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Notiziario Marketpress di Mercoledì 11 Novembre 2009
L´UNIONE EUROPEA PROSEGUE IL SUO IMPEGNO PER RIDURRE I TEST SUGLI ANIMALI  
 
Bruxelles, 11 novembre 209 - In occasione di una conferenza tenutasi a Bruxelles (Belgio) il 6 novembre scorso, il vicepresidente della Commissione europea Günter Verhuegen e il commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik hanno riaffermato l´impegno dell´Unione europea a favore della riduzione dei test sugli animali. Alla conferenza, organizzata nel quadro del partenariato europeo sui metodi alternativi alla sperimentazione animale (Epaa) erano presenti anche i rappresentanti delle aziende. L´epaa - istituito nel 2005 - rappresenta una collaborazione senza precedenti tra il settore scientifico e le aziende volta a ridurre le sofferenze degli animali nei test scientifici. Gli obiettivi dell´Epaa si basano su una linea costituita a partire dai principi di sostituzione, riduzione e ottimizzazione. Per consentire l´attuazione di questo nuovo approccio, la Commissione europea e le aziende che appartengono all´Epaa stanno lavorando intensamente per poter utilizzare nuovi metodi nell´ambito della ricerca e del trasferimento tecnologico che consentano di ridurre la necessità di effettuare test sugli animali. Per esempio, le aziende dell´Epaa condivideranno le proprie banche dati al fine di promuovere un accesso intersettoriale ai risultati dell´attività di ricerca, alle informazioni e alle metodologie applicate al fine di promuovere il trasferimento tecnologico in modo da ridurre la necessità di eseguire test sugli animali. Le aziende utilizzeranno approcci nuovi ed innovativi per l´elaborazione di dati tossicologici che non richiedano test sugli animali. Un altro metodo innovativo applicato dalle aziende dell´Epaa in modo del tutto volontario prevede la fornitura di dati per l´adattamento di uno studio generazionale "esteso", originariamente sviluppato per i prodotti destinati alla tutela della flora, ad altri settori. Se i ricercatori potessero utilizzare una sola generazione di animali per l´effettuazione di studi a lungo termine, la quantità di animali necessaria per questo tipo di attività di ricerca potrebbe essere ridotta drasticamente. Per il raggiungimento di questi obiettivi, la Commissione europea e l´Epaa hanno lanciato numerosi progetti incentrati su argomenti diversi. Tra gli argomenti affrontati figurano l´identificazione del modo migliore per utilizzare e combinare dati diversi per sostituire i test sugli animali, l´effettuazione di test sui vaccini per procedere alla sostituzione dei test "in vivo" con i test "in vitro" e la promozione della cooperazione internazionale in materia di approcci alternativi per i test sugli animali. Günter Verheugen e Janez Potocnik sono stati concordi nell´affermare che. "Il lancio dell´Epaa, avvenuto nel 2005, riflette la nostra ferma convinzione che è necessario dare priorità agli approcci alternativi per i test regolamentari in modo tale da migliorare la sicurezza e la qualità della nostra vita minimizzando al contempo la sofferenza inflitta agli animali nei test scientifici. Abbiamo il dovere etico di risparmiare agli animali sofferenze inutili. Di conseguenza, attori politici e settore industriale hanno intrapreso un partenariato costruttivo che vede il massimo impegno di tutte le parti coinvolte per lo sviluppo di metodi in grado di ridurre, ottimizzare e sostituire i test effettuati sugli animali. L´impegno comune ha già prodotto risultati tangibili". L´impiego degli animali negli esperimenti scientifici è sempre stato oggetto di forti controversie. Nel marzo 2009, in seguito a dieci anni di dibattiti, il Parlamento europeo ha vietato questo tipo di test all´industria cosmetica all´interno dell´Unione europea, con estrema soddisfazione degli animalisti. Tuttavia, continuano altri tipi di esperimenti scientifici che vedono il coinvolgimento degli animali. Con l´istituzione dell´Epaa, l´Unione europea ha però testimoniato il suo impegno per la riduzione dei test effettuati sugli animali. Per maggiori informazioni, visitare: Partenariato europeo sui metodi alternativi alla sperimentazione animale (Epaa): http://ec. Europa. Eu/enterprise/epaa/index_en. Htm .  
   
   
L´ADATTAMENTO SPONTANEO DEI BATTERI AI CAMBIAMENTI AMBIENTALI  
 
Bruxelles, 11 novembre 2009 - Un team internazionale di scienziati ha per la prima volta osservato in laboratorio una strategia evolutiva chiamata "bet hedging", ovvero "diversificazione del rischio". Il termine inglese "bet hedging" descrive il modo con cui gli organismi riescono ad assicurare la sopravvivenza della loro specie in ambienti in rapida evoluzione, generando una progenie capace di sopravvivere in condizioni di vita diverse. Si tratta probabilmente di una delle più antiche tecniche di adattamento evoluzionistiche. I ricercatori della Germania, Paesi Bassi e Nuova Zelanda hanno pubblicato sulla rivista Nature le loro osservazioni sulla "diversificazione del rischio" nella specie batterica Pseudomonas fluorescens. Per compiere i loro esperimenti gli scienziati hanno introdotto ceppi di Pseudomonas in due diversi ambienti di coltura. La variante che aveva soppiantato le altre varianti in un ambiente, è stata introdotta nell´altro ambiente - e viceversa - dove la mutazione precedentemente vantaggiosa non sarebbe più risultata utile. Si è dimostrato che le nuove mutazioni, e quindi le nuove varianti, si sono evolute per compensare questo svantaggio. I ricercatori hanno scoperto che i batteri hanno infine sviluppato dei ceppi con la stessa struttura genetica, che produceva sempre due varianti diverse, in entrambi gli ambienti. Questi pseudomonas nati dalla diversificazione del rischio hanno avuto la meglio sui genotipi che si erano adattati soltanto per mutazione. I cambiamenti evoluzionistici di solito avvengono nelle generazioni in cui i portatori delle mutazioni favorevoli prevalgono su quelli con caratteristiche meno vantaggiose, ma la diversificazione del rischio produce una generazione di progenie geneticamente identica. Alcuni individui di questa nuova generazione possono comunque risultare più adattati all´ambiente in cui si trovano. Altri sono avvantaggiati in condizioni completamente diverse, in modo da riuscire a sopravvivere in caso di cambiamenti ambientali radicali. Il fenomeno è stato osservato in organismi che vanno dai batteri fino alle piante e agli animali. I patogeni batterici, ad esempio, possiedono cellule superficiali diverse (lisce o ruvide, ecc. ), riducendo in questo modo il rischio di essere individuate dal sistema immunitario dell´ospite. "I nostri esperimenti dimostrano che la diversificazione del rischio rappresenta un´ottima strategia per l´adattamento tempestivo agli ambienti che cambiano", ha detto uno degli autori dello studio, il dottor Christian Kost dell´Istituto Max Planck per l´ecologia chimica in Germania. "Se un unico genotipo produce diverse varianti allo stesso tempo, potrebbe rispondere più velocemente ai cambiamenti importanti che avvengono in quell´ambiente. Lo studio conclude: "Approfondimenti sui dati molecolari sottostanti rivelano il modo in cui l´evoluzione manipola il metabolismo centrale, per produrre una strategia che per svilupparsi probabilmente ha avuto bisogno - si potrebbe pensare - di decine di migliaia di generazioni. L´evoluzione rapida e ripetitiva della diversificazione del rischio nel corso dei nostri esperimenti indica che potrebbe trattarsi di una delle più antiche soluzioni evoluzionistiche della vita in ambienti variabili, forse addirittura antecedente i meccanismi di reazione ambientale della regolazione genetica. Pseudomonas fluorescens - che possiede un metabolismo estremamente flessibile - è un batterio che si trova nel suolo e nell´acqua. Alcuni ceppi di Pseudomonas fluorescens sono utili per la protezione delle piante dai parassiti e da altri fattori di biocontrollo. Nelle colture il batterio produce un antibiotico. Pseudomonas fluorescens viene anche usato per ricavare lo yogurt dal latte. Le cellule si dividono ogni 52 minuti, rendendole particolarmente adatte per lo studio dell´evoluzione. Per ulteriori informazioni, visitare: Nature http://www. Nature. Com/nature/ Società Max Planck http://www. Mpg. De/ .  
   
   
NERVIANO,PRESENTATO IN REGIONE LOMBARDIA PIANO DI RILANCIO  
 
Milano, 11 novembre 2009 - Nel corso di un incontro che si è svolto ieri in Regione Lombardia, la proprietà di Nerviano Medical Sciences ha illustrato alle organizzazioni sindacali e Rsu il Piano industriale per il rilancio del centro di ricerca. Le organizzazioni sindacali hanno preso atto del progetto presentato, valutando positivamente il suo valore strategico e il fatto che - dopo la vendita da parte di Pfizer - contiene i presupposti (alcuni dei quali dovranno essere consolidati) per un rilancio competitivo sul mercato del Centro stesso. Nei prossimi giorni la proprietà e i sindacati svolgeranno degli approfondimenti su alcuni punti specifici. La Regione ha confermato il proprio impegno ad accompagnare lo sviluppo del Piano, anche garantendo una collaborazione strutturata per i prossimi tre anni con il sistema sanitario lombardo a partire da una collaborazione con la Rete Oncologica Lombarda. Tra i punti qualificanti del Piano è prevista la nascita di un centro universitario (Nms Accademia) che garantirà una partnership stabile con il sistema universitario per rendere più competitivo il Centro, contribuendo alla crescita occupazionale. Il Piano industriale illustrato non prevede l´attivazione di alcuna procedura di mobilità. Nel corso dell´incontro è stata ribadita la necessità che tutti i soggetti coinvolti facciano la propria parte per contribuire, ciascuno nell´ambito della proprie prerogative, alla definizione puntuale del Piano nonché alla sua attuazione. Un nuovo incontro in Regione è previsto entro la fine del mese. .  
   
   
DA DOMANI, GIOVEDI´ 12 NOVEMBRE, A TRIESTE, IL VI CONGRESSO NAZIONALE DELL’AISLEC SULLE LESIONI CUTANEE  
 
 Trieste, 11 novembre 2009 – Saranno oltre un centinaio gli esperti e studiosi, nazionali e stranieri, provenienti da molte città italiane e da vari altri Paesi, che si riuniranno da Domani, giovedì 12, fino a sabato 14 novembre, a Trieste, in occasione del Vi Congresso nazionale dell’Aislec – Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee, dedicato ai “Profili di cura del Wound care”. Un evento che può contare su ben 63 relatori, tra cui Annalisa Silvestro, presidente degli infermieri italiani di Ipasvi (collegio nazionale) e il delegato del Ministero della Salute Francesco Bottiglieri, e che sarà articolato in molteplici sessioni, a partire dall’approfondimento delle diverse tipologie di lesione: per garantire aggiornamenti di ricerca clinica e al tempo stesso favorire il confronto sulle esperienze cliniche a livello nazionale e internazionale, grazie alla presenza di insigni esperti del settore. Le lesioni cutanee rappresentano un problema di grande rilevanza socio - sanitaria, aumentano con l’aumentare dell’età e in concomitanza ad altre patologie, incidono notevolmente sulla spesa sanitaria e sociale e impegnano quotidianamente dal 40 al 60 % delle attività degli infermieri italiani sul territorio (dati nazionali). Il congresso di Trieste si prefigge la definizione di profili cardine per costruire percorsi diagnostici e terapeutici. Secondo le stime della Wound Healing Society circa 12,5 milioni di persone al mondo sono portatori di lesioni croniche. Nel 2007 una o più ulcere agli arti inferiori erano presenti in circa 1. 000 persone dimesse dell’Aou Ospedali Riuniti Trieste Le ricerche multicentriche Aislec a livello nazionale evidenziano nel solo ambito domiciliare il 34. 26% di ulcere da pressione, il 25. 88% ulcere venose e il 9. 9 del piede, dati destinati ad aumentare con l’aumentare dell’età e dell’invecchiamento. Nella mattinata di domani, 12 novembre, dalle 8 alle 13 il congresso si aprirà alla Stazione Marittima con un simposio dedicato alle Lesioni neoplastiche. Come spiega la presidente, Rosa Rita Zortea, «la Società Scientifica Aislec ha scelto Trieste per il suo Vi Congresso Nazionale dedicato a un settore, quello appunto del Wound care, di rilevante impatto sociale ed economico. La cura delle lesioni cutanee impegna infatti le istituzioni politiche e sanitarie nella ricerca e continua evoluzione di strategie organizzative e assistenziali per garantire qualità e continuità delle cure. E il Friuli Venezia Giulia è fra le regioni che hanno meglio saputo interpretare l’evoluzione del Sistema Sanitario e Sociale nel campo del Wound care, anche per la costruzione di modelli assistenziali». Il congresso è realizzato con il patrocinio di Ipasvi, Aisd - Associazione italiana per lo studio del dolore, S. I. M. G. - Società Italiana di Medicina Generale, Siquas e con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia. Il congresso di Trieste punta alla definizione dei cosiddetti ”profili di cura”: strumenti attraverso i quali garantire il percorso di cura della persona portatrice di lesione. Obiettivo che garantisce continuità di progetto all’Aislec che si è impegnata per un approccio olistico alla persona e alle lesioni. Nell’ambito delle tre giornate, partendo dalla definizione e dal processo metodologico che porta alla costruzione di un profilo, verrà descritta la sua realizzazione nella pratica clinica del contesto locale, nazionale e nello scenario internazionale. Inoltre i prossimi giorni sarà presentato il Progetto di integrazione territorio Ass1 e Ospedale Riuniti Trieste per la diagnosi e il trattamento delle ulcere agli arti inferiori. La percentuale di guarigione è un dato molto rilevante, grazie al percorso multidisciplinare e la formazione specifica degli infermieri- Info: www. Cecongressi. Com - info@cecongressi. Com - segreteria@aislec. It - tel. 06. 60210638 - 06. 65192185 - Fax 06. 6551406 - 06. 65192051 .  
   
   
PANDEMIA INFLUENZALE, IN SARDEGNA ATTIVATI 6 POSTI LETTO STRAORDINARI  
 
 Cagliari, 11 Novembre 2009 - E’ stata approvata in Giunta regionale la proposta dell’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale, Antonello Liori, di avviare le procedure di attivazione, in via provvisoria e per il periodo dell’emergenza legata alla pandemia influenzale, di 4 posti letto di terapia intensiva neonatale, per bambini di peso inferiore ai sei chilogrammi con problemi respiratori cronici e per neonati che hanno contratto l’infezione a domicilio e che presentano insufficienza respiratoria, e di 2 posti letti di terapia intensiva pediatrica. “L’intervento si è reso necessario – ha spiegato l’Assessore Liori – per far fronte alle emergenze pediatriche legate all’influenza da virus H1n1. Perciò, in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, saranno attivati quattro posti letto nel presidio pediatrico “Macciotta” e due al Policlinico di Monserrato. In questo modo, senza voler drammatizzare la situazione, non ci faremo trovare impreparati se la diffusione della pandemia dovesse peggiorare. Ma potrebbero servire anche a gestire eventuali complicanze derivate dall’influenza stagionale. ” .  
   
   
FARMACI: IN SICILIA NEL 2008 RISPARMIATI 100 MILIONI DI EURO GRAZIE ALLA DISTRIBUZIONE DIRETTA DELLE AZIENDE SANITARIE  
 
 Palermo, 11 novembre 2009 - Distribuire i farmaci per continuare le cure al proprio domicilio direttamente ai pazienti quando escono dall’ospedale o tramite i servizi farmaceutici territoriali delle Asl o con l’assistenza domiciliare. Con questo ‘escamotage’ che bypassa il canale distributivo delle farmacie private, gli ospedali siciliani nel 2008 hanno risparmiato ben 100 milioni di euro con un investimento in forza lavoro di 90 farmacisti. Un sistema, questo della distribuzione diretta dei farmaci, attivo da luglio 2008 e attuato nell’ambito del piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale (Ssr) sottoscritto tra la regione e i ministeri della Salute e dell’Economia, che consente alla Sicilia di risparmiare e che piace alla popolazione. Un sondaggio condotto su 700 pazienti recatisi presso i Servizi farmaceutici territoriali della Asl 3 di Catania per la distribuzione diretta di diversi medicinali essenziali per la cura di patologie croniche e gravi, ha infatti messo in evidenza che l’85% degli intervistati esprime un giudizio ‘ottimo’ su tale servizio offerto dalle aziende sanitarie. I risultati, incoraggianti, arrivano dal convegno “La continuità Ospedale Territorio“ tenutosi il 24 ottobre 2009 a Palermo nella sede del Rettorato dell’Università degli Studi a Palazzo Steri, organizzato dalla segreteria regionale siciliana della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo), presieduta da Giuseppe Bellavia, ideato e moderato da Vincenza Di Giovanni, responsabile del servizio di farmacia del presidio ospedaliero Abele Aiello di Mazara del Vallo, Asp Trapani. Pietro Finocchiaro, Segretario Nazionale Sifo (dell’Arnas Civico - Ascoli – Di Cristina di Palermo), ha portato il saluto della Sifo ai presenti sottolineando che la scelta operata in Sicilia “è contraddistinta da caratteristiche di etica, efficacia, equità ed economicità". Oltre al tema della distribuzione diretta dei medicinali, il convegno ha rappresentato un’occasione per fare il punto in tema di politica sanitaria, in particolare sulla nuova organizzazione del Ssr prevista dalla legge regionale del 14 aprile 2009 n. 5, che a due mesi dal suo avvio (1 settembre 2009) ha visto l’accorpamento su base provinciale delle aziende ospedaliere con le ex Asl, con la sola esclusione delle aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Sulla base degli ottimi riscontri della distribuzione diretta dei farmaci del Prontuario Ospedale Territorio (Pht) e di quelli dispensati come primo ciclo di terapia direttamente alle dimissioni in ospedale, l’assessore regionale alla sanità Massimo Russo - intervenuto alla tavola rotonda del convegno - si è detto determinato a inserire la figura del farmacista delle aziende sanitarie nelle équipe operanti nell’Assistenza Domiciliare Integrata (Adi): è stato infatti posto in evidenza come il ruolo di medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, ed altre figure sia stato opportunamente definito nel sistema delle cure domiciliari, mentre quello del farmacista sia stato ‘trascurato’. Ciò malgrado l’Adi implichi nella gran parte dei casi problematiche inerenti l’utilizzazione di farmaci, medicazioni, dispositivi medici anche complessi e/o di specifica applicazione, nonché le problematiche connesse ai relativi approvvigionamenti, alla sicurezza e alla distribuzione fino al domicilio del paziente. L’assessore si è inoltre impegnato a riproporre per i prossimi 3 anni la dispensazione diretta dei farmaci sia per il Pht sia per il I ciclo di terapia alle dimissioni, quantificando in un numero pari a 120 i farmacisti da assumere, e manifestando anche l’intendimento di regolarizzarne le assunzioni, ancorché atipiche, riconducendole ad un unico modello, comunque equiparato per la retribuzione a quella prevista dal Ccnl. La tavola rotonda del convegno di Palermo è stata coordinata dal giornalista di Repubblica Enrico Bellavia e ha visto protagonisti tra gli altri Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, Carmelo Mandarà, direttore del Dipartimento per l’Integrazione Socio Sanitaria dell’Asp di Ragusa, Salvatore Di Rosa, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Cervello-villa Sofia, Giuseppe Greco, responsabile regionale di Cittadinanza Attiva. .  
   
   
“VOLONTARIAMENTE” RIPARTE CON NUOVO SLANCIO IL PROGETTO PER SENSIBILIZZARE I GIOVANI SULL’UNIVERSO DELL’ASSOCIAZIONISMO ATTIVATO DALL’ASS3 È IL FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA COMUNITÀ EDUCANTE DELLA CARNIA  
 
Tolmezzo, 11 novembre 2009 - Sensibilizzare i giovani della Carnia ed avvicinarli al variegato universo del volontariato, informandoli delle diverse attività e programmi attuati dall’associazionismo locale, vera e sovente poco conosciuta risorsa del territorio. E’ il progetto “Volontariamente” che vede coinvolti gli studenti di 3^, 4^ e 5^ degli Istituti d’istruzione superiori di Tolmezzo. Pensato, attivato e fortemente voluto dall’Azienda sanitaria n. 3 “Alto Friuli”, il progetto vede il supporto del braccio operativo della Cooperativa sociale Itaca. Sono ripartiti con nuovo slancio gli incontri dei giovani di “Volontariamente”: dopo il notevole successo dello scorso anno, i ragazzi coinvolti nel progetto sono tornati con lo stesso spirito dei primi giorni ma con la consapevolezza in più di una stagione passata a portare sorrisi e buonumore nelle comunità visitate. Tutto era partito nel corso dell’anno scolastico 2007-2008, quando l’Azienda sanitaria n. 3 “Alto Friuli” aveva attivato un progetto denominato, appunto, “Volontariamente” che prevedeva che un formatore - affiancato da un educatore della Cooperativa sociale Itaca - si recasse nelle classi del triennio degli Istituti superiori tolmezzini con l’obiettivo di informare e soprattutto sensibilizzare i ragazzi sui temi legati al volontariato. Attraverso giochi, focus groups e discussione in genere erano stati fatti emergere pareri, conoscenze ed eventuali idee legate a quel mondo. Successivamente e in una seconda fase i ragazzi interessati avevano preso contatto più diretto con le associazioni del territorio. Il progetto è nato e si propone di costituire un gruppo coeso di giovani attivi, promotori di benessere nel loro territorio e aventi un ruolo di facilitatori nella costituzione di una rete tra le diverse realtà. Tale compito è stato assunto dagli educatori della Cooperativa Itaca impegnati all’interno del “Servizio di Sviluppo della Comunità Educante”, che prevede appunto interventi di tipo laboratoriale da effettuarsi nelle scuole del territorio, ma anche la promozione ed attivazione di attività di aggregazione a scopo educativo per i ragazzi della Carnia, nonché la creazione di una rete tra le Associazioni, gli Enti e le Amministrazioni comunali del territorio che si occupano di giovani. In concreto, da settembre dello scorso anno quindici tra ragazzi e ragazze hanno iniziato a frequentarsi una volta la settimana per inventare e costruire animazioni da portare nei paesi della Carnia. Soprattutto spettacoli per i bambini da 0 a 3 anni, che frequentano gli “Spazi gioco” di Itaca denominati “Bambini e genitori insieme”, e per i ragazzi disabili riuniti nelle Comunità del territorio. Un viaggio mai noioso e sempre ricco di nuovi stimoli. Un modo per i ragazzi di donare il loro tempo e di incontrarsi in un luogo dal terreno fertile e senza dubbio salubre. Ecco così rappresentazioni di giocoleria, marionette e burattini, anime video che interagiscono con ragazzoni in carne ed ossa, musica, danze e molto altro ancora. Questa è la traccia incisa lo scorso anno, con ancora nelle orecchie l’eco di risa di persone felici. L’unico difetto è che il tutto pare essere contagioso: “bisogna ammetterlo, per noi educatori – fanno sapere dallo staff carnico di Itaca - l’incontro settimanale è una carica di energia e divertimento e, soprattutto, un banco di prova per sperimentare nuove idee e giochi da sviluppare negli altri laboratori e progetti in cui veniamo coinvolti”. .  
   
   
PIACENZA: FINANZIATI CORSI PER OPERATORI SOCIOSANITARI MESSI A DISPOSIZIONE 330 MILA EURO  
 
Piacenza, 11 novembre 2009 - Stanziati dalla Provincia 330 mila euro per la realizzazione di corsi di formazione per operatori sociosanitari (Oss). La Giunta provinciale, su proposta dell´Assessore alla Formazione e Lavoro Andrea Paparo, ha infatti approvato un avviso pubblico per il finanziamento di un percorso di qualificazione (della durata di 1000 ore) e di quattro percorsi di riqualificazione (della durata di 300 ore) per operatori socio sanitari. I corsi, completamente gratuiti, si avvieranno entro il prossimo mese di febbraio e coinvolgeranno circa 150 utenti. Il corso di qualifica è destinato a 25 persone disoccupate e si realizza in Val Tidone. Verso metà gennaio si procederà ad una selezione unitaria (tenendo conto anche dei progetti approvati a seguito dell’avviso pubblico straordinario regionale), per un’equa distribuzione degli allievi. Altri corsi di qualifica, finanziati dalla Regione, si terranno in Val d´Arda e a Piacenza. I corsi da 300 ore sono destinati a 120 persone e puntano a riqualificare operatori privi di qualifica impiegati con contratti di lavoro subordinati e non subordinati, nei servizi socio assistenziali e socio sanitari, ma con esperienza lavorativa e qualifiche regionali considerate equipollenti. L´attività formativa sarà quindi rivolta a operatori che: svolgono attività assistenziali di base, privi della qualifica di Oss, finalizzati all’ottenimento di tale qualifica mediante percorsi di riqualificazione sulmkavoro; dispongono dell’autorizzazione alla frequenza del corso rilasciata dalla struttura/servizio di appartenenza; appartengono a strutture/servizi aventi sede operativa nel territorio della provincia di Piacenza; hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato/determinato oppure atipico alla data di partenza delle attività formative. I progetti per la realizzazione dei corsi dovranno essere presentati dagli Enti di formazione rispettivamente entro l´11 dicembre (corso da 1000 ore) e entro il 22 gennaio 2010 (corsi da 300 ore) secondo le modalità previste nell´avviso. “I corsi – rileva Andrea Paparo - vogliono mettere gli operatori in grado di dare una risposta ai bisogni delle persone non autosufficienti o malate. La Provincia pone la “centralità della persona” come una sua priorità e non poteva non prestare attenzione a percorsi che garantiscono ai cittadini qualità e completezza dell´assistenza. Ha quindi voluto stanziare una somma considerevole per integrare e completare le attività formative che potranno svolgersi il prossimo anno, anche in ragione della programmazione straordinaria fatta dalla Regione. Grazie quindi alla due programmazioni, 100 persone acquisiranno la qualifica di Oss. Inoltre, con i percorsi di riqualifica 120 persone avranno l’opportunità di migliorare la propria posizione professionale e la propria condizione occupazionale. In questo caso lo sforzo economico è tutto della Provincia. I dati dei Centri per l´impiego evidenziano le grandi possibilità occupazionali che questa formazione offre (oltre il 95% dei neo qualificati trova lavoro, a pochi mesi dal termine del corso) e il contributo che da essa può venire a ridurre la disoccupazione, specie femminile (l’utenza è costituita soprattutto da donne, anche straniere)” . .  
   
   
LO SPORT È LA MIGLIOR DISCIPLINA PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE TRA DISABILI E NORMODOTATI  
 
Udine, 11 novembre 2009 - Se n’è parlato nel corso della missione tecnica della Provincia di Udine in Romania, per verificare lo stato di attuazione dell’accordo di collaborazione con la Provincia di Timisoara. Per l’assessore provinciale Virgili lo sport unisce i popoli e ci può far sentire uguali nelle diversità “Per migliorare la situazione dei nostri disabili dall’89 ad oggi abbiamo puntato su qualità della vita, formazione professionale del personale addetto e soprattutto ad aprire le porte alla gente per far finalmente incontrare disabili e normodotati”: è quanto dichiarato da Rodica Negrea, direttore generale del Servizio Assistenza sociale e attività ricreative della Provincia di Timisoara durante l’incontro tecnico tenutosi nel capoluogo romeno presente anche l’assessore provinciale Florin Ravasila il quale ha aggiunto che “venendo a Majano del Friuli a settembre abbiamo compreso che lo sport è la disciplina top per favorire l’integrazione ed ora vogliamo procedere lungo quel cammino. Per questo ringraziamo ancora una volta la Provincia di Udine per aver voluto riempire di contenuti il nostro protocollo proprio partendo dallo sport per i disabili integrando questi con tutti gli atleti in gara”. In questo senso l’amministratore romeno ha voluto specificare “quanto siano stati utili i contatti avuti in Friuli con i miei colleghi friulani Mario Virgili, Franco Mattiussi e Adriano Puzzi” e ha evidenziato “la bontà dell’accordo sottoscritto dall’on. Pietro Fontanini e da Constantin Ostaficiuc”, (i due presidenti dei rispettivi Enti provinciali) rinnovando l’invito a Fontanini a recarsi a Timisoara nel 2010. Da parte friulana sono stati presentati alcuni progetti e iniziative tra cui quelli della Libertas Majano, del Fai sport e della Comunità del Melograno per persone con disabilità intellettiva e fisica. Ravasila e la Negrea hanno, quindi, chiesto di tenere un seminario a Udine sul tema dello sport e dell’integrazione sociale. L’occasione della missione tecnica compiuta a Timisoara è risultata utile anche per visitare alcune realtà locali e rendersi conto di determinate situazioni. A Recas, sita a pochi chilometri da Timisoara, c’è un Centro per ragazzi disabili mentali che proprio in occasione di detta visita hanno promosso un incontro con loro coetanei della comunità locale. In detto centro sono attivi una falegnameria, una sartoria, una palestra e altri spazi dedicati per discipline sportive e per svolgere altre attività. I responsabili della comunità hanno bisogno di attrezzature adeguate per poter svolgere maggiori attività e in tal senso è stato rivolto un appello ad associazioni, club e service friulani: “non portateci soldi, ma attrezzi utili per far praticare sport e far apprendere mestieri ai nostri ragazzi” è stato detto dalla direttrice Negrea. Il confronto si è poi sviluppato sul concetto di volontariato. I romeni hanno ammesso che “noi abbiamo la necessità di sviluppare quest’attività che in Friuli è fortemente sostenuta e praticata. Dobbiamo superare una mentalità del passato per la quale il termine <volontario> era un obbligo a rendere servizi al regime”. Molte altre la attività presentate e visitate a Timisoara, dai consultori familiari ai centri per la prevenzione sociale nelle scuole. Esiste un’attiva scuola per genitori e sei centri per adulti di cui cinque per persone disabili e uno per la reintegrazione delle persone senza tetto. Sono svolte anche consulenze per persone in difficoltà, il monitoraggio dei documenti personali e dei servizi economici e giuridici per chi ne ha bisogno. La direzione retta da Rodica Negrea consta di servizi anche di tipo socio-sanitario, adozioni, affidi, assistenza materna, tutela dei bambini, orientamento scolastico. In un centro di Timisoara si assistono, poi, 50 malati di Alzheimer. Nel corso della duegiorni di Timisoara l’assessore Ravasila ha anche promosso un incontro con l’Università di Timisoara e un’agenzia locale specializzata in progetti europei al fine di verificare la possibilità di favorire la sottoscrizione di un progetto europeo con l’ateneo udinese, l’Amministrazione provinciale friulana e altri partners sull’asse Sud est Europa sul tema delle bioenergie. Informato sugli esiti della missione tecnica avvenuta l’assessore provinciale allo sport, Mario Virgili, ha espresso soddisfazione per quanto intrapreso rispetto all’accordo tra le due Province sottolineando come “lo sport unisce i popoli e ci può far sentire uguali nelle diversità di vario tipo che ognuno di noi può presentare. L’importante è seguire la strada della lealtà e della correttezza. Il sorriso sul volto dei ragazzi disabili che hanno partecipato al trofeo di Majano lo scorso settembre rimarrà sempre nelle nostre menti anche perché – ha concluso Virgili – in accordo con i colleghi Mattiussi e Ravasila ho promosso la realizzazione di un calendario con le foto di quell’evento a fini sportivo turistici e di valorizzazione di quanto realizzato congiuntamente”. .  
   
   
SALUTE E ATTIVITÀ FISICA. A BOLOGNA L´11 E 12 NOVEMBRE SI RIUNISCE LA RETE EUROPEA HEPA  
 
Bologna, 11 novembre 2009 – L’attività fisica come strumento per migliorare la salute delle persone. Su questo tema si riunisce a Bologna l’11 e il 12 novembre la rete Hepa Europe (Health Enhancing Physical Activity), che riunisce un centinaio di istituzioni scientifiche e di ricerca, ministeri, agenzie coinvolte nella promozione della attività fisica, organizzazioni non governative: un progetto di cooperazione internazionale, che coinvolge 26 Paesi della regione europea dal Portogallo agli Urali, in stretto collegamento con l’Organizzazione mondiale della sanità. L’iniziativa, che si svolgerà a Bologna, presso l´hotel Royal Carlton (via Montebello 8) è organizzata dalla Regione Emilia-romagna, partner della rete. Mercoledì 11 si terrà un incontro scientifico sul tema “Attività fisica e contesto urbano”, occasione per fare il punto su quanto conosciamo oggi rispetto alle caratteristiche dell’ambiente costruito che possono favorire o ostacolare lo svolgimento dell’attività fisica. Il giorno dopo, giovedì 12, si svolgerà il 5° meeting annuale di Hepa Europe, nel corso del quale verranno esaminati i progetti che la rete ha in corso e le iniziative future. Attualmente i progetti avviati sono: studio degli approcci nazionali e delle reti per la promozione della attività fisica; scambio di esperienze nella promozione della attività fisica e dello sport nei bambini/ragazzi; corso di formazione sulla attività fisica e la salute; i club sportivi nei programmi di salute. La scelta di Bologna come sede del doppio appuntamento della rete Hepa Europe nasce dalla collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità con la Regione Emilia-romagna (Servizio sanità pubblica) per lo sviluppo del progetto “Promozione dell’attività fisica – Azioni per una vita in salute”, nel quale l’Emilia-romagna è capofila. Obiettivo del progetto, che vede impegnate anche le regioni Piemonte, Veneto, Toscana, Marche, Puglia, è di individuare e sperimentare interventi capaci di tradurre nella pratica i principi e gli indirizzi per promuovere l’attività fisica tra le persone, contenuti nel documento programmatico “Guadagnare salute” approvato nel 2007 dal Governo in accordo con le Regioni e le Province autonome. Intorno al progetto si è costituito un gruppo di lavoro di specialisti che sta coordinando le azioni da eseguire nelle regioni partner. Si è individuato negli operatori del Servizio sanitario regionale i naturali punti di riferimento tecnico-scientifici per il coinvolgimento di Enti, Istituzioni e privati che operano nel mondo dello sport e dell’attività fisica nonché nei settori della pianificazione territoriale, dei trasporti e del tempo libero, per diffondere la cultura della promozione dell’attività fisica e gli interventi necessari. L’organizzazione mondiale della sanità ha partecipato attivamente ai lavori del progetto, mettendo a disposizione le sue conoscenze scientifiche e la sua rete di relazioni internazionali. Il programma delle due giornate è scaricabile nel portale web del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-romagna: www. Saluter. It. .