Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


MARTEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PAGINA 6 ALIMENTAZIONE
Notiziario Marketpress di Martedì 21 Gennaio 2014
SÌ ALL’ACCESSO DELLA MADRE NATURALE AI DATI CLINICI DELLA FIGLIA NON RICONOSCIUTA  
 
Roma, 21 gennaio 2014- Grazie alla legge sulla privacy una donna potrà avere accesso ai dati clinici della figlia non riconosciuta al momento della nascita e deceduta pochi giorni dopo il parto per gravi malformazioni. Potrà così conoscere la patologia genetica da cui era affetta la neonata e valutarne il possibile rischio di trasmissione in caso di nuova gravidanza. Dopo il no dell’ospedale che aveva rigettato la sua richiesta di accesso ai dati sanitari della bambina non risultando alcun ricovero di una sua figlia legittima, la donna ha presentato ricorso al Garante privacy. E l’Autorità, nell’accoglierlo, ha ordinato all’azienda ospedaliera, sulla base a una specifica norma del Codice privacy, di consentire alla ricorrente l’accesso a tutti i dati sanitari contenuti nella cartella clinica della neonata. Il Codice riconosce, infatti, il diritto di accesso ai dati di una persona deceduta anche a “chi ha un interesse proprio”, e il Garante ha ritenuto che la ricorrente in qualità di madre, anche solo naturale, della neonata possa legittimamente esercitare questo diritto al fine di disporre di informazioni indispensabili all’accertamento e alle modalità di trasmissione di una patologia genetica di cui potrebbe essere portatrice. E poter così valutare il rischio procreativo e affrontare una ulteriore scelta riproduttiva consapevole e informata.  
   
   
PROGRAMMA ERMES: FVG, RIAVVIATO PROCESSO DI COMPLETAMENTO  
 
Trieste, 21 gennaio 2014 - Su proposta dell´assessore regionale alle Infrastruttrue Mariagrazia Santoro la giunta regionale ha approvato il documento di ricognizione sullo stato di attuazione del programma regionale Ermes per lo sviluppo della banda larga sul territorio del Friuli Venezia Giulia e il piano delle attività a venire. "Ermes è partito nel 2005 per realizzare una Rete pubblica regionale in fibra ottica per fornire connettività alla pubblica amministrazione e superare il divario digitale", ricorda l´assessore. "Si tratta di uno dei pochi casi in Italia ed in Europa, dove l´ente pubblico realizza e detiene un´infrastruttura di telecomunicazioni di queste dimensioni e capacità, a prova di futuro, tecnologicamente neutra e senza barriere all´ingresso nei confronti degli operatori delle tlc. L´attività in capo alla Regione e ad Insiel è imponente, considerato l´ammontare dell´investimento, pari aoltre 122 milioni di euro di fondi statati, regionali e comunitari. Per questo dobbiamo imprimere un´ulteriore accelerazione al suo compimento". Una volta a regime la Regione ha stimato il numero di atti di spesa che avrà predisposto: 36 progetti completi di opere pubbliche, con 120 fra decreti e delibere, 7 forniture hardware e software e 10 provvedimenti di affidamento e approvazione; 80 gare d´appalto per l´individuazione di progettisti, verificatori e collaudatori; 35 gare per l´individuazione delle imprese realizzatrici delle opere; 600 autorizzazioni, pareri e permessi; oltre 400 fra convenzioni ed atti integrativi, programmi di attivazione e di manutenzione della rete: A questi si affianca il grande impegno di relazioni con i vari enti cui consegue la redazione di altri atti amministrativi di controllo e gestione. "Sono in avanzata fase di realizzazione le tratte di dorsale per la connessione alla rete pubblica regionale dei Comuni, delle sedi della pubblica amministrzione e della Sanità. Ad oggi quasi 100 Comuni del Fvg beneficiano già di connessioni a banda larga e si prevede entro il 2014 di completare la rete di dorsale, per un totale di circa 1.600 km di infrastruttura realizzata", spiega Santoro. "Parallelamente alla realizzazione delle dorsali è in corso anche la costruzione di circa 550 km di rete di accesso per portare le connessioni alle aziende insediate nei Consorzi e nei Distretti industriali, cui si aggiungono circa 100 km di reti metropolitane Man a Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone. Dallo scorso settembre, con la riorganizzazione degli uffici regionali, è stata attivata la Rpr nei Comuni della Pedemontana pordenonese (Comuni di Aviano, Montereale Valcellina, Vajont, Maniago, Fanna, Cavasso Nuovo, Meduno, Pinzano, Travesio, Castelnovo del Friuli, Clauzetto, Forgaria nel Friuli, Vito d´Asio, Arba, Sequals, Vivaro, Frisanco, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto) e lungo la direttrice verso Gemona (Gemona, Osoppo, Ragogna, Trasaghis, Venzone); si sono conclusi i lavori in Carnia (Comuni di Raveo, Sauris, Comeglians, Rigolato, Forni Avoltri, Prato Carnico, Sutrio, Cercivento, Ravascletto, Paluzza, Treppo Carnico, Ligosullo, Paularo, Ampezzo, Enemonzo, Ovaro, Arta Terme) e gli interventi "Udine-pordenone" e "Udine-tarvisio" (Artegna, Basiliano, Buja, Campoformido, Casarsa della Delizia, Cassacco, Chiusaforte, Dogna, Fiume Veneto, Malborghetto-valbruna, Moggio Udinese, Pagnacco, Pasian di Prato, Pontebba, Reana del Rojale, Resiutta, San Vito al Tagliamento, Tarvisio, Tavagnacco, Zoppola). Inoltre la Regione ha ottenuto il via libera definitivo della Commissione Europea alle procedure di cessione della fibra ottica regionale agli operatori delle tlc. "Abbiamo accelerato molto il processo in questi ultimi mesi - conclude Santoro - ma resta ancora tanto da fare e per questo dovremo potenziare la struttura operativa, ricorrendo anche al supporto delle nostre Università che possono mettere a disposizione importanti risorse umane creando nuove opportunità di lavoro e formazione per i giovani". A tale fine l´assessore Santoro ha chiesto di attivare una collaborazione con gli atenei del Friuli Venezia Giulia tramite tirocini formativi, mettendo a disposizione 300 mila euro in tre anni, come già previsto dalla finanziaria regionale. Va ricordato infine che grazie ad una stretta collaborazione con Insiel sarà possibile l´attivazione di collaborazioni e gruppi di lavoro tramite convenzioni con l´Università.  
   
   
UN NUOVO PORTALE DELLE BIBLIOTECHE DEL VENETO  
 
Venezia,, 21gennaio 2014 - All’indirizzo http://www.Binp.regione.veneto.it  è attivo Binp - Biblioteche in Polo, il Portale web delle biblioteche che aderiscono al Polo Sbn della Regione del Veneto. Sbn (Servizio Bibliotecario Nazionale) è la più grande rete di biblioteche in Italia. Grazie al nuovo portale è a disposizione di tutti un modo veloce e semplice per trovare documenti, fare ricerche, conoscere servizi ed eventi delle biblioteche. “Anche quest’attività – sottolinea il vicepresidente e assessore alla cultura Marino Zorzato – rientra fra le azioni di valorizzazione del patrimonio librario delle biblioteche sviluppando una logica di rete di servizi e informazioni”. Il Polo del Veneto, di cui è titolare e gestore la Regione, è il secondo Polo bibliotecario nazionale per dimensioni. Le biblioteche che aderisconoe sono distribuite sul territorio all´interno delle province di Treviso, Belluno, Venezia, Vicenza, Verona, Padova e condividono lo stesso catalogo e software per gestire i servizi. Chi si iscrive presso una di queste biblioteche ottiene gratuitamente una tessera valida anche per tutte le altre ed ha diritto ad usufruire di molteplici servizi. Dal portale, alla voce inBiblioteche si può accedere ad un elenco delle biblioteche del Polo suddivise per territorio. Il catalogo unico del Polo regionale conta oggi 1.957.387 titoli, corrispondenti a 4.073.818 documenti di varie tipologie: libri, riviste, Dvd, cd musicali, audiolibri, ma anche libri antichi, stampe, fotografie, cartoline, mappe e molto altro ancora. Per scoprire come navigare in Binp o come cercare un libro o qualsiasi altra risorsa all´interno del catalogo sono disponibili dei tutorial. Il portale segnala inoltre i nuovi acquisti delle biblioteche, l’elenco dei documenti più prestati e prenotati, gli eventi culturali e i progetti nel territorio, gli orari e i servizi di ogni biblioteca. Per gli utenti delle biblioteche delle provincia di Treviso è a disposizione anche un portale personalizzato (http://tvb.Bibliotechetrevigiane.it), dove il catalogo presenta solo i dati dei documenti posseduti dalle biblioteche della provincia e vengono evidenziati i loro servizi specifici. A presto sarà disponibile anche un portale specifico delle biblioteche della provincia di Belluno.  
   
   
MILANO: ANAGRAFE, AL VIA CAMPAGNA PER PROMUOVERE LA CERTIFICAZIONE ON LINE  
 
 Milano 21 gennaio 2014 – Risparmiare tempo evitando inutili code e stampare i certificati anagrafici direttamente a casa propria o in ufficio con un semplice click da tablet o pc. Questo il messaggio della campagna d’informazione “Semplificami" realizzata dal Comune e presentata alla stampa dall’assessore al Commercio, Attività produttive e Servizi civici Franco D’alfonso in occasione della riapertura al pubblico della sede anagrafica di piazzale Accursio 5, interamente ristrutturata e caratterizzata nell’allestimento dall’inconfondibile livrea rossa del logo Brand Milano. “Oggi, con questa nuova campagna, vogliamo sensibilizzare i cittadini ad avere un nuovo rapporto con i servizi civici e l’anagrafe. Un rapporto più diretto grazie alle nuove tecnologie che consentono di risparmiare tempo e rendere più efficiente il lavoro dell’Amministrazione", ha detto l’assessore Franco D’alfonso, che ha aggiunto: “Con la riapertura di questi uffici proseguiamo nell’opera di riqualificazione delle sedi anagrafiche con una struttura rinnovata secondo gli standard più avanzati per cui il cittadino è messo a suo agio con sedute comode e un numero ottimale di sportelli a scrivania che consente un dialogo diretto tra utente e operatore pubblico. Un lavoro che trova conferma – conclude l’assessore – nel giudizio positivo delle risposte all’indagine qualitativa condotta in autunno, che ci sprona a proseguire in questa direzione che coniuga facilità di accesso e qualità delle sedi e dei servizi erogati". La pianificazione della campagna prevede, oltre ad una classica tabellare con 1.500 manifesti 70x100 disposti negli spazi di affissione comunale, 500 locandine e 3.000 volantini distribuiti in tutti gli uffici, Cdz e altre sedi amministrative. A questi si affianca una pianificazione web con banner informativi su Corriere.it, Repubblica.it, Milanotoday, Italiaonline e Affari Italiani.it oltre agli schermi delle Case dell’acqua e le pagine del Comune presenti sui principali social network. La campagna nasce dalla volontà dell’Amministrazione di incentivare l’utilizzo della certificazione on line da parte dei cittadini che possono così risparmiare tempo e disagi per gli spostamenti. Dal 2011 al 2013 le richieste di certificati on line è passata dal 19,2 al 27,5%: su un totale di oltre 272mila certificati emessi nell’ultimo anno, quasi 75mila sono stati richiesti attraverso la rete. I principali certificati richiesti on line nell’ultimo triennio sono quelli di residenza (87.837), contestuali (38.671), quelli di Stato di famiglia (37.640), di morte (15.243), nascita (5.934) e di matrimonio (4.965). La presentazione della campagna “Semplificami" è stata l’occasione per riaprire la sede anagrafica di piazzale Accursio dopo sei mesi di lavori, con un restyling orientato a migliorare l’accoglienza dei cittadini: viene superata la barriera dello sportello tradizionale, che spesso amplifica la separazione tra il cittadino e l’operatore dell’Amministrazione, sostituendola con accoglienti scrivanie che facilitano la relazione tra cittadino-utente e l’operatore dei servizi, come già avvenuto per altre sedi anagrafiche. Inoltre, il numero di sportelli disponibili è stato portato a 10 (in precedenza erano 8). Creata anche un’area espositiva dedicata al merchandising dei prodotti Brand Milano. Il costo complessivo delle opere di ristrutturazione della sede è stato di circa 144 mila euro, mentre gli arredi che costituiscono il nuovo layout hanno avuto un costo di circa 17 mila euro. Gli uffici di piazzale Accursio hanno un bacino di utenza di circa 184 mila residenti, di cui 149.579 italiani e 34.174 di cittadini stranieri. A conferma dell’efficacia del percorso di rinnovamento intrapreso dall’Amministrazione riguardo le sedi e i servizi offerti dall’Anagrafe comunale, sono i risultati emersi dall’indagine sulla qualità percepita dagli utenti proposta dalle sedi di via Larga, Baldinucci, Legioni Romane, Padova e De Benedetti. Su circa 1.700 questionari consegnati, emerge che in media l’89,5% esprime un giudizio soddisfatto o molto soddisfatto. Per gli interpellati, dal punto di vista qualitativo, i punti di forza sono la localizzazione delle sedi considerate tutte facilmente raggiungibili, l’organizzazione degli spazi e degli uffici e la cortesia del personale.  
   
   
IL SUPERAMENTO DEL DIGITAL DIVIDE NEL MACERATESE: INVESTIMENTI REGIONALI E COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE.  
 
Macerata, 21gennaio 2014 - “Un esempio di come la buona gestione delle risorse e la collaborazione istituzionale porti servizi ai cittadini e alle imprese del territorio, superando le difficoltà finanziarie e le limitazioni geografiche”. È quanto afferma l’assessore alle Infrastrutture Tecnologiche, Paola Giorgi, commentando gli “ottimi risultati che si stanno ottenendo nel Maceratese con le risorse messe a disposizione dalla Regione per superare il digital divide su tutto il territorio marchigiano. “Quello del Maceratese è l’esempio di come l’intervento infrastrutturale, valorizzato dalla capacità di integrare fonti di finanziamento in base alla struttura del Piano Telematico approvato dalla Regione, stia superando la carenza di una infrastruttura immateriale fondamentale per l’implementazione di servizi per i cittadini, le imprese, e le pubbliche amministrazioni. I fondi a cui si è attinto sono principalmente di natura comunitaria, programmazione Por Fesr 2007/2013 per circa 23milioni di euro, un parte tramite il Feasr Marche per investimenti specifici in zone rurali (circa 3milioni di euro) che si sono aggiunti a Fondi Fas e a un intervento del ministero dello Sviluppo Economico di 10milioni di euro. A questi si sono aggiunte 760mila euro da parte delle cinque Province marchigiane che hanno curato la parte dell’intervento relativo all’attivazione del servizio tramite ponti radio wireless che ha interessato le aree marginali del territorio regionale, laddove le caratteristiche orografiche hanno reso necessario un intervento specifico – afferma l’assessore – Nel recente tour sulla banda larga, che ha toccato anche la provincia di Macerata, abbiamo potuto comunicare direttamente ai cittadini gli sforzi posti in essere dalla Regione, le sinergie con le istituzioni locali, azioni che stanno consentendo il raggiungimento di traguardi rilevanti, altrimenti irraggiungibili, in quanto il nostro territorio, principalmente nelle aree interne, dove la popolazione è in calo, non desta interesse per investimenti da parte degli operatori. Il tour è stato anche un importante momento di confronto e monitoraggio delle azioni del Piano e a giorni attiveremo un controllo tecnico delle attività in essere, che siano conformi a quanto previsto dal Piano, oltre a mettere a disposizione dei cittadini un servizio di segnalazione alla Regione di eventuali ritardi o disfunzioni. Recentemente, poi, anche il presidente della Provincia ha avuto modo di ricordare gli investimenti realizzati con i fondi messi a disposizione dalla Regione che hanno avvicinato le aree più decentrate alle possibilità esistenti nei centri maggiormente serviti”. L’assessore Giorgi ricorda alcuni dati: “Complessivamente sono stati stesi circa 200 chilometri di fibra ottica in tutta la provincia e istallati un centinaio di ponti radio wireless. Con la banda larga saranno servite circa 15.000 famiglie maceratesi, a oggi non servite. Le attivazioni proseguono nel rispetto di quanto previsto dal Piano Telematico. L’infrastrutturazione telematica e la realizzazione di nuovi servizi per imprese, cittadini e pubbliche amministrazioni locali, che su queste viaggiano, sono prioritarie per la nostra Regione che ha posto tra gli obiettivi tematici prioritari, anche per la prossima programmazione dei Fondi Strutturali Europei,gli appuntamenti di sviluppo dettati dall’ Agenda Digitale”.  
   
   
#NATIDIGITALI 2014 AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DELLA RICERCA ONLINE DEDICATA ALLA LETTURA DEI BAMBINI NELL´ERA DIGITALE  
 
Milano, 21gennaio 2014 - Tablet, smartphone e pc invadono sempre più lo spazio domestico delle famiglie italiane e stanno trasformando anche le abitudini dei più piccoli. Di fronte a questa “invasione” degli schermi, quale rapporto hanno i bambini di oggi con i libri cartacei e con i libri digitali per l´infanzia? Gli adulti che li seguono – genitori e bibliotecari - sono disposti a leggere o consigliare loro una storia su app o prediligono ancora la forma tradizionale stampata? Vedono negli ebook il pericolo di una perdita di contatto con il mondo reale o nuove opportunità educative? Che cosa si aspettano di trovare tra i pixel delle narrazioni su tablet o pc? A queste e a molte altre domande cercherà di trovare delle risposte la seconda edizione di #Natidigitali, un questionario online promosso da Aib (Associazione Italiana Biblioteche), Aie (Associazione Italiana Editori), Filastrocche.it, e Mamamò.it, in collaborazione con Fattore Mamma. La ricerca cercherà di far luce sulla lettura dei bambini – di età compresa tra 0 e 14 anni - nell´era digitale, dal punto di vista di mamme e papà, oltre che dei bibliotecari. Al questionario, che può essere compilato anche da parenti (nonni, zii ecc) e da persone che non possiedono uno smartphone/tablet/iPod  e/o che non hanno mai scaricato un’app, è possibile accedere attraverso il seguente link: https://www.Surveymonkey.com/s/natidigitali_2014    
   
   
TELECOM ITALIA: EMISSIONE OBBLIGAZIONARIA A 7 ANNI PER 1 MILIARDO DI EURO LA SOCIETA’ SI FINANZIA AL DI SOTTO DEL PROPRIO COSTO MEDIO DEL DEBITO L’AMMONTARE E LA QUALITÀ DEGLI ORDINI RICEVUTI HANNO CONSENTITO DI RACCOGLIERE FONDI CON UN RENDIMENTO INFERIORE ALLA GUIDANCE INIZIALE  
 
Milano, 20 gennaio 2014 Telecom Italia ha concluso con successo il lancio di un’emissione obbligazionaria a tasso fisso per Euro 1 miliardo, destinata ad investitori istituzionali. L’ottima qualità del book di ordini conferma il perdurare del favore della comunità finanziaria europea verso il credito Telecom Italia, permettendo di prezzare l’emissione con un rendimento inferiore rispetto alla guidance inizialmente annunciata, aumentando al contempo l’ammontare raccolto. Il rendimento dell’emissione, pari a 4,594%, risulta largamente inferiore al costo medio del debito, che a fine settembre 2013 si attestava a 5,4%. L’emissione si inserisce nel processo di rifinanziamento del debito in scadenza.  
   
   
TELECOM ITALIA: ESAMINATE SITUAZIONE E PROSPETTIVE DEL GRUPPO IN BRASILE PREVISTI PRESIDI ‘RAFFORZATI’ PER EVENTUALI OPERAZIONI STRAORDINARIE SU TIM BRASIL. NESSUNA COOPTAZIONE DI CONSIGLIERI FINO AL RINNOVO DEL CONSIGLIO. SULLA GOVERNANCE, GRUPPO DI LAVORO PRESENTERÀ BENCHMARK AL CDA DEL 6 FEBBRAIO. ESAMINATA LA SITUAZIONE DI TI MEDIA.  
 
 Milano, 21 gennaio 2014 - Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, riunito sotto la presidenza di Aldo Minucci, ha proceduto oggi a un approfondito esame del business brasilano, con il supporto del Chief Executive Officer di Tim Participações, Rodrigo Abreu. A valle dell’incontro, giudicato molto proficuo, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di definire una procedura ad hoc (in linea con quella per le operazioni con parti correlate), che verrà esaminata il 6 febbraio, per la gestione di ogni eventuale operazione straordinaria riguardante le partecipazioni di Telecom Italia nelle società del gruppo Tim Brasil. Si conferma peraltro l’assenza, in questo momento, di progetti, negoziazioni o offerte al riguardo. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deciso di non procedere a cooptazione di nuovi Consiglieri, considerata l’ormai imminente conclusione del suo mandato, confermando nel suo ruolo di Vice Presidente con funzioni vicarie Aldo Minucci. E’ stato poi affidato a un gruppo di lavoro interno l’effettuazione di un benchmarking della corporate governance della Società; il gruppo di lavoro presenterà le risultanze delle analisi nella riunione del prossimo 6 febbraio. Il Consiglio di Amministrazione ha altresì esaminato la situazione della controllata Ti Media S.p.a., che permane nelle condizioni ex art. 2446 c.C., e le possibili iniziative per gestirla. L’incontro è stato l’occasione per un aggiornamento sullo stato del progetto d’integrazione tra Telecom Italia Media Broadcasting (interamente controllata da Ti Media) e le attività di operatore di rete di Rete A (controllata dal Gruppo Editoriale L’espresso), già comunicato in ottobre e volto alla valorizzazione dei rispettivi asset anche attraverso la realizzazione di sinergie industriali.  
   
   
LECTIO INAUGURALIS DEL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA ANTONIO TAJANI AL COLLEGIO EUROPEO DI PARMA: UN NUOVO SOGNO EUROPEO PER I NOSTRI GIOVANI  
 
Parma, 21 gennaio 2014 - Ieri il Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l´Industria e l´imprenditorialità, Antonio Tajani, ha tenuto una lectio inauguralis in occasione dell´apertura dell´anno accademico 2013/2014 del “Diploma e Master Universitario in Alti Studi Europei” presso la Fondazione Collegio Europeo di Parma. Il Vicepresidente Tajani ha affrontato i temi dell´attualità europea, sottolineando gli sforzi compiuti dall´Unione per uscire dalla crisi, creare nuova crescita e lavoro e avviare un processo di reindustrializzazione. Il Vicepresidente Tajani ha dichiarato: "solo rilanciando l´industria potremmo creare nuova crescita a e lavoro. Per questo stiamo lavorando a una strategia per reindustrializzare l´Europa mettendo al centro dell´agenda europea e nazionale la competitività industriale. Un sistema educativo di eccellenza vicino all´impresa e al mercato è il cuore pulsante di questa strategia. Dobbiamo anche utilizzare più e meglio i nuovi fondi strutturali per la ricerca e la competitività dell´Ue per fare da volano agli investimenti d´innovazione industriale. Tajani ha anche sottolineato: "l´importanza del modello del cluster per favorire la collaborazione tra imprese, centri di ricerca e università e facilitare l´entrata nel mondo del lavoro dei giovani ricercatori e laureati"." Il Vicepresidente Tajani ha concluso rilevando che "il principale freno alla crescita e all´industria è l´eccesso di tassazione e di burocrazia. Serve dunque una rivoluzione culturale dove l´imprenditore sia visto come risorsa da non penalizzare".  
   
   
STUDENTI PADOVANI PRIMEGGIANO IN SFIDA EUROPA – USA DI ROBOTICA SPAZIALE. ZAIA: “LA LORO PREPARAZIONE CONFERMA LA BUONA QUALITÀ DELL’ISTRUZIONE DEL VENETO”  
 
Venezia, 21 gennaio 2014 “Esprimo i miei complimenti ai ragazzi del ‘Fermi’ di Padova per il prestigioso successo che hanno conseguito, ma anche un sincero ringraziamento perché con la loro bravura testimoniano che la qualità dell’insegnamento nelle scuole venete è eccellente e la nostra offerta scolastica non è seconda a quella degli altri Paesi”. E’ questo il messaggio di congratulazioni del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, agli studenti del liceo Scientifico ´Fermi´ di Padova, che, insieme ad alcuni colleghi francesi e spagnoli, hanno vinto una sfida tra Europa e Usa di robotica spaziale, promossa dalla Nasa, dal Mit di Boston e dall’Agenzia spaziale europea. “Troppe volte – evidenzia Zaia – si esprime un giudizio negativo nei confronti del nostro sistema scolastico, ma, per quanto sia innegabile l’esistenza di difetti e di inefficienze, i nostri istituti sono sicuramente in grado di accompagnare adeguatamente i ragazzi nel loro percorso di crescita e di formazione. Dobbiamo sicuramente continuare a investire nella scuola e porre rimedio alle carenze esistenti, ma anche smetterla di pensare che l’erba del vicino sia sempre più verde”.  
   
   
IMPRENDITORIA GIOVANILE: UNA SCUOLA LECCESE INCUBATORE E ACCELERATORE DI START UP UNA DECINA I PROGETTI GIÀ AVVIATI O IN FASE DI AVVIO: UN OLIO “SPECIALE”, ACCESSIBILITÀ DEL WEB, HOSTING, DIETA MED-ITALIANA, E UN …COMUNE VIRTUALE «ORA SIAMO ALLA RICERCA DI “GIOVANI GENI” NELLE SCUOLE MEDIE»  
 
 Lecce, 21 gennaio 2014 – Può una scuola superiore statale fungere da incubatore e acceleratore di startup per i suoi giovani studenti? Evidentemente sì, succede a Lecce. Succede al’Istituto tecnico “Galilei-costa” dove già da qualche anno i docenti non si accontentano solo di stimolare la assegnosm.Jpgvoglia di auto impresa ma arrivano addirittura ad affiancare personalmente la creatività degli studenti, supportando concretamente le loro idee e aiutandoli a tradurle in microimprese. Innovazione e cambiamento sembrano essere le parole d’ordine. Ad oggi sono già una decina i progetti avviati o in fase di avviamento, si va da un modo assolutamente nuovo di commercializzare un prodotto “vecchio” come l’olio extravergine d’oliva, all’implementazione di tecniche per migliorare l’accessibilità del web, dal noleggio di spazio on line alla promozione di una particolare dieta mediterranea, passando addirittura per la creazione di un …comune virtuale. Per chi non ne fosse a conoscenza, per “startup” (o start up) si intende l’avvio di una nuova e innovativa attività imprenditoriale, che nasce per la prima volta, ossia con la particolarità che prima non esisteva, almeno non in quei termini. È una parola che va molto di moda in questo periodo, di quale attività si tratti, se solo online o con una sede fisica e con la creazione di prodotti “concreti”, poco importa. Mentre gli incubatori o acceleratori di startup alimentano queste nuove imprese aiutandole a sopravvivere e crescere nella fase in cui sono maggiormente vulnerabili, nella fase, appunto, di start-up, di inizio. Gli incubatori forniscono assistenza manageriale, consigli su finanziamenti, supporto nella diffusione e divulgazione, facilitano i contatti con potenziali clienti, etc. Ecco qui alcuni esempi di idee già implementate e di altre in via di realizzazione. La più “vecchia” risale al 2007 (quando in Italia forse non si parlava neanche di “startup”), denominata “Sks – Student Kard System” e consistente in un sistema di vantaggi e scontistica per studenti, con l’innovazione che i possessori della card erano parte di una community, capace di aggiornarsi in tempo Nectareasm.jpgreale e dinamicamente. La più “sociale” è ora in fase di realizzazione da parte di un gruppo di ragazzi di quarto anno, ha già vinto a Verona il concorso “A scuola di impresa” e consiste nella costituzione di un team formato da informatici e alcuni non vedenti con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità di siti web della pubblica amministrazione. La più “appetitosa” è nata nel 2011, è stata registrata col nome originale di “Dieta Med-italiana” e opera nella promozione della buona e sana alimentazione mediterranea italiana e dei prodotti tipici del territorio. La più “innovativa” è di un gruppo di cinque studenti di quinto, prende il nome di “Nectàrea” e consiste in un modo assolutamente innovativo di promuovere e commercializzare un prodotto antico come l’olio extravergine d’oliva, Nectàrea infatti non viene presentato come un mero condimento ma come un prodotto dalle proprietà salutistiche e cosmetiche senza confronti, tanto da poter essere venduto in farmacia ed erboristeria. La più “internettiana” è di uno studente di terzo anno il quale ha dato alla sua creazione il nome di “Island of Host” e con cui da circa un anno interagisce con i propri giovani e giovanissimi clienti fornendo loro un originale e assistito servizio di web hosting. La più “curiosa” ed “estrosa” è in fase di sviluppo e, una volta implementata, diverrà un vero e proprio Comune virtuale avente, però, dei cittadini reali; si chiama “Salèntide” e avrà per cittadini il popolo di salentini che per studio o per lavoro vivono lontano dalla propria terra, anche questa è un’idea da premio, infatti ha vinto il concorso del Cnr ´Invfactor - Anche tu genio´. «A nostro avviso non c’è modo migliore di fare scuola – affermano i docenti del settore economico dell’istituto – riteniamo infatti che Il modo più diretto ed efficace di insegnare a fare impresa sia ..Fare impresa. E’ la tecnica conosciuta col nome di “learning by doing”, ossia imparare facendo, e qui da noi il verbo “fare” è uno dei più utilizzati. Anche per noi docenti non c’è nulla di più stimolante del cogliere un’idea di impresa innovativa di uno o più studenti e insieme a loro cercare in ogni modo di veicolarla verso la realizzazione concreta. Se sarà poi un successo, tanto meglio, se invece risulterà un fallimento, è bene imparare che, in fondo, non è mai solo un fallimento, ma è un’esperienza, importante, a volte necessaria. Ora siamo alla ricerca di “geni” giovanissimi, ossia di ragazze e ragazzi delle scuole medie che sentono un primo, pur piccolo, impulso verso la creatività e l’innovazione in modo da poter dare loro il supporto più opportuno. Diciamo che questo è il nostro piccolo modo di contribuire alla rinascita, siamo fermamente convinti che i giovani possano davvero fare la differenza per questa nostra Italia, con la loro creatività, il loro entusiasmo e la loro voglia di fare.»  
   
   
LEGALITÀ, AL VIA MASTER UNIVERSITÀ DI PISA. DALLA REGIONE 2 BORSE DI STUDIO  
 
Firenze, 21gennaio 2014 - Master Apc, acronimo per ´Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione´. Il corso post universitario di I e Ii livello, organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell´Università di Pisa con il sostegno della Regione, che metterà a disposizione 2 borse di studio da 2 mila euro l´una, prenderà il via a fine mese. Il sostegno al Master rientra tra i punti dell´accordo che Regione e Dipartimento hanno sottoscritto alcune settimane fa. L´oggetto della convenzione firmata tra Regione e Università di Pisa prevede un sostegno allo studio e alla ricerca sui temi dell´analisi, la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, oltre alla promozione della cultura della legalità democratica. Tra i punti dell´accordo, collaborazione fra Dipartimento e Centro regionale di documentazione "Cultura della Legalità Democratica" e promozione di attività didattiche e di ricerca da svolgersi presso il Centro stesso. Tra i partner del Master, oltre alla Regione, ci sono anche Libera e Avviso Pubblico, Associazioni nomi e numeri contro le mafie, Comune di Pisa e Provincia di Pisa. Il progetto formativo, in una logica interdisciplinare, unisce i diversi contributi delle scienze sociali: dall´analisi penale e criminologica, all´economia, all´indagine sociologica, storica e politologica. L´approfondimento teorico si integra con un percorso di formazione sulla legislazione di prevenzione e contrasto attualmente in vigore, sulla sua implementazione e applicazione, nonché sulle altre politiche di contrasto all´infiltrazione criminale nell´economia legale e nella contrattazione pubblica. L´attività di formazione dedicherà ampio spazio allo studio empirico dei casi e delle fattispecie criminali, nell´intento di offrire una ricognizione, la più aggiornata possibile, sull´evoluzione di questi fenomeni criminali e sui problemi di applicazione della legislazione corrente. Il Master, che ha durata annuale (400 ore di lezione), potrà essere frequentato anche a distanza grazie al sistema e-learning.  
   
   
LA REGIONE LOMBARDIA INCONTRA LE UNIVERSITÀ E NASCE UN PORTALE PER LA RICERCA  
 
Milano, 20 gennaio 2014 - Regione e Università della Lombardia metteranno a punto insieme un ´portale della ricerca´, che sarà un importante strumento per creare una vera rete di collaborazione e conoscenza sui temi della ricerca, dell´innovazione e della formazione. E´ quanto emerso a Palazzo Lombardia alla riunione del Tavolo con i rettori delle università lombarde a cui hanno partecipato il vice presidente e assessore alla Salute Mario Mantovani e gli assessori Valentina Aprea (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Mario Melazzini (Attività produttive, Ricerca e Innovazione). Aprea: Lavoriamo Per Dare Più Occupazione - "La mia proposta è destinare più risorse alla ricerca applicata, privilegiando così le opportunità che possono derivarne in termini di rilancio dell´occupazione giovanile. Questo comporterà un livellamento di quanto assegnato finora ai ricercatori, ma l´obiettivo è riequilibrare i finanziamenti". Lo ha detto l´assessore regionale all´Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea, intervenendo al Tavolo dei rettori delle Università lombarde, convocato a Palazzo Lombardia. L´appuntamento fa seguito all´incontro del 5 dicembre scorso, a Bergamo, presieduto dal presidente Roberto Maroni. Doti Ricerca E Per Ricercatori - Attualmente, dei 28 milioni di euro derivanti da risorse Ue, la Dote Ricercatore è finanziata con 20 milioni e la Dote Ricerca applicata con 8 milioni. In coerenza con gli obiettivi previsti dall´´Accordo per lo sviluppo del capitale umano nel sistema universitario lombardo´, sottoscritto nell´ottobre 2009, Regione Lombardia ha promosso due linee di Dote a sostegno di azioni volte all´indirizzamento dei percorsi di alta formazione, non solo verso le carriere di ricercatore in ambito accademico, ma anche verso un inserimento in ambito produttivo. "L´intervento - ha spiegato l´assessore Aprea - sostiene le università nell´elaborazione e nella realizzazione di progetti personalizzati, che agevolino l´inserimento del ricercatore in un percorso sostenibile nel tempo e realmente spendibile in ambito accademico (Dote Ricercatori) o nel mercato del lavoro (Dote Ricerca applicata). 54 Programmi Approvati - Sono stati approvati 54 programmi, che hanno coinvolto 13 università, per un numero di progetti pari a 563. Le Doti approvate ammontano a 1.064, di cui 631 per Dote Ricercatori e 433 per Dote Ricerca applicata, per 934 soggetti coinvolti. Circa il 52 per cento dei progetti approvati riguarda tematiche legate alla chimica/medicina e circa il 20 per cento l´area Industriale/innovazione/ecologia. Inoltre una particolare priorità è stata attribuita alle tematiche afferenti a Expo 2015. Assessori Lavorano In Sinergia - "Lavoreremo in stretto raccordo con l´assessore Melazzini - ha proseguito Aprea -, per utilizzare al meglio i finanziamenti del Fondo sociale europeo spendibili nel 2015 e disporre di un duplice approccio sinergico, quello dal fronte lavoro, di mia diretta competenza, e quello della ricerca e delle sue positive ricadute per le imprese". Mantovani: Università Partecipino A Programmazione Sanitaria - "La definizione dei bisogni formativi aggiuntivi delle scuole di specializzazione lombarde" è stato il tema sul quale è stato invitato ad intervenire il vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani, il quale ha relazionato sui 308 milioni di euro che nel 2013 Regione Lombardia ha destinato all´Università e alla Ricerca. Costi Standard - "L´applicazione dei costi standard per il 2013 ha prodotto un risparmio di 60 milioni di euro. Per il 2014 confido - ha detto il vice presidente della Giunta regionale - che tali importi possano essere maggiori e che una parte di essi venga destinata all´Università, alla ricerca e alla formazione. E ciò in eventuale aggiunta ai 308 milioni che già la Lombardia ha investito lo scorso anno". Scuole Di Specializzazione - Sulle scuole di specializzazione l´assessore Mantovani ha detto che si tratta di "Un tema che voglio approfondire e affrontare attendendo gli esiti ministeriali". Infatti numerosi aspetti legati al rapporto strutture sanitarie-università-formazione e ricerca saranno oggetto di approfondimento e di valutazione nella riunione che terrà dopo le specifiche determinazioni che il Ministero della Salute sta per assumere. Organismo Paritetico - In riferimento invece ai rapporti tra università e strutture sanitarie afferenti ai poli universitari, l´assessore alla Salute ha manifestato la necessità di dare piena operatività ed efficacia all´Organismo Paritetico già istituito nel 2010. Inoltre l´assessore Mantovani ha posto l´accento sull´intensificazione della partecipazione dell´Università alla programmazione sanitaria regionale attraverso la valorizzare gli strumenti istituzionali già a disposizione. Progetto Prioritario - "La creazione di questo portale - ha spiegato l´assessore regionale alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini - è un progetto prioritario, che ci permetterà di fare rete e di acquisire e diffondere informazioni e conoscenza. Regione Lombardia guarda con molto interesse a questo progetto, anche nell´ottica dell´acquisizione di risorse a livello europeo (come ad esempio quelle messe a disposizione da Horizon 2020). Su questo noi dobbiamo essere una squadra e il portale è uno degli strumenti perché la squadra possa giocare". Gli Obiettivi - L´assessore Melazzini ha poi declinato alcuni obiettivi del portale: integrare realmente i soggetti che a vario titolo operano nell´ambito dell´innovazione e della ricerca (Università, Centri di ricerca, cluster, imprese…) offrendo un effettivo valore aggiunto in relazione alle rispettive attività; agevolare l´incontro tra domanda di ricerca e offerta, favorendo la creazione di sbocchi commerciali e valorizzando le esperienze di start up d´impresa e spin off universitari; supportare il potenziamento dell´internazionalizzazione di istituzioni accademiche e scientifiche; accompagnare il sistema lombardo a interpretare i trend tecnologici e il loro impatto sulle economie regionali. Gli Strumenti - Tra le attività possibili quelle relative a: divulgazione e mappatura delle rete delle attività di ricerca; raccolta della domanda ed evidenziazione dell´offerta di ricerca. Un apposito tavolo comune di approfondimento tecnico lavorerà per concretizzare il progetto.  
   
   
L’AGROALIMENTARE E’ OPPORTUNITA’ DI LAVORO IMPORTANTISSIMA  
 
Venezia, 21 gennaio 2014 - L’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro, Elena Donazzan, ha partecipato, all’Istituto ‘Trentin’ di Lonigo (Vi), alla presentazione del progetto formativo “Il Campo Tiene Banco”, rivolto agli istituti e alle scuole agrarie e forestali del Veneto. L’iniziativa, promossa dall’Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura), coinvolge centinaia di studenti, anche degli Istituti ‘Della Lucia’ di Feltre e ‘Duca degli Abruzzi’ di Padova, e ha l’obiettivo di integrare le nozioni teoriche acquisite sui banchi di scuola con la conoscenza degli strumenti tecnici e dei processi gestionali con i quali i ragazzi si confronteranno una volta diventati imprenditori o professionisti del settore. Attraverso questo progetto, l’Avepa intende offrire il proprio contributo concreto per colmare quel gap spesso evidenziato tra scuola e mondo del lavoro, del quale soffre anche il sistema dell’istruzione tecnica e professionale. Il percorso formativo è proposto gratuitamente e si svolgerà in orario scolastico, offrendo alle scuole una scelta di dieci tematiche che spaziano dal fascicolo aziendale, ai sistemi di rilevamento Gps del territorio, dal rispetto degli impegni che l’Europa pone a condizione per il pagamento dei contributi (la cosiddetta ‘condizionalità’), al pacchetto “giovani” contenuto nel Programma di sviluppo rurale del Veneto, fino all’approfondimento di materie quali l’ortofrutta, il vitivinicolo e le azioni da compiere in caso di avversità. “L’agroalimentare – sottolinea Donazzan – offre importanti opportunità occupazionali e imprenditoriali: sta a noi formare professionisti capaci e aggiornati. La scuola può avvalersi per la formazione anche degli operatori Avepa e i ragazzi potranno fare esperienze di lavoro ai massimi livelli della pubblica amministrazione, per comprendere le procedure e poi essere preparati ed efficaci nelle loro aziende”.  
   
   
AMBIENTE: CHIUSO ITER PARCHI PREALPI GIULIE E DOLOMITI FRIULANE  
 
Trieste, 20 gennaio 2014 - "Oggi è un momento storico per i Parchi naturali delle Prealpi Giulie e delle Dolomiti friulane perché siamo quasi alla fine di un percorso amministrativo che porterà finalmente all´approvazione dei Piani di conservazione e di sviluppo di entrambi". Lo ha dichiarato l´assessore regionale all´Ambiente ed Energia, Sara Vito, a conclusione della seduta di Giunta che ha sancito l´approvazione delle delibere con cui è stata recepita l´indicazione della direzione centrale Ambiente, Energia e Politiche per la montagna, la quale, dopo averli analizzati attraverso il Servizio Valutazioni Ambientali, ha escluso che i Piani siano da assoggettare al processo di Vas (Valutazione ambientale strategica) perché non presentano impatti negativi significativi sull´ambiente e sono dunque eco-compatibili. A definitiva chiusura di un iter complesso, in entrambe le delibere sono contenuti anche alcuni aggiornamenti che mirano all´ulteriore miglioramento dei Piani e riguardano la captazione idrica ai fini energetici, il recupero degli edifici, la viabilità e lo scarico delle acque reflue. "Entrambi i Pcs sono un importantissimo strumento di programmazione e di indirizzo e contengono la loro perimetrazione e divisione in specifiche zone stabilite dalla normativa, gli interventi (da definire in programmi suddivisi in fasi) proposti per il loro sviluppo socioeconomico e culturale e i beni immobili da acquisire alla proprietà pubblica e necessari al conseguimento degli obiettivi indicati nei Piani stessi" ha precisato l´assessore, osservando che in entrambi i casi vengono indicati anche i rapporti e le interazioni con gli elementi strutturali territoriali interni ed esterni e l´individuazione delle attività oggetto di incentivazione da parte degli Enti gestori dei parchi. Affermando che "la conservazione e la valorizzazione delle bellezze naturali del Friuli Venezia Giulia rappresentano un impegno inderogabile e sancito dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale", l´assessore ha concluso ricordando che "i due Pcs verranno attuati secondo le direttive della Lr 42/1996, che ne ha previsto la costituzione, e le delibere approvate oggi sono il frutto di un percorso partecipato che ha coinvolto anche gli enti locali dei territori interessati". "Infine - ha sottolineato - entrambi gli atti amministrativi e si inseriscono in un percorso di conservazione dell´ecosistema e di valorizzazione di queste preziose risorse regionali, in un´ottica di sviluppo sociale ed economico sostenibile". Il Parco delle Dolomiti Friulane è inserito nel comprensorio montano soprastante l´alta pianura friulano - veneta, si sviluppa in un´area di 36.950 ettari nelle vicinanze della Riserva naturale regionale Forra del Cellina (304 ettari), gestita dall´Ente Parco stesso, e si estende dalla provincia di Pordenone a quella di Udine, abbracciando la Valcellina (Comuni di Andreis, di Cimolais, di Claut, di Erto e di Casso), l´Alta Valle del Tagliamento (Comuni di Forni di Sopra e di Forni di Sotto) ed i territori confluenti verso la Val Tramontina (Comuni di Frisanco e di Tramonti di Sopra). Il Parco delle Prealpi Giulie si estende su poco meno di 100 km quadrati compresi nel territorio di Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone (Provincia di Udine) ed include le parti più elevate delle catene del Monte Plauris (m 1958), dei Monti Musi (m 1869) e del Monte Canin (m 2587), scendendo di quota solo in corrispondenza della frazione di Povici a Resiutta e nella Valle del Torrente Mea a Lusevera.  
   
   
ASSEMBLEA SOCI DI AQP. COSTANTINO NUOVO AMMINISTRATORE UNICO  
 
 Bari, 21gennaio 2014 - “Penso che il nuovo amministratore unico di Aqp corrisponda appieno alle esigenze dell’Amministrazione Regionale di individuare un management all´altezza a cui continuare ad assegnare importanti sfide, come la razionalizzazione delle spese e la moralizzazione dei comportamenti, per una delle principali aziende pubbliche italiane, considerata un buon esempio e una buona pratica”. Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola commentando la nomina del prof. Nicola Costantino ad Amministratore Unico dell’Aqp, nomina approvata questa mattina nel corso dell’Assemblea dei soci dell’Acquedotto pugliese. Il prof Costantino sostituisce l’ing Gioacchino Maselli alla guida dell’Aqp dal 15 novembre del 2012.  
   
   
“AMBIENTALISMO TROPPO RIGIDO SPESSO IMPEDISCE PIANI DI CATTURA DI NUTRIE INVASIVE E RALLENTA MANUTENZIONI DEGLI ARGINI” SCARSA MANUTENZIONE DEGLI ARGINI E NUTRIE INVASIVE HANNO CONTRIBUITO ALLA ESONDAZIONE DEL FIUME SECCHIA NEL MODENESE AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA (COORDINAMENTO CHE RAPPRESENTA LE AZIENDE E LE COOPERATIVE DI CIA, CONFAGRICOLTURA E ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE)  
 
Bologna, 21 gennaio 2014 - “Certo, la pioggia è stata abbondante, ma questa volta crediamo che sia stata la diffusa presenza di nutrie su territorio che con le loro tane hanno compromesso gli argini. Un problema che da anni segnaliamo e soprattutto puntiamo il dito su un animalismo troppo rigido che spesso ostacola i piani di cattura di questa specie non autoctona ed estremamente invasiva”. Agrinsieme Emilia Romagna, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane (che a sua volta ricomprende Agci-agrital, Fedagri-confcooperative e Legacoop Agroalimentare) interviene sui fatti calamitosi che stanno colpendo le popolazioni della provincia di Modena dove migliaia di ettari sono allagati causando danni ingenti ad abitazioni ed alle colture. L’area, infatti, è investita a vigneti specializzati di lambrusco e pere, colture di alto valore. “Stimiamo in diverse milioni il valore dei danni arrecati alle coltivazioni – spiega una nota di Agrinsieme – ma è presto fare un ‘conto’ del disastro. Chiediamo che venga richiesto lo stato di calamità naturale in una zona già martoriata dal terremoto e dove ancora non si è usciti da quella emergenza”. Agrinsieme segnala che anche una scarsa manutenzione degli argini di fiumi come il Secchia ed il Panaro che periodicamente sono soggetti ad ondate di piene. “Anche in questo caso l’ambientalismo esasperato contrasta operazioni che dovrebbero essere nella norma e che servono invece per consentire un regolare deflusso delle acque – scrive Agrinsieme -. Se a ciò aggiungiamo la forte antropizzazione e la costante ‘erosione’ di terreni agricoli per dar spazio alle edificazioni- sottolinea – Agrinsieme – è chiaro che queste emergenze rischiano di manifestarsi sempre più spesso. Sollecitiamo quindi di incrementare la manutenzione del territorio con interventi straordinari - conclude la nota - per far fronte anche alle alterazioni climatiche ed i relativi effetti sul territorio”.  
   
   
AL VIA IL GRANDE PROGETTO LEXEM SULLE SPECIE ALIENE INVASIVE  
 
Trento, 21 gennaio 2014 - Per contrastare la progressiva diffusione delle specie aliene invasive, in particolare zanzara tigre, zanzara coreana e Drosophila suzukii, è partito il grande progetto di ricerca finanziato dalla Provincia autonoma di Trento e coordinato dalla Fondazione Edmund Mach che si propone di aumentare la conoscenza sulla biologia di questi insetti e individuare appropriati metodi di controllo. Il progetto, partito ufficialmente con un meeting a San Michele all’Adige, conta sulla collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro europeo per il controllo delle malattie e coinvolge altri enti di ricerca, tra cui Fbk, Università di Trento, Muse, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, Università Bocconi, Università La Sapienza, Politecnico di Milano e, a livello internazionale, Università dell’Oregon, Università di Davies, Università di Zurigo. Per la realizzazione delle prove sperimentali il progetto si avvarrà del supporto di alcuni enti e soggetti del mondo agricolo trentino che figurano come stakeholders: Apot, Servizio fitopatologico provinciale, Sant’orsola, Aurora fruit, Levico Frutta, Cooperativa Agri90, Garden frutta, Consorzio vini del Trentino, Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento e di Bolzano, Consorzio dei comuni trentini, Zobele industries unitamente a Regione Veneto, Regione Emilia Romagna e Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia Emilia Romagna. “In Europa più di mille specie sono considerate invasive – spiega il capo progetto Annapaola Rizzoli del Centro Ricerca e Innovazione-. Tra queste specie ci sono numerosi insetti di interesse sia sanitario (ad esempio la zanzara tigre e la zanzara coreana) e di impatto sulle produzioni agricole ( ad esempio la Drosophila Suzukii)”. Anche il Trentino e il Veneto stanno affrontando l’invasione di queste specie che per definizione, sono quelle intenzionalmente o accidentalmente trasportate dall’uomo al di fuori del loro areale biogeografico che diventano invasive quando, superato il periodo di acclimatazione, mostrano capacità di espansione nel nuovo ambiente e provocano danni ecologici, economici ed alla salute pubblica.  
   
   
VAL DI CECINA, LE SOLUZIONI DELLA REGIONE PER LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE  
 
 Firenze, 21 gennaio 2014 - Si lavora in modo concertato all´individuazione delle migliori soluzioni per la gestione e tutela della risorsa idrica della Val di Cecina e della pianura costiera. La Regione Toscana, insieme alle Province di Pisa e Livorno e all´Autorità idrica Toscana (Ait), ha invitato i Comuni di Volterra, Pomarance, Montecatini Val di Cecina, Castelnuovo Val di Cecina, Riparbella, Guardistallo, Montescudaio, Rosignano Marittimo, Cecina e Bibbona, per la presentazione della relazione sullo stato qualitativo e quantitativo della risorsa idrica. L´obiettivo è quello di programmare una serie di interventi per superare le criticità che da tempo affliggono il sistema acque di quel territorio (Val di Cecina e fascia costiera fra Rosignano Solvay e Bibbona), nel rispetto dell´ambiente e dando priorità all´uso idropotabile. La proposta, la prima del genere in Toscana e che dovrà sfociare a breve in un accordo di programma, ha trovato il consenso degli amministratori intervenuti oggi pomeriggio, nell´incontro dedicato a questo tema voluto dall´assessore regionale all´ambiente Annarita Bramerini. Elemento qualificante per gli enti locali e´ la proposta dell´Ait, che ridefinisce gli approvvigionamenti delle acque in modo tale da assicurare che le acque di migliore qualità siano destinate all´uso idropotabile; e che le disponibilità residue di acqua sotterranee e di superficie del territorio siano in grado di soddisfare gli altri usi (industriali e agricoli) in un contesto di maggiore tutela ambientale e degli ecosistemi acquatici. Tutto questo soprattutto per dare soluzione a evidenti situazioni di criticità legate a problemi della qualità delle acque attualmente prelevate e distribuite; e prevenire in futuro situazioni di carenza idrica come è accaduto nel 2012.  
   
   
RISCHI NATURALI, PRESENTATO IL NUOVO SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE DELL´AUTORITÀ DI BACINO CAMPANIA SUD  
 
Napoli, 21gennaio 2014 - E´ stato presentato, presso l´Auditorium della Regione Campania, all´Isola C3 del Centro Direzionale di Napoli, il Portale informativo di monitoraggio integrato dell´Autorità di Bacino Campania Sud. Il Portale Informativo territoriale di Monitoraggio integrato (Pitmi) dell´Autorità di Bacino Regionale Campano Sud ed Interregionale per il bacino idreografico del fiume Sele ha l´obiettivo di garantire la condivisione e il trasferimento dei dati in sicurezza tra i vari attori coinvolti nel sistema (Comuni, Province, Enti, Regione e Ministeri) assicurando al cittadino la piena disponibilità delle informazioni in suo possesso; creare al tempo stesso un affidabile supporto informativo per la qualità dei processi decisionali; perseguire un disegno di progressiva integrazione, in modo organico, del patrimonio dati dell´Ente. Nel corso del workshop, organizzato dall´Autorità di Bacino Regionale Campania Sud e Interregionale Sele, si è discusso del rischio idrogeologico ed idraulico e di sicurezza dei cittadini. “Grazie al nuovo modello organizzativo del Portale Informativo territoriale di Monitoraggio Integrato dell´Autorità di Bacino Regionale Campania Sud saranno disponibili nuovi servizi per i cittadini e nuovi servizi per gli enti”, ha detto Guido Trombetti, vice presidente della Regione Campania con delega alla Innovazione. “Per fare alcuni esempi sarà possibile consultare documenti relativi all´assetto idrogeologico, all´erosione costiera, sarà possibile leggere cartografie che informano sul rischio frana, sul rischio alluvioni e sulle inondazioni. “Il Portale risponde alla necessità di attuazione di e-governement, vale a dire maggiore efficienza ed efficacia delle attività delle Pubbliche Amministrazioni. Inoltre elimina le duplicazioni ed integra le informazioni che provengono da Enti diversi. I dati che confluiscono nel portale sono certificati e questo ne garantisce il corretto funzionamento, oltre che l´aggiornamento continuo”, ha concluso il vice presidente Trombetti. “Con il Sistema informativo territoriale – ha detto l´assessore ai Lavori Pubblici Edoardo Cosenza - compiamo un passo in avanti nella costruzione della sicurezza del territorio. Ciascun ente coinvolto nel processo della difesa dal rischio idro - geologico ed idraulico potrà inserire i dati in suo possesso ed accedere direttamente a quelli già a disposizione dell´Autorità di Bacino Campania Sud- Interregionale Sele. In questo modo, da un lato, attuiamo il processo dello snellimento delle procedure e dall´altro consentiamo al cittadino di avere immediata percezione e consapevolezza dei rischi naturali a cui è esposto il suo territorio. Continua il percorso per avere una regione trasparente, efficiente ed a misura del cittadino. Il tutto per avere sempre maggiore sicurezza rispetto al rischio idrogeologico. Con il Sistema informativo territoriale compiamo un passo in avanti nella costruzione della sicurezza del territorio.” “Oggi – ha sottolineato l’assessore allle Autonomie locali, al Turismo e ai Beni culturali Pasquale Sommese – con il Portale informativo di monitoraggio integrato dell´Autorità di Bacino Campania Sud aggiungiamo un ulteriore tassello nel complesso sistema di riforma delle Autonomie Locali. Il percorso, avviato da anni dall´Assessorato alle Autonomie Locali, ha visto emergere l´esigenza, condivisa dai vari attori dello sviluppo locale, di attivare un´azione di sistema, finalizzata al rafforzamento del governo locale e nel contempo alla valorizzazione delle competenze del governo regionale nel coordinamento delle politiche del territorio. Ci muoviamo decisamente in questa direzione.” “Si tratta di una infrastruttura informatica assai avanzata ed impegnativa destinata ad offrire servizi a tutti gli enti coinvolti oltre che all´intera cittadinanza”, ha detto Stefano Sorvino, commissario Autorità di Bacino Campania Sud-interregionale Sele. “Il Sistema informativo è utile al potenziamento delle attività di difesa del suolo e pianificazione di assetto idrogeologico, in raccordo con gli enti locali e tutte le altre amministrazione del territorio. Rendiamo così più efficiente e più efficace la gestione del rischio.” Il dibattito è stato moderato dal presidente dell´Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli. Ai lavori ha preso parte il commissario dell´Autorità di Bacino Campania Centrale Pasquale Marrazzo.  
   
   
SISMA/EMILIA, TRASPORTO MACERIE. IL COMMISSARIO VASCO ERRANI: "BENE L´INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA. POSITIVI I CONTROLLI PER ASSICURARE LEGALITÀ NELLA RICOSTRUZIONE"  
 
Bologna, 21 gennaio 2014 - «Bene l’inchiesta della magistratura. È un fatto positivo che ci sia un sistema di controlli chiaro che garantisca trasparenza e legalità della ricostruzione». Lo ha detto il presidente della Regione e Commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani, in merito all’inchiesta della magistratura modenese sul trasporto della macerie. Sul sistema dei controlli, la Regione Emilia-romagna ha definito una procedura che da un lato permette il monitoraggio amministrativo delle attività di rimozione e dei relativi flussi, e dall’altro raccoglie anche le informazioni utili per la tutela della legalità che in questi mesi sono state costantemente fornite al Girer (il Gruppo interforze Emilia-romagna) ed alle varie forze di polizia che ne hanno fatto richiesta. Ad oggi, in seguito degli eventi sismici, sono state rimosse circa 600 mila tonnellate. Tutta l’operazione di smaltimento delle macerie è stata realizzata seguendo un sistema meticoloso di tracciabilità che ha consentito di monitorare puntualmente le fasi di localizzazione dei cantieri, del trasporto, dello smaltimento e del recupero nonché della qualità dei materiali stessi  
   
   
“CONTRATTO DI FIUME CLITUNNO-MARROGGIA-TOPINO”, RIUNITO TAVOLO LAVORO INTERISTITUZIONALE: PRIORITARIA LA QUALITÀ DELLE ACQUE  
 
Perugia, 21 gennaio 2014 - Nell´ambito del "Contratto di fiume del Clitunno - Marroggia - Topino" sarà prioritario l´obiettivo della qualità delle acque. È quanto è emerso dall´incontro del Tavolo di lavoro interistituzionale per l´attivazione del Contratto di fiume per la riqualificazione ambientale e paesaggistica e la valorizzazione del bacino idrografico del Clitunno - Marroggia - Topino e dei territori ad essi connessi, che si è svolto nella sede dell´Assessorato regionale all´Ambiente. Alla riunione del Tavolo, coordinato dall´assessore Silvano Rometti, hanno preso parte l´assessore alla Gestione e controllo ambientale della Provincia di Perugia Roberto Bertini, amministratori comunali di Bevagna, Foligno, Spoleto, Montefalco, rappresentanti del Comitato per la difesa dell´acqua e dell´aria di Bevagna, Arpa Umbria, Ato 3, Usl Umbria 2, Valle Umbra Servizi e Consorzio della Bonificazione Umbra. Tra i Servizi regionali, sono intervenuti il Servizio Paesaggio, Territorio, Geografia, struttura tecnica deputata ad affiancare l´assessore Rometti nel suo compito di coordinamento del Tavolo, ed il Servizio Risorse idriche e rischio idraulico. "Il Contratto di Fiume - ha sottolineato l´assessore Rometti - rappresenta una forma innovativa, operativa e flessibile, di programmazione territoriale negoziata tra le istituzioni e gli enti territoriali, finalizzata alla valorizzazione e alla tutela dei fiumi in maniera partecipata. Si mettono a sistema le risorse territoriali, ambientali ed umane nell´ottica di una maggiore sostenibilità, della difesa del suolo e delle bellezze degli ambienti naturali". "La Giunta regionale, - ha ricordato - ha approvato lo scorso luglio la delibera che prevede la costituzione del Tavolo di lavoro per l´attivazione del Contratto di Fiume del Clitunno, Marroggia e Topino, in seguito alla necessità espressa dagli enti operanti nell´area di avviare un´azione coordinata di programmazione per il contenimento del degrado eco-paesaggistico e per la riqualificazione dei territori dei bacini e sottobacini idrografici, e allo stesso tempo per favorirne lo sviluppo socioeconomico". "In questo contesto - ha riferito l´assessore - il Contratto di Fiume, che deve essere interpretato come uno strumento che compone gli interessi di un territorio nel rispetto delle competenze, in grado di fornire un indirizzo strategico alle politiche di ciascuno degli attori interessati, rappresenta anche uno strumento attraverso cui orientare e integrare le risorse e le programmazioni economiche destinate al territorio. Si basa sul confronto e sulla partecipazione di tutti i possibili utenti del sistema fluviale: gestori dei servizi, imprese, associazioni di categorie e cittadini". Nel corso dell´incontro, la dirigente del Servizio Paesaggio, territorio, geografia Ambra Ciarapica, insieme al Consorzio della Bonificazione Umbra, ha illustrato un primo quadro conoscitivo, ancora provvisorio ed in fase di definizione, dei territori interessati, che avrà lo scopo di evidenziare i valori e le criticità ambientali e territoriali. Seguirà la creazione di un Atlante degli obiettivi territoriali per la valorizzazione e tutela del bacino idrografico considerato; verrà, inoltre, definito uno scenario strategico di medio e lungo periodo da cui ricavare un primo programma d´azione, che sarà oggetto di un processo partecipativo con incontri sul territorio. È stato deciso di impegnare tutti i soggetti a fornire contributi approfonditi di conoscenze e di iniziative in corso sul territorio di appartenenza, per programmare un calendario di incontri partecipativi con le comunità locali che concorreranno alla definizione di una strategia di sviluppo e di valorizzazione dei territori da agganciare anche alla prossima programmazione dei fondi comunitari. Il Contratto di Fiume si concluderà con la sottoscrizione di un protocollo di intesa.  
   
   
VIE D´ACQUA, LOMBARDIA: LA SOCIETÀ HA ASCOLTATO I COMITATI  
 
Milano, 21 gennaio 2014 - "Sono soddisfatta che la società Expo abbia finalmente ascoltato i comitati dei cittadini di Milano sul progetto delle vie d´acqua in vista di Expo 2015, come da me più volte sollecitato. Questo è il primo risultato concreto della cabina di regia voluta dal governatore Maroni. Lunedì mattina saremo proprio in via Rovello, a Milano, per un incontro con il Comune e la società Expo, per valutare insieme tutti i progetti alternativi e continuare su questo impegno: garantire le opere necessarie a Expo, salvaguardando le esigenze dei cittadini e dell´ambiente". Così l´assessore all´Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile della Regione Lombardia Claudia Maria Terzi.  
   
   
INQUINAMENTO MARINO, OK SPIAGGIA SALERA A TORRE ANNUNZIATA. GRAZIE A INTERVENTI AFFIDATI AD ARCADIS PUNTIAMO A RENDERE SICURO E PULITO IL SARNO. L´INTERVENTO MIGLIORERÀ LA QUALITÀ DELLE ACQUE MARINO-COSTIERE  
 
 Napoli, 21 gennaio 2014 - "Grazie all´intervento dell´Agenzia regionale per la Difesa del Suolo (Arcadis), il problema dell´inquinamento della spiaggia della Salera, a Torre Annunziata, è stato in gran parte risolto: lo scarico fognario di via Bertone che finiva direttamente in mare, è stato allacciato al collettore comprensoriale denominato Consarno, che conduce i reflui all´impianto di depurazione di Foce Sarno." Così l’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Cosenza. "Tale opera - ha spiegato l´assessore - risolve in maniera significativa (per circa il 70%), il problema dell´inquinamento, poiché sullo stesso tratto costiero incidono ancora altri scarichi minori, il cui allacciamento a norma di legge è però già oggetto di un ulteriore intervento che la Arcadis sta portando avanti. In particolare con l´intervento a Torre Annunziata sono stati adeguatamente allacciati al collettore circa 15mila abitanti equivalenti. I lavori sono stati ultimati. "Ringrazio il commissario dell´Agenzia regionale di difesa del suolo, Flavio Cioffi che ha reso possibile l´attuazione dell´intervento in tempi record. Si tratta di un ulteriore tassello per il miglioramento della qualità delle acque marino-costiere del tratto compreso tra Napoli e Foce Sarno. Quest´opera, infatti, si somma al collegamento delle fogne di Boscotrecase al depuratore che è stato attuato l´anno scorso e al finanziamento di tutte le opere per la depurazione del Sarno che non avevano avuto copertura finanziaria dall´ex commissario (mi riferisco a quelle per i comuni di Scafati, Boscoreale, Calvanico e Siano che abbiamo sbloccato grazie alla delibera sull´accelerazione della spesa). Con il Grande progetto Sarno e l´insieme di questi interventi, che sono affidati ad uno stesso soggetto attuatore (la Arcadis), puntiamo ad avere un fiume sicuro e pulito con benefici per tutta la costa di Torre Annunziata”, ha concluso Cosenza. "L´intervento - ha commentato l’assessore all´Ambiente Giovanni Romano - rappresenta una ulteriore prova dell´attenzione della Giunta Caldoro al problema dell´inquinamento marino-costiero. I benefici incideranno immediatamente sull´ambiente e i risultati riguarderanno il miglioramento della salubrità e della qualità delle acque di una zona che può, in tal modo, recuperare l’antica vocazione dell’economia balneare."  
   
   
TRATTAMENTO RIFIUTI URBANI DELL’ATO 2 DI ANCONA IN ALTRE SEDI. NON BLOCCA L’ATTIVITÀ DELLE DISCARICHE PROVINCIALI  
 
Ancona, 21 gennaio 2014 - “La Regione non blocca le discariche provinciali. Al contrario, con l’ordinanza emanata, la Regione garantisce la prosecuzione delle attività di conferimento dei rifiuti dove vengono prodotti. Assicura la completa operatività e legittimità delle due discariche di riferimento dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) 2 di Ancona: Maiolati Spontini e Corinaldo, superando i vincoli posti dalla normativa nazionale, per il mancato rispetto delle disposizioni comunitarie. Il provvedimento è stato preliminarmente illustrato e condiviso con l’Anci, la Provincia di Ancona e gli enti locali coinvolti nel corso di una riunione tecnica che si è tenuta, in Regione, martedì scorso. La condivisione è dovuta proprio alla necessità di non paralizzare lo smaltimento dell’indifferenziato nell’Ato di Ancona, individuando una soluzione alternativa nel provvisorio pretrattamento presso gli impianti pubblici del Maceratese, del Fermano e dell’Ascolano”. Lo chiarisce l’assessore regionale alla Gestione dei Rifiuti, Maura Malaspina, che interviene sulla questione a seguito di notizie stampa “che danno una lettura diversa del provvedimento emanato”. L’assessore ripercorre tutto la vicenda che ha portato alla firma del decreto di ieri. Nel giugno del 2009, il ministero dell’Ambiente, con una Circolare, forniva chiarimenti operativi sull’ammissibilità dei rifiuti in discarica ai fini della corretta applicazione del decreto legislativo 13 gennaio 2003 n.36 e del decreto del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio 3 agosto 2005, entrambi di diretta derivazione comunitaria. “In merito alla definizione di trattamento – evidenzia l’assessore Malaspina- la Circolare chiarisce che la tritovagliatura può essere considerata come forma di pretrattamento del rifiuto indifferenziato ai fini dell’assolvimento dell’obbligo del decreto legislativo 36/2003, precisando che dette indicazioni hanno natura transitoria, senza stabilire il termine finale di applicazione di tale regime. A fronte di ciò, la Giunta regionale, nel giugno 2009, per venire incontro alle Province carenti di impiantistica di trattamento, ha chiesto e ottenuto, da parte del ministero dell’Ambiente, una ulteriore proroga all’obbligo di trattamento anche sulla base dei Piani di rientro garantiti dalle Province. Nella stessa deliberazione la Regione Marche comunque ha dovuto fissare, affinché fosse concessa l’ulteriore proroga, perentoriamente, al 31.12.2013 il termine ultimo della fase temporanea del pretrattamento e per il completamento dell’impiantistica, in linea con i Piani provinciali di rientro. La Regione, inoltre, ha stanziato risorse regionali e provenienti dal Fas 2007/2013 a favore dell’Amministrazione in obbligo di adeguamento della propria impiantistica. Poiché alla data del 31.12.2013 non sono stati realizzati gli impianti di trattamento previsti dai Piani di rientro, si è riproposta l’impossibilità di continuare ad abbancare il rifiuto non trattato nelle discariche, configurandosi, pertanto, una paralisi del sistema di conferimento dell’Ato 2 di Ancona. La Regione Marche, al fine di scongiurare la chiusura degli impianti di smaltimento dell’Ato 2, che sono obbligati dalle norme nazionali e comunitarie di settore a ricevere esclusivamente rifiuti trattati preliminarmente, in data 16.01.2014, informata con nota della Provincia di Ancona della criticità, ha emanato il decreto per il trattamento preliminare dei rifiuti urbani indifferenziati della Ato 2 di Ancona presso gli impianti pubblici, con capacità di trattamento utile, siti nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Questo per garantire il conferimento nelle due discariche a servizio dell’Ato 2 di Ancona, scongiurandone il blocco e ricevendo il ringraziamento sia da parte del presidente dell’Anci Marche, Maurizio Mangialardi, sia del commissario straordinario della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande”.