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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 04 Aprile 2007 |
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PARTE LA CAMPAGNA INFORMATIVA PER LA DONAZIONE DEL SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE |
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Bologna , 4 aprile 2007 - "Assieme a una nuova vita nasce una possibilità di cura. Dona il sangue del cordone ombelicale". E´ questo il messaggio che appare negli opuscoli e nelle locandine realizzate dal Servizio sanitario regionale per invitare le future mamme a compiere un gesto gratuito e di grande importanza: dare il loro assenso al prelievo del sangue che rimane nel cordone ombelicale dopo la nascita. Questo sangue, che viene normalmente scartato assieme alla placenta, essendo ricco di cellule staminali in grado di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, è invece una risorsa preziosa, utilizzabile per il trapianto in bambini e adulti di basso peso con malattie del sangue e del sistema immunitario. Il sangue del cordone ombelicale è infatti la terza fonte di queste cellule staminali, dopo il midollo osseo e il sangue periferico. La donazione non comporta alcun rischio né per la madre né per il neonato: il sangue viene infatti raccolto dopo la recisione del cordone ombelicale. Le sacche di sangue raccolte vengono poi analizzate, classificate e conservate nella "banca regionale del sangue cordonale" (presso il Policlinico S. Orsola-malpighi di Bologna) che provvede alla loro distribuzione a Centri trapianto secondo puntuali protocolli clinici e organizzativi. Donazione, conservazione e distribuzione del sangue cordonale seguono procedure contraddistinte da precisi criteri di qualità e di trasparenza. Diventare donatrici, è scritto negli opuscoli e nelle locandine, è semplice: basta rivolgersi, durante il periodo di gravidanza, agli operatori del reparto di ostetricia dell´ospedale scelto per il parto. Questi operatori, ma anche il ginecologo di fiducia, potranno fornire alle donne interessate tutte le informazioni e gli approfondimenti necessari per "fare una scelta consapevole". Per la diffusione delle 5mila locandine e dei 60mila opuscoli saranno coinvolti tutti i reparti di ostetricia degli ospedali pubblici, i Consultori, le sedi dei servizi delle Aziende sanitarie (a partire dagli Urp, dalle portinerie, dai Cup), i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, le associazioni di volontariato. Per informazioni sulla donazione è possibile anche telefonare al numero verde del Servizio sanitario regionale 800 033 033 (tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 17,30 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30), e consultare il portale del Servizio sanitario regionale Saluter www. Saluter. It , e il sito del Centro Regionale Trapianti (Crt) www. Saluter. It/trapianti . . |
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GLI ESPERTI: ECCO LA NUOVA VIA PER VINCERE L’OSTEOPOROSI “RIGENERARE L’OSSO, NON SOLO LIMITARSI A CONTENERE I DANNI” |
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Porto, 4 aprile 2007 - Puntare sulla doppia azione: riattivare la formazione di osso nuovo bloccandone la perdita e stimolare così la rigenerazione dei tessuti. È questa la parola d’ordine degli esperti riunitisi a Porto per il settimo Congresso europeo sull’osteoporosi e l’artrosi, conclusosi il 31 marzo. Ed è questo il meccanismo dei nuovi farmaci a doppia azione, destinati a rivoluzionare la lotta all’osteoporosi. Malattia che in Europa colpisce una donna su tre e un uomo su cinque dopo i 50 anni. Ma il bilancio si aggrava di anno in anno. “La popolazione anziana è in continuo aumento e così il numero delle fratture – spiega la professoressa Maria Luisa Brandi, direttore dell´Unità Operativa di Malattie del Metabolismo Minerale ed osseo presso l´Azienda Ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze e presidente della Siommms (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) – . Con l’avanzare dell’età, aumenta la distruzione di osso e ne diminuisce la formazione. A 60 anni il 30% del capitale osseo è perso: l’obiettivo deve essere ristabilire l’equilibrio per ricostruire i tessuti. Fino ad oggi potevamo solo “limitare i danni”. Ora invece abbiamo a disposizione farmaci a doppia azione che, giorno dopo giorno, permettono di riattivare la formazione di osso ed evitare che si spezzi. Il ranelato di stronzio, capostipite di questo nuovo gruppo di molecole, aveva già dimostrato, a tre anni, di ridurre il rischio di frattura di femore del 36% e di dimezzare le fratture di vertebra. Ma i nuovi dati presentati a Porto ne confermano l’efficacia anche nel lungo periodo: dopo cinque anni riduce del 24% le fratture vertebrali e del 43% quelle di femore in donne a rischio. Si tratta di risultati molto importanti perché è la prima volta che disponiamo di evidenze a lungo termine per le fratture di vertebra e femore”. Questi dati hanno suscitato grande interesse fra i delegati presenti al congresso europeo, che si confrontano sulle modalità più efficaci per combattere la malattia. L’osteoporosi è una patologia seria che non va per nulla banalizzata o ritenuta un disturbo fisiologico. “Ad un anno dalla frattura di femore, 2 pazienti su 10 muoiono, 5 su 10 non sono più autosufficienti. Solo il 30% torna alla normalità – commenta il prof. Ranuccio Nuti, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna e Malattie Metaboliche dell’Università di Siena -. È evidente che i costi diretti e le ricadute sociali sono molto pesanti. Nel 2000 si sono registrati in Europa circa 4 milioni di fratture, per un costo diretto totale di 32 miliardi di euro. Ma si prevede che i costi raddoppieranno e, nel 2050, supereranno i 75 miliardi”. Una recente ricerca italiana mette a confronto osteoporosi e infarto, con risultati sorprendenti. Lo studio, pubblicato su “Osteoporosis International” del febbraio scorso e presentato nel congresso di Porto, compara i costi sostenuti dal nostro sistema sanitario nazionale per ricoveri ospedalieri dovuti a infarto miocardico acuto e fratture dell’anca. I dati, relativi agli anni 1999-2002, mostrano che a parità di ricoveri, i costi diretti dovuti alle fratture da osteoporosi sono maggiori e crescono più rapidamente di quelli dovuti a infarto. Ma le ossa si spezzano quando la patologia è già in uno stadio avanzato. Bisogna agire precocemente, anche perché dopo la prima frattura il rischio di nuovi episodi cresce in modo esponenziale. L’agenzia italiana del farmaco (Aifa) è recentemente intervenuta per favorire la prevenzione primaria dell’osteoporosi. La revisione della nota 79 ha introdotto il concetto di “rischio di frattura”, un importante passo avanti nella lotta alla patologia. Oggi è possibile ottenere gratuitamente i farmaci se sussiste una di queste condizioni: storia familiare di fratture vertebrali, la presenza di una malattia come l’artrite reumatoide, pregresse fratture di polso, menopausa prima dei 45 anni di età, assunzione di cortisone in maniera continuativa. “L’obiettivo della terapia dell’osteoporosi è prevenire le fratture, soprattutto quelle di femore che sono le più gravi. Finalmente possiamo prescrivere ai cittadini che ne hanno bisogno i farmaci necessari – spiega il prof. Nuti - . Va verificata la riduzione della massa ossea, misurata con un semplice esame, la Moc, e la presenza di almeno un fattore di rischio. Un intervento farmacologico precoce e appropriato in presenza di una predisposizione alla patologia o di un suo primissimo esordio, prima che si manifesti la frattura, è determinante per sconfiggere la malattia”. Tra i farmaci ammessi a rimborsabilità anche il ranelato di stronzio, una molecola che, giorno dopo giorno, stimola la produzione di osteoblasti, le cellule ricostruttrici, e di osteopretegerina, una proteina che “protegge l’osso”. La molecola ha dimostrato di possedere una potente efficacia antifrattura, di cui è stata provata la validità indipendentemente dai fattori di rischio. Tra gli effetti osservati negli studi, un notevole incremento della qualità di vita nelle pazienti con fratture vertebrali, che hanno riportato una diminuzione del dolore di schiena, ed un miglioramento del loro stato fisico ed emozionale. Ulteriore vantaggio di questa molecola è l’assunzione giornaliera, che aiuta la paziente a non banalizzare la malattia ed a considerarla per quella che è, cioè una malattia cronica, al pari di altre malattie quali ipertensione, diabete, cardiopatie. È inoltre il solo farmaco ad aver dimostrato un effetto anti-frattura anche nelle pazienti ultraottantenni, per le quali, con il ranelato di stronzio, esistono evidenze di efficacia documentate anche a 5 anni. “I risultati degli studi presentati a Porto ribadiscono l’importanza di questo farmaco – conclude la prof. Ssa Brandi -. I nuovi dati confermano l’efficacia anche nel lungo termine nel ridurre il rischio di tutti i tipi di fratture, in particolare quelle di femore. Per questo il ranelato di stronzio va considerato di prima intenzione nella terapia dell’osteoporosi”. . |
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CONVEGNO - VIVERE CON LE ALLERGIE |
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Bruxelles, 4 aprile 2007 - Il 20 aprile a Londra (Regno Unito) si svolgerà il convegno annuale del progetto Ga2len (rete europea globale per l´allergia e l´asma). I principali argomenti trattati saranno: alimentazione e nutrizione; infezioni e malattie allergiche; ambiente e malattie allergiche; cure sanitarie per le malattie allergiche. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. Ga2len. Net/ . |
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LA “PATATA D’ORO”: UNA NUOVA FONTE DI BETA-CAROTENE AIUTERÀ A COMBATTERE LA CARENZA DI VITAMINA A CHE CAUSA LA CECITÀ NEI PAESI POVERI DEL MONDO |
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Roma, 4 aprile 2007 - Una nuova varietà di patata, la “Golden Potato”, arricchita di beta-carotene, il cui contenuto di provitamina A è stato aumentato di circa 3. 600 volte, è stato ottenuto nei laboratori di Biotecnologie dell’Enea e dell’Università di Friburgo tramite tecniche di ingegneria genetica. Bastano 250 grammi di “Golden Potatoes” per assumere il 50% di vitamina A della dose giornaliera consigliata (Rda), a fronte di una quantità pari a 900 Kg della varietà originaria (la Desirée). La carenza di Vitamina A è una delle principali forme di denutrizione nel mondo, che provoca diverse malattie, tra le quali la perdita della vista: l’Oms nel 2002 ha stimato che ogni anno 350mila bambini diventano ciechi per l’avitaminosi A. Africa, Sudamerica ed Europa orientale, dove la coltivazione della patata è già praticata, essendo aree geografiche in cui l’avitaminosi A è diffusa e le fonti alimentari di beta-carotene sono scarse, potranno ora usufruire di questa nuova varietà senza un aggravio economico perché le “Golden Potatoes” non sono coperte da brevetto e sono a disposizione di chiunque voglia utilizzarle in programmi di “breeding” nel rispetto delle normative esistenti. “Plos One” (www. Plosone. Org), rivista “open access” della Public Library of Science, pubblicherà domani i risultati del lavoro di ricerca condotto rispettivamente dal Gruppo del prof. Giovanni Giuliano dell’Enea e dal gruppo del prof. Peter Beyer dell’Università di Friburgo. La collaborazione tra i due gruppi di ricerca aveva già dato vita a diverse varietà di piante arricchite di beta-carotene. La patata costituisce la quarta fonte alimentare di calorie per l’alimentazione umana, dopo il grano, il riso ed il mais; appartiene alla famiglia delle Solanacee (come i peperoni, i pomodori e le melanzane) e l’uomo ha cominciato a coltivarla circa 2. 000 anni fa, sulle montagne del Sudamerica. . |
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PROTOCOLLO D´INTESA REGIONE - UNIVERSITÀ SALERNO - AZIENDA OSPEDALIERA SAN GIOVANNI PER LA DIDATTICA INTEGRATA E LA RICERCA |
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Napoli, 4 aprile 2007 - Il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, il Rettore dell´Università di Salerno Raimondo Pasquino e il Direttore generale dell´Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi D´aragona Attilio Antonio Montano Bianchi hanno firmato ieri mattina a palazzo Santa Lucia un protocollo di intesa per la didattica integrata e la ricerca. Con questo atto, gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell´Università di Salerno potranno utilizzare la struttura ospedaliera per svolgere parte della didattica e di tirocinio. "Grazie a questo protocollo di intesa - sottolinea il Presidente Antonio Bassolino - sarà possibile avviare una collaborazione stabile e proficua tra la facoltà di Medicina e Chirurgia di Salerno e il Ruggi D´aragona. E´ una sinergia importante, che andrà a vantaggio sia degli studenti universitari, sia della struttura ospedaliera. L´integrazione tra il sistema sanitario e il mondo dell´università e della ricerca è la strada maestra per formare professionalità mediche di alto livello e sempre aggiornate" - ha concluso Bassolino. All´incontro svoltosi in sala giunta erano presenti gli Assessori regionali alla Sanità Angelo Montemarano e all´Università Teresa Armato. . |
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BORSE DI STUDIO PER MEDICI SPECIALIZZANDI |
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Bolzano. 4 aprile 2007 - La Giunta provinciale ha approvato i bandi di concorso per l´assegnazione di borse di studio a medici specializzandi per l´anno accademico 2005-2006. Le domande vanno presentate entro il 2 maggio prossimo. Nel Bollettino Ufficale della Regione Trentino-alto Adige n. 13 di lunedì 2 aprile verranno pubblicati i bandi di concorso per l’assegnazione di borse di studio a medici specializzandi: si riferisce a quelli che studiano in università convenzionate e università o altri organismi competenti di Stati membri della Unione Europea dell’area culturale tedesca, non convenzionate con la Provincia di Bolzano. Il termine per la presentazione delle domande scade il 2 maggio 2007 alle ore 12, i moduli e i bandi potranno essere scaricati, a partire dal 3 aprile prossimo, dal sito www. Provincia. Bz. It/sanita/2305 alla voce “modulistica” (titolo: assegni di studio per la formazione medico-specialistica). . |
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IN FARMACIA PRENOTAZIONI, REFERTI, AUTOANALISI E BUONI CONSIGLI |
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Firenze, 4 aprile 2007 - La farmacia come luogo sempre più qualificato di offerta di prestazioni sanitarie e non esclusivamente punto vendita di medicinali. Va in questa direzione il protocollo firmato il 30 marzo da Regione Toscana, Urtofar e Cispel (Confederazione italiana servizi pubblici enti locali), già approvato con una delibera di giunta dello scorso 12 marzo, che ha l´obiettivo di sviluppare l´integrazione della farmacia e di consentirle di svolgere un ruolo essenziale nel Servizio sanitario regionale. La farmacia, si dice nel protocollo, deve essere in grado di far fronte alla ´domanda di salute´ dei cittadini sia attraverso l´offerta, in modo diffuso, di ulteriori prestazioni rivolte alla persona, sia attraverso la partecipazione attiva ai progetti di salute a livello regionale o delle Asl. "Anche alla luce delle trasformazioni demografiche e dell´invecchiamento della popolazione - afferma l´assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi - oggi le esigenze dei cittadini richiedono interventi e servizi sempre più fruibili nel territorio, in particolar modo nei settori della prevenzione e della cura delle patologie croniche. In questo quadro la farmacia, sia per le professionalità che esprime sia per la sua presenza capillare sul territorio, rappresenta la prima interfaccia tra il Servizio sanitario e il cittadino. Per questo il ruolo della farmacia e del farmacista si deve caratterizzare sempre di più in modo da privilegiare la professionalità sanitaria piuttosto che gli aspetti commerciali dell´attività". Assessorato al diritto alla salute, Urtofar e Cispel hanno individuato e definito una serie di prestazioni e servizi da mettere a punto entro il 30 giugno 2007, come obiettivi da conseguire a regime entro il 31 dicembre 2007. Ecco i punti salienti: 1) Prenotazione dei servizi sanitari e pagamento ticket Le Asl provvederanno a fornire gratuitamente a tutte le farmacie convenzionate il collegamento al Centro Unico di Prenotazione (Cup) per via telematica e le farmacie potranno prenotare le prestazioni e riscuotere le quote di compartecipazione a carico del cittadino. 2) Assistenza integrativa protesica. Asl e farmacie pubbliche e private raggiungono accordi per consentire agli assistiti di rifornirsi dei prodotti protesici anche attraverso le farmacie convenzionate. 3) Assistenza farmaceutica domiciliare. Aziende e farmacie pubbliche e private dovranno rendere operativa un´intesa per l´attivazione di un servizio di consegna domiciliare dei farmaci, limitato a cure non differibili nel tempo e rivolto a soggetti in stato di assoluta impossibilità a recarsi in farmacia. 4) Collaborazione all´informazione e all´educazione sanitaria. Le farmacie partecipano a iniziative promosse dalla Pubblica amministrazione tese a fornire al cittadino efficaci strumenti di informazione ed educazione sanitaria, per un uso sempre più appropriato del farmaco. 5) Angolo del consiglio. La farmacia si impegna a fornire al paziente consulenze in modo riservato e personalizzato, e a fornire informazioni sui servizi offerti direttamente o accreditati dal Ssr presenti sul territorio. Per questo provvederà a destinare uno spazio distinto e riservato per il rapporto con il paziente. 6) Autoanalisi in farmacia. E´ prevista l´utilizzazione in farmacia di strumenti diagnostici di prima istanza per il monitoraggio di alcune patologie (diabete, ipertensione, coagulazione del sangue) 7) Consegna referti. In farmacia si potranno ritirare i risultati degli esami chimico-clinici. 8) Vigilanza attiva sui medicinali. E´ previsto un progetto per la fornitura ai cittadini di una tessera magnetica in cui sono registrati i dati circa l´erogazione dei farmaci, per verificare eventuali incompatibilità o interferenze. La tessera potrà contenere anche la prescrizione di farmaci per patologie croniche, in modo da consentire la consegna del farmaco in caso di necessità. 9) Controlli di qualità. I medici riporteranno sulla ricetta il codice a barre del medicinale prescritto, per diminuire la possibilità di errori nella fornitura. 10) Educazione sanitaria. La farmacia parteciperà attivamente alle iniziative regionali e delle Asl sui corretti stili di vita, l´alimentazione, le iniziative contro gli abusi di fumo, alcol, campagne di prevenzione contro l´Aids e altre patologie. . |
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SIGLA ACCORDO TRA ADO E FEDERFARMA |
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Udine, 4 aprile 2007 - Divulgare attraverso la rete delle farmacie la cultura e l´informazione sanitaria corretta sul dono degli organi. E´ l´obiettivo dell´accordo che è stato siglato il 30 marzo a Udine tra l´Ado, Associazione donatori organi del Friuli Venezia Giulia, e Federfarma, alla presenza dell´assessore regionale alla Salute, Ezio Beltrame. "L´iniziativa rappresenta un´ulteriore occasione di collaborazione con le associazioni di volontariato, l´Ado in particolare, e con le farmacie, che noi non vogliamo considerare come dei ´negozi di medicinali´ ma come fondamentali presidi del sistema sanitario regionale, in grado di diffondere informazioni sicure ai cittadini e di rendere più trasparente il rapporto paziente-sistema", ha commentato Beltrame rivolgendosi al presidente di Federfarma, Damiano Degrassi. La sigla dell´accordo è stata occasione per rimarcare l´eccellenza del sistema trapiantologico del Friuli Venezia Giulia. "Proprio oggi - ha annunciato Beltrame - è iniziato il percorso di accreditamento internazionale dell´Azienda ospedaliera di Udine. Si tratta di un segnale importante per ricordare che il miglioramento del sistema trapiantologico non vuol dire solo rincorrere l´eccellenza, ma anche effettuare un costante monitoraggio su qualità e sicurezza dei nostri poli ospedalieri". L´eccellenza delle prestazioni del Centro regionale trapianti non sarebbe possibile, però, senza l´apporto delle donazioni. Il Friuli Venezia Giulia con 36 donazioni per milione di abitanti e la percentuale più bassa di opposizioni è leader in Italia. "Il Polo udinese ha potuto attivare numerosi trapianti proprio perché qui in regione esistono cultura e tradizione della donazione e strutture ospedaliere, le rianimazioni anzitutto, che funzionano", ha chiarito il responsabile del Centro, Francesco Giordano. Il primato della regione non deve però far abbassare la guardia, hanno ricordato il presidente dell´Ado, Gloria Aita e quello dell´Afds, Associazione donatori di sangue, Renzo Peressoni. "Le donazioni sono in aumento, ma ancora oltre metà dei pazienti in lista d´attesa non può ricevere il trapianto per la carenza di organi disponibili". Un corso formativo organizzato a maggio da Ado e Centro regionale trapianti per i farmacisti e la distribuzione di opuscoli a fumetti rivolti ai giovani e della "donorcard", il tesserino a norma di legge per dichiarare la propria volontà di donazione, sono tra le iniziative concrete che saranno avviate inseguito all´accordo siglato oggi. . |
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NUOVE FARMACIE NEI PICCOLI COMUNI, UN BANDO REGIONALE PIEMONTESE NE CONSENTIRA’ L’APERTURA |
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Torino, 4 aprile 2007 - Prima dell’estate un bando regionale consentirà l’apertura di nuove farmacie nei piccoli comuni del Piemonte che ne sono ancora sprovviste, in particolare nelle aree rurali e montane. Lo ha deciso la Giunta regionale, a conclusione della revisione della Pianta organica delle sedi farmaceutiche di tutta la regione, e della semplificazione delle procedure, individuando, in accordo con i comuni, tutte le sedi vacanti o di nuova istituzione disponibili per l’apertura di esercizi a conduzione privata ai quali potranno concorrere tutti i farmacisti italiani. “La gran parte dei comuni interessati all’apertura di una farmacia, dai quali si sono esclusi per loro volontà le municipalità con poche centinaia di abitanti dove l’esercizio non troverebbe un’utenza sufficiente per andare avanti – sottolinea l’assessore regionale alla montagna, Bruna Sibille - , potranno effettivamente sperare di trovare dei privati disposti ad attivare il servizio. Dico sperare, perché ogni privato farà liberamente le proprie valutazioni economiche sia prima di partecipare al bando sia dopo essersi aggiudicata la sede. Soprattutto, come credo accadrà, se il nuovo farmacista dovrà trovarsi in affitto la sede per il proprio esercizio e la propria abitazione: le comunità locali veramente interessate dovranno quindi individuare delle soluzioni incentivanti”. Le 118 farmacie che entreranno nel bando regionale, per province, sono: 37 Torino, 18 Alessandria, 9 Asti, 9 Biella, 20 Cuneo, 7 Novara, 14 Vco, 4 Vercelli. La popolazione minima, comunemente indicata come indispensabile per garantire la sopravvivenza economica di una farmacia – che per legge nazionale deve rispettare un orario minimo d’apertura giornaliero di sette ore – è di circa mille abitanti. . |
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LA LOMBARDIA ALL’AVANGUARDIA NELLA CURA DELL’ADHD (DISTURBO DA DEFICIT D’ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ) |
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Milano, 4 aprile 2007 – “Adhd vuol dire sofferenza, emarginazione, bassa autostima, poche relazioni sociali, abbandono scolastico. E’ un disturbo che impatta negativamente su ogni aspetto della vita del bambino e della sua famiglia, che spesso assiste impotente a questo fenomeno”. Con queste parole Astrid Gollner, referente per la Lombardia di Aifa onlus (Associazione Italiana Famiglie Adhd) ha spiegato cosa significa soffrire del Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività, in occasione dell’incontro “Adhd: conoscere per capire”, organizzato oggi - presso il Circolo delle Stampa di Milano - dall’Aifa onlus Lombardia con la collaborazione di Aidai (Associazione Italiana Disturbi Attenzione e Iperattività). Presenti anche Dante Besana, Direttore della Struttura di Neuropsichiatria Infantile di Alessandria e membro del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia del Farmaco e Antonella Costantino, Direttore dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell´Infanzia e dell´Adolescenza presso la Fondazione Irccs Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano. Un problema complesso e purtroppo spesso trascurato, che finalmente ha trovato la giusta attenzione con l’attivazione da parte dell’Agenzia del Farmaco del Registro nazionale Adhd l’8 marzo scorso, che disegna per i bimbi e gli adolescenti Adhd un percorso assistenziale adeguato che, garantendo il diritto alla cura, prevenga nel contempo l´uso improprio o eccessivo dei farmaci che sono stati resi disponibili per questo disturbo; è uno strumento di tutela unico in Europa e nel mondo che, secondo le definizioni date dall’Agenzia del Farmaco, creerà una vera e propria ´rete di protezione´, affinché l´uso dei farmaci sia costantemente controllato e appropriato e perché venga impedito ogni possibile abuso. Dei complessivi 33 servizi di neuropsichiatria infantile presenti sul territorio lombardo e già attivi nella diagnosi e nella presa in carico dell’Adhd, saranno circa venti quelli con caratteristiche tali da essere considerati idonei a diventare Centri regionali di riferimento per la terapia farmacologia dell’Adhd in Lombardia, secondo i criteri previsti dal Registro. Attualmente l’Istituto Superiore di Sanità sta completando la certificazione di idoneità dei centri su tutto il territorio nazionale. La Lombardia risulterà essere quindi una delle regioni più attive nella gestione di questo disturbo che incide sulla popolazione pediatrica tra il 3 e il 5%, interessando in Lombardia, indicativamente, tra i 20 e i 40 mila bambini, di cui 10 mila con una diagnosi di Adhd severo. “L´approccio terapeutico-riabilitativo a questo disturbo è multimodale - ricorda Dante Besana - ovvero attuazione di interventi psicoterapeutici sul bambino, di tipo comportamentale e/o cognitivo, eventualmente associati a trattamenti farmacologici nei casi più severi e interventi di tipo psicosociale e psicoeducativo con genitori, insegnanti ed educatori”. Besana mette a fuoco inoltre il carattere di novità rappresentato dal Registro Nazionale, istituito dall’Agenzia Italiana del Farmaco in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità allo scopo di garantire un uso appropriato, sicuro e controllato della somministrazione di farmaci per l’Adhd. Il Registro vincola la prescrizione dei farmaci alla predisposizione di un piano terapeutico semestrale da parte del centro regionale di riferimento; le procedure impongono che la valutazione della somministrabilità del farmaco avvenga presso un Centro di Riferimento, previa conferma della diagnosi e dell’indicazione alla terapia farmacologica, ove verrà effettuata una prima osservazione in ambiente clinico, in cui sarà testata la tollerabilità della prima dose standard con il monitoraggio dei parametri vitali e l’osservazione clinica eo testologica del bambino. Seguiranno, sempre presso il Centro di Riferimento, un controllo clinico alla prima e alla quarta settimana per confermare la prescrizione. Successivamente le prescrizioni potranno essere effettuate dal Npi delle strutture territoriali o dal Pediatra di Famiglia, costantemente tenuti informati degli esiti del primo e dei successivi controlli periodici presso il Centro di Riferimento”. “I servizi territoriali di neuropsichiatria infantile rappresentano uno degli snodi cruciali della rete territoriale per i bambini e ragazzi con Adhd - conferma Antonella Costantino; sono strutture specialistiche che hanno il compito di occuparsi della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle patologie neurologiche, neuropsicologiche e/o psichiatriche dell’infanzia e dell’adolescenza, tra cui l’Adhd. In Lombardia l’organizzazione è capillare su tutto il territorio, ed è proprio qui che viene avviata la “presa in carico” del bambino e della famiglia, insieme ai pediatri di famiglia, alla scuola, ai servizi psicologici e sociali. Proprio all’interno di questa rete vengono raccolti i primi segnali di sofferenza dei bambini, che deve essere effettuata la diagnosi e organizzati tutti gli interventi non farmacologici. E’ sempre questa stessa rete che poi prosegue il proprio intervento in stretto coordinamento con i Centri di Riferimento per i bambini che hanno bisogno di aggiungere una terapia farmacologia”. “Nell’ambito degli interventi, il coinvolgimento della famiglia e della scuola nel percorso terapeutico è fondamentale” – puntualizza Gianmarco Marzocchi, psicologo e Presidente di Aidai. La terapia psicologico-comportamentale include un ciclo di incontri di Parent Training, finalizzate a dare ai genitori informazioni sull’Adhd e adeguate strategie comportamentali, e la consulenza sistematica agli insegnanti, che consiste invece in attività di osservazione e comprensione delle caratteristiche del bambino Adhd, finalizzate a ridurne i comportamenti disfunzionali migliorando contestualmente la capacità dell’insegnante di modulare le proprie richieste”. “Abbiamo fatto un grande passo avanti in questi mesi, con l’attivazione del Registro – afferma Astrid Gollner dell’Aifa onlus - perché finalmente è stato garantito il diritto alla cura ai bimbi che soffrono di questo disturbo. Ancora tanto c’è da fare, perché siano realmente disponibili sul territorio le risorse umane e professionali necessarie, e perché germogli anche nel nostro paese il seme di una cultura della salute mentale nei bambini; non a caso la nostra Associazione è in prima linea, con le altre parti del volontariato sociale nella Consulta delle Associazioni per la Salute mentale presso il Ministero, affinché tutti possiamo dare un contributo alla realizzazione di strategie per il recupero della qualità di vita e il re-inserimento sociale, scolastico e lavorativo dei bambini e degli adulti affetti da disturbi mentali”. . |
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L´OSPEDALE DI PESCOPAGANO TRASFERITO ALL´A.O. SAN CARLO DI POTENZA |
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Potenza, 4 aprile 2007 - Si è completato, in applicazione della legge finanziaria regionale, la procedura per il trasferimento dell’ospedale di Pescopagano dall’Azienda sanitaria locale n. 1 di Venosa all’Azienda ospedaliera Ospedale san Carlo di Potenza. Si completa così – in anticipo sui tempi fissati - il riassetto deciso dal Consiglio regionale e che ha già visto nei giorni scorsi trasferire il complesso di Muro Lucano e il Centro per la riabilitazione di Acerenza (attualmente gestito dalla Fondazione Don Gnocchi) dal San Carlo all’Asl 2 di Potenza: un disegno di semplificazione e di razionalizzazione del sistema sanitario regionale che rafforza così la vocazione di ospedale di eccellenza per il San Carlo, sempre di più proiettato oltre i confini regionali, e restituisce, valorizzandola, alcune competenze specifiche alla medicina del territorio, primo presidio per rispondere al fabbisogno crescente di salute espresso dai cittadini. In questo processo di integrazione del sistema sanitario regionale si registrano però elementi significativi di discontinuità: infatti, mentre le procedure di trasferimento degli atti dall’Azienda ospedaliera all’Asl 2 erano state consumate senza difficoltà né rallentamenti per l’ordinata e avanzata tenuta degli incartamenti e delle pratiche, qualche crititicità è invece affiorata per quanto riguarda gli atti dell’ospedale di Pescopagano, per cui si è reso necessario un più puntuale lavoro di definizione della pratica. “Il trasferimento dell’Ospedale di Pescopagano, che vanta una gloriosa tradizione in campo ortopedico e traumatologico – ha dichiarato il direttore generale del san Carlo, dottor Michele Cannizzaro – alla nostra azienda ospedaliera, integrandosi con le nostre professionalità e gli avanzati knowhow gestionali, consentirà di costruire un polo di alta specializzazione che sarà sicuramente capace di avere compiti attrattivi per un’ampia area extraregionale”. . |
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LA SALUTE, UN DIRITTO ANCHE PER I PIU’ PICCOLI IL PREMIO ANDREA PER LA QUALITÀ IN SANITÀ, UN’INIZIATIVA DELL’A.GE. PER IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI BAMBINI |
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Roma, 4 aprile 2007 – Promuovere la qualità della vita del bambino in ogni aspetto della sua esistenza quotidiana, in primo luogo in relazione al suo diritto alla salute. Con questo obiettivo prende il via l’11^ Edizione del Premio Andrea per la Qualità in Sanità, l’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Genitori A. Ge. Al fine di diffondere tra i bambini e i ragazzi la cultura dei diritti alla salute. Si tratta di un premio prestigioso, attesissimo dalle scuole. Basti dire che l’Edizione 2006 del Premio Andrea per la Qualità in Sanità ha visto la partecipazione di oltre 200 scuole, appartenenti a ogni ordine e grado e provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di oltre 1300 lavori esaminati dalla Commissione del Concorso. “Io il mio Diritto alla Salute lo vedo così. ”. Questo il titolo del Concorso che si rivolge a tutti i bambini e i ragazzi delle scuole materne, elementari, medie, nonché degli istituti superiori e ha l’obiettivo di promuovere il concetto di salute quale bene da possedere e da preservare, sia nei propri confronti, sia nei confronti di tutti i bambini del mondo. Il Premio Andrea per la Qualità in Sanità, organizzato con il Patrocinio del Ministero della Salute e del Ministero della Pubblica Istruzione, è promosso dall’A. Ge. - Network “Gli Ospedali di Andrea”, una rete di strutture per l’assistenza sanitaria in area pediatrica che operano nelle diverse realtà del nostro Paese. L’iniziativa –organizzata in collaborazione con l’Associazione Ospedali Pediatrici (Aopi), Cittadinanzattiva, la Rete Italiana degli Ospedali per la Promozione della Salute (Hph), l’Associazione “Scienza e Vita” di Palermo e il Centro di Servizi per il Volontariato Cesvop di Palermo- si inserisce tra le manifestazioni del Progetto Andrea, che persegue l’obiettivo di valorizzare la qualità della vita del bambino in ogni ambiente della sua esistenza quotidiana. “Il Premio Andrea in Sanità –sottolinea Maurizio Salvi, Presidente Nazionale A. Ge. - si propone di sviluppare, nelle giovani generazioni, una coscienza viva e responsabile sul tema della salute e delle differenti problematiche ad essa inerenti. Tutto ciò in relazione sia alla propria situazione personale, sia alle situazioni altre da sé, attraverso una riflessione attenta e partecipativa in merito alla condizione di tanti bambini colpiti da serie patologie e costretti a vivere in realtà non-familiari, così come alla condizione di altrettanti bambini che, in diverse aree del mondo, ancora oggi sono privi di qualsiasi diritto e tutela per quel che riguarda la loro salute”. Il Progetto vuole essere, inoltre, la realizzazione di un sogno, quello di riportare tutti i bambini e le loro famiglie al centro dei processi di cura e di assistenza. In altri termini, vuole rappresentare un patto di solidarietà che coinvolge i bambini e i ragazzi, i genitori e i nuclei familiari, le strutture assistenziali e gli operatori sanitari, la scuola, il mondo istituzionale e le realtà di volontariato nell’impegno comune a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria in area pediatrica e a promuovere relazioni più umane tra tutti gli attori impegnati quotidianamente nel processo assistenziale ai piccoli pazienti. <<Il Concorso Andrea in Sanità– conclude il Dott. Salvi – si propone anche l’obiettivo di indirizzare le strutture ospedaliere, i medici e tutti gli operatori sanitari verso una pediatria sempre più “a misura di bambino”, vale a dire il più possibile attenta e in sintonia con le molteplici necessità di tutti i ragazzi che si trovano a fronteggiare una patologia nel corso del proprio processo di crescita, fisica, umana e intellettiva. >> L’iniziativa –cui è possibile partecipare singolarmente, oppure in gruppo- prevede quattro Sezioni in gara: Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di I grado e Scuola Secondaria di Ii grado; la partecipazione è, altresì, aperta alle Associazioni dei Genitori, alle Associazioni di volontariato e di cittadinanza attiva il cui impegno quotidiano si rivolge all’età evolutiva. Molteplici le modalità di approccio e di interpretazione ammesse: dai semplici e classici cartelloni e disegni, sino alle poesie, ai saggi brevi e ai racconti, per giungere infine a vere e proprie produzioni multimediali come spot, video e cortometraggi. L’invio dei progetti dovrà avvenire entro il 5 maggio 2007. Per ogni ulteriore informazione sul Premio Andrea per la Qualità in Sanità e sulle modalità di partecipazione è possibile consultare il Bando di Concorso pubblicato sul sito www. Age. It . |
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SALUTE MENTALE: UN REGISTRO PER LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO |
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Torino, 4 aprile 2007 - Assicurare forme di partecipazione attiva alle associazioni di volontariato che operano nel campo della salute mentale nella programmazione ed erogazione dei servizi di assistenza. E’ questo l’obiettivo del primo progetto regionale biennale, approvato ieri dalla Giunta, che coinvolge i servizi psichiatrici di diagnosi e cura delle aziende sanitarie locali e ospedaliere del Piemonte. “Durante le consultazioni relative alla proposta di Piano socio-sanitario – afferma Vittorio Demicheli, direttore dell’Assessorato alla tutela della salute e sanità – è emersa la necessità di un maggiore coinvolgimento delle associazioni che operano in questo campo nelle attività di programmazione e gestione dei servizi di salute mentale. La Giunta ha pertanto deciso di dare attuazione a uno specifico programma che tenga conto della centralità della persona nei percorsi terapeutici e delle risorse che i gruppi organizzati possono mettere a disposizione”. Le aziende sanitarie dovranno creare e mantenere un registro delle associazioni che operano nel campo della salute mentale, fornendo loro anche il programma preventivo e il resoconto delle attività condotte per migliorare la soddisfazione dei bisogni dell’utenza e i relativi servizi. “Il progetto - conclude Demicheli – ottempera ai principi che guidano le attività dei servizi per la salute mentale: il rispetto del malato e le sue fragilità, il supporto alla relazione con i familiari e il miglioramento delle opportunità di cura e assistenza sul territorio”. . |
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AZIENDE FRIULANE AL MOSBUILD DI MOSCA FIERA DELL’EDILIZIA E DELL’INTERIOR DESIGN IN RUSSIA |
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Pordenone, 4 aprile 2007 - Il Progetto Russia, di promozione degli scambi economici tra la regione Friuli Venezia Giulia e la Federazione Russa, prosegue con le attività organizzate dalle Camere di Commercio di Pordenone e di Udine, questa volta in occasione di Mosbuild. Ha preso avvio ieri a Mosca, infatti, la 13ma edizione della più grande fiera dell’edilizia e dell’interior design in Russia. La fiera, attualmente dislocata nei due principali centri espositivi di Mosca, l’Expocentr Krasnaya Presnya e il Crocus Expo, per un totale di 120mila metri quadrati di superficie espositiva, ha visto lo scorso anno la partecipazione di oltre 120mila visitatori. Quest’anno sono oltre 2500 aziende provenienti da Russia, Austria, Belgio, Germania, Italia, Polonia, Slovenia, Turchia… che stanno presentando i loro prodotti nel corso della kermesse. In occasione di questa importante manifestazione, le Cdc hanno offerto alle imprese della regione Friuli Venezia Giulia interessate l’opportunità di beneficiare di un programma mirato di incontri con controparti russe selezionate dall’Ice, partner di progetto. Il primo incontro, con i rappresentanti dell’Associazione Costruttori russi, si è già svolto; seguiranno in questi giorni incontri con altre aziende espositrici russe. Quattro sono le aziende della regione che hanno preso parte all’iniziativa dal carattere esplorativo: è la prima volta, infatti, che le attività del progetto si indirizzano verso l’edilizia, settore che presenta in Russia buoni trend di crescita; a dimostrazione di questo anche la notevole presenza di espositori di diverse aziende del Fvg. Tra queste, due aziende della provincia di Pordenone che, pur presenti alla Mosbuild con un proprio stand espositivo, hanno colto l’opportunità di arricchire la loro permanenza in Russia con il programma di incontri predisposto dalle Cdc. Le aziende interessate alle opportunità concrete offerte dal progetto Russia possono contattare l’Ufficio Internazionalizzazione di Concentro (az. Sp. Della Cdc di Pordenone), tel. 0434 381609. . |
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AL VIA LA 40^ EDIZIONE DI ´SHOES FROM ITALY´ |
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Ancona, 4 aprile 2007 – Ha preso il via ieri a Tokyo la 40^ edizione della manifestazione fieristica organizzata semestralmente dall´Istituto per il Commercio Estero e dedicata alla calzatura made in Italy. La rassegna, in programma fino al 5 aprile, vede la partecipazione di 60 aziende italiane, di cui piu` di venti provenienti dalle Marche. ´Le imprese calzaturiere marchigiane che partecipano alla importante vetrina di Tokyo sono un terzo del totale delle aziende presenti. Qui vengono presentate le collezioni che faranno tendenza nella prossima stagione, visto che da vent´anni si tratta dell´unica e piu` importante iniziativa dedicata alla calzatura italiana. Il settore calzaturiero regionale, come emerso all´ultima edizione del Micam di Milano e come messo in evidenza da autorevoli commentatori, dopo un periodo di difficolta` si sta velocemente riprendendo grazie a ristrutturazioni ed investimenti che hanno consentito un rilevante incremento stilistico e qualitativo delle scarpe made in Marche´. Commenta cosi` il vice presidente della giunta regionale con delega alla Promozione estera, Luciano Agostini, l´avvio della manifestazione di Tokyo a cui partecipa la collettiva di aziende organizzata dalla Regione Marche. Nel 2006 le importazioni di calzature italiane in Giappone hanno raggiunto un valore di 334,3 milioni di dollari (il 9,5% del totale import calzaturiero nipponico) in aumento dell´1,6% sull´anno precedente. Relativamente al solo settore calzatura in pelle l´Italia detiene una quota del 38,1% del totale, che cresce al 46,4% del totale import calzaturiero se si considera la calzatura in pelle da donna (37,5% se si guarda alla calzatura in pelle da uomo). Il valore delle esportazioni totali della regione verso l´Asia orientale e` passato dai circa 397 milioni di euro del 2005 ai circa 412 milioni del 2006. L´export calzaturiero marchigiano in generale ´ che rappresenta il 18,4% del totale delle esportazioni regionali, al secondo posto dopo la meccanica - ha messo a segno lo scorso anno un + 10,8% (2006 su 2005). In dieci anni (2006 su 1996) il settore cuoio, pelle e similari (che comprende il calzaturiero) e` passato dal 27,5% delle esportazioni totali regionali, al 18,2%. Nello stesso periodo e nello stesso settore, tuttavia, e` aumentato il peso della quota marchigiana di export sul totale nazionale (dal 12,8% al 15,5%). In base all´annuario statistico europeo 2006, inoltre, le Marche detengono il primato per quanto concerne la specializzazione produttiva nel settore pelle. Macerata e Ascoli Piceno sono le province dove il calzaturiero ha una maggiore incidenza: nella prima il 45% delle esportazioni e` in questo settore, mentre nella seconda si arriva al 37%. . |
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NEFS: BIANCHI E PMI ALLA CONQUISTA MERCATI INTERNAZIONALI |
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Boston,4 aprile 2007 - Undici imprese abruzzesi del settore agroalimentare ed eno-gastronomico, rappresentano il made in Italy all´Expo New England Food and Services di Boston: una delle più importanti manifestazioni fieristiche che si svolge nell´intero territorio Usa. Unica istituzione italiana presente, la Regione Abruzzo ha voluto in questo modo promuove il proprio sistema produttivo nella vetrina dell´alimentazione frequentata da decine di migliaia di americani e di operatori del settore. La missione commerciale, è organizzata nell´ambito del programma Abruzzo International promossa dall´assessore Valentina Bianchi al fine di sostenere le piccole e medie imprese nello sforzo di internazionalizzazione e di apertura ai nuovi mercati. A margine dell´Expo, si è tenuta, nella giornata di ieri, una tavola rotonda alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il console generale italiano a Boston, rappresentanti del Comune di Boston, il Presidente dell´Associazione dei ristoratori del Massachussets e i rappresentanti dell´ufficio per il commercio estero (Ice) e della Camera di Commercio Italo-americana di New York. Ai lavori ha partecipato anche il prof. Alberto Sangiovanni Vincentelli, dell´Università di Berkeley, il quale ha ribadito il forte spirito di crescita e di affermazione che alimenta l´intero sistema produttivo abruzzese che mostra chiari segnali di ripresa. Secondo Vincentelli, che ha partecipato alla tavola rotonda anche in veste di consulente della Regione in materia di innovazione tecnologica � inziative come quella di Boston vanno fortemente incoraggiate, "soprattutto se si muovono in direzione della conoscenza da parte dei mercati internazionali e della comunicazione d´impresa". "Perchè il sistema abruzzese diventi davvero tale", ha aggiunto, "è necessario che le piccole e medie imprese abruzzesi scelgano la strada del consociativismo e che uniscano i loro sforzi in direzione di una crescita comune che darà buoni risultati e soddisfazione per tutti". Anche l´assessore Bianchi si è soffermata sulla necessità che le Pmi abruzzesi facciano insieme sistema, diventando una realtà che si integra con la rete delle grandi aziende operanti in Abruzzo: l´assessore regionale ha citato il caso dello stabilimento di Avezzano della Micron, azienda americana operante nel settore dell´alta tecnologia che proprio in Abruzzo ha voluto stabilire il centro di ricerca dove si disegnano e progettano le produzioni affidate a tutti i siti del gruppo. "Con Abruzzo International", ha concluso, "la Regione intende affiancare le piccole e medie imprese nel loro cammino di sviluppo fornendo assistestenza nel processo di internazionalizzazione e offrendo opportunità di conoscenza dei mercati internazionali: tutto ciò allo scopo di favorire la realizzazione di legami economici stabili tra le Pmi abruzzesi e i soggetti economici dei paesi stranieri". . |
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SIMONE DE MAGISTRIS: ´UN CUBISTA DEL SUO TEMPO´ - VITTORIO SGARBI PRESENTA IN REGIONE LA MOSTRA CHE SI APRE OGGI A CALDAROLA |
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Ancona, 4 aprile 2007 - ´E´ per me un onore continuare gli studi sul manierismo e sull´arte rinascimentale che hanno reso felice la mia giovinezza´. Vittorio Sgarbi, curatore, insieme a Stefano Papetti, della mostra ´Simone De Magistris,un pittore visionario tra Lotto e El Greco´ che si inaugura oggi mercoledi` 4 aprile, a Caldarola, ha ricordato, nella conferenza stampa di presentazione, la sua ´antica frequentazione con le Marche´; una frequentazione che gli ha consentito rinnovare ´interessi antichi e passioni recenti´, offrendogli anche la possibilita` di studiare un pittore ´assolutamente originale´. ´Simone De Magistris non e` affatto un minore, ma un pittore estremamente suggestivo che, se avesse lavorato a Roma, avrebbe avuto un successo pari almeno a quello del Cavalier D´arpino, il maestro di Caravaggio´. De Magistris - ha precisato - e` quasi cubista del suo tempo, un artista spericolato nello scomporre le forme: partendo dal Lotto, di cui e` stato allievo, arriva alle stesse deformazioni di El Greco, un Picasso ante litteram, con geometrie, allungamenti. Scomposizioni dell´impianto e del disegno che saltano i procedimenti logici e mimetici. In questo senso e` un pittore astratto, dalla personalita` inconfondibile che, come i manieristi classici, non trasmette alcun sentimento devozionale ´. Da qui l´accostamento spontaneo a El Greco, pittore coevo che ha lavorato a Roma, di cui saranno esposte in mostra sei opere, quattro provenienti da Ferrara. Sgarbi,che e` stato per quindici assessore alla cultura e sindaco di San Severino, ha ribadito il suo profondo legame con le Marche,´ una terra inesauribile di tesori artistici e di bellezze ambientali´. Memore dei suoi studi sulla pittura veneta nelle Marche e al fine di rilanciare l´immagine del capoluogo della regione, ha proposto di organizzare una mostra su Nicola d´Ancona,. ´un pittore straordinario, addirittura superiore a Carlo Crivelli´. L´assessore regionale alla Cultura, Luigi Minardi, ha ringraziato Vittorio Sgarbi per cio` che sta facendo per la nostra regione, ´un testimonial eccezionale che valorizza anche talenti di arte contemporanea come Gino De Dominicis, in mostra attualmente a Milano e un´opera la ´Calamita cosmica´ esposta proprio in Piazza del Duomo. ´ ´Un´idea spericolata- l´ha definita Sgarbi- ma un´opera che fa diventare piccolo il Duomo e sembra fatta apposta per stare li`. ´ Minardi ha poi sottolineato come Caldarola, piccolo centro di 2000 abitanti, diventi con questa mostra su De Magistris un paradigma di come da ogni piccola citta` si possa valorizzare l´identita` culturale delle Marche, avendo le potenzialita` e la capacita` di proiettarsi su una dimensione nazionale e sovranazionale. L´assessore si e` detto anche felice che la mostra sia stata pensata e realizzata in un territorio che 10 anni fa e` stato martoriato dal terremoto ed ha ricordato come la Regione Marche abbia impegnato molte risorse per recuperarne il patrimonio storico-architettonico . ´Un recupero rapido e all´insegna della qualita`; in tal senso Palazzo dei Cardinali Pallotta, sede della mostra, ne` e` un esempio validissimo. ´ Quindi Minardi ha annunciato anche la programmazione regionale delle politiche culturali per i prossimi due anni che culmineranno nel 2008 con una grande mostra su Osvaldo Licini e nel 2009, ad Urbino, con una sulle opere da Giovanni Santi a Raffaello. Inoltre c´e` la volonta`- ha detto Minardi- di valorizzare i giovani talenti dell´arte visiva e fare di questa regione un luogo di incontro tra giovani artisti da tutto il mondo. Stefano Papetti, storico dell´arte, si e` soffermato sul restauro di Palazzo Pallotta, antica residenza di Evangelista Pallotta, l´influente cardinale nato a Caldarola vicino a Sisto V e Prefetto della Fabbrica di San Pietro: ´Abbiamo restituito - ha detto Papetti - il suo originario ruolo di contenitore d´arte al Palazzo Pallotta che, alla fine del Cinquecento ospitava piu` di 400 opere di artisti, tra cui il Guercino, oggi disperse nei musei di tutto il mondo. Mancano soltanto le stupende tappezzerie di cuoio dorato´. Dal restauro e` emerso che i fregi e le decorazioni della Stanza del Paradiso non sono di Simone De Magistris, come sembrerebbe logico, ma del pittore di San Ginesio, Domenico Malpiedi. Il vicepresidente della Regione, Luciano Agostini ha ribadito come questa operazione culturale rappresenti compiutamente una distribuzione di valore aggiunto attraverso il binomio turismo-cultura, perche` viene valorizzato e promosso non solo un grande evento ma tutto un territorio, ricco di arte, di natura , di sapori tipici. ´Un invito quindi a partire da Caldarola per viaggiare nelle Marche. ´ ´Gli abitanti di Caldarola sono tutti coinvolti e impegnati per la buona riuscita di questo progetto al quale ci siamo dedicati da tre anni- ha detto il sindaco, Fabio Lambertucci- per rendere la cittadina accogliente a tutti i visitatori che sicuramente, grazie anche a Vittorio Sgarbi, si appassioneranno all´arte e al ricco patrimonio culturale del nostro territorio e di questa regione. ´ In mostra ottanta opere provenienti dai piu` importanti musei italiani, tra cui El Greco, Lorenzo Lotto, Pomarancio, Tintoretto, Federico Barocci, Durante Nobili, Andrea Lilli, Federico Zuccari, Cavalier D´arpino. Per la prima volta, i visitatori sono invitati a esprimersi su un´opera , proveniente dalla chiesa di Sant´agostino a Narni, che Sgarbi attribuisce a Simone De Magistris. . |
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“SCRITTI DI CRONACA” MOSTRA PERSONALE DEL PITTORE PAOLO BARRILE A CURA DI CLAUDIO RIZZI |
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Milano, 4 aprile 2007 - Giovedì 12 aprile alle ore 18 alla Galleria Scoglio Di Quarto, nel nuovo spazio di via Ascanio Sforza 3, si inaugura la mostra personale di Paolo Barrile, definito da Claudio Rizzi “uomo del proprio tempo”, che ha percorso le strade d’Italia e oltre, ha parlato, scritto, documentato, predicato. Poi è tornato nel suo archivio di pensieri e scatole di terra provenienti da ogni parte del globo. Quasi microcosmo incompreso. Barrile analizzava sedimenti e segni della civiltà, reperti e testimonianze, parole e voci. La scrittura diveniva pagina della storia, strumento di interiorità e comunicazione, linea infinita ma inequivocabile dall’attualità alle origini. Cronaca e passato, le stagioni dell’uomo. Da approfondire e documentare, da sfogliare nei reconditi perché. Le scritte sui muri, con buona pace della irritazione benpensante, assumevano un preciso carattere, una forma di identità ben differente dall’anonimato del vandalismo e frequentemente si manifestavano nell’aspetto di opera compiuta, male educata, con stecche e stonature, eppure vigorosa. E il fenomeno non era periferico o isolato ma diffuso, sempre più radicato, eluso ma concreto. I graffiti di Paolo Barrile divennero così scritti di cronaca tesi a comprendere l’attualità, a conoscere una porzione sociale che adottava nuova codificazione grafica per dichiarare una volontà articolata nella contestazione e nella denuncia. Oggi, legittimati i graffitisti e non solo negli antesignani già accolti ai vertici del mercato e della storia dell’arte ma nella pluralità delle espressioni comuni ai nostri contesti urbani, il lavoro di Barrile si dimostra puntuale come un obiettivo aperto sulla realtà quotidiana. La mostra rimarrà aperta fino al 5 maggio 2007. . |
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RACCONTI DA VEDERE PER NARRARE LA CITTÀ. TERZO APPUNTAMENTO DI FOTO_GRAFIA E COMUNICAZIONE VISIVA |
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Milano, 4 aprile 2007 - Narrare la città, ciclo di incontri di Fotografia e comunicazione visiva è al suo terzo appuntamento. Il prossimo 11 aprile alle ore 16. 00, presso la Sede Bovisa del Politecnico di Milano, avrà infatti luogo Racconti da vedere, momento di confronto e di riflessione cui parteciperanno, in qualità di ospiti e relatori: Roberta Valtorta, direttrice del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (prov. Mi); Vincenzo D’abbraccio, art director; Marisa Galbiati, professoressa alla Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Nato come iniziativa del Laboratorio di Fotografia del Dipartimento di Industrial Design, Arti, Comunicazione e moda dell’Ateneo, Narrare la città si rivolge ad un pubblico di esperti, operatori e studenti interessati e coinvolgibili nell’ambito della fotografia e della comunicazione, approfondendo, nello specifico, i temi legati al progetto delle identità dei territori urbani. Racconti da vedere offre riferimenti e spunti visivi sulla narrazione e sul viaggio urbano, portando agli occhi del pubblico un’attenta selezione di scatti storici e di lavori contemporanei. Roberta Valtorta, con Pagine di fotografia italiana, ripercorrerà un filone storico che dagli anni Settanta giunge sino a oggi. L´interesse di molti fotografi italiani (Ghirri, Basilico, Guidi, Jodice, Cresci, Castella, Chiaramonte, Barbieri, Ventura, Fossati, fra i più noti) verso il paesaggio urbano è stato fortissimo, tanto che si è potuto parlare di una “scuola italiana di paesaggio”. Il loro lavoro si è indirizzato inizialmente verso una "memoria dei luoghi", poi verso l´indagine delle profonde trasformazioni in corso nel passaggio da paesaggio industriale a paesaggio postindustriale, infine in un racconto degli scenari urbanistici di città lontane, nel momento in cui il processo di globalizzazione ha portato alla ribalta nuove città, metropoli, megalopoli. Un percorso dalla riflessione sulle radici della città tentando, al contempo, di immaginarne visivamente il futuro. Vincenzo D’abbraccio, art director e artista, con Frammenti di immagini urbane proporrà divagazioni sul tema della visione urbana: esempi contemporanei di una narrazione urbana nata per sommatoria di parti, in un’epoca in cui si progettano immagini globali. Porterà quindi alcuni spunti di riflessione a partire dalla figura del flâneur, osservatore vagabondo, abitante della città che ne percorre senza meta le strade e i confini fermandosi di tanto in tanto a guardare e il lurker, occhio indiscreto e anonimo dei dialoghi della rete. Marisa Galbiati insegna Comunicazione multimediale e audiovisiva presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Si occupa di strategie comunicative applicate a differenti contesti, dall’ambito urbano-territoriale, all’arte, alla comunicazione d’impresa. Con Fotografia e Movie_design illustrerà esempi di documentazione urbana e architettonica attraverso una selezione di memorie visive. Racconti da vedere avrà luogo presso l’Aula Seminari dell’Edificio Pk della Sede Bovisa del Politecnico. Al termine dell’appuntamento sarà possibile visitare il Laboratorio di Fotografia del Dipartimento di Industrial Design, Arti, Comunicazione e moda, partecipando all’inaugurazione della mostra didattica Atlanti per i territori di nuove identità (Politecnico di Milano, Facoltà del Design_laboratorio di Sintesi Finale in Design della Comunicazione) allestita all’ingresso dell’edificio N. La mostra è aperta al pubblico fino al 26 aprile. Narrare la città, ciclo a cura di Giovanni Baule e Daniela Calabi e promosso con Corrado Crisciani, Matteo Bergamini, Dario Sigona e Salvatore Zingale, prevede altri tre incontri, che si susseguiranno con cadenza mensile fino al prossimo luglio 2007: Giovedì 17 Maggio ’07 ore 16. Tema: Esplorazioni urbane di design “Far vedere e far sapere. Che cosa è la semiosi fotografica” – Salvatore Zingale; “Identità del territorio e linguaggi visivi” – Cristiano Seganfreddo; “Città animate” – Niccolò Ceccarelli. Giovedì 14 Giugno ’07 ore 16. Tema: I sensi dell’immagine fotografica “Documento, analisi, opera: la fotografia” – Mario Cresci; “Città, design, arte” – Raffaella Trocchianesi e Gabriele Pierluisi; “Fotografia, modelli virtuali e rappresentazione” – Mauro Ceconello. Giovedì 5 Luglio ’07 ore 16. Tema: Strumenti e poetiche “La fotografia immersiva e il panorama urbano” – Dario Sigona; “Reportage urbani” – Matteo Bergamini; “Poetiche e linguaggi” – Corrado Crisciani e Sergio Oriani; “Tavola rotonda” con Moreno Gentili. . |
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MOSTRA "TIMER. INTIMITA/INTIMACY" |
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Milano, 4 aprile 2007 - L´attentato alle Torri Gemelle di New York dell´11 settembre 2001 ha generato un senso di rivolta anche nell´arte. E´ questo il tema attorno cui si snoda "Timer. Intimità/intimacy", la mostra di opere contemporanee provenienti da diversi paesi del mondo aperta fino al 10 giugno presso la Triennale Bovina, che l´assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello, ha inaugurato oggi insieme al presidente della Fondazione Triennale, Davide Rampello. Timer indaga sui fattori di crisi che hanno profondamente cambiato l´individuo nelle relazioni sociali in una prospettiva che si manifesta in maniera sottile nei linguaggi e nei temi affrontati dall´arte che solo apparentemente sembra non risentirne. Gli artisti che espongono fanno riferimento al proprio mondo interiore, proteggono l´intimità del proprio vissuto come forma di difesa dalle aggressioni esterne. "L´11 settembre - ha detto Zanello - è una data che sarà ricordata a lungo come cesura profonda dalla contemporaneità che l´arte ha colto benissimo". "Questa mostra - ha aggiunto l´assessore - rappresenta la svolta dell´arte dopo tale data, esprimendo un senso di ansia, di angoscia e incertezza nel futuro che pervade e si manifesta in maniera evidente in tutte le opere". Da notare anche l´insolito abbinamento arte contemporanea - Triennale Bovisa. "La contemporaneità - ha spiegato Zanello - ha anche dei suoi luoghi che non sono quelli tradizionali dell´edificio antico nel centro della città. Privilegia invece spazi nuovi nelle periferie che poi rappresentano le modalità di vita reali della gente. E quindi la vera rivoluzione è rappresentata dall´arte che va incontro alla gente nei suoi luoghi e, in questo senso, la Bovisa rappresenta non solo la storia industriale di Milano, ma anche l´esempio lampante di una periferia che cambia, rinasce e si modifica". . |
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BALKANI ANTICHE CIVILTÀ FRA IL DANUBIO E L´ADRIATICO MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO DI ADRIA (PARCO DEL DELTA DEL PO) 7 LUGLIO 2007 – 13 GENNAIO 2008 |
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Adria, 4 aprile 2007 - Riapre al pubblico, completamente rinnovato, il Museo Nazionale Archeologico di Adria. Saranno di nuovo visibili, nella prima sezione pre-romana e in un nuovo allestimento, i preziosi reperti che fanno del museo di Adria un punto di riferimento di grande rilevanza non solo nell’area del delta del Po e del Veneto, ma di tutto il bacino adriatico. L’antica città che diede il suo nome al mare Adriatico rivive finalmente gli albori del suo splendore. Per sottolineare l’importanza dell’evento, la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Veneto, organizza all’interno dello stesso museo una mostra archeologica di assoluta eccezionalità: “Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e l’Adriatico”. Tesori straordinari da tombe principesche, statue in bronzo e in marmo, oreficerie e argenterie, ambre di altissimo livello artistico: sono questi gli oltre 200 capolavori d’arte che il Museo Nazionale di Belgrado offre per la prima ed unica volta ai visitatori italiani. Non già oggetti recuperati dai depositi, ma i veri “gioielli” delle collezioni Greche e Romane del grande museo serbo, oggi chiuso per restauri, a documentare mille anni di storia degli antichi popoli balcanici, dall’Viii sec. A. C. Fino alla prima età romana. Due terre “tra le acque” e le loro civiltà. Due grandi eventi, una sola occasione! Da non perdere, naturalmente! . |
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CHIASSOMUSICA: LE STAGIONI IN ITALIA E IN RUSSIA OMAGGIO A CARLO FLORINDO SEMINI I SOLISTI DELLA FILARMONICA DI SAN PIETROBURGO |
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Chiasso, 4 aprile 2007 - I Solisti della Filarmonica di San Pietroburgo sono un ensemble formatosi nel 1990 da un segmento dell’Orchestra Accademica della Filarmonica di San Pietroburgo, che porta il nome di Dimitri Schostakovich, e si avvale della direzione artistica di Yury Temirkanov. La formazione russa conta alcuni tra i migliori talenti della stessa Filarmonica: quindici virtuosi, laureati in concorsi nazionali ed internazionali, che hanno compiuto i loro studi presso il Conservatorio Statale di San Pietroburgo, e che sanno magnificamente coniugare nelle loro esecuzioni la brillantezza e vivacità dei solisti di alto livello con un alto senso dell’insieme, frutto della leggendaria scuola musicale russa. Alexey Sviatlovskij, diplomato in violino presso il Conservatorio di San Pietroburgo nel 1977, è ‘concertmaster’ dei Solisti; dal 1985 fa parte dei musicisti dell´Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, conosciuta in tutto il mondo per il rigore e la qualità delle sue esecuzioni. Accanto a Sviatlovskij si segnalano, tra gli altri, i violinisti Igor Archimandritov, Michail Krutik e Alexandra Zubova, vincitori di importanti concorsi internazionali; Michail Sokolov e Sergei Belisov sono rispettivamente prima viola e primo violoncello dell´Orchestra Accademica sinfonica della Filarmonica di San Pietroburgo. L’ensemble, che si esibisce senza direttore, ha tenuto numerose tournèe di in Europa e nel mondo, ottenendo dovunque, ad ogni concerto, grandi consensi di critica e di pubblico. Carlo Florindo Semini Policromie per archi - Policromie per archi del 1991, la cui prima esecuzione assoluta avvenne nel 1992 per il Teatro Massimo di Palermo, trae origine dalla precedente composizione per orchestra di flauti Acque vive, dove è evidente la ricerca di sonorità inedite soprattutto per quanto riguarda la gamma grave dei flauti. Nei quattro movimenti di Policromie - Andante, Mosso,adagio molto,Vivace e luminoso - attraverso la mediazione dei sottotitoli riferiti a quattro colori (Semini dirà: "i colori della Sicilia") si rivela una poetica naturalistica ma non descrittiva dell’Autore (Russo 1904 – Lugano 2004), in cui si miscelano ora esperienze arcaicheggianti, e ora della più recente avanguardia, sempre filtrate da quel ritmo interiore - il colore - che, come dice Castiglioni, muove nella musica qualcosa di fantastico. La struttura del polittico è alternata e si avvale di ampie onde sonore quasi intrecciate con delicate frasi instabili armonicamente, elaborazioni di piccole cellule armonico/ritmiche, accenti mobilissimi, ecc. Ed è notevole che questi ed altri elementi, distribuiti sapientemente fra gli archi, ottengano da una sola fonte coloristica le complesse evocazioni del colore. Pëtr Il’jč Čajkovskij Le stagioni - Nel 1875 Pëtr Il’jč Čajkovskij (Votkinsk 1840 – San Pietroburgo 1893), già affermato internazionalmente, ricevette l`incarico di comporre le Quattro stagioni per pianoforte. Erano già state eseguite le sue composizioni di maggior rilievo; come ad esempio il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1, con la direzione di Hans von Bülow a Boston e, stando a quanto scrisse al suo editore, non aveva alcun interesse musicale nel comporre le Quattro stagioni. La prima trascrizione di Touchmalov fu per violoncello e pianoforte: Il canto dell`autunno. In seguito Rachlevsky scrisse la più nota versione per orchestra d’archi. La trascrizione che sarà eseguita dai Solisti di San Pietroburgo è di Yuri Alev che, forse più delle precedenti, grazie ad un’attenta distribuzione delle voci fra gli archi, mette in luce la cantabilità e la bellezza di queste pagine. Antonio Vivaldi Le quattro stagioni - Tra il 1705 e il 1709 furono pubblicate ben dodici raccolte di musica strumentale di Vivaldi (Venezia 1678 – Vienna 1741), tra cui Il cimento dell`armonia e dell`invenzione op. 8, che si apre con le celeberrime Le quattro stagioni (1725). Quasi tutte le raccolte avevano un dedicatario: da Ferdinando Iii di Toscana al Conte von Morzin, all`imperatore Carlo Vi, che incontrò nel 1728 in occasione di una sua visita a Trieste. La produzione sterminata di Vivaldi testimonia un’ estrema versatilità ; un contributo determinante nell`evoluzione del concerto barocco, della tecnica violinistica, e anche nello sviluppo della scrittura orchestrale. È considerato uno dei pionieri del poema sinfonico anche per Le quattro stagioni, dove concilia il pittoresco – descrittivo con il rigore della forma. Nelle "stagioni" tutte le tecniche d`arco sono presenti, dal contrasto fra arco e pizzicato, alla sordina, alle corde pizzicate, assieme agli abbellimenti, come il tremolo a notes jaillissantes (Funken), i piccoli trilli (Vögelchen) ecc. Che utilizzò ancor prima della scuola di Mannheim. I Solisti della Filarmonica di San Pietroburgo - Omaggio a Carlo Florindo Semini Le Stagioni in Russia e in Italia Pëtr Il’jč Čajkovskij , Antonio Vivaldi Il programma: Omaggio a Carlo Florindo Semini Policromie per archi; Andante, Mosso,adagio molto,Vivace e luminoso. Le Stagioni in Russia e in Italia Pëtr Il’jč Čajkovskij Le stagioni op. 37 - Album per pianoforte. Trascrizione per orchestra d’ archi: 1. Gennaio. Al caminetto; 2. Febbraio. Carnevale; 3. Marzo. Il canto dell’allodola; 4. Aprile. Bucaneve; 5. Maggio. Notti bianche; 6. Giugno. Barcarola; 7. Luglio. Canto del fienaio; 8. Аgosto. Raccolto; 9. Settembre. Caccia; 10. Оttobre. Canto autunnale; 11. Novembre. Sulla slitta a tré cavalli; 12. Dicembre. Natale. Antonio Vivaldi Le quattro stagioni - 4 Concerti per violino e orchestra d’archi op. 8 «Inverno» Concerto per violino f-moll, Rv 297. 1. Allegro non molto, 2. Largo, 3. Allegro. «Primavera» Concerto per violino E-dur, Rv 269. 1. Allegro, 2. Largo, 3. Allegro. «Estate» Concerto per violino g-moll, Rv 315. 1. Allegro non molto, 2. Adagio, 3. Presto . «Autunno» Concerto per violino F-dur, Rv 293. 1. Allegro, 2. Adagio molto , 3. Allegro. Cinema Teatro di Chiasso Mercoledì 4 aprile 2007, ore 20. 30 . |
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PRESENTATO LUGANOFESTIVAL: 20 APRILE – 26 GIUGNO LUGANO, PALAZZO DEI CONGRESSI |
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Milano, 4 aprile 2007 - Una vera costellazione di astri musicali splende al Palazzo dei Congressi per l’edizione 2007 del Lugano Festival. Come vuole la tradizione, il cartellone prende avvio al rientro dalle vacanze pasquali, per concludersi a fine giugno, e si suddivide in due ampi capitoli. Il primo, dal 20 aprile al 4 giugno, è articolato in 9 appuntamenti e dedicato prevalentemente alla musica orchestrale, con protagonisti di primaria grandezza, da Daniel Barenboim a Murray Perahia, da Antonio Meneses ad Arcadi Volodos, dal Giardino Armonico alla Filarmonica della Scala. Il secondo, più cameristico, ritrova Martha Argerich e i suoi amici, giovani talenti e artisti famosi, nella meravigliosa ondata musicale che travolgerà la città dal 9 al 26 giugno, in 18 concerti. Appuntamento clou della prima sezione del Lugano Festival è certamente la serata di gala con l’Eroica di Beethoven diretta da Daniel Barenboim, con l’Orchestra della Scala, il 25 aprile. Un evento eccezionale, se si pensa che lo stesso programma e gli stessi interpreti hanno reso recentemente omaggio ad Arturo Toscanini nel 50° anniversario della morte, presso il grande Teatro milanese. L’albo dei solisti allinea inoltre una serie di presenze prestigiose: il pianista americano Murray Perahia, nel doppio ruolo di solista e direttore, ed il suo collega russo Arcadi Volodos in recital; il violoncellista brasiliano, svizzero d’adozione, Antonio Meneses e l’estroso olandese Pieter Wispelwey, acclamato virtuoso del violoncello barocco come di quello moderno, il cui vastissimo repertorio spazia da Bach alla musica d’oggi. Due anche i violinisti, entrambi giovani e assai dotati, la giapponese Akiko Suwanai e il russo Boris Brovtsyn. Tra le voci illustri emergono quelle di Nathalie Stutzmann e Marjana Lipovsek. Per quanto riguarda le orchestre, attesissimo il ritorno della Filarmonica della Scala, quanto quello della londinese Academy of Saint Martin in the Fields. L’area culturale mitteleuropea è rappresentata da due compagini che provengono da città in cui la musica è parte integrante dell’orizzonte quotidiano, la Philharmonia Praga e l’Orchestra Filarmonica Slovena di Lubiana, dirette rispettivamente da Petr Altrichter e da George Pehlivanian. L’orchestra della Svizzera Italiana, la padrona di casa del Festival, salirà sul palco in due serate - sul podio, Alexander Vedernikov e Gerd Albrecht. Accanto alle grandi orchestre di tradizione, non mancano due formazioni di punta nell’interpretazione della musica del Sei-settecento con strumenti d’epoca: Il Giardino Armonico di Giovanni Antonini e I Barocchisti di Diego Fasolis, cui si unirà il Coro della Radio Svizzera Italiana. Il cartellone 2007 dedica ampio spazio al grande repertorio classico e romantico. Più volte ricorrenti le figure di Brahms e di Dvorak. Un’esperienza di ascolto ad alto potere seduttivo saranno i magnifici Wesendonck Lieder di Wagner; di grande interesse anche la serata russa dedicata a Mussorgskij, Ciaikovskij e Stravinskij. Alla somma trinità del Classicimo viennese – Haydn, Mozart, Beethoven – si affiancherà il talento drammaturgico di Gluck, con Orfeo ed Euridice. Appuntamento con il Barocco italiano e tedesco invece per Il Giardino Armonico. Alcuni dei concerti saranno trasmessi in diretta sulla Rete Due della Rtsi. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Lugano Festival, in collaborazione con la Città di Lugano e con Lugano Turismo, con il sostegno di Repubblica e Cantone Ticino, Rtsi e Fosi. Lugano Festival gode del sostegno di Ubs e Bsi e di un folto team di sponsor, che con il loro contributo rendono possibili i diversi appuntamenti. Prima parte: 20 aprile – 4 giugno 2007 - L’onore di inaugurare il Festival 2007 spetta venerdì 20 aprile all’Orchestra di casa, l’Osi, il cui prestigio internazionale è in continua ascesa. Sul podio il direttore stabile del Teatro Bolshoi di Mosca, Alexander Vedernikov. Un gradito ritorno per il pubblico ticinese è quello dell’illustre violoncellista brasiliano Antonio Meneses, per una pagina fra le più belle dedicate al suo strumento, il Concerto in si minore di Dvorak, denso di umori romantici e di fascinosi richiami al melodizzare popolare boemo. Completa il programma la Sinfonia n. 2 di Brahms, creazione fra le più fresche e primaverili uscite dalla penna del maestro tedesco. L’orchestra del Teatro più famoso al mondo, la Filarmonica della Scala, è protagonista mercoledì 25 aprile di un Concerto di Gala fuori abbonamento, imperniato sulla monumentale Sinfonia “Eroica” di Beethoven, opera densa di simboli rivoluzionari. Una grandissima orchestra per un gigante della bacchetta, Daniel Barenboim, musicista che unisce ad un talento debordante, un’acuta sensibilità ed attenzione verso i problemi sociali e politici di oggi, tanto da far spesso della sua musica una messaggera di pace in tutto il pianeta. Un altro momento altissimo nel programma musicale sarà toccato grazie al pianista russo Arcadi Volodos, venerdì 4 maggio. Il Festival ha invitato il maestro non appena Mikhail Pletnev – con il quale era inizialmente previsto un recital chopiniano – ha reso pubblica la decisione di smettere di suonare il pianoforte per dedicarsi unicamente alla bacchetta. Volodos, artista dalla tecnica travolgente, sceglie un programma sofisticato e di grande interesse, iniziando da Clementi, uno dei padri della letteratura pianistica del tardo Settecento, per approdare al Romanticismo intenso di Schumann (Waldszenen) e di Brahms (Klavierstücke op. 76, Variazioni op. 21 n. 1). Il personalissimo cammino di Volodos si chiude su due pagine di Liszt, in cui l’avvenirismo della ricerca armonica si fonde con un pizzico di languore decadente: La lugubre gondola e Harmonies poétiques et Religieuses. Mercoledì 9 maggio ritorna in Ticino la Academy of Saint Martin in the Fields di Londra, notissima e storica compagine inglese dalla sterminata discografia, già presente nel passato più recente di Lugano Festival. Quest’anno la ritroviamo con una stella del pianoforte, Murray Perahia; raffinato interprete mozartiano, l’americano Perahia propone, nella duplice veste di direttore e di solista, un programma squisitamente europeo e classico, con la Sinfonia n. 31 “Parigi” di Mozart, la Sinfonia n. 104 “Londra” di Haydn ed il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Beethoven. Insolita e di grande interesse la serata di martedì 15 maggio, che vede il Coro della Rtsi e i Barocchisti, guidati da Diego Fasolis, interpreti dell’azione teatrale per musica Orfeo ed Euridice di Gluck. Presentato qui in forma di concerto, l’Orfeo (1762) rappresenta una pietra miliare nella storia del teatro musicale europeo. Se un secolo e mezzo prima, il monteverdiano Orfeo aveva avviato la luminosa storia del melodramma, la favola dello sventurato cantore torna a marcare con Gluck una nuova svolta nella concezione del teatro musicale, alla ricerca di una inedita unitarietà e coesione. I ruoli di Orfeo, Euridice e Amore sono affidati a tre signore del panorama vocale internazionale, il contralto Nathalie Stutzmann e le due voci di soprano di Maria Espada e Alena Dantcheva. Dagli strumenti d’epoca dei Barocchisti a quelli del Giardino Armonico di Milano, compagine che, al suo apparire, fece scalpore per le interpretazioni vivaldiane estrose e scatenate, in cui trovavano un miracoloso equilibrio la fantasia dell’approccio emotivo ed il rigore della ricerca. Diretto da uno dei suoi fondatori, il flautista Giovanni Antonini, recentemente invitato anche da istituzioni di tradizione come La Scala e i Berliner Philharmoniker, il Giardino Armonico è oggi uno dei gruppi italiani con strumenti antichi più richiesti in tutto il mondo. A Lugano, giovedì 24 maggio, l’ensemble si presenta accanto al violoncellista olandese Pieter Wispelwey in un programma che affianca al Barocco visionario di Vivaldi (Concerto per archi in sol minore) la geniale ricerca formale del Bach dei Concerti Brandeburghesi (n. 4); alle inquietudini di Carl Philipp Emanuel Bach (Sinfonia in do maggiore, Concerto per violoncello in la maggiore), la facondia galante di Telemann, nel cui Concerto in mi minore per flauto dolce e flauto traverso i membri dell’orchestra si tramuteranno in solisti, come d’abitudine nel Xviii secolo. Dal cuore musicale di Lubiana giunge a Lugano la prima orchestra della città, la Filarmonica Slovena, con il suo direttore stabile George Pehlivanian ed una solista di indiscussa fama internazionale, nata proprio a Lubiana, il contralto Marjana Lipovsek, che canterà martedì 29 maggio i Wesendonck Lieder di Wagner, composti a Zurigo dal maestro tedesco su testi di Mathilde Wesendonck. In programma anche la Sinfonia n. 4 di Brahms, ultimo capolavoro sinfonico del suo autore, nonché punto di arrivo ed esito estremo della grande stagione musicale del Romanticismo tedesco. A fianco della tradizione mitteleuropea, due autori dell’Est: il ceco Dvorak (Canti popolari op. 73) e lo sloveno Bravnikar (Kralj Matjaz). Sul podio dell’Osi per il secondo appuntamento con il Festival, venerdì 1 giugno, un grande artista tedesco, Gerd Albrecht, già direttore della Tonhalle di Zurigo. Solista nel Concerto di Stravinskij un giovane mago russo del violino, Boris Brovtsyn, laureato al prestigioso Concorso “Tibor Varga” e definito da Ruggiero Ricci come uno “splendido talento”. Anche la restante parte del programma guiderà il pubblico in una full immersion nello splendido patrimonio musicale russo, con il Preludio alla “Kovanscina” di Mussorgskij e la Sinfonia n. 2 di Ciaikovskij. Il primo capitolo del Festival si chiude lunedì 4 giugno come si era aperto, nel nome di Dvorak e di Beethoven, con la Philharmonia Praga diretta dal maestro ceco Petr Altrichter. Vera stella della serata, la violinista giapponese Akiko Suwanai, la più giovane vincitrice (nel 1990) del temibile Concorso “Ciaikovskij”. Con il suo prezioso Stradivari, la Suwanai proporrà il Concerto di Dvorak, ideale pendant all’analogo lavoro per violoncello interpretato in apertura di Festival da un artista leggendario come Meneses. Allo stesso modo, alla Sinfonia “Eroica” letta da Barenboim risponde qui la Sinfonia n. 2 del maestro di Bonn, nell’interpretazione certamente elegante di Altrichter. Il programma si completa con le Cinque Leggende per orchestra di Dvorak. Tutti i concerti si tengono presso il Palazzo dei Congressi di Lugano, piazza Indipendenza 4, con inizio alle 20. 30 (salvo il Concerto di Gala del 25 aprile, che inizierà alle 19). Seconda parte: 9 - 26 giugno 2007 Progetto Martha Argerich - Il Progetto Martha Argerich conferma nel 2007 le presenze di rilievo che nelle precedenti cinque edizioni hanno visto maturare l´affiatamento tra la protagonista della rassegna e gli artisti che ormai hanno inserito Lugano come punto fermo della loro attività annuale: Mischa Maisky, Lylia Zilberstein, Renaud Capuçon, Dora Schwarzberg, Nicholas Angelich. A loro si aggiungeranno i pianisti Stephen Kovacevic, Nelson Görner e il violoncellista Truls Mork, per contribuire alle esecuzioni di musica d´assieme in cui ritroveremo la pattuglia dei giovani pianisti che la manifestazione ha da tempo consacrato (Polina Leschenko, Gabriela Montero, Karin Lechner, Alexander Gurning, Sergio Tiempo, Mauricio Vallina) ed altri musicisti, giovani e meno giovani. Diciotto gli appuntamenti, tra l´Auditorio della Rsi (in cui sono previsti una "Schumanniana" con il Coro della Radio Svizzera diretto da Fasolis, un doppio concerto dedicato alle musiche ispirate all´infanzia e una maratona finale di 8 pianisti), i concerti pomeridiani alla Chiesa di San Rocco e due concerti sinfonici al Palazzo dei Congressi con l´Orchestra della Svizzera Italiana diretta da Alexander Vedernikov e da Alexander Rabinovitch-barakovsky. Www. Luganofestival. Ch . |
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TEATRO REGIO DI PARMA: OTELLO DI GIUSEPPE VERDI ULTIMO ATTESISSIMO APPUNTAMENTO CON IMPAROLOPERA |
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Parma, 4 aprile 2007 - Attesissimo l’ultimo appuntamento della Stagione con Imparolopera, la Stagione Lirica per i giovanissimi, realizzata dal Teatro Regio di Parma con la collaborazione del Conservatorio di Musica "Arrigo Boito" e del Provveditorato agli Studi di Parma e il sostegno di Guru Gang. Le stesse opere che compongono il cartellone della Stagione Lirica del Teatro Regio, ma ripensate, riviste, rimontate ed adattate per il pubblico di domani, per gli allievi delle scuole elementari e medie. Intrecciate al debutto della Stagione Lirica, le recite di Otello nella versione riscritta e interpretata da Bruno Stori per gli allievi delle scuole elementari e medie inferiori si susseguiranno dal 4 al 13 aprile. Dopo la comicità rossiniana della Pietra del paragone, e la rivisitazione fantastica del mito faustiano nella Dannazione di Faust di Berlioz, il magico mondo della Cina delle fiabe e la forza drammatica di Turandot, l’appuntamento è ora con il capolavoro di Giuseppe Verdi, Otello. Lo spettacolo sarà in scena mercoledì 4 aprile, ore 9. 30 e ore 11. 00, giovedì 12 aprile, ore 9. 30 e ore 11. 00, venerdì 13 aprile 2007, ore 10. 00, a pochi giorni di distanza dal debutto al Teatro Regio del nell’allestimento del Teatro Regio di Parma realizzato in coproduzione con Opéra di Monte-carlo, del quale la rivisitazione di Bruno Stori impegnerà i costumi e alcune soluzioni sceniche. Allo spettacolo partecipano i migliori allievi delle classi di canto del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma: Kang Chang Ryun (Otello), Lee Chang Kwon (Jago), Dario De Micheli (Cassio), Maria Loreta Di Micco, Annalisa Curedda, Raffaela Chiarolla (Desdemona), accompagnati al pianoforte dal Maestro Nicola Mottaran. La regia ed i testi sono di Bruno Stori, attore-narratore in scena, il coordinamento musicale è di Donatella Saccardi, le coreografie degli allievi della Scuola Professione Musical Italia sono di Francesco Frola. Nell’ambito delle iniziative rivolte ai giovanissimi, il Gruppo Appassionati Verdiani “Club dei 27” di Parma, promuove la Xxiii edizione del concorso Tu conosci Verdi?, riservato agli alunni delle quinte elementari di Parma e provincia. Il concorso propone lo svolgimento individuale di un tema o un disegno sul soggetto “Vita e opere di Giuseppe Verdi”, con particolare riferimento, in questa edizione, a Otello. Gli insegnanti potranno richiedere, del tutto gratuitamente, sia sussidi didattici, sia la collaborazione dei membri del Club, con particolare approfondimento di Otello. . . |
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PADOVA, "CIRCHIO LUME": LA COMICITÀ DELIRANTE DI TARDITO-RENDINA TRA TEATRO E DANZA |
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Padova, 4 aprile 2007 - Un circo rumoroso e delirante, una performance di danza-non danza che sconfina nelle clownerie più estreme, che spiazza lo spettatore, in costante equilibrio tra comicità e dramma, al limite di un umorismo destabilizzante. "Circhio Lume" della Compagnia Tardito-rendina approda a Padova, mercoledì 4 e giovedì 5 aprile (ore 21) al Teatro alle Maddalene, per il secondo appuntamento di Prospettiva Danza Teatro 2007 - il gesto, la parola, la visione, uno dei festival più attesi nella stagione culturale del Veneto. "Circhio Lume" è uno spettacolo costruito a quadri, che accosta scenette da cinema muto, utilizzando un linguaggio in bilico tra il tragico e il grottesco. Un linguaggio clownesco, carico e caricato, che racconta le debolezze umane, i moti dell´anima e i drammi della vita. Vestiti un po´ da clown, un po´ da ballerini malinconici, i tre attori della compagnia (Aldo Rendina, Federica Tardito, Antonio Villella) lavorano come equilibristi sulle panche, danzano al suono di musiche strampalate e volteggiano al centro di un circo irreale. Una scrittura per "cerchio" che utilizza un linguaggio sul filo dell´ironia, sempre al limite del ridicolo. E che al tempo stesso indaga i meccanismi che l´uomo mette in atto per farsi amare ed essere al centro dell´attenzione, entrando con leggerezza e distacco nei drammi di tutti e di ognuno, svelando i pretesti e le menzogne create da ogni vittima incompresa. Una performance di teatrodanza che indaga con sapienza e abilità tecniche la comicità nelle sue diverse forme. I biglietti (unico a 10 euro) saranno messi in vendita un´ora prima dello spettacolo al Teatro alle Maddalene. . . |
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"VIVO DI SPETTACOLO": PRESENTATI I RISULTATI DELLA RICERCA EQUAL |
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Bari, 4 aprile 2007 - Presentati ieri in conferenza stampa i risultati della 1° fase di Ricerca Vivo di spettacolo, il progetto Equal con capofila il Teatro Pubblico Pugliese e sei prestigiosi partner, dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’amico” , alla Fondazione Accademia d’arti e mestieri dello Spettacolo Teatro alla Scala , dalla Fondazione Accademia Verdi Toscanini, al Conservatorio Statale di Musica “U. Giordano” di Foggia e Rodi Garganico, all’Agis, al Consorzio di Cooperative Sociali Elpendu’. Alla conferenza stampa sono intervenuti l’assessore al Lavoro e Formazione Professionale Marco Barbieri e l’assessore alle Attività culturali Silvia Godelli. “E’ inevitabile – ha detto Barbieri commentando i risultati della ricerca – che il settore abbia caratteristiche di frammentazione con un certo tasso di precarietà. Credo che però il passaggio a un maggior grado di stabilità e a un maggiore numero di giornate di lavoro passi non solo per l’aumento di contributi Enpals ma anche con l’aumento della retribuzione “vera”. Per quanto riguarda la formazione, pesa senz’altro l’offerta formativa dei conservatori, mentre sulle altre figure – manageriali, tecniche – non c’è da parte degli enti di formazione un obiettiva percezione dello spettacolo come settore economico. Molti invece sarebbero gli interessati ai corsi per manager, tecnici e specialisti se ci fossero reali sbocchi professionali, che non passano se non tramite accordi tra enti di formazione, Regione e produttori”. Per la Godelli invece “Una delle caratteristiche del mondo dello spettacolo è la vita in funzione dell’intervento pubblico perché fa parte dell’economia “mediata”. L’intervento pubblico va però razionalizzato, per ridurre la frammentazione e far uscire dal “nero” i lavoratori. L’emersione però attraverserà un percorso complicato. In teoria la Puglia ha una legge per non finanziare le attività non in regola, in pratica la possibilità di controlli è difficile, ma può crescere. C’è poi l’intera partita della formazione dei diversi mestieri dello spettacolo, come le figure tecniche per l’audiovisivo e il cinema e per i mestieri “minori” come i costumisti. Nel 2008 poi potremmo passare alla formazione della gestione e l’organizzazione, dove non abbiamo corsi finanziati, per i quali però potrebbero intervenire le Università”. Per quanto riguarda i dati della ricerca, per la prima volta in Puglia l’Unione europea e la Regione Puglia hanno finanziato attraverso l’iniziativa comunitaria Equal, un intervento per lo spettacolo che ha per oggetto il lavoro e i lavoratori. E per la prima volta in Puglia è stata realizzata un’ indagine conoscitiva, approfondita e scientifica, del sistema spettacolo regionale. Dopo la mappatura e l’identificazione e quantificazione di tutte le realtà presenti in Puglia (2. 154) e di tutte le figure professionali dei settori musica, danza, cinema, teatro, tv e radio, circhi e spettacoli viaggianti (140 raggruppate in 5 aree), il sistema spettacolo è stato esaminato in termini qualitativi e quantitativi. Il lavoro, la formazione, le figure professionali, il rapporto e l’incrocio tra domanda e offerta sono gli oggetti di questo studio. Il settore è stato analizzato attraverso interviste e focus group con esperti ed operatori del settore. Partendo dallo scenario generale sono stati analizzati i percorsi formativi e gli sbocchi professionali realizzabili in Puglia, le modalità di accesso al mondo del lavoro e l’adeguatezza della formazione rispetto alle figure professionali richieste dal mercato (professioni emergenti). In tutti i settori indagati sono emersi punti di forza e criticità (ad es. Territorio ricco di talenti spesso costretti ad emigrare; tessuto territoriale frammentato cioè costituito da realtà di piccole dimensioni e poco specializzate) e bisogni (maggiore visibilità agli artisti locali; disponibilità di più luoghi e spazi come sale da concerto, teatri, auditorium; offerta formativa più efficace e adeguata; maggiori investimenti nelle produzioni anche da parte dei privati) Comune ai settori è l’esigenza di una politica di sviluppo organica di medio e lungo termine e di cooperazione tra gli operatori dello spettacolo attraverso la costituzione di reti sinergiche. In particolar modo nei focus group sono state formulate ipotesi di sviluppo ed espresse proposte innovative finalizzate a valorizzare il settore, a migliorare la situazione del lavoro e a rinnovare l’offerta formativa rafforzandone i legami con gli sbocchi professionali. Tra le altre esigenze emerse: la pianificazione (attraverso tavoli di concertazione coordinati da un ente super partes che pianifichi in termini di luoghi, contenuti artistici e date la programmazione, evitando sovrapposizioni nelle proposte al pubblico); la condivisione degli spazi artistici, la comunicazione e divulgazione delle informazioni, gli scambi culturali tra operatori e istituzioni, l’utilizzo ottimale degli investimenti e delle figure professionali Nel settore della musica, in particolare, l´esigenza di "una rete di distribuzione" o un "ufficio organizzativo centralizzato" . L’indagine quantitativa ha permesso poi di approfondire: la tipologia di figure professionali (141) impiegate in Puglia nelle aree ideazione e progettazione, interpretazione-esecuzione, gestione, formazione, ingegneria dello spettacolo e dunque l’identificazione delle figure difficili da reperire e del mercato potenziale (ad esempio l’accordatore e l’agente/artist manager per la musica, l’organizzatore per il teatro e la danza, lo speaker e l’addetto alla post-produzione per Tv e Radio, il proiezionista e l’addetto alla promozione del pubblico per il cinema); le differenze territoriali e le forme giuridiche (associazione 49%; ditte individuali 21%, società 14%, etc); i finanziamenti (il 40% degli enti riceve finanziamenti di cui il 75% da enti locali, il 26% dal Fus e Furs, il 5% da privati, etc. ); l’anzianità degli Enti e delle aziende (il 61% ha una età inferiore a 15 anni); le forme contrattuali più diffuse (soci collaboratori 36%, dipendenti a tempo indeterminato 22,35, prestazioni occasionali 21,1%, collaboratori volontari 7,5%, dipendenti a tempo determinato 7,1%, collaboratori a progetto 5,%). Sono stati ricavati i numeri principali dell’impiego generato dalle realtà nel 2005, sia per il lavoro dipendente che per le forme diverse di collaborazione, per i soggetti che hanno ricevuto finanziamenti e per quelli che non ne hanno usufruito numero medio di collaborazioni generate dal singolo soggetto (14,3), numero medio di giornate lavorative generate dal singolo soggetto (1661), numero medio di giornate lavorative per collaborazione (116). Per quanto riguarda l’articolazione territoriale si rileva una localizzazione dei soggetti piuttosto equilibrata fra le diverse province, con una lieve concentrazione nella provincia di Bari, in cui risiede il 46% delle realtà (il 38% della popolazione residente). Risulta evidente, invece, una concentrazione dei soggetti nei capoluoghi di provincia: il 39% degli operatori è localizzato nei capoluoghi, a fronte del 23 % di popolazione residente. Infine, i numeri principali della formazione cioè le strutture che hanno svolto formazione (195 cioè il 36% del totale), la durata media dei singoli corsi, il numero di iscritti per corso, la percentuale di corsi con stage, con crediti formativi e di corsi finanziati, l’ età e la composizione dell’offerta formativa per aree (prevale quella dell’esecuzione interpretazione). Buona parte della formazione non viene realizzata da strutture specializzate e riconosciute: complessivamente il 36% dei soggetti rilevati ha realizzato almeno un corso di formazione nel periodo di riferimento, ma se consideriamo quelli che si occupano esclusivamente di formazione la percentuale scende al 18%. La Ricerca, che confluirà in volume con saggi e commenti di esperti del settore, è il primo passo di uno studio che continua. Il progetto Vivo di spettacolo si conclude a dicembre 2007. E’ già partita la seconda fase, l’Osservatorio (con la distribuzione di questionari in alcuni teatri), ed è già partita la fase preparatoria dello Sportello con la redazione dei profili professionali. Nell’ambito di questa fase, in particolare della sua sperimentazione, sono in corso due indagini pilota sul pubblico che hanno l’ obiettivo di determinare il profilo del pubblico e del “non pubblico”, o pubblico che non c’è, anche in chiave comportamentale e motivazionale, nonché di individuare il pubblico potenziale. Entro giugno, poi, saranno disponibili i risultati di altre due indagini. La prima, sul sistema produttivo dello spettacolo delle imprese, nella quale si chiederà la collaborazione ad un panel di aziende rappresentative del sistema produttivo dello spettacolo (un’ indagine che ha l’obiettivo di acquisire non solo dati oggettivi - parametri economici/finanziari tra cui costi fissi di gestione e di produttività, investimenti sul personale e i trend di sviluppo, ma anche alla maniera di un termometro delle percezioni degli operatori, di indagare circa i bisogni del settore produttivo e la propensione all’investimento). La seconda indagine sarà specificatamente incentrata sull’occupazione, con l’obiettivo di monitorare, attraverso fonti ufficiali (in particolare l’Enpals), le dinamiche di occupazione artistica nel settore dello spettacolo nella regione Puglia: livelli occupazionali; il numero di giornate lavorate per tipologia di lavoratore dello spettacolo; la retribuzione; la stagionalità; la verifica dei trend. Lo stesso progetto Vivo di spettacolo ha dato contributo all’occupazione in Puglia. Contrattualizzate 60 figure professionali, individuate tra non occupati nell’ambito dello spettacolo dal vivo. . |
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GOLF - MARCO CRESPI IN VETTA AL SANREMO PGAI CHAMPIOSNHIP ALL´11° POSTO COSTANTINO ROCCA, AL 21° EMANUELE CANONICA |
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Milano, 4 aprile 2007 - Marco Crespi, con lo score di 63 colpi, sei sotto par, guida la classifica dopo il primo giro del Sanremo Pgai Championship, che si disputa sul percorso del Circolo Golf degli Ulivi nella città dei fiori. Altro protagonista di giornata il ligure Andrea Zanini, che lo segue a un colpo, quindi graduatoria un po´ più lunga con Gregory Molteni e Alessio Bruschi al terzo posto con 67, Daniele Bellacci, Massimo Florioli, Gianluca Pietrobono, Andrea Zani, Nicola Maestroni e Alessandro Pissilli al quinto con 67. Costantino Rocca ed Emanuele Canonica, i due grandi favoriti, sono appena dietro: il campione bergamasco è nel gruppo all´undicesimo posto con 68, Canonica al 21° con 69. Ha iniziato con un 72 il campione uscente Andrea Basciu (43°). Soddisfatto Crespi: "Le cose sono andate particolarmente bene sul green. Comunque attraverso un momento di buona condizione e il responso numerico è stato sincero". Meno feeling con il putter per Gregory Molteni: "Se avessi imbucato qualche putt in più, che era alla mia portata, il risultato sarebbe stato migliore. Però non mi posso lamentare, perché continua la tendenza positiva con la quale ho iniziato la stagione nell´Alps Tour in Marocco". Anche per Rocca qualche incertezza sul green: "Almeno un paio di birdie in più sicuramente ci stavano, perché per il resto ho sbagliato solo un paio di colpi nei par tre. Comunque va bene così". Giornata, invece, un po´ complicata per Canonica, reduce dalla gara dell´European Tour in Portogallo: "Ho accusato un po´ di stanchezza per il viaggio, perché sono rientrato tardi ieri. Sono contento di essere al Campionato Pgai dove mancavo da una decina d´anni. E´ bello potersi rituffare in questa atmosfera". "Hole in one" di Giorgio Grillo (11° con 68), che ha centrato con un solo colpo la buca 16 (par 3, 228) utilizzando un ferro 4. Non è stato premiato per la prodezza: infatti la Golf Plus, messa in palio da Genova Piave Motori, verrà assegnata solo dal terzo giro al primo professionista che andrà a segno con un colpo solo alla buca 2 (par 3, metri 180). Domani, mercoledì 4 aprile, i giocatori saranno impegnati nel secondo turno, al termine del quale verrà effettuato il taglio che lascerà in gara i primi 50 classificati e i pari merito al 50° posto. Costoro si divideranno il montepremi di 55mila euro, del quali 9. 000 andranno al vincitore. Promotore della manifestazione è il Comune di Sanremo, che ha sempre visto nel golf un alleato indispensabile per promuovere il turismo, praticamente sin dalla costruzione del percorso, inaugurato nel 1931, dimostrando un´assoluta lungimiranza. E attualmente il binomio golf-turismo è un elemento di ulteriore valorizzazione per un territorio che, oltre a distinguersi per le note spiagge, il mare e uno splendido entroterra, consente ai golfisti grazie al clima mite di poter praticare per tutto l´anno. Sostengono il torneo altri prestigiosi sponsor quali la catena alberghiera Best Western Premier, in particolare con l´Hotel Cappello d´Oro di Bergamo, Wolkswagen, in collaborazione con la Concessionaria Genova Piave Motori, Intergolf, importatore per l´Italia di noti marchi di attrezzature golfistiche, e Fast, azienda bergamasca di impianti e attrezzature per l´estrazione del petrolio il cui marchio è legato all´associazione onlus "Un birdie per la vita", a scopo umanitario, fortemente voluta e sostenuta da Costantino Rocca. Apertura Con La Ping Pro-am - Giacomo Gandelli, maestro del Circolo Golf degli Ulivi, è stato il protagonista della Ping Pro-am, che ha anticipato il Campionato, dove si è imposto sia nella classifica a squadre che in quella individuale. Gandelli ha condotto al successo la propria squadra, composta dai dilettanti Fernando Amerio, Federico Bergamo e Roberto Toselli, con un ottimo 56, tredici colpi sotto par, lasciando a un colpo il team di Andrea Calcari, con Lino Mortigliengo, Ben Christian Rispoli e Roberto Meazza. Al terzo posto, con 58 colpi, la formazione di Mario Tadini con Pier Paolo Maestro, Minnie Maestro e Giorgio Maino, che per le regole Fig (miglior score sulle seconde nove buche) ha preceduto la compagine di Mauro Bianco con Edoardo Bisetti, Francesco Bonaso e Valerio Masseglia (stesso punteggio). Nell´individuale Gandelli ha chiuso con un bel 65, quattro sotto par, e ha superato quattro giocatori al secondo posto con 66: Costantino Rocca, Giorgio Grillo, Andrea Calcari e Alessandro Bandini. Al sesto con 67 Marcello Santi e al 7° con 68 Emanuele Canonica, Akim Hassan, Giuseppe Calì e Gianluca Pietrobono. . |
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GOLF - MARCO CRESPI IN VETTA AL SANREMO PGAI CHAMPIONSHIP ALL´11° POSTO COSTANTINO ROCCA, AL 21° EMANUELE CANONICA |
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Milano, 4 aprile 2007 - Marco Crespi, con lo score di 63 colpi, sei sotto par, guida la classifica dopo il primo giro del Sanremo Pgai Championship, che si disputa sul percorso del Circolo Golf degli Ulivi nella città dei fiori. Altro protagonista di giornata il ligure Andrea Zanini, che lo segue a un colpo, quindi graduatoria un po´ più lunga con Gregory Molteni e Alessio Bruschi al terzo posto con 67, Daniele Bellacci, Massimo Florioli, Gianluca Pietrobono, Andrea Zani, Nicola Maestroni e Alessandro Pissilli al quinto con 67. Costantino Rocca ed Emanuele Canonica, i due grandi favoriti, sono appena dietro: il campione bergamasco è nel gruppo all´undicesimo posto con 68, Canonica al 21° con 69. Ha iniziato con un 72 il campione uscente Andrea Basciu (43°). Soddisfatto Crespi: "Le cose sono andate particolarmente bene sul green. Comunque attraverso un momento di buona condizione e il responso numerico è stato sincero". Meno feeling con il putter per Gregory Molteni: "Se avessi imbucato qualche putt in più, che era alla mia portata, il risultato sarebbe stato migliore. Però non mi posso lamentare, perché continua la tendenza positiva con la quale ho iniziato la stagione nell´Alps Tour in Marocco". Anche per Rocca qualche incertezza sul green: "Almeno un paio di birdie in più sicuramente ci stavano, perché per il resto ho sbagliato solo un paio di colpi nei par tre. Comunque va bene così". Giornata, invece, un po´ complicata per Canonica, reduce dalla gara dell´European Tour in Portogallo: "Ho accusato un po´ di stanchezza per il viaggio, perché sono rientrato tardi ieri. Sono contento di essere al Campionato Pgai dove mancavo da una decina d´anni. E´ bello potersi rituffare in questa atmosfera". "Hole in one" di Giorgio Grillo (11° con 68), che ha centrato con un solo colpo la buca 16 (par 3, 228 metri) utilizzando un ferro 4. Non è stato premiato per la prodezza: infatti la Golf Plus, messa in palio da Genova Piave Motori, verrà assegnata solo dal terzo giro al primo professionista che andrà a segno con un colpo solo alla buca 2 (par 3, metri 180). Domani, mercoledì 4 aprile, i giocatori saranno impegnati nel secondo turno, al termine del quale verrà effettuato il taglio che lascerà in gara i primi 50 classificati e i pari merito al 50° posto. Costoro si divideranno il montepremi di 55mila euro, del quali 9. 000 andranno al vincitore. . |
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TERZO POSTO PER MASCALZONE LATINO-CAPITALIA TEAM NEL PRIMO GIORNO DI REGATE |
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Valencia, 4 Aprile 2007 - Mascalzone Latino-capitalia Team si classifica terzo alla fine della prima giornata dell´Atto 13. Un risultato incoraggiante che Vincenzo Onorato ha voluto dedicare al caro amico Paolo Venanzangeli, scomparso sabato scorso. "E´ stata una giornata difficile , con continui salti di vento: un vero rischiatutto - ha commentato Onorato-. Si è conclusa con un terzo posto onorevole, tutto dedicato al caro amico Paolo" Una sola la prova corsa oggi sul campo di Valencia caraterizzata da vento leggero ed instabile. Mascalzone Latino Ita 99, partito sopravento alla flotta, ha girato in 2a posizione alla prima boa di bolina, in poppa a +39, Ita 85. Ha mantenuto poi il secondo posto anche alla prima boa di poppa. Alla seconda boa di bolina i Mascalzoni hanno girato in terza posizione. Particolarmente combattuto l´ultimo lato di poppa che ha visto Oracle, favorito da un salto di vento, passare in prima posizione, seguito da Shosholoza. Ita 99 ha concluso la prova in 3a posizione davanti al Defender Alinghi ed Emirates Team New Zealand. Questa La Classifica Generale: 1) Usa 87; 2) Rsa 84 (+3. 34); 3) Mascalzone Latino-capitalia Team (+4:18); 4) Sui 84 (+5:01); 5) Nzl 84 ( +5:16); 6) Ger 89 (+5:33); 7) Ita 94 (+5:51); 8) Esp 97 (+6:15); 9) Fra 93 (+9:26); 10) Ita 85 (+9:43); 11) Chn 95 (+10:40); 12) Swe 96 . . |
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