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MARTEDì

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Notiziario Marketpress di Martedì 23 Novembre 2004
Pagina7-PolEst
WASHINGTON VUOLE RIFORME ECONOMICHE IN EUROPA  
 
Financial Times, lunedi 22 novembre 2004
Washington vuole riforme economiche in Europa.
Di Bowman Cutter, Paula Stern, Petter Rashish
Poichè la nuova Commissione Europea entra oggi in funzione, non ci sarà miglior opportunità per Josè Manuel Barroso, il presidente in carica, di imporre la sua autorità, premendo per la strategia di Lisbona, vale a dire gli impegni nei confronti della riforma economica dell'Unione Europea. Tocca a Barroso convincere gli stati membri dell'Unione Europea di adottare le riforme atte a spingere la crescita economica europea a lungo termine. Senza queste misure, le generose politiche del welfare saranno insostenibili.Più importante ancora, con minori risorse economiche a disposizione e diminuita capacità di impegnarsi a livello internazionale, non si farebbe che confermare quanto molti già sospettano nella nuova amministrazione di Washington, e cioè che gli Stati Uniti devono smetterla di voler realizzare i loro principali obbiettivi di politica estera attraverso la relazione transatlantica.Le relazioni economiche transatlantiche sono rimaste ampiamente isolate per le tensioni politiche sorte con la guerra in Irak e per altre situazioni. Stati Uniti e Europa continuano a commerciare e investire nelle reciproche economie in modo massiccio, e sia Usa che Europa ancora detengono congiuntamente la leadership in seno a Wto, Banca Mondiale, Fmi, ed altre istituzioni internazionali. Dunque tutto per il meglio? Molto lontani da tutto ciò.Stati Uniti ed Europa si trovano davanti a sfide economiche e invecchiamento della popolazione, che metteranno sotto pressione assistenza malattia, disoccupazione, e assistenza pensionistica. Gli Stati Uniti spinsero la competività (negli anni' 80) e affrontarono politiche fiscali (negli anni'90). I costi di sicurezza interna, oggi, sono difficilmente gestibili. D'altra parte, benchè l'Eu abbia dimostrato di essere in grado di rinnovamento economico, come il mercato unico nel '92, e l'euro, il record della traiettoria di riforma delle maggiori economie europee da quando è stata inaugurata la Strategia di Lisbona è scoraggiante.Come viene suggerito in un nuovo studio del Consiglio Atlantico americano, se l'Eu non è in grado di perfezionare riforme economiche, la partnership politica transatlantica già traballante potrebbe andare a pezzi.L'europa è in prova per l'amministrazione di George W. Bush.e' vero che gli Stati Uniti mantengono forti relazioni con Gran Bretagna, Italia, e pochi altri membri di vecchia data dell'Unione, ma tra i nuovi ex stati comunisti permangono forti legami con gli Stati Uniti, basati su ricordi di solidarietà dei tempi della guerra fredda. Tuttavia molti di questi legami sono forzati.Quelli che un tempo erano solidi partners si sono chiaramente distanziati dalla politica estera americana (Spagna), hanno deciso di ritirare le truppe dall'Irak (Ungheria), o sembrano essere delusi della modalità dei legami con Washington (Polonia).aggiungasi declino economico di vecchia data alla contrarietà, quindi questa amministrazione americana, che sa di non poter procedere da sola - è probabile che cerchi altrove gli alleati di una politica globale. Ci saranno sempre più partners alternativi con il capitale politico ed economico quale requisito per aiutare gli Stati Uniti a raggiungere gli obbiettivi.Con un Europa che vacilla, gli Stati Uniti potrebbero rivolgersi a Cina e India come alleati politici e per la sicurezza, visto che la loro influenza internazionale probabilmente continuerà a rafforzarsi.Anche se queste potenze emergenti non condividono interamente le tradizioni culturali e politiche, che hanno contribuito a cementare la cooperazione transatlantica, non sarà così importante, se i più o meno unilateralisti Stati Uniti opteranno per accordi ad hoc nei confronti di questi paesi, piuttosto che per alleanze vincolanti.