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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 03 Ottobre 2013
UN´ECONOMIA VERDE DAL RICICLO DELLE ACQUE DI SCARICO DEI CASEIFICI  
 
Un nuovo modo innovativo per trattare le acque di scarico e il siero di latte dei caseifici potrebbe ridurre sensibilmente il consumo di acqua e di energia, facendo risparmiare milioni di euro all´industria alimentare. Il progetto Rewagen ("Electrochemical water treatment system in the dairy industry with hydrogen recovery and electricity production"), finanziato dall´Ue, sta attualmente sviluppando un impianto pilota per creare un prototipo di questo innovativo trattamento. "Il progetto mira a collegare il trattamento delle acque di scarico con la produzione di energia come mezzo efficiente per gestire gli scarichi dell´industria casearia, ovvero siero e acque di scarico", dice il coordinatore del progetto, Alexander Karos del Fraunhofer Igb in Germania. "Esso otterrà questo risultato producendo elettricità mediante il recupero e la depurazione dell´idrogeno generato come sottoprodotto nei processi elettrochimici". L´impianto pilota agirà come un sistema di trattamento delle acque efficiente dal punto di vista energetico. L´elettricità generata mediante la conversione dell´idrogeno è usata per far funzionare il sistema. Questa soluzione potrebbe essere applicata anche per altri settori, come per esempio la produzione di biodiesel, la lavorazione delle olive e la macellazione degli animali. Dal suo avvio nell´estate del 2012, il team di Rewagen ha già compiuto significativi progressi. Gli esperimenti sono iniziati su scala di laboratorio, con i primi risultati provenienti dall´impianto pilota attesi verso la fine del 2014. Questi includono una riduzione prevista del 10 per cento nel consumo di energia, un taglio del 30 per cento nel consumo di acqua e una percentuale di riciclo delle acque di scarico tra l´80 e il 95 per cento. Entro il 2016, Rewagen avrà sviluppato un sistema di trattamento per le acque di scarico e il siero dei caseifici rispettoso dell´ambiente, integrando il recupero energetico con il riutilizzo delle acque trattate. Esso avrà inoltre sviluppato un metodo per separare grassi e oli, e un´unità di elettro-ossidazione per permettere di trattare le acque di scarico e recuperare l´idrogeno simultaneamente. "Quello alimentare e delle bevande è uno dei più grandi settori industriali in Europa in termini di fatturato", dice Karos. "Le questioni ambientali nell´industria della lavorazione degli alimenti sono varie, ma una delle principali riguarda la prevenzione e il trattamento delle acque di scarico". Infatti, il settore alimentare ha tradizionalmente consumato grandi quantità di acqua o come ingrediente, o come strumento per la pulizia, o come mezzo di trasporto. Migliorando la sostenibilità ambientale ed economica del trattamento delle acque di scarico in questo settore, Rewagen potrebbe aprire la strada a nuove opportunità commerciali. "Questo progetto contribuirà alla crescita del mercato globale per la tecnologia e i servizi ambientali, alla competitività dell´economia dell´Ue e creerà anche dei posti di lavoro," ha continuato Karos. "Vale la pena considerare che i servizi relativi all´acqua e alle acque di scarico forniscono quasi 600 000 posti di lavoro in Europa, con un investimento complessivo annuale di oltre 33 miliardi di euro e un fatturato annuale di circa 72 miliardi di euro. Quindi lo sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento delle acque di scarico e del siero del latte potrebbe aprire delle opportunità commerciali in un mercato allettante". I posti di lavoro potrebbero essere anche creati dallo sviluppo e dalla produzione della tecnologia necessaria per produrre energia dall´idrogeno. Karos aggiunge: "Le aziende stanno anche cercando di investire in tecnologie per trattare le emissioni con costi operativi il più possibile bassi. Questo progetto può quindi stimolare la produzione di celle a combustibile o sistemi alternativi capaci di convertire l´idrogeno in energia elettrica". Il completamento di Rewagen è previsto nel mese di maggio del 2016. L´ue ha stanziato 4,6 milioni di euro di finanziamenti al progetto. Per maggiori informazioni, visitare: Rewagen http://www.Rewagen.eu/index.html Scheda informativa del progetto http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/104609_it.html  
   
   
COPPOLA RELATRICE A BRUXELLES DEL PARERE DELLE REGIONI EUROPEE SULL’ACQUACOLTURA, ADOTTATO ALL’UNANIMITA’  
 
Venezia - Una strategia europea per lo sviluppo sostenibile dell´acquacoltura è assolutamente indispensabile a fronte di una crescente domanda di prodotti ittici nell´Ue. Lo ha sottolineato l’assessore allo sviluppo economico e alle attività produttive della Regione del Veneto Isi Coppola, proponendo l’ 1 ottobre a Bruxelles il parere sugli orientamenti strategici per lo sviluppo sostenibile dell´acquacoltura europea, che è stato adottato poi all´unanimità dalla Commissione Nat risorse naturali del Comitato europeo delle Regioni. “Con questo parere – ha sostenuto l’assessore Coppola – le Regioni vogliono che il settore dell´acquacoltura diventi protagonista in Europa: può infatti creare migliaia di nuovi posti di lavoro ed aprire la strada ad una "rivoluzione blu", grazie a metodi di acquacoltura e piscicoltura sostenibili e innovativi" "Vogliamo essere in grado – ha aggiunto l’assessore - di offrire ai cittadini europei prodotti di alta qualità, sani e convenienti, oltre che contribuire alla protezione di specie soggette a sovrasfruttamento". Per potenziare e rendere competitivo il settore, le Regioni europee chiedono all´Ue politiche di sostegno economico, finanziario e di programmazione. Ma non solo. L’assessore veneto ha posto infatti l’accento anche sulla necessità di semplificare le procedure amministrative: “oggi in termini di concessioni c’è una fortissima disparità nell´Ue. Alcuni Stati membri le rilasciano in brevissimo tempo, per altri, come in Italia, è necessario un tempo lunghissimo che nei migliore dei casi può arrivare a tre anni, scoraggiando così l´imprenditore che vuole investire´´. Nel parere viene sottolineato che il 90% delle attività di acquacoltura in Europa sono condotte da piccole e medie imprese la cui redditività e il cui sviluppo dipendono anche da procedure amministrative efficienti. Coppola ha affermato che le autonomie locali e regionali possono avere un ruolo importante nel promuovere la ricerca orientata al mercato, innovazione e trasferimento di conoscenza e nel consentire agli Stati membri di cercare e garantire sinergie tra i vari programmi di ricerca nazionali. Inoltre, possono aiutare a promuovere lo sviluppo sostenibile dell´acquacoltura attraverso programmi di informazione nelle scuole e di promuovere il consumo di prodotti locali e stagionali. Sulla base di questi orientamenti, gli Stati membri elaboreranno piani strategici nazionali pluriennali prendendo in considerazione le condizioni di ogni paese, i problemi e le potenzialità. L´ue importa il 60% dei prodotti ittici che trasforma. In Italia, il Veneto – ha ricordato l´assessore Coppola - è uno dei maggiori produttori ed esportatori di molluschi vivi di grande qualità in tutta Europa. E’ anche la sede di uno dei distretti ittici più importanti in termini di fatturato, che assicura occupazione e prospettive di crescita importanti. Tuttavia un maggiore raccordo con la produzione italiana, se fosse potenzialmente in grado di fornire prodotto, sarebbe un’ulteriore fonte di reddito e di produzione di alta qualità. Oggi infatti il pesce che viene trasformato è quasi tutto di importazione, mentre potrebbe essere italiano proprio grazie all´acquacoltura. Il settore ha quindi ampi margini di crescita. Il parere licenziato in commissione sarà sottoposto il prossimo novembre alla sessione plenaria del Comitato delle Regioni per l’adozione. Il parere è stato condiviso ed apprezzato anche dalla Commissione europea, presente ieri al voto, che ha deciso di dedicare all´acquacoltura l´iniziativa degli ´Open Days´ che si apre la prossima settimana a Bruxelles con una sessione dove l’assessore Coppola sarà relatore e presenterà le future linee strategiche del settore.  
   
   
AIUTI DI STATO: LA COMMISSIONE EUROPEA CONSTATA L´INDENNITÀ DI ESPROPRIO PER L´OLANDESE PRODUTTORE DI ALCOL NEDALCO NON COMPORTA AIUTI DI STATO  
 
La Commissione europea ha concluso che l´indennità di espropriazione concessi dai Paesi Bassi al produttore Nedalco alcol per ritrovare il suo sito a Bergen op Zoom, nella regione olandese del Noord-brabant, è in linea con le norme Ue sugli aiuti di Stato. La Commissione ha ritenuto che la compensazione non ha dato alcun vantaggio selettivo per la società e, quindi, non costituiva un aiuto di Stato ai sensi delle norme Ue. Nel 2004, il comune di Bergen op Zoom e Nedalco ha concluso un accordo per quanto riguarda la compensazione per il trasferimento del sito produttivo di Nedalco che il comune ha voluto utilizzare per un progetto immobiliare. L´importo del risarcimento era stato stimato da esperti indipendenti sulla base della legge Espropriazione olandese. A causa della incapacità del Comune a pagare, Nedalco concordato un importo notevolmente inferiore. Quando il pagamento finale è dovuto nel 2011, i Paesi Bassi hanno ritenuto che Nedalco non aveva diritto al risarcimento integrale, ma solo per il valore di mercato del sito e notificato l´accordo alla Commissione sostenendo esso costituisse un aiuto di Stato illegale. Come confermato da una giurisprudenza costante, la Commissione ritiene che in linea di principio non vi è alcun indebito vantaggio economico in cui la compensazione è pagata a seguito di intervento dello Stato, ad esempio in caso di esproprio. In questo caso la Commissione ha constatato che Nedalco non aveva venduto il suo sito volontariamente ma concordato con il comune su un prezzo di acquisto che comprendeva il risarcimento dei danni, in conformità con la legge Espropriazione olandese che invita le parti interessate a trovare un accordo amichevole prima di lanciare la formale espropriazione. La Commissione ritiene inoltre che la compensazione va oltre il valore di mercato effettivo del sito può essere concessa a determinate condizioni, senza dare al beneficiario un vantaggio economico indebito. In questo caso la Commissione ha constatato che Nedalco aveva diritto al risarcimento non solo per il valore di mercato mera dei terreni e fabbricati, ma anche per gli ulteriori danni che aveva subito, in particolare, il costo di un eventuale trasferimento, che al momento del accordo 2004 è una valida opzione. Il fatto che nel 2010 Nedalco trasferito la sua produzione in altri stabilimenti, che aveva iniziato la produzione nel periodo 2005-2007, non modifica questa conclusione, dal momento che l´esistenza di un vantaggio deve essere stabilita sulla base dei fatti e delle circostanze prevalenti al momento della concessione.  
   
   
CALABRIA: PUBBLICATA LA GRADUATORIA DEFINITIVA DEL BANDO DELLA MISURA 112. IMPEGNATA L’INTERA SOMMA DISPONIBILE  
 
L’assessore all’agricoltura, foreste e forestazione Michele Trematerra rende noto che sul sito http://www.calabirapsr.it/  è stata pubblicata la graduatoria definitiva del bando della Misura 112 - annualità 2010 del Psr Calabria 2007- 2013, “Insediamento giovani agricoltori”, finalizzata al miglioramento delle competitività del settore agricolo e forestale. La Misura in particolar modo supporta l’insediamento di giovani agricoltori, di età compresa tra i 18 e i 40, che presentino un piano di miglioramento aziendale. Una cospicua dotazione finanziaria, del valore di 5.857.150,00 euro, sarà presto a disposizione di 167 nuove aziende calabresi. “Ancora una volta posso affermare con soddisfazione – ha dichiarato l’assessore Trematerra – che il Dipartimento Agricoltura, attraverso il Psr, è riuscito ad impegnare l’intera somma disponibile, finanziando oltre la metà delle aziende che avevano fatto valida istanza di aiuto. Siamo compiaciuti dell’alto numero di domande pervenute e continueremo su questa strada, premiando i progetti validi e che hanno come obbiettivo il beneficio del territorio e della comunità. Il finanziamento di queste 167 nuove aziende ha una rilevanza particolare – ha aggiunto Trematerra – se si considera che altrettanti giovani agricoltori calabresi, in questo momento di crisi generale, avranno la possibilità di avviare un’attività propria. Un elemento che dimostra come sia possibile creare nuove occupazioni nella nostre regione”. Le aziende agricole beneficiarie, che fanno parte di tutte e cinque le province calabresi, riceveranno 35.000 euro ciascuna, che è l’entità prevista per ogni singolo premio.  
   
   
EMILIA ROMAGNA: GIOVANI IN AGRICOLTURA, 2 MILIONI 790 MILA EURO PER IL PRIMO INSEDIAMENTO  
 
Bologna - Per i giovani che vogliano diventare agricoltori la Regione stanzia nuove risorse per 2 milioni 790 mila euro. Si tratta di finanziamenti del Programma regionale di sviluppo rurale che serviranno per concedere un premio di primo insediamento variabile dai 15 mila ai 40 mila euro in funzione del piano aziendale che verrà presentato. Le domande possono essere inviate da chi ha meno di 40 anni, entro il 5 novembre alle Amministrazioni provinciali competenti per territorio, tramite il Sistema operativo pratiche predisposto da Agrea. L’istruttoria delle domande si concluderà entro il 7 febbraio 2014 con l’approvazione della graduatoria unica regionale. “Dobbiamo aiutare i giovani che vogliono fare agricoltura: è un investimento che facciamo per il nostro futuro - ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – queste risorse si aggiungono a 10 milioni di euro straordinari che avevano già stanziato nel luglio scorso per dare una risposta alle domande ancora in lista di attesa nelle graduatorie provinciali, sia per quanto riguarda il primo insediamento che per i piani di ammodernamento aziendale. Ora con questo nuovo bando ci rivolgiamo i giovani che in quell’occasione non avevano ancora i requisiti per partecipare”.  
   
   
NASCE IL MARCHIO DEL PESCATO CAMPANO PROMUOVERÀ LA RICONOSCIBILITÀ DEI PRODOTTI DEL MARE DELLA REGIONE  
 
Riconoscibilità nei mercati del pesce pescato in Campania. Più tutela dei lavoratori del comparto pesca, più tutela del consumatore finale. Rispetto delle leggi e dell’ambiente. Valorizzazione delle tradizioni delle comunità del mare. Sono queste le caratteristiche del Consorzio di Gestione del Pescato Campano – il Co.ge.pe.ca. – che già riunisce molte imprese della costa campana, in modo particolare dell’area flegrea e dell’area vesuviana. Il Consorzio aderisce a Federpesca–confindustria, ha sede a Pozzuoli ed è nato lo scorso luglio. Caratteristica principale è aver riunito in un unico sodalizio tre diversi tipi di pesca: circuizione, strascico e piccola pesca. Tra gli obiettivi: la promozione di iniziative di valorizzazione della qualità del pescato degli associati con la nascita di un marchio di riconoscibilità; promuovere attività di pescaturismo e di ittiturismo; corsi di formazione, studi e ricerche; organizzare i servizi a terra per gli aderenti; tutelare le aree di pesca; accedere ai finanziamenti dal Piano di Gestione 2013 e dal Fondo Europeo per la Pesca; essere interlocutore con le istituzioni; fornire servizi legali e fiscali; creare spazi per la vendita diretta dei prodotti; sviluppare una rete commerciale con le industrie alimentari. Possono aderire al Co.ge.pe.ca. Tutti coloro i quali esercitano la pesca costiera locale, la pesca costiera ravvicinata, la pesca artigianale e la pesca mediterranea o d´altura. «Il Consorzio è anche un’importante operazione di marketing territoriale legato al mondo della pesca - dichiara il presidente, Fulvio Giugliano - dopo un lungo lavoro si è finalmente riusciti a costituire una realtà che, ad oggi, conta già più di quindici società consorziate con una forza produttiva di più di cinquanta imbarcazioni che si occupano dei tre sistemi di pesca: circuizione, strascico e piccola pesca. Tra gli obiettivi del consorzio c’è quello della valorizzazione del pescato locale attraverso la vendita del prodotto fresco con un marchio di riconoscibilità; lo sviluppo di attività turistiche che valorizzino la risorsa mare e il suo indotto. I nostri associati agiranno nel segno della legalità, nel rispetto dell’ambiente e per la tutela del consumatore».  
   
   
CASEIFICIO AMALTEA: LOMBARDIA SOSTIENE LA FILIERA LOCALE  
 
San Vittore Olona/mi - Proseguendo nel suo viaggio tra le realtà imprenditoriali agricole e zootecniche lombarde di ogni dimensione, l´assessore regionale all´Agricoltura Gianni Fava ha visitato il caseificio Amaltea di San Vittore Olona (Milano), incontrando il titolare Roberto Ferrario. L´azienda nasce nel 1986 come attività specializzata nell´allevamento di capre e trasformazione del latte in formaggi artigianali nel caseificio aziendale; la crescente richiesta di prodotto e le conseguenti esigenze di mercato hanno successivamente portato alla separazione dell´attività agricola da quella casearia, con la nascita di Amaltea Srl. Cultura Millenaria Di Nuovo Apprezzata - "Regione Lombardia guarda con interesse a queste aziende paradossalmente innovatrici - ha puntualizzato Fava, al termine della visita -: una cultura come quella della capra, millenaria, in realtà negli ultimi 30 anni era sostanzialmente sparita dal punto di vista dello sfruttamento industriale. Qui hanno capito che un mercato nuovo si è sviluppato, anche per il cambio delle abitudini alimentari. Si tratta di un prodotto che in questa fase intercetta il gusto, viene realizzato bene, artigianalmente, in spazi e con modalità lavorative di contenuto e senza fronzoli". "Questo imprenditore - ha fatto notare Fava - riesce a garantire la ´stagionalità´ della capra con una modalità coraggiosa, accumulando notevoli quantitativi di cagliata nei periodi di asciutta. Per evitare, nei tre mesi in cui il latte manca, di andare a prenderlo fuori dal proprio territorio. Un scelta esemplare di rispetto per il consumatore". Premiare Chi Fa Lavorare Il Territorio - "C´è una logica in questo - ha spiegato l´assessore -: è l´approccio di un agricoltore al mondo industriale, quando accade il contrario lo si nota, perché c´è più forma e meno sostanza". Con un occhio di riguardo al territorio, a chi vi opera. "A differenza di altri, anche sul territorio regionale, loro hanno scelto prodotti autoctoni e del territorio, completando una filiera tutta nostra, che è quella virtuosa della nostra agricoltura. Altri invece, acquistano latte francese, scelta sconveniente dal punto di vista socio-economico. La logica di Amaltea va premiata, perché consente ai piccoli allevamenti di vivere e sappiamo quale sia il valore di queste attività per preservare il territorio e, a cascata, le altre attività collegate". Regione A Fianco Anche Dei Piccoli - "Noi vogliamo combattere a fianco di queste piccole realtà - ha annunciato l´assessore -, per vedere se esistono modalità per poterle assecondare in una dinamica di crescita ulteriore, perché lo spazio sul mercato c´è. Occorre poi accompagnarle in una battaglia storica su etichettatura e origine di prodotti: è inutile che realtà come Amaltea si siano dotate di uno strumento volontario, di un marchio che identifichi determinate produzioni come quelle caprine, che abbiano fatto scelte coraggiose non importando latte dall´estero, controllando la filiera, facendo lavorare i propri allevatori, quando poi l´Unione europea impedisce di avere una propria identità chiara e definita, creando discrimine sul mercato". Su Identità Prodotti Non Molliamo - Aspetti, questi, su cui Fava, che ha centrato tutta la sua precedente attività parlamentare nel contrasto alla contraffazione alimentare, non ha alcuna intenzione di mollare. "Su etichettatura, integrità filiera e origine del prodotto continueremo la nostra battaglia - ha concluso l´assessore -, senza dimenticare che occorre valorizzare i propri prodotti. Senza una marginalità, una remunerazione adeguata è inutile che si continui a fare gli eroi, anziché gli imprenditori".  
   
   
LOMBARDIA: PRODUZIONE LATTE, NIENTE SANZIONI DA BRUXELLES  
 
Milano - "Dalla Commissione Ue abbiamo avuto la conferma che l´Italia non dovrà pagare sanzioni a Bruxelles, perché la produzione di latte per la campagna 2012/2013 è rimasta entro i limiti della quota nazionale assegnata. Questo impone delle riflessioni profonde, alle quali non possiamo sottrarci, per assicurare stabilità alle imprese lattiere e impostare un futuro di crescita quando il limite delle quote scomparirà, nel 2015". Analisi Positiva Ue - L´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava, ritiene positiva l´analisi della Commissione europea, che inserisce l´Italia nella casella dei Paesi virtuosi, ma chiede a gran voce, nuovamente, che il super-prelievo venga ridotto a tutti i produttori. "Vessare mensilmente gli allevatori - ribadisce Fava -, per poi restituire a fine campagna quanto hanno dovuto versare, rappresenta una inutile vessazione, in un momento in cui la crisi e l´aumento dei costi di produzione richiede che alle aziende sia assicurata la più ampia liquidità". Psr, Politiche Condivise Con Altre Regioni - L´assessore all´Agricoltura della Lombardia intende impostare nel futuro Piano di sviluppo rurale per il settennato 2014-2020 politiche condivise con le altre Regioni del Nord Italia, dove si produce la gran parte del latte italiano. "In uno scenario sempre più governato dalla globalizzazione - spiega l´assessore - anche l´Italia dovrà sostenere la propria filiera, promuovendo le produzioni lattiero-casearie di qualità, sostenendo le esportazioni, stringendo accordi per tutelare i prodotti a denominazione d´origine dalla contraffazione". Altri Si Attrezzano Per Mercato Comunitario - Se si osserva, tuttavia, chi sono i Paesi che hanno superato la propria quota nazionale (Germania, Austria, Danimarca, Polonia, Cipro, con l´Olanda sanzionata per aver ecceduto la propria quota sulle vendite dirette), si può avanzare anche una lettura circa il futuro. "Pur con qualche eccezione, abbiamo di fronte grandi produttori - commenta l´assessore della prima regione agricola d´Italia - che si stanno attrezzando per affrontare di slancio la liberalizzazione del mercato comunitario".  
   
   
TUBERFOOD, VIA ALLA FILIERA PER ESPLORARE IL TERRITORIO  
 
Milano - La ricerca di nuove forme di sviluppo promuove l´azione di laboratori progettuali come le fiere centrate sulla valorizzazione dei prodotti tipici locali. E´ il caso di Borgofranco sul Po (Mantova), con il progetto ´Tuberfood - Sinergie dal tartufo´, ora ufficialmente abbinato alla Fiera provinciale del Tartufo (4-5-6; 11-12-13; 18-19-20-21 ottobre 2013). L´iniziativa - vero e proprio avvio di "filiera", che consideri il prezioso tubero filo conduttore di eventi e occasioni per valorizzare il territorio, la storia e le tradizioni locali - è stato presentato in Regione, alla presenza dell´assessore all´Agricoltura Gianni Fava. Al convegno hanno partecipato Lisetta Superbi, sindaco di Borgofranco Sul Po; Massimo Malavasi, presidente Pro Loco; Adriano Facchini, esperto di marketing territoriale e agroalimentare; Paolo Papazzoni, presidente associazione ´Trifulin Mantuan´. La novità è la creazione di un percorso certificato di tartufo che possa rispettare requisiti di carattere legislativo, ambientale, tecnico e riproduttivo, nella raccolta, commercializzazione e consumo, ma anche nel trattamento e nella trasformazione del prodotto. Operazione Che Rimette In Luce I Territori - "Un´operazione con due valenze, culturale ed economica - ha detto Fava -, che rende protagonista il territorio più lontano da Milano, per tanto tempo dimenticato e che deve avere insieme agli altri territori periferici sempre più rappresentanza in questa sede; lo dico, ricordando che la provincia di Mantova è la seconda più agricola in Lombardia". "Essere qui oggi - ha sottolineato l´assessore - dà il senso di un cambio di strategia, poi le idee devono camminare sulle loro gambe. Qui parliamo di territorio e quindi di cose concrete. Queste attività vanno sostenute, per far sì che il nostro patrimonio culturale ci continui a contraddistinguere per quello che siamo". "Questa - ha ricordato Gianni Fava - è la grande Lombardia dell´agroalimentare, forte di 42 vini a denominazione d´origine, 26 prodotti Dop e Igp, 243 prodotti agroalimentari tradizionali. Il tartufo di Borgofranco sul Po e dei Comuni limitrofi consacra quella tradizione locale e, quando parliamo di ´tartuficoltura´, facciamo riferimento a una coltura estremamente versatile, che si adatta anche a quei terreni considerati poco produttivi per altre colture´. Valorizzare Aree Di Produzione - La Fiera del Tartufo di Borgofranco sul Po può considerarsi un evento ormai radicato, in quell´area che rappresenta la punta avanzata della Lombardia, che si incunea fra Emilia-romagna e Veneto. "Essa celebra un prodotto tipico della zona, estremamente pregiato, che nulla ha da invidiare ad altri funghi ipogei noti in tutti il mondo" ha concluso l´assessore. La costituzione di un tessuto connettivo favorevole alla nascita e allo sviluppo di una filiera produttiva di una risorsa naturale come il tartufo è già operativa nell´area dell´Oltrepò Mantovano, grazie a un Consorzio di 23 Comuni, che condividono risorse e servizi orientati alla promozione turistica, paesaggistica ed enogastronomica, e alla Regione Lombardia, che ha attinto a fondi comunitari europei. Il Ruolo Delle Istituzioni - Paolo Papazzoni, presidente dell´associazione cercatori di tartufi ´Trifulin Mantuan´, ha evidenziato gli ultimi sviluppi della legge regionale 31 del 5 dicembre 2008 in materia di agricoltura a integrazione delle normative quadro circa la raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati, definizione e riconoscimento delle tartufaie controllate e coltivate: "Se non ci fossero i cercatori, non ci sarebbe neppure tutto il contorno di fiere, convegni e commercio - ha spiegato -; perché ciò sia valorizzato, occorre tutelare le aree di produzione e, per far questo, serve collaborare con le istituzioni". Sagre Veicolo Di Valori - Adriano Facchini, esperto di marketing territoriale, ha ricordato come le fiere e le sagre rappresentino una ricchezza in fatto di capitale sociale, veicolando valori presenti nelle piccole comunità. "E´ straordinario - ha detto, configurando il significato di ´localismo´ - pensare che un Comune di circa 800 abitanti si sia portato appresso una presenza dieci volte superiore nel corso della fiera: tutto ciò che è il ricavato, viene infatti riversato sul territorio. Sono queste le forme di localismo da incentivare. Le sinergie tra Enti locali, istituzioni, organizzazioni imprenditoriali e volontariato organizzato sono la base per intraprendere anche all´interno del ´piccolo´, come le fiere e le sagre, la collaborazione con la grande industria quale terreno di sperimentazione per nuovi prodotti, processi e modelli".  
   
   
LOMBARDIA: AGEA, NO ALLA RIFORMA PROPOSTA, RISORSE ALLE REGIONI  
 
Milano - L´assessore all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava boccia senza appello la proposta di legge di riforma di Agea (l´Agenzia per le erogazioni in agricoltura) avanzata da Dario Stefàno. Parallelamente, la Direzione generale dell´Agricoltura della Lombardia non approva il documento della Commissione Politiche agricole, che dovrebbe essere discusso nella prossima riunione della Conferenza delle Regioni e che sostanzialmente ricalca la proposta del senatore Stefàno. Riforma Inapplicabile - "Innanzitutto - afferma l´assessore Fava - la proposta di legge non è stata adeguatamente portata a conoscenza delle Regioni. Ritengo, dunque, che l´iter legislativo avviato parta già con un deficit pesante. Allo stesso tempo riteniamo debba essere cassato anche il documento della Commissione Politiche agricole, come ha fatto il presidente Roberto Maroni, per il fatto che contiene una ipotesi di riforma di Agea assolutamente inapplicabile". No A Realtà Centralizzata - Secondo l´assessore lombardo Fava "parliamo di un lifting inutile e dannoso, che consegnerebbe, sulle ceneri di una già disastrata Agea, una nuova realtà centralizzata, acefala, ancora più dipendente dal Mipaaf, un Ministero che già oggi ha un costo annuale di gestione di 1,3 miliardi di euro e che è stato abolito dai cittadini con un referendum popolare". La riforma di Agea, dice Fava, "dovrebbe perseguire l´obiettivo di migliorare i servizi rivolti agli agricoltori, mentre le proposte sia di Stefàno che della Commissione Politiche agricole credono erroneamente di rendere più efficienti i flussi di risorse verso le imprese agricole, caricando di nuove funzioni il Ministero delle Politiche agricole, fra le quali quelle in capo a Sin (Sistema informatico nazionale per lo sviluppo dell´agricoltura) e ad Agecontrol (Agenzia pubblica per i controlli in agricoltura)". Risorse Alle Regioni - Piuttosto, l´assessore Fava rilancia la proposta di affidare la gestione delle risorse direttamente alle Regioni. "Operiamo attraverso gli Enti pagatori delle Regioni o attraverso le Macroregioni agricole - afferma -, rendendo così più fluido il percorso delle risorse necessarie a sostenere gli agricoltori italiani, evitando duplicazioni di enti, aggravi burocratici e stratagemmi levantini, per rallentare ulteriormente quel carrozzone che è il Ministero delle Politiche agricole".  
   
   
SICUREZZA DEL CIBO: INQUIETANTE BOOM DI INTOSSICAZIONI ALIMENTARI. I CASI DI INTOSSICAZIONE SONO CINQUE VOLTE PIÙ NUMEROSI CHE NEL 2010. ITALIA SECONDA IN EUROPA PER INTOSSICAZIONI ALIMENTARI.  
 
Ogni anno in Italia vengono acclarati ben 23.000 casi di salmonellosi, pari a 41,3 ogni 100.000 abitanti. E il Nostro Paese secondo le statistiche europee occuperebbe il secondo posto nella classifica del numero di intossicazioni alimentari registrate. I sette principali patogeni che si ritrovano nei prodotti di origine animale (Campylobacter jejunì, Clostridium perfrigens, E. Coli 0157:H7, Listeria monocytogenes, Salmonella, Staphylococcus aureus, Toxoplasma gondii) sono responsabili annualmente da 3,3 fino a 12,3 milioni di casi di intossicazioni alimentari, con 3.900 decessi ed un costo stimato da 6,5 a 34 miliardi di dollari (spese sanitarie + mancata produttività lavorativa del malato) nel mondo. Tali cifre dimostrano che l´incidenza delle malattie trasmesse da alimenti è in costante ascesa in tutti i paesi industrializzati. Tale pericolosa tendenza è ascrivibile in gran parte alle modifiche dello stile di vita e delle scelte alimentari di noi consumatori. Le mutate abitudini lavorative (e di studio) hanno indotto un aumento del numero dei pasti consumati fuori casa, che negli Stati Uniti sono ritenuti responsabili dell´80% degli episodi delle intossicazioni segnalati. Questo fenomeno ha condizionato anche un incremento del numero dei punti di ristoro (bar, chioschi) in aggiunta ai ristoranti e alle mense preesistenti, con le conseguenti difficoltà ad effettuare un efficace controllo sanitario. La ridotta disponibilità di tempo nelle famiglie, dove spesso lavora anche la madre, ha ridotto drasticamente la propensione alla preparazione del cibo casalingo, con una progressiva perdita di competenze specifiche nella confezione e conservazione degli alimenti e un ricorso sempre più frequente all´acquisto di pasti pronti, che richiedono particolari cautele (consumo immediato o immediata refrigerazione). Inoltre l´assenza di entrambi i genitori da casa costringe sempre più spesso i minori (i cui genitori non posseggono più l´esperienza per fornire una sufficiente dote di nozioni pratiche) a preparare essi stessi il pasto, con modalità non sempre igienicamente corrette (i.E. Inadeguato riscaldamento, contaminazione di cibi cotti con cibi crudi). Anche le nuove preferenze alimentari dei consumatori possono giocare un ruolo non secondario. La ricerca di gusti nuovi (per esempio i frutti «esotici») e la perdita della nozione di stagionalità di frutta e verdura comportano l´importazione di questi prodotti da paesi lontani, con la concreta possibilità di trasporto anche degli agenti infettivi non usuali o “autoctoni”. Va segnalato poi il diffondersi nella popolazione di regimi dietetici volti alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, che prevedono l´uso di vegetali crudi e potenzialmente infetti. L´incremento dei casi di intossicazione alimentare è anche dovuto all´estendersi della fascia di soggetti a rischio (anziani, bambini, ìmmunodepressi) ed a fattori che concernono le diverse fasi di produzione (per esempio i metodi intensivi di allevamento del pollame) e lavorazione degli alimenti: a tal proposito un problema di rilievo può essere costituito dalla bassa specializzazione del personale addetto alla confezione degli alimenti e del suo rapido turn­over, che non consente di ottenere una corretta formazione igienico-sanitaria. Infine, permane purtroppo in gran parte della popolazione una scarsa propensione al rispetto delle più elementari norme igieniche per la prevenzione delle malattie a trasmissione oro-fecale. Basti pensare che in un recente studio dell´American Society for Microbiology è emerso che il 21,3 % del campione studiato (6.330 adulti) non si lavavano le mani dopo aver usufruito dei servizi igienici. Le intossicazioni alimentari rappresentano anche nel 2013 la principale causa di Mta (malattie trasmesse dagli alimenti) (58%), seguite dagli avvelenamenti da funghi (27%), dall’intossicazioni da istamina (7%) e da tossina botulinica (7%). Gli agenti causali maggiormente rappresentati, dopo le tossine fungine, sono risultati: Salmonella spp., Stafilococcus aureus, Istamina e Cl. Botulinum. Gli alimenti identificati come sospetti nello sviluppo dei focolai di tossinfezione alimentare sono stati i prodotti della pesca (24%) e i prodotti carnei (19%) con dati congrui alle analisi condotte su matrice alimentare che evidenziano le positività maggiori per i due alimenti sopra-citati. Incongruente risulta invece il dato relativo agli alimenti a base di uova, identificati come sospetti nel 13% delle indagini epidemiologiche in corso di Mta e raramente riscontrati positivi per patogeni nei controlli routinari sulle matrici alimentari (0/27). Tra l’altro anche alla luce dei risultati delle tipizzazioni di Salmonella spp. Che confermano il trend di una prevalenza di S. Typhimurium e della nuova variante monofasica 4,5,12:i e della quasi scomparsa di S. Enteritidis, è possibile che le indagini epidemiologiche siano influenzate da pregiudizi radicati tra i sanitari che hanno il primo contatto con il paziente e che vedono la Salmonella collegata al consumo di uova. Le matrici di origine vegetali sono identificate come sospette nel 6% delle Mta, contro un 0.5% di positività nelle indagini su matrici alimentari (1/190). Nella maggior parte dei casi gli episodi di Mta si verificano presso l’abitazione privata (52%) o nella ristorazione pubblica (33%) dove spesso i fattori comportamentali (scorretto mantenimento della temperatura e contaminazione crociata) sono frequentemente identificati come fattori causali. Per Giovanni D´agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” al di là del necessario e obbligatorio rispetto delle normative e delle regole da parte dell’industria alimentare, è indubbio che una adeguata informazione/formazione indirizzata ai consumatori o agli operatori di alcune tipologie di attività a maggiore rischio determini una più consapevole assunzione di comportamenti corretti ed una migliore gestione dei rischi legati alla manipolazione di alimenti. Occorre quindi ripetere sino allo stress che per proteggere la propria salute, bisogna rispettare delle buone pratiche di acquisto, conservazione e preparazione dei cibi tenendo presente che anche le scatolette o altri tipi di conserve a base di latte, pesce o carne, una volta aperte, devono essere tenute in frigorifero e consumate nel più breve termine e comunque entro 3 giorni dal primo consumo.  
   
   
AGRICOLTURA: IL VENETO PER LA CREAZIONE DI GRUPPI INTERREGIONALI DI INNOVAZIONE  
 
Venezia - Cambiamento climatico e sicurezza alimentare: su queste priorità si concentra il meeting in corso oggi a Bruxelles, organizzato da Eriaff (European Regions for innovation in agriculture, food and forestry), il primo network comunitario su innovazione e ricerca in agricoltura, cui aderiscono 26 Regioni europee che, con l’impulso della Commissione, lavorano al Partenariato europeo “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura”. “Con la partecipazione alla rete Eriaff, il Veneto – ha sottolineato l’assessore Franco Manzato – vuole contribuire alla nascita di gruppi interregionali che abbiano come obiettivo prioritario l’innovazione in agricoltura, al cui interno le tematiche di maggiore interesse per il sistema primario della nostra Regione riguardano tutti gli aspetti della produttività e sostenibilità agricola, ed in particolare: la qualità e la sicurezza alimentare; la tracciabilità nel sistema; la riduzione dei gas serra e dell’accumulo di carbonio nei suoli agrari; lo sviluppo di nuovi processi e prodotti per la produzione di energie rinnovabili da materiali di origine agricola, agroalimentare o forestale; lo sviluppo di nuove tecniche produttive o sistemi irrigui atti a migliorare la gestione delle risorse idriche, l’efficienza d’uso dell’acqua per scopi agricoli, il riutilizzo di reflui zootecnici o dell’industria agroalimentare ai fini irrigui; il perfezionamento e la realizzazione di tecniche che riducano il rischio di inquinamento delle risorse idriche, superficiali e profonde; nuovi modelli di gestione sostenibile delle superfici agrarie e forestali in funzione della conservazione della biodiversità”. Ad oggi, la Regione è parte attiva in 8 diversi programmi di livello transfrontaliero, transnazionale e interregionale e sono circa 300 i progetti nei quali sono coinvolti partner del territorio regionale. In agricoltura, sono stati sostenuti progetti finanziati nell’ambito dei Programmi comunitari Interreg, Life Plus, Cards, Phare sullo sviluppo rurale, agricoltura biologica, viticoltura, frutticoltura, riconoscimenti Igp e Dop, ricerca; sulla diversificazione e multifunzionalità, biodiversità, ricerca, gestione silvopastorale sostenibile, fissazione del carbonio e cambiamenti climatici. “L’innovazione inoltre – ha concluso Manzato – deve essere orientata alle richieste del mercato internazionale, intervenendo anche nei processi di marketing ed organizzativi; le richieste di innovazione riguarderanno anche le green economy, l’agricoltura di precisione e l’“agricoltura blu””.  
   
   
DISTRETTO DEL POMODORO DA INDUSTRIA DEL NORD ITALIA DIVENTA SEMPRE PIÙ IMPORTANTE PER PERSEGUIRE LA COESIONE DELL’INTERA FILIERA.  
 
Bologna – In una campagna difficile come quella in corso quest’anno il ruolo di coordinamento del Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia diventa sempre più importante per perseguire la coesione dell’intera filiera. E’ un passaggio dell’intervento del presidente del distretto del pomodoro, Pier Luigi Ferrari, sul numero di ottobre di Agrimpresa (già in spedizione), e il web magazine agrimpresaonline ( http://www.agrimpresaonline.it/ ). Agrimpresa, sfogliabile anche all’indirizzo http://www.Emiliaromagna.cia.it/images/agrimpresa/sfogliabile/11-2013low/index.html e consultabile anche su I-pad, I-phone, anticipa inoltre alcuni dati della campagna del pomodoro ancora in corso. Sono ancora tante le opportunità che le aziende agricole possono cogliere investendo nella produzione di energia pulita e nell’efficientamento energetico: un approfondimento del mensile della Cia Emilia Romagna.nel giornale le novità fiscali e i dettagli sull’aumento dell’Iva oltre ai suggerimenti per gli agricoltori che debbono osservare le norme della condizionalità in vista delle semine dei cereali autunno vernini.  
   
   
VENERDI’ AL MEETING DELLE SCUOLE AGRARIE DEL TRIVENETO DI ABANO  
 
Venezia - L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato interverrà venerdì 4 ottobre, verso le ore 11, all’incontro sul tema “Formazione, innovazione e occupazione nel comparto agroalimentare”, in programma al Teatro Comunale Polivalente di via Donati, 1, ad Abano Terme (Padova). Si tratta del confronto di apertura del meeting di tre giorni che coinvolgerà gli studenti e gli insegnanti promosso dalla rete degli Istituti agrari e forestali del Nord Est. Da venerdì e per l’intero fine settimana, si succederanno interventi istituzionali a tutti i livelli e contributi da parte di tecnici e periti agrari, che spiegheranno agli studenti lo scenario al cui interno si svolgerà il loro futuro lavoro. L’iniziativa è stata realizzata con il supporto dell’assessorato all’agricoltura della Regione del Veneto. Nell’occasione, negli spazi di Villa Bassi (Via Appia Monterosso, 56) sono in programma manifestazioni organizzate: visite guidate alle mostre allestite per il meeting, gare e manifestazioni degli alunni, spettacoli di cori e gruppi folkloristici, esibizioni equestri ed esposizioni di animali, concorsi letterari.  
   
   
HOST 2013: IL FUTURO DELL’HO.RE.CA. E DEL RETAIL SI INCONTRA A FIERA MILANO  
 
L’ho.re.ca. E il Retail, settori di eccellenza del Made in Italy che punta ai mercati globali, si riconoscono nella leadership di Host, la più innovativa manifestazione del settore nel mondo. Cresce la presenza estera e si rafforza il focus sull’innovazione sia tecnologica, sia nei format che nelle tendenze. È una crescita continua e sempre più internazionale quella che caratterizza Host 2013, il Salone internazionale dell’Ospitalità Professionale, leader mondiale nel settore Ho.re.ca. E Retail in programma a fieramilano dal 18 al 22 ottobre 2013. Lo confermano i numeri complessivi al 15 settembre: in totale gli espositori sono circa 1.600, che incontreranno 1.500 buyer altamente profilati e un pubblico composto da circa 120mila professionals, lungo un percorso espositivo sviluppato su 12 padiglioni. Le new entry tra gli espositori già registrati sono 350, delle quali più della metà estere: il già nutrito drappello di aziende internazionali – il 40% del totale – aumenta in media del +50%. Oltre 350 gli appuntamenti in programma ad Host, tra workshop, seminari, degustazioni, cooking show, mostre, competizioni ed eventi. Sono 11 le nuove bandiere che sventoleranno a Host 2013 in rappresentanza di altrettante interessanti economie emergenti – Bahrain, Brasile, Giappone, Kenya, Israele, Romania, Singapore, Slovacchia, Ungheria, Venezuela e Vietnam – portando a 46 il totale dei Paesi presenti. In crescita anche i mercati forti e tradizionali: con punte del +177% dagli Usa, +100% dalla Francia, +70% dalla Germania, +39% dalla Turchia. Significativamente, Host 2013 rileva incrementi anche dalle economie in difficoltà: +14% le presenze dalla Spagna, mentre dalla stessa Italia gli espositori aumentano del +1,5%. In particolare, le aziende Usa sono più di 60, un dato che conferma sempre più la centralità di Host come driver nei settori Ho.re.ca e Retail. “Chiunque nel mondo – commenta Marco Serioli, Direttore Divisione Exhibitions di Fiera Milano – voglia capire in quali direzioni si evolve l’Ho.re.ca. E Retail, guarda a Host. Una leadership incontrastata perché non è fatta di slogan, ma di dati, fatti e risultati. Nessun’altra manifestazione può vantare la nostra expertise in innovazione tecnologica, trendsetting nelle tendenze e nei format, collaborazioni con il mondo accademico, attenzione al design e al lifestyle. Insieme con il supporto costante agli operatori e l’altissimo livello di internazionalizzazione, questi atout fanno di Host una piattaforma di business irrinunciabile sia per un Made in Italy d’eccellenza che punta ai mercati globali, sia per i player internazionali per i quali l’Italian Style è il riferimento e Milano la sua capitale”. Oltre ai top player del settore, che vi presenteranno le loro novità, Host 2013 proporrà anche un ricchissimo ventaglio di aree speciali, eventi e iniziative in collaborazione con le più importanti realtà del mondo associativo e universitario. Tra questi si segnalano in particolare Hosthinking e Smart Label, i due prestigiosi Award che Host 2013 ha istituito in collaborazione con Poli.design, consorzio del Politecnico di Milano – la 28a migliore università tecnologica al mondo secondo l’autorevole Qs World University Rankings – e con il patrocinio di Adi - Associazione per il Disegno Industriale. Tecnologia protagonista con Smart Label, che premierà le proposte più innovative in termini di funzionalità, tecnologie, sostenibilità ambientale, risvolti etici e sociali per prodotti e aziende, presenti a Host 2013: quasi 200 le candidature pervenute dai più svariati settori merceologici. Nuovi format al centro invece con Hosthinking. A Design Award, che premia i nuovi format più innovativi nel valorizzare l’esperienza del cliente: hanno risposto 180 designer da tutto il mondo con 71 progetti candidati. Una leadership delle idee oltre che dei numeri, dunque, che rafforza il ruolo di Host 2013 come punto di riferimento globale per un settore di eccellenza del Made in Italy. Se i recenti dati del Centro Studi Confindustria prevedono per il quarto trimestre 2013 un +0,3% per il Pil italiano, il settore hospitality, anche grazie alla propensione all’export, darà un contributo importante, come rivelano i dati che le più autorevoli associazioni di categoria condividono con Host 2013. Secondo Confindustria Ceced Italia, le esportazioni di apparecchiature professionali per catering e ristorazione verso le economie emergenti crescono a ritmi tra +10% e +15%. Nelle performance complessive per comparti, analizzate dall’Ufficio Studi Anima, si segnalano le Macchine per Caffè Espresso con un +1,4% nel fatturato e +6,3% nell’export. Esportazioni in aumento anche per Macchine e Forni per Pane, Biscotti, Pasticceria e Pizza e Attrezzature Frigorifere per il Commercio. Per informazioni aggiornate su Host: www.Host.fieramilano.it, @Host2013 #Host2013  
   
   
OLIO FARCHIONI, SOSTENIBILITÀ GARANTITA DA UN PROTOCOLLO REGOLE E TRADIZIONI FAMILIARI ALLA BASE DEL PROTOCOLLO QAS (QUALITÀ, AMBIENTE, SICUREZZA) VERIFICATO DALL’ENTE DI CERTIFICAZIONE INTERNAZIONALE DNV BUSINESS ASSURANCE  
 
Dnv Business Assurance, uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale, ha seguito lo sviluppo del protocollo Qas Qualità, Ambiente e Sicurezza di Farchioni, azienda italiana di proprietà familiare leader nel mercato dell’olio d’oliva, a garanzia di una produzione che da sempre segue rigorosi criteri di sostenibilità. Darsi delle regole per offrire ai propri consumatori prodotti di qualità, rispettosi della salute e dell’ambiente è quello che la famiglia Farchioni ha sempre fatto. Il desiderio di formalizzare l’impegno nei confronti del mercato ha portato l’azienda a mettere a punto un vero e proprio protocollo produttivo e a rivolgersi a un ente di terza parte indipendente come Dnv Business Assurance che potesse verificarne l’efficienza e confermarne la validità. In linea con gli obiettivi e i principi guida previsti dalla Iso 26000, lo standard internazionale di riferimento per la responsabilità sociale, il protocollo Qas si focalizza su 3 aree fondamentali: la qualità, l’ambiente e la sicurezza. Sistematizza l’articolato insieme di specifiche tecniche e certificazioni che già contraddistinguono l’attività della Farchioni Olii e stabilisce gli obiettivi futuri perché l’azienda possa continuare a crescere in modo sostenibile. Per quanto riguarda la qualità dei processi e dei prodotti, oltre alla certificazione del sistema di gestione della qualità, il protocollo prevede sia la certificazione per la responsabilità sociale, sia per la rintracciabilità della filiera agroalimentare, unitamente alla specifica di prodotto biologico e Dop o Igp. In materia di tutela dell’ambiente, la certificazione del sistema di gestione ambientale e del sistema di gestione energetico compaiono tra i requisiti di base. Il protocollo Qas, inoltre, stabilisce un ventaglio di certificazioni in materia di sicurezza a protezione sia degli alimenti (e quindi dei consumatori), sia dei lavoratori. Tra gli obiettivi futuri più rilevanti, invece, c’è la redazione del Codice Etico per i Fornitori. Il logo distintivo del protocollo Qas è riportato nell’etichetta sulla parte frontale di ogni confezione di olio d’oliva a marchio Farchioni. Un’ulteriore garanzia della sostenibilità della produzione per tutti i propri consumatori. Andrea Violetti della Direzione del Gruppo Alimentare Farchioni ha commentato “In questo momento di forte contrazione economica stiamo comunque investendo nella qualità dei nostri processi e dei nostri prodotti per rispettare meglio l’ambiente, i nostri consumatori ed i nostri lavoratori, è un impegno continuo e quotidiano per la sostenibilità di tutte le nostre attività agroindustriali”. Massimo Berlin, Direttore Generale di Dnv Business Assurance, ha commentato: “Mettere a punto un protocollo produttivo a garanzia della sostenibilità della produzione rappresenta un’eccellenza nel panorama italiano e internazionale. Siamo orgogliosi di aver affiancato Farchioni nella formalizzazione di questo impegno nei confronti dei propri consumatori, che si traduce anche in una serie di vantaggi concreti, dall’ottimizzazione dei processi e conseguente riduzione dei costi al miglioramento della qualità del prodotto”. Note per i redattori Farchioni Di tradizione secolare e con più di 35 marchi di oli di oliva di proprietà, Farchioni è uno dei leader del mercato dell’olio italiano e mondiale. La storia della Farchioni Olii Spa è inscindibile da quella della famiglia Farchioni, da ben sette generazioni impegnata nella lavorazione dei prodotti agricoli umbri. Lo stabilimento oleario, con annesso oleificio, della Farchioni Olii ha sede a Gualdo Cattaneo su una superficie complessiva di 40.000 m². Con una capacità di stoccaggio di olio extra vergine di oliva di 7.000 tonnellate e sei linee di imbottigliamento, con un potenziale produttivo di 120.000 confezioni al giorno, rappresenta uno dei principali poli produttivi italiani. Nel 2012 l’azienda ha prodotto 30.000.000 di bottiglie di olio d’oliva. Dnv Business Assurance è uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale. Con 1.800 professionisti in tutto il mondo e un’offerta completa di servizi di certificazione, assessment e formazione, aiuta i propri clienti a rafforzare il rapporto di fiducia con gli stakeholder e a lavorare nell’ottica di uno sviluppo di business sostenibile su scala globale. Dnv Business Assurance fa parte di Dnv Gl Group, una delle più grandi società al mondo di classificazione e di servizi per la gestione del rischio, che oggi conta 16000 professionisti e 300 uffici in tutto il mondo. In Italia, Dnv Business Assurance è presente con 10 sedi operative e oltre 250 dipendenti ed è leader nel mercato italiano della certificazione dei sistemi di gestione. Www.dnvba.it  
   
   
TABLÒ PERUGINA: UNA FORMA ORIGINALE, PER UN PIACERE CHE NASCE DAL CENTRO. PERUGINA ARRICCHISCE LA GAMMA DELLE TAVOLETTE CON IL NUOVO GUSTO FONDENTE ALL’ARANCIA  
 
Dopo il successo dell’anno scorso, Perugina ha deciso di arricchire la linea di tavolette Tablò, dalla forma unica caratterizzata da un oblò, come suggerito dal nome. Dalla combinazione tra il cioccolato Luisa e le note delicate dell’arancia nasce Tablò Perugina Fondente all’Arancia, con l’originale forma e lo spessore particolare distintivi dell’intera linea, per un piacere che nasce dal centro grazie al perfetto equilibrio tra il gusto deciso del cacao e il sapore fruttato degli agrumi. Altra novità di quest’anno, in esclusiva per il canale banco, la barretta Tablò Perugina al cioccolato bianco. Le nuove varietà vanno ad affiancare i classici al latte, fondente, bianco e gianduja, offrendo al consumatore un’ampia scelta per far assaporare la semplicità e la praticità di una tavoletta da condividere. Ecco nel dettaglio la linea Tablò Perugina che comprende, oltre alle tavolette nei cinque gusti, anche il formato in barretta nelle varietà latte, fondente e bianco: Tipologia Canale Formato Prezzo Tablò Perugina Tavoletta Latte Confiserie e Grocery 80 gr 0,99€ Tablò Perugina Tavoletta Fondente Confiserie e Grocery 80 gr 0,99€ Tablò Perugina Tavoletta Bianco Confiserie e Grocery 80 gr 0,99€ Tablò Perugina Tavoletta gianduja Confiserie e Grocery 80 gr 0.99€ Tablò Perugina Tavoletta Fondente all’Arancia Confiserie e Grocery 80 gr 0,99€ Tablò Perugina Barretta Latte Banco 30 0.60 Tablò Perugina Barretta Fondente Banco 30 0.60 Tablò Perugina Barretta Bianco Banco 30 0,60  
   
   
LE RARE ANNATE BORDEAUX, INSIEME PER UN EVENTO UNICO AL FOUR SEASONS HOTEL MILANO  
 
Four Seasons Hotel Milano, nell’anno del suo 20° anniversario, continua a celebrare le esperienze più ricercate in città, dedicando una cena irripetibile alle rare annate Bordeaux: Les Joyaux De Bordeaux, 18 Ottobre 2013. Un’occasione unica, per assaporare i rari vini Bordeaux nel perfetto equilibrio creato con gli abbinamenti culinari dello Chef Sergio Mei. Nella cornice del Ristorante Il Teatro, impreziosito dalle magnifiche decorazioni floreali di Vincenzo Dascanio, sfileranno veri gioielli: tra questi un meraviglioso Haut-brion Blanc Pessac-leognan 1997, dalle note incredibilmente minerali che si fondono con profumi floreali e fruttati, e il celeberrimo Château Mouton-rotschild Cru Pauillac 2007, profondo e opulento, magnificamente elegante e armonioso: per non citare che due tra i protagonisti della serata, un grande bianco e un illustre rosso. I Vini Château Haut-brion Blanc 1er Cru Pessac-leognan 1997 Château Cheval Blanc 1er Cru Saint Emilion 2007 Château Mouton-rothschild 1er Cru Pauillac 2007 Château Latour 1er Cru Pauillac 1998 Château Margaux 1er Cru Margaux 1998 Menu Stuzzichino Ostrica scottata al sale con spuma di sedano bianco e emulsione di acqua d’ostrica Astice blu bretone arrostito alla brace di vite e finocchietto selvatico con brodetto di astice, bastoncini di sedano e bruschetta al lardo affumicato Consommé di volaille de Bresse all’Armagnac con gnocchetti alla Parigina tartufati, gocce di mousseline con erbe e perle di verdure Risotto mantecato ai porri con chenelle di funghi chanterelles e gorgonzola fuso al tartufo nero di Norcia Filetto di branzino arrostito alla salvia e timo limonato con cuore di carciofo Bretone cotto al latte e spinacini teneri Anatra di Bresse arrostita allo spiedo con salsa al salmì leggera, ragù di mele cotogne, spugnole e castagne Soufflé ai lamponi e rabarbaro, mango gratinato con zabaione al Sauternes, gelato al caffè bianco e miele www.Fourseasons.com Venerdi’, 18 Ottobre 2013 Ristorante Il Teatro Informazioni E Prenotazioni Four Seasons Hotel Milano, Tel. 02 7708 1435 Prezzo per persona: € 1.000, incluse le rare annate di Bordeaux  
   
   
ZACAPA: LA NUOVA RESERVA LIMITADA 2013 IL RUM INVECCHIATO SOPRA LE NUVOLE PRESENTA UNA NUOVA MISCELA IN EDIZIONE LIMITATA  
 
Zacapa - il rum guatemalteco ultra-premium da molti esperti considerato tra i migliori al mondo - è lieto di annunciare il lancio in Italia di Reserva Limitada, una speciale miscela in edizione limitata, perfetta armonia tra tradizione e artigiano invecchiamento. Reserva Limitada 2013 è un rum sorprendente anche per gli intenditori più esigenti. Una diversa annata di Reserva Limitada, con diverse miscele esclusive di rum, appositamente selezionate dalla Master Blender Zacapa Lorena Vásquez, verrà presentata ogni anno. Per Reserva Limitada 2013 Lorena Vásquez ha selezionato diverse varietà di riserve di rum con caratteristiche e invecchiamenti diversi, tra i 6 e i 24 anni, dando vita a una miscela unica per il colore mogano intenso, la grande complessità e morbidezza di gusto. Utilizzando il ‘Sistema Solera’, processo di invecchiamento fondato su un antico metodo spagnolo di invecchiamento dello sherry, Lorena lentamente miscela rum di invecchiamenti diversi in una serie di botti che precedentemente hanno contenuto whisky americano, sherry e Pedro Ximénez. La sublime complessità di Reserva Limitada 2013 culmina nella fase finale del processo, con l´invecchiamento del rum per la seconda volta in botti di sherry e botti combuste di quercia bianca Americana, conferendole un gusto e un aroma unici. La complessità del suo gusto è profondamente radicata nella sua terra d’origine e nell´attenzione per il dettaglio, che si riflette in ogni aspetto della sua produzione. Dalla canna da zucchero dei bassopiani sovrastati dai vulcani, al processo di invecchiamento che si svolge a 2.300 metri sul livello del mare, fino alla tradizionale fascia intrecciata a mano (il petate) che cinge ogni bottiglia, ogni passaggio della produzione di Reserva Limitada avviene sotto l´occhio vigile del suo Master Blender. Corpo: setoso, avvolgente in bocca Olfatto: aromi di cioccolato, noci tostate, frutta essiccata caramellata, toffee, vaniglia, uva passa, legno e note di agrumi essiccati Gusto: complesso, equilibrato, morbido e delicato Finale: lungo e soddisfacente, che avvolge il palato I rum Zacapa sono disponibili nelle migliori enoteche, locali e ristoranti di tutto il mondo. Zacapa Zacapa è uno dei migliori rum del mondo. Prodotto nella verde terra di Guatemala, questo rum ultra-premium è il risultato di una combinazione unica di suolo, clima e materiali naturali uniti da un’abile distillazione e un processo speciale di invecchiamento ad alta quota. A differenza di molti rum che utilizzano la melassa, Zacapa viene prodotto utilizzando il puro succo della canna da zucchero, denominato ‘miel virgen’. Invecchiato nella cosiddetta ´Casa sopra le nuvole,´ ad un´altitudine di 2.300 metri sul livello del mare, Zacapa utilizza un processo di invecchiamento detto ´Sistema Solera´, secondo il quale il rum viene messo a riposare in botti selezionate che precedentemente hanno contenuto whisky Americano, sherry e Pedro Ximénez. Nel caso di Zacapa Xo, la fase finale di affinamento avviene in botti di rovere precedentemente contenenti cognac. Zacapa è di proprietà di Rum Creation and Products Inc. (Rcp), una joint venture 50/50 tra Diageo e Industrias Licoreras de Guatemala (Ilg). Diageo è anche il distributore globale per Zacapa ad eccezione dell´America Centrale e del Guatemala Duty Free. Diageo Diageo è l’azienda leader mondiale del mercato bevande alcoliche, con un portafoglio estremamente ricco e completo di marchi di spirits, birre e vini. Il portafoglio include marche quali Johnnie Walker, Crown Royal, Jεb, Buchanan’s, i whisky Windsor e Bushmills, Smirnoff, le vodke Cîroc e Ketel One, Captain Morgan, Baileys, Tanqueray e Guinness. Diageo è presente a livello mondiale, e i suoi prodotti venduti in oltre 180 paesi. È quotata in borsa a Londra ed a New York. Maggiori informazioni su Diageo, sulle sue persone, sui suoi marchi e sul suo andamento all’indirizzo www.Diageo.com. Dettagli sull’iniziativa globale di Diageo che promuove il bere responsabile tramite la condivisione di strumenti di best practice, informazioni e iniziative sul sito www.Drinkiq.com  
   
   
AL VIA LA FESTA DELLA CASTAGNA DELLA TUSCIA  
 
Presentate le Feste della Castagna della Tuscia, la manifestazione promossa dalla Camera di Commercio di Viterbo giunta alla nona edizione che dal 3 ottobre al 3 novembre vede coinvolti i borghi medievali di sei Comuni: Soriano nel Cimino (3-13 ottobre) Canepina (12-27 ottobre), Vallerano (12 ottobre-3 novembre), San Martino al Cimino (19-27 ottobre), Latera (19-27 ottobre), Caprarola (19-31 ottobre), In programma oltre 150 appuntamenti tra stand enogastronomici, rievocazioni storiche, musica e spettacoli, convegni, visite guidate ai palazzi storici, cene nelle taverne e ovviamente caldarroste in piazza per tutti. Un’opportunità per turisti e visitatori di trascorrere piacevoli giornate degustando i prodotti tipici della Tuscia, fare passeggiate tra i monti Cimini e apprezzare gustose ricette. “Le Feste della Castagna – ha dichiarato Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio – ci offrono l’occasione per rinnovare antiche tradizioni, promuovere il territorio, valorizzare i nostri prodotti. Inoltre ci offrono la possibilità di richiamare l’attenzione sulle difficoltà che da qualche anno sta colpendo i produttori di castagne. Non a caso lo scorso anno, proprio in occasione delle Feste, venne annunciata la necessità di costituire il Tavolo tecnico sulle problematiche della castanicoltura della provincia di Viterbo (coordinato da Camera di Commercio e rappresentativo di istituzioni ai vari livelli, enti locali, Regione, associazioni categoria, Università, Ministero Politiche agricole). Il tavolo ha lavorato proficuamente giungendo ad adottare una linea condivisa sui seguenti punti: affrontare la questione in maniera organica ed evitare drammatizzazioni mediatiche che generano confusione tra i produttori e la popolazione; focalizzare che il problema della scarsa produzione di castagne è causato oltre che dal cinipide, dalle condizioni climatiche, dall’indebolimento delle piante e da altri parassiti; dare continuità alla lotta al cinipide soprattutto in maniera coordinata tra soggetti pubblici e privati; dare continuità alle Feste della Castagna della Tuscia con la raccomandazione che nelle castagne in vendita sia espressamente indicato che si tratta di castagne della Tuscia. Inoltre – prosegue Palombella – voglio sottolineare che grazie al lavoro sinergico avvenuto nel Tavolo tecnico è stato avviato il monitoraggio nell’area dei Cimini di alcuni parassiti ed è stato presentato un progetto per accedere ai fondi europei attraverso il programma “Life +” dedicato agli aspetti ambientali, con l’intento di attuare di una serie di interventi a sostegno della castanicoltura locale. Infine sono lieto di annunciare che grazie all’Università della Tuscia nel 2014 dal 22 al 25 settembre Viterbo ospiterà il Vi Congresso nazionale sulla castanicoltura dedicato all’Innovazione e opportunità per uscire dalla crisi della castanicoltura”. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso l’assessore provinciale all’Agricoltura Roberto Staccini: “Nonostante la crisi che da diversi anni ha colpito il comparto della castanicoltura, la Tuscia produce ancora oltre la metà del patrimonio castanicolo regionale, con coltivazioni di quasi 3mila ettari di terreno. Si tratta di un’attività essenziale per l’intero comparto agricolo provinciale, e noi rappresentanti delle istituzioni locali non possiamo che fare rete con i produttori per cercare di salvaguardarlo con politiche attive di contrasto ai danni provocati dal cinipide. Essenziale, ovviamente, in questo contesto dovrà essere il contributo della Regione Lazio, insieme alla Provincia, alla Camera di Commercio e alle associazioni di categoria: le poche risorse disponibili nel campo agricolo devono essere necessariamente investite per far fronte alle reali esigenze del comparto, rilanciando la produzione e assicurando così la sopravvivenza delle aziende che sono il motore dei nostri territori. Apprendo quindi con molta soddisfazione la notizia del Congresso nazionale della castanicoltura che si terrà fra un anno a Viterbo: molto è stato fatto in questi anni ma molto c’è ancora da fare, e solo con un intervento di sistema riusciremo davvero a far ripartire il settore. Oggi dare il via alle Feste della castagna ha un significato ancora più importante che in passato, perché promuovere questa eccellenza della nostra produzione agricola attualmente vuol dire soprattutto preservare in primo luogo una tradizione che contraddistingue la vocazione del nostro territorio e riflettere poi sull’importanza strategica di questo comparto produttivo e dell’indotto che vi ruota intorno”. Alla conferenza stampa sono intervenuti: i sindaci dei Comuni di Canepina Maurizio Palozzi, di Caprarola Eugenio Stelliferi e di Vallerano Maurizio Gregori; il vicesindaco di Latera Maurizio Di Biagi e la consigliera del Comune di Viterbo Martina Minchella. Inoltre erano presenti i rappresentanti delle Associazioni di categoria del comparto agricolo Cia, Coldiretti e Confagricoltura e Andrea Vannini docente dell’Università della Tuscia ed esperto di castanicoltura. Le Feste della Castagna della Tuscia sono promosse attraverso una campagna di comunicazione dalla Camera di Commercio di Viterbo, con il patrocinio della Provincia di Viterbo, dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio e dell’Associazione Nazionale Città del Castagno. Per saperne di più sulle Feste della Castagna della Tuscia, consultare il programma delle manifestazioni e consultare le offerte ricettive e i pacchetti turistici previsti per l’occasione visitare il sito http://www.tusciawelcome.it/