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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 24 Febbraio 2015
MARONI: NON POSSO FIDARMI DI UN GOVERNO CHE SI RIMANGIA GLI IMPEGNI PRESI  
 
Milano, 24 febbraio 2015 - "Avremmo già tolto il ticket sulla sanità per tutti, se il Governo non si fosse rimangiato un accordo sottoscritto nel luglio scorso, quando ha firmato un accordo con la Regione Lombardia, per cui ci dava 500 milioni in più per il 2015 per la sanità grazie all´applicazione dei costi standard". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo in diretta alla trasmissione televisiva di Telelombardia ´Orario continuato´. Cancellati Con Emendamento 500 Mln - "Con questi ulteriori 500 milioni avremmo già tolto i ticket sanitari - ha spiegato il presidente -, invece, pochi giorni prima di Natale, il Governo ha presentato un emendamento alla Legge di stabilità, che ci ha cancellato questi 500 milioni, per cui non abbiamo potuto eliminare i ticket come avevamo annunciato. Per cui non posso fidarmi di un Governo che prima firma un accordo che dice che mi danno 500 milioni in più e poi straccia quell´accordo e si rimangia gli impegni presi".  
   
   
RICERCA: FVG, 200MILA EURO A DITENAVE E CENTRO BIOMEDICINA  
 
Udine, 24 febbraio 2015 - La giunta regionale, su proposta dell´assessore alla Ricerca, Loredana Panariti, ha stabilito di stanziare 200mila euro complessivi a favore dei due enti gestori dei distretti tecnologici, in particolare 78.493,62 euro a Ditenave e 12.506,38 euro al Centro di biomedicina molecolare. Le modalità di definizione dei rispettivi finanziamenti si basano sui criteri stabiliti per legge, ovvero per il 70 per cento sulle risorse stanziate sulla base degli oneri sostenuti per il personale non di ricerca dipendente dei soggetti medesimi nel 2014 (Ditenave 227.099,70 euro per 4 addetti e il Centro di biomedicina molecolare 428.532,12 euro per 11) e, per il rimanente 30 per cento, su una divisione paritaria tra i due soggetti.  
   
   
PRONTO SOCCORSO VARESE: VIA A NUOVI INTERVENTI, SUBITO AUDIT  
 
Varese, 23 febbraio 2015 - Potenziamento strutturale del Presidio Macchi (attivazione della terapia subintensiva con 10 posti letto); miglioramento organizzativo (anche con la realizzazione di nuovi sistemi per informare i cittadini in tempo reale sulle attese negli 8 pronto soccorso della provincia di Varese); incremento dell´offerta territoriale (avvio del progetto Creg di presa in carico dei pazienti cronici anche in provincia di Varese). Nell´immediato, l´avvio di un gruppo di esperti, coordinato da Areu, per eseguire un audit del pronto soccorso, nella linea intrapresa dalla Regione per il miglioramento del sistema Emergenza/urgenza. Il gruppo formulerà entro 30 giorni un documento di revisione organizzativa. Sono questi alcuni dei principali interventi che saranno realizzati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi per risolvere le criticità del Pronto soccorso di Varese. Percorso Avviato A Gennaio 2014 - Ad annunciare le novità il vice presidente e assessore alla Salute Mario Mantovani, durante la conferenza stampa, tenuta insieme al presidente Roberto Maroni, presso la Sede territoriale di Varese della Regione Lombardia. "Questi interventi - ha spiegato Mantovani - fanno seguito alle azioni già intraprese da parte di Regione Lombardia dal gennaio 2014 per affrontare i problemi del Pronto soccorso dell´ospedale di Varese. Si tratta di un percorso che ha visto, ad esempio, l´assunzione di personale in più per l´ospedale". Ospedale Attrattivo Per Sua Qualità - "Le criticità dell´azienda ospedaliera - ha spiegato Mantovani - sono da riferirsi al Pronto soccorso del presidio Macchi per la sua attrattività, che determina un´eccessiva saturazione dei letti. Questo è un segno di qualità della struttura e un attestato della grande professionalità di medici e operatori, cui va il nostro plauso e ringraziamento". A gennaio il 40 per cento dei pazienti del pronto soccorso arrivava da Varese, il 60 per cento da fuori distretto. "Anche questo - ha spiegato il vice presidente - va corretto". La media di ricoveri è del 17 per cento. Prestazioni E Posti Letto - A Varese c´è anche un numero di prestazioni per paziente di Pronto soccorso e un tempo di degenza pre intervento superiori alla media regionale. "Si tratta di problemi - ha spiegato Mantovani - che intendiamo affrontare insieme all´Ao e all´Asl attraverso la presa in carico territoriale per la degenza medica, l´organizzazione interna e il potenziamento della terapia intensiva per la degenza chirurgica". A fronte di un indice standard di posti letto per acuti, pari a 3 per 1000 abitanti, a Varese nord si attesta a 2,5, a Varese sud a 3,3. "Il compito dell´Asl - ha aggiunto Mantovani - è intervenire se c´è uno scostamento". Nuovo Modello Organizzativo - "Vanno operati interventi anche di potenziamento del territorio - ha detto ancora Mantovani -, per ridurre gli accessi impropri e indirizzare ad altre strutture i pazienti che non richiedono l´intensità di cura e la specializzazione presenti al presidio Macchi. Lavoriamo perché all´ospedale Macchi si affermi un nuovo modello organizzativo più rispondente alle esigenze dei cittadini". Questi nel dettaglio gli interventi previsti. Interventi Di Potenziamento Stutturale - A breve termine: attivazione (da luglio 2015) della terapia subintensiva presso l´Ospedale di Circolo (10 posti letto); potenziamento delle risorse per gli ambulatori dei codici minori del Ps ed eventuale separazione degli ambulatori rispetto al Ps. A medio termine: definizione e attuazione di criteri per operare una ridistribuzione dei posti letto a vantaggio degli ospedali con indici di saturazione critici; attivazione di almeno 40 letti di subacuti/bassa intensità all´interno dell´Ospedale di Circolo (anche attivando un bando per sperimentazione gestionale); potranno essere individuati nuovi spazi di degenza al Monoblocco trasferendo studi medici; progressivo spostamento dei casi pediatrici all´Ospedale del Ponte (attivazione chirurgia pediatrica). Interventi Di Riorganizzazione - Nell´immediato: attivazione di un gruppo di esperti, coordinato da Areu, per eseguire un audit del Pronto soccorso, nella linea intrapresa dalla Regione per il miglioramento del sistema Emergenza/urgenza. Il gruppo formulerà entro 30 giorni un documento di revisione organizzativa; realizzazione di un sistema informativo per garantire informazioni in tempo reale ai cittadini su numero pazienti in attesa e sui tempi stimati di trattamento nei Ps della provincia. A breve termine: attuazione degli interventi di revisione dell´organizzazione previsti dagli esperti, che costituiranno obiettivi di mandato del Dg; miglioramento dei servizi diagnostici per interni, per ridurre la durata della degenza. Interventi Di Potenziamento Assistenza Territoriale - Definizione di modalità per garantire flessibilità dei servizi erogati dalla continuità assistenziale legate a prevedibili picchi di affluenza anche attraverso potenziamento degli ambulatori a libero accesso. Avvio progetto Creg da parte di Asl Varese con prevista riduzione del ricovero per i pazienti cronici complessi. Sperimentazione di forme di presa in carico dei pazienti con una maggiore componente di fragilità rispetto alla componente sanitaria con accesso diretto alle strutture su indicazione dei Mmg. Una presentazione con alcune informazioni in più sarà disponibile sul portale www.Regione.lombardia.it    
   
   
MARCHE: PIANO REGIONALE SOCIOSANITARIO 2012-2014, AVVIATA L’ISTITUZIONE DELL’UNITÀ OPERATIVA SOCIALE E SANITARIA.  
 
Ancona, 24 febbraio 2015 - L’integrazione delle prestazioni e dei servizi sociali e sanitari ha ora gli strumenti normativi e operativi per poter essere concretamente realizzata, in maniera uniforme, sul territorio, attraverso il potenziamento dei rapporti tra il Distretto sanitario e l’Ambito territoriale sociale e quello tra Comuni e Asur (Azienda sanitaria unica regionale). Con due diverse deliberazioni, la Giunta regionale ha oggi avviato l’istituzione dell’Unità operativa funzionale sociale e sanitaria (U.o.ses) e regolamentato il “governo della domanda socio sanitaria” per superare le divisioni tra assistenza sanitaria e sociale. “Stiamo completando il percorso di approvazione degli atti che affrontano i macro processi territoriali individuati dal Piano regionale sociosanitario 2012-2014 – afferma il presidente della Regione Gian Mario Spacca – Quelle situazioni organizzative dalla cui realizzazioni dipende, concretamente, l’efficace integrazione dei percorsi sanitari e sociali a beneficio della popolazione marchigiana. Parliamo delle prestazioni sociosanitarie che assicurano la continuità della cura e della riabilitazione, in una logica integrata per cui il sistema prende in carico il paziente, con procedure e servizi uniformi su tutto il territorio regionale. In questa maniera affrontiamo il cambiamento della domanda di assistenza, derivante dall’invecchiamento della popolazione”. Attraverso le due deliberazioni, evidenzia l’assessore alla Salute, Almerino Mezzolani, “facilitiamo l’integrazione sociale dei gruppi più vulnerabili con una presa in carico e una continuità assistenziale in grado di migliorare l’accesso ai servizi e la personalizzazione degli interventi. Viene ribadita che l’integrazione sociale e sanitaria presuppone una gestione unitaria delle responsabilità e delle competenze, rafforzata con gli atti oggi approvati”. La prima delibera approvata dalla Giunta riguarda l’istituzione e le modalità operative dell’U.o.ses che rappresenta il nodo centrale per garantire l’integrazione socio sanitaria sul territorio. L’altra deliberazione focalizza il “governo della domanda socio sanitaria”, disciplinando l’integrazione di accesso, la valutazione e la continuità dell’assistenza tra i servizi sanitari e quelli sociali. Un percorso che coinvolge anche il Punto unico di accesso, l’Unità di valutazione integrativa, il Piano assistenziale individualizzato. L’obiettivo è quello di aumentare l’efficienza del sistema, puntando sul coordinamento dell’assistenza, il superamento della frammentazione, l’unificazione dei punti di accesso per gli interventi sociali e sanitari.  
   
   
RISONANZA MAGNETICA A MENAGGIO  
 
Menaggio/co, 24 febbraio 2015 - Dopo nove anni di attesa e una raccolta fondi che ha permesso di contribuire all´acquisto del macchinario con 240.000 euro, da oggi anche l´ospedale Erba-renaldi di Menaggio ha la risonanza magnetica. "Grande soddisfazione" è stata espressa dal sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all´Attuazione del programma, ai Rapporti con le istituzioni nazionali e alle Relazioni internazionali Alessandro Fermi, che si è sempre battuto in prima persona per il superamento degli ostacoli burocratici che hanno allungato i tempi di consegna e installazione del macchinario. Segnale Concreto Di Attenzione Ai Più Deboli - "Trattandosi di una risonanza aperta - ha detto Fermi durante il suo saluto - risulta particolarmente adatta per chi soffre di claustrofobia, gli anziani e i bambini che non dovranno più andare fino a Como per fare questo tipo di esame. E´ dunque un segnale molto concreto di attenzione nei confronti della nostra provincia, visto che non ci sono altre strutture pubbliche dotate di apparecchiature simili". Rmn Lima Carenze Alto Lago - "L´alto lago - ha continuato Fermi - purtroppo paga carenze infrastrutturali e viabilistiche. Essere riusciti a portare proprio a Menaggio una strumentazione all´avanguardia permette dunque al territorio di limare queste carenze". Un´apparecchiatura Da 2500 Esami Al Mese - "Questa apparecchiatura - ha aggiunto Fermi - porterà ad un incremento dell´attività ospedaliera. Riteniamo che, una volta a regime, consentirà di eseguirà circa 2.500 esami al mese. Insieme alla possibilità di effettuare visite ed esami la sera e nei week end mi sembra sia un altro ottimo risultato raggiunto". Il Lavoro Prezioso Delle Associazioni - Il sottosegretario Fermi, concludendo il suo intervento, ha voluto sottolineare nuovamente "il grandissimo lavoro" svolto dalle associazioni senza del quale "forse oggi non saremmo qui a festeggiare questo traguardo".  
   
   
CAMPANIA: CURE PRIMARIE, PRESENTATA NUOVA RIORGANIZZAZIONE SUL TERRITORIO  
 
Napoli, 24 febbraio 2015 - Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ha illustrato a palazzo Santa Lucia la nuova riorganizzazione delle cure primarie in Campania. Alla conferenza stampa hanno preso parte i sub commissari Mario Morlacco ed Ettore Cinque; il capo dipartimento Salute Ferdinando Romano e il direttore generale Mario Vasco; i 5 presidenti degli Ordini dei Medici: Silvestro Scotti per Napoli, portavoce anche per l’Ordine regionale; Antonio D’avanzo per Avellino, Giovanni Ianniello per Benevento, Maria Erminia Bottiglieri per Caserta, Bruno Ravera per Salerno. Su tutto il territorio regionale saranno costituite circa 250 Unità Complesse di Cure Primarie. Si tratta di strutture aperte 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana presso le quali opererà il personale medico già in convenzione: i medici di famiglia, i medici della continuità assistenziale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali. Presso queste strutture sarà presente anche un ambulatorio infermieristico, altri servizi di primo livello. Tutto questo consentirà di: eliminare le lunghe attese al pronto soccorso perché i pazienti meno gravi (codici bianchi e verdi meno severi) potranno trovare assistenza presso le Uccp, un’assistenza non solo più appropriata ma immediata, ovvero pochi minuti rispetto ai tempi del pronto soccorso; garantire una effettiva presa in carico del paziente per far sì che il paziente stesso non sia più lasciato solo ma sia sempre accompagnato nel suo percorso sanitario; garantire la continuità dell’assistenza e una vera integrazione tra Ospedale e Territorio; garantire la gestione integrata dei pazienti, attraverso i percorsi assistenziali diagnostico-terapeutici e l’integrazione tra sociale e sanitario; favorire la promozione della salute, la prevenzione e la medicina di iniziativa; potenziare significativamente l’assistenza domiciliare favorendo il mantenimento della paziente nel proprio ambiente di vita e al proprio domicilio e garantendo l’omogeneità dell’assistenza sul territorio regionale, la piena aderenza dei servizi erogati ai bisogni dei pazienti, la qualità dei servizi, il rispetto della dignità della persona e, soprattutto, la tutela della famiglia, oggi in forte sofferenza; attivare immediatamente gli Ospedali di Comunità, in continuità con le Uccp, che consentiranno di: a) ricoverare i pazienti dimessi dall’ospedale che non possono rientrare in famiglia o non hanno la possibilità di accedere ad altre tipologie assistenziali con il conseguente decongestionamento degli ospedali, riduzione delle liste di attesa ed eliminazione delle barelle; b) consentire a pazienti che hanno bisogno di un’assistenza non ospedaliera e che sono a casa in condizioni di forte disagio per se e per la famiglia di trovare accoglienza nella struttura, gestita da personale infermieristico, con l’assistenza medica assicurata dai medici di Medicina Generale e dai pediatri di libera scelta con costi a totale carico del Ssr; realizzare e diffondere progressivamente in tutta la regione i servizi di telemedicina. Sono previste tre tipologie di Uccp: a sede unica (modello metropolitano), con una popolazione non superiore a 30 mila abitanti e almeno 20 medici di Medicina Generale; in rete (modello rurale e montano a bassa densità abitativa), con almeno 5 mila assistiti e 10 medici; sistema hub and spoke (modello sub urbano), con un numero di 15 mila assistiti e 15 medici.>  
   
   
GIUNTA REGIONALE UMBRA DESTINA 250 MILA EURO PER AZIONI DI PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DELL´INVECCHIAMENTO ATTIVO  
 
Perugia, 24 febbraio 2015 – "La persona anziana, se messa in condizioni di invecchiare attivamente, diventa una risorsa per la società a condizione che la società stessa investa sugli aspetti che riguardano la sua salute, la sua partecipazione e la sua sicurezza" : riassume così la vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare, Carla Casciari, il senso dell´atto approvato dalla giunta regionale a favore di azioni e progetti per la promozione e valorizzazione dell´invecchiamento attivo, per la realizzazione dei quali sono stati destinati 250 mila euro. La Giunta, su proposta della vicepresidente Casciari, ha approvato l´atto di indirizzo per l´anno 2014/15 relativo alla legge regionale n. 14 del 27 settembre 2012, "Norme a tutela della promozione e della valorizzazione dell´invecchiamento attivo", e i criteri del bando per la realizzazione di interventi volti a favorire un ruolo attivo delle persone anziane nella società e che prevede un finanziamento di 150 mila euro, 25 mila euro in più rispetto al bando precedente del 2013. "Il secondo bando regionale in materia, - ha reso noto la vicepresidente - sarà pubblicato a breve e avrà scadenza a venti giorni dalla pubblicazione, servirà per concretizzare l´azione denominata ‘Valorizzazione delle esperienze formative, cognitive e professionali delle persone anziane´ e avrà l´obiettivo di stimolare lo sviluppo di progettualità di carattere innovativo nell´ambito degli indirizzi e delle azioni principali prese in considerazione dalla legge". In particolare un ruolo di primo piano è attribuito ai progetti per la formazione permanente, per la prevenzione e il benessere, per la cultura e tempo libero, per l´impegno civile e la fruizione delle nuove tecnologie. Al bando potranno concorrere il Terzo settore, i centri sociali per anziani, le università della terza età e le università popolari. Saranno prioritariamente finanziate quelle proposte progettuali presentate in compartecipazione con gli enti locali, gli istituti scolastici ed anche quei progetti nei quali è prevista una buona rete territoriale. I nove progetti già realizzati grazie alle risorse a disposizione nella precedente bando, hanno visto la partecipazione di un elevato numero di anziani e hanno coinvolto ampia parte del territorio regionale; sono stati realizzati: un telegiornale speciale di approfondimento, visibile in tutto il territorio regionale che si occupa delle tematiche relative all´invecchiamento attivo, progetti per valorizzare le esperienze e i saperi delle persone anziane favorendo un continuo apprendimento grazie anche al contributo dei giovani. Infine, stato realizzato il portale "Argento Vivo", un sito internet(www.Argentovivoumbria.it) di facile accesso e dedicato ai servizi ed alle informazioni di utilità per le persone anziane. "Con l´atto di indirizzo in attuazione della legge regionale n. "14/2012" - ha spiegato la vicepresidente - la Regione Umbria intende definire una programmazione di settore, sviluppare un sistema di offerta di interventi ed azioni territorialmente equilibrate al fine di promuovere l´invecchiamento attivo mediante la partecipazione della società civile alla costruzione di un sistema con al centro le persone anziane come risorsa della società". La Giunta in proposito ha destinato ulteriori 100 mila euro a valere sul Fondo Sociale Regionale 2015 alla voce "Macroarea Anziani", per la realizzazione di ulteriori azioni su scala regionale rivolte alla tutela della promozione e della valorizzazione dell´invecchiamento attivo. Obiettivo finale della legge regionale – conclude Casciari - è far sì che la persona anziana possa continuare a realizzare un progetto di vita gratificante e socialmente dignitoso, dotato di senso per sé e per la comunità di appartenenza".  
   
   
SALUTE: REGIONE FVG ESCE DA SANICADEMIA  
 
Trieste, 24 febbraio 2015 - "La collaborazione in ambito sanitario tra Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Veneto, portata avanti finora nell´ambito di Sanicademia, l´Accademia Internazionale per la Formazione dei Professionisti della Salute creata nel 2006, potrà d´ora innanzi trovare una più articolata e ampia attuazione soprattutto nell´ambito del Gect Euregio Senza Confini". Lo annuncia l´assessore alla salute, Maria Sandra Telesca, rendendo noto che la Giunta regionale, nel corso dell´ultima riunione, ha deciso di recedere da Sanicademia, "organismo che ha rappresentato, seppur parzialmente, uno strumento utile alla crescita professionale in ambito sanitario e alla diffusione di buone pratiche ma che - spiega l´assessore - attualmente non appare più pienamente idoneo alla promozione degli interessi della nostra regione". E questo deriva proprio da un lato "dall´istituzione dell´Euregio Senza Confini, che ha come partner gli stessi soci di Sanicademia", dall´altro "dalla recente riforma della sanità che - ricorda Telesca - dedica uno specifico capitolo alla cooperazione sanitaria transfrontaliera, immaginando una progressiva integrazione tra la programmazione sanitaria e i documenti di programmazione della cooperazione territoriale tra Italia, Slovenia e Austria".  
   
   
SANITÀ IN ABRUZZO, PRESTO DECRETO INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA PRESENTATO CONVEGNO IN PROGRAMMA VENERDÌ 27 A RIPA TEATINA  
 
Pescara, 24 febbraio 2015 - "Il decreto di riconversione sull´integrazione socio-sanitaria è ormai in dirittura d´arrivo. Forse vedrà la luce già entro questa settimana o al massimo entro la prossima". Lo ha anticipato l´assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, nel presentare, questa mattina, a Pescara, in Regione, il convegno sul tema "L´integrazione socio-sanitaria per il miglioramento dei servizi di cura ai cittadini", in programma venerdì 27, a Ripa Teatina, presso la Tenuta Di Sipio. L´evento è organizzato dall´Unione dei Comuni della Val di Foro in collaborazione con Regione e Confindustria Abruzzo. "Dopo venti anni di chiacchiere - ha proseguito Paolucci - andrà finalmente in porto una riforma che allargherà il setting assistenziale delle fasce più fragili della popolazione avvicinando l´Abruzzo alle comunità regionali più avanzate. Nello specifico, si passerà dalle originarie quattro aree a ben sedici aree di assistenza. Questo - ha spiegato l´assessore - significa individualizzare le prestazioni e, al tempo stesso, garantire un´assistenza più appropriata. Un´assistenza che potrebbe raggiungere le tre mila unità rispetto alle attuali due mila". L´integrazione socio-sanitaria è una modalità di erogazione delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale ha previsto per promuovere migliori condizioni di salute per i cittadini: una visione che contempla tutti gli aspetti che determinano la qualità della vita delle persone: sanitari, psicologici, relazionali e sociali. L´integrazione socio-sanitaria è uno strumento oggi tanto più necessario quanto più la vita si allunga, la popolazione inveccchia, crescono le cronicità e la non autosufficienza, aumentano le patologie da "usura del vivere". "Invece, a proposito di anziani, - ha sottolineato Paolucci - se è vero, come è vero, che l´Abruzzo è quint´ultimo in Italia secondo il rapporto sulla residenzialità per anziani, vuol dire che, finora, da noi questa particolare fascia di popolazione è stata maltrattata. Ecco che, allora, proprio questo decreto di riconversione - ha concluso - ci consentirà di destinare alla loro cura strutture pubbliche non utilizzate o finora scarsamente utilizzate". All´odierna conferenza stampa, oltre all´assessore Paolucci, sono intervenuti i sindaci di Ripa Teatina, Vacri ed Ari, ed il rappresentante della Giunta di Confindustria. Nicola D´ippolito. Il programma dell´evento, il cui inizio è previsto per le ore 17.00 di venerdì prossimo, prevede, tra gli altri, gli interventi dei direttori generali delle Asl, della deputata Maria Amato, componente della Xii Commissione Affari sociali della Camera, dello stesso assessore Silvio Paolucci e del presidente della Giunta regionale, Luciano D´alfonso, che terrà le conclusioni.  
   
   
AVIS PER EXPO,MARONI: SOSTENIAMO ECCELLENZA VOLONTARIATO  
 
Milano, 24 febbraio 2015 - "L´avis è nata a Milano e si è diffusa in tutto il Paese, è un´eccellenza che contribuisce in modo straordinario al nostro sistema sanitario garantendo la piena autosufficienza regionale per quanto riguarda la fornitura di sangue, riuscendo anche a dare supporto ad altre Regioni. Sosteniamo convintamente il loro progetto per Expo, che sarà utilissimo anche per nostra Regione". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che, a Palazzo Lombardia, ha presentato, insieme al vice presidente e assessore alla Salute Mario Mantovani e ai vertici di Avis, il progetto ´Avis per Expo. Nutriamo la vita!´. Il Progetto - Il progetto ´Avis per Expo. Nutriamo la Vita!´, che verrà realizzato durante il periodo Expo 2015 da Avis Nazionale, l´Associazione Volontari Italiani del Sangue, insieme ad Avis Regionale Lombardia, Avis Provinciale di Milano, Avis Comunale di Milano, International Youth Committee, Nutrition Foundation of Italy, Uisp, Fiods e con la collaborazione del Parco Tecnologico Padano, nasce con l´obiettivo di proporre iniziative, attività e prodotti educativi e scientifici per porre al centro l´attenzione nei confronti dell´alimentazione e della salute. Innovativa nel suo genere, questa iniziativa vede la partecipazione attiva della cittadinanza, pre, durante e post evento Expo 2015. Regione Iscritta - Nel corso del suo intervento, il Governatore ha annunciato di iscriversi all´associazione a nome della Regione Lombardia, sottolineando che l´Ente che governa, "partecipa a pochissime associazioni, solo a quelle di massima eccellenza e l´Avis - ha ribadito - fa parte di questa categoria". Volontariato Importante - Maroni ha ricordato l´importanza del volontariato in Lombardia, "un settore che nel nostro territorio è particolarmente forte, utile e vivace. Chi opera per il bene degli altri, senza avere vantaggi ma per il solo piacere di farlo, merita stima e rispetto. Per noi - ha sottolineato - l´aiuto agli altri è un valore supremo". Sicurezza Sanitaria, Siamo Pronti - Il presidente lombardo, parlando di Expo ha fatto sapere che la Regione Lombardia "è pronta ad accogliere i 20 milioni di visitatori previsti per l´esposizione, anche sotto il profilo sanitario. Dobbiamo e saremo essere pronti h 24, sette giorni su sette per ogni evenienza. Questa per noi è una priorità, alla quale faremo fronte, nonostante i tagli che abbiamo dovuto subire a causa della legge di stabilità del Governo centrale".  
   
   
LA GIUNTA REGIONALE HA DESIGNATO I DIRETTORI GENERALI DELLE 14 AZIENDE SANITARIE DELL´EMILIA-ROMAGNA.  
 
Bologna, 24 febbraio 2’15 - Nuovi direttori generali per le Aziende del Servizio sanitario regionale. La Giunta regionale ha adottato oggi le delibere di designazione dei quattordici manager (cinque le donne) che guideranno per i prossimi cinque anni le Ausl e le Aziende ospedaliere del sistema sanitario regionale. “Voglio innanzitutto ringraziare i precedenti responsabili delle direzioni aziendali per il loro lavoro – spiega il presidente della Regione Emilia-romagna Stefano Bonaccini -, fondamentale in questi anni per la tenuta della qualità dei servizi a fronte di varie difficoltà, a cominciare dal terremoto. La scelta dei nuovi direttori generali è uno dei traguardi che avevo indicato nei primi 100 giorni di governo. Ogni nuovo direttore è stato scelto in un rapporto di dialogo aperto con istituzioni locali e rappresentanze territoriali. Aver raggiunto questo risultato in anticipo – aggiunge Bonaccini - lavorando bene, rapidamente, premiando competenze con una giusta dose di rinnovamento, è un ottimo presupposto per il futuro del Servizio sanitario di questa regione, ovvero per migliorare sempre più le risposte ai bisogni di salute come ci chiedono i cittadini”. Competenza e conoscenza di aziende e territori sono alcuni dei criteri con cui sono stati individuati. “Abbiamo tenuto conto – dice l´assessore alle Politiche per la salute Sergio Venturi - delle qualità professionali e della conoscenza delle realtà aziendali e dei territori. I nuovi direttori non resteranno in carica più di due mandati ed è aumentata significativamente la presenza di donne sul totale”. Sul versante dell´assistenza, tra gli obiettivi di mandato dei nuovi direttori generali vi è “il miglioramento sensibile delle modalità di accesso per i cittadini a visite ed esami specialistici, riducendo considerevolmente i tempi di attesa”, sostiene l´assessore. Mentre per quanto riguarda l´ambito amministrativo e organizzativo, Venturi ricorda che “prima di procedere con la razionalizzazione dei servizi assistenziali, le Aziende dovranno migliorare l´efficienza gestionale, ovvero procedere a una riorganizzazione dei settori amministrativi, accorpando e centralizzando tutti gli ambiti per i quali è possibile un´integrazione tra realtà aziendali dello stesso territorio”. Questi i nuovi direttori generali designati: a Piacenza Luca Baldino (Azienda Usl); a Parma Elena Saccenti (Azienda Usl) e Massimo Fabi (Azienda Ospedaliero-universitaria); a Reggio Emilia Fausto Nicolini (Azienda Usl) e Antonella Messori (Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova); a Modena Massimo Annicchiarico (Azienda Usl) e Ivan Trenti (Azienda Ospedaliero-universitaria); a Bologna Chiara Gibertoni (Azienda Usl), Mario Cavalli (Azienda Ospedaliero-universitaria Sant´orsola-malpighi) e Francesco Ripa di Meana (Istituti Ortopedici Rizzoli); a Ferrara Paola Bardasi (Azienda Usl) e Tiziano Carradori (Azienda Ospedaliero-universitaria Sant´anna); a Imola Maria Lazzarato (Azienda Usl) e in Romagna Marcello Tonini (Azienda Usl della Romagna). Dopo aver già acquisito le intese dei Rettori delle quattro Università regionali, il presidente Bonaccini procederà con i decreti di nomina dei direttori generali delle Aziende Ospedaliero-universitarie, mentre per la nomina dei direttori generali delle Aziende Usl si attendono i pareri positivi delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie interessate. Inoltre, dopo aver acquisito il parere della Commissione Bilancio, affari generali e istituzionali dell´Assemblea legislativa regionale, verranno nominati anche il nuovo direttore generale della Direzione Sanità e politiche sociali e il direttore dell´Agenzia sanitaria e sociale regionale: i nomi proposti dalla Giunta per i due incarichi sono rispettivamente quelli di Kyriakoula Petropulacos e di Maria Isa Moro.  
   
   
SALUTE: OK A REGOLAMENTO PER FAVORIRE ACCESSO A PRESTAZIONI SANITARIE BENEFICIARI I CITTADINI CON ISEE FINO 15 MILA EURO  
 
Udine, 24 febbraio 2015 - Su proposta dell´assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca, la Giunta regionale ha approvato il regolamento che definisce tecnicamente beneficiari e modalità di accesso alle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, come previsto dalla legge finanziaria per il 2015. Il provvedimento, di fatto, consente l´utilizzo dei cinque milioni di euro destinati a non far pagare alle famiglie meno abbienti, dal prossimo 1 aprile, la quota aggiuntiva di 10 euro sulle ricette, il cosiddetto "super ticket". Come indicato dal ministero della Salute, nell´ambito dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) l´area dell´assistenza specialistica ambulatoriale comprende tutte le prestazioni, finalizzate alla prevenzione, alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione, erogate dai medici specialisti che operano negli ambulatori e nei laboratori del Servizio sanitario nazionale: le visite, la diagnostica strumentale (Rx, Tac, Ecografia, Ecg, ecc.) le analisi di laboratorio, le prestazioni terapeutiche, inclusi alcuni interventi chirurgici, la riabilitazione e altro. A tutti coloro che non sono esenti (per malattia o per reddito) è richiesta una quota di partecipazione al costo (ticket) di tali prestazioni, a cui si aggiungeva un super ticket di 10 euro per ogni ricetta. Il regolamento approvato oggi stabilisce che per poter beneficiare del contributo sociale, occorre essere in possesso di un Isee non superiore ai 15 mila euro, da documentare (con attestazione o dichiarazione sostitutiva) a partire dall´1 aprile, al momento della prima prenotazione di una prestazione sanitaria. Sul piano pratico il cittadino esente non pagherà la quota aggiuntiva, ed è previsto da parte della Regione un meccanismo di rimborso alle strutture che erogano le prestazioni sanitarie. "Tenendo fede al nostro impegno con gli elettori e come previsto dal programma di governo - commenta l´assessore Telesca - con questo regolamento, che fa seguito all´istituzione, in legge finanziaria, di un Fondo speciale di 5 milioni di euro per aiutare le fasce più deboli, si completa il percorso per cancellare definitivamente il super ticket. Una misura a forte valenza sociale, che abbiamo voluto sia anche di facile applicabilità. Pertanto le Aziende sanitarie sono state dotate da Insiel di uno specifico programma che consente di registrare il diritto all´esenzione, previa presentazione di idonea documentazione, semplicemente al momento dell´effettuazione della prima prestazione sanitaria".  
   
   
MARCHE: IL PRESIDENTE SPACCA INCONTRA LE ASSOCIAZIONI GENITORI DI RAGAZZI CON DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE. ENTRO MARZO LA DELIBERA PER RIORGANIZZARE I SERVIZI SANITARI.  
 
Ancona, 24 febbraio 2015 - Entro marzo verrà approvata la delibera per la riorganizzazione dei servizi sanitari dedicati ai Disturbi del comportamento alimentare. Lo ha assicurato il presidente della Regione Gian Mario Spacca ai rappresentanti delle Associazioni dei genitori dei ragazzi colpiti da questa malattia, che ha incontrato a Palazzo Raffaello. Alla riunione erano presenti anche l’assessore alle politiche giovanili Paola Giorgi da sempre in prima linea su questa tematica, il direttore del Servizio Sanità Piero Ciccarelli e il direttore generale dell’Asur Gianni Genga. Le associazioni dei genitori hanno posto all’attenzione del presidente Spacca una lettera aperta in cui illustrano tutte le difficoltà legate all’assistenza dei propri figli e in cui chiedono collaborazione e sostegno “su una strada lunga e tortuosa”. “Ci stiamo lavorando – ha detto il presidente Spacca –. L’assessore Giorgi ha posto alla giunta il problema di un offerta adeguata di servizi dedicati e abbiamo concordato di approvare una delibera che risponda alle esigenze di un settore che ha bisogno di una diversa attenzione. La delibera rispetto alla legge infatti, ha tempi più rapidi e consente una operatività concreta ed immediata. Ovviamente, in questo contesto l’esperienza delle famiglie è fondamentale e per questo motivo prima della stesura definitiva le associazioni saranno coinvolte per esprimere il loro parere e dare il loro prezioso contributo”. “Guarire da soli è quasi impossibile – ha aggiunto l’assessore Giorgi - L’ anoressia è il sintomo di una malattia dell’anima. Occorre curare il sintomo e rimettere insieme i cocci dell’anima. E’ necessaria una risposta sanitaria precisa, costante e immediata. Su questo continueremo a lavorare. Non possiamo e non vogliamo lasciare soli questi ragazzi e le loro famiglie”. Ciccarelli da parte sua ha illustrato quali saranno le linee di azione: “Stiamo consultando tutte le competenze che abbiamo per dare risposte alle legittime richieste di queste famiglie – ha detto -. Parliamo di un settore nel quale dobbiamo e possiamo migliorare. Un gruppo di professionisti si è già riunito ed è stata preparata una bozza parziale. Il punto di partenza è la realizzazione di ambulatori territoriali multidisciplinari, dedicati esclusivamente ai Dca, in grado di prendere in carico il paziente sia nella fase di acuzie sia nella fase residenziale”. Gli ambulatori sono il nodo centrale della rete che coordina il passaggio agli ulteriori setting assistenziali, semiresidenziali, residenziali ed ospedalieri da distribuire omogeneamente sul territorio con modalità di integrazione con i Presidi Ospedalieri dell’Asur e delle Aziende Ospedaliere. “L’auspicio - prosegue Ciccarelli - è realizzare sin da subito tre punti di riferimento a nord, al centro e al sud delle Marche. Poi una volta a regime dovremmo dotarci di un ambulatorio per ogni area vasta”. Altrettanto importanti sono gli aspetti della formazione specialistica del personale, che dovrà lavorare in modo dedicato ai Dca e il coinvolgimento delle Associazioni dei Genitori e dei Pazienti per favorire l’ascolto, l’orientamento ai servizi e il supporto alle famiglie nel lungo percorso necessario per superare le difficoltà poste da questa grave malattia. La lettera consegnata a Spacca è stata firmata dalle associazioni: Centro Oltre…a riveder le stelle; Fanpia Onlus di Ancona; Associazione Heta di Ancona; Equipe Dca Neuropsichiatria Infantile di Ancona; Associazione Fada di Fermo; Associazione Il Gabbiano di Osimo; Associazione Mi fido di te di Fano; Associazione Pesarese per i Disturbi del Comportamento Alimentare.  
   
   
INFLUENZA: REPORT VENETO, PASSATO IL PICCO, MA GIA’ 35 MORTI. COLETTO: “TRIBUTO DI VITE CAUSATO DAL CALO DELLE VACCINAZIONI”  
 
Venezia, 24 febbraio 2015 - L’influenza stagionale 2014-2015 ha definitivamente superato il picco, verificatosi nella terza settimana di gennaio. Ciò nonostante, nella settimana dal 9 al 15 febbraio, ha messo a letto altri 24.459 veneti. L’incidenza è ulteriormente scesa di circa 10 punti, attestandosi a 49,6 malati per diecimila abitanti, con diminuzioni in tutte le classi di età. Purtroppo, rispetto alla settimana precedente, è salita a 35 la conta dei decessi, con 169 casi complicati da inizio stagione, dei quali 103 molto gravi, con 97 ricoveri in terapia intensiva e 11 pazienti gravissimi sottoposti alla terapia “Ecmo” per l’ossigenazione extracorporea del sangue. Sono questi i dati salienti dell’ultimo Rapporto sull’andamento dell’influenza in Veneto, diramato oggi dal Settore Promozione e Sviluppo Igiene e Sanità Pubblica della Regione. “Il picco è ormai alle spalle – dice l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – e le strutture sanitarie in tutto il territorio hanno risposto egregiamente anche a situazioni limite di affluenza e gravità. Resta il rammarico per il tributo di vite pagato al forte calo delle vaccinazioni, determinato da notizie inesatte e allarmistiche circolate soprattutto sul web riguardo alla presunta pericolosità del vaccino e ai suoi effetti collaterali e alla vicenda del ritiro di partite di vaccino Fluad, poi risultate a posto, per cui ad un certo punto sembrava che fosse il vaccino, e non la malattia, a uccidere. Un danno grave alla salute pubblica, che dovremo cercar di riparare riprendendo con forza l’azione di corretta informazione sull’utilità e la non pericolosità delle campagne vaccinali”.  
   
   
A ROFFIA ROSSI CON ABBAGNALE PER IL GRANDE CANOTTAGGIO IN TOSCANA  
 
Firenze 24 febbraio 2015 – La Regione Toscana sosterrà il progetto che la Federazione nazionale canottieri ha presentato per il bacino di Roffia. Il piano, che prevede di adeguare l´area ai parametri dettati dal Coni, darà al bacino una netta svolta sportiva attrezzandolo per ospitare gare e competizioni di livello nazionale e internazionale. L´impegno è arrivato dal presidente Enrico Rossi che lo ha comunicato al presidente della Federazione nazionale canottaggio Giuseppe Abbagnale a Roffia in occasione dell´inaugurazione della cassa dei Piaggioni. "Appoggeremo e sosterremo questo progetto – ha detto Enrico Rossi - per far sì che quest´area possa essere non solo deputata alla sicurezza idraulica ma anche un´ area a vocazione sportiva e turistica dove sarà possibile fare sport e nello stesso tempo stare bene. E´ bello pensare che un´opera utile diventa anche motivo di benessere, questo è un bel segnale di speranza".