello record in
tutta l´Ue. Sono aumentati la disoccupazione strutturale e gli squilibri, sia
quantitativi che qualitativi, tra la domanda e l´offerta di manodopera;
la perdita netta di posti di lavoro ha coinciso con
l´aumento degli impieghi precari — sono infatti cresciuti i lavori a tempo
parziale, specie il part-time involontario, sebbene la quota di contratti a
tempo determinato nell´Ue sia diminuita, vittima anch´essa della contrazione
economica.
La povertà è aumentata nell’Ue dal 2007. I redditi
delle famiglie sono in declino e il 24,2% della popolazione dell’Ue è ora a
rischio di povertà o di esclusione. I bambini sono particolarmente colpiti, in
quanto sono aumentati sia la disoccupazione sia il numero di famiglie senza
lavoro, oltre alla povertà lavorativa.
C´è bisogno di ulteriori investimenti e riforme
sociali
In questa fase di avvio della ripresa economica le
politiche attive del mercato del lavoro, come gli incentivi all’assunzione, la
riduzione dell’imposizione fiscale per i lavoratori a bassa retribuzione, l´assistenza
personalizzata per la ricerca di un lavoro e la formazione, sono fattori
decisivi nel facilitare l´accesso all´occupazione per molte persone e
nell´impedire che i disoccupati di lungo termine e le persone alla fine del
loro corso di studi rinuncino a cercare un impiego. Un maggior numero di
persone occupate contribuisce ad una maggiore stabilità dei bilanci e
all´aumento della capacità di spesa delle famiglie, consentendo così una solida
ripresa delle attività produttive.
Occorre dedicare particolari energie all´attuazione
della Garanzia per i giovani, iniziativa adottata dal Consiglio dei ministri
dell´Ue nell´aprile 2013 e approvata dal Consiglio europeo del 27/28 giugno.
Per molti paesi, tale iniziativa richiederà riforme strutturali quali il rafforzamento
dei servizi pubblici per l’impiego, l’istituzione di solide partnership tra le
autorità pubbliche preposte all’occupazione e all’istruzione, nonché maggiori
investimenti in programmi di formazione e di apprendistato. Nei prossimi mesi
gli Stati membri dovranno presentare i rispettivi piani nazionali di attuazione
della Garanzia per i giovani.
Gli Stati membri dovrebbero inoltre continuare a
modernizzare i rispettivi sistemi previdenziali nazionali per aumentare
l’efficienza delle risorse disponibili ed ottenere il massimo risultato in
termini di inclusione economica e sociale. I sistemi di protezione sociale
dovrebbero rispondere alle esigenze delle persone in tutti i momenti critici
della loro vita. La Commissione ha fornito indicazioni per migliorare gli
investimenti sociali attraverso il Pacchetto sugli investimenti sociali,
adottato nel febbraio 2013, che contiene raccomandazioni specifiche per
affrontare il problema della povertà infantile e dei senzatetto (Ip/13/125,
Memo/13/117, Memo/13/118).
Il divario tra i paesi della zona euro pregiudica
l´Uem
L’ultima rassegna trimestrale sottolinea l´esistenza
di divergenze persistenti tra i paesi, specialmente all´interno della zona
euro:
il tasso di disoccupazione nelle regioni meridionali e
periferiche della zona euro ha raggiunto una media del 17,3% nel 2012, rispetto
al 7,1 % nelle regioni settentrionali e centrali della zona euro;
il tasso medio di giovani non occupati né impegnati in
corsi di studio o formazione (cosiddetti Neet) ha raggiunto il 22,4% nelle
regioni meridionali e periferiche, contro l’11,4% in quelle settentrionali e
centrali;
La povertà è aumentata nei due terzi degli Stati
membri, ma non nel terzo restante.
Le divergenze economiche e sociali rappresentano le
sfide principali per l’Uem. Gli scarsi risultati in campo sociale ed
occupazionale non solo colpiscono gli Stati membri direttamente interessati, ma
si estendono anche ai paesi che hanno conseguito migliori risultati attraverso
una riduzione della domanda aggregata e della produttività e un aumento dei
tassi di interesse dovuto all´instabilità politica e ad un´erosione della
fiducia nell´euro e nell´Ue.
Un´unione economica e monetaria solida, caratterizzata
da una dimensione sociale, richiede un miglioramento del controllo e della
valutazione dei potenziali squilibri sociali e occupazionali di maggior rilievo
per gli Stati membri, associato ad un maggiore coordinamento delle politiche
occupazionali e sociali con l´obiettivo di garantire, nell´interesse dell´Uem
nel suo complesso, una risposta efficace e tempestiva a tali problemi. La
raccomandazione Garanzia per i giovani e l’accordo di avviare un’iniziativa per
l’occupazione giovanile, con una dotazione di 6 miliardi di Eur, sono esempi di
questa azione collettiva che si propone di risolvere un’importante sfida
occupazionale e sociale che colpisce in modo sproporzionato alcune parti
dell’Uem.
Tali questioni vengono affrontate nella comunicazione
sulla dimensione sociale della Uem adottata dalla Commissione il 2 ottobre– —
cfr. Ip/13/893).
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STORICA RIUNIONE DELLE NAZIONI UNITE SULLA MIGRAZIONE E LO SVILUPPO DEL 3-4 OTTOBRE A NEW YORK |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 - Il 3-4 ottobre, il dialogo ad alto livello
delle Nazioni Unite sulla migrazione internazionale e lo sviluppo si riunirà a
New York. Per la seconda volta nella storia, si riunirà i responsabili politici
e professionisti da tutto il mondo per riflettere su un approccio più audace
per la migrazione e lo sviluppo. Commissario europeo per gli Affari interni,
Cecilia Malmström, rappresenterà l´Unione europea in questo incontro e di dare
un discorso sulla migrazione e il post 2015 framework di sviluppo e di come gli
sforzi globali possono essere più adatti alle nuove realtà, con sempre
crescente mobilità internazionale .
"Il dialogo ad alto livello si concentrerà su h
ow per migliorare i benefici della migrazione internazionale per i migranti e
dei paesi allo stesso modo e su come rafforzare la cooperazione a livello
mondiale in questo settore. Dobbiamo ridefinire il nostro approccio alla
migrazione e della mobilità al fine di raccogliere tutte le benefici che può
portare per le nostre economie e società. Liberare il potenziale della migrazione
per lo sviluppo economico è una delle grandi sfide per il 21 ° secolo. Dobbiamo
promuovere misure concrete che rendono un contributo significativo per la vita
dei migranti e proteggere la loro diritti ", s tated Cecilia Malmström.
Nuovi dati delle Nazioni Unite indicano che il numero
di migranti internazionali è cresciuto da 175 milioni a 2.000-232.000.000 oggi,
con l´Asia che rappresentano gran parte della crescita. E il totale dovrebbe
raggiungere 400 milioni entro il 2040. Europa rimane la regione di destinazione
più popolare con 72 milioni di migranti internazionali nel 2013. In Europa, la
Germania e la Francia ospita la più grande comunità di immigrati.
Il Hld dovrebbe fare uno sforzo per creare un
programma orientato all´azione che contiene obiettivi tangibili in particolare
a:
Assicurarsi che le strategie di sviluppo riconoscere
la migrazione e la mobilità come ´fattori abilitanti´ per lo sviluppo.
Rispetto della dignità e sostenere i diritti umani dei
migranti, a prescindere dallo status giuridico dei migranti.
Riconoscere le opportunità e le sfide che la crescente
urbanizzazione e le migrazioni portano per le città e le regioni urbane.
Rafforzare la governance della migrazione attraverso
la cooperazione bilaterale e regionale, anche impegnandosi con la società
civile.
Foster internazionale e la mobilità regionale del
lavoro.
Sfondo -
Principali dati sulla migrazione internazionale
Sempre più persone vivono all´estero . Nel 2013, 232
milioni di persone (3,2 per cento della popolazione mondiale) erano migranti
internazionali, a fronte di 175 milioni nel 2000 e 154 milioni nel 1990 .
Secondo gli ultimi dati forniti dalle Nazioni Unite 1
Europa e Asia ospita quasi due terzi di tutti i migranti internazionali in
tutto il mondo. L´europa rimane la regione più popolare destinazione con 72
milioni di migranti internazionali nel 2013. In Europa, la Germania e la
Francia ospita la più grande comunità di immigrati.
I risultati mostrano anche che la migrazione Sud-sud è
comune come la migrazione Sud-nord. La maggior parte dei migranti
internazionali sono originarie di paesi in via di sviluppo, ma negli ultimi
anni sono state stabilirsi in numero quasi uguale nelle regioni sviluppate e in
via di sviluppo.
Questa crescente mobilità regionale e globale crea
opportunità, contribuendo, ad esempio, alla riduzione della povertà e di
innovazione. Ma richiede anche una governance efficace per affrontare sfide
quali la ´fuga di cervelli´ (emigrazione di persone istruite), lo sfruttamento
dei migranti e gli effetti della migrazione sui urbanizzazione.
Le discussioni al dialogo ad alto livello delle
Nazioni Unite si concentrerà su:
Misure volte a garantire il rispetto e la protezione
dei diritti umani di tutti i migranti, con particolare riferimento alle donne e
bambini ed anche per prevenire e combattere il traffico di migranti e la tratta
di persone e per garantire una migrazione ordinata, regolare e sicuro;
Valutare gli effetti della migrazione internazionale
sullo sviluppo sostenibile e individuare le priorità interessate, in vista
della preparazione del post-2015 quadro di sviluppo;
Rafforzamento dei partenariati e la cooperazione in
materia di migrazione internazionale, i meccanismi per la migrazione efficace
integrazione nelle politiche di sviluppo e di promozione della coerenza a tutti
i livelli e
Mobilità del lavoro internazionale e regionale e il
suo impatto sullo sviluppo.
L´approccio dell´Ue -
Con il suo approccio globale in materia di migrazione
e mobilità t egli Unione europea ha sviluppato una politica migratoria esterna
equilibrata e completa che include la migrazione e lo sviluppo come una delle
quattro aree prioritarie operative. Migrazione è anche una priorità nell´ambito
della cooperazione allo sviluppo dell´Ue, il programma di cambiamento.
Insieme con i suoi Stati membri, l´Unione europea è il
principale donatore mondiale di aiuti allo sviluppo e continuerà a fornire un
sostegno sostanziale negli anni a venire. Tra il 2004 e il 2012, la Commissione
ha impegnato circa € 1 miliardo per più di 400 progetti di migrazione.
Il 21 maggio la Commissione europea ha adottato una
comunicazione dal titolo " Massimizzare l´impatto sullo sviluppo della
migrazione " , che fornisce la base per una posizione comune dell´Ue e dei
suoi Stati membri al dialogo ad alto livello. Esso contiene anche proposte su
come garantire che la futura azione dell´Ue in materia di migrazione e lo
sviluppo diventa veramente completa, affrontando l´intera gamma di impatti
positivi e negativi delle varie forme che la migrazione può avere sullo
sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile a basso e medio Paesi a
reddito di partenza e arrivo.
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STRENGTHENING LA DIMENSIONE SOCIALE DELL´UNIONE ECONOMICA E MONETARIA |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 Di seguito l’intervento di
ieri di László Andor
Commissario europeo responsabile per l´Occupazione,
gli affari sociali e l´inclusione: “
Per essere sostenibile nel lungo periodo, l´Unione
economica e monetaria europea deve rafforzare la sua dimensione sociale.
L´adozione della strategia Europa 2020 ha messo la
politica sociale al centro della strategia economica dell´Ue per la prima
volta, fissando obiettivi principali per l´aumento del tasso di occupazione,
riduzione della dispersione scolastica, aumentando la percentuale di
completamento dell´istruzione terziaria o equivalente e di sollevamento di
almeno 20 milioni di persone dalla povertà.
Questi obiettivi stanno già plasmando le politiche
sociali dell´Ue. Principali politiche e delle misure adottate a livello
comunitario sono in corso di attuazione, per esempio l’ apr 2012 pacchetto per
l´occupazione, di dicembre 2012 Youth pacchetto per l´occupazione, e il febbraio
2013 Sociale pacchetto di investimenti.
L´ue ha preso notevoli passi in avanti negli ultimi
cinque anni in termini di governance economica, fornendo linee di vita
finanziari a molti Stati membri vulnerabili e garantire un ampio coordinamento
delle politiche economiche ´Stati membri.
La comunicazione adottata dalla Commissione oggi segna
un ulteriore passo verso il consolidamento della dimensione sociale dell´Unione
economica e monetaria.
In particolare, l´Unione deve riequilibrare la
governance dell´Unione economica e monetaria per meglio affrontare i problemi
di divergenza tra l´occupazione dei paesi della zona euro e di situazioni
sociali. L´entità di tale scostamento è stato sottolineato in ultima
trimestrale della Commissione di occupazione dell´Ue e la situazione sociale,
anche pubblicato oggi.
L´obiettivo è quello di individuare maggiori problemi
occupazionali e sociali molto prima, al fine di adottare misure per affrontare
meglio la crisi attuale e prevenire le gravi crisi di sviluppo per il futuro.
Il primo passo fondamentale è quello di misurare la
divergenza tra l´occupazione dei paesi e situazioni sociali.
La Commissione ha proposto che gli Stati membri
dell´Ue e ´politiche economiche globali vorrebbe più conto di questioni
occupazionali e sociali attraverso più forte sorveglianza e del coordinamento
degli Stati membri dell´Unione europea´ di occupazione e le politiche sociali
nel quadro annuale ciclo di definizione delle politiche economiche dell´Ue, il
semestre europeo.
Sorveglianza multilaterale nel quadro del semestre
europeo sarebbe quindi meglio equipaggiata per evitare problemi occupazionali e
sociali, così come la competitività e problemi fiscali.
Tale coordinamento dovrebbe anche incoraggiare un
approccio basato sul dare incentivi alle riforme per affrontare l´occupazione
chiave e problemi sociali (piuttosto che un approccio correttivo). Un buon
esempio di tale approccio è il 6000000000 € Youth Initiative occupazione che dà
un incentivo per gli Stati membri ad attuare le riforme di garanzia per i
giovani hanno concordato all´inizio di quest´anno.
La consultazione con le organizzazioni dei datori di
lavoro e sindacati a livello Ue e nazionale, sia sulla definizione delle
politiche economiche, occupazionali e sociali e il loro coinvolgimento
nell´attuazione sarà essenziale. La comunicazione delinea pertanto proposte per
ampliare e rafforzare tale consultazione.
Fondi strutturali e di investimento dell´Ue, e in
particolare il Fondo sociale europeo, sono a disposizione degli Stati membri
per aiutarli ad attuare le loro politiche sociali e le riforme del lavoro e
concordato. La comunicazione sottolinea la necessità per gli Stati membri per
garantire una maggiore destinazione dei fondi strutturali e di investimento
dell´Ue in materia di politiche sociali suono e nella preparazione dei
rispettivi piani per spendere questi fondi nel periodo 2014-2020.
Infine, in termini di mobilità del lavoro la
comunicazione sottolinea l´impegno della Commissione ad aiutare tutte quelle
persone che scelgono di lavorare in un altro Stato membro, di essere a
conoscenza di opportunità di lavoro e di lì a superare gli ostacoli che possono
incontrare.
La Commissione auspica di lavorare con il Consiglio
dell´Ue dei ministri, il Parlamento europeo, il Consiglio europeo e le parti
sociali per ottenere rapidi progressi verso il consolidamento della dimensione
sociale dell´Unione economica e monetaria.
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RAFFORZARE LA DIMENSIONE SOCIALE DELL´UNIONE ECONOMICA E MONETARIA: DOMANDE FREQUENTI |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 -
Perché si pubblica la presente comunicazione in questo
momento?
La presente comunicazione, adottata dalla Commissione
il 2 ottobre, è un contributo della Commissione al dibattito sulla
approfondimento dell´Unione economica e monetaria (Uem), e segue Blueprint
della Commissione su una Emu vera e profonda, pubblicato nel novembre 2012 (
Ip/12/1272). Come indicato nel progetto, il coordinamento e la sorveglianza
delle politiche occupazionali e sociali dovrebbero essere rafforzate
all´interno dell´Uem, e la convergenza in questi settori dovrebbe essere
promossa.
La comunicazione risponde a una chiamata da parte del
Consiglio europeo nel dicembre del 2012 per presentare eventuali misure sulla
dimensione sociale della Uem, compreso il dialogo sociale. Il Consiglio europeo
di giugno ha ricordato che la dimensione sociale deve essere rafforzata, in
particolare ricorrendo ad un´occupazione adeguata ed indicatori sociali nel
quadro del semestre europeo, ha sottolineato la necessità di garantire un
migliore coordinamento delle politiche occupazionali e sociali, nel pieno
rispetto delle competenze nazionali, e ha sottolineato il ruolo delle parti
sociali e del dialogo sociale, anche a livello nazionale.
Che cosa si intende con la dimensione sociale
dell´Unione economica e monetaria, perché necessita di essere rafforzato?
Mentre l´agenda sociale generale rimane a livello di
Unione europea, un´unione monetaria ben funzionante deve essere in grado di
soddisfare le implicazioni sociali delle riforme che sono necessarie per
promuovere l´occupazione, la crescita e migliorare la competitività. Si deve
anche rilevare e affrontare in modo tempestivo i problemi occupazionali e
sociali più gravi attraverso i suoi Stati membri in quanto questi possono avere
effetti negativi oltre i confini nazionali e portare a disparità di lunga
durata.
Le regole di governance economica recentemente
rafforzato mirano a rafforzare l´Uem, affrontando alcune delle debolezze
iniziali del suo design. Lo sviluppo della dimensione sociale di un vero Uem è
una parte essenziale di questo processo.
A parere della Commissione, non vi è un potenziale di
miglioramento in tre aree:
mediante il rafforzamento del coordinamento e
sorveglianza delle politiche occupazionali e sociali nell´ambito del semestre
europeo, ciclo di policy-making annuale dell´Ue, nel pieno rispetto delle
competenze nazionali;
sfruttando la solidarietà offerta dal bilancio dell´Ue
e lavorando con gli Stati membri per migliorare la mobilità del lavoro;
e coinvolgendo ulteriormente a livello Ue e nazionale,
i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro nei colloqui durante il
semestre europeo.
Che cosa sta facendo la Commissione per migliorare la
governance economica dell´Uem?
Pur mantenendo la struttura e gli obiettivi del
sistema di governo economico per l´Unione europea nel suo insieme, la
comunicazione suggerisce:
lo sviluppo di una occupazione e sociale chiave
indicatori quadro di controllo per seguire le questioni rilevanti per il buon
funzionamento di tutto l´Uem;
estendere il numero di indicatori aggiuntivi alla base
della Relazione annuale sul meccanismo di allerta (Amr), pubblicata ogni
autunno, in modo da riflettere meglio le implicazioni sociali di squilibri
macroeconomici. Queste potrebbero includere: il tasso di partecipazione, il
tasso di disoccupazione di lunga durata, il tasso di disoccupazione giovanile e
´a rischio di povertà e di esclusione sociale´ rate;
compresa una sezione nelle recensioni approfondite
(che seguire dall´esercizio Amr) discutere dell´occupazione e della situazione
sociale nel paese oggetto di analisi;
rafforzare il coordinamento delle politiche
occupazionali e sociali nel quadro del semestre europeo, promuovendo le
migliori pratiche nei singoli Stati membri.
Ciò consentirebbe all´Ue di integrare meglio
l´occupazione e le questioni sociali nel panorama politico generale. Essa
aiuterà anche l´Unione europea fornire indicazioni più chiare sulle grandi
sfide sociali e occupazionali. Buoni esempi di questo sono la raccomandazione
del Consiglio ha recentemente concordato istituisce un garanzia per i giovani,
e il lancio di € 6000000000 Gioventù dell´occupazione.
Come sarà il nuovo quadro di valutazione degli
indicatori di lavoro?
La Commissione propone di creare un quadro di
controllo per seguire l´occupazione e gli sviluppi sociali rilevanti per il
buon funzionamento dell´Uem. Questo dovrebbe servire come strumento analitico,
che consente per la migliore e più tempestiva identificazione dei principali
problemi occupazionali e sociali, in particolare quelli che potrebbero avere
effetti che vanno oltre i confini nazionali.
Il quadro di valutazione si compone di un numero
limitato di indicatori chiave di messa a fuoco per l´occupazione e le tendenze
che possono gravemente minare l´occupazione, la coesione sociale e il capitale
umano, e sarà incorporato nella relazione congiunta sull´occupazione annuale
pubblicato ogni autunno.
A parere della Commissione, che dovrebbe
caratterizzare cinque indicatori principali:
• tasso di disoccupazione;
• la disoccupazione giovanile e la percentuale di
quelli non in istruzione, l´occupazione o di formazione (Neet rate);
• il reddito disponibile delle famiglie;
• il tasso a rischio di povertà;
• disuguaglianze (rapporto S80/s20).
Il nuovo quadro di valutazione si alimenteranno i
colloqui tra i ministri del lavoro nazionale e sociali in vista del Consiglio
europeo di primavera, che è dedicato al semestre europeo, e nella preparazione
di raccomandazioni specifiche per paese. Sarebbe anche essere discusso con il
Parlamento europeo e le parti sociali.
Quali saranno le conseguenze se gli Stati membri non
abbiano rispettato la indicatori sul quadro di valutazione?
Non ci saranno conseguenze automatiche. Il quadro di
valutazione è uno strumento analitico per osservare divergenza dal trend
storici o dalla media Uem.
Preoccupante l´occupazione e gli sviluppi sociali
saranno più presi in considerazione dai decisori politici durante il processo
del semestre europeo in termini di misure di prevenzione, ma non ci sono
sanzioni previste.
Quando sarà il tabellone essere a posto?
Una proposta di un quadro di valutazione dovrebbe
essere pronti per essere analizzati in tempo per il 2014 semestre europeo
(quindi a metà novembre 2013). La Commissione discuterà la proposta con i
gruppi tecnici del Consiglio di determinare la scelta degli indicatori. Il Parlamento
europeo sarà informato e consultato sul tabellone proposto, così come le parti
sociali.
Perché la Commissione non ha proposto un sistema di
assicurazione contro la disoccupazione nell´area dell´euro?
La base giuridica per l´istituzione di un regime di
disoccupazione europea o di altri sistemi di stabilizzazione macroeconomica
simili manca nel trattato attuale. L´attuale architettura Uem è basata su
politiche di bilancio nazionali decentrate disciplinati da norme comuni
stabilite nel Patto di stabilità e crescita. Politiche di welfare (in
particolare, i sistemi previdenziali) sono di competenza nazionale in generale.
Blueprint della Commissione su una Emu vera e profonda
fornisce una visione globale per il futuro della Uem, contenente azioni che la
Commissione ritiene che dovrebbe essere presa a breve, medio e lungo termine,
con passi graduali verso una maggiore responsabilità e disciplina prese in
parallelo con più solidarietà e sostegno. Alcune misure possono essere adottate
entro i limiti dei trattati attuali, altri richiederanno modifiche del
trattato.
A lungo termine, sulla base della progressiva messa in
comune della sovranità, il Blueprint menziona la possibilità di un autonomo
bilancio dell´area dell´euro con una capacità fiscale, che prevede uno
strumento di stabilizzazione Emu-livello per sostenere l´adeguamento agli shock
asimmetrici. Ciò richiederebbe una modifica del trattato sostanziale.
Ritiene la comunicazione propone alcun nuovo denaro
per affrontare problemi occupazionali e sociali nell´Uem?
No.
Ma, nello sviluppo di una dimensione veramente
sociale, la comunicazione ricorda che la portata del bilancio dell´Ue deve
essere pienamente sfruttato. Il bilancio 2014-2020 contiene mezzi di rinforzo e
di programmi per indirizzare problemi occupazionali e sociali:
I Fondi strutturali e gli investimenti europei (Esif)
continueranno ad essere un fattore importante per le riforme e la
modernizzazione delle politiche sociali necessari.
L´iniziativa per l´occupazione giovanile mobiliterà
fino a € 8 miliardi di dollari per aiutare gli Stati membri ad attuare una
garanzia per i giovani nelle regioni con tassi di disoccupazione giovanile
oltre il 25%. Questo sarà concentrato nel 2014-15.
Il nuovo Programma per l´occupazione e l´innovazione,
il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e il Fondo europeo per gli
aiuti agli indigenti sono anche importanti strumenti a disposizione degli Stati
membri.
Inoltre, in data 20 febbraio 2013 la Commissione ha
proposto un pacchetto di investimenti sociali volti a fornire orientamenti agli
Stati membri per migliorare i sistemi di protezione sociale, con un focus sugli
investimenti sociali.
Che cosa significa la comunicazione propone di rendere
più facile per le persone a muoversi l´Ue per il lavoro?
La libera circolazione dei lavoratori è uno dei
fondamenti dell´Unione europea e il suo mercato unico. Nella Uem, la mobilità
del lavoro può anche, in una certa misura, agire come un meccanismo di
adeguamento in tempi di sconvolgimento economico. Tuttavia, la mobilità
transfrontaliera nell´Ue è ancora bassa, con solo il 2,6% di quelli nella Ue
(4% nella zona euro), di trasferirsi a vivere in un altro Stato membro.
L´ue ha già affrontato alcune di queste barriere
persistenti, stabilendo un sistema di riconoscimento delle qualifiche
professionali e coordinare le prestazioni di sicurezza sociale. La Commissione
sta anche portando avanti i lavori relativi a professioni regolamentate, con
una comunicazione sulla valutazione normative nazionali in materia di accesso
alle professioni anche adottato il 2 ottobre.
La Commissione è anche impegnata a presentare una
proposta entro la fine del 2013 per semplificare il modo in cui posti vacanti
transfrontalieri e domande di lavoro sono gestite e per rafforzare il sostegno
per chi cerca lavoro e datori di lavoro.
La Commissione prevede inoltre di presentare proposte
nel 2014 per semplificare la concessione delle indennità di disoccupazione per
coloro che cercano lavoro in un altro Stato membro.
Quale potere ha la Commissione sulle politiche
occupazionali e sociali norma del trattato Ue?
Sul lavoro, le competenze attuali della Ue si limitano
a incoraggiare la cooperazione tra Stati membri ea sostenere la loro azione, ad
esclusione di qualsiasi armonizzazione (articolo 149 del trattato sul
funzionamento dell´Unione europea). Sulla sicurezza sociale e la protezione
sociale, l´Ue si limita ad adottare direttive che definiscono requisiti minimi
per i sistemi degli Stati membri, i cui principi e di equilibrio finanziario
fondamentale sono fissati dagli Stati membri (articolo 153).
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LA COMMISSIONE EUROPEA E GLI STATI MEMBRI ESAMINANO GLI OSTACOLI ALL´ACCESSO ALLE PROFESSIONI REGOLAMENTATE |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 - Ieri la Commissione europea ha adottato una
comunicazione nella quale si annuncia l´inizio di una valutazione delle
normative nazionali che disciplinano l´accesso alle professioni. Le professioni
regolamentate sono quelle l´accesso alle quali è subordinato al possesso di
qualifiche specifiche o per le quali l´uso di uno specifico titolo è protetto,
come per esempio farmacisti o architetti. Queste restrizioni esistono per
ottimi motivi, per esempio per proteggere il consumatore. Tuttavia condizioni
di accesso troppo restrittive a talune professioni possono scoraggiare o
addirittura dissuadere i giovani dall´entrare nel mercato del lavoro. I diversi
regimi normativi possono rendere difficile a professionisti qualificati la
presentazione di candidature per impieghi in altri Stati membri.
Migliorare l´accesso alle professioni, in particolare
per mezzo di un ambiente normativo più adeguato e trasparente negli Stati
membri, agevolerebbe la mobilità dei professionisti qualificati all´interno del
mercato unico e la fornitura di servizi professionali transfrontalieri.
Potrebbe inoltre avere una ricaduta positiva sulla situazione occupazionale e
sulla crescita economica, in particolare perché i soli servizi professionali
rappresentano circa il 9% del Pil nell´Unione europea.
Al fine di restituire una rappresentazione più
accurata degli ostacoli all´accesso e all´esercizio delle professioni
regolamentate, oggi si pubblica anche una relazione sui risultati del riesame
inter pares sulla forma giuridica e i requisiti in materia di partecipazioni
azionarie condotto nell´ambito della direttiva sui servizi. Questi requisiti,
che spesso si sommano alle barriere all´accesso alle professioni, possono
ostacolare l´apertura di filiali e gli studi multidisciplinari.
Michel Barnier, commissario per il Mercato interno e i
servizi, ha dichiarato: "Nonostante i nostri sforzi, la mobilità dei
professionisti all´interno dell´Unione europea è bassa. Le condizioni di
accesso a talune professioni possono essere complesse, onerose e spesso molto
disparate fra i diversi Stati membri. Questo scoraggia i lavoratori dal cercare
e trovare un impiego in altri Stati membri. Sono convinto che la mappatura
delle professioni regolamentate da parte degli Stati membri, seguita da una
disamina e da una valutazione delle barriere all´accesso alle professioni, sarà
un esercizio utile. Non si tratta di deregolamentare le professioni né di
sanzionare gli Stati membri bensì piuttosto di garantire un migliore accesso ai
servizi professionali rivedendo quali siano le strutture d´ingresso che
promuovono meglio un sistema semplificato, adeguato, sicuro e trasparente”.
Elementi principali della comunicazione
La comunicazione di oggi attua quanto prescritto dalla
direttiva riveduta sulle qualifiche professionali, una delle priorità dell´atto
per il mercato unico I del 2011, e contempla innanzitutto un esercizio di
trasparenza: ogni Stato membro deve trasmettere l´elenco delle professioni
regolamentate, comprese quelle che lo sono a livello regionale. La Commissione
pubblica allora tale elenco sotto forma di mappa europea che illustrerà tutte
le professioni regolamentate per ciascun paese. Grazie a tale mappa un professionista
che desideri lavorare in un altro Stato membro sarà in grado di sapere quali
sono le condizioni poste da ciascun paese per il lavoro richiesto.
Le condizioni di accesso alle professioni possono
essere molto diverse da uno Stato membro all´altro e spesso le ragioni alla
base di tali differenze non sono ben chiare. Il processo avviato oggi invita in
seconda battuta gli Stati membri a condurre nei prossimi due anni una
valutazione reciproca delle rispettive barriere in essere che limitano l´accesso
ad alcune professioni. Per la Commissione e le amministrazioni nazionali che
partecipano alla reciproca valutazione si tratta di un piano di lavoro
ambizioso. Durante questo esercizio saranno pienamente coinvolte le parti
interessate, in particolare quelle che rappresentano i professionisti. Questo
consentirà anche un dialogo fra gli Stati membri che si avvalgono di approcci
diversi per esaminare l´impatto di tutti i tipi di restrizioni formali e
informali sull´accesso alle attività professionali.
I risultati dello Speciale Eurobarometro "Mercato
interno" (n. 398), anch´esso pubblicato oggi, forniscono un´indicazione
circa la percezione dei consumatori in merito a queste tematiche. Quando si
tratta di scegliere un fornitore di servizi, i cittadini dell´Ue ritengono che
oltre al possesso di qualifiche professionali specifiche siano molto importanti
anche la reputazione e l´esperienza professionale.
Contesto
Le conclusioni del Consiglio europeo del 2 marzo 2012
avevano già identificato fra l´altro gli oneri sproporzionati insiti
nell´accesso alle professioni regolamentate ed esortavano a rimuovere tali
barriere normative ingiustificate nel Mercato unico. Il 14 giugno 2012 anche il
Parlamento europeo si appellava alla Commissione per "individuare i settori
in cui gli Stati membri bloccano in modo sproporzionato l´accesso alle
professioni regolamentate". In Portogallo, Polonia, Italia, Slovenia e
Spagna sono già in corso importanti riforme volte ad agevolare l´accesso alle
professioni regolamentate. La questione è stata sollevata anche nelle
raccomandazioni specifiche per alcuni Stati membri.
Nella sua comunicazione dell´8 giugno 2012 "Un
partenariato per la nuova crescita nei servizi 2012-2015" (cfr. Ip/12/587)
la Commissione ha sottolineato l´importanza di modernizzare il quadro giuridico
relativo ai servizi professionali e ha annunciato una comunicazione sulle
professioni regolamentate.
La comunicazione di oggi darà il la all´attuazione
dell´articolo 59 della direttiva riveduta sulle qualifiche professionali, una
delle priorità dell´atto per il mercato unico I del 2011. Tale disposizione
della direttiva, per la quale è stato raggiunto l´accordo politico in giugno
(cfr. Memo/13/552), impone a tutti gli Stati membri di riesaminare tutta la
normativa nazionale che restringe l´accesso alle professioni e di avviare una
reciproca valutazione.
La comunicazione si basa inoltre sui risultati di un
seminario organizzato il 17 giugno 2013 con i ministri nazionali e le parti
interessate che rappresentano le professioni.
Nel luglio 2012 il Consiglio ha approvato le
raccomandazioni della Commissione a diversi Stati membri sull´esigenza di
aprirsi ai servizi professionali per rafforzare le economie nazionali e la
competitività. Nel 2013 le raccomandazioni sono state mantenute e addirittura
estese per taluni Stati membri.
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VALUTARE LE NORMATIVE NAZIONALI IN MATERIA DI ACCESSO ALLE PROFESSIONI - LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 -
1. Perché la Commissione europea adotta una
comunicazione sulle norme nazionali in materia di accesso alle professioni?
Gli Stati membri possono riservarsi il diritto di
accedere a determinate attività professionali per i titolari di qualifiche
specifiche (ad esempio, la progettazione di nuovi edifici riservati ad
architetti) per motivi di interesse generale. Tali restrizioni rendono la
mobilità dei professionisti all´interno del mercato unico più difficile.
Inoltre, queste misure possono limitare l´occupazione e la competitività dei
settori economici interessati. La Commissione sta pertanto invita gli Stati
membri a rivedere le loro restrizioni sull´accesso alle professioni e per
valutare la loro proporzionalità.
L´obiettivo della presente comunicazione è quello di
preparare la trasparenza e l´esercizio di valutazione reciproca previsto dalla
direttiva sulle qualifiche professionali riveduta. È stato raggiunto un accordo
politico su questa proposta nel giugno 2013 (cfr. Memo/13/552 ) e la direttiva
modificata dovrebbe essere adottata formalmente entro la fine dell´anno.
L´articolo 59 della presente direttiva introdurrà l´obbligo per gli Stati
membri di elencare e descrivere le professioni che regolamentano (comprese le
attività riservate a professionisti qualificati) e di spiegare perché il
regolamento è necessario. Inoltre, si prevede una valutazione reciproca della
legislazione nazionale che disciplina le professioni.
Nella presente comunicazione, la Commissione propone
una metodologia e piano di lavoro per la realizzazione di tale valutazione
reciproca con tutti gli Stati membri.
2. Che cosa è un esercizio di valutazione reciproca?
Un esercizio di valutazione reciproca, ciascuno Stato
membro valutare le restrizioni nazionali e quindi di condividere le loro
scoperte con gli altri Stati membri. In una prima fase, questo è confidenziale.
Lo scopo dell´esercizio di valutazione reciproca, come
previsto dalla direttiva sulle qualifiche professionali rivista, è quello di
aumentare la comprensione delle ragioni alla base della regolamentazione delle
professioni e di incoraggiare gli Stati membri a confrontare i loro approcci
normativi e di condividere le migliori pratiche.
3. Quali professioni sono regolamentate nell´Ue?
Centinaia di categorie di professioni regolamentate
esistono di tutti i 28 Stati membri. Una professione regolamentata implica che
l´accesso a tale professione è soggetta a una persona in possesso di una
qualifica specifica, come ad esempio un diploma universitario.
Informazioni sulle specifiche professioni
regolamentate negli Stati membri è disponibile presso la Commissione
regolamentato Professioni Database (compilato dalle informazioni messe a
disposizione dagli Stati membri)
4. Contro quale parametri di riferimento saranno la
valutazione e la valutazione reciproca essere eseguite?
La Commissione invita gli Stati membri di effettuare
una analisi professione-da-professione e per valutare la giustificazione e la
proporzionalità delle restrizioni di accesso esistenti. La comunicazione
comprende diversi argomenti giuridici ed economici che possono essere esaminati
dagli Stati membri e discussi nel corso della valutazione reciproca.
Ad esempio, la giustificazione di restrizioni
all´ingresso deve essere valutata tenendo conto di altri tipi di regolamentazione
imposti alla stessa attività, come le restrizioni imposte alle società
professionali, standard tecnici imposti sui servizi forniti, ecc Stati membri
sono invitati a prendere in considerazione la effetto cumulativo delle diverse
regole con cui il professionista è tenuto a rispettare. Il requisito di
qualificazione dovrebbe essere considerata in una prospettiva di mercato del
lavoro, tenendo conto del possibile ruolo dei datori di lavoro ed enti di
formazione.
Nel valutare la proporzionalità delle restrizioni di
accesso, gli Stati membri dovrebbero esaminare il livello del titolo di studio
richiesto insieme alla complessità delle attività riservate alla professione.
Forme alternative di regolamentazione o di protezione, come ad esempio l´uso di
titoli o certificazioni, dovrebbero essere esaminati anche per valutare se essi
costituirebbero un´alternativa meno restrittiva e adatto per l´attività
professionale in questione. Inoltre, attraverso l´analisi della
proporzionalità, la Commissione invita gli Stati membri a prendere in
considerazione l´equilibrio tra le misure adottate per tutelare i consumatori e
ogni impatto economico di questi consumatori (aumento dei prezzi, la riduzione
della scelta del consumatore, ecc.)
5. Sono tutte le professioni interessate dalla
presente valutazione reciproca?
L´esercizio di valutazione reciproca annunciate nella
presente comunicazione è orizzontale e riguarda tutte le professioni che
rientrano nella direttiva 2005/36/Ce . Il piano di lavoro proposto per condurre
la valutazione reciproca è organizzato in due cluster:
il primo cluster riguarderà le professioni nel campo
dei servizi alle imprese, costruzioni, manifatturiero, immobiliare, i
trasporti, il commercio all´ingrosso e al dettaglio;
il secondo gruppo sarà dedicato alle professioni in
materia di istruzione, intrattenimento, i servizi sanitari e sociali, servizi
di rete diversi dal trasporto, pubblica amministrazione, turismo, e di altri
servizi / attività.
6. Quali saranno le varie fasi della valutazione
reciproca essere?
Il piano di lavoro proposto nella comunicazione si
basa sui seguenti passaggi:
Mappatura delle professioni (novembre 2013 - marzo
2014): gli Stati membri dovranno completare l´regolamentato Professioni
Database (elenco delle professioni regolamentate, l´identificazione del tipo di
regolazione, descrizione delle attività riservate se del caso).
Valutazione a livello nazionale e di valutazione
reciproca:
Primo gruppo di professioni
Lo screening dettagliato a livello nazionale (novembre
2013 - maggio 2014)
Processo di valutazione reciproca (giugno 2014 -
febbraio 2015)
Preparazione di piani d´azione nazionali (entro aprile
2015)
Secondo gruppo di professioni
Lo screening dettagliato a livello nazionale (giugno
2014 - novembre 2014)
Processo di valutazione reciproca (novembre 2014 -
settembre 2015)
Preparazione di piani d´azione nazionali (entro
gennaio 2016).
7. Come faranno gli attori siano coinvolti nella
valutazione reciproca?
La Commissione continuerà a consultare le professioni
interessate durante l´esercizio di valutazione reciproca. In particolare, essa
organizza regolarmente workshop per presentare lo stato di avanzamento della
valutazione reciproca e per discutere gli sviluppi. Un primo seminario ha avuto
luogo il 17 giugno 2013.
8. Quali benefici ci si può aspettare?
Il primo vantaggio sarà maggiore trasparenza per
quanto riguarda le attività professionali per le quali è richiesta una
particolare qualifica Stati membri. Ciò è particolarmente importante per i
professionisti interessati a fornire i propri servizi in più Stati membri.
Inoltre, la Commissione si aspetta che gli Stati
membri ad adottare misure concrete volte a ridurre le barriere di accesso a
talune attività professionali in cui non sono giustificate o proporzionate.
Queste misure dovrebbero semplificare l´accesso alle professioni, in
particolare per i giovani e per i professionisti di altri Stati membri, e di
conseguenza in questi settori risultati migliori per i consumatori in termini
di scelta del fornitore di servizi e costo del servizio.
9. La Commissione incoraggia gli Stati membri di
liberalizzare le professioni?
No. La Commissione incoraggia gli Stati membri a
rivedere i loro regolamenti che limitano l´accesso alle professioni. Solo in
alcuni casi, potrebbe un tale riesame porta alla conclusione che le restrizioni
di accesso a determinate professioni non sono necessari e devono essere
eliminati. In altri casi, gli Stati membri possono decidere di mantenere i
regolamenti esistenti o cercare di migliorarli, ad esempio, la riduzione del
livello del titolo di studio richiesto o limitare l´ambito delle attività
riservate a professionisti qualificati.
La Commissione inviterà inoltre gli Stati membri che
non regolano alcune professioni di spiegare i meccanismi alternativi utilizzati
per proteggere i consumatori.
10. Saranno i comuni di investimento professioni
copertura di valutazione per i quali i sistemi di certificazione o titoli
protetti sono a posto?
Sì, la valutazione reciproca dovrebbe coprire tutti i
tipi di meccanismi che limitano l´accesso alle attività professionali o titoli
professionali a professionisti qualificati. Gli Stati membri dovrebbero
includere nella trasparenza esercitare tutte le attività professionali per le
quali è richiesta una certificazione obbligatoria o di un titolo protetto
esiste. Inoltre, la Commissione invita gli Stati membri a fornire una maggiore
trasparenza sui sistemi volontari di certificazione sviluppati da organismi di regolamentazione
o associazioni professionali.
11. Qual è il legame tra la presente comunicazione e
il documento di lavoro sulle forme giuridiche, i requisiti di partecipazione
azionaria e le tariffe?
Questi due documenti, presentati dalla Commissione lo
stesso giorno, sono entrambi legati al funzionamento dei servizi professionali.
Sebbene la presente comunicazione si concentra sulle restrizioni relative
all´accesso alle professioni, il documento di lavoro su forme giuridiche, i
requisiti di partecipazione azionaria e le tariffe copre restrizioni
all´esercizio delle attività professionali.
Questi documenti contengono esercizi distinti ma
complementari: una revisione tra pari svolta nel quadro della direttiva sui
servizi e di una valutazione reciproca che sarà condotta sotto la direttiva
sulle qualifiche professionali. Entrambi gli esercizi sono volti a rivedere le
restrizioni alla fornitura di servizi professionali. Come parte della
valutazione di necessità e proporzionalità per essere effettuate nell´ambito
del processo di valutazione reciproca, gli Stati membri dovrebbero anche
guardare altre forme di restrizione imposte sulle professioni. In questo
contesto, l´impatto delle forme giuridiche e requisiti di partecipazione
azionaria potrebbe essere, in alcuni casi, vista come duplicazione di norme già
esistenti, intese a promuovere l´accesso alle professioni.
12. Qual è il legame con il processo del semestre
europeo?
Il semestre europeo e la trasparenza e l´esercizio di
valutazione reciproca sono due processi diversi. La trasparenza e l´esercizio
di valutazione reciproca è stato concordato da tutti gli Stati membri nel
quadro della revisione della direttiva sulle qualifiche professionisti, da
adottare entro la fine del 2013 e per il quale è stato raggiunto un accordo
politico nel giugno 2013. Il processo durerà poco più di due anni, fino al
marzo 2016. Il semestre europeo, dall´altro è un esercizio annuale in base al
quale il Consiglio adotta raccomandazioni agli Stati membri sulla base delle
proposte formulate dalla Commissione. Nelle raccomandazioni rivolte agli Stati
membri nel 2013, per otto Stati membri vi era una raccomandazione relativa alla
questione delle barriere all´accesso o all´esercizio di professioni
regolamentate.
Alla fine dell´esercizio di valutazione reciproca
effettuata dagli Stati membri, alla luce della valutazione effettuata dalla
Commissione, la Commissione può decidere di formulare raccomandazioni per
alcuni Stati membri, nell´ambito del semestre europeo.
13. Perché non legiferare a livello comunitario per
eliminare gli ostacoli per realizzare grandi guadagni?
Dopo l´esperienza della revisione inter pares ai sensi
della direttiva sui servizi, è importante che gli Stati membri rivedono prima a
fondo il proprio quadro normativo. I benefici possono essere raggiunti più
velocemente in questo modo rispetto a qualsiasi iniziativa legislativa in
questa fase.
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UE-TURCHIA: INCONTRO CON E. BAðýþ |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 - Il Commissario per l´allargamento e la
politica europea di vicinato, Stefan Fule, ha incontrato il ministro turco per
gli Affari europei e capo negoziatore Egemen Bagis ieri a Bruxelles. Essi hanno
discusso lo stato di avanzamento dei negoziati di adesione all´Ue e l´imminente
dei lavori.
"Ho sottolineato l´importanza del continuo
impegno dell´Ue in Turchia e l´Ue rimane il punto di riferimento per le riforme
in Turchia, non ultimo per migliorare il rispetto dei diritti fondamentali. Ho
quindi accolto con favore il riferimento dal primo ministro Erdoðan all´inizio
di questa settimana, annunciando il pacchetto di democratizzazione, per il
ruolo guida dell´Ue nelle riforme della Turchia, " Commissario Füle ha
dichiarato al termine della riunione.
Commissario Füle ha sottolineato l´importanza del
proseguimento e l´attuazione delle riforme, con il pieno coinvolgimento di
tutte le parti interessate del paese.
Egli ha sottolineato che i negoziati di adesione hanno
bisogno di ritrovare slancio e che l´apertura formale del capitolo 22 sulla
politica regionale rappresenterà un passo importante. Infine, ha espresso il
desiderio che un dialogo che porti a un regime di esenzione dal visto per i
cittadini turchi inizierà a breve, con la firma di un accordo di riammissione
Ue-turchia.
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MACROREGIONE ADRIATICO IONICA, OGGI PRIMO INCONTRO IN REGIONE MARCHE PER LA COSTRUZIONE DEL PIANO DI AZIONE. |
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Ancona, 3 ottobre 2013 - Individuare i temi e le
scelte progettuali, di interesse per le Marche, da sviluppare nel Piano di
azione della Macroregione Adriatico Ionica. È l’argomento dell’incontro con i
rappresentanti del territorio marchigiano che la Regione ha convocato per (giovedì
3 ottobre, alle ore 9.30) presso la sede della Giunta regionale (Sala
Raffaello). Sarà il primo “appuntamento di lavoro” in cui verranno affrontati,
in maniera ampia e approfondita, i futuri passaggi della strategia della
Macroregione. Il Consiglio europeo del 14 dicembre 2012 ha conferito il mandato
alla Commissione di elaborare il Piano di azione per la strategia
macroregionale, da realizzarsi entro la fine del 2014, nel semestre di
presidenza italiana dell’Unione europea. Il Piano di azione dovrà svilupparsi
attorno alle esigenze degli otto Paesi aderenti alla strategia macroregionale:
Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia,
Slovenia), anche tenendo conto delle programmazioni interne a ogni Stato e
Regione, e dei programmi operativi regionali dei fondi strutturali, di gestione
diretta della Commissione europea, di quelli della cooperazione territoriale.
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MARONI: LA MIA REGIONE ´REGISTA´ DELLA RIPRESA |
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Milano, 3 ottobre 2013 - Una Regione ´regista´, che
sappia dialogare con le imprese e la società, per aiutare la Lombardia a uscire
dalla crisi e riprendere a correre. E´ la sintesi dell´intervento del
presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che ha dialogato con il
presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca, sul palco del Teatro Franco Parenti,
dove si è svolta la Convention 2013 dei dirigenti della Regione Lombardia.
Regioni Protagoniste - L´assunto di partenza del
governatore, anche alla luce delle considerazioni emerse nel corso dei lavori
della Convention, è che "la Lombardia, le Regioni del Nord e tutte le
Regioni italiane possono svolgere un ruolo fondamentale nella ripresa
economica". Secondo il governatore l´Europa sta vivendo una crisi
particolarmente forte, perché "non ha saputo affrontare nel modo giusto la
congiuntura sfavorevole. Anzi, le misure adottate hanno prodotto conseguenze
più negative di quelle che sussistevano prima degli interventi
comunitari". "Fra pochi giorni - ha annunciato Maroni - assumerò la
presidenza delle ´Quattro Regioni motori d´Europa´ e voglio sfruttare questo
anno per affermare, in Europa e non solo in Italia, che noi vogliamo essere
protagonisti del nostro futuro".
Dialogo Diretto Con L´europa - In primavera ci saranno
le elezioni europee, alle quali seguirà la nomina di una nuova Commissione Ue.
I nuovi commissari, secondo il presidente Maroni, "dovranno dialogare di
più con le Regioni". "Auspico - ha aggiunto - che ci sia un rapporto
più diretto e meno intermediato da altri soggetti che non hanno interesse a
valorizzare le nostre specificità".
Alleanze Fra Territori - Come arrivare a essere
protagonisti? Secondo Maroni il primo obiettivo è quello di "creare alleanze
fra i territori". "La mia visione della Regione - ha detto - è quella
di un´istituzione forte, autorevole e capace di fare ´regia´. Una Regione che
non si intromette nella gestione degli affari, che non gestire cose che il
´privato´ sa fare meglio. Noi vogliamo mettere insieme le forze, per lanciare
la sfida dell´innovazione. Forse non possiamo competere con altre aree sul
costo del mercato del lavoro, ma possiamo fare della Lombardia qualcosa di
simile alla Silicon Valley: attrarre investimenti, puntando sulla ricerca e
sullo sviluppo, creando le condizioni, affinché un´impresa multinazionale veda
nel nostro territorio un´opportunità".
Avere ´La Testa Nel Mondo´ - Sul ruolo ´attivo´ e di
´regia´ della Regione ha concordato Gianfelice Rocca, che, partendo proprio
dall´esperienza di Assolombarda, ha esortato i dirigenti regionali ad
"avere la testa nel mondo". Noi, ha spiegato, "dobbiamo
ragionare sforzandoci di non guardare solo l´Italia di oggi con le sue
difficoltà. Non dobbiamo solo rimediare le situazioni di criticità, ma dobbiamo
anche lavorare sui successi. Abbiamo degli elementi di forza, puntiamo su
quelli". Il numero uno dell´associazione che riunisce oltre 5000 imprese
di Milano, Monza e Lodi ha quindi concordato con la visione strategica di una
Regione ´regista´, utilizzando una metafora: "Penso l´amministrazione come
il judo, che usa l´energia dell´avversario per fargli fare un volo".
Mettere In Ordine Le Priorità - Confermando la
stabilità del Governo lombardo, "che ha una prospettiva sicura di cinque
anni", Maroni ha detto di voler realizzare "il programma che ci siamo
dati, mettendo in ordine le priorità. Voglio farlo ascoltando tutte le
componenti vitali della nostra società. Penso al mondo delle imprese, ma anche
al volontariato e al Terzo settore, che sono una straordinaria specificità del
nostro sistema di welfare. La mia ambizione è di creare le condizioni, perché
la Regione faccia, insieme alle altre Istituzioni, la ´regia´ dello sviluppo.
Come abbiamo fatto attraverso ´Credito in cassa´ e i ´Confidi´, dove abbiamo
preso risorse sufficienti, affinché il sistema di finanziamento lombardo
facesse ´leva´". "In Lombardia, oltre al welfare - ha continuato
Maroni - abbiamo un sistema bancario in grado di finanziare progetti ´veri´,
abbiamo un ottimo sistema di università, la nostra sfida è mettere tutto in
rete, per creare le condizioni, affinché la Lombardia divenga il ´modello´ di
un sistema di ripresa economica".
Le ´Zavorre´ Al Sistema - Analizzando quelli che sono
i ´freni´, le ´leve´ sulle quali è difficile agire, come la burocrazia o la
pressione fiscale, secondo Rocca "quello fiscale è un "problema
drammatico, nonché uno dei principali disincentivi ad investire in
Italia". "La possibilità di una riduzione significativa della
tassazione - ha però osservato il presidente di Assolombarda - non è elevata,
nonostante sia fondamentale cercare di agire almeno per quello che riguarda il
costo del lavoro. Cosa possiamo fare allora? Dobbiamo rendere almeno facile la
nostra complessità, attraverso un serio processo di semplificazione della
burocrazia".
L´opportunità Di Expo - Nel quadro della ripresa,
l´Esposizione universale del 2015 può essere una grande opportunità. Rocca ha
rilevato "la grande vitalità" che sta crescendo intorno a questa
"finestra sul mondo". Un´opportunità da cogliere, dove è fondamentale
farsi trovare pronti. In questo Maroni ha sottolineato l´impegno della Regione
"a coinvolgere il più possibile il sistema delle imprese. Sono 134 i Paesi
partecipanti - ha ricordato il presidente - e ciascuno farà il suo padiglione.
Ognuno è libero di assumere chi vuole per i lavori, ma io vorrei che qui
trovassero il nostro sistema di imprese pronto a offrire il padiglione ´chiavi
in mano´". "Altro punto - ha aggiunto - riguarda la valorizzazione
dei territori. Sono attesi 20 milioni di visitatori, noi vogliamo che vengano
per Expo, ma anche per visitare le bellezze del nostro territorio. Vogliamo che
si innamorino della Lombardia e tornino anche negli anni successivi. Per questo
abbiamo contribuito alla nascita di ´Explora´, la società che si occuperà
proprio della valorizzazione dei territori ai fini turistici e che verrà
presentata a La Spezia dove verrà anche firmata un´intesa strategica in materia
di turismo con la Regione Liguria".
La Riforma Della Sanità - Ultimo tema analizzato,
quello della riforma sanitaria. Il sistema lombardo, ha evidenziato il
governatore, "è d´eccellenza, ma si basa su normative che risalgono ormai
a 15 anni fa. Vogliamo capire quanto e come si debba aggiornare, tenendo conto
che la società lombarda è cambiata, con un notevole aumento della popolazione
anziana rispetto a quella giovane. Entro fine anno, dopo aver coinvolto tutti i
soggetti interessati, saremo in grado di annunciare i criteri ispiratori della
riforma". "Il principio che ho dato - ha sottolineato Maroni - è che
la nuova sanità lombarda non dovrà essere condizionata dal ´costo´".
"Non voglio - ha concluso Maroni - una sanità diversa o meno efficiente,
perché altrimenti ci costa troppo. Dobbiamo pensare a un sistema d´eccellenza e
poi fare in modo che le risorse siano sufficienti per sostenerlo".
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MARONI A CONVENTION DIRIGENTI: RIVOLUZIONE DELLA CONCRETEZZA |
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Milano, 3 ottobre 2013 - ´La rivoluzione della concretezza´ è il titolo
della Convention dei dirigenti della Regione Lombardia che si è svolta a
Milano, con la partecipazione del presidente Roberto Maroni e degli assessori
regionali. Ospiti del Teatro Parenti, ai lavori hanno preso parte 500 fra
dirigenti della Giunta, degli Enti regionali e delle Società del sistema
regionale e rappresentanti del sistema sanitario. Alla Convention è intervenuto
anche il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca, che, sul palco, ha
dialogato con il presidente Maroni su alcune proposte concrete per rilanciare
l´economia in Italia e in Europa, argomenti toccati anche nell´intervento di
Marco Fortis, docente di Economia all´Università Cattolica di Milano. Obiettivo
della Convention regionale, che si svolge una volta all´anno, è anche quello di
fare squadra tra tutti i dirigenti del sistema regionale.
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REGIONE TOSCANA: PREMIATA PER LA FORMAZIONE SUGLI APPALTI PUBBLICI |
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Firenze, 3 ottobre 2013 - Un premio alla Regione
Toscana per un progetto di formazione che ha coinvolto circa mille tra liberi
professionisti (ingegneri, geometri, architetti) e dipendenti pubblici (di
Regione, enti locali e Asl toscane). Viene consegnato a Verona questo venerdì 4
ottobre in occasione del convegno promosso dall´Associazione Italiana Formatori
(Aif) e riguarda un progetto che si è svolto fra il 2011 e l´anno
successivo per preparare progettisti di
opere edili e dipendenti della Pubblica Amministrazione a realizzare al meglio
le cosiddette "opere pubbliche sottosoglia": interventi di
architettura e ingegneria dal costo inferiore ai 500 mila euro, la soglia di
rilevanza comunitaria.
Le azioni formative svolte in Toscana che hanno
ricevuto il primo premio Aif nella sezione "reti" derivano da un
protocollo d´intesa firmato nell´ottobre di tre anni fa da Regione Toscana (con
l´allora assessore alle infrastrutture Luca Ceccobao), Anci e Upi toscane:
Regione Toscana mise a disposizione circa 80 mila euro. L´accordo fu quello di
finanziare corsi formativi (da 20-25 ore ciascuno) per professionisti su
interventi di edilizia connessi a mobilità, accessibilità, trasporti, sicurezza
stradale.
"Grande soddisfazione per un riconoscimento che
premia la capacità toscana di cooperare in rete fra soggetti privati e
amministrazioni pubbliche a servizio di un settore, quello delle costruzioni e
dei lavori pubblici, il cui rilancio è fondamentale per la ripresa
dell´economia italiana" viene espressa da Stella Targetti e Vincenzo
Ceccarelli, assessori toscani al Personale e alle Infrastrutture.
Il premio, intitolato a Filippo Basile e giunto alla
Xii edizione viene assegnato nel pomeriggio di venerdì 4 ottobre al termine
della sessione intitolata "Esperienze e prospettive di una pubblica
amministrazione d´eccellenza". Nell´albo d´Oro dei premi
"Basile" per le reti, i sistemi e i processi formativi, la Regione
Toscana ha un posto decisamente particolare: ha vinto ben 5 edizioni (2005,
2007, 2008, 2010, 2012) e adesso l´edizione 2013.
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AUTONOMIE LOCALI: LA REGIONE ANTICIPA ALLO STATO L´IMU DEI COMUNI DEL FVG |
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Udine, 3 ottobre 2013 - La riunione di ieri del
Cal-consiglio delle Autonomie Locali, svoltasi a Udine, è stata incentrata in
particolare su due provvedimenti della Giunta regionale inerenti gli Enti
locali. Il primo provvedimento, illustrato dall´assessore alle Autonomie locali
Paolo Panontin, ha l´obiettivo di consentire ai Comuni di mettere in sicurezza
e chiudere i propri bilanci per il 2013 in attesa, come ha commentato lo stesso
esponente del governo Serracchiani, della definizione della partita dell´Imu da
parte dello Stato che dovrà consentire ai Comuni di calcolare le minori o
maggiori entrate derivanti dalla nuova imposta. Sulla base del disegno di legge
proposto dall´assessore (Misure urgenti in materia di Enti locali), la Regione
si impegna a garantire anticipatamente allo Stato le somme dovute dal sistema
delle autonomie in merito all´Imu, riservandosi di eseguire le relative
compensazioni nel 2014 in sede di trasferimento delle risorse
dall´Amministrazione regionale agli Enti locali. Lo stesso provvedimento avrà
valore anche rispetto alla Tares. Il rinvio delle operazioni di compensazione
al 2014 permetterà alla Regione di liquidare quanto prima l´ultima rata dei
trasferimenti ordinari ai Comuni che, è stato evidenziato, iniziavano ad avere
esigenze di cassa e quindi di liquidità. In merito al secondo provvedimento
all´esame del Cal, lo schema di disegno di legge denominato ´Disciplina delle
elezioni comunali e modifiche della Lr 28/2007 in materia di elezioni
regionali´, Panontin ha poi accolto l´istanza corale dei membri del Cal volta
ad un maggiore approfondimento dei contenuti. A tale proposito, il Consiglio
delle Autonomie convocherà l´apposita commissione e, nel merito, Panontin ha
assicurato la propria disponibilità a partecipare ai lavori per chiarire al
meglio i contenuti del provvedimento. L´assessore ha altresì chiarito che
intende portare il ddl all´approvazione del Consiglio regionale prima della
prossima tornata elettorale amministrativa. È poi stata approvata unanimemente
dal Cal (18 votanti) la delibera della Giunta regionale che proroga i termini
per la rendicontazione rispetto al Programma regionale di finanziamento in
materia di sicurezza 2009. Infine, l´organismo consultivo del sistema delle
autonomie ha provveduto a designare i comandanti del Corpo comunale di Polizia
locale del Medio Friuli, Franco Fantinato, e del Corpo di Polizia locale di
Lignano Sabbiadoro, Alberto Adami, in seno al Comitato tecnico regionale per la
Polizia locale. Infine, Carlo Teghil, assessore provinciale di Udine, è stato
inserito quale rappresentante delle Province nel Gruppo tecnico regionale per
la gestione del portale dello Sportello Unico per le Attività Produttive
(Suap).
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PUGLIA: FONDI SVILUPPO E COESIONE BENI-ATTIVITÀ CULTURALI: APPROVATI CRITERI ATTUATIVI |
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Bari, 3 ottobre 2013 -
La Giunta regionale ha approvato l’ 1 ottobre gli indirizzi attuativi
per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma Quadro “Beni e attività
culturali”, che consentirà di destinare 150 milioni di euro dei Fondi Sviluppo
e Coesione (ex Fas) per il completamento del sistema dei beni culturali, per
azioni materiali e immateriali di valorizzazione del patrimonio, nonché per la
filiera dello spettacolo, dell’audiovisivo e delle arti contemporanee.
La giunta ha approvato gli indirizzi attuativi della
programmazione dei Fondi Sviluppo e Coesione 2007-2013, destinati alla Puglia
per interventi sui Beni e le Attività culturali per circa 150 milioni di euro.
La giunta ha inoltre individuato i criteri di
selezione degli interventi.
Le aree di intervento sono state suddivise per le
attività culturali in tre ambiti e precisamente: Azioni di filiera nello
spettacolo, nelle arti e nella cultura; internazionalizzazione; Infrastrutturazione
dei luoghi di spettacolo, di arte e della cultura. Per i beni culturali, le
risorse sono destinate innanzi tutto allo scorrimento della graduatoria del
“bando musei” per l’area di intervento relativa alla valorizzazione del sistema
museale.
Sono previste, inoltre, specifiche azioni per:
recupero e valorizzazione di aree e parchi archeologici, teatri antichi, beni
architettonici e artistici, habitat rupestri e ipogei; potenziamento del
sistema bibliotecario regionale e del sistema archivistico regionale;
interventi materiali ed immateriali di valorizzazione dei beni di maggiore
rilievo territoriale storico culturale, preferibilmente in rete fra loro e in
connessione con il patrimonio ambientale e le iniziative e le attività
culturali.
Gli assessori Silvia Godelli e Angela Barbanente
esprimono “viva soddisfazione per l’approvazione del provvedimento regionale e
auspicano tempi brevi per l’approvazione degli indirizzi attuativi da parte del
Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dei Beni Culturali,
necessari per la sottoscrizione dell’Accordo di programma e l’avvio delle
procedure di evidenza pubblica e, quindi per la selezione e concreta
realizzazione degli interventi”.
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LA FORMAZIONE PROFESSIONALE PER ADULTI DISOCCUPATI TUTTI I CORSI APPROVATI DALLA PROVINCIA DI TORINO PER L’ANNO 2013-2014 |
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Torino, 3 ottobre
2013 - Ammontano a quasi 23 milioni di euro le risorse messe a
disposizione dalla Provincia di Torino per i corsi di qualifica e di
specializzazione rivolti ad adulti disoccupati e occupati. Sono finanziati con
risorse del Fondo Sociale Europeo, dello Stato e della Regione, e coinvolgono
ogni anno, distribuiti in più di 300 corsi, quasi 6000 allievi adulti in cerca
di occupazione o che hanno necessità di riqualificarsi, rafforzando le
competenze da spendere nel mercato del lavoro.
Le attività coprono tutto il territorio provinciale: i
settori formativi spaziano dall’automazione industriale alla ristorazione, dai
servizi d’impresa alla meccanica. Un’offerta formativa che risponde sia agli
ambiti produttivi consolidati sia a quelli più innovativi.
“La nostra proposta formativa è definita sulla base di
un’attenta analisi dei fabbisogni professionali” spiega l’assessore al Lavoro e
ala Formazione professionale della Provincia di Torino Carlo Chiama, “condivisa
con le parti sociali, le altre istituzioni locali, il mondo della scuola e
quello del lavoro”.
I corsi si rivolgono a utenze molto diversificate per
età, titolo di studio e condizione lavorativa, giungendo a coinvolgere tutta
l’area del disagio sociale. Sono destinati a:
- adulti (maggiori di 25 anni) e giovani (maggiori
di18 anni) disoccupati, qualificati, diplomati, laureati inseriti in corsi post
qualifica, post diploma e post laurea
- adulti e giovani inseriti in corsi annuali o
biennali mirati a una qualificazione o a una specializzazione o a
un’abilitazione professionale o al rientro nell’istruzione secondaria superiore
- soggetti svantaggiati (giovani a rischio, minori e
adulti detenuti, disabili, immigrati) coinvolti prevalentemente in percorsi di
frequenza, più raramente di qualifica o specializzazione.
“Gli interventi
finanziati ci paiono una valida forma di contrasto alla crisi” aggiunge Chiama,
“in grado di considerare i fabbisogni professionali delle imprese. Da un lato
sperimentiamo percorsi formativi integrati con i servizi al lavoro, dall’altro
programmiamo un’offerta flessibile e articolata”.
I risultati emersi dalle indagini regionali di follow
up sugli allievi qualificati sembrano dare conferma della validità formativa
dei percorsi. A un anno dal termine del corso più del 50% dei partecipanti è
occupato: per quasi tutti si tratta di un lavoro dipendente o parasubordinato
(prevalentemente a tempo determinato, con un contratto di apprendistato o di
somministrazione); quasi un decimo ha avviato un’attività in proprio, e un
altro 10% è costituito da soggetti che scelgono di continuare gli studi,
inserendosi in altri percorsi formativi.
I nuovi corsi per disoccupati e occupati adulti sono
consultabili sul Catalogo provinciale dell’Offerta Formativa all’indirizzo
http://www.Sistemapiemonte.it/formazione_professionale/catal
Tutti i dati relativi ai corsi finanziati del Bando
Obbligo di Istruzione nelle precedenti annualità e le indagini/approfondimenti
sul tema sono presenti sulle pagine web dell’Osservatorio Oifp
http://www.Provincia.torino.gov.it/formazione/osservatorio/formaz_prof
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JOB ZONE AI GIGLI, POSTI DI LAVORO E FORMAZIONE GRATUITA PER 120MILA EURODAL 7 AL 13 OTTOBRE LA 4° EDIZIONE DELLA RASSEGNA PER CHI CERCA LAVORO |
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Firenze, 3 ottobre 2013 - La quarta edizione,
presentata ieri mattina, mette sul piatto una serie di novità: 105 voucher di
gratuità totale e 77 di gratuità parziale, per un totale di 122.207 euro, per
seguire corsi di formazione professionale e 7 posti di lavoro per i quali i
candidati parteciperanno ad una preselezione, a corsi di formazione e ad una
selezione finale. Due di questi posti di lavoro saranno presso piccoli negozi
all´interno della galleria del centro commerciale, gli altri presso alcuni
partner della rassegna.
"Job Zone era iniziato come una scommessa - ha
detto il direttore del centro commerciale I Gigli, Yashar Deljoye Sabeti - ed è
stata copiata da più realtà anche a livello nazionale. Siamo riusciti a
potenziare ulteriormente il progetto anche quest´anno, nonostante nel mondo del
lavoro non sia facile. Lo scorso anno abbiamo erogato circa 76mila euro
voucher, quest´anno arrivano a 122.207 euro".
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il sindaco
di Campi Bisenzio Emiliano Fossi. "Il centro commerciale I Gigli - ha
detto il sindaco Fossi - è una delle realtà più importanti del nostro
territorio. Nel campo della socialità è un pezzo integrante della nostra
comunità. E questa è una iniziativa fondamentale, in un momento di crisi come
quello che stiamo vivendo il compito dell´amministrazione comunale è quello sia
di stare vicino alle aziende che soffrono sia a coloro che hanno grandi
potenzialità e sono eccellenze".
A Job Zone hanno aderito 44 soggetti di cui 27
espositori, suddivisi in 8 agenzie di formazione, 6 agenzie del lavoro, 7
associazioni di categoria, di cui due sindaci e la Federazione italiana
franchising, 5 istituzioni, 7 media partner, 8 punti vendita, 2 aziende, una
università.
Saranno offerti 13 corsi di formazione.
Hanno aderito circa 450 ragazzi delle scuole superiori
di Prato, Firenze e Sesto Fiorentino.
Durante la rassegna verranno offerti: colloqui di
preselezione, consulenze, revisione di curriculum vitae da lunedì a domenica
tutti i pomeriggi dalle 15 alle 19.
Job Zone è organizzata dal centro commerciale I Gigli
insieme all´Agenzia Kimbe e in collaborazione con il comune di Campi Bisenzio e
si avvale del patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Firenze, Provincia di
Prato e Comune di Firenze.
Dichiarazione della vicepresidente della Provincia di
Prato Ambra Giorni: "Non faremo mai abbastanza per i giovani che cercano
lavoro. E´ la vera priorità a Prato e in tutta Italia in questo momento e ogni
iniziativa che offra opportunità di incontro e dialogo con le imprese e con il
mondo del lavoro è preziosa. In questa grande piazza in molti cercheranno di
capire cosa faranno domani e sono convinta che sia un´occasione di crescita per
tutti, anche per le aziende. Buon lavoro a tutti".
I Gigli hanno aperto il 27 maggio 1997 e da allora
hanno registrato una serie di record: oggi conta 134 punti vendita, oltre 1800
lavoratori e, nel 2012, ha registrato 17,5 milioni di visitatori. Con il
progetto Gigli Pass il centro commerciale si è aggiudicato il prestigioso
premio internazionale Solal Silver Award della Icsc.
Il centro commerciale I Gigli, di proprietà della
Eurocommercial Properties, è gestito da Larry Smith Italia, un team di 90
professionisti con esperienza e specializzazione nei vari campi del retail real
estate.
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MIGRANTI: 232 MILIONI IN TUTTO IL MONDO NEL 2013, UN LIVELLO RECORD |
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Lecce, 3 ottobre 2013 - Il mondo ha raggiunto il
numero di 232 milioni migranti nel 2013, un record, secondo un rapporto delle
Nazioni Unite pubblicato mercoledì scorso. Nel 2013, il dipartimento di
economia e affari sociali dell´Onu ha identificato 232 milioni migranti pari al
3.2 % della popolazione mondiale, passando da 175 milioni nel 2000 a 154 milioni nel 1990. Del totale, 136
milioni, si sono stabiliti in paesi sviluppati e 96 milioni nei paesi in via di
sviluppo. I rifugiati, come tali,
rappresentano solo il 7% del totale, ossia 15,7 milioni di persone. La maggior
parte degli immigrati (74%) sono età in lavorativa (dai 20 ai 64 anni) e il 48%
sono donne. Europa e Asia sono le due principali regioni di migrazione con
rispettivamente 72 e 71 milioni di immigrati. Gli Stati Uniti sono la
destinazione preferita, accogliendo quasi 46 milioni persone, tra cui 13
milioni nati in Messico, 2,2 milioni venuti dalla Cina, ed a seguito India e
Filippine. Queste cifre riflettono la tradizionale migrazione dai paesi in via
di sviluppo ai paesi sviluppati, ma i flussi sud-sud, tuttavia, sono cresciuti
notevolmente raggiungendo quasi il pareggio con quelli tradizionali. Nel 2013,
82,3 milioni immigrati nati in paesi del sud si erano stabiliti in altri paesi
del sud, mentre 81,9 milioni nati sud sono emigrati verso il nord. Oltre il 51%
dei migranti vivono in soli 10 paesi: Stati Uniti (45,8 milioni) Russia (11),
Germania (9,8), Arabia Saudita (9.1), Emirati Arabi (7,8) e Regno Unito (7,8).
Seguono la Francia con 7,4 milioni, Canada (7.3), Australia (6.5) e Spagna
(6.5).
I gruppi più consistenti sono asiatici (70,8 milioni)
e latino- americani (53,1 milioni) che costituiscono le due diaspore più
importanti: 19 milioni di asiatici vivono in Europa, 16 nel Nord America e 3 in
Oceania, mentre la maggior parte dei latino-americani (26 milioni) vive nel
Nord America. L´asia è una regione che ha visto l´immigrazione più alta dal
2000, accogliendo altri 20 milioni di persone in 13 anni, in particolare a
causa della domanda di lavoro nei paesi in rapido sviluppo economico come Malesia,
Singapore e il Tailandia. Tra il 1990 e il 2013, gli Stati Uniti hanno accolto
quasi 23 milioni immigrati aggiuntivi pari a circa 1 milione all´anno, gli
Emirati Arabi 7 milioni e la Spagna 6 milioni. Questi numeri, rileva Giovanni
D´agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, dimostrano che l´Italia non é
più un Paese d´immigrazione, semmai solo di transito, e gli allarmi
frequentemente lanciati anche da forze politiche che agitano lo spauracchio del
fenomeno come uno dei mali più importanti del Paese, appaiono oltremodo
infondati. Semmai le cifre in questione dimostrano che l´Italia non é più uno
stato che attrae, perché in preda ad una crisi economica nota ormai a livello
mondiale, che ci sta costringendo a diventare, o meglio tornare, da Paese d´immigrazione
a nazione d´emigranti.
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WELFARE,: “TRE NUOVE PAPPAREE IN PROVINCIA DI SAVONA PER SOSTENERE L´ALLATTAMENTO AL SENO E AIUTARE I GENITORI” |
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Genova, 3 Ottobre 2013. Sono tre le nuove
"papparee" appena inaugurate che si vanno ad aggiungere alla rete già
esistente di spazi pubblici in cui le mamme possono allattare i loro figli:
quella di Cairo Montenotte, di Millesimo e Carcare. Lo ha ricordato questa
mattina l´assessore alle politiche sociali, Lorena Rambaudi, in occasione del decimo anniversario della festa dei nonni
e dei bambini indetta dall´Unicef. "In questi spazi di nuova concezione
che la Regione ha voluto sostenere – ha spiegato Rambaudi – vogliamo offrire un
supporto concreto ai neogenitori, quando si trovano fuori casa, per
l´accudimento del bambino. Attraverso le papparee, realizzate all´interno degli
asili nido, si mette a disposizione dei bambini che hanno bisogno di essere
allattati o cambiati uno spazio confortevole e riservato, dove si può allattare
e cambiare il pannolino". Le ultime tre papparee si vanno ad aggiungere a
quelle di Ventimiglia, Vallecrosia, Bordighera, Sanremo, San Bartolomeo,
Albissola Marina, Genova e Rapallo.
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COOPERAZIONE SOCIALE IN UMBRIA, PRESENTATO PRIMO RAPPORTO “AUR” |
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Perugia, 3 ottobre 2013 - In Umbria sono 182 le
cooperative sociali iscritte all´Albo istituito e regolamentato dalla Regione
Umbria, con una media di venti ogni centomila abitanti, una in più rispetto
alla media nazionale, e circa settemila addetti. Il settore, nell´ultimo
decennio, ha apportato un crescente contributo allo sviluppo del sistema
produttivo regionale, resistendo meglio di altri settori alla crisi economica e
dimostrando capacità di innovarsi: rispetto al 2005, il numero di cooperative sociali
è aumentato del 75% (a fronte di una media nazionale del 59 per cento) con
direttrici di sviluppo che non hanno interessato solo i
"tradizionali" settori di operatività, come ad esempio quello
sanitario e socio assistenziale, ma anche altri comparti dell´economia
regionale, e in controtendenza rispetto all´andamento del mercato del lavoro ha
incrementato il numero di addetti. Sono alcuni degli elementi che
caratterizzano il profilo identitario della cooperazione sociale in Umbria,
così come emerge dal primo Rapporto realizzato dall´Agenzia Umbria Ricerche, su
incarico della Regione Umbria, presentato oggi nel corso di un convegno a
Palazzo Donini, che sarà concluso dalla vicepresidente della Giunta regionale e
assessore al Welfare, Carla Casciari.
Obiettivo della ricerca, come hanno sottolineato il
presidente e il direttore dell´Aur, Claudio Carnieri, e Anna Ascani, è stato
non soltanto quello di aggiornare la fotografia di un settore fondamentale per
il livello di "welfare" che caratterizza l´Umbria, ma soprattutto
quello approfondirne gli aspetti qualitativi, la propensione all´innovazione e
le potenzialità di riorganizzazione di fronte ai radicali mutamenti di scenario
che oggi mettono a dura prova l´economia sociale, fornendo indicazioni e spunti
di riflessione per le nuove politiche regionali di "welfare".
La ricerca si è basata su una indagine di campo che ha
coinvolto l´universo delle cooperative sociali regionali (65 quelle che hanno
aderito sulle 149 effettivamente riscontrate) attraverso la somministrazione di
un questionario, su "focus group" e interviste con i responsabili di
politiche e servizi socio-sanitari di diverse istituzioni pubbliche,
sull´analisi dei bilanci dal 2008 al 2011.
"Ne emerge un settore apparentemente in salute -
ha rilevato Mauro Casavecchia, responsabile Area innovazione e sviluppo locale
di "Aur" - ma che oggi è ´stretto´ da diversi fattori: l´aumento
della concorrenza, la drastica riduzione della spesa pubblica, più stringenti
procedure per l´affidamento dei servizi. E il mercato fa emergere una nuova
domanda sociale che richiede nuovo ´welfare´ e alla quale le cooperative sono
chiamate a rispondere con servizi, competenze, una rete più forte di relazioni
locali, una maggiore cultura organizzativa e gestionale".
Il Rapporto si apre con un´analisi del valore della
cooperazione sociale nel quadro nazionale, a cura di Paolo Venturi, a partire
dai numeri: in Italia si contano attualmente 80.844 cooperative e ben 12 mila
cooperative sociali, di cui otto su dieci operanti nel settore dei servizi. La
cooperazione sociale italiana "ha contribuito all´occupazione nazionale
(+17,3%), soprattutto di donne e giovani, e ha saputo svolgere finora un ruolo
fondamentale sia per lo sviluppo economico che per la costruzione di politiche sociali
volto alla riduzione dei livelli di disuguaglianza presenti nel nostro
paese".
Si entra poi nel vivo dei risultati della rilevazione
di campo, cui hanno partecipato 65 cooperative. Dall´analisi dei questionari, a
cura di Valentina Bendini, emerge che le cooperative sociali umbre si
caratterizzano per elevata dimensione della base sociale ed occupazionale.
Quelle di tipo A (che gestiscono servizi sociosanitari ed educativi) hanno in
media 75 soci, mentre quelle di tipo B (che prevedono l´inserimento lavorativo
di soggetti svantaggiati) ne hanno 58.
Il socio lavoratore rappresenta oltre l´85% della base sociale delle
cooperative umbre. La configurazione organizzativa sta subendo alcuni profondi
cambiamenti, in particolare nelle cooperative di servizi sociosanitari ed
educativi: se prevalgono i soggetti assunti con contratti a tempo indeterminato
(più del 60 per cento), nell´ultimo periodo sono aumentati soprattutto i
contratti part-time (rappresentano circa il 50 per cento) e i lavoratori ai
quali è stata offerta un´occupazione a tempo determinato e quelli che operano
grazie a contratti quali apprendistato, tirocinio e "work
experience". Ciò è confermato anche dall´età media dei componenti delle
cooperative di tipo A che evidenzia un certo ricambio generazionale: più del
60% del personale ha meno di 40 anni ed esiste una tendenziale volontà di
assumere giovani con un elevato grado di scolarizzazione ed un´età tra i 18 ed
i 24 anni.
Anche per le cooperative di tipo B, in cui prevalgono
i soggetti con più di 40 anni (55%), si è rilevata una contrazione dei
contratti a tempo indeterminato a favore delle nuove forme contrattuali ed una
tendenza ad assumere giovani con un livello di scolarizzazione, però, più basso
rispetto alle A.
Tra il 2010 e il 2011, c´è una dinamica positiva del
fatturato che aumenta del 9% nelle cooperative di tipo A e del 12% in quelle di
tipo B che hanno partecipato all´indagine, evidenziando "la capacità di
fronteggiare gli effetti negativi della crisi e delle conseguenti restrittive
politiche pubbliche di welfare". Anche questo aspetto "conferma
l´elevato radicamento territoriale della cooperazione sociale umbra che tende a
svolgere le proprie attività su scala quasi esclusivamente locale, in
prevalenza comunale". I principali committenti sono Asl, Aziende
ospedaliere e Comuni per le cooperative di tipo A; imprese e Comuni per quelle
di tipo B. Quanto alle tipologie di utenti beneficiari la cooperazione sociale
umbra continua a rafforzare i propri tratti identitari: le cooperative di tipo
A assumono una struttura multi-servizi con una prevalenza del settore
"anziani", mentre le cooperative sociali di tipo B operano nella
maggioranza dei casi nel settore dei servizi, svolgendo attività considerate
tipiche (quali manutenzione del verde, pulizia, facchinaggio).
"I risultati della ricerca - sono le conclusioni
di Valentina Bendini - evidenziano la capacità di tenuta delle cooperative
sociali derivante non tanto dal rafforzamento delle relazioni pregresse quanto,
invece, dalla capacità di aprirsi e di sviluppare nuovi tipi di relazioni con
soggetti non necessariamente pubblici, quali famiglie e imprese, è in grado di
incentivare la realizzazione di nuove attività".
La dimensione economica e patrimoniale delle
cooperative sociali umbre è stata analizzata da Diletta Tancini. Il settore, in
particolare, si caratterizza per l´elevato grado di concentrazione, con l´80%
circa del valore e dei costi della produzione attribuibile a poco più di un
quinto delle cooperative, per una discreta dinamicità, in termini di risultati
economici e investimenti, e per livelli di produttività e redditività più
elevati rispetto alla media nazionale. La remunerazione del fattore lavoro si
conferma la voce di costo più importante, assorbendo complessivamente il 70% circa
del fatturato, mentre si evidenziano in maniera preoccupante difficoltà
finanziarie connesse all´allungamento dei tempi di riscossione dei crediti.
Quanto ai consorzi di cooperative, escono dalla ricerca confermandosi nella
loro natura di grandi soggetti, che non sono rimasti esclusi dagli effetti
della crisi economico-finanziaria.
Al "fattore umano", risorsa cruciale delle
organizzazioni che si occupano di attività sociali, è dedicata l´analisi di
Fulvio Pellegrini.
Dai risultati del questionario "si evidenzia -
afferma - la persistenza, se non addirittura lo sviluppo, di un nuova area di
dipendenza (lavoratori non contrattualizzati) centrata su differenti forme di
volontariato e di coinvolgimento di natura formativa (work based experiences)
che sembrano consentire, in maniera flessibile, il mantenimento dei volumi di
attività nel tempo, anche a fronte di una riduzione dei finanziamenti, anche se introducono fattori di ambiguità
della contrattualizzazione e rischi di
precarizzazione". Pellegrini fa il punto anche sulle trasformazioni del
welfare e del rapporto tra attore pubblico e cooperazione sociale, mettendo in
evidenza un quadro molto dinamico in cui le nuove esigenze di protezione,
prevenzione, assistenza generano una domanda da parte dei cittadini che
richiede un radicale ripensamento delle risposte, con un sistema di servizi
diversamente articolato all´interno di un nuovo modello di regolazione.
Un ulteriore aspetto, decisivo per le prospettive
degli operatori del Terzo settore e per determinare la loro capacità di far
fronte al cambiamento di scenario riguarda le possibili strategie
riorganizzative delle cooperative sociali, che passano
"inevitabilmente" per l´innovazione dei servizi e dei processi e per
l´aumento dello spessore e della qualità delle relazioni, sia tra di esse sia
con altri soggetti pubblici e privati. Segue le tracce di tali percorsi
innovativi nei risultati dell´indagine il successivo saggio di Antonio
Picciotti, al quale si deve anche il coordinamento scientifico della ricerca.
Nel capitolo che conclude il Rapporto, vengono
schematizzate le più rilevanti traiettorie di sviluppo e i percorsi evolutivi
avviati in risposta alle sfide emergenti, per tratteggiare infine alcune
proposte indirizzate al decisore pubblico di possibili linee di intervento
adottabili all´interno di nuove politiche a sostegno dell´innovazione del
sistema della cooperazione sociale regionale.
Il Rapporto è stato elaborato da un gruppo di lavoro
composto da Mauro Casavecchia (coordinatore generale), Antonio Picciotti
(coordinatore scientifico), gli esperti Fulvio Pellegrini e Paolo Venturi; le
ricercatrici Valentina Bendini, Eleonora D´urzo, Meri Ripalvella e Diletta
Tancini.
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COOPERAZIONE SOCIALE IN UMBRIA: UN SETTORE VITALE CHE VA SOSTENUTO |
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Perugia, 3 ottobre 2013 - "Un settore che si
conferma vitale, nonostante la forte crisi, e al quale sarà dedicata una forte
attenzione negli strumenti di programmazione regionale e dei Fondi comunitari
per i prossimi sette anni": lo ha affermato ieri a
Perugia la vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare, Carla
Casciari, concludendo l´incontro di
presentazione del rapporto "La cooperazione sociale in Umbria".
"Lo
studio curato dall´Aur - ha detto la vicepresidente - rappresenta uno
´strumento´ importante per orientare la programmazione futura, a partire
dall´approfondimento della situazione attuale. E il rapporto, ci restituisce
l´immagine di un settore vivo, con
fatturato e occupazione in crescita, seppure con alcune criticità".
In riferimento agli occupati dalle cooperative umbre,
la vicepresidente ha evidenziato che "il settore occupa prevalentemente
soggetti giovani, di cui molti sono laureati e con una grande percentuale di
donne. Vista l´importanza del comparto, deve crescere a livello locale e
nazionale la consapevolezza politica che l´impresa sociale può rappresentare un
volano di ripresa per altri mercati e servizi, ancora più vicini alle nuove esigenze
dei cittadini".
In merito
Piano sociale regionale in via di stesura, per il quale è in programmazione
anche un Forum per rendere più costruttivo il confronto con il territorio, la
vicepresidente ha puntualizzato che "uno dei punti fermi sarà l´accreditamento
dei servizi sociali che garantirà, ancora di più, i cittadini sulla qualità
dell´offerta. In questo contesto - ha precisato - assumerà molta importanza la
formazione degli operatori sulla quale la Regione ha già investito molto e per
la quale investirà ancora".
"Al centro del nuovo Piano - ha aggiunto -
saranno i Piani di Zona, nonché gli Uffici di Cittadinanza come punto di
accesso degli utenti, importanti per
recuperare la dimensione della collegialità per vincere la difficile
sfida sul fronte economico che caratterizza il momento che stiamo vivendo.
L´auspicio - ha riferito concludendo - è che tornino ad essere interconnesse
sussidiarietà, innovazione e rete, in un´ottica di integrazione del capitale
sociale con le risorse regionali e
nazionali".
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MOLISE - INDENNITÀ, FRATTURA: TUTTA LA VERITÀ CHE DOBBIAMO AI NOSTRI CITTADINI |
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Campobasso, 3 ottobre 2013 - "Questo Consiglio non può rimanere
estraneo alla sofferenza sociale oggi portata in strada dai nostri cittadini.
Non lasciamo inevasa l´esigenza di chiarezza di tante persone. Rispondiamo con
la più puntuale assunzione di responsabilità. Facciamolo dando un segnale di
chiarezza e verità ai cittadini che da noi attendono una precisazione rispetto
ai falsi dati diffusi. Richiamiamo l´attenzione sui tanti censori di oggi che
per anni sono stati seduti nei banchi di questo Consiglio o anche del
Parlamento, personaggi che mai prima di adesso si sono posti il problema delle
indennità, dell´etica delle stesse o dell´etica nella scelta dei
collaboratori".
Il dovere di dare risposte, l´esigenza di ripristinare
la verità dei fatti, la necessità di stanare e denunciare occulti manipolatori
delle difficoltà quotidiane: è stato il presidente della Regione Molise, Paolo
di Laura Frattura, a richiamare in aula, durante i lavori del Consiglio
regionale, la manifestazione di protesta che si è svolta l’ 1 ottobre mattina
davanti ai cancelli di Palazzo Moffa: "Non possiamo voltarci dall´altra
parte".
Suo, dunque, l´invito a tutta l´Assemblea regionale a
predisporre un ordine del giorno, votato all´unanimità, che impegna il presidente
della Giunta e il presidente del Consiglio "ad aprire un confronto con le
parti sociali e imprenditoriali al fine di dimostrare le soluzioni adottate e
di favorire il percorso per ulteriori soluzioni per il contenimento della spesa
pubblica e i costi della politica e a dare attuazione alle norme che
favoriscono la trasparenza e la partecipazione politico-istituzionale e
amministrativa". All´odg allegata anche la tabella relativa al trattamento
economico degli eletti allo scopo di fornire informazioni esatte e offrire alla
popolazione dati certi. "Rispondiamo con i fatti attraverso tabelle che ci
danno la possibilità di comparare le indennità, così superiamo
quell´informazione totalmente difforme dalla realtà", ha denunciato
Frattura.
Tenendo lontana ogni forma di polemica, il governatore
ha posto l´accento sulla politica del rigore condotta in questi mesi. "È
facilmente rintracciabile un´analisi dei costi di questo Consiglio per gli anni
passati rispetto a quello in corso. Abbiamo fatto economie ovunque: dalla
gestione delle rete alle misure antincendio".
Lungo e dettagliato, quindi, l´elenco di raffronto tra
le cifre passate e quelle attuali che il presidente ha sciorinato in aula.
Spese di rappresentanza e di pubbliche relazioni: anno 2011, 99.207 euro, anno
2012 43.783. "Per decenza - ha volutamente sottolineato Frattura -, evito
di leggere i 320 mila euro del 2009 o 154 mila del 2010. Al 31 agosto 2013 sono
state di 16 mila euro". Spese per le relazioni istituzionali: si passa da
239 mila euro del 2009 a 4 mila del 2013. Spese per l´acquisto di materiale di
cancelleria: 88,840 euro nel 2009, 27 mila e 900 nel 2013. Spese
apparecchiature elettroniche: nel 2009 si spendevano 160.959 euro, oggi 81.129.
Spese per l´acquisto libri, rivisti e giornali: da 49 mila a 17 mila euro.
Spese per l´acquisto, il noleggio e il carburante degli automezzi: 492 mila
euro nel 2009, 285.933 oggi. "All´interno di questa voce - ha evidenziato
Frattura -, solo per il lavaggio auto siamo passati da 8 mila a mille euro per
questo primo nostro semestre. Un risparmio del 75 percento".
Numeri, tagli, risparmi, tutti questi, che hanno
portato il presidente della Regione a parlare di "evidente e
rintracciabile segnale di responsabilità che questo Consiglio regionale tutto
sta dando da quando si è insediato. È un segnale vero, lontano e diverso dal
populismo e dalla demagogia di chi addirittura gode della pensione di
reversibilità ai propri genitori e manifesta davanti a questo Palazzo. Lezioni
di moralità e etica possiamo accettarle, ma non le accettiamo da chi non sa
nemmeno dove stanno di casa moralità e etica. Qualcuno ci ha insegnato: scagli
la prima pietra chi è senza peccato".
E con la citazione evangelica Paolo Frattura, ancora
una volta, ha puntualizzato la correttezza della norma regionale di adeguamento
al decreto Monti, riconosciuta valida anche dal Consiglio dei ministri.
"C´è una legge dello Stato - ha ricordato -, condivisa in Conferenza delle
Regioni, che ha visto allineata la Regione Molise con tutte le altre Regioni
nel rispetto di quelle indicazioni. Non abbiamo nulla di cui vergognarci - ha
affermato Frattura -, men che meno
rispetto a chi negli anni ha goduto non solo delle indennità ma anche delle
voci accessorie guardandosi bene dal rinunciarci, anzi chiedendo a 55 anni
l´anticipazione del proprio vitalizio, vitalizio al quale la stragrande parte
di questo Consiglio regionale, unico in Italia, ha rinunciato. Non abbiamo
nulla di cui vergognarci di fronte a quelle persone che, pur avendo avuto la
possibilità di sedere nella governance delle nostre Istituzioni, non hanno
lasciato, al di là di banali denunce, un solo atto di costruzione per il
Molise, che, ahinoi, oggi ci troviamo a gestire".
"Finiamola con le falsità - ha tuonato il
governatore -. Diamo risposte ai cittadini forviati da una comunicazione niente
affatto veritiera. Confrontiamoci con le parti sociali con serietà, ma non
limitiamoci a rendere conto solo dei compensi. Rendiamo conto di che cosa
stiamo facendo, di qual è il Molise diverso per il quale stiamo lavorando
quotidianamente", ha lanciato la sfida Frattura.
"Con questo messaggio - ha concluso il presidente
della Regione Molise -, sarà difficile trovare chi viene a urlare qui di fronte
utilizzando linguaggio che non ci appartiene e metodi che ci appartengono
ancora meno".
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