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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 03 Ottobre 2013 |
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UN´ECONOMIA VERDE DAL RICICLO DELLE ACQUE DI SCARICO DEI CASEIFICI |
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Un nuovo modo innovativo per trattare le acque di
scarico e il siero di latte dei caseifici potrebbe ridurre sensibilmente il
consumo di acqua e di energia, facendo risparmiare milioni di euro
all´industria alimentare.
Il progetto Rewagen ("Electrochemical water
treatment system in the dairy industry with hydrogen recovery and electricity
production"), finanziato dall´Ue, sta attualmente sviluppando un impianto
pilota per creare un prototipo di questo innovativo trattamento.
"Il progetto mira a collegare il trattamento
delle acque di scarico con la produzione di energia come mezzo efficiente per
gestire gli scarichi dell´industria casearia, ovvero siero e acque di
scarico", dice il coordinatore del progetto, Alexander Karos del
Fraunhofer Igb in Germania. "Esso otterrà questo risultato producendo
elettricità mediante il recupero e la depurazione dell´idrogeno generato come
sottoprodotto nei processi elettrochimici".
L´impianto pilota agirà come un sistema di trattamento
delle acque efficiente dal punto di vista energetico. L´elettricità generata
mediante la conversione dell´idrogeno è usata per far funzionare il sistema.
Questa soluzione potrebbe essere applicata anche per altri settori, come per
esempio la produzione di biodiesel, la lavorazione delle olive e la
macellazione degli animali.
Dal suo avvio nell´estate del 2012, il team di Rewagen
ha già compiuto significativi progressi. Gli esperimenti sono iniziati su scala
di laboratorio, con i primi risultati provenienti dall´impianto pilota attesi
verso la fine del 2014.
Questi includono una riduzione prevista del 10 per
cento nel consumo di energia, un taglio del 30 per cento nel consumo di acqua e
una percentuale di riciclo delle acque di scarico tra l´80 e il 95 per cento.
Entro il 2016, Rewagen avrà sviluppato un sistema di
trattamento per le acque di scarico e il siero dei caseifici rispettoso
dell´ambiente, integrando il recupero energetico con il riutilizzo delle acque
trattate. Esso avrà inoltre sviluppato un metodo per separare grassi e oli, e
un´unità di elettro-ossidazione per permettere di trattare le acque di scarico
e recuperare l´idrogeno simultaneamente.
"Quello alimentare e delle bevande è uno dei più
grandi settori industriali in Europa in termini di fatturato", dice Karos.
"Le questioni ambientali nell´industria della lavorazione degli alimenti
sono varie, ma una delle principali riguarda la prevenzione e il trattamento
delle acque di scarico".
Infatti, il settore alimentare ha tradizionalmente
consumato grandi quantità di acqua o come ingrediente, o come strumento per la
pulizia, o come mezzo di trasporto. Migliorando la sostenibilità ambientale ed
economica del trattamento delle acque di scarico in questo settore, Rewagen
potrebbe aprire la strada a nuove opportunità commerciali.
"Questo progetto contribuirà alla crescita del
mercato globale per la tecnologia e i servizi ambientali, alla competitività
dell´economia dell´Ue e creerà anche dei posti di lavoro," ha continuato
Karos. "Vale la pena considerare che i servizi relativi all´acqua e alle
acque di scarico forniscono quasi 600 000 posti di lavoro in Europa, con un
investimento complessivo annuale di oltre 33 miliardi di euro e un fatturato
annuale di circa 72 miliardi di euro. Quindi lo sviluppo di nuove tecnologie
per il trattamento delle acque di scarico e del siero del latte potrebbe aprire
delle opportunità commerciali in un mercato allettante".
I posti di lavoro potrebbero essere anche creati dallo
sviluppo e dalla produzione della tecnologia necessaria per produrre energia
dall´idrogeno.
Karos aggiunge: "Le aziende stanno anche cercando
di investire in tecnologie per trattare le emissioni con costi operativi il più
possibile bassi. Questo progetto può quindi stimolare la produzione di celle a
combustibile o sistemi alternativi capaci di convertire l´idrogeno in energia
elettrica".
Il completamento di Rewagen è previsto nel mese di
maggio del 2016. L´ue ha stanziato 4,6 milioni di euro di finanziamenti al
progetto.
Per maggiori informazioni, visitare:
Rewagen
http://www.Rewagen.eu/index.html
Scheda informativa del progetto
http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/104609_it.html
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COPPOLA RELATRICE A BRUXELLES DEL PARERE DELLE REGIONI EUROPEE SULL’ACQUACOLTURA, ADOTTATO ALL’UNANIMITA’ |
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Venezia -
Una strategia europea per lo sviluppo sostenibile
dell´acquacoltura è assolutamente indispensabile a fronte di una crescente
domanda di prodotti ittici nell´Ue. Lo ha sottolineato l’assessore allo
sviluppo economico e alle attività produttive della Regione del Veneto Isi
Coppola, proponendo l’ 1 ottobre a Bruxelles il parere sugli orientamenti
strategici per lo sviluppo sostenibile dell´acquacoltura europea, che è stato
adottato poi all´unanimità dalla Commissione Nat risorse naturali del Comitato
europeo delle Regioni. “Con questo parere – ha sostenuto l’assessore Coppola –
le Regioni vogliono che il settore dell´acquacoltura diventi protagonista in
Europa: può infatti creare migliaia di nuovi posti di lavoro ed aprire la
strada ad una "rivoluzione blu", grazie a metodi di acquacoltura e
piscicoltura sostenibili e innovativi"
"Vogliamo essere in grado – ha aggiunto
l’assessore - di offrire ai cittadini europei prodotti di alta qualità, sani e
convenienti, oltre che contribuire alla protezione di specie soggette a sovrasfruttamento".
Per potenziare e rendere competitivo il settore, le Regioni europee chiedono
all´Ue politiche di sostegno economico, finanziario e di programmazione. Ma non
solo. L’assessore veneto ha posto infatti l’accento anche sulla necessità di
semplificare le procedure amministrative: “oggi in termini di concessioni c’è
una fortissima disparità nell´Ue. Alcuni Stati membri le rilasciano in
brevissimo tempo, per altri, come in Italia, è necessario un tempo lunghissimo
che nei migliore dei casi può arrivare a tre anni, scoraggiando così
l´imprenditore che vuole investire´´. Nel parere viene sottolineato che il 90%
delle attività di acquacoltura in Europa sono condotte da piccole e medie
imprese la cui redditività e il cui sviluppo dipendono anche da procedure
amministrative efficienti.
Coppola ha affermato che le autonomie locali e
regionali possono avere un ruolo importante nel promuovere la ricerca orientata
al mercato, innovazione e trasferimento di conoscenza e nel consentire agli
Stati membri di cercare e garantire sinergie tra i vari programmi di ricerca
nazionali. Inoltre, possono aiutare a promuovere lo sviluppo sostenibile
dell´acquacoltura attraverso programmi di informazione nelle scuole e di
promuovere il consumo di prodotti locali e stagionali. Sulla base di questi
orientamenti, gli Stati membri elaboreranno piani strategici nazionali
pluriennali prendendo in considerazione le condizioni di ogni paese, i problemi
e le potenzialità.
L´ue importa il 60% dei prodotti ittici che trasforma.
In Italia, il Veneto – ha ricordato l´assessore Coppola - è uno dei maggiori
produttori ed esportatori di molluschi vivi di grande qualità in tutta Europa.
E’ anche la sede di uno dei distretti ittici più importanti in termini di
fatturato, che assicura occupazione e prospettive di crescita importanti.
Tuttavia un maggiore raccordo con la produzione italiana, se fosse
potenzialmente in grado di fornire prodotto, sarebbe un’ulteriore fonte di
reddito e di produzione di alta qualità. Oggi infatti il pesce che viene
trasformato è quasi tutto di importazione, mentre potrebbe essere italiano
proprio grazie all´acquacoltura. Il settore ha quindi ampi margini di crescita.
Il parere licenziato in commissione sarà sottoposto il
prossimo novembre alla sessione plenaria del Comitato delle Regioni per
l’adozione. Il parere è stato condiviso ed apprezzato anche dalla Commissione
europea, presente ieri al voto, che ha deciso di dedicare all´acquacoltura
l´iniziativa degli ´Open Days´ che si apre la prossima settimana a Bruxelles
con una sessione dove l’assessore Coppola sarà relatore e presenterà le future
linee strategiche del settore.
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AIUTI DI STATO: LA COMMISSIONE EUROPEA CONSTATA L´INDENNITÀ DI ESPROPRIO PER L´OLANDESE PRODUTTORE DI ALCOL NEDALCO NON COMPORTA AIUTI DI STATO |
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La Commissione europea ha concluso che l´indennità di
espropriazione concessi dai Paesi Bassi al produttore Nedalco alcol per
ritrovare il suo sito a Bergen op Zoom, nella regione olandese del
Noord-brabant, è in linea con le norme Ue sugli aiuti di Stato. La Commissione
ha ritenuto che la compensazione non ha dato alcun vantaggio selettivo per la
società e, quindi, non costituiva un aiuto di Stato ai sensi delle norme Ue.
Nel 2004, il comune di Bergen op Zoom e Nedalco ha
concluso un accordo per quanto riguarda la compensazione per il trasferimento
del sito produttivo di Nedalco che il comune ha voluto utilizzare per un
progetto immobiliare. L´importo del risarcimento era stato stimato da esperti
indipendenti sulla base della legge Espropriazione olandese. A causa della
incapacità del Comune a pagare, Nedalco concordato un importo notevolmente
inferiore. Quando il pagamento finale è dovuto nel 2011, i Paesi Bassi hanno
ritenuto che Nedalco non aveva diritto al risarcimento integrale, ma solo per
il valore di mercato del sito e notificato l´accordo alla Commissione
sostenendo esso costituisse un aiuto di Stato illegale.
Come confermato da una giurisprudenza costante, la
Commissione ritiene che in linea di principio non vi è alcun indebito vantaggio
economico in cui la compensazione è pagata a seguito di intervento dello Stato,
ad esempio in caso di esproprio. In questo caso la Commissione ha constatato
che Nedalco non aveva venduto il suo sito volontariamente ma concordato con il
comune su un prezzo di acquisto che comprendeva il risarcimento dei danni, in
conformità con la legge Espropriazione olandese che invita le parti interessate
a trovare un accordo amichevole prima di lanciare la formale espropriazione.
La Commissione ritiene inoltre che la compensazione va
oltre il valore di mercato effettivo del sito può essere concessa a determinate
condizioni, senza dare al beneficiario un vantaggio economico indebito. In
questo caso la Commissione ha constatato che Nedalco aveva diritto al
risarcimento non solo per il valore di mercato mera dei terreni e fabbricati,
ma anche per gli ulteriori danni che aveva subito, in particolare, il costo di
un eventuale trasferimento, che al momento del accordo 2004 è una valida
opzione. Il fatto che nel 2010 Nedalco trasferito la sua produzione in altri stabilimenti,
che aveva iniziato la produzione nel periodo 2005-2007, non modifica questa
conclusione, dal momento che l´esistenza di un vantaggio deve essere stabilita
sulla base dei fatti e delle circostanze prevalenti al momento della
concessione.
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CALABRIA: PUBBLICATA LA GRADUATORIA DEFINITIVA DEL BANDO DELLA MISURA 112. IMPEGNATA L’INTERA SOMMA DISPONIBILE |
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L’assessore all’agricoltura, foreste e forestazione
Michele Trematerra rende noto che sul sito http://www.calabirapsr.it/ è stata
pubblicata la graduatoria definitiva del bando della Misura 112 - annualità
2010 del Psr Calabria 2007- 2013, “Insediamento giovani agricoltori”,
finalizzata al miglioramento delle competitività del settore agricolo e
forestale. La Misura in particolar modo supporta l’insediamento di giovani
agricoltori, di età compresa tra i 18 e i 40, che presentino un piano di
miglioramento aziendale. Una cospicua dotazione finanziaria, del valore di
5.857.150,00 euro, sarà presto a disposizione di 167 nuove aziende calabresi.
“Ancora una volta posso affermare con soddisfazione – ha dichiarato l’assessore
Trematerra – che il Dipartimento Agricoltura, attraverso il Psr, è riuscito ad
impegnare l’intera somma disponibile, finanziando oltre la metà delle aziende
che avevano fatto valida istanza di aiuto. Siamo compiaciuti dell’alto numero
di domande pervenute e continueremo su questa strada, premiando i progetti
validi e che hanno come obbiettivo il beneficio del territorio e della
comunità. Il finanziamento di queste 167 nuove aziende ha una rilevanza
particolare – ha aggiunto Trematerra – se si considera che altrettanti giovani
agricoltori calabresi, in questo momento di crisi generale, avranno la
possibilità di avviare un’attività propria. Un elemento che dimostra come sia
possibile creare nuove occupazioni nella nostre regione”. Le aziende agricole
beneficiarie, che fanno parte di tutte e cinque le province calabresi,
riceveranno 35.000 euro ciascuna, che è l’entità prevista per ogni singolo
premio.
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EMILIA ROMAGNA: GIOVANI IN AGRICOLTURA, 2 MILIONI 790 MILA EURO PER IL PRIMO INSEDIAMENTO |
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Bologna - Per i giovani che vogliano diventare
agricoltori la Regione stanzia nuove risorse per 2 milioni 790 mila euro. Si
tratta di finanziamenti del Programma regionale di sviluppo rurale che serviranno
per concedere un premio di primo insediamento variabile dai 15 mila ai 40 mila
euro in funzione del piano aziendale che verrà presentato. Le domande possono
essere inviate da chi ha meno di 40 anni, entro il 5 novembre alle
Amministrazioni provinciali competenti per territorio, tramite il Sistema
operativo pratiche predisposto da Agrea. L’istruttoria delle domande si
concluderà entro il 7 febbraio 2014 con l’approvazione della graduatoria unica
regionale.
“Dobbiamo aiutare i giovani che vogliono fare
agricoltura: è un investimento che facciamo per il nostro futuro - ha spiegato
l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio
Rabboni – queste risorse si aggiungono a 10 milioni di euro straordinari
che avevano già stanziato nel luglio scorso per dare una risposta alle domande
ancora in lista di attesa nelle graduatorie provinciali, sia per quanto
riguarda il primo insediamento che per i piani di ammodernamento
aziendale. Ora con questo nuovo bando ci
rivolgiamo i giovani che in quell’occasione non avevano ancora i requisiti per
partecipare”.
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NASCE IL MARCHIO DEL PESCATO CAMPANO PROMUOVERÀ LA RICONOSCIBILITÀ DEI PRODOTTI DEL MARE DELLA REGIONE |
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Riconoscibilità nei mercati del pesce pescato in
Campania. Più tutela dei lavoratori del comparto pesca, più tutela del
consumatore finale. Rispetto delle leggi e dell’ambiente. Valorizzazione delle
tradizioni delle comunità del mare. Sono queste le caratteristiche del
Consorzio di Gestione del Pescato Campano – il Co.ge.pe.ca. – che già riunisce
molte imprese della costa campana, in modo particolare dell’area flegrea e
dell’area vesuviana.
Il Consorzio aderisce a Federpesca–confindustria, ha
sede a Pozzuoli ed è nato lo scorso luglio. Caratteristica principale è aver
riunito in un unico sodalizio tre diversi tipi di pesca: circuizione, strascico
e piccola pesca.
Tra gli obiettivi: la promozione di iniziative di
valorizzazione della qualità del pescato degli associati con la nascita di un
marchio di riconoscibilità; promuovere attività di pescaturismo e di
ittiturismo; corsi di formazione, studi e ricerche; organizzare i servizi a
terra per gli aderenti; tutelare le aree di pesca; accedere ai finanziamenti
dal Piano di Gestione 2013 e dal Fondo Europeo per la Pesca; essere
interlocutore con le istituzioni; fornire servizi legali e fiscali; creare
spazi per la vendita diretta dei prodotti; sviluppare una rete commerciale con
le industrie alimentari.
Possono aderire al Co.ge.pe.ca. Tutti coloro i quali
esercitano la pesca costiera locale, la pesca costiera ravvicinata, la pesca
artigianale e la pesca mediterranea o d´altura.
«Il Consorzio è anche un’importante operazione di
marketing territoriale legato al mondo della pesca - dichiara il presidente,
Fulvio Giugliano - dopo un lungo lavoro si è finalmente riusciti a costituire
una realtà che, ad oggi, conta già più di quindici società consorziate con una
forza produttiva di più di cinquanta imbarcazioni che si occupano dei tre
sistemi di pesca: circuizione, strascico e piccola pesca. Tra gli obiettivi del
consorzio c’è quello della valorizzazione del pescato locale attraverso la
vendita del prodotto fresco con un marchio di riconoscibilità; lo sviluppo di
attività turistiche che valorizzino la risorsa mare e il suo indotto. I nostri
associati agiranno nel segno della legalità, nel rispetto dell’ambiente e per
la tutela del consumatore».
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CASEIFICIO AMALTEA: LOMBARDIA SOSTIENE LA FILIERA LOCALE |
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San Vittore Olona/mi - Proseguendo nel suo viaggio tra
le realtà imprenditoriali agricole e zootecniche lombarde di ogni dimensione,
l´assessore regionale all´Agricoltura Gianni Fava ha visitato il caseificio
Amaltea di San Vittore Olona (Milano), incontrando il titolare Roberto
Ferrario. L´azienda nasce nel 1986 come attività specializzata nell´allevamento
di capre e trasformazione del latte in formaggi artigianali nel caseificio
aziendale; la crescente richiesta di prodotto e le conseguenti esigenze di
mercato hanno successivamente portato alla separazione dell´attività agricola
da quella casearia, con la nascita di Amaltea Srl.
Cultura Millenaria Di Nuovo Apprezzata - "Regione
Lombardia guarda con interesse a queste aziende paradossalmente innovatrici -
ha puntualizzato Fava, al termine della visita -: una cultura come quella della
capra, millenaria, in realtà negli ultimi 30 anni era sostanzialmente sparita
dal punto di vista dello sfruttamento industriale. Qui hanno capito che un
mercato nuovo si è sviluppato, anche per il cambio delle abitudini alimentari.
Si tratta di un prodotto che in questa fase intercetta il gusto, viene
realizzato bene, artigianalmente, in spazi e con modalità lavorative di
contenuto e senza fronzoli". "Questo imprenditore - ha fatto notare
Fava - riesce a garantire la ´stagionalità´ della capra con una modalità
coraggiosa, accumulando notevoli quantitativi di cagliata nei periodi di
asciutta. Per evitare, nei tre mesi in cui il latte manca, di andare a
prenderlo fuori dal proprio territorio. Un scelta esemplare di rispetto per il
consumatore".
Premiare Chi Fa Lavorare Il Territorio - "C´è una
logica in questo - ha spiegato l´assessore -: è l´approccio di un agricoltore
al mondo industriale, quando accade il contrario lo si nota, perché c´è più
forma e meno sostanza". Con un occhio di riguardo al territorio, a chi vi
opera. "A differenza di altri, anche sul territorio regionale, loro hanno
scelto prodotti autoctoni e del territorio, completando una filiera tutta nostra,
che è quella virtuosa della nostra agricoltura. Altri invece, acquistano latte
francese, scelta sconveniente dal punto di vista socio-economico. La logica di
Amaltea va premiata, perché consente ai piccoli allevamenti di vivere e
sappiamo quale sia il valore di queste attività per preservare il territorio e,
a cascata, le altre attività collegate".
Regione A Fianco Anche Dei Piccoli - "Noi
vogliamo combattere a fianco di queste piccole realtà - ha annunciato
l´assessore -, per vedere se esistono modalità per poterle assecondare in una
dinamica di crescita ulteriore, perché lo spazio sul mercato c´è. Occorre poi
accompagnarle in una battaglia storica su etichettatura e origine di prodotti:
è inutile che realtà come Amaltea si siano dotate di uno strumento volontario,
di un marchio che identifichi determinate produzioni come quelle caprine, che
abbiano fatto scelte coraggiose non importando latte dall´estero, controllando
la filiera, facendo lavorare i propri allevatori, quando poi l´Unione europea
impedisce di avere una propria identità chiara e definita, creando discrimine
sul mercato".
Su Identità Prodotti Non Molliamo - Aspetti, questi,
su cui Fava, che ha centrato tutta la sua precedente attività parlamentare nel
contrasto alla contraffazione alimentare, non ha alcuna intenzione di mollare.
"Su etichettatura, integrità filiera e origine del prodotto continueremo
la nostra battaglia - ha concluso l´assessore -, senza dimenticare che occorre
valorizzare i propri prodotti. Senza una marginalità, una remunerazione
adeguata è inutile che si continui a fare gli eroi, anziché gli
imprenditori".
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LOMBARDIA: PRODUZIONE LATTE, NIENTE SANZIONI DA BRUXELLES |
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Milano - "Dalla Commissione Ue abbiamo avuto la
conferma che l´Italia non dovrà pagare sanzioni a Bruxelles, perché la
produzione di latte per la campagna 2012/2013 è rimasta entro i limiti della
quota nazionale assegnata. Questo impone delle riflessioni profonde, alle quali
non possiamo sottrarci, per assicurare stabilità alle imprese lattiere e
impostare un futuro di crescita quando il limite delle quote scomparirà, nel
2015".
Analisi Positiva Ue - L´assessore all´Agricoltura
della Regione Lombardia Gianni Fava, ritiene positiva l´analisi della
Commissione europea, che inserisce l´Italia nella casella dei Paesi virtuosi,
ma chiede a gran voce, nuovamente, che il super-prelievo venga ridotto a tutti
i produttori. "Vessare mensilmente gli allevatori - ribadisce Fava -, per
poi restituire a fine campagna quanto hanno dovuto versare, rappresenta una
inutile vessazione, in un momento in cui la crisi e l´aumento dei costi di
produzione richiede che alle aziende sia assicurata la più ampia
liquidità".
Psr, Politiche Condivise Con Altre Regioni -
L´assessore all´Agricoltura della Lombardia intende impostare nel futuro Piano
di sviluppo rurale per il settennato 2014-2020 politiche condivise con le altre
Regioni del Nord Italia, dove si produce la gran parte del latte italiano.
"In uno scenario sempre più governato dalla globalizzazione - spiega
l´assessore - anche l´Italia dovrà sostenere la propria filiera, promuovendo le
produzioni lattiero-casearie di qualità, sostenendo le esportazioni, stringendo
accordi per tutelare i prodotti a denominazione d´origine dalla
contraffazione".
Altri Si Attrezzano Per Mercato Comunitario - Se si
osserva, tuttavia, chi sono i Paesi che hanno superato la propria quota
nazionale (Germania, Austria, Danimarca, Polonia, Cipro, con l´Olanda
sanzionata per aver ecceduto la propria quota sulle vendite dirette), si può
avanzare anche una lettura circa il futuro. "Pur con qualche eccezione,
abbiamo di fronte grandi produttori - commenta l´assessore della prima regione
agricola d´Italia - che si stanno attrezzando per affrontare di slancio la
liberalizzazione del mercato comunitario".
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TUBERFOOD, VIA ALLA FILIERA PER ESPLORARE IL TERRITORIO |
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Milano - La
ricerca di nuove forme di sviluppo promuove l´azione di laboratori progettuali
come le fiere centrate sulla valorizzazione dei prodotti tipici locali. E´ il
caso di Borgofranco sul Po (Mantova), con il progetto ´Tuberfood - Sinergie dal
tartufo´, ora ufficialmente abbinato alla Fiera provinciale del Tartufo (4-5-6;
11-12-13; 18-19-20-21 ottobre 2013). L´iniziativa - vero e proprio avvio di
"filiera", che consideri il prezioso tubero filo conduttore di eventi
e occasioni per valorizzare il territorio, la storia e le tradizioni locali - è
stato presentato in Regione, alla presenza dell´assessore all´Agricoltura
Gianni Fava. Al convegno hanno partecipato Lisetta Superbi, sindaco di
Borgofranco Sul Po; Massimo Malavasi, presidente Pro Loco; Adriano Facchini,
esperto di marketing territoriale e agroalimentare; Paolo Papazzoni, presidente
associazione ´Trifulin Mantuan´. La novità è la creazione di un percorso
certificato di tartufo che possa rispettare requisiti di carattere legislativo,
ambientale, tecnico e riproduttivo, nella raccolta, commercializzazione e
consumo, ma anche nel trattamento e nella trasformazione del prodotto.
Operazione Che Rimette In Luce I Territori - "Un´operazione
con due valenze, culturale ed economica - ha detto Fava -, che rende
protagonista il territorio più lontano da Milano, per tanto tempo dimenticato e
che deve avere insieme agli altri territori periferici sempre più
rappresentanza in questa sede; lo dico, ricordando che la provincia di Mantova
è la seconda più agricola in Lombardia". "Essere qui oggi - ha
sottolineato l´assessore - dà il senso di un cambio di strategia, poi le idee
devono camminare sulle loro gambe. Qui parliamo di territorio e quindi di cose
concrete. Queste attività vanno sostenute, per far sì che il nostro patrimonio
culturale ci continui a contraddistinguere per quello che siamo".
"Questa - ha ricordato Gianni Fava - è la grande Lombardia
dell´agroalimentare, forte di 42 vini a denominazione d´origine, 26 prodotti
Dop e Igp, 243 prodotti agroalimentari tradizionali. Il tartufo di Borgofranco
sul Po e dei Comuni limitrofi consacra quella tradizione locale e, quando
parliamo di ´tartuficoltura´, facciamo riferimento a una coltura estremamente
versatile, che si adatta anche a quei terreni considerati poco produttivi per
altre colture´.
Valorizzare Aree Di Produzione - La Fiera del Tartufo
di Borgofranco sul Po può considerarsi un evento ormai radicato, in quell´area
che rappresenta la punta avanzata della Lombardia, che si incunea fra
Emilia-romagna e Veneto. "Essa celebra un prodotto tipico della zona,
estremamente pregiato, che nulla ha da invidiare ad altri funghi ipogei noti in
tutti il mondo" ha concluso l´assessore. La costituzione di un tessuto
connettivo favorevole alla nascita e allo sviluppo di una filiera produttiva di
una risorsa naturale come il tartufo è già operativa nell´area dell´Oltrepò
Mantovano, grazie a un Consorzio di 23 Comuni, che condividono risorse e servizi
orientati alla promozione turistica, paesaggistica ed enogastronomica, e alla
Regione Lombardia, che ha attinto a fondi comunitari europei.
Il Ruolo Delle Istituzioni - Paolo Papazzoni,
presidente dell´associazione cercatori di tartufi ´Trifulin Mantuan´, ha
evidenziato gli ultimi sviluppi della legge regionale 31 del 5 dicembre 2008 in
materia di agricoltura a integrazione delle normative quadro circa la raccolta,
coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati, definizione e
riconoscimento delle tartufaie controllate e coltivate: "Se non ci fossero
i cercatori, non ci sarebbe neppure tutto il contorno di fiere, convegni e
commercio - ha spiegato -; perché ciò sia valorizzato, occorre tutelare le aree
di produzione e, per far questo, serve collaborare con le istituzioni".
Sagre Veicolo Di Valori - Adriano Facchini, esperto di
marketing territoriale, ha ricordato come le fiere e le sagre rappresentino una
ricchezza in fatto di capitale sociale, veicolando valori presenti nelle
piccole comunità. "E´ straordinario - ha detto, configurando il
significato di ´localismo´ - pensare che un Comune di circa 800 abitanti si sia
portato appresso una presenza dieci volte superiore nel corso della fiera:
tutto ciò che è il ricavato, viene infatti riversato sul territorio. Sono
queste le forme di localismo da incentivare. Le sinergie tra Enti locali,
istituzioni, organizzazioni imprenditoriali e volontariato organizzato sono la
base per intraprendere anche all´interno del ´piccolo´, come le fiere e le sagre,
la collaborazione con la grande industria quale terreno di sperimentazione per
nuovi prodotti, processi e modelli".
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LOMBARDIA: AGEA, NO ALLA RIFORMA PROPOSTA, RISORSE ALLE REGIONI |
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Milano - L´assessore all´Agricoltura della Lombardia
Gianni Fava boccia senza appello la proposta di legge di riforma di Agea
(l´Agenzia per le erogazioni in agricoltura) avanzata da Dario Stefàno.
Parallelamente, la Direzione generale dell´Agricoltura della Lombardia non
approva il documento della Commissione Politiche agricole, che dovrebbe essere
discusso nella prossima riunione della Conferenza delle Regioni e che
sostanzialmente ricalca la proposta del senatore Stefàno.
Riforma Inapplicabile - "Innanzitutto - afferma
l´assessore Fava - la proposta di legge non è stata adeguatamente portata a
conoscenza delle Regioni. Ritengo, dunque, che l´iter legislativo avviato parta
già con un deficit pesante. Allo stesso tempo riteniamo debba essere cassato
anche il documento della Commissione Politiche agricole, come ha fatto il
presidente Roberto Maroni, per il fatto che contiene una ipotesi di riforma di
Agea assolutamente inapplicabile".
No A Realtà Centralizzata - Secondo l´assessore
lombardo Fava "parliamo di un lifting inutile e dannoso, che
consegnerebbe, sulle ceneri di una già disastrata Agea, una nuova realtà
centralizzata, acefala, ancora più dipendente dal Mipaaf, un Ministero che già
oggi ha un costo annuale di gestione di 1,3 miliardi di euro e che è stato
abolito dai cittadini con un referendum popolare".
La riforma di Agea, dice Fava, "dovrebbe
perseguire l´obiettivo di migliorare i servizi rivolti agli agricoltori, mentre
le proposte sia di Stefàno che della Commissione Politiche agricole credono
erroneamente di rendere più efficienti i flussi di risorse verso le imprese
agricole, caricando di nuove funzioni il Ministero delle Politiche agricole,
fra le quali quelle in capo a Sin (Sistema informatico nazionale per lo
sviluppo dell´agricoltura) e ad Agecontrol (Agenzia pubblica per i controlli in
agricoltura)".
Risorse Alle Regioni - Piuttosto, l´assessore Fava
rilancia la proposta di affidare la gestione delle risorse direttamente alle
Regioni. "Operiamo attraverso gli Enti pagatori delle Regioni o attraverso
le Macroregioni agricole - afferma -, rendendo così più fluido il percorso
delle risorse necessarie a sostenere gli agricoltori italiani, evitando
duplicazioni di enti, aggravi burocratici e stratagemmi levantini, per
rallentare ulteriormente quel carrozzone che è il Ministero delle Politiche
agricole".
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SICUREZZA DEL CIBO: INQUIETANTE BOOM DI INTOSSICAZIONI ALIMENTARI. I CASI DI INTOSSICAZIONE SONO CINQUE VOLTE PIÙ NUMEROSI CHE NEL 2010. ITALIA SECONDA IN EUROPA PER INTOSSICAZIONI ALIMENTARI. |
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Ogni anno in Italia vengono
acclarati ben 23.000 casi di salmonellosi, pari a 41,3 ogni 100.000 abitanti. E
il Nostro Paese secondo le statistiche europee occuperebbe il secondo posto
nella classifica del numero di intossicazioni alimentari
registrate.
I sette principali patogeni
che si ritrovano nei prodotti di origine animale (Campylobacter jejunì,
Clostridium perfrigens, E. Coli 0157:H7, Listeria monocytogenes, Salmonella,
Staphylococcus aureus, Toxoplasma gondii) sono responsabili annualmente da 3,3
fino a 12,3 milioni di casi di intossicazioni alimentari, con 3.900 decessi ed
un costo stimato da 6,5
a 34 miliardi di dollari (spese sanitarie + mancata
produttività lavorativa del malato) nel mondo.
Tali cifre dimostrano che
l´incidenza delle malattie trasmesse da alimenti è in costante ascesa in tutti i
paesi industrializzati. Tale pericolosa tendenza è ascrivibile in gran parte
alle modifiche dello stile di vita e delle scelte alimentari di noi consumatori.
Le mutate abitudini
lavorative (e di studio) hanno indotto un aumento del numero dei pasti consumati
fuori casa, che negli Stati Uniti sono ritenuti responsabili dell´80% degli
episodi delle intossicazioni segnalati.
Questo fenomeno ha
condizionato anche un incremento del numero dei punti di ristoro (bar, chioschi)
in aggiunta ai ristoranti e alle mense preesistenti, con le conseguenti
difficoltà ad effettuare un efficace controllo sanitario. La ridotta
disponibilità di tempo nelle famiglie, dove spesso lavora anche la madre, ha
ridotto drasticamente la propensione alla preparazione del cibo casalingo, con
una progressiva perdita di competenze specifiche nella confezione e
conservazione degli alimenti e un ricorso sempre più frequente all´acquisto di
pasti pronti, che richiedono particolari cautele (consumo immediato o immediata
refrigerazione). Inoltre l´assenza di entrambi i genitori da casa costringe
sempre più spesso i minori (i cui genitori non posseggono più l´esperienza per
fornire una sufficiente dote di nozioni pratiche) a preparare essi stessi il
pasto, con modalità non sempre igienicamente corrette (i.E. Inadeguato
riscaldamento, contaminazione di cibi cotti con cibi crudi). Anche le nuove
preferenze alimentari dei consumatori possono giocare un ruolo non secondario.
La ricerca di gusti nuovi (per esempio i frutti «esotici») e la perdita della
nozione di stagionalità di frutta e verdura comportano l´importazione di questi
prodotti da paesi lontani, con la concreta possibilità di trasporto anche degli
agenti infettivi non usuali o “autoctoni”. Va segnalato poi il diffondersi nella
popolazione di regimi dietetici volti alla prevenzione delle malattie
cardiovascolari, che prevedono l´uso di vegetali crudi e potenzialmente infetti.
L´incremento dei casi di
intossicazione alimentare è anche dovuto all´estendersi della fascia di soggetti
a rischio (anziani, bambini, ìmmunodepressi) ed a fattori che concernono le
diverse fasi di produzione (per esempio i metodi intensivi di allevamento del
pollame) e lavorazione degli alimenti: a tal proposito un problema di rilievo
può essere costituito dalla bassa specializzazione del personale addetto alla
confezione degli alimenti e del suo rapido turnover, che non consente di
ottenere una corretta formazione igienico-sanitaria. Infine, permane purtroppo
in gran parte della popolazione una scarsa propensione al rispetto delle più
elementari norme igieniche per la prevenzione delle malattie a trasmissione
oro-fecale. Basti pensare che in un recente studio dell´American Society for
Microbiology è emerso che il 21,3 % del campione studiato (6.330 adulti) non si
lavavano le mani dopo aver usufruito dei servizi igienici.
Le intossicazioni
alimentari rappresentano anche nel 2013 la principale causa di Mta (malattie
trasmesse dagli alimenti) (58%), seguite dagli avvelenamenti da funghi (27%),
dall’intossicazioni da istamina (7%) e da tossina botulinica (7%).
Gli agenti causali
maggiormente rappresentati, dopo le tossine fungine, sono risultati: Salmonella
spp., Stafilococcus aureus, Istamina e Cl. Botulinum. Gli alimenti identificati
come sospetti nello sviluppo dei focolai di tossinfezione alimentare sono stati
i prodotti della pesca (24%) e i prodotti carnei (19%) con dati congrui alle
analisi condotte su matrice alimentare che evidenziano le positività maggiori
per i due alimenti sopra-citati.
Incongruente risulta invece
il dato relativo agli alimenti a base di uova, identificati come sospetti nel
13% delle indagini epidemiologiche in corso di Mta e raramente riscontrati
positivi per patogeni nei controlli routinari sulle matrici alimentari (0/27).
Tra l’altro anche alla luce dei risultati delle tipizzazioni di Salmonella spp.
Che confermano il trend di una prevalenza di S. Typhimurium e della nuova
variante monofasica 4,5,12:i e della quasi scomparsa di S. Enteritidis, è
possibile che le indagini epidemiologiche siano influenzate da pregiudizi
radicati tra i sanitari che hanno il primo contatto con il paziente e che vedono
la
Salmonella collegata al consumo di
uova.
Le matrici di origine
vegetali sono identificate come sospette nel 6% delle Mta, contro un 0.5% di
positività nelle indagini su matrici alimentari
(1/190).
Nella maggior parte dei
casi gli episodi di Mta si verificano presso l’abitazione privata (52%) o nella
ristorazione pubblica (33%) dove spesso i fattori comportamentali (scorretto
mantenimento della temperatura e contaminazione crociata) sono frequentemente
identificati come fattori causali. Per Giovanni D´agata, presidente e fondatore
dello “Sportello dei Diritti”
al di là del necessario e obbligatorio rispetto delle normative e delle regole
da parte dell’industria alimentare, è indubbio che una adeguata
informazione/formazione indirizzata ai consumatori o agli operatori di alcune
tipologie di attività a maggiore rischio determini una più consapevole
assunzione di comportamenti corretti ed una migliore gestione dei rischi legati
alla manipolazione di alimenti.
Occorre quindi ripetere
sino allo stress che per proteggere la propria salute, bisogna rispettare delle
buone pratiche di acquisto, conservazione e preparazione dei cibi tenendo
presente che anche le scatolette o altri tipi di conserve a base di latte, pesce
o carne, una volta aperte, devono essere tenute in frigorifero e consumate nel
più breve termine e comunque entro 3 giorni dal primo consumo.
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AGRICOLTURA: IL VENETO PER LA CREAZIONE DI GRUPPI INTERREGIONALI DI INNOVAZIONE |
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Venezia - Cambiamento climatico e sicurezza
alimentare: su queste priorità si concentra il meeting in corso oggi a
Bruxelles, organizzato da Eriaff (European Regions for innovation in
agriculture, food and forestry), il primo network comunitario su innovazione e
ricerca in agricoltura, cui aderiscono 26 Regioni europee che, con l’impulso
della Commissione, lavorano al Partenariato europeo “Produttività e
sostenibilità dell’agricoltura”.
“Con la partecipazione alla rete Eriaff, il Veneto –
ha sottolineato l’assessore Franco Manzato – vuole contribuire alla nascita di
gruppi interregionali che abbiano come obiettivo prioritario l’innovazione in
agricoltura, al cui interno le tematiche di maggiore interesse per il sistema
primario della nostra Regione riguardano tutti gli aspetti della produttività e
sostenibilità agricola, ed in particolare: la qualità e la sicurezza
alimentare; la tracciabilità nel sistema; la riduzione dei gas serra e dell’accumulo
di carbonio nei suoli agrari; lo sviluppo di nuovi processi e prodotti per la
produzione di energie rinnovabili da materiali di origine agricola,
agroalimentare o forestale; lo sviluppo di nuove tecniche produttive o sistemi
irrigui atti a migliorare la gestione delle risorse idriche, l’efficienza d’uso
dell’acqua per scopi agricoli, il riutilizzo di reflui zootecnici o
dell’industria agroalimentare ai fini irrigui; il perfezionamento e la
realizzazione di tecniche che riducano il rischio di inquinamento delle risorse
idriche, superficiali e profonde; nuovi modelli di gestione sostenibile delle
superfici agrarie e forestali in funzione della conservazione della
biodiversità”.
Ad oggi, la Regione è parte attiva in 8 diversi
programmi di livello transfrontaliero, transnazionale e interregionale e sono
circa 300 i progetti nei quali sono coinvolti partner del territorio regionale.
In agricoltura, sono stati sostenuti progetti finanziati nell’ambito dei
Programmi comunitari Interreg, Life Plus, Cards, Phare sullo sviluppo rurale,
agricoltura biologica, viticoltura, frutticoltura, riconoscimenti Igp e Dop,
ricerca; sulla diversificazione e multifunzionalità, biodiversità, ricerca,
gestione silvopastorale sostenibile, fissazione del carbonio e cambiamenti
climatici.
“L’innovazione inoltre – ha concluso Manzato – deve
essere orientata alle richieste del mercato internazionale, intervenendo anche
nei processi di marketing ed organizzativi; le richieste di innovazione
riguarderanno anche le green economy, l’agricoltura di precisione e
l’“agricoltura blu””.
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DISTRETTO DEL POMODORO DA INDUSTRIA DEL NORD ITALIA DIVENTA SEMPRE PIÙ IMPORTANTE PER PERSEGUIRE LA COESIONE DELL’INTERA FILIERA. |
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Bologna – In
una campagna difficile come quella in corso quest’anno il ruolo di
coordinamento del Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia diventa
sempre più importante per perseguire la coesione dell’intera filiera. E’ un
passaggio dell’intervento del presidente del distretto del pomodoro, Pier Luigi
Ferrari, sul numero di ottobre di Agrimpresa (già in spedizione), e il web
magazine agrimpresaonline
( http://www.agrimpresaonline.it/ ). Agrimpresa, sfogliabile anche all’indirizzo
http://www.Emiliaromagna.cia.it/images/agrimpresa/sfogliabile/11-2013low/index.html
e consultabile anche su I-pad, I-phone, anticipa inoltre alcuni dati della
campagna del pomodoro ancora in corso.
Sono ancora tante le opportunità che le aziende
agricole possono cogliere investendo nella produzione di energia pulita e
nell’efficientamento energetico: un approfondimento del mensile della Cia
Emilia Romagna.nel giornale le novità fiscali e i dettagli sull’aumento
dell’Iva oltre ai suggerimenti per gli agricoltori che debbono osservare le
norme della condizionalità in vista delle semine dei cereali autunno vernini.
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VENERDI’ AL MEETING DELLE SCUOLE AGRARIE DEL TRIVENETO DI ABANO |
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Venezia - L’assessore all’agricoltura del Veneto
Franco Manzato interverrà venerdì 4 ottobre, verso le ore 11, all’incontro sul
tema “Formazione, innovazione e occupazione nel comparto agroalimentare”, in
programma al Teatro Comunale Polivalente di via Donati, 1, ad Abano Terme
(Padova).
Si tratta del confronto di apertura del meeting di tre
giorni che coinvolgerà gli studenti e gli insegnanti promosso dalla rete degli
Istituti agrari e forestali del Nord Est. Da venerdì e per l’intero fine
settimana, si succederanno interventi istituzionali a tutti i livelli e
contributi da parte di tecnici e periti agrari, che spiegheranno agli studenti
lo scenario al cui interno si svolgerà il loro futuro lavoro. L’iniziativa è
stata realizzata con il supporto dell’assessorato all’agricoltura della Regione
del Veneto.
Nell’occasione, negli spazi di Villa Bassi (Via Appia
Monterosso, 56) sono in programma manifestazioni organizzate: visite guidate
alle mostre allestite per il meeting, gare e manifestazioni degli alunni,
spettacoli di cori e gruppi folkloristici, esibizioni equestri ed esposizioni
di animali, concorsi letterari.
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HOST 2013: IL FUTURO DELL’HO.RE.CA. E DEL RETAIL
SI INCONTRA A FIERA MILANO
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L’ho.re.ca. E il Retail, settori di eccellenza del Made in Italy che punta ai mercati globali, si riconoscono nella leadership di Host, la più innovativa manifestazione del settore nel mondo. Cresce la presenza estera e si rafforza il focus sull’innovazione sia tecnologica, sia nei format che nelle tendenze. È una crescita continua e sempre più internazionale quella che caratterizza Host 2013, il Salone internazionale dell’Ospitalità Professionale, leader mondiale nel settore Ho.re.ca. E Retail in programma a fieramilano dal 18 al 22 ottobre 2013. Lo confermano i numeri complessivi al 15 settembre: in totale gli espositori sono circa 1.600, che incontreranno 1.500 buyer altamente profilati e un pubblico composto da circa 120mila professionals, lungo un percorso espositivo sviluppato su 12 padiglioni. Le new entry tra gli espositori già registrati sono 350, delle quali più della metà estere: il già nutrito drappello di aziende internazionali – il 40% del totale – aumenta in media del +50%. Oltre 350 gli appuntamenti in programma ad Host, tra workshop, seminari, degustazioni, cooking show, mostre, competizioni ed eventi. Sono 11 le nuove bandiere che sventoleranno a Host 2013 in rappresentanza di altrettante interessanti economie emergenti – Bahrain, Brasile, Giappone, Kenya, Israele, Romania, Singapore, Slovacchia, Ungheria, Venezuela e Vietnam – portando a 46 il totale dei Paesi presenti. In crescita anche i mercati forti e tradizionali: con punte del +177% dagli Usa, +100% dalla Francia, +70% dalla Germania, +39% dalla Turchia. Significativamente, Host 2013 rileva incrementi anche dalle economie in difficoltà: +14% le presenze dalla Spagna, mentre dalla stessa Italia gli espositori aumentano del +1,5%. In particolare, le aziende Usa sono più di 60, un dato che conferma sempre più la centralità di Host come driver nei settori Ho.re.ca e Retail. “Chiunque nel mondo – commenta Marco Serioli, Direttore Divisione Exhibitions di Fiera Milano – voglia capire in quali direzioni si evolve l’Ho.re.ca. E Retail, guarda a Host. Una leadership incontrastata perché non è fatta di slogan, ma di dati, fatti e risultati. Nessun’altra manifestazione può vantare la nostra expertise in innovazione tecnologica, trendsetting nelle tendenze e nei format, collaborazioni con il mondo accademico, attenzione al design e al lifestyle. Insieme con il supporto costante agli operatori e l’altissimo livello di internazionalizzazione, questi atout fanno di Host una piattaforma di business irrinunciabile sia per un Made in Italy d’eccellenza che punta ai mercati globali, sia per i player internazionali per i quali l’Italian Style è il riferimento e Milano la sua capitale”. Oltre ai top player del settore, che vi presenteranno le loro novità, Host 2013 proporrà anche un ricchissimo ventaglio di aree speciali, eventi e iniziative in collaborazione con le più importanti realtà del mondo associativo e universitario. Tra questi si segnalano in particolare Hosthinking e Smart Label, i due prestigiosi Award che Host 2013 ha istituito in collaborazione con Poli.design, consorzio del Politecnico di Milano – la 28a migliore università tecnologica al mondo secondo l’autorevole Qs World University Rankings – e con il patrocinio di Adi - Associazione per il Disegno Industriale. Tecnologia protagonista con Smart Label, che premierà le proposte più innovative in termini di funzionalità, tecnologie, sostenibilità ambientale, risvolti etici e sociali per prodotti e aziende, presenti a Host 2013: quasi 200 le candidature pervenute dai più svariati settori merceologici. Nuovi format al centro invece con Hosthinking. A Design Award, che premia i nuovi format più innovativi nel valorizzare l’esperienza del cliente: hanno risposto 180 designer da tutto il mondo con 71 progetti candidati. Una leadership delle idee oltre che dei numeri, dunque, che rafforza il ruolo di Host 2013 come punto di riferimento globale per un settore di eccellenza del Made in Italy. Se i recenti dati del Centro Studi Confindustria prevedono per il quarto trimestre 2013 un +0,3% per il Pil italiano, il settore hospitality, anche grazie alla propensione all’export, darà un contributo importante, come rivelano i dati che le più autorevoli associazioni di categoria condividono con Host 2013. Secondo Confindustria Ceced Italia, le esportazioni di apparecchiature professionali per catering e ristorazione verso le economie emergenti crescono a ritmi tra +10% e +15%. Nelle performance complessive per comparti, analizzate dall’Ufficio Studi Anima, si segnalano le Macchine per Caffè Espresso con un +1,4% nel fatturato e +6,3% nell’export. Esportazioni in aumento anche per Macchine e Forni per Pane, Biscotti, Pasticceria e Pizza e Attrezzature Frigorifere per il Commercio. Per informazioni aggiornate su Host: www.Host.fieramilano.it, @Host2013 #Host2013 |
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OLIO FARCHIONI, SOSTENIBILITÀ GARANTITA DA UN PROTOCOLLO
REGOLE E TRADIZIONI FAMILIARI ALLA BASE DEL PROTOCOLLO QAS (QUALITÀ, AMBIENTE, SICUREZZA) VERIFICATO DALL’ENTE DI CERTIFICAZIONE INTERNAZIONALE DNV BUSINESS ASSURANCE
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Dnv Business Assurance, uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale, ha seguito lo sviluppo del protocollo Qas Qualità, Ambiente e Sicurezza di Farchioni, azienda italiana di proprietà familiare leader nel mercato dell’olio d’oliva, a garanzia di una produzione che da sempre segue rigorosi criteri di sostenibilità. Darsi delle regole per offrire ai propri consumatori prodotti di qualità, rispettosi della salute e dell’ambiente è quello che la famiglia Farchioni ha sempre fatto. Il desiderio di formalizzare l’impegno nei confronti del mercato ha portato l’azienda a mettere a punto un vero e proprio protocollo produttivo e a rivolgersi a un ente di terza parte indipendente come Dnv Business Assurance che potesse verificarne l’efficienza e confermarne la validità. In linea con gli obiettivi e i principi guida previsti dalla Iso 26000, lo standard internazionale di riferimento per la responsabilità sociale, il protocollo Qas si focalizza su 3 aree fondamentali: la qualità, l’ambiente e la sicurezza. Sistematizza l’articolato insieme di specifiche tecniche e certificazioni che già contraddistinguono l’attività della Farchioni Olii e stabilisce gli obiettivi futuri perché l’azienda possa continuare a crescere in modo sostenibile. Per quanto riguarda la qualità dei processi e dei prodotti, oltre alla certificazione del sistema di gestione della qualità, il protocollo prevede sia la certificazione per la responsabilità sociale, sia per la rintracciabilità della filiera agroalimentare, unitamente alla specifica di prodotto biologico e Dop o Igp. In materia di tutela dell’ambiente, la certificazione del sistema di gestione ambientale e del sistema di gestione energetico compaiono tra i requisiti di base. Il protocollo Qas, inoltre, stabilisce un ventaglio di certificazioni in materia di sicurezza a protezione sia degli alimenti (e quindi dei consumatori), sia dei lavoratori. Tra gli obiettivi futuri più rilevanti, invece, c’è la redazione del Codice Etico per i Fornitori. Il logo distintivo del protocollo Qas è riportato nell’etichetta sulla parte frontale di ogni confezione di olio d’oliva a marchio Farchioni. Un’ulteriore garanzia della sostenibilità della produzione per tutti i propri consumatori. Andrea Violetti della Direzione del Gruppo Alimentare Farchioni ha commentato “In questo momento di forte contrazione economica stiamo comunque investendo nella qualità dei nostri processi e dei nostri prodotti per rispettare meglio l’ambiente, i nostri consumatori ed i nostri lavoratori, è un impegno continuo e quotidiano per la sostenibilità di tutte le nostre attività agroindustriali”. Massimo Berlin, Direttore Generale di Dnv Business Assurance, ha commentato: “Mettere a punto un protocollo produttivo a garanzia della sostenibilità della produzione rappresenta un’eccellenza nel panorama italiano e internazionale. Siamo orgogliosi di aver affiancato Farchioni nella formalizzazione di questo impegno nei confronti dei propri consumatori, che si traduce anche in una serie di vantaggi concreti, dall’ottimizzazione dei processi e conseguente riduzione dei costi al miglioramento della qualità del prodotto”. Note per i redattori Farchioni Di tradizione secolare e con più di 35 marchi di oli di oliva di proprietà, Farchioni è uno dei leader del mercato dell’olio italiano e mondiale. La storia della Farchioni Olii Spa è inscindibile da quella della famiglia Farchioni, da ben sette generazioni impegnata nella lavorazione dei prodotti agricoli umbri. Lo stabilimento oleario, con annesso oleificio, della Farchioni Olii ha sede a Gualdo Cattaneo su una superficie complessiva di 40.000 m². Con una capacità di stoccaggio di olio extra vergine di oliva di 7.000 tonnellate e sei linee di imbottigliamento, con un potenziale produttivo di 120.000 confezioni al giorno, rappresenta uno dei principali poli produttivi italiani. Nel 2012 l’azienda ha prodotto 30.000.000 di bottiglie di olio d’oliva. Dnv Business Assurance è uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale. Con 1.800 professionisti in tutto il mondo e un’offerta completa di servizi di certificazione, assessment e formazione, aiuta i propri clienti a rafforzare il rapporto di fiducia con gli stakeholder e a lavorare nell’ottica di uno sviluppo di business sostenibile su scala globale. Dnv Business Assurance fa parte di Dnv Gl Group, una delle più grandi società al mondo di classificazione e di servizi per la gestione del rischio, che oggi conta 16000 professionisti e 300 uffici in tutto il mondo. In Italia, Dnv Business Assurance è presente con 10 sedi operative e oltre 250 dipendenti ed è leader nel mercato italiano della certificazione dei sistemi di gestione. Www.dnvba.it |
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TABLÒ PERUGINA: UNA FORMA ORIGINALE,
PER UN PIACERE CHE NASCE DAL CENTRO.
PERUGINA ARRICCHISCE LA GAMMA DELLE TAVOLETTE CON IL NUOVO GUSTO FONDENTE ALL’ARANCIA
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Dopo il successo dell’anno scorso, Perugina ha deciso di arricchire la linea di tavolette Tablò, dalla forma unica caratterizzata da un oblò, come suggerito dal nome. Dalla combinazione tra il cioccolato Luisa e le note delicate dell’arancia nasce Tablò Perugina Fondente all’Arancia, con l’originale forma e lo spessore particolare distintivi dell’intera linea, per un piacere che nasce dal centro grazie al perfetto equilibrio tra il gusto deciso del cacao e il sapore fruttato degli agrumi. Altra novità di quest’anno, in esclusiva per il canale banco, la barretta Tablò Perugina al cioccolato bianco. Le nuove varietà vanno ad affiancare i classici al latte, fondente, bianco e gianduja, offrendo al consumatore un’ampia scelta per far assaporare la semplicità e la praticità di una tavoletta da condividere. Ecco nel dettaglio la linea Tablò Perugina che comprende, oltre alle tavolette nei cinque gusti, anche il formato in barretta nelle varietà latte, fondente e bianco: Tipologia Canale Formato Prezzo Tablò Perugina Tavoletta Latte Confiserie e Grocery 80 gr 0,99€ Tablò Perugina Tavoletta Fondente Confiserie e Grocery 80 gr 0,99€ Tablò Perugina Tavoletta Bianco Confiserie e Grocery 80 gr 0,99€ Tablò Perugina Tavoletta gianduja Confiserie e Grocery 80 gr 0.99€ Tablò Perugina Tavoletta Fondente all’Arancia Confiserie e Grocery 80 gr 0,99€ Tablò Perugina Barretta Latte Banco 30 0.60 Tablò Perugina Barretta Fondente Banco 30 0.60 Tablò Perugina Barretta Bianco Banco 30 0,60 |
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LE RARE ANNATE BORDEAUX,
INSIEME PER UN EVENTO UNICO
AL FOUR SEASONS HOTEL MILANO
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Four Seasons Hotel Milano, nell’anno del suo 20° anniversario, continua a celebrare le esperienze più ricercate in città, dedicando una cena irripetibile alle rare annate Bordeaux: Les Joyaux De Bordeaux, 18 Ottobre 2013. Un’occasione unica, per assaporare i rari vini Bordeaux nel perfetto equilibrio creato con gli abbinamenti culinari dello Chef Sergio Mei. Nella cornice del Ristorante Il Teatro, impreziosito dalle magnifiche decorazioni floreali di Vincenzo Dascanio, sfileranno veri gioielli: tra questi un meraviglioso Haut-brion Blanc Pessac-leognan 1997, dalle note incredibilmente minerali che si fondono con profumi floreali e fruttati, e il celeberrimo Château Mouton-rotschild Cru Pauillac 2007, profondo e opulento, magnificamente elegante e armonioso: per non citare che due tra i protagonisti della serata, un grande bianco e un illustre rosso. I Vini Château Haut-brion Blanc 1er Cru Pessac-leognan 1997 Château Cheval Blanc 1er Cru Saint Emilion 2007 Château Mouton-rothschild 1er Cru Pauillac 2007 Château Latour 1er Cru Pauillac 1998 Château Margaux 1er Cru Margaux 1998 Menu Stuzzichino Ostrica scottata al sale con spuma di sedano bianco e emulsione di acqua d’ostrica Astice blu bretone arrostito alla brace di vite e finocchietto selvatico con brodetto di astice, bastoncini di sedano e bruschetta al lardo affumicato Consommé di volaille de Bresse all’Armagnac con gnocchetti alla Parigina tartufati, gocce di mousseline con erbe e perle di verdure Risotto mantecato ai porri con chenelle di funghi chanterelles e gorgonzola fuso al tartufo nero di Norcia Filetto di branzino arrostito alla salvia e timo limonato con cuore di carciofo Bretone cotto al latte e spinacini teneri Anatra di Bresse arrostita allo spiedo con salsa al salmì leggera, ragù di mele cotogne, spugnole e castagne Soufflé ai lamponi e rabarbaro, mango gratinato con zabaione al Sauternes, gelato al caffè bianco e miele www.Fourseasons.com Venerdi’, 18 Ottobre 2013 Ristorante Il Teatro Informazioni E Prenotazioni Four Seasons Hotel Milano, Tel. 02 7708 1435 Prezzo per persona: € 1.000, incluse le rare annate di Bordeaux |
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ZACAPA: LA NUOVA RESERVA LIMITADA 2013
IL RUM INVECCHIATO SOPRA LE NUVOLE PRESENTA UNA NUOVA MISCELA IN EDIZIONE LIMITATA
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Zacapa - il rum guatemalteco ultra-premium da molti esperti considerato tra i migliori al mondo - è lieto di annunciare il lancio in Italia di Reserva Limitada, una speciale miscela in edizione limitata, perfetta armonia tra tradizione e artigiano invecchiamento. Reserva Limitada 2013 è un rum sorprendente anche per gli intenditori più esigenti. Una diversa annata di Reserva Limitada, con diverse miscele esclusive di rum, appositamente selezionate dalla Master Blender Zacapa Lorena Vásquez, verrà presentata ogni anno. Per Reserva Limitada 2013 Lorena Vásquez ha selezionato diverse varietà di riserve di rum con caratteristiche e invecchiamenti diversi, tra i 6 e i 24 anni, dando vita a una miscela unica per il colore mogano intenso, la grande complessità e morbidezza di gusto. Utilizzando il ‘Sistema Solera’, processo di invecchiamento fondato su un antico metodo spagnolo di invecchiamento dello sherry, Lorena lentamente miscela rum di invecchiamenti diversi in una serie di botti che precedentemente hanno contenuto whisky americano, sherry e Pedro Ximénez. La sublime complessità di Reserva Limitada 2013 culmina nella fase finale del processo, con l´invecchiamento del rum per la seconda volta in botti di sherry e botti combuste di quercia bianca Americana, conferendole un gusto e un aroma unici. La complessità del suo gusto è profondamente radicata nella sua terra d’origine e nell´attenzione per il dettaglio, che si riflette in ogni aspetto della sua produzione. Dalla canna da zucchero dei bassopiani sovrastati dai vulcani, al processo di invecchiamento che si svolge a 2.300 metri sul livello del mare, fino alla tradizionale fascia intrecciata a mano (il petate) che cinge ogni bottiglia, ogni passaggio della produzione di Reserva Limitada avviene sotto l´occhio vigile del suo Master Blender. Corpo: setoso, avvolgente in bocca Olfatto: aromi di cioccolato, noci tostate, frutta essiccata caramellata, toffee, vaniglia, uva passa, legno e note di agrumi essiccati Gusto: complesso, equilibrato, morbido e delicato Finale: lungo e soddisfacente, che avvolge il palato I rum Zacapa sono disponibili nelle migliori enoteche, locali e ristoranti di tutto il mondo. Zacapa Zacapa è uno dei migliori rum del mondo. Prodotto nella verde terra di Guatemala, questo rum ultra-premium è il risultato di una combinazione unica di suolo, clima e materiali naturali uniti da un’abile distillazione e un processo speciale di invecchiamento ad alta quota. A differenza di molti rum che utilizzano la melassa, Zacapa viene prodotto utilizzando il puro succo della canna da zucchero, denominato ‘miel virgen’. Invecchiato nella cosiddetta ´Casa sopra le nuvole,´ ad un´altitudine di 2.300 metri sul livello del mare, Zacapa utilizza un processo di invecchiamento detto ´Sistema Solera´, secondo il quale il rum viene messo a riposare in botti selezionate che precedentemente hanno contenuto whisky Americano, sherry e Pedro Ximénez. Nel caso di Zacapa Xo, la fase finale di affinamento avviene in botti di rovere precedentemente contenenti cognac. Zacapa è di proprietà di Rum Creation and Products Inc. (Rcp), una joint venture 50/50 tra Diageo e Industrias Licoreras de Guatemala (Ilg). Diageo è anche il distributore globale per Zacapa ad eccezione dell´America Centrale e del Guatemala Duty Free. Diageo Diageo è l’azienda leader mondiale del mercato bevande alcoliche, con un portafoglio estremamente ricco e completo di marchi di spirits, birre e vini. Il portafoglio include marche quali Johnnie Walker, Crown Royal, Jεb, Buchanan’s, i whisky Windsor e Bushmills, Smirnoff, le vodke Cîroc e Ketel One, Captain Morgan, Baileys, Tanqueray e Guinness. Diageo è presente a livello mondiale, e i suoi prodotti venduti in oltre 180 paesi. È quotata in borsa a Londra ed a New York. Maggiori informazioni su Diageo, sulle sue persone, sui suoi marchi e sul suo andamento all’indirizzo www.Diageo.com. Dettagli sull’iniziativa globale di Diageo che promuove il bere responsabile tramite la condivisione di strumenti di best practice, informazioni e iniziative sul sito www.Drinkiq.com |
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AL VIA LA FESTA DELLA CASTAGNA DELLA TUSCIA |
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Presentate le Feste della Castagna della Tuscia, la
manifestazione promossa dalla Camera di Commercio di Viterbo giunta alla nona
edizione che dal 3 ottobre al 3 novembre vede coinvolti i borghi medievali di
sei Comuni: Soriano nel Cimino (3-13 ottobre) Canepina (12-27 ottobre),
Vallerano (12 ottobre-3 novembre), San Martino al Cimino (19-27 ottobre),
Latera (19-27 ottobre), Caprarola (19-31
ottobre),
In programma oltre 150 appuntamenti tra stand
enogastronomici, rievocazioni storiche, musica e spettacoli, convegni, visite
guidate ai palazzi storici, cene nelle taverne e ovviamente caldarroste in
piazza per tutti. Un’opportunità per turisti e visitatori di trascorrere
piacevoli giornate degustando i prodotti tipici della Tuscia, fare passeggiate
tra i monti Cimini e apprezzare gustose
ricette.
“Le Feste della Castagna – ha dichiarato Ferindo
Palombella, presidente della Camera di Commercio – ci offrono l’occasione per
rinnovare antiche tradizioni, promuovere
il territorio, valorizzare i nostri prodotti. Inoltre ci offrono la possibilità
di richiamare l’attenzione sulle difficoltà che da qualche anno sta colpendo i
produttori di castagne. Non a caso lo scorso anno, proprio in occasione delle
Feste, venne annunciata la necessità di costituire il Tavolo tecnico sulle
problematiche della castanicoltura della provincia di Viterbo (coordinato da
Camera di Commercio e rappresentativo di istituzioni ai vari livelli, enti
locali, Regione, associazioni categoria, Università, Ministero Politiche agricole).
Il tavolo ha lavorato proficuamente giungendo ad adottare una linea condivisa
sui seguenti punti: affrontare la questione in maniera organica ed evitare
drammatizzazioni mediatiche che generano confusione tra i produttori e la
popolazione; focalizzare che il problema della scarsa produzione di castagne è
causato oltre che dal cinipide, dalle condizioni climatiche, dall’indebolimento
delle piante e da altri parassiti; dare continuità alla lotta al cinipide
soprattutto in maniera coordinata tra soggetti pubblici e privati; dare
continuità alle Feste della Castagna della Tuscia con la raccomandazione che
nelle castagne in vendita sia espressamente indicato che si tratta di castagne
della Tuscia. Inoltre – prosegue Palombella – voglio sottolineare che grazie al
lavoro sinergico avvenuto nel Tavolo tecnico è stato avviato il monitoraggio
nell’area dei Cimini di alcuni parassiti ed è stato presentato un progetto per
accedere ai fondi europei attraverso il
programma “Life +” dedicato agli aspetti ambientali, con l’intento di
attuare di una serie di interventi a sostegno della castanicoltura locale.
Infine sono lieto di annunciare che grazie all’Università della Tuscia nel 2014
dal 22 al 25 settembre Viterbo ospiterà il Vi Congresso nazionale sulla
castanicoltura dedicato all’Innovazione
e opportunità per uscire dalla crisi della castanicoltura”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso
l’assessore provinciale all’Agricoltura Roberto Staccini: “Nonostante la crisi
che da diversi anni ha colpito il comparto della castanicoltura, la Tuscia
produce ancora oltre la metà del patrimonio castanicolo regionale, con
coltivazioni di quasi 3mila ettari di terreno. Si tratta di un’attività
essenziale per l’intero comparto agricolo provinciale, e noi rappresentanti delle
istituzioni locali non possiamo che fare rete con i produttori per cercare di
salvaguardarlo con politiche attive di contrasto ai danni provocati dal
cinipide. Essenziale, ovviamente, in questo contesto dovrà essere il contributo
della Regione Lazio, insieme alla Provincia, alla Camera di Commercio e alle
associazioni di categoria: le poche risorse disponibili nel campo agricolo
devono essere necessariamente investite per far fronte alle reali esigenze del
comparto, rilanciando la produzione e assicurando così la sopravvivenza delle
aziende che sono il motore dei nostri territori. Apprendo quindi con molta
soddisfazione la notizia del Congresso nazionale della castanicoltura che si
terrà fra un anno a Viterbo: molto è stato fatto in questi anni ma molto c’è
ancora da fare, e solo con un intervento di sistema riusciremo davvero a far
ripartire il settore. Oggi dare il via alle Feste della castagna ha un
significato ancora più importante che in passato, perché promuovere questa
eccellenza della nostra produzione agricola attualmente vuol dire soprattutto
preservare in primo luogo una tradizione che contraddistingue la vocazione del
nostro territorio e riflettere poi sull’importanza strategica di questo
comparto produttivo e dell’indotto che vi ruota intorno”.
Alla conferenza stampa sono intervenuti: i sindaci dei
Comuni di Canepina Maurizio Palozzi, di Caprarola Eugenio Stelliferi e di
Vallerano Maurizio Gregori; il vicesindaco di Latera Maurizio Di Biagi e la
consigliera del Comune di Viterbo Martina Minchella. Inoltre erano presenti i
rappresentanti delle Associazioni di categoria del comparto agricolo Cia,
Coldiretti e Confagricoltura e Andrea Vannini docente dell’Università della
Tuscia ed esperto di castanicoltura.
Le Feste della Castagna della Tuscia sono promosse
attraverso una campagna di comunicazione dalla Camera di Commercio di Viterbo,
con il patrocinio della Provincia di Viterbo, dell’Assessorato all’Agricoltura
della Regione Lazio e dell’Associazione Nazionale Città del Castagno.
Per saperne di più sulle Feste della Castagna della
Tuscia, consultare il programma delle manifestazioni e consultare le offerte
ricettive e i pacchetti turistici previsti per l’occasione visitare il sito
http://www.tusciawelcome.it/
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