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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 25 Marzo 2010 |
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I “MENÙ DI LUNGA VITA” IN 44 RISTORANTI DI MILANO |
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Parte dal 1° aprile, in 44 ristoranti milanesi, l’iniziativa dei “Menù di lunga vita”: 32 ricette, dal primo al dolce, orientate alla cultura dell’alimentazione, bilanciate e personalizzate anche per chi soffre di allergie e intolleranze. Il progetto dell’Assessorato alla Salute, nato grazie alla collaborazione con Epam (l’Associazione milanese dei pubblici esercizi aderente a Unione Confcommercio Milano), Ebtpe (l’Ente bilaterale provinciale dei pubblici esercizi) e Agrimercati, è monitorato dal Comitato scuola e cibo del M.i.u.r. Per l’educazione scolastica alimentare e coordinato dal dottor Riccardo Garosci. L’iniziativa è il risultato del lungo lavoro del tavolo di esperti, presieduto dalla nutrizionista e specialista in Scienza dell´Alimentazione, dottoressa Evelina Flachi, costituito per studiare piatti salutari alla luce dell’importanza dell’alimentazione nella prevenzione di molte patologie. L’obiettivo è “educare ad educare”, dal momento che i livelli di obesità in Italia e a Milano sono ancora troppo alti e che la prevenzione di molte patologie (diabete, malattie cardiovascolari, tumori, ipertensione e problemi ortopedici) comincia proprio a tavola fin da bambini. Non solo, i ritmi di vita e le abitudini lavorative di una grande città spingono i cittadini a consumare i pasti lontano da casa, dove è più difficoltoso rispettare corrette consuetudini alimentari. L’attuale stile di vita conduce inevitabilmente a forme di stress che si ripercuotono sullo stato di salute con conseguenze che possono evolvere in vere e proprie patologie. “Noi siamo quello che mangiamo – ha affermato l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. -. E’ importante quindi educare ed educarsi ad un’alimentazione corretta. Le buone abitudini alimentari e un corretto stile di vita sono la base della lotta alle numerose malattie legate a comportamenti nutrizionalmente sbagliati. Ma altrettanto importante è iniziare fin da piccoli: è necessario guardare con attenzione alle esigenze e ai gusti dei bambini, che vanno educati a cibi salutari e bilanciati ma anche assecondati nelle preferenze personali”. I “Menù di lunga vita”, 16 per ogni coppia di stagioni, sono una lista di piatti che rispettano i “cinque colori del benessere” (rosso, giallo-arancio, verde, blu-viola, bianco) specificamente pensati per il mantenimento di una condizione di salute diffusa per tutte le fasce di età, realizzati con materie prime nutrienti e benefiche. I bianchi, i verdi, i giallo-arancio, i rossi e i blu-viola della tavolozza vegetale non sono colori casuali. A ogni tinta corrispondono particolari sostanze naturali, pigmenti responsabili del colore ma anche capaci di catturare l’energia del sole, di difendere la pianta dagli eccessi delle radiazioni ultraviolette, di proteggerla da diverse insidie. Sostanze che rappresentano uno scudo protettivo per le piante ma anche per noi che ne mangiamo i frutti. Questi pigmenti sono tanti e ognuno ha un’azione diversa. Ecco perché conviene nutrirsi facendo ruotare nel nostro piatto vegetali di diverso colore. Un’idea accettata a livello scientifico e lanciata anche con lo slogan “I 5 colori del benessere, nutritevi dei colori della vita” da Unaproa (Unione dei produttori italiani di frutta e verdura) con l’avallo dei nutrizionisti a livello internazionale. Attraverso i "5 colori del benessere" è più facile ricordarsi che conviene variare, diventa più semplice comprendere le caratteristiche nutrizionali e i fattori protettivi associati ad ogni tinta base. I menù comprendono infine l’elenco delle materie prime utilizzate nella preparazione, delle loro caratteristiche nutrizionali (contenuto di proteine, acidi grassi, carboidrati, vitamine, sali minerali) e organolettiche (caratteristiche di profumi e sapori). I ristoranti aderenti saranno riconoscibili da una vetrofania esposta all’ingresso. “Il tema è più che mai attuale e urgente – aggiunge l’assessore Landi. - I dati riguardanti l’obesità sono seri e mostrano come questo problema sia non solo sanitario, ma soprattutto educativo e sociale. Ecco un dato che ci deve far riflettere: il 45% dei milanesi è in sovrappeso o obeso. E lo è pure 1 bambino su 3. Sono percentuali molto, troppo elevate. L’impatto sociale di questa condizione è importante: 7 bambini su 10 che oggi sono in sovrappeso lo saranno anche da adulti. Il che significa diabete (causato nell’80% dei casi da obesità), tumori (30% dei casi), malattie cardiovascolari (25% dei casi). Gli obesi sono destinati a vivere mediamente 10 anni in meno degli altri. Da ultimo, non deve essere sottovalutato l’impatto economico. In una città come Milano è possibile calcolare in oltre 600 milioni di euro (oltre 1.200 miliardi delle vecchie lire) l’impatto per ospedalizzazione e cure mediche di sovrappeso, obesità e malattie correlate. E sul banco degli imputati c’è il nostro stile di vita. Che si traduce, oggi, in un’alimentazione orientata verso cibi troppo ricchi di grassi e zuccheri”. “La ristorazione milanese – afferma Alfredo Zini, vicepresidente vicario di Epam e presidente di Ebtpe (l’Ente bilaterale dei pubblici esercizi di Milano) – testimonia, collaborando a quest’iniziativa, un’attenzione concreta nei confronti dei consumatori con la qualità a tavola in tutti gli aspetti. I ristoranti sperimentano sul campo le nuove esigenze e i cambiamenti negli stili di vita. E la sinergia di Epam con l’Ente bilaterale di categoria sta a sottolineare come sia sempre più importante accompagnare la professionalità dell’operatore con una formazione adeguata a supporto”. “Il cibo è simbolo di vita, cultura e salute. Quindi la prima regola del vivere sano è mangiare in modo corretto – commenta Carlo Franciosi, Presidente di Agrimercati –. Secondo noi il buon cibo, il cibo che fa bene, è quello che nasce dal territorio, che ha qualità, freschezza e stagionalità degli ingredienti. Il buon cibo è storia e racconta uno stile di vita che nel mondo tutti ci invidiano e che tentano di imitare anche a tavola: lo stile italiano”. Gli indirizzi dei ristoranti dove trovare i “Menù di lunga vita”, il modulo per aderire al progetto e le ricette, da preparare anche a casa, sono consultabili e scaricabili dal sito www.Agrimercati.it/ e, da lunedì 29 marzo, anche su www.Comune.milano.it/ |
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CAMBIO AL VERTICE AL CONSORZIO DI TUTELA DELLA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP |
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Il Consorzio di tutela della Bresaola della Valtellina segnala l’avvenuto cambio al vertice per il triennio 2010-2012. Venerdì 19 marzo scorso, il nuovo direttivo eletto dall’Assemblea dei soci, ha nominato Presidente Mario Della Porta, presidente della azienda associata G.pozzoli 1875 srl con sede a Gordona (So), che raccoglie l’eredità di Emilio Rigamonti alla guida del Consorzio per i precedenti quattro mandati. Il nuovo Presidente, presente nel Consiglio di Amministrazione fin dalla costituzione del consorzio nel 1998, al momento della nomina ha così commentato - «Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata. E’ mia intenzione consolidare con determinazione e impegno il lavoro realizzato fino ad oggi nel Consorzio anche grazie al fondamentale contributo svolto con passione e professionalità dal Sig. Emilio Rigamonti. Il nuovo ruolo mi consentirà di potenziare ulteriormente la mia attività e il mio contributo nel perseguire gli obiettivi di tutela e di valorizzazione della Bresaola della Valtellina, nel contesto dei quali l’attenzione alla qualità del prodotto svolge sicuramente un ruolo chiave». Il Consorzio di tutela della Bresaola della Valtellina ha chiuso il 2009 con un trend positivo, che dimostra il sempre crescente apprezzamento per il prodotto. La produzione Igp registrata nel 2009 dalle 15 aziende associate ammonta a 11.250 tonnellate di prodotto certificato per un valore approssimato franco stabilimento di 190 milioni di Euro. La produzione ha registrato un decisivo incremento (+14,28%) rispetto alla produzione riferita all’anno precedente, eguagliando sostanzialmente i livelli produttivi del 2007. Complessivamente i 15 produttori consorziati hanno avviato all’Igp poco meno di 30.000 tonnellate di materia prima nei seguenti tagli: 93% punta d’anca, 4% sottofesa e 3% magatello, mentre la quota di Bresaola della Valtellina certificata Igp costituisce circa il 60 % dell’intera produzione di bresaola. La Bresaola della Valtellina è commercializzata per il 72% come prodotto da taglio sia nel formato sottovuoto che in rete. Ma è il preconfezionato in vaschette multiformato in atmosfera protettiva che, in considerazione delle rilevate tendenze del mercato, sempre più orientate verso l´acquisto di prodotto fresco, igienicamente sicuro e al tempo stesso pronto al consumo, registra una crescita costante e decisa rappresentando il 28% del venduto con un +2,53% rispetto al 2008. |
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CONSORZI DI BONIFICA: VERTICE ALLA REGIONE SARDERGNA PER PROPOSTA SU EMERGENZE |
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Cagliari - In attesa di cambiare l’attuale legge sui Consorzi di bonifica, la Regione, le organizzazioni di categoria agricole e l’Anbi Sardegna (Associazione nazionale bonifiche italiane) elaboreranno nei prossimi giorni una proposta operativa congiunta da inserire nel collegato alla Finanziaria e da discutere in Commissione Bilancio del Consiglio regionale. Il provvedimento avrà l’obiettivo utile di cercare di risolvere le emergenze del sistema consortile regionale (ruoli, debiti pregressi) e di permettere l’avvio della stagione irrigua. È il risultato del vertice di questo pomeriggio, a Cagliari, convocato dall’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato, con tutti e nove i Consorzi di bonifica della Sardegna, le associazioni di categoria, l’Anbi, il direttore generale di Laore, Antonello Usai, e un rappresentante dell’Assessorato al Bilancio. Era presente anche il consigliere regionale Giulio Steri (Udc), per le sue competenze in materia di riordino fondiario. Contemporaneamente, una rappresentanza delle sigle sindacali del Consorzio di Oristano è stata ricevuta dal capo di gabinetto dell’assessore, Celeste Zedda, che ha ribadito l’impegno della Regione a intervenire sul fronte del personale. "La vertenza del Consorzi di bonifica è sicuramente il problema più grave di cui soffre l’agricoltura sarda - ha premesso l’assessore Prato - anche perché l’attuale legge, la numero 6/2008, non solo non ha dato i risultati sperati ma ha di fatto peggiorato ulteriormente la situazione. Un disegno di legge di riforma è pronto anche perché non si possono aspettare altri 3 o 4 anni e prevede tra l’altro che i Consorzi si riapproprino di competenze e di gestioni che l’attuale normativa ha escluso. Ma nel frattempo è necessario un provvedimento che consenta agli enti di continuare a operare e agli agricoltori di non essere soffocati da bollette esorbitanti. Un gruppo di lavoro ristretto elaborerà già martedì prossimo una proposta condivisa che sarà sottoposta in Commissione Bilancio per essere inserita nel Collegato». Infine, sarà chiesto un parere all’Ufficio legale della Regione per la richiesta di pagamento dei ruoli dei Consorzi anche per chi, pur non essendo un operatore agricolo, usufruisce di servizi in aree di bonifica. |
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INAUGURATO A PONTE DI PIAVE IL PRIMO SUPERMERCATO DEGLI AGRICOLTORI, ANCHE CON PRODOTTI “TRA LA TERRA E IL CIELO” |
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Non solo dare un forte impulso alle produzioni locali di qualità, ma anche accorciare la filiera agricola a tutto vantaggio dei produttori e dei consumatori. Sono questi gli obiettivi che Coldiretti, Consorzi agrari e Regione del Veneto si prefiggono con l’apertura a Ponte di Piave del primo supermercato degli agricoltori, punto vendita di “Campagna Amica”, realizzato nell’Agenzia del Consorzio agrario di Treviso e Belluno. All’inaugurazione tenutasi ieri sono intervenuti, oltre al vicepresidente della Regione del Veneto, il presidente del Consorzio agrario di Treviso e Belluno, Emanuele Barattin, il presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza e il sindaco di Ponte di Piave. L’iniziativa, prima nel Veneto e in Italia, è nata dall’accordo siglato qualche mese fa tra Coldiretti e Consorzi agrari per l’avvio di una rete commerciale finalizzata alla vendita di prodotti agroalimentari in un rapporto diretto tra aziende agricole e consumatori. Questo significa disponibilità di prodotti del territorio in tempo pressochè reale, freschissimi e ottenuti secondo i ritmi delle lavorazioni stagionali, senza costi di intermediazioni aggiuntive. E’ un’iniziativa che risponde anche ai principi della Legge regionale n. 3 del 2010, prima in Italia a valorizzare i prodotti di vicinato, quelli cosiddetti a Km 0, perché ottenuti il più vicino possibile al luogo di vendita. “Questo genere di mercato – ha sottolineato il vicepresidente della Giunta regionale – rientra nell’obiettivo di accorciare la filiera agricola, creando anche più occasioni di vendita diretta. Quella che promuove i prodotti a Km 0 – ha poi ricordato il vicepresidente – è una legge nata da un’idea della Coldiretti, divenuta proposta di legge popolare e fatta propria da tutto il Consiglio veneto: è un’iniziativa che ha dato un forte impulso alle produzioni identitarie e che, premiando le produzioni locali, dà una mano concreta ai nostri agricoltori. In questa direzione va anche il recente accordo tra sistema turistico e sistema agroalimentare per proporre prodotti locali agli ospiti di una Regione, il Veneto, dove pernotta circa un turista ogni 5 che soggiornano in Italia”. Il mercato di Ponte di Piave, allestito in uno spazio di 120 mq, vede presenti gli stessi produttori agricoli e offre la possibilità di acquistare in un “negozio” i sapori autentici della nostra campagna. L’offerta è anche allargata ai prodotti individuabili dal logo ombrello regionale,:la stella a sette punte in un cerchio multicolore affiancata dal Leone di San Marco e dalla scritta “Veneto. Tra la terra e il cielo”. Questo particolare marchio permette di riconoscere facilmente tutte le specialità agroalimentari vanto del Veneto che si fregiano di Doc, Dop, Igp e di altri riconoscimenti che ne certificano la rispondenza a norme oggettive di qualità. Per chi ama il “fai da te” nell’orto, nei locali adiacenti, si può trovare come da sempre tutto l’occorrente per diventare provetti coltivatori, compresa la consulenza di personale qualificato: attrezzi, concimi naturali, sementi agro farmaci. |
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YAKULT E I PROBIOTICI NEGLI STUDI DEI DIETOLOGI PER MIGLIORARE LA CONSAPEVOLEZZA DEL PUBBLICO SUL LEGAME TRA SALUTE DEL NOSTRO ORGANISMO E SALUTE DELL’INTESTINO |
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Al via la terza edizione della Campagna educazionale sulla salute dell’intestino, promossa da Yakult con il patrocinio dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (Adi Onlus) Protagonisti di questa campagna educazionale saranno i dietisti di Adi, presenti durante le 15 tappe del tour nazionale, per fornire informazioni qualificate sul tema della salute dell’intestino. I dietisti saranno anche a disposizione del pubblico rispondendo sia al numero verde sia sul sito dedicato. Inoltre i materiali educazionali, distribuiti durante il tour, sono stati realizzati in collaborazione con Adi. Obiettivo dell’iniziativa è quello di migliorare le conoscenze dei probiotici e di aumentare la consapevolezza del pubblico sul legame tra salute del nostro organismo e salute dell’intestino. In virtù della partnership con Adi verranno sviluppati anche i temi della sana alimentazione con utili consigli su come tradurre nella quotidianità le indicazioni di dietisti e nutrizionisti. L’iniziativa, promossa da Yakult, è giunta ormai alla sua terza edizione, grazie al crescente consenso accordato dal pubblico e dagli esperti coinvolti, per questo motivo quest’anno il tour sarà più esteso coinvolgendo ben 14 città italiane, comprese le isole. Le attività allo stand saranno ancora più articolate e si propongono di evidenziare le molteplici relazioni tra salute dell’intestino e probiotici, con giochi multimediali, distribuzione di libretti educazionali e colloqui personali con i dietisti. Numero verde e sito internet Per fornire un ulteriore supporto alle richieste del pubblico, Yakult attiverà, sempre in collaborazione con Adi e i suoi dietisti, il servizio “l’esperto risponde” attraverso il Numero Verde dedicato 800-987000 (ogni martedì e giovedì del mese dalle 15.00 alle 19.00) e il sito dedicato www.Intestinosano.net. Tutte le informazioni sulla campagna saranno disponibili anche sul sito www.Yakult.it. |
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DA MULINO BIANCO, UNA FRAGRANTE NOVITÀ: I TASCOTTI, I NUOVI PANI MORBIDI E DORATI, SEMPRE PRONTI PER FANTASIOSE FARCITURE |
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Già tagliati, avvolgono morbidamente e trattengono anche le farciture più cremose Mulino Bianco presenta una sfiziosa e invitante novità: i Tascotti, i pani morbidi e dorati, ideali per gustose e insolite farciture. I Tascotti si presentano in una forma particolarmente originale, lievemente gonfia, che racchiude al suo interno una tasca, pensata per accogliere tutti gli ingredienti che la fantasia saprà suggerire! Fragranti e lievitati naturalmente, si caratterizzano inoltre per un aspetto artigianale, tipico del pane più genuino e tradizionale. Grazie all’originale struttura morbida e compatta, i Tascotti Mulino Bianco sono in grado di trattenere efficacemente ogni tipo di farcitura e di esaltare ogni sapore, senza il bisogno di essere scaldati: finalmente la praticità incontra il nutrimento e il gusto, per dare vita a un inatteso quanto appetitoso pasto. Niente, infatti, è più piacevole di un panino da gustare insieme ai propri amici: con i Tascotti Mulino Bianco il successo è garantito! Facili da farcire secondo la propria creatività, sono ottimi in ogni occasione e perfetti per “risolvere” ogni situazione, per il piacere di stare insieme. I Tascotti Mulino Bianco offrono l’opportunità di preparare velocemente un pasto saporito e personalizzato. Non occorre essere cuochi provetti, basta liberare la fantasia e approfittare del pane più versatile e saporito, ottimo anche consumato freddo! Realizzato con ingredienti semplici e genuini, il pane è da sempre considerato l’alimento “principe” della tavola perché sinonimo di condivisione e convivialità: i Tascotti Mulino Bianco incarnano questi valori e si presentano, arricchiti a piacere, come un vero e proprio pasto, all’insegna della praticità e del divertimento. |
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WINE DAY: AL VIA LA I° EDIZIONE DELL’EVENTO DEDICATO AL VINO BIO |
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L’azienda Alfabeta, in collaborazione con Sud de France, stappa le bottiglie dei più grandi vini bio per una giornata all’insegna della degustazione. Alfabeta – neonata azienda milanese di distribuzione e promozione di vini biologici – darà vita alla I° edizione del Wine Day per rispondere alla crescente richiesta del mercato e al sempre maggiore interesse dei media per il settore del vino bio. L’evento, occasione unica per degustare le nuove prestigiose etichette dei biologici Sud de France, ha proposto sia vini per le grandi occasioni che vini quotidiani, bianchi, rossi e rosati, spumanti e passiti, produzioni tradizionali e innovative, tutti rigorosamente da agricoltura biologica. Una panoramica completa delle migliori bottiglie di Sud de France, il brand nato nel 2006 con l’obiettivo di sostenere e promuovere i vini e i prodotti agroalimentari della regione Linguadoca-rossiglione. Un marchio simbolo di natura e salute, caratterizzato da prodotti ricchi di gusto elaborati in modo originale per essere adattati al consumo quotidiano. Certo è che da sempre la Francia primeggia nella produzione di grandi vini, ma non è la sola. Secondo quanto emerso dall’ultimo rapporto della Federazione Internazionale del Movimento per l’Agricoltura Biologica (Ifoam – International Federation of Organic Agriculture Movements), l’Italia sarebbe il principale coltivatore europeo di uve biologiche. Nel Bel Paese sono ben 34.000 gli ettari di terra dedicati alla viticoltura biologica, seconda viene la Francia con 19.000 ettari e terza è la Spagna con 16.000. Questi i 3 pesi massimi europei mentre la Germania, quarto produttore del continente, dedica solamente 4.000 ettari a viti bio. I maggiori vitigni bio italiani sono per lo più dislocati nelle regioni Sicilia, Puglia e Campania con alcune produzioni importanti nel Veneto orientale, che presenta un interessante distretto per il biologico nazionale. Un altro dato importante arriva dalle ricerche Coldiretti/swg, i cui risultati indicano come, nel corso del 2009, la vendita di prodotti alimentari domestici abbia avuto un incremento del 6,9%, facendo salire al 56% la percentuale di italiani che hanno acquistato prodotti biologici. E il settore bio vede l’Italia ottimamente posizionata anche nella classifica generale dei paesi produttori: il nostro Paese si aggiudica infatti il 5° posto – dietro nazioni peraltro molto più estese (Australia, Argentina, Cina e Stati Uniti) – potendo vantare ben 1.147.000 ettari coltivati a biologico. Alfabeta è nata nel gennaio 2010, dopo anni di esperienza maturata nel settore dai propri fondatori, con lo scopo di promuovere vini con alti contenuti di sostenibilità naturale. L’azienda propone un vasta selezione di vini biologici e biodinamici, sia nazionali che internazionali. Ad oggi Alfabeta offre vini biologici di quasi ogni regione italiana, contando oltre 40 qualità differenti tra rossi, bianchi e rosè, sia fermi che frizzanti. Inoltre, la proficua collaborazione con Sud de France, permette all’azienda milanese di poter promuovere più di 20 differenti vini biologici dei vitigni della Région Languedoc-roussillon. Sud de France è il marchio ombrello nato nel 2006 per riconciliare i migliori e i maggiori interessi del vino della Région Languedoc-roussillon, che conta circa 270.000 ettari di vigne e produce in media 2.000 milioni di bottiglie all’anno. Nel 2007 Sud de France viene introdotto in Europa, e nel 2008 è la volta dell’Italia. Il marchio rappresenta la più vasta gamma di vini del mondo, riunisce circa 30 Denominazioni di Origine Controllata e numerosi Vins de Pays, tra cui numerosi vini di vitigno. Inoltre, il vessillo “Sud de France” raggruppa circa 150 prodotti alimentari e più di un migliaio di vini della Languedoc-roussillon. |
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AMARONE: È DOCG |
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Se il primo Prosecco Docg sarà il vino “principe” dell’ormai prossimo Vinitaly 2010, di certo la grande rassegna dell’enologia mondiale sarà la vetrina per un altro straordinario evento che riguarda il Veneto: la formalizzazione della Docg anche per l’Amarone e il Recioto della Valpolicella, i più prestigiosi vini rossi della nostra Regione e tra i più apprezzati al mondo, che vedono esaltate con la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita le loro straordinarie caratteristiche. Lo ha affermato il vicepresidente della Giunta regionale, commentando la firma dei decreti ministeriali che approvano i disciplinari di produzione della Docg “Amarone della Valpolicella” della Docg “Recioto della valpolicella”, della Doc “Valpolicella Ripasso” e della Doc “Valpolicella per le tipologie di base. Siamo di fronte ad un vino che ha circa 3 mila anni di storia – ha aggiunto il vicepresidente – e che riassume in sé la qualità del territorio, la professionalità dei produttori e la selezione di vitigni autoctoni inimitabili .Anche in questo caso si apre la strada ad una piramide di qualità nel campo dei vini Rossi che non ha eguali al mondo, che darà lustro a tutta l’enologia veneta e che sarà ulteriore elemento chiave di penetrazione dei mercati. |
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STUDI SULL’AROMA DELL’UVA, PREMIATO RICERCATORE DI S. MICHELE |
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Studi scientifici relativi all’aroma dell’uva, in particolare alla regione genomica che determina il tipico aroma moscato, hanno valso al giovane ricercatore dell’Istituto Agrario, Juri Battilana, il premio tra le migliori pubblicazioni scientifiche nel settore ortofloricolo e frutticolo. L’importante riconoscimento conferito dalla Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana riguarda, in particolare, l’attività descritta nella rivista scientifica "Theoretical and Applied Genetics". L’articolo, in particolare, presenta l’analisi genetica condotta su due popolazioni di vite che ha portato all’individuazione di un tratto del genoma responsabile della variazione nel contenuto di monoterpeni delle uve: si tratta dei composti che determinano il tipico aroma moscato, molto apprezzato dal consumatore sia nel vino che nel frutto fresco e giudicato dagli esperti assaggiatori molto evocativo, portatore di un umore estremamente positivo e rilassante. Dallo sviluppo di questa ricerca, condotta all’interno del gruppo di genetica molecolare applicata del Centro ricerca e innovazione di San Michele, coordinato da Stella Grando, sono attese delle applicazioni nel miglioramento genetico delle varietà di vite e il suggerimento di nuove pratiche colturali ed enologiche che garantiscano l’espressione elevata e costante del potenziale aromatico delle uve. La Società italiana di ortoflorofrutticoltura nasce allo scopo di sviluppare la cooperazione scientifica e tecnica e lo scambio di idee e di conoscenze tra il mondo della ricerca scientifica, gli imprenditori ed i professionisti nel settore ortoflorofrutticolo. |
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