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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 11 Novembre 2009 |
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PARI OPPORTUNITÀ, CORECOM FVG: PRESENTATO MONITORAGGIO DONNE E POLITICA |
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Trieste, 11 novembre 209 - "Il percorso compiuto dalle donne nelle istituzioni è ancora troppo fragile e in troppe situazioni la presenza è declinata al maschile, mentre é indispensabile che sia espressa in egual misura: la presenza paritaria di donne e uomini capaci non può che migliorare la società". La presidente della Commissione pari opportunità Santa Zannier ha commentato così quanto emerso dal monitoraggio della campagna elettorale per le recenti elezioni europee e amministrative, curato dal Corecom Fvg che, proprio su richiesta della Commissione, ha trattato una sezione speciale dedicata a "Donne e politica: analisi delle differenze di genere tra candidature, risultati elettorali e visibilità nei telegiornali regionali del Friuli Venezia Giulia". La relazione è stata illustrata a Trieste, nella sede che ospita la Commissione pari opportunità e il Corecom, in una conferenza stampa congiunta dei due organismi, che - come ha affermato il presidente del Comitato regionale per le comunicazioni, Paolo Francia - costituisce un ulteriore passo sulla strada di una collaborazione che si fa sempre più stretta e costruttiva. Un lavoro che ha suscitato molto interesse, tanto che da parte di numerosi organismi sono stati richiesti i risultati che costituiscono un valido terreno di lavoro. Lo studio ha riguardato la visibilità politica delle donne nei notiziari regionali, considerando i tempi di notizia (ovvero il tempo dedicato dal giornalista a parlare del soggetto analizzato), di parola (ossia quello in cui il soggetto parla direttamente) e di antenna (somma dei primi due), ma anche le pari opportunità di genere nelle elezioni europee e i risultati alle elezioni amministrative che hanno riguardato la Provincia di Pordenone e 142 Comuni del territorio regionale con Sacile unico comune con più di 15 mila abitanti. Quanto alla visibilità, la ripartizione tendenzialmente si attesta sul 90% del tempo dedicato agli uomini e 10% alle donne. Una disparità di rappresentazione che per la Commissione è dovuta a numerosi fattori, dalla percentuale di candidature femminili nelle liste elettorali alla percentuale di fiducia/consenso che le candidate hanno tra la popolazione votante. L´analisi delle pari opportunità di genere all´interno delle candidature delle liste elettorali per le europee presentate nella seconda circoscrizione di cui fa parte il Friuli Venezia Giulia ha innanzitutto evidenziato una presenza media delle donne del 32,4%, essendo solo 57 sul totale di 176 candidati, con una forbice tra il dato minimo del 15,4% e il massimo di 53,8%. Inoltre solo il 24,6% del totale delle donne si è poi affermato nei primi 4 posti di preferenza, ma interessante è scandagliare i dati di lista per cogliere come poi si sono collocate nei risultati finali tra posizioni di vertice, intermedia e di coda. Dalle elezioni amministrative, la Provincia di Pordenone si esprime al maschile: 96% uomini, 4% donne mentre i risultati dei rinnovi delle amministrazioni comunali mostrano che le donne sindaco sono l´11% del totale; il maggior numero di sindaci donna si trova nel territorio di Gorizia (5 comuni su 9) e di Trieste (1 comune su 3), mentre Udine e Pordenone i numeri sono decisamente inferiori. La media della presenza femminile nei Consigli comunali è pari al 19,9%: il Comune con la percentuale più alta è Andreis, in provincia di Pordenone, dove oltre al sindaco sono donne anche 7 dei 13 consiglieri. Le quote non servono per imporre alle donne di fare politica, ma quelle che vogliono devono poterlo fare - ha commentato la Zannier sottolineando la necessità di incidere con la modifica degli statuti e la previsione di quote rosa: "anche se non ci piacciono - ha subito sottolineato - ma che sono il mezzo per una rappresentanza femminile paritaria. Modificare gli statuti non solo degli enti locali, ma anche dei partiti e cambiare il vocabolario: scrivere che si promuove la presenza delle donne è una espressione che non basta". Per far crescere una cultura di genere è fondamentale il ruolo dell´informazione, hanno concordato Francia e Zannier, cui hanno fatto eco il vicepresidente del Corecom Giancarlo Serafini e la vicepresidente della Commissione Annamaria Mozzi, secondo la quale spesso sono donne a conseguire le lauree e i dottorati migliori, ed è impensabile che poi spariscano dalla scena. Occorre perciò una riflessione approfondita, anche in vista delle prossime elezioni che si svolgeranno nel 2010. . |
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TRIESTE: SIGLATA CONVENZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI UN “LABORATORIO DI SCRITTURA GIORNALISTICA |
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Trieste, 11 Novembre 2009 - La Provincia di Trieste ha siglato una Convenzione con il quotidiano di Trieste Il Piccolo per l’avvio di un “Laboratorio di scrittura giornalistica” negli istituti scolastici superiori. Il progetto, che è iniziato il 9 novembre e proseguirà per l’anno scolastico in corso, coinvolge i licei Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Guglielmo Oberdan, Galileo Galilei, France Preseren, Anton Martin Slomsek e l’Istituto tecnico magistrale Giosuè Carducci. “L’iniziativa ha l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo del giornalismo, ma al tempo stesso di renderli più partecipi, di interessarli ai fatti che caratterizzano il territorio e il suo sviluppo” ha detto Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia di Trieste. “Ci auguriamo che frequentando il laboratorio – ha aggiunto Adele Pino, assessore alle politiche educative – gli studenti possano maturare una visione valida e concreta di tutto ciò che accade in ambito locale”. Il laboratorio, iniziato oggi in tutte le classi quarte degli istituti superiori, coinvolge poco meno di mille studenti. “Frequentando il laboratorio – ha affermato Paolo Possamai, direttore del quotidiano Il Piccolo – i ragazzi acquisiranno strumenti, pratiche, metodi e visioni d’insieme della produzione di un giornale. Ogni elaborato sarà letto vagliato e corretto da un giornalista, esattamente come avviene in una redazione, dove un giovane collaboratore è seguito dal collega più anziano. Tutti gli elaborati saranno pubblicati sul sito web del quotidiano, mentre una selezione degli stessi darà vita ad un vero e proprio quotidiano cartaceo interamente redatto dai ragazzi”. Complessivamente nelle classi sono in programma 120 incontri, per un totale di 240 ore. Le attività svolte in laboratorio costituiranno parte integrante dei P. O. F. I Piani di Offerta Formativa dei singoli istituti scolastici. . |
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GLI ITALIANI, LA GREEN ECONOMY & COMMUNICATION: UPA E ASSOCOMUNICAZIONE PRESENTANO LA LORO PRIMA RICERCA SULLA SOSTENIBILITÀ |
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Milano, 11 novembre 2009 - Upa e Assocomunicazione hanno presentato ieri i risultati della loro prima ricerca su "timori, comportamenti e attese degli Italiani nei confronti della Green Economy commissionata a Gfk- Eurisko. Oggi il tema della sostenibilità è un tema che coinvolge tutti: indietro non si torna. Ma quale importanza ha per ciascuno di noi, come debbono affrontarlo le aziende nella logica dei loro prodotti, come devono comunicarlo? Questa ricerca vuole essere l´inizio di un percorso di monitoraggio che pone al centro della rilevazione quale sia il grado di consapevolezza degli italiani verso i temi della sostenibilità e quali priorità vengano date per perseguire obiettivi di sostenibilità. In particolare, Upa e Assocomunicazione cercano di cogliere il ruolo che la comunicazione deve avere in questo processo di sensibilizzazione e quali strumenti sia necessario mettere in campo a favore delle aziende che hanno iniziato un processo di riconversione verso la tutela dell´ambiente. Nella sua introduzione al tema il presidente di Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi ha sottolineato il fatto che la sostenibilità non è più un´ipotesi corsara ma la frontiera di un modello: cresce rapidamente negli italiani la sensibilità al fatto che se l´ambiente è in difficoltà tutti saremo in difficoltà. L´economia dello sviluppo è quella che poggia sulla sostenibilità, è un´economia che offre enormi opportunità, al contrario di un´economia del declino che poggia sull´indecisione, la green technology è il prossimo settore di maggiore crescita. E´ ormai provato che le aziende più avanzate mettono la sostenibilità a monte del processo organizzativo, trattano la sostenibilità come frontiera dell´innovazione, pensano a prodotti asserviti alla salvaguarda dell´ambiente: i benefici sociali superano i costi finanziari. Gli specialisti della comunicazione devono anche loro avanzare con nuove idee e nuovi linguaggi ed essere capaci di innovarsi insieme ai prodotti. Questa ricerca vuole essere di supporto e di stimolo al lavoro comune di aziende ed agenzie e il suo sviluppo nel tempo servirà a monitorare atteggiamenti ed evoluzioni. Nel suo intervento Diego Masi si è concentrato sul cambiamento che la Green Communication porterà nel mondo della comunicazione. Per il presidente di Assocomunicazione la “rivoluzione verde” è solo agli inizi ma la velocità della sua avanzata cresce in modo esponenziale, accompagnata da fattori quali lo sviluppo del digitale e la recessione economica che ne accelerano la corsa. E presto coinvolgerà tutti gli aspetti della nostra vita, fino a diventare la nuova normalità. La comunicazione non sarà immune al cambiamento, tanto più che la industry vive da tempo una crisi strutturale che la “strana coppia” digitale e recessione ha contribuito a rendere più evidente, sottolineando l’urgenza di un ripensamento riguardante sia il modello di agenzia e sia il contenuto dei messaggi. E come il green diventerà a poco a poco la norma, così la Green Communication diventerà il nuovo standard della comunicazione, svolgendo un ruolo di primo piano nell’aiutare le agenzie creative a uscire dalla crisi, ridando ruolo e centralità alla loro funzione. L’agenzia del futuro sarà più consulenziale e progettuale e soprattutto sarà digitale. Perché i valori della Green Communication sono da sempre nel Dna del web: trasparenza, chiarezza e dialogo con il consumatore, che sarà il focus di ogni strategia di marketing, prendendo il posto del prodotto. I risultati della ricerca sottolineano che anche in Italia i tempi della rivoluzione verde si avvicinano e le agenzie si stanno attrezzando in vista del cambiamento, trovando in questo modo un nuovo slancio in grado di aiutarle ad affrontare quei problemi strutturali rimasti irrisolti per troppo tempo. Sono stati quindi illustrati da Giuseppe Minoia, presidente di Gfk-eurisko, i principali risultati della ricerca: dopo i due temi drammatici della disoccupazione e della crisi economica la tutela dell´ambiente è la terza preoccupazione nell´animo degli italiani con un 90% di adesione, in particolare per i cambiamenti climatici, l´inquinamento dell´aria e il problema dello smaltimento rifiuti. Gli italiani escono da questa ricerca in una fase di pre-ambientalismo: più arretrati rispetto ad altri paesi, in una specie di apprendistato più lento che altrove ma con il convincimento che indietro non si torna. Certamente il 77% degli italiani ritiene che i propri comportamenti siano oggi più attenti rispetto al passato, prestano maggior attenzione alle notizie che si riferiscono all´ambiente possono essere disposti a spendere qualche cosa di più per prodotti a basso impatto ambientale. Vogliono essere più informati dalle grandi istituzioni pubbliche, si aspettano delle proposte sulle città, sull´energia e si stanno rendendo conto di ciò che è opportuno fare per disturbare meno l´equilibrio ambientale. Gli italiani dimostrano di avere più fiducia (quasi il 50%) nelle aziende/marche che esprimono sensibilità ambientale, sono disposti a pagare di più i loro prodotti (34%) ma vogliono più informazioni credibili dal mondo della produzione su ciò che si sta preparando per rendere la vita più sostenibile. Hugh Hough e Hank Stewart, rispettivamente presidente e vice presidente Brand Strategy di Green Team Usa, hanno raccontato “dall’interno” il mondo della Green Communication e il processo di cambiamento che essa ha innescato negli Stati Uniti. Green Team Usa è infatti un’agenzia di comunicazione newyorkese a servizio completo, nata nel 1993 e focalizzata sugli Awakening Consumers, un gruppo in rapida crescita di opinion leader le cui scelte d’acquisto, effettuate su base valoriale, guidano la sempre più diffusa richiesta di responsabilità da parte delle aziende. Il loro intervento si è incentrato sulla spiegazione di quelle che sono, secondo la loro esperienza, le “Six Golden Rules of Green Communication”: 1. Racconta la verità ; 2. Cammina prima di parlare; 3. Condividi il tuo vantaggio; 4. Tieni a mente le partnerships; 5. Conosci la tua supply chain ; 6. Tieni la mente aperta . Sei regole d’oro che ci fanno capire che la Green Communication è qualcosa di veramente nuovo, destinato a influenzare profondamente tutto il mondo della comunicazione. . |
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GLI ITALIANI E LA GREEN ECONOMY. UNA RICERCA ASSOCOMUNICAZIONE-UPA RAPPRESENTATIVA DEI TIMORI, COMPORTAMENTI E ATTESE DEI CITTADINI CONSUMATORI ITALIANI |
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Milano, 11 novembre 2009 - Come si pongono gli italiani verso le preoccupazioni ambientali, quali comportamenti stanno adottando per la sostenibilità, con quali impatti sui consumi? La ricerca, voluta da Upa e Assocomunicazione, condotta da Gfk-eurisko e presentata ieri da Giuseppe Minoia, Presidente dell’Istituto, evidenzia un quadro di attenzioni e attese crescenti nei confronti di nuovi prodotti eco-friendly e di un nuovo modo di comunicare in linea con essi. Ecco, in sintesi, i risultati più significativi: Il tema ambientale preoccupa gli italiani in maniera significativa, quasi allo stesso livello delle paure per la disoccupazione e per la crisi economica (90%). Le più preoccupate sono le persone tra i 30 e i 50 anni, in particolare le donne (le mamme) e quelle più attrezzate per informazione e cultura. I più tiepidi sono i giovani. Preoccupano di più le evidenze che si possono verificare sulla propria pelle nella vita quotidiana: i cambiamenti climatici, l’inquinamento dell’aria, delle acque e della terra, il tormentone della raccolta e smaltimento rifiuti. Le più forti attese: ridurre i consumi inutili, riuscire a soddisfare i bisogni delle nostre generazioni senza compromettere quelli delle future, più tecnologia che consenta di sprecare meno energia. Gli italiani ritengono che il nostro sia un Paese poco sensibile ai temi ambientali, in cui si fa troppo poco per aiutare i cittadini nei comportamenti virtuosi di sostenibilità (74%). Gli italiani stanno comunque convincendosi che gli stili di vita sostenibili sono fondamentali per evitare danni alla salute delle persone (81%); rispetto al passato stanno diventando più attenti (77%) e più sensibili alle notizie ambientalistiche (76%), tanto da essere disposti a spendere qualcosa in più per i prodotti a basso impatto ambientale (65%). La consapevolezza che si dovrebbe fare di più è diffusa, ma mancano le informazioni e anche le risorse (47%); per questo ci si sente un po’ in colpa (45%), ma si ritiene che a livello mondiale si stiano prendendo decisioni importanti che aiuteranno la sostenibilità (44%). Si coglie la convinzione che l’attenzione verso le tematiche ambientali sia in crescita e che sia compito dell’educazione e della formazione scolastica (93%) e di una corretta informazione (90%) fare si che questa attenzione sia sempre più diffusa. L’energia (93%), il ciclo dei rifiuti (81%), i prodotti alimentari (78%) sono i settori dove occorre investire di più per aiutare il pianeta. Quali comportamenti mettono in atto i singoli cittadini consumatori per favorire la sostenibilità ambientale? Si tratta nella maggior parte dei casi di microatti originati dalla saggezza del buon padre e della buona madre di famiglia: spegnere le luci quando non servono (90%); abbassare il riscaldamento e l’aria condizionata (90%); rispettare la raccolta differenziata dei rifiuti (85%); usare lampadine a basso consumo energetico (90%); consumare prodotti di stagione (92%). Quali sono i settori che secondo i cittadini-consumatori possono avere un ruolo di primo piano per favorire – con il loro impegno – la sostenibilità ambientale? Aziende di elettrodomestici (37%); realtà dedicate alla raccolta e smaltimento rifiuti (27%); grande distribuzione (24%); detersivi (23%); alimentari (23%). Quando si pensa alle aree decisive per la sostenibilità ambientale il primo pensiero sono le grandi realtà urbane, con il loro sistema di traffico-viabilità, il ciclo dei rifiuti, l’edilizia e i trasporti pubblici e poi le case automobilistiche, i produttori di detersivi, chi produce e distribuisce energia. Le energie “pulite” raccolgono ampio consenso (solare 94%; eolica 84%). Nei confronti delle aziende che esprimono sensibilità ambientale c’è fiducia ma non piena (47%). Le iniziative delle imprese in campo ambientale suscitano comunque un interesse elevato (70%), ribadendo l’orientamento green degli italiani che, con questa ricerca, viene certificato quale valore condiviso dalla popolazione in logiche mainstream. Alcune considerazioni, in sintesi - L’italia, Paese giudicato arretrato dal punto di vista delle politiche ambientali, si trova di fronte ad un pubblico di cittadini consumatori che chiede di saperne di più, di essere più informato. Gli italiani mostrano comportamenti più oculati (se non più rispettosi dell’ambiente) e cominciano a sentirsi in dovere di partecipare con le proprie azioni, per quanto piccole, a un movimento per la salvaguardia del pianeta. Il ciclo del fast moving consumer (produzione-distribuzione-consumi-rifiuti) è già a tema; gli utenti finali si stanno lentamente rendendo conto di ciò che è opportuno fare per “disturbare” meno l’equilibrio ambientale. Ciò che soprattutto latita è, secondo il pubblico, l’impegno delle istituzioni che possono determinare con le loro scelte la qualità dell’ambiente in cui viviamo: dell’aria che respiriamo e delle acque e quindi della vita e salute di tutti. La richiesta, non tanto implicita, è che si verifichi una svolta partendo proprio da quelle grandi istituzioni che sono dedicate a svolgere servizi davvero pubblici. Le imprese attive in campo ambientale sono benviste, e anche (poco) premium price, ma devono esplicitare di più i loro intenti, il “grande” progetto ambientalista che sta alla base della nuova sensibilità ecologica. Un progetto che deve essere in grado di intercettare i bisogni di un utente-consumatore che si rende sempre più conto di non poter vivere fingendo che gli allarmi legati alla salute del pianeta siano falsi o esagerati. Anche i giovani, pur distanti, chiedono un’informazione più credibile e trasparente su ciò che il mondo della produzione sta facendo per essere più sostenibile. Questa ricerca indica in maniera indubitabile l’importanza dei think tank aziendali dedicati all’ambiente e ai modi più opportuni di comunicare il proprio impegno per coinvolgere e formare il pubblico: sia nel ciclo del fast moving (in cui il consumatore finale ha già opzioni di scelta, ma non sufficientemente informate) sia nei beni e servizi che costituiscono il frame fondamentale alla base dei microatti green quotidiani dei consumatori (le città, i territori, la qualità dell’aria, dell’acqua e della terra sulla quale crescono i nostri prodotti). . |
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LIBRI, UNA MOSTRA E UN CONCORSO PER FAR CONOSCERE L’EUROPA AI GIOVANI |
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Venezia, 11 novembre 2009 - Un pacco di libri sulle tematiche europee, un ciclo di conferenze, una mostra itinerante e un concorso per gli studenti delle scuole superiori del Veneto: è il pacchetto di iniziative presentato ieri dall’assessore veneto all’Istruzione Elena Donazzan in occasione del ventennale della caduta del muro di Berlino. “I giovani di oggi, la cosiddetta ‘generazione Erasmus’– spiega Elena Donazzzan –sono abituati a muoversi in Europa. E’ importante che ne sappiano coglierne le opportunità lavorative, ma anche che ne conoscano la storia. L’europa non è quella che con una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha giudicato illegittima la presenza del crocifisso nelle nostre scuole, ma quella che ha grande rispetto dell’identità e delle tradizioni culturali del propri Stati membri”. “Il progetto – spiega Gilberto Moretti, responsabile dell’area Veneto dell’associazione Identità europea che ha curato l’iniziativa – mira a sensibilizzare i giovani, e a fornire un bagaglio culturale essenziale e prezioso per muoversi in una realtà culturale, politica ed economica sempre più varia e suscettibile di cambiamenti velocissimi”. A tutte le scuole superiori e alle biblioteche pubbliche del Veneto verrà inviato un pacco di libri sulle tematiche europee e un abbonamento al mensile Europaitalia. Le scuole che ne faranno richiesta potranno ospitare la mostra itinerante a pannelli “Un sogno che si da storia: l’Europa unita” dedicata alla storia dell’idea di Europa unita e alla sua realizzazione. Per le scuole il percorso prevede anche un concorso sul tema “Europa e Giovani”, con l’assegnazione di premi in libri per i primi tre classificati. Sempre sul tema dell’integrazione e dell’identità europea sono in programma anche cinque conferenze a Venezia, Verona, Rovigo, Padova e Vicenza. . |
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PERCORSI DI VALORIZZAZIONE DEL COMMERCIO URBANO IN PIEMONTE IN UN LIBRO DIECI ANNI DI ATTIVITA´ DELLA REGIONE PIEMONTE PER LA QUALIFICAZIONE DEI CENTRI URBANI |
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Torino, 11 novembre 2009 - Per la valorizzazione del commercio nei centri urbani, la Regione Piemonte ha attivato in dieci anni, dal 2000 ad oggi, interventi che hanno coinvolto complessivamente 110 comuni e sono stati messi a disposizione 45 milioni di euro di incentivi regionali, di cui 16 milioni solo per il biennio 2009-2010 con i quali saranno attivati investimenti per circa 100 milioni di euro. I 110 Comuni interessano ambiti urbani nei quali sono concentrati il 78% degli abitanti del Piemonte e l’85% degli esercizi commerciali piemontesi. Questi dati sono il risultato di un’attenta programmazione in materia di riqualificazione urbana attivata dall’assessorato al Commercio della Regione e illustrata nel volume “Percorsi di Valorizzazione del Commercio Urbano in Piemonte”. Il libro è stato presentato ieri dall’assessore regionale al Commercio Sergio Luigi Ricca e dagli autori Carlo Salvadore, Responsabile del Settore Sviluppo e Incentivazione del Commercio della Regione Piemonte e Corrado Rinaudo, Architetto, consulente del Settore. “Il volume è stato distribuito ai Comuni piemontesi e alle associazioni di categoria – ha sottolineato l’assessore Sergio Luigi Ricca – con l’intento di informare e incentivare altre amministrazioni a intraprendere percorsi di valorizzazione del commercio urbano. Le strategie proposte dalla Regione e la concertazione tra enti locali e soggetti preposti all’attività commerciale risultano vincenti contro la desertificazione dei centri storici”. Si ricorda pertanto la nascita dei cinque distretti commerciali piemontesi, ovvero di quelle aree che si caratterizzano per un’offerta commerciale rivolta ad un unico bacino di utenza e formate da un “Comune polo” che funge da attrattore e dai comuni confinanti con esso. Nel 2007 sono nati i primi due distretti di Novi Ligure e Vercelli e nel 2008 quelli di Alba-bra, Cuneo e Ivrea. Nella seconda parte del libro vengono poi riportate dieci esperienze di sviluppo e qualificazione commerciale dei centri urbani di Caluso, Cuneo, Ivrea, Mondovì, Nizza Monferrato, Novi Ligure, Racconigi, Saluzzo, Savigliano, Susa, attivate nel periodo 2000 – 2009. Ciascun caso rappresenta una buon modello in materia di valorizzazione ed è una testimonianza di come sia possibile attuare le politiche di incentivazione proposte dalla Regione. In particolare si sottolinea il caso del comune di Novi Ligure, raccontato direttamente dal Sindaco Lorenzo Robbiano, per essere stato promotore di politiche di sviluppo sia a livello locale con la definizione di un Piano di Qualificazione Urbana, e anche a livello territoriale sostenendo la sperimentazione del distretto commerciale. . |
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POTENZA, UN CONVEGNO DEL CLUB UNESCO SU FEDERICO II |
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Potenza, 11 novembre 2009 - In occasione della presentazione del Club Unesco Potenza, lunedì 16 novembre si terrà un convegno dal titolo “Comunicare Federico Ii”. L’evento avrà luogo presso la Sala Conferenza della Biblioteca Nazionale di Potenza in via del Gallitello, 103 alle ore 9,30 e sarà diviso in due parti, una prettamente storica e l’altra dedicata agli aspetti più innovativi della figura dello svevo. Il programma prevede l’intervento del responsabile comunicazione del Club Unesco Potenza, Rocco Brancati, del presidente Club Unesco Potenza, Antonio Tranfaglia, della presidente Federazione Italiana Club e Centri Unesco, Maria Luisa Stringa, e del presidente Club Unesco di Pisa, Franca Vitale Fascetti. Dopo i saluti istituzionali del direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza, Franco Sabia, del presidente della Comunità montana Alto Basento, Gerardo Ferretti, del presidente della Regione, Vito De Filippo, del presidente della Provincia, Piero Lacorazza e del sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, la parola passerà al Prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, che illustrerà la figura di Federico Ii nella sua poliedricità. A seguire, il Prof. Francesco Panarelli, Direttore del Dipartimento di Scienze storiche dell’Università di Basilicata, terrà un intervento dal titolo “La percezione del potere e i codici politici”. Quindi il Prof. Hubert Houben, Direttore del Centro interdipartimentale di ricerca dell’Ordine Teutonico nel Mediterraneo dell’Università del Salento, descriverà i castelli attraverso il linguaggio delle pietre. Infine, gli interventi di Enzo Quarto, giornalista e autore del romanzo “Le figlie di Federico”, del critico cinematografico Vito Attolini e del prof. Pier Paolo Limoni, dell’Università di Foggia, offriranno un’immagine diversa dell’imperatore, rispettivamente nella letteratura, nella cinematografia e nel mondo della multimedialità, attraverso il nuovo canale dei videogiochi. . |
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DAVIDE VAN DE SFROOS,L´IDENTITA´ARRIVA A TEATRO PRESENTATO IN REGIONE LOMBARDIA IL NUOVO TOUR DEL CANTAUTORE COMASCO SPETTACOLO A META´ TRA UN CONCERTO E UN TALK SHOW |
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Milano, 11 novembre 2009 - Partirà venerdì 13 novembre dall´Auditorium Sant´antonio di Morbegno (So) il "Davide Van De Sfroos Show", il nuovo spettacolo del cantautore ´laghèe´ realizzato dall´associazione Residenze Teatrali, con il contributo dell´assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia. L´iniziativa è stata presentata oggi in Regione dall´assessore alle Culture Identità e Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello, con il protagonista, Davide Bernasconi. L´evento, che toccherà tutte le province lombarde, non sarà un concerto nel senso tradizionale del termine. Van De Sfroos sarà protagonista di un vero e proprio show teatrale, a metà tra un concerto e un talk show. Attraverso la musica, le parole e le immagini protagonisti saranno i teatri locali, un patrimonio a volte dimenticato e non sempre valorizzato. "Insieme a Davide Van de Sfroos - spiega l´assessore Zanello - si alterneranno sul palco personaggi di differente estrazione culturale e territoriale. Ogni spettacolo sarà unico, arricchito da personaggi espressione di un territorio: storie particolari da raccontare, con un legame diverso e ancora più profondo con l´identità di un luogo". Lo spettacolo non prevede nessun ´canovaccio´, ma libertà di improvvisazione e interazione tra Van De Sfroos, i musicisti, il pubblico e gli ospiti. Ogni serata, infatti, sarà caratterizzata dalla presenza di un ospite diverso del mondo dello spettacolo, della cultura, della televisione, del cabaret e della strada. "Conservare la tradizione della lingua locale - conclude l´assessore Zanello - è un modo per confermare il legame con il territorio e la nostra identità. Il lavoro di Davide ricorda sempre più quello di musicisti, come Bela Bartok ad esempio, che a inizio secolo giravano di paese in paese per scoprire le tradizioni musicali del proprio territorio. Lo straordinario successo avuto con Identità e Musica (Id&m), dimostra che il valore dell´identità nella musica piace sia agli artisti che al pubblico; saranno diversi, infatti, i protagonisti di Id&m che interverranno negli spettacoli di Van De Sfroos, a dimostrazione del fatto che il dialetto è una lingua viva, amata dagli artisti poiché arriva direttamente al cuore della gente". Le informazioni sullo show sono reperibili al sito www. Davidevandesfroos. Com . |
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PARITA’, A POTENZA DAL 24-11 LA MOSTRA “DISSONANZE” |
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Potenza, 11 novembre 2009 - Il 24 novembre prossimo presso il Museo Archeologico Provinciale sarà inaugurata la mostra “Dissonanze: realtà e rappresentazione delle donne” . La mostra sarà aperta al pubblico fino al 31 dicembre 2009. L’ allestimento della mostra “dissonanze” si propone di rappresentare il racconto e l’iconografia del genere femminile nei mezzi di comunicazione in particolare carta stampata e video. E’ un racconto dissonante perché emergono i contrasti in cui la donna e il suo corpo sono immersi nella società contemporanea. Lo spettatore sarà immerso in un collage tridimensionale, da esplorare – fisicamente- per scoprire – intellettualmente- le dissonanze che caratterizzano oggi la rappresentazione femminile. La mostra “dissonanze” ha come finalità l’ analisi critica, sotto forma di esposizione artistica, del paradigma donne e rappresentazione. Le donne sono quasi sempre oggetto della rappresentazione - tra il glamour ed il sexy - di beni di consumo, invece nella mostra dissonanze sarà proprio la rappresentazione della donna nei media oggetto di analisi, studio e scenografia. “Dissonanze: realtà e rappresentazione delle donne” è un progetto culturale voluto ed organizzato dalla Provincia di Potenza. . |
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A SCANZANO AL VIA IL PROGETTO "COMUNICARE LA STORIA ANTICA" |
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Scanzano Jonico (Mt), 11 novembre 2009 - L´archeoclub d’Italia Siritide ha avviato con l’Agenzia per l’Ambiente (Apea) e con la soc. Coop. Archeoart di Policoro un progetto dal titolo “Comunicare la storia antica”. Il progetto prevede una serie di conferenze scientifico-divulgative di argomento storico-archeologico ed etno-antropologico, svolte da specialisti, presso diversi comuni ricadenti nel territorio della Basilicata ionica. L’avvicinamento del grande pubblico alla conoscenza culturale, intesa come momento di apertura divulgativo, consente con lo svolgimento del progetto “Comunicare la storia antica” il coinvolgimento di una pluralità allargata di soggetti, ciascuno detentore di una propria formazione intellettuale, educazione estetica, capacità di decodifica e soggetto di una complessa intersezione di livelli di comunicazione. In tal modo si vuole provvedere ad ampliare l’utenza culturale e, nell’azione di valorizzazione e promozione della conoscenza storico-archeologica del territorio, contribuire alla crescita di valori di civiltà e responsabilità. Il “Progetto “Comunicare la storia antica” mira, infatti, a creare momenti di incontro fra studioso e utenti, attraverso la produzione di messaggi culturali che, pur frutto di indagine scientifica, siano in grado di stimolare l’attenzione di un ampio pubblico sulle emergenze storico-artistiche lucane. Ulteriore obiettivo è quello di incentivare e attivare processi conoscitivi finalizzati alla conoscenza delle evidenze storico-archeologioche lucane, per indurre processi di consapevolezza sul “valore territorio”, anche in previsione di un possibile coinvolgimento del pubblico alle attività avviate dall’Archeoclub d’Italia Siritide di Policoro nella valorizzazione e nella promozione dei beni culturali. Il calendario delle conferenze è articolato come segue: Le origini della civiltà lungo l’arco ionico lucano (relatore Antonio Affuso, archeologo); I Greci in Occidente: la nascita della Magna Grecia (relatrice Marta Golin, archeologa); Insediamenti e viabilità in epoca romana (Domenico Asprella, archeologo); I primi insediamenti cristiani in Basilicata (relatrice Mary Padula, archeologa); La storia dell’arte in Basilicata dal Medioevo al Tardo Rinascimento (relatore Vito Antonio Baglivo, storico dell’arte); Gli artisti lucani tra ‘800 e ‘900 (Milena Viceconte, storica dell’arte). Il ciclo delle conferenze di Scanzano sarà aperto il giorno mercoledi presso la sede del “Palazzaccio” alle ore 19,00 dal dott. Antonio Affuso che tratterà delle origini della civiltà lungo l’arco ionico lucano a partire dal Vi millennio a. C. , quando l’area è investita dalla diffusione delle prime forme di agricoltura e allevamento. . |
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