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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 05 Luglio 2011 |
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VERSO L´AGENDA STRATEGICA PER L´INNOVAZIONE DELL´UNIONE EUROPEA |
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Roma, 5 luglio 2011 - La Rappresentanza in Italia della Commissione europea annuncia il dibattito: Verso l´agenda strategica per l´innovazione dell´Unione europea. L´evento avrà luogo lunedì 11 luglio 2011 alle ore 10.30, presso la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, in via Iv Novembre 149 a Roma. Il 15 giugno l´Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Eit) ha presentato alla Commissione europea la sua proposta per la nuova Agenda strategica per l´innovazione. Il documento identifica le iniziative chiave da attuare tra il 2014 e il 2020 per promuovere l’imprenditorialità e l’innovazione in Europa. L´agenda definisce anche le priorità principali dell´Istituto fino al 2020, in particolare per quanto riguarda la sua missione, i suoi obiettivi, le modalità di finanziamento e i temi che l´Istituto affronterà in futuro. L´agenda prefigura un nuovo modello di interazione tra ricerca, imprese e istruzione superiore – il triangolo della conoscenza – per migliorare il tasso di innovazione attraverso una gestione imprenditoriale ed un migliore coordinamento delle capacità locali. Si tracciano inoltre anche i temi portanti delle prossime comunità della conoscenza e dell´innovazione (Kic), che dovranno comprendere: la salute, l´apprendimento, i settori alimentare e manifatturiero, la sicurezza e la mobilità. La sperimentazione e il consolidamento di questi nuovi indirizzi possono presentare una grande opportunità per l´Italia, che ha partecipato alla costruzione dell’Eit fin dalle sue fasi iniziali, e possono guidare le politiche industriali e gli orientamenti della ricerca e dell’innovazione. La sperimentazione di nuovi modelli per l’innovazione di prodotto e di servizio risulta tanto più importante in un momento di crisi e di radicale trasformazione del sistema produttivo e sociale italiano nel quadro della strategia Europa 2020 per una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva. Programma Lunedì 11 luglio, ore 10.30 – 13.00 Sala Natali, Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Via Iv Novembre 149, Roma. Introduce: Elisabetta Olivi, Responsabile Settore Politico, Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Relazione di: Giovanni Colombo, membro del Consiglio Direttivo dell´Istituto europeo di innovazione e tecnologia e Direttore Istituto Superiore Mario Boella. Intervengono: Mario Ali´, Direttore Generale per l´internazionalizzazione della ricerca, Ministero dell´Istruzione, dell´Università e della Ricerca; Luciano Maiani *, Presidente Consiglio Nazionale delle Ricerche; Marco Mancini, Presidente Conferenza dei Rettori delle Università Italiane; Luigi Perissich, Direttore Generale Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. Conclude: Gudrun Maass, Direzione Generale Educazione e Cultura, Commissione europea. Registrazioni E Informazioni: Registrarsi entro giovedì 7 luglio inviando una mail a Elena Montani, elena.Montani@ec.europa.eu - 06.69999215 |
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C´È MANCATO POCO PER LA MISSIONE CLUSTER CON QUATTRO SATELLITI DELL´AGENZIA SPAZIALE EUROPEA |
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Bruxelles, 5 luglio 2011 - Una missione cluster con quattro satelliti che aveva quasi fatto una brutta fine a seguito di un contrattempo tecnico, è stata ora ripresa e messa sulla strada giusta grazie a quella che nel gergo dello spazio viene definita una procedura non standard o "dirty hack" dell´Agenzia spaziale europea (Esa). I quattro satelliti, che erano stati lanciati nel 2000 da un razzo vettore Soyuz-fregat dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan e che da allora orbitano attorno alla Terra in una formazione controllata, avevano smesso di rispondere ai comandi da una missione di controllo in marzo. I satelliti, che lavorano assieme e pesano ciascuno 550 kg, hanno a bordo apparecchiature identiche per esaminare l´ambiente spaziale della Terra e le sue interazioni con il vento solare, ovvero con il flusso di particelle cariche che esce in grande quantità dal Sole. Il veicolo spaziale Cluster assomiglia a una gigantesca costruzione fatta con i "Lego", messa insieme con migliaia di singoli pezzi. Ogni veicolo ha la forma di un disco gigantesco alto 1,3 m e largo 2,9 m, con un cilindro al centro. Tra gli 11 strumenti di ciascun satellite, cinque sono dedicati al Wec (Wave Experiment Consortium ), che compie importanti misurazioni dei campi elettrici e magnetici. Tutti e quattro i sensori devono lavorare assieme in osservazioni ben coordinate e la perdita anche di uno solo di essi potrebbe mettere in grave crisi l´unicità del lavoro di squadra dei quattro satelliti della missione. Quindi, quando il 5 marzo si è verificato un problema con il pacchetto Wec sul satellite Samba numero 3 del Cluster che non si è attivato, degli ansiosi controllori di volo al Centro per le operazioni spaziali del´Esa a Darmstadt in Germania si sono messi al lavoro e hanno attivato una serie di procedure standard di recupero. Tuttavia, nessuna di queste misure ha avuto successo. A peggiorare la situazione vi era anche l´impossibilità di recuperare dagli strumenti informazioni sullo stato. "Senza i dati sullo stato e nessuna risposta dallo strumento abbiamo sospettato che i cinque interruttori si fossero bloccati o che avessero subito un corto circuito, uno dei più pericolosi guasti che possono avvenire su un satellite," dice Jürgen Volpp dell´Esa, a capo delle operazioni Cluster. Il team Esa, composto da coloro che avevano costruito i satelliti e da scienziati e costruttori del Wec, ha quindi passato alcune settimane tentando di arrivare con un lavoro minuzioso alla radice del problema. La risposta che avevano cercato si è alla fine presentata grazie a uno strumento inatteso, un software che era a bordo e che era rimasto inattivo da dopo il lancio avvenuto oltre 10 anni fa. Ora il team era in grado di dedurre che il problema non era dovuto a un corto circuito come avevano inizialmente sospettato ma a cinque interruttori di energia che si erano bloccati in posizione "chiuso". Anche se i test eseguiti nel 1995 avevano preparato all´eventualità che tre interruttori si bloccassero, nessuno era pronto al blocco di tutti e cinque! Ora il team era in grado di progettare una procedura di recupero e testarla su uno dei satelliti gemelli di Samba. Il primo giugno hanno testato la procedura dal vivo e sono riusciti a far passare gli interruttori di Samba in posizione "acceso" e a far ripartire il recalcitrante Wec. "La soluzione era basata su un "dirty hack", come in gergo viene definita una qualsiasi procedura non standard, ma non avevamo davvero nessuna altra opzione," dice Volpp. La missione Cluster è ora di nuovo operativa e il team può tirare un sospiro di sollievo. Manfred Warhaut dell´Esa, capo delle operazioni delle missioni, afferma che ora il team sta imparando da questa esperienza e sta adottando tutte le misure per evitare che questo guasto accada di nuovo. "Quando tutto va secondo i piani, seguire una missione diventa una routine. Ma quando si verificano dei problemi inaspettati, e nei manuali non si trova aiuto, allora davvero si vuole avere a disposizione un team con esperienza e talento per risolvere il problema." Nell´ottobre del 2009 la missione Cluster è stata prolungata fino alla fine del 2012. Per maggiori informazioni, visitare: Agenzia spaziale europea: http://www.Esa.int/esacp/index.html |
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MANO ROBOTICA RESA PIÙ NATURALE |
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Bruxelles, 5 luglio 2011 - Comprendere la complessità del funzionamento di una mano umana è parte essenziale del processo per sviluppare una mano antropomorfa articolata artificiale, ed è già in corso un progetto finanziato dall´Ue che si propone di riuscirci. Handle, che riunisce ricercatori provenienti da 9 istituzioni partner in 6 paesi europei, ha ricevuto un sostegno da 6,35 milioni di euro nell´ambito del tema "Tecnologie dell´informazione e della comunicazione" (Tic) del Settimo programma quadro (7° Pq). Il team di ricerca paneuropeo, proveniente da Germania, Spagna, Francia, Portogallo, Svezia e Regno Unito, spera di sviluppare una mano artificiale più autonoma in grado di compiere movimenti naturali. La mano robotica che i ricercatori stanno sviluppando ha le stesse dimensioni della mano di un uomo adulto medio e pesa circa 4 kg. Essa è composta da numerosi parti di alta precisione in plastica e alluminio meccanizzato, oltre a sistemi di sensori e movimento. In tutto, essa possiede 20 attuatori e può compiere 24 movimenti, lo stesso numero di movimenti che può compiere una mano umana. "Oltre ai voluti progressi tecnologici, noi stiamo lavorando con aspetti di base della ricerca multidisciplinare allo scopo di dare al sistema della mano robotica capacità di percezione avanzate, alto livello di controllo delle informazioni ed elementi di intelligenza che gli permettano di riconoscere gli oggetti e il contesto delle azioni," spiega Mohamed Abderrahim, uno dei ricercatori del progetto dal Dipartimento di ingegneria e automazione dei sistemi dell´Università di Madrid, in Spagna. Finora, il team spagnolo segnala risultati positivi nelle aree della percezione visiva e dei sistemi cinematici e dinamici: il sistema è in grado di riconoscere un oggetto che si trova nelle vicinanze e di trasmettere questa informazione al sistema di pianificazione e movimento della mano robotica. Tuttavia, durante lo sviluppo di una mano robotica non va tutto liscio come l´olio. Quando di tentano di ricreare i movimenti di una mano umana con un sistema robotico, si incontrano molteplici ostacoli, in particolare una mancanza di spazio all´interno della mano. "Una mano umana è incredibilmente completa, e ciò rende molto difficile il tentativo di mettere tutti i pezzi necessari nella mano robotica e di integrare tutti gli attuatori che permettono una mobilità simile a quella di una mano umana," ha commentato il professor Mohamed Abderrahim. Un altro problema è che attualmente sul mercato non ci sono sensori abbastanza piccoli da essere integrati nel dispositivo, in modo che esso possa avere una sensibilità simile a quella di una mano umana e fare a sua volta movimenti precisi. Sebbene i ricercatori riescano a fare un robot perfetto dal punto di vista meccanico e sensoriale, senza elementi di intelligenza il dispositivo non sarebbe in grado di funzionare in modo autonomo, né potrebbe adattare i suoi movimenti e controlli a caratteristiche degli oggetti, come la loro geometria, consistenza, peso o uso. Ad esempio, è diverso afferrare un cacciavite per passarlo a qualcuno o per metterlo via o per usarlo: questa ultima azione richiede che il cacciavite sia orientato nuovamente nella mano fino a che si trova nella giusta posizione per essere utilizzato, ed è la parte intelligente della mano a controllare questi movimenti. I ricercatori sottolineano che finora una mano robotica in grado di eseguire semplici compiti in modo autonomo esiste solo nei film di fantascienza. "A mio avviso ci vorranno circa 15 anni di ricerca in queste aree per costruire una mano robotica che sia in grado di eseguire determinati compiti complessi con un livello di precisione, autonomia e destrezza simile a quello di una mano umana," afferma il professor Abderrahim. La prossima fase del progetto Handle, che durerà fino al 2013, sarà quella di integrare tutti i risultati ottenuti dai nove partner del progetto in un sistema singolo. Per maggiori informazioni, visitare: Universidad Carlos Iii de Madrid: http://www.Uc3m.es/portal/page/portal/inicio |
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ASSOTELECOMUNICAZIONI-ASSTEL: STEFANO PARISI CONFERMATO PRESIDENTE PER I PROSSIMI 2 ANNI |
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Roma, 5 luglio 2011- L’assemblea di Asstel ha eletto i componenti degli organi direttivi che guideranno l’Associazione di rappresentanza della filiera delle Tlc di Confindustria per il prossimo biennio. Al vertice è stato confermato Stefano Parisi, che viene affiancato da un Comitato di Presidenza formato da otto vicepresidenti: Cesare Avenia, (Ericsson) e Marco Tripi (Almaviva) delegati rispettivamente al coordinamento degli associati dell’area fornitori di reti prodotti e servizi e dell’area outsourcers, Paolo Bertoluzzo (Vodafone), Ossama Bessada (Wind), Oscar Cicchetti (Telecom Italia), Vincenzo Novari (H3g), Corrado Sciolla (Bt Italia), Renato Soru (Tiscali). Fanno parte del Consiglio Direttivo, oltre al past-president Pietro Guindani (Vodafone), undici componenti: Carlo Luigi Acabbi (E-care), Marco Bressa (Accenture), Antonio Caroppo (Sielte), Luca D’ambrosio (Visiant), Ilaria Dalla Riva (Telecare-sky), Umberto De Julio (Italtel), Alessandro Falciai (Dmt), Dina Ravera (H3g) Ruggero Slongo (Colt), Giuseppe Tilia (Telecom Italia), Greig Williams (Nokia Italia). “Il settore delle Tlc sta vivendo un momento di particolare difficoltà con una flessione dei ricavi diventata ormai una tendenza strutturale, mentre si trova a dover far fronte a una impegnativa stagione di nuovi investimenti per modernizzare e potenziare le reti – ha affermato Stefano Parisi – Il rafforzamento della squadra di vertice garantisce all’Associazione la capacità di svolgere, nel prossimo periodo, un ruolo importante di stimolo della domanda di servizi digitali e dell’uso di Internet da parte dei cittadini, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Va in questa direzione la recente costituzione di Confindustria Digitale che, creando un polo nazionale dell’Ict, dovrà contribuire a determinare le condizioni quadro per favorire gli investimenti nelle nuove tecnologie e realizzare anche in Italia gli obiettivi dell’Agenda Digitale”. |
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ENGLISH 4 U - PROSEGUE IL PROGETTO FORMATIVO ANCHE PER IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO: 1 MILIONE E 200 MILA EURO PER L´APPRENDIMENTO DELL´´INGLESE |
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Ancona, 5 Luglio 2011 - ´Disporre di maggiori chances per ottenere nuovi e migliori posti di lavoro, favorire la mobilita` degli studenti come strumento determinante nel favorire l´ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.´ Spiega cosi`, l´assessore regionale all´Istruzione ´Lavoro, Marco Luchetti, la scelta di assicurare - anche nell´anno scolastico 2011-12 - il finanziamento di 1 milione e 200 mila euro per proseguire l´offerta formativa che prevede la diffusione dell´apprendimento della lingua inglese, attraverso il progetto´ English 4 U´. ´C´e` stata una crescente adesione da parte delle scuole, dei giovani e delle famiglie ´ ha aggiunto Luchetti - spingendoci a ripetere questa positiva esperienza che include anche l´apprendimento della lingua italiana per alunni stranieri, destinando a quest´ultimo intervento 300 mila euro. Una valida opportunita` per una crescita intelligente e sostenibile, in coerenza con la strategia di Europa 2020 e in linea con l´allargamento dei mercati delle piccole e medie imprese, oltre che con una sempre piu` auspicabile integrazione sociale.´ La Commissione delle Comunita` europee ha dedicato a tale tema, infatti, il Libro Verde ´Promuovere la mobilita` dei giovani per l´apprendimento´, ritenendo che le competenze linguistiche ed interculturali siano un mezzo per ampliare le scelte professionali migliorando le competenze della forza lavoro. Il Libro Verde sulla mobilita` prevede, per conseguire la maggiore utilita` nell´esperienza all´estero, una buona preliminare preparazione, proprio come il progetto English 4 U realizza da ben tre anni. Anche il progetto destinato all´acquisizione della lingua italiana per alunni stranieri rientra nella strategia di Europa 2020, che tra i principali obiettivi pone l´abbassamento della percentuale di giovani che abbandona precocemente il percorso scolastico o formativo e al contempo considera prioritario conseguire la maggiore coesione sociale, attraverso la definizione di programmi e progetti per l´integrazione dei migranti. English 4 U e rivolto agli studenti del Iv e del V anno degli Istituti d´Istruzione secondaria di secondo grado ed i percorsi formativi di lingua italiana per stranieri sono rivolti agli allievi iscritti negli Istituti d´Istruzione secondaria di primo grado ed al triennio degli Istituti d´Istruzione secondaria di secondo grado. Il termine per la presentazione dei progetti da parte degli Istituti scolastici o enti di formazione, anche in rete tra loro, e` il 7 settembre 2011. Ulteriori e piu` approfondite informazioni sono reperibili sul sito www.Istruzioneformazionelavoro.marche.it/ |
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PRESENTATO A POLISTENA L´ITS ´PEGASUS´ |
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Catanzaro, 5 luglio 2011- L’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha commentato la presentazione del primo Istituto Tecnico Superiore della Calabria “Pegasus” che avrà sede nell´Istituto industriale “Michele Maria Milano” di Polistena, diretto da Franco Mileto. “La Calabria – ha detto Caligiuri - era una delle poche regioni d´Italia a non avere costituito gli Istituti Tecnici Superiori. Adesso la scuola della nostra regione fa un deciso salto di qualità collegandosi con il mondo del lavoro”. La presentazione si è tenuta presso il salone delle feste del Comune di Polistena, dove, oltre all’assessore Caligiuri, sono intervenuti, tra gli altri, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Mercurio, la rappresentante della Conferenza dei rettori delle Università Italiane Francesca Giannessi e il pedagogista, e già sottosegretario di Stato all´Istruzione, Luciano Corradini. Dagli interventi è emersa la portata fortemente innovativa di quella che è stata definita “la nuova frontiera della formazione calabrese”: scuole speciali di tecnologia basate su percorsi di alta formazione dopo il diploma, paralleli e alternativi alla laurea, con notevoli ricadute occupazionali ed economiche. Infatti, gli Its sono centri di formazione e ricerca tecnologica nei quali cooperano insieme scuola, università, imprese e istituzioni pubbliche. Tra i soci fondatori del nuovo Its di Polistena ci sono la Provincia di Reggio Calabria, il Comune di Polistena, l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, l´Università della Calabria di Rende, la Banca di Credito Cooperativo di Cittanova, la Confindustria della Calabria, le aziende Dical ed Ecoplan. L’istituto “Pegasus”, la cui realizzazione è stata possibile grazie ad un finanziamento iniziale della Giunta Regionale, presieduta da Giuseppe Scopelliti, sarà orientato sulla mobilità sostenibile e si prefigge di creare figure professionali altamente specializzate nel settore della logistica. Non a caso l´istituto ricade nell´area del Porto di Gioia Tauro. In Calabria altre due scuole superiori hanno intrapreso l’attivazione di Its: il “Panella” di Reggio Calabria e il “Monaco” di Cosenza. |
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FORMAZIONE: PROGETTO NORDEST-E TRA FVG E PROVINCIA SALTA IN ARGENTINA |
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Trieste, 5 luglio 2011 - Viene sottoscritta martedì 5 luglio, nella sala del Consiglio comunale di Monfalcone, la convenzione per l´avvio del progetto denominato Nordest-e finalizzato a rafforzare le relazioni economiche tra il Friuli Venezia Giulia e la provincia di Salta in Argentina e che usufruisce di un finanziamento di 130mila euro. Saranno presenti alla firma i rappresentanti della Regione Friuli Venezia Giulia (il direttore Relazioni internazionali Giuseppe Napoli) e dei partner del progetto, di cui è capofila il Comune di Monfalcone, che sono il Mib di Trieste (Istituto universitario di eccellenza di cui è presidente Enrico Tommaso Cucchiani), l´Associazione degli Industriali di Gorizia, l´Unione economica slovena, l´Unido, organizzazione delle nazioni Unite per le relazioni industriali, ed il Fogolar Furlan. Il progetto, che avrà una durata di 18 mesi, prevede un intenso programma di formazione imprenditoriale, la realizzazione di un centro servizi per le imprese e momenti di scambio fra le realtà economiche argentine e quelle del nostro territorio. Da parte argentina saranno partner del progetto il Comune, la Camera di Commercio e la scuola Agricola di Salta e i ministeri dell´Economia e dell´Ambiente. La nuova iniziativa consolida le relazioni fra Monfalcone ed il Nord dell´Argentina dove vivono molti corregionali emigrati e dove i nostri cantieri navali hanno realizzato uno dei maggiori manufatti del Sud America, il viadotto della Polvorilla. Proprio in virtù di questi legami, dal 2005 Monfalcone ha avviato rapporti con la città di Salta, a cui è stata anche dedicata la piazzetta del mercato. Nel 2009 l´ente ha vinto, assieme all´Ures, un primo bando di cooperazione che si è concluso alla fine dello scorso anno. |
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FORMAZIONE IN LIGURIA: VOUCHER PER LA FORMAZIONE CONTINUA DI OCCUPATI E DISOCCUPATI |
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Genova, 5 Luglio 2011 - Un voucher fino a 6.000 euro per laureati occupati e disoccupati o diplomati occupati e lavoratori in cassa integrazione e in mobilità che intendono accedere ai corsi di alta formazione disciplinati nell’apposito catalogo interregionale disponibile online sul sito www.Altaformazioneinrete.it/ Lo ha previsto la Giunta regionale su proposta dell’assessore all’istruzione, formazione e università, Pippo Rossetti, mettendo a disposizione 1,5 milioni di euro per l’anno 2011 del Fondo Sociale Europeo, nell’ambito del programma triennale in materia di sostegno all’Università ricerca e innovazione. L’iniziativa è stata presentata questa mattina anche dal Magnifico Rettore dell’Università di Genova, Giacomo De Ferrari, dal direttore dell’Arssu, Roberto Dasso e dai rappresentanti degli organismi formativi. “Si tratta di uno strumento che vuole stimolare l’accesso alla formazione lungo tutto l’arco della vita in un’ottica di aggiornamento costante e di specializzazione per aumentare l’occupabilità delle persone”. “In particolare – spiega Rossetti – tenuto conto della situazione economica e produttiva, il voucher vuole favorire l’accesso ai percorsi formativi finalizzati all’inserimento e al reinserimento lavorativo e alla permanenza sul mercato del lavoro”. Dal 4 luglio al 4 agosto sarà dunque possibile richiedere il voucher attraverso l’accesso ai master universitari realizzati dall’Università o corsi di specializzazione realizzati da organismi formativi che siano presenti nel catalogo interregionale definito d’intesa tra le 12 regioni aderenti al progetto e i corsi prenderanno il via ad ottobre. Si va da corsi di direzione e management a corsi di informatica, dalle lingue alla sicurezza, da corsi di comunicazione alla gestione delle risorse umane, fino alla logistica, alla progettazione e controllo, finanza, innovazione e ricerca, creazione d’impresa e progettazione grandi navi da crociera e super yacht. “Attraverso i 12 master - ha aggiunto De Ferrari – l’Università di Genova vuole contribuire al miglioramento del territorio ed essere un punto di riferimento per la crescita della nostra regione”. Il catalogo completo dei corsi è a disposizione dal 4 luglio on line. Il finanziamento di 1.5 milioni di euro stanziati dalla Regione Liguria servirà ai cittadini liguri a coprire le spese di iscrizione e parzialmente anche di trasferta per la frequenza dei corsi in altre regioni, per un numero di ore di formazione che può andare dalle 160 a 1.300. “E’ la prima volta che la Regione Liguria aderisce a questa opportunità a cui prendono parte altre 11 regioni – continua Rossetti – prevedendo un cofinanziamento a carico dell’assegnatario pari almeno al 20% del costo del corso concesso con il contributo del Fondo sociale europeo per aiutare donne e uomini a rimanere nel mercato del lavoro, grazie alla formazione continua o a reinserirsi nel processo produttivo. Un’opportunità che ci arriva dall’Europa e che spero molti giovani vorranno valutare”. |
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BOLZANO: PROGETTO DEL ´VOLONTARIATO EDUCATIVO´ |
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Bolzano, 5 luglio 2011 - L’assessore alla scuola e cultura italiana Christian Tommasini lancia la sfida del “volontariato educativo” che si basa sul coinvolgimento di insegnanti in pensione. L’obiettivo principale è quello della possibilità di arricchire l’offerta formativa della scuola altoatesina in lingua italiana, attingendo al grande patrimonio di esperienza culturale, professionale e umana rappresentato dai docenti in pensione. Il progetto, coordinato dal direttore di Dipartimento istruzione e formazione italiana, Ivan Eccli, e dal professor Romano Viola, si basa sulla scommessa che un buon numero di docenti “a riposo” sia disponibile a prestare una sorta di volontariato nella scuola. Gli interventi possibili riguardano, ad esempio, dei corsi di sostegno, recupero o anche di “eccellenza” a favore di singoli studenti, gruppi o classi intere. In un lavoro di cooperazione con le scuole stesse e con i colleghi ancora in servizio, i cosiddetti “volontari educativi” potranno quindi essere impiegati in svariati compiti e diventare un vero e proprio sostegno e punto di riferimento nel normale corso scolastico. S´intende partire con il progetto già dal prossimo anno scolastico con una lista di docenti a cui possono attingere le varie scuole a seconda dei propri fabbisogni. A breve partiranno lettere di invito a prestare la propria opera nel percorso formativo delle nuove generazioni. Per ulteriori informazioni gli interessati possono contattare Denise Liviero al numero telefonico 0471 411331. |
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IL 9 LUGLIO A TRAMATZA LA CONFERENZA REGIONALE DEL VOLONTARIATO |
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Cagliari, 5 Luglio 2011 - Sabato 9 luglio, presso la Sala Congressi "L´anfora" - Ss 131, Km. 103 – Tramatza (Or), si svolgerà la Conferenza regionale del volontariato, dal titolo "Il volontariato in Sardegna: analisi e prospettive". La Presidenza della Regione informa che possono partecipare alla Conferenza le organizzazioni di volontariato presenti nel territorio regionale: iscritte al Registro generale; non iscritte ma liberamente costituite per svolgere l´attività di volontariato in modo spontaneo e gratuito, esclusivamente per fini di solidarietà. La scheda di partecipazione dovrà essere trasmessa entro il 7 luglio, via fax al n. 0706062469. Ulteriori informazioni possono essere richieste contattando i seguenti numeri telefonici: 070/6062220 – 070/6062174 – 070/6065992 o inviando una e-mail ai seguenti indirizzi: vghiani@regione.Sardegna.it ; dghiani@regione.Sardegna.it ; vspiga@regione.Sardegna.it |
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LA REGIONE BASILICATA HA CONSEGNATO ALL´ARPAB DUE LABORATORI |
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Potenza, 5 luglio 2011 - Regione Basilicata ha consegnato all’Arpab due laboratori mobili per le analisi in loco di acqua ed aria. Si tratta di due automezzi equipaggiati con un ricco parco strumentale che rendono possibili analisi, anche complesse, di varie sostanze tra cui: gli ossidi di zolfo e di azoto, l’ozono, il monossido di carbonio, delle polveri sottili Pm10 e Pm 2,5, dei parametri di qualità delle acque dei solfati, cloruri e azoto ammoniacale. I laboratori mobili sono stati realizzati nell’ambito del progetto di potenziamento dei sistemi di monitoraggio ambientale della Regione Basilicata. L’intero progetto prevede la realizzazione di sistemi per il potenziamento del monitoraggio dell’inquinamento dell’atmosfera, delle acque superficiali (39 stazioni di misura) e delle frane “I due laboratori mobili- ha dichiarato l’assessore Mancusi - potenziano notevolmente le capacità di controllo e monitoraggio dell’Arpab, con la possibilità di misure immediate sui diversi territori e responsi altrettanto rapidi sullo stato e la qualità del nostro ambiente. Entro l’anno il Dipartimento – conclude Mancusi - completerà la realizzazione di tutte le catene strumentali che verranno controllate in remoto da un Centro di Controllo affidato in gestione alla stessa Arpab”. |
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PUGLIA: CONSORZI DI BONIFICA. GIUNTA NOMINA COMMISSARIO UNICO GIUSEPPE A. STANCO |
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Bari, 5 luglio 2011- Avviati i lavori della Giunta regionale, l’esecutivo , su proposta dell’assessore alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefàno, ha approvato le delibere che sciolgono, così come previsto dalla L.r. 12 del 21 giugno 2011, gli organi ordinari e straordinari dei Consorzi di Bonifica: Arneo, Stornara e Tara, Terre d’Apulia ed Ugenti Li Foggi, nominando Commissario Unico (delib. N. 1484/11 )il dott. Giuseppe Antonio Stanco. Il neo Commissario, presidente della Sezione di Bari della Corte dei Conti fino al 2007, è laureato in Giurisprudenza ed abilitato all’insegnamento di materie giuridiche ed economiche negli Istituti secondari ed è stato, all’inizio della sua carriera, funzionario direttivo nelle Prefetture di Nuoro e Benevento. Transitato nei ruoli dei magistrati della Corte dei Conti nel 1972, a seguito di concorso pubblico, ha esercitato funzioni di controllo sugli atti del Ministero dei Ll.pp., a Roma e poi presso la Delegazione della Corte dei Conti delle Marche. Rientrato a Roma ed assegnato alla Procura Generale, ha svolto funzioni di sostituto procuratore generale e, successivamente, di vice procuratore generale nel settore della responsabilità amministrativo- contabile. Dal luglio al giugno 1991 è stato preposto, in qualità di Procuratore Regionale, alla direzione della Procura Regionale della Corte dei Conti della Puglia e poi alla direzione della Procura Regionale della Campania fino al novembre 2002. Quindi magistrato istruttore presso la Sezione di controllo della Corte dei Conti di Bari, assumendone come detto, la Presidenza . Soddisfazione è stata espressa dall’assessore Stefàno |
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ASSEMBLEA PLENARIA DEL CDR APPROVA IL PARERE SULL´ACQUA DEL PRESIDENTE VENDOLA |
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Bruxelles, 5 luglio 2011 - Approvato a maggioranza dall’assemblea plenaria del Comitato delle Regioni, il parere di prospettiva, la cui redazione è stata affidata al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, su “Il ruolo degli enti locali e regionali nella promozione di una gestione sostenibile dell’acqua”. “A stragrande maggioranza e senza differenza di schieramento politico è stato approvato questo parere di prospettiva - ha commentato il Presidente Vendola dopo l’approvazione in Aula - che mette a fuoco il tema dell’acqua, l’acqua come bene comune e come diritto universale inalienabile, non negoziabile che integra i diritto alla vita. Sostanzialmente questo parere rimette al centro dell’Europa una nuova politica dell’acqua”. ’ Sei mesi di lavoro per redigere il parere, numerosi contributi raccolti attraverso due stakeholders consultation, un’indagine online della Piattaforma Europa 2020, di cui il Presidente Vendola è coordinatore politico e numerosi incontri bilaterali. Questo il percorso che ha portato la Puglia ad assumere, secondo quanto sostenuto da Kevin Morgan docente dell’Università di Cardiff nel suo paper, “una leadership europea nel modo in cui le regioni affrontano i temi dell’acqua e delle energie rinnovabili, grazie alla leadership dinamica del Presidente Vendola” “L’acqua intesa come risorsa scarsa sulla quale costruire politiche pubbliche che possano tutelate e preservare questa straordinaria fonte della nostra vita – ha detto ancora Vendola – noi ci siamo occupati di mettere al centro di questa indicazione alla commissione europea che dovrà scrivere le prossime regole di gestione del ciclo dell’acqua e abbiamo indicato alcuni principi fondamentali. Il primo principio per Vendola è che “l’acqua è un problema di politiche integrate, parlare di acqua significa parlare di agricoltura, di ambiente, di turismo, di industria, di usi domestici. Occorre compiere una rivoluzione per evitare il consumismo idrico”. Secondo principio “non solo chi spreca paga ma anche chi più spreca più paga”. Infine, come terzo principio indicato da Vendola, “la necessità di una strategia globale che metta al centro i bacini idrografici. Non si può immaginare per esempio che la Puglia che non ha fonti idriche non potesse fruire della solidarietà dei vicini bacini idrografici. Su questo punto, abbiamo avuto il dissenso dei quattro delegati austriaci che negavano il principio della solidarietà tra i territori d’Europa”. Cuore del parere è la consapevolezza della centralità del ciclo dell’acqua. “Il ruolo delle autorità locali e regionali – si legge nel parere - deve essere quello di diffondere maggiormente la consapevolezza della centralità del ciclo dell’acqua con l’obiettivo di incentivare lo sviluppo di soluzioni efficaci e condivise per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Dobbiamo sapere che all´accresciuta pressione antropica sulle risorse idriche si legano effetti indotti, quali ad esempio la scomparsa degli ecosistemi, la perdita di biodiversità, il degrado del suolo, ecc. E che è necessario adottare misure di gestione e di tutela che coinvolgano l´intero spettro delle politiche dell´Unione, in tema di acqua, energia, agricoltura, trasporto, rifiuti, turismo, lotta e adattamento ai cambiamenti climatici, con un approccio integrato e non più settoriale. Vendola poi nel parere ha insistito sulla necessità di “realizzare e recuperare le infrastrutture verdi (aree per l´esondazione controllata, interventi di riforestazione e conservazione dell´ambiente montano, recupero delle fasce ripariali e delle zone umide, , ecc.) così da garantire la difesa idraulica del territorio e, contemporaneamente, conservare la biodiversità, recuperare naturalità ed offrire nuove opportunità turistiche ed occupazionali”. Il parere infine propone la trasformazione dell´attuale Osservatorio europeo della siccità in un Osservatorio idrico europeo, con l’ampliamento delle competenze alla raccolta, validazione e omogeneizzazione delle informazioni ambientali, ora anche disponibili grazie al lancio di nuove piattaforme di monitoraggio a scala Europea. |
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BONIFICHE MANFREDONIA. DALL´EMERGENZA ALL´ECCELLENZA, VENDOLA: "IL SUD MIGLIORE" |
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Bari, 5 luglio 2011 - “Noi eravamo sotto infrazione comunitaria per i ritardi imperdonabili nel mettere in opera le bonifiche in una delle città emblematiche per quanto riguarda l’impatto ambientale dovuto ad un certo modello di industrializzazione. Manfredonia aspettava di poter respirare, noi siamo riusciti ad aprire i cantieri e ad operare quelle bonifiche. Oggi rappresenta un’esperienza del Sud migliore”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo questa mattina al workshop “Dall’emergenza all’eccellenza. Bonifiche di Manfredonia 2010/2011” svoltosi presso il Politecnico di Bari. “Quella che ieri è stata una situazione di emergenza – ha continuato Vendola - oggi è diventata un caso di studio internazionale come assoluta eccellenza per il modello di bonifica che è stata realizzata, una bonifica in situ con 400mila tonnellate di rifiuti che non sono stati spostati, per il tipo di esperienza che hanno fatto le maestranze che oggi sono tra le più richieste nel mercato del lavoro e perché il ciclo delle bonifiche non è un rammendo o un rattoppo ma è un intero ciclo economico ambientale che per città come Brindisi o Taranto può rappresentare un pezzo di futuro. Manfredonia per noi – ha detto ancora Vendola - non era soltanto un debito in termini di orgoglio che avevamo con noi stessi oltre che con Bruxelles, ma era un promemoria su come si dovesse cominciare a porre correttamente il tema delle bonifiche. Nel 2005 – ha ricordato Vendola - nella prima giunta che io ho convocato da governatore appena eletto della Puglia, il primo atto dell’amministrazione è stato il finanziamento della bonifica del sito Fibronit di Bari. Era un agganciare il senso di una missione istituzionale con la questione della tutela e della salvaguardia dell’ambiente. Penso che il tema della messa in sicurezza del territorio oggi sia uno dei temi decisivi per il futuro, sia per l’Italia che per la Puglia”. A margine poi del convegno sulle bonifiche, Vendola è intervenuto anche sul decreto rifiuti per Napoli, varato qualche giorno fa dal Consiglio dei ministri. “Il decreto è ancora un oggetto misterioso – ha detto Vendola -nNoi stiamo cercando di conoscerlo. Ho l’impressione che il decreto ratifichi una sconfitta culturale e politica veramente drammatica, perchè se ingloba l’idea della secessione, noi dobbiamo ribellarci. Non si può costruire un intervento a fronte di una emergenza nazionale - ha continuato Vendola - dicendo sostanzialmente che non c’è più la nazione e che non tutti devono corrispondere al dovere della responsabilità. Tuttavia la Puglia si orienterà, come sempre, da un lato secondo il criterio legato al dovere della solidarietà e dall’altro secondo il criterio del dovere della tutela pubblica della salute dei cittadini pugliesi. Noi il nulla osta potremmo darlo naturalmente nel rispetto di quei protocolli ambientali che abbiamo cercato di applicare anche nel passato”. |
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MILANO: PARCHI. APPROVATE LE LINEE GUIDA PER LA CONCESSIONE DEL ´BOSCOINCITTÀ´ A ITALIA NOSTRA FINO AL 2020 |
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Milano, 5 luglio 2011- Il "Boscoincittà" continuerà a essere gestito da Italia Nostra. Lo ha deciso la Giunta comunale che ha approvato le linee guida della convenzione per la concessione d’area all’associazione ambientalista, fino al 2020, del parco cittadino di via Novara. La convenzione, che sarà sottoscritta nelle prossime settimane, prevede che per il 2011 il Comune versi a Italia Nostra un contributo massimo di circa 290.000 euro, pari a un importo annuo di circa 580.000 euro e che ci sia una condivisione annuale dei principali interventi. “Con la decisione presa oggi – ha spiegato l’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde, Pierfrancesco Maran – abbiamo dato continuità e riconoscimento al lavoro effettuato da Italia Nostra sull’area del Boscoincittà, che è nata ed è cresciuta grazie al prezioso contributo di questa associazione. La concessione a Italia Nostra rappresenta non solo la miglior scelta da un punto di vista economico, ma anche dal punto di vista delle competenze e del legame che Boscoincittà e Italia Nostra avranno con l’Expo 2015". Al centro della convenzione la realizzazione del progetto, contenuto nella documento di programmazione 2011 – 2020 presentato da Italia Nostra al Comune, che garantisce il completamento degli interventi in corso e la realizzazione di nuovi, con particolare attenzione al sistema delle acque, alla biodiversità e ai contenuti di Expo 2015. |
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OSSERVATORIO VAL D´AGRI, DE FILIPPO: ´AVRA´ RUOLO ATTIVO" |
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Potenza, 5 luglio 2011 “L’osservatorio ambientale della Val d’Agri avrà un ruolo attivo e incisivo nelle politiche ambientali della Basilicata e ne è testimonianza il fatto che nei provvedimenti autorizzativi di Valutazione di impatto ambientale e Autorizzazione integrata ambientale è stata introdotta la prescrizione di fornire all’Osservatorio i dati relativi al monitoraggio”. E’ uno degli elementi messi in evidenza dal Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo in occasione dell’insediamento dei comitati territoriale e tecnico-scientifico dell’osservatorio ambientale di Marsico Nuovo. “In questo modo – ha spiegato De Filippo – l’osservatorio andrà oltre la sola fase di raccolta e monitoraggio dei dati che pure in passato è sempre stata assicurata in Val d’Agri da altre realtà, prima fra tutte l’Agrobios, per ampliare lo sguardo a politiche attive di tutela dell’ambiente. Grazie all’università e ai tanti organismi scientifici presenti – ha concluso De Filippo – non solo controllerà lo stato di salute dell’ecosistema lucano, integrando le diverse reti di monitoraggio presenti, ma contribuirà anche a scelte per ridurre lì’impatto delle attività umane sul territorio, ad esempio con attività e progetti che favoriscano azioni di innovazione e trasferimento tecnologico per le aziende”. |
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SOMMA VESUVIANA, POTENZIATO AFFLUSSO IDRICO |
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Napoli, 5 luglio 2011 - "Termineranno mercoledì prossimo i lavori che consentiranno di addurre al sistema campano le acque provenienti dalle sorgenti molisane del Biferno e da quelle regionali del Torano e del Maretto per una portata complessiva di 5mila litri al secondo. In tal modo sarà possibile integrare l´alimentazione della centrale di sollevamento di Cercola che potrà così servire anche i serbatoi dell´area a nord del Vesuvio". Lo ha reso noto l´assessore all´Ambiente e al Ciclo integrato delle Acque della Regione Campania Giovanni Romano. "Si tratta - sottolinea l´assessore - dei lavori alla galleria dell´acquedotto campano, situata all´altezza del Comune di Limatola e chiusa da oltre un anno, che permetteranno, in tempi brevi, un maggiore afflusso idrico al Comune di Somma Vesuviana e agli altri centri del comprensorio interessato attraverso la messa in esercizio della condotta Cercola - Alveo Caracciolo. L´assessorato parallelamente - ha aggiunto Romano - darà il via agli ultimi lavori che permetteranno la soluzione definitiva dei problemi idrici a Somma Vesuviana. Da lunedì infatti partirà anche la realizzazione degli attraversamenti ferroviari necessari al completamento del nuovo Acquedotto Casoria - Cercola, già realizzato al 97%. L´intervento sarà completato entro i primi mesi del prossimo anno". |
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LOMBARDIA: NON POSSIAMO SMALTIRE I RIFIUTI DI NAPOLI |
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Milano, 5 luglio 2011 - "Siamo spiacenti, ma non possiamo accogliere la richiesta di smaltire i rifiuti napoletani in Lombardia". Questa la risposta in tempo reale di Daniele Belotti, assessore regionale lombardo al Territorio e Urbanistica con delega ai rifiuti, alla lettera che Giovanni Romano, assessore regionale campano, ha dichiarato il 2 luglio di aver inviato ad alcune regioni, tra cui la Lombardia, per chiedere di ricevere la propria spazzatura. "I motivi che ci impediscono di poter accogliere la richiesta - ha spiegato Daniele Belotti - sono diversi. I 13 termovalorizzatori lombardi non hanno attualmente la capacità di smaltire quantità in eccedenza di rifiuti e le discariche ormai sono ridotte al minimo, visto che vi viene conferito solo il 3 per cento degli Rsu prodotti in Lombardia. Già in passato la nostra regione è stata costretta ad accogliere immondizia proveniente dalla Campania. Nonostante tutti gli aiuti e i ´salvataggi´, in 16 anni nulla è cambiato. Ricordo che quando, a metà degli anni ´90, la Regione Lombardia si è trovata in una situazione di emergenza rifiuti, le amministrazioni locali, di ogni colore politico, assumendo provvedimenti impopolari, ma di grande responsabilità e lungimiranza, hanno autorizzato la realizzazione di diversi Termovalorizzatori". "Noi siamo federalisti convinti, anche in tema di rifiuti - ha proseguito Belotti - la politica che intendiamo portare avanti con decisione è quella del ´rifiuto a km zero´, una sorta di federalismo dei rifiuti, per la quale la Lombardia intende smaltirsi la propria immondizia all´interno dei confini regionali; questo anche per limitare le infiltrazioni mafiose nel ciclo dei rifiuti, che in una filiera più lunga possono trovare più possibilità che in una molto locale. Se i cittadini di Pianura e Chiaiano che sono all´interno del Comune di Napoli non vogliono i rifiuti dei propri concittadini, se Terzigno, che è nell´hinterland vesuviano, non vuole i rifiuti degli altri napoletani, se le province campane in generale non vogliono i rifiuti dei loro corregionali, qualcuno ci può spiegare perché dovrebbero accettarli i comuni lombardi? Questa non è una situazione d´emergenza, ma piuttosto una situazione di vero e proprio assistenzialismo cronico che non è più possibile tollerare a maggior ragione in una fase politica in cui i cittadini chiedono la massima responsabilità ai propri amministratori pubblici". "Come ribadito dal presidente Formigoni - ha detto ancora l´assessore regionale lombardo - siamo disponibili ad offrire consulenze tecniche di altissima professionalità che hanno consentito alla Lombardia di raggiungere livelli di raccolta differenziata di eccellenza europea, ma non certo a fare puro assistenzialismo smaltendo, per l´ennesima volta, la ´monnezza´ napoletana". "Ho apprezzato - ha aggiunto Daniele Belotti - le parole del Cardinale Sepe che esorta Napoli a serrare le fila per risolvere questo grave problema. Personalmente, mi permetto di invitare i napoletani ad un moto d´orgoglio e di dignità: pretendere assistenzialismo ed organizzare manifestazioni contro la Lega Nord solo perché difende, legittimamente, il proprio territorio da una parte e cerca di responsabilizzare gli amministratori e i cittadini partenopei dall´altra, sono atteggiamenti che, a mio modo di vedere, umiliano e sviliscono tutto il popolo napoletano". "Certo che - ha concluso Belotti - se la ricetta per risolvere il problema del nuovo supersindaco De Magistris è quella di porre il veto a nuovi termovalorizzatori e a nuove discariche, per i napoletani il futuro non è certo roseo. Con la demagogia non si smaltiscono i rifiuti e lo diciamo noi che, pur con punte dell´85 per cento di raccolta differenziata, ci siamo dotati degli indispensabili termovalorizzatori, come nei paesi del Nord Europa dove i rifiuti non sono considerati un problema, bensì una risorsa". |
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EMERGENZA RIFIUTI NAPOLI, PRESIDENTI REGIONI: PRONTI A CONTRIBUIRE MA DA GOVERNO SERVE QUADRO CHIAREZZA E RESPONSABILITA´ |
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Perugia, 5 luglio 2011 - "Sui rifiuti di Napoli si è determinata una situazione di stallo da cui bisogna uscire al più presto, per evitare rischi alla salute dei cittadini e ulteriori danni all´immagine del Paese". È quanto affermano in una nota congiunta i presidenti delle Regioni italiane, tra cui la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. "A Napoli - affermano i Presidenti - c´è un´emergenza nazionale. Ed è per questo che le diverse istituzioni della Repubblica devono essere chiamate a fare la loro parte". "A tal fine - aggiungono - riteniamo che sia indispensabile agire su due fronti. Da un lato occorre aprire subito nuove discariche in Campania. Dall´altro il Governo deve innanzitutto dire se ritiene sia giusto e necessario che tutte le Regioni intervengano per affrontare questa emergenza nazionale e, di conseguenza, se per questo obiettivo intenda impegnarsi". "In questo quadro di chiarezza e di responsabilità, le nostre Regioni sono pronte a dare il loro contributo assicurandosi, come è ovvio, tutte le necessarie garanzie - concludono i Presidenti - per la salute dei cittadini e le sicurezze ambientali sulla qualità e caratteristiche dei rifiuti". |
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RIFIUTI IN ABRUZZO: CHIODI,TERMOVALORIZZATORI FASE INEVITABILE |
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Pescara, 5 luglio 2011 – Per la scelta della migliore tecnologia per il trattamento dei rifiuti la Regione Abruzzo si avvarrà del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). I contenuti della collaborazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che ha trattato anche il tema dei termovalorizzatori. "La valorizzazione energetica dei rifiuti - ha spiegato il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi - è una fase inevitabile del ciclo integrato dei rifiuti, sancita dalla norma europea e ormai collaudata a livello di paesi comunitari e di regioni italiane. Ma proprio perché le tecnologie possono essere le più varie abbiamo chiesto la collaborazione ad un autorevole Istituto con l´obiettivo di ottenere la salvaguardia dell´ambiente e della salute umana nonché risparmi per i cittadini". Il presidente Chiodi è stato "chiaro ed inequivocabile" sulla volontà della Regione Abruzzo di sanzionare quegli enti, Comuni o Consorzi, che "portando la responsabilità o la irresponsabilità di non aver preso decisioni, riverberano sui cittadini i costi della loro inerzia. In Abruzzo - ha rivendicato Chiodi - non sta accadendo quello che vediamo accadere in altre regioni ma proprio per questo deve valore l´indicazione forte di un Abruzzo che non vuole trovarsi nelle loro condizioni. Pertanto, accanto ad una attività pianificatoria del ciclo dei rifiuti, che contempla la raccolta differenziata, la minor produzione di rifiuti e la valorizzazione energetica stiamo studiando la possibilità di intervenire con poteri di surroga nei confronti degli enti inadempienti". Per il presidente Chiodi non è da sottacere il fatto "grave che in questi giorni stiamo ripristinando le risorse tornate indietro perché non spese dai comuni o dai consorzi per costruire gli impianti necessari. Noi - ha aggiunto Chiodi non vogliano essere come la Bulgaria, dove si conferisce ancora in discarica il 100 per cento dei rifiuti ma come la Svezia dove per il 50 per cento si pratica la raccolta differenziata e per il 50 per cento la valorizzazione energetica". Per l´assessore all´Energia, Mauro di Dalmazio, "c´è necessità di fare chiarezza su un tema dove la strumentalizzazione nasconde le inadempienze e le inerzie. Tutti devono fare la loro parte - ha insistito. In Regione abbiamo idee chiarissime e condivise con le Province e la scelta di pregiarci della collaborazione con il Cnr mostra che siamo intenzionati ad una pianificazione seria e risolutiva del problema dei rifiuti. Ma accanto a questo è necessario non tollerare inerzie o mancate attuazioni delle previsioni regionali". Intanto il Cnr attiverà un confronto con la cittadinanza abruzzese chiamata a partecipare ai seminari che si svolgeranno a settembre nei quattro capoluoghi di provincia nel mese di settembre nei giorni 9 all´Aquila, 16 a Pescara, 23 a Teramo e 30 a Chieti, a partire dalle ore 16.00 . "Sul trattamento dei rifiuti - ha spiegato il coordinatore del progetto Cnr-abruzzo, Mauro Chilante - c´è ignoranza intorno ai contenuti della legge che ruota intorno ad un principio: chi inquina paga e le attività antropiche sono fortemente inquinanti. In questi cicli seminariali - ha aggiunto Chilante - affronteremo il tema normativo, ovvero come l´assenza di governance si traduce in costi per il cittadino, la conoscenza dei prodotti che derivano dal trattamento e gli strumenti tecnologici per ridurre il loro potere impattante e, infine, come agisce la tecnologia sull´ambiente e sulla salute dei cittadini". Alla fine del percorso il direttore generale del Settore Energia, Antonio Sorgi, ha annunciato un convegno internazionale con le regioni del Nord Europa che utilizzano da anni i sistemi di valorizzazione energetica. | |
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RIFIUTI, REGIONE CAAMPANIA: IMPIANTI DIPENDONO DA COMUNI E PROVINCE |
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Napoli, 5 luglio 2011 - In merito alle richieste del sindaco di Napoli De Magistris e del vicesindaco Sodano riferite all´apertura degli impianti, l´assessorato all´Ambiente precisa: "E´ opportuno sollevare una precisazione, alla luce della non completa conoscenza del ciclo. "La richiesta di tenere gli impianti aperti anche nei giorni festivi, soprattutto nei momenti di crisi e di emergenza, è sempre sollecitata ed auspicata dalla Regione Campania, ma l’apertura degli stessi dipende dagli enti proprietari, e quindi essenzialmente dai Comuni e dalle Province". | |
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RIFIUTI DA NAPOLI, LE REGIONI: "IN UN QUADRO DI CHIAREZZA PRONTE A FARE LA NOSTRA PARTE" |
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Bologna, 5 luglio 2011 - “Sui rifiuti di Napoli si è determinata una situazione di stallo da cui bisogna uscire al più presto, per evitare rischi alla salute dei cittadini e ulteriori danni all’immagine del Paese. A Napoli c’è un’emergenza nazionale. Ed è per questo che le diverse istituzioni della Repubblica devono essere chiamate a fare la loro parte”. E’ la presa di posizione resa nota in un comunicato congiunto sottoscritto dalla gran parte dei presidenti di Regione e dal presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai: Claudio Burlando (Liguria), Vito De Filippo (Basilicata), Vasco Errani (Emilia-romagna), Roberto Formigoni (Lombardia), Michele Iorio (Molise), Raffaele Lombardo (Sicilia), Catiuscia Marini (Umbria), Renata Polverini (Lazio), Augusto Rollandin (Valle d’Aosta), Enrico Rossi (Toscana), Gian Mario Spacca (Marche), Giuseppe Scopelliti (Calabria), Renzo Tondo (Friuli Venezia Giulia), Nichi Vendola (Puglia). “A tal fine riteniamo che sia indispensabile agire su due fronti – proseguono i firmatari - Da un lato occorre aprire subito nuove discariche in Campania. Dall’altro il Governo deve innanzitutto dire se ritiene sia giusto e necessario che tutte le Regioni intervengano per affrontare questa emergenza nazionale e, di conseguenza, se per questo obiettivo intenda impegnarsi. “In questo quadro di chiarezza e di responsabilità, individuate e decisa la realizzazione di nuove discariche e impianti in Campania e confermato l’impegno del Governo, le nostre Regioni – è la conclusione dei presidenti - sono pronte a dare il loro contributo assicurandosi, come è ovvio, tutte le necessarie garanzie per la salute dei cittadini e le sicurezze ambientali sulla qualità e caratteristiche dei rifiuti”. |
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