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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 23 Giugno 2015
SUCCESSO ITALIANO DELLA RICERCA NEL FUTURE INTERNET  
 
Trento, 23 giugno 2015 - Un test intercontinentale dimostra l’efficacia di un nuovo modello di gestione delle reti basato su Sdn e software aperto; protagonisti in Italia Garr, Create-net e Cnit-università di Roma Tor Vergata e Onlab negli Stati Uniti, che hanno utilizzato il servizio di testbed offerto della rete della ricerca europea Géant. Open e sostenibile, sarà questo il futuro della rete Internet? Per contribuire a rispondere a questo interrogativo, si è condotto un test tra gli Stati Uniti e l’Italia, con il quale si è cercato di dimostrare che è possibile, anche su lunghe distanze, innovare nel funzionamento di Internet utilizzando un software open source per la gestione della rete. La dimostrazione è avvenuta nel corso della conferenza Open Networking Summit 2015, che si è tenuta dal 15 al 18 giugno a Santa Clara in California. Un team internazionale di ricercatori provenienti da On.lab, Create-net, Cnit/università di Roma Tor Vergata e la rete della ricerca italiana (Garr), ha dimostrato su una rete di trasmissione dati dedicata, come il paradigma Sdn realizzato nel sistema operativo di rete Onos, sviluppato da On.lab e basato su Openflow, abbia raggiunto funzionalità e affidabilità elevate, gestendo una rete fra le due sponde dell’atlantico. Si tratta del paradigma Sdn (Software Defined Networking) che propone di semplificare i nodi di rete, disaccoppiando la componente hardware (utilizzata per il piano di instradamento) da quella software (per il piano di controllo) che oggi sono unite nei router. L’obiettivo è quello di favorire un modello di gestione della rete più dinamico, flessibile, open source, maggiormente standardizzato e quindi funzionante indipendentemente dal tipo di hardware scelto. Per questi motivi, il paradigma Sdn è considerato una delle innovazioni più importanti in questi anni nel campo Ict e uno dei pilastri fondamentali nella virtualizzazione dei servizi. “Da diversi anni Garr è attivo nel supporto alla ricerca sul Future Internet” ha sottolineato Mauro Campanella, responsabile dei progetti europei per Garr. “Come rete della ricerca collaboriamo all’esplorazione di nuovi paradigmi tecnologici dando un forte contributo allo sviluppo delle reti di nuova generazione.” Il test è partito dal centro On.lab negli Usa coinvolgendo alcune prestigiose università americane ed ha utilizzato le reti della ricerca Internet2 (negli Stati Uniti), Géant (in Europa) e Garr (in Italia) per terminare in Italia a Trento al centro di ricerca Create-net e all’Università di Roma Tor Vergata. Il servizio di testbed offerto da Géant ha ospitato il centro di controllo europeo del sistema Onos, gestito dai ricercatori italiani, che ha interagito con il rispettivo centro di controllo americano senza evidenziare significativi ritardi di trasmissione. È stato così dimostrato come controller posizionati a migliaia di km di distanza e gestiti da remoto possano garantire elevata affidabilità. Questo risultato raccoglie i frutti dell’attività di ricerca del progetto europeo Dreamer, finanziato da Géant e coordinato da partner italiani, che ha studiato come rendere Sdn adatto ad ambienti di produzione, e alle reti degli operatori. A sottolineare la rilevanza mondiale dell’esperimento è stato il contesto dell’Open Networking Summit, il punto di riferimento internazionale sui temi dell’innovazione tecnologica relativi alle tecnologie Sdn che coinvolge ogni anno pionieri del settore, innovatori, ricercatori e utilizzatori e oltre 1600 aziende Ict.  
   
   
AL VIA LA TRE GIORNI "LA MEMORIA DELLA SARDEGNA IN RETE". IL DIGITALE È IL FUTURO DELLA PA  
 
Cagliari, 23 Giugno 2015 - "Il futuro della Pubblica amministrazione passa attraverso il digitale. Abbiamo un immenso patrimonio della memoria e questo tesoro deve essere messo a disposizione dei cittadini perché è fondamentale strumento di conoscenza". Lo ha affermato, questa mattina, l´assessore degli Affari generali Gianmario Demuro, in apertura dell´iniziativa “La memoria della Sardegna in Rete – La conoscenza digitale: politiche di gestione, comunicazione e conservazione”, in programma sino a mercoledì al Terminal del Molo Ichnusa di Cagliari. Le tre giornate, organizzate dalla Direzione generale per la Comunicazione della Regione, sono dedicate a una riflessione sulle azioni da intraprendere per migliorare i contenuti e la fruizione della Digital Library, dell’Archivio storico virtuale e del sistema integrato dei portali della Regione Sardegna. "L´amministrazione regionale - ha proseguito l´esponente della giunta Pigliaru - deve avere capacità di certificare i dati e quindi i dati devono essere rilasciati in un formato che tutti possono utilizzare. È un passo necessario per la partecipazione democratica". L´assessore si è infine soffermato sul tema dell´Agenda digitale che verrà affrontato a breve. Domani E Dopo. Dedicata alla reingegnerizzazione del sistema integrato dei portali la seconda giornata dell´iniziativa, che si aprirà alle 9,30 al terminal del Molo Ichnusa di Cagliari. Il workshop sul nuovo sistema integrato dei portali è previsto invece alle 15. La valorizzazione del patrimonio digitale della Sardegna sarà invece al centro della giornata conclusiva di mercoledì 24 giugno, sempre a partire dalle 9,30. Mobilità Internazionale. In occasione della tre giorni, al molo Ichnusa è presente anche l´iniziativa "Time to move" dello sportello Eurodesk, attivata dall´Urp della Presidenza della Regione. Gli operatori specializzati sono a disposizione per fornire assistenza ai giovani tra i 14 e i 35 anni interessati a vivere un´esperienza di studio o lavoro all´estero, finalizzata all´apprendimento delle lingue. Lo sportello è aperto domani dalle 10 alle 17,30 e mercoledì dalle 10 alle 12,30. Ulteriori informazioni sul sito www.Eurodesk.it/timetomove  
   
   
EMILIA ROMAGNA: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. PRONTI NUOVI PACCHETTI DIGITALI PER I SERVIZI A CITTADINI E IMPRESE.  
 
Bologna, 23 giugno 2015 – Sono 205 Comuni, le Province di Modena e Reggio Emilia e la città metropolitana di Bologna gli Enti che potranno disporre entro l’anno di 71 nuovi “pacchetti” di servizi digitali messi a disposizione da Lepida spa, nell’ambito del programma regionale di semplificazione e innovazione per il 2015. “I cittadini e le imprese chiedono una cosa: una pubblica amministrazione semplice, tempestiva e trasparente”, ha sottolineato l’assessore regionale al Riordino istituzionale Emma Petitti nel corso del convegno “La transizione al digitale per la semplificazione”, rivolto a tutti gli Enti della regione Emilia-romagna, che si è svolto questa mattina nell’Auditorium di viale Aldo Moro 18 a Bologna. “Continueremo a lavorare - ha aggiunto Petitti - con questi obiettivi. E’ fondamentale la rete e lo è anche la capacità dell’amministrazione di far funzionare questi strumenti innovativi che devono essere a disposizione di tutti gli Enti e dei cittadini. Come Regione dobbiamo spingere perché le nuove modalità digitali siano prese in considerazione e utilizzate dagli Enti locali e dai lavoratori, all’interno anche delle sperimentazioni che metteremo in campo sotto il profilo istituzionale (con le aree vaste), organizzativo e legislativo”. “Dopo otto anni di crisi economica e finanziaria che ha messo a dura prova anche la tenuta del rapporto tra cittadinanza e istituzioni - ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Donini - occorre riprogettare un sistema di coesione sociale e di sviluppo economico secondo un modello comune di crescita basato su semplificazione e digitalizzazione. Centrali sono il ruolo della pubblica amministrazione e l’accesso alla banda ultralarga da parte di tutti gli Enti, abbattendo il digital divide tra i territori. Regione Emilia-romagna e Lepida Spa stanno lavorando per una amministrazione che sia in grado di garantire certezza del procedimento, velocità e trasparenza e sia capace di riprogettare i rapporti con cittadini e imprese, grazie al digitale”. I nuovi pacchetti di servizi Per supportare le amministrazioni nel passaggio e nella diffusione del digitale (in linea con le politiche di innovazione e le strategie europee, nazionali e regionali sull’Agenda digitale), Regione Emilia-romagna e Lepida Spa hanno proposto agli Enti locali di aderire a “pacchetti di servizi” (comprendenti software e assistenza) per offrire a cittadini e imprese più servizi online, per gestire i documenti e le certificazioni digitali e per la trasparenza. I servizi rendono possibili in vari modi e a seconda dei bisogni specifici il processo di transizione digitale degli Enti, combinando soluzioni di riuso e mercato e azioni di integrazione tra le componenti, con l’obiettivo di innovare le prassi operative. Nel dettaglio, i pacchetti “Trasparenza e gestione istanze online” riguardano il dialogo con il cittadino; i pacchetti “Zero Carta” e quelli “Gare digitali” e “Contratti digitali” rispondono all’obiettivo della gestione interamente digitale delle procedure; i pacchetti “Condivisione documenti” e “Condivisione dati (fascicolo del cittadino, impresa e immobile)” rispondono all’obiettivo della decertificazione e, infine, i pacchetti “Sieder” sono dedicati all’edilizia online e ai professionisti del settore. Entro la fine dell’anno, con la consegna e la messa a regime di tutti i pacchetti, circa il 70% della popolazione emiliano-romagnola potrà beneficiare di questi nuovi servizi utilizzati da 52 Enti locali distribuiti in tutta la regione (i 205 Comuni facenti parte delle Unioni di Comuni coinvolte, le Province di Modena e Reggio Emilia e la Città metropolitana di Bologna).  
   
   
FATTURAZIONE ELETTRONICA: IL POLITECNICO DI MILANO PREMIA LA REGIONE LAZIO  
 
Roma, 22 giugno 2015 - La Regione riceve un premio dalla School of Management del Politecnico di Milano per il sistema della fatturazione elettronica realizzato da Lait spa. Il progetto della Regione è stato valutato positivamente per la sua validità e anche per l’aver messo a disposizione strumenti per la gestione della fatturazione elettronica anche agli enti del territorio. Più trasparenza ed efficienza. Oltre a garantire maggiore trasparenza la fatturazione elettronica rappresenta per la Regione anche un deterrente contro la corruzione e il malaffare. “Sono piuttosto orgoglioso di questo riconoscimento. Il Lazio è stata la prima regione a utilizzare la fatturazione elettronica, anticipando i tempi previsti dalla legge– lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: questo passaggio ci ha reso un esempio, un buon esempio aggiungerei, per gli altri enti e per le amministrazioni locali, e questo è sicuramente un altro motivo di orgoglio”.  
   
   
TECNOLOGIA SATELLITARE, IN RETE STUDENTI TRICARICO E SUDAFRICANI  
 
Potenza, 23 giugno 2015 - Studenti in rete grazie al satellite. Gli alunni dell´Istituto comprensivo di Tricarico-calciano e quelli della primary school di Babati, in Sudafrica, si sono relazionati e hanno stretto un gemellaggio grazie al progetto Sway4edu, finanziato da Openet, dall´Agenzia spaziale europea e dalla Regione Basilicata. Le opportunità offerte dalla tecnologia satellitare nelle zone rurali non servite dalla rete internet a banda larga sono state illustrate nel corso di una giornata di studi a cui hanno partecipato l´amministratore delegato di Openet, Vito Gaudiano, l´assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Raffaele Liberali, al dirigente scolastico del Comprensivo di Tricarico, Luigi Iuvone, alcuni docenti e una rappresentanza degli studenti che dal prossimo anno scolastico sperimenteranno sul campo i benefici offerti dal progetto. All´incontro hanno portato il loro contributo anche il responsabile dell´ufficio tecnico di coordinamento regionale per la sicurezza nelle scuole, Pasquale Costante, il prof Mario Coviello, già dirigente scolastico dell´Istituto comprensivo di Bella, unica scuola 2.0 della Basilicata e il prof Mario Priore esperto di scuola digitale. Nel corso della giornata sono stati effettuati due collegamenti via satellite. Il primo con gli studenti e il preside della scuola elementare di Babati, il secondo con Francesco Feliciani, capo del dipartimento di telecomunicazioni integrate dell´Esa, che ha partecipato al confronto in collegamento dalla sede di Nordwijk, in Olanda. "Questa esperienza - ha detto l´Assessore Liberali - è un modello nazionale di innovazione. È quello che ci chiede di fare il Ministro dell´Istruzione, e Tricarico oggi è avanguardia di questo progetto pilota. L´obiettivo è quello di far comunicare ragazzi che hanno problematiche simili in altre parti della regione. Nel quotidiano si può studiare insieme ed è questa la strada giusta per risolvere i problemi degli istituti pluriclasse. È la scelta da fare per riuscire a collegare le scuole e portarle in rete. Un altro punto caratterizzante del progetto che abbiamo voluto finanziare è quello dell´internazionalizzazione. È necessario che i nostri ragazzi imparino l´inglese sin dalle Primarie e i gemellaggi con scuole in Inghilterra, Germania, Francia o in qualunque altro Paese del mondo facilita il processo di apprendimento. Tricarico e la Basilicata - ha concluso Liberali - possono essere i piloti dell´Italia in questo settore". "Grazie a Openet e alla Regione siamo al centro di un progetto bellissimo - ha sottolineato il dirigente scolastico Luigi Iuvone -. Le competenze si acquisiscono relazionandosi. Prima era un problema a volte persino mandare un fax a Calciano ora siamo in rete e mi aspetto che dal prossimo anno potremo relazionarci con scuole di Italia e Europa per cercare e confrontare le migliori pratiche di insegnamento. A settembre scorso pensavo a come uscire dall´isolamento e non sapevo come fare. Ora abbiamo due scuole che possono relazionarsi con il mondo non solo tra di loro". L´ad di Openet, Vito Gaudiano, ha spiegato le linee del progetto Sway4edu di cui l´azienda lucana è capofila: "Il progetto è frutto della collaborazione decennale che la nostra società ha con l´Agenzia spaziale europea. Grazie a questa iniziativa riusciamo a superare il gap infrastrutturale sulle Tlc delle scuole rurali offrendo un acceso immediato a contenuti multimediali e a programmi di alta formazione per docenti e studenti. È un progetto esportabile anche in Basilicata perché anche qui da noi ci sono tanti comuni che non possiedono ancora collegamenti a internet veloce e in questi casi il satellite può offrire una soluzione  
   
   
ASSESSORE BOLZANO A VIENNA: INCONTRI SU FORMAZIONE DOCENTI  
 
Bolzano, 23 giugno 2015 - La collaborazione tra Lub e istituto superiore pedagogico tirolese e il riconoscimento in Italia della formazione degli insegnanti sono stati tra i temi discussi oggi (22 giugno) a Vienna dall´assessore Philipp Achammer, con la ministra Gabriele Heinisch-hosek. Alcune questioni attuali nei settori della formazione e della cultura sono stati discussi dall´assesore Achammer in una serie di incontri a Vienna. Con la ministra austriaca all´istruzione Gabriele Heinisch-hosek l´assessore provinciale ha approfondito la possibile cooperazione tra la facoltà di scienze della formazione della Libera università di Bolzano e l´istituto superiore pedagogico del Tirolo per la formazione nel settore della scuola primaria, che da qualche anno ha la stessa durata sia in Austria che in Italia. "Il nostro obiettivo è consentire agli studenti altoatesini di frequentare anche parti del loro percorso formativo nell´istituto pedagogico tirolese", ha spiegato Achammer. La ministra Heinisch-hosek ha assicurato che gli uffici competenti approfondiranno la questione sul piano tecnico. Si è inoltre discusso del riconoscimento in Italia della formazione degli insegnanti svolta in Austria, tema che Achammer ha affrontato anche nell´incontro con il sottosegretario di Stato all´innovazione e all´economia Harald Mahrer. La nuova architettura austriaca della formazione degli insegnanti della scuola secondaria necessita infatti ora del riconoscimento dell´Italia sul piano accademico. Le chances sono buone, "i dettagli saranno negoziati nella riunione della Commissione sullo scambio di note che probabilmente si terrà in settembre", ha sottolineato Achammer.  
   
   
FVG, DIRITTO A STUDIO: APPROVATE LINEE GUIDA ARDISS PER TRIENNIO 2015/17  
 
Trieste, 23 giugno 2015 - La Giunta regionale, su proposta della Conferenza regionale per il diritto agli studi superiori e sentita la Commissione consiliare, ha approvato le linee guida per l´attuazione, da parte dell´Ardiss, delle finalità, degli interventi e dei servizi, per il triennio 2015/2017. A livello regionale, gli interventi e i servizi a sostegno del diritto allo studio universitario sono disciplinati dalla legge regionale 21/2014, entrata in vigore nel novembre 2014 e le linee guida decorrono dall´anno accademico 2015/2016 e riguardano il triennio 2015-2018, e gli anni accademici 2015-2016, 2016-2017 e 2017-2018. I contenuti rispecchiano nella quasi totalità quelli delle precedenti linee guida approvate nel 2014 ai sensi della precedente legge regionale 16/2012. Ecco, per punti, gli elementi di novità. Servizio Trasporto: vengono previste maggiori agevolazioni tariffarie in caso di possesso dei requisiti di reddito e di merito per l´accesso alle borse di studio. Fino all´anno accademico 2014-2015 tale beneficio era consentito purché non titolari della borsa di studio e in possesso solo dei requisiti di merito. Contributo Per Master: sono stati fissati i criteri per la determinazione del merito e del reddito per i contributi per l´abbattimento dei costi di iscrizione e frequenza a master e percorsi di alta formazione e specializzazione. I contributi sono concessi per l´iscrizione a master approvati dai competenti organi accademici dell´Università degli Studi di Trieste, dell´Università degli Studi di Udine, della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Sissa di Trieste, ovvero a master accreditati da Asfor e realizzati sul territorio del Friuli Venezia Giulia. Ai fini dell´accesso a tali contributi, si applicano i requisiti di reddito previsti per le borse di studio mentre i requisiti di merito sono espressi in termini di votazione attribuita per il conseguimento della laurea. Alloggi: ai fini dell´ammissione al servizio di alloggio, dall´anno accademico 2015-2016 è cancellata la possibilità precedentemente data all´Ardiss di riconoscere la priorità agli studenti che abbiano già acquisito tale beneficio nell´anno precedente e che siano in possesso dei requisiti di merito. Viene quindi cancellato il diritto al mantenimento dell´alloggio, ma anche la priorità di ammissione all´alloggio agli studenti di età inferiore a 30 anni. Alloggi Convenzionati: è stato elevato dal 20 al 30 per cento la maggiorazione del costo degli alloggi offerti dalle strutture abitative convenzionate, quale limite massimo di incremento per poter beneficiare del contributo dell´Ardiss di euro 1200 massimi per studente avente requisiti di reddito e di merito ospitato presso le strutture convenzionate. Servizi Di Ristorazione: per l´applicazione delle tariffe agevolate dall´aa 2015-2016 si terrà conto solo del nuovo Isee e non più anche dell´Ispe. Dall´aa 2015-2016 gli studenti che abbiano già una laurea e che si iscrivano ad un corso di laurea di pari livello accedono al servizio di ristorazione in terza fascia. Invalidita´: è stato chiarito il riferimento normativo applicabile. "Gli standard qualitativi minimi dei servizi rimangono invariati", commenta l´assessora regionale all´Università Loredana Panariti, aggiungendo che però "si amplia l´offerta di alcuni servizi". "Nella sede di Gorizia si prevede, nel corso del triennio, la creazione di una mensa presso la sede Universitaria di via Alviano, che sarà gestita da una società vincitrice di apposita gara. Per quanto riguarda l´offerta abitativa, si aggiungono 99 posti alloggio presso la Casa dello studente di via Gaspare Gozzi che saranno disponibili a decorrere dalla fine dell´anno 2015", spiega Panariti. "Per quanto riguarda l´importo delle borse di studio - prosegue l´assessora -, fermo restando le modalità di calcolo della borsa, gli importi sono stati adeguati al tasso di inflazione. Le tariffe sono rimaste invariate dal 2014 e l´adeguamento biennale in base al tasso di inflazione è stato rinviato al 1 settembre 2017". E´ inoltre prevista una detrazione generalizzata a tutti gli studenti universitari, dei conservatori e degli Its del 20 per cento del costo dell´abbonamento mensile del trasporto ferroviario e su gomma, percentuale elevabile al 30 p.C. In presenza di determinate condizioni: abbonamento annuale o scolastico, corsi interateneo, disabilità, capaci e meritevoli e privi di mezzi.  
   
   
PROGETTO DI MOBILITÀ EUROPEA DELL’UNIBAS  
 
Potenza, 23 giugno 2015 - Si aprono nuove possibilità di studio all’estero per gli studenti iscritti nell’Università della Basilicata: l’Unibas, infatti, in collaborazione con il Consorzio Materahub, Mine Vaganti Ngo e In Progress Calabria, ha attivato un progetto di mobilità internazionale in Europa con borse di studio, a cui si può aderire entro il prossimo 30 giugno. L´offerta di mobilità è riservata agli studenti Unibas per promuovere la formazione professionale tramite stage all´estero di futuri laureati e neolaureati, e prevede anche dieci borse per i giovani regolarmente iscritti nell´anno accademico 2014-2015: lo stage può avere anche valore di tirocinio formativo riconosciuto dal Dicem dell´Unibas. Il bando è scaricabile dal sito www.Heiconsortium.it Il progetto è coordinato dal Consorzio Nhei (“National Higher Education Consortium”), che comprende nove università italiane: Università degli Studi di Padova, Università Alma Mater Studiorum di Bologna, Università Tor Vergata di Roma, Università degli Studi di Sassari, Università degli Studi della Basilicata, Università della Calabria, Accademia delle Belle Arti di Catanzaro, Università “Kore” di Enna e l’Università di Messina. Il progetto s’inserisce anche in un contesto socio-economico europeo, in cui i tirocini rappresentano una reale opportunità di crescita e di confronto sulle professionalità acquisite. Secondo la Direzione generale per l’Occupazione, affari sociali e inclusione della Commissione europea, sono circa cinque milioni di giovani nell’Unione europea, di età inferiore ai 25 anni, che non riescono a trovare un lavoro, e oltre il 22% della popolazione era di età compresa tra i 15 e i 29 anni non cerca nemmeno un’occupazione. In questo quadro, i tirocini hanno un ruolo chiave per aumentare l’accesso dei giovani al mercato del lavoro, perché possono colmare il divario tra la teoria acquisita in materia d’istruzione e l’acquisizione delle competenze necessarie al mercato, che sfociano in aumento della competitività.  
   
   
TRENTINO TRILINGUE: APERTE LE ISCRIZIONI AI PROGRAMMI DEL PROGETTO MO.VE.  
 
Trento, 23 giugno 2015 - Con l’apertura delle iscrizioni entra nel vivo Mo.ve – Mobilità verso l’Europa, uno degli strumenti operativi del progetto Trentino Trilingue. Anche nel 2015 la Provincia autonoma di Trento offre la possibilità a 240 giovani trentini di partecipare a delle esperienze di full immersion linguistica e di tirocinio professionale presso Paesi dell´Unione Europea. Nello specifico il progetto Move prevede la realizzazione di programmi di mobilità all’estero per diplomati o qualificati di età compresa fra i 18 e i 26 anni e per laureati fra i 18 e i 35 anni. Tali opportunità di mobilità all’estero sono realizzate dalla Provincia autonoma di Trento con il cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo. Il progetto Move offre a giovani trentini la possibilità di partecipare a delle esperienze di Full immersion linguistica e di tirocinio professionale presso Paesi dell’Unione Europea. Il progetto è finalizzato allo sviluppo di competenze utili alla costruzione del percorso esperienziale, formativo e professionale personale, con lo scopo di favorire l’internazionalizzazione e l’apertura del tessuto produttivo provinciale per sostenere l’occupabilità e le transizioni in contesti organizzativi sempre più contraddistinti da dinamiche di internazionalizzazione e innovazione tecnologica. Il progetto Move prevede la realizzazione di programmi di Full immersion linguistica di 4 settimane per diplomati, qualificati e laureati e di tirocinio professionale di 12 settimane per diplomati, qualificati e laureati. Le esperienze di Full immersion linguistica di 4 settimane prevedono un percorso di apprendimento di lingua straniera per livelli di conoscenza pregressi. Le esperienze di tirocinio transnazionale di 12 settimane sono accessibili ai candidati in possesso di un livello linguistico equivalente o superiore al B1 o B2 del Cefr, a seconda del programma prescelto, e prevedono due o tre settimane iniziali di apprendimento di lingua straniera per livelli di conoscenza pregressi e, a seconda del programma, nove o dieci settimane di tirocinio presso un´organizzazione estera. Tale esperienza è finalizzata sia all’ampliamento delle competenze linguistiche, trasversali e professionali sia, più in generale, alla maturazione di momenti di confronto e di socializzazione con il lavoro e con contesti organizzativi esteri. Entrando nel dettaglio per diplomati e qualificati sono a disposizione 140 posti per Full immersion linguistica di 4 settimane in Germania, Francia, Irlanda, Spagna, Regno Unito e Malta dal 20 settembre al 17 ottobre. Le iscrizioni sono aperte dal 13 luglio al 2 agosto. Sono inoltre disponibili, sempre per i diplomati e qualificati, 20 tirocini che hanno una durata di 12 settimane, di cui 3 di full immersion linguistica, in Germania, Irlanda e Regno Unito dal 6 settembre al 28 novembre. Le iscrizioni sono aperte dal 15 al 30 giugno. Per i laureati, tra i 18 e i 35 anni, ci sono 60 posti disponibili per Full immersion linguistica di 4 settimane in Germania, Francia, Irlanda, Spagna e Regno Unito dal 25 ottobre al 21 novembre. Le iscrizioni sono aperte dal 31 agosto al 17 settembre. Sempre per i laureati ci sono 20 posti a disposizione di 12 settimane, di cui 2 di full immersion linguistica, in Germania, Irlanda e Regno Unito dal 6 settembre al 28 novembre. Le iscrizioni sono aperte dal 15 giugno al 30 giugno. Al termine dell’esperienza di mobilità verrà consegnato a tutti i partecipanti un attestato di partecipazione rilasciato dall’Agenzia formativa presso la quale si è realizzata l’esperienza e dalla Struttura Ad Personam. Inoltre, raggiunto il numero minino delle ore di frequenza previste e previo superamento dell’apposito pre-test propedeutico, è prevista la possibilità di sostenere l’esame per il conseguimento della Certificazione linguistica formale rilasciata da un ente certificatore. Ai partecipanti alle esperienze di tirocinio verrà rilasciato il documento Europass-mobility al fine di registrare le competenze e le abilità acquisite. E’ possibile aderire al progetto registrandosi e compilando online la domanda di adesione sul sito www.Fse.provincia.tn.it/opportunita/percorsi_tirocini/progetto  Move Anno 2015  
   
   
LINGUA SARDA: ENTRO GIUGNO IL BANDO PER L´INSEGNAMENTO NELLE SCUOLE  
 
Cagliari, 23 Giugno 2015 - "Riappropriarsi dell´identità, a partire dalla lingua, è un processo che deve essere strutturato e trovare spazio già nella più tenera età, e dunque deve essere centrato nelle scuole, comprese quelle per l´infanzia". Lo afferma l’assessore della Pubblica istruzione e Lingua e Cultura sarda, Claudia Firino, annunciando che entro il mese di giugno saranno resi pubblici i bandi previsti dalla Legge n. 3 del 2009, per l´utilizzo veicolare della lingua sarda nelle scuole. A seguire, saranno pubblicati inoltre i bandi per i materiali didattici per l´insegnamento del sardo. "Parlare di scuola - prosegue l’assessore - significa anche, come detto in diverse occasioni e ripetuto anche nei più recenti incontri di presentazione del progetto Iscol@, destinare un posto di rilievo alla lingua sarda, prima espressione dell’identità da cui proveniamo e che ci appartiene. Perciò abbiamo concentrato la maggior parte delle risorse per la lingua sarda nella scuola”. Il bando, che rimarrà aperto fino all’inizio dell’anno scolastico per permettere la predisposizione dei progetti, si rivolge agli istituti scolastici della Sardegna (comprese le scuole dell’infanzia) che vengono invitati a presentare proposte per la sperimentazione dell’insegnamento e dell’utilizzo veicolare della lingua sarda in orario curricolare. La dotazione finanziaria è di 450mila euro.  
   
   
IL PROGETTO STAR-FLOOD HA PUBBLICATO ALCUNE INFORMAZIONI INIZIALI SULLA SUA ANALISI DELLE STRATEGIE DI GESTIONE DEL RISCHIO INONDAZIONI IN SEI PAESI EUROPEI.  
 
Bruxelles, 23 giugno 2015 - Dal 2000 al 2013, le inondazioni hanno causato perdite annuali per 5,5 miliardi di euro in Europa e, secondo uno studio pubblicato lo scorso anno su Nature, questa cifra è destinata ad aumentare di cinque volte entro il 2050. I governi europei hanno lavorato duramente per cercare di garantire una protezione duratura dalle inondazioni mediante lo sviluppo di argini, dighe o chiuse, ma queste strategie di difesa da sole sono sufficienti? “Occorrerebbe anche concentrarsi su prevenzione, riduzione, preparazione e recupero dalle inondazioni,” spiega il prof. Peter Driessen dell’Università di Utrecht nel video di presentazione di Star-flood. Il progetto, che ha avuto inizio a ottobre del 2012 con un finanziamento di 5,4 milioni di euro da parte dell’Ue, mira ad analizzare, spiegare, valutare e progettare delle politiche per affrontare in modo migliore i rischi di inondazione causati dai fiumi negli agglomerati urbani in tutta Europa. Star-flood ha adesso raggiunto la fine del suo terzo pacchetto di lavoro (Work Package 3) di base, che ha visto i ricercatori studiare la gestione del rischio inondazioni nei Paesi Bassi, Belgio, Francia, Regno Unito, Polonia e Svezia sulla base di casi di studio su tre aree in ciascun paese. Un’analisi dettagliata è stata eseguita e, anche se i rispettivi rapporti non verranno ultimati prima della fine di settembre del 2015, alcuni fatti interessanti sono già emersi dai confronti effettuati tra i paesi, un processo che sarà al centro del quarto paccetto di lavoro (Work Package 4). Una delle questioni emerse è che, anche se tutti i paesi studiati da Star-flood sembrano aver compiuto degli sforzi per diversificare, abbinare e allineare delle Strategie per la gestione del rischio inondazioni, questi si sono dimostrati un compito arduo. “In molti casi, si è scoperto che il passaggio a una gestione del rischio inondazioni più diversificata era causato dalle azioni di agenti di cambiamento che facevano sentire il loro peso a favore di nuovi sviluppi o da eventi traumatici (ad es. Inondazioni),” spiega il team sul sito web del progetto. D’altro canto, essi menzionano anche le politiche e le norme nazionali relative alle inondazioni nel Regno Unito che “si è scoperto possedevano un certo livello di intrinseca flessibilità che ha portato a graduali cambiamenti nella gestione del rischio inondazioni.” In tutti i paesi si è scoperto che le azioni dei governi per affrontare i rischi inondazioni erano integrate da specifiche azioni locali portate avanti da attori delle autorità locali ma anche da aziende, attori della società civile e a volte dagli stessi residenti. Per il team di Star-flood, questo solleva la domanda fondamentale relativa al modo in cui queste iniziative possono essere agevolate al meglio, una questione che esamineranno nei prossimi mesi. Infine, il progetto evidenzia delle differenze nell’attuazione della Direttiva alluvioni. “Anche se tutti i paesi di Star-flood sono Stati membri dell’Ue che stanno applicando la direttiva Alluvioni dell’Ue (direttiva 2007/60/Ce), l’influenza relativa attribuita a questa direttiva differisce in modo molto marcato tra i paesi Star-flood. In Polonia, ad esempio, ci sono delle testimonianze del fatto che l’attuazione della Direttiva alluvioni abbia legittimato politiche e norme innovative. Nei Paesi Bassi, d’altro canto, anche se alcuni responsabili delle politiche accolgono con favore le mappe relative a pericolo di inondazione e rischio inondazione, in generale l’attuazione della direttiva Alluvioni è vista come un esercizio burocratico: essa è più vista come una formalizzazione del “tutto come prima” che non come un’opportunità di migliorare la gestione del rischio inondazioni,” spiega il team. L’analisi dei paesi segue il completamento del secondo pacchetto di lavoro (Work Package 2) del progetto nel novembre del 2013, in cui i ricercatori avevano sviluppato un quadro di valutazione per effettuare le analisi dei paesi e dei casi di studio. Il progetto è destinato a concludersi il 31 marzo 2016 con la pubblicazione di principi di progettazione per preparativi per la gestione del rischio inondazioni (Frga, Flood Risk Governance Arrangements) che siano idonei e resilienti. Per maggiori informazioni, visitare: Star-flood http://www.Starflood.eu/    
   
   
AMBIENTE - DELTA DEL PO E APPENNINO TOSCO EMILIANO RISERVE BIOSFERA UNESCO. IL PRESIDENTE BONACCINI: "UN RICONOSCIMENTO STRAORDINARIO, CHE CI PERMETTE DI ENTRARE NEI CIRCUITI TURISTICI INTERNAZIONALI E DI CONIUGARE LA TUTELA DEL TERRITORIO CON LO SVILUPPO ECONOMICO. UN ALTRO TASSELLO CHE AGGIUNGIAMO PER FARE DELL´EMILIA-ROMAGNA UNA REGIONE SEMPRE PIÙ EUROPEA".  
 
Bologna, 23 giugno 2015 - Coniugare la difesa dell’ambiente, della biodiversità e delle tradizioni storiche e culturali con lo sviluppo del turismo e la crescita dell’economia. Questa la sfida che attende le due nuove Riserve Mab (Man and the biosphere) dell’Unesco: il Delta del Po e l’Appennino Tosco Emiliano, che il 9 giugno scorso hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento internazionale entrando così a far parte delle 631 Riserve Mab Unesco al mondo, di cui solo 13 italiane. Ne hanno parlato oggi a Bologna il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’assessore alle Politiche ambientali Paola Gazzolo, il presidente del Parco del Delta del Po Emilia-romagna Massimo Medri e il presidente del Parco nazionale Appennino Tosco Emiliano Fausto Giovanelli,illustrando alla stampa le azioni che saranno intraprese per cogliere al meglio le grandi opportunità offerte al territorio da questo riconoscimento. “Vogliamo sempre più essere una regione europea e una regione europea in contatto con il mondo - ha affermato il presidente Bonaccini -. L’export sta volando, siamo primi in Europa per prodotti Dop e Igp, abbiamo tre città, Ferrara, Ravenna e Modena, che sono già state riconosciute Patrimonio mondiale dell’Unesco. Adesso due aree della nostra regione sono diventate Riserva Mab: un risultato straordinario, che ci permette di entrare in circuiti di promozione turistica internazionali e di coniugare la tutela del territorio, della cultura e delle tradizioni con lo sviluppo economico. Si tratta di luoghi che grazie alle loro eccellenze possono soddisfare un turismo sempre più alla ricerca del mix tra cultura, enogastronimia, ambiente e welness. Nella settimana dell’Emilia-romagna all’Expo – ha concluso Bonaccini – organizzeremo una promozione ad hoc e assieme a Toscana e Veneto lavoreremo per iniziative comuni di valorizzazione dei Mab”. “Quello ottenuto - ha aggiunto l’assessore Gazzolo - è un riconoscimento importantissimo per due aree che rappresentano il cuore del patrimonio naturale nella nostra regione e della via Emilia, ma è anche un punto di partenza. Vogliamo che diventi un’opportunità di internazionalizzazione turistica e di crescita economica del nostro territorio. Per farlo il primo passo è l’insediamento degli organismi di governance dei Mab in stretta relazione con Toscana e Veneto, poi la messa a punto di iniziative promozionali che sfruttino al meglio la vetrina di Expo, la pubblicazione di tutti i siti dell’Emilia-romagna riconosciuti dall’Unesco, per finire con una programmazione quinquennale di azioni su cui far convogliare le risorse europee”. Anche i presidenti dei due Parchi hanno sottolineato la necessità di mettere insieme natura ed economia: “Queste non sono solo aree da conservare - hanno affermato Medri e Giovanelli - ma in cui promuovere azioni di valorizzazione, qualificazione, fruizione e sviluppo. Ora inizia la sfida più difficile, ma noi siamo pronti”. Riserva Mab Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano Ha una superficie di 223.229 ettari. Interessa 38 comuni nelle province di Reggio Emilia, Parma, Modena, Massa Carrara e Lucca, 16 dei quali fanno parte del Parco Nazionale Appennino tosco emiliano (la superficie della riserva interessa un’area dieci volte più ampia di quella del Parco). Sorge tra i passi della Cisa e delle Forbici, dove i crinali boscosi che separano la Toscana dall´Emilia lasciano il posto a un ambiente di vera montagna. Le vette dell´Alpe di Succiso, del Monte Prado e del Monte Cusna superano i 2000 metri, le foreste lasciano il posto alle rocce, ai laghi e alle praterie d´alta quota. Più in basso, sul versante emiliano, l´inconfondibile Pietra di Bismantova domina il paesaggio con le sue pareti verticali. Vanta una straordinaria ricchezza di ambienti, dalle praterie alle brughiere a mirtillo alle vette più impervie; e ancora laghi, cascate, torrenti, pareti rocciose; animali come il lupo, il muflone, il capriolo, l´aquila reale e rarità botaniche che fanno di intere zone veri e propri giardini botanici naturali. Il valore turistico di quest´area naturale punta anche su prodotti e servizi di qualità, eccellenti strutture per le attività sportive e il relax. Nelle aree di collina, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma guidano una serie di 64 prodotti Doc, Igp e tradizionali che connotano il paesaggio e l’economia. Il Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano fu istituito nel 2001 per tutelare e valorizzare il suo patrimonio paesaggistico, culturale, agricolo, ambientale, produttivo e turistico. Con i fondi europei sono stati finanziati progetti di ricerca per la sostenibilità del turismo, la convivenza tra la presenza del lupo e le attività umane e la tutela delle Aree di interesse geologico dei Gessi Triassici. Con il Piano regionale di sviluppo rurale, il Porfesr e Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano è stata finanziata la realizzazione delle Porte e dei Centri visita del Parco e la tutela di biotopi di valore ambientale e scientifico. La candidatura a Riserva Mab Unesco è stata presentata in settembre 2014, in aprile 2015 sono state prodotte le integrazioni richieste, il 9 giugno 2015 a Parigi il Comitato internazionale ha riconosciuto l’Appennino Tosco Emiliano Riserva della Biosfera dell’Unesco. Riserva Mab Parco del Delta del Po Ha una superficie complessiva di 138.000 ettari, il 30% dei quali in Emilia-romagna estesi tra le provincie di Ferrara e Ravenna. I confini della Riserva includono le aree di Volano-mesola-goro; Centro storico di Comacchio; Valli di Comacchio. Il Parco è stato istituito con la legge regionale 27 del 1988. È una delle 5 macroaree protette dell’Emilia-romagna e comprende due riserve naturali regionali (Dune fossili di Massenzatica e Alfonsine), due riserve statali (Sacca di Belocchio e Pineta di Ravenna), oltre a numerose riserve naturali, aree di riequilibrio ecologico, paesaggi naturali protetti, 33 siti Rete Natura 2000. La maggior parte del territorio del Parco è stata riconosciuta come sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale: è composto da numerose zone umide, habitat costieri, cordoni dunosi, aree boscate e pinete ed è ricco di biodiversità per le sue specie animali (fauna, fauna minore, ittiofauna, uccelli, anfibi, rettili) e floristico vegetazionali. Il paesaggio del Delta è stato riconosciuto nel 1999 dall´Unesco paesaggio culturale di valore mondiale non solo per le sue riserve naturali, ma per la matrice ecosistemica complessiva. Negli ultimi dieci anni sono stati realizzati progetti finanziati con fondi europei con molteplici obiettivi: conservare le vaste aree umide, gli habitat e le rare specie di uccelli, anfibi e rettili che popolano le saline; tutelare gli ecosistemi creati dall´uomo per la produzione del sale in cui si sono ambientate diverse specie di avifauna protetta; rafforzare le politiche di prevenzione, lotta agli incendi e gestione delle emergenze. Con il Piano regionale di sviluppo Rurale sono stati finanziati numerosi interventi di forestazione che hanno interessato le Pinete di Marina di Ravenna, Cervia, Spina e Classe. La candidatura a Riserva Mab Unesco è stata presentata assieme al Veneto nel 2013, in settembre 2014 sono state inviate le integrazioni richieste e il riconoscimento ufficiale è arrivato il 9 giugno 2015. Le Riserve della Biosfera Unesco Sono 631 nel mondo, di cui 13 in Italia. Sono aree di ecosistemi terrestri, costieri e marini in cui, attraverso un´appropriata gestione del territorio, si coniugano la conservazione dell´ecosistema e la sua biodiversità con l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali. I principali obiettivi delle Riserve sono: conservare e rinnovare lo storico rapporto di equilibrio tra uomo e biosfera, minacciato dal progressivo abbandono e dai cambiamenti climatici; tutelare e conservare la biodiversità, la sostenibilità ambientale e l’agricoltura, valorizzando in particolare le produzioni di qualità e il biologico; incrementare la forestazione; valorizzare le tradizioni culturali e artigianali delle comunità locali; sviluppare e diffondere l’educazione ambientale; contrastare il dissesto idrogeologico; promuovere e sviluppare un turismo sostenibile. Il riconoscimento a Riserva della Biosfera Unesco non comporta alcun ulteriore vincolo di tipo urbanistico, ambientale e giuridico rispetto a quelli esistenti.  
   
   
INFRASTRUTTURE CRITICHE, MARONI: NOI CAPOFILA IN EUROPA  
 
Milano, 23 giugno 2015 - "Sono lieto di ospitare qui a Palazzo Lombardia la nascita di questa iniziativa, che è la prima d´Europa, per cui, ancora una volta, qui, in Lombardia, diamo vita una ´best practice´. Si tratta di un´iniziativa importante, perché le infrastrutture critiche, meritano un´attenzione speciale, riguardando funzioni fondamentali per la vita dei cittadini, come il trasporto o l´energia e, per questo, ringrazio il Politecnico, che ha voluto dare vita insieme a noi a questa iniziativa". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni durante il suo intervento di saluto nel corso dei lavori del convegno finale del progetto internazionale ´Miracle´. Miracle - Miracle (Multi-level Alignment of Regional Approaches to Critical Infrastructure Resilience by Learning from Experience) è un progetto di due anni finanziato dal Programma comunitario Cips 2012 (Prevention, Preparedness and Consequence Management of Terrorism and other Security-related Risks), il cui capofila è la Fondazione Politecnico di Milano, mentre la Regione Lombardia è partner insieme al Governo scozzese, la Protezione civile (Veiligheidsregio) del Kennemerland e la Società italiana Rgs (Risk Governance Solutions). Prima Esperienza - "Questa è la prima esperienza che viene fatta in Europa per mettere in atto - ha aggiunto Maroni - tutte quelle iniziative che servono per evitare incidenti, anche di carattere ambientale o geologico, che possano interferire con la vita dei cittadini".  
   
   
SICUREZZA: PROGETTO MIRACLE È PRIMO MATTONE  
 
Milano, 23 giugno 2015 - "Non solo concludiamo il progetto Miracle ma lanciamo un´ altra sfida, emersa dalla volontà di tutti i partners: fare in modo che tutto il lavoro svolto sino a ora non si concluda in questa giornata ma sia il primo mattone per la costruzione di una nuova associazione volontaria di regioni e governi, denominata Cirint.net (Critical Infrastructure Resilience International Network) con la partecipazione di vari organismi, a partire dai fondatori e sottoscrittori". Risultati Progetto - Lo ha detto Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione intervenendo a Palazzo Lombardia all´ evento in cui sono stati presentati i risultati raggiunti da Miracle (Multi-level Alignment of Regional Approaches to Critical Infrastructure Resilience by Learning from Experience). I Partner - Al progetto, finanziato dal programma Cips della Commissione Europea, hanno partecipato la Fondazione Politecnico di Milano in qualità di coordinatore, Rgs (Risk Governance Solutions), una Pmi specializzata nella consulenza in materia di governance del rischio, e tre enti pubblici: Regione Lombardia, Veiligheidsregio Kennemerlan (Olanda) e il Governo Scozzese, che nei rispettivi paesi sono responsabili della protezione di infrastrutture critiche. Prevenire Rischi E Proteggere Popolazioni - "E´ un´iniziativa ambiziosa - ha sottolineato l´assessore Bordonali - partito nel maggio 2013, poco dopo l´insediamento della giunta regionale presieduta dal presidente Roberto Maroni, con l´ obiettivo di sostenere le strategie per la protezione e la resilienza delle infrastrutture critiche regionali per sviluppare la capacità degli stati membri dell´ Ue nel prevenire, preparare e proteggere le popolazioni dai rischi connessi alla sicurezza". Affrontare Situazioni Di Crisi - Il termine ´resilienza´ comprende nello specifico una serie di misure e di procedure volte ad aumentare la capacità di affrontare situazioni di crisi (disastri ambientali, epidemie, attacchi terroristici, ecc.) che mettono a rischio la sicurezza delle cosiddette infrastrutture critiche, cioè di quei sistemi che forniscono servizi vitali per la società - cittadini e operatori economici - quali ad esempio energia, trasporto, telecomunicazione, acqua potabile, ma anche sanità e altre funzioni della pubblica amministrazione. E´ solo attraverso uno sforzo condiviso, sinergico e collaborativo tra soggetti pubblici e privati che un maggior livello di resilienza può essere raggiunto in contesti socio-economici sempre più globali e complessi. Esito Principale Miracle E´ Un Network - L´associazione Cirint.net (Critical Infrastructure Resilience International Network) è il risultato principale di Miracle. Inizialmente il Comitato Esecutivo della nuova associazione e il gruppo coordinatore saranno composti proprio dai partner che si sono impegnati attivamente nella realizzazione del progetto Miracle. Il Politecnico di Milano assumerà il ruolo di consulente scientifico di Cirint.net fornendo il proprio supporto e facendo da tramite con le istituzioni accademiche di tutto il mondo.  
   
   
SARDEGNA. TAVOLO GALLETTI-PIGLIARU, CONFRONTO SU EMERGENZE AMBIENTALI ISOLA  
 
Roma, 23 Giugno 2015 - Si è svolto al ministero dell’Ambiente il primo tavolo tecnico permanente di monitoraggio sulle criticità ambientali nell´isola, alla presenza del ministro Gian Luca Galletti e del presidente della Regione Francesco Pigliaru, con l´assessore dell´Ambiente Donatella Spano. Nel corso del confronto, cui hanno preso parte anche le strutture tecniche di ministero e Regione, è stato fatto il punto sul tema delle bonifiche dei siti industriali di Porto Torres e del Sulcis Iglesiente. Si è discusso della messa in sicurezza dell’area Vynils, collocata nel Sito d’Interesse nazionale di Porto Torres, su cui sono state sbloccate risorse per 1 milione e 300 mila euro. Sul Progetto Nuraghe presentato da Syndial, il cui valore è di circa 120 milioni di euro, è stata assicurata dal ministero la convocazione entro la metà di luglio della Conferenza dei Servizi, dopo che negli ultimi giorni è giunto il parere degli Enti Locali e, proprio nella giornata di oggi, dell’Ispra. Governo e Regione hanno poi concordato di rendere operativo il progetto di risanamento della falda di Portovesme, a carico delle aziende. Il progetto è anche propedeutico all’accordo tra Alcoa e Glencore sullo stabilimento dell’alluminio. Il ministro Galletti ha poi annunciato nel corso della riunione di aver siglato con il ministro della Difesa Roberta Pinotti un protocollo d’intesa volto a rafforzare la collaborazione per la sicurezza ambientale nelle aree militari. E’ stato infine avviato un confronto sulle tematiche legate ai calendari venatori dell’isola.  
   
   
SEVESO, ASSESSORE LOMBARDIA: DA RENZI 1,5 MLD PER ALLUVIONI E FRANE? A NOI NIENTE  
 
Milano, 23 giugno 2015 - "Chi li ha visti? Non è il titolo del noto programma televisivo, ma la domanda che porrò a Milano, nell´ambito della sua visita in Regione, al capo della struttura di missione del Governo Renzi, Erasmo D´angelis, che annuncia di aver speso 1,5 miliardi per riaprire 752 cantieri per il dissesto idrogeologico. In Lombardia non è arrivato praticamente nulla". Lo dice Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo, commentando i dati diffusi a Roma da Erasmo D´angelis relativamente a frane e alluvioni e in vista del convegno in programma oggi, alle ore 9,30 al grattacielo Pirelli dove è previsto proprio un confronto tra Beccalossi e D´angelis. Basta Giochi - "Basta con il gioco delle tre tavolette - aggiunge Viviana Beccalossi -, in Lombardia siamo abituati a ragionare con i fatti concreti e non con promesse ripetitive o alchimie contabili che trasformano vecchi finanziamenti in novità propagandistico-elettorali. Anche perchè se venissi smentita e il Governo dimostrasse che 1,5 miliardi sono stati realmente distribuiti tra le Regioni, beh allora la cosa sarebbe ancor più preoccupante e significherebbe che alla Lombardia non sono state destinate risorse". Speriamo In Atto Concreto Del Governo - "Domani .- annuncia l´assessore Beccalossi - ribadirò al massimo rappresentante del Governo Renzi che in materia di dissesto idrogeologico Regione Lombardia e Comune di Milano stanno ancora aspettando i 100 milioni per le infrastrutture necessarie alla messa in sicurezza del Seveso, fiume che provoca i ripetuti allagamenti della città e che solo nell´ultimo anno è esondato sette volte". "Spero che D´angelis - conclude Viviana Beccalossi - dopo tante promesse, questa volta ci stupisca e arrivi a Milano con l´assegno garantito da ormai più di un anno".  
   
   
AMBIENTE: FVG PROTAGONISTA NELLA "RIVOLUZIONE VERDE"  
 
Trieste, 23 giugno 2015 - "L´enciclica del Pontefice - ha commentato l´assessore regionale all´Ambiente, Sara Vito, a margine degli Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio svoltisi oggi a Roma - ha segnato il punto di svolta: i cambiamenti climatici sono un´improrogabile responsabilità di tutti così come l´ambiente è un bene comune". "Non c´è più tempo da perdere, adesso serve agire - ha evidenziato Sara Vito, sposando pienamente i moniti lanciati anche dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell´Ambiente francese, Segolene Royal - con il Friuli Venezia Giulia pronto a fare la sua parte in questa Rivoluzione Verde, lieto di poter contribuire attraverso azioni sinergiche e propedeutiche alla difesa del territorio". Vito, presente all´appuntamento romano in rappresentanza della Regione, ha ricordato come questa fosse la prima tappa italiana in vista di Onu Cop21, l´incontro mondiale in programma a fine anno a Parigi per definire il nuovo accordo globale tra quasi 200 Paesi per il raffreddamento della temperatura terrestre, mantenendola entro i due gradi rispetto ai livelli preindustriali. "Noi - ha sottolineato - abbiamo inserito le problematiche ambientali al centro di programma e attività di Governo, consci che solo attraverso l´impegno di tutti, dai cittadini alle istituzioni, potremo trovare una soluzione adeguata per la salvaguardia del pianeta". "Rimanere fermi sarebbe immorale e distruttivo - ha aggiunto Vito - e il danno diventerebbe irreversibile. In campo industriale, ad esempio, le aziende migliori sono quelle che stanno investendo sulla green economy. Indietro non si torna, questo deve essere chiaro".  
   
   
MALTEMPO FEBBRAIO 2015 - APPROVATO DALL´AGENZIA DI PROTEZIONE CIVILE IL PIANO DI INTERVENTI PER 13,8 MILIONI. DALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA STANZIATI ULTERIORI 12,6 MILIONI.  
 
Bologna, 23 giugno 2015 - 26 milioni e 400 mila euro per finanziare 555 interventi di messa in sicurezza del territorio colpito dal maltempo di inizio febbraio. È stato infatti approvato dall’Agenzia regionale di Protezione civile il Piano degli interventi urgenti che autorizza finanziamenti per 13 milioni e 800 mila euro. A queste risorse, assegnate in marzo dal Governo a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, si aggiungono 12,6 milioni appena stanziati dalla Giunta regionale. “Lo avevamo garantito e ora raddoppiamo le risorse destinate alla messa in sicurezza del territorio - afferma l’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo -. Agli oltre 5 milioni che nei primi giorni dopo l’evento stanziammo per la gestione dell’emergenza, ne aggiungiamo altri 12,6. Si tratta di uno sforzo straordinario, fatto per dare risposta ai gravi disagi subiti dalla popolazione: frane, strade interrotte, danni ad abitazioni e infrastrutture. Adesso a disposizione ci sono oltre 26 milioni di euro, che consentono di eseguire o ultimare centinaia di lavori urgenti”. Gli interventi riguardano in particolare: assistenza alla popolazione, immediato ripristino dei servizi pubblici (ad esempio municipi e scuole) e della viabilità interrotta; lavori urgenti a difesa degli abitati per il rientro della popolazione sfollata; risistemazione delle reti fognarie e degli argini danneggiati dalle piene; ripristino della funzionalità di infrastrutture e impianti gestiti da Consorzi di bonifica o aziende operanti nel settore della pubblica utilità. “Tutti gli interventi definiti nel Piano sono stati individuati e condivisi con le Province - conclude Gazzolo -. E poiché dalla ricognizione dei danni è emerso un aggravamento dei dissesti, abbiamo già inviato al Governo la richiesta di ulteriori fondi”. Nel Piano vengono anche definiti i criteri, le modalità e i termini per la presentazione delle domande e l´erogazione dei contributi per l’autonoma sistemazione dei nuclei familiari sfollati dalla propria abitazione in seguito al maltempo. C’è tempo fino al 31 luglio 2015 per presentare domanda al Comune nel cui territorio si trova l’abitazione sgomberata. Il provvedimento interessa i cittadini che alla data degli eventi calamitosi risiedevano anagraficamente e dimoravano abitualmente nell’abitazione sgomberata con ordinanza. Risorse e interventi complessivi nelle singole province Per la provincia di Piacenza sono stati finanziati 48 interventi per un totale di circa 2 milioni e 500 mila euro. Tra i più rilevanti: la messa in sicurezza della strada comunale di Vernasca, del Torrente Guardarabbia nel territorio comunale di Travo a salvaguardia di alcuni centri abitati, lavori urgenti di sistemazione idrogeologica a Ferriere e sulla strada provinciale 586 di Val d´Aveto a Farini. A questi si aggiungono lavori urgenti sulla strada provinciale 23 del Parco a Morfasso, sulla strada provinciale 52 di Cariseto a Cerignale, sulla strada provinciale 65 di Caldarola, nel comune di Bobbio, e nel comune di Ferriere è stato finanziato l´intervento di completamento della variante Casale-salsominore. In provincia di Parma sono 71 gli interventi per un ammontare di circa 2 milioni e 600 mila euro, tra cui le opere di drenaggio per raccolta e smaltimento acque nel comune di Fidenza, interventi sulla viabilità comunale del capoluogo parmense, lavori per il ripristino della strada di bonifica Scorza-case Baccarini a Berceto e interventi di messa in sicurezza per una frana nel comune di Bardi. Inoltre sono previsti interventi di ripristino di arginature di difesa della vasta zona del territorio del comune di Mezzani; a Neviano degli Arduini primi interventi di somma urgenza sul versante e ripristino della carreggiata stradale. Lavori di messa in sicurezza idraulica nel tratto del fosso delle Andrelle nel comune di Palanzano e completamento degli interventi per la realizzazione di una pista d’emergenza sulla variante stradale Val Bardea nel comune di Tizzano. In provincia di Reggio Emilia sono stati assegnati 3 milioni e 100 mila euro per 93 interventi. I lavori più rilevanti riguardano il consolidamento della Pietra di Bismantova colpita da una frana il 13 febbraio scorso, il ripristino della strada comunale via Terrasanta località Cà del cavo a Castelnovo Monti e interventi di messa in sicurezza a seguito di movimenti franosi nei comuni di Vetto, Vezzano sul Crostolo, Viano, Baiso e Scandiano. È inoltre previsto il consolidamento della strada provinciale 107 nel comune di Baiso, interventi urgenti sulla frana in località Quercioli - Le Macchie - Colombaia, nel comune di Carpineti; a San Polo sulla strada provinciale 513 intervento urgente di ripristino delle opere di regimazione mediante scogliera in massi; opere di sostegno ad Albinea sulla strada provinciale 63 e sistemazioni a sostegno delle scarpate sulla provinciale 74 a Vezzano sul Crostolo. Nella provincia di Modena sono stati individuati 61 interventi per un totale di oltre 2 milioni e 700 mila euro. Tra i più rilevanti quelli di messa in sicurezza delle strade nei comuni di Montese, sulla strada provinciale 27 della Docciola e nei comuni di Palagano, Marano sul Panaro, Polinago, Riolunato. A Maranello si interviene con il ripristino e la messa in sicurezza della careggiata della strada provinciale 41 in località Cresta del Gallo, a Montese si prevede la realizzazione di un’opera di sostegno del corpo stradale sulla provinciale 27; sulla provinciale 24 a Palagano intervento di consolidamento della corsia di valle in località Costrignano. 68 gli interventi in provincia di Bologna, per un totale di 2 milioni e 200 mila euro. Si tratta in prevalenza di lavori sulle strade comunali, i più rilevanti a Castel D´aiano, Monzuno, Marzabotto e interventi di ripristino sul Savena a Malalbergo e Minerbio. A Monterenzio si lavora al ripristino della strada comunale via Monterenzio Chiesa. A Monte San Pietro intervento di ripristino della strada comunale via Landa; a Sasso Marconi in via Rasiglio 35 sistemazione frana lato a valle della carreggiata e intervento di movimentazione in alveo e risagomatura delle sponde sul Torrente Samoggia. In provincia di Ferrara sono stati autorizzati 32 interventi per un totale di 1 milione e 250 mila euro, tra cui quelli nel comune di Comacchio per il ripristino delle arginature a difesa dei centri abitati, di messa in sicurezza del canale consortile Fossetta val d´Albero vicino la strada provinciale 2 e sul tratto arginale del Po di Primaro su cui insiste la strada provinciale 7, entrambi nel capoluogo ferrarese. Nel Comune di Goro è previsto un intervento di escavazione del canale marino di accesso al porto regionale e turistico; a Comacchio si lavorerà al ripristino delle arginature di valle a difesa delle abitazioni retrostanti, mentre ad Argenta è in programma la demolizione e la ricostruzione del ponte in via Xxiv Maggio 1918. In provincia di Ravenna sono stati finanziati 83 interventi per un importo di 3 milioni e 400 mila euro. Tra i più rilevanti quelli per il ripristino e la messa in sicurezza del litorale del comune di Ravenna e le opere di ripristino e consolidamento a Fosso Ghiaia. Messa in sicurezza delle strade comunali Cà Budrio e Cestina nel comune di Casola Valsenio, interventi urgenti sulla rete di scolo a Cervia, lavori di ricostruzione degli argini in sabbia a protezione dei Lidi di Dante, Adriano e Classe, opere di innalzamento dell´argine sinistro del Canale Madonna del Pino a Cervia. A Casola Valsenio si eseguiranno indagini geologiche e i primi interventi di messa in sicurezza del campo sportivo; a Faenza interventi di ripristino della scarpata di via Mercanta e via Rio Biscia e risagomatura dei fossi di raccolta delle acque. Nel capoluogo programmati lavori di somma urgenza per il ripristino dei ponticelli via Viazza e via Macoda. In provincia di Forlì-cesena sono stati finanziati 50 interventi per un ammontare di oltre 4 milioni e 200 mila euro. Tra i più consistenti: gli interventi di messa in sicurezza sulla strada provinciale 47 Predappio-rocca San Casciano, sulla strada provinciale 20 a Tredozio e sulla viabilità a Bagno di Romagna, Predappio e Rocca; interventi urgenti sulle Porte Vinciane a Cesenatico e opere di sistemazione del fiume Ronco nel comune di Forlì. A Borghi previsti interventi urgenti di messa in sicurezza del versante a protezione della Piazza e dell´abitato di Tribòla, a Cesena in località Roversano interventi di ripristino della viabilità mediante opere di protezione della scarpata. A Modigliana messa in sicurezza e ripristino della strada provinciale 20 e a Predappio intervento di somma urgenza per il ripristino della viabilità sulla strada provinciale 3 “Rabbi”. In provincia di Rimini sono stati autorizzati circa 3 milioni e 300 mila euro per un totale di 47 interventi. Tra questi, lavori urgenti di sistemazione della Via Serra a Verucchio per una frana che aveva isolato alcune famiglie, il dragaggio del porto e la pulizia del fiume Uso a Bellaria-igea Marina, opere di sistemazione della viabilità e dell´arenile a Misano Adriatico, interventi di consolidamento dei versanti a Saludecio. A Sant´agata Feltria saranno realizzate opere di messa in sicurezza della strada provinciale 8 e analoghi interventi sono previsti a Verucchio sulla strada provinciale 32. A Mondaino intervento urgente di sistemazione del versante con realizzazione di opere di contenimento strutturale della via Fonte Leali. La Regione ha anche concesso 450 mila euro al Consorzio di Bonifica della Romagna per opere di ripristino dei tratti arginali del Torrente Rigossa a Gambettola nel forlivese e, a Forlì, per il ripristino delle sezioni d’alveo e della funzionalità idraulica dei canali Tratturo di Villafranca, Centole, Fossatello, Lama di Villafranca e Tratturo di Branzolino. L’elenco degli interventi suddivisi per provincia è disponibile sul sito dell’Agenzia regionale di Protezione civile  
   
   
"TERRITORIO SICURO", AVVISO PUBBLICO PER LA CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI. MOLISE: 500 MILA EURO LA DOTAZIONE FINANZIARIA  
 
Campobasso, 23 giugno 2015 - Difesa del patrimonio agrosilvopastorale e conservazione dell´ambiente, la Giunta regionale ha approvato, ai fini dell´attuazione del progetto "Territorio sicuro", l´avviso pubblico per la concessione di contributi relativi alla redazione dei piani di assestamento e gestione dei beni silvopastorali: di mezzo milione di euro la dotazione finanziaria. Lo comunicano il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, e l´assessore all´agricoltura, Vittorino Facciolla. "Interveniamo con un finanziamento importante per la messa in sicurezza del nostro territorio - dichiarano Frattura e Facciolla -. Con l´avviso pubblico intendiamo procedere condividendo gli interventi di forestazione e pianificazione. Tuteliamo così una delle principali ricchezze del nostro Molise, il patrimonio agrosilvopastorale e ambientale". I beneficiari, quali soggetti proponenti, sono i Comuni, le Unioni dei comuni e i Consorzi forestali della Regione. L´importo del contributo massimo concedibile non potrà superare il 70 percento della spesa ritenuta ammissibile. Le istanze di finanziamento dovranno essere inviate, secondo le indicazioni previste nell´avviso pubblico, entro il 60mo giorno successivo alla data di pubblicazione sul Burm e dovranno essere indirizzate a Regione Molise - Assessorato alle politiche agricole e forestali- Direzione area seconda- Servizio tutela e valorizzazione della montagna e delle foreste, biodiversità e sviluppo sostenibile, via Nazario Sauro, 1- 86100- Campobasso. L´avviso pubblico, comprensivo di tutti gli allegati e disponibile sul Burm, pubblicato in data 17 giugno 2015, in edizione straordinaria, è scaricabile dal sito www.Regione.molise.it , nella sezione ´Avvisi´ e nell´area tematica ´Agricoltura e foreste´, sezione ´Politiche forestali´.  
   
   
SISMA MANTOVA, MARONI: MANIFESTAZIONE INTERESSE RICOSTRUZIONE CENTRI STORICI  
 
Milano, 23 giugno 2015 - Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha firmato tre nuove Ordinanze in favore dei territori colpiti dal sisma del 2012, in qualità di commissario delegato per l´emergenza. In particolare, con l´Ordinanza n.110 si dà incarico alla struttura commissariale regionale di raccogliere le manifestazioni di interesse dei Comuni per la ricostruzione dei centri storici maggiormente danneggiati dal terremoto, attraverso l´adozione di una specifica pianificazione, anche con il convenzionamento con privati che intervengano nel processo ricostruttivo. Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate fino al 30 settembre 2015. Proseguono inoltre i lavori di istruttoria svolti dalle Direzioni generali regionali per il sostegno economico alle imprese danneggiate dal sisma per il ripristino delle attività. Con le Ordinanze n.105 e 106 si procede alla concessione e alla rideterminazione di contributi, per un valore complessivo di circa 500.000 euro, per imprese del settore Commercio e servizi. Firmata Ordinanza Per Controllo Su Ricostruzione - Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha firmato, in qualità di commissario delegato per l´emergenza sisma, l´Ordinanza n.107, ´Determinazioni finalizzate alla disciplina delle modalità di controllo sugli interventi a valere sulle Ordinanze n.15 e 16´. Con l´Ordinanza si forniscono le prime indicazioni circa le modalità di controllo sulla corretta esecuzione degli interventi di ripristino delle abitazioni civili per le quali è stato chiesto e o ottenuto il contributo. In particolare, viene stabilito che tutti gli interventi, già finanziati o ancora in istruttoria, debbano essere assoggettati a puntuale verifica anche mediante sopralluogo obbligatorio da parte del Comune di riferimento.