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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 24 Maggio 2006 |
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CONFERENZA SULLA RICERCA RIGUARDANTE IL TESSUTO CEREBRALE UMANO |
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Bruxelles, 24 maggio 2006 - Dal 13 al 15 giugno si terrà a Venezia una conferenza dedicata alla ricerca sul tessuto cerebrale umano. La conferenza internazionale concentrerà la propria attenzione sulla ricerca molecolare che utilizza il tessuto cerebrale umano e sulla pratica delle moderne banche di cervelli. Saranno trattati i seguenti argomenti: proteomica; analisi dei profili di espressione genica; neurochimica; criteri diagnostici neuropatologici per le malattie neurologiche e psichiatriche; morbi di Alzheimer e Parkinson, malattie da prioni, malattie dei neuroni motori, malattie infiammatorie e demielinizzanti, malattie psichiatriche; gestione e protezione dei dati; questioni etiche. L´iniziativa è organizzata da Brainnet, una Rete di eccellenza (Noe) finanziata nell´ambito della priorità "Scienze della vita" del Sesto programma quadro (6Pq). Http://www. Brainnet-europe. Org/ . |
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ALCUNI SCIENZIATI SVILUPPANO UN NUOVO ANTIBIOTICO |
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Bruxelles, 24 maggio 2006 - Un´équipe del gigante farmaceutico Merck, Sharp & Dohme ha sviluppato un tipo di antibiotici totalmente nuovo, utilizzando una via innovativa per trattare le infezioni batteriche. I primi risultati sull´efficacia del nuovo antibiotico, noto come platensimicina, sono stati pubblicati sulla rivista "Nature", e confermano la sua efficacia nei topi contro i batteri "gram-positivi", compresi i superbatteri quali l´Mrsa e, aspetto importante, senza alcuna tossicità. Tale scoperta rappresenta la prima di quella che i ricercatori si augurano che sia una classe totalmente nuova di antibiotici. Nel 1928, al ritorno da una vacanza, Alexander Fleming scoprì che in sua assenza il fungo penicillium notatum aveva ucciso alcuni campioni dei suoi batteri di stafilococco. Fleming non era stato il primo a notare tale effetto, tuttavia ci vollero il suo entusiasmo e la sua lungimiranza per tradurre tale osservazione casuale in un farmaco salvavita. Si dovette attendere il 1942 prima di poter curare il primo paziente con l´ingrediente attivo, la penicillina, ma tale evento sospinse i progressi e le ambizioni mediche in una sfera più alta. Il primo antibiotico fece vincere a Fleming, insieme a Howard Walter Florey e a Ernst Boris Chain che avevano sviluppato metodi per la produzione di massa del farmaco, il Premio Nobel della medicina nel 1945. Gli antibiotici hanno veramente rivoluzionato la medicina; hanno salvato un numero incalcolabile di vite, sicuramente nell´ordine delle centinaia di milioni di persone. Improvvisamente divenne possibile curare rapidamente infezioni letali. I pazienti evidenziavano miglioramenti a poche ore di distanza dal primo dosaggio, tanto che alcuni definirono gli antibiotici "farmaci miracolosi". Purtroppo, l´efficacia dei primi antibiotici, scoperti quasi tutti negli anni quaranta e cinquanta, fu anche la causa principale del loro declino. I medici prescrivevano le compresse miracolose in dosi eccessive, i pazienti notavano fin da subito notevoli miglioramenti e spesso non portavano a termine il ciclo: un errore cruciale. Ciò consentiva ai batteri di riprendere possesso dell´organismo in una forma più virulenta o spesso resistente ai farmaci. Oggi molte malattie trattabili in precedenza con gli antibiotici sono resistenti a tali farmaci, e il termine è divenuto ormai d´uso comune. "Non si tratta semplicemente di resistenza a un particolare farmaco, bensì di resistenza a una molteplicità di farmaci - tali superbatteri sono molto difficili da debellare", ha spiegato al Notiziario Cordis Sheo Singh, responsabile della scoperta iniziale insieme all´autore principale Jun Wang, nonché della caratterizzazione microbiologica e biochimica e della ricerca sulla chimica dei prodotti naturali. La platensimicina è soltanto il terzo nuovo antibiotico scoperto in 40 anni. Il dottor Singh ha isolato il nuovo composto. "La questione essenziale è la resistenza alle tipologie esistenti di antibiotici. È una necessità. Non ne abbiamo sviluppati molti dal 1960, e la maggior parte è costituita da semplici antibiotici modificati". "Ci siamo concentrati sulle aree target. Molti anni fa ci siamo resi conto che se avessimo continuato a studiare le aree target tradizionali, non avremmo scoperto nulla di nuovo", ha affermato. Il gruppo ha sviluppato un nuovo approccio per individuare i target degli antibiotici. Il funzionamento degli antibiotici tradizionali, quali la penicillina, consiste nel bloccare la capacità dei batteri di costruire una parete cellulare, il Dna e le proteine, uccidendoli. Tuttavia, poiché la maggior parte degli antibiotici prende di mira queste stesse vie, ciò potrebbe di fatto aver accelerato lo sviluppo della resistenza batterica. In seno al gruppo, Steve Soisson ha coordinato l´analisi cristallografica a raggi x e lo sviluppo di una prova di legame diretto, individuando le vie specifiche attraverso le quali agisce il nuovo composto. Ha spiegato come il gruppo ha sviluppato un batterio sensibile che avrebbe reagito con decisione agli effetti simili a quelli di un antibiotico. "Abbiamo strutturato uno screening elaborato mediante batteri di stafilococco sensibilizzati. Questa era la tecnologia di base, la parte cruciale era rappresentata dal livello di sensibilità". Sheo Singh ha proseguito: "Abbiamo messo a punto un batterio che fosse sensibile ad alcuni effetti degli antibiotici, e poi abbiamo effettuato uno screening per individuare estratti di prodotti. Tali estratti provenivano da campioni di terreno, spazzatura; abbiamo utilizzato più di 250. 000 estratti a caccia di possibili risultati. Si tratta di uno screening su scala completa basato sul target. Se non ci fosse, i composti non sarebbero efficaci. Ma occorreva soddisfare due criteri: una scoperta basata sul target e l´uccisione dei batteri", ha ricordato. Mentre Alexander Fleming aveva scoperto la penicillina per una circostanza fortuita, il gruppo si è dovuto creare la buona sorte, setacciando un numero gigantesco di composti nuovi e candidati finché la serendipità, o meglio la serendipità guidata, non gli ha permesso di trovare una corrispondenza. Fortunatamente, la prima corrispondenza è stata individuata da un campione di terreno prelevato in Sudafrica. Il composto vincente derivava da un altro batterio, lo streptomyces platensis, da cui è stato coniato il nome del nuovo antibiotico. Non è soltanto l´antibiotico a essere nuovo, bensì anche la sua azione. La platensimicina è un inibitore "Fabf", che blocca la produzione da parte dei batteri di acidi grassi a catena lunga. Tali acidi sono essenziali per consentire al batterio di costruire membrane e superfici. Benché siano stati scoperti alcuni farmaci selezionati che seguono tale via, nessuno ha dimostrato un tale effetto antibiotico potente. L´autore principale, Jun Wang, ha riferito al Notiziario Cordis: "Tale composto sarà utile per scoprire nuovi farmaci seguendo tale via - si tratta di un nuovo paradigma. Abbiamo individuato nuovi target, ad esempio la parete cellulare, la sintesi proteica dell´Rna, e dobbiamo utilizzare anch´essi come target". Di fatto, il gruppo ha ampliato notevolmente la possibilità di nuove scoperte. "Mi aspetto nuove corrispondenze, sia dentro Merck sia fuori, a vantaggio dell´intero settore", ha dichiarato il dottor Singh. Il gruppo è decisamente consapevole dell´esigenza di nuovi antibiotici, e la platensimicina è arrivata in un momento propizio. "Il fattore che motiva [tale ricerca] è l´esigenza medica attuale; in futuro potrebbe scatenarsi una crisi sanitaria globale, a causa della graduale erosione dell´efficacia degli antibiotici. Un giorno arriveremo a una fase critica. L´mrsa si sta già moltiplicando a un ritmo spaventoso", ha affermato il dottor Soisson. Nonostante l´entusiasmo che sicuramente verrà suscitato nel mondo della medicina per questa scoperta, non va dimenticato che finora tali vie sono state sperimentate solo sui topi. Il gruppo ha precisato al Notiziario Cordis che eventuali riferimenti alla data della disponibilità di tali prodotti sono "estremamente speculativi". Nel frattempo, il gruppo è impegnato nella valutazione continua della platensimicina e nella ricerca di altri antibiotici nuovi. Http://www. Nature. Com/nature/journal/v441/n7091/full/441293a. Html http://www. Nature. Com/nature/journal/v441/n7091/abs/nature04784. Html . |
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IL GOVERNO FRANCESE ISTITUIRÀ UN CENTRO DI RICERCA PER MALATTIE TROPICALI |
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Bruxelles, 24 maggio 2006 - Il primo ministro francese Dominique de Villepin ha annunciato che entro la fine dell´anno sarà istituito un nuovo centro di ricerca e controllo per le malattie emergenti nella regione dell´Oceano Indiano. La dichiarazione è stata rilasciata dal primo ministro il 18 maggio durante una visita all´isola della Riunione, dove la chikungunya, malattia invalidante trasmessa dalle zanzare, ha continuato a diffondersi dopo la sua comparsa nel febbraio 2005. "Il centro di ricerca offrirà una piattaforma di eccellenza e sarà aperto a gruppi di ricerca da tutto il mondo impegnati nello studio di malattie tropicali e dei loro vettori", ha dichiarato Villepin, aggiungendo che il ministero francese dell´Istruzione e della ricerca ha stanziato 2,2 milioni di euro quale bilancio iniziale per l´istituzione del centro. Sinora 256. 000 persone hanno contratto la chikungunya alle Riunione e la malattia, sebbene non fatale, è stata citata in un totale di 215 certificati di morte. Benché nella prima settimana di maggio il numero di casi si sia dimezzato, a giudizio degli osservatori la sua incidenza resta elevata. Villepin ha lodato il costante impegno profuso per contenere la diffusione della chikungunya, per la quale non esiste un vaccino, che consiste nel proteggere l´isola dalle zanzare portatrici della malattia. "Gli sforzi volti a colpire il vettore della malattia hanno avuto esito positivo", ha dichiarato. "il nostro prossimo obiettivo è il trattamento di 200. 000 abitazioni entro la fine del mese". Il primo ministro si è inoltre dichiarato ottimista di fronte agli "enormi progressi" nello sviluppo di un vaccino compiuti dall´Istituto nazionale francese della sanità e della ricerca medica (Inserm) e dall´Istituto Pasteur. Villepin ha annunciato che i primi test clinici saranno effettuati in dicembre. . |
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IPERTENSIONE: UNA NUOVA FORMA DI PREDISPOSIZIONE SCOPERTA NEL CILENTO STUDIOSI DELL’ISTITUTO DI GENETICA E BIOFISICA DEL CNR DI NAPOLI HANNO IDENTIFICATO UN NUOVO GENE RESPONSABILE DELL’IPERTENSIONE ARTERIOSA. |
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Roma, 24 maggio 2006 - Il Parco del Cilento e del Vallo di Diano costituisce per gli studiosi un “isolato genetico”, ossia un’area di ricerca in cui la popolazione, a causa dell’isolamento geografico e della scarsa immigrazione, ha conservato nel corso dei secoli dei caratteri genetici omogenei e chiari. Lo studio di questi gruppi rappresenta un passo avanti per la prevenzione di alcune malattie diffuse quali tumori, Alzheimer, Parkinson, patologie cardiovascolari. L’ultimo studio sul Dna degli abitanti del Cilento, ha portato alla scoperta di un nuovo locus genetico responsabile dell’ipertensione. Analizzando il Dna di 600 abitanti del paesino di Campora si è visto che la maggior parte degli abitanti si ritrova in un unico albero genealogico risalente al 1664, con pochissime immissioni dovute ad immigrazione. L’analisi del Dna ha poi dimostrato che l’attuale popolazione discende in realtà da appena 20 linee paterne e 17 linee materne. Il confronto fra dati genetici e parametri ematodinamici (in primis la misurazione della pressione arteriosa) ha poi consentito di individuare la nuova forma di predisposizione all’ipertensione, una delle principali malattie del nostro secolo. La ricerca - presentata ieri a Napoli - è riportata sull’autorevole rivista Human Molecular Genetics, la principale del settore, che ne ha analizzato tutti gli aspetti scientifici. Pertanto se è vero che per limitare il rischio di contrarre un ictus o altre gravi malattie cardiovascolari è buona norma limitarsi nel fumo, nell’uso di bevande alcoliche e nell’assunzione di grassi animali, è altrettanto vero che questi accorgimenti da soli non bastano se si è geneticamente predisposti all’ipertensione. Questa scoperta, che pone l’Istituto napoletano in una posizione di rilievo a livello internazionale, apre adesso la strada alla ricerca di nuove cure. Il Parco Genetico del Cilento e Vallo di Diano nasce nel 2000, dal “Progetto di ricerca multidisciplinare per lo studio delle popolazioni isolate” promosso dall’Istituto di Genetica e Biofisica ‘Adriano Buzzati-traverso’ (Igb-cnr) di Napoli e co-finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del Por Campania 2000-2006. Nei 12 comuni che aderiscono al progetto, la crescita lenta della popolazione originatasi da pochi fondatori e la mancanza d´immigrazione hanno fatto sì che gli attuali abitanti abbiano le caratteristiche tipiche degli isolati genetici. “Quella del Parco genetico è la grande scommessa”, osserva Maria Grazia Persico, ricercatrice dell’Igb-cnr di Napoli e responsabile del progetto, “che ha e avrà ricadute interessanti per il territorio: sia nel campo scientifico sia in quello della prevenzione. A differenza degli studi tradizionalmente svolti in laboratorio in cui i processi vengono simulati su cavie, la genetica di popolazione conduce le indagini direttamente sul territorio sottoponendo ad osservazione intere popolazioni ed interagendo con gli attori locali coinvolti nel progetto”. Il Parco Genetico si configura come un territorio-laboratorio in cui si sviluppano attività di ricerca e si intraprendono azioni funzionali mirate alla partecipazione attiva delle comunità locali rendendole “protagoniste” del progetto. Il programma in corso si sta confermando un importantissimo fattore di prevenzione per gli abitanti sottoposti ad indagine, che possono conoscere il proprio stato di salute e ricevere indicazioni terapeutiche da specialisti altamente qualificati. . |
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INTERNATIONAL CONGRESS ON THYROID CANCER MANAGEMENT: "IL CANCRO ALLA TIROIDE - NUOVE FRONTIERE PER L´INDIVIDUAZIONE E LA CURA. LE PRIME LINEE GUIDA EUROPEE PER LA DIAGNOSI E LA TERAPIA" |
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“Il cancro alla tiroide: nuove frontiere per l’individuazione e la cura. Le prime linee guida europee per la diagnosi e la terapia” è il titolo della conferenza di presentazione dell’International Congress on Thyroid Cancer Management che avrà luogo a Milano venerdì 26 maggio prossimo. La conferenza sarà l’occasione per anticipare i temi principali che verranno trattati nel corso dell’International Congress on Thyroid Cancer Management, che si terrà all’Università di Siena il 30 e 31 maggio 2006: i nuovi studi e le prospettive che si aprono sia in campo chirurgico, sia in campo medico. Il cancro della tiroide sta aumentando progressivamente nella popolazione, in tutte le fasce di età, a fronte della riduzione dell’incidenza della maggior parte degli altri tumori umani. Il riscontro della crescente presenza di questa patologia ha richiamato l’attenzione degli studiosi internazionali sulle possibili cause e sulle nuove cure. Il Prof. Pacini, Direttore della Sezione di Scienze Endocrino-metaboliche presso l’Università di Siena, illustrerà le nuove terapie per la cura del cancro alla tiroide. In particolare, saranno annunciati i risultati di un recente studio multicentrico internazionale riguardante l’introduzione nella pratica clinica del Tsh umano ricombinante, una molecola che permette di effettuare la terapia con iodio radioattivo senza bisogno di indurre uno stato di ipotiroidismo dannoso per il paziente e costoso per la società. Verranno, inoltre, sintetizzati i più recenti dati relativi alle conseguenze sanitarie dell’incidente nucleare di Chernobyl, di cui ricorre il 20° anniversario, in correlazione con l’incidenza del cancro alla tiroide nelle zone più direttamente colpite dal disastro nucleare: a oggi, il numero di casi di tumore della tiroide è risultato superiore a 5. 000 e si stima che tra circa 30 anni raggiungerà i 30. 000 casi. Il Prof. Pacini presenterà quindi le prime linee guide europee per la diagnosi e la cura del cancro della tiroide. Realizzate sotto l’egida della European Thyroid Association, che raccoglie i più importanti studiosi europei della tiroide, le linee guida sono state coordinate dallo stesso Prof. Pacini in collaborazione con il Prof. Schlumberger dell’Istituto Gustave-roussy di Parigi. Questo lavoro, cui hanno aderito esperti indicati da 25 paesi europei, si inscrive nel progetto di creare un network europeo che consenta di condividere standard validi in tutti i Paesi, al fine di dotare la Comunità Scientifica Internazionale di strumenti efficaci e universalmente riconosciuti. . |
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INCONTRI AREA NOBEL LINDA BUCK, NOBEL PER LA MEDICINA 2004, A TRIESTE: “LA RICERCA DI BASE STRUMENTO FONDAMENTALE PER LA CONOSCENZA” |
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Trieste, 24 maggio 2006 - Si è tenuta ieri mattina in Area Science Park la conferenza del Premio Nobel per la medicina 2004 Linda B. Buck, dal titolo “Le neuroscienze alla scoperta dei sensi”. Linda Buck è stata insignita del Nobel insieme a Richard Axel per gli studi sui recettori dell´odore e sul sistema olfattivo. “Il premio Nobel ad una donna – ha evidenziato il presidente di Area Science Park, Maria Cristina Pedichio – è un riconoscimento che in campo scientifico ha già illustri precedenti al femminile, in Italia Rita Levi Montalcini, restando tuttavia un’eccezione. È anche per questa ragione che siamo stati particolarmente felici della disponibilità di Linda Buck ad accettare l’invito di Area Nobel. Nel momento in cui a livello di Unione Europea si sta cercando di mettere in atto azioni che incentivino le donne a dedicarsi alla scienza, l’esempio di personaggi come la Buck è molto importante per indicare una strada alle nostre giovani ricercatrici”. "L´olfatto è rimasto per molto tempo il più enigmatico dei nostri sensi. Il principio di base per riconoscere e ricordare circa 10 mila differenti odori non era stato scoperto fino ad oggi" avevano scritto i membri della Giuria nella motivazione che ha assegnato ai due studiosi il premio Nobel. Tutti i geni identificati dai due studiosi controllano i recettori olfattivi che si trovano sulla superficie delle cellule raccolte in una piccola area nella parte superiore dell’epitelio, che riveste la zona interna del naso. Sono queste sentinelle biochimiche a intercettare le molecole che veicolano gli odori. Attraverso sottili fibre nervose, le cellule olfattive sono collegate a piccole strutture chiamate glomeruli, che si trovano nel bulbo olfattivo. Quest´ultimo si trova poco al di sopra del naso ed è la principale area del cervello specializzata nella percezione degli odori. Anche in questo caso il meccanismo funziona grazie a un´estrema specializzazione: le cellule dotate degli stessi recettori inviano i messaggi agli stessi glomeruli. Da questi ultimi, l´informazione relativa agli odori percepiti viene trasmessa alle altre aree del cervello coinvolte nella percezione degli odori: tutte insieme combinano i segnali ricevuti in un unico schema, che si traduce nella vera e propria percezione dell´odore e nella sua memorizzazione. Questo filone di studi è di casa anche a Trieste, in particolare alla Sissa, dove è seguito da alcuni ricercatori tra i quali Anna Menini, professore di Fisiologia alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati e coordinatrice del laboratorio sulla neurofisiologia dell’olfatto. Le ricerche sugli aspetti neurobiologici dell’olfatto condotte alla Sissa sono molto legate a quelle che hanno portato all’assegnazione del Nobel. Infatti, vengono studiati i processi di trasduzione del segnale chimico in elettrico in direzione del sistema nervoso, in pratica quello che avviene all’interno della cellula nervosa olfattiva una volta che un odore si è legato al recettore. Quanto ai possibili sbocchi applicativi di questo tipo di studi, Linda Buck ha sottolineato che, trattandosi di ricerca di base, l’obiettivo principale è quello di svelare nel dettaglio tutti gli aspetti che presiedono alla percezione olfattiva e i meccanismi biochimici in essa implicati. Questa conoscenza potrà in futuro consentire di individuare meglio eventuali anomalie funzionali e dunque aprire la strada a possibili rimedi in campo medico. Un altro ambito nel quale può essere ipotizzato l’utilizzo di tali conoscenze è quello dell’industria alimentare. . |
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SEMPRE PIU´ PERSONE NEL MONDO SOFFRONO DI DOLORI ADDOMINALI |
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Ingelheim, Germania, 24 maggio 2006 - Sino ad oggi la diffusione e la gravità dei dolori di origine spastica e dei malesseri addominali sono state sottostimate. È quanto emerge dai nuovi dati presentati in occasione del più importante congresso internazionale di gastroenterologia, il Digestive Disease Week (Ddw) 2006, che si tiene in questi giorni a Los Angeles. I dati fanno riferimento ad uno studio epidemiologico realizzato su scala mondiale e mostrano che un individuo su 4 soffre di questo disturbo fastidioso e talvolta debilitante. 1 I risultati di nuove ricerche di mercato contribuiscono inoltre a definirne le caratteristiche ed i sintomi ad esso associati, delineando la strada per la definizione di una terapia efficace e specifica e suggerendo un cambiamento nello stile di vita. “Questi nuovi dati confermano che in tutto il mondo molte persone soffrono di un disturbo caratterizzato da dolori spastici o malessere nella regione addominale. Ciò ci permette di ottenere un quadro chiaro, Paese per Paese, sia sulla diffusione del disturbo, sia di quanto questo crei disagio nella popolazione generale”, ha dichiarato il Dottor Richard Locke della Mayo Clinic. Sino ad ora la natura dei sintomi associati agli stati spastico-dolorosi che interessano gli organi addominali non è stata definita in modo conclusivo, creando molta confusione e incomprensione fra chi ne soffre. Oltre ai dati sulla diffusione, i risultati dello studio mostrano anche quanto i sintomi associati al disturbo siano debilitanti per chi ne soffre. I 2/3 dei sofferenti hanno riferito che l’insorgenza del disturbo è improvvisa e quasi sempre inaspettata. In media il 34,5% di essi ha dichiarato di soffrire di almeno un attacco molto intenso la settimana. 1 I principali sintomi associati a questi attacchi sono dolore addominale e spasmi che interessano la muscolatura liscia del tratto gastro-intestinale, spesso accompagnato da altri sintomi quali stipsi, diarrea, meteorismo e flatulenza. “Il dolore addominale si presenta come uno spasmo ad intervalli e quando arriva al punto cruciale è come se fosse una morsa che ti stringe lo stomaco e la pancia in maniera forte. Sono dolori intervallati, comincia con un dolorino fino al dolore più forte, con nausea, aria come se digerissi sempre, e poi il dolore pian piano risale, sempre ad intervalli” – afferma una paziente. “Per calmarlo prendo un antispastico che porto sempre con me in borsa per sentirmi più sicura. Quando prendo l’antispastico, in fase acuta anche 2 pastiglie, si distende la muscolatura e comincia la fase discendente e i dolori pian piano vanno via” – continua la paziente. Secondo il Dottor Locke, “Chi ne soffre non ama parlare dei propri sintomi. Spesso i pazienti pensano di essere gli unici a soffrirne, o in taluni casi, di esserne stati essi stessi la causa per aver mangiato qualcosa di sbagliato o aver accumulato troppo stress”. Il Dottor Locke ha aggiunto che “questo malessere si caratterizza come un disturbo gastrointestinale di tipo funzionale, ovvero, pur in assenza di un’alterazione organica della muscolatura liscia del tratto gastro-intestinale, questa non funziona come dovrebbe. I sintomi vanno gestiti e trattati adeguatamente con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto”. Dolore e malessere addominali possono essere scatenati o aggravati da una serie di fattori, fra cui lo stress, le cattive abitudini alimentari, l’assunzione di alcune bevande stimolanti, quali il caffè, le intolleranze alimentari, o uno stile di vita non sano. Modificare le proprie abitudini aiuta a controllare i sintomi associati a questo disturbo, anche se in media l’81,3% di chi ne soffre preferisce assumere farmaci1, perché ritiene che il farmaco riduca notevolmente la durata degli episodi. 1 “I risultati di questi studi mostrano che la comparsa e la gravità dei sintomi associati a questo disturbo sono pressoché omogenei in ogni parte del mondo. I cambiamenti nello stile di vita e l’utilizzo di farmaci, ad esempio gli antispastici, possono contribuire ad alleviare i sintomi ed a ridurre la durata degli attacchi,” ha dichiarato il Professor Eamonn Quigley del Alimentary Pharmabiotic Centre, National University of Ireland. L’n-butilbromuro di joscina è la principale molecola riconosciuta a livello mondiale tra gli antispastici da banco utilizzati ed affidabili nel trattamento sintomatico delle manifestazioni spastico-dolorose che interessano il tratto gastro-intestinale. La sua azione antispastica sulle pareti della muscolatura liscia degli organi cavi addominali dà sollievo al dolore. Ln-butilbromuro di joscina è commercializzato in Italia da Boehringer Ingelheim con il nome commerciale di Buscopan. . |
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XYLEXPO/SASMIL: RECORD DI VISITATORI PER LA 20° EDIZIONE |
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Milano, 24 maggio 2006 - 93. 266 visitatori, di cui ben il 51,5 per cento stranieri (48. 008 da 113 Paesi). Ecco in estrema sintesi il racconto del grande successo della ventesima edizione di Xylexpo/sasmil, la biennale mondiale dedicata alle tecnologie e alle subforniture per l’industria del mobile e del legno svoltasi a Milano dal 16 al 20 maggio 2006. Un successo annunciato, a dire il vero, che già si avvertiva nelle cinque giornate della rassegna, durante le quali gli oltre mille espositori presenti hanno avuto modo di approfittare di una vetrina di eccellenza assoluta nei nuovi spazi di fieramilano-Rho. Sensazioni che sono state confortate dai numeri. Innanzitutto dal record assoluto dei visitatori, che ha visto la crescita dei visitatori italiani (45. 258, il 4,6 per cento in più rispetto al 2004) ma soprattutto degli operatori giunti a Milano da tutto il mondo, che hanno rappresentato ben il 51,5 per cento delle presenze (era il 50,3 nel 2004). Xylexpo/sasmil, dunque, ribadisce il proprio ruolo-guida tra gli eventi del settore a livello mondiale, approfittando della nuova cornice per vedere crescere ancora una volta, dopo l’exploit del 2004, la propria vocazione internazionale. Le cose sono andate molto bene per Xylexpo, l’ambito riservato alle tecnologie, nel quale gli 807 espositori (di cui 256 stranieri) hanno davvero avuto poco tempo a loro disposizione, spesso letteralmente assaliti da un pubblico di operatori di qualità assoluta, come rivelano le prime indicazioni emerse del sondaggio effettuato da Eurisko durante la rassegna. In molti hanno giudicato l’edizione 2006 come “… la più riuscita e soddisfacente della intera storia dell’evento milanese”. La logistica permessa dagli spazi espositivi di fieramilano-Rho, il nuovo lay-out, la cornice dell’avveniristico spazio espositivo, la qualità dell’evento, l’attenzione e gli sforzi degli organizzatori e il gran numero di visitatori: sono stati questi gli elementi che hanno permesso alle aziende espositrici di esprimere giudizi molto lusinghieri. Anche Sasmil ha destato un grande interesse: una formula diversa, coraggiosa, pensata per imprese che vogliono proporre innovazione, creatività e design a un pubblico internazionale non ha mancato di attirare nel padiglione 14 moltissimi dei visitatori presenti nel quartiere fieristico. Una “rivincita” importante, che saranno gli espositori stessi – gli organizzatori ne sono certi – a sottolineare, testimoniando che per la rassegna delle forniture e dei semilavorati si è aperta una nuova stagione. Non hanno mancato di offrire il proprio contributo al pieno successo della biennale mondiale il fitto calendario di eventi collaterali, il coinvolgimento della città di Milano attraverso la collaborazione con il Museo della scienza e della tecnologia, l’ingresso gratuito e una attenta e forte campagna promozionale che, come le cifre dimostrano, ha premiato gli organizzatori. . |
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CERAMIC WORKSHOP AL TECNARGILLA 2006: LA CERAMICA REINVENTATA DALLO IED DI MILANO, BARCELLONA E MADRID |
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Modena, 24 maggio 2006 - Dal 28 settembre al 2 ottobre a Rimini, nell’ambito di Tecnargilla 2006, il 20esimo Salone Internazionale delle Tecnologie e Forniture per l’Industria Ceramica e del Laterizio, organizzato da Rimini Fiera Spa in collaborazione con Acimac, torna Ceramic Workshop, il contenitore di mostre inaugurato nel 2002, che ha il compito di fornire stimoli e spunti di riflessione sui nuovi orizzonti di applicazione della ceramica nella casa e nella città del futuro. Si partirà dall’area poposte curata dallo Ied (Istituto europeo del design) che vedrà in gara i giovani designer internazionali. I progetti avranno come comune denominatore la ceramica. I designer sfrutteranno le caratteristiche intrinseche di questo materiale poliedrico destinandolo ai più svariati usi: alimentare, musicale, automobilistico, urbanistico. “La scelta di coinvolgere Barcellona e Madrid è stata fatta per un mio preciso desiderio – dice Giacomo Bertolazzi Coordinatore del progetto Ied - ovvero utilizzare il network dell’Istituto europeo di design che nell’ambito della formazione privata sul design è il più importante al mondo. Quello che si presenta a Tecnargilla è quindi un laboratorio allargato, che oltre ad utilizzare la ceramica come materiale da sperimentare rappresenta anche un’opportunità di confronto tra le diverse culture europee, in questo caso italiane e spagnole, tenendo conto che anche la Spagna ha una lunga tradizione ceramica”. “Siamo alla terza edizione di Tecnargilla – continua Giacomo Bertolazzi -. Per noi questa è l’occasione per creare delle sinergie importanti con realtà aziendali di rilievo, che offrono opportunità formative e professionali agli studenti. Sono tre gli aspetti rilevanti delle collaborazioni con le imprese. La ricerca: attraverso l’analisi della ceramica e dei suoi molteplici utilizzi, i giovani designer cercano campi inusitati per la sua utilizzazione con una forte attenzione all’innovazione tecnologica soprattutto a livello prestazionale. In secondo luogo, le aziende offrono un contributo concreto alla realizzazione dei progetti e, in ultima istanza, in molti casi, un’occupazione”. I concept presentati dagli studenti dello Ied prevedono impieghi innovativi e concreti della ceramica che ben si adattano alla multifunzionalità di questo materiale. Nella hall centrale del quartiere fieristico di Rimini, infatti, si potrà osservare la ceramica nelle vesti di una parabola capace di direzionare, riflettere o regolare il suono, ancora, un piatto in vetroceramica in grado di cucinare la pietanza programmando un preciso timing, oppure, la ceramica espressa nelle decorazioni all’interno e all’esterno di un’automobile. Per chi, invece, vorrà bere un cocktail potrà assaporarlo fresco con cubetti di ceramica in sostituzione a quelli di ghiaccio, ancora, per il riscaldamento di una stanza la stufa mobile in ceramica è la soluzione che permetterà anche di farsi un caffè poichè è anche fornello. Il Ceramic Workshop sarà anche Color Trends, un’area in cui analizzare le nuove tendenze colore, le applicazioni cromatiche, le finiture e i decori provenienti dai diversi settori della produzione industriale. Un breve viaggio nel futuro della ceramica. 100% Ceramic House, invece, sarà un ambiente totalmente ceramico, attraversabile e vivibile, in cui gli spazi multisensoriali saranno caratterizzati dall’uso diversificato e futuristico del meteriale ceramico: rivestimento divisorio, elemento d’arredo, complemento. Anche l’arte si mette in mostra al Ceramic Workshop. Nell’area dedicata alla Ceramic Story Tecnargilla ospiterà una selezione di ceramiche messe a disposizione dal Maib, il Museo artistico industriale Bitossi. Il museo è frutto dell’esperienza Bitossi nel mondo delle ceramiche e comprende un ricco centro di documentazione industriale molto utilizzato per la ricerca scientifica oltre che a una ricca collezione di manufatti. All’interno dell’offerta convegnistica, Ceramic Workshop organizza un convegno mirato al mondo dei designer, frutto della collaborazione tra la Società Ceramica Italiana, Acimac e Ceramicolor (Associazione Italiana colorifici ceramici e produttori di ossidi metallici). Tra i relatori saranno presenti architetti, docenti universitari e designer che affronteranno il tema della creatività in relazione ai diversi campi di applicazione e allo sviluppo estetico del prodotto ceramico. . |
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A GIRA E RESPIRA LE VERNICI “MANGIASMOG” DI GLOBAL ENGINEERING ALLA RASSEGNA DI LEGAMBIENTE CHE INAUGURA OGGI AL POLITECNICO DI MILANO IL CONDOMINIO ECO - SOSTENIBILE DIPINTO DA GLOBAL ENGINEERING |
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Milano, 24 maggio 2006 - Da oggi fino a domenica 28 maggio, presso la mostra convegno “Gira E Respira” organizzata da Legambiente al Politecnico di Milano, sarà possibile passeggiare tra le stanze di un condominio eco – sostenibile respirando aria pulita: le pareti sono state infatti dipinte con l’ecopittura “mangiasmog” di Global Engineering. All’interno del condominio sarà possibile toccare con mano qualità e vantaggi derivanti dall’impiego di prodotti che consentono uno stile di vita più sano: tra questi le ecopitture di Global Engineering (www. Ecopittura. It), che grazie alla fotocatalisi, un processo che si attiva con l’azione combinata della luce (solare o artificiale) e dell’aria, contrastano efficacemente l’inquinamento indoor trasformando in sostanze innocue i principali agenti inquinanti. La composizione dell’atmosfera all’interno degli edifici è infatti sostanzialmente la stessa che si respira all’esterno, anche se cambiano le quantità e i tipi di contaminanti. Agli inquinanti provenienti dall’esterno si aggiungono una serie di agenti le cui fonti sono all’interno degli edifici: materiali di costruzione, fumo di sigaretta, emissioni degli impianti di riscaldamento, condizionamento e cottura dei cibi, esalazioni provenienti dagli arredi, dai rivestimenti, dalle colle e dalle pittura murale. Gli Ecorivestimenti di Global Engineering sono stati applicati con successo in diversi Comuni in Italia e all’estero (Milano, Parma, Caserta, Ortisei, Singapore, Londra, ecc. ). Nella scuola media di via Solferino a Milano, i composti organici volatili si sono ridotti del 40% rispetto all’esterno dopo che le pareti sono state dipinte con le ecopitture. Nel tunnel di Viale Porpora, dopo l’applicazione delle pitture si sono registrati i seguenti dati: - 67% di Nox (ossido di azoto), - 47% di Pm2,5 (particolato fine), - 33% di muffe e lieviti, - 47% di Sox (ossido di zolfo). Gira E Respira Politecnico di Milano, Via Ampère 2 25-28 maggio 2006 9. 30 – 20. 30 ingresso libero . |
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ALLA GAMEC DI BERGAMO - ELDORADO PROJECT ROOM 26 MAGGIO – 16 LUGLIO 2006 MIRCEA CANTOR BORN TO BE BURNT |
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Bergamo, 24 maggio 2006 - Dal 26 maggio al 16 luglio 2006 alla Gamec – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo si terrà la prima mostra personale che un’istituzione museale italiana dedica all’artista Mircea Cantor (Romania, 1977; vive e lavora a Parigi), dal titolo Born to be burnt. L’esposizione è parte della programmazione di Eldorado, la project room rivolta agli esponenti più interessanti delle giovani generazioni internazionali. È possibile trasformare la realtà anche attraverso gesti minimi e azioni ai limiti della visibilità? Qual’è lo spazio della partecipazione individuale in una realtà complessa come la nostra? Quali sono le attuali possibilità dell’arte e i limiti della rappresentazione e della poesia? Questi sono alcuni degli interrogativi che solleva il lavoro di Mircea Cantor. Attraverso un linguaggio eterogeneo dal punto di vista delle tecniche e delle tematiche, il giovane artista romeno tenta un confronto diretto con lo spettatore pur utilizzando spesso strategie elusive e una certa “modestia visiva”. Molte delle sue opere, infatti – che con disinvoltura presentano l’uso di video, fotografia, installazione e scultura fino all’azione collettiva e alla pubblicistica – sono caratterizzate da una forte economia dei mezzi espressivi ma da un’altrettanto profonda efficacia comunicativa. Il suo approccio potrebbe essere ricondotto all’ambito del “concettualismo romantico”: la sua analisi del contesto in cui l’arte viene prodotta e distribuita e la consapevolezza della realtà mediatica, politica ed economica in cui essa viene percepita, sono condotte con un rigore formale che non esclude l’emozione, e con una precisione che si accompagna ad un quasi paradossale respiro lirico. La sua è una forma di poesia distillata con parsimonia e che, nonostante a un primo sguardo appaia refrattaria a qualsiasi narrazione, nondimeno si rivela, nella sua semplicità, efficace. La mostra personale alla Gamec è composta da tre opere inedite che coinvolgono il pubblico e modificano sottilmente la sua percezione dello spazio museale, giocando con le sue aspettative e con le abitudini consolidate del consumo culturale. All’ingresso della galleria lo spettatore è accolto da The Neworker (2006) un’opera che suggerisce come il concetto di lavoro evochi infinite possibilità e potenzialità di azione per l’uomo ma anche come, allo stesso tempo, esso sia diventato a tal punto centrale per lo sviluppo e l’affermazione del singolo da trasformarsi nello spazio di una nuova forma di religione e di “devozione collettiva”. Nel citare implicitamente la famosa rivista The New Yorker, Cantor crea un oggetto che gli spettatori possono prendere e portare con sé come fosse un ambiguo vademecum, e che mette in discussione la retorica sul lavoro come nuova religione laica. L’intera architettura del museo è invece letteralmente invasa da Born to be burnt (2006), l’opera che dà anche il titolo alla mostra e che affronta la possibilità di percepire lo spazio attraverso altri sensi che non siano quello visivo. Anche questo lavoro – che l’artista definisce un suo autoritratto – riflette su come oggi i concetti di spiritualità e religiosità siano confluiti in più ambiti dell’esperienza quotidiana, dal commercio al consumo culturale, e su come il museo stesso sia diventato lo spazio di un’esperienza estetica sospesa tra ritualità e intrattenimento. Energia (2006) è il terzo lavoro in mostra: un’installazione composta da 33 bottiglie di altrettante marche italiane famose nel mondo, dalle acque minerali ai liquori e ai vini, riempite di latte. Nel sostituire il contenuto di tutte le bottiglie con il primo elemento di nutrizione con cui gli esseri umani vengono a contatto alla nascita, l’artista suggerisce come sia necessario fare ricorso alla dimensione più intima e interiore di ciascuno per trovare la forza di trasformare la realtà e agire nel più vasto contesto economico e politico di forze globali, oltre che per rinnovare costantemente l’idea stessa di produzione e mantenimento delle forme di energia. Tutti i lavori in mostra mettono in gioco, con la massima economia dei mezzi espressivi, il concetto stesso di display museale e suggeriscono una via poetica a un possibile rinnovamento etico: se The Neworker ha a che fare con il dono di sé e con la dispersione dell’oggetto attraverso la sua circolazione come dono gratuito, Born to be burnt e Energia ci ricordano la necessità costante di gesti minimi con cui prendersi cura della realtà, nutrirla e arricchirne lo stato di condivisione. Mircea Cantor ha esposto alla 4° edizione della Biennale di Berlino, al Palais de Tokyo e al Grand Palais di Parigi (tutte nel 2006), al Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna, alla Kunsthaus di Basilea, al Museum of Contemporary Art di Chicago e al Cca Wattis di San Francisco (2005), alla Tate Modern di Londra (2004), alla 50° edizione della Biennale di Venezia e all’ Ucla Hammer Museum di Los Angeles (2003) e all’Arc Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (2001). Nel 2004, in qualità di vincitore del Paul Ricard Prize ha esposto in una personale presso il Centre George Pompidou di Parigi. Mircea Cantor è inoltre co-editor della rivista Version magazine (versionmagazine. Com). . |
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MAD IN SALENTO DALL’1 AL 4 GIUGNO LECCE OSPITERÀ UN GRANDE MEETING GIOVANILE ALL’INSEGNA DELL’ARTE (CONCORSO DI MURALES), DELLA MUSICA (SUD SOUND SYSTEM, APRES LA CLASSE), DELLO SPETTACOLO (FIORELLO), DELLA NATURA (ESCURSIONI) E DELLA SOLIDARIETÀ |
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Lecce, 24 maggio 2006 - Quattro giorni e quattro notti di ordinata follia per giovani provenienti da ogni parte del Mediterraneo, attratti da laboratori artistici, concerti gratuiti di artisti nazionali e internazionali, mare e percorsi naturali, solidarietà. E da pacchetti viaggio appetibilissimi. Dall’1 al 4 giugno Lecce ospita Mad In Salento, un grande meeting organizzato dal Comune di Lecce in partnership con Trenitalia, Cts, Enterprise Digital Architects, Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, Family Life Sky Tv e molti enti e istituzioni del territorio. Un concorso internazionale di murales sui palazzi delle periferie, i concerti di Sud Sound System, Dj Lord, Nidi D’arac, Blasted Machine, Apres La Classe, Boozoo Bajou, Orchestra Multietnica e Dj Flaco, l’estro di Fiorello, le escursioni in natura, gli incontri tra i giovani di tutto il Mediterraneo e iniziative di solidarietà. Questo ed altro nel ricco menu del grande happening nella terra salentina. I particolari della manifestazione saranno illustrati in una conferenza stampa in programma oggi a Roma nella sede di Enterprise in via Lombardia n. 43, alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone. . |
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A PADOVA VA IN SCENA LA MUSICA DEL SEICENTO CONCERTO DELL’ORGANISTA MASSIMO DAL PRÀ E PRESENTAZIONE DEL CD “RUDIMENTA MUSICES” |
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Padova, 24 maggio 2006 – Oggi si tiene presso il Duomo dei Militari alle ore 18 la presentazione del Cd “Rudimenta musices” che riproduce in digitale una importante raccolta musicale per organo del Seicento. Il manoscritto proviene dalla Germania ed è una delle più preziose testimonianze culturali conservate nella Biblioteca Universitaria di Padova. Grazie alle sofisticate tecnologie di Siav, che ha curato la realizzazione del Cd, da oggi il libro d’organo potrà essere sfogliato virtualmente: al suo interno si trovano brani dei compositori tedeschi Hans Leo Hassler, del fratello Jacob, di Christian Erbach e del fiammingo Jan Pieterszoon Sweelinck. La presentazione del Cd “Rudimenta musices” avverrà in occasione del concerto dell’organista Massimo Dal Prà, organizzato dalla Biblioteca Universitaria di Padova in collaborazione con Siav. Di seguito il programma dell’evento. Interventi di: Pietro Gnan (Biblioteca Universitaria di Padova); Gennaro Di Pietro (Siav S. P. A). Programma musicale: Hans Leo Hassler (1564-1612) Dall’”ordinarium et Proprium de Apostolis” Responsorium degl’Apostoli -Introitus. Jan Pieterszoon Sweelinck (1562-1621) Fantasia cromatica (modo doriano). Toccata (modo doriano) - Preludio e variazioni al corale “Ach Got vom Himmel sieh darein” - “Balletto del Granduca” tema e variazioni. . |
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"INCONTRI IN MUSICA": IN SCENA I GIOVANI TALENTI DEL "TRIO MALIPIERO" |
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Dolo Ve – 24 maggio 2006 - La terza serata di "Incontri In Musica" segna l´ingresso della manifestazione nelle antiche ville della Riviera del Brenta. Giovedì 25 maggio (ore 21) nella cornice della settecentesca Villa Badoer Fattoretto di Dolo (via E. Tito 2), si esibirà il Trio Malipiero - Giacomo Dalla Libera pianoforte, Tommaso Luison violino, Giancarlo Trimboli violoncello - con un repertorio che prevede il Trio in si bemolle maggiore Kv 502 di Wolfgang Amadeus Mozart, il Trio "Poem" op. 8 di Dmitrji Šostakovic e il Trio in fa maggiore op. 80 di Robert Schumann. I componenti del Trio Malipiero, diplomati con il massimo dei voti ai conservatori di Padova, Vicenza e Castelfranco Veneto, si sono perfezionati con maestri di fama internazionale quali Salvatore Accardo, Rocco Filippini, Leonid Margarius, Domenico Nordio e Riccardo Zadra. Il concerto è a ingresso gratuito. La quarta edizione di "Incontri In Musica" è stata realizzata dall´Assessorato alla Cultura del Comune di Dolo grazie al rapporto con il Concentus Musicus Patavinus (centro di studi e ricerche e formazione musicale) dell´Università di Padova e con la Schola Gregoriana di Venezia, oltre che con il coinvolgimento delle parrocchie di Dolo, Arino e Sambruson, e, quest´anno, delle ville storiche Tito e Badoer Fattoretto, dove saranno ospitati alcuni dei concerti. Va inoltre sottolineata la collaborazione dell´Associazione culturale "Nelle Ville del Brenta" che al termine delle esibizioni accompagnerà gli ascoltatori alla scoperta delle antiche dimore. "Incontri In Musica" è un´occasione di impegno e valorizzazione degli studenti universitari, secondo una linea di attenzione alle risorse giovanili che è una costante delle attività culturali e artistiche dell´Amministrazione. Trio Malipiero - Programma Della Serata Giacomo Dalla Libera (pianoforte), Tommaso Luison (violino), Giancarlo Triboli (violoncello) eseguiranno il Trio in si bemolle maggiore Kv 502 (allegro-larghetto-allegretto) composto nel 1786 da Wolfgang Amadeus Mozart, il Trio "Poem" op. 8 (andante) di Dmitrji Šostakovic e il Trio in fa maggiore op. 80 (molto vivace-intimamente espressivo-moderato-non troppo veloce) di Robert Schumann, un ´opera datata 1847. Il Trio Malipiero nasce nel 2000 per iniziativa di Giacomo Dalla Libera, pianista, Tommaso Luison, violinista, e Giancarlo Trimboli, violoncellista. I componenti del Trio, diplomati con il massimo dei voti presso i conservatori di Padova,vicenza e Castelfranco Veneto, si sono perfezionati con maestri di fama internazionale quali Salvatore Accardo, Rocco Filippini, Leonid Margarius, Domenico Nordio e Riccardo Zadra. Dal 2001 il Trio frequenta i corsi tenuti dal Trio di Trieste alla Scuola Superiore Internazionale di musica da camera del "Trio di Trieste" a Duino e all´ Accademia Chigiana di Siena, dove ha conseguito nel 2003 e nel 2004 il Diploma di Merito. Ha seguito inoltre una master-class tenuta dal M° Mario Brunello al Centre de Musique Hindemith di Blonay (Svizzera). Il Trio Malipiero si è affermato in concorsi di musica da camera nazionali ed internazionali, ottenendo tra gli altri il 1° premio al Concorso Internazionale "Città di Minerbio" (Bologna), il 1° premio alla V Rassegna nazionale biennale di trio e quartetto di Vittorio Veneto (Treviso) ed il 1° premio al Concorso Internazionale "Città di Pavia" 2002 . I tre musicisti, inoltre, hanno tenuto concerti in molte città d´Italia collaborando con importanti associazioni concertistiche e festival: Amici della Musica di Padova, Vicenza, Verona e Bassano, Agimus di Roma, Società Italiana di Musicologia, Accademia Musicale Chigiana di Siena, Festival "Note del Timavo", Amici della Musica del Veneto, Emcy (European Music Competitions for Youth) e altri. Il Trio Malipiero si è inoltre esibito in Spagna per la Juventudes Musicales de España, in Croazia per l´Università Popolare di Trieste ed in Slovenia per l´Istituto Italiano di Cultura nell´ambito del Festival Internazionale di Musica da camera di Bled. Nel 2004 è stato nominato "trio in residenza" del Dipartimento di Storia delle Arti Visive e della Musica presso l´Università di Padova. . . |
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IL QUARTETTO GUARNERI A LUGANO CON LUCCHESINI |
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Lugano, 24 maggio 2006 - Hanno quasi la stessa età, il Quartetto Guarneri – che può vantare una carriera costellata di collaborazioni con giganti come Arthur Rubinstein – ed il pianista Andrea Lucchesini, molto noto come partner del violoncellista Mario Brunello ma anche come eccezionale interprete beethoveniano, nonché medium prediletto da Berio per le prime esecuzioni assolute dei suoi ultimi lavori pianistici. Il programma del sesto appuntamento di Lugano Festival punta i riflettori su Mozart, protagonista di questo 2006, ma anche su Schumann, di cui ricorrono i 150 anni dalla morte. Un Mozart inquieto e audace, quello dell’Adagio e fuga in do minore e delle Dissonanze; uno Schumann nutrito della linfa preziosa della poesia quello delle Romanze per pianoforte. Nell’ultimo pezzo in programma, gli artisti si riuniscono nel Quintetto di Schumann, paradigma di una forma a metà strada fra dimensione cameristica ed apertura sinfonica. Appuntamento venerdì 26 maggio alle ore 20. 30 al Palazzo dei Congressi di Lugano, Piazza Indipendenza 4 . |
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DA SANTO DOMINGO A RECETTO: GLI AZZURRI DELLO SCI NAUTICO PROSEGUONO LA PREPARAZIONE PER LA NUOVA STAGIONE AGONISTICA |
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Milano, 24 maggio 2006 - La stagione si appresta ad entrare nel vivo e gli atleti dello sci nautico azzurro perfezionano la preparazione tecnica partecipando ai raduni di Alto Livello organizzati dalla Federazione. Giovedì 25 maggio si ritrovano gli sciatori di piedi nudi Alessandra Magheri e Massimo Mastelli, mentre domenica 31 è la volta di alcuni Azzurri di discipline classiche: Carlo Allais, Fabrizio Ciapponi, Fabio Ianni, Federico Minelli, Christian Campanelli, Irene Reinstaller, Marco Riva e Karina Sergueeva. Entrambi i gruppi si alleneranno per diversi giorni presso il Centro Federale di Recetto, in provincia di Novara. Andrea Alessi, responsabile tecnico delle discipline classiche, si dice fiducioso per la stagione entrante. “Finora ho visto un gruppo molto motivato e concentrato – ha detto l’ex campione di Slalom – Abbiamo svolto un anticipo di preparazione all’estero, a Santo Domingo, dal 10 aprile al 5 maggio e sono rimasto soddisfatto per il lavoro svolto. I ragazzi hanno trovato le condizioni climatiche e ambientali ideali per allenarsi, dimostrando di voler puntare con decisione a tutti gli obiettivi agonistici dell’anno”. Nel 2006 la Nazionale di discipline classiche dovrà disputare i Campionati Europei in Grecia, il French Master e le tappe di Coppa del Mondo, in partenza il 24 e 25 giugno in Cina. Per i piedi nudi, invece, gli sciatori allenati dal tecnico Nicola Saracco dovranno disputare i Campionati Europei a Duisburg (Germania), i Mondiali a Seattle (Usa) e le tappe di Meridian Challenge, la Coppa del Mondo di piedi nudi. . |
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COPPI: I MONDIALI “BALLANO” PER UN VOTO DE GODENZ: LA LOGICA DICE OSLO, MA…. SECONDO GIORNO DEL CONGRESSO FIS IN PORTOGALLO |
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Vilamoura (Portogallo), 24 maggio 2006 - Quella di ieri è stata la seconda giornata del congresso Fis. Per i responsabili e gli organizzatori di Coppa del Mondo delle singole discipline ci sono state riunioni fiume, interrotte solo dalla pausa pranzo, con lo stand della Val di Fiemme preso d’assalto visto che il comitato candidato per ospitare i Campionati Mondiali 2011 di sci nordico offre ai congressisti ogni giorno il pasta party. È un susseguirsi anche di incontri ad alto livello. I voti in ballo per conquistare l’investitura sono 16 per tre candidati, con Zakopane che sembra solo “disturbare” le due concorrenti più forti, Oslo e Val di Fiemme e che potrebbe essere determinante in caso di seconda votazione su chi farà convergere i propri voti. Il presidente della Fisi Gaetano Coppi è sempre più fiducioso che quest’anno la Val di Fiemme possa fare un “blitz”. Difficilmente una candidatura viene promossa alla prima richiesta, e di questo gli organizzatori trentini sono consapevoli, per di più hanno ospitato la rassegna iridata tre anni fa mentre Oslo è dal 1982 che è “a digiuno”. “Secondo me – prosegue il presidente Coppi - ci mancano uno o due voti per superare l’esame, e io mi sto dando da fare per fornire argomenti convincenti ai consiglieri Fis. Nello sci di fondo è palpabile la stessa indecisa situazione che c’è per lo sci alpino fra Garmisch e Schladming. Anche loro “ballano” per un voto. Sono tutte candidature di grande prestigio. Nello sci nordico Oslo ha il prestigio della tradizione, Fiemme ha il prestigio della perfetta organizzazione e della cordiale ospitalità del Trentino. ” Ma il presidente Coppi è impegnato anche su altri fronti, soprattutto in quello dello sci alpino per garantire a Madonna di Campiglio la sua 3-Tre. “Quella di oggi è comunque una giornata interlocutoria – aggiunge Coppi - il calendario dovrà poi passare al Consiglio Fis dove ci batteremo. Io ho anche l’appoggio dell’Austria e questo è importante. ” Appare evidente che le alleanze sono trasversali tra Coppa del Mondo e “Mondiali” e su questo il massimo dirigente della Fisi conta molto. Pietro De Godenz, presidente del comitato esecutivo della Val di Fiemme, salta da un incontro all’altro: “Noi siamo particolarmente soddisfatti. Al di là di come andrà il risultato di questa candidatura, stiamo raccogliendo molti consensi. C’è grande considerazione nel mondo dello sci nordico per la qualità dell’organizzazione della Val di Fiemme. Per noi sarebbe importante ottenere un bel numero di voti, anche in previsione di una nostra eventuale ricandidatura per il 2013 se giovedì assegneranno il mondiale 2011 ad Oslo… come sembra naturale. Non posso negare che ci potrebbe essere un capovolgimento inatteso della situazione e che noi potremmo primeggiare. Le logiche dicono Oslo, ma noi speriamo fino all’ultimo. I Congressi Fis sono sempre una sorpresa”. Tra le tante commissioni si è riunita anche quella dello sci di fondo, con la Val di Fiemme protagonista nel Tour de Ski il 6 e 7 gennaio prossimi con le due tappe finali. Ma si è parlato anche del 2007/2008 e pure in quella stagione il Trentino ospiterà il finale del Tour de Ski, ovviamente in Val di Fiemme. Non c’è in calendario di Coppa del Mondo la Marcialonga che si era candidata, ma quella mostrata oggi è solo una bozza, dove compare anche Dobbiaco, terzultima tappa del neonato circuito. Info: www. Fiemme2011. Com . |
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