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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 04 Ottobre 2012 |
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SANITÀ: TANTA INFORMAZIONE SUI MASS MEDIA, MA POI SI FA QUELLO CHE DICE IL DOTTORE DOPO LA TV, BOOM DELL’INFORMAZIONE MEDICA SU INTERNET. MA RESTA CENTRALE IL RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE |
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Roma, 3 ottobre 2012 – Quando si presenta un problema di salute, per il 73,2% degli italiani è più importante capire che cosa sta succedendo, piuttosto che trovare subito il rimedio più efficace (26,8%). Si tratta di un dato in aumento (nel 2006 la pensava così il 64,9%), che testimonia la crescente responsabilizzazione sanitaria individuale e la maggiore partecipazione del singolo al percorso diagnostico e terapeutico. Non a caso, oggi gli italiani si definiscono in maggioranza (il 59,7%) molto o abbastanza informati sui temi sanitari. La principale fonte del proprio bagaglio di conoscenze è il medico di medicina generale (per il 55,6%), segue Internet (10,8%), i familiari e gli amici (10,1%), la televisione (5,9%), il medico specialista (5,8%), il farmacista (4%) e la carta stampata (3,6%). Nel decennio trascorso l’informazione sanitaria ha goduto di una esposizione mediatica straordinaria. La medicina ha «tirato» sui mass media e la salute è stata un argomento di moda, soprattutto nella declinazione del concetto che coinvolge il benessere e la bellezza. La quota di italiani che segue abitualmente (18,5%) o qualche volta (58,8%) i tanti programmi televisivi su questioni di salute, come Elisir, Medicina 33, Tg2 Salute, è complessivamente pari al 77,3%. Negli ultimi anni però il mondo dell’informazione è stato investito da una trasformazione epocale, con la diffusione dell’accesso a Internet. Utilizza Internet per ottenere informazioni sulla salute il 32,4% degli italiani. Di questi, il 90,4% effettua ricerche su specifiche patologie, il 58,6% cerca medici e strutture cui rivolgersi, il 15,4% prenota visite ed esami attraverso la rete, il 13,9% frequenta chat, forum e web community dedicate ai temi sanitari per lo scambio di informazioni ed esperienze, il 2,8% (che corrisponde solo allo 0,9% degli italiani) acquista farmaci online. Degli internauti che sfruttano la rete per motivi sanitari, il 97,6% utilizza i motori di ricerca come Google (spesso il 23,2%, qualche volta il 74,4%), il 73,2% consulta siti specializzati o scientifici (spesso il 14%, qualche volta il 59,2%), il 38,3% legge la sezione salute dei quotidiani online, il 34,7% utilizza con questo scopo i social network, il 29,8% naviga nei siti istituzionali. Lo spazio dedicato dai mass media ai temi legati al benessere, agli stili di vita e alla bellezza appare oggi eccessivo al 48,5% degli italiani, mentre è giudicato scarso quello dedicato alle malattie rare (lo pensa il 65%) e alla ricerca (60,1%). Tra i principali difetti della comunicazione sanitaria sui mass media c’è poi la complessità delle informazioni fornite (secondo il 33,3% delle opinioni raccolte), l’enfatizzazione dei rischi per situazioni con un impatto reale minimo, come ad esempio nel caso dell’influenza aviaria (31,1%), la carenza di informazioni pratiche (27,2%), la leggerezza con cui talvolta vengono trattate le sperimentazioni, come se fossero terapie già disponibili (15,8%), il mancato aggiornamento (15%). E il ruolo dei mass media appare ridimensionato nella determinazione dei comportamenti individuali. Meno di un terzo degli italiani traduce in pratica qualche volta le informazioni raccolte attraverso i mezzi di comunicazione (solo il 29,8%), mentre il 70,2% afferma di non avere mai adottato le indicazioni ricevute dai media. Al massimo, il 17,2% modifica il proprio stile di vita (corregge l’alimentazione, smette di fumare, si dedica all’attività fisica), il 15,3% decide di provare nuovi farmaci o prodotti per il benessere, l’8,6% di sottoporsi a un controllo medico. Invece l’importanza del rapporto tra il medico e il paziente nel definire il percorso clinico viene ampiamente riconosciuta dagli italiani. Tanto che una cattiva comunicazione tra operatori sanitari e malati avrebbe forti conseguenze in termini di ritardi nella prima diagnosi (lo pensa il 92,2%), nello stabilire la terapia più efficace (91,3%), arrecando al malato danni psicologici come ansia o depressione (85,7%), causando la prescrizione di trattamenti sbagliati (85,1%). E il 63,4% degli italiani ritiene che, anche nel caso in cui una persona sia colpita da una malattia grave, il medico dovrebbe comunicare la diagnosi direttamente al paziente, anche nei casi peggiori. A proposito dell’atteggiamento che il medico dovrebbe avere quando si relaziona con il paziente, per il 41,1% degli intervistati il dottore dovrebbe avere le idee chiare e convincere il paziente sul da farsi. Per il 41,7% dovrebbe ascoltare il malato e adattare le soluzioni al caso che ha davanti. Per il 17,2% dovrebbe invece soprattutto tranquillizzarlo ed evitare che possa adottare comportamenti scorretti. Infine, secondo il 76,3% delle opinioni raccolte, quando si relaziona con il medico, il paziente dovrebbe ascoltarlo e adeguarsi, mentre il 23,7% ritiene che sia più proficuo far valere il proprio punto di vista. Questi sono i principali risultati di una ricerca realizzata dal Censis nell’ambito delle attività del Forum per la Ricerca Biomedica, presentata il 2 ottobre a Roma da Ketty Vaccaro, Responsabile del settore Welfare del Censis, Carla Collicelli e Giuseppe De Rita, Vicedirettore e Presidente del Censis, e discussa da Francesco Marabotto, Caporedattore dell’Ansa, Mario Morcellini, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma, Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria, e Alberto Bobbio, Portavoce del Ministro della Salute. |
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SANITA’: L’INFORMATION TECHNOLOGY NEL PRESENTE E NEL FUTURO DEL VENETO. VENERDI’ ALL’OSPEDALE DELL’ANGELO DI MESTRE UN CONVEGNO REGIONALE FA IL PUNTO E DELINEA LE PROSPETTIVE. |
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Venezia, 4 ottobre 2012 - Una delle partite più rilevanti per il futuro della moderna sanità si gioca sull’applicazione e l’utilizzo delle tecnologie informatiche, che significano risparmio di risorse, maggiore efficienza della macchina, minori costi e minori disagi per gli utenti. Di queste prospettive si discuterà venerdì prossimo 5 ottobre in un convegno nell’Auditorium Padiglione Rama dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, dedicato agli Obiettivi del Servizio Sanitario Regionale e Ruolo dell’Information Technology e organizzato dalla Regione del Veneto. Esperti del settore, managers delle Ullss e dirigenti sanitari si confronteranno sulla situazione attuale e sul cammino ancora da percorrere in una Regione come il Veneto, che sta investendo molto sulle nuove tecnologie in sanità. Tra gli aspetti al centro dell’attenzione ci sarà l’adozione e l’utilizzo di un software unico regionale per la gestione dell’anagrafe degli assistiti, della scelta e revoca dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, delle esenzioni dal ticket. “Il progetto, ormai concluso – sottolinea l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto – si colloca come un pilastro fondamentale del Sistema Informativo Sanitario Regionale, ma siamo anche impegnati su molti altri fronti: Escape grazie al quale già 4,5 milioni di veneti possono scaricare i loro referti sul pc di casa; Doge per la messa in rete dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta; il fascicolo sanitario informatizzato alla cui realizzazione abbiamo dato il via a luglio”. I lavori saranno aperti alle ore 10.00 dallo stesso Coletto. A trarre le conclusioni sarà alle 13 il segretario regionale per la sanità Domenico Mantoan. |
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SANITÀ, AL VIA LA GESTIONE DIRETTA DEL RISCHIO DA PARTE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE DELL’ EMILIA ROMAGNA |
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Bologna, 4 ottobre 2012 - Al via in Emilia-romagna la gestione diretta dei sinistri da parte del Servizio sanitario regionale. E’ quanto prevedono il “Programma regionale per la prevenzione degli eventi avversi e la copertura dei rischi derivanti da responsabilità civile nelle aziende sanitarie” e il relativo progetto di legge, approvati nei giorni scorsi dalla Giunta regionale e presentati ieri a Bologna dall’assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti. Il Programma pone direttamente in capo alle singole Aziende sanitarie e alla Regione il compito di gestire il contenzioso e l’eventuale relativo risarcimento derivante da “eventi avversi” in sanità, oggi entrambi affidati alle compagnie di assicurazione. Si tratta di un’innovazione di grande rilievo, che si inserisce in un percorso avviato da tempo per migliorare la gestione e la prevenzione del rischio in sanità, mettendo al centro il paziente. “Vogliamo rafforzare la fiducia nel servizio sanitario regionale, assumendoci in modo completo la responsabilità di tutto il percorso di cura, compreso dunque anche l’accadere di un danno – ha spiegato Lusenti – assicurando risarcimenti congrui e in tempi rapidi, senza considerare il cittadino una controparte come è nella logica delle compagnie di assicurazione”. Il Programma porterà anche a un significativo risparmio di risorse, “che non alimenteranno più gli utili delle compagnie - ha sottolineato Lusenti – ma che la Regione potrà utilizzare per migliorare il servizio offerto” e costruire un sistema più solido e più avanzato di gestione e prevenzione del rischio, superando anche le attuali disparità di trattamento dei cittadini tra le diverse Aziende, a causa dei diversi contratti assicurativi. Nel 2011 il costo sostenuto dal Servizio sanitario regionale per le assicurazioni ha toccato i 48 milioni di euro (considerando sia i premi effettivamente versati, pari a circa 46 milioni di euro, che i circa 2 milioni comunque pagati direttamente dalle Aziende sanitarie a causa delle franchigie previste dai contratti assicurativi), a fronte di risarcimenti effettivi da parte delle assicurazioni pari a circa 3 milioni di euro. Una “forbice” che resta significativa, anche considerando un arco temporale più ampio. Dal 2006 al 2011, sommando premi e franchigie, la spesa per i costi assicurativi sostenuta dal Servizio sanitario regionale è stata di 260 milioni di euro, mentre le assicurazioni hanno liquidato risarcimenti per circa 40 milioni. Va peraltro va considerata anche la crescente difficoltà a reperire sul mercato compagnie assicurative serie e affidabili, disposte ad assumere la tutela degli eventi avversi in sanità, come alcuni recenti fatti di cronaca hanno dimostrato. Cosa prevede il Programma - Il Programma individua una precisa casistica in base all’importo del risarcimento. Per i sinistri che prevedano risarcimenti fino a 100 mila euro, la gestione sarà direttamente in capo alle singole Aziende sanitarie, sia per quanto riguarda la valutazione delle responsabilità, che per l’erogazione, attraverso il bilancio aziendale, dell’eventuale risarcimento. In casi di particolare complessità potrà essere richiesto il parere del Nucleo regionale di valutazione. Per i sinistri rientranti nella fascia tra i 100 mila e 1 milione 500 mila euro il Programma stabilisce una cogestione tra Aziende sanitarie e Regione. Il parere del Nucleo regionale di valutazione sarà dunque obbligatorio e verrà creato un Fondo regionale per il risarcimento dei danni da responsabilità professionale sanitaria per il finanziamento degli importi destinati a risarcire i sinistri. Per gli eventi avversi più gravi, i cosiddetti eventi catastrofali, per i quali il risarcimento è superiore a 1 milione e 500 mila euro, è previsto il mantenimento della copertura assicurativa. Sarà la Regione a stipulare, tramite apposito bando, un contratto con una compagnia di assicurazione a favore di tutto il sistema. Anche in questo caso ci sarà una cogestione tra Regione e Aziende a partire dalla fase istruttoria. Attualmente in Emilia-romagna le richieste di risarcimento per eventi avversi sono mediamente 1.500 all’anno. La maggior parte si collocano nella fascia fino ai 100 mila euro; alcune decine interessano la fascia tra i 100 e 1,5 milioni di euro. Non sono statisticamente significative quelle per importi superiori. Dopo il passaggio questo pomeriggio in Commissione, il provvedimento dovrà essere discusso e approvato dall’ Assemblea legislativa. La sperimentazione del nuovo sistema partirà a gennaio 2013 e dovrebbe coinvolgere le quattro Aziende della Romagna, l’Azienda ospedaliera di Reggio Emilia e l’Azienda ospedaliera universitaria del Policlinico S.orsola-malpghi di Bologna. Gli adempimenti da parte delle Aziende e della Regione - L’avvio della gestione diretta del rischio richiede, ovviamente, l’adozione di nuove e omogenee modalità organizzative da parte delle singole Aziende. Ogni Azienda dovrà in particolare dotarsi di un Comitato di valutazione dei sinistri, costituito da componenti dell’ufficio legale e/o assicurativo, dell’Unità operativa di Medicina legale o dal “Risk manager”. La Regione a sua volta dovrà costituire il Nucleo regionale di valutazione, composto da professionalità esperte in campo sanitario, medico – legale e legale -assicurativo, con funzioni consultive, obbligatorie nel caso di sinistri di seconda fascia, e ispettive. Più in generale la Regione svolgerà un ruolo di stretto supporto alle Aziende. Dovrà dunque provvedere a individuare procedure standard di accertamento, valutazione dell’evento avverso e liquidazione dell’eventuale risarcimento nonché procedure standard di reportistica dei sinistri. Dovrà anche provvedere alla formazione del personale delle Aziende sanitarie che opera nella gestione del rischio. Particolarmente importante sarà l’attività di monitoraggio, compiuta attraverso un Osservatorio regionale, che dovrà provvedere alla ricognizione, organizzazione ed elaborazione delle informazioni relative ai fattori di rischio ma anche alle prassi cliniche e organizzative di dimostrata efficacia nel prevenirli. |
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START CUP TOSCANA 2012: ECCO I VINCITORI |
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Firenze, 4 ottobre 2012 – E’ un progetto fiorentino, nato dalla collaborazione tra i Dipartimenti di Ingegneria e di Medicina dell’Università di Firenze, a essersi aggiudicato il primo premio in “Startcup Toscana 2012“. Si chiama “Nicrem” ed è pensato per realizzare strumenti elettromedicali per il monitoraggio, continuo e non invasivo, dell’attività cardio-respiratoria relativamente a tutte le fasce d’età, dai neonati agli adulti. Un progetto che – si legge nella scheda tecnica – renderà “sempre più agevole la diagnosi precoce di patologie respiratorie e sonno-correlate”. La decisione è stata presa, nel tardo pomeriggio di ieri, dalla giuria tecnica di questa particolare gara dedicata alle imprese innovative. La prima classificata si aggiudica 7 dei 15 mila euro messi a disposizione da Regione Toscana su questa competizione organizzata dalla Scuola Superiore Sant’anna di Pisa in collaborazione con tutte le altre Università Toscane. Al secondo posto la giuria ha scelto il progetto “Smania” (Smart Neural Interfaces and Advanced Modelling). Si tratta di una innovazione nell’ambito delle cosiddette “interfacce neurali invasive”: microelettrodi che, se inseriti nei nervi periferici, mettono in comunicazione il sistema nervoso di un paziente, che abbia subito amputazione di arti, con la sua protesi. Lo scopo? “Far percepire a un amputato la sua protesi come parte integrante del proprio corpo”. E’ un progetto, questo, scaturito proprio nell’ambito del Sant’anna: vince 5 mila euro. Terzo classificato (con i restanti 3 mila euro) è “Sem+“: sviluppa moduli “touch” che introducono – si legge nella scheda progettuale – “la terza dimensione nelle interfacce tattili” riuscendo a “sentire” con quanta forza si prema sullo schermo. Possibilità di utilizzo? Per la scheda “nell’elettronica di consumo, nei pc industriali, in indumenti innovativi”. La Giuria ha assegnato anche un quarto premio: questo progetto di innovazione, a differenza degli altri, non riceve contributi sui fondi di Regione Toscana, ma, come gli altri, viene ammesso alla parte nazionale do “Start Cup“. Si tratta di “Dival” e nasce da uno spin off partecipato dall’Università di Firenze (“Dival Toscana srl”) che opera nel settore delle Scienze della Vita. Tre gli ambiti nella businnes idea di Dival: favorire analisi tossicologiche e farmacodinamiche sui farmaci; sviluppare nuovi modelli per lo studio di patologie umane e per la validazione di nuovi farmaci; sviluppare nuovi sistemi di distribuzione dei farmaci. |
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FONDAZIONE COMUNITA’ ULSS N.7. PRESENTATA COME MODELLO PER IL VENETO A ULLSS E CONFERENZE SINDACI, STRUMENTO DI GRANDE IMPORTANZA PER FUTURO POLITICHE SOCIALI |
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Venezia, 4 ottobre 2012 - L’assessore regionale ai servizi sociali, Remo Sernagiotto ha presentato alle Aziende Ullss e alle Conferenze dei Sindaci del Veneto, a Venezia nella sede Grandi Stazioni della Giunta regionale del Veneto, la ‘Fondazione di Comunità’ ente non profit di diritto privato creata nel 2004 dai 28 comuni trevigiani compresi nell’Azienda Ulss n. 7 della Sinistra Piave con i risultati ottenuti a favore dei servizi sociali territoriali e con il sostegno costante di Banca della Marca, credito cooperativo. Sernagiotto ha evidenziato la novità di questo strumento nel cambiamento in atto dello stato sociale e ha auspicato possa diventare modello per il Veneto. “La Fondazione di Comunità - ha detto - dà la possibilità alla collettività di attivare risorse proprie con la garanzia che servano a realizzare progetti nell’ambito delle politiche sociali e sociosanitarie nel proprio territorio”. “La Fondazione – ha aggiunto - in presenza di carenza di risorse pubbliche, vede la comunità stessa trovare le occasioni, le iniziative, per contribuire alla propria qualità di vita diffondendo la cultura della solidarietà e della responsabilità sociale”. La Fondazione individua come priorità l’assistenza sociale e sociosanitaria, la progettualità per la famiglia, le politiche di inclusione e di socialità, la tutela e promozione dei diritti civili, la formazione alla cittadinanza consapevole, la solidarietà sociale. Cittadini, famiglie, associazioni (categoria e non), comitati, aziende, banche, attività finanziarie in genere e pubbliche amministrazioni possono contribuire al finanziamento di progettualità rivolte al miglioramento della qualità della vita della Comunità. Interventi sullo scenario delle difficoltà economiche e delle tendenze in atto nei servizi si sono succeduti con Mario Modolo, Dirigente regionale dei Servizi Sociali, di Franco Moretto Dirigente della Non autosufficienza e terzo settore e di Francesco Gallo Dirigente delle politiche familiari, Marisa Durante direttore sociale dell’Ulss n.7. Fiorenzo Fantinel, Presidente della Fondazione ha raccontato la storia della Fondazione nell’anno internazionale della disabilità, l’adozione del progetto nel 2004 nel Piano di Zona, il suo svilupparsi in questi anni fino alle campagne di raccolta fondi con le noci, i bandi di questi ultimi anni per finanziare progetti e sostenere obiettivi territoriali. Gianantonio Da Re, Sindaco di Vittorio Veneto e presidente della Conferenza dei sindaci per ribadire la volontà dei comuni di operare per un radicamento di quella che considera una scelta strategica del territorio, in grado di far crescere la comunità locale e di richiamarne la responsabilità verso il territorio in cui vive. Loris Rui per la Banca della Marca ha illustrato il ruolo del credito cooperativo nel sostenere l’avvio ed il consolidamento di questa iniziativa cui la banca partecipa attivamente con la propria rete di filiali alla raccolta fondi. |
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BRUXELLES, L´ISTITUTO NEUROMED A TECHITALY 2012 |
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Campobasso, 4 ottobre 2012 - «La presenza dell´Istituto Neuromed di Pozzilli alla prestigiosa" Techitaly 2012" rappresenta un motivo di orgoglio per l´intera regione e testimonia come il nostro Molise sappia fare impresa di qualità con un´apertura innovativa alla ricerca applicata per la cura di patologie mediche di grande complessità. Questa vetrina internazionale di alta tecnologia, che vede schierate le più grandi aziende italiane ed europee, consente di promuovere sia le iniziative della Neuromed che il territorio in cui essa opera. Una realtà la nostra che deve far di conto con numeri piccoli ma che sa guardare a grandi progetti attirando su di essi l´interesse del mondo scientifico ed imprenditoriale europeo». Lo ha detto il Presidente della Regione, Michele Iorio, commentando la presenza dell´Istituto Neuromed all´evento "Techitaly 2012"in svolgimento da oggi e fino al 4 ottobre a Bruxelles. |
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OTTOBRE ARTE AOSTA INCONTRI-DIBATTITO 10, 17 E 24 OTTOBRE |
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Aosta, 4 ottobre 2012 - L’assessorato dell’istruzione e cultura, in collaborazione con l’Associazione Artisti Valdostani, organizza la sedicesima edizione di Ottobre Arte Aosta, ciclo di incontri-dibattito sull’arte, in programma nella Biblioteca regionale di Aosta. Gli appuntamenti sono i seguenti: Mercoledì 10 ottobre Il più grande museo del mondo: l’Ermitage di San Pietroburgo Prof. Gianni Bertolotto - Storico dell’Arte, specializzato in Arte medievale e contemporanea. E’ titolare della cattedra di Storia dell’Arte e del territorio all’istituto “R.luxemburg” di Torino. Da molti anni tiene conferenze in sedi diverse, in particolare alle Università delle Tre Età di Alba, Alessandria , Bibiana e Pinerolo. Visitare San Pietroburgo senza entrare nell’Ermitage significherebbe tralasciare un luogo fondamentale per la comprensione della storia, della cultura e dello spirito russi. Il più importante museo della Russia ha sede in una città relativamente moderna, sorta all’inizio del Settecento per volere di Pietro il Grande come avamposto militare sul golfo di Finlandia, e divenuta poco dopo capitale dell’immenso impero zarista. Scenario di eventi drammatici, di oscure tragedie, di sconvolgenti cambiamenti, non ha mai perso lo straordinario potere di seduzione derivatole da una fisionomia “astratta e premeditata”, in cui tradizione orientale convive con l’Arte occidentale. Mercoledì 17 ottobre Italo Mus: un pittore valdostano fra religiosità e verismo Dott. Leonardo Acerbi - Giornalista, laureato in Storia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, ha incentrato il suo corso di studi sulla cultura artistica figurativa in Fiandra e nei Paesi Bassi dal Xv° al Xvi° secolo. Dal 1999 tiene corsi di Storia dell’Arte presso l’Università della Terza Età di Aosta. Poetici esterni, colti in tutte le diverse stagioni, con uomini e donne intenti al lavoro dei campi, o intimi e raccolti interni, con la famiglia riunita attorno ad un tavolo o al focolare, sono i poli fra i quali si dipana la pittura del valdostano Italo Mus. Solo un uomo abituato a vivere fra le montagne poteva “sentire” e dipingere la propria terra con tale rigore e capacità. Mercoledì 24 ottobre I falsi nell’arte Prof. Alberto Cottino Storico dell’Arte - Università di Ravenna - Nell’arte il falso esiste da sempre. Già i romani producevano numerosissime copie di statue greche che adornavano le ville patrizie dell’epoca. Durante il Rinascimento, l’apprendistato degli artisti passava attraverso la copia di opere del maestro e di grandi artisti del passato. E’ con la nascita della forma moderna del mercato dell’arte, con l’aumento dell’interesse per l’antiquariato e l’arte antica che cominciano a fare la loro comparsa anche i primi falsi. In particolare nella seconda metà dell’800 e nella prima metà del Xx secolo, quando sul mercato europeo si affacciano i ricchi compratori anglosassoni, aumenta a dismisura il mercato delle falsificazioni. La conversazione prende in esame tutti questi aspetti, concentrandosi su un secolo di falsi rinascimentali, sul celebre “affaire” van Meegeren, che ingannò i nazisti dipingendo false tele del Vermeer, fino alla celebre “beffa dei Modigliani”, consumatasi a Livorno negli anni ’80 del Xx secolo. Un’importante riflessione sulla storia dell’arte e del gusto, ma anche sull’ineludibile senso dell’essere umano per l’inganno. Ottobre Arte Aosta Incontri-dibattito 10, 17 e 24 ottobre 2012. Ore 21, Biblioteca regionale di Aosta, Via Torre del Lebbroso, n.2, Aosta Entrata libera nel limite dei posti disponibili. Ulteriori informazioni potranno essere richieste all’Assessorato Istruzione e Cultura, Struttura attività culturale, musicale, teatrale ed artistica - Tel : 016527 3185 |
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TUTTO PRONTO PER IL PIÙ GRANDE MONDIALE DI KITESURF DELLA STORIA IN 220 ANIMERANNO L’EDIZIONE PRINCIPE DELL’EVENTO, IN PROGRAMMA PER TUTTA LA SETTIMANA AL POETTO DI CAGLIARI |
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Cagliari, 4 ottobre 2012 – E’ stato presentato ieri mattina il Kiteboard Racing World Championship, in programma per tutta la settimana al Poetto di Cagliari. A testimonianza della grande attesa che circonda l’evento, è il continuo lievitare fino a pochi giorni fa della lista iscritti, giunta a quota 220 partecipanti da 38 nazioni e tutti e cinque i continenti. In quanto edizione principe, infatti, è stata concepita con formula Open per consentire il maggior numero di concorrenti, suddivisi nelle categorie Men, Women, Youth, Master e Grand Master, quest’ultima riservata ai veterani. Le regate ufficiali hanno inizio oggi, ma già da alcuni giorni i quattro precedenti campioni iridati testano il campo di regata: il messicano Sean Farley, vincitore del primo mondiale assoluto race a San Francisco nel 2009, gli americani Adam Kock e Peter Lake che si imposero nei due anni seguenti, fino al campione uscente Jonny Heineken che nelle acque di Sylt in Germania ha strappato l´ultimo titolo iridato assoluto. Ma i favoriti sono tanti. Sempre tra gli americani, Damien Le Roy (campione mondiale di slalom) e Alex Aguera, i francesi Julien Kerneur e Olivier Dansin in cima al World Ranking. Buone chances per l’italo colombiano Riccardo Leccese Turconi, che corre con i colori dell’Italia e ha vinto appena due giorni fa a La Baule il titolo Europeo. Il tricolore ripone le proprie speranze anche in Lorenzo Giovannelli, campione italiano race 2012 e fresco campione europeo slalom, e Andrea Beverino. I numerosi cagliaritani che affolleranno la sesta fermata del Poetto faranno il tifo per Luca Marcis, unico sardo in gara e portacolori della ditta italiana Rrd. Il quartier generale dell’evento sarà, alla sesta fermata del Poetto, il villaggio regate: circa 5000 metri quadri, che ospiteranno i momenti tecnici come quelli conviviali post regata. L’organizzazione è curata dallo Yacht Club Cagliari, con il contributo dell’assessorato allo Sport della Regione Sardegna, degli Assessorati allo Sport e al Turismo della Provincia di Cagliari e del Comune di Cagliari, di Guardia Costiera, Capitaneria di Porto, Isaf, Ika, Fiv, Cki, e con il supporto di Banca di credito sardo e L’unione Sarda. |
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