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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 03 Ottobre 2013 |
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SOSTITUIRE I TEST SUGLI ANIMALI CON INNOVAZIONI IN VITRO PRECISE |
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Bruxelles, 3 settembre 2013 - Un progetto finanziato
dall´Ue ha creato test in vitro basati su cellule staminali umane, in grado di
replicare lo sviluppo del sistema nervoso centrale umano. L´innovazione
potrebbe portare a test farmacologici più accurati ed efficaci e soprattutto
all´abbandono dei test sugli animali.
L´obiettivo del progetto Esnats ("Embryonic Stem
cell-based Novel Alternative Testing Strategies") era di sviluppare una
nuova piattaforma per i test di tossicità basata sulle cellule staminali
embrionali (Esc). Uno studio prova di concetto ha dimostrato che questi sistemi
sono riusciti a identificare i composti che causano neurotossicità dello
sviluppo. Questo progresso potrebbe accelerare lo sviluppo di farmaci, ridurre
i costi legati alla R&s e proporre una valida alternativa ai test sugli
animali.
Il progetto quinquennale si è concluso alla fine di
settembre 2013. Recentemente si è tenuta una conferenza con la Società europea
per le alternative ai test sugli animali (Eusaat) a Linz, in Austria, per divulgare
i principali risultati del progetto e discutere le possibili implicazioni per
il futuro.
Evitare i composti che causano tossicità riproduttiva
è di fondamentale importanza per la sicurezza umana. I test per la tossicità
riproduttiva costituiscono però uno dei campi più difficili e costosi della
tossicologia. È necessario un numero significativo di animali per lo sviluppo
di farmaci, per la precisione sono necessari centinaia di animali per testare
un singolo composto.
Per risolvere il problema, Esnats ha sviluppato una
serie di test di tossicità usando Esc soggette a protocolli standardizzati di
coltura e differenziazione. Questi diversi test coprono la tossicità
riproduttiva, la neurotossicità, il metabolismo e la tossicocinetica (lo studio
del livello al quale un composto chimico entrerà nel corpo e di cosa succederà
una volta che si trova nel corpo). L´obiettivo era sviluppare un sistema di
test integrati "tutto in uno".
Esnats ha dimostrato che questi sistemi di test umani
permettono test più accurati rispetto a quelli sugli animali. Inoltre, il
sistema di test sviluppato dal consorzio sarà utilizzabile per valutare la
tossicità di altre sostanze. L´obiettivo adesso è scalare questi sistemi verso
l´alto, in modo da permettere un futuro uso industriale.
Con un bilancio totale di 15,5 milioni di euro e
finanziamenti per 11,9 milioni di euro da parte del Settimo programma quadro
(7° Pq) dell´Unione europea per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, Esnats è
stato coordinato dal professor Jürgen Hescheler dell´Università di Colonia, in
Germania. Ha riunito importanti ricercatori europei nel campo dei test
alternativi, della tossicologia, della genomica, della costruzione di modelli e
dell´automazione. Il consorzio comprendeva anche rappresentanti di enti
regolatori, dell´industria farmaceutica e consiglieri etici che hanno fatto da
guida e assicurato una rapida applicabilità dei sistemi di test sviluppati.
Un articolo recentemente pubblicato riuniva i
risultati principali del progetto Esnats e le prospettive future. Altri
progetti guidati da Ensats probabilmente studieranno una gamma più ampia di
composti chimici per ottimizzare il sistema di test. In ogni caso, è chiaro che
i sistemi in vitro a base di cellule staminali promettono di essere strumenti
precisi, veloci ed economicamente attuabili per identificare i componenti
tossici.
Per maggiori informazioni, visitare:
Klinikum der Universität zu Köln
http://www.Uk-koeln.de/
Esnats
http://www.Esnats.eu/index.php
Scheda informativa del progetto
http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/87281_it.html
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INSIEME CONTRO L´HIV |
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Bruxelles, 3 ottobre 2013 - Da decenni, gli scienziati
lavorano in diversi campi per combattere la diffusione pandemica dell´Hiv/aids.
Lo scopo del progetto Europrise ("European vaccine and microbicides
enterprise"), finanziato dall´Ue, era accostare due particolari settori
della ricerca che per anni avevano lavorato in modo indipendente in questa
importante battaglia.
Il progetto, coordinato dalla St. George´s Hospital
Medical School di Londra, ha riunito ricercatori nel campo dei vaccini contro
l´Hiv e dei microbicidi anti Hiv. In questo senso, rappresenta un esempio
insolito di scienziati che superano divisioni di lunga data tra discipline di
ricerca e, così facendo, rendono possibili nuovi progressi nella ricerca
sull´Hiv.
I partner di Europrise hanno svolto un programma di
ricerca integrato, coordinando un´ampia gamma di studi sullo sviluppo di
vaccini e microbicidi, dalla loro scoperta fino all´emergenza di potenziali
cure.
Una conseguenza inaspettata della collaborazione è
stata l´avvio da parte dei partner di nuovi esperimenti clinici, alcuni dei
quali hanno coinvolto diversi paesi africani.
Anche se all´inizio Europrise non intendeva
intraprendere tali esperimenti, essi sono stati resi possibili dalla
condivisione di informazioni e strategie tra i partner nell´ambito del
progetto.
Gli scienziati hanno potuto colmare alcune importanti
lacune della ricerca europea sull´Hiv, lacune che erano causate almeno in parte
dal lungo scisma tra il lavoro sui vaccini e quello sui microbicidi.
Inoltre, la rete ha creato un nuovo programma di
dottorato di ricerca sulle tecnologie di prevenzione dell´Hiv, costruendo nuove
fondamenta per le generazioni future di scienziati che lavoreranno nel settore.
Lo schema ha già formato oltre 60 studenti, alcuni dei
quali venivano dalla Cina, l´India e la Tanzania.
Europrise ha fornito anche un´identità riconosciuta e
una piattaforma sul piano internazionale per i suoi partner di ricerca, alcuni
dei quali adesso fanno parte di importanti comitati mondiali, come l´Impresa
globale del vaccino dell´Hiv e il Comitato consultivo per i vaccini
dell´Oms-unaids.
I ricercatori di Europrise hanno ricevuto un
finanziamento dell´Ue di 15,5 milioni di euro. Hanno ottenuto anche il sostegno
della Fondazione Bill e Melinda Gates e del National Institutes of Health,
un´agenzia del Dipartimento statunitense della salute.
Il consorzio del progetto era formato da partner di
nove paesi dell´Ue e della Federazione russa. Il progetto si è concluso nel
giugno del 2012.
Per maggiori informazioni, visitare:
Scheda informativa del progetto Europrise
http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/85220_it.html
St. George´s
Hospital Medical School
http://www.Sgul.ac.uk/
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NONA CONFERENZA NAZIONALE DELLA PRIMARY CARE DIABETES SOCIETY (PCDS) |
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Birmingham, 3 ottobre 2013 - Il 7 e 8 novembre 2013 si
terrà a Birmingham, nel Regno Unito, la nona conferenza nazionale della Primary
Care Diabetes Society (Pcds). Il tema centrale sarà "Assistenza per il
diabete - scegliere il percorso giusto".
Il diabete e i disturbi a esso collegati sono un
problema urgente e in crescita in Europa. Dovendo fare di più con risorse
limitate, questa epidemia rappresenta un enorme fardello per il personale
sanitario che lavora nelle unità di assistenza primaria.
Questo incontro offre ai partecipanti la possibilità
di personalizzare la loro esperienza della conferenza con una selezione di
workshop sulla gestione dell´assistenza primaria per il diabete. Gli argomenti
trattati comprendono le zone grigie della diagnosi, la gestione della terapia e
la semplificazione delle cure nella pratica clinica.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Diabetesonthenet.com/events/9th-annual-pcds-conference
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CURE OSPEDALIERE, TOSCANA AL TOP: LO DICE IL PROGRAMMA NAZIONALE ESITI |
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Firenze, 3 ottobre 2013 - Sanità toscana al top per le
cure ospedaliere. E´ quanto emerge dal Programma Nazionale Esiti (Pne) 2012,
curato, come ogni anno, dall´Agenas, l´Agenzia nazionale per i servizi sanitari
regionali. "Siamo la regione con la più alta percentuale di prestazioni
migliori della media, e la più bassa percentuale di prestazioni peggiori. Siamo
una sanità pubblica di qualità, ma vogliamo ancora migliorare, premiare il
merito e assicurare la massima trasparenza", commenta l´assessore al
diritto alla salute Luigi Marroni, che stamani ha presentato i risultati della
Toscana nel corso di una conferenza stampa, assieme a Valtere Giovannini,
direttore generale dell´assessorato.
Il Programma Nazionale Esiti. Viene curato ogni anno
dall´Agenas, l´Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e mette a
confronto le performance delle strutture sanitarie di tutte le regioni, in base
a 41 indicatori, che vanno dalla mortalità a 30 giorni per ictus a quella per
infarto, dalla proporzione dei parti con taglio cesareo alle complicanze a 30
giorni per colecistectomia.
Le performance della sanità toscana. Le strutture
sanitarie toscane valutate dal Pne sono 55, sia pubbliche che private, in base
a 39 indicatori. Le prestazioni a cui è stato assegnato il colore blu (migliori
della media) sono 191 (23,32%), quelle a cui è stato assegnato il colore grigio
(nella media) sono 557 (68,01%), quelle con il colore rosso (peggiori della
media) sono 71 (8,67%). La percentuale delle strutture toscane che offrono
prestazioni migliori della media (23,32%) è la più alta registrata tra tutte le
regioni: anche quelle che compaiono nella fascia più alta presentano comunque
una percentuale più bassa di strutture migliori della media. Qualche esempio:
Emilia Romagna 19,63%, Veneto 16,17%, Lombardia 17,96%. Le stessa regioni,
hanno percentuali più alte della Toscana nella fascia rossa: Emilia Romagna
13,79%, Veneto 11,78%, Lombardia 13,74%. "Ci tengo a precisare - chiarisce
l´assessore - che questa partita noi non la giochiamo contro le altre regioni,
ma contro le malattie, per la salute dei nostri cittadini".
Un grazie a tutti gli operatori. "Per questi
ottimi risultati - dice l´assessore - voglio rivolgere un ringraziamento corale
a tutti gli operatori, per la loro abnegazione, professionalità, impegno, che
sono il vero valore aggiunto del nostro sistema sanitario. E voglio anche
sottolineare che questo risultato eccellente arriva proprio nell´anno della
crisi, della spending review. Nel momento in cui si affrontava la crisi,
abbiamo prodotto risultati ancora migliori".
Nella zona blu (migliori della media). Per la
mortalità per ictus a 30 giorni dal ricovero, per esempio, tutte le strutture
considerate sono migliori o nella media. E tutte al di sopra della media le
prestazioni di ospedalizzazione per scompenso cardiaco. Bassissima la mortalità
a 30 giorni per bypass aortocoronarico a Careggi (1,1%). Ottima per quasi tutte
le strutture la prestazione di intervento chirurgico entro 2 giorni per la
frattura del collo del femore. Era uno dei bersagli indicati dal Mes, e tutti
gli ospedali sono migliorati per questa performance. E ottimi anche per tutte
le strutture considerate i tempi di
attesa per l´intervento chirurgico per la frattura della tibia/perone (da 2 a 5
giorni). Anche l´ospedalizzazione per gastroenterite pediatrica era un
bersaglio indicato dal Mes, e tutte le aziende sono migliorate, risultando
tutte al di sopra della media.
Nella zona rossa (peggiori della media). Ci sono anche
situazioni di criticità: la mortalità a 30 giorni dal ricovero per infarto
miocardico acuto per gli ospedali riuniti della Valdichiana; la mortalità a 30
giorni per bypass aortocoronarico dell´azienda ospedaliero-universitaria
pisana; la mortalità a 30 giorni dal ricovero per scompenso cardiaco all´ospedale
di Pistoia; secondo intervento a 30 giorni di colecistectomia laparoscopica
all´ospedale Misericordia di Grosseto; la mortalità a 30 giorni per frattura
del collo del femore all´ospedale di Livorno; la mortalità a 30 giorni per
intervento chirugico per tumore allo stomaco, al Santa Maria Annunziata a Ponte
a Niccheri, Firenze, agli ospedali riuniti della Valdichiana e al Misericordia
e Dolce di Prato.
Migliorare: si può e si deve. "Dobbiamo reagire
alle cose che non funzionano - dice l´assessore Marroni - Nessuno sistema è
perfetto, ma tutti possono migliorare. Intendiamo intervenire immediatamente e
con decisione sulle criticità più gravi, che già da tempo abbiamo sottoposto a
monitoraggio. E a tutto il sistema continueremo a dare obiettivi di miglioramento,
utilizzando anche i risultati del Pne. Presto vareremo una delibera per il
miglioramento dei processi, con la collaborazione dei Dg, del Consiglio
sanitario e del Sant´anna". Quanto alla cardiochirurgia dell´azienda
ospedaliero universitaria pisana, che da tempo presenta una situazione di
criticità, l´assessore Marroni annuncia: "La accorperemo con la
cardiochirurgia della Fondazione Monasterio: stiamo trovando la formula e i
modi adatti, e ringrazio per questo il rettore dell´Università di Pisa Massimo
Augello, per il modo in cui abbiamo affrontato la questione e insieme stiamo
trovando la soluzione".
Trasparenza. I dati del Pne saranno online già da oggi
sul sito della Regione, http://www.regione.toscana.it/ raggiungibili dal banner in
home page "Cure ospedaliere", per un obbligo di trasparenza e in
omaggio al diritto del cittadino di scegliere la struttura e le cure migliori.
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SANITÀ: AL VIA I LAVORI PER NUOVO PADIGLIONE OSPEDALE DI MELFI |
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Potenza, 3 ottobre 2013 - Martorano: con questo investimento di altri 6
milioni di euro Melfi confermerà il suo ruolo strategico nella rete ospedaliera
regionale. La struttura ospiterà le sale operatorie e l’Utic.
Sono stati consegnati ieri i lavori per la costruzione
di un nuovo padiglione nell’ospedale “San Giovanni di Dio”. La nuova struttura
ospiterà le sale operatorie e l’Utic.
Il progetto è finanziato con 6.109.514 euro, di cui
4.561.464 euro a carico dello Stato e la rimanente parte a carico della
Regione.
“La realizzazione del nuovo padiglione – ha commentato
l’assessore regionale alla Salute, Attilio Martorano – consentirà all’ospedale
di Melfi di dotarsi di reparti moderni e funzionali, realizzando un nodo
strategico della rete ospedaliera che il governo regionale ha avviato nell’Alto
Bradano, concentrando nel presidio melfitano la gestione delle
emergenze-urgenze e le acuzie mediche e chirurgiche.
Si tratta – ha concluso Martorano – di un ulteriore
impegno mantenuto nei confronti della sanità del Vulture-melfese, dopo
l’allocazione dell’Utic da Venosa a Melfi e dopo il finanziamento dei lavori
relativi alla ristrutturazione del reparto di pediatria per 350 mila euro”.
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UNA GIORNATA ORGANIZZATA DAL GRUPPO DI COORDINAMENTO ALLATTAMENTO AL SENO DELLA REGIONE PIEMONTE |
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Torino, 3 ottobre 2013 -
Banchetti informativi, tavole rotonde a tema, e anche
un flash mob con un’allattata collettiva: sono solo alcune delle iniziative in
programma in piazza Carlo Alberto a Torino il 6 ottobre dalle 10 alle 18 per la
Settimana mondiale dell’allattamento materno (Sam).
Una giornata organizzata dal Gruppo di coordinamento
“Allattamento al seno” della Regione Piemonte e rivolta a mamme e operatori
sanitari ma anche a tutti coloro che possono sostenere le mamme che allattano.
Il tema proposto quest’anno dall’Organizzazione mondiale della sanità a tutte
le nazioni per la Sam è “Sostenere l’allattamento: Vicine alle madri” e
richiama l’attenzione sull’importanza del sostegno alle madri ad avviare e
sostenere l’allattamento al seno.
In Regione Piemonte dal 1998 a tutt’oggi è attivo un
progetto che coinvolge tutte le Asl per offrire nei Punti nascita e nei
Consultori familiari la migliore assistenza possibile affinché le mamme che
desiderano allattare i loro bambini riescano a farlo e a farlo con piacere. I
risultati del lavoro fatto in Piemonte sono stati d’esempio anche per altre
Regioni. In questi ultimi anni molti servizi sanitari rivolti a mamme e neonati
sono stati ridimensionati, le carenze degli organici hanno abbassato nei Punti
nascita il livello di qualità dell’assistenza offerta alle donne per favorire
un fisiologico avvio dell’allattamento. Per mantenere i livelli raggiunti negli
anni passati e non rischiare di tornare indietro è importante mantenere alto il
livello di motivazione e formazione continua degli operatori sanitari.
L’allattamento al seno è il miglior modo per nutrire
il neonato. L’oms raccomanda che i bambini vengano allattati fino a 6 mesi in
modo esclusivo e poi, parallelamente all’introduzione di alimenti solidi, fino
a quando mamma e bambino lo desiderano. I vantaggi in termini di salute sono
innegabili, non solo per favorire una crescita adeguata ma per proteggere il
bambino da malattie infettive e da altre patologie, con un notevole risparmio
per il sistema sanitario.
Tuttavia dagli anni ’50 la norma nella nutrizione è
diventato l’uso del latte artificiale e del biberon e le donne hanno
bruscamente perso tutte quelle conoscenze e abilità necessarie ad allattare il
proprio bambino. Inoltre, anche quando le madri riescono ad avviare bene
l’allattamento al seno, troppo spesso si osserva, nelle settimane o nei mesi
dopo il parto, un forte calo dei tassi di allattamento, in particolare di
quello esclusivo. In tutti i paesi del mondo si sta perciò lavorando per
recuperare la cultura dell’allattamento: si formano gli operatori sanitari
perché sappiano di nuovo aiutare le mamme che allattano, si informano, si fanno
campagne di promozione, si creano nei consultori degli spazi per offrire
sostegno alle mamme in difficoltà. Proprio ciò che avverrà a Torino nella
giornata dedicata all’allattamento materno.
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DALLO STUDIO DELLA MENTE AI MISTERI DEL DNA, DALLA ROBOTICA IN RIABILITAZIONE ALLE IMMAGINI DAL CERVELLO: I RICERCATORI DEL MEDEA INCONTRANO IL PUBBLICO DURANTE LA “SERATA DELLA RICERCA”, CHE SI TERRÀ A BOSISIO PARINI L’11 OTTOBRE. |
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Bosisio Parini, 3 ottobre 2013 - In occasione dei suoi 50 anni di attività,
l´Associazione apre le porte delle proprie strutture per scoprire il mondo
della ricerca medico-scientifica: ogni giorno, infatti, oltre 70 ricercatori in
varie discipline (genetica, bioingegneria, neuroscienze, psicologia) dedicano
il loro impegno e la loro professionalità per cercare risposte utili ad aiutare
i bambini con disabilità e le loro famiglie.
La serata, che si terrà l’11 ottobre presso La Nostra
Famiglia di Bosisio Parini, affronterà i temi più intriganti del fare ricerca:
dallo studio della mente ai misteri del Dna, dalla robotica in riabilitazione
alle immagini dal cervello.
"Siamo in grado di identificare galassie lontane
milioni di anni luce, sappiamo studiare particelle più piccole dell´atomo, ma
ancora non abbiamo svelato i misteri di quella materia di 1,3 chili che si
trova tra le nostre orecchie"... In linea con le parole di Obama, i ricercatori
del Medea lavorano alla comprensione del funzionamento del nostro organo più
complesso. In effetti, i recenti progressi nel neuroimaging e nella
registrazione elettroencefalografica consentono di indagare la struttura e le
connessioni funzionali delle varie parti del nostro cervello e di rivelarne
eventuali alterazioni, spesso alla base di processi patologici quali
l´epilessia, i disturbi cognitivi e quelli comportamentali. Nel corso della
serata verranno illustrate le tecniche neuroradiologiche e neurofisiologiche e
i dati ottenuti dal loro abbinamento, che consentono una migliore comprensione
dei meccanismi alla base del funzionamento normale e patologico del cervello.
E inoltre, com’è fatto il Dna? E’ possibile
visualizzare i suoi errori? I ricercatori biologi mostreranno come e perché si
studia il genoma umano e guideranno alla scoperta delle tecniche che permettono
di “leggere” e “interpretare” il messaggio contenuto nel nostro Dna.
Si parlerà anche di efficacia e sicurezza degli
antipsicotici, spesso prescritti senza una profonda conoscenza dei benefici e
rischi del loro uso, soprattutto a lungo termine.
Interessante anche la dimostrazione dell’eye tracker,
una telecamera ad infrarossi che permette di registrare i movimenti oculari e
che i ricercatori del Medea stanno utilizzando per capire come ci guardano i
bambini autistici: sarà possibile provare di persona l’eye tracker e osservare
immediatamente il grafico del proprio sguardo.
Un altro gruppo di ricercatori del Medea mostrerà
invece l’efficacia di un metodo, messo a punto a partire dalle ricerche
neurofisiologiche sui neuroni a specchio, che utilizza la drammatizzazione e
l’uso di marionette per promuovere le abilità sociali in bambini con diagnosi
dello spettro autistico.
Verranno inoltre illustrati gli studi sulla relazione
tra il genitore e il proprio figlio, uno dei fattori fondamentali per lo
sviluppo del bambino. Il Medea è impegnato nel testare l’efficacia di un
intervento basato sulla video registrazione dell’interazione mamma-bambino su
un campione di mamme ad alto rischio psicosociale, come quelle inserite nelle
comunità mamma-bambino su decreto del Tribunale dei Minori.
Sempre sul fronte degli interventi precoci, sarà
possibile visitare il Baby Lab, che svolge indagini sulla percezione acustica
in neonati di 6 mesi. Infatti, recenti evidenze scientifiche mostrano che
queste capacità, anche in bambini molto piccoli, sono indicative delle
successive abilità di comunicazione, di linguaggio e di lettura.
Un’ulteriore conferma dell’importanza di un intervento
precoce emerge dal ruolo dell’attenzione selettiva visiva nell’ambito dei
disturbi di apprendimento. E’ di quest’anno la scoperta dell’efficacia dei
videogiochi di azione sulle abilità di lettura nei bambini a rischio di avere
disturbi di apprendimento e con dislessia. Ebbene, proprio il team che ha
condotto lo studio illustrerà durante la serata l’importanza di questi
risultati, utili per comprendere i meccanismi cerebrali alla base del disturbo
di apprendimento più diffuso.
Infine, nell’ambito delle nuove tecnologie applicate
alla riabilitazione, verranno mostrate apparecchiature robotizzate per
migliorare lo schema del cammino e l’utilizzo degli arti superiori, come il
Lokomat, che sostiene il piccolo paziente mentre lo assiste nel muovere le
gambe come se stesse camminando, e l’Armeo, un braccio meccanizzato che
favorisce la rieducazione del braccio e della mano mentre il bambino esegue dei
videogiochi.
I laboratori saranno aperti dalle 19.00 alle 23.00 e
sarà possibile avvicinare sei diversi percorsi tematici:info su
http://www.Lanostrafamiglia.it/25/index.php/component/k2/item/310-scopriamo-la-ricerca
I festeggiamenti per il 50° proseguono il 19 ottobre
con il convegno Dalla parte dei bambini - Sguardi al passato e scenari futuri,
un´occasione per riflettere sulle prospettive e gli scenari del welfare
sanitario. Interverranno personalità di grande rilievo nazionale ed
internazionale: l’economista Stefano Zamagni, il presidente del Forum
associazioni familiari Francesco Belletti, il coordinatore dell´Unità di salute
materna e perinatale dell´Organizzazione Mondiale della Sanità Mario Merialdi,
il presidente dell´ Istituto superiore di sanità Fabrizio Oleari, il direttore
dell´ufficio per l´integrazione degli alunni con disabilità del Miur Raffaele
Ciambrone e l’assessore alla salute della Regione Lombardia Mario Mantovani.
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GIAVENO: I SEGRETI DI UNA GRANDE COLLEZIONE “MERAVIGLIE SEGRETE DELLA PITTURA EUROPEA DEL SEICENTO E DEL SETTECENTO” VILLA FAVORITA FINO A DOMENICA 13 OTTOBRE 2013 |
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Giaveno (To), 3 ottobre 2013 - Prosegue la mostra “Meraviglie segrete della pittura europea del
Seicento e del Settecento”, promossa ed organizzata dalla Città di Giaveno
presso Villa Favorita. Una esposizione di dipinti di una grande collezione privata, alla quale
si aggiungono quattro pregevoli opere di un collezionista ed artista giavenese.
L’evento è una
prima assoluta, e propone al pubblico una suggestiva quanto rara occasione di
avvicinare la bellezza della testimonianza pittorica di due secoli molto
importanti per la storia dell’arte, attraverso un percorso ideale sviluppato
dalla esposizione di oltre 45 tele.
La mostra è
curata dai critici e storici dell’arte Arabella Cifani e Franco Monetti, che
hanno selezionato opere che offrono uno spaccato armonioso di capolavori
italiani, francesi, inglesi, spagnoli, tedeschi e della pittura fiamminga.
L’iniziativa è sicuramente di alto valore, non solo
per Giaveno, ma per tutta la regione subalpina e per la vicina Savoia, più unite
e mosse dal comune intento di
sviluppare la promozione
culturale nelle rispettive comunità e
avvicinare ai linguaggi artistici un pubblico crescente di appassionati,
neofiti e giovani. A questo riguardo la mostra è stata inserita fra gli
appuntamenti del gemellaggio ufficiale fra la Città di Giaveno e la Municipalità Saint Jean de
Maurienne e sono in corso intese per presentare “Meraviglie segrete della
pittura europea del Seicento e del Settecento” nella cittadina francese.
L’amministrazione Comunale, attraverso l’impegno
diretto del Consigliere Delegato all’Assessorato alla Cultura Flavio Polledro,
con questa straordinaria mostra si propone di
sensibilizzare ed educare i visitatori ad aprirsi alla conoscenza e alla
comprensione delle espressioni artistiche
e valorizzare lo spirito
collezionistico nella sua insostituibile funzione.
Promuovere questi intenti significa incoraggiare la crescita culturale
di ciascuno e di tutti, offrire una opportunità concreta di cultura a portata
di tutti.
“E’ motivo di grande soddisfazione per
l’Amministrazione di Giaveno – sottolinea il Sindaco Daniela Ruffino -
presentare la mostra “Meraviglie segrete della pittura europea del
Seicento e del Settecento”. Un appuntamento seguito in tutta la sua
realizzazione dal Consigliere delegato all’Assessorato alla Cultura Flavio
Polledro che ha voluto fortemente questa
iniziativa di alto valore. Un appuntamento unico per la comunità, il cui pregio
artistico pone la nostra cittadina in una dimensione nazionale ed europea.
Abbiamo raccolto una sfida molto importante,
e con la preziosa collaborazione di Arabella Cifani e Franco Monetti,
critici e storici dell’arte di riconosciuta fama e Cittadini Onorari di
Giaveno, siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo di realizzare un’esposizione
di alto valore culturale ed artistico
senza precedenti. Lo splendido risultato ottenuto è innanzitutto dovuto alla
disponibilità generosa e disinteressata di un grande collezionista che ha
prestato oltre quaranta dipinti, e a quella preziosa di un secondo
collezionista giavenese che ha contribuito con alcune opere di pregio. In tutti
questi anni – prosegue il primo cittadino – abbiamo promosso e condotto diverse
e qualificate iniziative. Abbiamo perseguito e continueremo a perseguire l’idea
che la cultura possa, anzi debba, diventare patrimonio di tutti, arricchimento
essenziale di una nazione.”
“Meraviglie segrete della pittura europea del Seicento
e del Settecento” è patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività
Culturali e del Turismo, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione
Europea, Provincia di Torino, Regione Piemonte, Comunità Montana Valle di Susa
e Val Sangone, Municipalità di Saint Jean de Maurienne e dal Piano di valorizzazione culturale Pinerolo e Le Valli, Cammini di Libertà fra
Arte e Cultura.
La mostra è visitabile fino al 13 ottobre 2013 il
sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, ad ingresso libero.
Un catalogo contenente tutte le opere esposte è disponibile presso il salone
espositivo.
I Segreti Di Una Grande Collezione -
Fra Cinquecento e Settecento incominciano a formarsi
le collezioni private di opere d’arte sulla base di gusti espressi da amatori e
curiosi; l’Italia è terra di elezione per raffinatissimi collezionisti privati:
specchio di successive esperienze in Europa; le loro collezioni diventano
custodi di opere preziose, a volte uniche.
Sono state sovente le collezioni private a far
superare quel certo conservatorismo delle raccolte pubbliche e dei musei
pubblici, creando - attraverso una tensione permanente - un tentativo costante
d’innovazione e di interessi storici e artistici nuovi.
Nei secoli seguenti le raccolte private si sono poi
infittite e specializzate: merito di coraggiosi e affascinanti percorsi
personali di singoli collezionisti all’interno delle varie arti. E’ stato anche
questo il viaggio appassionante del collezionista della mostra di Giaveno, che
ha saputo per le sue raccolte scegliere e privilegiare con gusto sottile ed
elegante opere provenienti da diverse nazionalità europee, evidenziandone la
cultura e l’arte.
Nella collezione troviamo quadri di quasi tutte le
principali scuole artistiche europee.
Le scuole italiane sono presenti con capolavori come
lo sconosciuto dipinto di uno dei più grandi artisti del Seicento
italiano, Francesco Albani,
firmato sul retro e raffigurante
la Sacra Famiglia;
uno straordinario Ecce Homo del Sassoferrato;
un’emozionante Immacolata Concezione del napoletano Bernardo Cavallino e un
delicato Gesù Bambino dormiente in una ghirlanda di fiori di Nicolò
Malinconico. Ed ancora, con una inedita
Carità, firmata e datata 1609 dal grande artista ligure Giovanni Battista
Paggi; con tele di alta qualità delle scuole del Guercino, di Francesco Cairo,
di Bernardo Strozzi e importanti opere di ambito caravaggesco. Una bella dama
di scuola romana della fine del Seicento, attribuibile a Giacinto Brandi, si
presenta come Allegoria della pittura: la sua grazia seducente è diventata il
simbolo e il gioioso richiamo della Mostra giavenese.
Fra le scuole straniere, spiccano particolarmente le opere
francesi; segnaliamo due ariosi paesaggi di Jacques d’Artois, un solenne
Sant’agostino di Claude Vignon, una poetica Carità di Jacques Blanchard.
L’inghilterra è presente con un inedito e suggestivo
capolavoro di Henri Gascars, artista favorito della corte inglese a fine
Seicento; raffigura la bellissima Lady Louise de Keroualle, duchessa de
Portsmouth, amante di Carlo Ii di Inghilterra, celebrata per il suo fascino
fatale e per la sua intelligenza,
“agente segreto” del Re Sole a Londra.
Anche la Spagna è ben rappresentata con un grande
dipinto di soggetto bucolico del raro pittore Pedro Orrente e con una tela di
alta qualità raffigurante un interno di cucina con una cuoca e un garzone della
scuola del Velásquez.
Illustra la Germania un arioso paesaggio con rovine,
poetica evocazione del “Grand Tour”, opera di Johann Georg Schütz, che fu amico
e coinquilino di Goethe a Roma.
La pittura fiamminga, particolarmente amata da tutti i
collezionisti europei, trova nella Mostra larga eco; ne vengono presentate
opere squisite: la tavola cinquecentesca con Gesù Bambino e San Giovannino,
attribuibile a Joos van Cleve; la
sorprendente Natura morta con gatto, firmata da Pierre Boucle nel 1654;
l’opulento e fantasmagorico vaso di fiori firmato da Jean-baptiste Bosschaert
di Anversa nel 1734.
Il visitatore potrà vedere e gustare una collezione
privata di particolare fascino e di alto valore, accostando artisti che hanno
formato la storia dell’arte attraverso opere normalmente non visibili.
La grande mostra - resa possibile dalla sensibilità
culturale delle Autorità Comunali e dalla generosità del collezionista privato
- rappresenta un importante evento, non solo per Giaveno, ma per tutta la
regione subalpina e per la vicina Savoia, che con il gemellaggio fra Giaveno e
Saint-jean-de-maurienne aggiunge quest’anno un tassello all’Europa unita.
Educare i visitatori a comprendere lo spirito collezionistico e la sua
insostituibile funzione, significa incoraggiare la crescita culturale europea;
il nostro augurio è che il collezionismo personale - raffinato e partecipe -
continui a prosperare come espressione di creatività e come garanzia -
attraverso l’idea di libertà che l’arte da sempre veicola - della libertà della
società civile, conscia delle sue tradizioni e orgogliosa della sua storia.
Per informazioni Città di Giaveno – Segreteria e
Ufficio di Staff del Sindaco tel. 011.9326413 - Ufficio Turistico Comunale
011.9374053 - http://www.giaveno.it/
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ADRENALINA PER TUTTI. SPORT “ESTREMO”, TURISMO E DISABILITÀ A CONFRONTO A MALCESINE |
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Malcesine (Verona), 3 ottobre 2013 - “La nostra
diventerà una società civile quando non dovremo più parlare di disabilità”. Ne
è certa Sandra Truccolo, due volte campionessa del mondo di tiro con l´arco,
una volta d´Europa, due volte medaglia d’oro ai Giochi paralimpici di Atlanta e
di Sydney, che lo ha ribadito nel corso della tavola rotonda sul tema
“Adrenalina senza barriere – disabilità e sport per tutti”. L’incontro ha
aperto ieri a Malcesine, in provincia di Verona, la 13ª edizione di
“Adrenalina”, manifestazione dedicata al parapendio che vedrà quest´anno volare
anche i disabili. La festa di volo libero, che proseguirà fino al 13 ottobre
prossimo, è promossa dalla Funivia Malcesine – Monte Baldo con la
collaborazione del Comune, della Regione del Veneto e del Consorzio turistico
Lago di Garda.
Al confronto odierno hanno preso parte tra gli altri
il presidente di Village4all Roberto Vitali, l’assessore al turismo del Veneto
Marino Finozzi, il sindaco Michele Benamati, il presidente delle Funivie
Malcesine - Monte Baldo Stefano Passarini, il presidente del Consorzio di
Promozione turistica Verona Paolo Artelio, il direttore della Rappresentanza
della Commissione Europea a Milano Fabrizio Spada, Roberto Nicolis ideatore del
progetto “La Grande Sfida” che ha Verona fa incontrare persone con disabilità
da tutto il mondo, e, oltre a Sandra, i campioni Sofia Righetti (sciatrice),
Marco Cherubini (presidente di “We Fly Team”, l’unica pattuglia al mondo su
velivoli ultraleggeri composta da piloti disabili), Simone Salvagnin (mondiale
di arrampicata in montagna), Mauro Bernardi (primo allenatore per disabili
patentato), Corrado Sulsente (fondatore di Scie di Passione).
Il dibattito ha messo a confronto la semplicità delle
esigenze dei disabili con la realtà dei normodotati, che si ingegnano di dare
risposte agli handicappati di fatto sbagliando spesso, forse perchè tra chi fa
acrobazie nel cielo e chi ha paura di volare, tra chi sale su due ruote in cima
alle montagne e chi fa fatica a pedalare, c’è da chiedersi qual è il meno
abile. E la questione ha risvolti non solo di civiltà ma anche economici, ad
esempio nel settore del turismo dove il Veneto primeggia in Italia ed è regione
di riferimento per la Commissione Europea, a fronte di previsioni secondo le
quali da qui a 20 – 30 anni nel solo vecchio continente i potenziali turisti
con disabilità saranno circa 130 milioni. Quello delle barriere archiettoniche
è, in questo scenario, solo uno dei problemi, forse neppure il più importante
“visto che – ha ricordato Finozzi – ad essere disabili non sono le persone ma
piuttosto il territorio” e che contano molto di più l´accoglienza e tanti
piccoli accorgimenti, piuttosto che interventi e norme che spesso rendono i
portatori di disabilità ancora più diversi. Come hanno chiarito oggi molti
interventi: “non abbiamo limiti; siamo solo in carrozzina”;“vado in albergo e
chiedo una camera attrezzata per portatori di handicap e scopro che è singola,
non pensata per una coppia”; “il bagno ha tutte le dotazioni di legge ma lo
specchio è a un metro e mezzo d´altezza” e così via.
“L´eccesso di regolazione non serve a risolvere i
problemi”, ha convenuto Fabrizio Spada, cui ha fatto eco Cherubini, che può
pilotare un ultraleggero ma non può prendere in Italia il brevetto di pilota
per velivoli normali perchè non ha l´uso delle gambe ma tra un po´ lo prenderà
in Francia, dove evidentemente un pilota è abile al volo e non deve essere
abile e basta. “Manca da noi una cultura civica”, ha affermato l´olimpionico di
canoa Daniele Scarpa, marito di Sandra Truccolo. E non tutti gli operatori
economici comprendono che ciò che va bene per i disabili aiuta tutti e che
anche chi ha problemi motori, di vista, di udito, di intolleranza, fa la spesa
e la fa dove non incontra impedimenti e trova ciò che cerca. In ogni caso Paolo
Artelio ha assicurato che vuole rendere totalmente accessibile l’intera sponda
veronese del Garda.
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