Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


MERCOLEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PAGINA 6 ALIMENTAZIONE
Notiziario Marketpress di Mercoledì 13 Novembre 2013
LA COMMISSIONE PROPONE LE POSSIBILITÀ DI PESCA 2014 PER L’ATLANTICO E IL MARE DEL NORD  
 
Bruxelles - La Commissione europea ha proposto oil 30 ottobre le possibilità di pesca per il 2014 per l’Atlantico, il Mare del Nord e le acque internazionali. Si tratta della proposta annuale sui quantitativi di pesce dei principali stock ittici commerciali che possono essere catturati dai pescatori dell’Ue il prossimo anno. La proposta fissa i livelli del totale ammissibile di catture (Tac) e lo sforzo di pesca sia per gli stock ittici gestiti esclusivamente dall’Ue, sia per quelli gestiti con i paesi terzi, quali la Norvegia, o tramite organizzazioni regionali di gestione della pesca negli oceani di tutto il mondo. Sono tuttora in corso negoziati internazionali per molti degli stock interessati. La proposta contiene pertanto solo le cifre per circa la metà dei Tac in questa fase e sarà ultimata una volta terminati i negoziati con i paesi terzi e le organizzazioni. Per gli stock non condivisi con i paesi terzi, la Commissione propone di aumentare o di mantenere il livello di Tac per 36 stock e di ridurlo per altri 36 stock, in linea con i pareri scientifici. L’obiettivo finale della Commissione, nonché uno dei pilastri della riforma della politica comune della pesca (Pcp), è che tutti gli stock vengano sfruttati a livelli sostenibili (il cosiddetto rendimento massimo sostenibile, Msy). Ove possibile, gli esperti scientifici suggeriscono le modalità per portare gli stock ai livelli dell’Msy. Quest’anno il cosiddetto “parere Msy” potrebbe riguardare 22 stock dell’Ue, il che dimostra l’importante risultato raggiunto per quanto riguarda la disponibilità e la qualità dei dati. Maria Damanaki, Commissaria responsabile per gli Affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “La proposta della Commissione rappresenta una buona notizia per alcuni stock, mentre per altri sono necessari dei tagli. Nel complesso, il fatto di aver ampliato le nostre conoscenze per molti stock ci permette di prendere decisioni di gestione valide. Per quanto riguarda gli stock oggetto di negoziati in corso, è come sempre nostra intenzione fare tutto il possibile per garantire le migliori condizioni ai nostri pescatori. Ci auguriamo che i nostri partner e la comunità internazionale condividano il nostro impegno per una pesca sostenibile.” La proposta sarà discussa dai ministri degli Stati membri in occasione del Consiglio “Pesca” di dicembre ed entrerà in vigore dal 1º gennaio 2014. Dettagli della proposta I Tac di alcuni stock ittici dell’Ue a livello dell’Msy, quali l’aringa nel Mare d’Irlanda, il nasello settentrionale, i lepidorombi nelle acque iberiche o la passera di mare del Mar Celtico, possono essere aumentati. Al contempo, nel caso di alcuni stock in condizioni precarie, il quadro è rimasto praticamente invariato rispetto allo scorso anno. Lo stato degli stock di merluzzo bianco nel Mare d’Irlanda e nel Kattegat rimane difficile e la scarsa disponibilità di dati ne ostacola la gestione. Gli stock di sogliola nel Mare d’Irlanda hanno raggiunto livelli estremamente bassi. Per l’eglefino del Mar Celtico si consiglia un importante taglio dei Tac per portare gli stock ai livelli dell’Msy. Il merluzzo bianco e il merlano nelle acque ad ovest della Scozia, che sono soggetti a tassi estremamente elevati di rigetti, sono a rischio di esaurimento. Per gli stock le cui dimensioni non sono state stimate a causa della scarsità di dati a disposizione, la proposta della Commissione riflette il parere del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (Ciem) di adeguare i Tac aumentandone o diminuendone i livelli del 20% al massimo. Di questi Tac, 21 sono proposti allo stesso livello del 2013 a seguito di una decisione del Consiglio dello scorso anno sulle riduzioni precauzionali. Per un numero limitato di stock dell’Ue, il parere scientifico è pervenuto solo di recente o sarà reso noto nel corso del mese. Per questi stock occorre dunque analizzare ulteriormente il parere prima di proporre un Tac più avanti nel corso dell’autunno. Per quanto riguarda gli stock condivisi con paesi terzi (Norvegia, Isole Fær Øer, Groenlandia, Islanda, Russia), la Commissione europea, per conto dell’Ue, avvia negoziati con tali paesi verso la fine di ogni anno per determinare i quantitativi di pesce che è possibile catturare l’anno successivo, sulla base di pareri scientifici. Per gli stock nelle acque internazionali e per le specie di grandi migratori come il tonno, la Commissione europea, per conto dell’Ue, negozia le possibilità di pesca nell’ambito delle organizzazioni regionali di gestione della pesca (Orgp). Le decisioni adottate devono essere successivamente recepite nel diritto dell’Ue.  
   
   
MYANMAR - TASKFORCE EUROPEA: ASPETTI AGRICOLI  
 
Myanmar / Birmania sta emergendo da decenni di regole autoritarie e conflitti etnici. Dal 2011, il nuovo governo impegnato in un programma di riforme ambizioso, sostenuto dall´Ue. La Taskforce Myanmar-ue si terrà in Myanmar il 13-15 novembre 2013, come annunciato nel marzo 2013, il presidente Barroso, il Presidente Van Rompuy e il presidente del Myanmar U Thein Sein. Esso è inteso a creare un nuovo livello di ambizione per il futuro delle nostre relazioni bilaterali e il ruolo dell´Unione europea nel sostenere una transizione pacifica e di aiutare lo sviluppo economico, per esempio nel settore agricolo. Questa task force è presieduto dall´Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton, con la partecipazione dei commissari Dacian Cioloþ (Agricoltura e lo sviluppo rurale), Antonion Tajani (Enterprise) e Andris Piebalgs (Sviluppo) e un certo numero di deputati . L´agricoltura al centro dello sviluppo Myanmar L´agricoltura è alla base dell´economia del Myanmar (che impiegano più di 70% della popolazione) e contrassegnato come una priorità assoluta nella mappa nazionale su strada di sviluppo. Passi significativi sono stati compiuti negli ultimi anni per migliorare il contesto giuridico e di aumentare la produttività agricola, facendo in modo che il settore agricolo ha un importante contributo sia alla transizione economica e al processo democratico. Tuttavia, sviluppare l´agricoltura non è un percorso senza difficoltà, a causa del ruolo strategico dell´agricoltura nel garantire la sicurezza alimentare, la crescita e l´occupazione nelle zone rurali, ma anche perché si tratta di una vasta gamma di attori e questioni come il diritto alla terra, ancora molto sensibile in Myanmar. Per questo il Commissario Cioloþ trovato molto importante partecipare a questa task force Myanmar-ue. Importante stabilire una forte politica di sviluppo rurale, ha dichiarato il commissario Cioloþ Parlando davanti alla task force, il Commissario Cioloþ ha sottolineato che l´Ue è di condividere le esperienze nella politica agricola di costruzione, nella creazione di catene di fornitura stabili con un reddito equo per gli agricoltori e gli strumenti politici per aiutare gli agricoltori a muoversi al di là di agricoltura di sussistenza - e il suo savoir-faire in girando la diversità dei modelli agricoli in forza. Ciò avverrà principalmente attraverso il programma indicativo pluriennale coming (2014-2020), in cui lo sviluppo rurale e la sicurezza alimentare sono stati segnalati come uno dei settori focali. Esperti della Commissione dai servizi per l´agricoltura e per l´aiuto allo sviluppo lavoreranno insieme con i funzionari Myanmar nell´elaborazione e attuazione delle azioni finanziate dall´Ue e che meglio si adattano alle esigenze agricole del Myanmar.  
   
   
LOMBARDIA. REGIONE AL TOP AGROALIMENTARE I PRODOTTI TIPICI AMBASCIATORI DELL´ EXPO  
 
Milano - "Expo 2015 sarà l´occasione per consacrare a livello nazionale l´agricoltura lombarda. Le nostre imprese, infatti, giocheranno in casa e sono certa sapranno sfruttare al meglio una vetrina unica per far conoscere ancora di più i numeri da record e le tantissime produzioni di qualità che fanno della Lombardia la prima regione agricola italiana e una delle più importanti al mondo". Lo ha detto l´assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi, intervenendo a Milano, su delega del presidente Roberto Maroni, alla manifestazione ´Sulla buona Strada-verso Expo 2015´, organizzata da Coldiretti, che ha animato corso Buenos Aires con la presenza di oltre cento aziende agricole, prevalentemente lombarde, raccontandone la storia, i territori di provenienza e soprattutto facendo gustare i loro prodotti. Alla Lombardia Primato Produzioni Nazionali - "L´agricoltura lombarda - ha continuato Viviana Beccalossi - oltre a detenere il primato delle produzioni nazionali nel settore lattiero caseario e zootecnico, può vantare ben 27 prodotti certificati, di cui 17 Dop (Denominazione origine protetta) e 10 Igp (Indicazione geografica protetta). Anche il settore vitivinicolo è un fiore all´occhiello, con il 60% delle bottiglie classificate come Docg (Denominazione origine controllata garantita) e Doc (denominazione origine controllata), il doppio della media nazionale. Si tratta di produzioni tradizionali e figlie delle più autentiche radici contadine della nostra regione, che oggi si sposano con le più moderne tecnologie del settore agroalimentare che ad esempio permettono al Grana Padano di essere il formaggio Dop più venduto al mondo". Difesa E Tutela Made In Italy - Per l´assessore lombardo, l´Expo sarà un evento su cui i produttori e i consorzi dovranno puntare per conoscere ed esplorare nuovi potenziali mercati, per i quali il Made in Italy nell´alimentare è un valore aggiunto. Un Made in Italy che, secondo l´assessore, va difeso con una lotta senza quartiere contro il fenomeno della pirateria, capace di sottrarre al settore qualcosa come 70 miliardi di euro all´anno, di cui 60 nella quota destinata all´export. Lotta Alla Pirateria - "Non solo - ha aggiunto Viviana Beccalossi - in molti Paesi da anni fanno fortuna aziende che vendono formaggi e vini che nulla hanno a che fare con l´Italia e compaiono sugli scaffali deisupermercati con nomi di fantasia che richiamano i prodotti originali, magari con una bella bandiera tricolore a vista. Oggi sappiamo che in tante parti del mondo si vendono addirittura kit per produrre copie malriuscite dei nostri prodotti: una mozzarella in mezz´ora e simil-Grana Padano o Parmigiano Reggiano in due mesi. Uno schiaffo inaccettabile per il quale non saranno mai troppe le azioni di tutela". "Regione Lombardia - ha concluso Viviana Beccalossi - è quotidianamente a fianco della sua agricoltura e lo farà anche durante l´appuntamento di Expo, nella consapevolezza che una vera e duratura ripresa economica non può prescindere dai successi delle nostre eccellenze nel mondo".  
   
   
TORINO - AGROALIMENTARE PIEMONTESE SULLE TAVOLE CINESI  
 
Olio, produzioni artigianali a base di funghi e tartufi, formaggi, latte, yogurt, prodotti da forno: sono le proposte di 5 imprese piemontesi che dal 13 al 15 novembre sono a Shanghai, al Food & Hospitality China, la più importante manifestazione internazionale del settore agroalimentare in Cina, focalizzata sui prodotti alimentari importati di qualità. L’iniziativa rientra nel Progetto Integrato di Filiera (Pif) Piemonte Food Excellence, gestito dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione (Ceipiemonte) su incarico di Regione Piemonte e delle Camere di commercio di Cuneo, Alessandria, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbania e Vercelli. Food & Hospitality China si svolgerà in contemporanea ad altre manifestazioni specialistiche tra cui, per la prima volta, Prowine Cina, dove il Piemonte sarà presente con 3 aziende. Il 18 novembre inoltre, 2 aziende della delegazione piemontese si trasferiranno a Chengdu, capitale della provincia del Sichuan, nel sud ovest della Cina, per partecipare a Food & Hospitality West China: un programma di incontri b2b seguito, il giorno successivo, da un roadshow itinerante con visite ad alcune aziende cinesi della provincia. Queste iniziative sono occasioni di estremo interesse per le imprese piemontesi in una fase in cui in Cina la passione per la cucina italiana è in continua ascesa: cresce la ristorazione (solo Shanghai conta ormai circa 150 ristoranti italiani) e i prodotti agroalimentari italiani sono ai vertici in molti settori: primi nel cioccolato, pasta e conserve di pomodoro, secondi nell’olio di oliva, acqua minerale e vini frizzanti, terzi nel caffè e nel vino imbottigliato, quinti nei formaggi. In generale i consumatori cinesi preferiscono i prodotti alimentari stranieri anche perché non si fidano completamente del livello qualitativo delle produzioni nazionali, un motivo in più per le nostre imprese per farsi avanti. Quindi, sebbene le autorità governative cerchino di disincentivare l´import alimentare con barriere normative (controlli da effettuare, standard di riferimento ecc.) le esportazioni italiane di agroalimentare verso la Cina sono in costante incremento, posizionandosi al 27° posto nella classifica 2012, con un valore complessivo di 323 milioni di Usd, in crescita del 7,7% rispetto all’anno precedente.  
   
   
PRESTITO CONDUZIONE: DA REGIONE ABRUZZO CONTRIBUTI PER 750 ML  
 
Pescara - In attesa dell´approvazione del nuovo Regolamento in materia di aiuti in "de minimis" (che scade il 31/12/2013) l´assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, si è impegnato affinché la Regione adottasse un provvedimento specifico per il prestito di conduzione. Nel corso dell´ultima seduta infatti, la Giunta regionale ha approvato una delibera, proposta dall´assessore Febbo, per la concessione di contributi in regime "de minimis" per l´anno 2014, attuabile fino al 30 giugno, e di destinare al Programma un finanziamento di 750 mila euro."La Regione Abruzzo - spiega Febbo - alla luce della grave crisi economica che sta interessando tutti i settori produttivi, non risparmiando neppure il comparto agricolo, intende intervenire nella concessione di contributi, in regime "de minimis", in conto interessi, sui prestiti a breve termine contratti dalle imprese agricole, per le necessità legate all´anticipazione delle spese per la conduzione aziendale fino alla vendita dei prodotti. L´intervento economico regionale serve a migliorare le condizioni di accesso al credito di conduzione, sotto forma di conto interessi, ed è a favore delle imprese agricole attive nella produzione primaria di prodotti agricoli e di quelle attive nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Su queste importanti tematiche - aggiunge ancora l´assessore - determinanti per il futuro delle nostre imprese agricole, mi ero già attivato da tempo in tutte le sedi, compresa la Commissione Politiche agricole dove siamo stati l´unica Regione a fare inserire nell´Odg il prestito di conduzione, per sollecitare l´approvazione del nuovo regolamento comunitario. In attesa di questo, però, era necessario dare un sostegno concreto alle aziende e si è deciso, rispettando gli impegni presi in prima persona, di adottare questa importante misura in quanto alla scadenza prevista del 31 dicembre 2013 sarebbe venuta meno la base giuridica per la concessione delle agevolazioni, per l´anno 2014, per alcune azioni quali il Prestito di Conduzione a tasso agevolato. L´auspicio è che il Governo possa attivarsi, al fine di poter dare certezze alle imprese agricole e a quelle operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, affinché si arrivi in tempi brevi alla conclusione dell´iter. Ho inoltre sollecitato il Ministro De Girolamo - conclude Febbo - affinché ponga in essere una forte iniziativa nella sede negoziale comunitaria per l´elevazione della attuale soglia del "de minimis" agricolo, considerato che nel corso della passata programmazione si è evidenziata la scarsa incisività di una formula basata su un sistema di erogazioni polverizzate e di limitato impatto sulla competitività delle imprese. Una soluzione valida ed accettabile potrebbe essere rappresentata dall´innalzamento della soglia triennale dagli attuali 7.500 euro a 50 mila euro, anche al fine di ridurre il dislivello del massimale tra le imprese del settore agricolo e quelle degli altri settori".  
   
   
CULATELLO: DISCIPLINARE L´USO DELLA DENOMINAZIONE  
 
Milano - L´assessore regionale all´Agricoltura Gianni Fava ha scritto al ministro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo in merito alle problematiche che stanno interessando le produzioni di ´Culatello di Zibello´ Dop, recentemente evidenziate anche dal relativo Consorzio di tutela, dall´associazione Strada del Culatello e sottoscritta dagli stakeholders dei territorio interessati. "Oggi le produzioni del ´Culatello di Zibello´ sono in calo del 40 per cento rispetto al 2011 - afferma l´assessore lombardo -. La tendenza positiva che si è affermata in oltre un decennio, foriera di tanti benefici per i territori di origine quanto qualificante per tutte le produzioni italiane nel mondo, è messa in serio pericolo dalla ´Culatta´. Tale prodotto, che non gode di alcun riconoscimento né, tantomeno, di un processo di produzione garantito, si propone infatti sul mercato - a mio avviso illegittimamente - con la denominazione generica di ´Culatello´, potendo far leva su prezzi che possono essere fino al 40 per cento inferiori rispetto a quelli del ´Culatello´ vero - quello ´di Zibello´ - per ovvi motivi che non sto qui ad elencare". Dop Rispettano Disciplinari Rigidi, E Consumatori - "In considerazione del fatto - si legge nella missiva di Fava al ministro - che buona parte delle cosce utilizzate, come previsto dal disciplinare, provengono da suini allevati e macellati nell´ambito della filiera lombarda, ritengo la vicenda di assoluto interesse anche per l´Assessorato che rappresento e pertanto ritengo sia utile comunicarLe la piena condivisione delle preoccupazioni espresse dai soggetti sopra citati". Il ´Culatello di Zibello´ è, per prestigio internazionale, una delle primarie Dop italiane. "Tale prestigio - prosegue Fava - è frutto del rispetto di un rigido disciplinare, che, assicurando la provenienza delle cosce, i metodi di lavorazione e i tempi di stagionatura, conferisce al prodotto qualità organolettiche uniche, rappresentando al contempo una garanzia per i consumatori e per il buon nome del ´Made in Italy´ nel mondo". Riconosciuto Dall´europa Dal 1996 - Questo prodotto, potendo godere di un riconoscimento ufficiale della Comunità europea fin dal 1996, ha incrementato nel corso degli anni il proprio giro d´affari, andando quasi a triplicare il numero dei produttori (dagli iniziali 8 agli attuali 22) e passando dai 22.725 pezzi prodotti nel 2000 ai 78.632 pezzi prodotti nel 2011; un incremento del giro d´affari che, trattandosi di una produzione saldamente legata al territorio, ha prodotto benefici a cascata anche per il settore turistico-gastronomico. Lavoro Prouttori Va Rispettato - Una distorsione del mercato, quella evidenziata da Fava, che rischia di pregiudicare irrimediabilmente l´immagine del ´Culatello di Zibello´, "andando, per usare lo stesso termine di chi mi ha preceduto sul tema, a ´volgarizzare´ la Dop autentica e, con le dovute proporzioni, l´intero patrimonio agroalimentare italiano". "Ritengo - afferma Fava in ultima analisi - che il lavoro dei produttori, la cura che il Consorzio di tutela riserva a tutte le fasi della produzione, lo sforzo a livello promozionale, nonché l´attenzione dedicata dalle istituzioni locali meritino adeguata considerazione da parte del Suo Ministero". "Per questo motivo, associandomi alle richieste già formulate - aggiunge -, chiedo al ministro di attivarsi presso e con il ministro dello Sviluppo economico, per andare a disciplinare l´uso corretto della denominazione generica ´Culatello´".  
   
   
L’AGRICOLTURA SOCIALE È UNA OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE AGRICOLE, MA SOPRATTUTTO È OPPORTUNA”  
 
Bologna – L’accoglienza degli anziani e dei disabili, la formazione dei bambini, gli agriasili, ma anche l’inserimento ed il reinserimento di diversi soggetti nel mondo del lavoro. Queste le potenzialità dell’’agricoltura sociale, argomento trattato nel corso di un seminario “L’agricoltura sociale una opportunità per l’impresa e per il territorio”, iniziativa promossa a Bologna da Cia Emilia Romagna e Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia. Una opportunità, l’agricoltura sociale “ma che soprattutto è opportuna”, è stato detto ad inizio della giornata. Questo settore si colloca all’interno della multifunzionalità agricola, ovvero la capacità del settore primario di produrre non solo beni, ma anche servizi per la collettività. “Una occasione che si offre al settore pubblico per una migliore organizzazione della spesa pubblica, per coprire con adeguati servizi le zone rurali, per riportare in un ambiente caratterizzato dai valori del mondo agricolo i bambini e i soggetti deboli della società”, ha detto il presidente della Cia Emilia Romagna, Antonio Dosi. Ad illustrare la proposta di legge sull’agricoltura sociale l’on. Massimo Fiorio, vice presidente Commissione Agricoltura della Camera, che ne ha sintetizzato contenuti e finalità. “Il settore si sta diffondendo in maniera maggiore in Italia ed in molti Paesi europei – ha detto l’on. Fiorio – e rappresenta la voglia di inclusione di soggetti a rischio di marginalità e alla domanda di servizi e coesione delle popolazioni delle aree rurali ed urbane”. Fiorio ha spiegato che la legge nasce dalla esigenza di far crescere diversi progetti ed esperienze già in atto a livello nazionale. Il testo riconosce giuridicamente la valenza sociale di determinate attività agricole, disciplinando i requisiti per gli operatori e per le strutture, istituendo inoltre presso i ministeri competenti un osservatorio nazionale sul settore. “La proposta di legge – ha concluso Fiorio – permette poi agli operatori dell’agricoltura sociale di costituire Organizzazioni di produttori riconosciute”. “Sono circa un migliaio a livello nazionale le aziende che operano in questo settore – ha detto Giuseppe Gandin, presidente di Turismo Verde nazionale – ma il nostro obiettivo non è quello di trasformare le imprese in ‘ospedali’, ma in strutture di accoglienza capaci di dare servizi, mantenendo le caratteristiche dell’azienda agricola”. Tiberio Rabboni, assessore regionale all’Agricoltura, ha illustrato le opportunità economiche messe a disposizione dalla Regione agli agricoltori interessati a percorrere questa attività multifunzionale dell’impresa agricola, “anche se – ha detto - il soggetto che svolge agricoltura sociale deve essere prima di tutto un imprenditore agricolo”. “Dobbiamo risolvere il quadro normativo e soprattutto dobbiamo favorire gli spazi per svolgere questa attività – ha concluso il vice presidente nazionale Cia, Secondo Scanavino – anche attingendo professionalità esterne, perché l’impresa agricola deve comunque mantenere le attività produttive che gli sono propri”.  
   
   
AGRICOLTURA - ARRIVA L´IGP PER IL "MELONE MANTOVANO"  
 
Bologna - É arrivato dall´Unione europea il riconoscimento dell´Indicazione geografica protetta (Igp) "Melone Mantovano": il regolamento 1109/2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale Ue il 5 novembre. Per l´Emilia-romagna si tratta della 39a Denominazione d´origine riconosciuta tra Dop (Denominazione d´origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta). La zona di produzione interessa infatti una parte significativa della regione perché si estende, oltre che nelle province di Mantova e Cremona, in diversi comuni di Modena (Concordia, Mirandola, San Felice sul Panaro), Bologna (Crevalcore, Galliera, San Giovanni in Persiceto) e Ferrara (Bondeno, Cento, Sant´agostino). Si tratta di territori simili per condizioni climatiche e pedologiche e che vantano una produzione analoga, dal punto di vista qualitativo, a quella delle aree lombarde. Pertanto, durante la fase di istruttoria, si è deciso di convergere su una denominazione unica, puntando sulla maggiore storicità di quella mantovana. "É un risultato importante e un ulteriore riconoscimento che viene conferito alla tipicità e all´alta qualità della nostra agricoltura - commenta l´assessore regionale all´Agricoltura Tiberio Rabboni -. La denominazione copre un´area particolarmente vocata dal punto di vista agricolo, all´interno della quale il melone riveste un ruolo produttivo ed economico molto significativo. L’ottenimento dell’Igp potrà anche dare nuovo slancio all´attività di tanti agricoltori che sono stati duramente colpiti dal terremoto del 2012". Il “Melone Mantovano Igp” ha un sapore caratteristico, polpa succosa che varia dal colore giallo-arancio al salmone, particolarmente spessa, fibrosa e consistente; ha grado zuccherino elevato, maggiore o uguale a 12 °Brix, e una quantità media di sali minerali e potassio generalmente superiore a quella riscontrata in altre zone di coltivazione. Tipici anche l’odore di fungo e polpa di anguria, l’aroma di tiglio e di zucchino rilevabili dai profili sensoriali. Le condizioni climatiche e pedologiche delle aree di produzione sono molto favorevoli alla coltivazione di questo frutto, infatti la vocazionalità dei terreni della provincia di Mantova e delle limitrofe aree emiliane è antica e rinomata. L’igp ottenuta caratterizza i meloni allo stato fresco delle due varietà botaniche Cucumis melo L.: quella cantalupensis (melone cantalupo), con frutti lisci di forma sferica o sub-sferica, dalla buccia di colore grigio verde tendente al giallo, e la varietà reticulatus (melone retato), che ha frutti di forma tendenzialmente tondeggiante o ovale, con un evidente reticolo epidermico. Le cultivar utilizzate sono riconducibili alle tipologie di riferimento Honey Moon (tipologia liscia), Harper (retata senza incisura della fetta) e Supermarket (retata con incisura della fetta.  
   
   
BOLZANO: SCOPAZZI DEL MELO: PROGETTI DI RICERCA PER 3,2 MILIONI DI EURO  
 
Nei prossimi anni il Centro di Sperimantazione Laimburg spenderà 3,2 milioni di Euro per progetti di ricerca in atto sugli scopazzi del melo. Circa 300 agricoltori il 5 novembre scorso a Marlengo hanno partecipato al convegno informativo organizzato dal Centro di Sperimentazione Laimburg con il coinvolgimento del Centro di Consulenza di fruttiviticoltura, il Südtiroler Bauernbund e l´Ufficio Frutti-viticoltura della Provincia. La malattia "scopazzi del melo" è un problema attuale che viene affrontato seriamente dal Centro di Sperimentazione Laimburg tenendo conto della crescita di infestazioni nel Burgraviato e la bassa Val Venosta. Fino al 2011 sono stati spesi 1,5 milioni di Euro per affrontare il tema focale degli scopazzi del melo. Dal 2012 al 2017 saranno messi a disposizione altri 3,2 milioni di Euro per continuare la ricerca su questa malattia insidiosa. Gli sforzi della ricerca di questa malattia fatti finora proseguono con due progetti di ricerca ad hoc che concentrano le indagini per individuare quali sono i fattori decisivi che influenzano la crescita di infestazioni nelle regioni più colpite dagli scopazzi. La malattia, infatti, si è riscontrata anche in altre zone della provincia, ma con un numero molto basso di piante malate rispetto al Burgravviato e la Val Venosta. Nelle sue ricerche il Centro di Sperimentazione Laimburg collabora strettamente con il Centro di Consulenza in Fruttiviticoltura con un continuo scambio di dati e conoscenze. Negli ampi studi effettuati gli scienziati hanno ottenuto importanti conoscenze sugli scopazzi del melo. La psilla Cacopsylla picta è risultato quale insetto vettore principale in Alto Adige. Questa conoscenza ha formato la base per lo sviluppo di misure e strategie contro le spille. Inoltre, è stato sviluppato un metodo di diagnostica molecolare degli scopazzi che permette di riconoscere le piante malate prima che i sintomi della malattia diventino visibili. Sono stati testati dei preparati con effetto rafforzante del sistema immunitario delle piante. La soppressione dei sintomi della malattia tramite queste sostanze è risultata solamente temporanea. Piante malate non possono essere guarite, ma devono essere estirpate. Nei prossimi anni non ci sarà però una sostanza in grado di trattare gli scopazzi del melo. Nell´ambito della manifestazione informativa, il Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura ha fornito una sintesi sulle attuali quantità di infestazioni. Le zone più colpite dagli scopazzi sono sempre il Burggraviato e la bassa Val Venosta come evidenziato dalla crescita di piante malate. Inoltre, i ricercatori del Centro di Sperimentazione Laimburg hanno presentato gli attuali progetti di ricerca in materia. Gli agricoltori sono poi stati informati dall´Ufficio Frutti-viticoltura sulle norme da seguire nella gestione di piante malate. L´associazione degli agricoltroi altoatesini"Bauerbund" ha lanciato l´appello di incentivare la ricerca sugli scopazzi ed esortato gli agricoltori di attenersi alle direttive nell´interesse di tutti i coinvolti. La manifestazione si è conclusa con una discussione ed uno spuntino, durante il quale i partecipanti hanno approfittato dalla possibilità di discutere direttamente con le relatrici ed i relatori.  
   
   
SARDEGNA IGP: PARTE PIANO PILOTA PER TRACCIABILITÀ ELETTRONICA  
 
La Sardegna continua a sostenere la valorizzazione dei prodotti di qualità. Fra questi occupa un posto di rilievo la filiera dell´ovi-caprino, a partire dal latte per finire con le carni di pecora e soprattutto d´agnello. Proprio a quest´ultimo, alle cui carni vengono riconosciute particolari qualità organolettiche e nutrizionali, è stato dedicato il convegno che si è svolto questa mattina a Bidonì, piccolo centro in provincia di Oristano dove la pastorizia è la prima voce dell´economia locale. Qui si è affrontato il tema della tracciabilità elettronica, evoluzione naturale di quella manuale nata nel 2001 ma resa effettivamente operativa dal 2005, e che ha portato alla certificazione quasi 330.000 agnelli nel solo 2012 contro i 137.000 del 2011 (i dati dell’anno in corso saranno noti nel 2014 ma si presume possano essere circa 500.000). Gli esperti di Laore e del Consorzio di Tutela hanno descritto agli allevatori i contenuti del "Progetto pilota per la realizzazione di un sistema di tracciabilità elettronica e rintracciabilità dell’Agnello di Sardegna Igp". "La certificazione elettronica renderà più veloce ed efficiente tutto il percorso di qualità - ha spiegato l’assessore dell´Agricoltura, Oscar Cherchi, in chiusura dei lavori del convegno - e darà agli allevatori isolani la possibilità di distinguere il loro patrimonio zootecnico da quello di provenienza extraisolana, soprattutto estera, che, pur non in possesso delle peculiarità del nostro, occupano quote di mercato consistenti solo grazie al prezzo concorrenziale, danneggiando l´immagine e l´economia locale. Con il progetto, conclude l’assessore - partirà anche una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti gli allevatori sardi per arrivare a certificare l’intero patrimonio zootecnico isolano nei prossimi 14 mesi". La certificazione Igp (Indicazione geografica protetta) per l´Agnello di Sardegna, garantisce la qualità assoluta determinata da un tipo di allevamento in totale libertà in condizioni naturali e ambientali eccellenti, dall’alimentazione esclusivamente naturale, quindi con latte materno ed essenze dei pascoli della Sardegna, al controllo permanente di tutta la filiera. La garanzia è certificata dagli appositi organismi di controllo che ne verificano continuamente gli standard del percorso di qualità e assicurano il rispetto dell’origine, delle modalità di allevamento e le caratteristiche organolettiche, fino al confezionamento. Il marchio identifica e certifica il prodotto e garantisce che tutte le caratteristiche del disciplinare siano state rispettate. La tutela del marchio "Agnello di Sardegna Igp", insieme alla vigilanza sulla produzione e sulla commercializzazione è compito dell´omonimo Consorzio di tutela.  
   
   
PIATTAFORMA PARMA: CIBO PER CHI HA PIÙ BISOGNO  
 
Parma – Raccogliere generi alimentari donati dalle imprese e ridistribuirli alle mense, agli Empori e luoghi solidali, soprattutto farli arrivare alle 2.500 famiglie che sempre più spesso si misurano con l’impossibilità di consumare un pasto vero. Da oggi in poi, alle strutture già operative nella provincia di Parma, si aggiungerà Piattaforma Parma, struttura logistica e organizzativa creata per far fronte a una emergenza divenuta via via più acuta anche in territori come questo. Frutto di un accordo promosso lo scorso giugno da Fondazione Cariparma con Comune e Provincia di Parma, Fondazione Caritas “S. Ilario”, Forum Solidarietà, Consorzio Solidarietà Sociale, Forum Provinciale del Terzo Settore di Parma, Piattaforma Parma si rivolge alle aziende locali, in particolare a quelle del settore agroalimentare. L’appello corale rivolto a loro è aumentare le donazioni di generi alimentari, unirsi e fare rete per contrastare il difficile momento di crisi. Oggi in Provincia alla presentazione di Piattaforma Parma, erano presenti tutti i soggetti coinvolti nella nuova iniziativa: Emporio, Forum Solidarietà, Caritas, Consorzio solidarietà Sociale, Provincia e Comune di Parma, Fondazione Cariparma e le associazioni di categoria che hanno aderito. “Questa è una chiamata alla responsabilità anche del mondo produttivo per un progetto di cui c’era un gran bisogno” ha affermato il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, “un nuovo importante strumento frutto di un dialogo diretto fra imprese e terzo settore” secondo l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani, “il messaggio di fare tutti insieme quello che serve davvero” ha proseguito Laura Rossi assessore all’Welfare del Comune di Parma. “Per Fondazione è naturale partecipare a una iniziativa di questo tipo ed è importante far crescere la consapevolezza che i fenomeni legati alla povertà possono avere ricadute anche sulla coesione – ha spiegato il segretario generale Luigi Amore. “Uno degli aspetti positivi di questa crisi, che non sta finendo, è l’idea che da questa situazione difficile non se ne esce da soli” - ha detto Cecilia Scaffardi di Caritas Parma, organizzazione che insieme a Caritas Fidenza, l’Emporio Parma e quello della Valtaro agisce quotidianamente contro povertà. Con Piattaforma Parma gli organizzatori si propongono il ritiro dei generi alimentari e non alimentari, dei prodotti in scadenza o non conformi, del "fresco" e di prodotti deperibili, entro 48 ore, con possibilità di concordare ritiri straordinari e urgenti oltre alla offrire garanzia di allocazione anche di grandi quantità di prodotto. Lo stoccaggio della merce avviene presso il magazzino che si trova al Cepim di Fontevivo (Pr). La distribuzione alle famiglie in difficoltà viene effettuata da Emporio Parma, Caritas diocesana di Parma e Caritas diocesana Fidenza, Emporio Valtaro. “Si tratta di una iniziativa complessa che richiedeva una messa in rete perché non è semplice decidere la destinazione dei prodotti, senza sprechi e facendo in modo che il maggior numero di persone abbia il giusto” – ha spiegato Roberto Berselli presidente di Emporio Parma sottolineando i vantaggi per le aziende che aderiranno e che si traducono in benefici fiscali in quanto la cessione gratuita di beni prodotti o commercializzati dall’impresa non è considerata reddito ed è esente da Iva. Inoltre non esistono limiti di importo per la donazione di derrate alimentari. Va anche precisato che le aziende donatrici non sono responsabili del corretto stato di conservazione, del trasporto, del deposito e dell’utilizzo degli alimenti. Piattaforma Parma garantisce inoltre la completa ricaduta delle donazioni sul territorio, la tracciabilità dei prodotti donati e la rendicontazione periodica ai donatori. “Il mondo imprenditoriale ha sempre fatto la sua parte. Quello che sta accadendo è un problema di comunità che va affrontato con la sussidiarietà perché ognuno metta a disposizione ciò che ha” - ha osservato Maurizio Caprari segretario generale Gruppo Imprese Artigiane intervenuto a nome delle associazioni d’impresa che collaborano a Piattaforma Parma e che sono: Ascom, Cna, Coldiretti, Apla Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Gruppo Imprese artigiane, Legacoop e Unione parmense degli Industriali.  
   
   
PRESENTATA LA NUOVA GUIDA "SELEZIONE DEI VINI 2014"  
 
Udine - 153 aziende vinicole selezionate - di cui 89 da Udine, 36 da Gorizia, 27 da Pordenone e cinque da Trieste – 655 dei campioni di vino “approvati”, da cui si sono evidenziati 50 Top Wines: questi i numeri della nuova Guida ai vini curata dalle quattro Camere di Commercio, giunta alla seconda edizione del suo rinnovato percorso – dopo le prime 10 annualità – che prende il nome di “The italian wines from Fvg”. Fin dal titolo viene quindi rimarcata la sua vocazione alla promozione internazionale. Il format prevede ora un volumetto cartaceo pluriennale (presentato nel 2012) e un sito internet (www.Winesfriuliveneziagiulia.it), che si aggiorna di anno in anno con una nuova selezione vinicola, testata e approvata dalla severa Commissione di esperti (65 tecnici degustatori iscritti negli elenchi camerali; 15 sommelier e 15 esperti dell’Onav). Sono stati i rappresentanti delle Cdc, nella sede dei Vivai Cooperativi di Rauscedo (Vcr), a conferire le onorificenze ai 50 Top wines, assieme al presidente del Comitato Guida vini Sergio Lucchetta, al presidente di Vcr Pietro D’andrea, al sindaco di Rauscedo Michele Leon, all’assessore provinciale Michele Boria e al delegato di Friuladria, partner del progetto, Fabrizio Prevarin. I 50 Top wines rappresentano la selezione dei migliori vini degustati e rappresenta la reale proporzione della produzione enologica regionale: ne è specchio perché il numero di vini eletti per ogni varietà riflette la percentuale di vino di quel tipo prodotto in regione. Così la percentuale tra bianchi e rossi è mantenuta sul 70-30. Su 50 vini, quasi la metà (ben 23) sono autoctoni. Nella stesura del Regolamento, e quindi nella ripartizione del numero di vini per ogni tipologia, è stato dato peso ai due autoctoni per eccellenza: il Friulano e il Refosco, rispettivamente con sei e quattro Top Wine. Lucchetta ha evidenziato che le aziende in Guida sono diminuite rispetto all’edizione precedente. "La diminuzione si è rilevata un po’ dappertutto, per le Guide vini, ma ovviamente ci siamo chiesti perché: una motivazione è stata l’accesso al sito, che richiedeva una procedura di registrazione da alcuni ritenuta difficoltosa. Perciò abbiamo corretto questo aspetto: ora il sito è open, chi ci va trova subito tutto senza ulteriori filtri". Tra le altre novità di questa edizione, anche una “app”, preannunciata dagli organizzatori, che sarà presto resa disponibile e scaricabile su smartphone.  
   
   
BARI - AGROALIMENTARE: WORKSHOP FINALE DEL PROGETTO ISCI  
 
Si terrà il prossimo 15 novembre 2013, dalle ore 10.00 alle h. 18.00 presso la Sala Verde della Camera di Commercio di Bari, il Workshop finale del Progetto Isci, dedicato alle aziende del settore dell’agro industria. Il Progetto Isci – Innovative Service to Strengthen Cooperation and Internationalization between Smes in the field of Agro-food industry, che vede la Cdc di Bari come project leader attraverso la sua azienda speciale Aicai, è finanziato con i fondi del Programma Europeo di Cooperazione Territoriale Grecia – Italia 2007-2013 – ed ha come obiettivo quello di favorire i processi di internazionalizzazione e aumentare il livello di competitività delle Pmi pugliesi e delle Isole Ioniche Greche e la loro propensione all’innovazione. Durante il Workshop verranno presentati i lavori svolti dal partenariato di progetto insieme alla nuova piattaforma informatica che permetterà alle aziende del settore agroalimentare di aumentare la propria operatività e visibilità on line, con nuovi canali di vendita. All’evento oltre alle imprese pugliesi, parteciperanno le aziende greche interessate al progetto. La partecipazione è gratuita previa compilazione della scheda di adesione entro e non oltre il prossimo 13 novembre via e-mail o via fax ai seguenti recapiti: - E-mail: aicai@ba.Camcom.it  - Fax: 080/55.37.062  
   
   
PAVIA - EMERGENTE 2014: GIOVANI CHEF SI SFIDANO  
 
Si svolgerà dal 23 al 25 novembre a Riccagioia nell’Oltrepò Pavese la quarta edizione di “Emergente”, che incoronerà il miglior cuoco under 30 del Nord Italia. Il Premio Emergente Chef del Nord Italia 2014 è un evento voluto dalla Camera di Commercio di Pavia per promuovere l’enogastronomia del territorio. L´edizione 2014 sarà condotta dal giornalista Luigi Cremona. A giudicare i 16 chef sotto i trent´anni provenienti da Lombardia, Piemonte, Valle d´Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Trentino e Veneto che si sfideranno dal vivo in uno show coking, ci sarà una giuria composta dai principali giornalisti esperti in enogastronomia. Molte le novità di questa edizione, a partire dalla analoga gara per nominare il vincitore di Emergente Pizza del Nord Italia 2014 grazie all’allestimento di un apposito forno. Confermati i sempre seguitissimi laboratori quest’anno dedicati all’utilizzo del riso nei dolci, al cake design, alle farine pane e pizza, zucca, i formaggi e i vini i dell’Oltrepò Pavese. E ancora laboratori solo per bambini e un corso per imparare a fotografare i cibi. La maggior parte sono gratuti, ma è bene prenotarsi per tempo. Saranno presenti espositori pavesi di prodotti tipici: dal riso ai formaggi, dai salumi ai dolci. Nell’area gourmet invece dalle 12 alle 17.00 si potranno degustare le creazioni di affermati chef stellati italiani.  
   
   
LECCE: AZIONI SINERGICHE PER L’OLIVICOLTURA  
 
La Camera di Commercio di Lecce, istituzionalmente dedita a sostenere lo sviluppo economico del territorio e delle imprese che vi operano, non resta indifferente alla drammaticità che vivono le aziende agroalimentari della filiera olivicola a causa della repentina distruzione di centinaia di olivi, dovuta ad agenti patogeni e cause predisponenti su cui è necessario concentrare le opportune indagini utili ad individuarne le cause, al fine di poter intervenire a tutela di questo patrimonio naturalistico e turistico salentino. Per questo motivo l´Ente camerale salentino ha scritto al presidente delle Regione Puglia, Nichi Vendola ed all´assessore alla Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, con l´intento di creare delle azioni sinergiche e coordinate tra istituzioni che possano portare a risultati positivi a sostegno delle imprese coinvolte. La Camera di Commercio di Lecce, per contribuire all´individuazione delle cause alla base della problematica e delle relative soluzioni, ha messo a disposizione le proprie strutture ed in particolare l´Azienda speciale Multilab, soprattutto per quanto concerne le attività di ricerca che si rendono necessarie per tentare di arginare il nefasto fenomeno. L´ente camerale non è nuovo a tali azioni; proprio di recente ha infatti stipulato un protocollo d´intesa con l´Università del Salento, nell´ambito del quale sono state attivate convenzioni operative per lo svolgimento di progetti di ricerca, anche nel campo della filiera olivicola, brillantemente realizzati attraverso la collaborazione tra Multilab e Dipartimento di scienze e tecnologie ambientali della suddetta Università.  
   
   
IMPORTANZA DELLA BIODINAMICA NELL’AGRICOLTURA CALABRESE  
 
L’assessore regionale all’Agricoltura, Foreste e Forestazione Michele Trematerra ha presieduto l’incontro con il presidente nazionale dell’Associazione Agricoltura Biodinamica, Carlo Triarico, per la presentazione del programma delle attività della sezione Calabria. All’evento hanno preso parte la responsabile della sezione regionale Maria Bruni, Salvatore Caparra in rappresentanza di uno dei soci aderenti alla sezione, la Cantina Caparra e Siciliani, ed il direttore di Coldiretti di Catanzaro e Vibo, Francesco Manzari. Sono stati due i punti sui quali l’Assessore Trematerra ha focalizzato l’attenzione: il riconoscimento istituzionale dell’associazione biodinamica e l’approfondimento dell’iter che la sezione Calabria intende intraprendere per coinvolgere le aziende interessate ad avviare il percorso biodinamico. Per quanto riguarda il primo punto, Trematerra ha sottolineato che, “affinché la Regione possa prevedere interventi strutturali ed organizzativi sull’agricoltura biodinamica in Calabria, è di fondamentale importanza partire dal riconoscimento che essa ha a livello comunitario e capire bene come la stessa sia stata istituzionalizzata in Italia”. Il presidente Triarico ha evidenziato come “il modello biodinamico sia europeo e come alcune regioni italiane, come Toscana e Lombardia, stiano lavorando per inserire nel prossimo Psr, interventi in direzione della biodinamica”. Trematerra, inoltre, nel corso dell’incontro ha ribadito che “bisognerà avviare un ragionamento di filiera dato che, tra l’altro, sarebbe possibile creare anche un’interconnessione tra aziende diverse che si occupano di biodinamica”. Sulle modalità di coinvolgimento delle aziende, oltre agli incontri informativi, Triarico ha comunicato che “la sezione, a partire dal prossimo mese di mese di gennaio, avvierà la formazione per la costituzione in Calabria di due figure: “Agricoltore biodinamico” e “Consulente biodinamico”. A conclusione dell’incontro, l’Assessore Trematerra ha invitato la sezione a porre l’attenzione anche sullo studio e sulla ricerca in questo specifico settore, che altrove hanno portato ad ottimi risultati, in modo che anche le aziende agricole calabresi possano trarre vantaggi e proiettarsi nel futuro.  
   
   
RISO IN LOMBARDIA: IL MINISTRO INTERVENGA PER LE PRODUZIONI DEL NORD  
 
Milano - L´assessore all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava ha scritto al ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo per sollecitare azioni concrete a tutela della produzione risicola, particolarmente concentrata al Nord e in Lombardia. L´assessore Fava, in particolare, suggerisce fra gli interventi da adottare con la massima urgenza, l´applicazione della clausola di salvaguardia, prevista dall´articolo 20 del regolamento comunitario 738 del 2008. Regioni Non Coinvolte - "Spiace dover prendere atto che una delle due Regioni sul cui territorio avviene la produzione e la lavorazione della quasi totalità del riso italiano non sia stata coinvolta nell´incontro del 7 novembre scorso", rileva l´assessore Fava, con riferimento al tavolo della filiera risicola, convocato dal Mipaaf per affrontare il problema dell´aumento vertiginoso delle importazioni di riso a dazio zero da alcuni Paesi. All´incontro al Ministero delle Politiche agricole hanno partecipato l´Ente Nazionale Risi, le associazioni dell´industria di trasformazione e le organizzazioni dei produttori. "Le Regioni del Nord - commenta Fava - nemmeno sono state contattate. Eppure la sola Lombardia vanta una produzione pari al 42% del totale nazionale". Lombardia E´ Parte Attiva - La missiva spedita al ministro De Girolamo e per conoscenza anche a Fabrizio Nardoni, coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni, rileva anche che "la Regione Lombardia negli ultimi tre anni ha attivamente partecipato alla definizione del piano di settore Riso, partecipa regolarmente al comitato tecnico previsto dall´accordo di Filiera sottoscritto il 2 dicembre 2010 e soprattutto sta fornendo un supporto concreto alla filiera risicola mediante il proprio Piano di Sviluppo Rurale", tanto che le aziende risicole "attingono risorse per circa 6 milioni di euro dal Programma di sviluppo rurale". Massima Disponibilita´ - Nessuna volontà di polemica, però, nei confronti del Mipaaf, ma massima disponibilità a collaborare da parte della Lombardia. "Mi auguro che la mancata convocazione delle Regioni maggiormente interessate al tavolo di filiera sia solamente una errore di percorso - conclude Fava - e mi rendo disponibile da subito ad intraprendere un cammino comune per la tutela delle produzioni caratteristiche del nostro territorio, caratteristiche non solo in termini produttivi ma anche in termini ambientali e territoriali"  
   
   
A HONG KONG: I VINI LOMBARDI SPOPOLANO IN ASIA  
 
Milano - "La Lombardia vanta vini di grandissima qualità che incontrano gusto e gradimento dei consumatori asiatici. Questa missione punta, dunque, a rafforzare la penetrazione del vino del nostro territorio, forte di 42 denominazioni d´origine, 27 Dop e 15 Igp". Lo ha ricordato l´assessore regionale all´Agricoltura, Gianni Fava, che ieri sera insieme al console generale d´Italia a Hong Kong, Alessandra Schiavo, ha partecipato a una serata gastronomica organizzata presso il rinomato ristorante "Domani", situato nel centro di Hong Kong, per promuovere i prodotti tipici lombardi e il vino in particolare. Migliori Vini Lombardi - Ad accompagnare un menu ricco di prelibatezze culinarie della nostra regione i migliori vini lombardi. All´evento hanno preso parte, oltre ai rappresentanti delle 9 aziende vitivinicole partecipanti alla missione, anche un centinaio di operatori, buyers, importatori e rappresentanti di istituti bancari locali. "Regione Lombardi e Promos sono a fianco delle imprese vitivinicole lombarde - ha detto l´assessore Fava - per sostenere le opportunità di crescita in realtà come questa, dove la richiesta di vini di qualità è in costante aumento, nonostante la battuta d´arresto delle esportazioni registrata nei mesi scorsi". Ingresso Nel Mercato Asiatico - La missione che vede protagonista in questi giorni la Lombardia ha l´obiettivo di facilitare l´ingresso di nuove imprese lombarde nei mercati target, informandole sulle certificazioni necessarie e sviluppando contatti utile per la distribuzione dei prodotti. La missione è organizzata nell´ambito del progetto "Lombardia Food", dedicato alla promozione dei prodotti agroalimentari lombardi in Russia, Cina, India e paesi Ue, in collaborazione con Unioncamere Lombardia, il sistema camerale lombardo e Promos, azienda della camera di commercio di Milano per l´internazionalizzazione.  
   
   
AGRICOLTURA DI MONTAGNA: VERSO IL NUOVO PSR 2014-2020. VENETO: DATI E NON OPINIONI  
 
Venezia - “Mi permetto di ricordare al collega e amico Silvano Dal Paos che i fondi della programmazione 2007-2013 sono terminati, ed è questo il motivo per il quale né la montagna né la pianura sono in questo momento destinatarie di risorse comunitarie. Se però per caso non gli fosse giunta notizia, gli ricordo anche che in queste settimane la Regione è impegnata nel definire la pianificazione per il nuovo Programma di Sviluppo Rurale che partirà da gennaio 2014 e riguarderà i prossimi 7 anni, con risorse che, salvo colpi di mano romani, dovrebbero essere nel complesso di entità analoga a quella per i sette anni in scadenza”. Lo afferma l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, secondo il quale, a fronte di notizie riportate dalla stampa, “è doveroso precisare quanto sta avvenendo in questo periodo negli uffici regionali, con la massima trasparenza e partecipazione. Attraverso il Forum Giovani Pac 2020, il la Cabina di Regia Pac e soprattutto gli incontri di Partenariato – puntualizza Manzato – stiamo dialogando con tutti gli attori del settore per definire una linea comune nella distribuzione dei nuovi fondi comunitari che soddisfi le esigenze di tutti i settori agricoli e di tutte la aree”. “Facendo ulteriore chiarezza sulle affermazioni di Dal Paos – continuato Manzato – è doveroso riportare di seguito i dati precisi sulla distribuzione dei fondi del Psr, a dimostrazione del fatto che per 7 anni si è dato valore all’intero Veneto in misura del tutto equa. Assicuro che questa intenzione esiste e persiste anche nella creazione della futura programmazione, nella quale la montagna continuerà ad avere tutta la nostra attenzione”. “Inoltre – conclude l’assessore – la Regione ha assicurato di riservare dei fondi per la montagna a titolo di indennità compensativa”, un premio che viene concesso agli agricoltori che si impegnano a fare questa professione per almeno 5 anni, in base al principio che le aree montane hanno un periodo vegetativo più breve rispetto alla pianura e costi maggiori di coltivazione. % Montagna rispetto all’intero Psr (Comuni Montani) 55% degli interventi (tot montagna: 21.045); 45% degli aiuti concessi (tot montagna: 299,4 milioni di euro): (Nota: la popolazione dei comuni montani rappresenta il 20% della popolazione regionale); % Montagna nelle misure che prevedono bandi/priorità/criteri specifici per la montagna; 78% degli interventi (tot montagna: 16.988); 60% dei beneficiari (tot montagna: 6.331); (Nota: il Psr Veneto contiene n. 15 misure/azioni che prevedono bandi/priorità/criteri specifici); % Investimenti Aziendali in zone montane Misura 121; 28% dei beneficiari (tot montagna: 772); 30% degli interventi di ammodernamento (tot montagna: 892); % Giovani agricoltori in zone montane Misura 112; 27% dei neo insediati.  
   
   
INCONTRI A CONEGLIANO E NEGRAR SULLA COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA VITIVINICOLO DEL VENETO  
 
Venezia - “Quali politiche per la competitività del settore vitivinicolo Veneto?”. A questo tema sono dedicati due incontri, organizzati a cura di Veneto Agricoltura, ai quali interverrà l’assessore regionale Franco Manzato, per presentare l’attività di indagine e ricerca, svolta per conoscere meglio il settore vitivinicolo veneto e le opinioni degli operatori della filiera sul tema dei finanziamenti pubblici, anche in vista dell’imminente avvio del nuovo periodo di programmazione 2014-2020. Il primo dei due appuntamenti è in calendario per lunedì prossimo, 18 novembre a Conegliano, in provincia di Treviso, nell’Aula Magna dell’Università in via Dalmasso 1, con inizio alle ore 16. Il secondo confronto si terrà il successivo lunedì 25 novembre, sempre alle 16, nella sede della Cantina Valpolicella di Negrar, in provincia di Verona.