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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 24 Settembre 2012 |
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RICERCATORI SCOPRONO CHE I BAMBINI PREMATURI PRESENTANO UN RISCHIO MAGGIORE DI AMMALARSI |
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Bruxelles, 24 settembre 2012 - Un nuovo studio europeo suggerisce che i neonati prematuri sono più a rischio di soffrire di serie complicazioni di salute rispetto ai bambini nati a termine. Cercando di trovare metodi per ritardare il parto e fornire le cure ottimali ai bambini nati troppo presto, i ricercatori coordinati dall´Accademia Sahlgrenska, Università di Göteborg in Svezia hanno sviluppato una tecnica per prevedere se una donna incinta con contrazioni premature entrerà in travaglio entro una settimana. Lo studio è stato presentato sul British Journal of Obstetrics and Gynaecology. La difficoltà maggiore incontrata dagli esperti in medicina perinatale oggi sono i bambini nati prima di aver completato la 37° settimana, quello che si definisce parto prematuro. Questo tipo di parto fa aumentare le probabilità che il bambino si ammali gravemente sia a breve che a lungo termine. Secondo i ricercatori, appena il 30% delle donne che arrivano con contrazioni premature partorisce bambini prematuri. Ai fini dello studio, il team ha esaminato 142 donne incinte ricoverate all´Ospedale universitario di Sahlgrenska nel periodo compreso tra il 1995 e il 2005 con contrazioni premature senza rottura della membrana. "Per avere il tempo di dare alla donna il cortisone, che rende più veloce lo sviluppo dei polmoni del feto, è pratica comune ritardare il parto di un paio di giorni con l´aiuto della terapia tocolitica," ha detto Panagiotis Tsiartas, un ricercatore dell´Accademia Sahlgrenska, Università di Göteborg, e specialista della Clinica ostetrica e ginecologica dell´Ospedale universitario di Sahlgrenska. "Essere in grado di prevedere se una donna che arriva in ospedale con contrazioni premature darà effettivamente alla luce prima del termine e quindi avrà bisogno di ulteriori cure è quindi molto importante." Il team ha basato il suo metodo su un nuovo tipo di analisi del sangue che esamina due specifiche proteine nel sangue della donna insieme a un test già usato che usa gli ultrasuoni per misurare la lunghezza del collo dell´utero. "Statisticamente, questo metodo è in grado di prevedere con una precisione del 75 - 80% se una donna partorirà prima," ha detto il dott. Tsiartas. "Dobbiamo fare altri studi prima di poter usare questo metodo, ma se i risultati di questi studi saranno positivi, speriamo che il test porti a nuovi tipi di cure per prevenire la nascita prematura e curare le serie complicazioni che ne risultano." Hanno contribuito a questo studio ricercatori provenienti da Danimarca, Grecia, Norvegia, Regno Unito e Repubblica Ceca. Per maggiori informazioni, visitare: Accademia Sahlgrenska, Università di Göteborg: http://www.Sahlgrenska.gu.se/english British Journal of Obstetrics and Gynaecology: http://www.Bjog.org/view/0/index.html |
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"GENETICA DELLE MALATTIE COMPLESSE PER I MEDICI" |
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Regno Unito, 24 settembre 2012 - Una conferenza intitolata "Genetica delle malattie complesse per i medici" (Complex disease genetics for clinicians) si terrà il 24 e 25 gennaio 2013 a Hinxton, nel Regno Unito. Le malattie complesse sono malattie che sono in definitiva determinate da una serie di fattori genetici e ambientali. Esistono molte tecnologie e strategie che possono essere impiegate per rilevare i fattori genetici che influenzano le malattie complesse; tali tecnologie e strategie presentano tuttavia limiti intrinseci. Negli ultimi dieci anni questo settore ha visto lo sviluppo di tecnologie genetiche molecolari. L´applicazione di questa tecnologia si riflette nel gran numero di progetti di ricerca attualmente presenti nelle riviste scientifiche. Purtroppo, le malattie più comuni sono talmente complesse da spingere al limite il sistema corrente di strategie di analisi genetica molecolare. Il workshop è rivolto ai medici praticanti e si propone di fornire un´introduzione al campo della genetica delle malattie complesse. Saranno altresì discussi i progressi compiuti nel campo negli ultimi anni, tra cui gli studi di associazione sull´intero genoma, le nuove intuizioni biologiche e la tecnologia di sequenziamento di prossima generazione. Per ulteriori informazioni, visitare: http://registration.Hinxton.wellcome.ac.uk/display_info.asp?id=309 |
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I REPARTI DI TERAPIA INTENSIVA SONO RUMOROSI COME AUTOSTRADE |
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Bruxelles, 24 settembre 2012 - I pazienti dei reparti di terapia intensiva sono soggetti a livelli di rumore di oltre 20 dB più alti di quelli raccomandati dall´Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per questi reparti, lo sostiene uno studio europeo condotto in collaborazione tra l´Università di Göteborg e l´Università di Borås in Svezia. I risultati sono stati pubblicati nello studio "The sound environment in an Icu patient room - A content analysis of sound levels and patient experiences" che è stato pubblicato sulla rivista Intensive and Critical Care Nursing. Questi risultati fanno parte di uno studio preliminare che è parte di un progetto più ampio nel quale i ricercatori studieranno più dettagliatamente e da una prospettiva più lunga come l´ambiente fisico influenza i pazienti gravemente malati. Gli alti livelli di rumore ambientale possono essere nocivi per la salute, infatti, il rumore può essere causa di un´ampia gamma di effetti sulla salute, come: disturbi del sonno, effetti cardiovascolari, danni al rendimento lavorativo e scolastico e disturbi dell´udito come l´acufene. Nel frattempo, nei paesi occidentali della Regione europea dell´Oms il rumore legato al traffico è collegato a oltre 1 milione di anni di salute persi ogni anno, provocando malattie, invalidità o morte precoce. In Europa il rumore ambientale porta a un fardello di malattie che è secondo solo a quello causato dall´inquinamento dell´aria. Nello studio i ricercatori hanno registrato i livelli di rumore nei reparti di terapia intensiva dell´Ospedale Södra Älvsborg, uno dei quattro gruppi ospedalieri della regione di Västra Götaland in Svezia, in un periodo di 24 ore nel quale 13 pazienti gravemente malati erano assistiti. Hanno scoperto che i livelli di rumore intorno ai pazienti gravemente malati erano in media tra 51 e 55 dB, un livello di rumore paragonabile a una strada trafficata. Anche se hanno notato che per il 70 - 90 % del tempo il livello di rumore era al di sopra dei 55 dB, hanno anche registrato una serie di brevi picchi di rumore al di sopra dei 100 dB. È come un jet che decolla o un martello pneumatico. In seguito a questo, sono stati intervistati i pazienti circa le loro esperienze dei suoni che li circondano e questi hanno riferito esperienze sia positive che negative. Le esperienze positive comprendevano, per esempio, il suono dello staff che parla a bassa voce o che fornisce informazioni sulle cure. "I suoni percepiti come allarmanti erano i suoni incontrollabili provenienti, per esempio, da allarmi e suoni di pazienti gravemente malati, terapie o esami. Un paziente ha anche descritto come i suoni intorno a lui erano entrati nei suoi sogni e allucinazioni," dice Lotta Johansson, ricercatrice presso l´Accademia Sahlgrenska, Università di Göteborg, che ha coordinato lo studio. Lo studio riconosce che i livelli di rumore trovati erano appena inferiori a quelli misurati dagli studi precedenti, ma pur sempre significativamente più alti dei 30 dB raccomandati dall´Oms per le stanze dei pazienti in ospedale. "La cosa interessante è che quello che i pazienti ritenevano più fastidioso erano i rumori sconosciuti e incontrollabili piuttosto che il livello di rumore generalmente alto. Questo ci fa capire che dobbiamo prendere ulteriori provvedimenti per creare ambienti di guarigione con migliori condizioni per il sonno e il recupero per i pazienti gravemente malati," spiega Lotta Johansson. Per maggiori informazioni, visitare: Ennah - la rete europea sul rumore e la salute: http://www.Ennah.eu/home?lang=en Accademia Sahlgrenska, Università di Göteborg: http://www.Sahlgrenska.gu.se/english |
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MELANOMA, AL VIA IL TEST PER DIAGNOSI PIÙ PRECISE 74 CENTRI ITALIANI RICEVONO IL BOLLINO BLU DEGLI SPECIALISTI |
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Roma, 21 settembre 2012 – Tutti i 1500 pazienti colpiti ogni anno nel nostro Paese dal melanoma metastatico dovranno essere sottoposti alla migliore metodica per individuare la mutazione di un gene (Braf) presente nella metà dei casi. E dal risultato del test dipenderà la scelta del trattamento più efficace. L’analisi sarà eseguita secondo criteri uniformi e accurati in ognuno dei 74 laboratori distribuiti sull’intero territorio nazionale. Da un lato il paziente, grazie a una corretta diagnosi, potrà ricevere una terapia mirata evitando inutili tossicità, dall’altro ci saranno significativi vantaggi per il sistema sanitario in termini di risorse risparmiate. I centri, che hanno partecipato volontariamente a un programma di controllo di qualità aperto a tutte le strutture, sono stati individuati nell’ambito di un progetto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e della Società Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia Diagnostica (Siapec-iap), presentato il 21 settembre in un incontro con la stampa alla vigilia di un convegno nazionale sul melanoma. “Abbiamo raggiunto un risultato straordinario - spiega il prof. Carmine Pinto, segretario nazionale Aiom –. Ci siamo impegnati perché in tutte le aree del Paese fosse disponibile un test validato. Abbiamo prima stilato le raccomandazioni per standardizzare le metodiche di determinazione e le modalità di refertazione delle mutazioni del gene Braf nel melanoma. E, con il programma di controllo di qualità, abbiamo individuato le strutture che rispondono ai criteri stabiliti nelle linee guida. È la prima volta in Europa che si realizza un progetto di questo tipo grazie alla collaborazione fra oncologi e anatomopatologi”. Il lavoro delle due società scientifiche sul melanoma si inserisce in un ampio programma condiviso sulla terapia molecolare dei tumori. “Negli ultimi otto anni – continua il prof. Claudio Clemente, presidente Siapec-iap - abbiamo unito gli sforzi per stabilire le raccomandazioni che permettono di definire con precisione le caratteristiche biologiche di quattro tipi di cancro: al seno, al colon-retto, al polmone e allo stomaco. Le linee guida consentono una migliore valutazione prognostica e terapeutica di quattro neoplasie che nel 2011 complessivamente hanno colpito in Italia più di 145mila persone. A queste indicazioni oggi si aggiungono quelle per i test molecolari uniformi nel melanoma avanzato e la determinazione dei centri in grado di effettuare queste analisi correttamente”. Ogni anno nel nostro Paese si registrano 7000 nuovi casi di melanoma, un tumore della pelle in costante crescita, in particolare tra i giovani: il 20% delle diagnosi infatti riguarda pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni. Sul fronte delle opzioni terapeutiche per gli stadi avanzati, fino ad oggi, i clinici non avevano a disposizione farmaci in grado di fare la reale differenza nel decorso della malattia. “Vemurafenib – sottolinea il prof. Paolo Ascierto, Dirigente medico dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative dell’Istituto ‘Pascale’ di Napoli – è stata la prima molecola personalizzata ad aver mostrato di migliorare la sopravvivenza in pazienti affetti da melanoma metastatico positivo alla mutazione del gene Braf. Agisce in modo mirato sulla proteina, bloccando la crescita delle cellule tumorali. Gli effetti della molecola sono visibili in pochi giorni e il paziente ne trae un beneficio immediato. È il primo caso di terapia personalizzata di così ampia portata in oncologia e speriamo possa essere disponibile per tutti i pazienti italiani nel più breve tempo possibile.” L’elenco dei centri che hanno superato il controllo di qualità sarà pubblicato sui siti delle due società scientifiche ( www.Aiom.it ; www.Siapec.it ), elemento di trasparenza per i cittadini e le Istituzioni. “È stato validato – continua il prof. Nicola Normanno, Direttore del Dipartimento di Ricerca del ‘Pascale’ di Napoli - il 90% delle strutture italiane di anatomia patologica e biologia molecolare che si sono sottoposte in maniera volontaria al programma delle due società scientifiche. I risultati sono sicuramente incoraggianti e confermano l’elevato livello dell’anatomia patologica del nostro Paese. Questo modello rappresenta un punto di riferimento per l’intero sistema sanitario nazionale”. Finora vi erano diverse metodiche per l’individuazione di questa mutazione nel melanoma, oggi la possibilità di avere test convalidati ed omogenei è fondamentale per garantire il trattamento più efficace per il paziente. Il campione di tessuto viene inviato al laboratorio su richiesta dell’oncologo e i risultati sono comunicati entro due settimane. “L’attività degli anatomopatologi – afferma il prof. Antonio Marchetti, Direttore del Centro di Medicina Predittiva dell’Università di Chieti - si colloca ‘a metà strada’ fra il lavoro dei chirurghi e quello degli oncologi medici. Ed è essenziale perché può permettere, grazie a una corretta diagnosi, di migliorare le prestazioni di entrambi. Ciò che l’anatomopatologo scrive nel referto diventa infatti uno dei pilastri fondamentali delle successive scelte terapeutiche”. Il progetto delle due società scientifiche sulla terapia molecolare dei tumori è iniziato con la definizione delle raccomandazioni per individuare un tipo di cancro particolarmente aggressivo, il tumore al seno Her2 positivo (sigla che indica la proteina prodotta da un gene specifico). Sono poi seguite quelle necessarie a identificare la stessa espressione molecolare nel carcinoma gastrico e la non sensibilità alle mutazioni del gene Kras nel cancro del colon-retto. Sono state poi stilate le linee guida per valutare la mutazione del gene Egfr ed il riarrangiamento di Alk nel tumore del polmone, e le mutazioni di Braf nel melanoma metastatico. “La continua crescita dei test biomolecolari, correlati con farmaci mirati su bersagli cellulari – conclude il prof. Pinto - ha richiesto la formazione di un coordinamento scientifico e organizzativo nazionale per strutturare un unico progetto strategico. Partendo da questi presupposti, verrà creata una rete, un network, che permetterà ai pazienti in qualunque area del nostro Paese di avere accesso ai migliori test di biologia molecolare o di anatomia patologica e di essere poi indirizzati sulla base dei risultati ottenuti a trattamenti ‘personalizzati’ efficaci”. |
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SANITA’: IL VENETO VINCE PREMIO “EGOV 2012” CON PROGETTO EUROPEO DI TELEMEDICINA PER PAZIENTI CRONICI. 3242 VENETI COINVOLTI. |
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Venezia, 24 settembre 2012 -Si è aggiudicato il primo premio “eGov 2012” nella sezione “Servizi all’utenza più intelligenti” il progetto Renewing Health, iniziativa europea nella quale l’Italia è rappresentata dalla Regione Veneto e ha come obiettivo migliorare la qualità di vita dei pazienti cronici affetti da patologie cardiovascolari, broncopneumopatia cronica ostruttiva e diabete. Il premio è stato consegnato oggi a Riccione, nel corso di una cerimonia alla presenza di esperti e autorità. In gara c’erano 90 enti e 135 progetti da tutta Italia. “Un nuovo riconoscimento – sottolinea l’assessore alla sanità Luca Coletto – che testimonia come il Veneto sia all’avanguardia in Italia nell’applicazione delle nuove tecnologie in sanità, alle quali abbiamo fortemente creduto sin dall’inizio del nostro mandato. Renewing Healt sta infatti in quel pacchetto di progetti (Escape, Doge, Fascicolo Digitale) che stiamo realizzando con il prezioso apporto tecnico del Consorzio Arsenàl.it e che via via sta facendo sentire i suoi effetti in termini di agevolazione del lavoro dei medici, di semplificazione per il cittadino e di risparmio per il sistema pubblico e per l’utente”. Attualmente sta per concludersi la fase di arruolamento dei 3.242 pazienti veneti di 9 aziende sanitarie ed ospedaliere coinvolti nel progetto, che riunisce 9 regioni europee, allo scopo di valutare l´impiego di Personal Health Systems (Phs) e di servizi di telemedicina nel monitoraggio di pazienti cronici. Gli oltre 2.500 pazienti già reclutati dalla Regione Veneto con il supporto del Consorzio Arsenàl.it, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale, hanno una media di 78 anni e appartengono alle categorie che maggiormente ricorrono ai servizi sociosanitari a causa delle loro patologie croniche. Lo studio si propone di valutare se i pazienti, grazie al telemonitoraggio, ricorrano in maniera meno frequente a pronto soccorso, ricoveri e visite ambulatoriali e se i loro livelli d’ansia risultino ridotti grazie ai dispositivi di controllo e alla garanzia che le loro condizioni di salute sono monitorate costantemente. L´iniziativa, avviata nel 2010, prevede lo studio del campione di circa 8.000 pazienti individuati nei paesi coinvolti, seguendo le linee guida dell´Health Technology Assessment (Hta). I dati offriranno un’evidenza oggettiva sull´efficacia dei servizi e sul loro effettivo contributo alla qualità di cura. L´obiettivo principale è valutare e validare i servizi realizzati, attraverso una comune e rigorosa metodologia di assessment (Mast - Model of Assessment for Telemedicine), già applicata in alcuni paesi nordeuropei, al fine di implementare tali servizi su larga scala. I servizi studiati sono stati disegnati per dare ai pazienti un ruolo centrale nella gestione delle loro malattie, per promuovere la compliance alla terapia e aiutare i professionisti della sanità ad identificare in anticipo eventuali sintomi di peggioramento attraverso un monitoraggio mirato su un set comune di elementi di controllo. Entro la fine di ottobre sarà completata la fase di reclutamento. I dati raccolti saranno disponibili nel 2013, anno di chiusura del progetto. |
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“LET’S MOVE FOR A BETTER WORLD” IN DIRETTA “A RETE UNIFICATA” SABATO 29 SETTEMBRE PER L´INTERA GIORNATA IN DIRETTA “A RETE UNIFICATA” SULLE WEB TV |
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Milano, 24 settembre 2012 - Giovedì 20 settembre 2012 - Sono quasi 37 milioni i decessi causati ogni anno dalle malattie croniche generate da cattivi stili di vita come sedentarietà, scorretta alimentazione e fumo. Per l´Organizzazione Mondiale della Sanità oggi rappresentano la prima causa di morte al mondo. Di questo e di molto altro si parlerà sabato 29 settembre in diretta “a rete unificata” dal Technogym Village di Cesena per la 20° edizione del Wellness Congress, evento internazionale che riunisce tutti gli stakeholders che promuovono e diffondono il messaggio del Wellness Lifestyle. Il Wellness Congress - che prende il nome di “Let’s move for a better world” - analizzerà l’impatto socio-economico delle malattie del secolo legate agli errati stili di vita e l´opportunità sociale ed economica rappresentata dal Wellness Lifestyle, con un occhio attento alle possibilità fornite dalle tecnologie digitali per connettere nuovi target e utenti. Ad aprire il Wellness Congress sarà Nerio Alessandri (Presidente Wellness Foundation e Fondatore di Technogym) intervistato da Gianni Riotta. Interverranno: il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, Etharin Cousin (World Food Programme), David Rowan (Wired Uk), Enrico Giovannini (Istat), Michael Pratt (Centro Salute Globale di Prevenzione Malattie Croniche, Usa), Steve Blair (North Carolina University), Edward M. Phillips (Istituto “Lifestyle Medicine”, Harvard Medical School), Robert E. Sallis (Programma “Exercise is Medicine”, Usa), Lee Chee Pheng (Associazione Nazionale Istruttori di Fitness, Malesia), Daniela Lucini (Humanitas). Keynote speaker (off-line) l´ex Presidente degli Stati Uniti d´America Bill Clinton. “Let’s move for a better world” sarà trasmesso in diretta “a rete unificata” sabato 29 settembre dalle 14.00 su Wellnessfoundation.it, su Technogym.com, su Altratv.tv, sulle web tv e sui media digitali locali del network. In live streaming anche sui grandi network editoriali. Le trasmissioni saranno distribuite grazie alla tecnologia di Tiscali. Tutti i portali e le web tv che vorranno rilanciare la diretta potranno embeddare il player della trasmissione sulla propria piattaforma richiedendo il codice via mail a info@altratv.Tv L’evento sarà anticipato, in diretta “a rete unificata” alle ore 11.00, dall’inaugurazione del nuovo Technogym Village alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Ministro della Salute Renato Balduzzi. Il Technogym Village rappresenterà il primo esempio di Wellness Campus a livello mondiale e uno dei più grandi centri di ricerca e produzione presenti in Italia. |
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SANITA´: VIA LIBERA A ROMA AD AMBULATORI QUAMED LE STRUTTURE ENTRERANNO IN FUNZIONE A PIENO REGIME ENTRO LA PRIMA METÀ DI OTTOBRE |
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Roma, 24 settembre 2012 - Partirà in via sperimentale a Roma Ambulatori Quamed (Ambulatorio di medicina generale di quartiere), progetto approvato dalla Giunta Polverini che prevede l’attivazione di 5 ambulatori. Gestiti dai medici di medicina generale, gli ambulatori Quamed saranno aperti 7 giorni su 7, h24, garantendo l’integrazione con il Servizio di continuità assistenziale, per un bacino di d’utenza di almeno 100mila assistiti per ciascuna struttura. Le strutture entreranno in funzione a pieno regime entro la prima metà di ottobre in 4 Asl: Romaa, Romab, Romac e Romae. I pazienti potranno rivolgersi agli ambulatori per ricevere cura e assistenza per le patologie non urgenti, in linea con le prestazioni già previste dal protocollo del progetto regionale Ambulatori Med, e prestazioni infermieristiche semplici (terapie iniettive, applicazione e rimozione punti di sutura, medicazione ferite, fleboclisi). Gli Ambulatori Quamed sono dotati di alcuni posti letto territoriali di osservazione breve e garantiscono il collegamento in telemedicina sia con i distretti Asl che con le strutture ospedaliere per lo scambio di informazioni. |
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SANITÀ, IL PRIMO SOCCORSO A PORTATA DI CLICK REGIONE LOMBARDIA/AREU LANCIANO PROGETTO ´DIVENTA UN SUPEREROE DEL 118´ . GARANTIRE SOPRAVVIVENZA IN ATTESA MEZZI E PERSONALE |
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Milano, 20 settembre 2012 - Cosa devi fare se qualcuno sta male? Non tirarti indietro, chiama subito il 118, riconosci un arresto cardiaco, inizia le manovre salvavita. E´ in questi quattro step, contenuti in una applicazione di Facebook, la possibilità per tutti, giovani e non, di diventare un ´Supereroe del 118´. Da oggi, grazie a un progetto di Regione Lombardia e Azienda regionale emergenza urgenza (Areu), finanziato con fondi Agenas (Ministero della Salute) e realizzato in partnership con il portale www.Pazienti.it tutte le informazioni sul primo soccorso vengono messe a disposizione dei ragazzi, ma anche degli adulti, in forma semplice ma scientificamente esatta, sul web e sui social network. Il progetto, primo in Italia, è stato presentato oggi in conferenza stampa dall´assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani e dal direttore generale di Areu, Alberto Zoli. Presente anche Mario Melazzini (dirigente della Programmazione della Dg Sanità). Comunicazione E Web - ´La comunicazione - ha spiegato Bresciani - è una cosa fondamentale. Usare un gioco sul web, che attrae moltissimi giovani, è un´idea brillantissima, che Areu ha avuto. Vengono messi a disposizione molti elementi informativi (come è il 118 e come è organizzato), elementi di condizione e collaborazione e le simulazioni di diversi eventi, per allenare le persone che lo vogliono a eseguire correttamente delle manovre che garantiscono la circolazione del sangue e dell´ossigeno al cervello, intanto che arriva il mezzo di soccorso´. ´Si tratta dunque - ha aggiunto Bresciani - di garantire la sopravvivenza. E´ quello che chiediamo alla comunità, ossia avvicinare il paziente al mezzo di soccorso non in termini di spazio ma in termini di azione efficace temporanea. Con le giuste indicazioni, tutti siamo in grado infatti di fare qualcosa: il massaggio cardiaco, ad esempio, e la respirazione. Stiamo creando sul territorio tanti centri di soccorso quanti sono i cittadini della Lombardia´. Sia l´applicazione di Facebook sia le altre informazioni sono rintracciabili sul sito www.Pazienti.it/soccorso raggiungibile anche attraverso il sito di Areu ( www.Areu.lombardia.it ). Sono disponibili on line una serie di notizie e informazioni sui temi dell´emergenza urgenza, con la possibilità, tra l´altro, di accedere a un corso di primo soccorso sul web, di interagire con i medici del 118 della Lombardia. I Numeri - L´importanza di rivolgersi in particolare ai giovani attraverso il web è testimoniata da alcuni numeri: secondo una ricerca della London School of Economics, svolta su 25.000 giovani europei, il 38 per cento dei ragazzi tra i 9 e i 12 anni ha un profilo su almeno un social network; la percentuale sale al 77 per cento nella fascia di età 13-16. In Italia, che si piazza seconda in Europa in questa speciale classifica, il 94 per cento dei giovani ha un profilo Facebook. I dati dimostrano inoltre l´aumento degli interventi di soccorso riferiti ai giovani, il che testimonia sia l´incremento degli eventi sia un crescente contatto tra i giovani stessi e le strutture del 118. Nella città di Milano, ad esempio, gli interventi sui ragazzi dai 13 ai 18 anni sono stati 2.942 nel 2010, 3.455 nel 2011 e 2.534 nei primi otto mesi del 2012. In crescita, in particolare, incidenti stradali (970 nel 2010, 1.031 nel 2011 e 623 nei primi otto mesi del 2012), eventi violenti (105 nel 2010, 154 nel 2011 e 96 nei primi otto mesi del 2012), intossicazioni di farmaci e sostanze (137 nel 2010, 179 nel 2011 e 142 nei primi otto mesi del 2012), disturbi psichici (207 nel 2010, 226 nel 2011 e 177 nei primi otto mesi del 2012) e complicanze legate a gravidanza e parto (41 nel 2010, 50 nel 2011 e 37 nei primi otto mesi del 2012). |
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MAUGERI, FORMIGONI:TUTTO REGOLARE, NESSUN GIALLO |
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Milano, 24 settembre 2012 - ´Nessun giallo, nessun mistero nella cancellazione dell´Irccs Maugeri dall´elenco delle persone giuridiche private avvenuto l´11 aprile 2012. Tale cancellazione è avvenuta perché la vigilanza sugli Irccs di interesse nazionale, come la Maugeri, non spetta a Regione Lombardia ma alla Prefettura. E´ avvenuta in quella data perché in quel momento si è concluso l´iter burocratico, istruito da tempo, per la verifica della congruità´. E´ quanto si legge in una Nota della Regione Lombardia. ´Risulta comunque pienamente confermato - prosegue la Nota - quanto il presidente Roberto Formigoni ha sempre affermato e cioè che i poteri di vigilanza sull´Irccs Maugeri e sugli altri Istituti analoghi non sono e non sono mai stati, neanche precedentemente a tale cancellazione, di competenza della Regione ma della Prefettura´. Sulla vicenda riportata da alcuni organi di stampa, il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato: ´Nessun giallo e nessun mistero: il Tribunale aveva erroneamente trasferito a Regione Lombardia il fascicolo relativo alla Maugeri, ma i poteri di controllo sull´istituto non spettano e non sono mai spettati a Regione Lombardia, quindi abbiamo restituito questo fascicolo. Lo abbiamo fatto in quella data, perché in quella data si è concluso l´iter di verifica tra i vari uffici´. ´In sostanza - ha spiegato Formigoni - quanto è stato rivelato oggi dimostra che ho sempre avuto ragione: il potere di controllo sugli Irccs privati non spetta a noi, ma spetta alle Prefetture e al Ministero della Salute´. ´Tutto regolare come sempre - ha quindi concluso il presidente - non un atto d´omissione è stato fatto da noi. Non un euro di denaro pubblico è stato sprecato´. |
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LA TUTELA MEDICO-LEGALE – UN CONFRONTO TRA ESPERTI APERTO AL PUBBLICO A MILANO |
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Milano, 20 settembre 2012 - Urge un innovativo e condiviso inquadramento giuridico nell’approccio medico-legale”, dice il prof Giorgio Maria Calori, coordinatore scientifico della giornata nazionale di approfondimento sul tema medico-legale. Il rapporto medico-paziente e le nuove frontiere nella valutazione della colpa medica; l’evoluzione della responsabilità sanitaria e la medicina difensiva; le proposte di riforma della normativa e i dati aggiornati sui contenziosi medico-legali: ecco alcuni degli argomenti che saranno trattati a Milano presso la Corte d’Appello Lunedì 24 Settembre . Sarà una giornata di informazione e formazione aperta al pubblico. Alcuni Dati - In Regione Lombardia le richieste di risarcimento danni valgono oltre 406 milioni di euro, di cui il 96 per cento deriva da eventi generatisi da attività ospedaliere e il 2 per cento nelle attività dei servizi delle Asl. L’analisi delle richieste di risarcimento danni relativa al Sistema Sanitario Regionale lombardo mostra che l’’86,13 per cento delle stesse è pervenuta alle 29 Aziende Ospedaliere; segue un 7,89 per cento inerente le 6 Fondazioni ed un 5,96 per cento relativo alle 15 Asl in Regione Lombardia, nell’’arco temporale di 13 anni (1999-2011) vi sono state 27.073 richieste di risarcimento danni; 16.304 denunce cautelative e 1.356 procedimenti penali denunciati sulla polizza di Rct/o. Degli oltre 43.660 sinistri raccolti - relativi ai tredici anni 1999-2011 – oltre 27.000 si riferiscono a richieste di risarcimento danni avanzate da/per conto del danneggiato (azioni giudiziali e stra-giudiziali) per danni subiti nell’ambito dell’attività clinica o assistenziale (86,13% generate nelle Aziende Ospedaliere, 5,96% nelle Asl e 7,89% nelle Fondazioni). Il tasso delle richieste risarcimento danni stimate ogni 10.000 ricoveri (ordinari e day hospital) è pari a circa 13,5. Per il solo Rischio Clinico risulta pari a circa 8,9 sinistri ogni 10.000 ricoveri. Gli eventi a maggior occorrenza nel Pronto Soccorso sono gli errori diagnostici (58,8%), seguono gli errori terapeutici (13,2%), gli errori chirurgici (5%) e gli smarrimenti (4,5%). I casi più frequenti in Ortopedia e Traumatologia riguardano errori chirurgici (53,6%), seguono gli errori diagnostici (11,8%) ed errori terapeutici (9,6%); successivamente si ritrovano le infezioni (7,5%). I casi più frequenti in Chirurgia Generale riguardano gli errori chirurgici (49,1%); seguono gli errori diagnostici (10,3%), le infezioni (7,3%), gli errori anestesiologici (6,7%) e gli smarrimenti (5,7%). In Ostetricia e Ginecologia gli accadimenti più frequenti riguardano errori chirurgici (40,5%), seguiti dagli errori diagnostici (18,4%) e da quelli terapeutici (8,7%). In Medicina Generale gli smarrimenti rappresentano il 22,0% e le cadute (18,5%), seguite dagli errori diagnostici (13,3%). Gli eventi più frequenti accaduti nel corso di prestazioni erogate in emergenza-urgenza (che rappresentano il 15,7% del totale eventi) riguardano gli errori diagnostici, terapeutici e chirurgici in Pronto Soccorso e Ortopedia-traumatologia, gli errori diagnostici in Radiologia. Il 21% delle richieste danni avanzate alle Asl riguarda eventi non direttamente riconducibili all’attività caratteristica della Asl stessa (danneggiamenti a cose o cadute all’interno dell’area di competenza della Asl); segue un 4% di richieste inerenti infezioni attribuibili al non adeguato Servizio di Igiene degli alimenti di origine animale, un 3% riguardante errori diagnostici nel servizio di assistenza territoriale seguito da un altro 3% riguardante danneggiamenti a cose nell’ambito del Servizio Disabili. Gli Operatori che svolgono attività ospedaliere rappresentano l’8% dei danneggiati: il 61% delle richieste riguardano danni a cose, seguono lesioni (35%) e i danni patrimoniali (2%). Nelle Asl le richieste da parte dei pazienti sono pari al 36% del campione, di cui il 62% per lesioni,l’11% dei decessi, l’8% per danni patrimoniali e il 6% per danni a cose. Gli operatori avanzano il 28% delle richieste nelle Asl (di cui un 52% per danni a cose, un 28% per lesioni ed un 15% per danni patrimoniali). Fonte: “Mappatura del rischio”del Sistema Sanitario Regionale Lombardo . L’iniziativa è promossa dagli Ordini Professionali dei Medici e degli Avvocati con la collaborazione delle Società Scientifiche e con l´alto Patrocinio del Senato della Repubblica. Apre i lavori S.e. Giovanni Canzio, Presidente della Corte d’Appello di Milano, unitamente all’avvocato Paolo Giuggioli, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano ed al dott. Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano e Provincia. Nella mattinata si alternano esperti tra cui il dott. Davide Mozzanica, Direttore Risk Management della Regione Lombardia che evidenzierà i dati e le dimensioni del problema; interverrà l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani, che relazionerà proprio sulle nuove frontiere nella valutazione della colpa medica. “Le dimensioni del problema si stanno allargando in tempi come questi”, dice il prof. Giorgio Maria Calori, Presidente Estrot (European Society Tissue Regeneration in Orthopaedics Trauma http://www.estrot2013.eu/ ) e Primario della Divisione di Chirurgia Ortopedica Riparativa dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano” in cui ai medici viene richiesta non solo la professionalità, ma anche una garanzia assicurativa personale in caso di errori nello svolgere la propria mansione. Si richiede un nuovo inquadramento giuridico che meglio tuteli non solo il paziente ma anche il professionista della sanità”. Si discuterà di responsabilità sanitaria e di medicina difensiva e delle proposte di riforma, dell’inquadramento giuridico dell’approccio medico-legale. Inoltre saranno esposti i dati sulla risposta assicurativa a questa necessità di tutela sia del paziente che del personale sanitario in termini di reciproco rispetto di diritti e doveri. “Il tema dell’errore in medicina è esploso negli Usa col rapporto dell’Institute of Medicine (Iom) ‘To err is human: building a safer health system’ pubblicato nel 1999 e negli ultimi anni la sicurezza del paziente è diventato argomento sempre più discusso,”dice Paolo Giuggioli, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano,“ L’ordine degli Avvocati di Milano da sempre si impegna per un continuo aggiornamento e, con giornate di studio come queste, auspica che il confronto e il dialogo tra le parti consenta di migliorare la tutela medico-legale” Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30 si svolgerà una tavola rotonda con i massimi esperti italiani dedicata al tema dell’approccio multidisciplinare ed alla identificazione dei nuovi strumenti di gestione della responsabilità sanitaria, cui parteciperanno numerosi Presidenti delle Società Scientifiche Mediche e Chirurgiche.“si tratta quindi di un ambito molto rilevante e Omceo ribadisce da sempre quanto sia importante puntare su professionalità ed etica.”dice Roberto Carlo Rossi, Presidente Omceo,” I dati parlano chiaro: a seguito dell’approvazione del decreto Simes (Sistema Informatico per il Monitoraggio degli Errori in Sanità) nel database regionale sono state implementate delle variabili per la raccolta di una serie di informazioni richieste a livello ministeriale e, nel 2011, c’è stato un aumento significativo delle richieste danni avanzate per tramite di un avvocato. Una quota maggioritaria di denunce da parte di paziente è di sesso femminile. La maggior parte delle richieste danni riguarda eventi generati nel corso di interventi chirurgici ” |
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PARTE DA ARONA LA SPERIMENTAZIONE DEI CENTRI DI ASSISTENZA PRIMARIA SONO LE NUOVE STRUTTURE POLIFUNZIONALI PREVISTE DALLA RIFORMA DELLA SANITÀ |
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Arona, 24 settembre 2012 - Parte da Arona il percorso di sperimentazione dei Centri di assistenza primaria del Piemonte: l’avvio del progetto è previsto entro la fine dell’anno e sarà sottoposto ad una valutazione ad andamento trimestrale per tutto il 2013. Il Piano socio-sanitario regionale ha individuato tra gli obiettivi strategici la riorganizzazione della rete territoriale, delineando alcuni interventi prioritari, tra i quali i Cap, strutture polifunzionali che offrono ai cittadini una risposta alla maggior parte dei fabbisogni sanitari (quelli che non richiedono l’intervento di una medicina più sofisticata presente negli ospedali cardine e di riferimento) e che rappresentano il fulcro dell’organizzazione delle cure primarie, con l’obiettivo di fornire un punto di riferimento nella fascia oraria giornaliera. Il progetto - sviluppato da un gruppo di lavoro composto da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale, personale medico ed infermieristico del distretto di Arona e medici specialisti ospedalieri dell’Asl di Novara - è stato illustrato il 20 settembre dal presidente della Regione, Roberto Cota, dall’assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino, dal direttore generale dell’Asl di Novara, Emilio Iodice, dal sindaco di Arona e presidente della Conferenza dei sindaci del distretto, Alberto Gusmeroli. La sperimentazione parte da un distretto che comprendente 20 Comuni ed un bacino di popolazione complessivo di 81.594 abitanti, sul cui territorio insiste un presidio ospedaliero dotato di 95 posti letto. Una struttura che, in base alle indicazioni del Piano socio-sanitario regionale, è da riconvertire. Il Cap di Arona sarà un centro medico polifunzionale, dove lavoreranno in equipe i medici di famiglia, gli infermieri, i medici specialisti, le assistenti sociali, il personale di supporto tecnico e amministrativo, per fornire risposte integrate in continuità fra ospedale e territorio e tra servizi sanitari e sociali. Al suo interno vi saranno ambulatori del medico di medicina generale, del pediatra di libera scelta, di medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri (specie delle discipline correlate alle patologie cronico-degenerative: diabetologo, oncologo, palliativista, fisiatra.), un centro prelievi, il servizio di radiologia ed ecografia, aree dedicate alla riabilitazione ed all’osservazione del paziente in fase cronica, un punto prenotazioni in rete, uffici amministrativi gestiti da personale Asl, uffici dedicati ai servizi sociali e alle associazioni di volontariato sociale e assistenziale, nonché la guardia medica ed il servizio emergenza 118 in collegamento con la rete per l’emergenza/urgenza ospedaliera. Punti di forza del progetto sono l’approccio multidimensionale, l’integrazione professionale, il miglioramento continuo del processo assistenziale, l’appropriatezza dell’assistenza. “I Cap - ha sottolineato il presidente Cota - sono uno dei punti qualificanti e portanti della riforma sanitaria. Da un lato infatti c’è la riorganizzazione e l’efficientamento dei numerosi presidi ospedalieri nelle diverse province del Piemonte secondo il principio dell’intensità di cura e della rete, dall’altra puntiamo ad un potenziamento della sanità di territorio, e cioè ad un rilancio del lavoro e dalla funzione di medici di famiglia e pediatri, che sono e dovranno sempre di più essere il fiore all’occhiello della sanità piemontese. Proprio per questo motivo abbiamo pensato all’istituzione dei Cap, veri e propri centri medici polifunzionali a cui il cittadino potrà far riferimento per più ore al giorno e per una ampia serie di servizi e prestazioni sanitarie. In questo modo sarà possibile offrire su tutto il territorio del Piemonte una più efficace cura dei nostri cittadini ed anche un utile filtro rispetto all’accesso, molto spesso improprio, alle strutture ospedaliere. Questo è il modello di una sanità moderna ed efficiente, che all’appropriatezza della cura affianca un razionale uso delle risorse e dei servizi”. L’assessore Monferino ha puntualizzato che “il Cap darà una risposta concreta ai bisogni della gente. I presidi ospedalieri di Arona e Borgomanero distano pochissimi chilometri l’uno dall’altro. In un’ottica di razionalizzazione del sistema ospedaliero piemontese, si rendono necessarie alcune riconversioni di strutture, anche alla luce dei volumi di attività, previsti pure nel Decreto Sanità recentemente approvato dal Consiglio dei ministri. Ad Arona verrà mantenuto l´ambulatorio di Oculistica, reparto che in questi anni è progressivamente cresciuto ed ha raggiunto l’eccellenza e che continuerà a garantire le attività che necessitano di ricovero ordinario e day surgery presso l’ospedale di Borgomanero. Parallelamente, saranno inseriti nel Cap quei servizi che maggiormente vengono richiesti, grazie anche alla disponibilità e all’aggregazione dei medici di base e dei pediatri. Un processo che consente altresì di prendere in carico i cosiddetti codici bianchi o verdi al di fuori dei Pronto soccorso o dei Dea, dove invece si potranno seguire con maggiore celerità ed efficienza i casi più gravi”. |
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CABINA DI REGIA PER LA SANITA’. ZAIA ALLE OPPOSIZIONI: “POLEMICA CHE DANNEGGIA L’INTERESSE DEI CITTADINI” |
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Venezia, 24 settembre 2012 - “Con tutto il rispetto che ho sempre portato e che è mio costume avere nei confronti delle opposizioni, ho deciso di intervenire nella polemica suscitata dalla decisione della giunta regionale di creare una cabina di regia per la realizzazione del Piano Sociosanitario, perché mi pare che si stia assistendo al travisamento di ciò ritengo essere buona amministrazione per una polemica volta esclusivamente a danneggiare l’interesse dei cittadini”. Sono parole del presidente della Regione Luca Zaia che aggiunge. “Come premessa desidero ribadire che non è avvenuta nessuna esautorazione dell’assessore alla sanità che, peraltro, gode della mia piena fiducia, altrimenti non sarebbe assessore”. Sul resto il presidente Zaia precisa: “Primo. La cabina di regia per la sanità non è l’unica e non sarà l’ultima. Si tratta di un metodo che ho deciso di adottare per agevolare la buona amministrazione che ci chiedono i cittadini. Secondo. Prima di quella per la sanità, abbiamo creato una cabina di regia per il turismo (assessore Finozzi), per la semplificazione (assessore Stival), per gli enti locali (assessore Ciambetti) e per il patrimonio (vicepresidente Zorzato). Terzo. La funzione che hanno queste cabine di regia è di evitare che dirigenti e funzionari cerchino soluzioni senza il coinvolgimento di tutti coloro che possono avere voce in capitolo. La mano destra sappia ciò che fa la sinistra. Quarto. Come in tutte le cabine di regia, anche quella per la sanità prevede che il tavolo di lavoro sia coordinato dall’assessore di competenza”. “Penso che azioni amministrative di questo tenore – conclude Zaia – ci vengano sollecitate esplicitamente dai cittadini che ci chiedono soluzioni ai problemi. Ogni altro discorso è acqua che non macina e davvero non ho altro tempo da dedicare a polemiche senza costrutto come questa”. |
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"EDUCAZIONE AL MOVIMENTO": IL PROGETTO PER ANZIANI E MALATI REUMATICI |
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Trento, 24 settembre 2012 - "E io mi muovo!" è un progetto per promuovere l´attività motoria ed educare alla salute, rivolto ai malati reumatici e agli iscritti ai circoli anziani del Trentino. "Il tema dell´invecchiamento della popolazione è uno dei principali della nostra epoca - ha commentato oggi durante la presentazione, l´assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi -. Iniziative come questa, finalizzate al miglioramento della qualità della vita dei nostri cittadini, sono quindi doppiamente importanti. Ma questo progetto è significativo anche perché frutto di un percorso nato dal basso, dalle esigenze di chi è malato e scaturisce dalla collaborazione di diversi enti e soggetti che dimostrano di saper lavorare assieme. Di più: si rivolge non solo a una determinata categoria di persone, i malati reumatici, ma ad una scala più vasta, secondo l´impegno che ci eravamo assunti con i Circoli pensionati e anziani del territorio". Se un migliaio sono infatti gli iscritti all´Associazione trentina Malati reumatici, circa 7.000 sono gli iscritti all´Università della terza età del tempo disponibile, di cui quasi 3.000 lo scorso anno hanno partecipato alle attività motorie promosse dall´ente. Oggi, alla conferenza nel Palazzo provinciale di piazza Dante, ad affiancare l´assessore provinciale Ugo Rossi, vi erano: il direttore generale dell´Apss Luciano Flor, il presidente dell´Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale Italo Monfredini, il direttore dell´Unità operativa di Reumatologia dell´Ospedale Santa Chiara Giuseppe Paolazzi e la presidente dell´Associazione trentina Malati reumatici Annamaria Marchionne. Di un´iniziativa frutto di un´integrazione fra diversi soggetti ha parlato il direttore Flor: "Oggi presentiamo un programma di lavoro integrato, che potremo estendere potenzialmente a diverse categorie di persone, che ha come obiettivo educare alla salute e ai benefici che possono dare determinati stili di vita e il movimento". Per il presidente dell´Irsrs Monfredini si tratta di proporre stili di vita compatibili con il processo di invecchiamento e di: "Integrare l´attività di socializzazione culturale con un´attività che vede la presenza del medico". Il progetto, infatti, vuole offrire ai malati reumatici, e non solo, educazione al movimento: "Si tratta di benessere fisico ma anche psichico - ha chiarito la presidente dell´Atmar Marchionne - perché consente di spezzare l´isolamento in cui si trovano purtroppo alcuni dei malati più gravi". Infine il dottor Paolazzi ha spiegato i benefici di un percorso motorio per i malati reumatici, ricordando l´ampia incidenza di questa tipologia di malattie sulla popolazione: "Sopra gli ottant´anni otto persone su dieci soffrono di artrosi". Contesto - In Italia è in atto una radicale trasformazione della struttura per età della popolazione, con un numero di ultra 65enni che supera già di oltre mezzo milione la popolazione con meno di 20 anni. In provincia di Trento negli ultimi 40 anni la speranza di vita è aumentata considerevolmente e di conseguenza gli anziani sono diventati sempre più numerosi (quasi 30.000 persone di 80 anni ed oltre). Gli anziani con più di 64 anni rappresentano oggi circa un quinto della popolazione ed entro il 2030 si stima che circa un quarto della popolazione avrà più di 64 anni. Secondo gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) l’evoluzione verso un progressivo allungamento della vita può essere considerata contemporaneamente un “trionfo e una sfida”. La sfida consiste nella necessità di prepararsi ad accogliere dignitosamente un numero crescente di anziani e nel garantire le condizioni affinché gli anni aggiunti possono essere vissuti attivamente ed in buona salute. Si tratta di una sfida dal punto di vista sia sanitario che economico e sociale. La strategia europea dell’Invecchiamento attivo - Per affrontare questa sfida l’Unione Europea ha proclamato il 2012 “Anno europeo dell´invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni”, quale anno volto a promuovere la vitalità e la dignità di tutti attraverso una cultura dell´invecchiamento attivo che valorizzi l´utile contributo degli anziani alla società e all´economia. Nell’ambito di questa strategia l’impegno nazionale è volto, tra l’altro, a favorire l’educazione a stili di vita sani ed attivi, nell’ambito della quale rivestono particolare importanza: la promozione di stili di vita e comportamenti positivi/salutari; la prevenzione delle condizioni di rischio; la prevenzione della progressione verso la malattia; la prevenzione dell’aggravamento e delle recidive; la prevenzione del peggioramento della qualità della vita nelle fasi finali dell’esistenza. La promozione dell’attività fisica - La promozione dell’attività fisica occupa un ruolo fondamentale in questo campo: le evidenze scientifiche documentano un ruolo significativo dell’attività fisica nella prevenzione della mortalità precoce in generale, delle malattie cardiovascolari, di quelle cerebrovascolari, del diabete, della depressione, della demenza, del tumore alla mammella e del tumore al colon retto. Queste patologie rappresentano i problemi di salute più frequenti ed invalidanti della popolazione adulta e anziana anche in Trentino. Gli effetti positivi dell’attività fisica non si limitano al campo della prevenzione: risulta ormai accertato anche il ruolo nella terapia e riabilitazione di numerose patologie cronico degenerative. Anzi, per la maggior parte delle persone affette da malattie disabilitanti, la sedentarietà rappresenta un rischio ancora maggiore rispetto alla popolazione generale. Garantire a questa fetta di popolazione le condizioni per praticare attività fisica risulta quindi di particolare importanza. L’attività fisica praticata in Trentino (popolazione 18-69 anni) - La maggior parte dei trentini tra 18 e 69 anni svolge almeno qualche tipo di attività fisica: tuttavia, nella popolazione tra i 18 e i 69 anni, circa una persona su 6 risulta completamente sedentaria (non svolge nessun tipo di attività fisica, né al lavoro, né nel tempo libero). La sedentarietà aumenta con l’età, è più diffusa tra le donne e tra coloro che riferiscono di avere molte difficoltà economiche. Università della terza età e del tempo disponibile - L’università della terza età e del tempo disponibile (Utedt) è un servizio di educazione degli adulti nato nel 1979 che ha l’obiettivo di offrire alle persone che lo desiderano la possibilità di intraprendere percorsi integrati di formazione per prendere coscienza di ciò che determina il proprio benessere e per migliorare la qualità della propria vita, rispondendo quindi ai principi della promozione della salute intesa come processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla. Al fine di offrire corsi di educazione al movimento alla popolazione anziana in Trentino, l’Utedt rappresenta quindi il partner ideale, cui l’Assessorato alla salute e politiche sociali ha deciso di dare il proprio sostegno. La diffusione capillare sul territorio con 82 sedi nella provincia di Trento ed oltre 7.000 iscritti con un’età media di 65 anni, consente di raggiungere un ampio numero di persone. Un sistema già organizzato offre la concreta possibilità di diffondere, attraverso il progetto Educazione al movimento, la cultura del movimento ad ampio raggio e la possibilità di monitorare e valutare l’impatto dell’iniziativa. Il progetto Educazione al movimento - Il progetto Educazione al movimento è stato messo a punto dall’U.o.c. Di Reumatologia dell’Ospedale S. Chiara di Trento, dall’Associazione Trentina Malati Reumatici (Atmar) e dall’Università della terza età e del tempo disponibile del Trentino (Utetd), con il sostegno dell’Assessorato alla salute e politiche sociali. Obiettivo generale del progetto è migliorare la salute della popolazione anziana della nostra provincia, indipendentemente dalla presenza/assenza di patologie cronico-degenerative, attraverso l’opportunità di partecipare ad un progetto di promozione/educazione alla salute ed educazione al movimento che ne aumenti le capacità motorie e favorisca l’adozione di stili di vita sani, stabili nel tempo. Destinatari del progetto sono: gli iscritti all’Università della terza età e del tempo disponibile del Trentino; gli iscritti ai Circoli anziani; i pazienti con patologie reumatiche infiammatorie iscritti all’Atmar. Iscrizioni e informazioni - Università della terza età e del tempo disponibile, in piazza Santa Maria Maggiore a Trento, orario: 9–12 e 15–16.30 tel 0461 273680 Gratis 0461 273680 , fax 0461 273626, utetd@irsrs.Tn.it www.Irsrs.tn.it oppure: nelle sedi locali presso i comuni o le segreterie di sede. Associazione Trentina Malati Reumatici, in Largo Nazario Sauro a Trento tel 0461 260310, www.Reumaticitrentino.it |
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COS’È LA “GIORNATA EUROPEA SULLA DEPRESSIONE” ? |
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Milano, 24 settembre 2012 - Così come per altri eventi equivalenti già esistenti per altre patologie, la “Giornata Europea sulla Depressione” (o “European Depression Day”) consiste in una giornata informativa sulle malattie depressive e dell´umore rivolta alla popolazione generale, alla cui riuscita e divulgazione collaborano ormai già sin dalle otto edizioni passate vari psichiatri italiani (sono stati coinvolti ospedali, università, studi medici privati). L’associazione “Eda Italia Onlus” coordina questo evento in tutta Italia. Questo evento italiano ha ottenuto anche in questa edizione del 2012 il Patrocinio da parte del Ministero della Salute. Diverse nazioni europee hanno un simile evento parallelo, con una propria organizzazione autonoma: il “Depression Day” si svolge, oltre che in Italia, anche in Belgio, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Uk, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ch, Ungheria, Grecia, Malta, Serbia, Croazia e Austria. Sabato 20 Ottobre 2012 è la data ufficiale per l’Italia della nona edizione della “Giornata Europea sulla Depressione“. Il tema dell’anno 2012 è: “Depressione: male antico nella società moderna” La Giornata sulla Depressione nasce con lo scopo principale di essere un primo passo verso una piena divulgazione che porti a dare informazioni corrette sulla natura della malattia depressiva e dei disturbi dell´umore in genere: malattie molto diffuse, spesso subdole nella loro evoluzione, che coinvolgono tutte le età e con esordio frequentemente in età giovanile. Queste malattie sono oggi curabili ! www.Edaitalia.org |
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SICILIA: LAVORO,INFORTUNI MORTALI -40%.NUOVE PROCEDURE PER LA FORMAZIONE |
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Palermo, 24 settembre 2012 - E´ diminuito del 40% in Sicilia, in appena due anni, il numero degli infortuni mortali sul lavoro: 87 sono stati i casi registrati nel 2009 e 56 quelli nel 2011 (fonte dati Inail). Il dato e´ anche frutto delle iniziative, promosse dall´assessorato regionale della Salute, avviate con lo scopo di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Iniziative che hanno preso il via con il Piano regionale straordinario per la tutela della salute e la sicurezza 2010-2012. Con un decreto gia´ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, l´assessorato regionale della Salute punta ulteriormente sulla formazione, che assume un ruolo strategico per l´abbattimento degli infortuni e la prevenzione delle malattie professionali. Il decreto recepisce gli ultimi tre accordi presi in Conferenza Stato-regioni e detta le nuove linee guida per una migliore organizzazione, efficienza ed efficacia dei Corsi di formazione sia per datori di lavoro sia per dirigenti, preposti e lavoratori. Presso il Dipartimento attivita´ sanitarie sara´ istituito l´Elenco regionale dei soggetti formatori nel quale saranno inseriti tutti coloro che dimostreranno di possedere le caratteristiche e i requisiti per potere erogare un´adeguata formazione. Per quanto riguarda la formazione di lavoratori, dirigenti e preposti sara´ anche istituito l´Elenco regionale degli Organismi paritetici e degli Enti bilaterali. In questo modo si rendera´ piu´ agevole ai datori di lavoro, l´individuazione degli Organismi ai quali dovranno rivolgersi per l´attivita´ di collaborazione prevista dalla normativa vigente. Per la valutazione dei suddetti requisiti e´ stata creata una Commissione costituita da dirigenti regionali, dirigenti delle Asp e dell´Inail e da rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori. Le disposizioni contenute nel nuovo decreto permetteranno di verificare la correttezza formale e sostanziale nell´attuazione di tutte le fasi dei corsi di formazione, dall´avvio degli stessi alle verifiche di apprendimento. |
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PRESENTATO ALLE AUTORITÀ EUROPEE IL DOSSIER REGISTRATIVO PER AFATINIB*, IL PRIMO DEI SUOI FARMACI ONCOLOGICI |
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Ingelheim, Germania, 24 settembre 2012 – Boehringer Ingelheim ha annunciato il 20 settembre di aver presentato all’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) la Richiesta di Autorizzazione alla Commercializzazione per afatinib*, il primo inibitore irreversibile dei recettori della famiglia Erbb, come terapia per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc), positivo per mutazioni di Egfr (Erbb1). Afatinib* ha dimostrato un’efficacia senza precedenti rispetto alla chemioterapia nello studio registrativo di Fase Iii Lux-lung 3, con risultati significativi, sui quali si fonda la richiesta di approvazione.1 Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) costituisce più dell’85% dei 391.000 nuovi casi di tumore polmonare diagnosticati ogni anno in Europa, la cui forma più diffusa è l’adenocarcinoma.2-4 A livello mondiale circa il 20-30% di tutti gli adenocarcinomi polmonari presentano mutazioni di Egfr.5 A causa della sua prognosi infausta, il carcinoma polmonare è causa di circa 340.000 decessi ogni anno in Europa ed è il primo tumore per mortalità.2 “Considerato l’elevato numero di persone colpite da tumore polmonare e la sua elevata mortalità, risulta evidente la necessità di terapie efficaci e ben tollerate. Per questo l’impegno di Boehringer Ingelheim è quello di rendere disponibile afatinib* quanto prima possibile” ha dichiarato il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim. “I positivi risultati clinici dimostrati da afatinib*, associati al suo meccanismo d’azione innovativo, potrebbero renderlo un’opzione terapeutica straordinaria per i benefici che sarebbe in grado di offrire ai pazienti.” Il dossier registrativo presentato è basato sui risultati emersi dall’esteso programma di studi clinici Lux-lung. I dati dello studio cardine Lux-lung 3, che ha messo a confronto afatinib* con il gold standard della chemioterapia (pemetrexato e cisplatino) nel Nsclc non a cellule squamose, hanno dimostrato la superiorità di afatinib* nei pazienti con adenocarcinoma polmonare di stadio Iiib o Iv positivo per mutazione di Egfr. I pazienti che hanno assunto afatinib*, come terapia di prima linea, hanno avuto una sopravvivenza senza progressione di malattia (Pfs) di quasi un anno (11,1 mesi) rispetto ai poco più di sei mesi (6,9 mesi) di coloro che sono stati sottoposti a chemioterapia (pemetrexato / cisplatino).1 Inoltre, i pazienti con Nsclc con due delle mutazioni di Egfr più comuni (delezione dell’esone 19 e mutazione L858r, riscontrate nel 90% dei tumori con mutazioni di Egfr) in terapia con afatinib* hanno avuto una sopravvivenza senza progressione della malattia superiore a un anno (Pfs di 13,6 mesi) rispetto ai poco più di sei mesi (Pfs di 6,9 mesi) dei pazienti del braccio di confronto.1 Il ritardo della progressione della malattia nei pazienti trattati con afatinib* è stato associato a un miglioramento dei sintomi che condizionano negativamente la vita di chi è affetto da carcinoma polmonare.9 Da una parte i pazienti trattati con afatinib*, che hanno ottenuto un miglioramento di sintomi quali dispnea (fiato corto), tosse e dolore toracico, sono stati più numerosi rispetto a quelli trattati con la chemioterapia. Dall’altra afatinib* ha ritardato in maniera significativa il peggioramento di questi sintomi rispetto al gruppo di controllo.9 Inoltre, le risposte al questionario standard sottoposto ai pazienti con carcinoma polmonare per valutarne la qualità di vita (es. Vita lavorativa e attività domestiche) hanno rivelato che la terapia con afatinib* si traduce in un miglioramento significativo della stessa.1 Ulteriori risultati dello studio, fra cui il miglioramento dei sintomi e della qualità di vita correlata allo stato di salute, verranno presentati in occasione dell’Esmo 2012, il Congresso della European Society for Medical Oncology, che si terrà a Vienna dal 28 settembre al 2 ottobre 2012:
Titolo |
Autore Principale |
Informazioni sulla Sessione |
Lux-lung 3: Symptom and health-related quality of life results from a randomized phase Iii study in 1st-line advanced Nsclc patients harbouring Egfr mutations Lux-lung 3: Risultati relativi a qualità di vita correlata allo stato di salute e sintomi in studio randomizzato di Fase Iii in pazienti in terapia di prima linea con Nsclc avanzato positivo per mutazioni Egfr |
L. V. Sequist |
Sessione Discussione Poster: Nsclc metastatico Poster: 1229Pd Data: 30 settembre, 2012 Ora: 12:45 – 14:45 (Ora dell’Europa Centrale) | Lo studio Lux-lung 3 ha dimostrato la superiorità di afatinib nel ritardare la progressione della malattia rispetto al gold standard della chemioterapia (pemetrexato e cisplatino) nel Nsclc non a cellule squamose, ma Boehringer Ingelheim sta studiando il potenziale di afatinib* anche in altre patologie. L’azienda ha avviato due studi di confronto diretto (Lux-lung 7 e 8) fra afatinib* e gli inibitori della tirosin chinasi (Tki) attualmente disponibili, rispettivamente, gefitinib ed erlotinib. L’arruolamento dei pazienti è in corso per entrambi gli studi. |
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GRANFONDO DEI TRAPIANTATI, QUEST’ANNO IN TOSCANA DAL 24 AL 30 SETTEMBRE |
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Firenze, 24 settembre 2012 – Si tiene quest’anno in Toscana il Granfondo nazionale dei trapiantati, la corsa ciclistica non competitiva organizzata dall’Associazione amici del trapianto di fegato onlus di Bergamo, in collaborazione con l’Azienda ospedali riuniti di Bergamo. Giunta alla sua nona edizione, la manifestazione, che si corre ogni anno in una regione diversa, attraverserà quest’anno la Toscana, da lunedì 24 a domenica 30 settembre. Con gli organizzatori bergamaschi, collaborano l’Ott, l’Organizzazione Toscana Trapianti, coordinata da Giuseppe Bozzi, gli ospedali di Cisanello (Pisa), Poggibonsi (Siena), Careggi (Firenze) e Le Scotte (Siena); e i Comuni di Pisa, Poggibonsi, Firenze, Montepulciano, Siena. In sella ci saranno 29 persone: trapiantati, accompagnatori, medici. La manifestazione vuole sensibilizzare tutta la popolazione, i giovani soprattutto, sull’importanza del trapianto, della donazione di organi, e della ricerca sulle malattie epatiche. Tappe di 80 chilometri al giorno, per lasciare spazio agli incontri con le scuole, le istituzioni civili (Comuni e associazioni di volontariato) e sanitarie (ospedali, centri di ricerca, ecc.). “Siamo contenti di ospitare quest’anno nella nostra regione questa manifestazione – dichiara l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – Tutto quanto può contribuire a creare e ad alimentare la cultura della donazione, che peraltro qui in Toscana trova un terreno molto fertile e ricettivo, è il benvenuto, ed ha il nostro appoggio e la nostra fattiva collaborazione”. Ecco le tappe previste dal programma: lunedì 24 settembre: partenza della carovana da Bergamo e arrivo in serata a Massa Carrara; martedì 25: Massa Carrara – Pisa; mercoledì 26: Pisa – Poggibonsi; giovedì 27: Poggibonsi – Firenze; venerdì 28: Firenze – Montepulciano; sabato 29: Montepulicano – Siena; domenica 29: rientro a Bergamo con autoveicoli. I dati aggiornati su donazioni e trapianti in Toscana - Intanto, i dati forniti dal Coordinamento Regionale Trapianti relativi ai primi 7 mesi del 2012 indicano un aumento di donatori rispetto al periodo analogo del 2011, pur in presenza di un calo di decessi con lesione cerebrale in Uti (unità di terapia intensiva). Nel periodo gennaio-luglio 2012 i decessi sono stati 257 (rispetto ai 264 dello stesso periodo 2011). Le morti encefaliche segnalate: 162 nel 2012, 152 nel 2011. I donatori effettivi: 88 nel 2012, 82 nel 2011. I donatori utlizzati: 71 nel 2012, 72 nel 2011. “Il resoconto dell’attività di donazione realtiva ai primi sette mesi di quest’anno – sottolinea l’assessore Marroni – evidenzia come la Regione Toscana continui ad essere, nonostante fisiologiche oscillazioni, leader in ambito nazionale per tasso di donazione, e quindi per le opportunità terapeutiche trapiantologiche offerte”. Questo è il risultato, prima di tutto della sensibilità e dell’altruismo della popolazione: l’80% dei cittadini cui viene offerta l’opportunità di donare gli organi del proprio congiunto non si oppone. E poi del grande impegno di tutta la rete regionale. “E’ da questo binomio – osserva Giuseppe Bozzi, coordinatore della Rete regionale trapianti – che nasce, si sviluppa e si consolida nel tempo la qualità del processo di donazione di organi e tessuti. Da notare come l’intensa attenzione del sistema regionale sui versanti della sicurezza e della prevenzione e l’individuazione di protocolli terapeutici sempre più efficaci abbiano portato fortunatamente a una riduzione della mortalità e all’incremento dell’età media dei soggetti deceduti. Nonostante ciò, l’efficienza della rete e la forte spinta delle associazioni di volontariato hanno fatto sì che il numero dei donatori e dei trapianti nella nostra regione abbia registrato un trend positivo e si sia mantenuto a livello più che doppio rispetto a quello medio nazionale, con importanti ricadute sui cittadini in lista di attesa per il trapianto”. |
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NUTRACEUTICA: CIOCCOLATO AMARO E POLVERE DI CACAO ECCO I NUOVI ‘FARMACI’ PER COMBATTERE L’IPERTENSIONE |
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Milano, 24 settembre 2012 – La ricetta è invitante: 10 g di cacao con 200 mg di flavanoli al giorno per tenere a bada la pressione alta, favorire la dilatazione delle coronarie, abbassare i livelli di colesterolo. Recenti studi confermano l’efficacia terapeutica del cioccolato amaro. “Da anni è noto che la popolazione Kuna, al largo della costa di Panama, consuma grandi quantità di cacao e ha mortalità per malattie cardiovascolari nettamente minore in rapporto a quella dei cittadini panamericani – afferma Cesare Sirtori, Preside della facoltà di farmacia di Milano e presidente della Sinut –. Si è visto che la stessa popolazione, una volta approdata sul continente, si adegua rapidamente alla dieta locale con un conseguente aumento dei valori in precedenza bassi. Per questo motivo la European Food Safety Agency (Efsa) sta valutando l’indicazione del cioccolato amaro per affrontare la pressione arteriosa elevata e l’angina pectoris”. Questo è solo uno degli esempi dell’impiego di cibi come farmaci che emerge dal Iii Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutraceutica (Sinut), svoltosi a Milano (Hotel Michelangelo) fino al 21 settembre con la partecipazione dei più importanti esperti di un settore in forte crescita (più 15-20% annualmente rispetto all’1-2% dei prodotti farmaceutici). “Un’altra importante novità in nutraceutica è rappresentata dall’utilizzo, sempre più interessante, del lupino – dichiara la prof. Anna Arnoldi, docente di Chimica degli Alimenti e prodotti dietetici presso l’Università degli Studi di Milano –. Si tratta di una leguminosa che, rispetto alla soia, ha una maggiore flessibilità nella preparazione dei prodotti e presenta effetti non solo su colesterolo e diabete, ma contiene elementi proteici particolari che potrebbero, in futuro, portare a ‘pillole’ per combattere anche l’ipertensione. Un recente studio condotto dal Prof. Sirtori, presso il Centro Dislipidemie dell’Ospedale Niguarda di Milano, sull’attività anti colesterolo ha infatti mostrato che, in pazienti trattati con barrette dietetiche contenenti proteine di lupino, la colesterolemia è diminuita del 4,2% rispetto al gruppo con quelle alla caseina, che non ha riportato miglioramenti”. Per questo il futuro è molto promettente. “Secondo recenti stime – spiega il dott. Sergio Liberatore, amministratore delegato di Ims Health –, nel corso dei prossimi dieci anni sarà possibile, in questo ambito, raggiungere gli stessi introiti del settore farmaceutico. Infatti, a fronte di un’evoluzione negativa di quest’ultimo (-3%), quello nutraceutico presenta ancora un trend con andamenti positivi. Gli elementi che contribuiscono significativamente a questo aumento – aggiunge il Dott. Liberatore –, sono il gradimento dei pazienti, le migliori tecnologie per la produzione dei ‘cibi-farmaco’ e il, purtroppo, modesto sviluppo di novità nel settore farmaceutico. Il mercato dei nutraceutici notificati in farmacia vale oggi circa 1,6 miliardi di euro, con una crescita del 5,1% all’anno a giugno 2012.” “Il neologismo nutraceutica, che ha origine dalla contrazione di due parole che racchiudono i concetti fondamentali di nutrizione e farmaceutica, indica la scienza che studia la combinazione delle proprietà nutritive e farmaceutiche degli alimenti – aggiunge il Prof. Sirtori –. Oltre a cibi funzionali, integratori alimentari, probiotioci e prebiotici, per curare alcune patologie la nutraceutica si avvale anche di combinazioni di prodotti”. Tra questi, nel corso del Iii meeting Nazionale, sarà presentata dal leader del settore, il canadese David Jenkins, la dieta ‘portfolio’. Ricca di proteine (soia), fibre solubili indigeribili (psillio), fitosteroli e mandorle, grazie alle particolari proprietà, questo tipo di alimentazione permette di ridurre il colesterolo. Un’applicazione ‘tutta italiana’ di un ‘portfolio in pillole’ è rappresentata da un mix di molecole nutraceutiche: lovastatina, berberina, policosanoli, acido folico, coenzima Q10 e astaxantina. “Dallo studio randomizzato condotto nel nostro Paese su 30 pazienti con sindrome metabolica, suddivisi in due gruppi – sottolinea il prof. Paolo Magni, docente di Patologia Clinica all’Università degli studi di Milano –, è emerso che il solo intervento nutraceutico ha determinato una riduzione della colesterolemia totale (-12,8%), del colesterolo Ldl (-21,1%) ed un aumento del colesterolo Hdl (+5%) rispetto ai pazienti trattati con placebo”. I risultati positivi permettono quindi di indicare questo trattamento nutraceutico multitarget per pazienti con dislipidemia e sindrome metabolica di livello moderato o medio. “Un’ultima, ma non per ordine di importanza, novità del Congresso Sinut di quest´anno – aggiunge la Prof.ssa Arnoldi – è rappresentata dalla tavola rotonda, dal titolo ‘Tutto quello che vorreste sapere sugli integratori alimentari’, aperta al pubblico. L’iniziativa consentirà il dialogo e il confronto diretto tra i cittadini/pazienti e alcuni fra i maggiori esperti nel campo degli integratori e della nutrizione.” |
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WELFARE, LOMBARDIA: ROMA TAGLIA,SERVE NUOVO SISTEMA A CARICO DELLE FAMIGLIE PIÙ ANZIANI CHE MINORI |
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Milano, 24 settembre 2012 - ´In Lombardia, gli over 65 sono 1.990.483, pari al 20,1 per cento della popolazione totale. Di conseguenza, sono di più le famiglie che hanno un anziano in casa, il 30,5 per cento, rispetto a quelle con un minore a carico, che ammontano al 27,1 per cento´. Lo ha detto l´assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli, intervenendo il 20 settembre, a Milano, alla decima tappa delle consultazioni con istituzioni locali, sindacati associazioni imprenditoriali, organizzazioni di categoria, enti non profit e del volontariato e cooperative, attraverso cui Regione Lombardia vuole stabilire principi e azioni per una riforma complessiva del sistema di welfare. All´appuntamento era presente anche il consigliere regionale Carlo Borghetti. Ripensare Al Sistema - ´Il nostro sistema di welfare - ha detto Boscagli - sta evidenziando i propri limiti ad affrontare le nuove sfide dovute al problema demografico, con la conseguenza che sempre più famiglie sono costrette ad accudire e gestire, spesso da sole e con pochi mezzi, persone anziane o affette da disabilità. Dobbiamo ripensare al nostro sistema sociale, anche perché si prevede che, da noi, gli anziani non autosufficienti passeranno dagli attuali 450.000 agli oltre 590.000 nel 2030, con un aumento di spesa sia per la Regione sia per le famiglie´. I Tagli Dello Stato Centrale - ´Dobbiamo inoltre tenere conto - ha sottolineato l´assessore - sia delle modifiche territoriali di cui saranno oggetti gli Enti locali, sia dei tagli dello Stato centrale. I fondi statali, di cui il principale è il Fondo nazionale per le politiche sociali, sono passati dai 2,1 miliardi di euro del 2008 a 0,55 miliardi del 2011, con una percentuale pari a meno 74 per cento e il totale azzeramento di alcuni Fondi. La nostra Regione è passata da una disponibilità di 152,7 milioni di euro nel 2009 a 40,7 milioni di euro nel 2012, con una perdita di risorse pari al 73 per cento´. Territorio Al Centro - ´Il nostro welfare va ripensato, mettendo al centro il territorio, anche perché, a breve, ci sarà da considerare le riorganizzazioni delle Asl e dei sistemi locali. Il valore della spesa sociale, in Lombardia, è di 11 miliardi di euro, di cui 7 gestiti direttamente dall´Inps in maniera centrale e solo 4 rimandati al territorio. Serve quindi un ragionamento generale dell´attuale sistema di welfare nazionale, magari regionalizzando le risorse con un´attenzione maggiore ai bisogni dei territori´. |
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SPORT E SALUTE, FORUM NAZIONALE DEI GIOVANI: L’OBBLIGO DEL DEFIBRILLATORE È UNA GRANDE VITTORIA |
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Roma, 20 settembre 2012 - Il Forum Nazionale dei Giovani (Fng), accoglie con soddisfazione il nuovo Decreto Sanità (Decreto Legge 12 settembre, 2012 n. 158), che sancisce l’obbligo per tutte le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, di dotarsi dei defibrillatori semiautomatici esterni (Dae) e di altri strumenti salva vita. "Si tratta di un segnale deciso e preciso che sottolinea l´importanza di un tema finalmente entrato al centro dell´agenda politica" dichiara Matteo Guidoni, Delegato del Forum Nazionale dei Giovani allo Sport e Salute, commentando le novità inserite nel Decreto Sanità. "Come Forum Nazionale dei Giovani – continua Guidoni - da due anni abbiamo lanciato la campagna ‘Non mi gioco il cuore’ (www.Nonmigiocoilcuore.it), che ha sensibilizzato istituzioni, cittadini e praticanti sportivi sull´importanza della sicurezza e della prevenzione all´interno del mondo dello sport a tutti i livelli e a tutte le categorie, riuscendo anche a consegnare alcuni defibrillatori. Con l´utilizzo di questi strumenti, infatti, è accertato che la possibilità di salvezza in caso di emergenza può salire fino al 50%, rispetto a un 3-4% in caso di mancanza degli stessi. Troppo spesso abbiamo assistito a morti improvvise di giovani atleti: gli episodi che hanno colpito Muamba, Bovolenta, Morosini e Vernica Gomez Carabali, per citarne alcuni, ci ricordano l’importanza di misure di sicurezza preventive in campo. Ci auspichiamo una rigida osservanza del decreto.” Avviata nel febbraio 2011, la campagna nazionale di prevenzione delle cardiopatie nello sport ‘Non mi gioco il cuore’ ha ottenuto il patrocinio del Coni, della Federazione Italiana Giuoco Calcio, dell’Aia, delle Leghe di Serie A e B, e della Fmsi. Con la partecipazione di sportivi, arbitri e tifosi, la campagna firmata Fng si pone inoltre come punto di incontro tra medici, istituzioni, associazioni di settore, sportivi e gente comune, al fine di garantire la cultura di uno sport previdente e sicuro per tutti. "Auspichiamo - conclude Guidoni - che vengano messi in campo tutti gli strumenti economici e politici necessari per garantire l´accesso a questi macchinari, ai corsi per il loro utilizzo e alla loro capillare e minuziosa diffusione sul territorio nazionale. Su un tema così delicato ed importante come la salute nello sport è fondamentale il massimo dell´impegno e come Fng, continueremo nella nostra campagna di sensibilizzazione ed informazione, convinti di essere sulla giusta strada". |
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SOLITUDO ELISA ANFUSO E JESSICA RIMONDI BRESCIA, DAL 6 OTTOBRE 2012 AL 10 NOVEMBRE 2012 |
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Brescia, 24 settembre 2012 - Lo Spazio Arte Duina inaugura la programmazione autunnale dedicando le sale espositive alla doppia personale di due giovani straordinari talenti: Elisa Anfuso e Jessica Rimondi. Alla galleria bresciana viene proposta un’esposizione che restituisce la complessità della ricerca e l’inventiva delle figurazioni delle due artiste con una selezione di circa 20 opere che appartengono alla loro più recente produzione, compresi alcuni lavori mai esposti o creati appositamente per questo evento. Solitudo, il titolo scelto, illustra la dicotomia della visione comune delle due pittrici: da una parte la solitudine come condizione connaturata all’esistenza e dall’altra l’esaltazione dell’unicità della creatura umana. L’arte diviene strumento visibile di ciò che tutti sentono come la messa in forma di una voce collettiva poiché ogni storia individuale reca sempre le tracce della memoria dell’’umanità intera. La mostra accoglie il visitatore con un forte impatto visivo. Le opere di Elisa Anfuso restituiscono mondi onirici ed estremamente raffinati nei quali l’artista magistralmente dipinge, come lei stessa afferma, “carne vestita di zucchero e sogni vestiti di piume” che si manifestano in creature fragili, leggere come preziosi origami cristallizzati nel sapiente realismo di corpi palpitanti e vivi. Di fronte alle tele, gli spettatori sono sopraffatti, gli equilibri vacillano sciogliendo emozioni segrete e incontrollabili. Jessica Rimondi realizza opere di barbarica freschezza dove la capacità di declinare la furia con il distacco, la squisitezza formale con l’ironia, dà vita ad opere di forte intensità emotiva dove la solitudine, come dichiara, “è percezione interna tra individui, tra individuo e società, tra osservatore ed osservato”. I lavori, su tavola e su carta, seguono l’estro dell’artista, spettatrice intellettualmente curiosa di afferrare una realtà aliena. La mostra sarà l’occasione per approfondire o conoscere il percorso artistico delle due protagoniste che si sono già distinte agli occhi del pubblico e della critica, ricevendo premi e menzioni in prestigiosi premi nazionali ed internazionali. L’ esposizione sarà accompagnata da un catalogo con testo critico di Maria Zanolli, scrittrice e giornalista. Elisa Anfuso è nata nel 1982 a Catania, dove vive e lavora. Ha conseguito la laurea in pittura presso l´Accademia di Belle Arti di Catania e la specializzazione in Didattica dell´Arte. Viene selezionata e partecipa ad importanti mostre e fiere d´arte contemporanea e segnalata nei principali premi e riconoscimenti italiani. Nel 2008 inaugura la prima mostra personale Del corpo... Dell´anima presso Artesia Galleria d´Arte di Catania. Nel 2010 è tra i vincitori del prestigioso premio internazionale Arte Laguna, finalista al Premio Combat, riceve una menzione in occasione del Premio Celeste e vince il concorso Subway Edizioni. Espone a Vienna, Praga e Fukuoka e inaugura due esposizioni personali rispettivamente a Catania (Sogno, Artesia Galleria d´Arte) e a San Gimignano (La mia ombra è lieve, Galleria Gagliardi). Nel 2011 è tra i finalisti del Premio Arte Mondadori. E´ l´anno di altre due mostre personali: La stanza dei giochi di Penelope (V-bonà Club, Catania) e Non calpestare la linea rossa (Galleria dell´Ombra, Brescia) Nel 2012 inaugura Di sogni, di carne, esposizione personale presso la 999gallery di Roma. Jessica Rimondi è nata a Torino nel 1987. Segue il corso di pittura all’Accademia Albertina di Torino.nel 2007 lavora per la rivista “Offerta speciale” di poesia visuale e partecipa a mostre di libri d’artista tra cui la “Fe-art Books” di Bologna.nel 2010 è tra i vincitori del " 4° Premio Internazionale Arte Laguna", che la rende partecipe alle mostre collettive presso l’Arsenale di Venezia e gli istituti di cultura di Vienna e Praga ed espone, successivamente, alla mostra collettiva Germinale presso lo Spazio Arte Duina. Nel 2011-2012 partecipa al “Premio Combat” ricevendo per entrambe le candidature la menzione da parte della giuria. Nel 2012 viene selezionata tra i finalisti del "6° Premio internazionale Arte Laguna" ed espone alla collettiva tenutasi presso l´Arsenale di Venezia.lo stesso anno è tra i vincitori del premio "Open Art" di cui la mostra presso la galleria Open Art Milano. Attualmente vive e lavora a Berlino. Maria Zanolli è giornalista e scrittrice. Scrive per le pagine bresciane del Corriere della Sera. Collabora con periodici nazionali, cura eventi e progetti editoriali. Già autrice di Due (Campanotto, 2006), il suo ultimo libro di poesie, scritto a quattro mani con l´illustratrice Laura Veronesi, è Dopo le parole. |
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RUGBY, MILANO: GIOVANI PROTAGONISTI CAMPIONATO PRESENTATA LA NUOVA STAGIONE SPORTIVA, VIA IL 7 OTTOBRE 12 SQUADRE ISCRITTE, RITORNA ANCHE IL DERBY VIADANA/CALVISANO
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Milano, 24 settembre 2012 - Quella che si apre domenica 7 ottobre è già stata battezzata ´la stagione dei grandi ritorni´. Sì perché, dopo diversi anni, il campionato italiano di eccellenza di rugby torna a essere a 12 squadre, ma, soprattutto, torna a essere una grande vetrina per le nuove leve che, quest´anno, si sfideranno numerose sui campi. L´assessore regionale allo Sport e Giovani Luciana Ruffinelli, intervenendo stamattina alla conferenza stampa di presentazione dell´83° Campionato italiano, ha voluto sottolineare proprio come le deleghe affidatele dal presidente Formigoni ´siano un binomio vincente in questa disciplina´. Giovani E Sport Meno Mediatici - Lo sport per Regione Lombardia è un aspetto imprescindibile della vita di un uomo. ´Per tanti motivi - ha spiegato Ruffinelli -, anzitutto perché è uno strumento veramente formativo. Insegna il confronto con sé e con gli altri, il rispetto delle regole e dell´avversario e lo spirito di squadra. Lo sport è stile di vita a partire dalla giovane età e per questo oggi sono lieta di partecipare alla presentazione del torneo che si apre fra poche settimane´. E che i Lombardi credano molto nel valore educativo delle discipline sportive lo confermano i numeri: oltre 10.000 società iscritte alle diverse federazioni e un numero di praticanti che cresce di anno in anno. ´Da notare anche - ha aggiunto l´assessore - che sport come il rugby, spesso definiti ´di nicchia´, si stanno affermando su palcoscenici decisamente più ampi, non temendo affatto il confronto con quelli più ´mediatici´. E questo grazie anche all´impegno che le società mettono nel far crescere i loro talenti´. Ed ecco spiegato il motivo per cui quest´anno il campionato della ´palla ovale´ si svolgerà esattamente alla stessa ora di quello di calcio: la domenica alle 15. Sport, Benessere E Spesa Sanitaria - E´ questo l´ultimo concetto sottolineato dall´assessore Ruffinelli, che ha spiegato come ´l´affermarsi dello sport come stile di vita incida positivamente sul benessere delle persone e, quindi, contemporaneamente, sulla spesa sanitaria´. Con il ritorno del Viadana in Eccellenza ci sarà nuovamente il derby lombardo con il Calvisano. Insomma, gli ingredienti per una stagione in grande stile ci sono tutti. |
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