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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 21 Febbraio 2007 |
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UNO SPICCHIO D´EUROPA INSERITO IN UNA REALTÀ DI PROVINCIA UNA STRANA COPPIA: OVVERO L´EFSA (EUROPEAN FOOD SAFETY AUTHORITY) E PARMA |
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232 dipendenti “europei” l´Autorità per la sicurezza alimentare, di cui una settantina già trasferiti con la famiglia in Italia, anche se secondo una tabella di marcia che procede a rilento rispetto alle aspettative dell´esordio (13 dicembre 2003, assegnazione dell´Efsa all´Italia). Oltre 175mila abitanti la città di Parma, 420mila in tutta la provincia. Parma capitale dell´agrolimentare in Italia, scelta come sede dell´Autorità europea per la sicurezza a tavola proprio per questa sua specifica vocazione. Ma come si sta concretizzando l´insediamento di quest´isola d´Europa in un oceano inesorabilmente tricolore e attaccato alla propria identità qual è appunto Parma? Cosa significa davvero ritrovarsi l´Europa in casa? “Significa grandi vantaggi - spiegano all´unisono il sindaco Elvio Ubaldi e il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli -. Un riconoscimento dell´importanza economica e scientifica che il nostro territorio riveste nel campo del Food”. Anche se - riconoscono entrambi - i risultati sull´indotto non sono finora del tutto all´altezza delle aspettative, ma “bisogna guardare avanti, i traguardi si raggiungeranno in futuro”. Oggi sul piatto ci sono grandi opportunità di sviluppo. Che il territorio ha colto al volo per “innalzare ulteriormente il livello di eccellenza - aggiunge Bernazzoli - che già Parma possiede in tema di sicurezza e know-how alimentare”. E allora, via ai progetti. “Opere che hanno e stanno cambiando profondamente il volto della città”, continua Ubaldi. Le cifre stanziate dal Governo su progetti del Comune parlano da sole: 70 milioni di euro in finanziamenti per infrastrutture d´avanguardia (legge 164 del 2004), tra cui il progetto futuristico di un nuovo ponte, la riqualificazione dell´area urbana della stazione, la metropolitana; e ancora, elenca il sindaco, 20 milioni in opere ambientali, con il potenziamento e l´adeguamento di isole ecologiche e la realizzazione del progetto di gestione integrata dei rifiuti; 10 milioni per il nuovo pronto soccorso; 23 milioni stanziati a Enav per l´aeroporto (con collegamenti internazionali tra cui quelli di Ryan Air); il fiore all´occhiello della Scuola per l´Europa, aperta non solo ai figli dei dipendenti dell´Efsa ma anche ai bambini parmigiani, per la quale la finanziaria 2007 stanzia 2,8 milioni di euro. Poi, sul versante della Provincia: “Siamo impegnati su tre fronti - spiega Bernazzoli -: la costituzione del Consorzio italiano per la ricerca sulla qualità e la sicurezza alimentare, il riconoscimento della Stazione sperimentale per le conserve e la nascita nella Food Valley del distretto agroalimentare. Abbiamo inoltre riservato particolare attenzione alla formazione per gli operatori del settore, attivando rapporti di collaborazione con altri Paesi quali il Marocco e l´India”. Infrastrutture e rapporti scientifici e commerciali, ma non solo. Per i parmigiani Europa vuol dire anche contatti quotidiani con il personale dell´Efsa. Ecco allora altre iniziative: l´Help Desk, messa in campo dal Comune, e l´Ufficio Europass, firmato dalla Provincia. Sito internet e guida bilingue alla vita in una città sconosciuta sono i biglietti da visita dell´Help Desk, spiega l´assessore comunale Mario Marini. Monitoraggio delle imprese a vocazione agroalimentare della Regione Emilia Romagna, organizzazione di “lezioni” per far conoscere l´attività dell´Efsa sono invece i goal raggiunti dall´Ufficio Europass, come elenca la coordinatrice Giordana Masetti. Last but not least, la Scuola per l´Europa: un passaporto verso l´istruzione europea - spiega l´assessore comunale Giampaolo Lavagetto - che apre nuove prospettive internazionali ai bambini di Parma. . . |
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NUOVO SISTEMA PER DETERMINARE LA SICUREZZA DEGLI IMBALLAGGI DEGLI ALIMENTI |
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Per proteggere il nostro cibo e mantenerlo fresco fino al momento in cui lo consumiamo, ci affidiamo ai materiali per l´imballaggio alimentare; tuttavia, gli additivi contenuti negli imballaggi di plastica, carta, vetro e cartone possono contaminare gli alimenti. I ricercatori dell´Istituto Fraunhofer per la tecnologia dei processi industriali e gli imballaggi (Ivv), in collaborazione con nove partner industriali che partecipano al progetto Foodmigrosure finanziato dall´Ue, hanno creato un modello matematico per stabilire la quantità di additivi che entra in contatto con gli alimenti. I ricercatori hanno basato il modello matematico su esami condotti con alimenti genuini e non con simulanti. Di norma, campioni di alimenti casuali sono appositamente preparati per poi essere sottoposti a test chimici in laboratorio. In seguito, per semplificare le analisi, gli alimenti sono in genere sostituiti con i simulanti prescritti dalla legge, ad esempio olio di oliva e miscele di acqua con acido acetico o alcol. «Abbiamo tuttavia scoperto che in generale non è possibile trarre conclusioni sugli alimenti solidi basandosi sui risultati ottenuti con simulanti liquidi», ha dichiarato il coordinatore del progetto, Roland Franz, dell´Ivv. «In molti casi, la contaminazione degli alimenti è maggiore di quanto si sia ritenuto fino a oggi e questo rende inevitabile il ritiro di prodotti dal mercato, che ha un suo costo», ha aggiunto. Si tratta dell´unica attività di raccolta sistematica di questi dati a livello mondiale; i dieci partner del progetto hanno così scoperto che la nuova procedura offriva risultati affidabili. «Abbiamo sviluppato vari modelli sulla base di questi dati. Un primo modello mostra il movimento degli additivi nella plastica. Da un altro emerge la quantità di tali sostanze contenute nei materiali per l´imballaggio in plastica che contamina gli alimenti, il formaggio ad esempio, sulla superficie di contatto. Franz ha spiegato che un terzo modello descrive il modo in cui gli agenti migranti si disperdono nel cibo stesso. I ricercatori hanno poi elaborato una formula per sintetizzare questi modelli. Essa tiene conto non solo della struttura dell´alimento, ad esempio il tenore di grasso e la consistenza, ma anche del tipo di materia plastica usata per l´imballaggio, dei vari additivi e della quantità media di tali alimenti realmente assunta dai consumatori. La stessa formula può essere impiegata per calcolare la quantità di additivi di imballaggi presente nel formaggio, in un caso, e nella carne o nel succo d´arancia, in un altro. Secondo Roland Franz, la valutazione assistita da computer ha un costo molto più contenuto rispetto alle prove in laboratorio e presenta il vantaggio di risultati più accurati. Una volta applicato, il modello consentirà di migliorare la sicurezza dei prodotti e degli alimenti, a beneficio dei consumatori europei. Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Foodmigrosure. Com/ . |
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VANTAGGI CERTI DALL´IGP PER CAROTA |
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Pescara - "Un riconoscimento importante per uno tra i prodotti più rinomati dell´agricoltura abruzzese e sono convinto che l´iscrizione della Carota del Fucino nel registro del marchio Igp (indicazione geografica protetta) avrà per questo prodotto un impatto di notevole vantaggio sul mercato interno ed internazionale". Questo è stato il commento dell´assessore all´Agricoltura, Marco Verticelli, alla notizia che la Commissione Europea ha dato via libera stamane all´iscrizione della "Carota dell´Altopiano del Fucino" nel registro europeo del marchio Igp. "L´ulteriore qualifica del prodotto riceve dunque un impulso assai consistente dalla sua riconoscibilità come prodotto Igp - ha concluso l´assessore Verticelli - offrendo nuovo incentivo ai produttori". . |
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L’ASSESSORE MELLARINI MEDIA TRA SINDACATI E MELINDA: “IL FUTURO DELLA MELA STA NEL RINNOVO DEGLI IMPIANTI” |
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Trento - – Il calo di produzione di mele dello scorso 2006 sta ancora preoccupando i sindacati di settore (Fai Cisl e Flai Cgil): “Sono più di duecento le lavoratrici esterne del Consorzio Melinda rimaste senza lavoro – ci ha detto Tiziano Faes della Fai Cisl, – e le minori giornate di lavoro hanno inciso anche sul reddito dei lavoratori fissi di Melinda. Inoltre, a causa degli scopazzi, nei prossimi anni avremo un calo di circa 600 ettari all’anno per 4-5 anni, e ciò aggraverà una situazione già di per sé difficile”. A gennaio c’era già stato un primo incontro con l’assessore provinciale all’agricoltura Tiziano Mellarini, e stamane l’incontro s’è ripetuto in Provincia, presenti anche il presidente Michele Odorizzi e il direttore generale Luca Granato di Melinda. “Per quel che riguarda il futuro delle lavoratrici stagionali rimaste senza lavoro – ha annunciato l’assessore Mellarini, che era accompagnato dal dott. Fabrizio Popoli del Servizio infrastrutture agricole e riordinamento fondiario – gli uffici del mio assessorato, come d’accordo con i sindacati, stanno cercando le soluzioni per dare risposte plausibili e fattibili al problema. Quel che in questa sede vorrei dire ai sindacati, e quindi ai lavoratori, è che le disgrazie climatiche, anche quelle di quest’ultimo inverno, non sono prevedibili e imputabili a questo o a quel soggetto. Per quel che mi riguarda, posso dire che il ricambio di impianti di mele in Val di Non in conseguenza degli scopazzi può addirittura essere considerato un evento positivo e, alla lunga, capace di aumentare la produzione garantendo comunque la qualità del prodotto e salvaguardando, se non addirittura incrementando, i livelli occupazionali. Da una quota del 2% annuo di ricambio al quale ci eravamo abituati, siamo stati costretti a passare a una quota del 6-8%, che è poi la media di ricambio fisiologico per qualsiasi produzione di alberi da frutto”. Per quel che riguarda, invece, l’aspetto specifico dell’occupazione nel Consorzio Melinda, l’assessore Mellarini ha rivolto l’invito ai sindacati a “voler esaminare con la dovuta attenzione il progetto di sviluppo della filiera, che porterà Melinda a migliorare le tecnologie e ad aumentare il prodotto conferito, puntando anche e decisamente sui derivati della mela (succhi di frutta ecc. )”, un progetto industriale nel quale la Provincia crede molto e che consentirà addirittura – o forse – di riaprire magazzini che erano stati chiusi, ma che comunque manterrà e consoliderà i livelli occupazionali. I dati, poi, forniti dal presidente di Melinda Michele Odorizzi e dal suo direttore generale Luca Granata, hanno voluto non solo fotografare la situazione esistente, ma anche fornire ai rappresentanti dei lavoratori dipendenti e stagionali alcune rassicurazioni sul futuro. “Mediamente – ha esordito Granata, – possiamo dire che dal 1999 fino ad oggi,ogni anno la produzione si è assestata attorno ai 25mila vagoni di prodotto conferito. Certo, ci sono state punte di 30mila vagoni nel 2005, ma è pur vero che i 25. 400 vagoni conferiti nel 2006 non sono una catastrofe: sono il -18% rispetto all’annata boom del 2005, ma più dei 24mila vagoni raccolti del 2005!” Per quel che riguarda il numero di dipendenti, “quelli fissi sono passati dai 143 del febbraio 2006 ai 145 del febbraio 2007, aumentando quindi di due unità; quelli stagionali, è vero, sono passati dai 987 del febbraio 2006 ai 781 del febbraio 2007, con una perdita di 206 dipendenti, pari al -20,9%. Sono quindi fluttuazioni che seguono l’andamento della produzione di mele e a questo proposito possiamo dire, ce lo insegna l’esperienza, che nell’anno immediatamente successivo a un’annata di crisi comunque il raccolto si riprende e ritorna su valori accettabili”. Identico discorso va fatto anche per le retribuzioni: “Se è vero che al gennaio 2007 un dipendente fisso di Melinda si è ritrovato in busta mediamente 1. 427 euro, avendone ricevuti 1. 698 nel gennaio 2006 dopo un raccolto strepitoso, è altrettanto vero che se torniamo al novembre del 2005, annata ‘normale’, la retribuzione media era stata di 1. 614 euro, livelli ai quali contiamo di ritornare non appena la produzione riprenderà il suo normale corso”. A questo punto i rappresentanti sindacali (erano presenti Tiziano Faes e Fulvio Bastioni per la Fai Cisl e Stefano Montani) hanno chiesto da un lato all’assessore Mellarini si proseguire nella strada di questi incontri “trilaterali” per tenere monitorata costantemente la situazione e di sollecitare i propri uffici a ricercare soluzioni tampone per le lavoratrici che in questi mesi si vedono quasi completamente svanito il reddito. Dall’altro, hanno chiesto ai dirigenti di Melinda di essere informati sui futuri sviluppi della progettata apertura nel settore dell’industria dei derivati. L’assessore Mellarini, riscontrando un sostanziale avvicinamento tra le posizioni sindacali e dei responsabili del Consorzio, pur con i naturali distinguo di ruoli e di problematiche, e vedendo in questo un chiaro segnale di collaborazione costruttiva, s’è impegnato a ripetere fra tre mesi circa l’incontro e nel frattempo ha invitato Melinda a impegnarsi nella direzione della ricerca di partnership, della diversificazione del prodotto, della ricerca della qualità anche nel settore della trasformazione delle mele. “Solo con uno strategico rinnovo degli impianti in Valle di Non – ha concluso Mellarini, – possiamo garantire alti livelli qualitativi e quantitativi di prodotto. I tecnici ci dicono che se un impianto vecchio o ammalato di scopazzi può dare due vagoni di mele, un impianto rinnovato, quando sarà a regime, ne potrà dare sei, di vagoni! Qui allora sta la scommessa che si trovano a dover accettare i produttori e i lavoratori del settore, tenendo però presente che l’agricoltura, così come il turismo e l’industria della ricettività, patisce molto i rovesci climatici e meteorologici. La Provincia, comunque, è impegnata a individuare tutti gli strumenti di sostegno, di incentivazione e di intervento laddove lo si riterrà opportuno e necessario”. . |
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DIRETTIVA NITRATI – ZAIA CHIEDE A DE CASTRO ATTIVAZIONE TAVOLO POLITICO |
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Venezia - “A fronte della particolare importanza e delicatezza dell’intera questione, Ti chiedo cortesemente un personale intervento per la convocazione di un Tavolo politico, al quale possano partecipare il Ministro delle politiche agricole, il Ministro dell’ambiente e le Regioni, che definisca ai massimi livelli istituzionali le iniziative da intraprendere a livello comunitario per la tutela dell’agricoltura nazionale”. E’ quanto scrive il vicepresidente della Giunta regionale del Veneto Luca Zaia al Ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro, in relazione all’applicazione della cosiddetta “Direttiva nitrati”. “Le Regioni del bacino del Po – ricorda Zaia – hanno già individuato nell’ambito dei loro territori ampie “zone vulnerabili”, all’interno delle quali imporre i pesanti vincoli alle imprese zootecniche previsti dalla direttiva. Il Veneto, in particolare, ha ricompreso oltre il 61 per cento di tutto il territorio di pianura e si appresta a comprendere anche alcune zone della montagna veronese, in accoglimento delle richieste dalla Commissione Europea. Sembra tuttavia che l’attuale zonizzazione nell’ambito del bacino del Po non sia ritenuta assolutamente sufficiente e a livello comunitario viene ribadita la richiesta di inserimento anche del rimanente territorio della Valle Padana. Per Il Veneto vi sarebbe la sola eccezione del territorio della Provincia di Belluno”. “Come puoi facilmente immaginare – scrive Zaia a de Castro – l’estensione del vincolo a tutta la Padania non potrà che comportare la chiusura di numerosi allevamenti e una grave crisi dell’intera filiera zootecnica italiana”. “Per quanto riguarda il Veneto, i tecnici dell’Assessorato all’Ambiente mi confermano la correttezza metodologica e scientifica della delimitazione già effettuata e la non opportunità di ampliare le zone vulnerabili, stanti le peculiari caratteristiche idrogeologiche delle aree non designate e dei singoli bacini idraulici, anche in considerazione del loro contributo scarsamente significativo nei confronti del processo di eutrofizzazione del Mar Adriatico”. Di qui la richiesta di un tavolo comune Governo – Regioni perché “ritengo debba essere adeguatamente riconosciuta la buona volontà e la correttezza delle iniziative intraprese dalle Regioni – conclude Zaia –peraltro adeguatamente suffragate da un’idonea e particolareggiata documentazione tecnico-scientifica”. . |
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AGRICOLTURA: UNA STIMA DI CIRCA 400 MILIONI DI EURO ALLA MONTAGNA NEI PROSSIMI SETTE ANNI. RABBONI: "UN INVESTIMENTO IMPORTANTE PER FAR CRESCERE LE AZIENDE AGRICOLE DEI TERRITORI MONTANI E COLLINARI" |
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Bologna - Il Piano regionale di sviluppo rurale (Prsr) 2007-2013 rilancia l´agricoltura e lo sviluppo della montagna. Saranno circa 400 milioni di euro le risorse pubbliche complessive (Ue, statali e regionali) che andranno a sostenere i territori montani dell´Emilia-romagna nei prossimi sette anni, 150 milioni di euro in più rispetto alla scorsa programmazione. Si tratta di prime stime in quanto il nuovo Prsr (che prevede una dotazione complessiva di 934 milioni di euro di fondi pubblici, di cui circa il 42% andrebbe alla montagna) è ora al vaglio della Commissione di Bruxelles, che ha sei mesi di tempo per esaminarlo e approvarlo definitivamente. Solo dopo si apriranno i bandi. Il 52% del territorio dell´Emilia-romagna è montano (25%) e collinare (27%). L´elevata età media degli agricoltori che operano nelle zone montane e collinari (62 anni secondo i dati Istat 2000), le piccole dimensioni delle aziende agricole (in media 8,2 ettari contro gli 11,2 della pianura), il loro elevato frazionamento (ogni azienda risulta in media formata da 10,7 "corpi" contro i 2 in pianura), l´abbandono delle attività agricole (- 42% negli ultimi dieci anni, con una Superficie Agricola Utile (S. A. U. ) che occupa oggi il 48% del territorio montano), lo scarso ricambio generazionale, "sono alcuni dei dati - ha spiegato l´assessore regionale all´agricoltura Tiberio Rabboni - che esemplificano lo svantaggio e la preoccupante situazione di chi fa agricoltura in montagna". "Per questo - ha aggiunto Rabboni - gli agricoltori del nostro Appennino hanno bisogno di un sostegno speciale: nel nuovo Prsr abbiamo destinato alla montagna una parte consistente delle risorse disponibili. Un´occasione unica che non va però sprecata: nei prossimi anni le risorse pubbliche dovranno essere usate come volano per far crescere le aziende agricole di montagna e renderle capaci di camminare con le proprie gambe". Come possono svilupparsi le imprese agricole montane per diventare più autonome? "Crescere nelle dimensioni, rafforzare l´organizzazione della vendita dei loro prodotti, specializzarsi nelle produzioni tipiche e di qualità del nostro territorio, affiancare attività complementari in grado di integrare il reddito degli agricoltori: la produzione di energia da biomasse, il turismo verde, l´enogastronomia", ha spiegato Rabboni. Le risorse del Piano di sviluppo rurale sono distribuite sui quattro "assi" di intervento europei: competitività del settore agricolo forestale, miglioramento dell´ambiente e dello spazio rurale, qualità della vita e diversificazione delle zone rurali e attuazione dell´approccio Leader. Il sostegno alle aree più marginali si concretizzerà in diversi interventi: condizioni di accesso più favorevoli ai finanziamenti (in particolare si prevede di aumentare la percentuale - fino al 45% - di cofinanziamento ai progetti presentati dai territori montani, che potrà arrivare al 50% nel caso di supporto ai giovani agricoltori); aumento delle indennità compensative che riconoscono lo svantaggio dell´agricoltura di montagna (si passerebbe da 80 a 150-200 euro per ettaro di S. A. U. ) con l´ammissione per tutte le tipologie di colture e non limitatamente alla sola zootecnia, per una stima complessiva di 55 milioni di euro su questa misura. Altri 113 milioni di euro sarebbero destinati ai pagamenti agro-ambientali. Specifiche risorse sono previste per la diversificazione delle attività in montagna, in particolare per la produzione di energia. Le stime delle risorse destinate alla montagna sono basate sul numero di domande di contributo presentate da privati, enti pubblici, agricoltori, consorzi, associazioni di categoria e accolte, al 30 giugno 2006, dai territori delle Comunità montane per le diverse misure della programmazione 2000-2006. Il consuntivo 2000-2006 vede accolte 12. 328 domande di contributi (il 50% delle ammissioni complessive) per un importo di oltre 250 milioni di euro, pari al 36% del totale regionale della scorsa programmazione. Rispetto al Piano rurale 2000-2006, il ruolo dei territori nella gestione degli interventi acquista importanza: la maggioranza delle risorse (circa il 65%) verrà infatti gestito dalle Province e dalle Comunità montane, responsabili delle scelte amministrative a livello locale. La valorizzazione delle peculiarità locali e dei singoli territori si sostanzia nel Programma rurale integrato provinciale (Prip), elaborato dalla Province assieme alle Comunità montane con l´obiettivo di armonizzare gli interventi a livello locale ed integrarli con altri interventi. . |
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AGROALIMENTARE: A ZAGABRIA IL VENETO PUNTA SUI FORMAGGI
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Sarà Bozidar Kalmeta, Ministro dei trasporti, turismo e sviluppo della Repubblica Ceca ad aprire mercoledì 21 febbraio, presente Andrea Olivi Amministratore Delegato di Padovafiere, la prima edizione di Gastroteh /Tecnobar, Salone internazionale della ricettività organizzato congiuntamente dalle fiere di Zagabria e Padova. Alla manifestazione sono presenti 137 aziende provenienti da tutta Europa di cui un terzo dall´ Italia soprattutto dal Nord Est. In mostra, che si svolge in contemporanea al salone nautico, sono attesi operatori dalla Croazia e da tutti i Paesi vicini. Significativa la partecipazione della Regione Veneto che punta sui formaggi Dop e Igp. Su questi prodotti oltre ad aree espositive ed assaggi sono previsti corsi gastronomici con particolare attenzione all´uso dei formaggi veneti nella pizza, un piatto molto diffuso in questo mercato e che costituisce un veicolo promozionale semplice ma efficace Di particolare rilevanza il summit internazionale promosso da Padovafiere e con la partecipazione del Ministero delle Politiche Agricole italiano che mette le basi per un rapporto diretto con i nuovi paesi dell’Unione ai quali l’Italia offre il suo know how per le azioni di tutela dei prodotti Dop e Igp in ambito comunitario. . |
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METODI E CRITERI DI CAMPIONAMENTO OPERATORI BIOLOGICI. LIVIANTONI: “ANCHE CON NUOVO ‘PSR’ GRANDE SOSTEGNO AD GRICOLTURA ECO-COMPATIBILE”. I DATI DELL’UMBRIA. |
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Perugia – Per un mercato dei prodotti biologici sempre più trasparente e consumatori ancora più garantiti, la Giunta regionale ha approvato i criteri e le modalità di campionamento per il controllo degli operatori biologici, ovvero le imprese agricole e zootecniche che praticano metodi di agricoltura eco-compatibile e che in Umbria (tra produttori, preparatori e raccoglitori di prodotti spontanei, aziende biologiche, in conversione e miste) hanno ormai superato le 1500 unità e gli oltre 30mila ettari di superfici coltivate. Due sono i soggetti coinvolti nella procedura di campionamento e controllo: il “Servizio produzioni vegetali e politiche per l’innovazione” della Regione Umbria, che annualmente approva, pubblica l’Albo regionale e, con l’utilizzo di un ‘software’ per la raccolta ed elaborazione dati, estrae a campione un numero non inferiore al 5 percento delle aziende in elenco; le Comunità montane che operativamente eseguono le ispezioni vere e proprie. “La procedura - ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Carlo Liviantoni – renderà il controllo ancora più mirato e coerente, in un settore, peraltro, che è il solo ad avere una certificazione di filiera, dal seme alla tavola del consumatore. L’agricoltura biologica, settore di grande vitalità e interesse per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio – ha ricordato Liviantoni – in questi anni ha avuto una crescita esponenziale, anche grazie all’attività di tutoraggio, agli incentivi e a contributi economici della Regione e dell’Unione europea per oltre 40milioni di euro”. “Lo stesso ‘Psr’ 2007-2013 – ha sottolineato l’assessore – pone grande attenzione al consolidamento del comparto. Una regione, la nostra, che si colloca a livello nazionale in una posizione di tutto rispetto, e che per caratteristiche pedologiche, orografiche, di intensità produttiva, per biodiversità e per l’immagine che detiene - ha concluso Liviantoni - ha una sorta di vocazione naturale per l’agricoltura biologica”. Il biologico umbro è prevalentemente rivolto al settore zootecnico (foraggi, pascoli e prati), ma importanti sono anche la coltivazione di cereali (come il caratteristico farro) e di legumi come lenticchie, fave, ceci e cicerchie. Di un certo rilievo, con oltre 1000 ettari coltivati, è la produzione di olio extra vergine di oliva, mentre sono contenute le superfici investite a vigneti, frutteti ed ortive a pieno campo. Da ricordare che nella nostra regione operano anche molte aziende (mangimifici, molini, frantoi, oleifici, panifici, caseifici) autorizzate alla lavorazione di prodotti biologici. Il ‘trend’ positivo dell’Umbria in bio-agricoltura fa tutt’uno con il dato nazionale, senza precedenti e soprattutto senza paragoni con il resto del mondo. Il nostro Paese, infatti, è primo produttore europeo e il terzo mondiale per estensione delle superfici investite. . |
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NAPOLI: PRIMA EDIZIONE DI AGROSUD “FIERA DELL’AGRICOLTURA - SALONE DELL’INDUSTRIA LATTIERO CASEARIA” DAL 23 AL 25 FEBBRAIO 2007 ALLA MOSTRA D’OLTREMARE. |
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Napoli - Si è tenuta ieri la conferenza stampa di presentazione della prima edizione di Agrosud “Fiera dell’Agricoltura - Salone dell’Industria Lattiero Casearia”, che si terrà a Napoli dal 23 al 25 Febbraio 2007 alla Mostra d’Oltremare. Agrosud rappresenta nella loro totalità due filiere produttive complete: ortofrutta e comparto zootecnico - lattiero caseario. La kermesse espositiva presenterà ad un pubblico di agricoltori, allevatori e trasformatori le principali innovazioni tecnologiche applicabili a queste filiere provenienti dall’industria e punta a diventare il principale luogo d’incontro e di riferimento per tutto il mondo agrozootecnico del Mediterraneo. Ad Agrosud – patrocinata dal Ministero per le politiche agricole agroalimentari e forestali -hanno già aderito oltre 200 aziende di livello nazionale ed internazionale. “L’idea Agrosud, “Fiera biennale dell’Agricoltura e Salone dell’Industria Lattiero-casearia”, nasce dalla semplice constatazione che ad oggi non esiste nel Mezzogiorno d’Italia una fiera agricola che abbia spessore nazionale o internazionale – dichiara Salvatore Bonavita, presidente della Mar. Sa. , la compagine societaria organizzatrice dell’evento. Bonavita sottolinea inoltre: ”A tale evidenza si aggiungono due presupposti fondamentali: l’importanza e la rappresentatività del Mezzogiorno d’Italia e del bacino Mediterraneo nel mondo agricolo e la necessità di favorire l’innovazione ed il trasferimento tecnologico nel settore in tali aree. ” “Puntiamo a fare di Agrsosud un evento internazionale che abbia cadenza biennale in Italia, a Napoli e che segni una presenza biennale,a turno,in diverse città del Mediterraneo-ha annunciato Bonavita. Presenti anche rappresentative straniere:”Giungeranno delegazioni ufficiali dalla Romania e dalla Serbia, sia in qualità di espositori, che di visitatori – ha sottolineato Bonavita. I convegni La salvaguardia del territorio agricolo e la sostenibilità economica, sociale ed ambientale delle due filiere sarà trattata in una serie di convegni istituzionali, che contribuiranno a rendere Agrosud anche un importante momento culturale e di aggiornamento tecnico-scientifico. A breve sarà reso noto un calendario degli appuntamenti Alla Conferenza stampa erano presenti tra gli altri Vincenzo Oliviero, direttore del Consorzio per la tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, il quale ha detto”Plaudiamo all’iniziativa della Mar. Sa. Di Salvatore Bonavita,che finalmente avvicina al mondo della trasformazione del latte, solo la Mozzarella Dop conta 132 caseifici che fatturano 300 milioni di Euro, quelle aziende che producono attrezzature per il settore lattiero caseario. ” - Angelo Coletta, direttore dell’Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina, ha invece affermato:”Agrosud è il momento per ricordare che al 31 gennaio 2007 gli allevamenti bufalini in Campania rappresentano il 73,5% del patrimonio nazionale, che con ben 250. 410 capi allevati, 172. 314 dei quali nella sola provincia li Caserta, conferma la leadership nazionale della regione . ”Coletta rispondendo alle domande dei giornalisti ha anche affermato”Le dichiarazioni di ieri degli assessori all’agricoltura Andrea Cozzolino e alla Sanità Angelo Montemarano in ordine al piano regionale di eradicazione della brucellosi sono confortanti e vengono sicuramente incontro alle esigenze degli allevatori. ” - Gioacchino Majone, presidente dell’Associazione regionale allevatori della Campania. ”agrosud E’anche un’occasione per portare a Napoli,e quindi in città, un’esposizione di animali, per mostrare al pubblico,non solo agli operatori del settore, quanto e cosa sanno fare gli allevatori dellaCampaania,cherappresentano innanzitutto una zootecnia sana e che sa e vuole competere. ” - Antonio Cipolletta, presidente del Consorzio per la Tutela della Melannurca Campana Igp. “Agrosude è per noi l’occasione di ricercare nuove strade, che attraverso l’innovazione di processo, aiutino la commercializzazione di un prodotto certificato e ancora poco conosciuto come la annuraca. Campana. ” - Vito Busillo, presidente dell’Unione regionale bonifiche e irrigazioni: ”Auguriamo ad Agrosud un buon inizio, il mondo della bonificaedell’irrigazioni oggi vive un momento di trasformazione e d’innovazione e guarda con attenzione a tutte le novità che possana incoraggiarelatutela ed il risparmio della preziosa risorsa, l’acqua, senza la quale non è possibile implementare una moderna agricoltura. ” Ha infine concluso Rosario Lopa, della direzione generale della qualità del Ministero per le politiche agricole e forestali, che nel porgere il saluto della direzione ha detto:” Crediamo molto in questa iniziativa e speriamo possa avere una ricaduta positiva sul settore primario del Mezzogiorno. ” I premi Tra gli appuntamenti della fiera sono previsti due premi. Il “Premio Agrosud Zootecnia”, avrà come tema: “Progettazione di un impresa zootecnica in ambiente semiarido nel rispetto del paesaggio in ambiente mediterraneo”. Il “Premio Agrosud Ortofrutta, avrà come tema: “Tecnologia innovative nella filiera dell’ortofrutta. ” Entrambi i premi saranno assegnati da due distinti Comitati tecnico scientifici, coordinati da docenti universitari, e con la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Napoli Federico Ii. Innovazione per il Mediterraneo La kermesse espositiva – che ha come slogan “L’innovazione in agricoltura” punta a , fare di Napoli il baricentro del Mediterraneo: crocevia fondamentale tra l’Europa ed il Nord Africa. Un luogo d’incontro privilegiato tra produttori e aziende agricole, zootecniche e della trasformazione del latte. . |
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DA OGGI ONLINE IL NUOVO PORTALE CUOCHINTESTA.IT, LA NUOVA BRIGATA DI CUCINA |
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E’ online il nuovo sito Internet cuochintesta. It, spazio dedicato alla "nuova brigata di cucina". I riflettori sono puntati sui volti e le esperienze dei giovani chef italiani: con interviste ai cuochi di tutta Italia e una rassegna stampa quotidiana sul mondo della ristorazione, Cuochintesta è un circuito per appassionati e operatori del settore, un confronto stimolante che contribuisce alla crescita della ristorazione italiana d´eccellenza. I "cuochintesta" sono la nuova brigata di cucina, ovvero professionisti pieni di fantasia che hanno in comune la voglia di trasmettere la qualità, attraverso un´accurata ricerca delle materie prime. Figure in grado di assimilare le tradizioni per elaborarle in una idea personale di tecnica culinaria. Al momento le interviste riguardano la Lombardia, ma il sito è in continua evoluzione: il mese di marzo vedrà coinvolti i cuochi di Piemonte e Liguria, a cui seguiranno Veneto ed Emilia Romagna. L´obiettivo è quello di segnalare entro l´anno diversi cuochi in tutte le regioni italiane, per dare vita a una guida culinaria da un punto di vista più oggettivo, che racconti i cuochi e le loro idee. Un viaggio in uno stile tutto italiano fatto di passione e obiettivi da condividere. Gli spazi sono i più vari: interviste, eventi, "cooknews", servizio di rassegna stampa dedicato ai cuochi e alla cucina italiana, curiosità e ricette. Non mancano gli aggiornamenti e le rubriche. Il progetto nasce da un’idea di Etiqua – agenzia di comunicazione specializzata nel settore enogastronomico - con il prezioso supporto grafico del fotografo milanese Luigi Gattinara (gattinaraluigi. Com) e la collaborazione tecnica di Situando Dichiarano Stefania Villa e Valentina Merra, ideatrici e curatrici del progetto: “Abbiamo volutamente escluso le recensioni e le valutazioni dei locali, dal momento che esistono già molte guide in questo senso. Ci piace invece focalizzare tutta l´attenzione sulle figure dei cuochi: ogni intervista apre lo scenario ad una interpretazione personalissima di cucina, data da percorsi e inclinazioni diverse dei singoli chef. Il nostro intento è dare voce a quelli che sono i veri protagonisti della ristorazione. Il progetto ha inoltre l´obiettivo di svilupparsi anche su supporto cartaceo. Grande attenzione poi per la parte dedicata agli eventi: stiamo portando avanti un percorso ludico-educativo intorno al cibo da realizzare direttamente nelle scuole, attraverso laboratori di cucina creativa in cui i protagonisti sono i cuochi, per coinvolgere i ragazzi in gioco di sensi. Ma anche eventi rivolti a un pubblico di appassionati, in cui il cibo diventa intrattenimento, con corsi di cucina e momenti di spettacolo. Una community che spazia in tutte le inclinazioni del gusto". . . |
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AL VIA IL PRIMO “CAMPIONATO CHEF D’AUTORE” INIZIA DA SAN MAURIZIO CANAVESE IL TOUR GOLOSO CHE VEDRÀ LA FINALISSIMA IL 4 GIUGNO |
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Torino -. La rivista Info-line Notizie (mensile free press) ha ideato, progettato e sviluppato “Chef d’Autore”, primo Campionato di Cucina e Arte Creativa. Chef D’autore Si Propone di valorizzare i Ristoranti, gli Chef ma soprattutto i Piatti e creare per la prima volta una simbiosi tra l’arte “culinaria” e l’arte “tradizionale” con la creazione del “Piatto Artistico”. Chef D’autore E’ Non un semplice concorso ma un vero e proprio campionato, con tanto di qualificazioni e finale; il primo ad unire gli organi della stampa specializzata, pubblicitaria e della comunicazione rendendo principali attori i clienti stessi dei vari ristoranti. Le Innovazioni la più importante è la Giuria che finalmente sarà composta direttamente dai commensali che voteranno nelle serate di qualificazione. Ci sarà anche in affiancamento una giuria tecnica che matematicamente avrà lo stesso peso della giuria popolare. Inoltre verrà votato anche il “Piatto Creativo” che sarà la massima espressione della creatività degli Chef, fatto con materiale commestibile al 90% lasciando un 10% a materiali vari per la coreografia. Le Qualificazioni saranno effettuate per un periodo di 5 mesi nei ristoranti selezionati e partecipanti al Campionato “Chef d’Autore”. Esse consistono in cene aperte al pubblico nelle quali i commensali voteranno il loro piatto preferito, tramite apposite schede. Ci sarà anche una giuria specializzata che voterà. Alla fine della serata sarà proclamato il piatto vincitore in base al punteggio più alto realizzato. Inoltre se lo Chef avrà presentato il “Piatto Artistico” ci sarà una votazione anche per questo piatto particolare. Tra tutti i piatti vincitori delle qualificazioni verranno selezionati, in base ai migliori punteggi delle qualifiche, quelli che parteciperanno alla finalissima. La Finale La finale del primo “Campionato Chef d’Autore” sarà ospitata dal ristorante Parco Le Pigne (Coazze - Torino) lunedì 4 giugno ore 21 . Splendido locale inserito in un parco secolare di oltre 60. 000 metri quadrati con corsi d´acqua, alberi ultra centenari ed addirittura un laghetto. La serata di gala sarà un vero e proprio evento unico nel suo genere dove pubblico, stampa, vip ed addetti ai lavori potranno degustare il meglio dei piatti selezionati durante il campionato. La finale sarà in parte aperta al pubblico in quanto farà anche da giuria, in più ci saranno due giurie tecniche, una riservata alla parte artistica con noti personaggi dell’arte e dello spettacolo l’altra di tecnici come giornalisti enogastronomici, noti chef, etc… La serata sarà una festa dove interverranno radio, televisioni e personaggi noti, per celebrare i vari premiati, che saranno: il miglior Antipasto, il miglior Primo, il miglior Secondo, il miglior Dolce e il piatto Primo Assoluto vincitore del 1° Campionato di Cucina e Arte Creativa “Chef d’Autore”; verrà inoltre premiato il miglior “Piatto Creativo”. . . |
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TRENTO: CORSI PER GUIDE, SOMMELIER E OPERATORI ENOGASTRONOMICI |
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Con gli Incontri sul Territorio, Accademia d´Impresa, azienda speciale della camera di Commercio di Trento, propone una serie di percorsi formativi rivolti a guide, accompagnatori turistici, sommelier e operatori enogastronomici con l´obiettivo di promuovere il contatto con gli operatori economici e i consorzi produttivi e rafforzare le reti sul territorio sostenendo la creazione di un sistema integrato tra le produzioni tipiche locali e i servizi turistici. Di seguito l’elenco dei corsi, articolati tra marzo e novembre 2007: “Il settore dell´artigianato artistico” Tessitura tradizionale su antichi telai a mano di Trotter Lucia/mezzano martedì 20 marzo; “Il settore lattero caseario e il formaggio” Caseificio di Mezzana e Terzolas lunedì 16 aprile; “Il settore del legno: legno da risonanza” Magnifica Comunità Cavalese E. Ciresa Srl Tavole Armoniche Tesero lunedì 14 maggio; “Il settore delle acque minerali e termali” Stabilimento e Terme di Levico lunedì 28 maggio; “Il settore biologico – frutticoltura” Produzione e trasformazione lunedì 11 giugno; “Il settore dei piccoli frutti” Produzione e trasformazione a cura del Consorzio Sant´orsola/primiero lunedì 3 settembre; “Il miele e i suoi derivati” Giuseppe March/predazzo lunedì 24 settembre; “Il settore del vino” Cantina Albino Armani lunedì 8 ottobre; “Le castagne di Roncegno” Associazione produttori castagne di Roncegno lunedì 22 ottobre; “Il settore della carne e dei salumi” Consorzio Salumi Trentini lunedì 12 novembre. Gli incontri sono gratuiti. Per partecipare è necessario effettuare l´adesione contattando Accademia d´Impresa. L´adesione va effettuata entro 4 giorni dalla data dell´uscita didattica prescelta. Tutte le uscite prevedono la partenza da Piazzale Zuffo, a Trento e impegnano per una giornata secondo gli orari che saranno di volta in volta comunicati. . |
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BORSA INTERNAZIONALE DEL TURISMO 2007 VENERDÌ A MILANO …UN FESTIVAL DELL’ ENOGASTRONOMIA DI ROMAGNA |
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Venerdì 23 febbraio alla Bit di Milano, l’associazione Romagna Terra del Sangiovese sarà ospite nell’ Area verde di accoglienza e degustazione della Regione Emilia Romagna, dove offrirà a giornalisti ed opinion leader, materiale promozionale e degustazioni di vini di eccellenza delle Strade dei Vini e dei Sapori della Romagna. Alle ore 11,00, avrà luogo degustazione di Sangiovese di Romagna delle zone di Imola, Faenza, Forlì-cesena e Rimini ; alle ore 16,00 sarà la volta dell’Albana Passito delle stesse zone (per il riminese verrà messo in assaggio il vino Rebola). Oltre al folder promozionale che illustra finalità e contenuti della neonata associazione e la cartina del territorio delle Strade dei Vini e dei Sapori tra Imola e Rimini, Romagna terra del Sangiovese presenterà in anteprima a Milano il “Calendario degli eventi della Romagna interna” intitolato Ogni Evento un Racconto. Il calendario, realizzato col contributo del progetto europeo Wineplan, è sviluppato in uno stretto ed allungato folder che si stende in verticale e può essere dunque appeso, ha testi brevissimi in italiano ed inglese, e sarà prodotto per l’anno 2007 in 25. 000 copie. Si tratta dei 15 eventi di carattere enologico e gastronomico più importanti della Romagna interna , tre eventi per provincia (più circondario di Imola), nonché tre manifestazioni di carattere “trasversale” (Cantine Aperte, Festa Artusiana Forlimpopoli, Calici di Stelle). Gli altri 12 eventi, che si succedono in un ordine cronologico sono : Vini e Sapori in Strada (Bertinoro e Longiano), Feste Medioevali ( Brisighella), Palio del Niballo (Faenza), P. Assaggi di Vino (Rimini), Settembre Castellano (Castel S. Pietro Terme), Squisito (San Patrignano), Sagra dei Marroni (Castel del Rio), Baccanale (Imola), Enologica (Faenza), Sagra del Formaggio di Fossa (Sogliano al Rubicone), Orgolio (Rimini), Pomeriggi del Bicchiere (Bertinoro). Non è casuale la scelta del 23 febbraio per le degustazioni e la presentazione del materiale promozionale di Romagna Terra del Sangiovese (che ha sede a Forlimpopoli negli uffici esterni di Casa Artusi). Infatti quel giorno, all’ora di pranzo, è in scena alla Bit la presentazione del progetto di Casa Artusi. Alla presenza del Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, e degli assessori Tiberio Rabboni (Agricoltura) e Guido Pasi (Turismo) , venerdì verrà presentato il grande progetto di “Forlimpopoli Città Artusiana” : i portavoce di Casartusi saranno, nell’occasione, il Presidente della società consortile che la guida, Paolo Lucchi, il Sindaco di Forlimpopoli Paolo Zoffoli, e l’Assessore al Turismo della Provincia di Forlì-cesena Luciana Garbuglia. Le autorità istituzionali ed amministrative incontreranno, in una sala riservata dello stand della Regione , una qualificatissima platea di giornalisti : la conferenza stampa “Regione Emilia Romagna : cultura gastronomica, ricette del territorio e produzioni agricole di qualità” precederà il pranzo, ovviamente “artusiano” con piatti e prodotti del territorio…all’ uso di Romagna Ai giornalisti, agli opinion leader ed alle autorità istituzionali intervenute, sarà consegnata una cartellina stampa, contenente fra altro : fascicolo a schede su Casa Artusi (il percorso ed i contenuti del progetto, la figura di Pellegrino Artusi, la scelta del logo, il Consiglio di Amministrazione ed il Comitato Scientifico, ecc. ); depliant promozionali su Casa Artusi, Festa Artusiana 2007 e Città e Museo di Forlimpopoli; una copia del “Libro”, il mitico “La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene” . . |
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GLI INTEGRATORI ALIMENTARI: UN MERCATO IN CRESCITA CHE INCONTRA IL FAVORE DEL PUBBLICO
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Il mercato pare destinato a crescere nel prossimo triennio, dal momento che entro la metà del 2009 ben 13,7 milioni di italiani (25-64 anni) dichiarano che potrebbero consumare integratori alimentari. Nove milioni di adulti li hanno consumati nell’ultimo triennio. Sono questi i dati che emergono da un ricerca commissionata da Aiipa , l’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari. Cresce la voglia e la ricerca di benessere: gli italiani hanno imparato a volersi bene e a volere prodotti che contribuiscono a mantenere il loro stato di salute. Secondo dati recenti, il mercato degli integratori mostra segnali di ripresa registrando una crescita a valore del 2,6%, pari a 2. 792 milioni di euro nei diversi canali distributivi (Fonte Acnielsen 2006). Un mercato che pare destinato a crescere nel prossimo triennio, come evidenzia una ricerca commissionata da Aiipa – Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari – ad Astra: nove milioni di adulti hanno consumato integratori alimentari nell’ultimo triennio, specie donne, giovani adulti, residenti nelle regioni “rosse” e nel Triveneto. Si tratta di soggetti con medi e alti titoli di studio, reddito, consumi e accesso a Internet, un consumatore colto ed evoluto. Almeno 4 milioni e mezzo prevedono di diventare consumatori di integratori nel prossimo triennio, con una crescita del mercato tra il +35% e il 50%. In Europa, l’Italia è al quarto posto come sviluppo e fatturato. Si tratta di un mercato in evoluzione caratterizzato da una forte dinamicità, basti pensare alla vastità dell’offerta a scaffale e dove il canale farmacia gioca un ruolo predominante con una vendita a valore pari all’86,3% (+1,7% vs. 2005); ma anche nella distribuzione (iper+super+ Ls) il comparto ha assunto un peso sempre più consistente con un valore pari a 269 milioni di euro (+8,2% vs. 2005), segue, infine il canale bar il bar che registra un 4,1%. Le principali categorie sono rappresentate dagli integratori funzionali (si tratta di integratori a base di svariate sostanze tra le quali estratti vegetali, prodotti naturali, fibre, prebiotici e probiotici, ecc che contribuiscono alle funzioni fisiologiche dell’organismo) 61%, seguono gli integratori vitamine e minerali 13% e gli integratori in forma di chewing gum (10,6%). Sia nel canale farmaceutico che nella distribuzione, se escludono gli integratori in forma di chewing gum, gli integratori funzionali registrano le maggiori vendite a valore rispettivamente 69,2% e 41,8%: un segnale che va ricercato proprio nel nuovo concetto di salute che negli ultimi anni si è andato modificando in modo profondo e sostanziale. Se, infatti, negli ultimi anni ’80 salute significava assenza di patologia, con l’evolversi degli stili di vita e la continua ricerca di uno stile di vita “più sano” durante i primi anni ’90, è invece emersa impetuosa l’immagine di salute come benessere e generale equilibrio psicofisico. “I consumatori attuali e futuri degli integratori alimentari sono connotati da stili di vita e alimentari più moderni, sono informati ed equilibrati, a differenza di quanto comunemente si immagina – afferma Anna Paonessa, responsabile area integratori di Aiipa – Siamo di fronte ad un consumatore più evoluto che meglio consoce il ruolo e i benefici dell’integrazione alimentare. Con un atteggiamento positivo e costruttivo nei confronti della salute, pienamente consapevole del corretto ruolo degli integratori alimentari nel raggiungimento e nel mantenimento del benessere”. E’ buona e ottima in generale anche l’immagine sociale di questi prodotti che sono considerati sicuri e controllati, dove rilevante è anche la loro percezione in rapporto allo stile di vita alimentare che all’invecchiamento. “La crescita del mercato impone, in misura ancora maggiore, un bisogno di informazioni chiare e trasparenti – conclude Anna Paonessa – Aiipa, che raggruppa più di 35 tra le maggiori aziende del settore è fortemente impegnata nella tutela del consumatore e trasparenza del comparto, attraverso una proficua collaborazione con le istituzioni e la comunità scientifica. Oggi la pubblicazione in Gazzetta del Regolamento sui Claims nutrizionali e sulla salute segna un nuovo importante passo e traguardo per la tutela di questo comparto. ” . |
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HOWCOOKING.IT: AL <> DI MONTECATINI TERME
SERATE COOL…INARIE CON LO CHEF SIMONE RUGIATI
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A Montecatini Terme va in scena il gusto. <<Showcooking. It>> ovvero performance cool. Inarie firmate Simone Rugiati che animeranno per 3 serate il “Bk1 conceptSpace” - lo spazio polifunzionale dedicato alla gastronomia, all’arte, al design e all’editoria - voluto da Simone Galligani e realizzato da Fabrica Design insieme all’istrionico architetto Aldo Cibic. 3 marzo, 31 marzo, 28 aprile: 3 incontri speciali tra spettacolo e lezioni di cucina, in un inebriante vortice di sensazioni tattili, visive, olfattive, sonore. A fare da regista a questo show di arte culinaria, Simone Rugiati – innovativo chef noto al grande pubblico per le sue performance alla Prova Del Cuoco su Rai Uno e volto televisivo di Gambero Rosso Channel. Un ritorno alla sua terra e alle sue origini: Simone ha scoperto la sua passione per l’arte culinaria proprio qui a Montecatini Terme. Questa terra gli ha fatto da madre per la sua crescita professionale; i profumi, le ricchezze della natura, i colori, l’hanno sedotto e ispirato nel creare un nuovo stile di cucinare, intelligente, creativo e moderno. Con la sua carica di energia e il suo carisma innato Simone si posizionerà al centro del “Bk1conceptspace”, dove preparerà il menù della cena portata dopo portata, illustrando passo a passo il suo lavoro e coinvolgendo il pubblico con aneddoti e battute. Alla fine della preparazione la portata verrà servita in tavola in abbinamento a vini selezionati. Eccone un assaggio: il Tonno Vitellato, ovvero una rivisitazione della ricetta classica del Vitello Tonnato invertendo gli ingredienti e componendolo in consistenze diverse, utilizzando tonno fresco e ricreando il gusto originale alleggerendo però i grassi e le cotture. Sublime abbinato a uno Chardonnay Siciliano di buona struttura. Un’occasione unica per poter degustare i piatti di questo giovane ed affermato Cookmanshow Toscano, in un ambiente ricercato ed innovativo come quello del “Bk1conceptspace”, con uno stile di presentazione che siamo sicuri farà parlare di se. Lo <<Showcooking. It>> stuzzica il palato, penetra nella mente, raggiunge il cuore con leggerezza. Info@bk1. It . |
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LE BIBITE SANPELLEGRINO “VESTONO DI STELLE” 2000 BAR CON UNA PREZIOSA LINEA DI ARREDAMENTO E ACCESSORI PER RENDERE UNICO IL PUNTO VENDITA
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Le bibite Sanpellegrino, da anni simbolo di Italian style, diventano protagoniste alla 9° edizione di Pianeta Birra con l’esclusiva linea di arredamento e accessori di design per arricchire di originalità ed eleganza il punto vendita. Un importante progetto che va a completare un piano di rilancio più ampio, iniziato nel 2005 con il restyling della gamma, che Sanpellegrino intende evolvere proprio con l’intento di avvicinare il consumatore ai luoghi di acquisto e consumo delle sue bibite. Pensato per rendere unici 2000 tra i migliori bar d’Italia, che saranno vestiti e personalizzati Sanpellegrino, il kit prevede una gamma completa di preziosi accessori dalle linee innovative e fortemente evocative. Dagli ombrelloni ai tavolini, dalle sedie ai vassoi ai bicchieri, dalle tovagliette alle t-shirt ai grembiuli per arrivare ai divertenti clavatappi, su tutti i materiali campeggia la storica clavetta in vetro da 20 cl che ha fatto delle bibite Sanpellegrino uno status symbol in Italia esportato in tutto il mondo. Un richiamo all’esclusiva forma della clavetta che diventa quindi costante in tutti gli oggetti, non solo come immagine ma anche nel design. Di grande impatto, ad esempio, è il nuovo clavatappi che riproduce esattamente, ma in dimensioni ridotte, la mitica bottiglia oppure ancora i tavoli e le sedute delle sedie le cui linee ammiccano, in maniera chiara, all’inconfondibile tappo della clavetta. Tutti accessori nati per dare un tocco di riconoscibilità ai bar dove sono presenti, interamente realizzati con materiali di alta qualità. “I speak Sanpellegrino” è la filosofia che accompagna queste bibite, emblema di made in Italy e convivialità, a cui si ispirano tutti coloro che, condividendone spirito e valori, hanno fatto dell’identità autenticamente italiana, uno stile di vita. Un vero e proprio mondo fatto di gente che ama la qualità e l’esclusività anche nel consumo fuori casa, che vuole circondarsi di eleganza e glamour anche durante i momenti trascorsi al bar. Accanto alla funzionalità, infatti, il kit nasce per accompagnare e rendere ancor più piacevoli le ore passate fuori casa con gli amici, per rinfrescare i pomeriggi trascorsi in giro per la città e le ore di shopping, per rendere più gustose le pause pranzo con i propri colleghi. Simbolo di Italian style, le bibite Sanpellegrino, si legano, da sempre, agli ambienti più glamour non solo in Italia ma anche all’estero divenendo così l’icona di chi ama vivere con un preciso stile, cosmopolita ma allo stesso tempo saldamente legato alle proprie origini. . |
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E’ PARTITA LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA PER IL LANCIO DELLA NUOVA GAMMA DI YOGURT YOGURT DI FATTORIA SCALDASOLE: RICETTA PIÙ RICCA E PACKAGING PIÙ INNOVATIVO
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Con ingredienti da agricoltura biologica e integrati con fermenti probiotici Fattoria Scaldasole è da oggi sul mercato con una nuova gamma di yogurt ancora più buona e genuina e con un packaging interamente rinnovato. I nuovi yogurt di Fattoria Scadasole sono caratterizzati da un’elevata quantità di frutta tagliata a grandi pezzi per mantenerne più integre le caratteristiche e non disperderne il gusto. Si aggiungono, oltre ai consueti gusti dell’intera gamma di yogurt, la referenza ai frutti rossi e fiocchi di cereali e lo yogurt all’amarena e ciliegia tra gli Yogurt Magri, e lo yogurt al Bircher e Muesli tra quelli Interi. Anche il packaging è stato rinnovato, ancora più innovativo ed accattivante e soprattutto ecologico. Fattoria Scaldasole è da sempre attenta all’impatto ambientale dell’intera filiera produttiva. Ecco perché sono state studiate e messe in produzione speciali confezioni per tutti i propri prodotti. Ad esempio, i bicchieri di yogurt da 140g, 400g e 500g sono composti da due parti: ´involucro interno in plastica realizzato con la metà della plastica di un contenitore tradizionale e l´involucro esterno in carta riciclabile. Le due componenti possono essere avviate separatamente alla raccolta differenziata. Per questi yogurt, inoltre, sono stati utilizzati solo ingredienti da Agricoltura Biologica con l’aggiunta del fermento probiotico lactobacillus biovitalis, elemento prezioso per rafforzare le naturali difese dell’organismo. Il Metodo Biologico di Agricoltura esclude l´utilizzo di concimi chimici, pesticidi, Ogm (Organismi Geneticamente Modificati) e loro derivati. L´organismo di controllo Bioagricert, certifica metodi di coltivazione e processi produttivi evidenziando il non utilizzo di sementi derivate da modifica genetica (O. G. M. ) a fovore dell’uso esclusivo di tecniche di coltivazione naturali. La laia ena uscita che riguarda Save. Iù le caratteristiche salutari degli yogurScadasole, caratterizzata da un´ preciso. Campagna promozionale della nuova gamma di yogurt è già partita all’inizio di settembre. E’ suddivisa in due flight: il primo flight si concluderà a dicembre, mentre il secondo flight avrà inizio a febbraio del 2007 e terminerà a maggio. . |
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TWININGS PRESENTA UN’IMPORTANTE NOVITÀ PER IL MERCATO ITALIANO: WHITE TEA, IL TÈ BIANCO PURO AL 100%
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Twinings, l’azienda inglese sinonimo di tè in tutto il mondo, presenta il White Tea, tè bianco puro al 100%. La passione e il gusto di proporre nuove fragranze ha portato ancora una volta Twinings a lanciare sul mercato una miscela unica e distintiva, estremamente ricercata e finora conosciuta solo dagli appassionati. Grazie a Twinings, sarà possibile scoprire questo nuovo tè così pregiato, dal sapore e gusto delicato. Questa novità si inserisce nel percorso di tradizione, eccellenza, innovazione, appassionata dedizione alla cultura del tè che Twinings porta avanti da 300 anni e che rappresentano i tratti distintivi del carattere di questo marchio, il più antico al mondo tuttora in uso. Il tè bianco, una volta destinato esclusivamente all’imperatore cinese, è prodotto in quantità minime. Viene effettuato, infatti, un unico raccolto a primavera ed è per questo che è molto più ricercato di qualsiasi altra tipologia di tè. Questo tè deriva il suo nome dai sottili filamenti lanuginosi presenti nella parte inferiore dei germogli e delle foglie di tè. E’ in assoluto il più naturale dei tè perché non viene quasi trattato. Le foglie e i germogli più sottili vengono raccolti manualmente prima che si schiudano per poi essere lasciati ad essiccare all’aria aperta. Il risultato è che le foglie assumono la caratteristica sfumatura argentea che caratterizza questo prodotto. I cinesi sono stati i primi a produrre il tè bianco nella provincia di Fujian da una varietà di tè chiamato “Big White”. Twinings acquista tutto il tè bianco proprio in questa provincia, rinomata per l’alta qualità dei suoi tè. Il colore chiaro dell’infuso, quasi trasparente, dischiude un sapore delicato, vellutato e rinfrescante, dal carattere leggero. Naturalmente ricco di antiossidanti, ne contiene una quantità superiore al tè verde. Adatto a qualsiasi momento della giornata, regala un piacevole momento da dedicare a se stessi. Va servito caldo, senza latte e senza limone, per poter apprezzare appieno il gusto delicato. E’ importante rispettare il tempo di infusione che non deve superare il minuto per non inficiarne l’aroma. Disponibile presso il canale Ho. Re. Ca. , Modern Trade e tradizionale. Prezzo indicativo al pubblico per la confezione da 25 filtri: 3 euro. . |
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“LA SALUTE BUONA DA MANGIARE” RIPARTE LA NUOVA CAMPAGNA GALBUSERA CON NOVITÀ PER IL 2007
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“La salute buona da mangiare” sarà di nuovo protagonista nel 2007. Firmata dalla Scuola di Emanuele Pirella, presenterà ai consumatori i frollini, i biscotti e i cracker della linea Speciali Salute valorizzando al massimo tutti i plus dei prodotti. Semplice ma incisiva, la campagna esprime al meglio il binomio “Salute e Bontà” alla base della missione aziendale Galbusera: coniugare gusto e salute per rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più informato e attento all’alimentazione. On air dal 18 febbraio a tutto il mese aprile, la campagna sarà pianificata sui quotidiani, stampa consumer e sulle principali emittenti radio nazionali: 8 soggetti per la stampa e due diverse tipologie di spot per la radio: 11 soggetti da 30” e 6 da 15” briosi e giovanili per la radio. La novità per il 2007 è la campagna Tv con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’impatto del messaggio Galbusera e dei prodotti Speciali Salute. I frollini, i biscotti e i cracker saranno in onda su La 7 e sui principali canali della piattaforma Sky, in 6 soggetti da 10” ciascuno rapidi e incisivi, che si concentreranno all’interno di programmi di qualità seguiti da un pubblico moderno interessato ad uno stile di vita salutare. “Anche quest’anno abbiamo continuato a privilegiare molto la stampa e la radio perché ci permettono di comunicare con il nostro consumatore in maniera più diretta e approfondita”- ha dichiarato Lorenzo Galbusera, responsabile comunicazione e relazioni esterne dell’azienda – “Per enfatizzare ulteriormente il messaggio abbiamo deciso di affiancare anche la televisione con un scelta mirata sempre nell’ottica di costruire e rafforzare il dialogo con il nostro pubblico”. Con una crescita del 9% rispetto al 2006, Galbusera , leader nel mercato salutistico dei prodotti da forno con una quota superiore al 40%, ha stabilito un investimento di 5 milioni di Euro per la comunicazione 2007. Campagna Galbusera – La Scuola di Emanuele Pirella – creativi: Massimo Canuti, Luca Merendi , Giacomo Pellizzari, sotto la direzione creativa di Emanuele Pirella e Lele Panzeri. Per la Campagna Tv la casa di produzione è Flying. . |
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100% FRUTTA…100% GUSTO E SALUTE PLASMON PRESENTA UNA NUOVA LINEA DI OMOGENEIZZATI, FRUTTA AL CENTO PER CENTO
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Per trasmettere al bambino, fin dai primi mesi di vita, corrette abitudini alimentari e per educarlo a conoscere ed assaporare gusti autentici e naturali della frutta, Plasmon ha creato la nuova linea di omogeneizzati 100%. Ideati e realizzati in accordo con le più recenti indicazioni della classe pediatrica, i nuovi omogeneizzati Plasmon 100% contengono solo polpa e succo concentrato di frutta: 100% frutta. La frutta proviene solo da agricoltura biologica, certificata da un organismo di certificazione autorizzato dal Mipaf (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali), e garantita dal Programma Oasi Plasmon. Gli omogeneizzati 100% contengono quindi solo i componenti naturali della frutta, senza nessuna aggiunta di zucchero (saccarosio) e amidi. In questo modo, il bambino si abituerà al sapore e al gusto naturale della frutta e al contempo imparerà abitudini alimentari sane e corrette. Inoltre, da un punto di vista nutrizionale, un eccesso di saccarosio nella prima infanzia ha alcuni aspetti negativi: può aumentare il rischio di carie dentale, “appiattisce” il gusto del piccolo e non gli fa scoprire la varietà di gusti e sapori, e lo abitua a un comportamento alimentare non corretto che può contribuire a predisporlo nel tempo all’obesità. In più, Plasmon assicura la migliore genuinità e sicurezza della frutta dei propri omogeneizzati perché coltivata secondo il Programma Oasi Plasmon. Quest’ultimo garantisce la selezione delle zone ideali per la coltivazioni, lontane da fonti di inquinamento, la totale rintracciabilità delle materie prime e il controllo dei prodotti. La frutta, inoltre, è biologica: é coltivata senza l’utilizzo di pesticidi chimici di sintesi, in conformità con i metodi ammessi dall’agricoltura biologica, e viene infine raccolta a mano, soltanto quando raggiunge il giusto punto di maturazione. In questo modo vengono garantite le qualità organolettiche e nutrizionali delle materie prime. La gamma di omogeneizzati di frutta 100% comprende tante varietà per assicurare al bambino una dieta ricca e per soddisfare tutte le sue esigenze di gusto. Gli omogeneizzati 100% si possono trovare nei seguenti gusti: Pera Mela 4 frutti Mela albicocca Mela mirtillo Banana con mela Mela agrumi Mela banana arancia Pesca con mela Prugna con mela Albicocca mela banana I nuovi omogeneizzati sono disponibili nei migliori supermercati, ipermercati e alimentari, nelle farmacie e nei negozi specializzati per l’infanzia. Tutte le informazioni sui nuovi omogeneizzati 100% sono reperibili sul sito www. Plasmon. It o tramite il numero verde 800 020040. . |
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DA LEGNOMAGIA UN MENU “FARE MANGIARE BERE” PER LA PRIMAVERA
2007
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Sempre più ci troviamo a vivere la casa come luogo di rifugio. La nostra tana dove poter stare bene lontano dal rumore, dai luoghi comuni alla ricerca degli intimi piaceri di vita quotidiana. Da soli o in compagnia, la casa resta il nostro luogo preferito da godere. La scelta e la preparazione del cibo restano una delle nostre attività piacevoli e divertenti della giornata. Wood & Food il legno massello e il cibo sano di qualità ci accompagnano nella preparazione come leggere, tagliare e cuocere, poggiare, ricordare, aprire e chiudere,stappare e brindare versare e bere…finalmente ! Entra nella città di Legnomagia e scoprirai nuovi orizzonti e collezioni collaudate nel mondo del necessario piacevole made in Italy, made in Umbria. Www. Legnomagia. It . |
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VINI DI TOSCANA, IL PREMIO AL MONDO DELLA RICERCA E DELL´INNOVAZIONE IL RICONOSCIMENTO A ROBERTO BANDINELLI PER LA RICERCA APPLICATA AL GERMOPLASMA VITICOLO |
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Firenze - All´origine del successo mondiale dei vini di Toscana c´è anche un notevole e spesso poco appariscente lavoro nel campo dello studio, della ricerca e dell´innovazione. Ed è a questo anello scientifico e tecnologico della catena da cui nascono le nostre pregiate produzioni che è stato indirizzato il Vini di Toscana 2006, il premio che la Regione Toscana attribuisce ogni anno a chi si è particolarmente distinto nel campo della produzione, della ricerca, della promozione e dell´informazione legata al mondo dei vini toscani. Destinatario del riconoscimento, giunto alla sua quinta edizione, Roberto Bandinelli, autentica figura di riferimento nell´ambito della ricerca applicata al germoplasma viticolo. Il premio è stato assegnato oggi a Palazzo Bastogi, in una cerimonia a cui hanno partecipato il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, l´assessore all´agricoltura Susanna Cenni, il Rettore dell´Università di Firenze Augusto Marinelli, e il presidente dell´Accademia dei Georgofili Franco Scaramuzzi. "Nel mondo della viticoltura toscana - ha osservato il presidente Martini - il progresso scientifico e tecnologico ha saputo mettersi al servizio della tradizione e della qualità dei nostri vini, consentendo il recupero e la valorizzazione i tantisismi vitigni autoctoni. Questa capacità di collaborazione tra il mondo della ricerca e quello della produzione, nel rispetto dei ritmi e dei cicli della natura, merita di essere sottolineata e valorizzata". "Con questo premio - ha aggiunto Susanna Cenni - abbiamo voluto portare allo scoperto un aspetto della viticoltura spesso conosciuto ai soli addetti ai lavori, eppure decisivo nel percorso di miglioramento delle nostre produzioni. Vorrei ricordare che, grazie anche al lavoro di ricerca e di recupero di tante specie autoctone, sono stati individuati e raccolti in Toscana ben 229 vitigni. Questa azione ci permette da una parte di conservare uno straordinario patrimonio di biodiversità, dall´altra di sostenere la tipicità e l´identità dei nostri vini, offrendo opzioni sempre nuove, ma nel solco della tradizione, ai produttori". "In particolare - ha concluso l´assessore - il lavoro svolto dal dottor Bandinelli e da tanti altri ricercatori ci permette oggi di degustare dei vini ottenuti da monovitigni, come il Pugnitello, che si erano perduti e che solo questo paziente lavoro di ricerca ha permesso di recuperare". Il vincitore - Roberto Bandinelli è nato a Greve nel 1942 e nella sua vita professionale (è laureato in scienze agrarie), si è sempre dedicato allo studio, la ricerca e la sperimentazione nell´ambito del vino e della viticoltura. Il suo lavoro di recupero del germoplasma ha portato all´iscrizione al registro nazionale delle varietà Abrusco e Pugnitello. Oggi è una figura di riferimento nell´ambito della ricerca applicata al germoplasma viticolo. Accademico dell´Accademia italiana della vite e dell´accademia dei Georgofili, ha fatto parte della Commissione della Regione Toscana come esperto per il riconoscimento delle varietà di uve da vino; fa oggi parte del Comitato tecnico dell´ente tutela vini di Toscana. Le edizioni passate - Con l´assegnazione a Roberto Bandinelli il premio Vini di Toscana scandisce la sua quinta edizione. Risale al 2002 la prima edizione: il premio viene assegnato a James Suckling, editor della prestigiosa testata Wine Spectator. L´anno successivo il riconoscimento viene attribuito a nove giovani imprenditori del vino - rappresentativi di un significativo ricambio generazionale nel mondo dei vini di qualità della Toscana. Nel 2004 la scelta è di premiare gli enologi (e ne vengono scelti quattro); nell´occasione un premio speciale, alla carriera, viene attribuito al padre putativo di tutti gli enologi italiani: Giacomo Tachis. Infine l´edizione 2005 in cui i riconoscimenti sono stati assegnati a titolari di enoteche, wine bar, ristoranti, cioè a tipologie di locali estremamente importanti nell´opera di diffusione e di conoscenza dei vini di qualità. Il vino di Toscana - Secondo gli ultimi rapporti statistici sono 53mila le aziende toscane interessate alla coltivazione della vite, 64mila gli ettari di terreni destinati a vigneto, e circa 3 milioni gli ettolitri di vino prodotto mediamente ogni anno. All´interno del comparto molto forte è la componente dei vini a denominazione di origine (in Toscana ci sono ben 36 vini doc e 5 docg): li producono oltre 11mila aziende. Supera infine i 480 milioni di euro l´export annuale, pari al 17 per cento di quello nazionale: il vino toscano tocca i cinque continenti, muovendosi dai Paesi dell´Ue sino agli Stati Uniti e al Giappone. Il vino, poi, soprattutto in Toscana, non è solo una delle tante produzioni agro-alimentari di qualità, è un´attività che rimanda a tradizioni secolari, ad un eccezionale patrimonio enogastronomico - con circa 400 prodotti tradizionali, più di qualsiasi altra regione - perfino ad un paesaggio profondamente plasmato dalla viticoltu! ra. . |
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L`ARTE INTERPRETA IL VINO, LE NUOVE ETICHETTE DELLA TENUTA ALOIS LAGEDER
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Quanti conoscono e apprezzano la Tenuta Alois Lageder sanno che, negli anni, a Magrè è stata realizzata una struttura tecnologicamente all’avanguardia che impiega risorse energetiche naturali, in applicazione dei principi della biodinamica, dove il rispetto per l’ambiente è stato premiato sia da un’alta qualità dei vini, sia da una loro spiccata individualità. È dunque logico far percepire questa evoluzione anche attraverso una nuova vestizione delle bottiglie della linea vini Classici Alois Lageder. Da molto tempo Alois Lageder ed il suo team è convinto che l’arte e la cultura non siano solo forme spirituali alte e sublimi, ma, piuttosto, forme molto concrete di espressione che possano aiutare a riflettere su ciò che stiamo facendo, nella vita di tutti i giorni, come nel nostro lavoro. L’arte si sposa perfettamente ai principi cardine della filosofia della Tenuta Alois Lageder, basati sulla ricerca di un naturale equilibrio tra creatività e concretezza, tra spirito innovativo e tradizione, tra elevato standard tecnologico e massimo rispetto per la natura e i suoi ritmi. In questa visione, Alois Lageder considera l’arte contemporanea, che da sempre coltiva dentro sé l’ideale dell’opera in costante evoluzione, una forma di ricerca affine a quella nel campo vitivinicolo. Nel creare le nuove etichette, artisti di fama internazionale sono stati invitati a confrontarsi non solo con il vino, ma con l’intero processo produttivo e con chi ne fa parte. Per questo, hanno visitato la vigna e le cantine, approfondendo i principi della sostenibilità che guidano il lavoro della Tenuta, e sono stati stimolati a misurarsi su un piano concreto, utilizzando la realtà come elemento estetico per realizzare le loro opere. I soggetti di queste nuove etichette mostrano un’evidente intesa tra loro, interpretando con estro e sensibilità i cinque elementi principali su cui si fonda il nostro lavoro: la luce, la terra, la vite, l’uomo e il vino. Protagonista dell’opera di Elisabeth Hölzl è la luce che filtra da una grata: l’etichetta si caratterizza per la struttura traforata, richiamo alla trasparenza, alla porosità del suolo e della foglia, veicolo di permeabilità e traspirazione, leggera come la mano che asseconda i processi naturali. La simbiosi tra la terra del vigneto e la superficie dell’etichetta è resa da Mario Airò attraverso il frottage, eseguito passando la grafite su un foglio posto a contatto con la superficie scabra delle pietre. Attraverso questi “calchi”, si percepisce la profonda e intrinseca diversità che caratterizza ogni vigna e determina la personalità di ogni vino. L’opera di Eva Marisaldi rappresenta in forma stilizzata una foglia di vite: il picciolo scivola sulla bottiglia come una goccia che scioglie l’etichetta, stagliandosi delicatamente sullo sfondo e donandoci la percezione che qualcosa della personalità della natura sia ineffabilmente presente nel vino stesso. Nel suo progetto, Marcello Maloberti riprende il disegno delle linee del palmo della mano di Alois Lageder, della sua famiglia e dei suoi collaboratori. Queste linee evocano il continuum di una tradizione tra natura e ciclicità, rendendo possibile il contatto tra la mano che ha creato il vino e la mano che lo verserà. Nell’opera di Luca Vitone il vino è allo stesso tempo rappresentazione ed elemento rappresentato. Il vino diviene colore, pittura, arte; un acquerello astratto dalle tenui sfumature che rispecchia e ritrae se stesso. L’etichetta svela così ciò che è celato dall’opacità della bottiglia. Da queste cinque opere d’arte sono nate le nuove tipologie di etichette che, oltre a caratterizzare con personalità e immediatezza i vini della linea Classici della Tenuta Alois Lageder, hanno l’ambizione di condividere il pensiero e lo stile di lavoro della Tenuta con chi stapperà la bottiglia e ne gusterà il suo contenuto. Www. Aloislageder. Eu . |
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CHIANTI CLASSICO, "UNA BANDIERA DEL NOSTRO VINO NEL MONDO" |
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Firenze - "Il Chianti classico è una delle bandiere del vino di Toscana nel mondo, un vino fortemente radicato nella tradizione ma capace di saper accogliere le sfide dell´innovazione. Per questo sentiamo l´attività del Consorzio in piena sintonia con l´impegno della Regione": così l´assessore regionale all´agricoltura Susanna Cenni ha salutato gli organizzatori, i giornalisti, gli addetti ai lavori presenti all´Anteprima del Chianti classico, in corso alla Stazione Leopolda di Firenze. L´assessore ha voluto sottolineare con la sua presenza il ruolo e l´importanza del Consorzio più antico (è nato nel 1924): "Da 80 anni a questa parte - ha aggiunto - il Consorzio del Chianti classico è il cemento che tiene uniti i produttori, la sede di continue iniziative per qualificare e valorizzare le produzioni del territorio". Uno sforzo, potenziato anche in virtù della recente fusione con il Consorzio del Marchio storico: "Questa operazione ha riportato al centro di tutta la produzione del Chianti classico un unico simbolo, il Gallo nero, razionalizzando e rafforzando la comunicazione, l´immagine e la riconoscibilità nei confronti del consumatore. Non a caso il positivo andamento delle vendite ha coinciso con questa fusione". L´assessore ha evidenziato il valore internazionale della produzione di Chianti classico: circa il 70% dell´export è destinato agli Stati Uniti, seguiti da Germania, Regno Unito, Svizzera, Canada e Giappone. Una spinta ad andare oltre confine che però continua a sposarsi con una capacità di saper cogliere pienamente le espressioni del territorio: "La Regione - ha sintetizzato in conclusione Susanna Cenni - condivide pienamente i principi che stanno alla base della vostra attività: la valorizzazione del territori, la salvaguardia e l´esaltazione del legame del vino con il suo ambiente, l´essere protagonisti dello sviluppo rurale". . |
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PORT CHARLOTTE EVOLUTION PC5 ISLAY SINGLE MALT SCOTCH WHISKY
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Nel 1929, a causa delle difficoltà economiche intervenute con il proibizionismo americano, chiuse i battenti la piccola distilleria di Port Charlotte, situata sul Loch Indaal dell’isola scozzese di Islay. Questa distilleria produceva Malti potentemente torbati, il cui ricordo si è conservato vivido e distinto nella mente di Ruraid Mcleod, l’unica persona ancora vivente che nella sua giovinezza ha assaggiato i prodotti degli antichi alambicchi di Port Charlotte. Ascoltando le parole di Mcleod, il grande Maestro Distillatore Jim Mcewan ha voluto tributare un omaggio ai Malti perduti che si distillavano nel piccolo villaggio di Port Charlotte, e ha prodotto questo Pc5 a gradazione piena e ad altissimo contenuto di torba: una produzione estremamente limitata, destinata agli appassionati di tutto il mondo, che segna sia una rinascita sia, in un certo senso, una nuova creazione, coniugando armoniosamente le tradizioni più antiche dell’isola con un’immagine di dirompente, affascinante modernità. Port Charlotte Evolution Pc5 Cask Strength Gradazione alcolica: 63,5% vol. (cask strength). Capacità: ml. 700. Categoria: Islay Single Malt Scotch Whisky. Provenienza: Port Charlotte, Loch Indaal – Isola di Islay – Scozia. Anno di distillazione: 2001 (Maestro Distillatore: Jim Mcewan). Filtrazione a freddo: non ha subito filtrazione a freddo. Coloranti: nessun colorante artificiale è stato aggiunto. Contenuto di torba: altissimo (40 ppm). Invecchiamento: 5 anni in legni che hanno contenuto Bourbon e Sherry. Esame visivo: colore che ricorda la luce del sole su una superficie levigata di rame. Esame olfattivo: le sensazioni olfattive iniziali sono esplosive: torba, felci, radici di erica, zolle erbose bagnate, quercia, e ancora carbone e pece. Sostenuti dalle note di legno, fanno poi la loro comparsa i sentori fruttati di mela verde, di uva spina, di lime, di biancospino e di quercia dolce, che si fondono, in un’autentica tempesta di profumi, con le impressioni aromatiche iniziali. Esame gustativo: il complesso bouquet di Pc5 si incendia letteralmente sul palato, al fuoco della torba e della gradazione piena. Sensazioni finali: il finale serba a lungo il ricordo della burrasca organolettica che coinvolge interamente i sensi di chi degusta. Bottiglie: numerate, e dal packaging fortemente innovativo. Port Charlotte Evolution Pc5 Cask Strength è distribuito in esclusiva per l’Italia dalla Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna info@rinaldi. Biz . |
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