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Notiziario Marketpress di Lunedì 25 Novembre 2013
UE, VICE PRESIDENE TAJANI: IL CONTO ALLA ROVESCIA PER IL LANCIO DEL PRIMO SATELLITE COPERNICO È INIZIATO  
 
Bruxelles, 25 novembre 2013 - A Roma il 22 novembre la Commissione europea vicepresidente Antonio Tajani ha presentato Sentinel-1a, il primo satellite del programma Copernico Ue che volerà nello spazio. Il satellite è stato assemblato a Roma e presto sarà trasportato a Cannes per i test pre-lancio. Il lancio sarà probabilmente terrà in aprile o maggio del 2014 su un razzo Soyuz dallo spazioporto europeo nella Guyana francese. Una volta che è operativo, Sentinel 1A sarà orbita intorno alla terra in orbita bassa (ad un´altitudine di circa 700 km) e fornirà continua, sistematica, imaging radar altamente affidabile della Terra. Essa opererà giorno e notte, spazzando l´intero globo, masse di imaging, le zone costiere e le rotte di navigazione ad alta risoluzione. Vedere attraverso il buio, la pioggia e le nuvole, sarà monitorare ghiaccio marino e l´ambiente artico; sondaggio marino-fuoriuscite di petrolio, e di rilevare le navi nelle zone costiere per la sicurezza marittima, aiutando a prevenire incidenti in barca tragici come quello al largo dell´isola di Lampedusa. Sarà anche stimolare la crescita del settore dei servizi di osservazione, di contribuire al monitoraggio del clima, oltre a fornire supporto in situazioni di emergenza e di crisi. Liberare tutto il potenziale di Copernico. Sistema di osservazione della Terra Copernico dell´Europa è già in parte operativo - soprattutto attraverso i dati acquisiti da missioni satellitari esistenti e sensori a terra, in mare e in aria - e sta già fornendo il mondo con grandi benefici. Quando Typhoon Haiyan ha colpito le Isole Filippine 8 novembre th , il servizio di gestione delle emergenze Copernico è stato attivato immediatamente e consegnato le mappe di valutazione primi danni . Tuttavia, tutti i vantaggi di Copernico saranno raggiunti solo con l´ impiego di satelliti Copernicus dedicati che forniranno, osservazioni spaziali sistematici affidabili per tutti i suoi servizi. Come parte del programma, sei famiglie delle missioni satellitari dedicati, le cosiddette sentinelle, saranno lanciati tra il 2014 e il 2021. Ognuno fornirà diversi tipi di osservazioni per servire le esigenze dei vari servizi di informazione Copernico e la vasta comunità di utenti di dati interessate, come l´emergente settore dei servizi di osservazione europea. La prima delle missioni satellitari, Sentinel-1 sarà anche migliorare sensibilmente la nostra capacità di individuare le navi nelle zone costiere perché sarà vedere le navi in ogni momento: con pioggia, nuvole e oscurità. I vantaggi derivanti da un vero e proprio programma operativo, Copernicus al 2030 sono stimati in alcune 30000000000 € . Il potenziale di mercato a valle fatturato stimato attribuibile al Copernico è prevista per € 1,8 miliardi dal 2030. Un certo numero di settori non spaziali potranno beneficiare di Copernico, compreso il trasporto di acqua, petrolio e gas, l´assicurazione non vita, la produzione di energia rinnovabile e l´agricoltura ( Ip/13/1067 ). Sentinel-1 per vedere attraverso il buio e le nuvole. La prima missione Copernicus, Sentinel-1 è composto da una costellazione di due satelliti in orbita polare, Sentinel e Sentinel-1a-1b, che condividono lo stesso piano orbitale e di operare giorno e notte, eseguendo la cosiddetta Synthetic Aperture Radar Imaging. Dopo il lancio di Sentinel-1a previsto nella primavera del 2014, Sentinel-1b dovrebbe seguire a fine 2015. Il vantaggio di immagini radar, rispetto ai sensori ottici che alcuni altri satelliti utilizzano, è il seguente: Usando frequenze delle microonde, i satelliti radar possono vedere attraverso le nuvole e tempeste , acquisendo le immagini indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Un sensore radar svolge la propria sorgente di illuminazione, sotto forma di onde radio trasmesse da un´antenna. Ciò significa che il radar può essere utilizzato con eguale efficacia in qualsiasi momento del giorno e della notte. Sentinel-1 servizi comprenderanno applicazioni quali: Monitoraggio zone di ghiaccio sul mare e l´ambiente artico, Sorveglianza dell´ambiente marino, tra cui-fuoriuscite di petrolio e l´individuazione delle navi per la sicurezza marittima, Monitoraggio dei rischi di movimento della superficie terrestre, Mappatura delle superfici terrestri: foreste, dell´acqua e del suolo (ad esempio per l´agricoltura sostenibile), Mappatura a sostegno dell´aiuto umanitario in situazioni di crisi, Monitoraggio del clima. Sentinel-1 prodotti dati saranno messi a disposizione sistematicamente e gratuitamente a tutti gli utenti di dati, tra cui il pubblico in generale, gli utenti scientifici e commerciali. Dati radar saranno consegnati entro un´ora di accoglienza per Near Real-time (Nrt) risposta alle emergenze. La preparazione per il lancio. Sentinel-1a è un prodotto della cooperazione tra diversi partner. Come con tutte le Sentinelle, è l´Agenzia spaziale europea (Esa), che ha sviluppato esso, incluso il design e gli appalti. Thales Alenia Space Italia è il prime contractor per il satellite, utilizzando una vasta gamma di subfornitori industriali per i singoli componenti. Dopo il recente successo delle prove ali solari e l´integrazione della grande antenna radar, la fase di produzione del satellite Sentinel-1a è completa (a parte un componente opzionale, il cosiddetto Payload Optical Communication). Il satellite sarà presto trasportato a Thales Alenia Space a sito Cannes, in Francia, dove verrà sottoposto ad un test funzionale molto approfondita e test ambientali e regime recensione. Al termine della fase di test, il satellite sarà trasferito al sito di lancio di Kourou, nella Guyana francese. Dopo la cosiddetta campagna di preparazione di lancio di Kourou, sarà Arianespace, che lancerà su un razzo Soyuz dallo spazioporto europeo nella Guyana francese, prevista per aprile-maggio 2014. E sarà ancora una volta l´Esa che commissionare per la piena operatività ed eventualmente operare a nome dell´Unione europea. Informazioni di base: che cosa è Copernico? Il programma di osservazione della Terra Copernicus è un insieme complesso di sistemi che raccoglie informazioni provenienti da più fonti: i satelliti di osservazione della Terra, così come, sensori aerei e marittimi a terra. Si integra ed elabora tutte queste informazioni, fornendo agli utenti informazioni affidabili e aggiornate attraverso una serie di servizi relativi a questioni ambientali e di sicurezza. I suoi servizi si rivolgono sei aree tematiche : terrestri, marini, atmosfera, cambiamenti climatici, gestione delle emergenze e della sicurezza. Questi servizi sono forniti da operatori assunti dalla Commissione, e supportano una vasta gamma di applicazioni, tra cui la tutela dell´ambiente, la gestione delle aree urbane, la pianificazione regionale e locale, l´agricoltura, la silvicoltura, la pesca, la salute, i trasporti, il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile, civile protezione e turismo. Due dei sei servizi Copernico, il servizio di gestione delle emergenze e il servizio di controllo del territorio sono già stabiliti ed operativa, l´atmosfera ed i servizi di monitoraggio dell´ambiente marino passerà alla modalità operativa nel primo trimestre del 2015. Il servizio di monitoraggio cambiamenti climatici, così come il servizio di sicurezza seguiranno più tardi. Maggiori informazioni sul sito web Copernico a: http://copernicus.Eu    
   
   
COMONEXT: D-ORBIT, LO SPAZZINO SPAZIALE TRA LE 100 AZIENDE PIÙ INNOVATIVE AL MONDO. D-ORBIT VOLA NELLO SPAZIO TEST IN ORBITA PER IL “CERVELLO” DEL DISPOSITIVO BREVETTATO DALL’AZIENDA ITALIANA  
 
Como, 25 novembre 2013 - Il 21 Novembre 2013 dal cosmodromo di Yasny, nella regione dell’Orenburg in Russia alle ore 7:10 locali, è stato lanciato, attraverso il vettore russo ucraino Dnepr, Alice-2 il “cervello” del dispositivo di de-orbiting realizzato da D-orbit Srl. La società, con sede in Italia e negli Stati Uniti, sviluppa un dispositivo che offre agli operatori satellitari la possibilità di estendere la vita operativa dei propri satelliti consentendone, al termine della missione, una rimozione sicura, veloce e controllata, evitando che diventino ”space debris”. L’aumento sistematico della concentrazione di oggetti non più operativi attorno alla Terra mette pericolosamente a rischio lo sviluppo futuro delle attività nello spazio e pone tutta la società in pericolo a causa di possibili rientri incontrollati sulla Terra. Oggi, essendo l’attività di D-orbit volta a contenere il fenomeno degli space debris, insieme ad Alice-2 vola nello spazio il concetto di sostenibilità e di preservazione dello spazio per le future generazioni. Da questa mattina tutto il team monitora ininterrottamente l’avanzamento delle operazioni e attende di ricevere i primi risultati della missione di Alice-2. Quella di oggi è una tappa importante che facilita l’ingresso del dispositivo di D-orbit nel mercato, che garantisce un accesso pulito e sicuro allo spazio.  
   
   
UE, PERICOLI ONLINE: SONDAGGIO SULL’IMPATTO DELLA CRIMINALITÀ INFORMATICA  
 
Bruxelles, 25 novembre 2013 - Gli internauti dell’Ue sono molto sensibili al problema della sicurezza informatica, secondo un sondaggio Eurobarometro pubblicato il 22 novembre. A ritenere che il rischio di cadere vittima della cibercriminalità sia aumentato nell’ultimo anno è ben il 76% degli intervistati, una percentuale più elevata rispetto a quella rilevata da un’indagine simile del 2012. Il 12% degli internauti ha già subito la violazione del proprio profilo su un social network o della propria casella di posta elettronica da parte di hackers. Anche se il 70% degli internauti dell’Ue si reputa in grado di usare internet per effettuare operazioni bancarie o acquisti online, solo il 50% circa sceglie effettivamente di farlo. Questo notevole divario mostra l’impatto negativo della criminalità informatica sul mercato unico digitale: le due principali preoccupazioni per chi svolge queste attività online riguardano l’abuso dei dati personali e la sicurezza dei pagamenti online (rispettivamente secondo il 37% e il 35% degli intervistati). “Questo sondaggio mostra l’impatto devastante della cibercriminalità sull’utilizzo di internet – troppe persone decidono di non sfruttare appieno tutte le possibilità offerte da internet. A scapito sia della nostra economia digitale che delle nostre attività online. Dobbiamo rafforzare la cooperazione europea, partendo dal lavoro svolto dal Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica, per mettere all’angolo la criminalità organizzata online”, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria Ue per gli affari interni. È incoraggiante il fatto che, rispetto al 2012, più cittadini dell’Ue si reputino adeguatamente informati sui rischi della criminalità informatica (il 44% contro il 38%). Tuttavia, si direbbe che non sempre riescano a fare tesoro di tali informazioni. Ad esempio, meno della metà degli internauti ha cambiato una delle proprie password nel corso dell’anno precedente (48% — leggermente di più rispetto al 45% del 2012). Il sondaggio Eurobarometro, che ha interessato oltre 27 000 persone in tutti gli Stati membri, mostra inoltre che: l’87% degli intervistati evita di fornire informazioni personali online (leggermente in calo rispetto all’89% del 2012); la maggioranza non si reputa ancora adeguatamente informata sui rischi della criminalità informatica (52% contro 59% del 2012); il 7% è stato vittima di frodi bancarie o con carta di credito online; è notevolmente cresciuto il numero di utenti che accede a internet tramite smartphone (salendo dal 24% dello scorso anno al 35%) o tablet (dal 6% al 14%).  
   
   
POTERE E COMMERCIO NELL´ERA DI INTERNET  
 
Londra, 25 novembre 2013 - Il 25 e 26 novembre 2013 si terrà a Londra, nel Regno Unito, un evento intitolato "Potere e commercio nell´era di internet" (Power and Commerce in the Internet Age). Questa conferenza esaminerà i passaggi di potere e influenza facilitati dall´avvento della connettività digitale su larga scala, sia nei rapporti tra uno stato e l´altro che nelle relazioni tra i governi, gli individui e il settore privato. Rifletterà anche su come una maggiore connettività stia cambiando le modalità di interazione economica e il suo effetto sulla natura, le dimensioni e la portata dell´economia globale. Una maggiore connettività si porta dietro rischi per la libertà e la privacy personale e sfide per la sicurezza nazionale. La conferenza esaminerà come la regolamentazione nazionale e l´autorità internazionale del ciberspazio possono superare queste difficoltà e discuterà i potenziali effetti di colmare il divario digitale e connettere miliardi di nuovi utenti nei prossimi anni. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Chathamhouse.org/internet2013    
   
   
MILANO: SOCIETÀ PARTECIPATE. APERTO IL PRIMO BANDO ON LINE: CANDIDATURE PER VIA TELEMATICA SPERIMENTAZIONE DELLA PROCEDURA IN VISTA DELLE PROSSIME NOMINE PER ATM, SERRAVALLE, SOGEMI, MILANO RISTORAZIONE, AMAT  
 
Milano, 25 novembre 2013 - Per la prima volta potranno essere presentate on line le candidature per i Cda di enti, fondazioni e società partecipate del Comune di Milano. L’introduzione della procedura telematica, che Milano sperimenta per prima tra le grandi città italiane, è la novità del bando 2014/1 aperto fino a martedì 14 gennaio per quattro istituzioni: Pim-centro studi per la programmazione intercomunale dell’area metropolitana, Fondazione Isec-istituto per la Storia dell’età contemporanea Onlus, Fondazione Casa di riposo per impiegate Cesare ed Emilio Prandoni Onlus, Casa militare per veterani delle guerre nazionali. La nuova modalità on line, accanto a quella tradizionale cartacea, potrà quindi essere ‘testata’ in vista del prossimo bando telematico, che sarà aperto a gennaio 2014 per il rinnovo dei rappresentanti del Comune in 11 enti e società, tra cui Atm, Serravalle, Sogemi, Milano Ristorazione, Amat. Per presentare on line le candidature, il proponente (Ordini professionali e Università milanesi, Associazioni sindacali e di categoria con sede a Milano, Associazioni nazionali, regionali, locali con sede principale o secondaria a Milano e che vi operino da almeno un anno, consiglieri comunali di Milano, gruppi di almeno 100 cittadini) dovrà essere in possesso della propria “utenza certificata” al portale del Comune di Milano. Se a presentare la proposta è un gruppo di 100 cittadini, sarà sufficiente che uno solo di loro attivi la procedura telematica, allegando tutte le firme autenticate. Il candidato, a sua volta, riceverà una notifica via mail con le istruzioni per accettare la candidatura e completare on line la procedura entro il termine di chiusura del bando: le ore 17 del 14 gennaio 2014. Anche il candidato dovrà essere in possesso della propria “utenza certificata” al portale del Comune. Sarà comunque possibile presentare in forma cartacea tutta la documentazione al Servizio Affari legali, Nomine e Incarichi del Gabinetto del Sindaco: l’ufficio, al 2° piano di Palazzo Marino, è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 17. Il testo integrale del bando 2014/1, l’elenco degli enti e le slide che guidano il cittadino al servizio bandi nomine on line sono pubblicati sul sito www.Comune.milano.it  - Servizi on line > Nomine > Bando Nomine on line  
   
   
SECONDA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE DI PROSSIMA GENERAZIONE  
 
Londra, 25 novembre 2013 - Dal 12 al 14 dicembre 2013 si svolgerà a Londra, nel Regno Unito, la Seconda conferenza internazionale sulle tecnologie di comunicazione di prossima generazione (Fgct 2013). Nell´ultimo decennio si sono evolute diverse nuove tecnologie di comunicazione che hanno avuto un impatto significativo sullo stesso settore. Tale impatto riguarda sia le molteplici applicazioni della tecnologia che le svolte fondamentali prodotte nella società. Il pubblico fa sempre di più affidamento sulla tecnologia delle trasmissioni, i social media, i dispositivi mobili, i videogiochi e altre innovazioni, per arricchire il proprio apprendimento e l´utilizzo della tecnologia. Questa conferenza è rivolta a insegnanti, amministratori, professionisti, ricercatori e scienziati che lavorano nel settore dello sviluppo. Essa intende fornire discussioni e simulazioni sulla tecnologia delle comunicazioni e delle trasmissioni, nonché sulle tecnologie su scala micro correlate. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Socio.org.uk/fgct/    
   
   
IL 12 E 13 DICEMBRE DEBUTTA LA PRIMA EDIZIONE DI SMAU NAPOLI: DUE GIORNI PER DARE UNA SVOLTA IN CHIAVE INNOVAZIONE ALLA COMPETITIVITA’ DELLE IMPRESE DELLA REGIONE  
 
Milano, 25 Novembre 2013 - Grande attesa per la prima tappa di Smau Napoli che i prossimi 12 e 13 dicembre presso i padiglioni 5 e 6 della Mostra d’Oltremare presenterà agli oltre 3.000 imprenditori e manager attesi le ultime novità tecnologiche per le imprese e le pubbliche amministrazioni, proposte dai più importanti fornitori di tecnologie digitali e le innovazioni presentate dai centri di ricerca, startup e distretti tecnologici della Regione che saranno ospitati all’interno dell’area Campania Next, realizzata in collaborazione con Regione Campania. Smau Napoli sarà quindi un laboratorio in grado di far incontrare i diversi attori protagonisti dell’Innovazione nel nostro Paese e accelerare quel cambiamento culturale nelle imprese del territorio necessario per accrescere la competitività e lo sviluppo. “ Smau Napoli rappresenta una opportunità importante per il nostro sistema di ricerca. La Campania ha una straordinaria capacità di produrre conoscenze e competenze di qualità”, ha detto il vice Presidente della Regione Campania con delega alla Ricerca Scientifica, Guido Trombetti. “Tracciare percorsi virtuosi per facilitare e valorizzare lo sviluppo delle relazioni commerciali tra la domanda di innovazione proveniente dal mondo delle imprese, e l’offerta di innovazione sviluppata dalle Università e dai centri di ricerca, è una priorità”, ha proseguito. “La nascita dei Distretti ad Alta tecnologia rende questo processo ancora più importante in un momento in cui hanno preso forma nuovi sistemi di aggregazione, capaci di fare rete, e disegnare nuovi percorsi di sviluppo sostenibile”, ha concluso il vice Presidente Guido Trombetti. Alle parole di Giudo Trombetti seguono quelle di Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di Smau. “Sono convinto che la Regione Campania racchiuda grosse potenzialità di sviluppo e i distretti tecnologici attivi in questa Regione, così come le startup, i laboratori e i centri di ricerca, rappresentano una fonte importante di innovazione per le imprese di questo territorio ma anche per il sistema produttivo nazionale. Ecco perché è fondamentale creare un appuntamento annuale come Smau Napoli che in soli due giorni presenti ad imprenditori e manager in visita il meglio che questa Regione offre in termini di innovazione, unita all’offerta delle più avanzate tecnologie digitali proposta dai fornitori nazionali e internazionali.” Smau Napoli sarà idealmente suddiviso in due parti: un’area sarà dedicata interamente alle tecnologie digitali per le imprese presentate dai grandi protagonisti del settore. Cloud Computing, Soluzioni per la Mobility e App per il Business, Smart Working, Sistemi Gestionali Integrati, Soluzioni per la Fatturazione Elettronica, Soluzioni per la Business intelligence e gli Analitycs, su queste tematiche si orienterà l’offerta dei fornitori presenti nell’area e il calendario di oltre 50 workshop formativi da 50 minuti a cura delle più autorevoli scuole di formazione manageriale italiane come la School of Management del Politecnico di Milano, Sda Bocconi School of Management, società di consulenza come Gartner e i gli attori del mondo accademico del territorio campano. Nell’area dedicata al mondo della Ricerca Industriale, che prenderà il nome di Campania Next, i riflettori saranno puntati su startup, laboratori e centri di ricerca e sui sei distretti tecnologici Regionali: Distretto Tecnologico sulle costruzioni per l’edilizia sostenibile “Stress”, Distretto ad Alta Tecnologia “Campania Bioscience”, Distretto Aerospaziale Campano “D.a.c.”, Distretto Tecnologico “Databenc”, Distretto ad Alta Tecnologia “Smart Power System” e il Distretto ad Alta Tecnologia Trasporti e Logistica “Dattilo”. Tra gli appuntamenti di spicco dell’evento da segnalare il Premio Lamarck, realizzato dai Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Napoli, in collaborazione con Startupbusiness e Italia Startup. Il premio, che prende il nome dal naturalista Jean Baptiste Lamarck, sarà un riconoscimento dedicato alle migliori idee di business provenienti dalle startup presenti in fiera, che possono trovare applicazione pratica in aziende già strutturate. In programma, inoltre, il Premio Innovazione Ict Campania realizzato con la School of Management del Politecnico di Milano e volto a premiare le imprese e le pubbliche amministrazioni che hanno sviluppato progetti vincenti di adozione delle tecnologie digitali, il Premio Smart City e il Premio eGovernment: i Campioni del Riuso, realizzati con Anci e dedicati rispettivamente alle realtà che hanno realizzato progetti di sviluppo delle città intelligenti il primo e ai migliori progetti di eGovernment destinati al riuso il secondo. Sono oltre 150 i progetti inviati dalle imprese Campane sul sito www.Smau.it . Tra questi una giuria composta da docenti della School of Management del Politecnico selezionerà i più innovativi che potranno partecipare alla fase finale delle diverse competizioni. Un’arena di contenuti realizzata in collaborazione con i giornalisti di scienza di Radio 24 proporrà un calendario di laboratori da 50 minuti ciascuno in cui verranno messe a confronto le progettualità di differenti attori (Comuni, laboratori di ricerca, distretti e imprese) in tema di aerospazio, agroalimentare, smart community, turismo, social innovation e molto altro, analizzandone i successi e le problematiche affrontate, affinché si realizzino modelli di sviluppo sostenibile replicabili in altri contesti e territori. Il progetto si pone l´obiettivo di presentare l’eccellenza della ricerca e innovazione delle Regione Campania agli imprenditori di tutto il territorio nazionale: la tappa di Napoli anticipa i successivi appuntamenti Smau che nel 2014 toccheranno le città di Bari il 12 e 13 Febbraio, Roma il 19 e 20 marzo, Padova il 16 e 17 aprile, Torino il 7 e 8 maggio e Bologna il 4 e 5 giugno per poi arrivare a Firenze il 2 e 3 luglio e Milano dal 22 al 24 ottobre.  
   
   
CONTRATTO DI SVILUPPO DA 61 MILIONI DI EURO PER LA BANDA LARGA IN SICILIA  
 
 Roma, 25 novembre 2013 - Invitalia, Telecom Italia e Italtel hanno firmato un Contratto di Sviluppo del valore complessivo di oltre 61 milioni di euro per la diffusione della rete a banda larga e per favorire l’utilizzo di servizi innovativi in Sicilia. L’investimento di Telecom Italia è pari a oltre 41 milioni di euro e prevede l’incremento della capacità della rete a banda larga fissa e mobile su tutto il territorio siciliano, attraverso l’estensione della fibra ottica nella infrastruttura di rete, in sostituzione delle tratte in rame, con l’obiettivo di dare impulso ai servizi innovativi. Il progetto sarà inoltre utile per il successivo sviluppo della rete ultrabroadband di nuova generazione. L’intervento di Italtel è di 20 milioni di euro, di cui 18 milioni per realizzare una piattaforma ad elevato contenuto di software per fornire servizi video, voce e internet attraverso le reti di ultima generazione, e 2 milioni per diversificare la produzione dello stabilimento di Carini (Palermo), creando l’infrastruttura per l’operatività di una software factory e di un polo di ingegneria per la produzione industriale di prodotti ad elevato contenuto software. Il piano presentato da Telecom Italia e Italtel è finanziato da Invitalia con 18 milioni di euro di contributi in conto impianti. Per l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, “questo accordo porta una robusta iniezione di tecnologia in tutta la Sicilia e consente di creare, attraverso una rete di nuova generazione, un potenziale strumento di crescita per imprese, istituzioni e cittadini. Il contratto di sviluppo, gestito dalla nostra Agenzia e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, si conferma una misura efficace grazie alle procedure semplificate e ad un iter temporale finalmente compatibile con le esigenze dei territori”. Roberto Opilio, Direttore Technology di Telecom Italia, ha dichiarato: “Questa iniziativa è la conferma che la partnership pubblico-privato e le sinergie tra gruppi industriali sono determinanti per sostenere le aree più deboli del paese, soprattutto in una fase difficile come quella che stiamo attraversando. La realizzazione di infrastrutture di telecomunicazioni tecnologicamente avanzate è, infatti, un importante fattore per la crescita della competitività e lo sviluppo territoriale”. Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel, ha commentato: “Il piano previsto da questo contratto di sviluppo è un passo avanti significativo nel percorso di digitalizzazione e diffusione dei servizi innovativi che il nostro Paese deve compiere, in particolare nelle regioni del Sud. Per Italtel la partecipazione a questo progetto è doppiamente importante. Da un lato, costituisce una valida opportunità per il nostro polo di ricerca palermitano; dall’altro, ci permette di esprimere al meglio le nostre competenze tecnologiche e la capacità di R&s di prodotti innovativi nell’ambito delle reti e dei servizi di nuova generazione che utilizzano video, voce e dati”.  
   
   
PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATE PER CITTÀ "SMART"  
 
 Udine, 25 novembre 2013 - La “smart city” è una città che non può prescindere da una forte partnership pubblico-privato. È una città efficiente, che grazie alle tecnologie, internet prima di tutto, con meno sforzo riesce ad assicurarsi che tutto funzioni, tutto sia sostenibile. Un posto completamente interconnesso, in cui persone, ma anche edifici e infrastrutture raccolgano dati in tempo reale e ci siano centri operativi in grado di interpretarli e tradurli in informazioni puntuali da trasmettere alle amministrazioni, che possano di conseguenza agire con prontezza in ogni situazione, dal traffico, alla sicurezza, alla salute. Posti in cui vivere sia più facile per tutti, ha sintetizzato con semplicità uno dei massimi esperti mondiali, Dilip Rahulan, uno del 100 indiani più influenti dell’area del Golfo e presidente della Pacific Controls, di cui è stato fondatore nel 1984 in Australia, per poi espandere il business a Dubai. La sede degli Emirati è peraltro uno dei migliori esempi al mondo di “smart bulding”, ed è diventato il primo edificio "verde" del Medioriente a ottenere il marchio “platino” dal “Green Building Council and Leadership in Energy and Environment Design”. La Pacific Controls è una società orientata a mettere la tecnologia al servizio della sostenibilità e ha sviluppato la prima piattaforma integrata applicabile alle città in grado di rispondere a varie esigenze e a vari servizi – dal sistema idraulico delle case alla logistica aeroportuale, fino ai sistemi d’allarme antincendio –, piattaforma che oggi Rahulan ha spiegato a Udine, introdotto dalla vicepresidente della Cciaa di Udine Clara Maddalenda e da Roberto Siagri, presidente dell’Eurotech di Amaro. E´ quanto emerso al Future Forum di Udine durante l’incontro con Siagri, che ipotizza per il Friuli uno sviluppo di tecnologie smart legate al turismo e all’accoglienza, oltre a partnership pubblico-private per realizzare città e territori "smart". Prima dell’intervento di Rahulan, anche un’interessante esperienza aziendale del territorio: quella di Pelfa Group di Buja, portata dall’imprenditrice Indira Fabbro, assieme all’ingegnere Andrea Forgiarini, esempio di impresa che ha saputo innovarsi anche cercando nuovi partner e nuovi mercati, consolidando reti d’impresa a livello internazionale ed espandendo l’attività in altri settori, come l’energia verde, creando pure nuovi tipi di prodotto. Il passaggio da una città “dumb” a una città “smart” (da “stupida” a “intelligente”), ha detto in apertura Siagri, è un processo che dobbiamo inevitabilmente percorrere, considerando anche che entro il 2050 il 70% delle persone abiterà le città, a scapito delle aree rurali. Pianificare una smart city, poi, permette di «risparmiare soldi e tempo e salvaguardare l’ambiente», ha spiegato. Ma bisogna nel contempo saper raccogliere dati, analizzarli, dedurne informazioni, produrre conoscenza, formare amministratori pubblici, imprese, forze dell’ordine, privati. È un processo complesso e interconnesso, ma è un processo virtuoso, in cui lo sviluppo di ogni singola componente influisce sull’altra: e così una governance smart produce economia smart e vivere smart, attrae “smart people”, lavora per un ambiente “smart” e per una mobilità “smart”. E se le città sono il luogo dello sviluppo, in posti come il Friuli si potrebbe pensare addirittura «a uno smart territory», ha aggiunto Siagri, valutando uno sviluppo complessivo dell’area. «Ogni città deve capire e scegliere qual è la sua “smartness” principale, da cui partire per svilupparne le tecnlogie idonee a lanciarla come traino strategico – ha detto Siagri –: Amsterdam ha scelto di concentrarsi sul superamento del problema dei parcheggi, alcune città americane su progetti di abbattimento delle emissioni di Co2, altre città in Cina hanno sviluppato tecnologie intelligenti per risolvere gli ingorghi del traffico. Dobbiamo capire anche noi qual è l’interesse della comunità friulana – potrebbero essere il turismo e l’accoglienza, ha ipotizzato Siagri –, e farlo diventare la leva per sviluppare le tecnologie intelligenti. Per Siagri, sono le istituzioni a dover individuare queste priorità, integrandone poi lo sviluppo con cittadini e imprese per lo sviluppo tecnologico. E se le risorse locali sono sempre meno, si deve accedere con più convinzioni a fondi europei, «che ci sono, richiedono impegno – ha detto Siagri –, ma permettono di ottenere risultati», sempre però con un forte impegno da parte della pubblica amministrazione e coinvolgimento del privato. Rahulan ha proseguito la riflessione portando l’esempio di Dubai, dove la Pacific Controls sta operando per trasformare sotto vari aspetti la realtà urbana in una storta di hardware all´avanguardia cui applicare software intelligenti: i centri operativi di Pacific controls sono in grado di ricevere una serie enorme di dati da sensori e sistemi integrati negli edifici più svariati, individuando in tempo reale, per esempio, un incendio e permettendo al sistema dei soccorsi di attivarsi nel giro di 1 minuto. Sono sistemi che possono rendere la vita dei cittadini semplice, integrata, polifunzionale, ma alla base, ha confermato anche Rahulan, hanno bisogno di aggregar competenze private con l’impegno e la pianificazione di chi amministra un territorio o una città. Per Rahulan, «è fondamentale partire dalle infrastrutture – elettricità, trasporti, salute –, che devono essere ottimizzate, ma c’è bisogno di assicurarsi di pianificare a monte quali sono i processi in grado di analizzare in tempo reale i “big data” che ne sono alla base, raggrupparli in strumenti e software che permettano di rendere più facile e veloci le decisioni». Ci vuole dunque «un approccio olistico allo sviluppo della smart city, in cui ogni cittadino può diventare parte del processo per aiutare il governo a raggiungere gli obiettivi di sviluppo che si è posto». Per Rahulan, una sfida è partire dall’energia: ottimizzando le risorse per ridurre le emissioni di Co2 e rendere la città sostenibile. Da qui si parte. «Il mondo è cambiato, si è virtualizzato, tutti gli scambi economici sono “virtuali”, basti pensare agli smartphone o ai bancomat. In futuro questi strumenti saranno sempre più interconnessi e la “smartness” si estenderà sempre più dai telefoni agli edifici, alle strade, alle infrastrutture principali per gestire, scambiare, richiedere, dare risposte». Rahulan ha presentato il progetto del nuovo aeroporto di Dubai, «progetto straordinario che sarà completamente integrato alla città e ne sarà il fulcro, in grado di monitorare ogni servizio rivolto agli utenti, dalla parte ingegneristica a quella di comunicazione e informazione». Ancora, il progetto in grado di monitorare circa 85 mila abitazioni, che vengono gestite da un’unica infrastruttura informatica per tutti i sevizi possibili – per esempio c’è un sistema così intelligente che comunica in modo proattivo anche i malfunzionamenti, attivando in automatico, per esempio, la manutenzione del sistema idraulico. Altri progetti a Dubai stanno puntando alla difesa dei cittadini da situazioni critiche come gli incendi o i guasti – «abbiamo coperto quasi tutti gli edifici, fino a 200 mila unità abitative» - e il software ha un’accuratezza del 98% per definire se un evento minaccia realmente la vita umana». La Pacific Controls sta poi sviluppando un nuovo concetto di app per la città, scaricabile da chiunque sul proprio smartphone e attivabile in caso di emergenza, ricevendo risposta immediata ovunque ci si trovi a Dubai. «L’essere umano si sta preparando ad affrontare tutto in modo sempre più rapido e sempre più rapidamente vuole e sa di poter ottenere risposte – ha detto Rahulan –. Si tratta di garantire livelli sempre più elevati di servizi che riguardano l’intero tessuto della nostra vita e grazie alla rete, una volta sviluppato in una città può poi diffondersi in tutto il mondo». «Lo sviluppo e la crescita non si possono fermare – ha concluso Rahulan –. I Governi devono assicurarsi che le tecnologie siano conformi ai valori in cui crede quella comunità e devono far fronte alla sfida della sostenibilità, punto di partenza per una città e una vita intelligente, grazie alle tecnologie».  
   
   
OLIVETTI I-JET: CEDUTO RAMO D’AZIENDA  
 
Arnad, 25 novembre 2013 - Olivetti I-jet, società di Olivetti spa, nell’ambito del processo di liquidazione avviato a giugno 2012, ha ceduto a Sicpa il ramo d’azienda della R&d dedicato allo sviluppo delle tecnologie nel campo del thermal inkjets. Sicpa è una società svizzera con sede a Losanna, con 3.000 dipendenti operanti in tutto il mondo nel campo delle più avanzate tecnologie per i sistemi di sicurezza, degli inchiostri, utilizzati per la stampa della maggioranza delle banconote nel mondo, dei sistemi anti frode ad anti contraffazione. Nel ramo d’azienda ceduto sono impegnati 35 ricercatori che continueranno ad operare nella sede di Arnad in Val d’Aosta. L’operazione consentirà a Sicpa di arricchire il proprio expertise grazie al contributo dello specifico know-how nella stampa digitale apportato dal ramo di Olivetti I-jet. La cessione, che non è soggetta ad alcuna condizione sospensiva, avrà efficacia dal 1 dicembre 2013.  
   
   
FINLANDIA, GRECIA E SPAGNA VINCONO PREMI ERASMUS PER INVESTIRE IN SCAMBI DI PERSONALE E LA QUALITÀ DELL´INSEGNAMENTO  
 
Bruxelles, 25 novembre 2013 - Tre istituti di istruzione superiore che ricevono finanziamenti attraverso il programma Erasmus sono chiamati oggi come vincitori del 2013 Awards Erasmus europee. Il vincitore del premio d´oro è Jamk Università di Scienze Applicate di Jyväskylä, in Finlandia, dove il 70% del personale di prendere parte al programma Erasmus formazione all´estero ogni anno. L´università riguarda gli scambi di personale come la chiave per i suoi sforzi per migliorare l´insegnamento e l´apprendimento di qualità. Il Technological Educational Institute di Creta, in Grecia, e la Universitat Politècnica di Valencia, in Spagna, ricevono anche premi (vedi sotto). Gli Erasmus Awards saranno presentati presso il centro espositivo Tour & Taxis di Bruxelles questa sera. Androulla Vassiliou, commissario europeo per l´Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, ha dichiarato: " Un insegnamento di qualità è fondamentale se vogliamo produrre i laureati creative e flessibili di cui abbiamo bisogno. Mi congratulo con le istituzioni vincenti per dimostrare il valore dell´insegnamento Erasmus e opportunità di formazione all´estero . L´esperienza maturata dal personale universitario che lavora in un ambiente internazionale diverso è di enorme beneficio per gli studenti sia l´host e l´invio di istituto . " Le tre istituzioni vincitrici, che sono coinvolti in partenariati in diversi paesi europei, sono " ottimi esempi di ciò che può essere ottenuto utilizzando la mobilità del personale strategico per il sostegno e miglioramento continuo della qualità dell´insegnamento e dell´apprendimento ", ha aggiunto il commissario. La Commissione europea ha invitato tutti i 4 500 istituti di istruzione superiore in possesso di una Carta universitaria Erasmus per evidenziare storie di successo che coinvolgono la mobilità del personale e brevi programmi intensivi come le scuole estive internazionali. Esperti indipendenti breve incluso 20 dei migliori esempi, da cui sono stati scelti i tre istituzioni vincenti. In aggiunta alle borse di studio per gli studenti a studiare o in treno all´estero, Erasmus ha finanziato più di 300 000 scambi di personale per l´insegnamento e la formazione e più di 3 200 programmi intensivi dal 1997. Insieme, queste attività rappresentano circa il 9% del bilancio Erasmus. Oro Ammattikorkeakoulu Jyväskylän (Jamk Università di Scienze Applicate), Jyväskylä, Finlandia L´internazionalizzazione è una delle tre priorità strategiche per l´Università Jamk di Scienze Applicate e le sue 8 000 studenti. Questo include un elevato livello di mobilità con oltre il 70% del personale di andare all´estero su base annua. Gli scambi di personale sono monitorati attraverso prestazioni interne e gli indicatori nazionali, per garantire la qualità e il massimo impatto. Gli scambi di personale sono una parte della strategia università per migliorare l´insegnamento e l´apprendimento di qualità. Finora, l´impatto ha incluso lo sviluppo di programmi intensivi e partnership con conseguente progetti online congiunti e doppi titoli. Una doppia laurea prevede uno studente che segue due diversi corsi di laurea universitari in parallelo, spesso a diverse istituzioni di diversi paesi. I due gradi possono essere nella stessa zona soggetta o in due soggetti diversi. Silver Τεχνολογικό Εκπαιδευτικό Ίδρυμα Κρήτης (Technological Educational Institute di Creta), Heraklion, Grecia L´educational Istituto Tecnologico ha oltre 15 000 studenti che sono tenuti in sei città in tutta Creta. Dal 2005, 22 programmi intensivi dell´Istituto hanno fornito una piattaforma per l´internazionalizzazione con la creazione di legami con l´industria locale, così come le istituzioni leader a livello mondiale come l´Università di Oxford e l´Imperial College nel Regno Unito. Questo ha portato ad una dimensione internazionale dei corsi di laurea e ha contribuito a studiosi provenienti da tutta Europa per conoscere il lavoro dell´Istituto e membri dello staff. Bronzo Universitat Politècnica de València, Valencia, Spagna L´universitat Politècnica de València è un 45-year-old università tecnica con 13 scuole e facoltà su tre campus. L´anno scorso il suo staff hanno preso parte in 190 occasioni di mobilità, diventando così il quinto più grande istituzione mittente tra i 33 paesi partecipanti Erasmus . Esso attribuisce grande importanza al monitoraggio della qualità dei programmi di scambio e garantire che le esperienze dei docenti rendono l´università più internazionale, benefici studenti e valorizzare progetti didattici e di ricerca comuni dell´Università. Di conseguenza si sta offrendo sempre più gradi doppie nonché programmi intensivi Erasmus. Sfondo Erasmus Staff Mobility Erasmus ha fornito il supporto per il personale opportunità di insegnamento in altri paesi europei dal 1997. Con la creazione del programma di apprendimento permanente, nel 2007, la mobilità del personale è stata estesa per includere la formazione, nonché la possibilità per gli istituti di istruzione superiore di invitare il personale dalle aziende per insegnare presso le loro istituzioni. La formazione rappresenta oggi circa il 26% di mobilità del personale attraverso Erasmus. La mobilità del personale migliora le capacità professionali e contribuisce alla internazionalizzazione e la modernizzazione dell´istruzione superiore. Essa incoraggia inoltre la mobilità degli studenti. Il nuovo programma Erasmus + consentirà di 800 000 insegnanti, docenti, formatori, personale educativo e altri per insegnare o formazione all´estero nel periodo 2014-2020 .  
   
   
L´IMPORTANZA DELLA DIVERSITÀ DI GENERE NELLA RICERCA  
 
Bruxelles, 25 novembre 2013 - Anche se stanno facendo enormi progressi, le donne scienziato che cercano di fare carriera si trovano ancora davanti a molti ostacoli. Portare a conoscenza questi problemi nell´ambito della comunità scientifica è una parte dell´impegno necessario per eliminarli - in modo che la ricerca europea possa attrarre i cervelli migliori verso il mondo della scienza. Un team di ricercatori finanziati dall´Ue ha cominciato lanciando un dialogo di alto livello su come il genere influenza l´eccellenza scientifica. Hanno lavorato al progetto Genset ("Increasing capacity for implementing gender action plans in science"), che ha fondato un forum che riunisce i leader scientifici, gli specialisti di genere, i responsabili delle decisioni e le istituzioni scientifiche. Il forum ha permesso loro di discutere cinque aree prioritarie che secondo loro impediscono alle donne di diventare membri a tutti gli effetti della comunità scientifica - creazione di conoscenze scientifiche, processi di ricerca, selezione e mantenimento, valutazione e riconoscimento delle capacità e il sistema di valore dell´eccellenza scientifica. Il team di Genset ha sviluppato una serie di attività di costruzione di capacità che incoraggiano i leader del settore scientifico e gli specialisti di questioni di genere a discutere e determinare le strategie necessarie per implementare piani d´azione riguardo al genere all´interno dell´attuale quadro istituzionale. Le attività comprendevano workshop interattivi su argomenti come "far avanzare l´eccellenza nella scienza attraverso l´uguaglianza tra i generi" e seminari di consenso, nei quali 14 leader europei nel settore scientifico - come rettori di università, direttori di istituti e stimati professori - hanno condiviso le loro conoscenze ed esperienze. Questo ha portato a identificare quattro settori che richiedono attenzione: creazione delle conoscenze scientifiche (che si occupa di analisi di sesso e genere nella ricerca scientifica); gestione, organizzazione e promozione del capitale umano; pratiche e processi istituzionali, tra cui la valutazione e la selezione; regolamentazione e conformità ai processi e le pratiche riguardanti il genere. Il team del progetto ha prodotto una lista di 13 raccomandazioni determinate durante gli incontri che riguardano cambiamenti specifici dei processi e dei metodi di ricerca e invitano i leader ad accettare prima il bisogno di incorporare metodi di analisi di sesso e genere nella ricerca di base e applicata. Coloro che occupano posizioni di responsabilità devono assicurare che i team di ricerca siano vari dal punto di vista del genere. Perché questo accada, sono essenziali delle pratiche di assunzione trasparenti. Anche le procedure di valutazione devono essere riviste, in modo che ci si concentri sulla qualità piuttosto che sulla quantità delle pubblicazioni e dei risultati di ricerca. Inoltre per far sì che più donne si candidino per posizioni scientifiche, sono necessarie strategie specifiche. Nell´ambito del progetto è stato organizzato il primo vertice sul genere per discutere il genere nella scienza. Il vertice ha discusso come sostenere e far progredire l´eccellenza e l´efficacia della ricerca e dell´innovazione a tutti i livelli mediante l´integrazione di genere. L´evento ha costituito un´opportunità per i portatori di interesse della ricerca, l´industria e la politica di esaminare come le iniziative sul genere possano stimolare l´innovazione e incrementare l´eccellenza scientifica. Coordinato dal gruppo no profit Portia, con sede nel Regno Unito e fondato nel 1997 da un gruppo di scienziate dell´Imperial College di Londra, Genset ha ricevuto oltre 1 milione di euro in fianziamenti dall´Ue. Dopo la conclusione del progetto nel 2012, Portia ha continuato a coordinare Genset come programma indipendente. Per maggiori informazioni, visitare: Genset http://www.Genderinscience.org/  Portia http://www.Portiaweb.org.uk/    
   
   
FORMARE I FUTURI SCIENZIATI D´EUROPA NELLA RICERCA SU SCALA ATOMICA  
 
 Bruxelles, 25 novembre 2013 - In che modo si può misurare la distanza tra gli atomi o persino lo spazio all´interno di un atomo? Con un "righello" che ha le dimensioni di un atomo, naturalmente, ed è qui che entrano in scena lo scattering di neutroni e la spettroscopia con muoni (una particella elementare simile a un elettrone). Questi due metodi innovativi possono aiutare gli scienziati a studiare la struttura e la dinamica di materiali su scala atomica, incluse le proprietà magnetiche. Le soluzioni avanzate alle sfide che la nostra società basata sulla tecnologia deve affrontare, dall´energia e l´ambiente alla salute, dipendono in modo decisivo dalla conoscenza avanzata delle proprietà dei materiali fino alla scala atomica. Sia lo scattering di neutroni che la spettroscopia con muoni possono essere applicati a un´ampia gamma di ricerche in campi quali ingegneria e scienza dei materiali, fisica e chimica, scienze della Terra e ambientali, scienze del patrimonio culturale e biomediche. Essi sono quindi fondamentali per la creazione dello Spazio europeo della ricerca (Ser). L´anno scorso è stato avviato un importante progetto finanziato dall´Ue, intitolato "Neutron Scattering and Muon Spectroscopy Integrated Initiative" (Nmi3-ii), che porta avanti il lavoro all´avanguardia del precedente progetto (Nmi3). Un obbiettivo rilevante è quello di fornire agli scienziati europei un accesso all´intera gamma esistente di strumentazioni e competenze su neutroni e muoni, allo scopo di far progredire la ricerca collaborativa. Inoltre, il progetto Nmi3 mira anche ad attrarre dei giovani nel campo della scienza dei neutroni e muoni. Questa specifica iniziativa, chiamata Names (Neutron and Muon European Schools), integra e supporta diverse scuole di alta qualità, creando a tutti gli effetti una struttura di formazione distribuita per lo scattering di neutroni e muoni in Europa. Ogni anno circa 400 ricercatori europei all´inizio della loro carriera già ricevono una formazione grazie a una o più delle 14 scuole Names. Durante il primo incontro di valutazione all´inizio di quest´anno si è giunti alla conclusione che tutte le scuole Names finora accettate sono state giudicate positivamente. Le scuole supportate da Nmi3 si complementano a vicenda in termini di argomenti presentati, ubicazioni e date. Questa diversità rende possibile affrontare le diverse necessità degli studenti, sia che abbiano bisogno di una formazione generale o specializzata, su aspetti teorici o pratici, con o senza l´inclusione di tecniche di radiazione al sincrotrone. I direttori delle scuole si incontrano per condividere conoscenze ed esperienze, ricevere feedback e decidere riguardo alle direzioni future. Le scuole Names sono molto richieste, con un grande numero di ricercatori europei che vogliono ricevere una formazione nel campo delle tecniche relative a neutroni e muoni. Questa attività collaborativa continuerà a garantire che le scuole europee che si occupano di neutroni e muoni migliorino i propri risultati grazie a un regolare scambio di informazioni, un´organizzazione coerente e una corretta pubblicità. Centinaia di esperimenti nel campo della scienza dei materiali sono stati effettuati nell´ambito del progetto Nmi3. Normalmente le scoperte fondamentali non si effettuano mediante un singolo esperimento, ma attraverso i risultati combinati di molti studi, assieme ai risultati ottenuti da altri esperimenti complementari. Si prevede che l´iniziativa Names aiuti a creare competenze nel campo dello scattering di neutroni e della spettroscopia con muoni, aprendo così la strada a più innovazioni in futuro. Il progetto Nmi3-ii, che è stato avviato a febbraio 2012 e proseguirà fino al 2016, riceverà 15 854 241 euro di finanziamenti dall´Ue. Per maggiori informazioni, visitare: Nmi3 http://nmi3.Eu/  Scheda informativa del progetto http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/89737_it.html    
   
   
"CONFERENZA INTERNAZIONALE SULL´INTERAZIONE UNIVERSITÀ-INDUSTRIA"  
 
Barcellona, 25 novembre 2013 - Dal 23 al 25 aprile 2014 si terrà a Barcellona, in Spagna la "Conferenza internazionale sull´interazione università-industria" (International Conference on University-industry Interaction). Questa conferenza si occuperà in particolare degli ostacoli incontrati dagli istituti di ricerca e dalle aziende nell´avviare collaborazioni che favoriscano la crescita economica e migliorino il bacino di conoscenze scientifiche dell´Europa. Con lo scopo di colmare il divario tra scienza e industria, l´evento riunirà ricercatori, lettori, sviluppatori di tecnologia, rappresentanti dell´industria, imprenditori e responsabili delle politiche per condividere idee e discutere aree di potenziale collaborazione. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.University-industry.com/    
   
   
 FIRENZE CAPITALE DEI RICERCATORI EUROPEI  
 
Firenze, 25 novembre 2013 - Per due giorni Firenze diventa la capitale dei ricercatori europei. Su iniziativa di Regione Toscana e Commissione Europea, il capoluogo toscano (Palaffari. Piazza Adua) ospiterà infatti, il 26 e il 27 novembre, la "Conferenza Europea Marie Curie": un evento di grande impatto (sono attesi circa 400 ricercatori dai vari Paesi d´Europa) che si inserisce in una fase molto delicata per la ricerca europea, il lancio del nuovo programma ("Orizzonte 2020"). "Ne siamo molto orgogliosi - sostiene Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana e assessore anche per i rapporti con il mondo della ricerca scientifica - sia per l´importanza della conferenza Marie Curie e sia perchè si tratta di un riconoscimento al sistema toscano della ricerca, un sistema che esprime diverse eccellenze italiane ed europee". Questo incontro viene tenuto a cadenza annuale in un Paese diverso del vecchio continente. Quest´anno la scelta è toccata all´Italia puntando sulla Toscana. Circa 200 fra i ricercatori iscritti alla conferenza di Firenze sono beneficiari delle borse di studio intitolate alla scienziata polacca Nobel per la fisica e per la chimica. Oltre alla conferenza vera e propria (presentazioni, dibattiti, attività di networking con ricadute su centri, università, industrie) il programma prevede iniziative parallele: visite ai laboratori e ai centri di ricerca presenti in Toscana. Scopo principale dell´iniziativa è fornire un forum ai ricercatori che favorisca uno scambio di esperienze sul loro lavoro e sugli sviluppi della ricerca scientifica. Previsti anche scambi di punti di vista con personalità della politica, della ricerca e dell´industria. Per la Regione Toscana - sottolinea Stella Targetti - è una bella occasione per valorizzare il proprio sistema non solo ampliandone la visibilità ma anche, in continuità con uno specifico evento tenuto a Bruxelles a fine maggio, coinvolgendo fattivamente nella definizione dei programmi le Università e i Centri di ricerca toscani. Programma (non definitivo): https://mariecurieactions.Teamwork.fr/en/programme  Iniziative parallele (visite ai centri di ricerca e laboratori): https://mariecurieactions.Teamwork.fr/en/activities    
   
   
PARMA, ITALIA-BIRMANIA: CONFRONTO SULLA SCUOLA INCONTRO IN PROVINCIA CON DUE ESPERTI DI AUNG SAN SUU KYI. TEMA: LA RIFORMA DELLE POLITICHE SCOLASTICHE BIRMANE  
 
Parma, 25 novembre 2013 – Studiare il modello della scuola italiana, e in particolare delle scuole professionali e tecniche, in modo da poter prendere spunti per modificare il sistema scolastico birmano. È questo l’obiettivo dell’incontro che si è tenuto questa mattina in Provincia tra Thein Lwin e Ko Ta, due esperti di politiche scolastiche ed educative dello staff di Aung San Suu Kyi, l’assessore provinciale alle Politiche scolastiche Giuseppe Romanini, i rappresentanti dell’Ufficio scolastico provinciale e di alcuni istituti scolastici del territorio. Nel corso del confronto, organizzato a seguito della recente visita a Parma della leader birmana e premio nobel, i due rappresentanti birmani hanno illustrato le proposte di riforma contenute in un documento da presentare al Parlamento del Myanmar per cambiare il loro sistema scolastico, migliorare la qualità dell’istruzione e la vita delle persone. Il ministro dell’istruzione birmano ha infatti dichiarato nel marzo 2012 che avrebbe continuato ad attuare il Progetto di educazione di 30 anni (2001-2030), istituito dal regime militare, che, secondo i redattori del documento, non si adatta alla nuova situazione di democrazia emergente. Per questo lo scorso giugno si è tenuto il Congresso, a cui sono intervenute oltre 1.200 persone provenienti da 14 province e regioni, da cui è emerso il documento che si basa su tre concetti: uguaglianza, dignità e libertà di studio. “Il nostro modello di scuola pubblica aperta a tutti è particolarmente interessante per i birmani e questa mattina ci siamo focalizzati sulla scuola professionale che per loro riveste grande importanza – ha detto l’assessore provinciale Giuseppe Romanini, aprendo l’incontro -. Il modello che vogliono proporre mira infatti, oltre a garantire universalità dei diritti e libertà d’insegnamento, anche a dare maggiore dignità alla scuola professionale rispetto agli altri indirizzi: un problema che in realtà abbiamo anche noi e che cercheremo di affrontare insieme. Per la Birmania avere una grande presenza di università e non avere una scuola professionale che funzioni è considerato un danno per la possibilità di progresso dell’economia”. I rappresentanti birmani sono stati accompagnati in Provincia dalla senatrice Albertina Soliani e da Giuseppe Malpeli, presidente dell’Associazione amicizia Italia-birmania. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Rossana Mordacci dell’Ufficio scolastico territoriale, i dirigenti scolastici Luciana Donelli dell’Istituto Bodoni, Gabriella Orlandi dell’Itc Melloni, Giorgio Piva dell’Ispia Levi, Aluisi Tosolini del liceo Bertolucci; e la vicepreside dell’istituto agrario Bocchialini Patrizia Lottici. Il documento da proporre al Parlamento birmano - Sono 14 i principi generali su cui si basa la riforma: l’istruzione è rivolta a tutti; bambini e giovani devono avere uguale possibilità di accedere allo studio; gli insegnanti devono percepire un compenso adeguato al ruolo sociale; tutti gli studenti hanno gli stessi diritti, indipendentemente da luogo di nascita, religione, sesso e status sociale; lo Stato deve provvedere ai più bisognosi; tutti i cittadini birmani possono studiare finché lo desiderano. E ancora, ogni titolo di studio deve avere stessa dignità e riconoscimento, così come l’istruzione professionale e universitaria devono avere uguale dignità; le regioni hanno autonomia didattica e devono ricevere finanziamenti dallo Stato; i docenti hanno libertà di insegnamento e di sperimentare nuove metodologie e devono quindi avere materiale didattico tradizionale, innovativo e tecnologico; la scelta di corso di studio della scuola è libera; questi principi devono riguardare tutti i gruppi etnici e l’educazione non deve subire il plagio di gruppi religiosi e politici. Le riforme contenute nel programma interessano ogni ordine e grado di istituti scolastici: dalla scuola dell’infanzia alla scuola elementare e media inferiore (che dovrebbe durare complessivamente 9 anni); dalla media superiore (della durata di 3 anni, comprende due indirizzi: quella propedeutica all’Università e quella a indirizzo professionale) alla superiore universitaria; dall’educazione extra scolastica alla scuola e università privata; dalla scuola convitto tenuta dai monaci buddisti a quelle tenute da altri enti religiosi, a quelle gestite da organizzazioni non governative. Nel testo viene inoltre approfondito il ruolo che deve avere l’insegnante, come educare i portatori di abilità differenti e i profughi rientrati, come insegnare le lingue etniche.  
   
   
UNIVERSITÀ, ASSESSORE REGIONALE: SODDISFATTO PER APPELLO ACCOLTO DA CARIGE SU PRESTITO D’ONORE SENZA INTERESSE AGLI UNIVERSITARI  
 
Genova, 25 novembre 2013 - “Ringrazio la Fondazione Carige per aver accolto il nostro appello a favore degli studenti universitari più in difficoltà per motivi economici e comunque meritevoli. I finanziamenti messi a disposizione dalla Fondazione potranno aiutare, sia gli studenti non tutelati dalle borse di studio sia quelli tutelati”. L’assessore alla formazione e al bilancio della Regione Liguria ha espresso quest’oggi la sua soddisfazione per i nuovi finanziamenti messi a disposizione da Carige, attraverso un fondo di rotazione da 500.000 euro, per gli iscritti all’Università di Genova meritevoli e più in difficoltà dal punto di vista economico. L’iniziativa presentata questa mattina da Fondazione Carige e Arssu Liguria alla presenza, sia dell’assessore Rossetti che del direttore generale di Arssu, Roberto Dasso e di Angela Testi del cda di Fondazione Carige, è destinata al finanziamento di un prestito d’onore che verrà gestito dall’azienda regionale per il servizi scolastici. La cifra annuale varierà dai 1.500 ai 2.500 euro e la sua restituzione, da parte dello studente, inizierà entro due anni dalla laurea e avverrà negli otto anni successivi, attraverso rate mensili del valore di circa 20 euro al mese, senza l’applicazione di alcun interesse. Il prestito sarà destinato prioritariamente agli studenti vincitori di borse di studio in servizi erogate da Arssu nell’anno accademico 2013-2014 e comunque a universitari con un reddito familiare non superiore ai 23.000 euro. In caso di rinuncia al proseguimento degli studi lo studente beneficiario dovrà restituire il prestito, attraverso un piano di rientro concordato con l’azienda regionale dei servizi scolastici. Il bando contenente i criteri e le modalità per l’accesso al prestiti d’onore è scaricabile, da oggi, dal sito www.Arssu.liguria.it  Nel 2012-2013 sono state 2.800 le borse di studio erogate da Arssu al 100% degli aventi diritto, di cui 943 borse servizi. Nell’anno accademico 2013 – 2014 le domande sono aumentate da 2.800 a 3.170 e Arssu è riuscita ad erogare il 100% delle borse , di cui il 33% (1.200) come contributo all’alloggio e alla ristorazione e i restanti (1.970) anche con assegno monetario. E l’assessore Rossetti confida di poter avvicinarsi al 100% anche per l’erogazione dell’assegno monetario, entro la fine dell’anno accademico 2013-2014, grazie anche all’azione di recupero attraverso i controlli sui redditi e sul reale diritto a beneficiare delle borse. Saranno prima di tutti gli studenti che hanno ricevuto le borse di studio in servizi a beneficiare del prestito d’onore  
   
   
EPISODIO DI BULLISMO A SANTO STEFANO DI CADORE (BL). ZAIA: “AUTORITA’ SCOLASTICHE E FAMIGLIE INTERVENGANO CON ESTREMA SEVERITA’ CONTRO I RESPONSABILI”  
 
Venezia, 25 novembre 2013 - “Una aggressione in piena regola mascherata da scherzo di cattivo gusto, ma ancora di più una mancanza di educazione sociale e di civismo che deve indurci a una profonda riflessione. Soprattutto perché ne sono autori tre minorenni. Le autorità scolastiche, ma ancora prima e ancor di più le famiglie, intervengano con severità per far comprendere ai responsabili la gravità del gesto compiuto su una ragazzina indifesa”. Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta così l’episodio di bullismo compiuto a Santo Stefano di Cadore (Bl) da tre giovani minorenni contro una ragazza affetta dalla sindrome di down. “Soltanto per il tempestivo e coraggioso intervento degli autisti della Dolomitibus, che voglio pubblicamente ringraziare per la sensibilità e la fermezza dimostrate – aggiunge Zaia – si è sventato uno scherzo crudele, gratuito, che dimostra la profonda disumanità degli autori. Il bullismo è un male che deve essere debellato dalle nostre scuole e dai luoghi di ritrovo dei giovani. Chiedo alle autorità competenti, alle forze dell’ordine, alla magistratura di intervenire, quando necessario, in modo deciso e senza sconti. Alla scuola e alle famiglie chiedo invece una sforzo potente per educare i giovani alla civiltà dei rapporti e al confronto dialettico”. “Alla giovane vittima di questo episodio, che mai avrei voluto accadesse nel nostro civilissimo Veneto, esempio di integrazione e di rispetto – conclude Zaia – credo dobbiamo chiedere tutti scusa”.  
   
   
AOSTA, PREMIAZIONE DEL CONCORSO MOINS D’ORDURES POUR LES GÉNÉRATIONS FUTURES  
 
Aosta, 25 novembre 2013Nell’ambito delle iniziative promosse per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, ieri pomeriggio, mercoledì 20 novembre, a Saint-christophe nella sala conferenze sita in loc. Grand Chemin 34, gli Assessori al territorio e ambiente, Luca Bianchi, e all’istruzione e cultura, Jöel Farcoz, hanno premiato i migliori tre progetti delle scuole primarie e paritarie della Valle d’Aosta che hanno aderito al Bando Moins d’ordures pour les générations futures! Il concorso, incentrato sui temi della riduzione, della raccolta e della differenziazione dei rifiuti, così come sul compostaggio, rientra tra le iniziative rivolte ai ragazzi in età scolare, in materia di educazione ambientale. I progetti sono stati valutati secondo criteri ben precisi tra i quali la capacità di far rete tra classi differenti e appartenenti a plessi diversi, la capacità di mettere in campo azioni progettuali riproducibili nel tempo verso altri soggetti, l’analisi dei bisogni e la messa in atto di azioni di verifica degli obiettivi e il grado di coinvolgimento dei ragazzi, delle loro famiglie e della comunità in cui vivono. La Scuola primaria del Quartiere Cogne di Aosta afferente all’Istituzione scolastica Emile Lexert si è classificata al primo posto, mentre il secondo posto è andato alla Scuola primaria di Nus dell’Istituzione scolastica Mont Emilius 1, ed infine il terzo posto è stato assegnato alla Scuola primaria di Courmayeur dell’Istituzione scolastica Valdigne-mont Blanc. La Regione metterà a disposizione per le tre scuole vincitrici, i cui progetti saranno monitorati e supportati da tecnici esperti di educazione ambientale, un premio per un valore equivalente a 1.500 euro ciascuno, sotto forma di beni materiali o servizi per la realizzazione del progetto. «Il discorso dell’educazione ambientale per me è molto importante, – dichiara l’Assessore Luca Bianchi – credo sia fondamentale coinvolgere i ragazzi sui temi ambientali. I bambini di oggi saranno gli adulti di domani e io sono convinto che lavorare con loro, anche a scuola, su temi ambientali, in questo caso sull’argomento dei rifiuti, possa dare buoni risultati che si vedranno nel tempo.» «Per produrre negli alunni una coscienza ecologica - sottolinea l’Assessore Jöel Farcoz – non si può fare a meno di far loro prendere coscienza del problema della gestione dei rifiuti. Un plauso dunque, alle istituzioni scolastiche che prontamente hanno accolto l’invito e hanno compreso che educare i loro ragazzi a confrontarsi con queste problematiche significa abituarli a costruire insieme il loro futuro.»  
   
   
JOB&ORIENTA, ´GENERAZIONE WEB´: PREMIATE SCUOLE  
 
Verona, 25 novembre 2013 - Sono 12 tra istituti statali e Enti di Formazione accreditati da Regione Lombardia gli istituti premiati dall´assessore regionale all´Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea a ´Job&orienta´, mostra convegno nazionale dell´orientamento, scuola, formazione e lavoro alla Fiera di Verona. Presso lo stand di Regione Lombardia, insieme al direttore generale dell´Ufficio scolastico regionale per la Lombardia Francesco de Sanctis, l´assessore Aprea ha consegnato alle scuole partecipanti al progetto ´Generazione web´ - e giudicate più meritevoli - i contributi previsti per chi ha scelto di utilizzare computer, tablet e le risorse del web per la propria didattica. Il Dettaglio Dei Vincitori - Hanno ricevuto un contributo di 50.000 euro l´associazione Cnos-fap (Centro nazionale opere salesiane scuola - Formazione aggiornamento professionale) di Arese (Milano), la Fondazione Ikaros di Bergamo, l´Itcg (Istituto tecnico commerciale per geometri) Luca Pacioli di Crema (Cremona), Essence Academy di Monza, l´associazione formazione professionale del Patronato di San Vincenzo di Bergamo, il Liceo Camillo Golgi di Breno (Brescia), la Scuola d´Arte applicata Fantoni di Bergamo, la Scuola Bottega Artigiani di San Polo (Brescia). All´iis (Istituto di Istruzione Superiore) Janello Torriani, storica scuola di Cremona, sono andati 38.000 euro, alle comasche Fondazione Castellini - Scuola di Arti e Mestieri 25.000 euro e a Starting Work Impresa sociale 24.000 euro. Infine, all´Agenzia per la formazione e l´orientamento ed il lavoro del Sud Milano di Rozzano (Milano) 13.000 euro. Una Rivoluzione Didattica - "L´idea alla base del progetto ´Generazione web´ - ha detto l´assessore Aprea - è stimolare l´attuazione di una rivoluzione digitale nella didattica, ove vi sia un´integrazione tra strumenti tradizionali e nuove tecnologie, mediante forme di collaborazione tra docenti, studenti ed editori". Da Regione 700.000 Euro Per Formazione Personale Docente - "Per favorire questo percorso di innovazione - ha aggiunto l´assessore Aprea - Regione Lombardia ha stanziato 700.000 euro a favore della formazione del personale docente coinvolto nel progetto ´Generazione Web Lombardia´ nel corso dell´anno scolastico 2012/2013". "Gli insegnanti - ha aggiunto Aprea - sono i veri rappresentanti del cambiamento ed è solo con il loro contributo che sarà possibile rimodellare la didattica in chiave digitale". Reti Di Scuole - Una particolarità che ha contraddistinto questa edizione del bando ´Generazione web´ è stato l´invito alle scuole a organizzarsi in rete: ogni rete, composta da un minimo di 10 istituzioni scolastiche e/o formative, deve essere formalizzata con un accordo di partenariato (Ats - Associazioni temporanee di scopo) e con l´individuazione di un soggetto capofila che si fa carico dei compiti di organizzazione, direzione, progettazione dei moduli formativi e di rendicontazione dei costi sostenuti. Tra le migliori esperienze di cui si sono resi protagonisti gli istituti lombardi, anche l´introduzione di corsi personalizzati di lingua inglese, ovviamente su tablet: per consentire agli studenti di studiare e approfondire la conoscenza della lingua, che, sempre più, viene considerata un requisito indispensabile per trovare lavoro. La Fondazione Ikaros di Bergamo marketing e servizi per le imprese, per esempio, non ha esitato a contattare una Università americana, che ha sviluppato una apposita piattaforma per l´e-learning della lingua inglese: il programma Dimac è diventato parte integrante dell´offerta didattica dell´istituto orobico.  
   
   
JOB & ORIENTA, PREMIATI STUDENTI DELLA LOMBARDIA  
 
Verona, 25 novembre 2013 - Un assegno da 1.000 euro di Regione Lombardia per il ´Progetto Cheese´, uno sgabello realizzato in legno con i buchi che ricordano il formaggio groviera, esposto alla scorsa edizione del Salone del Mobile di Milano e presentato a Verona nella sessione di apertura di ´Job & Orienta´, la mostra-convegno nazionale dell´orientamento, la scuola, la formazione, il lavoro in programma fino al 23 novembre alla Fiera di Verona. Regione A Fianco Degli Studenti Meritevoli - L´assegno è stato consegnato dall´assessore all´Istruzione Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea a Simone Cappello, che frequenta la classe seconda ´Operatore del legno´ del centro Enaip (Ente Acli Istruzione professionale), di Cantù (Como). La premiazione si è svolta presso lo stand di Regione Lombardia. Insieme a Cappello hanno ricevuto un assegno dell´importo di 1.200 euro anche i ragazzi della classe terza C della Scuola secondaria di primo grado Paolo Vi (Istituto Ludovico Pavoni) di Tradate (Varese) e la seconda Istituto tecnico industriale dell´Istituto Pavoniano Artigianelli per la pubblicazione del libro ´Adventure trainer´ edito dalla casa editrice il Melograno. Altri assegni, dello stesso valore, sono andati alle classi seconda e terza E dell´Ente Engim di Cenate Sotto (Bergamo): gli Operatori elettrici di Engim Lombardia sono risultati i vincitori del concorso ´Un progetto di Classe´, organizzato da Gewiss S.p.a. (società italiana ed internazionale nel settore elettrotecnico con sede a Cenate Sotto) per mezzo del suo centro di competenza Gewiss Professional. Occupati In Lombardia Da Slogan A Realtà - "Il nostro slogan ´Occupati in Lombardia: studiare in azienda, trovare lavoro a scuola´ - ha commentato l´assessore Aprea - sta diventando una realtà concreta. Questi ragazzi dimostrano che con il loro impegno, la tenacia e la capacità di fare squadra da parte del sistema che li circonda - istituzioni, scuola, mondo del lavoro - si possono ottenere risultati incoraggianti". A dimostrazione che in Lombardia ci sono casi di eccellenza che meritano di essere conosciuti e valorizzati, nello stand regionale a Job & Orienta sono stati premiati anche i giovani che sono usciti da percorsi di Istruzione e di Istruzione e Formazione Professionale (Iefp) e hanno trovato lavoro. Chi Ha Trovato Lavoro Subito Dopo Il Diploma - Un simpatico attestato che riproduce un contratto di impiego è andato a Michael Miranda, assunto da un´azienda di impianti elettrici civili e industriali di Pieve Emanuele (Milano) dopo il diploma conseguito presso l´Agenzia per la Formazione e l´Orientamento del Sud Milano, a Gianluca Chiappetta, assunto da un´azienda di Senago (Milano) dopo essersi diplomato presso il Cnos Fap (Centro nazionale Opere salesiane scuola - Formazione e Aggiornamento Professionale) di Varese e a Vanessa Montanaro, diplomata alla Dorsi Academy di Varese, Scuola professionale di acconciatura ed estetica, e ora assunta nella stessa città. Altri casi di successo - subito assunti dopo il diploma - sono quelli di Matteo Limoli, dalla Fondazione Enaip ora con contratto presso Eataly a Roma, e di Simona Benini, tirocinante presso Gigroup, dopo essersi diplomata presso l´Iis Floriani di Vimercate (Monza e Brianza). A tutti questi ragazzi l´assessore Aprea ha voluto fare omaggio di un dono simbolico, una sveglia. "Ricordatevi sempre di puntarla - ha detto Aprea rivolgendosi ai neo-assunti - non fermatevi mai". Giovani Che Parlano A Giovani - Prima e dopo la consegna dei premi lo stand di Regione Lombardia è stato visitato da migliaia di giovani studenti, attirati dalle attività che i loro coetanei stanno svolgendo a titolo dimostrativo, per far conoscere le eccellenze delle loro scuole. Sono proprio i ragazzi, con le loro attività che vanno dalla realizzazione di grafica editoriale, alla multimedialità, passando per i servizi di acconciature, le composizioni floreali, i mestieri degli artigiani e i costumi realizzate da istituti di alta specializzazione, il biglietto da visita di Regione Lombardia a ´Job & Orienta´. Etichettatura: Indicare Dati Di Origine Delle Carni Milano - L´assessore all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava ha inviato una lettera al ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo - e, per conoscenza, ai colleghi Fabrizio Nardoni (coordinatore della Commissione Politiche agricole), Franco Manzato (Veneto), Sergio Bolzonello (Friuli Venezia Giulia), Claudio Sacchetto (Piemonte), Tiberio Rabboni (Emilia-romagna) -, richiamando l´attenzione sull´etichettatura d´origine delle carni. Un tema sul quale l´Unione europea sta lavorando in questi giorni, al fine di predisporre un atto delegato specifico. Una questione che l´assessore Fava definisce "particolarmente importante, al fine di garantire la trasparenza sui mercati e la tutela del diritto di informazione da parte del consumatore". Maggiori Indicazioni, Più Trasparenza - Potrebbe essere in pericolo la posizione degli allevamenti che del Made in Italy hanno fatto la loro bandiera. "Ritengo infatti - scrive Fava al ministro De Girolamo - che la proposta europea, che non prevede l´indicazione del Paese di nascita e fissa un tempo di allevamento troppo corto, possa nuocere gravemente ai nostri allevamenti, soprattutto quelli suini". Di qui, la proposta rilanciata al Mipaaf, nella quale Fava chiede "al fine di sostenere le nostre produzioni d´eccellenza, che la norma in discussione debba prevedere l´obbligo di indicare in etichetta, così come già previsto per la carne bovina, tutte le fasi della vita dell´animale: nascita, allevamento e macellazione". Anche per quanto riguarda il periodo minimo di allevamento, necessario all´attribuzione dell´origine, Fava propone per i suini di "allungare significativamente il tempo da due a sei mesi".  
   
   
TOSCANA: AGRICOLTURA, TURISMO, MODA, MECCANICA, NAUTICA: I 5 POLI TECNICO-PROFESSIONALI  
 
Firenze, 25 novembre 2013 - Un´alleanza strategica fra scuole e mondo del lavoro per garantire maggiore efficacia ai percorsi di istruzione tecnico-professionale collegandoli meglio con il tessuto produttivo e rafforzando i percorsi di alternanza scuola lavoro. A questo servono i poli tecnico professionali che dovranno essere costituiti, ognuno, da almeno due istituti tecnici e/o professionali, due imprese, un I.t.s. Ed un organismo di formazione professionale. La forza di questa rete di soggetti stà nella capacità di progettare insieme i percorsi di alternanza e di condividere risorse umane e strumentali (es. Laboratori), pubbliche e private, per consentire agli studenti l´apprendimento in contesti applicativi e di lavoro. Le filiere produttive individuate dalla Regione Toscana per costituire i nuovi Ptp sono l´agribusinnes, il turismo (collegato al patrimonio culturale), il sistema della moda, quello della meccanica e la nautica (con produzione e manutenzione di imbarcazioni da diporto). "In questi settori – spiega Stella Targetti, vicepresidente della Regione con delega all´Istruzione – si formeranno i primi Poli tecnico-professionali: palestre importanti dove allenare la scuola a costruire i corsi scolastici come veri e propri percorsi di alternanza scuola-lavoro. L´obiettivo è far acquisire ai giovani, nelle aule e nei laboratori ma anche nelle imprese, forti competenze, di base e professionali, che saranno poi utili per la loro concreta occupabilità. Ciò grazie a un rapporto, continuativo e strutturato, fra istituzioni scolastiche e imprese, con agenzie formative, così come previsto dalla particolare struttura di rete dei Poli". Potranno presentare domanda, entro il 14 febbraio 2014, gli Istituti Tecnici e/o Professionali, statali o paritari, nel cui piano dell´offerta formativa sia compreso un indirizzo di studio riferibile all´area economico-professionale per la quale si candidano. Queste scuole dovranno allearsi, fare rete, con singole imprese e con organismi di formazione professionale. Saranno gli uffici della Regione Toscana, dopo il 14 febbraio, a verificare i requisiti delle candidature e il rispetto degli standard dei singoli progetti. Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione degli esiti, i soggetti coinvolti dovranno formalizzare gli accordi di rete.  
   
   
L’UE ACCOGLIE CON FAVORE I PROGRESSI SU UN´AZIONE INTERNAZIONALE SUL CLIMA ALLA CONFERENZA DI VARSAVIA  
 
Varsavia, 25 novembre 2013 - L´unione europea si compiace dell´esito della conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Varsavia come un passo avanti nella lotta internazionale contro il cambiamento climatico. La conferenza ha concordato un Timeplan per i paesi a presentare i loro contributi a ridurre o limitare le emissioni di gas serra nell´ambito di un nuovo accordo globale sul clima da adottare nel 2015. E ´anche modi per accelerare gli sforzi per approfondire i tagli delle emissioni oltre il resto di questo decennio, e di istituire un meccanismo per affrontare le perdite ei danni causati dai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo più vulnerabili d´accordo. Inoltre, la conferenza decisioni che migliorano l´attuazione di una serie di misure già concordate a livello internazionale, tra cui finanza per sostenere i paesi in via di sviluppo, lotta contro la deforestazione tropicale, e la trasparenza delle relazioni sulle emissioni concordato. Connie Hedegaard, commissario europeo per azione per il clima, ha dichiarato: " La conferenza sul clima di Varsavia ha mostrato come difficile la strada per un risultato ambizioso a Parigi sarà. Ma le ultime ore hanno anche dimostrato che siamo capaci di andare avanti. L´ue voleva che l´approccio graduale che è ora concordato come la strada da seguire: tutti i paesi devono contribuire ai futuri sforzi di riduzione, e già ora tutti i paesi devono andare a casa e fare il loro lavoro al fine di presentare i loro contributi con largo anticipo rispetto alla conferenza di Parigi, e dal primo trimestre del 2015 da coloro che sono pronti a farlo. Di sicuro ci saranno modi meno accidentate a Parigi più veloce e, ma ora il viaggio è iniziato. Dobbiamo fare lì . E complimenti ai paesi più vulnerabili, come Varsavia convenuto di istituire un meccanismo per promuovere approcci per affrontare perdite ei danni causati dai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo più vulnerabili´´ 2015 accordo e l´ambizione pre-2020 - La conferenza ha convenuto di accelerare i lavori sull´accordo 2015, che entrerà vigore nel 2020, e sul potenziamento delle ambizioni di riduzione delle emissioni al di sopra del resto del decennio. La decisione stabilisce un calendario preciso per i paesi a preparare i loro contributi destinati a limitare o ridurre le emissioni nel quadro dell´accordo 2015 per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2 ° C. I contributi devono essere presentate con largo anticipo rispetto alla conferenza di Parigi, e dal primo trimestre del 2015 da parte di coloro pronti a farlo. Le informazioni che i paesi dovranno fornire il loro contributo, per spiegare loro, sarà deciso al momento della prossima conferenza Onu sui cambiamenti climatici di un anno da oggi a Lima, Perù. La decisione stabilisce inoltre una serie di modi in cui saranno accelerati attività per migliorare l´ambizione pre-2020. Finanziamenti per il clima - L´unione europea ei suoi Stati membri - che, insieme, sono il maggiore donatore di aiuti pubblici allo sviluppo e fornitore leader di finanziamenti per il clima nei paesi in via di sviluppo - hanno dimostrato di Varsavia che stanno consegnando su finanziamenti per il clima e continueranno a farlo in futuro. L´anno scorso l´Unione europea e alcuni Stati membri hanno annunciato contributi volontari totale di circa € 5,5 miliardi, e una valutazione recente dimostra che sono sulla buona strada per consegnare questo nel 2013. A Varsavia l´Ue e vari Stati membri hanno annunciato nuovi finanziamenti per il clima per il 2014. I contributi indicativi ai paesi in via di sviluppo dovrebbero essere almeno allo stesso livello del 2013. In particolare, gli Stati membri dell´Ue hanno contribuito ben oltre la metà di un aggiunta di 100 milioni di dollari al Fondo di adeguamento richiesto dai paesi in via di sviluppo. Varsavia ha anche fatto un importante contributo operativo il nuovo verde Climate Fund (Gcf), al fine di rispondere alle esigenze dei paesi in via di sviluppo per scala-up finanziamenti per il clima. Questo progresso assume la forma di una decisione che stabilisce il rapporto di lavoro tra la Conferenza delle Parti e del Gcf, una questione importante che non può essere risolta l´anno scorso. S Everal Stati membri dell´Ue ha annunciato che erano pronti a pegno contributi al Gcf una volta che il Consiglio ha concluso i suoi lavori nel portare il Fondo in funzione. La conferenza ha concordato una decisione sul finanziamento a lungo termine che esorta i paesi sviluppati di continuare a mobilitare finanziamenti per il clima pubbliche per i paesi in via di sviluppo a livelli crescenti, in linea con l´attuale impegno dei paesi sviluppati a mobilitare 100 miliardi di dollari all´anno da un´ampia varietà di fonti entro il 2020. Nella decisione, i paesi sviluppati si impegnano anche ad aumentare la trasparenza delle relazioni sulle loro sforzi per scalare su finanziamenti per il clima. Perdite e danni - La conferenza ha convenuto di istituire un meccanismo per promuovere approcci per affrontare perdite ei danni causati dai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo più vulnerabili, una richiesta chiave dei paesi in via di sviluppo. Il ´Varsavia meccanismo internazionale´ mira a rafforzare l´azione e il sostegno alla perdita indirizzo e danni, migliorare la conoscenza e rafforzare il coordinamento. Le emissioni prodotte dalla deforestazione tropicale - Gli sforzi per ridurre le emissioni da deforestazione e degrado forestale nei paesi in via di sviluppo - la cosiddetta Agenda Redd + - segnato un importante passo in avanti con un accordo su un pacchetto di decisioni che forniscono il quadro metodologico necessario. Il ´Quadro di Varsavia per Redd +´ completa in gran parte il ´libro delle regole´ per l´attuazione di Redd +. Regole di trasparenza - Accordo sulle regole per migliorare la trasparenza delle relazioni da parte dei paesi in via di sviluppo sulle loro emissioni, un nuovo sistema di ´i consultazioni e analisi internazionali ´può diventare pienamente operativo. Per la prima volta, inventari dei gas a effetto serra e altre informazioni pertinenti presentate dai paesi in via di sviluppo saranno esaminate da un team di esperti tecnici con comprovata esperienza nel settore.  
   
   
PIEMONTE: 660 MILIONI AI TERRITORI PER IL PAGAMENTO DEI DEBITI LA NUOVA TRANCHE RIGUARDA L´ANTICIPO DEL 2014 RELATIVO AL DECRETO LEGGE 35, GIA´ RIPARTITO DALLA REGIONE FRA ISTITUZIONI ED ENTI LOCALI  
 
Torino, 25 novembre 2013 - La Regione ha completato la ripartizione delle risorse destinate agli enti locali e alle altre istituzioni territoriaprovvedere al pagamento delle fatture scadute, immediatamente esigibili. Si tratta, in particolare, di un anticipo dei fondi relativi al 2014, che sono stati erogati dallo Stato nell’ambito dell’applicazione dell’articolo 2 del decreto legge n. 35/2013. A Roma, la firma dell’accordo presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, grazie al quale entro le prossime due settimane verranno garantiti 660 milioni di euro ai territori. « L’immissione di liquidità nel sistema – commenta il Vice Presidente e assessore regionale al Bilancio, Gilberto Pichetto Fratin – non può che giovare ai fini della ripresa. Come si ricorderà, tutte le risorse del 2013 del decreto 35 sono già state erogate nell’estate scorsa. Questa nuova tranche, che doveva inizialmente arrivare nel 2014, viene sbloccata in anticipo rispetto alla programmazione iniziale. Anche in questo caso abbiamo cercato di completare l’iter nel più breve tempo possibile. In totale, considerate entrambe le annualità e mettendo dentro anche i fondi per i debiti della sanità, che sono stati già sbloccati e ripartiti, abbiamo erogato 2 miliardi e mezzo di euro. Una cifra che permette di dare respiro alle imprese e alle casse regionali ». Riguardo la suddivisione provinciale, sono garantiti 141.7 milioni per Torino, 50.9 per Cuneo, 28.8 per Alessandria, 20.8 per Novara, 15.7 per Asti, 11.8 per Vercelli, 10.8 per il Vco, 8.5 per Biella . Tra le voci più significative ci sono anche i 184 milioni per Finpiemonte, i 111 per Arpea (agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura) e i 48 per Amm (agenzia mobilità metropolitana).  
   
   
CALABRIA: EMERGENZA ALLUVIONE, LA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE IN PIENA ATTIVITÀ  
 
Catanzaro, 25 novembre 2013 - In occasione dell’alluvione che, sin dalle prime ore del 19 scorso ha colpito per più di 4 ore ininterrottamente la costa ionica della regione, la macchina emergenziale della protezione civile regionale è stata attivata per i primi soccorsi agli automobilisti rimasti in panne e sono stati messi a disposizione dei comuni interessati dagli eventi, uomini e mezzi, in particolare pompe idrovore e mezzo meccanico per la rimozione di detriti al fine di ripristinare la viabilità principale. Successivamente all’arresto delle piogge, le criticità maggiori sono risultate nella città di Catanzaro dove, sin da subito, è mancata l’erogazione dell’acqua che a tutt’oggi persiste a causa della rottura della condotta principale che alimenta il serbatoio di santa Domenica. Una prima riparazione è stata effettuata dalla Sorical nel primo pomeriggio di giovedì 21 novembre ma non ha portato i risultati attesi, in quanto la stessa condotta è risultata danneggiata in più parti. La situazione si è rivelata talmente complicata, che il trasporto delle attrezzature, tra le quali anche le torri faro e una cellula fotoelettrica messe a disposizione dalla Protezione civile, è avvenuto attraverso un elicottero regionale e le ditte incaricate dalla sorical hanno continuato a lavorare h24 per riuscire a riparare i guasti nel minor tempo possibile. Alla luce di quanto emerso in termini di danni e disagi, la Giunta regionale, nella seduta del 20 novembre, ha adottato una Delibera per il riconoscimento dello stato di emergenza da comunicare al Governo nazionale. I contatti tra il Capo della Protezione Civile nazionale Gabrielli e il Prefetto di Catanzaro Cannizzaro sono stati continui per il superamento della fase emergenziale. Proprio nell’intento di superare il più rapidamente possibile le criticità post alluvionali, il Prefetto ha convocato, nella data del 22 novembre u.S. Il tavolo per l’emergenza idrica, al quale hanno preso parte le maggiori autorità regionali nel settore della protezione civile. In occasione della riunione convocata dal Prefetto, al fine di coordinare e rendere sinergici tutti gli interventi sul territorio, la protezione civile regionale ha messo a disposizione del comune 14 autobotti di cui 3 da 15.000 lt. E 2 da 10.000 idropotabili, provenienti da tutto il territorio regionale che, insieme a quelle private rese disponibili, hanno consentito di fornire un servizio di distribuzione dell’acqua ai cittadini con circa 30 autobotti complessive. Le autobotti sono state assegnate alle varie zone della città in base al quadro delle priorità delineato già dalle prime ore, dal Comune di Catanzaro e, successivamente dal Prefetto Cannizzaro. Nella mattinata di sabato, inoltre, la Ditta Cristofaro Acqua Calabria di Girifalco, ha messo a disposizione un tir di acqua imbottigliata per la popolazione in difficoltà, in particolare per anziani e disabili, che è stata prelevata con un autoarticolato della Protezione Civile Regionale ed è stata consegnata al Comune di Catanzaro al fine di distribuirla tra la popolazione attraverso il prezioso contributo dei volontari attivati proprio dalla Protezione Civile regionale. “Indipendentemente da qualsiasi polemica scoppiata in questi giorni, assolutamente fisiologica e priva di fondamenti reali, è necessario riconoscere l’impegno e il lavoro svolto dalla Protezione Civile regionale che ha prestato servizio durante le ore diurne e notturne senza interruzione. Gli eventi eccezionali, in quanto tali, non sono prevedibili ed è di fondamentale importanza riuscire ad individuare, in particolar modo, le procedure da attivare a seguito della prima fase emergenziale nel tentativo di poter soddisfare, in tempo quasi reale, le esigenze di tutti. In tale ottica la Protezione Civile regionale, anche attraverso l’ottimo coordinamento della Prefettura di Catanzaro, è riuscita a mettere in campo tutte le forze necessarie per poter accelerare il processo di superamento delle criticità. Ora è necessario effettuare una stima dei danni, che verrà fatta dai nostri tecnici sull’intero territorio regionale, per soccorrere le zone più colpite e per comprendere cosa è necessario fare perché in futuro, davanti ad un nuovo alluvione di questa portata, il territorio possa essere più preparato” ha affermato il Sottosegretario alla Protezione Civile regionale, Giovanni Dima.  
   
   
APPROVATO DALLA GIUNTA MARCHIGIANA L’ARTICOLO PER LA MANUTENZIONE DIFFUSA DEGLI ALVEI DEI FIUMI  
 
Ancona, 25 novembre 2013 - È stato approvato d’urgenza dalla giunta regionale un articolo integrativo alla proposta di bilancio per il 2014 volto a snellire le procedure per i piani di gestione dei corsi d’acqua previsti dalla legge 31 dello scorso anno. "Con questa modifica – spiega l’assessore alla protezione civile e alla difesa del suolo e della costa Paola Giorgi - la giunta intende ridefinire alcune cautele ambientali rendendole compatibili con la necessaria sicurezza idraulica garanzia necessaria per un territorio a rischio come il nostro”. Grazie a questo provvedimento sarà quindi possibile concludere l’iter preparatorio delle linee guida attuative previste dalla legge approvata e da tempo definite, ma ritenute inefficaci per gli obiettivi attesi e in accordo con le Province, si potrà immediatamente attuare la manutenzione diffusa degli alvei. “La Regione – prosegue l’assessore Giorgi - si è fatta carico delle richieste dei cittadini e degli Enti Locali e nel contesto delle comuni difficoltà economiche derivate dai pesanti tagli ai trasferimenti statali, sta analizzando la compatibilità dell’utilizzo di fondi Fesr residui dell’attuale programmazione per destinare queste risorse ad interventi immediati di difesa del suolo per la massima ottimizzazione possibile dell’assetto idrogeologico”. Per superare le difficoltà economiche lamentate da Province e Comuni delegati per legge alla pulizia dei fiumi di loro competenza inoltre, la Giunta aveva provveduto, con una legge discussa ben due volte in Consiglio, a disciplinare la gestione dei corsi d’acqua prevedendo anche forme di valorizzazione – laddove possibile e con rigorosi controlli - di una quota parte del materiale inerte e vegetale di ostacolo al regolare deflusso delle acque. Con la modifica assunta dalla giunta, questa possibilità, invocata sulla stampa dai Sindaci, viene di fatto ripristinata e delegata alle Province in attesa dell’approvazione delle linee guida, oggetto di un ulteriore approfondimento degli uffici regionali e provinciali nell’incontro da tempo programmato per il prossimo 25 novembre.  
   
   
BOLZANO: GESTIONE DEL RISCHIO IDRAULICO IN AMBITO MONTANO: IMPORTANTE FARE RETE  
 
Bolzano, 25 novembre 2013 - Si sono svolti il, 21 novembre 2013, presso la sede dell´Università di Bolzano, i lavori del workshop "Direttiva europea ´Alluvioni´: Verso una nuova gestione del rischio idraulico in ambito montano" organizzato congiuntamente dalla Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano e dalla Ripartizione Opere Idrauliche della Provincia con il patrocinio dell´Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale L´alto Adige rappresenta da sempre un esempio di efficienza nella gestione dei rischi naturali, come testimoniato anche nei recenti casi dell´alluvione in Val di Vizze e della frana di 40 ettari in Val Badia, e quindi, come sottolinea Rudolf Pollinger, direttore della Ripartizione Opere idrauliche, si pone quale centro naturale di discussione e di ricerca nell´ambito della prevenzione dei rischi. In questa prospettiva la Ripartizione provinciale Opere Idrauliche e la Facoltà di Scienze e Tecnologie della Lub hanno avviato numerose attività di collaborazione e ricerca; tra le iniziative di maggior interesse spicca una serie di convegni dedicati all´applicazione della direttiva europea 2007/60, che impone agli stati membri la redazione, entro il 2015, di piani organici per la gestione del rischio di alluvione. Tra giovedì 21 novembre e venerdì, 22 novembre 2013, si sono svolti infatti il terzo e ultimo workshop dal titolo "La direttiva europea ´alluvioni´: verso una nuova gestione del rischio idraulico in ambito montano". I precedenti incontri, tenutisi a giugno 2011 e maggio 2012 e caratterizzati da un grande riscontro di pubblico, hanno avuto come focus i metodi di valutazione dei pericoli alluvionali e dei rischi che ne derivano per le persone, per gli insediamenti e le infrastrutture. Questo workshop conclusivo si incentra in particolare sugli strumenti e sulle strategie di gestione di tali rischi; tra le tematiche affrontate vi sono sia le misure strutturali di mitigazione, come le sistemazioni dei corsi d´acqua, sia le misure non strutturali, quali la pianificazione urbanistica, le assicurazioni, i sistemi di allertamento e di gestione delle emergenze. A tal riguardo, come è stato sottolineato, è di assoluta rilevanza la collaborazione in rete fra le singole autorità coinvolte. Un ulteriore tema di approfondimento è l´integrazione degli obiettivi della Direttiva "Alluvioni" con quelli della Direttiva "Acque", che riguarda gli aspetti di qualità dell´acqua e degli ecosistemi acquatici. Gli interventi, organizzati in tre sessioni, vengono tenuti da esperti del settore, provenienti non solo dall´Italia ma anche dalla Svizzera e dall´Austria. Nelle intenzioni degli organizzatori il workshop è inteso quale occasione per far incontrare il mondo della ricerca, gli enti territoriali ed i professionisti che lavorano nel campo della pianificazione e della gestione dei territorio.  
   
   
LA VICEPRESIDENTE DELLA CALABRIA HA INCONTRATO IL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE GABRIELLI SULLO STATO DI EMERGENZA PER LE ALLUVIONI CHE HANNO COLPITO LA CALABRIA  
 
 Catanzaro, 25 novembre 2013 - La Vicepresidente della Regione Antonella Stasi ha incontrato il Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli durante la Conferenza delle Regioni, convocata in via straordinaria a Roma. Durante l’incontro – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale - è stato fatto il punto su quanto accaduto in Sardegna. Ma è stata anche l’occasione per informare il prefetto Gabrielli della situazione delle aree della Calabria colpite dalle alluvioni dei giorni 18 e 19 novembre. E’ stata formalizzata dunque la richiesta, della Regione Calabria, di Stato di emergenza. Oltre alla delibera della Giunta, in cui si è stata approvata la richiesta al Governo nazionale di dichiarazione dello stato di emergenza per gli eventi alluvionali di dissesto idrogeologico, nei prossimi giorni sarà trasmesso al Dipartimento di Protezione Civile Nazionale una relazione dettagliata con i dati relativi agli effetti subiti dal territorio dalle imponenti avversità atmosferiche dei giorni scorsi e dei conseguenti danni al sistema delle infrastrutture, dei versanti, del reticolo idraulico e agli insediamenti abitativi e produttivi. “L’elenco dei danni e degli interventi da effettuare in emergenza – ha dichiarato la Vicepresidente Stasi - saranno necessari per avviare l’istruttoria e attivare i provvedimenti di competenza. Sull’entità dei danni non ci sono ancora cifre, ma abbiamo chiesto agli enti locali interessati di fare una stima dei danni riportati. Le Province dovranno fare da coordinamento e raccolta dei dati. La dichiarazione di emergenza porta con sé una serie di problemi di tenuta dei conti nei bilanci di Comuni e Province pertanto – ha concluso la Vicepresidente della Regione - sarebbe indispensabile una deroga al patto di stabilità se veramente si vuole permettere agli enti locali di operare per ristabilire le condizioni di sicurezza”.  
   
   
DIFESA DEL SUOLO, UN PROGETTO PER METTERE IN SICUREZZA I PICCOLI CORSI D´ACQUA PEDEMONTANI. SE NE PARLA LUNEDÌ 25 NOVEMBRE A BOLOGNA IN UN CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA REGIONE.  
 
 Bologna, 25 novembre 2013 - Mettere in sicurezza i piccoli corsi d’acqua pedemontani dell’Emilia-romagna a rischio di esondazione, sperimentando un innovativo metodo di gestione e riqualificazione idraulico-ambientale. Tutelare la biodiversità degli alvei e delle fasce perifluviali, valorizzando la rete ecologica e paesaggistica. Questi i principali obiettivi del progetto Life Rii, promosso dagli assessorati alla Difesa del suolo e all’Agricoltura della Regione Emilia-romagna assieme a quattro Comuni reggiani e approvato dalla Commissione europea per le caratteristiche innovative e sperimentali che lo contraddistinguono. Avviato in settembre 2012, si concluderà nel 2016. Per fare il punto sui lavori realizzati e gli obiettivi finora raggiunti, lunedì 25 novembre a Bologna, nella sede della Regione (Sala A, Terza torre, viale della Fiera 8) dalle ore 9 alle 13 si svolgerà il convegno “La riqualificazione partecipata dei corsi d’acqua minori: il progetto Life Rii”. L’assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo aprirà i lavori, ai quali prenderanno parte docenti universitari ed esperti del settore: si tratta della prima occasione di confronto e scambio di conoscenze su temi che interessano, oltre alla fascia pedecollinare dell’Emilia-romagna, altre aree italiane ed europee con caratteristiche simili. “La gestione del territorio rappresenta un tema di stretta attualità - sottolinea Gazzolo nell’annunciare il convegno -. Con questo progetto si sperimenta un approccio nuovo, basato sul coinvolgimento delle comunità locali e sulla condivisione delle azioni da mettere in campo. Dopo la definizione degli interventi da attuare, ora siamo pronti a passare alla ‘fase due’, con l´appalto delle opere e l´avvio dei cantieri nei primi mesi del prossimo anno”. Il progetto in sintesi Il progetto, denominato “Riqualificazione integrata idraulico-ambientale dei rii appartenenti alla fascia pedemontana dell’Emilia-romagna”, è stato presentato dalla Regione assieme ai Comuni di Albinea, Bibbiano, Quattro Castella, San Polo d’Enza e al Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale. 1 milione e 200 mila euro le risorse messe in campo: 600 mila come contributo dell’Ue, 500 mila stanziati dalla Regione e 100 mila dai Comuni reggiani. Sono interessati i bacini dei rii Arianna, Bertolini, Bottazzo, Enzola, Lavezza e Quaresimo: si tratta di zone fortemente urbanizzate, localizzate al limite tra le pendici montano-collinari dell’Appennino reggiano e la pianura e che rivestono quindi una particolare importanza per la difesa del suolo. Sono corsi d’acqua parzialmente intubati in ambito urbano con sezioni idrauliche ridotte, che risultano insufficienti a contenere le ondate di piena. Gli interventi previsti sono finalizzati a trattenere al massimo le acque nel tratto montano prima che raggiungano le aree urbane. I restringimenti collocati a valle per invasare le acque in caso di piena sono realizzati con manufatti studiati appositamente per intervenire in aree di grande valore paesaggistico e rinverditi con specie locali, cosicché nel corso degli anni risulteranno completamente invisibili. Altra finalità del progetto è quella di migliorare la qualità delle acque, grazie all’aumento della capacità autodepurativa dei rii. Sono previste forme di incentivazione e indennizzo per favorire l’intervento degli agricoltori nell’azione di riduzione del rischio alluvioni. Gli stessi cittadini, oltre agli attori sociali ed economici, sono stati coinvolti grazie a un processo partecipativo nella definizione degli interventi e nelle decisioni assunte. Sul sito web della Regione, all’indirizzo http://ambiente.Regione.emilia-romagna.it/life-rii  è possibile conoscere tutti i dettagli del progetto.  
   
   
PROTEZIONE CIVILE, LE REGIONI DEL NORD: NESSUN DANNO DAL FEDERALISMO  
 
Milano, 25 novembre 2013 - "Il problema non è il federalismo, ma la mancanza di federalismo". Gli assessori alla Protezione civile di Regione Lombardia, Simona Bordonali, Regione Veneto, Daniele Stival e Regione Piemonte, Roberto Ravello, rispondono così, in una nota congiunta, a chi ha indicato nel federalismo le problematiche legate alla prevenzione e agli interventi di soccorso nell´ambito della Protezione civile. No A Federalismo Come Capro Espiatorio - "Crediamo sia abbastanza riduttivo trovare nella riforma federalista, tra l´altro mai approvata e quindi mai applicata, il capro espiatorio per i mancati interventi di prevenzione e per i ritardi nei soccorsi", hanno dichiarato. Patto Di Stabilita´ Demenziale - "Gli enti locali - hanno continuato i tre assessori delle regioni del Nord nella nota - si trovano troppo spesso con le mani legate a causa di un patto di stabilità demenziale, che di fatto limita l´autonomia decisionale delle amministrazioni. Il problema è dunque rappresentato proprio da una mancanza di federalismo fiscale. I sindaci stessi, responsabili della sicurezza dei cittadini, si ritrovano a gestire incombenze sempre maggiori con risorse sempre inferiori. Gli oneri di urbanizzazione sono ormai diventati l´unico modo per reperire fondi da destinare a bilancio, ma la conseguenza è quella di un consumo del suolo che come sappiamo porta a una pericolosa fragilità del territorio". Sicurezza Fuori Dal Patto Stabilità - "La proposta già avanzata dalle nostre Regioni è ben chiara: le spese legate alla messa in sicurezza del territorio devono essere escluse dal patto di stabilità". "Una autonomia decisionale degli enti locali in questo senso porterebbe a una responsabilizzazione maggiore". I Centri Allerta - "Per quanto riguarda la presenza di centri d´allerta solo in alcune regioni - conclude la nota - evidenziamo come ancora una volta la macroregione formata da Lombardia, Veneto e Piemonte si confermi eccellenza nazionale in ambito di Protezione civile. Questo deve essere uno stimolo per gli altri enti regionali: solamente attraverso un federalismo completo e una conseguente definizione di competenze e responsabilità si potrà organizzare un sistema di prevenzione e di intervento efficace e funzionale".  
   
   
CAMPANIA, ALLUVIONE SARDEGNA: NO A INDEBOLIMENTO AUTORITÀ DI BACINO  
 
Napoli, 25 novembre 2013 - "I recentissimi eventi idrogeologici che hanno colpito la Sardegna e la Calabria confermano quanto le politiche di prevenzione e di pianificazione, unitamente a quelle di controllo e monitoraggio del territorio in fase di allerta meteo, siano imprescindibili per la tutela dei cittadini dai rischi idrogeologici.". Lo afferma l’assessore alla Protezione civile Edoardo Cosenza nell´esprimere cordoglio alle famiglie delle persone rimaste vittime dell´alluvione e vicinanza istituzionale alla Sardegna. "La Campania - ha detto Cosenza - è pronta a dare il proprio contributo e ha garantito al prefetto Gabrielli la disponibilità ad inviare la propria colonna mobile, ove si rendesse necessario. Sul piano strategico non possiamo però arretrare di un solo passo rispetto a quanto si è fatto fino ad ora: riteniamo imprescindibile il ruolo delle Autorità di Bacino, la cui attività serve ad individuare le aree a maggior rischio e pericolosità, le più esposte a frane ed alluvioni. Pertanto la necessità di allinearsi alle Direttive europee, che prevedono una pianificazione di area vasta, non deve assolutamente indebolire il sistema delle attuali Autorità di Bacino, come sembra invece profilarsi nello schema di disegno di legge <collegato ambientale> alla Legge di Stabilità. "In Italia meridionale, e in Campania in particolare - ha concluso Cosenza - vi è un articolato e complesso reticolo idrografico e le attuali Autorità di Bacino consentono di fronteggiare i diffusi fenomeni di dissesto con una capillare pianificazione per l´assetto idrogeologico del territorio e servono alla sicurezza dei cittadini. Riteniamo quantomai necessario, anche alla luce dei drammatici eventi di questi giorni e degli anni scorsi, mantenere inalterato il ruolo delle Autorità di bacino, soprattutto di livello regionale e interregionale, quali efficaci presidi di salvaguardia del territorio dal rischio idrogeologico."  
   
   
PROTEZIONE CIVILE: AFFIDATA AL FVG LA VERIFICA DEI SISTEMI D´ALLARME  
 
 Trieste, 25 novembre 2013 - La Conferenza straordinaria delle Regioni e delle Province autonome, dedicata all´emergenza maltempo in Sardegna, ha affidato al Friuli Venezia Giulia il compito di verificare, regione per regione, il livello di operatività dei rispettivi sistemi di allarme e la capacità di risposta alle emergenze. Lo rende noto l´assessore regionale alla Protezione civile Paolo Panontin che oggi a Roma ha rappresentato il Friuli Venezia Giulia ai lavori della Conferenza, durante i quali - presente il prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile nazionale - si è ravvisata la necessità di costruire un percorso che renda omogenei i sistemi di allarme e le risposte in caso di calamità. L´incarico al Friuli Venezia Giulia è stato affidato in quanto la nostra Regione è capofila delle Regioni italiane in materia di protezione civile e in considerazione della elevata capacità di intervento raggiunta dal nostro sistema regionale, che può contare su una avanzatissima Centrale operativa, a Palmanova, su un volontariato capillarmente addestrato, distribuito sul territorio e dotato di mezzi e attrezzature, nonché su Piani comunali redatti da tutti i sindaci, con indicazioni precise su cosa fare in caso di emergenza. "L´obiettivo - spiega Panontin - consiste nel portare ogni regione a livello di quelle più organizzate. In pratica diamo avvio ad una sorta di ´benchmarking´, un confronto per comparare i diversi sistemi, che dovrà permettere a chi è più indietro di apprendere dalle regioni più avanzate, per migliorare".  
   
   
RIFIUTI,: PUGLIA REGIONE CORAGGIOSA  
 
Bari, 25 novembre 2013 - “Da magistrato in tante occasioni mi sono trovato dinanzi a casi di illecito smaltimento di rifiuti ma ho anche imparato che eventuali ritrovamenti non sempre, e certamente non in maniera automatica, si riferiscono a traffici messi a sistema da organizzazioni criminali, più spesso si è trattato di occultamenti fatti dai produttori degli stessi rifiuti che cercavano di risparmiare sui costi di gestione o che non avevano alcuna sensibilità ambientale. Non dico che anche il nostro territorio non sia interessato dal fenomeno di illecito smaltimento – peraltro diffusissimo decenni orsono quando le norme ma anche il sentire comune erano meno intransigenti rispetto a tali disastrose pratiche - dico solo che intanto questo vale per tutte le regioni d´Italia e che in Puglia non ci sono evidenze tali da farci pensare a traffici sistematici riconducibili alla criminalità organizzata”. Così l´Assessore alla Qualità dell´Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, è intervenuto oggi in V Commissione consiliare che approfondiva il contenuto delle dichiarazioni desecratate rilasciate dal pentito Carmine Schiavone nel 1997. “Da anni la nostra Regione è in prima linea nel controllo del territorio per quello che riguarda i reati ambientali: finanziamo le forze dell´ordine che svolgono specifiche attività e l´acquisto di strumentazioni sempre più sofisticate, coordiniamo azioni di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica di siti contaminati concertando le azioni con Province e Comuni. Tanto per offrire un dato sottolineo che dal 2007 ad oggi sono stati effettuati 2391 sequestri con arresti e sanzioni comminate in misura superiore rispetto alle medie delle altre regioni d´Italia. Questo lavoro – ha proseguito Nicastro – ci permette di avere una istantanea del nostro territorio ed una puntuale contezza delle situazioni. In Puglia abbiamo il coraggio di affrontare il problema a viso aperto, non nascondiamo la polvere sotto il tappeto pensando che non scoprire i problemi ci può far apparire virtuosi”.  
   
   
BOLZANO, TERMOVALORIZZATORE: ANOMALIA DEL VENTILATORE, PROCEDURA TEMPESTIVA DI INTERVENTO  
 
Bolzano, 25 novembre 2013 - L´agenzia provinciale per la protezione dell´ambiente informa che nella mattinata del 21 novembre è riemersa l´anomalia tecnica all´inverter del ventilatore di coda del termovalorizzatore di Bolzano. L´impianto è attualmente in fase di arresto per la verifica dell´origine del guasto. La Direzione lavori e il personale dell´Ati, insieme ai tecnici dell´Amministrazione, stanno monitorando con attenzione queste fasi di spegnimento. Sono stati immediatamente informati la Provincia e il Comune di Bolzano, l´Appa ha provveduto tempestivamente ad inviare i propri tecnici in loco per sorvegliare le operazioni e verificare in tempo reale l´entità delle emissioni rispetto ai limiti. I primi rilievi confermano che l´iter di spegnimento sta proseguendo in modo regolare, grazie anche alla scrupolosa applicazione della procedura recentemente revisionata. I risultati confermano che le emissioni sono ampiamente al di sotto dei limiti. L´agenzia per l´ambiente e i tecnici incaricati della Ripartizione provinciale infrastrutture continueranno con le opportune verifiche e forniranno ulteriori aggiornamenti.  
   
   
AL CIRÈ LA PIATTAFORMA DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PER L´ALTA VALSUGANA  
 
Trento, 25 novembre 2013 - Si farà in località Cirè del comune di Pergine Valsugana la piattaforma della raccolta differenziata per il bacino dell’Alta Valsugana, gestita dalla società Amnu Spa. La localizzazione è stata ratificata dalla Giunta provinciale che ha approvata la relativa deliberazione di Mauro Gilmozzi, assessore ai lavori pubblici, ambiente, trasporti ed energia. Si tratta di una decisione che rientra nel Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti. Il lotto di intervento interessa una superficie di circa 11.768 mq e si sviluppa perpendicolarmente alla strada statale n. 47 della Valsugana. La società Amnu Spa, che gestisce il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani nell’ambito territoriale dei Comuni dell’Alta Valsugana, effettua lo stoccaggio finale dei rifiuti prodotti nel territorio servito, prima del conferimento agli impianti dedicati, in due siti individuati in via temporanea e nei quali attualmente è possibile svolgere solo attività di stoccaggio. Considerate le quantità dei rifiuti raccolti nel bacino dell’Alta Valsugana e le distanze dai relativi impianti di destinazione (che variano da un minimo di 20 km ad un massimo di 200 km), si è rilevata la necessità di realizzare una stazione di trasferimento che consenta di ottimizzare tutti i trasporti dei rifiuti raccolti, con una positiva ricaduta sulla tariffa di igiene urbana e con riduzione dell’impatto derivante dal traffico. L’opera proposta costituisce un centro integrato a supporto della raccolta dei rifiuti nel bacino dell’Alta Valsugana, che svolge la duplice funzione di accogliere i rifiuti speciali prodotti da terzi (Crz) e di effettuare operazioni di selezione e pretrattamento al fine di migliorare il flusso dei trasporti attuale (stazione di trasferimento). Tale struttura consentirebbe di riservare l’attuale Crz all’utilizzo prevalente come centro di raccolta intercomunale e di eliminare le stazioni di trasferimento provvisorie. Il progetto prevede la realizzazione di un capannone con tettoie con superficie coperta di circa 25 metri per 64 metri e con altezza massima di 12 metri, posizionato al centro del lotto in modo da permettere la circolazione perimetrale degli automezzi. In merito all’area individuata è stata effettuata la verifica di conformità del sito rispetto ai criteri di idoneità definiti dal Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti, con riguardo ai rifiuti urbani e pericolosi. A livello ambientale l’istruttoria non ha evidenziato particolari impatti ed è stata verificata l’idoneità del sistema di accesso/uscita al nuovo impianto e della viabilità esistente, considerati i flussi di traffico attuali (23.000 viaggi/anno) e la riduzione del traffico stimata dal progetto, pari al 23%.