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VENERDI
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Notiziario Marketpress di
Venerdì 14 Maggio 2010 |
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ÈSTORIA 2010 ORIENTI |
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E’ conto alla rovescia per la Vi edizione di èStoria, il Festival internazionale della storia di Gorizia in cartellone da venerdì 21 a domenica 23 maggio sul tema "Orienti", come sempre di scena nel cuore di Gorizia, ai Giardini pubblici di corso Verdi dove saranno allestite la Tenda Erodoto e la Tenda Apih che tradizionalmente ospitano il festival, oltre alla Tenda Mostre, dove troverà collocazione il percorso espositivo “In viaggio per mare verso l’Oriente”. Per i lettori e gli appassionati di pubblicazioni del settore, una vera sorpresa sarà la nuova Bibliotenda, ampliata quest’anno alla partecipazione di alcuni librai antiquari per la prima edizione di una vera e propria mostra-mercato, “La Storia fuori catalogo”. I curatori del festival, Adriano Ossola e Federico Ossola, insieme con l’associazione èStoria che promuove la manifestazione, e con gli enti sostenitori dell’evento - Comune e Camera di Commercio di Gorizia, Regione Friuli Venezia Giuli a, Fondazione Carigo e Banca Popolare Friuladria – Crédit Agricole - hanno voluto caratterizzare l’edizione 2010 con proposte “interattive” e coinvolgenti per la città e il pubblico: così, già a partire dalle 8.45 delle tre giornate del week end di èStoria, chiunque potrà partecipare, nella inedita location della Cicchetteria ai Giardini di via Petrarca, alla “Colazione con la storia”, rassegna stampa e commento dei quotidiani del giorno condotta dal giornalista Alessandro Marzo Magno, con l’apporto di molti ospiti del festival e colleghi della stampa. Un modo decisamente accattivante per iniziare insieme la giornata, confrontandosi con lo strumento principe della nostra storia quotidiana: il giornale, fra lettura e commento critico sulle notizie e sui fatti. E con èStoria 2010 riparte anche èStoriabus, l’affascinante iniziativa proposta in collaborazione con Apt Gorizia e Leg – Libreria Editrice Goriziana, per viaggiare nel te m po e nella storia – con accesso gratuito - attraverso suggestivi percorsi di turis m o culturale fra Gorizia, Trieste e l’altipiano del Carso. Le escursioni sono a numero chiuso. Al momento sono disponibili ancora alcuni posti, ma la capienza dei bus si va rapidamente esaurendo, si consiglia quindi una tempestiva prenotazione: info: http://www.estoria.it/ tel 0481.539210, eventi@leg.It . Quest’anno èStoriabus propone tre distinti itinerari storici, sulle tracce del poeta Carlo Michelstaedter per venerdì 21 maggio, grazie alla collaborazione avviata con la Provincia di Gorizia, e per la guida dello storico Fabrizio Meroi; sul fronte della Prima Guerra mondiale sabato 22 maggio, con la guida dello storico Marco Cimmino: un itinerario alla scoperta del Monte Sabotino, l’altura che domina la piana di Gorizia, ripercorrendo la storia delle vicende belliche della Battaglia dell’Isonzo nella Grande Guerra. E infine nei luoghi della presenza israelita a Trieste domenica 23 maggio, alla scoperta di una realtà storica a noi vicina ma non sempre adeguatamente conosciuta: la guida dell’escursione è affidata a Silva Bon, studiosa di storia contemporanea e presidente dell’Istituto Regionale per la cultura Ebraica di Trieste e del Friuli Venezia Giulia |
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AOSTA (MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE): RINASCIMENTO PRIVATO, ASPETTI INCONSUETI DEL COLLEZIONISMO DEGLI ESTE DA DOSSO DOSSI A BRUEGHEL - 12 GIUGNO/1° NOVEMBRE 2010
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L´assessore all´Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d´Aosta, Laurent Viérin, inaugurerà venerdì 11 giugno 2010 alle ore 18.00 al Museo Archeologico Regionale di Aosta la mostra “Rinascimento privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este da Dosso Dossi a Brueghel. Il titolo di questa mostra si rifà a quello del celebre romanzo storico con cui Maria Bellonci vinse lo Strega nel 1986. Non a caso: questa esposizione, curata da Mario Scalini, fa rivivere l´atmosfera culturale che permeò la Corte e la Dinastia dei Principi d´Este tra Ferrara e Modena, alla stregua di quanto Isabella d´Este, che del volume della Bellonci è la protagonista, racconta di sé e della Corte dei Gonzaga. Per Rinascimento Privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este da Dosso Dossi a Brueghel giungerà ad Aosta una sequenza di capolavori dall´Antichità romana fino al pieno Rinascimento, a illustrare per la prima volta al pubblico la ricchezza e la varietà di una delle più antiche raccolte principesche europee, quella di Casa d´Este, appunto. Ricchezza e varietà che, nel caso della dinastia fondata da Leonello, colui che alla metà del Quattrocento fece di Ferrara - capitale del suo Ducato - uno dei principali centri della cultura umanistica, non è solo testimonianza di potenza economica ma segno di precisi interessi e passioni culturali. Le medesime che coinvolsero Isabella, andata sposa a Francesco Ii Gonzaga. Tutte le opere arriveranno dalla Gallerie Estense di Modena. E´ in quella città, infatti, che trovarono corte gli Este dopo che la prima loro capitale, Ferrara, venne "devoluta" allo Stato Pontificio. La mostra, attraverso una sintesi di quanto si è conservato attraverso quattro secoli di vendite e dispersioni, rievoca per il visitatore l´atmosfera di uno studiolo, ambiente riservato all´otium del principe, nel quale erano conservati gli oggetti più rari e preziosi, simbolo delle ambizioni culturali del principe stesso. L´amore per l´Antico che contraddistinse l´umanesimo di Leonello d´Este, la magnificenza di Borso, le passioni antiquarie di Alfonso I e dei cardinali Ippolito I e Ippolito Ii è straordinariamente esemplificato in mostra dal rilievo marmoreo con Bacco e Menadi, dall´enigmatico bassorilievo con lo Zodiaco che racchiude, come un fregio, il divino Phanes generato dall´uovo cosmico, quale simbolo dell´eterno ciclo di morte e rinascita. Fa da pendant il meraviglioso busto rinascimentale che impreziosisce con i suoi marmi mischi uno straordinario Antinoo raffigurato come imperatore. Le ricche raccolte numismatiche sono ben rappresentate dal nucleo di 117 monete d´oro: rari esemplari dal mondo punico fino al Medioevo bizantino, passando attraverso la monetazione più raffinata prodotta dalla Grecia propria, dalle città greche coloniali della Sicilia e della Magna Grecia, fino alle emissioni d´oro di Cesare, di Augusto e dei più celebrati imperatori che resero Roma immortale. E ancora, 500 gemme finora mai presentate al pubblico, costituiscono in mostra il nucleo centrale delle Antichità estensi. Nell´esposizione vengono esaltate le materie prime delle gemme: le varietà di calcedonio, i lapislazzuli, le molteplici corniole, le ametiste, l´eliotropio ed in particolare i granati nelle rare forme del piropo e dell´almandino che riconducono alle vie commerciali che fornirono rocce e minerali resi preziosi dalla loro provenienza esotica, tra cui Cipro e l´Anatolia fino all´Afghanistan e all´isola di Sri Lanka. Un altro aspetto che riguarda le gemme sono le proprietà terapeutiche e addirittura magiche che gli antichi attribuivano alle pietre e alle raffigurazioni. Personificazioni, divinità, simboli e magiche raffigurazioni accomunano le gemme ad altre opere di arte suntuaria, come alla pittura e alla scultura, alle quali vengono accostate in mostra opere significative delle collezioni estensi. L´amore per le gemme che, frutto non solo di collezionismo, ma anche di dono e di scambio tra principi, è ben documentato in mostra dal Ritratto di dama come Verginità di Giovanni Cariani, adorna di questi preziosi ornamenti. Nel percorso di mostra una trentina di altre opere: affreschi, dipinti, bronzi di piccolo formato, trionfi da tavola, una preziosa zuccheriera in lapislazzuli, testimoniano come le raffigurazioni e i simboli propri dell´Antichità confluiscano stupendamente nella cultura rinascimentale di cui si appropria il variegato gusto collezionistico di casa d´Este. Info: Rinascimento Privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este, da Dosso Dossi a Brueghel. Aosta, Museo Archeologico Regionale (Piazza Roncas, 12) dal 12 giugno al primo novembre 2010. Orari: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00. Biglietti: intero euro 5,00; ridotto euro 3.50. Catalogo Silvana Editoriale. Tel. 0165-275902, www.Regione.vda.it . |
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VALLE D’AOSTA PARADISO DELLA FOTOGRAFIA NATURALISTICA
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Fra le novità dell’offerta estiva 2010 i pacchetti vacanze dedicati alla fotografia naturalistica. Un’idea rivolta a tutti ma pensata in particolare per attirare il pubblico più giovane e appassionato di fotografia. La montagna valdostana, con le quattro cime più alte d’Europa e il grande patrimonio naturalistico rappresentato dalle molte aree protette tra cui il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Naturale del Mont Avic. Rappresenta infatti lo scenario ideale per trekking fotografici o corsi di avvicinamento alla fotografia naturalistica. Fra Maggio e Ottobre 2010 i workshop saranno dedicati a diversi temi: l’Estate, il paesaggio “fra rischio ed eccellenza”, l’architettura, il ritratto ambientato, il reportage, l’Autunno. Fra le varie proposte, il 25 e 26 Settembre anche un seminario a cura di Denis Curti, Direttore dell’Agenzia Contrasto di Milano, e Francesco Zanot, critico e storico della fotografia, sull´inserimento della fotografia nei sistemi dell´editoria, dell´advertising e dell´arte. Fra i tutor dei vari stage: Enzo Massa Micon, guardaparco, guida e fotografo naturalista; Roberto Andrighetto, guida naturalistica e fotografo esperto in caccia fotografica e Paolo Castagnini esperto in fotografia digitale e software (Estate e Autunno). Inoltre gli artisti: Andrea Botto (finalista al festival internazionale Photo Espana 2002, con opere alla Galleria Civica di Modena e alla Bibliotheque Nationale de France di Parigi); Maurizio Montagna (con numerose mostre dedicate ai suoi “paesaggi urbani”); Andrea Alborno (ritrattista e photoreporter per numerose riviste italiane); Davide Gariglio (docente di Sociologia Visuale e Usi Sociali della fotografia all’Università di Torino) Informazioni: www.Lovevda.it (pacchetti vacanza - workshop di fotografia) Tel. 0165-236627 Trekking fotonaturalistico: l´Estate - Workshop con Enzo Massa Micon, Roberto Andrighetto e Paolo Castagnini. 2 notti a partire da 200 euro (28-30 Maggio; 7-9 Luglio 2010) Il paesaggio fra rischio ed eccellenza - Workshop con Andrea Botto. 2 notti a partire da 240 euro (21-23 Maggio 2010) Architettura - Workshop con Maurizio Montagna (Artista specializzato in landscape urbani) 2 notti a partire da 240 euro (18-20 Giugno 2010) Paesaggio e fine art - Workshop Creativephotomind a Pila con il fotografo Andrea Alborno 2 notti a partire da 300 euro (18-20 Giugno 2010) Ritratto ambientato - Workshop con Luigi Gariglio. 2 notti a partire da 240 euro (9-11 Luglio 2010) Reportage, paesaggio e architettura - Workshop Creativephotomind a Pré-saint-didier con il fotografo Andrea Alborno. 5 notti a partire da 600 euro (25-29 Agosto 2010) Trekking fotonaturalistico: l´Autunno - Workshop con Enzo Massa Micon, Roberto Andrighetto e Paolo Castagnini. 2 notti a partire da 200 euro (24-26 Settembre 2010 22-24 Ottobre 2010) Progetto fotografico - Workshop con Denis Curti e Francesco Zanot. 1 notte a partire da 240 euro (25-26 Settembre 2010) |
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UDINE (CASTELLO - GALLERIA D´ARTE ANTICA): GIAMBATTISTA TIEPOLO. TRA SCHERZO E CAPRICCIO. DISEGNI E INCISIONI "DI SPIRITOSO E SAPORITISSIMO GUSTO" - 21 MAGGIO / 31 OTTOBRE 2010 |
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A 40 anni dall´ultima loro storica esposizione, i Capricci e gli Scherzi di Giambattista Tiepolo tornano al Castello di Udine. Il corpus completo della magnifica produzione grafica dell´artista veneziano sarà esposto nella Galleria d´Arte Antica del Castello udinese insieme ad una attentissima selezione di suoi disegni, opere direttamente collegate ai temi delle incisioni. Il tutto affiancato dagli oli del Tiepolo e dei tiepoleschi patrimonio delle Gallerie d´Arte udinesi e dai cicli di affreschi che i Tiepolo, Giambattista e Giandomenico, hanno lasciato in città e che valgono ad Udine l´appellativo di "Città di Tiepolo".. "Giambattista Tiepolo tra scherzo e capriccio", curata da Cristina Donazzolo Cristante e Vania Gransinigh, sarà allestita in Castello dal 21 maggio al 31 ottobre. La mostra rientra, ed è anzi una delle proposte di punta, delle "Giornate del Tiepolo 2010", programma ideato e gestito dall´Assessorato alla Cultura del capoluogo friulano, che propone, dal 21 al 30 maggio, itinerari tiepoleschi, concerti di musica barocca, momenti di approfondimento storico e scientifico, tutto intorno appunto al marchio "Udine Città del Tiepolo". "Di spiritoso e saporitissimo gusto" è il giudizio entusiasta che lo Zanetti profferì nell´ammirare per la prima volta, affascinato, le incisioni di Tiepolo. A colpirlo innanzitutto fu l´uso della tecnica dell´acquaforte: le figure sembrano schizzate senza alcuna esitazione, sull´impeto del momento, di getto, si direbbe. Del resto "concepire, disegnare, intagliare non è che un istante per me..", ebbe a chiosare Tiepolo stesso. Ma a colpirlo furono anche i soggetti: scene dove la vita sembra rappresentata in teatro, dove luci e ombre sembrano giocare rincorrendosi, scene popolate da curiosi personaggi : maghi, scheletri, cani irsuti. Dove gli sguardi, valga il caso del ragazzo seduto su un vaso, catturano l´occhio di chi guarda, quasi ad impedirgli di osservare l´insieme della rappresentazione. Visioni che appaiono oniriche, sospese, baluginanti sul nitore del foglio. Sono immagini che segnano, per qualità estetica ed esecutiva, un unicum nella storia dell´arte grafica. Ma ciò che più affascina in questi capolavori non è tanto la pur eccelsa esecuzione tecnica ma ciò che l´artista vi ha rinchiuso, il significato segreto che sottende ai particolarissimi e mai casuali lavori. Il senso pieno di queste immagini ancora sfugge. Di certo nella vi è raffigurato casualmente ed è verosimile che il messaggio finale di questi rettangoli impressi di sapere occulto fosse intelleggibile solo ad una ristretta cerchia di intellettuali, di adepti. Anche in ciò risiede il fascino e la malia di questi "sfuggenti" capolavori. Su ciascuno di essi si sono riempite pagine di interpretazione, senza giungere a certezze di lettura che, evidentemente, l´artista intendeva condividere con pochi. In apparenza si tratta di soggetti semplici, anedottici, divertiti. In realtà si tratta di raffigurazioni a diversi piani di complessità e di interpretazione. Tutti oggi concordano sul fatto che il loro significato vada ricercato nel lato oscuro, misterioso, di quell´età dei Lumi da cui appare caratterizzato il Settecento razionalista a livello internazionale. Messaggi esoterici? Molte chiavi di quei misteri oggi sono andate smarrite e, con esse, la capacità di capire sino in fondo il significato significante di queste opere. Certo è che Tiepolo si dedicò alla loro ideazione con molta cura, com´è dimostrato dai disegni preparatori, e lo fece lungo un lungo arco di tempo. Gli studi riguardanti il corpus incisorio di Giambattista Tiepolo hanno permesso di fissare a trentacinque il numero di pezzi che lo compongono, individuando al suo interno una scansione cronologica che consente di anticipare con certezza l´esecuzione dei Capricci rispetto agli Scherzi di fantasia. Realizzati i primi tra il 1741 e il 1742, portati a termine i secondi in due distinte fasi tra il 1743-1744 e il 1754, essi sono stati oggetto di importanti studi che hanno individuato anche una possibile progressione esecutiva al loro interno. Le stampe, originate da occasioni estemporanee, vennero poi riunite nella serie dei Capricci, dieci dei quali pubblicati per iniziativa di Anton Maria Zanetti di Girolamo nel secondo volume della sua Raccolta di chiaroscuri del 1743, e in quella degli Scherzi di Fantasia, realizzati in tempi diversi e pubblicati in volume unico solo dopo la morte dell´artista. L´intera produzione è presente in mostra. Le curatrici, affiancate dal comitato scientifico composto da Svetlana Alpers, William L. Barcham, Caterina Furlan, Peter O. Krückmann, Giuseppe Pavanello e Catherine Whistler, hanno cercato di proporre, quanto più possibile, "i primi stati" di queste opere, quelli che concretamente nacquero sotto gli occhi esigenti del Gran Maestro. Alle acqueforti si accompagnano appunto i disegni ad esse direttamente collegati. Si tratta di opere che talvolta evidenziano legami palesi con le acqueforti tanto da poterne essere considerate la fase ideativa, più spesso denunciano riferimenti vaghi e superficiali che inducono a ritenerle ulteriori variazioni sul tema. Nell´insieme essi rivelano, comunque, la ricchezza dell´universo creativo tiepolesco e contribuiscono a chiarire i meccanismi complessi che hanno presieduto alla loro origine inventiva. Alle acqueforti e ai disegni verranno affiancate anche alcune lastre originali, le matrici delle incisioni, per chiarire l´intero processo che portò alla loro produzione. Il tutto in un percorso che si presenta come una occasione oggettivamente unica per tentare di avvicinarsi ai segreti tiepoleschi, senza la presunzione di poterli penetrare sino in fondo, ma sapendo di poter contare sull´impagabile emozione di ammirali, lasciandosene affascinare, anzi ammaliare.. Info per la visita alla Mostra: Puntoinforma tel. 0432 414 717 – 8, Puntoinforma@comune.udine.it , www.Udinecultura.it . |
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MILANO: UNO STAMBECCO E UN PICCHIO NELL’ACQUARIO? |
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In occasione della Giornata Europea dei Parchi, lunedì 24 Maggio, saranno due aree protette a scendere in città e ad avvicinarsi al pubblico: in un contesto curioso e in un gioco di contrasti due parchi alpini, il Parco Nazionale Gran Paradiso e il Parco Naturale Mont Avic, si presenteranno all’ Acquario di Milano (Viale Gadio, 2 Milano. Mm2 fermata Lanza). Tra le 16 e le 21 operatori dei due enti, guide, guardaparco, guardie forestali e volontari incontreranno il pubblico per un aperitivo a base di prodotti tipici per presentarsi e raccontare le proposte estive fra escursioni e attività organizzate alla scoperta del patrimonio faunistico e floreale, feste e sagre… In particolare si parlerà del versante valdostano del primo parco nazionale italiano, il Parco Nazionale del Gran Paradiso, che per due quinti si estende anche in territorio piemontese. Infatti il “gemellaggio” Mont Avic/parco del Gran Paradiso vuole cogliere l’opportunità offerta dalla celebrazione europea per valorizzare i percorsi che possono permettere a visitatori di scoprire entrambe le realtà, magari nello stesso weekend. “Un modo per ricordare che le aree protette sono patrimonio di tutti ed è importante imparare a goderne con attenzione e senso di responsabilità” spiega Michele Ottino direttore del Parco nazionale Gran Paradiso “Ogni parco ha una propria storia e una peculiarità. Il nostro è nato nel 1922 per proteggere gli stambecchi, e non solo naturalmente; quello del Mont Avic è più recente ed è finalizzato a tutelare quella “biodiversità” che dovrebbe essere il tema dominante di riflessione proprio del 2010”. Perché dunque non riscoprire le sane escursioni in mezzo alla natura, fra le valli di Cogne, Valsavarenche e Rhêmes (Parco Nazionale Gran Paradiso) magari al seguito delle Guide del Parco- per riuscire con loro ad osservare lo stambecco, le marmotte, i camosci o le aquile reali da uno degli oltre 50 casotti dei guardaparco che costituiscono la costituiscono la base operativa dell’Ente Parco o dei 37 rifugi alpini presenti nell’area protetta. E poi cambiare totalmente paesaggio e scoprire le alte valli di Champdepraz e Champorcher e gli oltre 30 laghi alpini (tra cui il Gran Lac e il Lago Miserin, due fra i più estesi bacini naturali valdostani), le numerose torbiere e una faggeta popolata da picchi e rapaci? Il Parco Naturale Mont Avic è infatti caratterizzata da paesaggi vegetali insoliti fra i quali spicca la più vasta foresta di pino uncinato presente in Valle d´Aosta; una conifera ben poco diffusa sulle Alpi italiane. Il Mont Avic prevede passeggiate “assistite” da speciali palmari con tecnologia Rfid (Radio Frequency Identification), un sistema che durante il percorso riconosce alcuni siti di interesse e si attiva automaticamente fornendo spiegazioni, immagini o filmati. Nel parco sono percorribili ben 33 itinerari escursionistici. Parco Nazionale del Gran Paradiso www.Pngp.it 011-8606211, Segreteria turistica del Parco 0124-901070. Parco Naturale Mont Avic www.Montavic.it 0125-960643, Centro Visitatori del Parco Champdepraz, loc. Covarey 0125-960668. Il 24 maggio, come ogni anno, si svolge la Giornata Europea dei Parchi, una data molto importante perché ricorda un momento di svolta per il nostro continente: l´istituzione in quel giorno, nel 1909, del primo "sistema dei parchi" in un paese europeo, la Svezia. Il valore simbolico di questo evento viene celebrato ogni anno in tutta Europa con eventi e attività legati a un tema. Essendo il 2010 l’anno dedicato alla Biodiversità, il tema sarà proprio il rapporto tra uomo e Biodiversità, gli spazi dell’uomo in mezzo alla natura. Saranno dieci giorni all´insegna delle più varie iniziative che avranno come protagonista il sistema delle aree protette. Durante questo periodo si organizzeranno attività sportive, manifestazioni, seminari, convegni e tanti altri appuntamenti che permetteranno di puntare i riflettori sui nostri parchi e riserve. La Convenzione per la diversità biologica (Cbd) è un protocollo approvato nel dicembre del 1993 per la difesa e la salvaguardia della Terra e di tutte le sue specie: nell´aprile del 2002 i governi sottoscriventi si sono posti l´importante obiettivo di raggiungere entro il 2010 una significativa riduzione della perdita di biodiversità a livello globale, nazionale e regionale. Anche l´Onu ha inserito questo obiettivo tra i Millennium Development Goals, una lista di sette mete fondamentali per lo sviluppo e la salvaguardia della Terra: i punti principali riguardano la protezione dei mari, della fauna a rischio d´estinzione e della flora distrutta dalla deforestazione. La Cbd ha anche istituito una pubblicazione ufficiale d´informazione, il Global Biodiversity Outlook: il terzo volume uscirà nel 2010, proclamato Anno Internazionale della Biodiversità. Le molte organizzazioni coinvolte si riferiscono a questo evento con la sigla ´2010 Target´, sottolineando la volontà di ottenere risultati concreti entro questa data. Allo scopo di misurare gli effettivi miglioramenti, la European Environment Agency ha ideato il Sebi: si tratta di un indicatore calcolato su parametri predeterminati e scientifici, che riassume la situazione per ogni nazione in merito alla biodiversità. Le associazioni stanno lavorando giorno per giorno per raccogliere informazioni, organizzare manifestazioni, eventi e summit, sperando che la buona volontà sia corrisposta da risultati concreti |
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CANTÙ (VILLA CALVI, VIA ROMA 8): MOSTRA GAULI E IL TEMPO DI “CORRENTE” - 15 MAGGIO/4 LUGLIO 2010 |
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Villa Calvi, già sede dell’Amministrazione comunale, sta assumendo una collocazione sempre più significativa nell’ambito della promozione culturale della Città di Cantù e si prepara ad ospitare una mostra di rilevante valore storico-artistico. Nelle sue sale verrà presentata infatti, a partire dal 15 maggio la mostra Gauli e il tempo di “Corrente” che intende celebrare l’opera di Piero Gauli, artista nato a Milano nel 1916 e tuttora attivo tra Milano e Verna, piccolo paese comasco sul confine svizzero. “L’attenzione - sottolinea Tiziana Sala, Sindaco e Assessore per la cultura - sarà concentrata sulla sua produzione degli anni 1936-1946, anni in cui partecipò al movimento artistico letterario sorto a Milano attorno alla Rivista “Corrente”, fondata nel 1938 da Ernesto Treccani, movimento che, con grande coraggio, propose una forma d’arte decisamente alternativa. L’espressione artistica di Corrente rappresentò infatti la cartina di tornasole della tensione che permeava quell’epoca, caratterizzata da un clima allucinato e da un’atmosfera cupa. Questa, come le altre mostre che abbiamo presentato in Villa Calvi, permettono di mettere in luce il lavoro di artisti che non si sono mai abbandonati alle lusinghe di un mercato facile e superficiale, ma hanno lavorato con lucidità esemplare, coerenti nella ricerca e aperti alle sollecitazione della società del loro tempo”.Coerenza e affrontare con lucidità di pensiero”. Del gruppo di artisti di Corrente, che comprendeva Arnaldo Badodi, Renato Birolli, Luigi Broggini, Bruno Cassinari, Sandro Cherchi, Piero Gauli, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Giovanni Paganin, Aligi Sassu, Italo Valenti ed Emilio Vedova, Gauli è l’unica, grande personalità ancora vivente. Il periodo trascorso dal maestro in Corrente è sicuramente quello più significativo ed importante perché lo mette a stretto contatto con quegli importanti artisti. Dal 1938 al 1945 egli vive a Milano una intensa esperienza creativa, realizzando una serie di opere di grande forza coloristica, le cui radici sono da riferirsi all’espressionismo tedesco, anticipatrice di tanta pittura dei decenni successivi. “per Gauli - scrive Elena Pontiggia, curatrice della mostra, nell’introduzione al catalogo - il colore è sempre stato il fondamento della pittura. Ne è un sintomo il suo uso ricorrente, nei primi anni Quaranta, dell’acquerello, cioè di una tecnica affidata prevalentemente all’effusività dei timbri e dei toni: un uso, quello di Gauli, radicalmente innovativo, per libertà e autonomia dello spazio-colore, nel panorama dell’epoca.” E, affrontandone contemporaneamente temi e poetica, aggiunge: “ci si può chiedere come l’artista, con la sua formazione di progettista e di ingegnere, con le sue ascendenze lombarde e comacine, non abbia atteso alla dimensione architettonica della pittura se non per incrinarla. Nella sua ricerca si assiste infatti a un voluto allentamento della sintassi compositiva, che viene aggredita, se non distrutta, dal dinamismo dei segni. Il ronzio della vita giunge anzi, nelle ultime opere, a incrinare il tessuto stesso dell’immagine, e a trasformarla in uno sfolgorio di scintille, più che in una figura. Con questa pittura di aspra tensione cromatica, dunque, Gauli crea, negli anni di “Corrente”, il suo mondo espressivo: un mondo cupo, sinistro, consapevolmente e potentemente sgradevole. L’esistenza vi appare in tutta la sua smorfia, segnata da presenze malefiche che aleggiano intorno alle figure e alle cose.” La presentazione delle opere di Gauli si completa con un confronto ravvicinato con i dipinti di alcuni dei suoi compagni di viaggio dentro il movimento di Corrente, appositamente selezionati per dare l’idea dell’atmosfera che questo gruppo di artisti andò sviluppando in quegli anni: sono quindi opportunamente rappresentati in mostra Treccani, Cassinari, Fontana, Guttuso, Migneco, Morlotti, Sassu, Tomea e Valenti. La rassegna, che si inaugura sabato 15 maggio alle ore 18.00, resterà aperta fino al 4 luglio tutti i giorni dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica anche al mattino dalle 10.30 alle 12.30. Nota biografica Piero Gauli è nato a Milano il 6 giugno 1916. Vive e lavora, spartendo i vari periodi dell’anno, tra Milano e Verna (Como). Inizia gli studi d’ingegneria presso l’Università di Padova, passa quindi all’Istituto Superiore di Architettura di Venezia. Dal 1937 progetta ed esegue scene per teatri sperimentali universitari: Le pièces vanno da Pirandello a Corrado Pavolini, da Pergolesi a Plauto, dai Noo giapponesi ad Andreev, quindi nel 1941 per il gruppo Palcoscenico di Milano la scena dell’ “Ultima stazione di Joppolo” con la regia di Paolo Grassi. Del 1938 è l’esordio ufficiale come pittore alla Mostra universitaria triveneta. Nel 1939 ottiene il premio per il “Bianco e Nero” che vince ancora nel 1940. In quell’anno si trasferisce a Milano, entra a far parte del gruppo di “Corrente” ed espone nel 1941 nella collettiva finale del movimento con Badodi, Birolli, Broggini, Cassinari, Cherchi, Fontana, Lanaro, Migneco, Paganin, Sassu e Valenti. Dopo la guerra, che lo porta tra l’altro al fronte russo come ufficiale del Iii Reggimento Artiglieria Alpina Julia, si dedica alla ceramica d’arte monotipica e lavora, dal 1948, ad Acquasparta in Umbria, poi a Roma producendo un migliaio di opere e decorazioni varie, partecipando alle rassegne nazionali di Faenza, Gubbio, Terni, Messina, Vicenza, Pesaro, occupandosi anche di architettura d’interni e progettando arredi. Frattanto nel 1947 allestisce a Milano, alla Galleria del Naviglio, la sua prima mostra personale. Ne seguiranno molte altre a Milano e in Italia (a tutt’oggi 140). Partecipa inoltre a numerose collettive a carattere nazionale e internazionale alla Xxvi Biennale d’Arte di Venezia, nel 1948; alla V e Vi Quadriennale romana nel 1948 e 1952; alla Mostra d’Arte Italiana al Centre d’Art Italienne di Parigi nel 1959; alla “Mostra del rinnovamento dell’arte in Italia dal 1930 al 1946”, a Ferrara, nel 1960; alla mostra “32 pittori italiani” a Monaco di Baviera nel 1964, alla mostra “Generazione degli anni 10” a Rieti, nel 1982, alla mostra “Corrente” a Milano, Palazzo Reale, nel 1985 |
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A CLES PER SCOPRIRE LA SCIENZA |
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Albert Einstein prende casa ... A Cles. Ovviamente in senso figurato, visto che a sbarcare nel capoluogo della Valle di Non è la genialità dello scienziato tedesco. Questo è reso possibile dalla mostra «I giochi di Einstein», allestita dal Museo Tridentino di Scienze Naturali nel 2005 e che ora sbarca nella valle delle mele dopo un tour che ha toccato diverse città italiane ed europee. Il palcoscenico, fino al prossimo 13 giugno, è il Palazzo Assessorile dove ci viene proposto un appuntamento culturale di primissimo piano collegato alla recente apertura di Castel Thun, gioiello architettonico e museale di tutto il Trentino. Grazie a questa mostra si può compiere un viaggio alla scoperta della fisica e della scienza, guidati dall´illuminata mente di Einstein, filo rosso che conduce il visitatore alla scoperta di una serie di postazioni interattive con le quali grandi e piccini possono interagire. Lanciata cinque anni fa, sia in italiano sia in inglese, in occasione dell´Anno internazionale della fisica questa esposizione ha ottenuto subito un successo enorme, tanto da attirare nelle sale dell´ente museale di via Calepina a Trento oltre 65 mila visitatori. Tutti attirati da questi divertenti esperimenti per conoscere meglio la fisica classica e moderna. Installazioni, giochi ed una serie di simpatiche attività possono così spiegare a tutti quei segreti della scienza che spesso non riusciamo nemmeno a notare. Si comincia con la stanza dei giochi, proseguendo quindi con una serie di interattività dedicate ai principi base della fisica, esperimenti dedicati alla luce, alle forze elettromagnetiche, alla gravità e alle grandi scoperte rivoluzionare di Einstein, come lo spazio tempo e le particolari proprietà della luce. Il percorso si apre con una sezione dedicata all’infanzia dello scienziato tedesco, all’interno della quale si esplorano i concetti della meccanica e dell’elettromagnetismo, soffermandosi quindi sui temi di fisica delle onde e dell’ottica. Da lì si prosegue sino ad arrivare ai moti di Brown, ad atomi e molecole, alla fisica quantistica e alla relatività ristretta e generale. Il tutto, però, affrontato sempre in modo spiritoso e giocoso. A testimonianza del grande successo che questa mostra ebbe già un lustro fa è quindi giunto il tour che in questi anni ha visto il mondo di Einstein proposti anche a Bologna, Pavia, Aosta e Genova, prima di varcare i confini nazionali per approdare nella città polacca di Varsavia. Ed ora il ritorno in Trentino, l´arrivo a Cles per creare insieme a Castel Thun un´interessante polo scientifico e culturale ancora per diverse settimane a disposizione dei visitatori. Info: www.Mtsn.tn.it. |
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AOSTA (CENTRO SAINT-BÉNIN): ENTRE GLACE ET NEIGE PROCESSI ED ENERGIE DELLA NATURA - 15 MAGGIO / 26 OTTOBRE 2010 |
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L’assessore all’Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta, Laurent Viérin, inaugura oggi, venerdì 14 maggio 2010, alle ore 18.00, presso il Centro Saint-bénin di Aosta, l’esposizione Entre glace et neige. Processi ed energie della natura. La mostra, curata da Laura Cherubini e Glorianda Cipolla, intende indagare la relazione tra arte e natura, concentrandosi sugli elementi della neve e del ghiaccio, emblemi dei processi naturali di trasformazione della materia. La Valle d´Aosta è infatti il luogo esemplare in cui assistere alla dialettica processuale tra acqua, neve e ghiaccio, da un punto di vista estetico, scientifico ed ecologico. Entre glace et neige presenta le opere di circa 30 artisti italiani e stranieri che, attraverso tecniche e mezzi espressivi diversi, dalla pittura alla fotografia al video e dalla scultura all´installazione, si sono confrontati con quei fenomeni naturali che rappresentano gli stati solidi dell´acqua. Artisti storicizzati come Pier Paolo Calzolari, Anish Kapoor, Mario Merz, Salvatore Scarpitta, Hamish Fulton, Lawrence Carroll e Salvo sono affiancati da artisti più giovani come Anthony Goicolea, Elisa Sighicelli, Massimo Bartolini, Hans Op de Beeck, Christian Frosi, Lucy+jorge Orta e Loris Cecchini per esplorare le modalità con cui l´arte riflette sulle energie della natura, nel duplice aspetto di universo pericoloso ora in pericolo. Nella sua rappresentazione della neve, Salvo fa riferimento all’Impressionismo, grande momento di analisi pittorica della neve. Jana Sterbak appronta impraticabili sedie di ghiaccio in Dissolution e nel video Février riprende una pista di pattinaggio a Montreal, citando Brueghel. Anthony Goicolea realizza foto di crepacci e nevi dove permangono misteriose tracce umane. Donato Piccolo ricrea una bufera di neve sotto vetro. Pier Paolo Calzolari mette in posa una raggelata natura morta morandiana. Giuliana Cunéaz espone una fotografia ispirata all’enigma leggendario delle fate. Vera Lutter ritrae la neve nella natura urbana del Central Park di New York, Olivo Barbieri un colorato colosseo cinese di ghiaccio, Hiroyuki Masuyama il Monte Bianco in visione panoramica. Luca Artioli e Stefano Nicolini presentano entrambi fotografie di ghiacci che rasentano l’astrazione. Nel video Campo Sportivo Sabrina Mezzaqui contempla una fitta e silenziosa nevicata. Lucy+jorge Orta aprono una finestra sui ghiacciai. Loris Cecchini immagina un iceberg abitato e fluttuante, alla deriva. Christian Frosi ci restituisce la notizia di una massiccia nevicata di venticinque anni fa. Chris Drury filma la vita di un iceberg e propone l’elettrocardiogramma di un ghiacciaio. Hamish Fulton documenta due camminate in quota. Anish Kapoor celebra il sole e la luna con una montagna in marmo bianco. Walter Niedermayr ci consegna il grande vuoto della montagna, costellato di piccole figure. La neve astratta di Pat Steir. La rugiada monocroma di Massimo Bartolini. Lo sgargiante giardino d’inverno di Marc Quinn. Il paesaggio artificiale di Hans Op de Beeck. Le tracce sulla neve di Armin Linke e i segni geometrici di David Tremlett. Elisa Sighicelli illumina i ghiacci dell’Islanda, Olafur Eliasson ne fotografa il paesaggio sterminato e Roni Horn realizza in quello stesso nord le immagini bifronti in mostra (Doubt by Water). Lo scarpone ghiacciato di Lawrence Carroll ci parla di viaggi e fatiche. Il libro di Chicco Margaroli ci consegna la linfa generatrice della montagna. La slitta di Salvatore Scarpitta è un oggetto mobile, come le auto con cui per anni ha gareggiato. L’igloo di Mario Merz celebra con la pietra l’energia della vita. Durante l’inaugurazione della mostra è riproposta la storica performance L’espressionista di Fabio Mauri (1982): un ragazzo vestito da sciatore d’epoca si muove tra il pubblico con gli sci ai piedi. Artisti in mostra: Luca Artioli, Olivo Barbieri, Massimo Bartolini, Pier Paolo Calzolari, Lawrence Carroll, Loris Cecchini, Giuliana Cunéaz, Chris Drury, Olafur Eliasson, Christian Frosi, Hamish Fulton, Anthony Goicolea, Roni Horn, Anish Kapoor, Armin Linke, Vera Lutter, Chicco Margaroli, Hiroyuki Masuyama, Fabio Mauri, Mario Merz, Sabrina Mezzaqui, Stefano Nicolini, Walter Niedermayr, Hans Op de Beeck, Lucy+jorge Orta, Donato Piccolo, Marc Quinn, Salvo, Salvatore Scarpitta, Elisa Sighicelli, Pat Steir, Jana Sterbak, David Tremlett. La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue italiano-francese, edito da Musumeci. Biglietti: € 3,00 intero, € 2,00 ridotto, riduzione 50% soci Tci, gratuito per i minori di 18 anni e per i maggiori di 65. Per ulteriori informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Servizio attività espositive: tel. 0165.274401 E-mail: u-mostre@regione.Vda.it Centro Saint-bénin: tel. 0165.272687 Internet: www.Regione.vda.it. |
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ALLA BORSA REGIONALE DELL´EDUCAZIONE AMBIENTALE E DEL TURISMO DELLE MARCHE TUTTE LE OPPORTUNITA` PER SCOPRIRE LA NATURA DIVERTENDOSI. |
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Una preziosa giornata di confronto e scambio per trovare tutte le opportunita` di scoprire la natura divertendosi. E´ quanto si propone di essere la seconda edizione della Breat ´ Borsa regionale dell´educazione ambientale e turismo, in programma il 14 maggio a Villa Colle Sereno di Montemarciano, sede del Centro regionale Infea. Per l´assessore regionale all´Ambiente, Sandro Donati, l´appuntamento rappresenta ´un importante momento di incontro tra la domanda di fruizione sociale, culturale e scientifica organizzata dagli operatori del settore e l``offerta nel campo dell``educazione ambientale e del turismo naturalistico presentata dai Centri di Educazione Ambientale delle rete regionale accreditata e da altri nuovi soggetti emergenti, quali ad esempio le fattorie didattiche´. Gli insegnanti delle scuole, le guide ambientali escursionistiche, le associazioni sociali, culturali, ambientaliste, sportive, scoutistiche, le associazioni di volontariato, i centri sociali territoriali, i centri di aggregazione giovanile, gli informagiovani, le universita` delle tre eta`, le organizzazioni del tempo libero, le pro loco e tutti gli operatori turistici, potranno venire a contatto con le proposte di turismo verde dei Cea (Centri di Educazione Ambientale accreditati presso il sistema Infea della Regione Marche), delle fattorie didattiche e delle ludoteche del riu`. La giornata si aprira` alle ore 9.30 con un seminario rivolto agli insegnanti per fare il punto sull´educazione ambientale nelle scuole. Alle 11.30, incontro tra i Cea e le scuole. Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 19.00 apertura degli stand espostivi dei Cea e di alcune fattorie didattiche. |
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PROVINCIA DI BOLZANO: GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MUSEI: EVENTI E PORTE APERTE (16 MAGGIO) |
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Visite guidate, concerti, giochi e gastronomia: per bambini ed adulti, l’occasione per scoprire i tesori custoditi da 44 musei e collezioni della provincia. In quasi tutti domenica 16 maggio l’ingresso è gratuito. Obiettivo della Giornata Internazionale dei Musei è di sottolineare il significato culturale e sociale di queste istituzioni, facendole conoscere ad un ampio pubblico. Promossa dal Consiglio internazionale dei musei (Icom), la manifestazione ha portata mondiale e si tiene per il sesto anno consecutivo anche in Alto Adige. All’insegna del motto “Musei per l’armonia sociale”, domenica 16 maggio 2010 terranno aperte le loro porte, quasi tutti gratis, offrendo un programma speciale ben 44 musei e collezioni altoatesini. “Spero che la Giornata internazionale dei musei 2010 diventi una giornata per le famiglie, dove famiglie con bambini e persone di tutte le età possono trascorrere una domenica nei nostri musei”, ha commentato l’assessora ai Musei Sabina Kasslatter Mur. Le iniziative preparate per la Giornata internazionale dei musei del 16 maggio sono tante. Molti musei offrono visite guidate alla scoperta delle attuali mostre temporanee o delle collezioni permanenti. Ma non solo: ci sono anche giochi ed intrattenimento pensati apposta per i bambini, come quiz preistorici, avventurosi viaggi nelle gallerie minerarie e laboratori per disegnare o inventare. Alcuni musei hanno pensato anche al palato, con assaggi di specialità gastronomiche. Non mancano i concerti e l’accompagnamento musicale, spesso allestiti in suggestivi scenari. L’ideale per incontrare la varietà culturale della nostra terra insieme alla famiglia o agli amici, gustando la dimensione sociale dei musei. Come sottolinea l’assessora Kasslatter Mur, infatti, i musei non sono solo luoghi di testimonianze culturali che rafforzano i rapporti con il nostro passato. Essi sono sempre più percepiti come luoghi d´incontro che offrono a uomini e donne di ogni età e di differente estrazione la possibilità di conoscere meglio gli altri e sé stessi e di entrare in contatto con un´ampia molteplicità culturale. Tutte le informazioni ed il programma dettagliato si trovano nell’opuscolo “Giornata Internazionale dei Musei”, reperibile nelle strutture pubbliche della provincia, o in internet all’indirizzo www.Giornatadeimusei.info . |
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BOLOGNA (FIERA): ROBERTO FABBRI IN CONCERTO IL 15 MAGGIO |
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Sabato 15 maggio il chitarrista e compositore romano Roberto Fabbri sarà protagonista sul palco del “Music Italy Show” sul palco della fiera di Bologna, dove presenterà il suo nuovo disco “Beyond” (Egea Music) che si compone di 20 brani: 14 inediti con musiche composte ed eseguite per chitarra classica e 6 composizioni di Giovanni Allevi che Roberto Fabbri ha trascritto ed eseguito sempre per chitarra classica. In occasione del concerto, che si terrà alle ore 15.00 sul palco centrale, Fabbri riceverà dalla casa editrice Carisch un premio per il raggiungimento delle 100.000 copie vendute dei suoi libri da quando nel 2000 è iniziata la collaborazione con la casa editrice che pubblica e distribuisce anche gli spartiti delle musiche contenute nel disco. “Beyond” è stato registrato con la splendida chitarra Ramirez 125° Anniversario, uno strumento dalle sonorità straordinarie costruito appositamente per Roberto Fabbri dall’Atelier Ramirez di cui è testimonial. La più autorevole rivista di settore americana “Soundboard” ha scritto di Roberto Fabbri: “Egli è fiammeggiante e tecnicamente sorprendente, sicuramente un piacere per il pubblico. Le sue composizioni variano da quelle spudoratamente belle fino a quelle estremamente esuberanti ed infuocate, spesso con una sensibilità pop”. Aprono il disco 14 brani scritti da Roberto Fabbri, composizioni caratterizzate da accattivanti melodie e dal suono delicato, sensuale, ma anche impetuoso della chitarra classica, che hanno la capacità di trasportare chi ascolta in un coinvolgente viaggio “sensoriale” nell´universo musicale del musicista (“Beyond”, “La passeggiata”, “Broken Lives”, “Il gioco degli amanti”, “Croce del sud”, “Ballade”, “Atocha”, “Preludio”, “Canzone”, “South Beach”, “Soledoso”, “Notte a Belgrado”, “Hammam”, “Dance for Dale”). Chiudono il disco 6 brani del pianista e compositore Giovanni Allevi, riarrangiati da Fabbri per chitarra classica (“Il bacio”, “Aria”, “Panic”, “Come sei veramente”, “Go With The Flow”, “Downtown”). Roberto Fabbri è nato a Roma nel 1964. Concertista, compositore, autore e didatta, ha studiato chitarra presso il Conservatorio di Musica "S. Cecilia" di Roma. Alla carriera concertistica ha da sempre affiancato una notevole attività editoriale, collaborando con numerose case editrici (Anthropos, Berben, Playgame, Emr, Warner Bros, Carisch). Le sue oltre 30 pubblicazioni per chitarra sono tradotte in cinque lingue, compreso il cinese, e distribuite in tutto il mondo dalla prestigiosa casa editrice italiana Carisch. Tiene regolarmente concerti e masterclasses, insieme a prestigiosi nomi del panorama chitarristico internazionale, nei più importanti festival chitarristici e nelle più prestigiose sale d´Europa, Stati Uniti, Sud America, Russia ed Asia |
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WRITING: A NOVA GORICA IL MEETING FRIULANO DEI GIOVANI CREATIVI URBANI SI PRESENTERÀ SABATO 15 MAGGIO MACROSS, L´ASSOCIAZIONE PER LA CREATIVITÀ URBANA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA NELL´AMBITO DI “DO THE WRITING!”, FORMAT PROMOSSO DAL MINISTRO DELLA GIOVENTÙ |
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Sabato 15 maggio, alle 19.00, presso la galleria d’arte “Tir” del “Centro Culturale Mostovna”, di Nova Gorica sarà presentato "Do the Writing! L´associazionismo per la Creatività Urbana in Friuli Venezia Giulia", evento ideato da Inward, a cura dell’Associazione per la Creatività Urbana Macross e prodotto nell´ambito del progetto “Tag – passaggi d’arte in contemporanea”, promosso dalla Provincia di Gorizia. L´appuntamento friulano, accolto all’interno della conferenza/esposizione di “Circus Night”, è già l´ottava tappa del format nazionale itinerante creato da Inward e partito da Napoli il 31 maggio 2009 a favore delle Acu della Campania, proseguito a Cesena il 18 luglio con l´intesa tra le Acu dell´Emilia Romagna, a Pontedera il 19 settembre con le Acu della Toscana, il 31 ottobre a Nichelino con il tavolo delle Acu gemellate del Piemonte, il 3 gennaio 2010 a Lecce con l´intesa tra le Acu della Puglia, il 4 gennaio 2010 a Savona per la Liguria ed il 25 febbraio a Padova con la firma tra l’Acu locale e quella vicentina per il Veneto. Tra le prossime tappe, non ancora in calendario, quelle di Lazio, Lombardia, Abruzzo, mentre il mese prossimo sarà realizzato "Do The Writing!" Sicilia. Do the Writing!, espressione il cui senso è stato sostenuto dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni sin dalla presentazione del format mediante un caloroso saluto a tutte le Acu d´Italia, invita sì a fare writing ma, per via del rimando a “Do the right thing”, suggerisce di fare la cosa giusta, in maniera responsabile e rispettosa. Per diretta voce delle stesse Acu italiane, infatti, sensibilizza alla distinzione tra vandalismo in città e creatività urbana. L’incontro friulano si articola in situazioni espositive e momenti di dibattito incentrati sulle arti visive e sulle culture giovanili transfrontaliere. L’evento mette inoltre in mostra alcuni progetti di grande rilevanza, a cominciare da “Scimmie in Gabbia On the road”, il festival organizzato dall’Associazione “Scimmie Bisiache” che, nel 2009, ha attraversato Italia, Austria e Slovenia. Per l’occasione verrà presentato il “diario di viaggio”, pubblicazione con più di 100 scatti che immortalano i momenti più significativi di questo itinerario artistico. Successivamente saranno proiettate le foto della prima tappa della tournée “Euromonkeys 2010”, la “missione” artistica appena conclusa, organizzata da Macross ed ambientata a Barcellona. La sala espositiva accoglierà una mostra fotografica e la proiezione del video del progetto “Attorés – vent’anni dalla caduta del muro di Berlino”: un viaggio di giovani goriziani che, risalendo l’antica cortina di ferro, arrivano a Berlino, città simbolo della divisione e dell’unione dell’Europa. Il pubblico avrà anche modo di apprezzare il risultato della rassegna di video arte “So Fresh!”, chiusa nel 2009 e proseguita nel 2010 con diverse proiezioni tra Italia, Slovenia e Croazia. Seguirà il dibattito sulla creatività urbana a cura di Luca Borriello, studioso e saggista sui temi della comunicazione visiva, delle forme alfabetiche, della creatività urbana, nonché direttore di Inward, osservatorio sulla creatività urbana. Non è un caso che l’evento si svolga a Nova Gorica, ovvero in Slovenia; Macross, come diverse altre associazioni giovanili, guardano in modo nuovo e diverso ai confini che dividono gli stati, rispecchiando la rete di collaborazioni che oramai va sviluppandosi da anni tra i giovani dei due Paesi. In chiusura, l´Acu Macross firmerà la manifestazione di interesse per la futura partecipazione al Tavolo tecnico annunciato dal Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, per rappresentare al Governo nazionale, orientandovi correttamente l´opinione pubblica, l´esistenza di Associazioni per la Creatività Urbana in tutta Italia, in questo caso la scena friulana. “L´associazione Macross progetta e realizza opere di arte pubblica, organizza e coordina eventi, cura attività a scopo sociale, formativo e propedeutico – afferma Mattia Campo Dall´orto, referente dell´Acu Macross – Gli interventi perseguono finalità culturali, promuovendo la sensibilità artistica tra i giovani, avvicinando il pubblico alle nuove forme di espressione e sviluppando la rete creativa underground. In Friuli Venezia-giulia, Macross rappresenta una realtà di frontiera, caratterizzata da un continuo scambio artistico, culturale e linguistico. Collaborazioni e contatti internazionali, soprattutto in ambito Mitteleuropeo, rispecchiano la propensione a creare rapporti transfrontalieri solidi e produttivi. La volontà di svincolarsi dalle rigide concezioni di "confine" mira a sviluppare gli aspetti più relazionali delle nuove arti urbane, superando progressivamente ideologie di divisione e contrapposizione”. |
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