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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 09 Luglio 2013 |
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IL ROBOT UMANOIDE ASTRONAUTA IN PARTENZA AD AGOSTO A DICEMBRE INIZIERANNO I PRIMI ESPERIMENTI NELLO SPAZIO SUL DIALOGO TRA UOMO E ROBOT |
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Roma, 9 luglio 2013 - Toyota Motor Corporation (Tmc)
ha annunciato la realizzazione di un robot astronauta in collaborazione con la
società Dentsu Inc., il Research Center for Advanced Science and Technology,
l’Università di Tokyo (Rcast) e la Robo Garage Co., Ltd. Questo androide si
chiama Kirobo e salirà a bordo del cargo spaziale Kounotori 4 in partenza Il 4
agosto prossimo dal Tanegashima Space Center e diretto alla Stazione Spaziale
Internazionale (Iss).
Kirobo, uno dei due robot umanoidi sviluppati
all’interno del Kibo Robot Project, è studiato per comunicare verbalmente con
gli esseri umani. Il progetto coinvolge Rcast, Robo Garage e Tmc, con l’ausilio
inoltre della Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa).
Rcast e Robo Garage hanno lavorato sullo sviluppo
dell’hardware e dei dispositivi di movimento, con Tmc responsabile della
funzione di riconoscimento vocale e la Dentsu che ha invece supervisionato lo
sviluppo dell’intero progetto, gestendo inoltre la creazione dei contenuti
relativi al vocabolario.
Dopo essere salito a bordo del Kounotori 4 sull’unità
di lancio H-iibe N.° 4, Kirobo approderà sulla Iss in attesa dell’arrivo del
Comandante Koichi Wakata, previsto nei mesi di novembre o dicembre. Il modulo
Iss Kibo sarà il teatro del primo esperimento nello spazio sulla conversazione
tra uomo e robot, che si svolgerà tra il Comandante e il piccolo Kirobo.
Calendario:
4 Agosto 2013 Partenza
del robot Kirobo per la Iss;
Ago.–set. 2013 Primo
intervento orale di Kirobo dallo spazio;
Nov.–dic. 2013 Arrivo
del Comandante Wakata sulla Iss;
Dic. 2013 Prima
conversazione tra il Comandante Wakata e Kirobo;
Mag.–giu. 2014 Partenza
del Comandante Wakata dalla Iss;
Dic. 2014 Ritorno
sulla Terra di Kirobo.
Kibo Robot Website:
http://kibo-robo.Jp/en/
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VOGLIA DI VELOCITÀ: IL 45% DEGLI INTERNAUTI DISPOSTI A CAMBIARE OPERATORE O ABBONAMENTO PER AVERE INTERNET PIÙ VELOCE |
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Bruxelles, 9 luglio 2013 - Per gli utenti di internet,
la velocità di connessione sta diventando una questione prioritaria. È quanto
emerge dal recente sondaggio Ue sull´utilizzo di internet da parte degli
Europei. Quasi la metà delle famiglie europee (45%) sarebbe pronta a cambiare
operatore o abbonamento internet per disporre di una velocità di connessione
più elevata, indicando questo elemento come altrettanto importante rispetto al
prezzo nella scelta del servizio.
Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione
europea, ha dichiarato: "I consumatori si preoccupano sempre di più di
avere una connessione internet abbastanza veloce per poter ad esempio guardare
contenuti video. E per coloro che gestiscono la propria attività professionale
da casa, la velocità è anche una questione di competitività. I consumatori ora
prendono in considerazione sia la velocità che il prezzo al momento di
effettuare la loro scelta.".
Dal sondaggio è anche emerso che oltre la metà delle
famiglie (54%) limita le proprie chiamate nazionali e internazionali con il
cellulare per motivi di costi. "Viviamo nell´epoca degli smartphone e i
servizi di telefonia mobile di elevata qualità sono una parte essenziale della
nostra quotidianità", ha affermato Neelie Kroes. "Non è accettabile
che la metà della popolazione limiti le proprie chiamate telefoniche per
questioni di costi e non è accettabile che la mancanza di un mercato unico
"connesso" incoraggi queste limitazioni".Tuttavia, il sondaggio
indica un calo dell´11% (dal 60% al 49%) di coloro che considerano un problema
il costo delle chiamate a reti diverse dalla propria rete nazionale. Questo è
un chiaro segnale dell´effetto positivo sui consumatori che hanno avuto gli
sforzi della Commissione per ridurre le tariffe di terminazione delle chiamate
mobili.
Dal sondaggio Eurobarometro sono emersi i seguenti
aspetti salienti:
La velocità conta sempre di più -
La concorrenza ha effettivamente portato prezzi
accessibili, ma ora occorre prestare maggiore attenzione a soddisfare la
richiesta di connessioni sempre più veloci.
Circa il 40% degli utenti ha incontrato difficoltà
nell´accedere a contenuti o applicazioni online a causa di una velocità o una
capacità di download insufficienti.
Qualità del servizio -
Il 20% ha dichiarato di aver avuto difficoltà nell´accedere
a contenuti online o che alcune app erano bloccate sul cellulare (più 4 punti
percentuali rispetto a dicembre 2011). Ciò sembra verificarsi più
frequentemente quando si prova a guardare video (42%), ascoltare musica (22%),
scaricare gratuitamente contenuti video (22%), guardare eventi dal vivo (20%)
oppure giocare in rete (19%).
La qualità dell´audio è importante. Solo il 38%
ritiene che la qualità dell´audio sul cellulare sia ottima rispetto al 49% per
le telefonate dai fissi e al 25% per le chiamate via internet.
Apertura e neutralità della rete internet -
La problematica più fastidiosa legata alla neutralità
della rete e ai diritti d´autore risulta essere il blocco dei video.
Il 34% degli adulti utilizza servizi di chiamata Voip
(in aumento rispetto al 27% del 2012).
Tendenze negli acquisti -
Il 44% delle famiglie ha almeno un abbonamento a
internet mobile (in aumento rispetto al 30% del 2012).
Il 45% delle famiglie acquista un pacchetto di servizi
di comunicazione (ad esempio, una combinazione di servizi di telefonia fissa,
mobile, televisione e banda larga) dallo stesso operatore.
Il 40% di queste famiglie (45%) ha pensato di cambiare
operatore, ma il 29% afferma che non è facile confrontare le condizioni offerte
nei vari pacchetti.
Contesto -
Il sondaggio sulle comunicazioni elettroniche nelle
famiglie viene effettuato ogni anno dal 2006. La relazione completa sarà
pubblicata nelle prossime settimane.
Il sondaggio ha lo scopo di sostenere le politiche nel
campo delle comunicazioni elettroniche attraverso la raccolta costante di dati
e tendenze sui comportamenti delle famiglie e dei singoli individui nei
confronti dei principali servizi offerti in questo settore.
La rilevazione dei dati sul campo si è conclusa a
marzo 2013. 27 786 persone di diverse fasce sociali e demografiche della
popolazione dell´Ue sono state intervistate faccia a faccia presso le loro
abitazioni. Poiché il lavoro di raccolta dei dati è avvenuto prima del 1° luglio
2013, data ufficiale di adesione della Croazia all´Unione europea, i risultati
sono presentati per i 27 Stati membri e per la Croazia mentre le medie dell´Ue
si riferiscono solo all´Ue a 27.
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BANDA LARGA IN TUTTA L´EMILIA-ROMAGNA: 128 MILIONI DI EURO PER GARANTIRE IL DIRITTO DI ACCESSO ALLA RETE E FAVORIRE LA COMPETITIVITÀ DI TUTTI I TERRITORI DELLA REGIONE. DALLA PIANURA ALLA MONTAGNA, NESSUNO ESCLUSO. I COMMENTI DELL´ASSESSORE PERI E DELLA VICEPRESIDENTE SALIERA |
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Bologna, 9 luglio 2013 - All’inizio era tra quelli con più digital
divide in Italia. Oggi il territorio dell’Emilia-romagna ha una copertura
misurata da Lepida Spa pari al 97,4%, con Adsl per il 90,5%. Analizzando il
dato per provincia, Piacenza è “coperta” al 96,5% (Adsl 88.8%), Parma al 96,3%
(Adsl 87%), Reggio Emilia al 97,2% (Adsl 90,9%), Modena al 96,5% (Adsl 90,5%),
Bologna al 98% (Adsl 91,9%), Ferrara al 98.5% (Adsl 87%), Ravenna al 98,4%
(Adsl 91,2%), Forlì-cesena al 97,4% (Adsl al 92.2%) e Rimini al 97,6% (Adsl
92.4%).
“C’è una trasversalità di azioni in corso che ci
porterà a colmare quella piccola frazione del territorio – aree di montagna e
zone rurali – ancora esclusa, ma che ha pieno diritto ad accedere alla rete e
ai suoi servizi” ha sottolineato Alfredo Peri, assessore alle Reti di
infrastrutture materiali e immateriali a margine di un seminario oggi in
Regione. “I recenti accordi con il governo – ha ricordato Peri – ci consentono
di investire per il superamento del digital divide ulteriori 46 milioni di
euro, che vanno appaltati nel corso di quest’anno”. In piena sintonia con il
Piano nazionale banda larga e gli obiettivi dell´Agenda digitale europea,
l’Emilia-romagna rappresenta “un’esperienza interessante anche a livello di
metodo – ha concluso l’assessore – per la fortissima sinergia e collaborazione
tra tutti gli enti interessati”.
“Con questi interventi la Regione dimostra in modo
concreto il proprio impegno per lo sviluppo e il sostegno di una parte più
fragile del nostro territorio qual è la montagna – ha ribadito la
vicepresidente Simonetta Saliera – . In Appennino, se non c’è copertura di rete
è pressoché impossibile continuare a viverci. Per questo abbiamo lavorato e
continuiamo a lavorare per garantire l’accesso alle amministrazioni pubbliche,
agli istituti scolastici, alle aziende
agricole. Il nostro obiettivo è ridurre la disparità tra Appennino e pianura”.
Gianluca Mazzini, direttore generale Lepida Spa, ha
ricordato la “neutralità della nostra azione complessiva, sia rispetto alle
tecnologie che agli operatori”, sottolineando inoltre la priorità, nella
fornitura di banda, alle imprese, “perché rappresentano un elemento di
attrattività del territorio”.
Gli interventi
Nell’arco di una legislatura si è potuto colmare il
divario rispetto a un livello minimo di comunicazione definito (2 Mega, come
fissato dagli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea) omogeneo in tutto il
territorio, dalla pianura alla montagna, sia a livello tecnico che economico
(per tariffe utente). La Regione Emilia-romagna è riuscita a catalizzare il 17%
delle risorse nazionali del decreto Crescita 2.0 per garantire a tutti
l’accesso a internet (e quindi ai servizi offerti dal World Wide Web). Contro
il digital divide sono stati spesi direttamente 74 milioni di euro, e
utilizzati gli investimenti della rete Lepida per circa 54 milioni:
complessivamente, 128 milioni di euro.
La Regione ha agito, attraverso Lepida Spa, in piena
neutralità tecnologica, realizzando fibre per abilitare il territorio,
costruendo una Dorsale sud radio capace di abilitare il territorio da sud a
nord, usando le reti cellulari con tecnologie innovative, radio su banda
licenziata, radio su bande non licenziate e utilizzando, infine, il satellite.
Il progetto in corso con il Feasr (Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale) prevede la costruzione in fibra su 16 tratte
montane con un impatto su almeno 15.000 abitanti in 40 differenti aree. Il
progetto della Dorsale sud radio prevede 40 tralicci da Piacenza a Rimini, con
un servizio per almeno 100.000 abitanti. A oggi sono stati abilitati diversi
operatori delle telecomunicazioni (18 accordi con operatori radio e 2 operatori
satellitari). Con Telecom Italia la Regione ha costruito un piano da 144
centrali complessive: 55 attivate nel 2010, 24 nel 2011, 31 nel 2012, 30 nel corso
2013 e 4 nel 2014. Le fibre ottiche per le centrali abilitate servono utenti
non solo di Telecom Italia ma di tutti gli altri operatori. Sono stati attivati
in fibra 135 istituti scolastici; 10 sono in corso di attivazione e 80 lo
saranno in futuro. E’ in corso la realizzazione di 600 punti di accesso Wifi in
tutto il territorio: l’utilizzo sarà gratuito.
Sull’appennino sono stati realizzati finora sistemi
radio in banda non licenziati con un investimento di 6,5 milioni di euro (che
significa una copertura del 2,59% della popolazione regionale e del 22,8% della
popolazione della montagna) e di 13,7 milioni di euro per fibre ottiche
(copertura del 2% della popolazione regionale e del 18% della popolazione della
montagna). Sempre nelle aree di montagna sono in corso investimenti per la
Dorsale sud per 2,6 milioni di euro (copertura del 2,23% popolazione regionale
e del 22,4% popolazione della montagna) e per 8,2 milioni di euro per fibre
ottiche (copertura dello 0,35% popolazione regionale e del 3,4% popolazione
della montagna). Per il futuro sono pianificati, sempre per la montagna, 6,2
milioni di euro per la messa in posa di fibre ottiche (che garantiranno una
copertura per 29.500 cittadini) e 9 milioni di euro per azioni in neutralità
tecnologica – su linea fissa, mobile o radio – in modo da arrivare a 77.000
cittadini.
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4CBNET, IL CORE NETWORK EUROPEO AD ALTA VELOCITÀ PER TARGET2 E TARGET2-SECURITIES (T2S) |
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Milano e Londra, 9 luglio 2013 – Colt, in partnership
con Sia, si è aggiudicata il bando di gara
indetto da Deutsche Bundesbank, che ha operato anche
per conto di Banca d’Italia, Banque
de France e Banco de España (le 4Cb), per realizzare
l’infrastruttura di rete che collegherà le
quattro banche centrali incaricate di gestire la
piattaforma unica dell’Eurosistema per il
regolamento dei pagamenti d’importo rilevante e delle
transazioni in titoli.
Il 4-Centralbank-network (4Cbnet) di Colt e Sia
rappresenta il backbone ad alta velocità (10
Gigabit) che garantisce la continuità dei flussi
informativi delle quattro banche centrali
preservandone integrità e riservatezza. Si tratta di
un’infrastruttura di rete intelligente in grado di
monitorare e gestire costantemente il traffico dei
dati e di annullare in maniera completamente
automatizzata rischi di malfunzionamento.
Tali funzionalità consentono la sincronizzazione dei
sistemi tecnologici delle quattro banche
centrali rendendo disponibile un’unica piattaforma
virtuale a supporto della distribuzione
geografica delle applicazioni vitali per il sistema
finanziario europeo: Target2, la piattaforma
dei pagamenti in euro per il regolamento in tempo
reale delle transazioni d’importo elevato in
moneta di banca centrale, e Target2-securities, la
piattaforma unica europea per il
regolamento delle transazioni in titoli domestiche e
cross-border la cui partenza è prevista nel
2015.
Target2 e Target2-securities (T2s) si inseriscono tra
le iniziative per la creazione del
mercato unico europeo dopo l’Euro, Sepa (Area Unica
dei Pagamenti in Euro) e Psd (Direttiva
sui Servizi di Pagamento). In base alle stime della
Banca Centrale Europea, Target2-
Securities potrà gestire una media giornaliera di
oltre 1 milione di transazioni in titoli,
contribuendo anche a una significativa riduzione dei
costi del regolamento transfrontaliero.
La nuova infrastruttura di rete 4Cbnet sarà pienamente
operativa entro settembre 2013.
La partnership tra Colt e Sia, che si è assicurata lo
scorso anno una delle due licenze come
Network Service Provider per T2s, si rafforza
ulteriormente con la realizzazione del progetto
4Cbnet, a riprova della leadership tecnologica nel settore
finanziario e della forte presenza delle
due società a livello europeo.
“Siamo lieti di aggiungere un ulteriore tassello al
progetto di respiro paneuropeo che stiamo
realizzando insieme a Sia. Colt serve da 20 anni la
comunità finanziaria europea e ha sviluppato
un’expertise di eccellenza per quanto riguarda i
servizi di comunicazione e di infrastruttura. Il
progetto T2s, di cui la rete 4Cbnet fa parte, richiede
proprio quelle competenze in termini di
tecnologia, integrazione e supporto che l’information
deliver platform di Colt garantisce” ha
dichiarato Mimmo Zappi, General Manager Italy, Colt.
“La consolidata eccellenza di Sia nell’ambito delle
soluzioni e servizi di rete per il settore
finanziario ci ha permesso di sviluppare insieme a
Colt un percorso di progressiva crescita a
livello internazionale. Target2-securities ieri e
4Cbnet oggi costituiscono due tappe
fondamentali per la creazione e l’affermazione di un
nuovo network di riferimento per l’intera
comunità finanziaria europea“ ha commentato Andrea
Galeazzi, Direttore Divisione Network
Services Sia.
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LOMBARDIA.ALCATEL: INCONTRO CON VERTICI ENTRO MESE LAVORO DI SQUADRA CON PRESIDENTE PROVINCIA MONZA E BRIANZA |
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Milano, 9
luglio 2013 - ´E´ mia intenzione
convocare un incontro
con i vertici di Alcatel entro luglio per comprendere
le
strategie dell´azienda e quali strumenti possono
essere messi in
campo affinché questa eccellenza rimanga sul nostro
territorio.
Il lavoro di squadra tra istituzioni, azienda e
sindacati sarà
fondamentale per il successo dell´obiettivo che ci
poniamo´. E´
quanto annunciato dall´assessore alle Attività
produttive,
Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, Mario
Melazzini, in
occasione dell´incontro avuto ieri in mattinata con il
presidente
della Provincia di Monza e Brianza, Dario Allevi e
l´assessore
provinciale alle Attività produttive, Enrico Elli, per
affrontare la crisi aziendale della sede di Vimercate
di
Alcatel. Sono coinvolti circa 400 lavoratori, di cui
170 già in
cassa integrazione straordinaria, in scadenza il prossimo
16
luglio.
Investire In Lombardia Conviene - ´Il mio impegno -
sottolinea
Melazzini - e quello di Regione Lombardia è chiaro:
individuare
ogni azione che possa essere attraente e possa
convincere
Alcatel a investire sul nostro territorio, che
rappresenta
ancora un valore aggiunto per ogni azienda che intende
essere
competitiva. Non è un caso che la maggior parte delle
aziende
straniere presenti in Italia abbia sede in Lombardia.
Una scelta
determinata dalla presenza di competenze e know how di
altissimo
livello in grado di favorire la crescita economica di
ogni
realtà imprenditoriale´.
Le Opportunita´ Di Expo 2015 - Anche l´Expo 2015,
secondo
Melazzini, può rappresentare un motivo in più per le
grandi
multinazionali per continuare ad operare in Lombardia.
Lo stesso
Melazzini ha lanciato al presidente Allevi l´idea di
valorizzare
le imprese lombarde attraverso ´dei veri e propri tour
nelle
aziende in modo che i 20 milioni di visitatori attesi
per Expo
possano
conoscere e apprezzare le nostre eccellenze´. |
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TELECOM ITALIA: ALLO STATO NO ELEMENTI PER AVVIARE NEGOZIATO CON HUTCHISON WHAMPOA |
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Milano, 9 luglio 2013 -
Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia,
riunitosi oggi sotto la presidenza di Franco Bernabè, ha esaminato le
risultanze dei contatti intercorsi con Hutchison Whampoa in merito alla
possibile operazione di integrazione con 3 Italia.
In base alla relazione del management sulla
conclusione del confronto con la controparte, il Cda ha preso atto che, allo
stato, non ci sono gli elementi necessari per avviare un negoziato.
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IL 99% DEGLI SMARTPHONE ANDROID SAREBBERO VULNERABILI ALL´HACKING. I PIRATI INFORMATICI POTREBBERO UTILIZZARE UNA FALLA NEL SISTEMA OPERATIVO |
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Lecce, 9 luglio 2013 - Una falla di sicurezza nel
sistema operativo più utilizzato al mondo potrebbe consentire agli hacker di
controllare lo smartphone delle loro vittime. Il 99% dei telefoni Android
conterrebbe una falla che potrebbe consentire agli hacker di avere accesso a
tutte le applicazioni disponibili nel dispositivo. Ciò significherebbe che il
problema potrebbe interessare quasi 900 milioni di smartphone in tutto il
mondo.
L´informazione, rileva Giovanni D’agata presidente e
fondatore dello “Sportello dei Diritti”, viene da Jeff Forristal, Direttore
Tecnico di Bluebox Security, una società specializzata nella sicurezza dei
dispositivi mobili. Secondo quanto da questi dichiarato, le conseguenze potrebbero
essere catastrofiche. La falla consentirebbe realmente agli hacker di
installare software dannosi tipo "trojan horse" (cd “cavalli di
troia”), che darebbero loro accesso illimitato al telefono e alle applicazioni
del sistema operativo installato.
In poche parole, una volta che viene effettuato il
download di un virus, gli hacker potrebbero catturare i dati sensibili
memorizzati nel dispositivo. Così Id, password, Sms, e-mail e altri documenti
personali potrebbero cadere abbastanza facilmente nelle mani dei pirati.
Una pessima notizia per coloro che accedono al loro
conto in banca dal proprio smartphone, e siamo sempre di più. Ma ancor peggio,
la vulnerabilità del sistema Android permetterebbe agli hacker di assumere il
controllo completo del telefono: chiamate arbitrarie, Sms indesiderati,
fotocamera attivata e disattivata, e anche registrare le chiamate.
Tecnicamente, questo “errore” del sistema operativo
mobile più utilizzato è molto semplice. La falla di sicurezza consente di
cambiare il codice dell´applicazione senza cambiare la sua firma crittografica.
Quindi, l´applicazione leggerebbe come autentico, anche se è stato modificato
dall’hacker, il software maligno.
Tale vulnerabilità è stata segnalata a Google già
all´inizio di febbraio. Il gigante di Internet avrebbe riconosciuto il
problema, ma avrebbe chiesto ai produttori di procedere con gli aggiornamenti
corretti.
Questa vulnerabilità interesserebbe quasi tutti i
dispositivi con la versione del sistema operativo mobile di Google 1.6 o superiore.
Finora, solo il Galaxy S4 sarebbe fuori portata, il che conferma che sono state
sviluppate nuove misure di sicurezza.
Nel frattempo, lo “Sportello dei Diritti”, rilancia
quanto suggerito da Bluebox Security che consiglia a tutti gli utenti Android
di effettuare aggiornamenti periodici per il proprio telefono cellulare e
scaricare solo le applicazioni delle quali si conoscono l´origine e il
contenuto.
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BOLZANO, INNOVAZIONE: IL POLITECNICO DI MILANO PREMIA L’INFORMATICA DELLA PROVINCIA |
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Bolzano, 9 luglio 2013 - Tra i 105 progetti di Cloud Computing di
aziende e Pubbliche amministrazioni selezionati per il prestigioso premio, il
Politecnico di Milano ha scelto quest’anno il nuovo Data Center realizzato
dalla Provincia di Bolzano per ospitare servizi, applicazioni e sistemi
informatici delle Amministrazioni pubbliche in Alto Adige. Con notevole
risparmi di gestione e consumo energetico, oltre a maggiore affidabilità.
Cloud Computing è un insieme di nuove tecnologie che
permettono di salvare, archiviare e condividere, software e informazioni non
più sul proprio pc, con il rischio di perdere tutto in caso di guasto o
incidente, ma su server e storage, una sorta di potenti computer dove i
contenuti sono protetti e accessibili grazie ai collegamenti internet. Il
"Cloud Economy" , l´evento promosso dal Politecnico di Milano,
annualmente fa il punto sullo sviluppo delle tecnologie di Cloud Computing in
Italia e censisce i casi di successo della loro applicazione agli assetti Ict.
Con il Cloud Innovation Award l´ateneo premia aziende e Pubbliche
Amministrazioni che hanno già attivato iniziative in ambito Cloud e si sono
distinte nell´innovare i propri processi o le proprie infrastrutture Ict.
Quest´anno il Politecnico di Milano ha valutato 105
progetti di "Cloud Computing" e ha deciso di premiare - per spirito
di innovazione, complessità e risultati tangibili ottenuti - il progetto della
Provincia di Bolzano realizzato da Ripartizione Informatica e Informatica Alto
Adige, che hanno razionalizzato un Data Center, infrastruttura per ospitare
servizi, applicazioni e sistemi informatici degli Enti amministrativi. "Un
progetto - spiega l´assessore provinciale all´informatica Roberto Bizzo - che
permette riduzione di costi e risparmio energetico ed è accompagnato da connessioni
veloci in fibra ottica, da un´unica struttura con il coinvolgimento di tutte le
amministrazioni pubbliche e delle imprese informatiche, da un piano
e-government che porta online i servizi della Pa."
Il nuovo Data Center garantisce l´erogazione di servizi
It in modo sicuro, veloce e con altissima disponibilità: ospita ingenti
quantità di dati e informazioni trattati in modo più efficace, con un
conseguente aumento delle prestazioni dei servizi erogati ai cittadini. Il
nuovo Data Center è già operativo e le applicazioni e i sistemi servono Comuni,
Provincia, Informatica Alto Adige, Regione, Sanità. Attualmente sono ospitati
400 server ed è in atto un progetto per consolidare tutti i server nelle sedi
della Provincia sul territorio. Il progetto è in corso, ma nel primo anno sono
già stati quantificati vari benefici, fra cui il consolidamento del server,
con risparmio di 85.000 euro nella
gestione, e il consumo energetico ridotto: il nuovo Data Center consuma 10 Kwh
per server rispetto ai precedenti 38 Kwh, con un risparmio di 665.000 euro
all´anno. A breve sono previsti dei miglioramenti grazie allo sfruttamento
della rete in fibra ottica sul territorio che permetterà di consolidare
l´infrastruttura informatica ancora periferica. Il ritorno dell´investimento è
calcolato al 22% in meno di 4 anni.
A Milano il premio del Politecnico è stato ritirato in
rappresentanza di Provincia e Informatica Alto Adige da Massimo Torresani,
direttore responsabile dell´area "Servizi ed Infrastruttura", e
Roberto Fabbri direttore responsabile del Data Center.
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GLI STUDENTI ERASMUS A QUOTA 3 MILIONI |
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Bruxelles, 9 luglio 2013 - Le cifre pubblicate ieri indicano che più di 3 milioni di
studenti hanno beneficiato di borse Erasmus dell´Ue dall´avvio del programma
nel 1987. Le statistiche, che riguardano l´anno accademico 2011-2012, indicano
anche che il programma ha consentito a più di 250 000 studenti Erasmus – un
nuovo record – di compiere all´estero parte dei loro studi di istruzione
superiore o di fruire di un tirocinio presso un´impresa straniera in modo da
accrescere la loro occupabilità. Inoltre, più di 46 500 membri del personale
accademico e amministrativo hanno ricevuto un sostegno da Erasmus per insegnare
o ricevere una formazione all´estero, un´esperienza volta a migliorare la
qualità dell´insegnamento e dell´apprendimento nei 33 paesi partecipanti al
programma (Stati membri dell´Ue, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e
Turchia).
Androulla Vassiliou, commissario europeo responsabile
per l´Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, ha affermato:
"Le ultime cifre da record, le quali indicano che abbiamo superato il
nostro obiettivo di arrivare a 3 milioni di studenti Erasmus, testimoniano il
perdurante successo e la popolarità del programma. Erasmus è più importante che
mai in tempi di ristrettezze economiche e di elevata disoccupazione giovanile:
le competenze e l´esperienza internazionale acquisite dagli studenti Erasmus
accrescono la loro occupabilità e li rendono più mobili sul mercato del lavoro.
Erasmus ha svolto inoltre un ruolo importantissimo nel migliorare la qualità
dell´istruzione superiore in Europa aprendola alla cooperazione internazionale.
Guardando al futuro, sono compiaciuta che il nostro nuovo programma Erasmus+
consentirà a 4 milioni di giovani di studiare, formarsi, insegnare o far opera
di volontariato all´estero nei prossimi sette anni."
Tra i paesi partecipanti ad Erasmus le tre
destinazioni più popolari scelte dagli studenti nel 2011-2012 sono state la
Spagna, la Francia e la Germania. La Spagna ha inviato anche il più gran numero
di studenti all´estero, seguita da Germania e Francia (cfr. Memo/13/647).
Circa 205 000 studenti, vale a dire l´80% di coloro
che hanno ricevuto un sostegno da Erasmus nel 2011-2012, hanno scelto di
trascorrere in media sei mesi all´estero presso un´università o un´altra
istituzione di istruzione superiore nell´ambito del loro programma di laurea.
Il numero di coloro che hanno scelto l´opzione "studio" è aumentato
del 7,5% rispetto all´anno precedente. Con un tasso di crescita del 18%
rispetto all´anno precedente i tirocini in azienda sono sempre più popolari.
Nel 2011-2012 uno studente Erasmus su cinque, in totale quasi 50 000 studenti,
ha scelto questa opzione.
La domanda di borse Erasmus ha continuato a superare
l´offerta nella maggior parte dei paesi. La borsa media mensile Erasmus
destinata a coprire parte dei costi addizionali determinati dal viaggio e dalla
vita all´estero era di 252 euro. La borsa, che è rimasta stabile nell´ultimo
triennio, è integrata in certi paesi da finanziamenti nazionali, regionali o
delle varie istituzioni.
Erasmus+, il nuovo programma dell´Ue per l´istruzione,
la formazione, la gioventù e lo sport, che dovrebbe prendere il via nel gennaio
2014, prenderà le mosse dall´eredità di Erasmus offrendo entro il 2020 a 4
milioni di persone l´opportunità di studiare, formarsi, insegnare o fare opera
di volontariato all´estero. Il programma dovrebbe disporre di un bilancio di
circa 14,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, con un aumento di più del
40% rispetto ai finanziamenti destinati agli attuali programmi per la mobilità
nell´istruzione e nella formazione. Erasmus+ sostituisce l´attuale programma di
apprendimento permanente (Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig),
nonché Gioventù in Azione, Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma
di cooperazione bilaterale con i paesi industrializzati.
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NUOVI METODI PER AVVICINARE GLI STUDENTI ALLA SCIENZA |
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Bruxelles, 9 luglio 2013 - La scienza per i bambini ai giorni nostri è
andata ben oltre la ripetizione meccanica di formule e composti chimici, adesso
si incoraggia un apprendimento più attivo, l´inventiva e la creatività con lo
scopo di ispirare gli studenti.
Il progetto finanziato dall´Ue kidsInnscience
("Innovation in Science Education - Turning Kids on to Science") si
propone di sviluppare ulteriormente questo approccio con i bambini in Europa e
in America latina.
L´obiettivo è coinvolgere e interessare alla scienza i
bambini dalla scuola materna fino alle scuole superiori in modo che possano
prendere in considerazione una carriera in questo ambito. In Austria, in Italia
e in Slovenia, per esempio, gli adolescenti hanno studiato l´energia alternativa
progettando dei fornelli per cucinare. Gli studenti svizzeri e olandesi hanno
studiato modi per collegare la fisica e gli sport correndo e saltando per
misurare, calcolare e migliorare sia le loro capacità fisiche che le loro
abilità nel campo della scienza fisica.
Il progetto sta raccogliendo pratiche innovative nel
campo dell´istruzione scientifica anche per colmare l´attuale squilibrio tra i
generi nella scienza. Attualmente il numero di uomini scienziatisupera quello
delle donne scienziate con un largo margine.
Nadia Prauhart dell´Istituto austriaco di ecologia,
coordinatrice del progetto, spiega: "Molti insegnanti dei paesi partner
non si rendevano conto dell´esistenza di differenze di genere tra i loro
studenti di scienze. Li abbiamo quindi informati sulla questione in modo che
potessero assicurarsi che non ci fosse una divisione e che si rivolgessero
individualmente a bambine e bambini per dar loro pari opportunità di
interessarsi alla scienza. È importante in particolare a livello delle scuole
superiori.
Il progetto ha infatti riscontrato che le ragazze si
impegano pienamente in attività scientifiche, che tradizionalmente erano viste
come dominio degli uomini.
Aggiunge: "Abbiamo scoperto che le ragazze
sembravano interessarsi specialmente agli esperimenti che comportavano il far
crescere le cose. Per esempio gli alunni hanno studiato dove e come crescono le
patate, le loro varietà e il loro contesto di coltivazione. ´
Concentrarsi su un metodo di insegnamento incentrato
sugli alunni e su attività pratiche è un modo per motivare i bambini a
continuare a occuparsi di scienza. Il metodo del progetto, per esempio,
comprende il lavoro con materiali di uso quotidiano come comuni oggetti
domestici.
Il primo passo è stato raccogliere pratiche innovative
in tutti i paesi partner. Circa 80 innovazioni sono state documentate in un
catalogo. Tra queste, gli insegnati selezionati dal progetto hanno scelto
quelle che desideravano svolgere come esperimenti sul campo in classe.
Gli esperimenti sono stati poi valutati per
determinare cosa riesce a motivare sia gli insegnanti che gli studenti. Gli
insegnanti hanno quindi sviluppato queste idee in classe, con l´aiuto di una
rete che li collegava ai ricercatori di kidsInnscience e a insegnanti esperti.
Il consorzio kidsInnscience unisce ricercatori di
università e istituti di ricerca, che hanno esperienza in nuovi metodi nel
campo dell´istruzione scientifica. L´ue ha fornito 999 224 euro di
finanziamenti del bilancio totale del progetto.
Dopo quattro anni di attività, il progetto si
concluderà alla fine dell´estate del 2013. I paesi partner intendono però
continuare a sostenere l´approccio all´insegnamento stimolante della scienza.
Per maggiori informazioni, visitare:
Kidsinnscience
http://www.Kidsinnscience.eu/
Scheda informativa del progetto
http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/93876_it.html
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L’UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA FORMA IL PROFESSIONISTA DEL TERZO SETTORE L’ATENEO MILANESE, IN COLLABORAZIONE CON CGM, LANCIA IL CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN ECONOMIA CIVILE E NON PROFIT. DOMANDE ENTRO L’11 SETTEMBRE. |
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Milano, 9 luglio 2013 – L’università di Milano-bicocca
lancia un corso di perfezionamento in Economia Civile e Non profit: cultura e
governance dell’impresa sociale, per formare professionisti in ambito sociale
ed economico che operino nel Terzo settore. Il corso di perfezionamento è
organizzato dall’Ateneo milanese in collaborazione con il Consorzio nazionale
della cooperazione sociale Gino Mattarelli (Cgm) che raggruppa circa 77
consorzi locali e 1100 cooperative sociali in tutta Italia.
Negli ultimi mesi si è sviluppata anche la collaborazione con la Sec, Scuola di
Economia Civile (Sec), nata nel 2013 per promuovere i principi e i fondamenti
del paradigma economico e relazionale dell´economia civile tra le classi
dirigenti di organizzazioni, imprese e pubbliche amministrazioni
Operare nel sociale non è solo un´attività tecnica
competente, ma un´azione di politica sociale a sostegno delle politiche sociali
degli enti pubblici. Proprio per questo,
il corso di perfezionamento si rivolge sia a giovani laureati che
desiderano completare la propria formazione per operare nel Terzo Settore, sia
a persone che già hanno maturato un’esperienza lavorativa e che vogliono
approfondire le loro competenze sulla gestione delle organizzazioni non profit,
in particolare delle associazioni e delle Ong e delle cooperative sociali.
Il corso di perfezionamento in Economia Civile e non
Profit mira quindi a offrire competenze specifiche sulle tematiche
dell´economia civile e degli aspetti gestionali relativi alle Organizzazioni
Non Profit (area amministrativa e gestionale, area giuridico amministrativa,
area progettuale e area delle risorse umane).
Il corso prevede una frequenza a settimane alterne
nelle giornate di venerdì e sabato, da novembre 2013 fino a luglio 2014, per un
totale di 192 ore complessive.
Al termine è prevista la possibilità di svolgere uno
stage presso le imprese di economia civile, di economia di comunione e le
organizzazioni del Terzo settore appartenenti alla rete dei consorzi Cgm.
Il costo di iscrizione è di 1.600 euro e le domande di
ammissione vanno presentate online entro 11 settembre 2013.
Maggiori informazioni sono disponibili cliccando qui.
Http://economiacivilebicocca.weebly.com/index.html
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ASI POTENZA, ATTIVATA CONVENZIONE CON L’UNIVERSITÀ DI BASILICATA |
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Potenza, 9 luglio 2013 - Il Consorzio Asi di Potenza
ospiterà attività di tirocinio di formazione ed orientamento su tematiche di
grande interesse.
L’ente per la promozione industriale ha infatti
attivato una convenzione con l’Università degli Studi della Basilicata - Centro
di Ateneo Orientamento Studenti - che consentirà a tre tirocinanti di entrare
in contatto con importanti settori di attività del Consorzio quali bonifica e
tutela ambientale, reti e impianti di trattamento, gestione dei servizi
industriali.
Lo stage formativo - spiega una nota - durerà due anni e si terrà presso la sede
consortile nella zona industriale di Tito ove saranno resi disponibili, oltre
all’attrezzatura informatica e alla necessaria documentazione tecnica, anche il
supporto e l’assistenza di funzionari dell’Ente.
“L’asi non dovrà sostenere alcuna spesa riguardo al
progetto - evidenzia il Commissario Salvatore - se non quella relativa alle
misure di tutela dei tirocinanti e della logistica, come previsto da
convenzione, che è ben poca cosa a fronte dei benefici che certamente potranno
derivare dal confronto con competenze fresche e motivate”. Obiettivo del
processo formativo è la conoscenza diretta del mondo del lavoro.
“La scelta del Consorzio di cogliere questa
interessante opportunità - sostiene ancora Salvatore - di intesa con l’Ateneo
di Basilicata, si allinea perfettamente con la volontà di “esternare” e rendere
sempre più palesi e visibili le attività e il lavoro svolto dall’Ente che, da
parte sua, - è bene ancora sottolineare - non potrà che uscirne “arricchito”
grazie all’apporto delle nuove conoscenze portate in dote dagli stessi
tirocinanti”.
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FORMAZIONE IN LIGURIA: BORSE EROGATE AL 100% DEGLI AVENTI DIRITTO, GRAZIE AI CONTROLLI CHE HANNO SCOVATO I FURBETTI, DA LUNEDÌ VIA ALLE DOMANDE PER LE RICHIESTE DELLE BORSE DI STUDIO UNIVERSITARIE |
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Genova, 9 luglio 2013 - A partire da lunedì 8 luglio
gli studenti universitari genovesi e degli Istituti per l´alta formazione
artistica, musicale e coreutica che si iscrivono all´anno accademico 2013-2014
potranno fare domanda per le borse di studio universitarie. I vincitori del
bando avranno diritto ad una borsa di studio in servizi per l´alloggio e la
ristorazione ed economica. Lo ha comunicato venerdì 5 luglio mattina
l´assessore regionale al bilancio e alla formazione, Pippo Rossetti, insieme al
direttore dell’Arssu, l’azienda regionale per i servizi scolastici e
universitari, Roberto Dasso.
Le borse andranno da un minimo di 951 euro, più un
pasto gratuito al giorno per chi ha un reddito Isee compreso tra 13.652 e
16.382 euro ed è uno studente residente nel Comune di Genova, fino ad un
massimo di 5.053 euro per chi ha un reddito fino a 10.923 uro ed è uno studente
fuori sede. Inoltre non dovranno pagare la tassa regionale per il diritto allo
studio e le tasse universitarie per la frequenza. Ammontano a 7,6 milioni di
euro le risorse economiche messe a disposizione di cui 2 milioni provenienti
dal Ministero dell´Università e della Ricerca, 5 milioni provenienti dalla
Regione Liguria e 600mila euro dal bilancio Arssu.
Grazie all´attività di controllo che Arssu effettua su
tutti i vincitori di borsa di studio è stato possibile revocare, lo scorso
anno, 290 borse di studio su il totale di 2.808 vincitori, per un risparmio
complessivo di 602.879 euro. "Il controllo capillare che viene effettuato,
grazie anche all´accordo con l’Agenzia delle Entrate, ha portato al recupero
delle borse conseguenti – spiega Rossetti – e permesso così l’erogazione della
borsa al 100% dei vincitori, attribuendola così a chi ne ha veramente diritto".
Molteplici le novità del bando: tra cui la possibilità
di scegliere tra residenze universitarie e residenze convenzionate. Lo studente
che opterà per la residenza convenzionata avrà a disposizione un voucher di
198,70 euro pari al contributo di affitto che Arssu eroga agli studenti
vincitori di borsa di studio che non trovano posto nelle residenze Arssu.
"Si tratta di un´iniziativa che si lega alla nuova normativa sul diritto
allo studio universitario – spiega Roberto Dasso – abbiamo cercato strutture
che hanno standard qualitativi idonei all´accoglienza degli studenti
universitari e le abbiamo convenzionate. Siamo in trattativa con strutture
presenti nelle città che ospitano corsi di laurea dell´Università di Genova, in
modo da poter ampliare la nostra offerta di alloggi e combattere anche la piaga
dell’affitto in nero". I vincitori della borsa di studio, se lo vorranno,
potranno anche fare richiesta di un
prestito monetario, grazie alla convenzione tra Arssu e Fondazione Carige, a
cui non sarà applicato alcun tasso di interesse. Il prestito potrà variare da
un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 2.500, in funzione della richiesta
dello studente e il rimborso avverrà sulla base di un piano di rientro
concordato con il ragazzo o la ragazza, attraverso rate mensili, per un periodo
di restituzione non superiore agli 8 anni. L´inizio della restituzione dovrà
avvenire entro e non oltre due anni dal conseguimento della laurea.
La domanda di borsa di studio può essere fatta solo on
line, attraverso il sito dell´Arssu (www.Arssu.liguria.it. A partire dall´8
luglio sarà attivo anche un call center (numero verde 840848038) dal lunedì al
venerdì dalle 9 alle 12 e il martedì e il mercoledì anche dalle 14.30 alle 16.
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BOOKCITY MILANO 2013 BOOKCITY PER LE SCUOLE LE SCUOLE PER MILANO |
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Milano, 9 luglio 2013 - Dopo il successo dello scorso
anno torna Bookcity Milano. Città del libro e della lettura, manifestazione
promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, insieme a
Fondazione Rizzoli Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione
Arnoldo e Alberto Mondadori e Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri.
In questa seconda edizione, che si svolgerà dal 21 al
24 novembre 2013, Bookcity inaugura l´iniziativa Bookcity per le scuole. Le
scuole per Milano affinchè gli studenti delle scuole dell´infanzia, primarie e
secondarie di I grado e delle secondarie di Ii grado di Milano e provincia,
diventino protagonisti attivi della manifestazione.
Sul sito www.Bookcitymilano.it sono stati presentati
112 progetti di editori, associazioni culturali e professionisti del mondo del
libro dedicati alle scuole; nello specifico:
4 progetti per le scuole dell´infanzia;
65 per le scuole primarie e secondarie di I grado;
43 per le scuole secondarie di Ii grado;
L´offerta contempla laboratori, concorsi, corsi di
scrittura, visite guidate alle redazioni e altre iniziative legate al mondo
dell´editoria e della lettura.
La chiusura delle iscrizioni ha registrato un grande
successo: le scuole che hanno richiesto la partecipazione sono 220 per un
totale di oltre 900 classi iscritte.
Le attività inizieranno dopo il 15 settembre.
Per informazioni: www.Bookcitymilano.it
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DA NATURE RICONOSCIMENTO ALLA VALENZA DELLE RICERCHE DELL’ISTITUTO OFFICINA DEI MATERIALI DEL CNR |
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Trieste, 9 luglio 2013 - Il gruppo editoriale Nature ha pubblicato
on-line ( http://www.Natureasia.com/en/publishing-index/global/ ) la classifica
2012 delle istituzioni scientifiche mondiali valutate in base alle
pubblicazioni apparse lo scorso anno su riviste del gruppo Nature. Tra le prime
200 in graduatoria, l´unica istituzione italiana presente a metà classifica,
precisamente alla 95sima posizione, è il
Cnr, con 26 dei suoi Istituti. Tra
questi, primo per la valenza del suo contributo scientifico, l’Istituto
Officina dei Materiali - Iom, fiore all’occhiello dell’Area Science Park di
Trieste, specializzato in nanotecnologie
e innovazione nelle tecnologie convergenti. Allo Iom triestino vengono
sviluppate ricerche di alto livello di carattere multidisciplinare, in cui
fisica, chimica, biologia e medicina si incontrano per sviluppare nuove
soluzioni. “E’ un riconoscimento autorevole che ci fa molto piacere – dichiara
il direttore Alberto Morgante - segno della buona salute scientifica del nostro
Istituto, nonostante tutte le difficoltà che la ricerca italiana e il Cnr
attraversa in questi anni”.
Lo Iom conta un centinaio di addetti tra ricercatori, docenti universitari, dottorandi
e borsisti, con sede principale a Trieste e altre sedi a Cagliari, Perugia e
Grenoble (Fr). L’istituto è responsabile della gestione di una buona parte
delle attività del Cnr presso le grandi infrastrutture di ricerca italiane ed
europee nel campo della fisica della materia. Le ricerche sviluppate si
focalizzano su temi rilevanti, quali i
materiali ibridi, la superconduttività, le proprietà fondamentali di strutture
quali il Dna, che necessitano dello studio incrociato di fenomeni fisici,
chimici e biologici.
Lo Iom è il perno intorno al quale Area Science Park
sta sviluppando il progetto Open Lab dedicato ai materiali, settore nel quale
il parco scientifico vanta forti competenze anche grazie al laboratorio di luce
di sincrotrone Elettra. Quella degli
Open Lab è un’esperienza attuata con successo in altri Paesi. Si tratta di
strutture all’interno delle quali convivono gruppi di ricercatori provenienti
da campi applicativi diversi, in cui si genera una fertilizzazione incrociata
di idee e progetti, di interesse sia per centri di ricerca pubblici che per le
aziende private. Nell’open Lab, infatti, sono disponibili elevato know how
scientifico e tecnologico dei ricercatori e strumentazione all’avanguardia
utili a sviluppare innovazioni.
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IL PREMIO NOBEL PER LA CHIMICA 2010 EI-ICHI NEGISHI GIOVEDI 11 LUGLIO ALL’UNIVERSITÀ DI PAVIA |
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Pavia, 9 luglio 2013 -
Il premio Nobel per la chimica 2010, Ei-ichi Negishi, sarà a Pavia
giovedì 11 luglio, un’occasione straordinaria per studenti e dottorandi del
dipartimento di chimica e dell’Università, che potranno ascoltare dal vivo lo
scopritore della reazione di Negishi. La giornata pavese del premio Nobel
inizierà alle ore 11 in aula Foscolo, dove il Rettore Angiolino Stella gli
consegnerà, a nome dell’intera comunità accademica, la medaglia Voltiana.
Quindi il prof Negishi terrà una conferenza sul tema Magical Power of
Transition Metals in Catalyzing Cross-coupling Chemical Reactions. Nel
pomeriggio alle ore 18, al collegio Borromeo si terrà un incontro con gli
alunni del collegio e con i dottorandi di chimica dell’Università.
Programma:
11.00 - Benvenuto del Magnifico Rettore e
consegna della Medaglia Voltiana;
11.15 - Magical
Power of Transition Metals in Catalyzing Cross-coupling Chemical Reactions -
Conferenza del Prof. Ei-ichi Negishi - (Purdue University);
18.00 - Incontro degli Studenti del Collegio Borromeo
e dei Dottorandi di Chimica dell´Università di Pavia con il Prof. E. Negishi.
Ei-ichi Negishi è un chimico giapponese, nasce nel
1935 a Changchun, città successivamente passata alla Cina, ma all´epoca della
sua nascita possedimento nipponico.Studia presso le Università di Tokyo e
Pennsylvania Si specializza nel 1963 all´Università della Pennsylvania, e in
seguito diviene docente alla Università Purdue, nell´Indiana, Stati Uniti. È
noto per la scoperta della reazione chimica, conosciuta come reazione di
Negishi, o "accoppiamento di Negishi," una particolare reazione di accoppiamento ossidativo incrociato in
chimica organica, che coinvolge una miscela organica, un organico di alogenuri e nichel o
Palladio catalizzatore, che ha consentito di realizzare
composti maggiormente complessi Nel 2010 vince il premio Nobel per la Chimica, assieme a
Richard Heck e Akira Suzuki, per i suoi studi sul palladio come catalizzatore
nei processi chimici.Le reazioni chimiche premiate hanno in comune il fatto che riescono a
"modellare" un materiale fondamentale come il carbonio utilizzando il
palladio. Grazie ad esse è possibile ottenere materiali complessi,
confrontabili a quelli inventati dalla natura. Per questa ragione le scoperte
dei tre Nobel premiati sono state fondamentali per costruire materiali come la
plastica, o farmaci come antinfiammatori o antitumorali.
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RICERCA UNIVERSITARIA E IMPRENDITORIALITÀ DALL’INCUBATORE UNIVERSITARIO FIORENTINO NASCONO CINQUE NUOVI SPIN OFF E SETTE PROGETTI DI IMPRESA |
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Firenze, 9 luglio 2013 - E’ possibile pensare ad una promozione
turistica personalizzata che abbia il suo punto di forza nel paesaggio? Come
divulgare la scienza coniugando Ict (Information Communication Technology)
strategie di comunicazione e marketing? Con quali strumenti è possibile
favorire un processo partecipativo su scelte urbanistiche? Si possono fare
dialogare i vari software di ditte e aziende evitando duplicazioni di dati e
lavoro? Come progettare strumenti ecografici utili al campo biomedico e
adattabili al controllo di qualità in campo industriale?
Una ricerca di avanguardia capace di sfidare il mondo
del lavoro. E’ la scommessa dell’Università di Firenze che prosegue e
moltiplica le sue attività per il trasferimento dell’innovazione, con lo scopo
di creare nuove imprese da idee e oggetti di studio e promuovere
l’imprenditorialità dei giovani.
Cinque nuovi spin off sono stati presentati nella giornata organizzata a Palazzo Fenzi da
Csavri - il Centro di Servizi di Ateneo per la valorizzazione della Ricerca e
la gestione dell’Incubatore Universitario Fiorentino (Iuf), struttura che da
più di due anni opera presso il polo scientifico di Sesto Fiorentino nella
fornitura di servizi di formazione, consulenza e supporto logistico ai gruppi
di ricerca dell’Università che aspirano a trasformarsi in impresa.
Le nuove aziende sono Paesaggio &Sviluppo; Mhc
Progetto Territorio; Surf-it; Terza Cultura; X-phase. Nascono da vari settori,
dall’urbanistica all’architettura del paesaggio, dall’ingegneria informatica a
quella elettronica, per finire alla divulgazione e promozione della cultura
scientifica in musei, riserve naturali e poli tecnologici. Ad esse si
affiancano altri sette nuovi progetti di impresa che cominciano il loro
percorso nell’Incubatore Universitario per diventare veri e propri spin off.
Nell’incontro - aperto dai saluti di Anna Benvenuti,
direttore del Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo
(Sagas) che ha ospitato la manifestazione, e dall’introduzione del presidente
di Csavri e prorettore al trasferimento tecnologico Marco Bellandi - è stato
anche illustrato il progetto “Impresa Campus Unifi” che mette insieme le
competenze dell’Incubatore Universitario e i servizi di orientamento al lavoro
dell’Ateneo per cercare e valorizzare le idee imprenditoriali di studenti,
laureati e dottori di ricerca. Alla tavola rotonda conclusiva “Cantieri Iuf
2013 per la cultura imprenditoriale giovanile” hanno partecipato Paola
Lucarelli, responsabile accademico del Servizio di orientamento al lavoro e job
placamento e del progetto Job-in-lab, Francesca Cima di Italiacamp Toscana e
Enzo Argante di Nuvola verde.
"L´attività dell´Università di Firenze sul fronte
della promozione dell´impresa che nasce dalla ricerca universitaria continua
intensa grazie all´Incubatore Universitario Fiorentino - ha dichiarato Marco
Bellandi - e con quelli presentati oggi siamo a 19 spin-off che escono dalla
pre-incubazione Iuf. L´occasione di stamani è stata utile - ha continuato
Bellandi - per discutere con interlocutori nazionali, come Italiacamp e Nuvola
Verde, di impresa giovanile universitaria, e quindi per lanciare il progetto
´Impresa Campus Unifi´. Questo mette insieme le competenze di Iuf e dei servizi
di orientamento al lavoro di ateneo (la sezione Ojp di Csavri) per cercare e
valorizzare le idee imprenditoriali di studenti, laureati recenti e dottori di
ricerca".
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PARTONO IN VENETO I CAMPI AVVENTURA DI PROTEZIONE CIVILE PER RAGAZZI. |
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Venezia, 9 luglio 2013 - Sono prossimi a prendere il
via in Veneto i Campi Avventura di Protezione Civile dedicati ai ragazzi veneti
da 7 a 17 anni, organizzati e finanziati dalla Regione, su proposta
dell’assessore Daniele Stival, per avvicinare le giovani generazioni alla
cultura e conoscenza della protezione civile, dando loro una formazione
conoscitiva di base nel corso di una settimana di vita in comune accompagnati
da esperti e volontari del settore.
I “Campi” si terranno tra luglio e inizio agosto in
tre sessioni. Si comincia in provincia di Vicenza, alla Base Scout Ugo
Ferrarese di Costigliola, dove da domenica prossima si ritroveranno una
quarantina di ragazzi tra 10 e 13 anni selezionati nelle scuole del Veneto.
Per mercoledì prossimo 10 luglio, con ritrovo alle ore
10.30 in Contrada Parlati nel Comune di Recoaro Terme è stata organizzata una
conferenza stampa con visita successiva alla frana del Monte Rotolon, alla
quale parteciperanno l’assessore regionale alla Protezione Civile Daniele Stival,
autorità locali, i ragazzi partecipanti e gli esperti che gestiscono il
“Campo”.
“La frana del Rotolon – ricorda Stival – è stato uno
dei punti più critici e preoccupanti in occasione delle alluvioni che hanno
colpito recentemente il Veneto. Vederla da vicino, istruiti dagli esperti e dai
volontari, sarà per i ragazzi particolarmente significativo e istruttivo per
capire toccando con mano la fragilità di un territorio e i problemi che ne
possono derivare per la sicurezza delle popolazioni”.
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UE, AMBIENTE: COME UTILIZZARE IL FOSFORO IN MODO PIÙ EFFICIENTE E CREARE OPPORTUNITÀ DI RICICLAGGIO? |
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Bruxelles, 9 luglio 2013 -
La Commissione annuncia l´avvio di una consultazione
pubblica su come utilizzare il fosforo in maniera più sostenibile. Il fosforo è
ampiamente utilizzato in agricoltura poiché è un componente essenziale dei
concimi e dei mangimi animali, ma è una risorsa che non può essere sostituita.
Le riserve limitate, la volatilità dei prezzi e gli alti livelli di spreco
destano serie preoccupazioni per il costo e la disponibilità degli
approvvigionamenti futuri di fosforo nell’Unione europea e nel mondo.
Nella consultazione la Commissione chiede pareri su
come garantire che le future generazioni possano usufruire delle riserve di
fosforo e su come ridurre al minimo gli effetti secondari indesiderati di
questo elemento chimico sull´ambiente. Il deflusso del fosforo dai terreni
agricoli ai corsi d´acqua, per esempio, può provocare un aumento della crescita
delle piante acquatiche e delle alghe, un fenomeno noto come
"eutrofizzazione".
Janez Potočnik, Commissario per l’Ambiente, ha
dichiarato: "Stiamo sprecando questa preziosa risorsa e ne stiamo facendo
un agente inquinante. Un uso più efficiente del fosforo permetterà di ridurre
l´impatto sull’ambiente e di migliorare la sicurezza di approvvigionamento. È
inoltre possibile creare nuove opportunità economiche nel settore del
riciclaggio."
Scopo della consultazione è di aprire un dibattito
sull´uso del fosforo e sulle modalità per renderne più efficiente l´impiego. La
comunicazione non è stata elaborata in vista di una specifica normativa sul
fosforo, ma invita le istituzioni europee e tutte le parti interessate a
presentare le loro osservazioni in merito.
La comunicazione suggerisce una serie di opzioni tese
a migliorare l’attuale situazione, ad esempio utilizzare i fertilizzanti e i
mangimi in modo più mirato, ridurre l’erosione del suolo e favorire il
riciclaggio del fosforo ricavato dal letame, dalle acque reflue e dal concime
organico. Gli interessati sono invitati a riflettere sulle possibili iniziative
da intraprendere per promuovere il recupero del fosforo da altre fonti, quali i
generi alimentari e i rifiuti biodegradabili.
La consultazione sollecita inoltre pareri su come
affrontare il problema della domanda e dell´offerta, come gestire il rischio di
contaminazione del suolo e quali tecnologie o innovazioni promuovere per
migliorare l’uso sostenibile del fosforo.
Prossime tappe -
Il Parlamento europeo, il Consiglio e le altre
istituzioni europee, i cittadini, le autorità pubbliche, le Ong e le imprese
possono contribuire con le loro osservazioni fino al 1º dicembre 2013. La
Commissione analizzerà i contributi nel corso del 2014 e integrerà i risultati
della consultazione nei settori pertinenti, dalla politica agricola alle
attività relative alle materie prime passando per le risorse idriche e i
rifiuti.
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FVG, AMBIENTE: 2,47 MLN. EURO PER PROGRAMMA 2013 MANUTENZIONI CORSI D´ACQUA |
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Trieste, 9 luglio 2013
- La Giunta regionale, su proposta
dell´assessore all´Ambiente e alle Politiche per la
Montagna Sara
Vito, ha approvato il 5 luglio il programma annuale
2013 degli
interventi di sistemazione/realizzazione di opere
idrauliche e
delle manutenzioni ordinarie degli alvei dei corsi
d´acqua del
territorio regionale.
Il programma 2013 deliberato oggi prevede un impegno
finanziario
pari a 2,476 milioni di euro, per un complesso di 14
interventi,
di cui cinque nel Pordenonese ed in provincia di Udine
e due
ciascuno nelle aree provinciali di Gorizia e Trieste.
In via prioritaria gli interventi inseriti nel
programma 2013
vengono concentrati sul completamento di opere
spondali di difesa
già esistenti e sulle manutenzioni maggiormente utili
per
contrastare situazioni di potenziale danno, mentre i
nuovi
interventi di sistemazione idraulica sono correlati a
situazioni
di dissesto che possono andare ad incidere sulle opere
idrauliche.
Dunque, come ha sottolineato l´assessore Vito, i
lavori previsti
andranno a riguardare "manutenzioni
ordinarie" con lavori di
pulizia degli argini ed il ripristino della
funzionalità
idraulica dei corsi d´acqua, nonché attività "di
manutenzione e
realizzazione di opere idrauliche" per il
ripristino di difese
esistenti o realizzazione di nuove, con la contestuale
asportazione del materiale ghiaioso presente nel letto
del fiume.
Tra gli interventi più cospicui, i lavori urgenti di
sistemazione
idraulica del Livenza in corrispondenza del centro di
Sacile, la
ricalibratura ed alcune manutenzioni straordinarie sul
torrente
Alba ad Andreis, alcuni interventi manutentivi sui
torrenti
Ellero, Chiarò e Grivò nei territori di Cividale,
Faedis,
Moimacco, Remanzacco e Torreano, numerose manutenzioni
ordinarie
degli argini, delle sponde e degli alvei dei torrenti
Natisone,
Malina e Torre sul territorio di una decima di Comuni
dell´area.
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INQUINAMENTO ACQUE SUPERFICIALI IN UNA TRENTINA DI COMUNI VENETI ATTIVATA DIREZIONE PREVENZIONE, GIA’ ASSUNTE MISURE. ISS RASSICURA SU RISCHIO PER PERSONE”. IN ITINERE INFORMATIVA ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA |
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Venezia, 9 luglio 2013 - Le acque superficiali di una
trentina di Comuni veneti, principalmente della provincia di Vicenza, e di
quelle limitrofe di Padova e Verona, sono interessate da livelli di
inquinamento di diversa entità da
sostanze perfluoro-alchiliche (Pfoa), composti utilizzati principalmente per
rendere resistenti ai grassi e all’acqua vari materiali come tessuti, tappeti,
carta, rivestimenti per contenitori di alimenti.
Lo ha evidenziato una campagna di misurazioni
effettuata dal centro Nazionale delle Ricerche in accordo con il Ministero
dell’Ambiente.
L’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, non
appena informato, ha immediatamente attivato i tecnici del dipartimento
regionale prevenzione che hanno richiesto un parere all’Istituto Superiore di
Sanità sulle possibilità di rischio per la popolazione.
E’ in itinere una dettagliata informativa all’autorità
giudiziaria competente e sono già stati attivati i controlli di competenza
dell’Arpav.
“L’iss – informa Coletto – ha rassicurato sull’assenza
di un rischio immediato per la popolazione, ma a scopo cautelativo ha
consigliato l’adozione di misure di trattamento delle acque potabili per
l’abbattimento delle sostanze in questione e di prevenzione e controllo delle
filiera idrica delle acque destinate al consumo umano nei territori
interessati”.
Dopo una serie di incontri con tutti gli Enti
coinvolti, è stata decisa l’adozione di misure atte a ridurre nell’immediato il
potenziale rischio per la popolazione:
• è stata data
indicazione agli Enti gestori di installare sistemi di trattamento delle acque
per l’abbattimento sostanziale delle concentrazioni degli inquinanti presenti.
• è stata
valutata, laddove possibile l’adozione di approvvigionamenti tramite reti acquedottistiche
collaterali
• è stata
messa a punto una metodica di analisi e concordato con gli Enti gestori e con
le Aziende Ulss interessate un piano di campionamento delle acque potabili in
diversi punti di uscita dell’acqua dai pozzi.
La situazione è monitorata a livello delle Aziende
Ulss coinvolte (5 Ovest Vicentino, 6 di Vicenza, 17 di Este, 20 di Verona e 21
di Legnago) ed ha un coordinamento regionale ed un supporto a livello centrale
da parte dei Ministeri interessati e dell’Istituto Superiore di Sanità.
I dati che si riferiscono alle acque superficiali
riguardano 4 aree geografiche ubicate nei territori di competenza delle Ullss 5
Ovest Vicentino, 6 di Vicenza, 17 di Este, 20 di Verona e 21 di Legnago.
A) il bacino dell’Adige e del suo affluente Alpone-chiampo,
b) l’area del vicentino a nord dell’autostrada
costituita principalmente dalla Valdagno (Valdagno e Trissino) e la parte alta
della valle del Chiampo (Arzignano);
c) il bacino del Bacchiglione che include Schio, la
Valdastico e la città di Vicenza;
d) l’area a sud dell’autostrada racchiusa tra l’Adige
e i colli Berici ed Euganei, dove è ubicato lo scarico di un collettore
consortile. Questo collettore trasferisce i reflui depurati di cinque
depuratori (Trissino, Arzignano, Montecchio, Montebello e Lonigo, per un totale
circa 2.300.000 abitanti equivalenti) nel canale Fratta-gorzone all´altezza di
Cologna Veneta, in prossimità della confluenza nel Fratta-gorzone del canale
irriguo L.e.b. Che garantisce il carico idraulico adeguato. Il canale
Fratta-gorzone, attraversa quindi le provincie di Padova e Venezia, e
confluisce nel fiume Brenta in località Punta Gorzone a sud di Chioggia, prima
della foce presso Cà Pasqua.
I bacini dell’Adige-chiampo, del Bacchiglione e
dell’Agno a nord dell’autostrada sono meno inquinati con concentrazioni massime
di Pfoa < 100 ng/L. A sud dell’autostrada, invece, nel bacino di Agno e
Fratta Gorzone, anche a monte dello scarico del collettore succitato, sono
state misurate concentrazioni di Pfoa molto elevate, spesso superiori a 1000
ng/L, che destano una certa preoccupazione dal punto di vista ambientale, pur
considerando che i corpi idrici in esame hanno ridotta portata e sono già sottoposti
ad un carico antropico e industriale molto elevato.
La concentrazione di queste sostanze nelle acque
potabili campionate da punti di erogazione pubblici e privati ha evidenziato
concentrazioni variabil.
Anche in questo caso la maggior parte delle acque
campionate nei bacini dell’Adige (riva destra) e del Bacchiglione (incluso
Vicenza) non presentano quantità rilevabili di queste sostanze, mentre nel
bacino di Agno-fratta Gorzone vi sono concentrazioni crescenti da nord a sud,
che raggiungono valori di Pfoa (sostanze perfluoro – alchiliche) superiori a
1000 ng/L.
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TERREMOTO, ROSSI SCRIVE AI PARLAMENTARI TOSCANI: “LAVORIAMO INSIEME PER UNA BUONA RICOSTRUZIONE” |
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Firenze, 9
luglio 2013 – Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha scritto una
lettera ai parlamentari toscani di tutti gli schieramenti per proporre loro
un’azione congiunta a favore delle popolazioni toscane della Lunigiana e della
Garfagnana colpite dal recente terremoto dello scorso 21 giugno.
“C’è bisogno – scrive Rossi – di un intervento
importante di ricostruzione che consenta alle famiglie di ritornare in case
sicure e di mettere in sicurezza gli edifici pubblici danneggiati, incluse le
chiese. Per questo vi propongo di collaborare con la Regione Toscana per
chiedere al Governo di mettere in atto un intervento analogo per tipologia,
strumenti e adeguatezza a quello attuato per il terremoto in Emilia Romagna,
Veneto e Lombardia nel maggio 2012.”
Il presidente ricorda poi che dopo quel sisma il
Governo emanò il Decreto Legge 74/2012 che dettava un’articolata disciplina di
interventi per la ricostruzione, l’assistenza alle popolazioni e la ripresa
economica nei Comuni delle diverse province colpite dal terremoto.
Non soltanto fu disposto lo spostamento dei termini
per il pagamento delle tasse, ma fu anche costituito presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri un Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal
sisma nel quale sono confluiti 500 milioni di euro derivanti dal temporaneo
aumento dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sul gasolio. Si è previsto
che quel fondo fosse implementato di circa 1,5 miliardi di euro grazie a
risorse provenienti dal Fondo di solidarietà dell’Unione Europea e alle somme
derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti
politici e con quota parte delle riduzioni di spesa previste dal decreto sulla
Spending Review.
“Fatte le dovute differenze fra i due eventi –
conclude la lettera del presidente Rossi – relative ai danni alle cose e alle
persone, credo che dobbiamo chiedere al Governo di assumere anche per la
Lunigiana e la Garfagnana quel modello di intervento adeguato alla gravità e
vastità del sisma che ha colpito la Toscana. Nei prossimi giorni avanzerò
formalmente questa proposta al Governo e spero di poter approfondire con il
presidente Letta la fattibilità e i dettagli di un simile intervento. Mi auguro
di poter contare sul vostro appoggio e sulla vostra fattiva collaborazione per
questo obiettivo che, credo, rappresenti una giusta e adeguata risposta alle
popolazioni toscane colpite dal sisma”.
In questi giorni la Protezione civile regionale,
insieme a quella nazionale, sta provvedendo alla quantificazione dei danni che
non sono affatto definiti e stabilizzati giacché le scosse continue e minori
dello sciame sismico ancora in corso stanno continuando a produrre effetti
disastrosi sulle strutture.
Rossi ricorda infine che il decreto del 2012 dettava
una serie di disposizioni circa la ricostruzione e la riparazione delle
abitazioni e immobili privati, un piano di interventi urgenti per il ripristino
degli immobili pubblici e in materia di edilizia scolastica, le detrazioni
Irpef per le spese di ricostruzione edilizia, norme per la realizzazione dei
lavori con specifiche tecniche per evitare le infiltrazioni mafiose in detti
lavori. Il decreto prevedeva poi una serie di interventi a favore degli enti
locali (come l’alleggerimento degli obiettivi del patto di stabilità interno),
interventi per le imprese e strumenti di sostegno al lavoro e interventi in
materia ambientale.
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LOMBARDIA: STANZIATI 12 MLN PER RISANAMENTO OLONA NEL 2014 PARTIRANNO I LAVORI |
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Milano, 9 luglio 2013 - Regione Lombardia ha stanziato 11.817.692
di euro a copertura degli interventi per il
risanamento del
fiume Olona: fondi già disponibili per gli enti
incaricati di
provvedere alla realizzazione delle opere. ´Sono già state
firmate tutte le convenzioni con i soggetti attuatori
- dichiara
l´assessore regionale all´Ambiente, Energia e Sviluppo
Sostenibile Claudia Maria Terzi - tanto che sono stati
liquidati
648 mila euro per gli acconti delle progettazioni, che
sono in
gran parte in fase preliminare se non definitiva e
dovrebbero
essere pronte tra la fine di quest´anno e l´inizio del
prossimo.
Se tutto prosegue senza intoppi, nella seconda metà
del 2014
dovrebbero partire buona parte dei cantieri´.
Fognature E Depuratori Da Ammodernare - ´Il fiume -
spiega
l´assessore - è in queste condizioni soprattutto a
causa
dell´inadeguatezza delle reti fognarie e dei
depuratori. Le
opere finanziate da Regione Lombardia con quasi 12
milioni di
euro (che si aggiungono ai 9,5 milioni già spesi negli
anni
scorsi) contribuiranno a migliorare la situazione, ma
è
indispensabile che il territorio si impegni a
rinnovare gli
impianti del servizio idrico´. Per questo, secondo
l´assessore, ´fa ben sperare la recente approvazione
del Piano
d´Ambito dell´Ato di Varese, che dovrebbe consentire,
presumibilmente entro la fine del 2013, di utilizzare
le risorse
previste per iniziare l´ammodernamento degli impianti
di
depurazione. Inoltre, finalmente si potrà contare su
una
gestione maggiormente capace di presidiare la qualità
e
completezza del servizio. Le azioni previste da
Regione
serviranno infatti a ben poco se non verranno
accompagnate dalla
realizzazione di un efficiente sistema di
collettamento e
depurazione delle acque fognarie che porti a eliminare
a monte
il problema. E questo sistema, per forza di cose,
devono essere
i comuni a realizzarlo´.
Già Spesi 9,5 Milioni - Dall´avvio nel 2002
dell´attuazione
dell´Accordo di Programma Quadro del Bacino dell´Olona
sono
stati cofinanziati molti interventi e relativi allo
sviluppo
delle infrastrutture del servizio idrico integrato:
´Queste
azioni - continua l´assessore - hanno riguardato la
rete
fognaria e di collettamento e gli impianti di
depurazione. In
totale sono stati investiti 9,5 milioni: non tutto è
terminato,
ma è stato dato un significativo contributo alla
riduzione
dell´afflusso di scarichi non depurati´. Nel frattempo, lo
scorso maggio sono stati avviati lavori per avere una
nuova,
aggiornata e dettagliata mappa di fognature, punti di
malfunzionamento e scarichi industriali che
interessano il
bacino del fiume Olona: ´Entro luglio - conclude Terzi
-
contiamo di aver completato la raccolta dei dati, poi
ci vorrà
qualche
mese per elaborarli´. |
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VENDOLA: "RIFIUTI E SOCIETÀ DEL RECUPERO. OCCORRE SALTO CULTURALE IMPORTANTE" |
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Bari, 9 luglio
2013 - “Noi stiamo andando in una direzione veramente rivoluzionaria. Ci stiamo
avviando cioè verso la società della sostenibiltà ambientale, una società che
diminuisce la produzione dei rifiuti e che inizia a considerare il rifiuto,
piuttosto che un problema, una risorsa economica, un veicolo di sviluppo e di
ricchezza. Pensiamo alla differenza con il passato, quando i rifiuti erano
inquinamento, affarismo e talvolta addirittura ecomafia”.
Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi
Vendola intervenendo questo pomeriggio a Bari alla Terza Conferenza
programmatica “Verso l´approvazione definitiva del Piano Regionale Gestione
Rifiuti Urbani”.
“Occorre un
salto culturale molto importante – ha aggiunto Vendola - immaginare cioè che si
possa andare verso la società del recupero, che il rifiuto è fatto di tante
materie che, nel riciclo e nel recupero, possono diventare buona economia, che
possono sortire la nascita di nuove filiere produttive. Ecco questo significa
avviarsi verso la società della sostenibilità ambientale”.
Secondo il Presidente della Regione “per raggiungere
gli obiettivi per cui la raccolta differenziata diventa ricchezza per il
territorio, bisogna non solo completare l’impiantisca, per esempio per quanto
riguarda il trattamento dell’umido, ma bisogna anche stimolare il sistema
d’impresa a mettere in piedi una filiera aziendale del riciclo di materia, fare
intendere quanto sia rilevante il business possibile”.
“Per noi oggi la partita è quella che finalmente ci
libera dal cappio di piccoli appalti municipali, quelli che impediscono di far
partire la raccolta differenziata come scelta strategica di tutto il
territorio” ha spiegato Vendola che ha voluto anche ricordare la data del 1
gennaio del 2014, data dalla quale “i cittadini meno faranno raccolta
differenziata e più pagheranno ecotassa”.
Per quanto riguarda invece il ruolo dei Comuni nella
raccolta differenziata, Vendola ha ricordato la presenza “di strumenti
normativi nuovi che costringono i Comuni a mettersi insieme e ad organizzare la
raccolta e lo smaltimento dei rifiuti su ambiti più larghi e meno vincolati a
stili localistici di governo”.
“Credo – ha concluso Vendola - che la Puglia in questi
anni sia riuscita a non vivere le giornate di vergogna che altrove in Italia si
sono vissute e anzi, la Puglia è stata persino in grado di esprimere
solidarietà a quelle regioni, come la Campania, che vivevano una drammatica e
catastrofica crisi dei rifiuti”.
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GARA PER REALIZZAZIONE BACINO LAMINAZIONE DI CALDOGNO. CONSORZIO VENETO PRIMO TRA LE 15 OFFERTE PERVENUTE: CONTE |
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Venezia, 9 luglio 2013 - “La conclusione della
procedura per l’assegnazione dell’appalto è un ulteriore, importantissimo passo
in avanti sulla strada della realizzazione del bacino di espansione di Caldogno
e l’inizio dei lavori sta per diventare finalmente una realtà”. E’ il commento
dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte alla conclusione del lavoro
della commissione giudicatrice che ha stilato la graduatoria delle imprese
partecipanti al bando di gara per il bacino di laminazione sul torrente Timonchio.
“Si tratta di una delle opere più attese per la
riduzione del rischio idrogeologico – spiega l’assessore – e per questo è
importante che si parta quanto prima con questo intervento che contribuirà a
restituire tranquillità ai cittadini, alle famiglie e alle aziende dell’area
berica che hanno patito in questi ultimi anni danni considerevoli e momenti di
grande paura”.
L’importo complessivo dell’appalto è di oltre 25
milioni di euro e l’obiettivo dell’intervento è quello di ridurre le portate di
massima del Timonchio, aumentando il grado di sicurezza idraulica a Vicenza.
“Questo intervento andrà quindi ad aggiungersi a tutti
quelli che in questi ultimi due anni – conclude Conte – siamo riusciti a
realizzare, nonostante gli intoppi di carattere burocratico e i condizionamenti
sul piano economico. La difesa idraulica resta infatti una delle priorità della
Regione”.
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RACCOLTA DIFFERENZIATA, COMUNI RICICLONI: RESTANO DELLE CRITICITÀ CHE LA REGIONE ANCORA NON AFFRONTA COL PIGLIO ENERGICO DOVUTO |
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Potenza, 9 luglio 2013 - In riferimento al dato che
anche i Comuni di Banzi, Genzano, Palazzo S. Gervasio, Oppido, Montemilone e
Forenza saranno premiati da Legambiente a Roma per l’annuale concorso dei
‘Comuni ricicloni’ avendo raggiunto lusinghiere percentuali del 70 per cento,
il consigliere regionale del Pdl, Leonardo Giordano, già commissario
straordinario dell’Atoo 2 Rifiuti di Matera (2009-2010) e sindaco del primo
Comune ad aver avviato la raccolta differenziata spinta in Basilicata,
Montalbano Jonico, afferma “questa notizia, unitamente alla partenza del quarto
Comune lucano, Pisticci, non può che farci piacere e gratificarci ”.
“Restano però – sottolinea Giordano - delle criticità
che la Regione ancora non affronta col piglio energico dovuto, vale a dire,
compensare e premiare i ´Comuni ricicloni´ per contribuire ad abbattere i costi
in più di questo servizio, soprattutto, in relazione all’abbandono su suolo
pubblico di rifiuti da parte dei cittadini riottosi alla raccolta
differenziata. E’ un dato fisiologico e strutturale – evidenzia il consigliere
- che, però ripetendosi, sia pure nella misura di poche decine di cittadini,
giorno dopo giorno, ha l’effetto di produrre piccole discariche a cielo aperto
la cui bonifica rappresenta dei costi per l’amministrazione”.
“Vi è poi – continua Giordano - la cosa più
importante: non esistono impianti di compostaggio per il trattamento dell’umido
in Basilicata, per cui i Comuni si rivolgono fuori regione a costo maggiore. Si
autorizzano ampliamenti di discariche, si vogliono autorizzare trasformazioni
di cementiere in bruciatori e non si apre ancora un impianto di compostaggio
nella Regione che mena vanto sulla tutela dell’ambiente. Nel metapontino il
‘Progetto – Pilota’ approvato nel 2004 che doveva essere gestito dalle allora
Comunità montane e che poi fu assegnato al Comune di Bernalda quale Comune
capofila giace nei cassetti inattuato, in quanto non si è voluto rimodularlo
fornendo ai Comuni che avevano avviato la differenziata ‘porta a porta’,
Bernalda, Montescaglioso, Policoro e Tursi, almeno le attrezzature ed i
materiali, quali buste per l’umido e contenitori condominiali o per gli
esercizi commerciali. Nel 2010 – ricorda Giordano - si decise di concentrare
tutte queste risorse su un impianto di compostaggio comprensoriale, ma a
distanza di tre anni nulla è stato fatto. Premiamo i Comuni volenterosi –
conclude Giordano - come ‘Comuni ricicloni’, ma bocciamo le inadempienze della
Regione”.
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CLASSIFICA LEGAMBIENTE, ZAIA: IL RICONOSCIMENTO È UN PREMIO AI VENETI E AL VENETO. SIAMO UN MODELLO A LIVELLO NAZIONALE |
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Venezia, 9 luglio 2013 - “Il riconoscimento di
Legambiente testimonia ancora una volta l’efficienza delle amministrazioni
della nostra regione nella gestione della raccolta differenziata. Non si tratta
solo di un semplice attestato di buon governo, ma rappresenta un premio ai
veneti che negli anni hanno saputo rispettare le regole e fare un vero e
proprio salto di qualità nella raccolta dei rifiuti, diventando un esempio e un
modello a livello nazionale”.
Così il presidente Luca Zaia commenta il rapporto di
Legambiente sui Comuni ricicloni che vede il Veneto tra le Regioni più
virtuose.
“In Veneto siamo stati tra i primi a partire con la
raccolta differenziata e non è stato sicuramente facile né per i cittadini, né
per le amministrazioni. Non è stato solo un cambiamento di regole, ma un vero e
proprio salto culturale. I veneti e gli Enti locali hanno risposto con grande
senso di responsabilità, accettando la sfida e dimostrando che facendo squadra
si possono raggiungere risultati in termini di efficienza ed efficacia. La
nostra capacità di riciclare è un modello e un esempio per chi, in giro per
l’Italia, non adotta ancora il nostro sistema”.
“Il mio grazie – conclude il Presidente – va ai nostri
amministratori e soprattutto ai nostri cittadini che con il loro comportamento
virtuoso ci hanno permesso di raggiungere questo importante riconoscimento”.
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GIUNTA CAMAPANIA, I PROVVEDIMENTI. APPROVATE DUE PROPOSTE DI LEGGE SUI RIFIUTI |
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Napoli, 9 luglio 2013 - Si è riunita a palazzo Santa
Lucia la Giunta regionale della Campania presieduta da Stefano Caldoro.
Su proposta dell’assessore all’Ambiente Giovanni
Romano sono state approvate due proposte di legge sui rifiuti, una relativa al
riordino del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati, l’altra
sull’adozione di misure straordinarie per la prevenzione e la lotta al fenomeno
dell’abbandono e dei roghi di rifiuti.
Sempre su proposta di Romano, è stato prorogato al 31
dicembre 2013 il termine per la presentazione dell’autodenuncia necessaria a
regolarizzare la realizzazione di derivazioni abusive da corpi idrici
sotterranei e superficiali.
Su proposta dell’assessore al Turismo Pasquale Sommese
sono state prorogate al 30 settembre le gestioni commissariali degli Enti
provinciali per il Turismo e delle Aziende di Cura e Soggiorno.
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MILANO: CONSIGLIO COMUNALE. APPROVATO IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO DI AMSA |
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Milano, 9 luglio 2013 - Il Consiglio Comunale ha approvato, con 27
voti favorevoli e 12 contrari, il Piano economico finanziario di Amsa. Grazie a
un lavoro congiunto dell’Amministrazione e della società, è stato possibile
risparmiare, per il 2013, circa un milione di euro sui costi per “Servizi
Continuativi e programmabili”, passati da quasi 279 a 278 milioni di euro.
Il risparmio riguarda principalmente la raccolta e lo
smaltimento dei rifiuti (si passa da 127,9 milioni nel 2012 a 125,5 per il
2013) e l’ulteriore sconto “una tantum” accordato dalla società, a seguito
delle richieste che l’Amministrazione ha fatto alle aziende titolari di grandi
contratti con il Comune di Milano (da 500mila a 1,8 milioni).
Alla riduzione complessiva del costo base si
accompagna, inoltre, il miglioramento di alcuni servizi, come, ad esempio, il
potenziamento per la pulizia di strade ed aree verdi in zone particolarmente
sensibili (da 142,4 a 145 milioni).
Infine, a causa della fine dei contributi governativi
Cip 6 il totale dei costi, compresi i conguagli, risulta essere di 286 milioni
di euro: il Comune di Milano, infatti, dovrà coprire le risorse mancanti per un
ammontare di 18 milioni di euro.
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RIFIUTI, GIUNTA CAMPANIA APPROVA PROPOSTA DI LEGGE PER RIORDINO SISTEMA GESTIONE |
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Napoli, 9 luglio 2013 - “L´approvazione da parte della
Giunta regionale della proposta di legge per il riordino del sistema gestionale
dei rifiuti rappresenta il punto di partenza del processo di riordino
dell´intero ciclo. Essa trasferisce ai Comuni la competenza esclusiva
gestionale di tutte le parti del sistema, dal prelievo e trasporto dei rifiuti
al loro smaltimento finale, così come ha stabilito definitivamente la normativa
statale. Ma la delibera varata oggi rappresenta anche un passaggio fondamentale
verso la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori dei Consorzi.”
Così l´assessore all´Ambiente di Palazzo Santa Lucia
Giovanni Romano, che illustra le caratteristiche principali contenute della
proposta di legge.
“Si propone – dice Romano - di suddividere il
territorio regionale in 7 Ambiti Territoriali Ottimali: 4 di questi Ato
coincidono con i confini amministrativi delle Province di Avellino, Benevento,
Salerno e Caserta. Per la provincia di Napoli, il cui bacino di utenza è
nettamente più vasto, in attesa della definizione dell´Area Metropolitana, è
stata prevista la suddivisione del territorio in tre Ato, ognuno dei quali
costituisce un bacino di circa un milione di abitanti. All´interno di ogni Ato
è stata poi operata una ulteriore suddivisione in base alle peculiarità
territoriali e sono stati individuati 35 Sistemi Territoriali Operativi (Sto),
aree geografiche omogenee per quantitativi di rifiuti prodotti, densità
abitativa, caratteristiche morfologiche e possibilità di utilizzo degli
impianti. I Comuni, dunque, svolgeranno le funzioni di organizzazione del
servizio loro attribuite dalla legge, in forma obbligatoriamente associata:
toccherà alle Conferenze d´Ambito (enti di governo degli Ato) pianificare il
servizio, attuarlo e determinare la tariffa. I Comuni dovranno rispettare una
tempistica molto stringente per decidere l´adozione della soluzione
organizzativa ritenuta più idonea ed afficace.
“Per quanto riguarda il personale, la legge prevede il
divieto di procedere a nuove assunzioni per lo svolgimento del servizio di
gestione dei rifiuti fino al completo
reimpiego delle unità dei Consorzi di Bacino. Il personale, oltre ai normali
servizi di raccolta, può anche essere utilmente
impiegato per l’assolvimento dei compiti di vigilanza ambientale, di prevenzione
del fenomeno di abbandono incontrollato di rifiuti, di controllo della qualità
del servizio e di gestione degli impianti a supporto del ciclo, con particolare
riferimento ai centri di raccolta, agli impianti di valorizzazione delle
diverse frazioni merceologiche e di trattamento della frazione organica. Questa
norma necessita di un sostegno normativo nazionale anche per consentire
l´accesso alla cassa integrazione straordinaria per quel personale che, per
effetto delle disfunzioni degli ultimi dieci anni, oggi non è stabilmente
impegnato in attività operative. Abbiamo già avviato con il ministero
dell´Ambiente una intensa interlocuzione per raggiungere tale obiettivo e
confidiamo molto sulla sensibilità e l´attenzione del ministro Orlando.
"E´ una ipotesi di legge regionale che, in
coerenza con la normativa statale sulle competenze e sui servizi pubblici
locali, lascia ai Comuni la massima libertà di organizzazione del ciclo, senza
imporre modelli calati dall´alto e rispettando la forte eterogeneità
territoriale della Regione. Occorre però rispettare i tempi stabiliti per le
decisioni e la conclusione dei processi amministrativi e, nello stesso tempo,
rispettare gli obiettivi posti dalla legge in materia di raccolta
differenziata, riduzione dei rifiuti, riutilizzo e miglioramento della qualità
delle raccolte per ridurre le quantità da smaltire. Sotto questo punto di
vista, l´autonomia decisionale dei sindaci deve necessariamente coniugarsi con
il principio della responsabilità istituzionale considerato che i Comuni, per
legge, sono gli unici soggetti preposti a gestire tutte le fasi del ciclo”,
conclude l’assessore.
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PUGLIA, CONFERENZA PIANO RIFIUTI: OBIETTIVI PIÙ VICINI DOPO MODIFICA GOVERNANCE |
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Bari, 9 luglio 2013 - “La sintesi del nostro disegno
di gestione dei rifiuti urbani sta in quella che abbiamo indicato nel piano
come ´la società del riciclo´. Al centro della scommessa di questo piano c´è,
come è facile immaginare, l´annosa questione di un corretto approccio al tema a
partire, come spesso dico, dal sacchetto di casa nostra. Gli obiettivi dei
precedenti piani di gestione dei rifiuti della nostra regione non sono stati
del tutto centrati per una serie di fattori. Oggi quei target sono più vicini
perché non vengono solo fissati su carta ma condivisi con enti territoriali e
portatori di consenso. Inoltre preventivamente all´adozione del Piano abbiamo
modificato la governance dei processi gettando le basi per una valorizzazione
dei soggetti territoriali. Abbiamo ridotto gli Organi di Governo d´Ambito dai
vecchi 16 Ato agli attuali 6 Oga, delegando loro i servizi “capital intensive”,
come gli impianti tanto per fare un esempio. Infine abbiamo introdotto gli Aro,
Ambiti di Raccolta Ottimale, superando il concetto “municipale” di gestione dei
servizi di spazzamento, raccolta e trasporto (“labour intensive”) e
connettendoli a carte dei servizi e convenzioni di funzionamento dei nuovi
soggetti omogenee su tutto il territorio regionale. Anche qui, mi permetterete
di sottolineare, l´obiettivo era di ragionare in termini di regione, creando
soggetti di gestione, a costo zero per la parte pubblica, su territori con
caratteristiche comuni. L´obiettivo è quello di ottenere servizi omogenei,
costi livellati, performance meno discontinue da Cagnano Varano a Santa Maria
di Leuca”. Così l´Assessore alla Qualità dell´Ambiente Lorenzo Nicastro ha
introdotto i lavori della Terza Conferenza Programmatica “Verso l´approvazione
definitiva Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani”. “Il tema dei rifiuti è uno
di quei temi che necessita di un salto culturale per intravedere una soluzione
concreta. E questo salto culturale non è soltanto nella differenziazione dei
rifiuti o nella corretta gestione dei processi: prima ancora di questo – ha
proseguito Nicastro - è il salto culturale di attori che si riconoscono parte
di un tutto e si assumono il proprio ruolo, consapevoli che un meccanismo così
complesso non può che funzionare con tutti gli ingranaggi che girano a dovere.
A questo punto concedetemi di essere brutalmente franco: il salto culturale qui
è la scelta di non fare politica con i rifiuti, di focalizzare l´obiettivo e di
raggiungerlo tutti insieme onorando i ruoli istituzionali e le funzioni che la
nuova governance assegna. Al netto dei localismi, delle aspirazioni politiche
dei singoli, delle mille questioni che dovremo affrontare quello che conta è
accettare la sfida di una Regione che, lo dico con orgoglio anche per conto di
chi all´interno dell´Assessorato quotidianamente lavora su questi temi,
nonostante le difficoltà quotidiane non ha mai vissuto, né rischia di vivere
nel futuro, emergenze come quelle che spesso abbiamo visto in altri contesti
del nostro Paese”.
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TERRA DEI FUOCHI, CAMPANIA: PROPOSTA DI LEGGE RISPOSTA CONCRETA PER CONTRASTARE IL FENOMENO |
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Napoli, 9 luglio 2013 - “Il disegno di legge sulla
prevenzione e la lotta al fenomeno incontrollato dell´abbandono dei rifiuti e
alla pratica dei roghi illegali è frutto di un lavoro congiunto
dell´Assessorato all’ Ambiente della Regione Campania con il vice prefetto
Cafagna (incaricato del ministro dell´Interno per la “Terra dei Fuochi”) e con
il Comitato Terra dei Fuochi.”
Così l´assessore all´Ambiente della Regione Campania
Giovanni Romano, commentando l´approvazione della delibera contenente la
proposta di legge.
“Il testo – ha aggiunto Romano - contiene le prime
misure straordinarie per la prevenzione e la lotta al fenomeno dell’abbandono e
dei roghi di rifiuti finalizzate ad una maggiore tutela della salute dei
cittadini della Regione Campania e ad
un’ adeguata tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico.
“Le misure previste – ha evidenziato l´assessore
regionale - riguardano, in particolare, l´istituzione presso i Comuni del
catasto delle aree interessate da abbandono e rogo di rifiuti; l’ esclusione,
la decadenza e la revoca da benefici, erogazioni e finanziamenti in caso di
condanna per i reati connessi ai fenomeni in questione; il censimento dei siti
di stoccaggio rifiuti; la raccolta, la messa in sicurezza, la prevenzione
dell’abbandono e del deposito incontrollato di rifiuti contenenti amianto;
l´attività di sorveglianza ambientale volontaria e le limitazioni per industrie
insalubri.
“Il disegno di legge segue lo stanziamento di cinque
milioni di euro per sostenere le azioni delle comunita´ locali per contrastare
il fenomeno attraverso azioni finalizzate a migliorare il controllo del
territorio e a prevenire i roghi. La Regione dimostra, concretamente, di voler
affrontare l´illegalità, anche per via normativa e nei limiti delle proprie
competenze, combattendo le azioni criminali che compromettono la sicurezza e la
salute dei cittadini e danneggiano consistentemente l´economia regionale di
zone vocate alla produzione agricola di qualità”, ha concluso Romano.
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DEPURATORE TRENTO 3: APPROVATO IL PROGETTO DEL PRIMO LOTTO |
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Trento, 9 luglio 2013 - "Un passaggio
significativo ed importante, da una parte perché implica un nuovo impegno
economico a favore di imprese ed aziende, dall´altra perché conferma l´impegno
della pubblica amministrazione in un settore importante, nel quale le
caratteristiche di sicurezza e adeguatezza ambientale trovano risposte".
Così Mauro Gilmozzi, assessore all´urbanistica, enti locali, personale, lavori
pubblici e viabilità sottolinea la decisione dell´Agenzia provinciale per le
opere pubbliche che ha adottato la determinazione di approvazione del progetto
definitivo del primo lotto del nuovo depuratore Trento 3 e di rettifica della
strada statale 12 dell´Abetone e del Brennero. L´importo complessivo dei lavori
è di 105 milioni di euro. Nei prossimi mesi l´Agenzia per gli appalti
provvederà ad emanare il bando di gara; l´aggiudicazione dell´opera è prevista
per la metà del prossimo anno, l´inizio dei lavori a fine 2014.
Il progetto definitivo approvato del nuovo impianto di
depurazione giunge a compimento di un complesso iter progettuale che ha portato
alla ripetuta rivisitazione delle varie soluzioni sviluppate, che ha visto
l’iniziale proposta di costruzione dell’impianto in zona arginale dell’Adige,
poi un’ipotetica soluzione in galleria ed infine la versione attuale che prevede
la collocazione in prossimità della parete rocciosa della Vigolana,
adeguatamente discosta da questa e protetta contro le cadute di massi.
Contestualmente si rende necessaria la rettifica di un tratto della S.s. 12 in
località Acquaviva.
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto
atto al trattamento biologico di chiarificazione con sistemi ad alto rendimento
dei liquami provenienti dalla fognatura civile a servizio di un bacino di
utenze comprendenti i Comuni di Aldeno, Besenello, Calliano, Cimone, Garniga,
Trento e parte di Villa Lagarina per una potenzialità complessiva di 300 mila
abitanti equivalenti.
Per motivi di carattere economico, il progetto è stato
suddiviso in 2 lotti funzionali: il primo, prevede l’esecuzione di tutte le
linee di trattamento biologico per 150.000 Ae (cioè le utenze attualmente
servite dall’impianto di Trento Sud, Calliano, Besenello, Aldeno, Cimone e
Garniga), comprensivo comunque dei comparti relativi ai digestori dei fanghi ed
il gasometro, che non possono essere frazionati. Il secondo lotto, che si
svilupperà nella parte settentrionale dell’area, prevederà infine il
completamento dei comparti di trattamento biologico al servizio di Trento Nord.
Il progetto recentemente approvato riguarda dunque il primo lotto di
intervento.
L’impianto sorgerà ad un distanza di circa 40 metri
dal piede della montagna con realizzazione, alle spalle dello stesso, di un
tomo di protezione dalla caduta di massi e conseguente spostamento verso ovest
di un tratto di circa 850 metri della S.s. 12, parallela al sedime ferroviario,
per creare lo spazio necessario al posizionamento della struttura
dell’impianto. E’ prevista inoltre la costruzione di un ulteriore manufatto,
rappresentato da una stazione di sollevamento in località “Acquaviva” di
Mattarello, sul territorio del Comune di Trento e di una batteria di tubazioni
che da questo punto recapitano le acque reflue all’impianto di depurazione.
La stazione di sollevamento si colloca nel territorio
del Comune di Trento mentre il nucleo principale dell’impianto di depurazione è
ubicato in un’area individuata come in località “Boschi spessi”, in parte
inserita in area cave e in parte in incolto improduttivo.
Dal punto di vista tecnico, il depuratore è costituito
da una struttura in cemento armato, di sviluppo planimetrico di 250 x 80 metri,
completamento coperto e mascherato dalla presenza di un tomo che si erge al di
sopra di esso mimetizzandolo, costruito con intenti protettivi contro la caduta
di massi.
Dal punto di vista biologico, l’impostazione generale
della filiera depurativa, progettata con i più recenti criteri dimensionali,
prevede i comparti di pre-trattamento, denitrificazione,
ossidazione-nitrificazione, sedimentazione finale, defosfatazione in linea,
filtrazione, stabilizzazione del fango, sviluppati su due linee. La portata
idraulica media trattata è pari a 2.000 mc/ora, con punte in occasione di
piogge intense fino a 6.000 mc/ora.
La particolarità dell’impianto di depurazione di
Trento 3 riguarda la completa stabilizzazione anaerobica dei fanghi di supero,
con accumulo del biogas per uno sfruttamento in un impianto di cogenerazione
con restituzione in rete di Mt dell’energia elettrica. E´ stata calcolata una
capacità di produzione di biogas pari a ben 165 Nmc/ora per la configurazione
ridotta al solo primo lotto e di 331 Nmc/ora per la configurazione finale. E’
presente un impianto di riscaldamento, impianti di aerazione e climatizzazione
e deodorizzazione delle zone coperte. Particolare attenzione è stato infine
posta all’isolamento acustico dei comparti dei compressori, principali
responsabili di emissione rumorose.
L’appalto, esperito sulla base di un progetto
definitivo redatto internamente al Servizio Opere Ambientali dell´Agenzia
Provinciale per le Opere Pubbliche, ha per oggetto la progettazione esecutiva
nonché la realizzazione dei lavori per un importo complessivo di euro
105.000.000, suddivisi in euro 89.196.408,32 per lavori a base d´asta e
comprensivi dei costi della sicurezza (e al netto di Iva) e in euro 15.803.591,68
per le somme a disposizione dell´amministrazione (per pagamento espropri,
allacciamenti vari, sondaggi geologici, oneri fiscali dei lavori).
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PROVINCIA DI PARMA, PIÙ DIFFERENZIATA MENO RIFIUTI PUBBLICATI I DATI ARPA CHE PREMIANO QUESTO TERRITORIO. CASTELLANI È IL RISULTATO DI ANNI DI IMPEGNO |
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Parma, 9 luglio 2013 – E’ il risultato di 10anni di
impegno”. Così Giancarlo Castellani commenta i dati Arpa sulla raccolta
rifiuti, classifica da cui risulta che Parma è la prima Provincia nella
raccolta differenziata e la seconda per minor produzione di rifiuti.
“ Siamo soddisfatti di aver conquistato due podi molto
importanti – dice l’assessore all’Ambiente della Provincia di Parma Giancarlo
Castellani – queste prime posizioni sono il frutto di un lavoro di lunga lena
attuato negli anni con i Comuni e coordinato dal nostro ente attraverso il
Piano provinciale rifiuti in cui sono contenute le azioni che via via abbiamo
promosso. Ma non ci fermiamo qui, ora l’obiettivo è raggiungere il 70% nella
differenziata, un obiettivo possibile per un territorio virtuoso come il nostro
che non deve prendere su questa materia lezioni da altri territori, solo
continuare il processo che può fare leva sulla nostra maturità”.
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RIFIUTI: DATI LEGAMBIENTE SU COMUNI RICICLONI E ANALISI ISPRA CONFERMANO TREND POSITIVO IN CAMPANIA GRAZIE A RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 43% E QUANTITATIVI DI PRODUZIONE RIDOTTI DI OLTRE 100MILA TONNELLATE ANNUE |
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Napoli, 9 luglio 2013 - "I dati diffusi oggi da Legambiente
sui Comuni ricicloni e l´analisi ufficiale dell´Ispra sono lo specchio del
miglioramento della performance della Campania in tema di raccolta
differenziata e di minimizzazione dei rifiuti a monte.
I risultati sono l´effetto del grande impegno della
Regione: grazie allo stanziamento di 50 milioni di euro per i Piani comunali di
raccolta differenziata, siamo al 43% di media nel 2012 e le stime dicono che
entro la fine dell´anno raggiungeremo il 50%; gli incentivi pari a 7 milioni di
euro assegnati alle Province per l´attività di riduzione rifiuti hanno invece
consentito una riduzione annua della produzione di rifiuti globale pari a
100mila tonnellate. I dati confermano che ci poniamo di molto al di sopra
rispetto alle altre regioni del Centro-sud e ci avviciniamo agli standard delle
regioni del Nord Italia."
Così l´assessore all´Ambiente della Regione Campania
Giovanni Romano, commentando ieri il risultato regionale in termini di raccolta
differenziata e il rapporto Ispra.
Analisi In Punti Del Rapporto Ispra Rifiuti 2013 -
Produzione -
Nel 2011 la diminuzione dei rifiuti urbani prodotti in
Italia è pari al 3,4%; tale tendenza è confermata anche per il 2012, con una
diminuzione di circa il 5%. La diminuzione è dovuta al trend degli indicatori
socio-economici, prodotto interno lordo e consumi delle famiglie, dai sistemi
di raccolta differenziata e/o con tariffazione puntuale, dalla riduzione della
quota relativa ai rifiuti assimilati a seguito di gestione diretta dei privati
e azioni di riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte a seguito di
specifiche misure di prevenzione a livello regionale.
Per la Regione Campania la diminuzione della
produzione dei rifiuti è calcolata in circa 140.000 tonnellate in meno per il
2011(-5,3%) e stimano ulteriori 100.000 tonnellate in meno anche per il 2012
(-5%); tale diminuzione è confermata anche per l´anno in corso;
La raccolta differenziata -
La raccolta differenziata cresce a livello nazionale
dal 35% del 2010 a quasi il 38% del 2011, incremento confermato anche per il
2012 pari al 40% e tendenza in aumento confermata per 2013.
La Regione Campania conferma il trend di crescita
della raccolta differenziata con il 38% in media nel 2011, il 42% relativo al
2012 e anche i primi dati relativi al 2013 confermano circa il 50% di media.
In particolare a livello provinciale si registra per
l´anno 2012 il 62% per la provincia di Benevento, il 55% per Salerno ed il 52%
per la provincia di Avellino. Tali incrementi sono confermati in aumento anche
per il 2013.
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