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Notiziario Marketpress di Mercoledì 19 Giugno 2013
SANITA’: GIUNTA VENETA APPROVA SCHEDE OSPEDALIERE E TERRITORIALI. ZAIA, “RIFORMA EPOCALE. SENZA TAGLI, CON LO SGUARDO AL FUTURO”  
 
Venezia, 19 giugno 2013 - Prende corpo la grande riforma della sanità veneta delineata dal nuovo Piano Sociosanitario Regionale. La Giunta regionale ha infatti approvato ieri le tanto attese schede di dotazione ospedaliera e territoriale. Ne ha dato notizia il presidente Luca Zaia aprendo il consueto punto stampa del martedì, affiancato dal Vicepresidente Marino Zorzato, dall’assessore alla sanità Luca Coletto e da quello al sociale Remo Sernagiotto. Grande rafforzamento della sanità territoriale con la nascita degli ospedali di comunità e delle medicine di gruppo integrate per portare le cure più vicine alla gente; nessun taglio di posti letto, ma una diminuzione di quelli per acuti a favore dell’attivazione di letti di comunità (il saldo è più 36), con conseguente aumento del numero di primariati, che passa dagli attuali 727 a 754; potenziamento dell’urgenza-emergenza per dare risposta ai casi gravi entro la proverbiale “golden hour”; mantenimento di tutte le eccellenze attualmente presenti negli ospedali per acuti suddivisi in Hub di riferimento Europeo (le Aziende Ospedaliere di Padova e Verona), in Hub di riferimento provinciali (gli Ospedali capoluogo) e in nosocomi “di rete”, tarati sull’assistenza di circa 200 mila abitanti l’uno. Sono questi alcuni dei cardini di una riforma che il presidente Zaia ha definito “epocale, non solo perché viene dopo 17 anni dal precedente Piano Sociosanitario, ma perché disegna un’organizzazione sanitaria moderna e capace di essere efficiente per vari anni a venire. Siamo già molto più avanti di altri in giro per l’Italia – ha aggiunto Zaia, perché il nostro tasso medio di ospedalizzazione è di 7 giorni contro i 30 di alcune altre Regioni, e con questa riforma manterremo la leadership nazionale. Segnalo anche molti aspetti che non esito a definire di civiltà – ha proseguito Zaia – come le reti per la presa in carico del paziente dalla diagnosi alla guarigione delle quali la breast unit per il tumore al seno è un chiaro esempio; come il rafforzamento dell’urgenza-emergenza per soccorrere chi sta davvero male e rischia la vita; come la scelta strategica degli ospedali di comunità, dove un malato che non è più nella fase acuta e i pazienti cronici e anziani troveranno l’assistenza a loto più adatta senza doversi sottoporre alla sofferenza del ricovero per acuti; come gli hospice per i malati terminali dove scienza e umanità devono accompagnare la persona nell’ultimo tratto di vita; come le medicine di gruppo che, a regime, saranno a disposizione della gente H24 7 giorni su 7”. Zaia ha ringraziato in particolar modo gli assessori Coletto e Sernagiotto, il segretario regionale Domenico Mantoan e tutti i tecnici, “che hanno fatto un lavoro enorme e difficile nell’interesse della comunità veneta”. “Questo è un lavoro lungimirante – ha detto da parte sua Coletto – portato avanti sulla base di precisi parametri validi a livello nazionale come il tasso di 3,0 posti letto per acuti per mille abitanti e di 0,5 posti letto per mille abitanti dedicati alla riabilitazione e alla lungodegenza. Questa nostra organizzazione – ha aggiunto – farà scuola in Italia, anche per il forte rilancio della medicina sul territorio, che porta la salute più vicina allla gente, l’80% della quale non ha bisogno di un ospedale per acuti, ma di cure e servizi diffusi sul territorio. Ora il tutto – ha concluso – passa al vaglio della Commissione sanità del Consiglio regionale e siamo sin d’ora totalmente disponibili a valutare assieme ogni proposta diversa o migliorativa”. Per Sernagiotto, “l’ospedale di comunità è una scelta innovativa e fondamentale, perché toglie ricoveri impropri negli ospedali per acuti e garantisce maggiore assistenza e serenità alle persone e alle loro famiglie. Con il trasferimento di tanti posti letto da acuti a ospedali di comunità – ha concluso – si è tolto l’inutile e si attiva l’utile”. Il vicepresidente Zorzato ha tenuto a sottolineare che “complessivamente quella che verrà realizzata è un’ottima sanità, accompagnata da una diffusa specializzazione e da un’Università che esce dalla sua sede e, molto opportunamente, si diffonde sul territorio”. L’assistenza Territoriale In Sintesi - L’assistenza territoriale, grande novità delle schede approvate oggi, punta a garantire 24 ore su 24, 7 giorni su 7 tutta l’assistenza sanitaria ai pazienti che non necessitano dell’ospedale per acuti. Gli elementi cardine del nuovo modello assistenziale sono le cure primarie (garantite dai medici di medicina generale), le strutture di ricovero intermedie (Ospedali di Comunità, Unità Riabilitative Territoriali e Hospice per malati terminali). Importante novità è il superamento dell’”isolamento” dei medici di famiglia, diffondendo su tutto il territorio le “Medicine di Gruppo Integrate” (team multi professionali costituiti da medici e pediatri di famiglia, specialisti, medici di continuità assistenziale, assistenti sociali) che assicureranno un’assistenza continua lungo tutte le 24 ore per 365 giorni l’anno. In questo settore sono già attivi 1.775 posti letto, ai quali se ne aggiungeranno 1.263 di nuovi, in coerenza con la revisione della rete ospedaliera. Nuovo strumento operativo sarà la Centrale Operativa Territoriale, attivata in ogni Ullss, che coordinerà la presa in carico protetta del paziente, fungerà da raccordo tra le strutture ospedaliere e territoriali, sarà attivata (H24, 7 giorni su 7) su richiesta dei medici o delle famiglie del paziente. L’assistenza Ospedaliera In Sintesi - La rete ospedaliera per acuti è organizzata secondo il sistema “Hub” (fulcro) and “Spoke” (raggio) diffusissimo nei più avanzati sistemi sanitari internazionali. Sono previsti due Centri “Hub” di riferimento europeo, indicati nelle Aziende Ospedaliere Universitarie di Padova e Verona con compiti di ricerca, didattica e cura. Nascono inoltre Centri Hub di riferimento provinciale dove sono collocate tutte le specialità ospedaliere con garanzia di risposta per le alte specialità e di supporto per la rete degli ospedali definiti “Spoke” e tarati ognuno per fornire assistenza ad un popolazione di circa 200 mila abitanti cadauno. L’intero sistema comprende anche le reti cliniche dotate di tele refertazione e teleconsulto. Tali reti riguardano l’oncologia, l’emodinamica, l’ictus, le emergenze-urgenze pediatriche e neonatali, le emorragie digestive, le neurochirurgie, le cardiochirurgie, le radiologie, i laboratori con la centralizzazione della fase analitica, le anatomie patologiche, la riabilitazione. La Rete Urgenza-emergenza In Sintesi - E’ uno dei cardini della nuova organizzazione sanitaria. E’ articolata in 1 Coordinamento Regionale per l’Emergenza-urgenza; 7 Centrali operative una per provincia; 44 unità di Pronto Soccorso negli ospedali; 4 Punti di Primo Intervento; 4 servizi di Elisoccorso, 46 automediche; 100 ambulanze di soccorso avanzato. Il Coordinamento Regionale garantisce il collegamento tecnico-scientifico con le Centrali operative provinciali e con tutti gli attori del sistema. La Centrale Operativa pianifica e attiva le risorse sul proprio territorio di competenza. Le unità di Pronto Soccorso garantiscono le prestazioni di emergenza e urgenza e l’osservazione breve intensiva fino a 48 ore. L’intera rete è strutturata tenendo conto delle distanze e caratteristiche della viabilità, del numero di chiamate per abitante/anno. Il tempo dell’arrivo sul luogo richiesto è di massimo 15 minuti nell’80% dei casi; massimo 20 minuti nel 90% dei casi.  
   
   
SANITA’: GIUNTA VENETA RECEPISCE ACCORDO CON MEDICI DI MEDICINA CONVENZIONATA PER SVILUPPO CURE PRIMARIE NELL’AMBITO DEL NUOVO PSSR.  
 
Venezia, 19 giugno 2013 - La Giunta regionale, nella sua seduta di ieri su proposta dell’assessore alla sanità Luca Coletto, ha recepito e approvato le intese raggiunte il 31 maggio scorso con i medici di medicina convenzionata (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali) per lo sviluppo delle cure primarie nell’ambito del nuovo Piano Sociosanitario. Il verbale d’intesa era stato sottoscritto dall’assessore Coletto e dal segretario regionale per la sanità Domenico Mantoan per la Regione e dai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali dei medici Fimmg, Snami, Smi, Intesa Sindacale, Cisl Medici, Sumai Assoprof, Federazione Medici Uil Fpl, Fimp. Con il documento oggi recepito dalla Giunta, le parti concordano sugli obiettivi fissati per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale, come precisato nel nuovo Piano Sociosanitario, che individua le Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft) e, a regime per la medicina generale e la specialistica ambulatoriale interna, le Medicine di Gruppo Integrate (Mdgi), disciplinate dal contratto di esercizio. Nell’accordo è specificato che la pianificazione aziendale per l’attuazione degli atti regionali di programmazione si realizza attraverso il Piano Aziendale per lo sviluppo della medicina convenzionata, prevedendo per la medicina generale e la specialistica ambulatoriale interna un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2015, nel quale è possibile attivare le Medicine “in rete” e “in gruppo” come forme transitorie verso la Medicina di Gruppo Integrata e a termine. Nel sistema veneto la Medicina di Gruppo Integrata si identifica con le Unità Complesse Cure primarie, di cui agli accordi sindacali nazionali e alle disposizioni della “legge Balduzzi”. Secondo Coletto, “siamo riusciti ad ottemperare al meglio al dettato del Piano Sociosanitario e a quanto disposto della legge Balduzzi, trovando un’ampia convergenza su un progetto molto qualificante e atteso, avviato circa un anno fa”. “Se qualche settimana fa – ha aggiunto Coletto – eravamo al largo, oggi siamo approdati a un porto sicuro per garantire ai veneti le cure migliori. Si avvia oggi – ha concluso Coletto – un percorso virtuoso e collaborativo verso il miglioramento dell’assistenza territoriale e un ulteriore avvicinamento della sanità al cittadino”.  
   
   
"FARMACOVIGILANZA"  
 
Londra, 19 giugno 2013 - L´1 e 2 luglio 2013 si terrà a Londra, nel Regno Unito, la conferenza "Farmacovigilanza" (Pharmacovigilance). La farmacovigilanza è un campo della scienza impegnato nella comprensione e prevenzione degli effetti avversi delle medicine. Le nuove leggi che riguardano questo settore hanno portato a un cambiamento significativo nel modo in cui le aziende eseguono le loro valutazioni di sicurezza e presentano i dati agli enti regolatori esterni. Questa conferenza fornirà le conoscenze necessarie per le aziende, le organizzazioni e gli investitori che sono sempre più sottoposti alle pressione del panorama normativo in cambiamento. Gli argomenti di discussione comprendono audit di farmacovigilanza, l´integrazione dei dati per la sicurezza nonché sistemi di notifica migliorati per un´efficace gestione della sicurezza dei farmaci. L´evento riunirà gruppi farmaceutici, esperti di regolamentazione e organizzazioni per la cura dei pazienti, al fine di ampliare i metodi di migliori pratiche nel campo della farmacovigilanza e favorire i legami multilaterali per aumentare l´efficacia della sicurezza dei farmaci. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Smi-online.co.uk/pharmaceuticals/uk/conference/pharmacovigilance?utm_source=p-074&utm_medium=conferencealerts&utm_campaign=weblising    
   
   
MARCHE: EMERGENZA SANITARIA, PARTE LA RIORGANIZZAZIONE.  
 
Ancona, 19 giugno 2013 - L’asur (Agenzia sanitaria unica regionale) può avviare la riorganizzazione della rete dell’emergenza sanitaria (Potes). Il servizio va ricalibrato sul territorio regionale in modo da garantire una presenza capillare dei mezzi di soccorso del 118, senza costi aggiuntivi rispetto al budget assegnato. La giunta regionale ha approvato la deliberazione che autorizza l’Asur a individuare il numero, la tipologia, la dislocazione e la disponibilità orarie delle Potes (ambulanze del 118 con il medico a bordo), a seguito del parere espresso dalla V Commissione assembleare nei giorni scorsi. “Il processo di riforma della rete ospedaliere richiede il potenziamento del servizio di urgenza ed emergenza territoriale in modo da assicurare che ogni comunità sia tutelata – afferma l’assessore alla Salute, Almerino Mezzolani – Superare la frammentazione dei piccoli ospedali e la loro riconversione in strutture sociosanitarie rappresenta una necessità imposta dai stringenti vincoli di bilancio e dall’evoluzione della domanda di servizi che richiede una diversa offerta sanitaria territoriale. Il primo passo è quello del rafforzamento della rete dell’emergenza, in modo da assicurare un’adeguata presenza di mezzi e di personale nell’arco della giornata”. L’asur provvederà alla collocazione delle Potes previste (in numero maggiore rispetto alle indicazioni nazionali) sulla base dei parametri di popolazione e superficie territoriale, senza tralasciare la dislocazione esistente dei mezzi di soccorso con infermieri a bordo e di quelli gestiti dal volontariato. Tutti insieme garantiranno la sicurezza e la funzionalità del servizio di emergenza e urgenza.  
   
   
APPROVATI GLI INDIRIZZI DEL PIANO SOCIALE E SANITARIO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA.  
 
Bologna, 19 giugno 2013 - Integrazione, programmazione partecipata, riorganizzazione per rispondere ai bisogni di una comunità regionale che subisce gli effetti della pesante crisi economico-sociale e che è stata duramente colpita dal terremoto del maggio 2012. Sono le indicazioni attuative, per il biennio 2013- 2014, del primo Piano sociale e sanitario della Regione Emilia-romagna che ne confermano, nell´impianto generale, le scelte di fondo aggiornandole "nell´ambito di un convinto rilancio delle politiche pubbliche di integrazione tra l´area sociale e sanitaria" ma anche tra l´insieme di tutte le politiche pubbliche "come condizione per lo sviluppo della rete dei servizi e della valorizzazione delle comunità locali". Le indicazioni attuative, proposte dalla Giunta regionale e approvate oggi dall´Assemblea legislativa, rilanciano il welfare "da troppo tempo, a livello nazionale - si legge nel documento - non considerato come valore strategico per lo sviluppo e la coesione sociale" e, al contrario, considerato "alla stregua di un forziere da cui attingere per la riduzione della spesa pubblica". Fulcro del piano, appunto, l´integrazione e la partecipazione al sistema di tutte le formazioni sociali partendo da una programmazione partecipata la cui responsabilità è pubblica e che punta anche all’innovazione. “Troppo spesso tutto diventa crisi”, ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche per la salute Carlo Lusenti. “Noi abbiamo di fronte, invece, cambiamenti demografici, epidemiologici, sociali, tecnologici e di competenze scientifiche con cui dobbiamo confrontarci per cambiare e rendere il sistema più efficiente, senza subire una logica di tagli lineari che non abbiamo mai condiviso”. Il piano sociale e sanitario, ha spiegato Lusenti, “è un documento di impianto entro cui confluiranno tutte le azioni della Regione a favore dei servizi che rispondono ai bisogni primari dei cittadini, quelli che fondano una comunità”. “Di fronte a un impoverimento generale della popolazione - ha detto l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi - e alla necessità di sostenere il futuro, le nuove generazioni e tutte le fragilità della popolazione e delle famiglie, l’obiettivo di riferimento è un welfare che pur garantendo le necessarie risposte sanitarie offra un accompagnamento sociale più forte, legato al territorio e gestito nella trasversalità”. Sul fronte delle risorse, le linee attuative ricordano che nel 2013 "per la prima volta nella storia del Servizio sanitario nazionale", le risorse del Fondo sanitario sono inferiori a quelle dell’anno precedente (-81 milioni per l´Emilia-romagna, a fronte di un aumento dei costi dei fattori produttivi pari a circa 120 milioni); i tagli complessivi al Fondo sanitario nazionale, determinati dalle ultime manovre economiche compresa la legge di stabilità 2013, ammontano a oltre 30 miliardi di euro nel triennio 2013-2015 (il Fondo sanitario nazionale è di 106.824 milioni nel 2013, 107.716 nel 2014, 107.616 nel 2015, era di 108.780 nel 2012 prima della “spending rewiew”, di 107.880 dopo la manovra). Per perseguire equilibrio economico-finanziario 2013, a conferma di quanto avviene da diversi anni, l´Emilia-romagna, oltre ad aver stanziato dal proprio bilancio 150 milioni di euro, deve mettere in atto economie per 260 milioni di euro "e senza ridurre quantità e qualità dei servizi". Analogo discorso può essere fatto nell’area dei servizi e degli interventi sociali, che non sono neppure tutelati da un adeguato finanziamento dei livelli essenziali e sui quali la scure dei tagli si è abbattuta proporzionalmente ancora più pesantemente. Quest’area nel corso degli ultimi 5 anni è stata interessata da un taglio di risorse statali superiore al 90%: il Fondo nazionale per le Politiche sociali è passato da 929 milioni nel 2008 ai 42 milioni del 2012, così come si sono notevolmente ridotti i diversi fondi nazionali di settore. Di fronte a questo scenario, l’efficacia dell’intervento sulla promozione della salute potrà essere garantito da una governance inclusiva di tutte le risorse, degli strumenti e delle competenze professionali e l’obiettivo generale rimane la realizzazione di un sistema di welfare basato su una prospettiva dei diritti dei cittadini all´accesso, alla personalizzazione degli interventi, alla partecipazione attiva ai progetti di sostegno e cura oltre l’attenzione alle singole prestazioni. E, in ultimo, una governance che esprima il consolidamento e la semplificazione del sistema e della gestione degli interventi di integrazione socio-sanitaria, intesi anche come capacità di riconoscere i nuovi bisogni dei cittadini e di presidiare la corretta attivazione dei percorsi di cura e di assistenza. L´emilia-romagna rilancia, dunque, le sue politiche per un welfare universalistico (sia pure selettivo, quando si riferisce all´ambito sociale), pubblico nella programmazione e definizione dei bisogni, basato sulla integrazione tra politiche sanitarie e politiche sociali per perseguire salute e benessere. Dovrà essere migliorata la presa in carico della popolazione fragile (anziani spesso non autosufficienti e soli, ma anche famiglie e adolescenti in condizione di povertà o disagio); dovrà essere ulteriormente promossa e monitorata la qualità e la sicurezza sia nelle cure che nei luoghi di lavoro; dovrà essere perseguita la qualificazione del personale e l´equità di accesso ai servizi in tempi adeguati al bisogno. Le indicazioni attuative, quindi, riguardano in particolar modo fenomeni e bisogni emergenti, figli anche della crisi in corso. Temi di forte interesse e rilevanza sociale sui quali si concentreranno gli interventi e il lavoro di programmazione per mettere in campo quelle risposte necessarie a mantenere coesa la società emiliano-romagnola.  
   
   
CALABRIA: NUOVO PATTO DELLA SALUTE  
 
Catanzaro, 19 giugno 2013 - La Vicepresidente della Regione Antonella Stasi, in merito al confronto tra le Regioni con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Prendiamo atto con soddisfazione delle dichiarazioni del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di voler procedere ad avviare un serrato confronto con le Regioni, per redigere il nuovo ‘Patto per la Salute’ e della volontà del Governo di porsi il problema della copertura dei due miliardi, con gli strumenti dovuti, per scongiurare l’aumento dei ticket a partire dal 1 gennaio 2014. Ora più che mai è necessario ridisegnare una sanità nazionale condivisa che bilanci la sostenibilità economica e l´assistenza, così come affermato dallo stesso Ministro. La Calabria si avvia alle fasi terminali del piano di rientro, ed ha quasi raggiunto il riequilibrio del bilancio sanitario regionale. Ma ora comincia la fase più delicata e pericolosa. Il Presidente Scopelliti e tutti i manager stanno lavorato per la riduzione delle spese, attraverso serrate azioni di controllo e monitoraggio e con l´introduzione di nuove procedure e modi di governare la spesa. Sono state eliminate sacche di sprechi – ha aggiunto la Vicepresidente Stasi - il blocco del turnover ha riequilibrato i numeri relativi alle risorse umane impiegate, i ricoveri impropri sono diminuiti drasticamente ed il tasso di ospedalizzazione è rientrato nei parametri medi nazionali. Ma ora bisogna procedere con il rilancio e primo fra tutti occorrerà procedere finalmente allo sblocco del turnover in forma più consistente rispetto al 15% concesso. Apprezziamo da parte del Ministro l´aver accolto la richiesta pervenuta dalla conferenza delle Regioni in merito alla necessità di rivedere le norme che regolano i piani di rientro, e riscrivere insieme con le regioni le nuove regole. La Sanità in Calabria e in quasi tutte le Regioni del sud ha bisogno di essere aiutata, e questo è un grido d´allarme che il Presidente Scopelliti ed i Presidenti delle altre Regioni meridionali hanno lanciato da tempo. La Regione Calabria – ha successivamente dichiarato la Vicepresidente Stasi - ha dimostrato che in merito all´acquisto di beni e servizi i costi medi nel 2011 e 2012 sono stati mediamente inferiori alla media nazionale, pertanto ben venga il riequilibrio attraverso l´applicazione dei costi standard. Ma quello che occorre recuperare più di tutti è la sperequazione esistente in termini di trasferimenti statali. Infatti ogni cittadino calabrese prende 1704 euro, contro una media nazionale di 1851 euro, dunque 147euro in meno rispetto ad altri cittadini italiani. Questi fondi in più, pari a circa 280 milioni di euro ogni anno – ha concluso la Vicepresidente Stasi - consentirebbero alla regione di uscire velocemente dal piano di rientro, ma, soprattutto consentirebbero subito nuovi investimenti per dare slancio e riequilibrare la tipologia di servizi sanitari erogati rispetto alle regioni del nord e, dunque, recuperare in termini di competitività per abbattere la mobilità extra regione”.  
   
   
SANITA´: CHIODI APRE FORUM INSIEME A MINISTRO LORENZIN IN RAPPRESENTANZA DELLE REGIONI ITALIANE  
 
Pescara, 19 giugno 2013 - "Non esiste incompatibilità tra l´equilibrio dei conti e una sanità che funziona. In Abruzzo siamo riusciti a riportare il sistema sanitario alla sostenibilità perché solo un sistema che è in equilibrio con le spese uguali alle entrate, è sostenibile e può garantire le cure ai suoi cittadini". Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi intervenendo ieri a Roma al Forum internazionale della salute dove ha partecipato in rappresentanza della conferenza delle Regioni italiane insieme al Ministro della salute, Beatrice Lorenzin. Chiodi ha portato anche l´esperienza della regione Abruzzo ed ha illustrato il percorso di risanamento finanziario, che ha portato all´equilibrio dei conti per il terzo anno consecutivo e sanitario sul miglioramento dei livelli essenziali di assistenza. Un percorso condiviso e apprezzato dallo stesso ministro che ha sottolineato lo sforzo compiuto fino ad oggi auspicando nuove azioni volte al raggiungimento di un sistema sanitario ancora più efficace e competitivo.  
   
   
SANITA´: MINISTRO LORENZIN CONDIVIDE MODELLO ABRUZZO CHIODI: SANITA´ CHE FUNZIONA SENZA RIDURRE LIVELLI ASSISTENZA  
 
Roma, 19 giugno 2013 - Il ministro Lorenzin ieri, al Forum sulla salute condividendo a pieno il modello Abruzzo ha parlato di una "operazione di risanamento straordinaria" portata avanti dal Presidente Chiodi."i numeri - ha detto il Ministro - parlano da soli. Ora dobbiamo continuare a supportare l´Abruzzo nell´organizzazione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Teniamo presente che questa regione ha avuto un terremoto, ha dovuto affrontare molti rischi e profonde trasformazioni nel sistema. Ha retto molto bene. Speriamo di poter stabilire, per i prossimi anni, nuove misure per uscire dal piano di rientro". "In Abruzzo - ha detto invece Chiodi - stiamo lavorando per garantire ai nostri cittadini un sistema sanitario di qualità, che possa contare su servizi territoriali capillari più vicini agli utenti. E´ necessario che siano adeguati a rispondere ai bisogni di salute, con personale qualificato e tecnologie d´avanguardia, che sappiano prendersi cura della persona e della salute di ognuno. Gli ospedali devono essere dei centri di alta specializzazione per la cura". "Del resto, - ha aggiunto il Ministro - nelle regioni con i conti in equilibrio la sanità è migliore . Una buona organizzazione, una buona governance, tagliare gli sprechi, risparmiare, controllare le performance, valutare gli obiettivi, ascoltare i pazienti è l´unica ricetta che funziona e fa risparmiare". Chiodi, dopo essersi soffermato sulla situazione delle regioni italiane in materia di sanità ha sottolineato come "non bisogna solo limitare la spesa, ma occorra spendere bene? e riprendendo un monito della commissione europea lanciato nei giorni scorsi ha detto "è necessario ottimizzare e migliorare l´efficacia degli investimenti usando in maniera più efficace le risorse pubbliche per garantire l´accesso a un servizio sanitario di alta qualità". "In Abruzzo - ha proseguito - per riordinare l´organizzazione sanitaria territoriale abbiamo agito su due linee di intervento: accanto all´azione di contenimento quantitativo della spesa, attuato comunque senza ridurre minimamente i livelli di assistenza precedentemente erogati, abbiamo posto in essere azioni di miglioramento qualitativo dei servizi attraverso le riorganizzazione sanitaria territoriale"? .  
   
   
OSPEDALE DI CASTROVILLARI, SCOPELLITI INCONTRA A CATANZARO I SINDACI DEL COMPRENSORIO  
 
Catanzaro, 19 giugno 2013 - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha ricevuto, a palazzo Alemanni, una delegazione dei sindaci dell’area del Pollino della Sibaritide e della Valle dell’Esaro per un confronto sull’ospedale spoke di Castrovillari. L’incontro è avvenuto alla presenza del Sindaco di Castrovillari e presidente del Comitato territoriale Mimmo Lo Polito, e dei consiglieri regionali Giulio Serra e Gianluca Gallo. All’attenzione del governatore e commissario ad acta Scopelliti è stato sottoposto un documento sottoscritto dal tavolo permanente per la sanità (che coinvolge la conferenza dei sindaci il mondo associazionistico, le rappresentanze politico-istituzionali e sindacali del territorio) in cui vengono specificate le questioni prioritarie da affrontare per superare le criticità riscontrate – si legge nel documento – “per la mancata attuazione del decreto 18 del 2010, del decreto 106 del 2011 e del decreto 103 del 2012”. Il Presidente Scopelliti, dopo aver ascoltato le istanze e le denunce sulle problematiche connesse alla gestione del presidio ospedaliero di Castrovillari, ha assunto l’impegno di convocare una riunione nelle prossime settimane alla quale prenda parte anche il Direttore generale dell’Asp di Cosenza Gianfranco Scarpelli. “Ho accolto con molto favore la possibilità di un incontro – ha dichiarato il Presidente Scopelliti - proprio perché ritengo sia fondamentale l’ascolto delle istanze dei territori per rendere più incisiva e efficace la nostra azione di riorganizzazione razionalizzazione del settore nella nostra regione, dopo anni e anni di mancata gestione e programmazione. Tengo a ribadire che l’ospedale spoke di Castrovillari non è mai stato penalizzato. Fatta questa precisazione è mia ferma intenzione superare le criticità rilevate chiarendo, punto per punto, con il dg Scarpelli le motivazioni della mancata attuazione dei decreti che io stesso ho firmato e sono diretta espressione dell’indirizzo che ho voluto dare alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Dobbiamo rendere funzionante quanto previsto dal piano per dare risposte concrete ai cittadini. Oggi non ci è possibile venir meno a quelle che sono le indicazioni ministeriali e ho chiesto ai manager di individuare le strategie per garantire la piena funzionalità delle strutture ospedaliere e dare risposte immediate ai territori. Il nostro obiettivo è azzerare al più presto il deficit per liberare risorse da investire in questo ed in altri settori e stiamo studiando con Agenas una rimodulazione del piano operativo che, se verrà accolta al tavolo Massicci, ci consentirà di aumentare i posti letto anche nel cosentino. Ci stiamo impegnando per ristabilire una situazione di normalità con l’obiettivo di garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini calabresi. Abbiamo migliorato decisamente i bilanci ed al contempo abbiamo innalzato la qualità dei servizi sanitari offerti con indicatori che ci confortano sulla bontà della strada intrapresa”.  
   
   
SULLA SANITÀ TERRITORIALE LA REGIONE METTE A DISPOSIZIONE L’ESPERIENZA TOSCANA  
 
Firenze, 19 giugno 2013 – “Sono assolutamente d’accordo con quanto dice il ministro Lorenzin a proposito dell’importanza strategica delle cure territoriali. Anzi, ben volentieri mettiamo a disposizione del ministro l’ormai consolidata esperienza della Toscana in questo campo”. L’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni coglie al volo l’indicazione che arriva dal ministro alla salute Beatrice Lorenzin, che intervenendo ieri all’inaugurazione del Forum internazionale della sanità Sanit, ha detto che “la formula vincente è quella che pone al centro il territorio, la domiciliarizzazione dei pazienti, la gestione dei posti-acuti fuori dagli ospedali e una rete che tiene conto anche del volontariato”. “In Toscana siamo partiti già da molti anni su questa strada – sottolinea l’assessore Marroni – La valorizzazione del volontariato e la gestione della sanità territoriale sono dei pilastri della sanità toscana. Abbiamo fatto l’accordo con i medici di famiglia; abbiamo varato le Case della salute, che saranno 120 in tutta la regione; tra poco, altri 500 letti di cure intermedie si aggiungeranno agli oltre 1.000 già attivi, portando così a quasi 1.600 i letti di cure intermedie in tutte le Asl della Toscana; siamo passati dalla medicina di attesa alla sanità d’iniziativa e il nostro approccio ai pazienti è quello del Chronic Care Model, un approccio “proattivo” tra personale sanitario e pazienti, in cui i pazienti diventano parte integrante del processo assistenziale; puntiamo molto sull’assistenza domiciliare. Tutta questa esperienza, la mettiamo a disposizione del ministro e della sfida da lei lanciata di far reggere il sistema da qui ai prossimi trent’anni”.  
   
   
SALUTE: CONFERENZA PROGRAMMAZIONE SANITARIA E SOCIALE FVG  
 
Udine 19 giugno 2013 - E´ improntato ad un metodo di lavoro collegiale e trasversale, per affrontare le tematiche della salute e del sociale nell´ottica della trasparenza e della semplificazione, il rapporto che l´assessore regionale alla Salute, Integrazione sociosanitaria e Politiche Sociali Mariasandra Telesca ha instaurato con il sistema delle Autonomie locali. Lo ha ribadito lo stesso assessore intervenendo ieri ad Udine alla seduta della Conferenza permanente per la Programmazione sanitaria, sociale e sociosanitaria regionale, composta dai rappresentanti dei Comuni del Friuli Venezia Giulia, nonché dell´Anci, dell´Upi e di Federsanità Anci Fvg. L´assessore Telesca ha voluto esordire nell´approccio con la Conferenza evidenziando la massima disponibilità al dialogo, che caratterizzerà anche le future fasi di riforma del sistema sociosanitario del Friuli Venezia Giulia. Disponibilità che la vede protagonista già da alcune settimane negli incontri che ha avuto e che proseguirà, con tutte le componenti dei settori di competenza, per raccogliere dati obiettivi che saranno indispensabili per delineare la riforma della sanità. Una riforma che sarà caratterizzata da una coerenza ben precisa, ma che non potrà prescindere dalle esigenze del territorio anche per arrivare alla riorganizzazione della rete ospedaliera. Secondo l´assessore è di certo rilevante il tema della salute ma occorrerà, in considerazione dell´attuale e particolare congiuntura economica che colpisce anche la comunità regionale, porre in primo piano anche il settore sociale, nell´ottica di una visione integrata tra sanitario e sociale. L´assessore Telesca ha concluso sostenendo che proprio l´attuale situazione di crisi economica generale deve rappresentare lo stimolo per far compiere all´intera comunità regionale un salto di qualità (superando campanilismi spesso dettati da localismi) puntando sulla collaborazione di tutti al di là del territorio di appartenenza, al fine di perseguire il bene collettivo. La disponibilità e il metodo dell´assessore sono stati apprezzati dal presidente della Conferenza, Roberto Ceraolo, ma anche dai componenti dell´organismo consultivo, del quale, ha affermato Telesca, potrà essere recuperato il ruolo propositivo.  
   
   
NUOVO OSPEDALE DELLE APUANE, DALLA REGIONE ULTERIORI 9 MILIONI PER LE OPERE INFRASTRUTTURALI  
 
Firenze, 19 giugno 2013 – Dalla Regione quasi 9 milioni (8.961.000) alla Asl 1 di Massa e Carrara per la realizzazione di opere infrastrutturali necessarie per la realizzazione del Nuovo ospedale delle Apuane (Noa). La Asl 1 trasferirà l’intero importo al Comune di Massa, in quanto attuatore di queste opere. Nel corso dell’ultima seduta, la giunta regionale ha ratificato l’accordo di programma sottoscritto nel maggio scorso, nel quale vengono indicate ulteriori opere infrastrutturali (rispetto a quelle previste dall’accordo del 2005) da realizzare per consentire l’attivazione della nuova struttura ospedaliera. Queste le ulteriori opere da realizzare, per un importo complessivo di 8.961.000 euro: opere di risanamento idrogeologico (4.981.000); viabilità interna del nuovo presidio ospedaliero (1.880.000); adeguamento dei ponti sul torrente Ricortola (1.800.000) completamento della rotatoria via Mattei-via Gorizia (300.000). In qualità di ente attuatore, il Comune di Massa è in attesa del finanziamento, per poter dar seguito ai lavori di messa in sicurezza della nuova area ospedaliera in via Mattei, e di adeguamento della viabilità: lavori che dovranno concludersi prima dell’entrata in esercizio del nuovo presidio ospedaliero, prevista entro l’estate del 2014.  
   
   
SANITA’: ASSEGNATI 25 LETTI DI HOSPICE AL POLICLINICO SAN MARCO DI MESTRE.  
 
Venezia, 19 giugno 2013 - La Giunta regionale, nella sua seduta odierna su proposta dell’assessore alla sanità Luca Coletto, ha assegnato in via definitiva all’ospedale privato convenzionato Policlinico San Marco di Mestre 25 posti letto di hospice per malati terminali. La decisione discende da un accordo complessivo comprendente anche la regolazione di alcuni rapporti economici precedenti sottoscritto anche dall’Ulss 12 Veneziana negli scorsi mesi. Il contenuto dell’offerta complessiva di hospice nell’Ulss 12 Veneziana è quindi fissato in 42 posti letto: 25 al Policlinico San Marco; 8 all’Ospedale Civile Fatebenefratelli; 8 al Centro Nazareth. La remunerazione prevista per i 25 letti è pari a 210 euro giornalieri per posto letto. L’ulss 12 Veneziana è stata autorizzata all’utilizzo per il 2013 e il 2014 dell’extrabudget per un importo massimo di 2 milioni 100 mila euro l’anno.  
   
   
PARI OPPORTUNITÀ: CONVEGNO A UDINE SU DISAGIO MENTALE E CURA  
 
Udine, 19 giugno 2013 - Occhi puntati sul disagio mentale visto dalla parte delle donne, oggi a Udine, nella sede della Regione, in via Sabbadini, con l´incontro "L´anima a fior di pelle - Il disagio mentale: conoscere e ri-conoscere", organizzato dalla Commissione regionale pari opportunità, durante il quale è stata presentata anche una pubblicazione che attraverso indicazioni e testimonianze mira a divulgare informazioni e conoscenze su un grave problema sociale che non può ricadere solo sulle spalle delle donne. "Quando si manifestano situazioni di disagio mentale in famiglia le prime a essere coinvolte sono le donne; sono anche le prime che colgono i segnali premonitori e le prime a prendersi cura dei familiari sofferenti, ma troppo spesso sono lasciate sole ad affrontare i problemi, quando invece occorrerebbe trovare condivisione in una società solidale - ha affermato la presidente della Commissione Santa Zannier illustrando l´iniziativa e sottolineando che la dimensione giuridica di soggetti deboli e indifesi (anziani minorenni, disabili psichici e fisici) che si trovino in stato di sofferenza, deve trovare concreto riconoscimento nelle istituzioni italiane ed europee. Purtroppo, nonostante i richiami a ridurre il rischio di esclusione sociale - ha aggiunto - l´Europa non è ancora intervenuta con concrete proposte di legge, mentre sostegni legislativi servirebbero per attivare servizi pubblici essenziali. Un appello rilanciato dalla consigliera regionale Silvana Cremaschi, intervenuta in rappresentanza dell´amministrazione regionale e del presidente del Consiglio Franco Iacop, la quale ha assicurato l´attenzione delle Commissioni consiliari evidenziando che la costruzione dei modelli organizzativi e dei servizi deve necessariamente partire dai bisogni persone. Un convincimento maturato nell´ascolto di tante testimonianze raccolte anche nella propria attività professionale di medico: lavorare per e con le persone, per far diventare punto di forza ciò che è debolezza. L´approccio alla salute (anche in tema di disagio mentale) e alla cura deve tener conto della differenza di genere. La sottolineatura, oltre che dall´assessore comunale Cinzia Del Torre, è venuta dalla coordinatrice del gruppo di lavoro "sanità e politiche sociali" della Commissione, Annamaria Poggioli, che ha posto l´accento sulla solitudine nella quale le donne sono spesso lasciate e sui pregiudizi persistenti nella società. La barriera da abbattere è quella del silenzio, dobbiamo combattere la paura di affermare i nostri diritti e di denunciare i nostri disagi - ha detto Poggioli, sottolineando anche le difficoltà che, di fronte al disagio giovanile, incontrano gli insegnanti nel rapporto con le famiglie. Gli approfondimenti sono stati sviluppati dagli interventi del direttore del Dipartimento di salute mentale dell´Area vasta Udinese, Mauro Asquini, sull´organizzazione del servizio di salute mentale nella comunità; della responsabile del Centro di salute mentale di Udine Sud, Maria Angela Bertoni, su come riconoscere il disagio psichico nella comunità e come considerare e desiderare percorsi di cura condivisi; della responsabile del Centro di salute mentale di Tolmezzo, Tiziana Gon, sulla resilienza al femminile, ovvero su come le donne sostengono, accolgono e sopportano la sofferenza, con quella capacità appunto non solo di resistere, ma di impegnarsi per non spezzarsi; infine la voce della presidente regionale delle Associazioni dei familiari Urasam Fvg, Gabriella De Simon, che sottolineando l´importanza del dialogo, ha anche ribadito la necessità di lavorare sulla prevenzione che è, tra l´altro, uno dei cardini della strategia comunitaria in materia di salute mentale. E il messaggio che ancora una volta è emerso chiaro è che di fronte alla sofferenza psichica e al disagio mentale bisogna sempre porsi considerando contemporaneamente la persona e il suo contesto ambientale, perchè è in quella relazione che si possono fare diagnosi, svolgere cure, delineare la riabilitazione, rafforzare le capacità relazionali dell´individuo per la sua reintregrazione sociale, con l´obiettivo della reinclusione piena della persona nella comunità. Sullo sfondo, i contenuti del libro "Un passo in più. Donne e disagio mentale a Trieste", pubblicato nel 2007 e curato dalla giornalista Marina Silvestri - che oggi ha coordinato i lavori - con richiami a testimonianze di familiari, del mondo della scuola e del lavoro in esso contenute, compreso il brano "L´anima a fior di pelle" di Elisa Corsi che ha dato il titolo all´incontro odierno.