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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 29 Ottobre 2014 |
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EBOLA: ZAIA, “IN USA LA QUARANTENA DEI MARINES DI VICENZA”. “RAGIONEVOLE E SCIENTIFICAMENTE PROVATA NECESSITA’ CHIUDERE FRONTIERE IN USCITA DA PAESI INFETTI” |
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Venezia, 29 ottobre 2014 - “La sanità veneta, se richiesta, è pronta a collaborare attivamente con le autorità americane della base di Vicenza ma, proprio per l’amicizia e la franchezza reciproche, devo dire che i marines rientrati dall’Africa e quelli che rientreranno nei prossimi giorni non dovrebbero essere reinviati in Veneto per trascorrere la quarantena per l’Ebola, ma negli Stati Uniti, che sono la loro patria”. Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, nel corso del punto stampa tenutosi ieri al termine della seduta della Giunta regionale. “Farò presente la mia convinzione all’Ambasciatore statunitense – ha aggiunto Zaia – perché considererei più rispettosa per i cittadini veneti una scelta di questo tipo, quantunque si possa essere certi che i militari in questione vengono monitorati costantemente e sono giunti in buona salute”. Allargando il ragionamento, Zaia ha ricordato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, già il 4 agosto scorso, ha ufficializzato che il periodo di incubazione varia da 2 a 21 giorni, ma anche che un paziente guarito può ancora trasmettere la malattia, ad esempio attraverso il liquido seminale, per altri 28-29 giorni, il che porta a 49-50 giorni il tempo complessivo per avere la certezza della guarigione e della non infettività. “Sulla base di queste informazioni puramente scientifiche – ha detto Zaia – riteniamo ragionevole e utile che le frontiere dai Paesi a rischio vengano chiuse alla fonte, cioè sin dai punti di partenza. E’ vero che le possibilità di esportare l’infezione sono minime – ha aggiunto – ma in 49-50 giorni totali una persona infetta può non solo arrivare in un Paese straniero, ma fare il giro del mondo. Per questo non vedo nulla di male nel fare ciò che, ad esempio, ha già deciso la progredita e civilissima Australia. E’ una questione anche di rispetto per il popolo italiano e veneto che sta vivendo con molto allarme lò’intera vicenda”. |
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POTENZA: S CARLO, INTERVENTO DEL PRESIDENTE PITTELLA IN CONSIGLIO REGIONALE DELLA BASILICATA |
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Potenza, 29 ottobre 2014 - Ho ritenuto di riproporre la discussione sul San Carlo in Consiglio regionale per dar corso ad un impegno politico istituzionale finalizzato a non rifuggire dalle nostre responsabilità. Le risultanze di questo dibattito sono sì necessarie per riflettere sulle responsabilità, ma sono soprattutto utili ad individuare insieme le prospettive future. In questa direzione la relazione dell’assessore Franconi, non omettendo il tema della responsabilità, offre molto spazio alla prospettive del San Carlo, cosa di cui deve compiutamente occuparsi questa assemblea, anche alla luce di quanto deliberato dalla Giunta regionale sulla base delle risultanze della Commissione ispettiva. Ogni confronto ha tempi, luoghi e contesti. Noi tutti dobbiamo prendere atto che da dieci mesi ci stiamo ripiegando sulle varie questioni, senza bacchette magiche, ma con il chiaro intento di proiettare la nostra regione, sanità compresa, in un futuro migliore. Anche per il San Carlo dobbiamo evitare i rischi derivanti da una deriva comunicativa e mediatica, frutto di una fase politica ancora in pieno assestamento, e dobbiamo affrontare le questioni con un approccio costruttivo, finalizzato ad analizzare criticità e a prospettare soluzioni. Al netto dell’attività giudiziaria in corso, per il San Carlo è necessario individuare subito una prospettiva di maggiore serenità, partendo dalle tante cose positive fatte negli anni. Questa assise, a fronte di una oggettiva delusione manifestata dall’opinione pubblica per quanto accaduto, è chiamata ad affrontare, attraverso un confronto costruttivo tra posizioni politiche differenti, il tema del rilancio del San Carlo. Per riprendere il buon corso dobbiamo evitare ogni possibile rischio di lottizzazione, lasciando alla responsabilità dei direttori generali le scelte operative. Nel nostro ruolo di controllo dobbiamo provare ad avvicinare le posizioni, superando le incomprensioni con senso di responsabilità e obiettività. In questa logica, il lavoro portato avanti in Consiglio potrà continuare anche nelle Commissioni per approfondimenti e valutazioni successivi. Tutto ciò per dare, con speditezza e piglio necessari, un nuovo slancio al San Carlo. |
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CARMINE PINTO È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE DEGLI ONCOLOGI ITALIANI NATO A NAPOLI, È DIRETTORE DELL’ONCOLOGIA MEDICA DELL’AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI PARMA |
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Milano, 29 ottobre 2014 – Carmine Pinto è il nuovo Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). È entrato in carica durante il Xvi Congresso Nazionale della Società scientifica, che si è chiuso domenica scorsa a Roma con la partecipazione di circa 3.000 specialisti da tutta Italia. Nato a Napoli, 55 anni, sposato con una figlia, il prof. Pinto, che è Direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-universitaria di Parma, subentra al prof. Stefano Cascinu per il prossimo triennio. “Prendo in consegna un’Associazione in perfetta salute e con tanta voglia di crescere - spiega il prof. Pinto -. Siamo la più importante e numerosa società di oncologia in Europa. È essenziale che sia sempre più continua la collaborazione con tutta la famiglia dell’oncologia: Aiom rappresenta la ‘grande casa comune’ di questa specialità. Vogliamo far sentire la nostra voce anche a livello istituzionale. I tagli lineari costituiscono un danno per l’intera sanità italiana. Fra i più urgenti provvedimenti, vi è una vera implementazione delle reti oncologiche regionali per integrare tutte le professionalità, gli strumenti e le competenze coinvolti nella gestione del problema cancro. Solo così è possibile condurre il paziente attraverso le diverse fasi di malattia e assicurare un’omogeneità territoriale delle cure e la diffusione capillare di elevati standard di qualità. La presenza di Aiom nella programmazione di questi network dovrà essere puntuale e costante, per il background scientifico e per la visione strategica che la nostra Associazione propone. Da sempre, inoltre, la nostra società scientifica è e sarà impegnata in prima linea in campagne di sensibilizzazione sugli stili di vita corretti, rivolte a tutte le fasce di popolazione, in particolare ai giovani”. Il prof. Pinto è clinico e ricercatore riconosciuto di esperienza mondiale, ha coordinato i programmi nazionali per la caratterizzazione bio-molecolare e le terapie “personalizzate” nella cura dei tumori solidi ed è fortemente impegnato nel nostro Paese per lo sviluppo della multidisciplinarietà nel trattamento delle patologie oncologiche. Ha sempre rivolto particolare attenzione al tema dell’umanizzazione, agli aspetti psicologici e riabilitativi, alla continuità di cura e alla collaborazione con le associazioni dei pazienti. Nel 2014 in Italia si stimano 365.500 nuove diagnosi di tumore e sono quasi tre milioni gli italiani che vivono con questa malattia. Ma la mortalità è costante calo, come testimoniato dai dati epidemiologici contenuti nel volume “I numeri del cancro in Italia 2014”, presentato al Xvi Congresso nazionale Aiom. In circa vent’anni (1996-2014) i decessi per cancro sono diminuiti del 18% fra gli uomini e del 10% fra le donne, grazie a terapie sempre più efficaci e alle campagne di prevenzione. |
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“TUMORI, CROLLA LA MORTALITÀ: DAL 1996 MENO 18% NEGLI UOMINI MA È BOOM DI CANCRO AL POLMONE FRA LE ITALIANE: PIÙ 61% IN 18 ANNI” |
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Roma, 29 ottobre 2014 – Le morti per cancro sono in netto calo. In circa vent’anni (1996-2014) sono diminuite del 18% fra gli uomini e del 10% fra le donne. Il numero di nuovi casi invece è sostanzialmente stabile rispetto al 2013: saranno infatti 365.500 nel 2014 (erano 366mila lo scorso anno, 364mila nel 2012 e 360mila nel 2011): 196.100 (54%) negli uomini e 169.400 (46%) nelle donne. Il merito è da ricondurre anche alle campagne di prevenzione, anche se il fattore di rischio più importante, il fumo di sigaretta, risulta ancora troppo diffuso. Un terzo degli italiani under 35 è fumatore. Con conseguenze allarmanti. Basti pensare che fra le donne il cancro del polmone, nelle aree coperte da registri tumore, in 18 anni ha fatto registrare un incremento pari al 61%. Complessivamente, il cancro del colon-retto è il più frequente con quasi 52.000 diagnosi stimate nel 2014, seguito da quello della mammella (48.000), del polmone (40.000), della prostata (36.000) e della vescica (26.000). È il censimento ufficiale, giunto alla quarta edizione, che fotografa l’universo cancro in tempo reale grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dell’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2014”, presentato nella seconda giornata del Xvi Congresso Nazionale Aiom a Roma. “Il libro – afferma il prof. Stefano Cascinu, presidente Aiom – rappresenta uno strumento fondamentale d’aggiornamento sullo stato dell’oncologia nel nostro Paese, rivolto ai cittadini, ai rappresentanti delle Istituzioni e ai clinici. La mortalità, in costante riduzione, è il più solido degli indicatori e dimostra che il nostro sistema sanitario è efficace: di cancro si muore sempre meno. In questa edizione, abbiamo aggiunto un approfondimento sulla relazione fra fumo di tabacco e cancro a cinquant’anni dalla pubblicazione del primo report scientifico su questo legame, dati a livello delle singole Regioni e un rinnovato confronto fra la situazione italiana e Paesi simili al nostro per stile di vita e qualità dell’assistenza, in particolare Stati Uniti, Paesi Scandinavi, Francia e Australia. Una caratteristica demografica condiziona il nostro sistema sanitario: la crescente quota di anziani. Per questo il carico assistenziale in campo oncologico in Italia, derivato dalla somma dei nuovi casi, della sopravvivenza e dell’invecchiamento della popolazione, è molto più elevato rispetto agli altri Paesi. Oggi nella Penisola 2 milioni e 900mila persone vivono con una precedente diagnosi di tumore. E nel 2020 saranno 4 milioni e 500mila”. I decessi nel 2011 (Istat, ultimo anno disponibile) sono stati 175.363: il cancro del polmone si conferma al primo posto per mortalità (33.706), seguito da colon-retto (19.077), seno (11.959), stomaco (9.957) e prostata (7.520). “Il big killer fra gli uomini – spiega il prof. Emanuele Crocetti, segretario Airtum - è quello al polmone (27%), al seno (17%) fra le donne. In questa edizione inoltre abbiamo inserito un capitolo sui cosiddetti ‘secondi tumori’ nei pazienti con cancro. Il rischio di ricevere un’altra diagnosi oncologica cresce con il tempo ed è, in media, del 4% per le donne e del 6% per gli uomini dopo 5 anni dalla prima malattia, del 6% e del 10% dopo un decennio, del 10% e del 14% dopo un ventennio e del 12% e del 16% dopo un trentennio. Questo incremento si registra in particolare nei tumori che condividono la stessa esposizione a fattori cancerogeni, come in quelli legati a fumo e alcol. In generale, i pazienti oncologici presentano un rischio maggiore del 10% di sviluppare un secondo tumore rispetto alla popolazione generale”. La pubblicazione è realizzata con il contributo di tutte le oncologie italiane (oltre 300) e della Rete di Registri tumori italiani riuniti nell’Airtum, che comprende 40 Registri generali e 5 specializzati e condivide un archivio centralizzato. Nel complesso oltre 30 milioni di italiani, pari a più del 50% della popolazione residente totale, vivono in aree dove è presente un Registro tumori. “Questi dati sono fondamentali anche per impostare campagne di prevenzione – continua il prof. Carmine Pinto, presidente eletto Aiom –. La nostra società scientifica da anni è impegnata in progetti di sensibilizzazione, indirizzati a tutti i cittadini, in particolare ai più giovani. L’aiom anche quest’anno, con la quinta edizione del progetto ‘Non fare autogol’, entra nelle scuole superiori a insegnare le regole della prevenzione oncologica ai ragazzi con i campioni della serie A. Va ricordato che quasi il 30% degli italiani è fumatore abituale, incluso un laureato su cinque. Questo significa che i cambiamenti negli stili di vita sono ancora indipendenti dalla consapevolezza dei danni alla salute causati dalle sigarette, anche tra le classi più istruite della popolazione. È pertanto necessario più impegno. Secondo l’American Cancer Society, il consumo di tabacco è responsabile di circa il 30% di tutte le morti ogni anno nei Paesi industrializzati. In Italia, questa stima corrisponde a più di 180.000 decessi evitabili ogni 12 mesi. Smettere di fumare riduce, dopo 5 anni, del 50% il rischio di sviluppare tumori del cavo orale, dell’esofago e della vescica e, dopo 10 anni, di morire per carcinoma del polmone”. I cinque tumori più frequentemente diagnosticati fra gli uomini sono quello della prostata (20%), del polmone (15%), del colon-retto (14%), della vescica (10%) e dello stomaco (5%). Tra le donne, il cancro della mammella è il più diffuso (29%) seguito da colon-retto (13%), polmone (6%), tiroide (5%) e corpo dell’utero (5%). “La sopravvivenza a 5 anni – conclude la prof.Ssa Stefania Gori, segretario nazionale Aiom - è aumentata notevolmente rispetto a quella dei casi diagnosticati nei quinquenni precedenti sia per gli uomini (57% nel 2004-2007 contro il 39% del 1990-1992) che per le donne (rispettivamente 63% vs 53%). Su questo risultato positivo complessivo ha influito il miglioramento della sopravvivenza in alcune delle neoplasie più frequenti: colon-retto (64% per gli uomini e 63% per le donne), seno (87%) e prostata (91%)”. |
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SALUTE: OGGI CONFRONTO TRANSFRONTALIERO A TRIESTE SU ATTACCO CARDIACO ACUTO |
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Trieste, 29 ottobre 2014 – Oggi si tiene a Trieste un confronto tra amministratori ed esperti di Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia per illustrare esperienze e buone pratiche riguardanti i modelli organizzativi e di intervento a livello transfrontaliero nel trattamento di pazienti affetti da attacco cardiaco acuto. L´evento è promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la direzione centrale della Salute, insieme all´Azienda ospedaliera-universitaria "Ospedali riuniti" di Trieste e all´European Critical Care Foundation, di Bruxelles. Sarà ospitato nell´aula magna dell´Ospedale di Cattinara, con inizio alle ore 9.30. "Auspichiamo - spiega l´assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca - che da questa giornata di lavori si creino le premesse per costituire un gruppo di lavoro che possa definire un piano di intervento strategico e dar vita ad una rete organizzativa per poter affrontare a livello transfrontaliero, in maniera condivisa, le emergenze causate dagli infarti del miocardio. Il tutto tenuto conto del quadro delle disposizioni dell´Unione europea sui diritti dei pazienti per l´assistenza sanitaria transfrontaliera". "Da questa collaborazione ci attendiamo di rafforzare la collaborazione tra professionisti italiani, sloveni e croati, per migliorare l´assistenza ai pazienti delle tre regioni". |
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AMIANTO: IN LIGURIA DOPPIA EMERGENZA PER LA SALUTE E PER I DIRITTI. SERVE MANTENERE ALTA L’ATTENZIONE |
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Genova, 29 Ottobre 2014 - La Liguria è una delle regioni in Italia che ha sviluppato più malattie legate all´amianto con Genova e La Spezia tra le città con i tassi più alti d´Italia. Un trend che ha raggiunto l´apice e che si attesta a 170 nuovi casi per anno, con una tendenza al decremento che per ora è molto moderata, ma che dovrebbe accelerare nei prossimi anni anche per la scomparsa delle fonti inquinanti. Sono questi alcuni dati contenuti nel registro mesoteliomi ligure presentato oggi martedì 28 ottobre pomeriggio nell´ambito del convegno "Patologie amianto correlate: epidemiologia e prevenzione in Liguria" organizzato dall´assessorato alla salute della Regione Liguria, alla presenza dell´assessore alla salute Claudio Montaldo, del direttore dell´epidemiologia clinica dell´Irccs San Martino–ist Paolo Bruzzi e degli epidemiologi Emanuele Stagnaro e Franco Merlo. L´amianto causa principalmente due tipi di tumore, il tumore della pleura (mesotelioma) e il tumore polmonare. Il tumore della pleura è abbastanza raro e tutt´oggi incurabile (meno di 1500 nuovi casi all´anno in Italia), si può manifestare a distanza di molti anni dall´esposizione ed è spesso associato a una storia professionale, tanto che la distribuzione geografica dei casi di mesotelioma in Italia riflette quella della tipologia di attività presenti sul territorio (porti e fabbriche di manufatti in amianto). La correlazione tra mesotelioma ed esposizione ad amianto è così specifica che per ogni caso di mesotelioma viene sospettata e ricercata la possibile fonte di esposizione. A conferma di ciò le province più colpite sono Genova e La Spezia e il rapporto di casi maschi/femmine è di circa 4 a 1. Per la Liguria il 75% dei casi di mesotelioma è associabile alla storia lavorativa del paziente. Le proiezioni sull´andamento dell´incidenza che già da 15 anni indicavano che il picco si sarebbe verificato intorno al 2010-2020, con una successiva inversione e scomparsa del fenomeno nel giro di 1-2 decenni, sembrano confermate dai dati attuali. Il tumore del polmone è invece molto frequente, specie tra i fumatori, anche nei soggetti non esposti ad amianto, ma amianto e fumo di sigaretta agiscono sinergicamente per cui gli esposti ad amianto che fumano hanno un rischio particolarmente elevato di questa neoplasia. "In Liguria siamo di fronte ad una doppia emergenza – ha detto l´assessore alla salute, Claudio Montaldo – per la salute e per i diritti, perché lavoratori a cui Enti preposti avevano riconosciuto un diritto di legge sono stati successivamente privati di tale diritto, trasformando la questione del riconoscimento dei benefici derivanti dall´esposizione al rischio amianto, in un grande problema sociale con il blocco delle pensioni e di qualsiasi forma di retribuzione". "Ci auguriamo – ha concluso l´assessore - che anche a seguito dell´incontro di ieri al Ministero qualcosa si muova, anche sul piano legislativo". Nonostante per i prossimi anni si preveda una diminuzione dei casi secondo l´epidemiologo Paolo Bruzzi "non bisogna abbassare la guardia per il rischio che vecchie e nuove sacche di esposizione non ancora riconosciute possano mostrare i loro effetti nel tempo, per cui il ruolo della prevenzione primaria è sempre più importante". "Da un lato – ha concluso Bruzzi – serve la massima attenzione nella scoperta e messa in sicurezza dei materiali contenenti amianto, con una particolare attenzione alla protezione degli addetti; dall´altro, una continua vigilanza epidemiologica. In quest´ottica il Registro mesoteliomi, integrato nel sistema di registrazione sanitaria multifunzione della Regione Liguria, svolge un ruolo fondamentale". |
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TUMORE AL SENO, CON I NUOVI FARMACI -38% DI MORTALITÀ IN 20 ANNI “AL VIA LA CAMPAGNA PER COMUNICARE IL VALORE DELL’INNOVAZIONE” |
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Roma, 29 ottobre 2014 – Oggi il tumore al seno fa sempre meno paura: negli ultimi vent’anni la mortalità a causa del cancro è diminuita del 38%. Quando la diagnosi è precoce, la sopravvivenza sfiora ormai il 90% (87%). “La mammografia ha ridotti i decessi, ma il merito principale è sicuramente dei progressi terapeutici. L’innovazione prodotta dalla ricerca ha permesso di raggiungere risultati straordinari anche in altre neoplasie, come quelle della prostata o della cervice uterina – spiegano i proff. Stefano Cascinu e Carmine Pinto, Presidente e Presidente Eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), durante la seconda giornata del Xvi Congresso Nazionale di Roma –. In generale, dal 1996 a oggi il tasso di mortalità per tumori è sceso del 18% negli uomini e del 10% nelle donne. L’oncologia rappresenta senza ombra di dubbio lo spartiacque tra una serie di molecole tradizionali e nuove categorie di farmaci, dalle prospettive sorprendenti, che aprono sfide un tempo impensabili contro l’ormai ex ‘male incurabile’”. In Italia, vivono 2,9 milioni di persone con una diagnosi di neoplasia. Un numero in costante aumento, a causa dell’allungamento della vita media e di stili di vita scorretti. Ma oggi di cancro si guarisce di più, soprattutto nel nostro Paese: a cinque anni dalla diagnosi possono dire di avercela fatta il 57% degli uomini e il 63% delle donne. “Non dobbiamo dimenticare che i primi beneficiari dell’innovazione sono i pazienti – commenta la dott.Ssa Elisabetta Iannelli, Segretario dell’Associazione Italiana Malati di Cancro (Aimac) –. I farmaci antitumorali sono costosi ed è doveroso garantire la sostenibilità del sistema, ma salvano migliaia di vite. Spesso l’opinione pubblica si dimentica che dietro i numeri troviamo storie di speranza e sofferenza. Aiom ha quindi avviato la prima campagna di comunicazione mai realizzata sul valore dell’innovazione in oncologia: sono stati prodotti due video informativi, diffusi online, ed è stato lanciato un ‘premio giornalistico’ per i giovani medici, in cui si chiedeva di descrivere la quotidianità in reparto e l´impatto dell´innovazione da un punto di vista prettamente emotivo. La vincitrice è stata la dott.Ssa Melissa Frizziero, specializzanda dell’Università degli Studi di Verona, premiata ieri durante la cerimonia inaugurale del Congresso. Abbiamo poi incontrato la popolazione attraverso il primo festival al mondo della prevenzione e innovazione in oncologia “Cancro? No grazie”. A breve andremo nelle classi delle scuole superiori e nelle Università per spiegare ai ragazzi l’importanza di questo progetto e lanceremo il secondo ‘premio giornalistico’ per gli studenti”. La campagna, resa possibile da un educational grant di Roche, vuole comunicare tra gli altri aspetti il valore della ricerca nel nostro Paese. L’industria farmaceutica, in Italia, è il primo settore manifatturiero per ricerca e sviluppo e ha raggiunto nel 2012 un valore di produzione di 26 miliardi, seconda solo alla Germania. Ma la crisi ha iniziato a farsi sentire anche in questo comparto: per la prima volta in dieci anni gli investimenti hanno subito una flessione del 2,5% e oltre 11mila posti di lavoro sono andati persi. “Il sistema richiede azioni di riforma, soprattutto dal punto di vista legislativo, perché mantenere l’assetto attuale rischia di scatenare effetti negativi. Non solo ovviamente per l’industria, ma anche per i primi destinatari dei suoi prodotti: i pazienti – aggiunge la prof.Ssa Stefania Gori, Segretario Aiom –. La ricerca scientifica, infatti, rappresenta la vera anima di questa eccellenza. Senza i laboratori e i professionisti che ogni giorno, tra mille difficoltà, provano a sfidare patologie un tempo incurabili, non si potrebbero proporre nuove molecole avanzate ed efficaci. Di conseguenza, i progressi nel campo medico subirebbero un’inevitabile battuta d’arresto e i bisogni dei malati non troverebbero più risposte”. Si stima che nel 2014 in Italia verranno registrate circa 48.000 nuove diagnosi di tumore del seno. Una malattia dai grandi costi economici e sociali che, tra spese e guadagni persi, risultano pari a 7 miliardi di euro ogni anno: circa 28.000 euro per paziente. “È evidente che la parola d’ordine per tutte le patologie oncologiche deve essere appropriatezza – sottolinea il prof. Cascinu –. Significa fornire i farmaci giusti ai pazienti che ne possono trarre benefici, in modo mirato. Oggi possiamo prevedere come reagirà l’organismo del malato alla terapia, grazie ai test genetici. Con semplici esami è possibile conoscere in anticipo l’efficacia di un trattamento, evitando così somministrazioni inutili e dannose. Dobbiamo partire da qui, senza seguire politiche di tagli lineari che fanno soltanto male ai pazienti e al sistema. Ancora una volta, ricerca e innovazione mostrano la strada giusta da percorrere”. Ma la rapida disponibilità di molecole rivoluzionarie nella lotta ai tumori rischia di essere compromessa da lungaggini burocratiche. “L’accesso ai farmaci autorizzati a livello nazionale dall’ente regolatorio deve essere garantito a tutti i cittadini, rimuovendo le difformità che esistono ancora oggi a livello regionale – conclude il prof. Pinto –. Rivediamo pertanto il ruolo dei Prontuari Terapeutici locali e rendiamo disponibili i trattamenti subito dopo la decisione di rimborsabilità da parte dell’Aifa”. |
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ASSISTENZA DOMICILIARE, ASSESSORE TOSCANA: "OCCORRE DARE UNA RISPOSTA INTEGRATA VERA" |
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Firenze 29 ottobre 2014 - "Stiamo lavorando alla riforma dell´assistenza domiciliare rivolta alle fasce deboli della popolazione secondo un modello di integrazione socio-sanitaria vera. Il modello presentato ieri e che sarà sperimentato nelle aree di Firenze e Scandicci è un primo esempio di quello che anche il pubblico dovrà cominciare a fare". La vicepresidente Stefania Saccardi è intervenuta alla conferenza stampa di presentazione del progetto Pas welfare, un sistema integrato di assistenza socio-sanitaria a domicilio ideato e messo in pratica dalla Fondazione Pubbliche Assistenze nata dall´unione delle P.a. Humanitas Scandicci, Humanitas Firenze e Croce Azzurra Pontassieve insieme alla Cooperativa Senex e la rete di farmacie pubbliche, Afam e Farmanet. "É un tentativo – ha aggiunto - di fare sinergia tra soggetti del privato sociale, associazioni di volontariato e la rete delle farmacie comunali di Firenze e Scandicci per quanto riguarda tutta una serie di prestazioni di assistenza domiciliare fornite a prezzi contenuti. Un modello al quale anche il sistema pubblico dovrà tendere poiché oggi si spendono tanti soldi per dare risposte da un lato sanitarie e dall´altro sociali, senza però arrivare a darne una integrata, vera". Per ottenere le prestazioni (assistenza infermieristica, medicina fisica domiciliare, trattamenti di logopedia e di podologia, pedicure, ginnastica individuale o di piccoli gruppi adattata, interventi per igiene personale, aiuto al bagno, assistenza al pasto, assistenza al recupero e mantenimento della mobilità fisica, assistenza alla vita quotidiana, igiene e pulizia degli ambienti, predisposizione pasti, spesa, disbrigo pratiche) ci si dovrà rivolgere alle farmacie comunali di Firenze e Scandicci (circa 30) che prenderanno in carico la richiesta ed attiveranno il soggetto preposto. Il progetto per ora è sperimentale nell´area di Firenze e Scandicci e durerà un anno. "Si tratta di prestazioni – ha detto ancora Stefania Saccardi - per i quali la domanda è già alta ed è destinata ad aumentare perchè il modello domiciliare, anche secondo i nostri obiettivi, dovrà essere privilegiato rispetto a quello residenziale, al quale si dovrà comunque ricorrere per i casi più gravi. Ovviamente – ha concluso - è necessario creare un sistema di assistenza domiciliare efficiente ed in grado di fornire risposte appropriate e tempestive per promuovere la permanenza delle persone anziane presso le proprie abitazioni, altrimenti in mancanza di questa rete le famiglie saranno spinte a rivolgersi al sistema residenziale con costi in aumento sia per le famiglie che per la collettività". |
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TUMORE DEL PANCREAS, IN 2 ANNI + 13% DI NUOVI CASI GLI ONCOLOGI: “PIU CAMPAGNE DI PREVENZIONE CONTRO UN KILLER SILENZIOSO” |
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Roma, 29 ottobre 2014 – Il tumore del pancreas è un killer silenzioso e in costante crescita. In Italia nel 2014 i nuovi casi registrano incrementi del 4% sul 2013 e del 13% rispetto al 2011, per un totale di 12.700 persone colpite. I sintomi rimangono a lungo nascosti e per questo la prevenzione primaria è fondamentale per sconfiggere la neoplasia. “Ma oggi si inizia a parlarne di più - afferma il prof. Stefano Cascinu, Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), al congresso nazionale che si è chiuso a Roma -. E aumenta anche la consapevolezza che si possa affrontare, anche grazie a Pancrea, campagna informativa promossa dall’Aiom, i medici di famiglia della Società Italiana di Medicina Generale (Simg) e l’Associazione Italiana Malati di Cancro (Aimac), con un tour in sette Regioni, dedicato esclusivamente al tumore del pancreas. Come tutte le altre neoplasie infatti la malattia ha un grande nemico: i corretti stili di vita. Abbiamo attraversato il Paese spiegando ai cittadini come sia possibile prevenire anche questa insidiosa forma di cancro. Le regole sono: niente fumo (causa il 30% di tutti i tumori), dieta sana ed equilibrata, consumo moderato di alcol e attività fisica regolare. E lo vediamo ogni giorno nei nostri reparti: sono aumentate l’attenzione e la conoscenza. Se, un anno fa, un italiano su due affermava l’impossibilità di prevenire queste neoplasie (e addirittura il 39% dichiarava di non averne mai sentito parlare) oggi troviamo cittadini più informati. Anche se molto resta ancora da fare: come Aiom continueremo il progetto nel 2015, ma rivolgiamo un appello alle Istituzioni perché sviluppino campagne analoghe in tutta la penisola”. “Solo il 7% dei casi è diagnosticato in fase iniziale e questo rende più difficile il nostro lavoro - afferma il prof. Carmine Pinto Presidente Eletto Aiom -. Negli ultimi tempi, la ricerca ha portato a nuove terapie, in particolare grazie alla nanomedicina è possibile superare la barriera stromale, finora inaccessibile alle molecole tradizionali. Nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle) è un farmaco già disponibile nella cura del cancro al seno e che utilizza queste recenti scoperte. La terapia ha dimostrato un aumento significativo dei pazienti lungo sopravviventi a 3 anni”. Il tour dell’Aiom si è svolto nei centri di riferimento nella lotta contro il tumore del pancreas. “Questa neoplasia deve essere curata in strutture che affrontano un adeguato numeri di casi l’anno - sottolinea il prof. Cascinu -. Quello degli alti volumi di attività è uno dei principali problemi dell’oncologia italiana. La soluzione che proponiamo da anni è la costituzione di reti oncologiche sull’intero territorio nazionale”. Pancrea è stato reso possibile grazie al contributo incondizionato di Celgene e ha visto la partecipazione anche delle associazioni di pazienti. “Per un italiano su due il cancro non è più un ‘male incurabile’ - sottolinea Francesco De Lorenzo, Presidente della Favo (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) -. Dopo anni di campagne e di corretta informazione abbiamo raggiunto un grande risultato. Tuttavia questa neoplasia è ancora una malattia di cui si parla ancora poco, non solo in Italia. Anche per questo il 12 novembre, in prossimità della Giornata mondiale per la lotta al tumore del pancreas (13 novembre) è stato organizzato un incontro al Parlamento europeo per chiedere che anche le Istituzioni comunitarie facciano la loro parte, sia nella prevenzione primaria che nella gestione del paziente”. In Italia si terrà un convegno nazionale promosso dalla Fondazione “Insieme contro il Cancro” alla Camera dei Deputati. La campagna Pancrea ha permesso di distribuire migliaia di opuscoli e ha promosso un sito www.Tumorepancreas.org che fornisce informazioni a 360° sulla patologia. “È una malattia difficile da individuare per la quale non esistono programmi di screening specifici come per il cancro al seno o del colon-retto - ricorda il prof. Pinto -. Tuttavia il 10% dei pazienti colpiti da tumore del pancreas ha almeno un parente colpito dallo stesso male. Queste persone devono segnalare tempestivamente i sintomi al proprio medico. Per questo abbiamo deciso di coinvolgere nella nostra iniziativa anche la Società Italiana di Medicina Generale (Simg). Il medico di famiglia tutti i giorni riceve i malati di cancro nel suo ambulatorio”. “Siamo orgogliosi di avere dato un contributo a realizzare questo progetto senza precedenti in Italia - afferma il dott. Giovanni de Crescenzo, direttore medico di Celgene Italia -. Il nostro impegno quotidiano è scoprire, sviluppare e rendere disponibili terapie innovative che possano aiutare i pazienti colpiti da gravi malattie. Vogliamo inoltre promuovere la salute e il benessere dell’intera collettività, questo non può prescindere da una corretta attività di prevenzione e informazione sulle patologie. Progetti come Pancrea rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche”. |
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TARIFFE OSPEDALIERE, LA REGIONE EMILIA ROMAGNA RISPONDE AD AIOP: PREVISTE DAL NUOVO PATTO PER LA SALUTE |
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Bologna, 29 ottobre 2014 - Con la delibera n.1673 del 20 ottobre scorso, la Regione ha adottato un provvedimento che rivede la tariffe riconosciute alle strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate. I nuovi livelli tariffari sono stati decisi a seguito dell’adozione del nuovo Patto per la salute 2014-2016, con l’intesa siglata da tutte le Regioni il 10 luglio scorso, e riguardano i ricoveri di lungodegenza e riabilitazione per i quali è stato preso a riferimento il tetto massimo nazionale definito dal Patto. Agli obblighi di questo provvedimento nazionale si è aggiunto anche quanto previsto da tempo dalla legge ordinaria, che impedisce di mantenere un doppio regime tariffario per i residenti e per i non residenti. Se la Regione avesse mantenuto per questi ricoveri le precedenti tariffe - quindi a livelli oltre il tetto nazionale consentito - le prestazioni sanitarie erogate in Emilia-romagna a un cittadino residente in un’altra regione sarebbero state pagate di più rispetto a quanto la Regione di appartenenza del malato avrebbe rimborsato al Servizio sanitario dell’Emilia-romagna. Nell’aprile 2014 era stato sottoscritto da Aiop un verbale d’intesa in cui, tra i vari punti, si prevedeva anche una revisione delle tariffe della riabilitazione, e si ricorda che nello stesso verbale d’intesa il budget Aiop per il 2014 è stato incrementato di circa 15 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Pertanto la valutazione complessiva dell’impatto della revisione tariffaria non può essere limitato solo agli effetti delle nuove tariffe. Si sottolinea inoltre che le tariffe degli ospedali pubblici di pari fascia con la delibera n.1673 hanno subito una riduzione molto superiore a quelli privati, con livelli anche del 25%. Per queste ragioni è stato necessario procedere anche nell’attuale contesto amministrativo del governo regionale. La nuova Giunta avrà certamente modo di valutare e affrontare tutti gli accordi con la sanità privata, proseguendo il dialogo e la collaborazione in corso da decenni con i produttori privati convenzionati quale parte integrante del sistema sanitario dell’Emilia-romagna. Nei prossimi giorni sarà cura dell’Assessorato regionale alle politiche per la salute incontrare i rappresentanti Aiop per valutare le modalità applicative della delibera adottata. |
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SANITÀ NEL LAZIO: UN ACCORDO CON L’INPS PER CHIUDERE DEBITI DI 20 ANNI |
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Roma, 29 ottobre 2014 - La Regione ha firmato un protocollo con l’Inps per chiudere una vicenda di debiti molto complicata che vale circa 150 milioni e va avanti da venti anni. Una matassa molto complessa che nel tempo ha inciso negativamente sull’operatività di tante strutture che si dedicano all’assistenza ai i disabili o che erogano prestazioni sanitarie in regime di accreditamento. Una situazione confusa e intricata. Dal 1994 una serie di Enti morali, ospedali, strutture religiose, onlus e associazioni piccole e grandi e senza fini di lucro che operano per il sistema sanitario regionale hanno avuto la possibilità di pagare i contributi verso l’Istituto nazionale della previdenza con i crediti che vantavano nei confronti delle Asl. Ritardi e blocchi dei pagamenti da parte delle aziende. Nel corso degli ultimi anni questa situazione ha determinato un grande ritardo e in alcuni casi il blocco dei pagamenti da parte delle Aziende. Tutto questo ha comportato anche l’avvio delle procedure di recupero da parte dell’Inps determinando una situazione di grave difficoltà per le strutture coinvolte. Un anno per mettere a posto le carte. Nei prossimi mesi le Aziende sanitarie dovranno verificare per ognuno dei soggetti coinvolti l’esistenza e la consistenza economica dei crediti ceduti e fino al 31 dicembre del 2012. “Con il protocollo firmato oggi con l’Inps cerchiamo di mettere la parola fine ad una storia che si trascina da venti anni – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: adesso ci diamo 12 mesi di tempo per aprire tuti i cassetti e fare pulizia e ridare serenità alle aziende e a chi vi lavora. Voltiamo pagina nel segno della trasparenza perché con il sistema di pagamento oggi in atto nella Regione comportamenti opachi non sono possibili” |
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SANITÀ: OLTRE 1 MILIONE DI VACCINI CONTRO L’INFLUENZA NEL LAZIO |
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Roma, 29 ottobre 2014 - Più di un milione di dosi di vaccino per le categorie a rischio. La Regione in prima linea per attuare la campagna in collaborazione con i medici di medicina generale, pediatri e Asl. La vaccinazione è gratuita. L’obiettivo è anche quello di prevenire le complicazioni possibili nei soggetti maggiormente a rischio, malati cronici, anziani. A chi è rivolta la campagna di vaccinazione? A chi ha superato i 65 anni, ai bimbi sopra i sei mesi e agli adulti con patologie croniche, come ad esempio malattie cardiache e respiratorie, insufficienza renale, diabete, tumori e immunosoppressione causata da Hiv. E ancora: ai bambini e adolescenti a rischio di sindrome di Reye, alle donne che si trovano al secondo e terzo trimestre di gravidanza e ai familiari a contatto con persone ad alto rischio. Il vaccino è rivolto anche a medici e personale sanitario, a chi lavora a contatto con animali, al personale delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e della protezione civile e anche ad altri addetti di servizi pubblici di primario interesse collettivo. 100 medici sentinella su tutto il territorio. Saranno coordinati al livello regionale e provvederanno a segnalare sistematicamente i casi di influenza tra i propri assistiti. Tra le altre cose contribuiranno anche a individuare i ceppi virali agenti dell’influenza. Vai qui per avere maggiori informazioni su come effettuare la vaccinazione o per avere maggiori informazioni. Se vuoi puoi rivolgerti anche al tuo medico di medicina generale, al pediatra, alle Asl. “Una campagna di vaccinazione capillare contro l’influenza è il miglior antidoto contro gli eccessivi accessi al pronto soccorso - lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti , che ha aggiunto: per il successo dell’operazione, così come ogni anno, è determinante il contributo attivo dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta. Quest’anno mi pare ci siano tutte le condizioni per garantire un grado di copertura molto alta della popolazione a rischio”. |
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SALUTE GIOVANI: SEDENTARI 9 SU 10, 1 SU 3 NON CONOSCE I METODI CONTRACCETTIVI E LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE. CONTRO LA DISINFORMAZIONE, NASCE IL PORTALE SBALLATIDISALUTE.IT |
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Milano, 29 ottobre 2014 – O.n.da, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna grazie al prezioso contributo del Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, lancia un progetto volto a sensibilizzare gli adolescenti sulle sane abitudini di vita e sull’importanza della prevenzione primaria e secondaria. Da oggi è online il sito interattivo www.Sballatidisalute.it che, attraverso un percorso guidato e un linguaggio digitale familiare al target di riferimento, tratta temi legati agli stili di vita corretti. Tramite uno strumento di facile e ampia fruizione, verranno raggiunti circa 7 milioni di giovani in tutta Italia, grazie anche alla collaborazione dei distretti scolastici e degli ex provveditorati regionali e provinciali che saranno coinvolti nella divulgazione del portale. Il progetto, inoltre, avrà una pagina Facebook dedicata (https://www.Facebook.com/sballatidisalute), che consentirà di promuovere il sito anche sui social network. “In base ai dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità - spiega Francesca Merzagora, Presidente O.n.da, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna - in tutto il mondo sono in costante aumento tra i giovani le malattie a trasmissione sessuale e l’utilizzo di sostanze stupefacenti. Inoltre, secondo il sistema di sorveglianza del Ministero della Salute (Okkio alla salute), soltanto 1 ragazzo italiano su 10 pratica attività fisica regolare. Questi sono solo alcuni dei dati allarmanti che testimoniano una disinformazione giovanile preoccupante riguardo i corretti stili di vita. Ecco perché l’Osservatorio ha ritenuto indispensabile creare uno strumento dedicato agli adolescenti, dove i ragazzi possano informarsi in autonomia su alcuni argomenti delicati, che hanno difficoltà ad affrontare con gli adulti”. “Grazie al contributo del Miur – aggiunge Giulia Di Donato, Responsabile Comunicazione e Progetti di O.n.da - è stato possibile realizzare il sito interattivo www.Sballatidisalute.it, attraverso il quale gli adolescenti avranno la possibilità di esplorare e approfondire alcuni temi legati a stili di vita salutari, alla sessualità e alla prevenzione. Sul web, i giovani oggi hanno accesso a una mole enorme di notizie, purtroppo non sempre corrette e qualificate. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare i ragazzi, offrendo loro la possibilità di approcciare le tematiche di salute tramite informazioni semplici ma validate scientificamente, aiutandoli inoltre ad acquisire ‘self confidence’ nella richiesta di servizi sanitari. Il nostro auspicio è che questo strumento possa favorire l’emergere di un dialogo condiviso tra insegnanti e/o genitori e studenti su argomenti ancora considerati tabù, come ad esempio le malattie a trasmissione sessuale”. Www.sballatidisalute.it |
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IGTM: REGIONE LOMBARDIA DESTINAZIONE GOLFISTICA MONDIALE |
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Cernobbio/co, 28 ottobre 2014 - "Abbiamo lavorato molto con la Federazione golfistica italiana e lombarda, con la Provincia di Como, con il Consorzio turistico, mettendo a disposizione 300.000 euro per portare, per la prima volta in Italia, la più grande fiera internazionale del turismo golfistico e siamo orgogliosi di ospitarla". Lo ha detto l´assessore al Commercio, Turismo e Terziario di Regione Lombardia Mauro Parolini, intervenendo alla giornata di inaugurazione della fiera internazionale ´International Golf Travel´, sul turismo golfistico, per la prima volta in Italia, a Villa Erba, Cernobbio (Como), fino a giovedì 30 ottobre. 39 Campi Da Golf - "Per Regione Lombardia - ha spiegato l´assessore - il golf, con i suoi 39 campi distribuiti su tutto il territorio regionale, è una grande occasione di sport e socialità, ma è anche una grande risorsa, per ora non del tutto sviluppata, per il turismo. Per questo stiamo lavorando per mettere in rete i campi di golf della Lombardia e integrarli nella nostra offerta turistica". Bellezze Da Scoprire - "La Lombardia possiede, infatti, - ha aggiunto Parolini - meravigliose destinazioni turistiche. Posti incantevoli come il Lago di Como, che ospita questa fiera, il Lago di Garda e splendide città d´arte come Mantova, Cremona, Bergamo, Brescia e Pavia". Expo 2015 - "Il prossimo anno ospiteremo Expo - ha concluso l´assessore - noi contiamo che tanti giocatori di golf approfittino dell´occasione per giocare nei nostri campi e visitare il territorio lombardo. Regione Lombardia è pronta a cogliere l´opportunità di Expo, per accelerare il percorso che porti la Lombardia a diventare una grande destinazione golfistica mondiale". |
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