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GIOVEDì

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Notiziario Marketpress di Giovedì 04 Novembre 2004
Web alimentazione e benessere
IL PANIFICIO INTELLIGENTE NEL 2004 È NATO IL CONNUBIO TRA ASEM E ORIPAN, AZIENDA SPECIALIZZATA NELL’AMBITO DELL’ASSISTENZA E DELL’AUTOMAZIONE DEI PANIFICI.  
 
Introdurre le nuove tecnologie nel mondo della panificazione. E’ questo l’impegno costante di Oripan, azienda con sede nella Z.a. Di Tione (Tn), specializzata nell’ambito dell’assistenza e dell’automazione dei panifici. Oripan è entrata sul mercato nel 1989, per iniziativa di Francesco Franchini, imprenditore noto per la sua decennale esperienza nel settore e negli anni è cresciuta di pari passo con le nuove esigenze dei panificatori di migliorare e rendere la produzione più efficiente ed economica. L’attività e l’impegno di Oripan sono stati premiati nel 2004 con il marchio “Trentino”, un prestigioso attestato di stima da parte delle istituzioni provinciali. Un’attenzione costante verso le nuove tecnologie informatiche ed una continua ricerca di sistemi sempre più innovativi hanno consentito all’azienda di diventare leader nel settore. Non a caso, sempre nel 2004, è nato il connubio tra Oripan e Asem: la storica casa produttrice affiancherà infatti l’azienda trentina quale partner tecnologico per quanto concerne i Pc industriali, nel costante impegno ad introdurre le nuove tecnologie nel mondo della panificazione. “Una collaborazione che porterà i suoi frutti in termini di qualità, affidabilità e continua ricerca di soluzioni sempre più innovative”, precisa il titolare Francesco Franchini. Il Pc industriale nei panifici Un interrogativo accompagna da sempre l’operato di Oripan: è possibile coniugare le più moderne tecnologie informatiche, Internet compreso, con i ritmi compassati dell’antico mestiere del fornaio? La risposta a questa domanda sta nei prodotti Oripan che hanno ottenuto maggior successo sul mercato: Libra, Mix Pan e Visual Pan. “Una delle prime difficoltà che si sono presentate è stata quella di installare un Pc in un ambiente ostile come quello di un panificio, dove polveri, farine, temperature elevate e umidità, oltre alle normative di legge (grado di protezione elettrico) costituiscono insidie di non poco conto”, spiega Franchini. Per questo, dopo accurate valutazioni ed un intenso lavoro di progettazione è nata la colonnina Touch Tower, che semplifica e razionalizza l’uso del Pc nel settore della panificazione, venendo incontro alle esigenze di controllo e precisione del panificatore. Touch Tower rappresenta la piattaforma ideale per supportare i software prodotti dalla Oripan in presenza di polveri o di temperature elevate. Tutto questo grazie ad un elevato grado di protezione elettrica e ad un condizionatore integrato, capace di mantenere stabile la temperatura interna del sistema. L’adozione di un Pc industriale dotato di Touch Screen (Ws 410 15” nel caso specifico) evita poi l’uso di mouse e di tastiera esterna, aumentandone la facilità d’uso e l’affidabilità. La struttura esterna interamente in acciaio inox Aisi 304 e la cura nella progettazione permettono una semplice pulizia, assicurando resistenza ed un’ottima igiene, fattore indispensabile per un panificio. Una bilancia elettronica integrata , progettata dai partner Oripan, permette infine di svolgere tutte le operazioni di pesatura con la massima velocità e sicurezza nel rispetto delle normative vigenti. Gestire i processi di distribuzione Libra è un software che permette di gestire tutti i processi di distribuzione del pane attraverso il Pc industriale Ws 410 dotato di Touch Screen inserito nella colonna Touch Tower ed è quindi adatto per operare all’interno del panificio. Attraverso il collegamento ad una speciale bilancia elettronica memorizza il peso reale che verrà in seguito riportato sulla bolla del cliente: questo permette di pesare il prodotto con assoluta precisione, consentendo di venderlo al prezzo corretto, senza omaggiare il cliente delle differenze in percentuale di peso (circa 8-12%) come si verifica con i normali mezzi di pesatura. Analizzando i dati presenti negli ordini, Libra segue l’operatore e indica automaticamente località , tipi di prodotti e quantità da consegnare. L’addetto non deve fare altro che attenersi scrupolosamente alle indicazioni impostate a video, senza il rischio di sbagliare i quantitativi richiesti o dimenticare prodotti. Al termine della distribuzione, la stampa delle bolle avviene in modo automatico. La distribuzione può essere effettuata per diversi parametri, per tipo di prodotto o per cliente, filtrando per giro, zona o tipologia del cliente. Oltre all’accuratezza della pesatura e dei riferimenti in bolla, un sistema di questo tipo offre molteplici vantaggi: permette di velocizzare notevolmente la procedura di distribuzione e soprattutto, data la facilità di impiego, consente di affidare immediatamente la distribuzione del pane anche a nuovi addetti privi di esperienza. Visual Pan è un software gestionale per panifici, nato per sposare le necessità organizzative dei fornai con le nuove tecnologie e che si integra in modo trasparente con Libra. “Un orizzonte nuovo alla portata di tutti, che risponde con la semplicità dell’applicativo (grazie all’utilizzo di grafiche accattivanti ed intuitive) alle difficoltà organizzative di un panificio”, spiega il titolare di Oripan. Visual Pan, progettato su proposta di tre fornai, si è subito imposto come leader di prodotto; il software è in continua evoluzione, sempre testato in stretta collaborazione con i clienti dell’azienda trentina. La piattaforma Visual Pan dispone, oltre che della normale gestione contabile, di moduli interni al software (gestione personale, gestione Hccp, scadenziario automezzi, gestione cartellini del pane, ecc.) e applicativi esterni (distribuzione del pane, gestione impasti, tracciabilità del prodotto, ordini web, gestione silos e Hccp farine, ecc.) che riducono i tempi di lavoro e aumentano l’affidabilità aziendale, elemento assolutamente indispensabile oggi per essere competitivi sul mercato. Un software per gli impasti Mix Pan è un nuovo strumento di lavoro, pensato per essere di aiuto al fornaio, che supplisce alla mancanza di personale qualificato con un software di nuova concezione, gestendo tutte le fasi di preparazione degli impasti. In continua comunicazione con la rete visualizza la lista impasti di Visual Pan in modalità grafica, rendendola intuitiva e utilizzabile senza tastiera esterna. Con la lista impasti si suddividono progressivamente i vari quantitativi e le tipologie di impasto nelle macchine da utilizzare, rendendoli pronti per la fase finale di lavorazione. Nel passaggio successivo il software guida l’operatore nella realizzazione della ricetta, impostando i prelievi dei silos di farina e calcolando il dosaggio e la temperatura dell’acqua (Mix Pan dispone di due sonde di temperatura e una di umidità). Di seguito è possibile visualizzare in successione i quantitativi di tutti i micro ingredienti presenti nella ricetta (calcolati in percentuale sull’impasto) che l’operatore provvederà a pesare singolarmente tramite la bilancia annessa alla Touch Tower. Uno dei grandi vantaggi di Mix Pan è quello di ottenere uno standard di qualità e ripetibilità dell’impasto evitando errori di dosaggio o distrazioni dell’operatore. Questo avviene grazie all’inserimento delle varie impostazioni (capacità impastatrice, coefficiente di riscaldo pasta, tempi di impasto, ecc.) che Mix Pan usa nei propri calcoli abbinandoli alle varie condizioni ambientali, fornendo anche all’operatore meno esperto la giusta miscela di farine, temperature, tempi di impasto. Per sua stessa natura la farina, soggetta a cambiamenti dei valori organolettici e variazioni cicliche di assorbimento idrico, risulta poco adatta ad essere standardizzata. Per questo motivo Mix Pan verifica la condizione dell’impasto e in caso di non riuscita dello stesso provvede, in collaborazione con l’operatore, alla rettifica della ricetta. Questa viene memorizzata in uno speciale registro, così da essere disponibile per gli impasti successivi. “Anche Mix Pan è adatto a lavorare in ambienti ostili - aggiunge Franchini - grazie alla tecnologia Touch Tower e ai computer industriali dotati di Touch Screen di Asem, noti per la loro affidabilità e praticità di utilizzo”. “Il futuro della panificazione è il panificio intelligente - conclude il titolare di Oripan -. Basta un pulsante per ‘cambiare stile di lavoro’, rendendolo più efficiente e nello stesso tempo più remunerativo: tutto questo è possibile grazie ad un sistema di gestione automatizzata degli impianti di produzione nel panificio”. Scalabilità di prestazioni Oripan integra sulle proprie macchine i Pc industriali Ws400 15” di Asem. Ws 400 è l’innovativa famiglia di Pc industriali Asem pensata per fornire la più ampia scalabilità di prestazioni, funzionalità e prezzo. La serie Ws 400 è basata sulla Cpu “all in one” Asem 821 per processori delle famiglie Celeron e Pentium Iii fino a 1,4 Ghz, progettata secondo una struttura modulare che consente di ottenere sempre la giusta soluzione per ogni esigenza di automazione. L’utilizzo innovativo di materiale plastico per i pannelli frontali permette di utilizzare in modo più ergonomico e funzionale le periferiche e i dispositivi di controllo, nonché una notevole riduzione dell’ingombro del modulo Pc grazie all’integrazione del display Lcd all’interno del pannello frontale. Un’interfaccia Usb è disponibile frontalmente, protetta da apposita chiusura in gomma (Ip65). Tutti i modelli della famiglia Ws400 sono disponibili con tastiera estesa con un’inclinazione di 35° rispetto alla verticale, per una migliore ergonomia di utilizzo. Tale inclinazione consente di alloggiare sotto la tastiera le unità Floppy Disk e Cd-rom ad accesso frontale, protette da apposito sportellino (Ip 65), nonché l’interfaccia Ps2 per la tastiera.  
   
   
ANCHE I PRODUTTORI EQUOSOLIDALI NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI CONAPI  
 
L’assemblea dei soci di Conapi, Consorzio Apicoltori e Agricoltori-biologici Italiani, ha rinnovato a Loiano (Bologna) il proprio Consiglio di Amministrazione, dando così tangibilità anche nella propria dirigenza agli ampliamenti di prospettive e contenuti decisi nel corso degli ultimi due anni. Il consorzio aveva avviato infatti nel 2002 l’apertura ad altre produzioni oltre al miele, del quale è leader nazionale, accogliendo al suo interno, in particolare, coltivatori biologici italiani di cereali e cooperative di produttori biologici ed equosolidali dell’America Latina. Fondato nel 1983, con un bilancio consolidato di 29 milioni di euro e una base sociale ricca e complessa (composta da circa duecento aziende agricole italiane e nove realtà latinoamericane formate tutte da piccoli produttori) il Conapi si conferma una delle più significative organizzazioni cooperative italiane, fortemente radicata sul territorio (la sua sede è a Monterenzio, sulle colline bolognesi, e i suoi soci italiani sono attivi su tutto il territorio nazionale, dalla Sicilia al Piemonte) ma con un respiro internazionale. Il consorzio è infatti fra i promotori dell’Associazione Cooperative Sin Fronteras, organizzazione transnazionale composta da una decina di realtà biologiche ed equosolidali che in diversi paesi sono impegnate a promuovere relazioni commerciali paritarie, nel segno della tipicità e della valorizzazione dei luoghi di origine. Proprio a questo scopo l’assemblea dei soci ha eletto nel Consiglio di Amministrazione Hugo Valdes, gerente dell’Associazione Cooperative Sin Fronteras, nonché Daniele Manzo, produttore di riso biologico nel vercellese, e Manlio Pugliese, apicoltore di Novellara (Reggio Emilia). Assieme ai consiglieri confermati nel loro incarico (Gianluca Faraone, Antonino Pistorio, Nicola Tieri, Antonio Gigliotti, Guido Zanelli, Mauro Zarri, il vicepresidente Marco Nocci e il presidente Lucio Cavazzoni) sono tutti chiamati a rendere effettivi gli indirizzi dati dall’assemblea. Nel corso del dibattito, al quale sono intervenuti anche alcuni soci latinoamericani, si è infatti discusso di qualità e tipicità dei prodotti, indicando fra i futuri impegni del consorzio la creazione di alcune commissioni permanenti. La prima di queste si dovrà occupare della partecipazione dei soci a un programma di sviluppo territoriale che valorizzi la qualità del miele, dei prodotti agricoli e della biodiversità e che favorisca gli scambi di informazioni sulle iniziative di salvaguardia ambientale. “L’obiettivo finale di questo percorso di sviluppo territoriale – spiega il confermato presidente di Conapi, Lucio Cavazzoni - sarà giungere alla stipula di un vero e proprio contratto di qualità fra produttori e consumatori”. E’ stata inoltre decisa l’attivazione di gruppi di lavoro dedicati alla sviluppo della filiera cerealicola e all’implementazione del settore equosolidale. Particolare attenzione verrà dedicata nel mesi futuri anche al coinvolgimento dei soci sia nelle politiche di comunicazione, che nella gestione amministrativa (controllo di gestione) del consorzio, con la creazione di due ulteriori apposite commissioni. Allo scopo l’assemblea ha già fissato per il prossimo marzo un incontro di approfondimento di ogni singolo tema.Infolink: www.Conapi.it  
   
   
SAPORIPIEMONTESI.IT /TIPICAMENTE ON LINE: ENOGASTRONOMIA PIEMONTESE  
 
 In Rete saporipiemontesi.It è un progetto promosso dalla Regione Piemonte in accordo con Confcooperative-fedagri e Anca Legacoop Nord-ovest, con l’obiettivo di realizzare un sito internet per il commercio elettronico dei prodotti tipici della cooperazione agricola piemontese e la diffusione della cultura eno-gastronomica regionale. Il progetto interpreta le più moderne tendenze dei consumatori e rende fruibili attraverso la rete i valori della cultura enogastronomica piemontese; lo scenario dell’e-commerce enogastronomico italiano ha offerto infatti spunti di riflessioni positivi per l’avvio dell’iniziativa. Nel 2003, secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Italiano e-commerce di Anee/assinform, il valore complessivo delle transazioni ha raggiunto i 1.202,60 milioni di euro e per il 2004 si prevede di giungere a 2.373,00 milioni di euro. Il solo settore agroalimentare rappresenta l’11% del fatturato totale, a conferma delle nuove abitudini di acquisto degli Italiani. Nel panorama dell'e-commerce italiano, tra le regioni più attive, il Piemonte si colloca al quinto posto con l’8,9% del totale dei siti di commercio elettronico nazionali. Grande attenzione è stata posta da saporipiemontesi.It anche allo studio del profilo degli acquirenti on-line. Questi sono ormai 1,647 milioni e rappresentano circa il 10% degli utenti di internet in Italia. Prevalentemente uomini (61% contro il 39% delle donne), destinano mediamente 730,3 euro all’anno agli acquisti in rete. La loro età media è di 35,2 anni. I principali vantaggi percepiti dagli acquirenti on line sono rappresentati dalla possibilità di eliminare le lunghe code alle casse e il problema del parcheggio, la comodità di ricevere la merce a domicilio e la facilità dell’acquisto on line. A loro, le oltre 60 cooperative aderenti a saporipiemontesi offrono con un semplice click un’ampia gamma di prodotti tipici, di cui il 32% è rappresentato da vini, il 19% da prodotti caseari e il 16% da distillati. A questi si aggiungono carni, preparati sotto vetro, dolci, miele e vegetali, oli, tisane e fiori. Uno dei principali punti di forza dell’iniziativa è sicuramente l’alta qualità dei prodotti, volta a soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più attento ed informato: il 25% dei prodotti offerti da saporipiemontesi.It è garantito da certificazione regolamentata (Doc, Dop, Igp e Stg), il 13% è sottoposto a certificazione volontaria (Uni 110939:2001). Da queste analisi e dal conforto di due anni di sperimentazione, nasce il progetto per il nuovo sito saporipiemontesi.It, con l'obiettivo ambizioso di diventare in breve un punto di riferimento per l'enogastronomia on-line.  
   
   
IL LARDO ALLE ERBE DI SAURIS CONQUISTA IL QUIRINALE  
 
Non capita tutti i giorni di poter far assaggiare la qualità dei prodotti friulani al Presidente della Repubblica in persona. Questo onore è invece toccato al prosciutto di Sauris che è stato protagonista, insieme allo speck e ad altri importanti prodotti della gastronomia friulana, di un buffet per 200 persone organizzato nei saloni del Quirinale al termine delle premiazioni del “Progetto ragazzi”, un concorso nazionale indirizzato agli studenti delle ultime classi delle scuole professionali d’Italia coordinato dalla preside dell’Istituto “B. Stringher” di Udine Enrica Mazzuchin. Dopo la felice esperienza del 2003, grazie alla collaborazione avviata tra l’Istituto professionale “B. Stringher” e il prosciuttificio Wolf di Sauris, per il secondo anno consecutivo i salumi della Val Lumiei hanno deliziato i palati dei presenti alla cerimonia di premiazione, tra cui anche il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ha degustato il prosciutto di Sauris offerto direttamente da Claudio Pravato, responsabile delle pubbliche relazioni della Wolf. Il buffet romano, professionalmente allestito dai docenti di cucina dell’Istituto “Stringher” Vincenzo Occhipinti e Flavio Screm su un sontuoso tavolo lungo oltre 20 metri, si è trasformato in una prestigiosa vetrina per presentare “ufficialmente”, dopo l’apprezzata anteprima al Salone del gusto di Torino, l’ultimo nato in casa Wolf: il lardo di Sauris alle erbe. “Per realizzarlo – spiega Claudio Pravato - abbiamo attinto da antiche ricette locali trovate in paese e abbiamo lavorato a lungo per ottenere il giusto equilibrio tra affumicatura, stagionatura e presenza di sale”. Il nuovo prodotto è già in commercio ed è stato particolarmente apprezzato nel corso del rinfresco al Quirinale. Nella cerimonia romana è stato inoltre premiato Paolo Battigello, preside dell’Istituto tecnico agrario Paolino di Aquileia di Cividale che ha fornito i vini.  
   
   
AL SIA DI RIMINI DAL 27 NOVEMBRE AL 1 DICEMBRE 2004 CONTRAPPUNTI, RITUALITÀ DEL CIBO TRA DESIGN E HÂUTE CUISINE  
 
Si chiama così la quarta edizione di Nonsoloalbergo, il cuore mostra del Sia che, sempre in collaborazione con Suite e con la regia di Giuseppe Biondo, indagherà i modi, le forme, i linguaggi e le tendenze della ristorazione. Variazioni sul tema del cibo, dei suoi luoghi e delle sue ritualità, con famosi designer e grandi chef, protagonisti di un racconto che parla di progetto e hâute cuisine per dar vita a un’esperienza creativa, emozionale e sottilmente provocatoria. Il “gioco” è l’abbinamento chef-designer su un tema scelto in comune: lo chef propone un’esperienza di cucina innovativa e il designer la interpreta con un progetto. Un confronto - anzi un contrappunto - tra un’idea di cucina e un’idea di spazio, con il denominatore comune dell’emozione, l’emozione per una cucina innovativa e per l’ambiente fisico che ne celebra il rito. Un gioco ironico e divertente dove, all’interno di accattivanti installazioni dedicate ai nuovi luoghi della ristorazione, si muovono “insolite coppie” di professionisti del calibro di Aldo Cibic e Carlo Cracco, Renzo Costa e Heinz Beck, Marco Lucchi e Moreno Cedroni, Claudio Monti con Francesco Muti e Walter Bianconi, Claudio Nardi e Luca Montersino, Denis Santachiara e Stefania Giannotti. Palcoscenico ideale per le performances degli chef sarà “Open Cooking”, progettata da Antonio Montanari. Ogni giorno una sorpresa, con le sei fantastiche coppie che coinvolgeranno il pubblico in una esilerante avventura enogastronomica. Partner d’eccezione di Contrappunti sarà il Gambero Rosso con uno spazio appositamente progettato da Marco Piva: il Teatro del Gusto, pensato come uno spazio ovoidale dove s’incontrano armonicamente diverse funzioni, sarà un luogo d’interazione dove avverranno incontri e dibattiti. La zona di passaggio suddivide i due settori principali, il primo riservato al talk-show, allo spazio intervista e all’area mediatica, il secondo animato da un importante bancone-palcoscenico dedicato al gusto, al piacere dell’assaggio, un godimento continuo tra edonismo e narcisismo. Aldo Cibic e Carlo Cracco: Gourmet Lounge Nel cuore della città c’è uno spazio aperto a tutte le ore, dove incontrasi, rilassarsi, lavorare da soli o con gli altri. Un ambiente accattivante fra socialità e privacy, in cui bere e mangiare divinamente. Renzo Costa e Heinz Beck: Finger Food, alla ricerca della nuova mitologia del cibo. Un intervento di tipo fantastico, fuori scala, ingigantito negli elementi compositivi, per essere ancor più gradevole e fruibile. Un viaggio nell’avventura dei sensi, fra odori, musiche e sapori capaci di stimolare risposte “ emotive”. Un percorso che si snoda sinuoso per il coinvolgimento sensoriale di chi è invitato ad assaggiare il cibo con la metodologia concettuale del “toccami, prendimi, mangiami”. Marco Lucchi e Moreno Cedroni: Swimmers Mise en scène teatrale di architettura e cibo ispirata a un quadro di "Nuova Figurazione", che ne detta forme e colori in un paesaggio iper-reale. Nasce così, per mano di Moreno Cedroni, Swimmersusci, dove vari cibi tenteranno di immergersi in otto salse legate da un comune denominatore: il verde. Claudio Monti, Francesco Muti e Walter Bianconi: Rosè Una sala ristorante classica per atmosfera, mise en place e servizio, a cui si contappone il rapporto estremamente contemporaneo tra chi sta seduto ai tavoli e chi preapara e produce i piatti. Con una "zona insalate" dove il rito della preparazione e presentazione farà esprimere alle creazioni il massimo delle loro "potenzialità visive". Claudio Nardi e Luca Montersino: Indoor picnic Un luogo che si offre agli ospiti come un "paesaggio domestico", dove liberarsi delle formalità e dei formalismi. L’indoor picnic dove poter giocare, gustare, leggere, parlare, in un luogo che si adatta alle diversità. Gusti e sensazioni che provengono dalla rinnovata interpretazione di una cucina di alto livello, affrancata dalle preparazioni di grande complessità e dalle scorciatoie artificiose dei sapori appiattiti e "universali". Denis Santachiara e Stefania Giannotti: Capsule del Tempo Sparate tra i sistemi stellari alla ricerca delle cose buone, dopo un viaggio senza tempo e senza spazio le Capsule del Tempo tornano e riportano sulla nostra tavola le ricette di Ippolito Cavalcanti, quelle dei Mozu' borbonici, e le gelatine tremolanti di criptonite molle della cucina che verrà. Un gustoso contrappunto tra passato e futuro in una spazialità dolce e salata....  
   
   
AL SALONE DEL VINO UN NUOVO MARKETING PER LE BOTTIGLIE DI QUALITA' CHI COMPRA IL VINO E COME VENDERLO: UNA RICETTA CONTRO LA CRISI  
 
Il Salone del Vino s'interroga su come cambia il mercato della produzione di qualità. E conferma di essere sempre di più al servizio delle imprese impostando il programma dei convegni che animeranno la rassegna torinese dal 14 al 17 novembre al Lingotto sui temi di più stretta attualità sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista economico. Nella giornata inaugurale mentre gli enoappassionati (è il solo giorno di apertura del Salone del Vino al pubblico: l'ingresso ai padiglioni sarà possibile dalle 10 alle 22) avranno l'occasione unica di degustare tutti i vini esposti con una particolare attenzione alle produzioni da vitigni autoctoni, gli operatori potranno concentrare la loro attenzione sul ritratto del mercato che sarà compiuto dall'Osservatorio del Salone del Vino e dal Centro Studi Promotor. Si tratta di una indagine che ha sondato enoteche, buyers delle principali catene della grande distribuzione ed enoppassionati per monitorare tendenze del gusto e incidenza del fattore prezzo negli acquisti di vino. Questa fotografia del mercato sarà presentata all'apertura del Salone e sarà la base di discussione per il primo convegno, in programma il 14 novembre, che affronta il tema: "Quale marketing per il vino". In forma di workshop i due massimi esperti internazionali Emanuelle Rozuet e Gerard Seguin - autori di un best-seller dedicato proprio al marketing delle bottiglie - offriranno la loro ricetta contro la crisi. A discutere con loro ci saranno altri professionisti del marketing, distributori e imprenditori vinicoli. Sempre nella giornata del 14 è prevista la grande degustazione degli "autctoni" aperta a tutto il pubblico che visiterà i padiglioni di Lingotto Fiere. Uno dei temi centrali della rassegna torinese fin dalla prima edizione e filo conduttore di questa quarta edizione del Salone del Vino è l'indagine delle tendenze di mercato con accento sui problemi tecnici delle cantine. Uno degli elementi di marketing che viene ritenuto indispensabile per affrontare i nuovi scenari di consumo è quello della riconoscibilità e personalità dei vini. Per questo motivo il Salone del Vino accende i riflettori ancora una volta sui vini da vitigno autoctono. Alle "prospettive dei vini da vitigni autoctoni" è dedicato il secondo convegno previsto per lunedì 15 novembre, che sarà animato da enologi, produttori e distributori di importanza internazionale e che è stato strutturato come un Forum a più voci per consentire la massima rappresentazione delle diverse identità territoriali. Uno degli aspetti tecnici più critici per le cantine è quello del confezionamento del vino ed in particolare della tenuta dei tappi. Si calcola che circa un 10 per cento della produzione di qualità sia inficiata proprio dai tappi difettosi. Il Salone del Vino accende perciò il dibattito, nel convegno previsto per mercoledì 17, sul tema: "Le alternative ai tappi di sughero". A completare il programma dei convegni e dei seminari ci saranno approfondimenti sul tema "Vino e Cultura", si rifletterà "Sulla professione dell'enologo" e sul raporto "Cibo e vino". Anche la presentazione delle maggoiori guide enologiche sarà l'occasione per riflettere sulle tendenze del gusto. Le istituzioni e le associazioni del mondo del vino, che partecipano massicciamente alla quarta edizione del Salone del Vino, daranno invece luogo ad incontri tecnici. Una riflessione sugli andamenti di mercato verrà anche dal workshop che il Salone del Vino ha organizzato per le aziende italiane con 42 "compratori" provenienti dai paesi a più forte propensione di domanda. Al workshop si è avuto un vero e proprio boom di iscrizioni. Vi parteciperanno 220 aziende (il 40 per cento in più della passata edizione) che daranno vita ad oltre 1500 incontri d'affari con i compratori stranieri. Salone del vino 2004 - Lingotto Fiere 14 17 novembre 2004, Organizzazione: Promotor International S.p.a. In collaborazione con Lingotto Fiere S.p.a., Via Nizza, 294 - 10126 Torino - Italia - Tel. +39 011 6644111 - Fax +39 011 6644395  
   
   
“AGRITURISMO: LA CUCINA TRADIZIONALE DI FRONTE ALLA MODERNA RISTORAZIONE” UN CONVEGNO ORGANIZZATO DALL’’ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA – DELEGAZIONE DI BRINDISI  
 
“Agriturismo: la cucina tradizionale di fronte alla moderna ristorazione” è stato il tema del convegno organizzato dall’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione di Brindisi – svoltosi il giorno 30 ottobre al Castello Svevo di Brindisi, messo a disposizione dalla Marina Militare. Il prof. Giuseppe Dell’osso, Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina – Istituzione Culturale delle Repubblica Italiana –  ha perto i lavori ai quali hanno preso parte il prof. Giovanni Girone (Magnifico Rettore dell’Università di Bari), il prof. Salvatore Marzano (Magnifico Rettore del Politecnico di Bari). Moderatore del convegno sarà il prof. Ettore Catalano, Ordinario di Letteratura Italiana all’Università di Bari. Il convegno, curato dalla Delegata locale dell’Accademia, principessa Dialta Fadda Dentice di Frasso, è servito ad accendere i riflettori sulle potenzialità dello sviluppo rurale e a far comprendere che oggi intraprendere in agricoltura è una valida scelta di qualità e di vita. Al convegno hanno portato i saluti autorità locali e gli interventi sono stati svolti da profondi conoscitori dell’alimentazione tradizionale.  
   
   
PROSEGUE CON SUCCESSO AL JOLLY HOTEL TOURING DI MILANO LA MANIFESTAZIONE CHE ESALTA I SAPORI DI TRIESTE E DEL CARSO  
 
Il ristorante Amadeus del "Jolly Hotel Touring" di via Tarchetti.- Milano ospita fino al 14 novembre la manifestazione che esalta gli intensi sapori di Trieste con il suo mare e le sue colline carsiche. Il forte legame di Maurizio Cossetti, direttore del Jolly Hotel Touring, con la città di Trieste, sua terra d'adozione, ha ispirato questo appuntamento gastronomico. Punto di riferimento per una parte della mitteleuropa nobile, intellettuale e scientifica dei primi del '900, questa città esprime nelle sue tradizioni culinarie tutto il fascino degli influssi dei popoli con cui è venuta a contatto. Arabi, greci, spagnoli, ebrei, veneziani e austro-ungarici, nel corso degli anni, hanno regalato a questa gastronomia gusti forti, profumi accesi, sapori intensi che l'hanno resa emblema di una "cucina di frontiera" meritevole della più alta considerazione. "Le golosità di Trieste fra il mare ed il Carso" al Jolly hotel Touring di Milano propongono, sotto la sapiente guida dello chef Luca Rizzotto, del Jolly Hotel di Trieste, i piatti più tipici della tradizione. Tra le proposte segnaliamo il liptauer, formaggio lavorato di origine austro-ungarica' oramai diffuso in tutto il mondo; pedoci, schile e girai (cozze, gamberetti e acquadelle) co' la polenta; persuto rosto nel pan, prosciutto arrosto in crosta di pane servito con una grattugiata di rafano, gnochi de susini, gnocchi di prugne; la famosissima iota, minestra di crauti e fagioli alla triestina; scampi a la busara, zuppa di scampi di origine fiumana e dalmata,. Schinco de vedel, stinco di vitello di probabile origine tedesca, con patate in tecia (al tegame); la caldaia triestina, un insieme di porzina (collo di maiale), viena (wurstel), cragno (tipo di salsiccia) e codighini (musetto) bolliti molto lentamente; per finire con gli strucoli, strudel di vario genere, i presnitz e la putiza. Il tutto bagnato con i vini di spiccata personalità di quelle terre aride e difficili: il Terrano dal colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei, profumato ai frutti di bosco e dal sapore prevalentemente acidulo, la Vitovska moderatamente alcolica e con un lieve sentore di mandorla e la Malvasia, mediamente alcolica, fruttata e leggermente aromatica. La manifestazione viene organizzata con il patrocinio di Aiat (Agenzia di Informazione e Accoglienza Turistica) e Promotrieste e con la collaborazione di due aziende simbolo di quel territorio molto note a livello internazionale, Illycaffè e Principe. Infolink: Www.jollyhotel.com  
   
   
A BAGNO DI ROMAGNA, TRE GIORNI SUL MIELE E SULLA PAPPA REALE CONVEGNI, TAVOLE ROTONDE, DEGUSTAZIONI E VISITE GUIDATE 5 ­ 6 ­ 7 NOVEMBRE  
 
Tre giorni dedicati al miele e alla pappa reale. Tra dibattiti, incontri, tavole rotonde, degustazioni e visite guidate. L¹appuntamento è dal 5 al 7 novembre prossimo a Bagno di Romagna, che chiamerà a raccolta gli Stati Generali dell¹apicoltura nazionale, facendo confluire produttori e ricerca universitaria, associazioni di settore e mondo imprenditoriale. Ad organizzare la tre giorni è l¹Agenzia di sviluppo territoriale L¹ Altra Romagna, in collaborazione con il Consorzio Natura & Natura, Università di Bologna Facoltà di Agraria - Campus universitario Scienza degli alimenti sede di Cesena, Comunità Montana dell¹Appennino Cesenate, Parco scientifico tecnologico Centuria-rit, Comune di Bagno di Romagna, Afa di Forlì (Associazione forlivese apicoltori) e l¹Ara (associazione ravennate apicoltori) ³Un territorio si caratterizza per la sua storia, le sue tradizioni, la sua cultura ma anche per i suoi prodotti e i suoi sapori, che sono parte integrante di esso spiega Gianluca Bagnara, Direttore dell¹Altra Romagna - Il miele, prodotto tra i più antichi e ancora oggi vero miracolo della natura, è parte integrante del nostro territorio, e più in generale della nostra economia. La tre giorni in programma a Bagno di Romagna nasce da questa premessa, dall¹importanza di fare incontrare mondo imprenditoriale e università, individuando comuni strategie di intervento su un prodotto apprezzato per la sua genuinità². La tre giorni a Bagno di Romagna. Nel corso della tre giorni verrà fatto il punto sulle comuni strategie di intervento, sulle politiche di commercializzazione e, non ultimo, sulla conoscenza scientifica dei produttori per una migliore promozione dei prodotti dell¹alveare. Ad aprire la tre giorni sarà il convegno di venerdì 5 novembre presso il Palazzo del Capitano di Bagno di Romagna (inizio ore 9,30), sul tema ³Strategie per la valorizzazione dei prodotti dell¹alveare², che affronterà il tema sia dal punto di vista della rintracciabilità e della sicurezza del prodotto (etichettatura, presenza di inquinanti, certificazione, ecc.), sia da quello delle strategie di promozione e valorizzazione, alla presenza di docenti universitari e produttori. Sempre venerdì 5 novembre alle 17,00 a San Piero in Bagno (palazzo Pesarini sala delle Cerimonie) ci sarà l¹incontro tra i rappresentanti delle Città del miele. Nella giornata di sabato 6 novembre (ore 9,00 Palazzo del Capitano Bagno di Romagna) lo sguardo sarà rivolto alla Pappa reale nella tavola rotonda: ³Miele e pappa reale: i giusti alimenti per vivere in salute il futuro². A confronto i rappresentanti delle principali associazioni di prodotto: Consorzio Natura, Isza di Roma, Conapi, Co.pa.it, Unaapi. Sempre sabato (ore 9,00) è prevista una visita presso un laboratorio di Apicoltura Primitivo, azienda produttrice di punta nell¹Appennino Cesenate. Chiusura in grande stile, domenica 7 novembre (ore 9,00 Palazzo del Capitano Bagno di Romagna) con gli apicoltori che si daranno appuntamento nell¹incontro ³Apicoltori cercasi: non tutte le domeniche vengono per nuocere² che offre uno sguardo sull¹apicoltura in Italia e in Europa. Le degustazioni durante la tre giorni. Venerdì 5 e sabato 6 novembre sarà possibile degustare il miele di castagno abbinato alla cioccolata realizzata artigianalmente (al latte, fondente, alle nocciole). Le degustazioni saranno possibili presso la sede di Apicoltura Primitivo (via Fiorentina Bagno di Romagna), o presso il laboratorio di Apicoltura Primitivo (frazione di Molino Mazzoli - a circa 1 km da Bagno di Romagna). L¹orario degli assaggi sarà 16,00 18,30. Per informazioni: 0543-911400. Nella giornata di domenica 7 novembre si svolgerà la Mostra-mercato nelle vie del centro di Bagno di Romagna con assaggi e vendita di prodotti tipici a base di apicoltura, formaggi, salumi e altro ancora. Inoltre, durante la tre giorni convegnistica presso il Palazzo del Capitano di Bagno di Romagna sarà possibile assaggiare le tante tipologie di miele offerte dai diversi produttori provenienti da tutta Italia. Info: 0543 911709  
   
   
26 ECCELLENZE PER ³LA ROMAGNA DA BERE  
 
Sono 26 i vini di eccellenza di Romagna: le massime espressioni di una produzione di elevata qualità del territorio di Romagna, impostesi tra le 238 etichette degustate dai sommelier dell¹Ais per la guida ³La Romagna da bere² edizione 2005, realizzata dall¹Associazione Italiana Sommeliers sezione Romagna e da Primapagina Editore. A farla da padrone è il re dei vini romagnoli: il Sangiovese, presente tra le 26 produzioni top con 16 etichette, 13 delle quali nella tipologia Riserva. Sul podio anche una Albana di Romagna Docg Passito, una grappa di albana invecchiata, due vini della Doc Colli di Rimini, tra i quali una Rebola Passito (vitigno pignoletto), e diverse Igt distribuite tra le zone Rubicone, Ravenna e Forlì. ³La Romagna da bere² è la prima guida ai vini e alle cantine romagnole, completa di degustazioni, ed è costituita da 216 pagine a colori che raccontano il mondo dei vini e dei prodotti tipici delle terre di Romagna. Realizzata con il patrocinio della Camera di Commercio di Forlì-cesena, della Camera di Commercio di Ravenna, della Provincia di Rimini e de L¹altra Romagna srl, costituisce un prezioso strumento di promozione rivolto sia ai consumatori sia agli addetti ai lavori: ristoratori, enotecari, albergatori. Oltre a presentare le aziende del territorio con in produzione vini Doc, Docg e Igt, il volume contiene informazioni utili sulle caratteristiche delle zone vitate, sugli abbinamenti enogastronomici, sulle produzioni Dop e Igp e sulle manifestazioni turistico-culturali legate al settore dell¹enogastronomia, fornendo un quadro completo del territorio in cui nascono e si inseriscono i vini di qualità della Romagna. ³Obiettivo del nostro lavoro spiega Gian Carlo Mondini, presidente di Ais Romagna è quello di fornire un ritratto il più fedele e lucido possibile del panorama vitivinicolo romagnolo, una realtà vivace ed in grande espansione ma ancora in gran parte inesplorata, soprattutto per quanto concerne le aziende giovani o di piccole dimensioni che si affacciano ora sul mercato². Di semplice e rapida consultazione, la guida è composta da una presentazione introduttiva generale e da un corpo principale dedicato ai produttori di vino, in tutto 119, suddiviso in sei capitoli corrispondenti alle principali zone vitate di Romagna: Imolese, Faentino, Ravennate, Forlivese, Cesenate e Riminese. In questa sezione trovano posto anche le pagine dedicate alle quattro Strade del vino di Romagna (Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì-cesena, Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini, la Strada del Sangiovese e dei Sapori delle Colline di Faenza e Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli d¹Imola) con gli itinerari turistici, enogastronomici e culturali dei territori, le cartine geografiche ed altre informazioni utili sulla realtà delle associazioni. A ogni produttore è dedicata una pagina contenente una breve descrizione dell¹azienda, la scheda di due vini degustati dalle commissioni di Sommelier Degustatori Ais accompagnati dalle foto delle bottiglie, e la segnalazione di altre etichette prodotte dalla stessa azienda. La peculiarità della guida sta nel fatto che i vini presentati sono stati tutti degustati alla cieca dalle commissioni di Sommelier Degustatori Ais, seguendo la metodologia e la scheda di degustazione adottata dell¹Associazione Italiana Sommeliers, che prevede una valutazione in centesimi. Al punteggio ottenuto dal vino corrisponde un diverso numero di acini colorati all¹interno del simbolo del grappolo. La stella, che compare a fianco dei vini che hanno ottenuto il massimo del punteggio, indica le eccellenze, massime espressioni della produzione enologica romagnola di qualità elevata. La scheda di ciascun vino contiene: tipo di uvaggio, gradazione alcolica, numero di bottiglie prodotte e prezzo indicativo in enoteca. Dei vini con punteggio dai 75 punti in su viene presentata anche la scheda organolettica: colore, profumo e sapore, e vengono suggeriti l¹abbinamento enogastronomico e la temperatura di servizio. Pubblicata in 10.000 copie, la guida è in vendita in tutte le edicole romagnole in abbinamento alla rivista ³Mare&monti² e in tutte le librerie dell¹Emilia Romagna al prezzo di 7,90 euro, mentre a livello nazionale può essere acquistata online tramite il sito www.Romagnadeivini.it al costo di 10,60 euro (comprensivo di spese postali con pagamento in contrassegno).  
   
   
CON IL DECRETO SANZIONATORIO MAGGIORI GARANZIE PER LE DOP E I COSUMATORI  
 
Il Consorzio del Parmigiano-reggiano plaude al Decreto che stabilisce le sanzioni per la mancata applicazione delle norme sui prodotti Dop e Igp approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. “Esprimiamo grande soddisfazione – dichiara Andrea Bonati, presidente del Consorzio del Parmigiano-reggiano – per l’approvazione di questo Decreto, atteso da tempo, che, dopo una prima approvazione nel luglio scorso, ha avuto un iter decisamente tormentato. Adesso, ci aspettiamo che il provvedimento, una volta pubblicato, contribuisca a fare chiarezza nel quadro normativo delle Dop. Un particolare ringraziamento va al ministro Giovanni Alemanno, che non più tardi del 19 ottobre scorso, intervenendo al convegno di chiusura delle celebrazioni del 70° del Consorzio, aveva preso precisi impegni in proposito. Il nostro grazie va anche al ministro Carlo Giovanardi, che, nel corso di recenti incontri, si è impegnato a fornire il suo contributo per condurre in porto un decreto che aveva subito troppi ritardi”. Questo provvedimento va a colmare importanti lacune normative. Finalmente il Regolamento Cee 2081/92, che ha istituito le Denominazioni d’Origine, potrà avere anche nella legislazione italiana una sua specifica norma di tutela. In particolare consente ai competenti organi di controllo del ministero e ai servizi dei consorzi una opportuna azione di vigilanza, che potrà avere una conseguente immediata azione di notifica delle sanzioni. Questo varrà sia in caso di un uso non corretto delle Dop, sia in caso di imitazioni scorrette dei nomi o dei marchi protetti, contrastando così più efficacemente i casi di agro-pirateria, a garanzia dei consumatori. Recentemente, nell’ambito delle celebrazioni dei 70 anni della fondazione del Consorzio, più volte era stato evidenziato che il rapporto con le istituzioni è indispensabile per avere un quadro normativo certo. “Il Consorzio e tutto il sistema produttivo del Parmigiano-reggiano – ha concluso Bonati – trae da questo Decreto nuovi stimoli per continuare la strada del rigore intrapresa fin dalla sua fondazione, per assicurare al consumatore l’eccellenza qualitativa del Parmigiano-reggiano, fondata sul rispetto di rigide norme produttive che richiedono sia un attento sistema di controllo sia un equo ed efficace sistema di sanzioni”.  
   
   
DUPONT E BUNGE LANCIANO NUOVO OLIO DI SEMI DI SOIA CHE ELIMINA ACIDI GRASSI TRANS NEGLI ALIMENTI SARA' DISTRIBUITO CON MARCHIO NUTRIUM  
 
 Bunge Limited e Dupont hanno annunciato il lancio di un nuovo olio di semi di soia che consente a ristoratori e aziende alimentari di ridurre o eliminare gli acidi grassi trans dai prodotti alimentari. L’olio sara' commercializzato con il nome Nutrium Low Lin Soybean Oil e sara' il primo prodotto venduto con il marchio Nutrium, creato nell’ambito dell’alleanza tra Bunge e Dupont. L’olio Nutrium Low Lin a basso tenore di acido linolenico deriva dalla varieta' Pioneer 93M20, sviluppata da Pioneer Hi-bred International, Inc, affiliata di Dupont. La nuova varieta' di soia consente di ottenere un olio con basso contenuto in acido linolenico, inferiore al 3%. Questo, oltre a eliminare il bisogno di idrogenazione parziale per la frittura, consente una naturale maggiore stabilita' e un aumento della “shelf-life” dell’olio. “Nutrium Low Lin aiutera' le aziende alimentari a ridurre o eliminare i grassi trans dai loro prodotti”, afferma Carl Hausmann, presidente e Ceo di Bunge North America, sede operativa di Bunge Limited per l’America del Nord. “Con questa collaborazione, Bunge e Dupont sono in grado di fornire prodotti di alta qualita' e forniture efficienti e costanti a tutti gli operatori della filiera, dal produttore di semi, all’agricoltore, all’industria di trasformazione alimentare”. Bunge provvedera' alla distribuzione di Nutrium Low Lin a ristoratori e aziende alimentari che, nel 2003, hanno usato oltre 2 miliardi di Kg di olio da frittura. L’industria e' alla ricerca di oli alternativi, poiché nel 2006 la U.s. Food and Drug Administration imporra' di indicare la presenza di acidi grassi trans sulle etichette indicanti le caratteristiche nutrizionali degli alimenti. La varieta' Pioneer 93M20 e' la prima in commercio a basso tenore linolenico ad offrire un rendimento e soluzioni efficaci per il controllo delle piante infestanti paragonabili con le varieta' migliori di semi di soia presenti sul mercato. La varieta', infatti, oltre a possedere il carattere Roundup Ready(1) - resistenza genetica all’erbicida Roundup - arriva alla commercializzazione dopo 3 anni di valutazione delle prestazioni produttive. “Sviluppiamo varieta' di soia con olio con caratteristiche migliori dal 1991; sulla base di questa esperienza, siamo in grado di trasmettere questi miglioramenti a varieta' che gia' oggi possiedono le migliori caratteristche agronomiche richieste dagli agricoltori”, afferma John Soper, Dupont soybean research director. La varieta' Pioneer 93M20 e' gia' stata sottoposta a numerosi test e, per far fronte alle richieste, altre varieta' di soia a basso tenore in acido linolenico sono gia' in via di sviluppo. Nutrium Low Lin ha superato severi test di gusto e funzionalita' in applicazioni alimentari. Ulteriori quantitativi di olio saranno disponibili nei prossimi mesi per le attivita' di sviluppo e valutazione dei prodotti. Bunge prevede di produrre circa 9 milioni di Kg di olio nel 2005 e di avere, con la produzione a regime, una disponibilita' commerciale pari a quasi mezzo miliardo di Kg entro il 2009.  
   
   
ARENA RIVOLUZIONA LA RISTORAZIONE - A ROMA IL PROGETTO PILOTA TRASFORMA TIPICO IN ARENA CAFÈ  
 
Il Gruppo Arena- tra i principali player italiani nel settore dell’industria alimentare – ha acquisito nel 2003, la nota catena di ristorazione commerciale Tipico, dal 1999 leader nella produzione e consegna a domicilio di pasti, in modo particolare della pizza, attraverso una catena di 23 locali presenti a Milano, Torino, Modena, Bologna e Roma. Un ampio progetto che esprime e conferma la volontà del Gruppo di intraprendere un percorso di innovazione e sviluppo nel mercato della ristorazione con un modello che si avvale della grande esperienza Tipico abbinata alle potenzialità industriali di Arena: esperienza nel delivery, nel processo produttivo e nell’analisi dell’evoluzione del mercato italiano della ristorazione. Un mix di “ingredienti” che danno vita ad una nuova formula di ristorazione più efficace, attraente e profittevole. L’obiettivo del Gruppo è di rilanciare e sviluppare la catena Tipico attraverso l’individuazione di una migliore prassi gestionale e l’introduzione di innovazioni necessarie per attualizzare una formula basata su due fronti paralleli: 1) razionalizzazione dei processi produttivi (al fine di ottenere effetti immediati sulla qualità dei prodotti, sui costi, sulla standardizzazione del livello qualitativo);2) realizzazione di un modello commerciale in grado di coniugare uno spuntino veloce con la qualità e la varietà tipica della cucina italiana. Arena, infatti, sinonimo di qualità e di tradizione, recupera e introduce la “nostra” cucina ampliando l’offerta e affiancando alla pizza menu veloci e nel pieno rispetto delle abitudini e delle ricette italiane. L’intera offerta viene proposta attraverso la formula del delivery e, novità per Tipico, attraverso una vendita da asporto e/o somministrazione sul posto. L’introduzione di queste ultime forme di vendita hanno richiesto un allestimento ad hoc della location: un bancone e un menu board che permette di scegliere il pasto rapidamente. Anche le luci e i colori giocano un ruolo fondamentale contribuendo a rendere l’ambiente più accogliente dove trascorrere il proprio tempo libero diventa un vero piacere. Nei primi mesi del 2004, la nuova formula è stata applicata con grande successo allo storico locale Tipico di Roma, in Via Cavour, ed il risultato ha confermato la “correttezza” del percorso intrapreso da Arena. Il progetto “pilota” ha trasformato il locale Tipico romano in Arena Café consentendo di consolidare il know how di Tipico e di testare il modello definitivo da applicare agli altri punti vendita. L’offerta di Arena Café copre una gamma completa di alternative sane e gustose: primi piatti (lasagne, paella , tortellini), pizze, secondi (pollo, frutti di mare), gelati, dolci e snack (insalate, patatine, olive all’ascolana, tranci di pizza e focaccia) oltre al classico servizio bar e caffetteria. L’originalità della formula si manifesta anche nella preparazione degli alimenti: la sfoglia della pizza viene preparata a mano e la cottura dei cibi avviene in un forno rotativo speciale ad aria calda che garantisce la rapida preparazione degli alimenti senza l’ uso di grassi e condimenti. I nuovi prodotti proposti vengono concepiti e realizzati in sinergia con la ricerca e sviluppo degli stabilimenti del Gruppo Arena che sono dotati di certificazione di qualità, garanzie non Ogm e metodi di allevamento biologici. Le innovazioni realizzate consentono quindi di offrire prodotti diversi e di qualità superiore alla concorrenza a prezzi da fast food. Arena Café rivoluziona così il concetto di fast food che viene ricondotto a quello di Good food pur mantenendo le caratteristiche di low price and fast service .Il piano di sviluppo prevede la ristrutturazione e l’apertura di circa 30 locali a marchio Tipico e Arena Café nel 2005. La formula sarà "chiavi in mano" con un contratto di franchising a giovani e intraprendenti imprenditori che credono in questo rivoluzionario modello di ristorazione. Cucina Italiana garantirà l’assistenza completa per l' apertura dei locali motivando e supportando chi decide di operare all’interno della catena.  
   
   
PASSAGGI DI SAPORE AL Q.B. CATERING & MORE DALL'HAPPY HOUR AL DOPO CENA…  
 
Non solo catering…dalla preparazione del cibo alla progettazione degli spazi, dalla scelta delle luci e della musica all’allestimento delle locations. Di tutto ciò si occupa Q.b. Catering & More, azienda di servizi per il settore eventi che, seppur di recentissima costituzione, vanta già clienti prestigiosi e ambiziose prospettive future. Fattore di successo è sicuramente rappresentato dal team di professionisti di Q.b., che si avvale di collaboratori specializzati, quali Cristina Marcelli, responsabile commerciale da tempo operante nel settore catering, Mauro Monti, consulente creativo, e Ruggero Fregonese, chef di esperienza internazionale. L’obiettivo dell’azienda è quello di personalizzare l’offerta secondo le esigenze del cliente, proponendo eventi originali e creativi, sempre adeguati al tipo di target, al numero delle persone e agli spazi utilizzati. Si potrà apprezzare tutto ciò nella serata di giovedì 4 novembre, presso lo Spazio Antologico all'interno degli East End Studios di via Mecenate 84/10, dove, dalle 19.30, si terrà un evento organizzato interamente da Q.b. La location sarà suddivisa in aree tematiche in cui il visitatore potrà entrare e degustare immergendosi in un contesto particolare. La serata, che inizierà con l’happy hour e sfocierà in un suggestivo dopo cena, sarà contornata da musica live, deejay ed open bar, oltre alle prelibatezze del ristorante internazionale al piano superiore. Una serata a cui non poter mancare dunque…senza contare una sorpresa finale per tutti.  
   
   
IL SISTEMA ALIMENTARE CREATO DAL MEDICO AMERICANO BARRY SEARS TROVA UNA NUOVA EDIZIONE COMPLETAMENTE RIVEDUTA E AGGIORNATA IN LA NUOVA ZONA FACILE  
 
La nuova edizione sarà l’unico libro in Italia a contenere i risultati del primo Congresso Internazionale sulla Zona che si terrà a Città del Messico a maggio e che vedrà il dottor Perucci fra i relatori. La prima edizione, uscita nel gennaio del 2002, è arrivata alla sesta edizione e a 20.000 copie (vende mediamente 500 copie al mese). Paolo Perucci sosterrà la nuova edizione con presentazioni e sul sito internet ufficiale della Zona italiana (www.Lazona.it: 600 visite al giorno), di cui è responsabile per gli aspetti medico-scientifici. Il sistema alimentare creato dal medico americano Barry Sears che consente di vivere meglio e più a lungo continua a fare proseliti in tutto il mondo. Ogni anno sono almeno un paio i libri che Sperling&kupfer lancia sul mercato, il più delle volte saggi ponderosi non sempre chiarissimi. La Zona Facile nasceva proprio per semplificare al massimo i concetti dello “stile di vita” a Zona e per adattarli alle abitudine quotidiane del lettore italiano. Dopo oltre due anni di risultati più che lusinghieri quello che è diventato un piccolo grande longseller si aggiorna e si completa grazie agli atti ufficiali del primo congresso mondiale sull’argomento, ma aggiunge anche nuove ricette, tabelle e consigli inediti, per cercare di rendere la Zona ancora più facile: da capire e da mettere in pratica.  
   
   
SCATTA L’ORA VERDE: ROSA ANTICO RISCOPRE L’ASSENZIO L’ASSENZIO SERVITO “ALLA PARIGINA” CON ZOLLETTA DI ZUCCHERO ALLA FIAMMA  
 
Un’intera serata dedicata all’assenzio e alla sua degustazione: è la proposta di Rosa Antico per celebrare il ritorno in Italia della controversa pozione cara ai poeti maledetti e ai bohemiennes d’antan. L’11 novembre, dalle 21:30 in poi, il locale multifunzionale di viale Pasubio apre le porte a tutti i curiosi che vogliono assaggiare l’assenzio servito “alla parigina” con zolletta di zucchero alla fiamma, come insegna Gianfranco Scriboni, sommelier e “mixologo” che ha riprodotto la ricetta originale della bevanda a base di tujone (una sostanza attiva) per il marchio La Fée. L’atmosfera d’altri tempi è assicurata dall’autentico bancone anni ‘20 di Rosa Antico, dalle candele accese sui tavoli, tremule luci verdi in onore dell’assenzio, detto nell’Ottocento anche Fata Verde (da sorseggiare nell’ora verde, quella del vizio), dalla musica live interpretata dal pianista Sergio Conte e da una fontana stillante di prezioso nettare verde. Non solo: Gianfranco Scriboni spiegherà storia e origini della bevanda, oltre a mixare per i presenti speciali cocktail all’assenzio, dalla Fata Cubana al Black Fairy, fino al caffè corretto con La Fée Verte. L’absinthe party è aperto a tutti. La consumazione costa 4 euro. Rosa Antico è lo spazio multifunzionale aperto in viale Pasubio, a pochi passi da Corso Como. In 500 metri quadrati di superficie, Rosa Antico coniuga il fascino rétro del passato alle ultimissime tendenze del life-style contemporaneo: qui, la “decontractive attitude” che ha già conquistato Parigi, Londra e New York, è una realtà. Qui, ci si rilassa davvero, recuperando i riti, i tempi e i sapori di una volta. Rosa Antico, tel. 02-6597370 e 329-8408621 Rosa Antico, viale Pasubio, 14, Milano, tel. 02-6597370  
   
   
PER TUTTO NOVEMBRE VIVIANA VARESE, UNA DELLE PIÙ GIOVANI RISTORATRICI D’ITALIA, OFFRE AL RISTORANTE GIRASOLE UN APERITIVO DELLA CASA IN OMAGGIO ALLE SIGNORE  
 
Il ristorante ‘Girasole’ di Orio Litta (provincia di Lodi) è di proprietà di Viviana Varese, una delle più giovani ristoratrici d’Italia (29 anni). La cucina, particolarmente ricca di piatti a base di pesce, ha una tendenza prettamente napoletana poichè le origini della proprietaria e della madre che l’aiuta in cucina sono proprio di tale città. Classificatosi al settimo posto al ‘Festival della cozza Tarantina’, il ristorante ha una capienza invernale di circa 80 coperti. Lunedì e il Giovedì offre agli ospiti canzoni napoletane dal vivo. Per tutto il mese di Novembre 2004 inoltre al “Girasole” di Orio Litta Viviana Varese offrirà alle signore ospiti un aperitivo della casa gratuito. Il ristorante offre ai non amanti del pesce anche un’ampia scelta di piatti tipici lodigiani. Per prenotazioni Tel. 0377 944785. E-mail: girasole.Orio@libero.it  
   
   
SUCCESSO DEL RAVIGGIOLO AL SALONE DEL GUSTO DI TORINO DEGUSTATI 170 CHILI DI FORMAGGIO  
 
Centosettanta chilogrammi di raviggiolo proveniente dalla fattoria Trapoggio di Santa Sofia, sono stati consumati nel corso del Salone del Gusto, svoltosi a Torino dal 21 al 25 ottobre scorsi, grazie al Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e a L’altra Romagna che si sono incaricati di realizzare l’iniziativa. Il raviggiolo dell’Alta Valle del Bidente, Presidio di Slow Food, ha richiamato l’attenzione della stampa e dei visitatori che si sono soffermati nello stand della Regione Emilia Romagna, chiedendo informazioni sulla produzione, conservazione e qualità organolettiche di questo formaggio realizzato con latte vaccino. Il raviggiolo è stato al centro del pranzo che si è svolto in apertura della fiera presso lo stand della Regione Emilia Romagna per celebrare i vini e i sapori della provincia di Forlì-cesena: il formaggio è stato servito in antipasto accompagnato dal savor e come primo piato all’interno dei cappelletti. In seguito, domenica 24 ottobre, è stato offerto come aperitivo e servito in abbinamento a vini di eccellenza. Infine, il 25 ottobre, il produttore Roberto Buscherini, nel corso di un laboratorio sul gusto, ha spiegato le caratteristiche del raviggiolo di fronte a un pubblico curioso e interessato. Il Salone del Gusto si è rivelato come un evento di promozione della Romagna e del nostro territorio.  
   
   
VENERDÌ 5 NOVEMBRE A BAGNO DI ROMAGNA (ORE 9,30) APRE LA TRE GIORNI DEL MIELE CON IL CONVEGNO "STRATEGIE PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI DELL'ALVEARE"  
 
 Duemila tonnellate di miele prodotto all’anno e circa 10 mila apicoltori sparsi su tutto il territorio. Si presenta con questi numeri l’Emilia Romagna, nella tre giorni del miele in programma da venerdì prossimo a Bagno di Romagna, che ospiterà gli Stati Generali dell’apicoltura nazionale. E non è certo un caso che questo appuntamento avvenga nella nostra Regione se si pensa che circa un quinto della produzione nazionale di miele proviene dell’Emilia Romagna (in Italia si aggira intorno alle 11/10 mila tonnellate), raccolta grazie ai circa 78.695 alveari presenti sul territorio. Tutto questo all’interno di un quadro nazionale caratterizzato per l’84% da piccoli produttori, sui 75 mila presenti in tutta la penisola, con l’Italia che rappresenta il 15% dell’apicoltura europea. La tre giorni aprirà venerdì 5 novembre alle ore 9,30 con il convegno “Strategie per la valorizzazione dei prodotti dell’alveare” (palazzo del Capitano di Bagno di Romagna), che vedrà la partecipazione di docenti universitari provenienti da tutta Italia nonché esponenti di importanti associazioni ed enti. Tema centrale dell’incontro saranno le strategie di promozione, valorizzazione e la rintracciabilità del prodotto (etichettatura, presenza di inquinanti, certificazione, ecc.). Sempre nella giornata di venerdì prossimo, ma a San Piero in Bagno (palazzo Pesarini – sala delle Cerimonie) alle 17,00, ci sarà l’incontro tra i rappresentanti delle Città del miele. Che si incontreranno per mettere in campo comuni iniziative per realizzare una rete nazionale Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (indicazione geografica protetta), per la valorizzazione dei mieli tipici italiani e dei loro territori. Venerdì, inoltre, hanno inizio le degustazioni di miele di castagno con cioccolata artigianale presso la sede di Apicoltura Primitivo (via Fiorentina – Bagno di Romagna), o presso il laboratorio di Apicoltura Primitivo (frazione di Molino Mazzoli - a circa 1 km da Bagno di Romagna). L’orario degli assaggi sarà 16,00 – 18,30. Per informazioni: 0543-911400. La tre giorni del miele è organizzata dall’Agenzia di sviluppo territoriale L’ Altra Romagna, in collaborazione con il Consorzio Natura & Natura, Università di Bologna Facoltà di Agraria - Campus universitario Scienza degli alimenti sede di Cesena, Comunità Montana dell’Appennino Cesenate, Parco scientifico tecnologico Centuria-rit, Comune di Bagno di Romagna, Afa di Forlì (Associazione forlivese apicoltori) e l’Ara (associazione ravennate apicoltori). Informazioni : 5-6-7 novembre “Apicoltura e miele: il sapore di una storia” Info: 0543 – 911709 Palazzo del Capitano (via Fiorentina, 38) - Bagno di Romagna (Fc) tre.Terme@tin.it  Infolink: www.Altraromagna.it    
   
   
DUE GRANDI NOMI PER IL NUOVO RISTORANTE DELL'HOTEL MÉTROPOLE MONTE-CARLO: JOËL ROBUCHON E CHRISTOPHE CUSSAC, UN'ACCOPPIATA VINCENTE  
 
A dirigere la cucina del nuovo Hotel Métropole Monte-carlo sono stati chiamati due grandi nomi della cucina francese: Joël Robuchon e Christophe Cussac. Per il nuovo ristorante, i due chef hanno elaborato un concetto di cucina innovativa risultato della loro personale interpretazione della tradizione gastronomica mediterranea, che si ispira alla tradizione giapponese con l'utilizzo esclusivo di prodotti del territorio. La cucina è innovativa non solo nella formula, ma anche nella disposizione degli spazi: il progetto architettonico è stato elaborato sulla base di indicazioni ben precise fornite dai due chef. Il locale cucina si apre direttamente sulla sala ristorante con un teppanyaki di 6 mq, intorno al quale una ventina di cuochi si avvicenda per le diverse cotture di carni, pesce, pollame e verdure. Solo un lungo bancone separa l'ampio spazio cucina dalla sala ristorante con i suoi 80 coperti: assistere al lavoro dei cuochi sembra essere uno spettacolo molto apprezzato dagli ospiti, perché crea un'atmosfera rilassata e conviviale spesso assente nei ristoranti stellati in cui predominano la formalità e l'etichetta. Selezione rigorosa delle materie prime, esaltazione dei sapori originari, abolizione di salse e condimenti, cotture rapide: queste sono le basi di piatti leggeri, rielaborazioni di ricette dell’area mediterranea, dal Sud della Francia e dell’Italia, alla Spagna, alla Tunisia e al Marocco. Una cucina solo apparentemente semplice, non così facile da ottenere, bensì il risultato di anni e anni di ricerca e sperimentazione ai fornelli. Artista nel profondo dell’anima, Joël Robuchon considera la cucina come la musica, «un’arte che nasce con l’apprendimento della tecnica e va affinata con rigore ». Così, dopo essere stato consacrato da Gault et Millau “Cuoco del Secolo” e dall’International Herald Tribune “Miglior ristoratore del mondo”, dopo il successo dei suoi ultimi due ristoranti parigini, l'Atelier e la Table, a sessant'anni Joël Robuchon non finisce di stupire e si rimette in gioco a Montecarlo. Christophe Cussac ha seguito la “formazione Robuchon” in diverse strutture fra le quali Jamin a Parigi, esordendo in prestigiosi ristoranti tra i quali quello dell’Hotel La Rèserve di Beaulieu dove era chef di cucina, prima di passare all'hotel Métropole Monte-carlo. Insieme, rarissimo esempio di sinergia fra chef, aspettano a Monte-carlo coloro che pensano di aver già provato tutto quello che si può provare…per sorprenderli. Il ristorante Joël Robuchon Monte-carlo: un'esperienza da gustare! La formula innovativa della cucina, l'originalità delle proposte à la carte e degustazione, l'attenzione alla presentazione dei piatti sono le caratteristiche del nuovo ristorante Joël Robuchon Monte-carlo. Le novità per l'ospite cominciano già al mattino quando, una proposta di colazione davvero sorprendente, apre la giornata: niente code al buffet appena svegli, ma un petit déjeuner au chariot. Le ordinazioni si fanno tranquillamente seduti a tavola, scegliendo da un invitante carrello che predispone ad iniziare bene la giornata: rifornito con ogni tipo di bevande calde, prodotti caseari, pane "fait maison", pasticceria, frutta fresca di stagione, intera, affettata, spremuta o centrifugata, salumi e uova a volontà. Interessante la proposta dell'assiette surprise, in cui l'estro del cuoco crea ogni giorno nuovi accostamenti, sempre con la dovuta attenzione alla leggerezza. Per il pranzo è possibile ordinare sia al ristorante che al bar in modo più informale, les entrées, fredde e calde, riportate dal menù così come una vasta scelta di insalate e primi piatti, per soddisfare tutti i palati e le esigenze. I piatti presenti nel menu della sera si possono gustare anche al mezzogiorno, in porzioni ridotte di degustazione. Ma la vera apoteosi della cucina si raggiunge la sera quando la creatività dei cuochi si esprime al massimo grado: si può scegliere tra le allettanti proposte à la carte ed il menu «decouverte» con sette portate più il dessert. Anche la carta dei vini è una novità: a rotazione vengono proposti una ventina di vini della regione, dell'Italia, dell'America del Sud tra bianchi, rossi, rosé, vini da dessert serviti anche a bicchiere, grazie ad un moderno sistema che miscela i vini alla giusta temperatura. L'atmosfera ricercata, ma allo stesso tempo accogliente e rilassante del ristorante, è garantita anche dalla cura particolare che viene dedicata all'art de la table, cui sovrintende Maud Lesur, in qualità di direttrice artistica dell'Hotel. Ogni mese viene scelto un tema e la decorazione floreale del ristorante s'ispira ad esso. Anche la mise en place del mezzogiorno cambia rispetto a quella della sera. L'obiettivo è creare un ambiente e un'atmosfera diversi, per far vivere serate indimenticabili, appaganti per tutti i sensi.  
   
   
LUGANA DOC: 30 OTTOBRE 2004: CONSEGNATA LA "STELLA DEL GARDA"  
 
Per il terzo anno consecutivo, dopo una pausa decennale, è tornata a risplendere sulle rive gardesane la "Stella del Garda". L’appuntamento con questo Premio enologico, dedicato esclusivamente al Lugana Doc., nelle sue varie tipologie di produzione, si è svolto 30 ottobre a Desenzano del Garda. "Si tratta di un evento legato al mondo produttivo del Lugana — spiega Paolo Fabiani presidente del Consorzio Tutela Lugana Doc — che vuole selezionare e premiare la produzione dei migliori Lugana sia nella versione tranquillo che spumante, nelle sue due tipologie metodo classico e metodo Charmat, e la grande novità degli ultimi anni qual è il Lugana Superiore". Due le commissioni che hanno esaminato i campioni presentati attraverso degustazioni separate: la Commissione dei Tecnici (enotecnica) e la Commissione della Stampa. (giornalisti del settore). Ad ogni prodotto che ha superato il punteggio stabilito è stato consegnato, nel corso della serata del 30 ottobre la pergamena di "Ottimo". Alle aziende che per tre anni, anche non consecutivi, avevano ottenuto il riconoscimento delle due commissioni è stato consegnata la "Stella del Garda". La presentazione ufficiale dell'evento ha avuto luogo il 21 ottobre, presso l'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Brescia, con la presenza dell'Assessore Provinciale Maristella Gelmini. Il programma, prevedeva un convegno, presso il Palazzo del Turismo di Desenzano dedicato ai recenti studi ampelografici per una tipologia varietale propria del vitigno autoctono, da titolo "Il Lugana: un vitigno autoctono". Oltre al presidente del Consorzio Tutela Lugana, Paolo Fabiani hanno partecipato: il prof. Attilio Scienza dell'Università Statale di Milano "Difesa e valorizzazione delle variabilità intravarietale del Trebbiano di Lugana: ricerche e proposte"; dr. Cristian Fabrizio, della Ager Scrl, "I vitigni autoctoni italiani: problematiche di identificazione"; dr. Antonio Cardetta, della Autoctono srl, "Strategia di marchio e comunicazione dei vini autoctoni italiani". Moderatore Alberto Schieppati direttore della rivista "Fuoricasa". Al termine la consegna delle pergamene ai vincitori del Premio enologico è seguita una degustazione guidata dei Lugana in concorso. Alle 20.30 serata di gala presso "Villa La Tassinara" di Rivoltella del Garda e investitura dei nuovi "Cavalieri della Stella del Garda". Consorzio Tutela Lugana D.o.c. Sirmione (Bs) - Tel. E Fax 030/916171
Le Aziende Premiate:
Az. Agr. Fraccaroli Flli Lugana Doc Vigna Campo Serà 2002
Cantina Marangona Lugana Doc Antica Corte lalidy 2003
Az. Agr. Olivini s.S. Lugana Doc 2003
Az. Agr. Rosini Lugana Doc S. Rocco 2003
Cantine della Valtenesi e della Lugana Lugana Doc Pergola 2003
Az. Agr. Bulgarini Bruno Lugana Doc 2003
Cantine Giacomo Montresor Spa Lugana Doc 2003
Cantine Scolari srl Lugana Doc 2003
Az. Agr. Fraccaroli F.11i Lugana Doc Vigneto Pansere 2003
Cantina Marangona Lugana Doc Vecia Musolina 2003
Pasini Produttori srl Lugana Doc Ii Lugana 2003
Az. Agr. Sgreva Lugana Doc 2003
Az. Agr. Villabella Lugana Doc Cà del Lago 2003
Cantina di Castelnuovo del Garda Lugana Doc Cà Vegar 2003
Tenuta Roveglia snc Lugana Doc 2003
Az. Agr. Cà Lojera Lugana Doc 2003
Cantine Colli A Lago Lugana Doc Podere Selva Capuzza 2003
Az. Agr. Ottella Lugana Doc 2003
Az. Agr. Provenza Lugana Doc Tenuta Maiolo 2003
Cantine Avanzi Fili Lugana Doc Vigna Bragagna 2003
Az. Agr. Tognazzi Benedetto Lugana Doc Cascina Ardea 2003
Cantina Caorsa Lugana Doc 2003
Cantina Marangona Superiore 11 Rintocco 2002
Tenuta Roveglia snc Superiore Vigne di Catullo 2002
Cantina Marangona Superiore Il Rintocco 2001
Az. Agr. Olivini s.S. Superiore Affinato Legno Demesse Vecchie 2002
Cantina di Castelnuovo del Garda Superiore Affinato Legno Vigneto Prandell 2002
Az. Agr. Cà Lojera Superiore Affinato Legno 2002
Cantine Colli A Lago Superiore Affinato Legno Selva Capuzza 2002
Az. Agr. Provenza Superiore Affinato Legno Molin 2002
Az. Agr. Ottella Superiore Affinato Legno Molceo 2002
Az. Agr. Provenza Superiore Affinato Legno Fabio Contato 2001
Cantine Giacomo Montresor Spa Lugana Affinato Gran Guardia 2003
Az. Vinicola Fabiano Fili Lugana Affinato Argillaia 2003
Az. Agr. Pilandro Lugana Affinato Pilandro 2002
Az. Agr. Rosini Cantine Scolari srl Az. Agr. Fraccaroli Flli Pasini Produttori srl Cantine Colli A Lago Brut Charmat Brut Charmat Brut Charmat Brut Charmat Brut Charmat Hirundo
Az. Agr. Provenza Brut Charmat Sebastian
Az. Agr. Vitivinicola Zenato Valerio Az. Agr. Ottella Cantina Caorsa Brut Charmat Brut Charmat Brut Charmat
Cantine della Valtenesi e della Lugana Az. Agr. Pilandro Brut Classico Brut Classico Pilandro
Az. Agr. Zappaglia Az. Agr. Provenza Brut Classico Brut Classico Cà Maiol
Selezione Della Stampa:
Az. Agr. Fraccaroli F.11i Lugana Doc Vigna Campo Serà 2002
Az. Agr. Bulgarini Bruno Lugana Doc 2003
Az. Agr. Fraccaroli Flli Lugana Doc Vigneto Pansere 2003
Az. Agr. Villabella Lugana Doc Cà del Lago 2003
Cantina di Castelnuovo del Garda Lugana Doc Cà Vegar 2003
Az. Agr. Ottella Lugana Doc 2003
Az. Agr. Provenza Lugana Doc Tenuta Maiolo 2003
Cantina Caorsa Lugana Doc 2003
Cantine Colli A Lago Superiore Affinato in Legno Selva Capuzza 2002
Cantine Giacomo Montresor Spa Affinato in legno Gran Guardia 2003
 
   
   
CINQUE GRAPPOLI AL FRANCIACORTA CABOCHON 2000 - MONTE ROSSA PREMIATA NELLA GUIDA DUEMILAVINI DELL’ASSOCIAZIONE SOMMELIER  
 
L’associazione Italiana Sommelier ha assegnato i “cinque grappoli”, punteggio d’eccellenza, al Franciacorta Cabochon 2000 di Monte Rossa. Nell’edizione 2005 della guida Duemilavini, i Sommelier Italiani hanno premiato con i “cinque grappoli” solamente quindici vini lombardi, tra cui il Franciacorta di alta gamma dell’azienda bresciana di Emanuele Rabotti, confermandolo così ai massimi livelli dell’enologia italiana. Monte Rossa ha recentemente rinnovato la cantina, scegliendo con determinazione la strada del Franciacorta e abbandonando la produzione di vini fermi. Nella nuova e moderna struttura spicca l’enolift, uno speciale “ascensore del vino” che trasporta il prodotto sui tre piani della cantina. Proprio come l’enolift conduce mosti e vini ai livelli più alti, il riconoscimento dei Sommelier italiani porta le bollicine di Monte Rossa nell’empireo della qualità. Il Franciacorta Cabochon Millesimato viene creato nel 1992 per celebrare i primi vent’anni di attività dell’azienda, imponendosi, in virtù della sua suberba raffinatezza, come vino più emblematico di Monte Rossa. Nasce solo nelle annate più favorevoli, da uve chardonnay (70 per cento) e pinot nero selezionatissime, ed è affinato almeno tre anni in cantina prima della sboccatura. E’ un Franciacorta di grande struttura e persistenza aromatica, prodotto in quantità limitate, circa 30mila bottiglie per la vendemmia 2000, e considerato uno dei vini più rappresentativi del territorio franciacortino  
   
   
IL LUGANA MARANGONA VERRÀ DEGUSTATO ANCHE IN INDIA  
 
Il progetto di esportare in India nasce nel settembre 2003 con la conoscenza di Mr. Pramond Goenka proprietario dell’Hotel Le Royal Meridien di Bombay e appassionato di vini italiani. Una commissione italo-americo-indiana ha degustato i vini di varie aziende nel Dicembre 2003 selezionando i nostri prodotti. La scelta dall’importatore è caduta sul Lugana Superiore Il Rintocco, il Lugana Antica Corte Ialidy e il Vino Frizzante Rovizzo prodotti dalla nostra azienda e già esportati in vari paesi esteri europei i non. In maggio un gruppo di giornalisti indiani, ospiti della Regione Lombardia, ha effettuato un tour enoturistico nel nostro territorio e ha potuto assaggiare i vini da noi prodotti confermando l’estremo interesse dell’India per il vino e la cucina italiana. Un giornalista presente alla degustazione, Mr. Sourav Majymdar, redattore del The Financial Express, quotidiano finanziario indiano ha scritto un interessante articolo sul Lugana, vino, vitigno, territorio e sui vini della Marangona. L’articolo è consultabile in internet
presso: www.financialexpress.com/fe_archive_full_story.php?content_id=60526  In  periodo di flessione dei mercati europei è molto importante trovare nuovi sbocchi commerciali per i nostri grandi vini del Lago di Garda” afferma il perito agrario Carlo Veronese, direttore della Marangona e continua, “ Siamo molto contenti di poter iniziare ad esportare in India e speriamo che i vini italiani possano essere sempre più apprezzati in questo paese così lontano.” Infolink: www.Marangona.com
 
   
   
ANTICA FRATTA – FRANCIACORTA BRUT  
 
Tempo di Natale: perché non brindare tricolore? In Franciacorta nasce il "re" delle bollicine italiane: Antica Fratta, fiore all'occhiello del gruppo Berlucchi, lo propone in versione Brut, da sole uve chardonnay, 30 mesi di affinamento in cantina. Colore paglierino tenue, spuma persistente, perlage finissimo; aromi floreali e fruttati di piacevole freschezza, acidità equilibrata. Un Franciacorta da provare all'aperitivo, oppure abbinare ad antipasti, primi piatti e carni bianche. Reperibile in enoteca, 14 euro il prezzo orientativo, o ordinando via internet: www.Anticafratta.it  
   
   
FATTORIE OSELLA HA AFFIDATO A FUTUREBRAND GIO ROSSI ASSOCIATI LA REVISIONE DELL’ARCHITETTURA DEI PROPRI MARCHI  
 
Fattorie Osella ha chiesto a Futurebrand Gio Rossi Associati di rivedere l’architettura dei propri marchi e di creare un nuovo system visivo. L’obiettivo del progetto era una più efficace segmentazione della linea di formaggi Osella, aumentandone l’appeal e la riconoscibilità a scaffale. Futurebrand ha compiuto uno studio sul posizionamento e sugli asset visivi della marca Osella, puntando fortemente sulla notorietà del marchio istituzionale: una casetta cyan con una tipografia morbida e fresca e la figura stilizzata di un uomo che si staglia sulla porta. Il rimando al mondo di genuinità e freschezza di Fattorie Osella è molto apprezzato dai consumatori ed è divenuto il punto focale del nuovo system. La riorganizzazione dei pesi visivi dei marchi di prodotto ha determinato da un lato una forte evidenza dei product name forti (come Linea e Scottarelle), sempre introdotti dal marchio Osella, dall’altro una più marcata presenza del marchio istituzionale a garanzia dei prodotti classici, quali per esempio la ricotta o la robiola. L’agenzia ha creato un system semplice ma molto riconoscibile composto da una coroncina di foglioline color cyan come il marchio, all’interno della quale appare il nome del prodotto insieme al nome Osella. La coroncina veicola una valenza di qualità e freschezza, sicuramente due punti di forza dell’offerta Osella, mentre una texture di piccoli rombi rossi su fondo bianco personalizza tutti i lati dei pack. L’aumentata riconoscibilità dei prodotti a marchio Osella risolve il problema della coerenza visiva della linea, aiutando il consumatore a individuare i prodotti Osella anche quando non sono raggruppati nella stessa porzione di scaffale. In più, la flessibilità del sistema consente ai prodotti più noti di conservare la propria personalità di marca, aiutando al contempo i prodotti classici ad acquistare distintività. Futurebrand Gio Rossi Associati Spa, fondata negli anni Sessanta, opera a Milano con un team di 50 dipendenti. La società offre consulenza circa il posizionamento strategico dei brand sul mercato, packaging design, industrial design, corporate identity, naming, brand valuation. Il 2003 ha visto Futurebrand impegnata su numerosi progetti tra cui: Abi, Cameo, Crai, Fiorucci, Lever  
   
   
LO STORICO PASTIFICIO PUGLIESE TAMMA AFFIDA A FUTUREBRAND GIO ROSSI ASSOCIATI IL NUOVO POSIZIONAMENTO STRATEGICO  
 
Tamma è uno storico pastificio pugliese, un marchio di famiglia largamente conosciuto e apprezzato per la qualità dei prodotti. Il solido know-how di generazioni di pastai, l’attenta selezione delle materie prime e la tecnologia all’avanguardia, sono alla base della bontà dei suoi prodotti. Consapevole del potenziale del proprio marchio e del fatto che il solo rimando alla tradizione non fosse più sufficiente ad emergere tra i competitor, il Pastificio Tamma ha chiesto a Futurebrand di aiutarlo nella ridefinizione del proprio posizionamento strategico e nel dare ai propri prodotti un appeal capace di farli riconoscere e apprezzare dal consumatore. Futurebrand ha elaborato un posizionamento fortemente focalizzato sull’innovazione che, pur nel rispetto dei valori storici che caratterizzano il mercato della pasta, permettesse al brand di acquisire distintività, rivolgendosi in particolare al segmento dei giovani. Una marca esperta, capace di parlare un linguaggio moderno, di essere rassicurante, ma consapevole delle mutate esigenze dei consumatori. Lo studio creativo della nuova identità di Tamma ha raggiunto questo obiettivo portando il prodotto, vale a dire la pasta, a diventare protagonista assoluto del pack, guadagnando un’immediata visibilità a scaffale. Il nuovo system fa emergere il prodotto con il suo giallo uniforme e caldo, valorizzato dal rosso acceso dello sfondo. Simile a un attore sul palco, la pasta, disposta in insolite composizioni, è illuminata da una luce di scena e riesce a catturare lo sguardo e a cancellare la passata sensazione di staticità. Lo stesso dinamismo che connota i flow pack dei formati lunghi, dove la pasta entra “sul palcoscenico” da un lato, sempre esaltata nella sua plasticità grazie alla rappresentazione tridimensionale. Nella gerarchia visiva seguono il nome del prodotto e il marchio, reso più “umano” e contemporaneo attraverso un lettering morbido e giovane; le sfumature bordeaux contribuiscono a far risaltare il bianco delle scritte, sì da renderle molto luminose. Nel complesso la confezione sa valorizzare l’”appetite appeal genetico” della pasta dando contemporaneamente uno spazio essenziale alla marca Tamma, che parla un linguaggio dallo stile subito riconoscibile e firma la qualità. Nella veste fresca e innovativa delle sue nuove confezioni da poco in distribuzione, la marca gode di maggior impatto e comunica passione, senza rinunciare alla garanzia di affidabilità. Futurebrand Gio Rossi Associati Spa, fondata negli anni Sessanta, opera a Milano con un team di 50 dipendenti. La società offre consulenza circa il posizionamento strategico dei brand sul mercato, packaging design, industrial design, corporate identity, naming, brand valuation. Il 2003 ha visto Futurebrand impegnata su numerosi progetti tra cui: Abi, Cameo, Crai, Fiorucci, Lever Fabergè, Kraft, Peroni, Rana, Rcs Media-group, Sagit, Seat Pagine Gialle, Tamma, Unilever Cee, Granarolo, Zambon, Karlovarske. Futurebrand Gio Rossi Associati fa parte del network Futurebrand Worldwide, la prima struttura a livello mondiale nel settore del branding/packaging che riunisce le 25 migliori agenzie nel campo della consulenza di marca per i prodotti a largo e larghissimo consumo.  
   
   
TUTTI ATLETI A “TUTTINFIERA 2004” CON ACQUA MINERALE SAN BENEDETTO, L’ACQUA DEGLI SPORTIVI  
 
Si è rinnovata con successo per Acqua Minerale San Benedetto, la partecipazione come sponsor alla 9^ Fitness e Dance Convention, più grande evento del genere in Italia, che ha visto a Padovafiere – nell’ambito di Tuttinfiera 2004 - la partecipazione di oltre 1.500 atleti dall'Italia e dai principali paesi europei e di migliaia di appassionati. Un appuntamento importante e imperdibile perché ogni anno presenta a insegnanti, trainer e appassionati, l’aggiornamento a livello mondiale delle tecniche e delle tendenze di danza e fitness. Per la prima volta la grande convention padovana è stata aperta anche ai ballerini, professionisti e no, con lezioni di jazz dance e modern jazz. Considerevole il livello dei presenters, provenienti da Francia, Spagna, Usa, Brasile, Argentina, Svezia, e Italia. Tra questi Milo Level, coreografo di Michael Jackson e Stevie Wonder, e personal trainer di Julia Roberts e Diana Ross; Steve La Chance, famoso protagonista di "All that jazz", "Dancing" e della imminente "Foot loose". Numerose anche le star "televisive" presenti. Oltre appunto a Steve La Chance, dalla scuola "Amici" della De Filippi sono arrivati due idoli dei giovanissimi: Antonio Guida e Maria Zaffino, che è anche la ballerina protagonista dello spot televisivo del Thè San Benedetto. Per tutti, il refrigerio di Acqua Minerale Naturale San Benedetto, leggera e dissetante, la preferita per l’equilibrio dei suoi sali minerali. Come sempre, dove c’è energia, musica, divertimento, dove c’è grinta, benessere e vitalità, nel fitness come in moltissimi altri sport, c’è Acqua Minerale San Benedetto, la star del bere sano e naturale.  
   
   
LA MELA QUALE SIMBOLO DI CERTEZZA NELL’ETÀ DELL’INCERTEZZA  
 
Una ricerca, realizzata da Astra-demoskopea per festeggiare il primo raccolto “Dop” Melinda, ci fa scoprire quanto le mele siano realmente il frutto più amato dagli italiani e quanto siano capaci di rappresentare gli “heavy trends” del nuovo Millennio al suo avvio. Gli Italiani – lo rivela una ricerca commissionata ad Astra Demoskopea dal Consorzio produttori di Mela della Val di Non – hanno almeno una certezza che li accomuna: la mela, frutto che amano e gustano quotidianamente, al quale oggi hanno attribuito tutta una serie di valori che rappresentano gli heavy-trends del nuovo Millennio al suo avvio. La ricerca ha fornito risultati “sorprendenti”. Se era noto che quasi il 70% degli italiani consuma spesso mele, si è scoperto che, questo antico frutto della nostra tradizione contadina, vive una stagione di consenso collettivo. Esso è legato non solo alle caratteristiche organolettiche delle mele (sapore, profumo, consistenza, ecc.) – esaltate dalla grande numerosità di tipi e qualità – ma anche alla profonda coerenza della mela con le principali tendenze socio-culturali di questo inizio di Millennio: democraticità, edonismo, semplificazione della vita, rassicurazione, flessibilità, salutarietà, buon rapporto col tempo, naturalità, sensualità, felicità. Il risultato è che le mele costituiscono il miglior interprete nel mondo del consumo dei nostri giorni, densi di incertezza e di bisogno di rassicurazione, di vita di corsa e di domanda di salutarietà, di ricerca del piacere, in modo non gridato ma semplice e accessibile. Gli italiani amano veramente le mele: l’80,1% del campione dichiara di apprezzare le paste e le torte a base di mele, il 69,6% mangia mele più o meno spesso il 69,3% conosce marche di mele (il 73% cita spontaneamente Melinda) ben il 52,4% del campione letteralmente le adora così come sono, il 50% gradisce bevande e succhi a base di tale frutto, al 31% le mele fanno venire ricordi di quando erano bambini Solo il 19,9% dichiara di non mangiare né mele né dolci con le mele Ma la mela incarna anche una serie di valori universalmente condivisi: può essere a tale proposito indicata come il frutto della natura che meglio rappresenta le tendenze più forti del nuovo Millennio. Che cosa si ricerca nel nuovo “Melennium”? Quali sono i valori e le tendenze più attuali? Che cosa si persegue? Che cosa rincorriamo? Equilibrio tra i contrasti, amore per la tradizione e ricerca dell’innovazione, semplicità, qualità, onestà, adattabilità, democraticità, protezione, convenienza ma, al tempo stesso, gusto, piacere, trasgressione, sensualità, emozione, felicità: queste sono alcune delle caratteristiche che vengono attribuite in maniera universale alla mela, approcci e valori spesso in apparente contrasto che, al contrario, contraddistinguono le tendenze più attuali. Anche oggi, oltre a essere il frutto succoso e prelibato che tutti dichiarano di amare, assume sia nel linguaggio comune sia in quello storico, religioso, artistico, filosofico e metafisico, significati e immagini molto pregnanti. Soprattutto, rappresenta al tempo stesso la trasgressione, la caducità umana, ma anche l’universo femminile, l’amore inteso in senso umano e non divino, il peccato. La mela ha una molteplicità simbolica davvero unica, ma al tempo stesso è il frutto più diffuso, il frutto che ci accompagna quotidianamente fin dalla più tenera età. Non è un caso quindi, come ci dimostrano i risultati della ricerca Astra-demoskopea, che grazie alla mela, nella sua perenne dualità fra tradizione e tendenza, si possano delineare 10 mega-trends del nuovo Millennio: parola d’ordine “contrasti in perfetta sintonia…” l’Inclusione: il Melennium appena iniziato persegue la non discriminazione di alcun gruppo sociale; la democraticità per sesso, età, classe, stile di vita, condizione di salute. Le mele sono: adatte a persone di tutte le età 78% adatte ai bambini 78%, adatte alle diete 71%, adatte anche ai malati 71% consumate da moltissimi 70%, che piacciono a quasi tutti 67%, adatte anche a chi vive di corsa 61%, democratiche, adatte a tutti 53%, convenienti 44%, l’Edonismo: la ricerca del piacere e di molti piaceri, il polisensualismo, Le mele: servono a fare ottimi dolci, paste, torte 80%, sono buone 68%, sono ottime grattugiate 61%, piacciono a quasi tutti 67%, hanno un ottimo sapore 62%, sono fresche 58%, hanno bei colori 56%, sono profumate 55%, sono belle 55%, sono dissetanti 53%, sono adorate 52%, sono croccanti 47%, sono tenere 37%, la Semplificazione: il contributo a rendere più facile la vita; la comodità, il servizio. Le mele: sono adatte a tutti 78% sono facili da portare in giro 67%, sono facili da lavare 67%, sono adatte anche a chi vive di corsa 61%, durano a lungo 55%, non sporcano 46%, non sporcano 46% la Rassicurazione: il bisogno di serenità e di sicurezza, la domanda di protezione Le mele: sono adatte ai bambini 77%, fanno bene alla salute 74%, sono adatte alle diete 71%, sono spesso consigliate dai medici 64%, sono sane 62%, hanno un’antica tradizione 62%, danno benessere 61%, sono naturali e genuine 58%, sono semplici 56%, sono italiane 54%, sono igieniche 46%, sono sempre d’attualità 39%, sono simpatiche 38%, non hanno grandi variazioni di prezzi 30%, la Flessibilità: la non rigidità, l’adattabilità, il poliformismo, Le mele: sono ottime per fare paste, torte, dolci 74%, sono adatte a far succhi e bevande 63%, sono di qualità e tipi diversi 63% sono ottime anche grattugiate 61%, sono adatte anche come passata, purè, mousse 45%, la Saltuarietà: la ricerca del benessere e della salute, la prevenzione, le terapie, la sana nutrizione, le diete, Le mele: fanno bene alla salute 74%, sono adatte anche ai diabetici, a chi ha la pressione alta ecc. 71%, sono ricche di vitamine e di sali minerali 71% , sono adatte alle diete 71%  
   
   
CON IL PROSCIUTTO REAL IBÉRICO UN GUSTO D’ECCEZIONE PER NATALE E CAPODANNO  
 
Per tutti gli amanti della buona cucina e dei sapori originali, i menu di Natale o di Capodanno sono l'occasione giusta per introdurre una piacevole novità e assaggiare un prodotto davvero unico: lavorato in Spagna, secondo una tradizione che si tramanda da centinaia di anni, il prosciutto Real Ibérico oggi appassiona, con il suo personalissimo bouquet, i buongustai di tutto il mondo. Simbolo di cultura gastronomica e convivialità, l'uso vuole che in Spagna nelle occasioni di festa il prosciutto ibérico sia uno degli ospiti d'onore della propria tavola. Capace di illuminare la vista e spalancare il palato, paragonabile a caviale e foie gras per eccellenza ed esclusività, il prosciutto ibérico, grazie alle lodi di grandi chef ed esperti di gastronomia internazionale, ha ottenuto un posto di prestigio anche sulle tavole italiane. Ma il prosciutto Real Ibérico cela anche degli altri pregi, per esempio quello di essere, tra i prodotti di lusso, uno dei più semplici da preparare: per essere assaporato al meglio, infatti, va consumato da solo, con del pane fresco e del buon vino servito a temperatura ambiente. Si consiglia di assaggiarlo a bocconcini, lasciando che il gusto e l’aroma si diffondano mentre si scioglie in bocca. Il prosciutto Real Ibérico porta con sé, nella sua carne, nel suo aroma irripetibile, i profumi della Dehesa, un ecosistema unico, un’antica foresta mediterranea ricchissima di flora e fauna che si estende nel sud ovest della Spagna. Il suino ibérico è l’ultima razza suina europea allevata al pascolo, la sua alimentazione è costituita da erba, bulbi e piante aromatiche, e infine, nella fase d’ingrasso, dalle ghiande rinvenute ai piedi degli alberi. Il grasso naturale delle ghiande penetra nella carne, dotandola di un profumo e una morbidezza straordinari. E allora perché non portare un gusto e un sapore d’eccellenza sulle nostre tavole, durante le cene natalizie? Natale o Capodanno, qualsiasi festa è un buon pretesto per degustare il prosciutto Real Ibérico e per scoprirne il sapore davvero unico.I segreti del prosciutto Real Ibérico sul sito www.Realiberico.com  
   
   
EPU DRINK L’INTEGRATORE ALIMENTARE A BASE DI ESTRATTI NATURALI PER STIMOLARE LE DIFESE IMMUNITARIE DELL’ORGANISMO  
 
Epu drink è un integratore alimentare a base di Echinacea, Propoli, Uncaria, con l’aggiunta di zinco e selenio appositamente studiato per aumentare le difese immunitarie dell’organismo, preparandolo ad affrontare adeguatamente la stagione fredda. Le azioni principali di Epu drink sono infatti: proteggere, difendere, rinforzare e preparare all’inverno. L’azione principale si esplica grazie alla presenza dell’Echinacea, estratto vegetale immunostimolante per eccellenza. Passando in rassegna gli studi condotti finora, echinacea deve senza dubbio la sua notorietà all’attività immunostimolante, o meglio immunomodulante; infatti, l’attività dei macrofagi e dei polimorfonucleati (Pmn) è tra le attività farmacologiche maggiormente documentate. Ad essa si associa l’azione dell’Uncaria e della Propoli con meccanismo di azione similare. L’azione immunomodulante è completata dalla presenza dello zinco, minerale necessario per attivare le normali difese immunitarie. Lo zinco infatti entra nella costituzione di circa venti enzimi e ne influenza almeno altri 80. Ha azione antiossidante, proteggendo dai radicali liberi i diversi tessuti, favorisce la cicatrizzazione delle ferite ed attiva il sistema immunitario. La presenza del selenio aumenta l’attività antiossidante, proteggendo l’organismo dall’azione dei radicali liberi, responsabili anche della diminuzione delle difese immunitarie. Tutti i principi attivi sono solubilizzati in succo di mela, frutto preventivo per eccellenza. Venduto Esclusivamente in Farmacia  
   
   
PLÀNTEN: LE FIBRE DI PSYLLIUM PER RIEDUCARE L’INTESTINO.  
 
Per capire quali sono i meccanismi che provocano la stitichezza, è importante sapere in che modo il cibo, una volta ingerito, attraversa tutto il canale digerente. La stitichezza, infatti, è la conseguenza di un rallentato transito fecale attraverso il colon o di una difficoltà nell’espulsione delle feci a causa di un’alterazione del retto o della muscolatura pelvica. Sono molte le persone convinte di soffrire di stipsi, più nota come stitichezza o costipazione, un disturbo che, secondo una recente indagine Eurisko, riguarda ben 7 milioni circa di italiani, pari al 15% della popolazione, soprattutto donne. Negli ultimi anni, lo stile di vita occidentale ha imposto un cambiamento, sotto certi aspetti negativo, delle abitudini alimentari quotidiane. Ad esempio, si è perso con il tempo l’abitudine di consumare alimenti contenenti fibre grezze, lasciando posto a prodotti altamente raffinati, i cui tempi di preparazione sono più rapidi, senza considerare il fatto che alcune malattie croniche e degenerative (come stipsi, diabete, coronaropatie etc.) si giovano, al contrario, di una dieta ricca di cibi ad alto contenuto di fibre vegetali. Lo dimostra il fatto che queste malattie, molto frequenti nei Paesi occidentali, sono, invece, scarsamente presenti nei Paesi in via di sviluppo. Questa osservazione ha indotto molti ricercatori a formulare l’ipotesi che la diminuita assunzione di fibre nei Paesi industrializzati sia in parte responsabile di alcune malattie, fra cui la stipsi. Fino a qualche decennio fa, le fibre venivano considerate solo materiale di scarto dell’organismo, senza alcuna utilità, in quanto non forniscono pressoché energia, non hanno proprietà nutritive e non vengono assorbite dall’organismo. Oggi, invece, gli specialisti in scienza dell’alimentazione e i gastroenterologi le considerano fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo, grazie alle loro proprietà regolatrici, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) indica in 30 grammi il valore ideale di fibre da consumare ogni giorno. Il termine ”fibra alimentare”, coniato da Hipsley nel 1953, identifica alcune sostanze che fanno parte della struttura delle cellule vegetali. Queste sostanze, non essendo aggredibili dagli enzimi digestivi umani, non vengono digerite da parte dell’organismo e si accumulano, quindi, nell’intestino. Una volta nell’intestino, le fibre agiscono aumentando la massa e il volume delle feci ed esercitano uno stimolo meccanico sulle pareti del colon che provoca contrazioni delle pareti intestinali e la spinta in avanti del materiale da espellere. Le fibre, inoltre, facilitano lo sviluppo dei villi intestinali e aumentano la proliferazione della flora batterica intestinale, indispensabile per il buon funzionamento dell’intestino. Questa peculiare attività delle fibre viene definita effetto probiotico. Plànten di Whitehall è a base di Psyllium, una pianta originaria del Medio Oriente. Da essa si ricava una fibra che assorbe acqua e forma con i cibi una massa soffice. Il suo transito stimola l'intestino e, gradualmente, lo rieduca al movimento. Fra le fibre formanti massa, il Psyllium presenta notevoli vantaggi: è completamente vegetale; non viene assolutamente assimilato; ha una capacità di assorbire acqua 80 volte maggiore della crusca; non è irritante. Plànten, a base di Psyllium, è la risposta fisiologica in tutti i casi in cui la stipsi è un problema ricorrente, e cioè quando si ha difficoltà ad evacuare più di due volte la settimana, per lunghi periodi. La sua azione è semplice e, nel tempo, permette all'intestino di ritrovare la sua naturale motilità. Plànten non deve essere considerato un normale lassativo, bensì una cura vegetale in grado di stimolare fisiologicamente la peristalsi intestinale e ristabilirla, nel tempo. Plànten di Whitehall è disponibile in astuccio da 20 bustine, da sciogliere in acqua, ai gusti di albicocca e arancia. Questo lassativo, come tutti i farmaci di automedicazione, non necessita di ricetta medica. Prezzo al Pubblico: Euro 9,50 (in farmacia).  
   
   
SOLO IN FARMACIA IL GEL ESSACTIVE DI AVENTIS PER FAVORIRE LA CIRCOLAZIONE DELLE GAMBE  
 
Prendersi cura delle gambe anche in inverno con Essactive. L'inverno è alle porte e le gambe non devono essere trascurate, pena la perdita di tonicità. Da una parte, gli sbalzi di temperatura tra gli ambienti interni (riscaldati talvolta anche eccessivamente) ed esterni; dall'altra, gli spessi strati degli indumenti invernali che soffocano letteralmente le gambe. Una risposta efficace arriva dall'esperienza e dalla ricerca Aventis che propongono due prodotti specifici: il fluido e il nuovo Ice spray della Linea Essactive. Essactive Crema Fluida ed Essactive Ice Spray sono ideali perché favoriscono la microcircolazione a livello periferico, contribuendo a eliminare fastidiose sensazioni come stanchezza, gonfiore e pesantezza. Essactive Crema Fluida è un prodotto completamente naturale che aiuta le gambe a mantenersi in forma. Lo speciale mix di sostanze vegetali contenuto nella formulazione non solo dona elasticità e tonicità alla pelle, ma favorisce anche la circolazione venosa, alleviando la sensazione di pesantezza. Può essere utilizzata tutti i giorni grazie alla piacevolezza e alla leggerezza della sua texture che permette di spalmarla con facilità. In più, la presenza di agrumi regala una sferzata di energia che rilassa la mente e attiva il corpo. Essactive Ice Spray È la nuova proposta di Aventis, lanciata la scorsa primavera per la donna attiva che desidera avere sempre gambe leggere e fresche. Completamente naturale, è perfetto per le donne che, in movimento tutto il giorno o costrette ad un lavoro sedentario, soffrono di gonfiori, pesantezza e circolazione rallentata a causa degli ambienti riscaldati e dei ritmi frenetici. Dalla natura un mix di sostanze per il benessere delle gambe Escina, Ruscus aculeatus, Ximilene, e altre ancora. Sono solo alcune delle preziose sostanze che costituiscono e caratterizzano sia Essactive Crema Fluida che Essactive Ice Spray. Lo speciale mix di sostanze naturali contenuto in entrambi i prodotti, infatti, promette gambe in forma e vitali. Per favorire la circolazione le sostanze ad hoc sono l'Escina, estratta dai semi di Ippocastano, che esplica un'azione vasoattiva sul microcircolo cutaneo; l'estratto secco e standardizzato di Ruscus aculeatus, che facilita la vasocostrizione e aiuta il ritorno venoso; lo Ximilene (olio di Ximenia), infine, estratto dai semi e dalle radici dell'Olax dissitiflora e da altre piante africane del genere Ximenia, ideale per migliorare la circolazione periferica.  
   
   
FITNESS FIRST ITALIA, LA “MULTINAZIONALE DEL BENESSERE”, CERCA OLTRE 60 ADDETTI  
 
Si chiama Fitness First ed è il gruppo che detiene la leadership europea nel settore dei fitness/wellness club. La prima “multinazionale del benessere” ad arrivare in Italia conta dodici centri che, a breve, saliranno a quota quattordici. Il piano di ampliamento e consolidamento di Fitness First Italia prevede, infatti, l’apertura nei primi mesi del 2005 di due nuovi club: a Roma (il terzo nella capitale) e a Parma. Nella prospettiva di queste nuove aperture, Fitness First cerca oltre 60 addetti. Il Direttore Generale di Fitness First Italia, Luca Cappelletti, ricorda che “quello di Fitness First è uno staff giovane (la media d’età del management è di circa 35 anni). Attualmente, ricerchiamo personale per i due club che inaugureremo nei prossimi mesi. Si tratta di oltre 60 figure professionali che selezioneremo sulla base della formazione accademica, ma non solo. Fitness First è caratterizzata da un forte spirito di squadra che vogliamo mantenere. Per questo cerchiamo non solo persone preparate, ma anche motivate ed in grado di comunicare la giusta dose di entusiasmo ai soci”. Ecco le figure professionali ricercate: 10 + 10 personal trainer (club di Parma e Roma), 10 + 10 istruttori di discipline musicali (club di Parma e Roma), 4 + 4 consulenti di vendita (club di Parma e Roma), 4 + 4 receptionist (club di Parma e Roma), 2 + 2 assistenti di sala (club di Parma e Roma), free lance per corsi in tutte le sedi italiane, consulenti di vendita in tutte le sedi italiane, Fitness First organizza corsi di formazione per i propri istruttori di discipline musicali e personal trainer (presto anche per gli istruttori di indoor cycling) nell’ambito del progetto di formazione denominato Fitness First Academy. I corsi, della durata di alcuni giorni, prevedono una serie di seminari di lavoro tenuti da esperti del settore di fama nazionale ed un esame di valutazione finale. E’ possibile inviare il proprio curriculum vitae alla sede dell’headoffice di Fitness First Italia, via Gian Battista Vico 2, 20015 Parabiago (Mi), oppure tramite il sito web www.Fitnessfirst.it La storia, in sintesi. Il fenomeno Fitness First nasce dieci anni fa in Inghilterra. Da allora sono stati inaugurati oltre 400 club in Europa, Asia e Australia, ed il numero di soci ha superato 1 milione in tutto il mondo (30.000 in Italia). Nel frattempo, Fitness First ha attuato una politica di acquisizioni assorbendo Fitness Company (leader di mercato in Germania), Passage Fitness (Belgio), Sportathlon (Asia) e Healthland International Clubs (Australia). Il processo di espansione sta ora proseguendo in Italia, Francia, Spagna ed Olanda. La formula vincente di Fitness First? Garantire ad un prezzo accessibile un elevato standard di servizi. Non solo forma fisica, dunque, ma mille attenzioni che contribuiscano a sconfiggere stress e nevrosi. Ecco l’elenco dei Fitness First Club attivi in Italia: Roma Forum Termini, Via Schiavonetti (all’interno di Decathlon) Torino Via Nizza, Corso Siracusa, Milano Viale Certosa Verona Corso Cavour, Bergamo Centro comm.Le Orio Center Bologna Via San Felice, Pescara Viale Pindaro, Vicenza Centro comm.Le Palladio Legnano Via Wagner per Canegrate, Gallarate Via Milano  
   
   
DA PARSIFAL I REGALI DI NATALE SONO PACCHETTI BENESSERE, CORSI DI DISCIPLINE ORIENTALI, MASSAGGI RELAX  
 
Parsifal (nelle due sedi di Milano in Via Giusti 37 e in Vl.e Gorizia 6) propone corsi di Yoga, Tai Chi, Chi Kung, Ginnastica Armonica, Educazione Posturale, Pranayama, Meditazione, riflessologia plantare e un'ampia serie di massaggi. Inoltre, gli esperti Parsifal sono a disposizione per studiare percorsi benessere personalizzati per ogni specifica esigenza (pacchetti relax, energizzanti, equilibranti...). Anche i costi sono interessanti: per regalare un corso mensile si parte da 50,00 e per un'ora di massaggio da 25,00. Centri Parsifal - V.le Gorizia, 6 - 20144 Milano - Tel. 02.89423673 - Via Giusti, 37 - 20154 Milano - Tel. 02.3451813 - e mail: parsifalmilano@libero.It  
   
   
PAPAYA PAUSA DI ESOTICO BENESSERE IN OGNI STAGIONE - RELILAX È LA PRIMA BEAUTY FARM IN ITALIA CHE UTILIZZA LE PROPRIETÀ DELLA PAPAYA IN ABBINAMENTO AI PERCORSI TERMALI  
 
Con oltre vent’anni di esperienza come Beauty Thermal Center Relilax è da sempre attento a ricercare innovative formule di benessere per i propri Ospiti, a integrazione e completamento delle cure e dei trattamenti ormai “storici”. Anche il suo approccio all’impiego di frutta e verdura è decisamente personale, cercando di sfruttarne le proprietà lungo l’arco di tutto l’anno e non solo limitatamente alla stagione di cui ne sono i portacolori. Per il prossimo autunno – inverno, Relilax ha concentrato tutte le energie nello studio e nella messa a punto di trattamenti a base di Papaya pura, combinabili tra loro all’interno di veri e propri percorsi termali, costruiti secondo le esigenze di ciascuno. Arancione, profumata, dolce, polposa, estiva e caraibica. Regina dei piatti estivi e protagonista di prodotti di bellezza: é la Papaya, che dicono essere uno degli elisir di lunga vita. Sotto i riflettori per tutta una lunga estate, ci si dimentica di questo frutto e dei suoi benefici con l’arrivo dei primi venti autunnali…ma non per Relilax. Se l’arancione sta facendo tendenza nella moda e nell’arredamento, anche il mondo del beauty sta al passo. Da Relilax, i mesi freddi in arrivo avranno un sapore molto estivo, per colore e per profumi, da percorsi Extra Scrub Papaya e Mousse Veloure Extra Papaya o Crème Massage Extra Papaya a bagni Sail Concentré Extra Papaya Thalasso e Refrais Gel Extra Papaya. Apprezzata per il sapore e la dolcezza del suo frutto, la Papaia è conosciuta a Cuba come “fruta de bomba”. E non a caso: è ricca infatti di vitamina C, provitamina A, acido folico, vitamine del gruppo B, calcio, potassio, aminoacidi liberi, acidi grassi polinsaturi, fibre e papaina, elementi che presentano tutti spiccate proprietà antiossidanti e svolgono un ruolo importante nella lotta contro i radicali liberi, rallentando il processo di invecchiamento cellulare. I vantaggi della papaya: rallenta il fenomeno dell’invecchiamento cutaneo, elimina il ristagno di liquidi, elimina i gonfiori intestinali e stimola la diuresi, è molto efficace contro i disturbi di stomaco e ottimo digestivo, è un lassativo naturale, stimola le difese immunitarie, è un rimedio antibiotico naturale ed è un antinfiammatorio, è di aiuto in caso di edemi post-traumatici e di edemi venosi (circolazione delle gambe), è un ottimo tonificante e ricostituente per stati di grande stress, post-gravidanza e per i giovanissimi nell’età dello sviluppo, ottimo come coadiuvante nel trattamento di malattie degenerative del Sistema Nervoso Centrale con risultati incoraggianti.  
   
   
DALLA SARDEGNA L’OLIO CHE ALIMENTA AD AUSCHWITZ LA LAMPADA DELLA MEMORIA  
 
La Sardegna ha offerto l’olio extravergine di oliva per la Lampada della Memoria che viene tenuta costantemente accesa nella Chiesa di San Giuseppe Lavoratore ad Oswiecom, tristemente più nota per i vicini campi di concentramento di Auschwitz, in cui morirono circa un milione e mezzo di persone, tra cui 40.000 sardi. Per un anno l’olio della Sardegna farà ardere la fiamma perenne della lampada a ricordo dei tragici avvenimenti. L’olio della lanterna è stato portato da amministratori pubblici e da produttori oleari e donato durante una particolare cerimonia di carattere civile e religioso. L’olio è stato presentato in una artistica ampolla in ceramica , creata per l ‘occasione da Stefano Cherchi , artista di Iglesias, assieme ad altri prodotti agroalimentari : pane, vino e dolci sardi. L’olio sardo proveniente esclusivamente dal territorio di Seneghe, in provincia di Oristano, famoso per l’ottima qualità e professionalità dei propri produttori, è il primo donato da una comunità italiana alla Polonia ed ha quindi una valenza simbolica di unità dei popoli . Ogni anno giovani di ogni regione d’Europa si alternano per portare l’olio della pace, che viene benedetto dal Vescovo di Bielsko Biala, pertanto la Sardegna può vantarsi di essere stata la prima regione italiana ad assolvere questo incarico. In questa occasione particolare un prodotto della terra rappresenta uno strumento di comunicazione sociale e simbolicamente molto significativo.