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2003 anno 6°  

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16 LUGLIO 2003

pagina 1

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I MINISTRI MARZANO E STANCA PRESENTANO IL "PIANO PER L'INNOVAZIONE DIGITALE NELLE IMPRESE" SOSTENERE A 360°, CON UN QUADRO ORGANICO DI INTERVENTI, L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA DELLE IMPRESE E LA NASCITA DI NUOVE AZIENDE INNOVATIVE OGNI € INVESTITO IN ICT FA CRESCERE IL PRODOTTO DI CIRCA 1,8 €

Roma, 16 luglio 2003 - Il Governo vuole far crescere l'innovazione, soprattutto quella digitale, nelle imprese, a partire da quelle medie e piccole, per dare maggiore competitività al Sistema Italia. Con l'obiettivo di sostenere, con un quadro organico di interventi, l'innovazione tecnologica e la nascita di nuove aziende innovative, i Ministri Antonio Marzano e Lucio Stanca hanno predisposto un "Piano per l'innovazione digitale nelle imprese", teso a stimolare e coordinare gli investimenti pubblici e privati in innovazione tecnologica digitale nei settori tradizionali e ad alta tecnologia. In una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, il Ministro delle Attività Produttive e il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie hanno spiegato che con questo Piano si punta a rafforzare l'innovazione nei settori del made in Italy tramite l'utilizzo delle tecnologie Ict nei processi cardine in modo da: migliorare la produttività e conseguentemente la competività aziendale; attuare una politica di sostegno per lo sviluppo di selezionati settori hi-tech; migliorare l'attrattività del Sistema Italia qualificandolo come un ambiente favorevole a ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione; favorire il trasferimento tecnologico dai centri di ricerca pubblici alle imprese. Il Piano per l'Innovazione Digitale nelle imprese si articola in due fasi, una a breve termine e una a medio termine. Nella prima, in particolare, la leva è data dalle misure economiche con strumenti di incentivazione già esistenti, come l'utilizzo della Legge 46/82, attraverso bandi tematici, su una dotazione finanziaria complessiva di 62 milioni di €; l'inserimento di meccanismi di premialità per chi investe anche in innovazione tecnologica attraverso la Legge 488/92 la cui attuale dotazione finanziaria è di 530 milioni di €; la Legge 388/00 (venture capital) la cui attuale dotazione finanziaria è di 227 milioni di €; l'art. 56 della Finanziaria 2003 per una dotazione finanziaria di 25 milioni di €. Nella seconda fase è ipotizzata una norma di legge che potrebbe essere inserita nella prossima Legge Finanziaria per attivare interventi: (a) di carattere economico finanziario quali misure fiscali, vouchers e misure di sostegno a spin-off ed early stages; (b) regolamentari per la tutela dei brevetti e della proprietà industriale ; (c) di comunicazione e formazione per la diffusione della cultura dell' innovazione nelle imprese; (d) di tipo organizzativo quali la creazione di un Comitato per il raccordo delle iniziative promosse dalle Istituzioni competenti in materia di innovazione tecnologica nelle imprese. Prendendo come riferimento il suggerimento emanato recentemente dalla Commissione Europea ("Politica dell'innovazione: aggiornare l'approccio all'Unione Europea nel contesto della strategia di Lisbona"), secondo la quale il fenomeno dell'innovazione deve essere percepito in tutta la sua estensione, i Ministri Marzano e Stanca hanno perciò focalizzato risorse e sinergie in questa specifica direzione puntualizzando che l'innovazione nelle imprese non si realizza soltanto attraverso le attività di Ricerca&Sviluppo, su cui si sono concentrati gli investimenti fino ad oggi, ma attraverso l'introduzione di nuove tecnologie digitali nelle fasi del design, della progettazione, della produzione, della distribuzione dei prodotti. Il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie ha citato ad esempio una serie di dati di scenario: "negli USA la produttività media del lavoro è cresciuta tra il 1995 ed il 2000 del 2,2%, a fronte di un incremento percentuale nell'Ict di circa il 62%; viceversa, i minori tassi di sviluppo dell'Europa, dove si è investito molto meno nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict), si sono accompagnati nello stesso periodo ad una crescita della produttività più bassa, 1,43% a fronte di un contributo Ict del 49,65%". Da un punto di vista strettamente economico, in generale per ogni € in più investito in Ict si registra una crescita del prodotto pari a circa 1,8 €; mentre nel caso di investimenti in capitale non Ict la crescita è di 1,1 €. "A questo si aggiunga che investire in Ict comporta anche un aumento in termini di attrattività, in quanto per ogni € speso in ricerca ed innovazione si registra un aumento degli investimenti diretti esteri pari a 4 €", ha detto Stanca sottolineando che "quest'ultimo dato appare particolarmente significativo se letto nell'ottica del processo di globalizzazione in atto, che sta interessando l'economia internazionale, considerando ad esempio esperienze come quella Irlandese, dove gli ingenti flussi di capitali esteri hanno rilanciato l'intero sistema produttivo". Il "Piano per l'innovazione digitale nelle imprese", in sostanza, si pone l'obiettivo di recuperare il gap competitivo dell'Italia rispetto ai Paesi UE ed agli USA che presenta una situazione di ritardo dovuta alla scarsa propensione delle imprese italiane, in particolare quelle piccole, ad introdurre innovazioni basate sulle Ict. Ad esempio, nella classifica Eurostat 2001 nella spesa per Ict rispetto al Pil abbiamo dietro solo Spagna e Grecia

OFFENSIVA DELLA COMMISSIONE EUROPEA CONTRO LO "SPAMMING" ( POSTA ELETTRONICA NON RICHIESTA)
Bruxelles, 16 luglio 2003 - Erkki Liikanen, commissario europeo per le Imprese e la Società dell'informazione, ha annunciato ieri a Bruxelles i programmi della Commissione per far fronte alla proliferazione di messaggi commerciali di posta elettronica non richiesti, il cosiddetto fenomeno dello "spamming". A seguito dell'adozione, lo scorso anno, della direttiva sulla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, entro il mese di ottobre 2003 gli Stati membri sono tenuti a recepire disposizioni antispamming nell'ordinamento nazionale. Per la seconda fase di questa strategia, la Commissione prevede che in autunno sia approvata una comunicazione sullo spamming. L'azione concreta verterà sull'effettiva applicazione della normativa, in particolare mediante la cooperazione internazionale, misure tecniche antispamming e la sensibilizzazione dei consumatori. Le misure proposte saranno dapprima collaudate dagli Stati membri e dalle parti interessate nel quadro di un seminario che sarà organizzato in ottobre. La proliferazione di e-mail commerciali indesiderate, il cosiddetto spamming, ha raggiunto livelli tali da rappresentare un grave ostacolo per lo sviluppo del commercio elettronico e della società dell'informazione. Sia le imprese che i privati cittadini dedicano sempre più tempo e denaro alla ripulitura delle loro mailbox elettroniche. Per le imprese dell'Unione, la perdita di produttività è stimata a 2,5 miliardi di euro per il 2002. Si prevede inoltre che, entro la fine di quest'estate, lo spamming rappresenterà oltre il 50% del traffico mondiale di posta elettronica. Questo fenomeno rischia di vanificare i principali vantaggi di servizi quali la posta elettronica e gli Sms. Erkki Liikanen ha affermato: "La lotta allo spamming riguarda tutti noi ed è ormai una delle principali sfide a cui si confronta Internet. La lotta al fenomeno va condotta su diversi fronti. L'Unione europea, gli Stati membri, l'industria e i consumatori possono svolgere un ruolo attivo nella lotta antispamming sia a livello nazionale che internazionale. È necessario intervenire prima che gli utilizzatori di posta elettronica ed Sms cessino di usare Internet e i servizi mobili o limitino, a causa dello spamming, l'uso di tali servizi". L'Unione europea è stata la prima a muoversi sul piano normativo adottando, sin dal luglio 2002, una direttiva che condurrà ad un divieto paneuropeo dello spamming destinato ai privati cittadini. Con la sola eccezione applicabile alle relazioni commerciali esistenti la prospezione commerciale mediante e-mail sarà autorizzata solo previo consenso dell'abbonato (cfr. articolo 13 della direttiva 2002/58/CE del 12 luglio 2002 sulla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche). Questo regime, detto di 'opt-in', disciplina anche i messaggi Sms e gli altri messaggi elettronici ricevuti su terminali mobili o fissi. Gli Stati membri possono inoltre vietare l'invio di e-mail commerciali indesiderate alle imprese. Questo regime deve essere applicato e fatto rispettare entro il 31 ottobre 2003. Le altre azioni esaminate oggi riguardano vari aspetti giuridici, tecnici ed educativi legati al fenomeno dello spamming. Gli Stati membri, l'industria e i consumatori devono contribuire insieme alla loro efficace attuazione; si tratta in particolare di misure che riguardano l'applicazione delle norme da parte della pubblica autorità, la cooperazione con l'industria (filtri, codici di condotta), la sensibilizzazione dei consumatori (e dell'industria) e la cooperazione internazionale bilaterale e multilaterale. Dal canto suo, la Commissione collaborerà con le autorità nazionali garanti della protezione dei dati nel quadro del gruppo di lavoro "Articolo 29". Queste azioni saranno in un primo tempo collaudate con gli Stati membri e le parti interessate nel quadro di seminario che la Commissione organizzerà nel prossimo mese di ottobre. Il seminario, principalmente destinato agli Stati membri, alle imprese e alle associazioni di consumatori, si prefigge di definire una serie di azioni in merito alle quali raccogliere l'adesione e l'impegno degli Stati membri e delle parti interessate. Poiché gran parte dello spamming ha origine al di fuori dell'UE, la cooperazione internazionale deve essere un elemento cardine dell'azione della Commissione. In occasione di una visita alla US Federal Trade Commission, nello scorso mese di giugno, il commissario Liikanen ha posto in evidenza la necessità di una risposta mondiale ad un problema di portata mondiale. Al riguardo, ha offerto oggi la disponibilità della Commissione ad ospitare, all'inizio del 2004, un seminario dei paesi Ocse dedicato allo spamming, al quale invitare esperti di tutte le regioni del mondo. L'UE ha inoltre chiesto che la questione della cooperazione internazionale nella lotta antispamming figuri nel piano d'azione che dovrà essere approvato nel prossimo vertice mondiale sulla società dell'informazione che si terrà a Ginevra dal 10 al 12 dicembre di quest'anno, in modo da richiamare l'attenzione del mondo politico su questa problematica e favorire le sinergie tra le varie iniziative avviate in questo campo. Il commissario Liikanen ha inoltre accolto favorevolmente l'annuncio che il dialogo transatlantico dei consumatori ha considerato la lotta allo spamming una delle priorità del 2003 e che dedicherà una parte della sua prossima riunione annuale all'esame di questa problematica. Altre misure stabilite dal nuovo quadro normativo sulle comunicazioni elettroniche La direttiva sulla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche fa parte di un più ampio quadro normativo che disciplina le comunicazioni elettroniche cfr. IP/01/1801 e IP/02/259 Il commissario Liikanen ha ricordato oggi che, ad eccezione di suddetta direttiva, il nuovo quadro normativo entra in vigore il 25 luglio 2003. Malgrado nella maggior parte degli Stati membri si registrino notevoli progressi al riguardo, il commissario Liikanen ha annunciato che la Commissione adotterà i necessari provvedimenti nei confronti degli Stati membri che non daranno attuazione alla nuova disciplina entro la scadenza prevista.

DATI DI SINTESI DEL CONTO DEL SETTORE STATALE - MAGGIO 2003
Roma, 16 luglio 2003 - Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica i dati di sintesi del conto del settore statale del mese di maggio 2003. 
Fabbisogno del settore statale del mese di maggio 2003 

 

Milioni di euro

 

 

Formazione del fabbisogno

 

Entrate

35.302

Spese

39.094

di cui: spesa per interessi

8.287

 

 

Fabbisogno (-) / Disponibilità (+)

-3.792

Copertura

 

Totale

3.792

Titoli a breve termine

570

Titoli a medio-lungo termine

6.207

Titoli esteri

569

Altre operazioni (1)

-3.554

 1. Comprendono la raccolta postale e il conto di disponibilità.

A RISCHIO I CREDITI PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE MOLTO CRITICO IL RAPPORTO TRA BANCHE E IMPRESE SECONDO UNA RICERCA DELL'UNIVERSITÀ BOCCONI PRESENTATA OGGI IN UN CONVEGNO PROMOSSO DA ASSOLOMBARDA E DA LA COMPAGNIA FINANZIARIA
Milano, 16 luglio 2003 - Si è tenuto ieri a Milano il convegno sul tema "Il futuro del credito alle imprese. Come cambia il rapporto con le banche" promosso da Assolombarda e da La Compagnia Finanziaria, merchant bank milanese. Al dibattito hanno partecipato tra gli altri: Michele Perini, Presidente di Assolombarda; Guidalberto Guidi, Vice Presidente di Confindustria; Antonio Patuelli, Vice Presidente Associazione Bancaria Italiana e Acri; Luigi Dante, Direttore Generale Iccrea Holding; Corrado Faissola, Amministratore Delegato di Banca Lombarda; Aldo Fumagalli Romario, Presidente e Amministratore Delegato Sol; Fabrizio Palenzona, Presidente Federazione Autotrasportatori Italiani e Vice Presidente di Unicredito Italiano. Nel corso del convegno sono stati presentati due lavori: una ricerca dal titolo: "Il Futuro del Credito alle Imprese: come Cambia il Rapporto con le Banche. Le Medie Imprese e le Nuove Strategie de Sistema Bancario" realizzata in collaborazione con La Compagnia Finanziaria dal Prof. Roberto Ruozi e dal Prof. Claudio Zara dell'Università Bocconi ed i risultati di un sondaggio su 140 imprese e 50 banche preparato dalla Merchant Bank. "La ricerca - ha dichiarato Stefano di Tommaso, Amministratore Delegato de La Compagnia Finanziaria - ha prodotto risultati molto interessanti e, in un certo senso, preoccupanti. Da un lato è concreta la possibilità che molte meno risorse finanziarie si renderanno in futuro disponibili per le imprese ed è perciò evidente che le aziende dovranno assumere atteggiamenti più virtuosi e trasparenti nella gestione amministrativa e finanziaria per poter ricorrere ancora al credito bancario, dall'altro emerge come importantissima la figura delle Banche di prossimità!" "La gestione finanziaria e il mercato finanziario - ha dichiarato Michele Perini, Presidente di Assolombarda - sono una variabile strategica per la competitività della singola impresa e del sistema economico. Dalle relazioni della nostra Associazione con le imprese, emerge con sempre maggior frequenza una crescente insoddisfazione per la grande difficoltà di dialogo con gli intermediari finanziari. Sempre più insistentemente le aziende avvertono una crisi del rapporto fiduciario tra banca e impresa. Le Pmi che cominciano a gestire consapevolmente il proprio capitale e quindi i rapporti con il mercato creditizio/finanziario cercano partner in grado di offrire una consulenza e un'assistenza globali, di guidare la finanza aziendale verso forme stabili di equilibrio finanziario, di rispondere in modo pronto e flessibile alle opportunità di business," continua il Presidente di Assolombarda. "Queste aziende - ha concluso Perini - avvertono il bisogno di una relazione con l'interlocutore finanziario che sia fiduciaria, stabile, reciprocamente aperta e orientata al problem solving che implichi anche da parte loro la massima trasparenza.

IL FUTURO DEL CREDITO ALLE IMPRESE: COME CAMBIA IL RAPPORTO CON LE BANCHE UNA SINTESI DELLA RICERCA DI ROBERTO RUOZI E CLAUDIO ZARA UNIVERSITÀ COMMERCIALE L. BOCCONI COMMISSIONATA DA LA COMPAGNIA FINANZIARIA
Milano, 16 luglio 2003 - Il lavoro parte dall'assunto che la sola dimensione aziendale è una variabile inadeguata al fine di segmentare la clientela corporate nell'ambito dell'attività bancaria verso l'impresa e che è opportuno introdurre un concetto più discriminante quale è quello della complessità. Adottando questo punto di vista tutte le aziende complesse, anche se piccole, determinano una funzione finanziaria più spessa e sofisticata rispetto a quella di un prenditore "normale" e quindi richiedono un interlocutore finanziario in grado di avanzare un'offerta di adeguato livello. Da qui discendono le domande principali alle quali il lavoro da una risposta: Esiste una consapevolezza, dal lato sia della domanda sia dell'offerta, della specificità dell'impresa complessa all'interno del segmento più ampio delle Pmi? Vi sono intermediari finanziari che, per vocazione e per scelta, si candidano a diventare partner finanziari delle Pmi complesse? Quali sono le condizioni per le quali si sviluppi anche in Italia un mercato della finanza dedicato alla Pmi complessa? Le banche sono all'inizio di una fase di profonda revisione delle loro strategie aziendali e delle loro soluzioni organizzative riguardo all'attività corporate, spinte da un insieme di stimoli esterni tra i quali è spesso indicato quello collegato alle novità normative denominate Basilea 2. La sperimentazione sull'applicazione delle nuove norme di vigilanza che è partita da circa un anno sembrerebbe indicare il rischio che, con riferimento al finanziamento alle Pmi, le grandi banche possano procedere ad un progressivo disimpegno a causa della difficoltà di applicazione delle metodologie di rating più avanzate (in particolare l'Irb advanced) a soggetti che sono scarsamente trasparenti e a causa del fatto che in questa attività, fatto salvo l'aspetto ordinario, è difficile seguire strategie di scaling. Con riferimento a questo ultimo elemento, esso è effetto del processo di concentrazione in atto nel settore bancario. Si consideri che in Italia c'erano alla fine del 2002 814 banche contro le 1073 di dieci anni prima; di queste 17 sono maggiori e grandi e 461 sono banche di credito cooperativo; 231 appartengono a 78 gruppi bancari. Come è possibile osservare, tale processo di concentrazione tende a spingere ad una polarizzazione degli attori: (a) poche banche, di grandi dimensioni, che competono a livello europeo/mondiale e che dovrebbero concentrare la loro funzione produttiva nelle attività di scala - mercati mobiliari e sistema dei pagamenti in primis - in modo tale da sfruttare la dimensione come vantaggio competitivo; (b) molte banche locali/di prossimità, che poggiano il loro vantaggio competitivo sulla superiore capacità informativa, nell'ambito della funzione allocativa delle risorse, verso i prenditori poco trasparenti - le Pmi - e quindi lontani dalla finanza diretta. Le banche locali presenti sul territorio, dunque, potrebbero riempire gli spazi lasciati liberi dalle grandi banche, ma anch'esse presentano potenziali perplessità con riferimento a: (a) la loro capacità di fronteggiare elevati assorbimenti di capitale a rischio, a causa del basso standing dei prenditori clienti; (b) le loro capacità tecniche e organizzative di venire effettivamente incontro alle richieste della domanda più sofisticata; (c) la struttura dell'offerta che è tradizionale e standardizzata, ossia un'offerta di tipo povero; (d) la tenuta della loro raccolta diretta, intesa come "materia prima" per poter svolgere l'attività di impiego. In questo scenario evolutivo, che sembrerebbe avere validità su scala mondiale, anche se con diversi livelli di manifestazione, bisogna considerare, con riferimento al mercato bancario italiano, l'osservazione empirica della realtà domestica. Caratteristiche specifiche della realtà italiana sono: il sovradimensionamento che le Pmi hanno nel sistema produttivo domestico; considerato pari a 1 il numero medio di addetti per impresa nell'Unione Europea, l'Italia fa registrare un indicatore di 0.57 contro 1.59 in Germania, lo 0.98 in Francia e lo 0,63 in Spagna; la forte dipendenza delle Pmi verso il credito bancario; in Italia la percentuale di debiti bancari delle imprese sul totale fatturato nel 2001 era pari al 20,1% contro il 4,8% della Germania, il 6,6% della Francia e il 10% in Spagna; le recenti aggregazioni delle banche italiane che non seguono una strategia focalizzata sul core business ma un più generale obiettivo di aggregazione dimensionale; una storia di assenza di razionamento del credito volontario da parte delle banche alle imprese. Accanto a questi elementi, altri fattori intervengono sulla relazione tra imprese e banche, tra i quali: (a) anche le banche grandi, forse proprio perché sono il risultato di processi di aggregazione defocalizzati, stanno cercando, attraverso la costituzione di unità organizzative dedicate, di competere nel mercato small & middle corporate; (b) le Pmi italiane presentano elementi di opacità che li accomunano tra di loro e li fanno diventare condizione strutturale del mercato, rendendo ancora più difficile di quanto lo è già di per sé l'applicazione delle nuove tecnologie "automatizzate" dell'informazione all'ambito di decisioni complesse quali sono quelle di finanziare un'impresa. Di conseguenza, il quadro complessivo come si presenta oggi non da indicazioni univoche riguardo la presunta "specializzazione" del sistema bancario italiano - ad esempio sul modello di quello americano - e su "chi" si specializzerebbe sul finanziamento alle Pmi, anche se sembrerebbe sufficientemente assodato che il modello della banca universale, tanto in voga negli anni '90 dello scorso secolo, sia ormai fallito e tramontato come modello di adozione diffusa e che anche le banche italiane dovrebbero convergere verso una qualche forma di modello di specializzazione. Elemento di particolarità del caso italiano, che non può non tenere conto della prevalenza di Pmi all'interno del tessuto economico nazionale, è la presenza delle banche di medie dimensioni, né grandi né piccole, alcune delle quali hanno già sviluppato e stanno sviluppando delle strategie dedicate al segmento corporate, che potrebbero realizzare una specializzazione verso il finanziamento di questo tipo di domanda. Dall'esame dell'offerta di finanza alla Pmi complessa derivano quindi i seguenti interrogativi: Le Pmi complesse andranno incontro ad un finance gap strette tra grandi banche disinteressate e piccole banche inadeguate? Le banche medie, che sono in mezzo alle due polarizzazioni strategiche, sopravviveranno nel segmento della finanza d'impresa e se sì che cosa faranno? La complessità di impresa si esplica nel posizionamento che le tipiche variabili operative hanno all'interno della sua strategia. Tale posizionamento è descritto attraverso l'individuazione di 42 variabili che sono riconducibili a sei costrutti logici: - l'ambiente competitivo di appartenenza; - la strategia competitiva adottata; - l'organizzazione interna aziendale; - il modello di corporate governance adottato; - l'appartenenza ad un aggregato interaziendale; - la tipologia di rapporti con gli stakeholders finanziari. L'assunto di fondo è che, in un'ipotesi di posizionamento bipolare azienda semplice vs. azienda complessa, quest'ultima faccia registrare un'elevata intensità di presenza delle variabili descrittive riconducibili ai costrutti sopra introdotti e che, maggiore è il livello d'intensità della presenza, maggiore sia il grado di sofisticazione del fabbisogno finanziario che l'impresa stessa esprime. Tra l'altro, un elevato grado di sofisticazione del fabbisogno finanziario dovrebbe trovare un'ulteriore manifestazione nella presenza in azienda di una funzione finanziaria autonoma, sufficientemente sviluppata, e posizionata all'interno dell'azienda di appartenenza più come attività generatrice di valore piuttosto che come ancillare alle altre funzioni aziendali. Il ruolo principale che la finanza viene ad assumere nella Pmi complessa dovrebbe trovare riscontro nell'espressione di una domanda verso i finanziatori altrettanto sofisticata, attenta al servizio, alle personalizzazioni, al problem solving e non prevalentemente orientata alla variabile prezzo nel processo di acquisto. Sebbene negli ultimi anni numerosi fattori esterni abbiano spinto verso un'accentuazione della complessità di impresa, è quanto meno anomalo osservare come fino ad ora essa non si sia manifestata, in termini di sollecitazione da parte della domanda e di risposta da parte dell'offerta, nella creazione di un segmento di mercato dedicato al finanziamento delle Pmi complesse. Tale comportamento sembrerebbe essere giustificato dal fatto che le stesse Pmi complesse hanno manifestato deboli esigenze in tale direzione solo nell'ambito della finanza straordinaria, appiattendosi anch'esse, nell'ambito ordinario, verso l'offerta standardizzata e tradizionale a fronte dei vantaggi dati dallo sfruttamento della leva prezzo, della prassi del multiaffidamento e della bassa richiesta di informativa riservata. Anche nell'ambito dell'impresa siamo agli inizi di una profonda trasformazione del proprio modello di comportamento in campo finanziario. In particolare, le pressioni provenienti dal mondo bancario a seguito in particolare dell'adozione di modelli di IRB, a causa sia dell'applicazione degli obblighi di vigilanza (gestione del rischio) sia di una più efficace capacità di pricing (rapporto rendimento/rischio), dovrebbero riverberarsi anche sulla finanza ordinaria della Pmi e anche in termini di razionamento del credito. L'esistenza di pressioni nell'ambito ordinario sarà una forte spinta per le aziende stesse ad affrontare il problema della trasparenza aziendale, risolvendolo in termini di un miglioramento, perlomeno graduale nel tempo. Infatti, le conseguenze negative per le imprese dell'introduzione di Basilea 2 sono riassumibili in: (a) il ricorso alla tecnologia dell'informazione per la determinazione della capacità di credito spinge il processo di allocazione delle risorse verso il "modello dei mercati mobiliari" che è fortemente orientato alla formalizzazione d'impresa, ossia al livello di informazione pubblica disponibile; (b) l'applicazione del concetto rischio/rendimento avrà forti impatti sul prezzo e sulla quantità del credito che le banche vorranno concedere alle imprese; (c) l'allocazione/assorbimento del capitale a rischio, inteso come risorsa scarsa e costosa, potrebbe avere come conseguenza una perdita di interesse verso il mercato small & middle corporate da parte delle banche grandi e comunque, a parità di condizioni, una maggiore difficoltà da parte delle Pmi, intese come soggetti opachi e quindi a basso standing, ad accedere al credito (effetto quantità) e a prezzi competitivi (effetto prezzo), fino ad arrivare al rischio di razionamento del credito. A fianco degli aspetti negativi vi sono anche delle positività che le Pmi possono sfruttare affinché le banche continuino a tenerle all'interno dei propri portafogli di impieghi: (a) esiste un vantaggio di diversificazione del portafoglio corporate dato dalla presenza al suo interno di finanziamenti concessi anche alle Pmi (cd. granularity); (b) l'opportunità data dalla maggiore capacità delle banche di valutare lo standing del finanziato; è indubbio che vi possano essere prenditori che comunque sono molto rischiosi e che quindi si troverebbero in ogni caso ad avere un basso rating, ma quelle imprese che potrebbero avere uno standing migliore se fossero più trasparenti, e quindi più vicine al "modello dei mercati mobiliari", attraverso un incremento della trasparenza informativa potranno conseguire un miglioramento del loro merito creditizio e di conseguenza una maggiore raccolta di fondi e a costi più convenienti (opportunità di sviluppo delle capacità di funding a costi convenienti). La risposta sistemica da parte dell'universo delle Pmi sul piano della trasparenza informativa e del miglioramento della propria struttura finanziaria data dallo spettro di un effetto prezzo e/o quantità nell'ambito del finanziamento ordinario d'impresa, ciò che fino ad ora è sempre mancato, potrebbe finalmente mettere i soggetti specializzati nel finanziamento della Pmi a definire meglio il profilo di rischio/rendimento delle aziende clienti, concentrandosi sulle aziende complesse in quanto soggetti veicolanti operazioni a maggiore valore aggiunto, e nel contempo creando una base di clientela sufficientemente ampia (grazie alla sua maggiore trasparenza) per favorire il rafforzamento della specializzazione. D'altro canto sarà necessario che ci siano soggetti finanziari in grado sia di soddisfare tecnicamente le richieste della domanda sia di assumere concentrazioni significative su singoli prenditori, il che significa che i finanziatori dovranno affrontare in termini positivi le grandi tematiche strategiche della finanza d'impresa quali la volontà di essere banca di riferimento, l'accettazione del rischio di concentrazione del portafoglio, le scelte organizzative adeguate per essere operatori del corporate banking. In conclusione, l'introduzione della normativa nota come Basilea 2 può rappresentare una condizione irripetibile affinché anche in Italia si riconosca un mercato corporate della Pmi complessa. Infatti, il rischio di razionamento del credito (si consideri che a fine 2000 già il 31,4% delle imprese italiane avrebbero desiderato una maggiore quantità di credito senza riuscire ad ottenerla) e di aumento del costo del denaro che potenzialmente soffrono i prenditori più opachi e con strutture finanziarie molto indebitate pone anche sul tavolo dell'ambito ordinario del finanziamento d'impresa i temi di una corretta rappresentazione della realtà aziendale e di valutazione dell'impresa stessa secondo una logica di rischio/rendimento. Tale minaccia riguarda in primis la categoria delle Pmi che, tradizionalmente, presentano i suddetti problemi di rappresentazione e di comportamenti poco virtuosi in ambito finanziario. D'altro canto, la costituzione di un mercato small & middle dell'impresa complessa è la risultante di un movimento sistemico che tocca, oltre al vertice della regolamentazione bancaria e delle norme del sistema Paese (si pensi, a titolo di esempio, in positivo alla prossima riforma del diritto societario e in negativo a quella mancante sulle procedure fallimentari), altri due capoversi fondamentali che sono il comportamento delle imprese e quello delle stesse banche intese come singole aziende (cfr. fig.1). Nell'ambito della domanda, le condizioni che sono alla base di un comportamento favorevole alla nascita del mercato sono sintetizzabili in: (1) evoluzione della funzione finanziaria in termini di maggiore professionalità e innalzamento del suo ruolo all'interno dell'impresa; (2) impostazione di una comunicazione trasparente e in linea con un modello di comportamento quale è quello della "finanza diretta"; (3) adozione di un modello di corporate governance dove sia affrontato e risolto il tema della separazione tra la proprietà e il controllo e dove gli azionisti siano orientati a valutare le performance della loro impresa anche in termini di contributo alla creazione di valore finanziario. A queste condizioni vi è da aggiungerne un'altra, che in realtà è un prerequisito, ossia la presenza di una strategia complessa che esprima un'effettiva esigenza di fabbisogno finanziario di sofisticato livello. Nell'ambito dell'offerta, a sua volta, le condizioni fondamentali appaiono essere: (1) l'adozione di un orientamento strategico di specializzazione verso l'attività di corporate finance con tutte le conseguenze operative e di decisioni di investimento che ne conseguono; (2) la volontà di offrire non solo prodotti finanziari ma anche di aprirsi alle attività di servizio, orientandosi verso una proposta dove componente di natura consulenziale e componente di prodotto si combinino con l'obiettivo di individuare soluzioni sostenibili ai bisogni dell'impresa cliente; (3) la capacità di trasferire i prodotti della c.d. finanza innovativa anche al segmento della Pmi e non lasciarli ad appannaggio del solo segmento delle imprese maggiori; (4) l'abbandono della logica del "tutto interno" e la contestuale adozione di politiche di outsourcing che siano volte ad acquisire prodotti specialistici o per i quali non sia economicamente conveniente la produzione interna, al fine di essere nelle condizioni di offrire al cliente un bundling di prodotti che vengono assemblati rivolgendosi anche a partner specializzati e scelti secondo un criterio di efficacia e di efficienza. Solo attraverso una combinazione sistemica dei tre soggetti individuati si riuscirà sia ad evitare pericoli di credit crunck dovuti all'applicazione rigida delle nuove normative sia ad attivare un'offerta che sia veramente in linea con i fabbisogni finanziari delle Pmi complesse, che rappresentano il nerbo del sistema produttivo del Paese, fabbisogni il cui grado di sofisticazione li rende diversi da quelli espressi dalle Pmi semplici. Chi potrà cogliere, dal lato dell'offerta, tale opportunità di mercato? Molto dipenderà dalla dimensione, e quindi dal livello di redditività assoluta, che il mercato small & middle dell'impresa complessa potrà assumere, ma, ipotizzando che esso possa raggiungere in termini numerici il 20% della clientela corporate che le banche e gli altri intermediari hanno in Italia, esso dovrebbe interessare almeno tre tipologie di intermediari (cfr. fig. 2). Dovrebbero essere interessate le banche/i gruppi di medie dimensioni, che hanno già al loro interno una divisione corporate e/o delle aziende prodotto, poiché riuscirebbero a sostituire al vantaggio competitivo di origine dato dal localismo quello della specializzazione per tipologia di clientela. Queste banche, attraverso l'effettuazione degli opportuni investimenti sopra indicati, potrebbero, almeno in via di principio, competere da soli nel mercato e quindi sviluppare un approccio integrato prodotti e servizi. Anche le banche locali, di più piccole dimensioni rispetto a quelle medie e ancora oggi con una più radicata presenza territoriale, possono provare ad entrare il mercato principalmente come soggetto di relazione con le imprese clienti. Però, la loro piccola dimensione rende improbabile, o quantomeno molto lontano nel tempo, la possibilità di presidiare "tecnicamente" il cliente secondo quanto richiesto dalla Pmi complessa. Al fine di ovviare a questo problema, gli intermediari specializzati possono rappresentare un'importante soluzione. Se gli intermediari specializzati, o altrimenti detti società prodotto, sapranno e potranno realizzare accordi di collaborazione e di co-produzione con le banche locali nell'ambito della finanza straordinaria e in quello della finanza ordinaria con contenuti sofisticati, potranno sfruttare il patrimonio di relazione detenuto da esse e penetrare commercialmente il mercato della Pmi complessa. D'altra parte, la banca locale, adottando la politica dell'outsourcing, potrà realizzare quella strategia di bundling di prodotti e servizi che le permetteranno di mantenere il presidio di clientela. Un'ultima osservazione riguarda le banche grandi italiane. Esse vorranno competere in tale mercato oppure ne staranno all'esterno? Molto dipenderà da come queste banche si percepiscono, se continental player oppure se domestic player. Nel primo caso esse si orienteranno sulle strategie di volume ricordate in precedenza e quindi non dovrebbero giudicare attraente un mercato small & middle dell'impresa complessa; nel secondo caso esse potrebbero ribaltare il proprio giudizio di attrattività del segmento e, di conseguenza, "appiattirsi" sulle posizioni definite per le banche di medie dimensioni.

SINTESI DEI RISULTATI DEL SONDAGGIO REALIZZATO DA LA COMPAGNIA FINANZIARIA
Milano, 16 luglio 2003. Sono state intervistate 140 aziende e 50 banche. I risultati sono tuttora in corso di valutazione dall'Ufficio Studi de La Compagnia Finanziaria con la supervisione del prof. Zara dell'Università Bocconi. Ad oggi è possibile anticipare i dati riportati negli allegati. Le elaborazioni potrebbero subire lievi variazioni a seguito di verifiche in corso da parte dell'Università Bocconi. In sintesi le risultanze possono essere così espresse: Dal punto di vista delle aziende: Cresce la cultura finanziaria delle Pmi. L'88% ha un direttore finanziario. Cresce la sensibilità alla comunicazione finanziaria, ma con una maggior propensione alla pubblicazione dei consuntivi (97%) piuttosto che i dati prospettici, ovvero budget e/o business plan (43%). La questione del rating e di Basilea 2 non è sostanzialmente ancora all'attenzione delle imprese: il 51% dichiara di non essere interessato alla questione e solo il 9% ha impostato una vera e propria azione sui fondamentali per ottemperare ai nuovi criteri. È ancora scarsa l'evoluzione dei modelli di corporate governance. Non è ancora chiara la divisione tra proprietà e controllo. Solo nell'11% dei casi gli amministratori indipendenti superano il 50 %, mentre i familiari proprietari rappresentano la maggioranza del management nel 40% dei casi. Il numero medio di banche con cui le aziende lavorano è ancora molto alto. Nel 63% dei casi supera le 10, nell'11 % supera le 20. In base a quali criteri l'azienda sceglie la banca? 69 % per la disponibilità a finanziare; 23% per il costo del finanziamento; 14% per la qualità del servizio. Dal punto di vista delle banche: Valutano i clienti imprese ancora in gran parte per la dimensione e solo in via subordinata per il rischio. Il 27% sta lavorando per diluire il rischio, frazionando i crediti tra le imprese. L' 82 % presenta un sistema di rating, ma non lo sta usando. Lo userà probabilmente entro il 2004. I rating di Basilea sono utilizzati per decidere gli affidamenti e non per quantificare il tasso applicato. Solo il 18 % delle banche è propensa ad entrare nel capitale delle aziende clienti.

STUDIO DI FATTIBILITÀ RELATIVO AD UNO STATUTO EUROPEO PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE: PREINFORMAZIONE
Bruxelles, 16 luglio 2003 - La DG Imprese della Commissione europea ha pubblicato la preinformazione di una gara d'appalto con procedura aperta per l'esecuzione di uno studio di fattibilità relativo ad uno statuto europeo per le piccole e medie imprese (Pmi). Il valore del contratto sarà di circa 450.000 euro. Il bando di gara sarà pubblicato alla fine di luglio 2003. Per consultare il testo completo della preinformazione, visitare: http://ted.publications.eu.int/static/doccur/it/it/118185-2003.htm

MEDIOBANCA: RILIEVO DEL CONTROLLO DELLA COMPAGNIE MONÉGASQUE DE BANQUE NUOVA COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO PARTECIPAZIONI STRATEGICHE/PERMANENTI COOPTAZIONE DI CONSIGLIERE E INTEGRAZIONE DEL COMITATO ESECUTIVO
Milano, 16 luglio 2003 - Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, riunitosi ieri sotto la presidenza del dott. Gabriele Galateri di Genola, ha deliberato, in esecuzione degli accordi comunicati il 3 maggio 2002, di acquistare per contanti il 34,35% del capitale della Compagnie Monégasque de Banque attualmente detenuto da Commerzbank nonché il 10% di proprietà del gruppo di azionisti locali con un investimento di circa € 250 milioni. Per effetto di tale acquisto la partecipazione di Mediobanca salirà al 61,64% e CMB entrerà a far parte del Gruppo Bancario Mediobanca. Il rilievo del controllo della Compagnie rientra nel piano strategico dell'Istituto che prevede la crescita, anche per linee esterne, nel campo del Private Banking; l'Istituto monegasco ha una massa amministrata di € 6,3 miliardi ed ha chiuso il bilancio 2002 con un utile netto di € 22,3 milioni. Il Consiglio ha altresì deliberato una nuova composizione del portafoglio partecipazioni strategiche/permanenti dell'Istituto che risulta composto dai possessi in Assicurazioni Generali, Rcs MediaGroup, Italmobiliare, Pirelli, Olivetti, Fiat e Gemina oltre alle "strumentali" Banca Esperia e Compagnie Monégasque de Banque. Infine il Consiglio di Amministrazione ha deciso all'unanimità la cooptazione, in sostituzione dello scomparso Dott. Giorgio Brambilla, del Dott. Matteo Arpe chiamandolo anche a far parte del Comitato Esecutivo unitamente al Presidente e ai Vice Presidenti - componenti di diritto - e ai Consiglieri Vincent Bolloré, Carlo Buora, Ennio Doris, Alessandro Profumo e Axel von Ruedorffer. Il Consiglio ha altresì deciso di mettere all'ordine del giorno della prossima riunione prevista per il 15 settembre la cooptazione dei Signori Jean Azema e Tarak Ben Ammar.

DEBUTTA "ALL.GAR.", ALLEANZA TRA CONFIDI IN ARRIVO DAL FEI 415 MILIONI DI GARANZIE IL PLAFOND, A VALERE SUL 2003-2004, MOBILITERÀ OLTRE 1 MILIARDO DI EURO DI INVESTIMENTI DELLE PMI
Padova, 16 luglio 2003 - Un'alleanza di garanzia fra i sette maggiori confidi in Italia. E un contratto con il Fondo Europeo Investimenti (Fei) che mette a disposizione 415 milioni di garanzie per il 2003-2004, in grado di generare nel biennio oltre 1 miliardo di euro di investimenti delle piccole e medie imprese. E' l'iniziativa dei principali organismi di garanzia aderenti a Federconfidi (federazione nazionale dei confidi di Confindustria) per facilitare l'accesso al credito delle Pmi in una fase delicata della congiuntura, reso ancor più critico dalle norme di Basilea 2 in vigore dal 2006. Il raggruppamento temporaneo, denominato All.Gar. - Alleanza di Garanzia - è stato presentato questa mattina a Padova, nella sede della locale Unione Industriali. Ne fanno parte Interconfidi Nordest, capofila del progetto, Confidi Milano, Confidi Trento, Federfidi Lombarda, Fidindustria Emilia Romagna, Neafidi, Unionfidi Piemonte. Un'alleanza inedita in Italia e in Europa, per dimensioni e operatività, forte di 13.700 aziende consorziate e 1,7 miliardi di garanzie erogate nel 2002. Tra i soci fondatori non figurano i confidi del Sud Italia, che godono di particolari vantaggi sulle garanzie del Fondo Centrale (Mcc). Tutti i confidi potranno comunque utilizzare le controgaranzie erogate da All.Gar. per riassicurare parte del proprio rischio. Proprio la massa critica raggiunta, in termini di operatività e gestione del rischio, ha consentito ad All.Gar. di contrattare con il Fei il nuovo plafond, che ridurrà fino al 50% il rischio sulle operazioni finanziarie gestite dai confidi. "La nascita dell'Alleanza e la stipula del plafond Fei - spiega il presidente di Federconfidi, Giovanni Lasagna - rafforzano i processi di trasformazione degli organismi di garanzia, nell'ottica di Basilea 2. Grazie al sistema di controgaranzie, le imprese potranno contare su garanzie più sicure e confidi più solidi, meglio attrezzati a superare i processi di accreditamento previsti dall'accordo interbancario europeo". Il nuovo plafond agirà come un volano degli investimenti aziendali: i 415 milioni di garanzie Fei mobiliteranno, grazie all'effetto "moltiplicatore", oltre 1 miliardo di investimenti delle aziende di minori dimensioni. Il meccanismo delle controgaranzie ha infatti il duplice effetto di aumentare la percentuale di garanzia concessa dai confidi sul finanziamento (fino all'80%), e di ridurre le garanzie reali richieste alle imprese dalle banche. Ampli i criteri di accesso alle garanzie: sono finanziabili le aziende di qualunque settore produttivo, con meno di 100 addetti e fatturato inferiore ai 40 milioni di euro, che abbiamo progetti di investimento a medio lungo termine, in beni materiali e immateriali, con sviluppo dell'occupazione. Facilitazioni sono previste per nuove aziende in fase di start up. "L'Alleanza - conclude Lasagna - per dimensioni e importanza si colloca ai primi posti in Europa. Lo spirito con cui è nata è l'espressione di una strategia di sistema nel mondo dei confidi, di cui il Governatore Fazio ha recentemente sottolineato il ruolo fondamentale nel passaggio verso Basilea 2, non privo di insidie per le Pmi".

FINO AL 30 AGOSTO NEGLI UFFICI POSTALI LE OBBLIGAZIONI "CONCERTO N. 4"
Roma, 16 luglio 2003 - Fino al 30 agosto è possibile prenotare in tutti gli uffici postali le obbligazioni "Concerto n. 4", distribuite in esclusiva da Poste Italiane. Le obbligazioni sono emesse per un importo massimo di 500 milioni di Euro, hanno durata quinquennale e garantiscono, alla scadenza, la restituzione del capitale investito e una cedola di interesse minima garantita del 5%. Il taglio di sottoscrizione è di 1.000 Euro (quota minima) o suoi multipli. L'obbligazione "Concerto n. 4" consente di impiegare a medio termine i risparmi e di ottenere, a scadenza, un rendimento legato all'andamento di 18 Fondi Comuni di Investimento internazionali (azionari ed obbligazionari) di 9 società di gestione di prestigio mondiale (cfr. Tabella). Tramite "Concerto n. 4" Poste Italiane permette anche ai piccoli risparmiatori di sottoscrivere quote di Fondi, investendo contemporaneamente su più mercati internazionali. Un altro vantaggio per il risparmiatore è l'assenza di rischi di cambio: l'obbligazione "Concerto n. 4", infatti, è strutturata in modo da eliminare gli effetti delle possibili fluttuazioni dei tassi di cambio fra le valute. Alla scadenza dei cinque anni "Concerto n. 4", oltre al rimborso del capitale, pagherà, al lordo delle imposte vigenti, una cedola di interesse minima garantita del 5% oppure, se maggiore, una cedola di interesse pari al 52% dell'apprezzamento conseguito dal paniere dei 18 Fondi Comuni di Investimento internazionali nei 5 anni di vita dell'obbligazione. Poste Italiane ha affidato la strutturazione di "Concerto n. 4" a Bnp Paribas Arbitrage Snc, leader internazionale nella ideazione di prodotti legati a Fondi di investimento. L'istituto emittente Credem richiederà la quotazione del titolo sul Mot. In attesa della quotazione, le obbligazioni potranno comunque essere negoziate sulla base dei prezzi fissati giornalmente dal "market maker" Bnp Paribas Arbitrage Snc. La quotazione del titolo sarà pubblicata su quotidiani economici. Infolink: www.poste.it

CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA: +4,9% A GIUGNO NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2003 LA DOMANDA CRESCE DEL 2,8%. RAGGIUNTO UN NUOVO RECORD ESTIVO DI POTENZA RICHIESTA: 52.385 MW.
Roma, 16 luglio 2003 - Più 4,9% è la crescita della domanda di energia elettrica nel mese di giugno 2003 rispetto al corrispondente mese dell'anno 2002. Il totale dell'energia richiesta in Italia è stato pari 27,9 miliardi di kWh. Va sottolineato che un aumento così consistente dei consumi elettrici non si registrava dal gennaio del 2001, quando la variazione rispetto a gennaio 2000 segnò lo stesso valore del 4,9%. A ciò si aggiunga che, considerando l'energia sospesa alle utenze interrompibili nel corso del mese nonché quella distaccata alle utenze civili il 26 giugno 2003 in attuazione del piano di emergenza per la sicurezza del sistema elettrico, l'incremento della domanda avrebbe raggiunto il 5%. Il risultato del mese di giugno 2003, ottenuto a parità di giornate lavorative rispetto a giugno 2002, ha risentito di fattori climatici (temperatura media mensile superiore di 1,3 gradi centigradi rispetto allo stesso mese dell'anno precedente). La potenza massima richiesta sulla rete elettrica nel mese di giugno 2003 ha toccato i 52.385 megawatt. Questo valore, che è il nuovo record estivo di potenza richiesta sulla rete elettrica, è stato raggiunto mercoledì 25 giugno alle ore 11, ed è superiore del 2,8% rispetto al valore registrato alla punta nel corrispondente mese dello scorso anno. Si ricorda, inoltre, che il giorno 26 giugno sono intervenute interruzioni della fornitura di energia elettrica alle utenze civili, in assenza delle quali si sarebbe potuto registrare una richiesta di potenza dell'ordine di 53.000 megawatt. Tale valore, nettamente superiore al record del 12 dicembre 2002 (52.590 MW), avrebbe, quindi, rappresentato il nuovo record assoluto di domanda superando, per la prima volta nella storia del sistema elettrico italiano, la punta invernale. Dall'analisi effettuata dal Gestore della rete emerge che la crescita dei consumi, registrata a giugno 2003, rispetto a giugno 2002, ha interessato tutto il territorio nazionale risultando superiore al Centro (+5,7%), allineata alla media nazionale al Nord (+4,9), di poco inferiore al Sud (+4,4). I 27,9 miliardi di kWh richiesti nel mese di giugno 2003 risultano distribuiti per il 45,8% al Nord, per il 30,5% al Centro e per il 23,7% al Sud. Rispetto a giugno 2002, la dinamica tendenziale della richiesta di energia elettrica sul territorio, nel mese di giugno 2003, ha fatto registrare un +9,9% nell'area territoriale della Toscana ed Emilia Romagna. Nel mese di giugno 2003 il fabbisogno nazionale di energia elettrica è stato coperto per l'85,3% con la produzione nazionale e per la quota restante (14,7%) facendo ricorso alle importazioni, in aumento (+5,2%) rispetto a giugno 2002. In particolare si è avuto un marcato aumento delle produzioni termoelettrica (+8,6%) e geotermoelettrica (+16,4%). In diminuzione la produzione idroelettrica (-9,9%) ed eolica (-28,1%). Complessivamente la produzione nazionale a giugno 2003 (24,6 miliardi di kilowattora) è aumentata del 4,6% rispetto a giugno 2002. Il profilo congiunturale della domanda elettrica a giugno 2003 si è posizionato su livelli decisamente positivi (+2,3%). Nei primi sei mesi dell'anno la richiesta di energia elettrica è aumentata complessivamente del 2,8% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Nello stesso periodo, rispetto al primo semestre 2002, è migliorata la qualità del servizio elettrico. Non considerando, infatti, i distacchi alle utenze civili del 26 giugno, l'indice di disalimentazione - il parametro che secondo gli standard internazionali considera conforme un sistema elettrico che registra indici inferiori a 10 minuti - è stato pari 49 secondi, contro i 57 del primo semestre 2002. Ulteriori informazioni sono disponibili nella pubblicazione "Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico", che commenta in modo analitico l'andamento dei consumi elettrici mensili, consultabile alla voce "dati statistici" del sito www.grtn.it

ENEL: CONTATORI ELETTRONICI, L'INTESA HA RICHIESTO UN INCONTRO URGENTE PER LA DEFINIZIONE DI PIANO TARIFFARIO DIFFERENZIATO PER FASCIA ORARIA
Roma, 16 lugli o2003 - L'Intesa dei consumatori ha richiesto in data odierna alla Direzione dell' Enel un incontro urgente per una chiara e puntuale definizione di un piano tariffario differenziato per fascia oraria. Ciò in coerenza con gli affidamenti intercorsi tra l'Enel e le Associazioni dei consumatori in merito all' accordo sull'istallazione dei nuovi contatori elettronici. In tale accordo, dopo aver modificato i parametri nei tempi e nella potenza, per ovviare facili "scatti"del contatore elettronico che causavano gravi inconvenienti alle famiglie, era altresì prevista la realizzazione di un piano tariffario basato su fasce orarie differenziate. Stupefacente è per l'Intesa che in una fase come questa, carica di problematiche sia idriche che energetiche, non ci sia stato un intervento immediato del Enel che andasse nella direzione concordata. Quindi l'Intesa dei consumatori, ritiene importante accelerare la definizione di queste tariffe biorarie, poiché tale realizzazione comporterà non solo risparmi economici per le famiglie ma, un più equilibrato consumo di energia elettrica durante la giornata. Con ricadute sicuramente positive in relazione ad un più razionale utilizzo dell'energia elettrica.

SOSTEGNO DELLE ONG EUROPEE ALLA SEPARAZIONE TRA EURATOM E TRATTATI UE
Bruxelles, 16 luglio 2003 - Il Presidium della Convenzione europea ha deciso di abbandonare l'iniziale proposta di includere il trattato Euratom nella futura costituzione dell'Unione. La decisione di introdurre un allegato che preveda la separazione formale tra l'Unione europea e l'Euratom è stata presa in data 10 luglio. Le Ong europee hanno reagito positivamente, affermando che la decisione sottolinea la crescente opposizione al sostegno dell'energia nucleare, previsto dal trattato Euratom. "Viene così finalmente riconosciuto che il trattato Euratom è oltremisura sorpassato e antidemocratico per trovare posto in una costituzione di tipo moderno", ha affermato Mark Johnston, membro di Amici della Terra Europa. Greenpeace e Amici della Terra ritengono che l'esclusione del trattato Euratom dalla costituzione europea consentirà agli Stati Membri di non aderire al trattato senza essere al contempo costretti a lasciare l'Unione. Gli ambientalisti sperano che, a livello politico, durante la prossima conferenza intergovernativa verrà presa in considerazione la completa abolizione del trattato Euratom. "Conservare il sostegno al nucleare nell'ambito delle norme europee fondamentali rischia di rendere l'Unione altamente impopolare tra i suoi stessi cittadini", ha affermato Bridget Woodman, membro di Greenpeace Europa. Il Sesto programma quadro ha previsto, per le attività connesse al trattato Euratom, un budget complessivo di 1,23 miliardi di euro, il 60 per cento del quale sarà utilizzato per finanziare la ricerca nel campo della fusione termonucleare. Infolink: ftp://ftp.cordis.lu/pub/fp6/docs/euratom_challenge_21stcentury.pdf

PATENTE A PUNTI: ESSENZIALI RIGORE E COERENZA DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE ANIA FABIO CERCHIAI
Roma, 16 luglio 2003 - Dai primi dati emerge che l'introduzione della patente a punti sta portando risultati concreti in termini di maggiore sicurezza sulle strade. Gli incidenti, specialmente quelli più gravi, sono in diminuzione. E' un primo risultato di grande importanza, che auspichiamo possa essere confermato nel tempo. Apprezziamo il gravoso impegno delle forze dell'ordine, il cui contributo in questi giorni è stato essenziale. E' importante che le misure adottate restino valide per tutte le categorie di conducenti e non vengano annacquate da eccezioni che rischiano di essere interpretate come un'implicita autorizzazione a violare le norme del codice e, dunque, di annullare i benefici che si stanno ottenendo . In paesi in cui si è adottato un maggior rigore sulle strade, come la Francia in cui vige la linea della "tolleranza zero", la frequenza degli incidenti è del 5,9% , circa la metà di quella italiana, che è del 9,5%. Nel nostro ruolo di assicuratori, non possiamo non sottolineare che comportamenti prudenti e rispettosi delle regole del codice della strada sono una condizione necessaria per poter contenere il costo dei risarcimenti a carico del sistema rc auto e dunque, in prospettiva, il livello delle tariffe. Per questo abbiamo lanciato la proposta di un patto sociale per la sicurezza stradale all'interno del quale intendiamo fare le parte che ci spetta. Peraltro, con il patto siglato il 5 maggio scorso fra l'Ania, il Governo e le Associazioni dei consumatori, le compagnie di assicurazione si sono impegnate a contenere per quest'anno la dinamica tariffaria. L'obiettivo oggi è di fare in modo che si creino le condizioni perché tale politica possa mantenersi economicamente sostenibile nel tempo. Una applicazione coerente e rigorosa della normativa che riguarda la patente a punti è una condizione necessaria per conseguire questo risultato.

SU RADIO CAPITAL E RDS LE INFORMAZIONI ISTANTANEE SUL TRAFFICO DI BCONNECT
Torino 15 luglio 2003 - Bconnect, il primo provider nei servizi di infomobilità per privati ed aziende in tutta Europa di Fiat Auto, ha scelto Radio Capital e Rds come canali radiofonici per diffondere le informazioni istantanee sul traffico e raggiungere milioni di ascoltatori in movimento. Secondo un accordo, infatti, dalla fine di giugno e per tutta l'estate 2003, Radio Capital e Rds (nell'ambito dei rispettivi programmi "Drivetime" e "Viabilità") diffonderanno tutti i giorni le informazioni più importanti sulla viabilità di autostrade e tangenziali italiane, attingendo alla base dati di Bconnect. Ulteriori approfondimenti e aggiornamenti per chi viaggia sono disponibili collegandosi direttamente ai servizi Bconnect Infotraffico, attivi 24 ore su 24. Si tratta di una novità nel panorama nazionale sia per la qualità delle informazioni sia per la tempestività nella loro diffusione. Bconnect, infatti, è la prima realtà italiana a fornire notizie sulla viabilità, come il ritardo accumulato sul percorso e la velocità del flusso veicolare. Ciò permette all'automobilista di conoscere subito e con precisione se il ritardo sulla propria tabella di marcia sarà di dieci minuti o di ore. In dettaglio, ecco come funziona. Grazie ad uno specifico applicativo informatico, Bconnect può trasmettere tempestivamente via Internet le informazioni sul traffico raccolte ed elaborate a Radio Capital e Rds, riducendo così "quasi a zero" il lasso di tempo fra la raccolta delle notizie e la loro diffusione radiofonica. Bconnect vanta un innovativo sistema a sensori mobili, installato a bordo di alcune decine di migliaia di veicoli di grandi viaggiatori, che "fotografano" istantaneamente, 24 ore su 24, lo stato della viabilità di autostrade e tangenziali italiane per oltre 6.000 km di rete stradale. Quando la velocità "scende" al di sotto dei livelli stabiliti, il sensore invia un SMS anonimo alla centrale operativa di Bconnect, informandola della presenza di rallentamenti, congestioni o code nel tratto interessato. La centrale rielabora statisticamente l'informazione ricevuta insieme alle altre centinaia di dati e fornisce gli aggiornamenti sulla velocità media di percorrenza, sulla lunghezza delle code e sui ritardi accumulati, consentendo all'automobilista di valutare tempestivamente il comportamento da adottare. Inoltre, fornisce suggerimenti di percorsi alternativi e previsioni circa l'andamento del traffico. Dunque, l'accordo con Radio Capital e Rds consente a Bconnect di completare la gamma dei canali di diffusione delle informazioni istantanee sul traffico. Infatti, grazie ad una serie di collaborazioni con partner internazionali di telefonia mobile, i servizi Bconnect sono erogati anche attraverso i telefoni cellulari Gsm e Gprs, oltre che i dispositivi personali Pda e Internet. Infine, da sottolineare che i servizi Bconnect sono oggi disponibili su tutti i nuovi modelli del Gruppo Fiat. Per accedervi è sufficiente premere il tasto verde "connect" posto sulla plancia dell'auto, o attraverso il proprio telefono cellulare. In questo modo il cliente può collegarsi da qualsiasi Paese europeo al Centro Servizi di Bconnect, per richiedere, nella lingua desiderata o via dati, informazioni in tempo reale sul traffico o suggerimenti utili per il viaggio, consulenza medica e assistenza stradale, con la possibilità anche di scaricare sul proprio telefonino mappe e percorsi di proprio interesse. Tra i tanti servizi offerti ricordiamo: le informazioni istantanee sul traffico raccolte attraverso sofisticati sensori; Bconnect Fleetweb con il quale gestire le flotte aziendali; e, infine, il Cercauto che aiuta a ritrovare il proprio veicolo.

AL VIA I CORSI PER OTTENERE IL PATENTINO
Roma, 16 luglio 2003 - In attesa che il patentino per i minorenni alla guida dei ciclomotori diventi obbligatorio (dal primo luglio 2004), i giovani tra i 14 e i 18 anni potranno cominciare a prepararsi per sostenere l'esame per il rilascio del certificato. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato infatti un decreto (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 luglio scorso) che stabilisce le regole per ottenere il cosiddetto "patentino". I corsi potranno essere organizzati sia dalle Autoscuole sia direttamente svolti negli istituti scolastici, pubblici o privati. Questi ultimi saranno gratuiti. Per essere ammessi all'esame, che consiste in una prova teorica mediante un questionario di 10 domande) non bisogna superare le tre ore di assenza su un totale di 12 ore di corso (per quelli svolti presso le autoscuole) o di 20 (per quelli svolti dalle scuole). Per superare l'esame sono ammessi solo 4 errori, al quinto si e' bocciati. http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/patentino_moto/index.html

LA LOMBARDIA AL QUARTO POSTO IN ITALIA PER IL RICAMBIO DEI PNEUMATICI DELLE AUTOVETTURE
Milano, 16 luglio 2003 - Nel 2002, con 72 pneumatici acquistati per ogni 100 vetture circolanti, gli automobilisti lombardi si sono classificati al quarto posto in Italia per frequenza di ricambio delle gomme delle proprie auto. Nella graduatoria nazionale per regioni la Lombardia è infatti preceduta da Liguria (77) al primo posto, dalla Valle D'Aosta (76) in seconda posizione e dall'Emilia-Romagna (75) al terzo posto. Questi dati emergono da un'analisi realizzata dall'Osservatorio di Tyre Team, catena di gommisti indipendenti con 600 punti vendita distribuiti sull'intero territorio nazionale. In Lombardia, Cremona (75 gomme sostituite per ogni 100 auto) si classifica al primo posto della graduatoria regionale per province, precedendo Milano (74) al secondo posto, Pavia (73) in terza posizione e Mantova (72) al quarto posto. Seguono Brescia, Como e Lecco (tutte con un rapporto di 70) rispettivamente al quinto, al sesto e settimo posto, Varese (69) in ottava posizione, mentre Bergamo e Lodi (entrambe con un rapporto di 68) si collocano in nona e decima posizione. Sondrio, con un rapporto di 67 pneumatici acquistati ogni 100 autovetture, chiude la graduatoria delle province lombarde. Dallo studio di Tyre Team emergono altri dati di notevole interesse e piuttosto allarmanti per il nostro Paese. L'Italia è infatti tra le ultime nazioni in Europa per la sostituzione dei pneumatici: nel 2002 per ogni 100 auto circolanti sono stati infatti acquistati 61 pneumatici di ricambio contro i 94 di Germania, Francia e Gran Bretagna ed i 64 della Spagna. Si tratta di una situazione tutt'altro che positiva per quanto riguarda la sicurezza della circolazione. E' ben noto infatti come i pneumatici, che rappresentano l'unico punto di contatto tra il veicolo ed il suolo, siano essenziali per assicurare una frenata efficiente e una buona tenuta di strada. Ciò nonostante, come i dati mostrano, sulle nostre strade circolano veicoli con pneumatici mediamente più vecchi e più usurati che negli altri paesi europei. Questa situazione acquista particolare gravità negli esodi estivi che vedono milioni e milioni di persone spostarsi sulle strade della penisola. Sulla base dei dati dell'Osservatorio Tyre Team, è quanto mai opportuno raccomandare agli automobilisti italiani di far controllare i pneumatici prima della partenza per le vacanze estive e di procedere senza indugio alla loro sostituzione se la profondità della scultura del battistrada è inferiore al minimo di legge, che è di 1,6 millimetri. Ma la prudenza consiglia comunque di non scendere al di sotto dei tre millimetri e di sostituire anche immediatamente i pneumatici che presentino tagli, screpolature o rigonfiamenti e che siano stati costruiti da più di cinque anni (la data di fabbricazione è impressa sullo stesso pneumatico con un codice che il gommista è facilmente in grado di verificare). Infolink: www.tt-point.com

CDA ALITALIA: PROSEGUONO LE TRATTIVE CON MERIDIANA
Roma, 16 luglio 2003 - Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia, preso atto dei positivi sviluppi del negoziato fin qui intercorso con Meridiana, ha deliberato positivamente sull'estensione del periodo di trattativa in esclusiva fino al 30 settembre 2003, finalizzato alla definizione di una operazione di integrazione della compagnia sarda nel Gruppo Alitalia. Le modalità, i tempi ed i termini verranno convenuti successivamente al completamento delle ulteriori analisi di fattibilità da sviluppare. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato lo sviluppo delle trattative contrattuali in ordine alla cessione dell'80% del pacchetto azionario della controllata Eurofly nell'ambito del quale è altresì prevista la cessione di aeromobili MD80 in misura e con modalità e termini da definire; il Consiglio ha quindi conferito mandato all'Amministratore Delegato di definire il negoziato riferendone al Consiglio di Amministrazione previsto per il 30 luglio p.v.. In ultimo, il Consiglio di Amministrazione ha preso positivamente atto della conclusione del contratto di consulenza con la Turn Works di Gregg Brenneman e soci in ordine al quale lo stesso Consiglio, nella precedente riunione del 18 giugno u.s., aveva conferito mandato all'Amministratore Delegato, Francesco Mengozzi.

AUSTRIAN AIRLINES VOLA A BAKU DAL 20 AGOSTO E DIVENTERÀ L'UNICO VETTORE EUROPEO AD OFFRIRE COLLEGAMENTI PER L'INTERA REGIONE DEL CAUCASO.
Milano, 16 luglio 2003 - A partire dal 20 agosto Austrian Airlines continua la sua espansione verso l'Europa Centro-Orientale servendo una nuova destinazione: Baku la capitale dell'Azerbaijan. Grazie all'introduzione di questa nuova rotta Austrian Airlines, che già offre collegamenti con le città di Tbilisi in Georgia e di Erevan in Armenia, diventerà, con 8 frequenze settimanali, l'unica compagnia europea a servire l'intera area caucasica. Il collegamento con la repubblica più ricca ed estesa del Caucaso sarà operato da Vienna. Ottime le coincidenze con i voli in partenza dagli scali italiani. A partire dal 20 agosto 2003 Austrian Airlines opererà, con un F70, 3 voli settimanali (lunedì, mercoledì e venerdì) in partenza da Vienna alle ore 20:50 con arrivo a Baku alle 3:55. Il volo di ritorno partirà da Baku alle 4:45 per raggiungere Vienna il mattino seguente alle ore 6:15. Ottime le concidenze con i voli in partenza dagli scali italiani. Con 8 milioni di abitanti Azerbaijan è la più grande e più ricca delle tre repubbliche caucasiche e sta attualmente vivendo un vero e proprio boom economico. Basata sullo sfruttamento delle riserve di petrolio e gas naturale, Azerbaijan prevede per l'anno prossimo una crescita economica intorno all'8%. La recente costruzione di un oleodotto da Baku a Ceyhan (Turchia) via Tiflis ha permesso a numerose società petrolifere e di costruzioni di stabilirsi in Azerbaijan. Con una superficie di 86.000 km quadrati Baku, la capitale affacciata sulle rive del Mar Caspio, è la città più grande dell'Azerbaijan. Questa antica ed affascinante città, un tempo una delle tappe principali sulla Via della Seta, costituisce inoltre un'interessante meta turistica. Si possono ammirare incisioni rupestri dell'età del bronzo, minareti e moschee medievali oltre ai famosi tappeti dell'Adzerbaijan. Complessivamente Austrian Airlines serve oltre110 destinazioni in 64 paesi di cui 34 destinazioni in Europa centro-orientale. Gli agenti di viaggio potranno prenotare nei Crs o contattare l'Agent Help Desk di Austrian Airlines attivo da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 17:30 al seguente numero unico per tutta Italia: Tel: 02.80.660.600 Fax: 02.80.660.230. Dalle 17:30 alle 21:00 dei giorni feriali, durante i week-end e nei giorni festivi, gli agenti di viaggio potranno rivolgersi al Call Center per il pubblico ai numeri: Nord Italia: 02.80.663.095
Centro/Sud Italia: 06.65.684.018

RYANAIR TRASPORTA IL SUO MILIONESIMO PASSEGGERO DA MILANO ORIO AL SERIO E LANCIA 100.000 POSTI A €1 PER FESTEGGIARE
Milano, 16 luglio 2003 - Ryanair, la linea aerea a basse tariffe N.1 in Europa, ha raggiunto un traguardo eccezionale: il milionesimo passeggero dall'aeroporto di Milano Orio al Serio. Per celebrare questo avvenimento Ryanair ha regalato 2 voli al milionesimo passeggero e ha lanciato un'offerta speciale di 100.000 posti a €1 prenotabili da oggi fino al 17 luglio per viaggiare sulle rotte da Milano Orio al Serio a Londra, Bruxelles, Parigi, Francoforte e Amburgo. Peter Sherrard, Coordinatore Marketing e Vendite Ryanair per l'Italia, ha detto: "Ryanair ha ottenuto risultati fantastici dal lancio delle rotte della nuova base di Milano Orio al Serio con un forte incremento dei passeggeri trasportati da febbraio in poi (600.000 passeggeri) fino a raggiungere l'eccezionale traguardo del milionesimo passeggero. Abbiamo cominciato ad operare qui il giorno di San Valentino del 2002 con una rotta su Francoforte Hahn seguita poco dopo da una rotta su Londra Stansted nell'aprile del 2002. È stato immediatamente amore fra la Lombardia e Ryanair, che ha portato nel febbraio del 2003 al lancio della prima base italiana con 7 rotte verso le maggiori città e capitali Europee. Per festeggiare saranno disponibili sul sito Internet www.ryanair.com 100.000 posti a €1 da oggi fino alla mezzanotte del 17 luglio. L'offerta è valida per viaggiare anche durante l'estate, dal 29 luglio, durante tutto il mese di agosto, fino al 30 di settembre." Giorni di Viaggio Lunedì - Giovedì. Acquisto: On Line 14 Giorni prima

APERTURA DELLE ISCRIZIONI ALL' MBA INDIRIZZO ACQUISTI DELL'EIPM
Ginevra, 16 luglio 2003. L'E.I.P.M., The Institute of Purchising Management, centro europeo di management per la Funzione Acquisti, apre a tutta l'Europa le iscrizioni alla sessione 2004 del suo Mba Acquisti. L'Eipm é il riferimento europeo degli istituti di formazione nella funzione Acquisti. L'Eipm forma a questa professione tutti i livelli, dal principiante al professionista, attraverso corsi su misura in alternanza, cioè opportunamente suddivisi tra periodi lavorativi e di studio. L'Eipm è il solo e unico organismo europeo che propone a quadri ad elevato potenziale un Mba "indirizzo Acquisti" in lingua inglese, permettendo di sviluppare competenze manageriali personali e fornendo i mezzi per mettere in opera le migliori strategie negli acquisti in impresa. In dodici anni si sono diplomate centoventi persone provenienti da quaranta nazionalità diverse. L' Mba Acquisti valorizza l'uomo e l'impresa... L'Mba "indirizzo Acquisti" si rivolge a quadri che svolgono già un'attività nella Funzione Acquisti. Il profilo dello studente-tipo é quello di un professionista di circa trent'anni, dotato al 50% di una formazione di ingegnere e al 50% di una formazione superiore in business, fornito inoltre di un "vissuto internazionale". Questo Mba specialistico permette di arricchire notevolmente le conoscenze personali grazie alla varietà degli argomenti trattati ( finanza, strategie industriali, economia internazionale, sviluppo di stategie negli acquisti, supply-chain e logistica, giurisdizione, leadership, change management, global social responsability, comunicazione e marketing industriale, ecc...). Grazie all'eccellente livello dei relatori (professori internazionali specializzati) e alla provenienza internazionale degli studenti (10 nazionalità per sessione) l' Mba è un mezzo perfetto per tessere l'indispensabile rete di relazioni alla base della professione, al fine di condividere e scambiare conoscenze per l'arricchimento delle esperienze personali. L'alumni dell'Eipm non è forse il più richiesto d'Europa? Arrivati ad un terzo della formazione, gli studenti scelgono un progetto (approvato dalla propria impresa) che svilupperanno, seguiti dal loro coordinatore dell'Eipm, fino al termine del corso. Il successo di tale progetto condizionerà il conseguimento del diploma finale. Il programma in alternanza é pianificato in diciotto mesi con quindici moduli di una settimana. L'investimento in questa formazione garantisce all'impresa lo sviluppo di una strategia di acquisto. Mentre l'impegno e la motivazione dell'allievo dipendono dalla volontà personale avente per scopo un'evoluzione di carriera, l'investimento di 18.000 euro è finanziato dalle imprese. In effetti i managers della funzione acquisti titolari di un Mba specialistico si rivelano preziosi all'interno delle grandi imprese le quali non esitano, quindi, ad investire in queste risorse a forte valore aggiunto che incidono per circa il 70% sul prezzo di costo dei prodotti commercializzati. La prossima sessione dell' Mba Acquisti comincia nel gennaio 2004, ma l'Eipm apre sin da ora le iscrizioni a tutta l'Europa. I candidati saranno innanzitutto selezionati in base al loro curriculum, poi saranno invitati ad un colloquio all'Eipm. Al test Toefl (valutazione della pratica della lingua inglese) è richiesto un minimo di 600 punti, in quanto la formazione è esclusivamente in lingua inglese. Si tratta di un vero Mba europeo, nel cuore dell' Europa alla periferia di Ginevra presso il campus di Archamps, in Alta Savoia. Mba acquisti - Informazzioni : Werner Jost - wjost@eipm.org

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