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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 25 Marzo 2010
NUOVO STUDIO METTE IN EVIDENZA IL RUOLO DEL SISTEMA IMMUNITARIO NELLA MALATTIA DI ALZHEIMER  
 
Bruxelles, 25 marzo 2010 - Una nuova ricerca finanziata dall´Ue suggerisce che le cellule immunitarie del cervello potrebbero essere la causa della perdita di neuroni associata alla malattia di Alzheimer. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience, potrebbero portare allo sviluppo di nuovi trattamenti per le malattie neurodegenerative. L´unione europea ha sostenuto il progetto Neuro.gsk3 ("Gsk-3 [glycogen synthase kinase 3] in neuronal plasticity and neurodegeneration: basic mechanisms and pre-clinical assessment"), con un finanziamento di 3,57 milioni di euro nell´ambito del tema "Salute" del Settimo programma quadro (7° Pq). La malattia di Alzheimer è una delle principali cause di demenza tra gli anziani: ben 18 milioni di persone nel mondo soffrono di questo disturbo, e questa cifra è destinata a crescere con l´ invecchiamento della popolazione. La malattia è caratterizzata dalla progressiva e irreversibile perdita di cellule nervose del cervello, associata alla formazione di proteine non solubili che formano le cosiddette placche beta-amiloidi. La microglia - ovvero le cellule immunitarie del cervello - è capace di degradare le placche beta-amiloidi associate alla malattia di Alzheimer. Tuttavia, la microglia è anche nota per distruggere le cellule cerebrali dei topi affetti da altre malattie neurodegenerative, come ad esempio il morbo di Parkinson. Nello studio in questione, scienziati della Ludwig-maximilians-universität (Lmu), in Germania, e dell´Università della California a Irvine, negli Stati Uniti, hanno cercato di determinare se le cellule della microglia erano più amiche o nemiche nella malattia di Alzheimer. I ricercatori sono riusciti a osservare direttamente i processi all´interno del cervello di topi geneticamente modificati - sia per esprimere un analogo murino della malattia di Alzheimer, sia per produrre forme fluorescenti di proteine specifiche per neuroni e microglia - potendo così seguire per settimane o mesi l´evoluzione dei due distinti tipi di cellule. Nel corso dell´esperimento, è risultato chiaro che la microglia si raccoglie intorno ai neuroni prima - e non dopo - che le cellule cerebrali cominciano a morire. Via via che la malattia progredisce, le cellule sotto stress produrrebbero un messaggero chimico che attrae la microglia, con reazioni infiammatorie che portano all´eliminazione dei neuroni. "Presumiamo che le cellule nervose malate collocate vicino alle placche secernino un messaggero chimico che induce la microglia a stabilirsi in esse", ha spiegato il professor Jochen Herms del Centro di neuropatologia e di ricerca sui prioni della Lmu. "Il miglior candidato per il messaggero responsabile è la chemochina frattalchina, che si fissa su una proteina recettore sulla superficie delle cellule microgliali". Per verificare questa idea, il team ha ripetuto l´esperimento in topi privi del gene per il recettore Cx3cr1 sulla superficie della microglia. Si è visto come il silenziamento del gene per il recettore Cx3cr1, cruciale per la comunicazione tra neuroni e microglia, sia in grado di prevenire la perdita di cellule nervose. Il professor Herms ha concluso: "Potremmo riuscire a usare questi risultati per sviluppare nuovi agenti che possono rallentare il tasso di perdita dei neuroni interrompendo le comunicazioni tra i due tipi di cellule". I sintomi della malattia di Alzheimer includono perdita di memoria, confusione, difficoltà di linguaggio e cambiamenti nel comportamento. Col progredire della malattia, questi sintomi peggiorano fino a costringere i pazienti a passare gran parte del tempo a letto, incapaci di prendersi cura di se stessi. Ad oggi non esiste cura per l´Alzheimer. Per maggiori informazioni, visitare: Ludwig-maximilians-universität: http://www.Uni-muenchen.de/index.html  Nature Neuroscience: http://www.Nature.com/neuro/index.html  Progetto Neuro.gsk3: http://med.Kuleuven.be/neurogsk3/index.html    
   
   
UNA RICERCA SUI VERMI FA LUCE SU UN RARO DISTURBO GENETICO  
 
Bruxelles, 25 marzo 2010 - Alcuni ricercatori dell´University College Dublin (Ucd) Conway Institute of Biomolecular and Biomedical Research in Irlanda ha scoperto nuove informazioni su un gene coinvolto nello sviluppo della sindrome di Joubert, un disturbo genetico che riguarda il tronco encefalico. Il team spera che questi risultati, che sono stati pubblicati sulla rivista Cell Biology, possano portare a capire meglio una serie di disturbi del cervelletto. La sindrome di Joubert è un raro disturbo genetico che interessa il verme cerebellare, la parte del cervello che controlla la coordinazione dei muscoli, l´equilibrio e il movimento. Nella sindrome di Joubert, il cervelletto e il tronco encefalico non si sviluppano correttamente e ciò provoca problemi di controllo dei muscoli. Tra gli altri sintomi ci sono problemi al fegato e ai reni, cecità, handicap mentale lieve o moderato e malformazioni ossee come labbro leporino o palatoschisi o polidattilia. Uno dei geni associati alla sindrome di Joubert e disturbi ad essa collegati (Jsrd) è il gene Arl13b, che porta il codice genetico di una proteina conosciuta dagli scienziati per il suo ruolo nella formazione e probabilmente nel funzionamento delle ciglia, i sottili sensori simili a capelli che sporgono dalla superficie delle cellule. Per cercare di scoprire la relazione tra il gene Arl13b e le ciglia, il team dell´Ucd ha collaborato con scienziati dell´Università di Tokyo, in Giappone, nella conduzione di esperimenti con ciglia in una specie di piccolissimi vermi chiamati Caenorhabditis elegans. La ricerca ha rivelato che le proteine Arl13b usano appigli lipidici per legarsi alla membrana ciliare. Hanno anche mostrato che oltre a provocare la malformazione della membrana ciliare, la distruzione della funzione della proteina Arl13b nei vermi può interessare la capacità di altre proteine di distribuirsi correttamente all´interno della membrana ciliare. I test hanno stabilito che la proteina Arl13b è necessaria per il funzionamento normale di un sistema di trasporto delle proteine nelle ciglia. Il team di ricerca ha adesso proposto un nuovo modello per il gene Arl13b, nel quale esso è responsabile della regolazione di importanti proprietà della membrana ciliare come la forma e le distribuizioni della proteina transmembrana. Le ciglia sono presenti su quasi tutte le cellule del corpo umano, eppure fino a 20 anni fa molti scienziati credevano che fossero strutture ridondandi senza una vera funzione. Si stanno adesso rendendo conto che invece le ciglia hanno un ruolo importante nel movimento e nelle funzioni sensoriali tra cui la segnalazione dei percorsi. I difetti della struttura delle ciglia vengono sempre più collegati con molte malattie e sindromi (dette ciliopatie). Queste patologie comprendono reni e fegato policistici, degenerazione delle retina, malformazioni delle ossa, idrocefalo, ritardo mentale, obesità, diabete e cancro. Il dott. Oliver Blacque del Conway Institute of Biomolecular and Biomedical Research dell´Ucd, commentando i risultati della ricerca, ha detto: "Il fatto che il gene Arl13b sia collegato alle membrane ciliari e che sia necessario per la struttura/funzionamento delle ciglia sia nei vermi che nei mammiferi dimostra la notevole conservazione evolutiva di come funzionano queste piccole G-proteine. "Per le persone affette dalla sindrome di Joubert, questi risultati rappresentano un importante contributo per capire meglio i patomeccanismi della malattia e per rifinire le nostre ipotesi di lavoro, dando in questo modo spunti per la ricerca futura sulla Sindrome di Joubert e magari di altre ciliopatie. Per maggiori informazioni, visitare: Journal of Cell Biology: http://jcb.Rupress.org/  Ucd Conway Institute of Biomolecular and Biomedical Research: http://www.Ucd.ie/conway/    
   
   
HAPTIMAP: MIGLIORARE L´ACCESSIBILITÀ SFRUTTANDO I SENSI  
 
Bruxelles, 25 marzo 2010 - I progressi fatti in ambito tecnologico hanno sicuramente migliorato la nostra vita, ma a volte possono mettere a dura prova i nostri nervi. Leggere le informazioni, ad esempio, dai display dei dispositivi mobili non è sempre realistico né sicuro e gli utenti che hanno problemi di vista possono avere difficoltà a cogliere i dettagli chiave. Il progetto Haptimap ("Haptic, audio and visual interfaces for maps and location-based services"), finanziato in riferimento alla tematica "Tecnologie dell´informazione e della comunicazione" (Tic) del Settimo programma quadro (7° Pq), ha come obiettivo quello di migliorare l´accessibilità di mappe e location-based services, ovvero dei servizi che si basano sulla localizzazione dell´utente per fornirgli informazioni, mediante il coinvolgimento di udito, vista e tatto. L´ue ha stanziato a favore del progetto quasi 7 milioni di euro. Il numero di informazioni a cui gli utenti hanno accesso per mezzo dei piccoli display dei dispositivi mobili è in costante crescita. Solitamente i canali diversi dalla vista vengono utilizzati esclusivamente per migliorare quest´ultima e non per ottimizzare la percezione aptica (legata al tatto) e i canali uditivi. Secondo gli esperti, quella che in inglese viene definita "perceptualisation" multimodale (dove con perceptualisation ci si riferisce alla visualizzazione e agli altri sensi che non siano la vista) migliorerebbe l´accessibilità e la semplicità di utilizzo delle impostazioni di navigazione attualmente diffuse. Il progetto Haptimat intende offrire accesso a mappe digitali e location-based services a un numero più ampio di utenti. Lo sviluppo dei dispositivi non solo darà ai produttori il supporto necessario per integrare i componenti multimodali nelle loro applicazioni, aumentando quindi l´accessibilità di queste ultime, ma consentirà la risoluzione dei problemi e l´implementazione di nuove linee guida per un´applicazione più capillare delle tecniche di progettazioni attuali. Il fulcro del processo di progettazione è garantire l´accessibilità. Il progetto, avviato nel 2008, è coordinato dall´Università di Lund (Svezia) e dovrebbe concludersi nel 2012. I partner del progetto hanno già pubblicato delle linee guida incentrate sullo studio degli utenti e sono alla ricerca di un nuovo partner commerciale. Al progetto partecipano attualmente 13 tra istituti di ricerca e aziende provenienti da 7 Stati membri. Secondo il consorzio, il nuovo partner commerciale supporterà lo sviluppo di un location-based service che per l´interazione con l´utente sfrutterà percezione aptica, informazioni audio e/o visive. Il servizio, come hanno aggiunto, illustrerà l´utilizzo del toolkit messo a punto in seno al progetto e le idee chiave di Haptimap. I partner auspicano che il nuovo partner commerciale utilizzi il toolkit e le idee di Haptimat per ottimizzare un servizio già in uso. Una parte dell´investimento del nuovo partner verrà destinata allo sviluppo del toolkit. In questo modo, riprendendo quanto detto dai partner Haptimap, sarà possibile garantire un´efficiente comunicazione tra gli sviluppatori del toolkit e gli sviluppatori dei location-based service. Il nuovo partner, hanno spiegato, rivestirà poi un ruolo chiave nel processo di formazione e nelle iniziative dimostrative già in programma per il servizio messo a punto. Per maggiori informazioni, visitare: Haptimap: http://www.Haptimap.org/  
   
   
SANITA´ IN ABRUZZO: IL PRESIDENTE SU TETTI SPESA SPEDALITA´PRIVATA 2010  
 
Pescara, 25 marzo 2020 - Il presidente dell Regione e Commissario ad acta per il piano di rientro, in merito alla fissazione dei tetti di spesa per la spedalità privata, ha tenuto a chiarire quanto segue: "Non mi sono mai sognato di proporre "patti capestro" ma solo di rimettere ordine in un settore importante del sistema sanitario regionale e, soprattutto, fissare le "regole" che, per troppi anni, sono mancate. Stabilire le regole per me significa avere dei contratti sottoscritti ed impegni finanziari sopportabili per i cittadini abruzzesi. Significa, altresì, "stroncare" la cattiva abitudine di "gonfiare" i fatturati con ricoveri inappropriati. Per questo motivo i tetti di spesa per il 2010 sono stati fissati all´inizio dell´anno e non, come avveniva nel passato, a fine anno solare prestando, per questa via, il fianco alle impugnative al Tar. Per gli stessi motivi, si è proceduto a fissare i tetti di spesa della spedalità privata per il 2010 evitando "tagli generalizzati" ma con criteri obiettivi e, nello stesso tempo, semplici: il fatturato delle singole cliniche, depurato dai tassi di inappropriatezza rivelati per ciascuna di esse. Ciò vuol dire che chi ha operato in perfetto regime di appropriatezza mantiene il tetto di spesa per il 2010 senza alcuna decurtazione".  
   
   
SANITÀ: CITTADINI PIÙ SODDISFATTI E FIDUCIOSI E IN TOSCANA VALUTAZIONI POSITIVE DA PARTE DI 60.000 INTERVISTATI  
 
Firenze, 25 marzo 2010 - La sanità toscana è in buona salute e i cittadini dichiarano un alto grado di apprezzamento e di soddisfazione. E´ questa la valutazione del rapporto Osservasalute 2009, un´approfondita analisi della qualità dell´assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata nei giorni scorsi dall´Università Cattolica di Roma. Il Il 39% dei toscani, afferma il rapporto, ha dato un punteggio alto (da 7 a 10) ai servizi, il 44,8% un punteggio sufficiente e solo il 10,6% della popolazione ha dato un punteggio insufficiente. I corrispettivi valori medi italiani sono peggiori: 34,0%. 43,4% e 17,2%. Inoltre i toscani si dichiarano ottimisti sul futuro del servizio sanitario nazionale: il 13,4% dei cittadini della Regione pensa che il servizio sanitario pubblico stia migliorando, il 46,1% pensa che si sia mantenuto sugli standard dell´anno scorso, il 25,6% che stia peggiorando, infine il 14,9% non sa rispondere. Anche in questo caso i corrispettivi valori medi nazionali sono peggiori: 11,6%, 44,9%, 28,0%, 15,5%. Ancora più dettagliata la valutazione dei cittadini offerta dagli studi del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant´anna di Pisa, che dal 2007 al 2009 ha realizzato quasi 60.000 interviste. Ecco i risultati 2009 (15.474 interviste a pazienti ospedalieri, 6.097 a pazienti del pronto soccorso e 6.732 a cittadini utenti che accedono ai servizi di medicina territoriale: medici di famiglia, pediatri, specialistica, diagnostica). Dalle interviste ai pazienti del pronto soccorso emerge che è migliorata la qualità dell´accoglienza nei pronto soccorso toscani: la percentuale di utenti molto o totalmente soddisfatti del comfort della sala di attesa è passata dal 56% del 2007 al 64% del 2008, al 70% del 2009. Risultati positivi anche per cortesia (tra l´85 e l´87%) e professionalità (tra 87 e 88%) del pe rsonale medico e infermieristico. Per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri l´89,3% degli intervistati valuta ottima o buona l´assistenza ricevuta durante il ricovero. Ottima o buona la percezione (89,6%) del modo in cui hanno lavorato insieme medici e infermieri. L´88,6% ritengono di aver ricevuto informazioni adeguate riguardo alle cure a cui venivano sottoposti, e risposte chiare da medici (91,3%) e infermieri (88,9%). Per quanto riguarda la medicina territoriale, 86 cittadini su 100 sono soddisfatti dell´assistenza ricevuta. L´83,25% dei cittadini nutrono piena fiducia nel proprio medico di famiglia, che nel 93% dei casi accetta di fare le visite a domicilio che gli vengono richieste. L´84% dei genitori sono soddisfatti del pediatra scelto per i propri figli; 96 volte su 100 hanno ricevuto una risposta entro le 24 ore. E´ del 72,69% la soddisfazione complessiva per l´assistenza specialistica sul territorio, e del 73,61% la soddisfazione per la diagnostica: 80 v olte su 100 il personale spiega cosa verrà fatto durante l´esame e risponde in modo chiaro alle domande dei pazienti nell´88% dei casi.  
   
   
OBIETTIVO: LA QUALITÀ DI VITA DEL PAZIENTE TERMINALE ALL’AUDITORIUM TOSCANINI DI PARMA IL SEMINARIO SULLA CURA NELLE SITUAZIONI DI INGUARIBILITÀ ORGANIZZATO DA PROVINCIA E AUSL. SACCANI: “LA PERSONA SEMPRE AL CENTRO”  
 
 Parma, 25 marzo 2010 – La persona al centro: la persona e la qualità della sua vita, in progetti di cura sempre più individualizzati e sempre più attenti, anche, a ciò che alla persona ruota intorno. Questa la scommessa forte della cura dei malati in situazione di inguaribilità, tema di un incontro organizzato da Provincia e Ausl all’Auditorium Toscanini all’interno della serie di appuntamenti “Avere cura di chi cura”. Un tema sollecitato dal territorio stesso: dal progetto provinciale “Domiciliarità”, approvato dalla Ctss (Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria) e sviluppato da Provincia e Ausl con i Comuni dei diversi Distretti, sono emerse esigenze di approfondimento e formazione su alcuni argomenti salienti, tra cui appunto quello dell’inguaribilità e della presa in carico della persona, con riferimento sia ai bisogni di cura e di sostegno dell’assistito sia alle necessità di accompagnamento e supporto della famiglia. Il seminario di oggi, rivolto principalmente agli operatori dei servizi sociali e sanitari, è stato caratterizzato da un’ampia partecipazione. “È chiaro che al centro deve stare la persona, sempre e comunque. La personalizzazione della cura e di quanto si muove intorno alla cura sono cruciali per la qualità della vita del paziente: per farlo star bene con se stesso, nell’affettività e nelle relazioni, al di là delle sofferenze della malattia, e per far diventare più serena la conclusione del suo percorso di vita. Questa è una scommessa che coinvolge tutti: coinvolge le istituzioni, coinvolge la famiglia e coinvolge il personale, che deve essere fortemente motivato e attrezzato dal punto di vista formativo e che deve essere parte integrante di un vero e proprio patto d’alleanza in cui anche l’affettività si mette in campo”, ha detto a margine dell’incontro l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani. “Il presupposto da cui credo sia importante partire – ha spiegato lo psicologo Mirco Moroni, che ha condotto il seminario - è che le persone, anche quelle cosiddette inguaribili, non abitano solo luoghi fisici: abitano le menti di chi si occupa di loro, famigliari o operatori. Quindi l’intervento nei confronti dell’inguaribilità non è sulla singola persona inguaribile ma su quella persona e sul suo ambiente. Questo è il senso dell’intervento; un intervento complesso e sempre negoziale, nel senso che prima di essere un progetto di cura questo è un progetto di vita: della persona e dei suoi famigliari, anche nella terminalità”. Nel corso della mattinata si sono susseguite le relazioni di Paolo Vacondio, responsabile del Programma cure palliative dell’Azienda Usl di Modena, che ha parlato della fase terminale della malattia, e di Dante Comelli, docente di Psicologia ospedaliera all’Università di Parma, che si è soffermato tra l’altro sul ruolo degli operatori. A seguire numerose testimonianze di assistenti sociali, psicologi, infermieri e palliativisti di strutture e servizi del territorio, e le conclusioni del direttore sanitario dell’Azienda Usl di Parma Ettore Brianti.  
   
   
AL VIA I LAVORI DI COSTRUZIONE DEL NUOVO POLO OSPEDALIERO PER ACUTI DELL’ULSS 17  
 
Schiavonia (Padova), 25 marzo 2010 - Con la simbolica scopertura di una targa, sono partiti i lavori per la costruzione del nuovo polo ospedaliero dell’Ulss 17, che dal 2013 concentrerà le attività per i pazienti acuti prima svolte dagli ospedali di Este, Monselice, Conselve e Montagnana, nel padovano. “Assistiamo – ha detto il presidente della Regione del Veneto Giancarlo Galan nel corso della cerimonia – a un esempio virtuoso: in questo Veneto dominato dai localismi non è facile trovare quattro Comuni disposti a rinunciare al loro ospedale per costruirne un migliore. L’obiettivo è che quest’ospedale sia pronto in due anni e sei mesi: se sarà così, avremo battuto ogni record, dato che il tempo medio di realizzazione di un ospedale in Italia è di 21 anni. Inoltre questo sarà il primo ospedale finanziato con il sistema della ‘concessione di costruzione e gestione’ ”. L’investimento complessivo di 165 milioni di euro sarà coperto con 86,5 milioni di finanziamento pubblico disponibile, 15 milioni da un fondo di rotazione regionale quale anticipo – con obbligo di reintegro – sugli introiti che l’Azienda Ulss 17 otterrà tramite la vendita di porzioni significative degli ospedali di Este e di Monselice, e il rimanente, circa 64 milioni di euro, con investimenti di privati, che avranno per 26 anni l’affidamento in gestione di servizi non strategici, il pagamento di un canone di noleggio per le attrezzature e un canone di disponibilità. “Il nuovo polo ospedaliero – ha sottolineato Galan – sarà un ospedale all’insegna dell’efficienza e della modernità, in grado di fornire le risposte che i cittadini veneti chiedono a una sanità tra le più virtuose del Paese. L’assenza di duplicazioni nelle dotazioni tecnologiche favorirà l’adozione di tecnologie all’avanguardia, innalzando ulteriormente gli standard di assistenza”. La nuova struttura ospedaliera sarà dotata di 447 posti letto e sarà operativa a partire dai primi del 2013. Disegnata dall’architetto Aymeric Zublena avrà una forma a onde che riprendono la sagoma dei colli Euganei. Sarà composta di tre edifici di due piani fuori terra, con un’ampia piazza di accoglienza coperta da una vetrata. Buona parte delle stanze di degenza avranno un solo letto e i pazienti potranno trovare all’interno dell’ospedale anche esercizi commerciali, ristorazione, auditorium parco e foresteria. Ogni posto letto sarà dotato di tv e connessione a Internet. Nella costruzione verranno adottate soluzioni tecnologiche, sia edilizie sia impiantistiche, che consentiranno una riduzione del 30% del consumo di energie primarie rispetto a strutture equivalenti.  
   
   
PARMA: VICINO AL MALATO OGGI ALL’AUDITORIUM TOSCANINI UN CONVEGNO ORGANIZZATO DA PROVINCIA E AUSL  
 
Parma, 25 marzo 2010 – “Il progetto individualizzato di vita e di cure nelle situazioni di inguaribilità”. Questo il titolo dell’incontro in programma per giovedì 25 marzo, a partire dalle 9 all’Auditorium Toscanini di via Cuneo: un appuntamento indirizzato principalmente agli operatori dei servizi sociali e sanitari e volto ad approfondire un tema sollecitato dal territorio stesso. Dal progetto provinciale “Domiciliarità”, approvato dalla Ctss (Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria) e sviluppato da Provincia e Azienda Usl con i Comuni dei diversi Distretti della provincia nel corso del 2008-2009, sono emerse esigenze di approfondimento e formazione su alcuni temi salienti, tra cui appunto il tema complesso della progettazione e della presa in carico della persona in situazioni di inguaribilità, facendo riferimento sia ai bisogni di cura e di sostegno della persona assistita, sia alle esigenze di accompagnamento e supporto della famiglia. L’iniziativa di giovedì rientra nella serie di appuntamenti “Avere cura di chi cura”, organizzati da Provincia e Azienda Usl, che si svolgeranno con cadenza mensile. L’incontro, moderato dallo psicologo Mirco Moroni, sarà aperto dall’assessore alle Politiche sociali della Provincia Marcella Saccani. A seguire, gli interventi di Dante Comelli, docente di Psicologia ospedaliera dell’Università di Parma e Paolo Vacondio, responsabile Programma cure palliative dell’Azienda Usl di Modena. Le conclusioni saranno affidate al direttore sanitario dell’Azienda Usl di Parma Ettore Brianti. Sono inoltre previste testimonianze relative a esperienze dirette dei servizi domiciliari e delle strutture presenti nei vari territori.  
   
   
15 E 16 APRILE CONVEGNO SUGLI HOSPICE: "ACCOMPAGNARE IL MORIRE, ACCOMPAGNARE IL MORENTE: VIAGGIO TRA PROFESSIONALITÀ E SPIRITUALITÀ"  
 
San Vito al Tagliamento (Pn) , 25 marzo 2010 - In occasione della visita del vicepresidente della Regione Luca Ciriani all´Hospice di San Vito al Tagliamento, i dirigenti dell´Azienda per i servizi sanitari n. 6 Friuli Occidentale e quelli dello stesso Hospice hanno annunciato per il 15 e il 16 aprile il convegno regionale su "Accompagnare il morire, accompagnare il morente: viaggio tra professionalità e spiritualità". Il convegno si terrà nel teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento.  
   
   
CHI È L’INFERMIERE OGGI TAVOLA ROTONDA COLLEGIO I.P.A.S.V.I. DEL TRENTINO 30 MARZO PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DELL’INDAGINE  
 
 Trento, 25 marzo 2010 - Il 30 marzo alle ore 17.00 presso la Sala Refettorio Clesiano del Castello del Buonconsiglio si terrà la tavola rotonda di presentazione dei dati risultanti dall’indagine "Chi è l’infermiere oggi?". A settembre il Collegio degli infermieri I.p.a.s.v.i. Del Trentino presentava l’avvio dell’indagine demoscopica dal titolo "Chi è l’infermiere oggi?", volta a comprendere quale fosse la percezione e le aspettative della popolazione trentina nei confronti della professione infermieristica. 3000 i cittadini trentini intervistati, in rappresentanza di tutto il territorio provinciale, che si sono espressi in merito a cosa conoscono, sentono e chiedono agli infermieri. Un’importante opportunità per indagare il vissuto della popolazione provinciale relativamente a questa figura professionale, presupposto questo necessario “per creare vera vicinanza ed alleanza con i cittadini nel loro percorso di vita. Alleanza e vicinanza guidata da capacità proprie ed esclusive degli infermieri e quale risorsa silente e sempre presente su tutto il territorio, in tanti e diversi contesti di salute e di vita, in grado di aiutare le persone a trovare risposte e a risolvere i bisogni di cui sono portatori”, come la stessa dr.Ssa Luisa Zappini, presidente del Collegio provinciale Ipasvi, ha voluto sottolineare. Solo attraverso la conoscenza consapevole di “chi è l’infermiere” e di cos’è “l’assistenza infermieristica”, il cittadino può scegliere a chi rivolgersi e quando e quali risposte può e deve poter trovare. Il 30 marzo alle ore 17.00 presso la Sala Refettorio Clesiano del Castello del Buonconsiglio si terrà la tavola rotonda di presentazione dei dati risultanti dall’indagine. Al fine di rendere quanto più tangibile la promessa di vicinanza ed alleanza rivolta dal Collegio alla popolazione provinciale saranno presenti all’evento, sia i cittadini ed i decisori politici sia testimonial già impegnati in attività di aiuto e sostegno per condividere un impegno. Interverranno: dr.Ssa Luisa Zappini, Presidente del Collegio provinciale degli infermieri I.p.a.s.v.i. Del Trentino; dr. Gianluca Fiscato, Esperto in metodologie di analisi socioeconomiche; dr.Ssa Annamaria Marchionne, Presidente Associazione Trentina Malati Reumatici; dr. Lorenzo Dellai, Presidente della Provincia Autonoma di Trento. Parteciperanno all’evento: Martina Colombari – Fondazione Francesca Rava; Maurizio Fondriest - Fondazione Fondriest for Children.  
   
   
INAUGURATO “OSPEDALE DI COMUNITA´” A VALEGGIO SUL MINCIO  
 
Valeggio sul Mincio (Verona), 25 marzo 2010 - Il Centro Sanitario Polifunzionale di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, si arricchisce di un nuovo importante servizio per gli utenti dell´area: l´Ospedale di Comunità, una nuova tipologia di struttura sanitaria per il ricovero di pazienti che necessitino di una stabilizzazione dopo la dimissione dall´Ospedale per acuti e prima del rientro a casa o che, assistiti a domicilio, vedano peggiorare le loro condizioni e vadano seguiti con maggior intensità rispetto a ciò che si può fare in casa. L´inaugurazione è avvenuta oggi, alla presenza, tra gli altri, dell´Assessore regionale alla Sanità, del Sindaco di Valeggio e del Direttore Generale dell´Ulss 22 Alessandro Dall´ora. L´ospedale di Comunità di Valeggio può contare su 10 posti letto con annessi servizi, ed è stato realizzato al terzo piano del Centro Polifunzionale di Via Crocefissa di Rosa. Il via alle attività di ricovero verrà dato non appena trovati i necessari accordi convenzionali tra l´Ulss 22 e i 9 medici di medicina generale dell´attuale Unità Territoriale di Assistenza Primaria (Utap), che saranno il fulcro professionale del servizio. “Questo – ha sottolineato l´assessore regionale – costituisce un modello intelligente di riutilizzo a favore dei servizi territoriali, e quindi direttamente dei cittadini, di un Ospedale per Acuti quale fu nel passato Valeggio. Non più un ospedale chiuso, ma la sede di numerosi e utili servizi alla popolazione. Nel Centro Sanitario Polifunzionale di Valeggio trovano già posto l´Utap con 9 medici di medicina generale; il servizio di radiologia ed un punto prelievi; i Servizi Igiene Pubblica e Igiene Alimentare; la Medicina Legale per le pratiche d´invalidità. Non è esclusa infine l´ipotesi, avanzata dall´Assessore alla Sanità, che Valeggio possa diventare anche un importante Centro di formazione per medici specializzandi, dotato di manichini ipertecnologici per l´addestramento a tutta una serie di manovre di tipo chirurgico.  
   
   
MILANO E TORINO ALLEATE PER PROMUOVERE L’ARTE CONTEMPORANEA  
 
Milano, 25 marzo 2010 - Dopo il successo di Mito Settembre Musica, prosegue la collaborazione tra Torino e Milano per promuovere le attività artistiche nelle due città. Dopo lo speciale “Contemporary Art”, svoltosi a Torino lo scorso autunno, tocca ora al capoluogo lombardo con “Contemporaneamente Milano” ospitare iniziative di arte contemporanea nei giorni di Miart, la Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea in programma dal 26 al 29 marzo. In calendario numerosi appuntamenti che avranno luogo in musei, gallerie private, teatri e sedi di associazioni. Per promuovere la manifestazione è stato realizzato un opuscolo che raccoglie i singoli eventi e che verrà distribuito in oltre 100mila copie sia a Milano che a Torino. Il progetto, promosso dagli Assessorati alla Cultura delle due città, è sostenuto dalle Camere di Commercio di Milano e di Torino. Hanno inoltre collaborato Sole 24 Ore, Fs e Sea. “L’edizione 2010 è particolarmente ricca di mostre, iniziative, eventi e spettacoli legati alle arti e alle arti della scena - spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory -. La collaborazione fra Milano e Torino intende mettere in atto la costruzione di un ‘mondo’ che dialoga con tutte le forme espressive con particolare attenzione ai linguaggi del nostro con-temporaneo. E non solo. Perché il mondo è in noi come il tempo che scandisce il ritmo e imprime il movimento alla relazione che nasce fra arte e vita. La dimensione urbana è poi un altro degli affascinanti temi al cuore di questa manifestazione che si propone di vivere diversamente le città”. “La cooperazione culturale tra le due più grandi città del nord continua. Dopo la musica tocca all’Arte Contemporanea. Credo – afferma l’assessore alla Cultura della Città di Torino, Fiorenzo Alfieri - che una simile assonanza tra due città vicine ma con forti identità distinte non si sia mai verificata nel nostro paese, e non solo. Questo ci fa ben sperare per il lungo viaggio che dovremo ancora percorrere per costruire una nuova comunità, forte e competitiva a livello internazionale. Il treno ad alta velocità ha avuto bisogno di un certo rodaggio, ma adesso pare funzionare abbastanza bene. Usiamolo per passare velocemente dal sistema dell’arte contemporanea di Milano a quello di Torino e viceversa”.  
   
   
MONSUMMANO TERME: IN OMAGGIO A LEONARDO SAVIOLI DAL 28 MARZO AL 27 GIUGNO 2010 LA MOSTRA “REGISTRARE L´ESISTENZA” SOSTEGNO DI REGIONE TOSCANA PER RICORDARE L´ARCHITETTO-ARTISTA  
 
Firenze, 25 marzo 2010 - “Registrare l´esistenza. La pittura e il disegno di Leonardo Savioli”. E´ la mostra, curata da Claudio Paolini ed Eleonora Tolu, organizzata a Villa Renatico Martini di Monsummano Terme dal Museo d´Arte Contemporanea e del Novecento con il contributo di Regione Toscana e Provincia di Pistoia. Si inaugura sabato 27 marzo e resterà aperta da domenica 28 a domenica 27 giugno. Maggiori informazioni su www.Museoilrenatico.it/  L´idea, sottolineano gli organizzatori, nasce in seguito a una doppia donazione da parte di Flora Wiechmann Savioli, vedova dell´architetto e pittore fiorentino scomparso nel 1982: un dipinto di Savioli donato al museo di Monsummano e la casa-studio sulle colline del Galluzzo, con le opere e gli arredi, donata nel 2008 alla Regione Toscana. La mostra di Monsummano raccoglie una ricca esposizione sull´opera pittorica e grafica di un artista che, conos ciuto principalmente per l´architettura, ha lasciato importanti prove di pittura e grafica al punto tale di poter essere considerato uno dei più significativi artisti toscani della seconda metà del Novecento. Collegati alla mostra anche due incontri, a ingresso libero: domenica 16 maggio ore 17 a cura di Mirella Branca (“La casa e lo studio di Leonardo Savioli: luoghi dell´architettura come laboratorio di idee”) e giovedì 27 maggio ore 21:30 con Alessandro Poli (“Il divenire del segno nell´idea di spazio di Leonardo Savioli”). Fra le opere dell´architetto Savioli il ponte Giovanni da Verrazzano sull´Arno a Firenze nonché i Prg di Firenze (1949-1951) e Prato (1956-1958).  
   
   
AOSTA: CHIUSURA DEI GIOCHI MONDIALI MILITARI INVERNALI  
 
Aosta, 25 marzo 2010 - La Presidenza della Regione informa che giovedì 25 marzo, alle 12.30 nel salone di Palazzo Regionale, in piazza Deffeyes 1, ad Aosta, si terrà la conferenza stampa di chiusura della prima edizione dei Giochi Mondiali Militari Invernali Valle d’Aosta 2010. Interverranno il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, l’Assessore al Turismo, Sport e Commercio, Aurelio Marguerettaz, il Presidente del Cism, Consiglio internazionale dello sport militare, Generale Gianni Gola, il capo della delegazione italiana al Cism e responsabile Sport dello Stato Maggiore della Difesa, Generale Rinaldo Sestili, e il Presidente del Comitato Organizzatore, Luigi Roth. Successivamente, alle 18.00 al Palazzetto del Ghiaccio di Courmayeur avrà luogo la Cerimonia di chiusura dei Giochi. «Sono stati cinque giorni intensi – commenta il Presidente Rollandin – nel corso dei quali atleti di livello mondiale si sono affrontati sulle piste della Valle d’Aosta, che hanno dimostrato di essere pienamente all’altezza di ospitare gare di questa importanza. L’ottima organizzazione e la tradizionale accoglienza turistica hanno costituito gli ulteriori elementi per la buona riuscita di un appuntamento al quale guardavamo con particolare attenzione in quanto premessa, ci auguriamo, di un prossimo ruolo da protagonista della Valle d’Aosta nel settore delle competizioni sportive invernali.»