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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 23 Giugno 2015
AL PARLAMENTO EUROPEO QUESTA SETTIMANA: IL PIANO JUNCKER, LA GOVERNANCE ECONOMICA E LA PROTEZIONE DEI DATI  
 
Bruxelles, 23 giugno 2015 - La seconda sessione plenaria di giugno si terrà questo mercoledì a Bruxelles. Il piano Juncker, la governance economica e il Consiglio europeo di giovedì saranno all´ordine del giorno. Martedì la commissione per gli Affari esteri discuterà con l´Alto rappresentante Federica Mogherini dei programmi di sicurezza dell´Ue, mentre i negoziati sulle nuove norme per la protezione dei dati sono previsti per mercoledì. Durante la sessione plenaria che si terrà a Bruxelles questo mercoledì, i deputati dovranno discutere e votare il piano strategico europeo per gli investimenti, noto anche come Piano Juncker. Il piano si basa su un fondo che mira a rilanciare l´economia europea sbloccando 315 miliardi di euro destinati a investimenti pubblici e privati. Se adottato il Piano Juncker dovrebbe entrare in azione quest´estate. La plenaria sarà anche l´occasione per discutere della governance economica dell´Ue. Le regole attuali non funzionano come previsto perché spesso troppo complesse. Per questo motivo i parlamentari europei discuteranno e voteranno delle possibili proposte di miglioramento. In vista del Consiglio europeo del 25-26 giugno, gli europarlamentari discuteranno anche delle questioni legate all´immigrazione, la sicurezza dell´Eu, l´Ucraina e la crisi greca. I negoziati sulla riforma della protezione dei dati inizieranno mercoledì tra i negoziatori del Parlamento, i ministri della giustizia della Presidenza del Consiglio uscente (Lettonia) e entrante (Lussemburgo) e il commissario europeo per la Giustizia. Martedì i deputati della commissione per gli Affari esteri discuteranno dei programmi di sicurezza dell´Unione europea con l´Alto rappresentante Federica Mogherini. Gli europarlamentari chiederanno un impegno maggiore per affrontare la crisi migratoria. Sempre martedì le commissioni per i Problemi economici e monetari e gli Affari sociali incontreranno Valdis Dombrovskis (commissario per l´Euro e il dialogo sociale), Pierre Moscovici (commissario per gli Affari economici e sociali) e Marianne Thyssen (commissario per l´Occupazione) per discutere delle raccomandazioni specifiche per ogni paese membro sulla politica economica del 2015.  
   
   
LA RELAZIONE DEI CINQUE PRESIDENTI PROPONE PROGETTI PER IL RAFFORZAMENTO DELL´UNIONE ECONOMICA E MONETARIA IN EUROPA A PARTIRE DAL 1 LUGLIO 2015  
 
 Bruxelles, 23 Giugno 2015 - Ieri, i cinque presidenti - Presidente della Commissione europea Jean-claude Juncker , insieme al Presidente del Vertice euro, Donald Tusk , il presidente dell´Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem , il Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi , e il presidente della il Parlamento europeo,Martin Schulz - hanno rivelato i piani ambiziosi su come approfondire l´Unione economica e monetaria (Uem) il 1 ° luglio 2015 e come completare entro il 2025. Per ultimo trasformare la loro visione per il futuro dell´Uem in realtà, attuare misure concrete da attuare nel corso di tre tappe : mentre alcune delle azioni devono essere prealimentazione già nei prossimi anni, come ad esempio l´introduzione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi , altri vanno oltre per quanto riguarda la condivisione della sovranità tra gli Stati membri che hanno il euro come moneta, come la creazione di una futura area dell´euro tesoreria . Questo fa parte della visione dei cinque presidenti in base al quale l´attenzione deve andare oltre le regole per le istituzioni al fine di garantire un´architettura solida e trasparente dell´Uem. La realizzazione di un ´Unione economica e monetaria più profonda e più equo è stato uno dei primi 10 priorità del presidente Juncker nei suoi orientamenti politici . Il presidente Juncker ha detto: "L´euro è una moneta condivisa da 19 Stati membri dell´Ue e oltre 330 milioni di cittadini E ´qualcosa di cui essere orgogliosi´ qualcosa che protegge l´Europa, ma è anche qualcosa che può funzionare meglio il nostro economica.... E monetaria rimane incompleto e ho promesso quando il suo insediamento che avrei lavorato per consolidare ed integrare le misure senza precedenti che abbiamo scattato durante la crisi e renderle socialmente più equa e democraticamente legittima. Oggi, cinque presidenti, stiamo mettendo la nostra visione comune. Il mondo ci sta guardando e che vogliono sapere dove stiamo andando. Oggi lay out integrazione monetaria e portarlo alla sua destinazione finale. " Valdis Dombrovskis , vicepresidente per l´Euro e dialogo sociale, ha detto: «L´unione economica e monetaria è stata rafforzata negli ultimi anni, anche alla luce della crisi finanziaria ed economica Eppure rimane incompleta relazione odierna suggerisce come esso.. Può essere ulteriormente rafforzato, a tappe, nel corso dei prossimi anni. Siamo pronti a portare avanti le proposte specifiche necessarie per trasformare questo ambizioso, ma pragmatica visione in realtà. Una Uem completo non è però fine a se stessa. E ´un mezzo per contribuire al rafforzamento della crescita, posti di lavoro e prosperità per tutti i cittadini, ora e in futuro. " Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, in particolare con il lancio della Union Banking, Uem rimane incompleta. Divergenza in tutta l´area dell´euro è significativo e la crisi degli ultimi anni ha ulteriormente messo in evidenza carenze esistenti. E ´chiaro che con 18 milioni di disoccupati e molti nelle nostre società esposte a rischi di emarginazione sociale, molto di più deve essere fatto per trasformare l´area dell´euro - la seconda economia più grande del mondo - in un´architettura solida.Abbiamo bisogno di una base duratura, equa e democraticamente legittima per il futuro che contribuisce al rafforzamento della crescita, posti di lavoro e prosperità per tutti i cittadini. La relazione stabilisce tre diverse fasi per trasformare la visione dei cinque presidenti in realtà (vedi allegato 1): - Fase 1 o "Approfondire da fare" (1 ° luglio 2015 - 30 giugno 2017 ): l´utilizzo di strumenti esistenti e gli attuali trattati per rafforzare la competitività e la convergenza strutturale, realizzando politiche fiscali responsabili a livello nazionale e dell´area dell´euro, completando l´Unione finanziaria e migliorare responsabilità democratica. - Fase 2 , o "completare Emu" : le azioni di più ampia portata sarà lanciato per rendere il processo di convergenza più vincolante, attraverso ad esempio una serie di parametri di riferimento concordati per la convergenza che sarebbe di natura giuridica, così come una zona euro tesoreria. - Fase Finale ( al più tardi entro il 2025 ): una volta che tutti i passaggi sono pienamente in atto, una Emu profonda e genuina fornirebbe un luogo stabile e prospero per tutti i cittadini degli Stati membri dell´Ue che condividono la moneta unica, attraente per gli altri Ue gli Stati membri ad aderire se sono pronti a farlo. Per preparare la transizione dalla fase 1 alla fase 2 , la Commissione presenterà un libro bianco in primavera 2017 che delinea le prossime tappe necessarie, comprese misure legali per completare l´Uem in fase 2. Questo segue il modello del Libro bianco di Jacques Delors del 1985 che - attraverso una serie di misure e un calendario ad essi - ha aperto la strada per l´Atto unico europeo, la base giuridica del progetto del mercato unico. Cosa c´è nella Relazione Cinque presidenti concretamente? 1. Verso una Unione economica della convergenza, crescita e occupazione Questa Unione deve poggiare su quattro pilastri: la creazione di un sistema di competitività di autorità della zona euro ; un´attuazione rafforzata della procedura per gli squilibri macroeconomici; una maggiore attenzione per l´occupazione e le prestazioni sociali; e su un maggiore coordinamento delle politiche economiche all´interno di una rinnovata semestre europeo (vedi allegato 2). Questo dovrebbe essere messo in atto nel breve periodo (fase 1), sulla base delle misure concrete e il metodo comunitario. A medio termine (fase 2), il processo di convergenza dovrebbe essere reso più vincolante attraverso una serie di norme comuni di alto livello che sarebbe stato definito nella legislazione dell´Ue. Autorità Competitività L´obiettivo delle autorità competitività non dovrebbe essere quello di armonizzare le pratiche e le istituzioni responsabili della formazione dei salari a livello transfrontaliero. Quei processi variano notevolmente all´interno dell´Ue ed è giusto che riflettono le preferenze nazionali e tradizioni giuridiche. Sulla base di un modello comune, ogni Stato membro dovrebbe decidere l´esatto set-up della sua autorità nazionale per la competitività, ma dovrebbero essere democraticamente responsabili e funzionalmente indipendente. Attori nazionali, come le parti sociali, devono continuare a svolgere il loro ruolo secondo le procedure stabilite da ciascuno Stato membro, ma dovrebbero utilizzare i pareri delle autorità come guida durante i negoziati salariali impostazione. Alcuni Stati membri, come i Paesi Bassi e il Belgio, hanno già tali autorità. 2. Verso Union Financial Unione economica e finanziaria sono complementari e si rafforzano a vicenda. I progressi su questi due fronti deve essere una priorità assoluta nella fase 1. Come la stragrande maggioranza del denaro è depositi bancari, il denaro può essere solo veramente unico se la fiducia nella sicurezza dei depositi bancari è la stessa indipendentemente dallo Stato membro in cui una banca opera. Ciò richiede vigilanza bancaria unica, risoluzione nel settore bancario e assicurativo unico unico deposito.Abbiamo già raggiunto l´obiettivo di vigilanza bancaria unica. Un meccanismo di risoluzione unico è stato concordato con un fondo di risoluzione unico (che sarà operativa dal 1 ° gennaio 2016). Come passo successivo, i cinque presidenti propongono il varo di un sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis) in fase 1 che potrebbe essere impostato come un sistema di riassicurazione a livello europeo per i sistemi di garanzia dei depositi nazionali. 3. Verso l´unione fiscale Politiche di bilancio insostenibili mettono in pericolo non solo la stabilità dei prezzi all´interno dell´Unione, ma anche danneggiare la stabilità finanziaria. Nel breve periodo (fase 1), i cinque presidenti propongono la creazione di un comitato consultivo di bilancio europeo che coordini e integrare consigli di bilancio nazionali già esistenti (si veda l´allegato 3). Sarebbe fornire un´analisi indipendente, a livello europeo, di come i bilanci eseguire contro gli obiettivi economici fissati nel quadro della governance di bilancio dell´Ue. A più lungo termine (fase 2), una funzione comune di stabilizzazione macroeconomica dovrebbe essere istituita per affrontare meglio gli shock che non possono essere gestiti a livello nazionale. Si migliorerebbe l´ammortizzazione dei grandi shock macroeconomici e rendere l´Uem più resistente. Tale funzione di stabilizzazione potrebbe sfruttare ilFondo europeo per gli investimenti strategici , come primo passo, individuando un pool di fonti di finanziamento e progetti di investimento specifici per l´area dell´euro, per essere sfruttato in. 4. Rafforzare responsabilità democratica, Legittimità e Istituzioni: Da Regole da Istituzioni Maggiore responsabilità e l´integrazione a livello dell´Ue e dell´area dell´euro significa più interdipendenza. Significa anche una migliore condivisione delle nuove competenze e una maggiore trasparenza su chi decide cosa e quando. E ´tempo di rivedere e consolidare la nostra costruzione politica: il Rapporto propone un maggior coinvolgimento e controllo parlamentare - a livello nazionale ed europeo, soprattutto quando si tratta di raccomandazioni specifiche per paese, i programmi nazionali di riforma e annuale della crescita. A breve termine (fase 1), l´Uem ha bisogno di una rappresentanza esterna unificata - come indicato nelle orientamenti politici del presidente Juncker. Oggi, l´Ue e l´area dell´euro, non sono ancora rappresentate come uno nelle istituzioni finanziarie internazionali, in particolare il Fondo monetario internazionale. Una voce frammentato significa che l´Ue è punzonatura di sotto del suo peso politico ed economico. I cinque Presidenti propongono anche il rafforzamento del ruolo dell´Eurogruppo . Nel breve periodo, questo potrebbe richiedere un rafforzamento della sua presidenza e dei mezzi a sua disposizione. Nel più lungo termine (fase 2), un tempo pieno presidenza dell´Eurogruppo potrebbe essere considerato. Infine, mentre Stati membri dell´area dell´euro continueranno a decidere in materia di tassazione e la ripartizione delle spese di bilancio lungo scelte politiche nazionali, avranno sempre più bisogno di essere fatta collettivamente, garantendo nel contempo la responsabilità democratica e la legittimità delle decisioni. Una futura area dell´euro tesoro potrebbe essere il luogo di tale processo decisionale collettivo. 5. La dimensione sociale dell´Uem Una delle principali lezioni apprese dalla crisi è che una "tripla-A Emu" deve combinare economie competitive che sono in grado di innovare e avere successo in un mondo sempre più globalizzato, con un alto livello di coesione sociale. Come ha detto il presidente Juncker al Parlamento europeo per la sua elezione a Presidente della Commissione: " Voglio che l´Europa sia impegnato ad essere tripla-A su temi sociali, tanto quanto lo è quello di essere tripla A in senso finanziario ed economico . "Questo significa in particolare, che i mercati del lavoro e dei sistemi di welfare devono funzionare bene ed essere sostenibile in tutti i Stati membri dell´area dell´euro. Meglio mercato del lavoro e le prestazioni sociali, nonché la coesione sociale dovrebbero essere al centro del nuovo processo di "convergenza verso l´alto", proposto in questo rapporto. Passaggi successivi : Questa relazione ha presentato i principali passaggi necessari per completare l´Uem , al più tardi entro il 2025 Le prime iniziative dovrebbero essere lanciate dalle istituzioni europee. A partire dal 1 Luglio 2015 Per preparare la transizione tra fasi 1 e 2, la Commissione -. In consultazione con i presidenti delle altre istituzioni comunitarie - presenterà un "Libro Bianco" inprimavera 2017 , valutare i progressi compiuti nella fase 1 e la descrizione dei passi successivi necessari. Si discuterà i presupposti legali, economiche e politiche delle misure più ambiziose necessarie a completare l´Uem in fase 2, e si baserà su input di analisi da un gruppo di consultazione di esperti . Traducendo rapporto Cinque presidenti in leggi e delle istituzioni dovrebbe iniziare senza indugio.  
   
   
ALLEANZA EUROPEA PER L´APPRENDISTATO: MAGGIORI E MIGLIORI OCCASIONI NEL LAVORO PER I GIOVANI  
 
Bruxelles, 23 giugno 2015 - La lotta contro la disoccupazione giovanile è una delle massime priorità della Commissione europea. Gli apprendistati di qualità aiutano i giovani ad acquisire le abilità e le competenze chiave necessarie per avere successo sul mercato del lavoro. Oltre quaranta imprese ed altre organizzazioni hanno aderito ieri all´Alleanza europea per l´apprendistato, coordinata dalla Commissione e finalizzata ad offrire ai giovani occasioni di apprendistato più numerose e di migliore qualità. Le imprese offriranno ai giovani in totale 140 000 opportunità di apprendistato e formazione. La Commissione europea è impegnata nel rafforzare la disponibilità, la qualità e l´immagine dell´apprendistato. Marianne Thyssen, Commissaria per l´Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Porgo un caloroso benvenuto ai nuovi partner che si aggiungono oggi all´Alleanza europea per l´apprendistato. Aiutare i giovani dell´Europa ad ottenere lavori di qualità è al primo posto tra le mie priorità. Operando insieme, creeremo nuove occasioni che permetteranno ai giovani di sviluppare le capacità e accumulare le esperienze richieste sul mercato del lavoro. Spero vivamente di vedere in futuro un numero sempre maggiore di imprese e di altre organizzazioni che seguono questo esempio." I nuovi impegni sono stati sottoscritti a Riga nel corso di una riunione organizzata dalla presidenza lettone, cui hanno partecipato i ministri responsabili dell´istruzione e della formazione professionali, le parti sociali europee e la Commissione. Riportiamo alcuni tra i principali impegni assunti dalle imprese: Adecco offrirà a 5 000 giovani entro il 2017 formazione sul lavoro, presso la società principale o una delle imprese partner; Axa concederà opportunità di lavoro a 20 000 giovani entro il 2018, suddivise tra 10 000 contratti di impiego a tempo indeterminato e determinato e 10 000 occasioni di apprendistato o tirocinio retribuite. Bmw amplierà la formazione professionale a livello internazionale, anche mediante un programma duale di istruzione su misura che comprenderà formazioni pratiche in Germania e corsi di qualificazione in Spagna. Bmw accoglierà ogni anno circa 1 500 nuovi apprendisti. Safran svilupperà l´apprendistato nelle proprie controllate europee e promuoverà formule di mobilità internazionale. Safran accoglierà da 2 000 a 3 000 apprendisti all´anno. Capita offrirà ai giovani quest´anno più di 500 possibilità di apprendistato e opererà insieme ad altri importanti datori di lavoro disposti a fare lo stesso, anche mediante l´assunzione e la formazione di 400 apprendisti destinati al servizio civile e di oltre 600 per il settore bancario. Csr Europe assisterà le imprese all´interno della propria rete nel migliorare la qualità dei loro programmi di apprendistato e tirocinio, offrendo in tal modo a 50 000 giovani l´opportunità di avvalersi di formazioni di qualità entro la fine del 2017. Aderiscono all´Alleanza anche altre imprese tra cui Bertelsmann, Saica e Verallia Saint-gobain. Le parti sociali europee hanno presentato nuovi impegni nei settori dell´edilizia, della chimica, del commercio e dell´istruzione. Cinque nuovi impegni sono stati assunti dai sindacati nazionali degli insegnanti e uno da un sindacato francese del settore energetico. Altri impegni importanti sono stati sottoscritti dal governo scozzese, dall´Associazione europea degli enti regionali e locali per l´apprendimento permanente e dal think tank "Fondazione Bertelsmann". Questi nuovi membri si uniscono ai privati e ai governi che hanno già aderito all´Alleanza europea per l´apprendistato. Contesto L´alleanza europea per l´apprendistato è nata a Lipsia (Germania) il 2 luglio 2013 sulla scorta di una Dichiarazione congiuntapdf della Presidenza dell´Ue, della Commissione e delle parti sociali europee, cui hanno fatto seguito una Dichiarazione del Consiglio dell´Unione Europea e singoli impegni in merito alle prossime azioni volte ad incrementare l´offerta, la qualità e la disponibilità degli apprendistati negli Stati dell´Ue. L´alleanza riunisce autorità pubbliche, Camere di commercio, industria e artigianato, imprese, parti sociali, istituti di istruzione e formazione, regioni, organizzazioni giovanili e altre organizzazioni senza fine di lucro, think tank ed istituti di ricerca per promuovere i programmi di apprendistato e le relative iniziative in tutta l´Europa. Con l´adesione odierna dell´Italia e della Repubblica ceca sono 26 gli Stati membri dell´Ue che si sono già assunti impegni a livello nazionale. Oggi l´Alleanza accoglie altresì, in qualità di nuovi aderenti, i paesi Efta Norvegia e Svizzera, e i paesi candidati Albania, Montenegro e Turchia. A partire dal 2013, nell´ambito dell´Alleanza europea per l´apprendistato sono stati sottoscritti in totale ben 84 impegni da imprese e altri partner.  
   
   
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI: ALLEANZA EUROPEA PER POSTI DI TIROCINIO  
 
Bruxelles, 23 Giugno 2015 - Qual è l´Alleanza europea per Posti di tirocinio? L´ Alleanza europea per apprendistato (Eafa) è una piattaforma multi-stakeholder che mira a rafforzare la fornitura, la qualità e l´immagine di apprendistato, e comprende iniziative volte a migliorare la mobilità degli apprendisti in Europa anche. L´alleanza è una delle iniziative annunciate nel pacchetto per l´occupazione giovanile del mese di dicembre 2012, ed è stato lanciato durante l´evento Worldskills a Lipsia (Germania) il 2 luglio 2013. In occasione del lancio, una dichiarazione congiunta tra la Presidenza dell´Ue, la Commissione e le parti sociali europee è stato firmato, riconoscendo gli obiettivi dell´Alleanza, riconoscendo il valore ei vantaggi di apprendistato per l´occupazione giovanile, l´inclusione sociale, adeguamento delle competenze e la competitività economica, sottolineando che apprendistato sono uno dei principali elementi della garanzia per i giovani, e di impegnarsi in misure concrete per rafforzare l´apprendistato. Questa è stata seguita da una dichiarazione del Consiglio , in cui gli Stati membri hanno concordato di principi comuni guida per tirocini di qualità, e singoli impegni. Oltre alla Commissione europea e gli Stati membri, le imprese e le associazioni di categoria, camere di commercio, industria e artigianato, le parti sociali, le autorità regionali, i fornitori di istruzione e formazione, organizzazioni giovanili e non profit, think tank e istituti di ricerca fanno parte del Alleanza attraverso impegni sul rafforzamento dell´offerta, qualità e / o l´immagine di apprendistato. Quali sono i tirocini? Apprendistato sono una forma particolarmente efficace di apprendimento basato sul lavoro, che si basa sui seguenti principi: Posti di tirocinio sono parte di programmi formali di istruzione e formazione e portano a una qualifica riconosciuta a livello nazionale; Apprendistato combinano a base di società di formazione (periodi di esperienza pratica di lavoro in un ambiente di lavoro) con l´educazione nelle scuole (periodi / istruzione pratica teorica in un centro scolastico o di formazione); Il più delle volte non vi è un rapporto contrattuale tra datore di lavoro e l´apprendista, con l´apprendista di essere pagato per il suo / la sua opera. Posti di tirocinio si differenziano da altri tipi di apprendimento in azienda, come ad esempio stage / tirocini, che sono spesso programmi formali di fuori di istruzione e formazione, e non legati alle qualifiche riconosciute. Per i tirocini di mercato aperto, un quadro di qualità per i tirocini è stato adottato nel 2014. Perché sono importanti apprendistato? Ifp sistemi con una forte apprendimento basato sul lavoro, come l´apprendistato, sono efficaci nel facilitare la transizione dei giovani in posti di lavoro. Alternando tra scuola e lavoro, l´apprendista sviluppa le competenze e le conoscenze che i datori di lavoro stanno cercando. Questo avvantaggia le imprese che ottengono un migliore accesso ai lavoratori qualificati. In genere, il 60-70% degli apprendisti di lavoro sicuro subito dopo il completamento, e le imprese di formazione di solito recuperare i loro investimenti di formazione per la fine o subito dopo il periodo di formazione [1] .Inoltre, i paesi con forti sistemi di apprendistato tendono ad avere la disoccupazione giovanile meno di altri. Ciò che è stato fatto finora? 26 Stati membri dell´Unione europea ´e 5 paesi extracomunitari hanno seguito da rendere gli impegni nazionali su iniziative concrete per migliorare la qualità, l´immagine e l´offerta di posti di tirocinio. 84 promesse sono state fatte da imprese e associazioni di categoria, camere di commercio, industria e artigianato, le parti sociali, le autorità regionali, i fornitori di istruzione e formazione, i giovani e le organizzazioni non-profit, gruppi di riflessione e istituti di ricerca. Vicino a 200 aziende sono coinvolte anche attraverso il business-led Alliance4youth . Che cosa è stato concordato oggi? Nell´ambito della riunione dei ministri responsabili della formazione professionale e della formazione a Riga, la Commissione e la presidenza Ue della Lettonia hanno organizzato una seduta pomeridiana sul dell´Alleanza europea per Posti di tirocinio. L´attenzione era su come rafforzare ulteriormente l´impegno del settore privato, e 38 nuovi impegni(inclusi nel 84) da società e altre organizzazioni sono stati firmati. I Ministri hanno inoltre convenuto sulle conclusioni di Riga su cinque priorità per l´istruzione e la formazione professionale, 2015-2020, di cui uno prioritario l´apprendimento e apprendistati basati sul lavoro. Sono apprendistato recentemente migliorato? Un sondaggio online condotto in marzo-aprile 2015 tra le parti interessate (senza Stati membri) dell´Alleanza ha riferito sugli sviluppi positivi per quanto riguarda la fornitura, la qualità e l´immagine di apprendistato, e la crescente importanza della mobilità. Quasi 3 a 5 gli intervistati hanno dichiarato di aver maggiore offerta di apprendistato, e più di 3 a 5 segnato un ulteriore aumento del numero di apprendistato per l´anno prossimo. A titolo di esempio, Siemens ha aumentato il numero di apprendisti a oltre 1.500 in Europa entro la fine del 2014, e la Camera di commercio austriaca mi aspettavo di creare 90 nuovi tirocini in Bulgaria e in Romania dal 60 settembre 2015. La Nestlé ha avviato Alleanza per la gioventù, con circa 200 aziende a bordo, ha annunciato nel giugno 2015 di aver fornito formazione e posti di lavoro per 50 000 giovani europei in un anno, di cui 16 000 tirocini di qualità o tirocini. Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che che l´offerta complessiva di apprendistato è sceso negli ultimi anni e la necessità di potenziare ulteriormente l´impegno delle imprese al fine di ampliare il numero di posti di apprendistato di qualità. Come ottenere le aziende, in particolare le Pmi, a bordo? Apprendistato dipendono dalla volontà delle aziende di impegnarsi con le scuole di formazione professionale e centri di formazione, e di investire nelle capacità future dei giovani. Le imprese più grandi hanno maggiori probabilità di essere attivi in ​​questo tipo di formazione. In tutta l´Ue, il 44% delle aziende con più di 250 dipendenti offrono tirocini, rispetto a solo il 22% delle imprese con 10-49 dipendenti. Allo stesso tempo, piccole e medie imprese (Pmi), comprese le microimprese sono la spina dorsale dell´economia europea che fornisce circa 2/3 di occupazione nel settore privato in Europa. Essi possono affrontare maggiori difficoltà nel fornire tirocini di apprendistato a causa della mancanza di risorse e personale per supervisionare gli apprendisti, nonché le competenze per gestire i requisiti amministrativi. Sostenere le imprese, in particolare le Pmi, è fondamentale al fine di aumentare l´offerta di posti di tirocinio in tutta Europa. Gli Stati membri hanno aumentato gli sforzi incentrati su un sostegno mirato e misure che consentano di coinvolgimento delle Pmi nei apprendistato lungo tre linee di azione: 1. Incentivi finanziari; 2. Infrastrutture e sostegno non finanziario; 3. Supporto per formatori aziendali in-. L´istruzione e la formazione 2020 del gruppo di lavoro in materia di istruzione e formazione professionale (Ifp) ha sviluppato un quadro di orientamento su ´Attività per le imprese, in particolare le Pmi, offrendo apprendistato ", che sarà pubblicato nel 2015. L´obiettivo è quello di aiutare gli Stati membri introducano o supporto di riforma per le aziende, in particolare le Pmi e le microimprese, che partecipano a programmi di apprendistato. Esso comprende sette principi:
Principi Esempi
1. Misure di sostegno che rendono l´apprendistato più accessibile alle Pmi Ambiente istituzionale con organismi intermediari, i servizi di corrispondenza
2. Trovare il giusto equilibrio tra le competenze specifiche esigenze delle aziende di formazione e l´esigenza generale di migliorare l´occupabilità degli apprendisti Procedure formali per l´approvazione delle società di formazione, il coinvolgimento delle parti sociali
3. I costi di condivisione e benefici che motiva società di formazione, scuole professionali e centri di formazione, nonché gli studenti Fondi per la formazione settoriali gestiti dalle parti sociali, un sostegno non finanziario
4. Concentrandosi sulle società che non hanno esperienza con gli apprendisti Sussidi per un periodo iniziale, supporto attraverso linee guida di formazione su misura
5. Le società di supporto che offrono tirocini per gli studenti svantaggiati Il coaching individualizzato o mentoring, attrezzature specifiche ad esempio per danni all´udito
6. Promuovere la cooperazione sistematica tra le scuole di formazione professionale, centri di formazione e le imprese Contatti regolari / visite tra tutte le parti, partnership specifiche o generali a tema
7. Aziende Motivare e sostenere per assegnare formatori qualificati e tutor Riconoscere la propria identità e il lavoro, sostenere il loro sviluppo competenze
Che finanziamento e il sostegno è disponibile? L´alleanza non prevede il finanziamento stesso. Tuttavia, una serie di meccanismi di finanziamento di cui sopra sono a disposizione per i progetti di apprendistato. Il Fondo sociale europeo sostiene la creazione o il miglioramento di apprendistato L´ iniziativa occupazione giovanile supporta la consegna della garanzia per i giovani Erasmus + sostiene la mobilità, partenariati strategici, e la riforma della politica. La Banca europea per gli investimenti in grado di fornire finanziamenti alle imprese di creare nuovi programmi di apprendistato. Eures e tuo primo lavoro Eures sono in fase di modernizzazione, tra l´altro per includere l´apprendistato. Drop´pin @ Eures è un sito web per calcestruzzo apprendistato e di formazione offerte, e per facilitare le associazioni tra imprese e organizzazioni. Nell´ambito del programma Erasmus +, 10 progetti sulla riforma dell´apprendistato guidata da autorità nazionali responsabili di tirocinio sono in corso di attuazione in 2014-2015. Un´occasione particolare per i progetti che sosterranno per le piccole e medie imprese ad impegnarsi in apprendistato, camere di targeting, imprese, fornitori di Ifp e le altre organizzazioni interessate è prevista per l´autunno. Come possono le organizzazioni aderire all´Alleanza? Un´organizzazione può aderire all´Alleanza europea per apprendistato, facendo un breve impegno , e inviandolo al empl-eafa@ec.Europa.eu . Potrebbe essere su up-scalare di un programma o di un´iniziativa già esistente, il lancio di una nuova partnership o di progetto pilota, l´apprendistato a partire in un nuovo paese, facilitando la mobilità, lavorando su qualità, sensibilizzazione e l´attrattiva o altre azioni pertinenti. Tutte le promesse sono pubblicati on-line. In qualità di membro della Alliance, un´organizzazione beneficia di essere parte di una rete europea di apprendistato, condividendo esperienze e imparare dalle migliori pratiche. Si guadagna un più facile accesso alle informazioni sulle linee guida, strumenti pratici, relazioni e opportunità di finanziamento, ed è invitato a workshop ed eventi rilevanti. Si può anche aumentare la visibilità del suo lavoro e le iniziative in materia di competenze e apprendistato. Con l´adesione all´Alleanza una organizzazione si impegna a contribuire a una migliore qualità, fornitura e / o l´immagine di apprendistato. Devono fornire informazioni sulle attività e sui risultati del suo impegno, almeno una volta l´anno attraverso un sondaggio online.
 
   
   
OPEN INNOVATION, OPEN SCIENCE, APERTA AL MONDO  
 
Bruxelles, 22 giugno 2015 - Di seguito l´intervento di Carlos Moedas - Commissario per la ricerca, la scienza e l´innovazione: ´Un nuovo inizio per l´Europa: apertura fino a un´epoca di innovazione´ Conference Il 25 aprile di quest´anno, un terremoto di magnitudo 7,3 ha colpito il Nepal. Per ottenere informazioni geografiche in tempo reale, le squadre di intervento utilizzato uno strumento di mappatura online chiamato Open Street Map. Open Street Map ha creato una intera mappa on-line del mondo utilizzando le conoscenze locali, tracce Gps e le fonti donati, tutti forniti su base volontaria. E ´licenza aperta per qualsiasi uso. Open Street Map è stato creato da 24 anni, studente di informatica presso l´University College di Londra nel 2004, ha oggi 2 milioni di utenti ed è stato utilizzato per vari scopi umanitari e commerciali digitali: Dai terremoti ad Haiti e Nepal per l´epidemia di Ebola in Africa Occidentale. Questa storia è una delle tante che dimostrano che ci stiamo muovendo in un mondo di innovazione aperta e innovazione utente . Un mondo in cui il digitale e fisico stanno arrivando insieme. Un mondo in cui le nuove conoscenze si crea attraverso collaborazioni globali che coinvolgono migliaia di persone provenienti da tutto il mondo e da tutti i ceti sociali. Signore e signori, nel corso dei prossimi due giorni vorrei che per tracciare un nuovo percorso per la politica dell´innovazione della ricerca europea e. Una nuova strategia che sia adatto allo scopo per un mondo aperto, digitale e globale. E vorrei esporre all´inizio di questa importante conferenza mie ambizioni per i prossimi anni. Ma prima, mi piacerebbe prendere un momento per guardare indietro a quanto abbiamo come.When abbiamo iniziato questo viaggio 15 anni fa, lo Spazio europeo della ricerca è stato concepito come uno spazio fisico. Abbiamo quindi concentrati sulla cooperazione fisica e mobilità dei ricercatori in diversi paesi, e il flusso di conoscenze oltre i confini nazionali. Se ci troviamo di nuovo dalle discussioni politiche dettagliate e guardare il quadro più ampio, vedremo quanta progressi sono stati compiuti. La cooperazione nella ricerca transfrontaliera è diventata una splendida realtà di tutti i giorni. La mobilità sta diventando una parte normale della carriera di ogni ricercatore. Circa uno su tre ricercatori dell´Ue sono stati mobili a livello internazionale negli ultimi 10 anni. C´è stato un aumento di otto volte del numero di posti di lavoro pubblicizzati sul sito Euraxess dal 2007, con circa 10 000 offerte di lavoro in un dato giorno. Oggi, abbiamo un unico programma europeo integrato per la ricerca e l´innovazione. Così, ora è il momento di completare questo primo capitolo del Ser e Unione dell´innovazione . Prendiamo le fasi finali. Sto lavorando con le università e gli istituti di ricerca per lanciare il nuovo regime pensionistico Resaver per l´anno prossimo. Questo permetterà ai ricercatori di muoversi più facilmente tra gli Stati membri. Nel mese di giugno del prossimo anno farò convocare una riunione con tutti i paesi che hanno introdotto piani d´azione Era nazionali , per completare questo primo capitolo. Al tempo stesso, dobbiamo anche aprire il capitolo successivo. Il primo capitolo era di circa il Ser fisico e che riunisce la ricerca e l´innovazione. Il prossimo capitolo deve concentrarsi sull´apertura nostri sistemi di ricerca e innovazione e che riunisce il fisico e digitale. Permettetemi quindi rivolgo a le sfide future. Come il nuovo commissario per la Ricerca, la Scienza e l´Innovazione, ho trascorso gli ultimi otto mesi di ascolto, visitando gli Stati membri, guardando le prove, in via di sviluppo le mie idee. Vedo fantastici punti di forza in Europa. Siamo aperti, abbiamo la diversità, ospitiamo grandi istituzioni. Con Orizzonte 2020, stiamo finanziando la ricerca su una scala senza precedenti. Ma dobbiamo essere onesti circa le sfide che affrontiamo. Vedo tre grandi sfide: Siamo troppo raramente riuscendo ad ottenere dei risultati della ricerca al mercato. Le tecnologie sviluppate in Europa sono il più delle volte commercializzato altrove. Anche se l´Europa produce risultati scientifici più di qualsiasi altra regione del mondo, in alcune aree restiamo indietro sulla migliore scienza. Allo stesso tempo, c´è una rivoluzione accade nei lavori scientifici modo. Ogni parte del metodo scientifico sta diventando un processo aperto, collaborativo e partecipativo. Europa pugni sotto il suo peso in scienza e la diplomazia internazionale. Il nostro interesse scientifico collettivo dovrebbe essere accompagnato da una voce più attiva nei dibattiti globali. Così, Al fine di superare queste tre sfide che vedo tre priorità strategiche: Open Innovation, Open Science, e Apertura al mondo. Che cosa voglio dire esattamente? Cominciamo con Open Innovation! Aprire l´innovazione è di coinvolgere molti più attori nel processo di innovazione, da ricercatori, agli imprenditori, agli utenti, ai governi e della società civile. Abbiamo bisogno di innovazione aperta di capitalizzare i risultati della ricerca e innovazione in Europa. Questo significa creare le giuste ecosistemi, aumentando gli investimenti, e portando più aziende e delle regioni nell´economia della conoscenza. Vorrei andare oltre e più velocemente verso l´innovazione aperta. In primo luogo, credo che abbiamo bisogno di fare di più per creare un contesto normativo per l´innovazione di prosperare. Come possiamo fare in modo che i processi legislativi che richiedono diversi anni in grado di adattarsi alle tecnologie che si evolvono ogni mese? Come possiamo fare in modo che la regolamentazione si basa su un principio di innovazione, nonché un principio di precauzione? In secondo luogo, se si confrontano i livelli di investimento tra l´Ue e gli Stati Uniti uno dei più grandi differenze nell´ecosistema è capitale di rischio. Ci è molto meno capitale di rischio in Europa, e fondi di venture capital non hanno la scala o di scopo a crescere le aziende dallo stadio prima metà di tappo e da mid-cap per operatori globali. Vorrei affrontare questo problema di petto, attraverso lo sviluppo di uno o più Fondo europeo dei fondi che investirà in nuove generazioni di grandi imprese innovative europee In terzo luogo, abbiamo bisogno di nuove azioni per ottenere un impatto maggiore innovazione di Horizon 2020. Un modo per farlo è quello di creare sinergie reali con i fondi strutturali. Insieme con il Commissario Cretu, ho intenzione di introdurre un "marchio di eccellenza" per i richiedenti che vengono valutati come eccellente, ma non possono ottenere un finanziamento da Orizzonte 2020, per aiutarli ad accedere ai fondi strutturali. Verrà avviata con i richiedenti allo strumento per le Pmi. Ciò consentirà alle regioni di sostenere le loro aziende più promettenti - quelle aziende che sono riconosciuti come eccellente a livello europeo. In quarto luogo, Orizzonte 2020 ha fatto un enorme passo in avanti nel sostegno all´innovazione.Sono molto orgoglioso di questo. Ma vedo anche che l´Europa non ha ancora un sistema di livello mondiale per sostenere i migliori innovazioni nel modo in cui il Consiglio europeo della ricerca è il riferimento globale per sostenere l´eccellenza scientifica. Così ci piacerebbe fare il punto sui diversi regimi per sostenere l´innovazione e le Pmi nell´ambito di Orizzonte 2020, a guardare le migliori pratiche a livello internazionale, e per la progettazione di un nuovo Consiglio europeo per l´innovazione. Questo non è per domani, ma credo che dovremmo discutere come un elemento importante nell´ambito della revisione intermedia di Orizzonte 2020. Poi c´è scienza aperta, che è il tema del dibattito di oggi! Sono convinto che l´eccellenza scientifica è il fondamento della prosperità futura, e che l´apertura è la chiave per l´eccellenza. Ci viene spesso detto che ci vogliono molti decenni per scoperte scientifiche per trovare applicazione commerciale. Lascia che ti racconti una storia che dimostra il contrario. Il grafene è stato isolato in laboratorio dai Proff. Geim e Novoselov presso l´Università di Manchester nel 2003 (Premi Nobel 2010). Lo sviluppo del grafene da allora ha beneficiato di un forte sostegno dell´Ue, comprese le sovvenzioni del Cer per Proff. Geim e Novoselov. Quindi sono orgoglioso di mostrarvi uno dei nuovi prodotti di grafene che saranno presto disponibili sul mercato. Questa lampadina utilizza le uniche proprietà di dissipazione termica del grafene per realizzare una maggiore efficienza energetica e una vita più lunga che lampadine Led. È stato sviluppato da una spin-out presso l´Università di Manchester, chiamato grafene illuminazione, come ci si aspetta per andare in vendita entro la fine dell´anno. Ma non dobbiamo essere compiacenti. Se guardiamo gli indicatori del più eccellente della scienza, scopriamo che l´Europa non è al top della classifica in alcuni settori. Il nostro obiettivo finale dovrebbe sempre essere quello di promuovere l´eccellenza non solo attraverso Cer e Marie Skłodowska-curie, ma in tutto il H2020. Per tale obiettivo dobbiamo andare avanti su due fronti: In primo luogo, stiamo preparando un appello per la scienza europea Nube progetto al fine di individuare la possibilità di creare un cloud per i nostri scienziati. Abbiamo bisogno di un accesso più aperto ai risultati della ricerca e dei dati sottostanti. Pubblicazione di accesso aperto è già un requisito nell´ambito di Orizzonte 2020, ma ora abbiamo bisogno di esaminare seriamente dati aperti. Ciò significa che stabilisce norme per la gestione, l´interoperabilità e la qualità dei dati scientifici. Mi piacerebbe vedere progressi su questo in prossimi 12 mesi. E io voglio vedere che cosa dovrebbero essere introdotti ulteriore supporto o requisiti per i dati aperti in Orizzonte 2020 in seguito alla revisione intermedia. In secondo luogo, credo fermamente che sia giunto il momento per un´iniziativa europea sull´integrità della ricerca. Questo sarà un argomento di una delle sessioni di domani e mi piacerebbe vedere la discussione tra cui decisori politici, finanziatori della ricerca, istituti di ricerca e dei ricercatori stessi. Anzi penso che dovremmo lanciare una nuova Integrity Initiative europeo della ricerca - con norme chiare e meccanismi per contrastare la cattiva condotta scientifica - entro la fine di quest´anno. Questo non solo per aumentare l´eccellenza scientifica, ma mostrerà al pubblico che la scienza europea è irreprensibile. Infine abbiamo bisogno di essere aperti al mondo! L´europa è un leader mondiale nella scienza, e questo dovrebbe tradursi in una voce importante nei dibattiti globali. Per rimanere rilevante e competitivo, abbiamo bisogno di coinvolgere più diplomazia della scienza e della collaborazione scientifica globale. Non è sufficiente per sostenere solo progetti di collaborazione; abbiamo bisogno di attivare partenariati tra regioni e paesi. Le sfide in settori quali l´energia, la salute, il cibo e l´acqua sono le sfide globali. E l´Europa dovrebbe essere all´avanguardia nello sviluppo di partenariati di ricerca a livello mondiale per affrontare queste sfide. Ciò significa parlare con una sola voce, e uno stretto coordinamento con collaborazioni internazionali ´Stati membri. L´esempio dell´iniziativa Edctp dimostra che ce la possiamo fare. Ma vorrei andare oltre e iniziare a costruire un settore di ricerca globale. Questo non accadrà in un solo passaggio, ma attraverso lo sviluppo di partenariati con altri settori, come la Cina, l´America Latina e negli Stati Uniti. Come primo passo, abbiamo annunciato due settimane fa la creazione di uno spazio comune di ricerca in occasione del vertice accademico dei capi di Stato e di governo dell´Unione europea e della Comunità dell´America Latina e dei Caraibi. Vorrei fare un passo simile Lunedi prossimo, quando ho co-chair del dialogo Ue-cina Innovation di cooperazione. Così, durante il mio mandato io mi impegno ad avviare ed espandere una serie di iniziative internazionali. Faccio alcuni esempi: Lavorerò con l´America Latina e partner africani per lanciare una strategia di ricerca comune per il Sud Atlantico, rispecchiando quello che è stato fatto per l´Atlantico del Nord nel quadro dell´iniziativa di Galway. Sto lavorando con lo Stato membro e governi partner a lanciare l´iniziativa Prima come un programma di ricerca comune sulla acqua e cibo per la regione mediterranea. Dobbiamo investire di più in progetti come l´iniziativa Sesame in Giordania, che consente ai ricercatori provenienti da tutta la regione per lavorare insieme sulla scienza di classe mondiale. Questa conferenza è la nostra occasione per completare l´epoca attuale e azioni dell´Unione dell´innovazione e di andare avanti con fiducia verso l´innovazione aperta, scienza aperta e aperta al mondo. Questa nuova Innovationera deve essere basata su azioni e non parole. Ho citato alcuni esempi di oggi, ma ci sono senza dubbio altre possibilità e le idee migliori. Non dobbiamo avere paura di sperimentare nuove idee e nuove azioni pilota [Drew Faust Preside della Harvard racconta sempre gli studenti: "Una parte fondamentale di qualsiasi successo è la parte di voi che è disposto a fallire"]. Ma poi bisogna avere la disciplina di fermare quelli che non lavorano, e l´ambizione di scalare ciò che funziona. Ricerca e innovazione devono assumere una prospettiva a lungo termine e non essere intrappolati dal passato. E dobbiamo fare in modo che ogni nostra azione porta a nuovi operatori, giovani ricercatori, imprenditori dinamici, e le persone che non sono mai stati coinvolti nella ricerca e innovazione in Europa. Questa non è solo un´altra conferenza della Commissione. Questa è la tua occasione per alimentare le vostre idee e le aspirazioni in questa nuova strategia. Lo scopriremo presto che cosa funziona e cosa no e costruiremo i nostri successi insieme. Quando innovatori come Lego iniziano fusione mattoni reali con la magia digitale, quando i cittadini conducono la propria R & S attraverso progetti di comunità online, quando i medici cominciano stampa tessuti vivi per i pazienti ... Politici devono seguire l´esempio. Lo dobbiamo ai cittadini europei. Lo dobbiamo alle generazioni future. Facciamo il coraggio di rendere l´Europa aperta all´innovazione, aperto alla scienza e aperto al mondo.  
   
   
I MINISTRI DELLE FINANZE DEGLI STATI UE, RIUNITI NEL CONSIGLIO ECONOMIA E FINANZA DELL´UNIONE EUROPEA, HANNO APPROVATO IL TESTO DEFINITIVO DEL REGOLAMENTO SUL FONDO EUROPEO PER GLI INVESTIMENTI STRATEGICI (FEIS), CHE RAPPRESENTA IL CUORE DEL PIANO DI INVESTIMENTI PER L´EUROPA DI 315 MILIARDI.  
 
Bruxelles, 23 giugno 2015 - Il negoziato sul regolamento si è concluso con successo il 28 maggio, quattro mesi e mezzo dopo che la Commissione ha adottato la proposta legislativa il 13 gennaio. Il 24 giugno il Parlamento europeo voterà il regolamento che, una volta approvato, permetterà al Feis di essere operativo a settembre. Il Vicepresidente Katainen ha dichiarato: " Il Regolamento Feis è stato negoziato in tempo record e questo dimostra che l´Ue è in grado di agire in maniera rapida e decisiva quando è necessario. Ora inizia il vero lavoro: attuare il Piano di investimenti sul campo e far arrivare i finanziamenti ai progetti per riportare l´Europa sulla via della crescita" Contesto Il Piano di investimenti per l´Europa ha l´obiettivo di dare impulso agli investimenti europei in progetti strategici per assicurarsi che il denaro raggiunga l´economia reale. Ciò dovrebbe sbloccare ulteriori investimenti di almeno 315 miliardi nei prossimi tre anni. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis) si propone di superare l´attuale fallimento del mercato. Come? Colmando le lacune dei mercato con l´assunzione di parte dei rischi. La Banca europea degli investimenti offrirà prestiti che beneficeranno della garanzia del bilancio dell´Ue. Mobilizzando investimenti privati e fondi pubblici aggiuntivi. Le attività sulle quali si focalizzerà il Feis. Il Feis sosterrà progetti solidi, finanziandoli e migliorandone se necessario il profilo di rischio. I finanziamenti saranno concentrati in settori chiave in cui il gruppo ha esperienza consolidata e capacità di incidere positivamente sull´economia europea, in particolare: Infrastrutture strategiche, ad esempio nel digitale, nei trasporti e nell´energia, in particolare interconnessione delle reti energetiche e sviluppo urbano Istruzione, ricerca e innovazione. Progetti ecosostenibili, potenziamento delle energie rinnovabili ed efficienza delle risorse. Piccole imprese.  
   
   
CONVEGNO DELL´EUREGIO: PIÙ PARTECIPAZIONE, PIÙ DEMOCRAZIA  
 
Bolzano, 23 giugno 2015 - La democrazia diretta come strumento di crescita dell´Euregio e le opportunità da sfruttare per stimolare i cittadini ad una maggiore partecipazione. Questi i temi affrontati il 19 giugno a Bolzano durante un convegno organizzato dall´Euregio in collaborazione con l´associazione di diritto pubblico comparato ed europeo e l´Istituto per il federalismo. Un maggiore coinvolgimento e una più attiva partecipazione dei cittadini al processo politico-decisionale come antidoto all´astensionismo. Questo il dato di partenza, che ha trovato tutti concordi, del convegno organizzato dal Gect Euregio Tirolo-alto Adige-trentino, al quale ha preso parte anche il presidente Arno Kompatcher. Nel suo intervento introduttivo, Kompatscher ha sottolineato che "se le politica vuole davvero un maggiore coinvolgimento popolare, allora non deve aver paura di ascoltare le opinioni dei cittadini. Più partecipazione significa più democrazia, e questo vale anche per un´istituzione come il Gect: l´Euregio vive se noi lo facciamo vivere attraverso decisioni condivise con la popolazione". Durante il convegno è stata offerta una panoramica degli strumenti di partecipazione democratica attivi in Tirolo, Alto Adige e Trentino, che si caratterizzano per una sostanziale armonicità, e sono state inoltre affrontate tematiche quali referendum, ruolo dei Comuni e democrazia diretta: insomma, un vero e proprio laboratorio di democrazia dell´Euregio. "Gli strumenti a disposizione per accrescere la partecipazione dei cittadini sono molteplici - ha concluso il direttore dell´Istituto per il federalismo dell´Università di Innsbruck, Peter Bußjäger - e consentono di aprire nuove prospettive in grado di rafforzare la formazione di un´identità eureregionale e transfrontaliera".  
   
   
EURES: COMBATTERE LA DISOCCUPAZIONE ATTRAVERSO LA MOBILITÀ PROFESSIONALE  
 
Bruxelles, 23 giugno 2015 - In Europa, mentre in alcuni stati i tassi di disoccupazione sono molto elevati, in altri le opportunità professionali non mancano, eppure la mobilità professionale all´interno dell´Unione europea è relativamente bassa. Martedì 23 giugno la commissione per l´Occupazione voterà il progetto di relazione sulla proposta di regolamento relativo a una rete europea di servizi per l´impiego (Eures), all´accesso dei lavoratori ai servizi di mobilità e ad una maggiore integrazione dei mercati del lavoro. La mobilità interna all´Unione europea è relativamente bassa: Mobilità annua all´interno dell´Ue a 27 stati: 0.29%. Mentre, in Australia: 1,5% (tra 8 stati); negli Stati Uniti: 2,4% (tra 50 stati) (Fonte: Ocse, marzo 2012). Solamente 7,4 milioni (3,1%) di lavoratori europei su un totale di circa 241 milioni sono professionalmente attivi in un altro Stato membro. Quali sono le ragioni di questa assenza di mobilità? Una scarsa conoscenza delle lingue e la difficoltà a trovare un lavoro. L´obiettivo del nuovo regolamento è quello di migliorare la rete Eures: Una più grande scelta di offerte di lavoro a livello europeo; Un migliore abbinamento tra offerte di lavoro e curriculum; Uno scambio più completo e aggiornato tra Stati membri per quanto riguarda le carenze e le eccedenze di manodopera; L´inserimento di stage e tirocini nelle offerte di lavoro. Eures è stato istituito nel 1993 ed è una rete di cooperazione coordinata dalla Commissione che mira a facilitare la libera circolazione dei lavoratori all´interno dello Spazio economico europeo (Svizzera compresa). I suoi obiettivi principali sono quelli di informare e consigliare i lavoratori sulle opportunità di lavoro in altri Stati membri e aiutare i datori di lavoro che intendono assumere dei lavoratori in altri paesi dell´Ue. Così si è espresso sulla riforma il relatore del Parlamento, l´europarlamentare tedesco del centro-destra Heinz K. Becker: "Il successo di Eures dipenderà dall´integrazione nella rete di servizi di collocamento efficaci sia pubblici che privati in tutti gli Stati membri. Inoltre un´intensiva e mirata comunicazione degli Stati membri e della Commissione verso i cittadini europei garantirà una maggiore visibilità della rete. In questo senso gli Stati membri hanno una responsabilità particolare." Infatti la politica del mercato del lavoro e tutte le misure di sostegno ad essa legate restano una competenza degli Stati membri.  
   
   
GIORNATA INTERNAZIONALE DEL RIFUGIATO: LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA ALLA CRISI UMANITARIA  
 
Bruxelles, 23 giugno 2015 - Ogni giorno, migliaia di persone sono costrette a scappare dalle loro case per sfuggire alla violenza e cercare rifugio, nei loro paesi o all´estero. Molti si separano dai familiari, senza sapere se e quando li rivedranno. Sono costretti a lasciare la scuola o il lavoro. Il fenomeno degli sfollati ha raggiunto dimensioni immense e , a mano a mano che in conflitti proseguono, i numeri crescono. Quasi 60 milioni di persone sono sfollate in tutto il mondo: è dalla Seconda guerra mondiale che non si vedevano cos tante persone in fuga dai conflitti. L´europa non farà finta di non vedere. Questo un estratto della dichiarazione congiunta del Vice-presidente Frans Timmermans, dell´Ar/vp Federica Mogherini e dei Commissari Neven Mimica, Dimitris Avramopoulos, Christos Stylianides in occasione della Giornata Internazionale del rifugiato. Un rifugiato è una persona che è stata costretta a fuggire dal suo paese d´origine e che non vuole o non può ritornarvi a causa del timore di essere perseguitato. A protezione dei diritti dei rifugiati l´Assemblea delle Nazioni Unite ha approvato nel 1951 la Convenzione relativa allo status dei rifugiati (Convention relating to the Status of Refugees). Situazione umanitaria attuale Secondo l´Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), al mondo ci sono circa 38,2 milioni di sfollati interni, circa 19,5 milioni di rifugiati e 1,8 milioni di persone hanno richiesto asilo nel 2014. A causa del recente conflitto siriano, il paese sulle coste del Mediterraneo è diventato la principale fonte di rifugiati nel 2014: con i suoi 3,9 milioni di migranti ha superato persino l´Afghanistan, che aveva mantenuto il suo triste primato per ben 30 anni. A seguire troviamo Somalia, Sudan, Sudan del Sud, la Repubblica Democratica del Congo ed il Myanmar. L´86% dei rifugiati vive in paesi in via di sviluppo. In paesi come la Siria, la Somalia, l´Afghanistan, lo Yemen, la Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan, la Repubblica democratica del Congo, lo Yemen o l´Iraq, aiutare gli sfollati è ancora più difficile perché significa lavorare in ambienti di difficile accesso o che presentano rischi talvolta mortali. Secondo l´Unhcr, del totale di 14,4 milioni di rifugiati nel mondo nel 2014, più di 1 milione si trovava in Europa. La risposta dell´Unione europea Tutti gli Stati europei hanno firmato nel ´51 la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, e l´apertura di oggi dell´Ufficio europeo di sostegno per l´asilo (Easo) è il naturale passo in avanti richiesto dalle difficili situazioni attuali. La Commissione Europea si è dedicata molto alla situazione dei rifugiati, devolvendo circa il 70% del budget per gli aiuti umanitari del 2014 a progetti di aiuto ai rifugiati in più di 33 nazioni nel mondo. Gli aiuti umanitari forniti dalla Commissione aiutano a dare aiuto immediato ai rifugiati, proteggerli e supportarli durante le evacuazioni e al momento del ritorno nel paese d´origine, aumentare l´autosufficienza dei rifugiati. La risposta immediata alle crisi umanitarie è fornita grazie alla Direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile della Commissione europea (Echo), inoltre la Commissione Europea supporta organizzazioni che si occupano di migranti, rifugiati e sfollati (ad esempio l´Unhcr, l´Organizzazione internazionale per le migrazioni, la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa). La Commissione Europea sta inoltre finanziando piani di sviluppo più ampi e a lungo termine che affrontano le sfide che accompagnano gli sfollamenti forzati. Per quanto riguarda gli sfollati che decidono di cercare aiuto in Europa, la nuova Agenda europea sulla migrazionepdf propone di stabilire un meccanismo temporaneo di ricollocazione nei paesi dell´Ue di 40 000 persone che si trovano in Italia e Grecia e hanno diritto alla protezione internazionale.  
   
   
BOLZANO: COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO, KOMPATSCHER RICEVE DELEGAZIONE DELL´ECUADOR  
 
Bolzano, 23 giugno 2015 - Il presidente Arno Kompatscher ha ricevuto il 22 giugno una delegazione proveniente dall´Ecuador, paese sudamericano dove la Provincia di Bolzano sostiene progetti di cooperazione allo sviluppo per migliorare l´efficienza dell´amministrazione pubblica. I programmi di sostegno scadono nel 2017, ma si pensa già ad una prosecuzione. "La Provincia di Bolzano - ha sottolineato il presidente Kompatscher - sostiene tanti programmi di cooperazione allo sviluppo in diverse regioni del mondo, ma quello riguardante la Mancomunidad del Norte, in Ecuador, è decisamente speciale". Il progetto, infatti, prevede la messa in campo di iniziative che hanno come obiettivo quello di rafforzare la pubblica amministrazione locale, renderla più efficiente, e migliorare la partecipazione popolare all´interno dei processi decisionali. Altro obiettivo, inoltre, è quello di creare banche dati e sistemi informativi più affidabile per quanto riguarda non solo i geodati, ma anche la situazione demografica e sociale della popolazione. "A proposito di partecipazione - ha aggiunto Arno Kompatscher - anche in Alto Adige ci sono margini di miglioramento, ma possiamo comunque offrire un bagaglio di esperienze che possono essere utili". All´incontro, oltre al prefetto della provincia di Carchi, Guillermo Herrera, hanno partecipato anche i responsabili della cooperazione allo sviluppo della Provincia di Bolzano, nonchè una serie di funzionari della quattro province dell´Ecuador del Nord coinvolte nel programma. "Avviato nel 2014 - ha precisato Kompatscher - il progetto sarebbe dovuto esaurirsi entro il 2017, ma stiamo pensando ad una prosecuzione, puntando anche ad una collaborazione transfrontaliera con alcune zone della Colombia meridionale".  
   
   
TOSCANA: NUOVA GIUNTA, ASSEGNATE LE DELEGHE. ROSSI: "ACCORPAMENTI PER AMMINISTRAZIONE PIÙ EFFICIENTE"  
 
Firenze, 23 giugno 2015 - Accorpamenti forti e forti personalità. Queste le due caratteristiche della nuova giunta regionale toscana messe in luce dal presidente Rossi durante la presentazione delle deleghe dei nuovi assessori. "Questo esecutivo -- ha spiegato Rossi - ha due facce: da una parte è composto da persone con esperienza politica e amministrativa consolidata, che proseguono nel loro incarico dopo aver ottenuto buoni risultati nella precedente legislatura; dall´altra è espressione di professionalità qualificate, che hanno dimostrato volontà e competenza sul campo". "Con gli accorpamenti fatti - ha aggiunto - creeremo dei maxiassessorati organizzati per aree omogenee ed andremo a risparmiare circa il 50% sulle spese per la struttura politica della Giunta. Passeremo dai 5 milioni del 2009 a circa 2,5 milioni nel 2015". Circa l´assegnazione delle deleghe il presidente ha spiegato di aver deciso di conferire a Bugli una specifica delega alla sicurezza perché "si tratta di un tema importante, politico, che ha bisogno di essere seguito in maniera assidua". Sulla decisione di slegare la delega alla casa dal sociale (assegnato a Saccardi) e di affiancarla all´urbanistica (assegnata a Ceccarelli), Rossi ha precisato che si tratta di una scelta condivisa dalla stessa Stefania Saccardi e legata alla volontà di avere un ´apripista pubblico´ che miri al recupero e alla ristrutturazione degli edifici esistenti invece che alla realizzazione di sempre nuove costruzioni. Per quanto riguarda l´abbinamento della protezione civile (prima di competenza del presidente) con l´ambiente, Rossi ha sottolineato che si tratta di una scelta fondata sulla consapevolezza che il tema necessita dell´attenzione costante di un assessore. "Quanto alla scelta di separare cultura e turismo -- ha aggiunto infine il presidente -- è maturata perché credo che in Toscana la cultura non può più essere considerata ´ancella´ del turismo, ma debba avere una propria forza prorompente e proprie politiche mirate".  
   
   
TOSCANA: NUOVA GIUNTA, LE DELEGHE IN DETTAGLIO  
 
Firenze 23 giugno 2015 - Otto assessorati ´pesanti´, con deleghe che si uniscono per formare quelli che lo stesso presidente Rossi ha più volte definito ´maxiassessorati´. La ripartizione delle competenze tra i membri della nuova Giunta regionale toscana disegna una realtà molto diversa da quelle consuete nel passato, quando gli assessorati regionali erano 14 o perfino 15. I tre assessori uscenti Vittorio Bugli, Vincenzo Ceccarelli e Stefania Saccardi vedono confermate le loro deleghe attuali, alle quali vanno però ad aggiungersi competenze altrettanto importanti: Vittorio Bugli vede confermate le deleghe alla Presidenza, a finanze e bilancio, al personale, ai rapporti istituzionali, ma a queste si somma la sicurezza; Vincenzo Ceccarelli manterrà le deleghe ad infrastrutture, mobilità e cave, ma si occuperà anche di governo del territorio, urbanistica ed edilizia sociale; Stefania Saccardi si occuperà di sanità, sociale e sport. Questi gli incarichi assegnati ai neo-assessori: Stefano Ciuoffo si occuperà di sviluppo economico, turismo, commercio, attività produttive e credito. Federica Fratoni sarà il nuovo assessore all´ambiente, anche con competenze precedentemente in capo alle Province. Dunque Fratoni si occuperà di politiche ambientali, rifiuti, energia, prevenzione degli inquinamenti, autorizzazioni ambientali, parchi, terme, assetto idrogeologico e protezione civile; Cristina Grieco avrà la delega a istruzione e formazione, un assessorato che diventerà strategico dato che l´accorpamento dell´istruzione alla formazione consentirà l´accesso alle risorse del fondo sociale europeo per sostenere l´avvicinamento tra mondo della scuola e mondo del lavoro; Marco Remaschi sarà il nuovo assessore regionale all´agricoltura con delega a caccia, pesca e politiche per la montagna; Infine l´ottavo assessore -- sul nome del quale il presidente Rossi non ha sciolto la riserva -- si occuperà di cultura, ricerca e università ed avrà la vicepresidenza. Di lavoro, gestione dei fondi europei e comunicazione si occuperà direttamente il presidente Rossi  
   
   
PRESIDENTE MARINI NOMINA ASSESSORI: "DELEGHE COERENTI CON PRIORITÀ DI CRESCITA E INNOVAZIONE DELL´UMBRIA"  
 
Perugia, 23 giugno 2015 – "Ho nominato la nuova Giunta regionale affidando ai cinque membri delle deleghe coerenti con la strategia programmatica e le priorità che avremo di fronte a noi in questa legislatura, il cui obiettivo principale è quello della crescita e dell´innovazione della nostra regione". E´ quanto affermato il 20 giugno dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che ha firmato questa mattina i decreti di nomina del nuovo esecutivo regionale, sottolineando come ciò sia avvenuto "a soli nove giorni dalla proclamazione degli eletti e come seconda tra le sette regioni che sono andate al voto lo scorso 31 maggio". La presidente ha anche sottolineato la particolarità della data di nomina della nuova Giunta regionale, il 20 giugno, doppia ricorrenza di liberazione della città di Perugia, nel 1859 dal dominio Pontificio, e nel 1944 dall´occupazione nazifascista. "Il principio che mi ha ispirato nella scelta dei nuovi assessori – ha affermato Marini – è stato quello che richiede alla politica di riassumere su di sé le funzioni di scelta e di coordinamento delle azioni di governo. Questo esecutivo segna anche il superamento di una modalità di concertazione con il resto delle autorità locali di governo, le forze sociali ed economiche. Vorremmo, infatti, avviare una modalità innovativa ed originale nel confronto con il corpo della società regionale, seguendo modalità che siano più coerenti con la necessità di assumersi la responsabilità delle scelte delle azioni programmatiche, ed anche della verifica del raggiungimento degli obiettivi". La presidente ha inoltre informato che nei prossimi giorni – presumibilmente il 29 giugno - si svolgerà la prima riunione di insediamento della Giunta regionale. Infine, prima di augurare buon lavoro ai nuovi membri della Giunta regionale la presidente Marini ha voluto rinvolgere un saluto ed un ringraziamento ai componenti del vecchio esecutivo, Fabrizio Bracco, Carla Casciari, Vincenzo Riommi, Silvano Rometti, Stefano Vinti.  
   
   
REGIONE UMBRIA; PRESIDENTE MARINI NOMINA ASSESSORI: DELEGHE E COMPETENZE  
 

Perugia, 23 giugno 2015 – Catiuscia Marini (Pd) presidente della Giunta regionale Nata a Todi il 25 settembre 1967, maturità classica, laureata in Scienze Politiche (internazionali), ha svolto attività di ricerca con periodi di studio anche all´estero. Dirigente di Lega Coop Umbria, ha svolto la funzione di Direttore regionale. Parlamentare europeo nella Vi legislatura e membro della Commissione Mercato Interno e della Delegazione con i paesi dell´area Maghreb, è stata sindaco di Todi per due mandati, dal 1998 al 2007 (dopo essere stata consigliere comunale e vicesindaco), e presidente di Anci Umbria. Nel marzo 2010, dopo aver vinto le elezioni primarie indette dal Pd, è eletta Presidente della Regione Umbria. Nel giugno 2010 viene nominata membro titolare del Comitato delle Regioni. Membro della commissione per la politica di coesione territoriale (Coter) e della commissione ambiente, cambiamenti climatici ed energia (Enve). Per il Comitato delle Regioni, è stata relatrice sul regolamento generale fondi strutturali per il periodo 2014-2020, sul futuro del Fondo Sociale europeo e in materia di aiuti di stato agli aeroporti regionali. Tra l´ottobre 2011 ed il giugno 2014 ha ricoperto la carica di Primo Vicepresidente del gruppo del Partito Socialista Europeo (Pse) del Comitato delle Regioni e dal febbraio 2015 è presidente del Gruppo. È stata Primo Vicepresidente del Comitato delle Regioni. Nell´ambito della Conferenza italiana delle Regioni e Province Autonome svolge la funzione di Coordinatrice del gruppo di lavoro sulla programmazione comunitaria 2014-2020 con il compito di seguire e gestire i negoziati con il Governo italiano per la programmazione europea 2014-2020. È inoltre coordinatore vicario della commissione Salute e coordinatore della commissione Attività di cooperazione e iniziative per il dialogo e la pace in Medio Oriente. Dal 2013 è membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico. Fernanda Cecchini (Pd): Nata a Città di Castello il 17 febbraio 1960, diploma di Maturità, si è specializzata nel settore sociale e ha lavorato nella scuola a sostegno dei portatori di handicap. Attiva nel volontariato sociale. Consigliere comunale a Città di Castello dal 1980 al 1988, è stata segretario del Pds di Città di Castello dal 1993 al 1997. Assessore comunale alla Cultura e all´Urbanistica dal 1997 al 1999 e assessore provinciale (Pg) alla Cultura e al Bilancio dal 1999 al 2001. Eletta Sindaco di Città di Castello nel 2001, è stata rieletta nel 2006, carica mantenuta fino a maggio 2010. È stata Presidente di Anci Umbria. Nella precedente legislatura ha ricoperto l´incarico di assessore regionale all´agricoltura, parchi, caccia e pesca, è stata membro del Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d´Europa. Antonio Bartolini (assessore esterno): ha 47 anni: è nato e vive a Perugia. Coniugato, ha tre figli. E´ Vice-direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell´Università degli Studi di Perugia, dove insegna, come professore ordinario, Diritto amministrativo. Allievo del Professor Bruno Cavallo. Membro del Comitato esecutivo dell´Associazione italiana di diritto urbanistico (Aidu). Fa parte di direzioni scientifiche ed è referee di riviste di diritto amministrativo italiane e straniere. Consigliere di amministrazione di Casse di Risparmio dell´Umbria e della Fondazione per l´Istruzione Agraria. Nella passata consiliatura è stato il responsabile scientifico per le politiche della semplificazione nella Regione Umbria. Esercita la professione di avvocato presso le magistrature amministrative (Tar, Consiglio di Stato e Corte Conti) Luca Barberini (Pd): ha 50 anni, vive e lavora a Foligno, è sposato e ha due figli. Laureato in Economia, esercita la professione di commercialista, con specializzazione nell´area fiscale, nella revisione contabile, nei bilanci, nelle procedure fallimentari. Ha fatto parte di varie associazioni giovanili e di volontariato e, per diversi anni, è stato responsabile del gruppo Agesci di Foligno, partecipando a varie iniziative umanitarie anche all´estero. Nel suo percorso lavorativo di libero professionista, ha ricoperto incarichi di amministratore e revisore di diverse società pubbliche e private, ha guidato la Valle Umbra Servizi Spa, società di servizi pubblici nel territorio dell´area vasta Foligno- Spoleto-valnerina. È stato segretario comunale de "La Margherita", membro della prima assemblea nazionale del Partito Democratico. Ha partecipato attivamente alla crescita del Pd in Umbria, contribuendo a unire culture e istanze diverse. Nel 2010 è stato eletto nel Consiglio regionale dell´Umbria, nella lista del Pd. Nel corso della legislatura, è stato presidente del Comitato per la Legislazione, presidente della Commissione d´inchiesta sulle tossicodipendenze in Umbria, membro della Prima e della Seconda Commissione Consiliare Permanente. Giuseppe Chianella (Psi): nato a Montecastrilli (Tr) il 6 novembre 1957 risiede ad Avigliano Umbro. È laureato in Architettura, è iscritto all´Ordine degli Architetti della provincia di Terni e svolge la sua attività presso il proprio studio professionale. È stato consigliere al Comune di Avigliano Umbro nell´anno 1980; eletto sindaco nel 1985 sempre nel Comune di Avigliano Umbro ricopre tale carica sino al 1990; assessore alla Comunità Montana dell´Amerino per circa due anni fino al giugno del 1999; nel giugno del 1999 viene eletto Consigliere provinciale nel collegio Montecastrilli – Amelia – Avigliano Umbro e chiamato dal Presidente della provincia a ricoprire l´incarico di Assessore alla Pubblica Istruzione e Università, ai Trasporti ed alle Politiche Comunitarie fino al 2004; eletto nuovamente nello stesso collegio provinciale, nel 2004 viene nominato nuovamente assessore alla Scuola , Università e Cultura e fino al 5 maggio 2006; a fine maggio 2006 viene eletto nuovamente Sindaco di Avigliano Umbro e nel 2011 riconfermato per la seconda volta nella stessa carica. Nel dicembre 2007 per conto dell´Anci è consigliere della Sezione Regionale Umbra dell´Agenzia Autonoma per la gestione dell´Albo dei Segretari Comunali e Provinciali. Viene eletto, nel novembre del 2009, coordinatore Anci dei 62 piccoli comuni dell´Umbria e riconfermato all´unanimità nel gennaio 2015. Fabio Paparelli (Pd): è nato a Terni il 26 gennaio 1962, dove risiede. Sposato e padre di due bambini, ha iniziato il percorso politico nel Psdi come consigliere della circoscrizione Tacito. Successivamente è stato consigliere comunale di Montecastrilli e assessore alla Provincia di Terni. Da giugno 2013 è stato assessore regionale esterno. Al primo mandato come consigliere regionale è risultato il primo degli eletti della Provincia di Terni. Docente in discipline giuridiche ed economiche, è stato capolista per Renzi all´assemblea nazionale del Pd, di cui è membro.

 
   
   
REGIONE UMBRIA, PRESIDENTE MARINI NOMINA GABINETTO  
 
 Perugia, 22 giugno 2015 - La Presidente della Regione Catiuscia Marini il 20 giugno ha firmato anche il decreto per la nomina del suo staff: Capo di gabinetto: Mirella Castrichini. Consigliere politico: Valentino Valentini. Segreteria particolare e rapporti con la Conferenza delle Regioni: Joseph Flagiello. Rapporti Comitato Regioni d´Europa: Livia Menichetti. Responsabile della segreteria: Sonia Monaldi. Assistente segreteria: Maria Stella Nicoletti.  
   
   
GIUNTA REGIONALE UMBRIA; PRESIDENTE MARINI NOMINA ASSESSORI REGIONALI  
 
 Perugia, 23 giugno 2015 – Lo scorso 20 giugno la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha presentato alla stampa i membri dell´esecutivo regionale. Ricopriranno il ruolo di assessori: Fernanda Cecchini (Pd), Antonio Bartolini (Assessore esterno Area Pd), Luca Barberini (Pd), Giuseppe Chianella (Assessore esterno Area Socialisti), Fabio Paparelli (Pd).  
   
   
SARDEGNA: MENO BUROCRAZIA, PIÙ COMPETITIVITÀ: PASSO AVANTI PER IL DDL SULLA SEMPLIFICAZIONE  
 
Cagliari, 23 Giugno 2015 - Fare della Sardegna una regione amica dell´impresa e dei cittadini, insieme a una Regione che sappia comprendere e interpretare le esigenze di tutti. La Giunta Pigliaru si muove in questa direzione e lo fa attraverso uno strumento legislativo, il Ddl sulla Semplificazione, ormai in dirittura d´arrivo. Innanzitutto, la partecipazione: il provvedimento sarà approvato dopo ampia consultazione. A Cagliari, è stato fatto un passo decisivo con la riunione del Tavolo del Partenariato per la Semplificazione. Il metodo della partecipazione. "Anche su questo tema, stiamo portando avanti gli impegni assunti in campagna elettorale", ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru. "Prima di approvare il disegno di legge, secondo una modalità che stiamo facendo diventare sistema, vogliamo discuterne, confrontarci con le parti interessate, in questo caso il partenariato. I cittadini e gli imprenditori possono farlo anche sul sito sardegnapartecipa.It, il luogo virtuale in cui si possono segnalare le difficoltà burocratiche più frequenti, le pratiche più fastidiose e quelle che creano problemi. Sono convinto che l’intelligenza collettiva porti sempre a buoni risultati. Sapremo prendere spunto dalle segnalazioni per migliorare il disegno di legge. Quanto alle imprese, noi già sappiamo che la semplificazione e la riduzione della pressione fiscale sono i problemi più sentiti. Lavoriamo perché la Sardegna sia un posto ideale dove poter investire e creare sviluppo, e quindi occupazione". Creare un ambiente normativo favorevole. Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni dell’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras. "L´esecutivo - ha detto - dall´inizio del proprio mandato di governo è impegnato a creare un ambiente normativo che favorisca la competitività del sistema economico e produttivo. Nostro compito – ha aggiunto l’assessore - è far sì che le imprese possano valorizzare le proprie idee e contribuire alla crescita economica della Sardegna". L´assessore Piras ha quindi definito gli obiettivi immediati e di medio e lungo termine che saranno raggiunti una volta approvato il disegno di legge: riduzione degli oneri e degli adempimenti a carico delle imprese, con la garanzia di avere certezze dei tempi nei procedimenti amministrativi; razionalizzazione delle comunicazioni tra imprese e amministrazione attraverso le potenzialità del digitale; stesura di atti legislativi con testi chiari e comprensibili. "Il disegno di legge sulla Semplificazione va in questa direzione - ha aggiunto l’assessore Piras - e, una volta approvato, sarà anche efficace nella lotta alla corruzione e nella tutela della trasparenza". L´assessore Piras, infine, ha ricordato l’importanza strategica del Suape, lo Sportello Unico per le Attività Produttive e l’Edilizia, che mette insieme l’esperienza nel coordinamento Suap attuata dall’Assessorato dell’Industria in materia di avvio d’attività d’impresa con gli adempimenti di natura edilizia in capo ai cittadini. Migliorare la burocrazia. "L´intervento sulle leggi e sulle norme è un passo fondamental", ha detto l’assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione, Gianmario Demuro. "La pubblica amministrazione deve garantire l’interesse pubblico, non costruire "schermi" che ostacolano il rapporto con le imprese e i cittadini. Dobbiamo migliorare la burocrazia, costruirne una nuova e in grado di rispondere alle esigenze di tutti. Occorre semplificare - ha detto ancora l’assessore Demuro - ma anche adeguare gli strumenti ai nuovi servizi digitali. Più la pubblica amministrazione sarà trasparente ed efficiente, più sarà in grado di generare fiducia nei cittadini e negli imprenditori”. Una rivoluzione di sistema. L´intervento dell’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, si è invece concentrato sugli effetti che il provvedimento avrà sul funzionamento degli enti locali. "La pubblica amministrazione è fatta di procedure ma soprattutto di persone, e occorre dunque un adeguamento. Iniziamo con una volontà politica che va nella direzione della semplificazione, la modifica degli impianti normativi, l´eliminazione delle norme inutili, l´applicazione di buone prassi - per esempio il Suap - anche in altri contesti, è la strada giusta. Serve la determinazione della Regione, ma anche quella degli enti locali e di tutti i soggetti coinvolti nel processo di semplificazione. È una rivoluzione di sistema - ha aggiunto Erriu - per accelerare i processi di spesa, per ridurre i tempi di risposta della pubblica amministrazione e far fare alla Sardegna un grande passo in avanti".  
   
   
FVG, BILANCIO: SERRACCHIANI, POSITIVO TAVOLO CON CATEGORIE E PARTI SOCIALI  
 
Trieste, 23 giugno 2015 - Primo confronto tra l´amministrazione regionale, le parti sociali e le categorie economiche sull´assestamento di bilancio approvato martedì scorso dalla Giunta. Nella riunione svoltasi nel pomeriggio nella sede della Regione a Trieste, la presidente Debora Serracchiani e l´assessore alle Finanze Francesco Peroni hanno illustrato i numeri del documento, rispondendo poi alle richieste di approfondimento degli intervenuti. L´assestamento di bilancio, che distribuisce 287,7 milioni di euro, "è in coerenza e continuità con le scelte della legge finanziaria 2015" ha spiegato Peroni. "Tuttavia, accanto a interventi più tradizionali, ci sono anche elementi di novità, in particolare per quanto riguarda l´intervento di sblocco delle opere pubbliche". L´assessore ha ricordato come l´assestamento di quest´anno "permetta di aumentare le poste in maniera notevole praticamente in tutti i settori" rispetto al 2014. Sostanzialmente favorevoli le prime impressioni sull´impianto della manovra di bilancio di metà anno da parte degli esponenti sindacali e delle associazioni di categoria. Secondo la presidente Serracchiani "è stato un incontro estremamente costruttivo. Viene riconosciuto il lavoro fatto dalla Regione, a dimostrazione del fatto che siamo in grado di presentare numeri ancora positivi". "Questo assestamento si colloca all´interno dell´adattamento del sistema economico e del bilancio regionale alle riforme che abbiamo impostato, dalla sanità agli Enti locali per arrivare a Rilancimpresa Fvg" ha aggiunto la presidente della Regione. "Stiamo progressivamente allocando le risorse che ci siamo impegnati a mettere nei vari settori proprio per dare attuazione alle riforme. In più abbiamo aggiunto alcuni fondi interessanti: non soltanto quello di una misura attiva di sostegno al reddito, che vedrà la luce nelle prossime settimane, ma anche il "Volano opere" che metterà in circolo sul territorio risorse per circa 30 milioni, utili anche per far superare ai Comuni la leva del Patto di stabilità".  
   
   
1^ SEDUTA DELLA DECIMA LEGISLATURA, TRA IL PUBBLICO BRANDI (ARGENTINA): “EVENTO IMPORTANTE PER TUTTA LA COMUNITÀ MARCHIGIANA” .  
 
 Ancona, 23 giugno 2015 - “Onorato di essere presente alla prima seduta della nuova legislatura. È un evento importante per tutti i marchigiani che vivono nella regione e nel mondo”. Ieri, tra il pubblico che ha assistito all’insediamento dell’Assemblea legislativa, c’era anche Giuliano Brandi, presidente onorario di Fedemarche, Federazione che raggruppa 24 associazioni di marchigiani argentini. È venuto in Italia per trovare i parenti, seguire i lavori e recarsi all’Expo di Milano. Ha voluto essere presente in Aula in occasione dell’elezione del presidente dell’Assemblea legislativa e delle comunicazione del presidente Luca Ceriscioli sul programma di governo. In streaming, dal sito del Consiglio regionale, i marchigiani nel mondo (70 le associazioni riconosciute) hanno potuto seguire la diretta della seduta. Brandi dice di aver apprezzato l’intervento del presidente Ceriscioli e di aver trovato spunti per “continuare, con convinzione, il nostro lavoro di ambasciatori delle Marche nel mondo. Le Marche sono una realtà conosciuta che si sta imponendo per le sue tradizioni culturali, storiche ed enogastronomiche. Stanno vivendo un turismo di ritorno interessante, considerando che ci sono più marchigiani, si stimano 2 milioni e mezzo, all’estero che nel territorio regionale. Le nuove generazioni stanno scoprendo interesse per i legami con le proprie origini. Anche i marchigiani della terza e della quarta generazione avvertono questa esigenza, che cerchiamo di assecondare e soddisfare con le attività delle nostre associazioni, potendo contare sul sostegno della Regione  
   
   
OGGI A PAOLA, RIUNIONE DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA, POR CALABRIA FSE 2007-2013.  
 
Catanzaro, 23 giugno 2015 - Si svolge oggi a Paola, nei locali adiacenti il Santuario, a partire dalle ore nove, la riunione del Comitato di Sorveglianza, Por Fse 2007-2013. La nuova Giunta regionale, sin dal suo insediamento ha promosso ogni opportuna azione per superare le criticità riscontrate dalla Commissione Europea, in merito all’efficacia ed all’efficienza degli strumenti di micro finanza dell’Unione Europea. Con riferimento agli strumenti di Ingegneria finanziaria, la Regione ha avviato un processo di analisi della performance e della governance degli strumenti attivati, da cui è conseguita una rivisitazione dell’impianto attuativo e della strategia d’intervento. E’ stata rielaborata una riprogrammazione dei fondi, cercando di dare priorità agli effetti che la grave crisi occupazionale che investe la Regione Calabria e che colpisce in modo trasversale, le fasce di età adulta come le fasce più giovani. Crisi che ha prodotto i suoi effetti anche sul livello di disagio sociale. E’ necessario, dunque, imprimere una forte accelerazione della spesa certificata alla Ce, per ridurre il rischio di disimpegno delle risorse, per mettere in campo azioni di sostegno all’occupazione di più ampio respiro, per creare una forte sinergia e complementarietà tra i programmi e gli strumenti di sostegno al lavoro ed all’inclusione sociale, di cui la Regione si è già dotata, con quelli che saranno messi in campo attraverso la programmazione 2014-2020. Il programma dei lavori prevede, tra l’altro, la presentazione e l’approvazione del Rapporto Annuale di Esecuzione 2014 e l’illustrazione sintetica di una buona pratica; informativa sullo stato di avanzamento del Programma Operativo nel 2015; informativa sulle attività di audit e di valutazione e sullo stato di attuazione della programmazione 2014-2020.  
   
   
LA GIUNTA DELLA CALABRIA RIDEFINISCE GLI AMBITI TERRITORIALI PER LA GESTIONE DEI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI  
 
Catanzaro, 23 giugno 2015 - La Giunta regionale si è riunita sotto la presidenza del Presidente Mario Oliverio con l’assistenza del Segretario generale Ennio Apicella. Su proposta del Presidente Oliverio è stato autorizzato l’utilizzo delle risorse del Fondo Unico Pac per i progetti integrati di sviluppo locale (Pisl). *E’ stata fatta la presa d’atto della rimodulazione del piano finanziario approvato dal Comitato di Sorveglianza che riguarda il Fondo europeo per la pesca. *E’ stata costituita la consulta faunistica venatoria regionale. Su proposta dell’Assessore Guccione, è stata approvata la ridefinizione degli ambiti territoriali intercomunali e la riorganizzazione del sistema dell’offerta per la gestione dei servizi socio-assistenziali. Si tratta di una delibera che rende operativo quanto era stato detto e denunciato nella conferenza stampa dei giorni scorsi, da parte del Presidente Oliverio e dello stesso Guccione, relativamente all’operazione di verità e di affermazione della legalità sulla situazione finanziaria delle strutture socio assistenziali e socio sanitarie della Regione. In quella occasione il Presidente Oliverio disse che occorreva “liberare la Regione dalla gestione per valorizzare la programmazione e dedicarsi ai controlli”. Oggi, con questo atto, “dopo quindi anni – ha detto l’assessore Guccione – la Regione dà corso alla legge che consente il trasferimento delle competenze nel settore dei servizi socio-assistenziali ai Comuni capi-ambito. Finalmente la Regione comincia a liberarsi della gestione per occuparsi di programmazione, progettazione e controllo del servizio socio-assistenziale”.  
   
   
AUTONOMIE LOCALI FVG: PARERE FAVOREVOLE A DDL DI ASSESTAMENTO BILANCIO 2015  
 
 Udine, 23 giugno 2015 - Il Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) riunitosi, a Udine, ha espresso parere favorevole sul disegno di legge di assestamento di bilancio per il 2015 e positivo è stato anche l´esito dell´intesa sull´art.10, specificamente dedicato ai trasferimenti finanziari agli Enti locali. Ad illustrare la manovra di assestamento, nel suo complesso, è intervenuto l´assessore alle Finanze Francesco Peroni mentre l´assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin ha affrontato il tema dei trasferimenti delle risorse ai Comuni e alle Province. Per Peroni il voto ha evidenziato un apprezzamento del disegno di legge con particolare riguardo alla consistenza degli stanziamenti sulle diverse materie, segnatamente sul comparto delle Autonomie locali. Altrettanto positivo il giudizio sul nuovo meccanismo, indicato come Fondo volano opere, pensato per favorire lo sblocco di parte delle opere pubbliche delle Autonomie locali ingessate dal Patto di stabilità. "Il meccanismo - ha spiegato Peroni - risponde a criticità che abbiamo ben presenti e di cui ci siamo fatti carico avviando, ancora due anni fa, il monitoraggio della situazione delle opere pubbliche in regione; oggi il lavoro svolto, frutto del contributo congiunto degli assessorati alle Autonomie locali, alle Infrastrutture e alle Finanze, ci consente di sperimentare il nuovo fondo di 30 milioni di euro, attraverso il quale anticipare risorse che diversamente sarebbero state distribuite su più annualità, con modalità non di rado incompatibili con le rigidità del Patto di stabilità". Si è soffermato, invece, sul tema degli Enti locali, l´assessore Panontin: "la manovra di bilancio per gli Enti locali vale oltre 74 milioni di euro: 19 milioni sono risorse provenienti da fondi regionali di bilancio e 55 milioni sono invece ´decimini´, ovvero la quota di compartecipazioni delle entrate tributarie spettante agli Enti locali". Le risorse sono allocate su più voci, la principale riguarda i 26 milioni di trasferimenti integrativi ai Comuni, mentre oltre 7 milioni sono riservati all´addizionale energia elettrica e 9 milioni alla gestione delle funzioni trasferite. Sono da segnalare, infine, gli interventi mirati di accrescimento delle dotazioni finanziarie di bilancio, fra cui il piano della sicurezza 2015 che, ha sottolineato Panontin, "prevede uno stanziamento di un milione, incrementato di altri 500 mila euro con la variazione di bilancio, per parte capitale e 800 mila euro per la parte corrente". Oltre a questo è stata prevista un´integrazione delle risorse per la formazione che, sempre secondo l´assessore, "riteniamo strategica per l´attuazione della riforma delle Uti". "Abbiamo creato, sulla base di un accordo con l´Anci, una disponibilità finanziaria per dare sollievo a quei Comuni che hanno difficoltà legate all´extragettito Imu. Si tratta di risorse - ha specificato l´assessore Panontin - che sono quasi a completo carico del bilancio regionale: su 11 milioni complessivi di dotazione, 10 milioni provengono dal bilancio e soltanto 1 milione è rappresentato dai ´decimini´". Nel corso della seduta Panontin ha illustrato le motivazioni del comma 5 dell´art 10, oggetto di critica da parte del sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni, che autorizza la Regione ad assegnare ai Comuni che hanno aderito ad un´Unione territoriale intercomunale senza il ricorso ai commissariamenti un fondo di 26 milioni di euro. "Le risorse indicate nel comma 5 - ha spiegato - rappresentano un incentivo per il raggiungimento degli obiettivi della Riforma". E, replicando a Carlantoni, ha successivamente sottolineato: "devo constatare che, più che una legittima azione di contrarietà, questa sembra una vera e propria strategia di carattere direi ostruzionistico nei confronti della Regione, intesa solo a bloccare l´avvio della Riforma degli Enti locali. Comportamenti di questo tipo producono un danno ai cittadini".  
   
   
MERCATO DEL LAVORO LAVORO, COMITATO DISABILI IN SARDEGNA: NUOVE MISURE PER L´OCCUPAZIONE  
 
Cagliari, 23 Giugno 2015 - "Facilitare l´inserimento lavorativo dei disabili, anche attraverso l’erogazione di servizi più efficienti: è uno degli obiettivi della Regione”. L’ha detto l’assessore del Lavoro, Virginia Mura, nel corso del Comitato regionale del Fondo per l’occupazione dei diversamente abili, riunitosi a Cagliari per discutere le azioni e gli strumenti a favore dell’inserimento lavorativo di soggetti con disabilità. L’assessore Mura ha sentito i rappresentanti sindacali, delle associazioni dei disabili e datoriali, e ha illustrato le modalità di attuazione del Fondo per il 2015, gli interventi previsti e i relativi criteri. "Il fondo - ha precisato l´assessore - è stato istituito per adempiere a una norma nazionale che ha stabilito precisi vincoli entro i quali la Regione può intervenire, prevedendo misure premiali affinché le imprese possano incontrare più agevolmente il mondo dei disabili". Tra le priorità emerse dalla riunione c’è la revisione delle linee guida di attuazione di alcuni degli strumenti previsti dal Fondo, in particolare i tirocini e gli incentivi all’assunzione. Gli strumenti hanno avuto poca efficacia negli anni passati, anche a causa della gestione frammentata delle politiche del lavoro, ripartite tra la Regione e le Province. "I disabili - ha evidenziato l’assessore Mura - sono senz´altro la categoria che più di tutte ha risentito della crisi. Vogliamo facilitare l’inserimento lavorativo di questa fascia di persone anche attraverso l’erogazione di servizi più efficienti, la presa in carico dei soggetti, la corretta profilazione, e favorire in questo modo il matching con le aziende”. Il punto di partenza resta la riforma dei Centri servizi per il lavoro, che “dovrà tenere conto delle specifiche esigenze dei lavoratori diversamente abili, iscritti nelle liste della legge 68/99, e correggere le inefficienze che si sono manifestate fino a oggi e che hanno prodotto – ha precisato l’assessore – un allontanamento di queste persone dal mercato del lavoro. Seppur nei limiti previsti dal legislatore nazionale, la Regione può comunque intervenire a favore dei disabili con strumenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal Fondo, rivolti a promuovere la formazione dei lavoratori e l’adeguamento delle loro competenze".  
   
   
TRENTO: PIÙ RISORSE PER L´INTEGRAZIONE LAVORATIVA DI CITTADINI EXTRA UE  
 
Trento, 23 giugno 2015 - Aumentano le risorse per favorire l´integrazione lavorativa dei cittadini extracomunitari. Con una delibera firmata dal governatore Ugo Rossi la Giunta provinciale ha provveduto stamane ad integrare di 30.000 euro il budget iniziale del progetto, cofinanziato al 75 % dal Fondo europeo per l´integrazione dei cittadini di Paesi terzi e al 25 % dallo Stato italiano, portandolo a 130.000 euro. L´iniziativa nasce dalla partecipazione di Agenzia del Lavoro a un bando del Ministero dell´Interno con un proprio progetto denominato "Integrale" nell´ambito di una iniziativa finanziata con risorse esclusivamente europee e nazionali. Obiettivo generale dell´iniziativa è quello di promuovere l’occupabilità dei cittadini dei Paesi terzi che risultino vulnerabili o in condizione di disagio occupazionale, tramite servizi di informazione, orientamento al lavoro e valorizzazione delle competenze informali, attivando servizi individuali personalizzati e finalizzati alla promozione dell’occupazione. Per la provincia di Trento erano previsti 100 soggetti privi di cittadinanza Ue. Con la deliberazione approvata oggi dalla Giunta, il numero delle opportunità aumenta a 130, per un finanziamento pari a 1.000 € per partecipante effettivo.  
   
   
LAVORO FVG: COMPLETATE PROCEDURE AUTORIZZATIVE CIG IN DEROGA 2014  
 
Trieste, 23 giugno 2015 - L´assessore regionale al lavoro Loredana Panariti informa che gli uffici della direzione centrale Lavoro della Regione hanno completato le procedure di autorizzazione dei trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga relativi al 2014. I decreti complessivamente emanati sono 3.423, corrispondenti a circa 3.100.000 ore autorizzate di sospensione dall´attività lavorativa. Contestualmente è stata perfezionata anche la trasmissione in via telematica dei medesimi decreti all´Inps regionale affinché possa procedere all´erogazione dei conseguenti pagamenti.  
   
   
GIOVANISÌ A STRASBURGO AL SEMINARIO DEL CONSIGLIO D´EUROPA  
 
Firenze 23 giugno 2015 - Giovanisì vola a Strasburgo: il progetto della Regione Toscana per l´autonomia dei giovani parteciperà dal 30 giugno al 3 luglio 2015 al seminario "Access to social rights for all young people". L´iniziativa è parte del progetto Enter! promosso dal Consiglio d´Europa, che vuole favorire l´accesso ai diritti sociali da parte dei giovani, soprattutto quando si trovano in situazioni di discriminazione, esclusione e violenza. Della delegazione di Giovanisì faranno parte anche studenti, volontari di cooperative sociali e amministratori pubblici. Duecento partecipanti provenienti da tutti i paesi d´Europa si incontreranno a Strasburgo per discutere su come migliorare l´accesso ai diritti sociali, nonché per condividere ed acquisire buone pratiche promosse da altri paesi. Al meeting non prenderanno parte soltanto i giovani, ma anche rappresentanti delle istituzioni locali e regionali e delle associazioni giovanili che operano nel settore. L´obiettivo finale del meeting sarà quello di discutere la Raccomandazione del Consiglio d´Europa agli Stati membri sull´accesso dei giovani da condizioni di svantaggio ai diritti sociali. La Raccomandazione non solo ha gettato le basi teoriche per migliorare l´accesso ai diritti sociali dei giovani che vivono in condizioni di svantaggio, ma ha saputo anche responsabilizzare le autorità (locali, istituzioni educative, ecc) sull´importanza di lavorare con i social partners al fine di sviluppare programmi in grado di supportare i giovani che vivono in condizione di esclusione sociale. Infine la Raccomandazione del Consiglio d´Europa ha permesso anche l´individuazione di metodologie applicabili sul territorio, al fine di favorire l´accesso ai diritti sociali da parte dei giovani in condizioni di svantaggio. Cosa è Enter! - Il progetto Enter! nasce nel 2009 su iniziativa del settore giovanile del Consiglio d´Europa. Enter!, attraverso diverse tipologie di attività ed interventi sui giovani, mira ad influenzare le politiche giovanile in Europa, passando dal livello locale a quello nazionale. E´ proprio sulla scia di questo progetto che nel novembre del 2013 alla Tenuta del Parco San Rossore di Pisa si è tenuto il seminario "Giovanisì incontra il Consiglio d´Europa. Dalle opportunità delle politiche giovanili regionali e locali ad un accesso ai diritti sociali per tutti i giovani". L´obiettivo principale dell´evento è stato quello di stimolare la condivisione ed il confronto sulle politiche giovanili e l´accesso ai diritti sociali a partire dallo scambio delle buone pratiche promosse in alcune Regioni e Province italiane, così come in altre europee.  
   
   
LIGURIA, CENTRI PER L’IMPIEGO, I 120 PRECARI GENOVESI IN SERVIZIO FINO AL 31 AGOSTO. IN ARRIVO NUOVE RISORSE PER LE NUOVE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO  
 
Genova, 23 Giugno 2015 - Tra le competenze che la Regione Liguria si riprenderà dal 1 luglio non rientrano i Centri per l´Impiego che fanno parte, invece, per un accordo tra Ministero e Regioni delle cosiddette "competenze congelate", in attesa di una riforma nazionale. Lo precisa la Regione Liguria informando anche di aver già avviato e concluso le procedure per l´assegnazione alle Province e alle Città Metropolitana delle risorse della nuova programmazione comunitaria 2014-20120 per consentire l´organizzazione e la gestione dei centri per l´impiego che comprendono le attività di matching fra domanda e offerta del servizio disabili e il Consorzio Motiva che svolge attività nei centri per l´ impiego nell´area metropolitana genovese. Per il personale precario degli enti vincitori della gara d´appalto della ex Provincia di Genova l´utilizzo di risorse del Fondo sociale Europeo e altri finanziamenti consentiranno una proroga fino al 31 agosto. Il reperimento di altre risorse residue dell´ex Provincia di Genova potrebbe consentire una ulteriore proroga fino alla nuova gara d´appalto della Città Metropolitana. Per quanto riguarda il personale della formazione professionale sono in corso, da parte della Regione Liguria, tutti gli atti necessari a completare il trasferimento entro il 1° luglio.  
   
   
IMMIGRAZIONE, MARONI: IL ´PIANO B´ È UN BLUFF  
 
Milano, 23 giugno 2015 - "Hollande tiene chiuse le frontiere e viene a parlare di solidarietà. Mi sembra una cosa da dissociato. Dopo di che, il problema c´è, l´Europa non dà risposte e quindi noi attendiamo di capire dal Governo che cos´è il ´piano B´ che secondo me non c´è. B come bluff, quello di Renzi è un bluff, non ci può essere nessun ´piano B´". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, rispondendo alle domande dei giornalisti, a margine dell´incontro con la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, nella sede di Areu. "Ieri sera Renzi ha detto che ci convoca giovedì. Io sono disponibile ad andare purché non sia una cosa formale, solo per stringersi la mano - ha proseguito Maroni, riferendosi al fatto che alle 9 dello stesso giovedì è prevista la partenza di Renzi per Bruxelles - Io voglio un incontro che sia vero, che abbia il tempo che serve per dire quali sono le nostre ragioni e sentire quali sono le risposte del Governo. Spero che non sia una cosa solo formale altrimenti sarebbe l´ennesima presa in giro".  
   
   
FVG, IMMIGRAZIONE: SERRACCHIANI, CULTURA ACCOGLIENZA MESSA A DURA PROVA  
 
Trieste, 23 giugno 2015 - "Oggi accade a loro ma se un giorno capitasse ai nostri figli o nipoti mai vorrei trovassero dall´altra parte dell´Oceano i vari Maroni, Salvini e Zaia". Evidenziando come la cultura dell´accoglienza in Italia sia comunque messa a dura prova "causa l´assenza di un aggiornamento normativo", nel suo intervento al convegno sui diritti dei migranti organizzato dall´Unar nel Palazzo Regione di Trieste, la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha chiesto "uno sforzo comune per chiedere e creare nuove regole per la gestione quotidiana dell´immigrazione, utilizzando a questo scopo saggezza e buon senso". "Parlare di clandestini è una forzatura da campagna elettorale - ha aggiunto Serracchiani - ed è una sofferenza essere costretti a differenziare tra rifugiati e altre persone affamate e in difficoltà costrette ad abbandonare il proprio Paese". "Definire questa un´emergenza - ha sottolineato la presidente - quando stiamo argomentando sullo 0,15 per cento della presenza straniera in Italia significa che qualche governatore di Regione non è in grado di governare". "Noi - ha affermato - preferiamo parlare di immigrazione nel suo complesso e, non a caso, siamo stati i primi in Italia ad avviare un protocollo di vigilanza per la salute con le aziende sanitarie del territorio". "Così come - ha precisato - siamo stati i primi ad affrontare le vere emergenze con la Protezione civile e, soprattutto, a creare un´accoglienza diffusa nei vari comuni per evitare svilenti ammassamenti e favorire l´accesso a lavori di pubblica utilità da parte dei migranti". Serracchiani ha inoltre ricordato come la Regione sia riuscita a fare capire al Governo la necessità di ridefinire, aggiornandole, le quote di richiedenti asilo inviati dal Sud tenendo conto dei continui ingressi via terra dall´area balcanica. Si era arrivati ad una presenza reale di oltre tremila arrivati, ha spiegato la presidente, con un eccesso di alcune centinaia che sarà progressivamente smaltito utilizzando quegli hub di prossima attivazione, in accordo con Roma, da dove gli esuberi verranno indirizzati verso altre regioni.  
   
   
IMMIGRAZIONE, PISAPIA: "SOLIDARIETÀ E IMPEGNO DI TUTTI. ORA PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI"  
 
Milano, 23 giugno 2015 - "L´incontro tra il Premier Renzi e il Presidente francese Hollande a Expo è stato un primo, seppur limitato, passo in avanti sul tema dell´immigrazione, in particolare dei profughi. Serve però passare ora dalle parole ai fatti reali e per farlo bisogna agire insieme. Il riconoscimento anche da parte di François Hollande che l´Unione Europea deve aiutare l´Italia ad affrontare questa emergenza è un segnale di apertura verso un´alleanza concreta". Lo ha affermato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia. "Come sta facendo da tempo Milano - ha aggiunto il Sindaco Pisapia - è necessario che ci sia equilibrio tra solidarietà, responsabilità, legalità e soluzioni a problemi che sono epocali. Solo insieme è possibile dare risposte adeguate, perché come è stato detto quest´oggi non si tratta di un problema solo italiano o solo francese. Come ha detto il presidente Hollande ´ci vuole solidarietà e responsabilità di tutti. Quello dell´immigrazione è un problema che riguarda tutta l´Europa e nessun Paese può portare da solo il fardello dei migranti´. L´unica possibilità, infatti, è che i Paesi che credono nella solidarietà, nella responsabilità e nell´impegno di tutti lavorino insieme per farlo capire all´intera Europa". "A certi deputati di Forza Italia che hanno la memoria corta, l´insulto facile e non comprendono che anche piccoli passi e stima reciproca - pure nelle diversità - possono contribuire a trovare soluzioni praticabili e possibili, ricordo che quando al Governo c´era il centrodestra la Francia, la Germania e i più importanti Paesi europei ridevano e ironizzavano sul nostro Paese e sull´allora Presidente del Consiglio. Almeno questo ora non succede più", ha concluso il Sindaco Pisapia.  
   
   
IMMIGRAZIONE: AFFLUSSO CONTINUA MA FVG VERSO NORMALITÀ  
 
Trieste, 23 giugno 2015 - "L´afflusso di immigrati continua ma - ha assicurato l´assessore regionale alla Solidarietà, Gianni Torrenti, intervenendo al convegno sui diritti dei migranti organizzato a Trieste dall´Unar - stiamo rafforzando la nostra capacità organizzativa, soprattutto in prospettiva". A questo proposito, Torrenti ha evidenziato come si stia "condividendo con Governo e Prefettura il percorso di accoglienza anche attraverso l´apertura di hub dedicati, possibilmente vicino ai confini, dimensionati ad hoc per non impattare sul territorio e garantire la necessaria qualità". "Stiamo andando verso la normalità - ha aggiunto - caratterizzata da una presenza compatibile con le dimensioni e le esigenze del Friuli Venezia Giulia, favorendo in questo modo il rispetto dei residenti che è condizione essenziale affinché vi sia un accoglimento positivo finalizzato ad un´assistenza di qualità ed un´auspicata integrazione". "Nelle ultime settimane - ha ricordato Torrenti - sono stati reindirizzati verso altre regioni oltre 700 migranti ma va comunque sottolineato che stiamo parlando di una percentuale minima quando, al contrario, la presenza di immigrazione regolare è aumentata nel 2014 da 103 a 108mila unità (9 pc della popolazione) senza creare alcun problema". Richiamando l´attenzione rispetto ad un dibattito di più alto profilo, l´assessore alla Solidarietà ha poi illustrato la proposta di legge regionale sull´immigrazione che, ha spiegato assieme al consigliere regionale Franco Codega che l´ha presentata, affronta una revisione dell´assistenza complessiva agli immigrati presenti in Friuli Venezia Giulia, facendo rientrare in una norma tutta quella serie di azioni che, di fatto, sono già state messe in campo. "Non è una legge rivoluzionaria - ha commentato - ma è importante in quanto potrà fornire un quadro globale entro il quale si svilupperà l´operatività del piano triennale elaborato dalla Giunta regionale".  
   
   
CARTA FAMIGLIA DELL´EUREGIO  
 
 Bolzano, 23 giugno 2015 - Una Carta famiglia che consenta ai genitori di Tirolo, Alto Adige e Trentino di approfittare di una serie di sconti e agevolazioni all´interno dei confini dell´Euregio. Questo l´obiettivo comune concordato dall´assessora provinciale alla famiglia, Waltraud Deeg, e dalla sua collega tirolese, Beate Palfrader. "L´introduzione di una Carta famiglia - sottolinea la Deeg - è prevista dalla legge provinciale elaborata in materia, e ci stiamo lavorando da mesi occupandoci soprattutto della miglior soluzione possibile dal punto di vista tecnico". Per rendere la futura tessera ancora più attraente, oltre agli sconti e alle agevolazioni in programma, all´interno della cornice istituzionale rappresentata dall´Euregio Tirolo-alto Adige-trentino si punta ad un progetto di una Carta famiglia "transfrontaliera". "Dal punto di vista politico - spiega Waltraud Deeg dopo l´incontro con l´assessora tirolese Beate Palfrader - c´è la volontà di sostenere la Carta famiglia dell´Euregio, e ora si tratta di passare alla fase operativa. Da questo punto di vista può sicuramente tornare utile l´esperienza positiva sviluppata in questi anni a Innsbruck, con il loro Familienpass che viene utilizzato da oltre 90mila persone".  
   
   
PARI OPPORTUNITÀ, OLTRE 346 MILA EURO PER NUOVI CENTRI ANTIVIOLENZA E CASE RIFUGIO O PER AMPLIARE I SERVIZI PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA. I FONDI A FERRARA, PIACENZA, FORLÌ-CESENA, RIMINI E MODENA.  
 
Bologna, 23 giugno 2015 – Oltre 346 mila euro per nuovi centri antiviolenza e case rifugio o per ampliare i servizi già offerti alle donne vittime di violenza. I fondi nazionali sono stati assegnati dalla Regione Emilia Romagna a 14 Comuni (in provincia di Ferrara, Piacenza, Forlì-cesena, Rimini e Modena) per metterli in condizione di garantire sostegno, aiuti e opportunità in linea con quelli offerti negli altri territori dell’Emilia-romagna. Le risorse saranno assegnate direttamente ai Comuni individuati in collaborazione con le Conferenze territoriali sociali e sanitarie e saranno utilizzati per creare nuove strutture o qualificare i servizi di accoglienza, rifugio, orientamento, assistenza psicologica e legale data dai centri, promossi dagli Enti locali o dalle associazioni e organizzazioni operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza. Si tratta di risorse che si vanno ad aggiungere agli 850 mila euro già liquidati nel 2014. “E’ uno sforzo notevole che ci consente di dare omogeneità di servizi e tutela alle donne che si trovano ad aver subito crimini e maltrattamenti anche all’interno delle mura domestiche, potenziando il sostegno e l’ospitalità per le donne e i loro figli”, sottolinea l’assessore regionale alle Pari opportunità Emma Petitti subito dopo l’approvazione in Giunta della delibera che stanzia i nuovi fondi. “Gli interventi dovranno essere realizzati entro la fine dell’anno. Si tratta di fondi importanti perché non rappresentano uno spot: abbiamo, infatti, già avuto conferma che saranno garantiti anche per i prossimi due anni”. I fondi e i progetti Comune per Comune In provincia di Modena saranno finanziati interventi per oltre 147 mila euro. A Vignola saranno liquidati 114 mila euro per l’attivazione di una casa rifugio sovradistrettuale e di un centro antiviolenza a valenza distrettuale. Nel capoluogo 15 mila euro serviranno per gli interventi in emergenza e ad ampliare la disponibilità di posti letto prima dell´ingresso delle vittime di violenza in una casa rifugio. A Mirandola saranno disponibili oltre 12 mila euro per aumentare l’attività dello sportello di consulenza legale e per aprire un nuovo sportello antiviolenza in uno dei Comuni dell´Unione. Infine, a Castelfranco Emilia 6 mila euro consentiranno l’apertura di uno sportello antiviolenza. A Piacenza sono previsti oltre 97 mila euro per l’ampliamento del servizio antiviolenza e per aumentare i posti letto in casa rifugio. In provincia di Ferrara sono disponibili 30 mila euro. Nel capoluogo 10 mila euro serviranno per l’ampliamento dell’accoglienza temporanea nella casa rifugio e per aumentare l’orario e i posti letto del servizio di prima accoglienza. Stessa cifra andrà rispettivamente a Cento e a Comacchio per l’apertura di punti di ascolto per le donne vittime di violenza e per aumentare la disponibilità in emergenza e in prima accoglienza temporanea. In provincia di Forlì-cesena saranno finanziati 3 interventi per oltre 24 mila euro: a Cesena più di 12 mila euro serviranno per l’ampliamento del centro antiviolenza, mentre oltre 6 mila euro saranno utilizzati a Cesenatico per potenziare il servizio di consulenza legale e l´attività di primo ascolto del centro antiviolenza e a Forlì per attivare un servizio di reperibilità telefonica e di collocamento temporaneo in emergenza che sia aperto durante gli orari di chiusura del centro per le donne vittime di violenza. Infine, in provincia di Rimini 46 mila euro consentiranno l’apertura dello sportello antiviolenza a Bellaria-igea Marina (finanziato con 4 mila euro) e l’attivazione di una casa rifugio a Cattolica (grazie al finanziamento di 29 mila euro) e di una a Rimini (a cui saranno liquidati 13 mila euro).  
   
   
BOLZANO, LAVORARE IN BAVIERA: INCONTRO INFORMATIVO PER ASSISTENTI ALL´INFANZIA  
 
Bolzano, 23 giugno 2015 - Si è svolto il 19 giugno il quarto incontro informativo presso il Centro di mediazione al lavoro di Bolzano per assistenti all´infanzia interessate ad un posto di lavoro in Baviera. Sono una dozzina le assistenti all´infanzia altoatesine che hanno manifestato il loro interesse per questa opportunitá di lavoro. Dal 2013 si sono aperte nuove opportunità di lavoro in Germania per assistenti all´infanzia ed educatrici dotate di specifica formazione. Sono ricercate le figure professionali nei settori sociopedagogico e della pedagogia educativa, personale per l´assistenza all´infanzia e per l´integrazione di bambini con disabilità. L´opportunità si rivolge anche a studenti della facoltà di scienze della formazione della Lub a Bressanone e delle scuole provinciali per le professioni sociali. "Il Centro di mediazione al lavoro di Bolzano opera in collaborazione con agenzie di collocamento tedesche ed attualmente vi è richiesta di queste specifiche figure professionali, la cui formazione viene particolarmente apprezzata in Baviera" afferma il direttore della Ripartizione lavoro, Helmuth Sinn. Nel corso dell´incontro odierno le collaboratori della Ripartizione provinciale lavoro e delle Agenzie di collocamento di Germania hanno illustrato le opportunità occupazionali per le assistenti all´infanzia. Anche per i datori di lavoro queste figure professionali dell´Alto Adige sono molto interessanti. "Le agenzie tedesche ci confermano che la formazione in Alto Adige è ritenuta di alto livello e molto simile a quella effettuata in Germania", conclude Sinn. Nel corso dell´incontro una dozzina di assistenti all´infanzia hanno manifestato il proprio interesse per questa opportunità occupazionale in Baviera.  
   
   
IMPRENDITORIA TOSCANA: CRESCONO NEL I TRIMESTRE 2015 LE IMPRESE FEMMINIL TOSCANA 4A REGIONE PER CRESCITA DI IMPRESE «ROSA».  
 
Roma, 23 giugno 2015 - A fine marzo 2015, le imprese femminili registrate in Toscana sono 93.514 e rappresentano il 22,8% del sistema imprenditoriale. Rispetto allo stesso periodo del 2014, le aziende capitanate da donne registrano un tasso di crescita dell’1,5% – equivalente ad un saldo positivo fra iscrizioni e cessazioni pari +1.400 imprese femminili nel corso dell’ultimo anno – che supera abbondantemente il +0,4% messo a segno dall’imprenditoria non femminile, risultando inoltre più alto della media italiana (+1,2% il dato nazionale relativo alle imprese femminili). La Toscana risulta quarta nella classifica delle regioni italiane per crescita di imprese femminili, dopo Lazio (+2,2%), Lombardia (+2,1%) e Veneto (+1,8%), ma prima di Emilia Romagna (+0,9%), Piemonte e Marche (+0,3% e +0,2%). Il contributo della componente straniera alla crescita della base imprenditoriale femminile è forte in tutto il Paese: la Toscana risulta l’ottava regione per sviluppo di imprese capitanate da donne straniere, con un +7,0% (uguale alla media nazionale) che corrisponde ad un incremento netto di +861 aziende femminili straniere nel corso dell’ultimo anno. In pratica lo sviluppo dell’imprenditoria «rosa» in Toscana è determinato per il 61% dalle aziende straniere. Al netto di tale contributo, la crescita dell’imprenditoria femminile toscana è pari al +0,2%. Questo, in sintesi, il ritratto al primo trimestre 2015 del contributo delle donne al mondo dell’impresa, così come emerge dai dati dell’Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile realizzato dall’Ufficio studi di Unioncamere Toscana e frutto della collaborazione con il Settore imprenditoria femminile e politiche di genere della Regione Toscana. “Anche in Toscana le donne imprenditrici hanno contribuito e continuano a contribuire in misura notevole a quella componente del made in Tuscany di qualità per la quale il nostro territorio è noto in tutto il mondo – sottolinea il Presidente di Unioncamere Toscana, Andrea Sereni – In questi primi tre mesi dell’anno le iscrizioni di imprese “rosa” sono infatti aumentate anche nel turismo e nell’artigianato, segno che la Toscana dispone di un habitat che, oltre ad offrire larghi margini di sviluppo, rappresenta una risorsa straordinaria ed una risposta concreta alle molte giovani donne, creative e intraprendenti, alla ricerca di opportunità occupazionali, anche in proprio. Proprio per questo l’imprenditoria femminile può ancora ambire ad ampi margini di sviluppo che, se colti, potrebbero essere importantissimi per dare nuovo slancio all’economia, in termini di occupazione e di crescita. Sebbene l’incertezza che ancora attanaglia il taglio delle risorse a disposizione delle Camere di Commercio renda il nostro lavoro di affiancamento più arduo, confidiamo di poter continuare a svolgere quel ruolo fondamentale di prossimità al territorio che negli anni ha portato il nostro Sistema a guardare con estrema attenzione alle esigenze delle donne imprenditrici”. I Settori Di Attivita’ Piu’ “Femminili” Delle 93.514 aziende che in Toscana sono guidate da donne, il 66% opera nel settore dei servizi: oltre 25mila nel commercio e altre 9.500 nel turismo. Nei dodici mesi tra aprile 2014 e marzo 2015, gli ambiti in cui le imprese femminili si sono sviluppate maggiormente sono le attività turistiche di alloggio e ristorazione (+320 aziende), quelle industriali (+198), commerciali (+155) e immobiliari (+148). L’industria femminile, che in Toscana conta quasi 12mila aziende, ha registrato una dinamica positiva trainata da sistema moda (+80 aziende), trasformazione alimentare (+30) e prodotti in metallo (+28). Rilevante, in tale ambito, è poi l’incremento delle imprese artigiane femminili (+1,7%), in controtendenza rispetto al più generale andamento dell’artigianato (-0,7%). L’incremento numerico delle attività turistiche è collegato principalmente al contributo delle italiane (+210 aziende femminili italiane, +110 le straniere), e lo stesso vale per le costruzioni (+90 italiane e +21 straniere). Tutto riconducibile alle straniere, invece, l’aumento delle imprese «rosa» nell’industria (+223 straniere e -25 aziende italiane) e nel commercio (+251 straniere contro -96 italiane). Per l’agricoltura, unico settore femminile in negativo, diminuiscono solo le aziende italiane (-251 contro +21 straniere). Imprenditoria “Giovanile”: Il 30% E’ Femminile Sulle quasi 36mila imprese giovanili totali che, al 31 marzo 2015, risultano iscritte in Toscana al Registro delle Imprese, si contano 10.560 aziende “rosa” under 35 , ovvero imprese guidate da donne con meno di 35 anni (73 in più rispetto allo stesso periodo del 2014, per un incremento pari al +0,7%). I settori a maggior presenza di imprese femminili giovanili sono: commercio (3mila imprese), turismo e industria (1.250 imprese ciascuno). Imprendittrici Straniere Le aziende guidate da imprenditrici straniere raggiungono quota 13mila, pari al 14% delle imprese femminili complessivamente presenti in Toscana. I settori preferiti dalle donne straniere per fare impresa in Toscana sono il manifatturiero (quasi 4mila aziende), le attività commerciali (3.700) ed il turismo (1.000 fra alberghi e ristoranti). Rispetto a marzo 2014, le aziende guidate da straniere sono aumentate di 861 unità (+7,0%), più magro invece il bilancio delle imprese guidate da italiane: +548 (+0,2%). Il “tasso di imprenditorialità femminile” (rapporto fra imprese femminili ed totale imprese) è più elevato fra le straniere (25,9%) rispetto alle italiane (22,3%). Http://met.cittametropolitana.fi.it/public/misc/20150622112129860.pdf    
   
   
UMBRIA, GARANTE INFANZIA E ADOLESCENZA: ORGANIZZATI DUE INCONTRI PER PROMUOVERE VADEMECUM OPERATIVO  
 
 Perugia, 23 giugno 2015 – Sono due gli incontri organizzati dall´ufficio del Garante regionale per l´infanzia e l´adolescenza, Maria Pia Serlupini, per presentare il vademecum operativo che promuove l´adozione di procedure e prassi uniformi in tutte le situazioni che coinvolgono minori all´interno di procedimenti nei quali sono chiamati a intervenire le Forze dell´Ordine. Il vademecum è frutto della stretta collaborazione tra autorità garante per l´infanzia e l´adolescenza e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza culminata, il 28 gennaio 2014, con la firma dell´ultimo Protocollo d´Intesa. Alla presenza del personale di Polizia di Stato, Carabinieri, e Guardia di Finanza gli incontri si terranno il 24 giugno a Terni presso la Sala Usi, Umbria Servizi Innovativi, in Piazzale Bosco 3/A, dalle ore 9 alle 13 e a Perugia il 2 luglio all´Istituto di formazione culturale Sant´anna in Viale Roma, dalle 09 alle 17. "Ci sembra un´occasione importante – ha riferito la Garante Serlupini - per un approccio a temi delicati e difficili che riguardano bambini e ragazzi che, come adulti, seppure con diversi compiti e competenze, abbiamo il dovere di proteggere e la responsabilità di accompagnare nella crescita garantendo loro i diritti sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione Internazionale del 1989".  
   
   
BOLZANO: FAMIGLIA, ASSESSORE A CONFRONTO CON LA POLITICA AUSTRIACA  
 
Bolzano, 23 giugno 2015 - All´annuale convegno tra i rappresentanti politici di tutti i Land austriaci che hanno tra le loro competenze la famiglia, ha partecipato anche l´assessora altoatesina Waltraud Deeg. "Al di là del Brennero la politica sulla famiglia ha un valore maggiore – spiega la Deeg – quindi è positivo poter avere accesso alle loro esperienze". Tra gli incontri anche quello con la Ministra Sophie Karmasin. L´incontro, svoltosi a Salisburgo, è servito per mettere a confronto le misure messe in campo dai Land austriaci in tema, ad esempio, di Tagesmütter, conciliabilità lavoro-famiglia e assistenza alla prima infanzia. "In quest´ultimo caso - sottolinea l´assessora Waltraud Deeg - le sfide sono piuttosto simili, così come gli strumenti messi in campo per affrontarle. Anche in Austria, così come in Alto Adige, si punta con forza sullo sviluppo quantitativo e qualitativo dell´offerta di assistenza alla prima infanzia". A margine del convegno, l´assessora provinciale Waltraud Deeg ha avuto la possibilità di confrontarsi con le colleghe austriache sulle opportunità di collaborazione transfrontaliera. "Tre le idee emerse - conclude la Deeg - vi è anche l´introduzione di una carta famiglia unica valida per tutto l´Euregio".  
   
   
SOCIALE, "DALLA COMPETIZIONE ALLA COOPERAZIONE, STRUMENTI E MODELLI OPERATIVI": SEMINARIO A VILLA UMBRA  
 
Perugia, 23 giugno 2015 – "Superare modelli incentrati esclusivamente sulla competizione per incoraggiare nuove forme di cooperazione nel terzo settore": è quanto emerso dal seminario che si è tenuto ieri a Villa Umbra sul tema "dalla competizione alla cooperazione, strumenti e modelli operativi nel settore sociale", a cui hanno partecipato responsabili dell´area sociale e delle gare dei Comuni umbri, Segretari comunali, Uffici di Piano, Responsabili di aree sociali e addetti degli uffici gare delle cooperative sociali umbre. La giornata, organizzata dalla Regione Umbria e dalla Scuola umbra di amministrazione pubblica – ha evidenziato nel suo intervento l´amministratore unico della Scuola, Alberto Naticchioni – ha prodotto una riflessione articolata sulle varie tematiche, corredata da numerose esperienze e punti di vista per l´avvio di un percorso che dovrà condurre a modelli innovativi e all´uso di un nuovo approccio giuridico e operativo nelle fasi di progettazione e gestione delle risorse destinata alle politiche sociali". "Il tema presentato oggi sulla cooperazione e affidamento degli appalti deve avere due presupposti – ha detto l´Assessore al Comune di Perugia e Coordinatore Anci Umbria per gli Affari sociali, welfare, disabilità, Edi Cicchi. Il primo è quello di avere una cornice normativa chiara che consenta ai Comuni di poter fare co-progettazione e il secondo è quello di avere un´apertura verso tutti gli attori del territorio che possano, in questo modo, contribuire a dare risposte ai cittadini". Per i relatori provenienti da altre Regioni "la giornata è stata importante perché ha facilitato lo scambio di buone prassi tra Regioni diverse e ha facilitato un confronto costruttivo sulla normativa". "Come sempre Villa Umbra - ha detto Luciano Gallo esperto di diritto amministrativo e consulente Anci - anticipa riflessioni e temi di grandissima attualità, come quello di passare dalla competizione alla cooperazione nel settore sociale. Un dato evidente a tutti è che le gare tradizionali, così come fatte finora, non soddisfano nessuno. Bisogna partire dalla qualità dei servizi e passare dalla legalità". "Ciò è ancora più importante in un momento come questo di riforma del terzo settore e quindi la giornata di oggi – ha concluso Gallo - più che la conclusione è l´avvio di un percorso che deve vedere, sotto la regia della Regione Umbria, di Villa Umbra, dei Comuni, di Anci e del mondo dell´associazionismo, le soluzioni migliori per avviare un welfare innovativo fatto di cooperazione e non di competizione". Le conclusioni sono state tenute da Nera Bizzarri (Servizio Programmazione nell´area dell´inclusione sociale, economia sociale e terzo settore Regione Umbria) e da Alessandro Vestrelli (Programmazione e sviluppo della rete dei servizi sociali ed integrazione socio-sanitaria Regione Umbria) che hanno sottolineato come "l´obiettivo condiviso sia quello di superare la logica del profitto nel campo del sociale, dove il confronto non sia più basato esclusivamente sul prezzo ma, in primo luogo, sulla capacità di ottimizzare le risorse, fornendo risposte concrete e soddisfacenti ai reali bisogni del territorio. Fornire i migliori servizi ai cittadini, in questo ambito, significa riconsiderare anche la concezione di profitto in certi ambiti, favorendo la crescita di una cultura condivisa e contribuendo a costruire, giorno per giorno, una società consapevole e preparata a confrontarsi con un settore dell´economia e dei servizi complesso ma indispensabile alla crescita di una comunità sana, solidale e coesa. L´umbria – hanno detto – continua a dimostrare sensibilità e attenzione alla tematica tanto da essere la Regione italiana ad aver assegnato la quota maggiore di risorse del Fondo Sociale Europeo per l´asse relativo alla inclusione sociale e alla lotta alla povertà". Tra gli altri interventi quelli di Andrea Bernardoni, Responsabile cooperazione sociale Arcs Legacoop Umbria; Carlo Di Somma, Presidente; Marco Ruffino, Esperto in processi decisionali e politiche pubbliche, Università di Bologna; Adelio Andreassi, Responsabile Servizio Affari Generali del settore Servizi Amministrativi Area Sociale, Comune di Brescia; Silvia Bonizzoni, Responsabile Settore Servizi Sociali, Comune di Brescia.