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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 21 Gennaio 2014
LA PRODUZIONE DEL SETTORE AGRICOLO MODERNO, IN LINEA CON LE ASPETTATIVE DELLA SOCIETÀ  
 
Berlino  – Di seguito l’intervento del 16 gennaio di Dacian Cioloþ Europeo commissario per l´Agricoltura e lo sviluppo rurale Cerimonia d´apertura - Settimana Verde Internazionale:” Signore e Signori, Sono lieto di essere qui in occasione dell´apertura della Settimana verde. Quest´anno sarà un anno di decisioni importanti per il futuro dell´Unione europea. Mi riferisco in particolare alle elezioni del Parlamento europeo e le discussioni che si svolgeranno durante la campagna. L´ue è in un perpetuo stato di costruzione e ha bisogno di prospettive chiare per il futuro. La politica agricola comune - soprattutto attraverso la riforma che abbiamo recentemente deciso - offre una prospettiva europea di un settore che ha un impatto molto forte sulla nostra vita quotidiana - in forma di agricoltura e alimentazione. E questo è ciò che si celebra ogni anno in modo così esemplare qui alla Grüne Woche. Insieme al 28 Stati membri e il Parlamento europeo, abbiamo riformato la Pac. Questa riforma riflette scelte già fatte - per incoraggiare gli agricoltori a produrre quello che i consumatori vogliono e non quello che le autorità pubbliche decidono. Allo stesso tempo, abbiamo voluto incoraggiare gli agricoltori a prendere in considerazione non solo le nostre scelte di consumatori - sani, sicuri, di qualità e di prodotti a prezzi accessibili - ma anche le nostre scelte di cittadini, con le preoccupazioni per l´ambiente e il nostro futuro. Dopo la fine del secolo, l´Ue si è posta obiettivi di vasta portata: la tracciabilità dei prodotti alimentari, il benessere degli animali, restrizioni su alcune sostanze come ormoni nella produzione zootecnica. Oggi, con più verde, che promuove pratiche agricole sostenibili a livello comunitario, stiamo andando un passo avanti per affrontare le sfide del rinnovamento delle risorse naturali, che sono entrambi un vantaggio economico e un bene pubblico. Questi due elementi - tenendo conto delle aspettative dei consumatori e la nostra capacità di rigenerare le risorse produttive naturali in modo sostenibile - sono due caratteristiche interconnesse della competitività dell´agricoltura moderna: non solo per produrre, ma anche per essere in linea con le aspettative della società. Sono due componenti essenziali del ´Made in Europe´ etichetta - che danno un´identità al nostro settore agroalimentare in tutto il mondo. Al fine di modernizzare la nostra agricoltura, tenendo conto delle sfide economiche e di sostenibilità, dobbiamo dare maggiore enfasi a 2 fattori: - l´innovazione e la gioventù. O meglio, l´innovazione in agricoltura attraverso la rigenerazione del settore. Giovani agricoltori, naturalmente, portare idee innovative e progressiste in linea con la società. Allo stato attuale, solo il 6% degli agricoltori dell´Ue sono sotto i 35 anni di età. Ecco perché la nuova Pac sostenere l´innovazione, la ricerca e il rinnovamento generazionale applicata. Ma gli agricoltori devono essere in grado di fare una vita comoda dal loro lavoro - e la società devono essere resi più consapevoli del valore della loro dedizione e impegno. Per questo motivo la Commissione europea ha recentemente proposto di ridefinire e rafforzare la promozione dei prodotti agroalimentari dell´Ue, sia all´interno dell´Ue e sui mercati internazionali. Stiamo proponendo di triplicare il bilancio destinato alle azioni di promozione per il 2020. Sul mercato interno, dobbiamo fare in modo che il livello di sicurezza alimentare e di qualità richiesti dai nostri agricoltori è meglio conosciuto. I consumatori devono essere ben informati quando fanno le loro scelte. A livello internazionale, allo stesso modo, la posta in gioco è alta per il nostro settore agro-alimentare, centrato in particolare le esportazioni ad alto valore aggiunto, la qualità, i prodotti trasformati. La nostra politica commerciale deve basarsi sugli attivi evidenti di nostri prodotti agro-alimentari (e questa fiera qui a Berlino è una prova in più che esistono tali attività). Non dovrebbe fare affidamento su strumenti pubblici per sostenere le esportazioni, che rischiano di pregiudicare la capacità degli altri di sviluppare la propria agricoltura, soprattutto nei paesi meno sviluppati. Dal 1 ° gennaio, la legislazione Ue è anche molto chiaro: le restituzioni all´esportazione hanno cessato di esistere come un mezzo per sostenere sistematicamente un settore. Inoltre, vorrei dirvi questa sera, nel quadro di accordi di partenariato preferenziali con i paesi africani: Sono pronto a fare un passo avanti. Sono pronto a proporre a smettere, una volta per tutte, l´uso delle restituzioni all´esportazione per quelli in via di sviluppo paesi di destinazione - anche in tempi di crisi, quando questo strumento può ancora essere utilizzato. Questo impegno porterà la nostra politica agricola pienamente in linea con la politica di sviluppo dell´Ue. Guidati da tutti questi fattori, l´Ue ha piani ambiziosi per il settore agricolo, e rimane ottimista. L´unione europea si prepara ad aiutare i suoi agricoltori per accogliere tutto ciò di cui hanno bisogno per essere competitivi, sulla base della attività della diversità dei suoi modelli di produzione e la loro compatibilità con le aspettative della società. Sono certo che il settore agricolo tedesco sarà guidando questo nuovo sviluppo, data la sua inesauribile capacità di rispondere alle sfide e adattarsi al cambiamento.  
   
   
OGM: IL PARLAMENTO EUROPEO DICE "NO!"  
 
Strasburgo - Gli eurodeputati il 16 gennaio hanno chiesto alla Commissione di vietare il mais geneticamente modificato "Pioneer 1507" nel mercato europeo. Questa prodotto resistente agli insetti potrebbe essere pericoloso per le farfalle e le falene. "Posso dire con certezza che mancano le prove sulla sicurezza di questo Ogm perché sia venduto liberamente sui mercati europei", ha dichiarato Dagmar Roth-behrendt, deputata socialista tedesca, responsabile di una relazione parlamentare sull´argomento. Perché i deputati si oppongono alla diffusione di questo tipo di mais? Altre piante geneticamente modificate hanno già ricevuto un´autorizzazione, perché in questo caso è diverso? Per il momento una sola varietà di mais, Mon 810 di Monsanto, è autorizzata per fini commerciali nell´Ue. Abbiamo deciso di opporci all´autorizzazione del "Pioneer 1507" perché siamo rimasti molto sorpresi dall´atteggiamento positivo della Commissione nonostante 12 Stati membri si fossero opposti alla sua commercializzazione (solo 6 Stati membri erano a favore dell´autorizzazione). La valutazione da parte dell´Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha messo in evidenza come le farfalle e le falene possono essere a rischio se esposte al polline del mais 1507. Per il momento Pioneer ha rifiutato di presentare i documenti riguardanti la mitigazione del rischio per queste specie in pericolo. Infine, la Commissione ha preso questa decisione di autorizzazione, sostenendo che era stata obbligata ad agire in tal senso dalla decisione delle Corte di giustizia europea dello scorso settembre. Tuttavia, la Corte ha semplicemente stabilito che la Commissione non aveva preso una decisione nei tempi prestabiliti. La richiesta per l´autorizzazione è stata introdotta nel 2001. Una decisione definitiva da parte del Consiglio potrebbe essere raggiunta presto? Non possiamo saperlo. All´interno del Consiglio è molto difficile trovare una maggioranza a favore o contro la proposta. Gli Ogm hanno un futuro in Europa? Lo scorso luglio, la Monsanto ha annunciato che ritirerà le richieste in attesa di approvazione, sostenendo che c´è una mancanza di prospettive commerciali. Certo, il contesto è complesso poiché diversi Stati membri non sono a favore della nuova autorizzazione per la coltivazione. Bisogna anche dire che la mancanza di elementi forniti dall´industria sulla sicurezza delle nuove colture geneticamente modificate non aiuta a dissipare i dubbi dei cittadini dell´Ue. Per il momento, la maggioranza degli europei (61%) si oppone allo sviluppo di alimenti geneticamente modificati in Europa (Eurobarometro del novembre 2010). I cittadini europei considerano gli Ogm come non sicuri.  
   
   
SICUREZZA ALIMENTARE: I DEPUTATI EUROPEI SI OPPONGONO ALL´AUTORIZZAZIONE DEL NUOVO GRANTURCO GENETICAMENTE MODIFICATO  
 
 Strasburgo - Il mais geneticamente modificato è soggetto ad autorizzazione per il mercato Ue ma gli Stati membri possono vietarlo sui loro territori nazionali. Con la risoluzione approvata giovedì, il Parlamento afferma che il mais "Pioneer 1507" geneticamente modificato non dovrebbe essere immesso sul mercato per la coltivazione, perché il suo polline resistente agli insetti potrebbe danneggiare le farfalle e le falene. I deputati chiedono al Consiglio dei ministri dell´Ue di respingere la sua proposta di autorizzazione e sollecitano la Commissione europea a non proporre o rinnovare le autorizzazioni di qualsiasi varietà Ogm fino a quando non siano stati migliorati i metodi di valutazione del rischio. I deputati si oppongono l´immissione in commercio nell´Ue di questo mais geneticamente modificato sulla base del fatto che tale indicazione non figura nella proposta della Commissione, come stabilito dalle norme comunitarie sull´emissione deliberata nell´ambiente di organismi geneticamente modificati. In particolare, si nota che la proposta della Commissione non specifica eventuali "condizioni per la protezione di particolari ecosistemi/ambienti e/o aree geografiche", come richiesto dalla normativa. La risoluzione è stata approvata con 385 voti favorevoli, 201 contrari e 30 astensioni. Effetti avversi - Nel suo parere febbraio 2012, l´Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) si è discostata in modo esplicito dalla conclusione citata da Pioneer secondo cui sussiste un rischio trascurabile per i lepidotteri non bersaglio nell´Ue, sottolineando invece che farfalle e falene non bersaglio possono essere a rischio se esposte al polline del granturco 1507. Il Parlamento rileva inoltre che il mais 1507 è resistente all´erbicida glufosinato, ed è commercializzato come tale negli Stati Uniti e in Canada. Tuttavia, l´Ue classifica il glufosinato come sostanza tossica per la riproduzione e non autorizzerà il suo utilizzo dopo il 2017. Nota di approfondimento - L´ultima coltura geneticamente modificata autorizzata per la coltivazione nell´Ue è la patata Amflora, nel 2010, che è però stata ritirata dal mercato Ue nel gennaio 2013, con ordinanza del Tribunale Ue (parte della Corte di giustizia). L´unica altra coltura Gm autorizzata per la coltivazione nell´Unione europea è il mais Monsanto Mon 810, autorizzazione il cui rinnovo è in sospeso da anni.  
   
   
EXPO TOUR BARCELLONA, MARONI: BATTERE CONTRAFFAZIONE CIBO  
 
Barcellona/e - "E´ un onore per me partire da qui per iniziare questo tour dei principali paesi che hanno aderito a Expo per presentare l´esposizione di Milano, le opportunità che derivano dalla partecipazione alla fiera e per presentare la Lombardia anche se qui non c´e ne è bisogno, perché i rapporti fra la nostra regione e la catalogna sono stretti". Lo ha detto il presidente Roberto Maroni inaugurando a Barcellona il World Expo tour, di cui il 16 e 17 gennaio la capitale catalana ha ospitato la prima tappa. Ricerca E Innovazione - "Parto da Barcellona anche come presidente dei Quattro motori per l´Europa. Quest´anno è passato alla Lombardia il testimone di questa associazione che ha compiuto 25 anni e con la Catalogna abbiamo sviluppato azioni di collaborazione che devono continuare. Domani incontrerò il Presidente Catalano Artur Mas con cui parlerò di questi temi, ad esempio del rinnovo dell´intesa che abbiamo siglato sul tema della ricerca e innovazione in campo sanitario. Si tratta di temi fondamentali su cui le nostre due regioni hanno sviluppato un modello di eccellenza in Europa. Su questi e altri temi il rapporti fra noi deve intensificarsi ed Expo è un´occasione". Agricoltura Prima In Italia - "Quando uno pensa alla nostra regione pensa all´industria, ma la Lombardia è la prima regione agricola d´Italia", ha ricordato Maroni sottolineando che la Lombardia rappresenta più di un quarto della ricchezza italiana. "Noi abbiamo sviluppato un´agricoltura di grande efficienza nel rispetto dell´ambiente. Questo equilibrio non facile in Lombardia si è raggiunto. E il tema di Expo rappresenta una delle naturali vocazioni della nostra Regione". Expo Importante Vetrina - Alle istituzioni catalane Maroni ha ricordato le opportunità offerte dal tema di Expo. "Scambio di best practice, di iniziative e proposte in materia di innovazione e ricerca, opportunità su temi di interesse comune, dall´agricoltura, all´acqua, all´energia, alla green economy, sostenibilità, ricerca e innovazione, opportunità straordinarie che io voglio cogliere perché Expo deve essere la vetrina per mostrare al mondo di cosa siamo capaci". In Giugno Incontri A Milano - Il Presidente Maroni ha ricordato che per lavorare su questo è già previsto un calendario di incontri, a partire da quello di giugno, quando a Milano i Presidenti delle regioni dei quattro motori d´Europa discuteranno di sviluppo economico e del ruolo delle regioni in Europa. "Tema centrale per noi è il ruolo che le regioni dovranno avare nella futura Ue. E´ un tema di grande attualità e interesse di cui si discute con grande passione in Lombardia e in Catalogna. E´ un Tema importante che può significare una svolta nelle istituzioni europee. Fra poco avremo le elezioni per il Parlamento europeo e sarà interessante capire cosa succederà. Penso siano le elezioni più importanti degli ultimi anni e siamo molto interessati al dibattito in corso". Ricadute Positive - Il governatore lombardo si è poi concentrato sulle ricadute positive di Expo sul territorio. "Siamo sicuri che sarà un grande successo, ci aspettiamo un ritorno economico importante in termini di turismo, investimenti, interesse dei paesi che parteciperanno. Siamo molto impegnati e abbiamo definito un sistema di governo di Expo molto efficace, una reale collaborazione che vede tutti soggetti protagonisti. E´ una sfida importante che vogliamo vincere ed Expo è un palcoscenico decisivo per lo sviluppo delle nostre regioni". Otterremo Consenso Su Questo Tema - Un problema che affligge l´Italia ma anche la Spagna", ha spiegato, ricordando che per le imprese italiane la contraffazione alimentare rappresenta un danno di 60 miliardi ogni anno. "Combatterla è utile e il tema di Expo è contributo importante. Abbiamo elaborato un documento di cui discuteremo domattina con il governo catalano e vogliamo che sia firmato dai Paesi che aderiscono a Expo. Finora la contraffazione non è stata sufficientemente combattuta, le istituzioni europee non hanno fatto il loro dovere a sufficienza. Con Expo possiamo cambiare pagina, sono convinto che riusciremo a ottenere un consenso". Noi Attenti A Quanto Accade In Catalogna - "Sono molto attento a quello che succede in Catalogna , perché credo sia importante nella prospettiva che noi sosteniamo, cioè di una nuova Europa, più efficiente e più vicina ai territori, quella che noi chiamiamo l´Europa delle Regioni. Poi ci sono situazioni molto diverse da tanti punti di vista fra Lombardia e Catalogna, ma il processo che qui si è messo in moto è molto interessante per gli sviluppi che potrà avere per tutte le Regioni europee". E´ quanto detto oggi da Roberto Maroni , presidente di Regione Lombardia, a margine del primo appuntamento del World Expo Tour a Barcellona. "Non siano contro l´Europa - ha detto Maroni - ma vogliamo un´Europa diversa da quella che c´è. Un´europa più efficiente e democratica. Siamo quindi interessati a discutere con questi Paesi e vedremo cosa succederà". Fava:obiettivo E´ Lotta A Contraffazione - "L´obiettivo è quello di condividere anche con la Catalogna, che tra l´altro è uno dei Quattro Motori d´Europa, il documento che noi già abbiamo presentato in Europa. Chiediamo che ci sia un addendum che modifica sostanzialmente gli obiettivi dell´Expo e che parla di lotta alla contraffazione alimentare come uno degli obiettivi politici dell´Expo 2015". E´ quanto ha dichiarato l´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava, a Barcellona, in occasione della prima tappa del ´World Expo Tour´, iniziativa di Regione Lombardia finalizzata a promuovere a livello internazionale l´Esposizione universale di Milano 2015. Il Programma Della Seconda Giornata - venerdì 17 gennaio, proseguirà e si concluderà la prima tappa del ´World Expo Tour´, l´iniziativa di Regione Lombardia finalizzata a promuovere nel mondo l´Esposizione universale di Milano 2015 (il cui tema è ´Nutrire il pianeta, energia per la vita´), i suoi contenuti e gli obiettivi che si intende raggiungere durante il semestre compreso tra il 1 maggio e 31 ottobre 2015. Di seguito il programma della seconda e ultima giornata di questa prima tappa, che si svolge in Catalogna, a Barcellona: - alle ore 10 si terrà un incontro sul tema della lotta alla contraffazione alimentare, in cui verrà analizzato il percorso per la condivisione di un patto anticontraffazione da adottare in occasione di Expo. Parteciperanno, per Regione Lombardia, il presidente Roberto Maroni, l´assessore all´Agricoltura Gianni Fava e il sottosegretario a Expo 2015 e all´Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala. L´incontro vedrà inoltre la partecipazione di Coldiretti Lombardia, con il suo presidente Ettore Prandini, e si svolgerà presso la sede dell´Assessorato all´Agricoltura, Allevamento, Pesca, Alimentazione, Ambiente della Generalitat de Catalunya; - alle ore 13 il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni incontrerà il presidente della Catalogna Artur Mas al Palau della Generalitat.  
   
   
EXPO TOUR, MARONI A IMPRESE: RILANCIO CON NUOVA EUROPA  
 
Barcellona/e - "Sono a Barcellona principalmente per incontrare il presidente della Catalogna Artur Mas nella mia duplice veste di presidente della Regione Lombardia e dei Quattro motori d´Europa". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni incontrando le imprese durante il "Momento italiano" appositamente organizzato dalla Camera di Commercio italiana a Barcellona Rafforzare Legami Già Buoni - "I quattro motori d´Europa - ha spiegato il presidente - sono un´associazione costituita 25 anni fa fra le 4 Regioni più importanti d´Europa dal punto di vista economico. Vale a dire la Lombardia, la Catalogna, il Baden Wurttemberg e il Rhone Alpes. Condividerò con il presidente Mas una serie di iniziative di reciproco interesse per rendere ancora più forti i legami che già ci sono e uniscono le nostre due Regioni e per studiare una serie di iniziative su temi importanti". Il Futuro Dell´europa E L´esempio Catalano - Fra questi il presidente Maroni ha citato "quelli legati allo sviluppo del sistema economico", "ma non solo - ha aggiunto - penso anche a quelli legati al futuro; anche al futuro dell´Europa, a un nuovo modello di governo dell´Europa a cui noi come Lombardia siamo molto interessati. Oggi il parlamento catalano ha approvato l´indizione del referendum. Noi siamo interessati perché pensiamo che questa sia la strada per migliorare l´efficienza dell´Europa. Siamo parte dell´Europa, nessuno ne vuole uscire, ma pretendiamo come Regioni motori dell´economia europea di avere più voce in capitolo". Maroni ha anche fatto notare che pur disponendo l´Europa dal punto di vista normativo e delle risorse economiche di grandi poteri di intervento "Noi regioni importanti non possiamo intervenire e spesso non abbiamo un rapporto diretto nella gestione dei fondi europei e della politica europea". "Questa evoluzione positiva che parte dalla Catalogna - ha sottolineato - è dunque molto interessante".  
   
   
EXPO TOUR. CONTRAFFAZIONE, MARONI: LA CATALOGNA ADERISCE  
 
Barcellona/e - "L´incontro è andato molto bene. La Catalogna ha aderito al nostro documento, si tratta della prima adesione e sono molto felice, perché quella contro la contraffazione è una battaglia di civiltà, che aiuta le nostre imprese, aumenta la protezione per i consumatori e favorisce la qualità. La sottoscrizione del documento da parte della Catalogna è un momento molto importante, che dà avvio alla nostra lotta per i prodotti genuini e per la qualità". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al termine dei lavori del Tavolo sulla lotta alla contraffazione alimentare, che si è svolto questa mattina, a Barcellona, al Ministero dell´Agricoltura del Governo catalano. Un incontro organizzato per condividere il documento anticontraffazione alimentare da adottare per Expo 2015. Ai lavori ha preso parte il ministro dell´Agricoltura, allevamento, pesca e ambiente del governo catalano, Josep Maria Pelegrì. Per Regione Lombardia, accanto al presidente Maroni, hanno partecipato l´assessore all´Agricoltura Gianni Fava, il sottosegretario a Expo 2015 e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala e Dario Galli, delegato allo Sviluppo di progetti speciali a livello macroregionale. Rafforzare Rapporti Tra Due Paesi - "Siamo molto interessati a rafforzare i rapporti fra i nostri due Paesi, non solo perché Lombardia e Catalogna fanno parte dei ´Quattro motori per l´Europa´ ma anche perché hanno tante eccellenze in comune da valorizzare, in Europa e nel mondo" ha spiegato Maroni, concludendo i lavori del tavolo. "Expo è una vetrina molto importante, ci sarà tutto il mondo. Per questo credo sia utile lavorare, affinché Lombardia e Catalogna siano presenti. Noi siamo disponibili a lavorare insieme su questi temi: lotta alle frodi alimentari, corretti stili di vita ed educazione alimentare. All´interno di Expo avremo uno spazio riservato alla Regione e potremmo portare lì le nostre eccellenze per mostrarle al mondo". I Partecipanti Al Tavolo - Al tavolo, insieme al presidente Maroni, sono intervenuti per Regione Lombardia, anche l´assessore Gianni Fava, il sottosegretario Fabrizio Sala e il delegato Dario Galli. Presenti all´incontro anche Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia, la presidente della Camera di Commercio italiana a Barcellona Emanuela Carmenati, il presidente della Camera di Commercio di Varese Renato Scapolan. Intorno al tavolo si sono riunite anche le agenzie e gli istituti di settore, come la Catalan Consumer Agency (Agenzia del Governo della Catalogna per la tutela dei consumatori), l´Istituto di ricerca della Catalogna per le tecnologie agroalimentari, il Consorzio per i controlli sui prodotti agroalimentari, la Federazione catalana dei prodotti Dop e Igp. Sala: Abbiamo Sempre Più Alleati - "Abbiamo convenuto insieme che la lotta alla contraffazione alimentare - quindi questo primo obiettivo che Regione Lombardia si pone per l´Esposizione universale del 2015, è una lotta che accomuna la Lombardia alla Catalogna". Lo ha detto questa mattina, a Barcellona, Fabrizio Sala, sottosegretario di Regione Lombardia all´Expo, al termine dell´incontro sul tema della lotta alla contraffazione alimentare organizzato con i dirigenti Catalani proprio in vista dell´Esposizione universale. "Il momento cruciale per realizzare questo - ha aggiunto Sala - è Expo 2015". "Detto questo, sul fronte della lotta contraffazione alimentare e della tutela dei nostri prodotti - ha concluso il sottosegretario - troviamo sempre più alleati e sono sicuro che Expo 2015 sarà la vittoria di questa lotta". Fava: Avviato Confronto -"Un successo, dal punto di vista dei contenuti il confronto di oggi è stato un successo. Abbiamo trovato grande disponibilità a ragionare sul tema della contraffazione alimentare e della centralità di Expo come momento politico di discussione di tematiche che attengono ai nostri interessi principali". E´ quanto ha detto l´assessore regionale all´Agricoltura Gianni Fava al termine del Tavolo di confronto sul tema della contraffazione alimentare, a cui ha partecipato con il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, il sottosegretario a Expo e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala, il delegato allo Sviluppo di progetti speciali a livello macroregionale Dario Galli e il presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini. Battaglia Fondamentale - "Vogliamo che il cuore economico dell´Europa, i ´Quattro motori´ che lo rappresentano - ha aggiunto Fava -, capiscano che solo un´economia pulsante può ridare fiato alle ormai asfittiche aspettative che i cittadini hanno nei confronti dell´Europa stessa". "Anche l´Ue si sta muovendo in questa direzione - ha ricordato l´assessore, che mercoledì 8 gennaio ha incontrato David Wilkinson, commissario generale Ue per Expo 2015, assieme a una delegazione della Commissione Ue - e vedo con piacere che, quando incontriamo Regioni simili a noi per dimensioni e centralità economica in relazione ai rispettivi Paesi, troviamo interlocutori che capiscono che questa è una battaglia fondamentale". Lavoro Congiunto, Obiettivo Comune - "Ogni anno il nostro Paese perde 60 miliardi di euro a causa della contraffazione - ha ricordato Ettore Prandini, presidente lombardo di Coldiretti -. Il lavoro che stiamo facendo con Regione Lombardia in vista di Expo rappresenta un impegno importante, perché ogni territorio possa vedere garantita la difesa dei propri tesori enogastronomici e si diffonda sempre più una coscienza di consumo che punti sulla qualità, sull´origine e sulla trasparenza dell´informazione in etichetta" ha affermato Prandini, che ha partecipato alla tavola rotonda nel corso della quale la Catalogna ha dichiarato che sottoscriverà e sosterrà il documento sulla contraffazione alimentare presentato da Regione Lombardia. Tesoro Di Un Paese - "I confronti avuti qui in Catalogna - ha aggiunto Prandini - hanno fatto emergere una coscienza comune in Lombardia e in Catalogna, in Italia e in Spagna, sull´importanza della tutela delle produzioni agroalimentari". Un settore che, nel 2013, ha generato a livello nazionale esportazioni per 33 miliardi di euro, con una crescita del 6 per cento, contro un Pil italiano che invece l´anno scorso ha fatto registrare una tendenza negativa. "L´agroalimentare - ha concluso - è un tesoro dell´intero Paese e come tale vogliamo presentarlo al mondo anche durante Expo nel 2015". Catalogna, Maroni: la Lombardia è attenta ai cambiamenti - "Sono qui come Presidente della Lombardia per parlare dei rapporti che ci sono fra le nostre due regioni, dello sviluppo dei Quattro motori d´Europa, di Expo e della disponibilità la Lombardia a ospitare la Catalogna all´interno dello spazio riservato alla Lombardia durante Expo". Così il governatore lombardo Maroni rispondendo ai giornalisti prima di entrare a colloquio con il Presidente Catalano Artur Mas a Barcellona. L´incontro al Palau de la Generalitat conclude la missione di Maroni in Catalogna, dove ieri e oggi si è svolta la prima tappa del World Expo Tour del governatore lombardo, anche presidente dell´Associzione dei Quattro Motori d´Europa. Ai cronisti che gli hanno chiesto un parere sul processo di indipendenza avviato dalla regione spagnola, Maroni a risposto che si tratta di "un processo molto importante che seguo con grande attenzione, la Catalogna è simile alla Lombardia da tanti punti di vista e penso che questo processo sia utile all´Europa, a trasformare quest´Europa che non funziona nell´Europa delle Regioni. La Lombardia è molto interessata a questo processo".  
   
   
EXPO TOUR BARCELLONA, MARONI: CON MAS PARLATO DI LORO INIZIATIVE POLITICHE  
 
 Barcellona/e - "E´ stato un incontro lungo e cordiale. Abbiamo discusso di tutti i temi di interesse della Lombardia e della Catalogna e di Expo in particolare. Ho confermato al presidente Mas la disponibilità a ospitare la Catalogna insieme alle altre Regioni dei ´Quattro Motori d´Europa´, durante la manifestazione, negli spazi della Lombardia". E´ quanto ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, al termine dell´incontro avuto oggi con il presidente della Catalogna Artur Mas, in occasione della prima tappa del ´World Expo Tour´ a Barcellona. Rinnovamento Europa - "Abbiamo discusso - ha aggiunto Maroni - del nostro documento di lotta alla contraffazione, che ha riscosso l´interesse del ministro dell´Agricoltura e abbiamo anche parlato di quello che sta avvenendo in Catalogna: l´iniziativa politico-istituzionale, per arrivare al referendum a novembre. Ho detto al presidente Mas che sono molto interessato a seguire questo processo, perché può portare al rinnovamento dell´Europa". Prossimo Appuntamento A Monza - Sulla situazione politica della Catalogna, ha riferito Maroni, il presidente Mas ha spiegato alcuni punti, tra cui "la decisione di ieri del Parlamento, la questione del Governo di Madrid e l´evoluzione che ci sarà, che potrà portare al referendum. E´ un percorso di cui il presidente Mas mi è parso molto convinto e che io seguo con grande interesse". "E´ la prima volta che lo incontro - ha detto ancora Maroni - e l´ho invitato a Monza il 5 giugno, per un incontro che organizzo con i presidenti dei ´Quattro Motori d´Europa´ e quindi ci sarà un seguito". Expo Tour, Maroni: prima tappa utile e importante - "Molto utile e importante". Così il presidente Roberto Maroni ha definito, tracciandone un bilancio, la prima tappa di ´World Expo Tour´ a Barcellona. "Abbiamo avuto il sostegno della Catalogna - ha spiegato Maroni - sul nostro documento sul tema della lotta alla contraffazione e sull´alimentazione, che sono gli elementi centrali di Expo. L´adesione e il sostegno della Catalogna sono un punto di partenza positivo. Siamo partiti da qui, per fare il ´World Expo Tour´, con un punto a nostro favore, che è proprio l´adesione della Catalogna alle nostre iniziative". Rispondendo a una domanda riguardo alla richiesta arrivata al presidente Mas da alcune forze politiche di non riceverlo in quanto esponente della Lega Nord, Maroni ha sottolineato che "io sono il presidente della Regione Lombardia e dei ´Quattro Motori d´Europa´. Quindi queste polemiche non mi interessano minimamente. Bene ha fatto il presidente Mas a non accogliere questo invito, che mi sembra francamente un atto di stupidità politica e istituzionale".  
   
   
FIRENZE - AGRICOLTURA, 3 MILIONI DI CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO  
 
La Camera di Commercio di Firenze informa che il bando denominato "Aumento del valore aggiunto dei prodotti agricoli" del Psr 2007/2013 prevede misure di sostegno a investimenti materiali ed immateriali riferibili a raccolta, condizionamento, lavorazione e trasformazione, conservazione, confezionamento e predisposizione per le successive fasi di distribuzione commerciale o di utilizzazione industriale dei prodotti agricoli primari. L’aiuto consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto in percentuali variabili tra il 10 ed 40% rispetto alle tipologie di investimenti ammissibili. La domanda può essere presentata entro le 13 del 18 febbraio 2014. Per maggiori informazioni è possibile contattare tel. 0552671609 http://www.metropoliaziendaspeciale.it/    
   
   
CALABRIA: ASSEGNATI OLTRE UN MILIARDO E CENTO MILIONI DI EURO PER LA PROGRAMMAZIONE 2014-2020 DEL PSR  
 
L’assessore regionale all’agricoltura Michele Trematerra ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto tra il Ministero delle politiche agricole e le Regioni sull’applicazione della Politica agricola comune (Pac) 2014-2020, per quanto riguarda il secondo piastro, ossia la dotazione finanziaria dei Programmi di sviluppo rurale (Psr) regionali della prossima programmazione dei fondi comunitari. Alla riunione romana, alla presenza del capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo surale Giuseppe Blasi, oltre all’assessore Trematerra, hanno preso parte anche il dirigente generale del Dipartimento agricoltura, foreste e forestazione della Regione Calabria Giuseppe Zimbalatti, l’Autorità di gestione del Psr Alessandro Zanfino e il dirigente del settore sviluppo rurale Giovanni Aramini. La dotazione finanziaria del Programma di sviluppo rurale della Calabria, rispetto al passato sessennio, è stata non solo confermata, ma addirittura implementata. In particolare per il periodo della prossima programmazione, la Calabria, in posizione di spicco tra le regioni a obiettivo convergenza, riceverà 1.103.562.000 euro, a testimonianza della riconosciuta capacità amministrativa che la Regione a ha dimostrato in questi anni nella gestione dei fondi comunitari. Al termine dell’incontro Trematerra ha ribadito il suo compiacimento “perché il Dipartimento regionale è riuscito nel suo intento di salvaguardare il comparto agricolo calabrese”. “Nonostante la Calabria avrebbe meritato di più – ha affermato l’assessore Trematerra – siamo comunque soddisfatti dei risultati ottenuti, considerando che stiamo attraversando un momento di forte crisi generale e che i fondi comunitari sono stati concessi e suddivisi in maniera più ponderata rispetto al passato. È stato determinante, ai fini dell’intesa, proprio il voto favorevole della Calabria, unica fra le ventuno regioni che ha esitato sulle condizioni dell’accordo. Pertanto, pur sapendo di meritare qualcosa in più - ha precisato l’esponente della Giunta - abbiamo votato si all’accordo sulla programmazione 2014-2020 inerente allo sviluppo rurale, per senso di responsabilità nei confronti dei nostri agricoltori e di quelli di tutta Italia che, mai come adesso, hanno bisogno di certezze e punti fermi, nonché di rapidità ed efficienza burocratica. Prima di dare il nostro assenso, però – ha sottolineato Trematerra - abbiamo preteso dal Ministero le opportune garanzie per la nostra regione sul primo pilastro, ossia sugli aiuti diretti, altra partita importante che giocheremo a breve nei tavoli romani. Adesso – ha evidenziato ancora l’assessore regionale all’agricoltura – possiamo procedere in maniera più spedita con le attività della nuova programmazione e siamo certi che riusciremo a valorizzare al meglio le potenzialità che essa ci offre, sempre nell’ottica della qualità della spesa, della valorizzazione della progettazione di qualità e della limitazione degli sprechi”. La Regione Calabria contribuirà, inoltre, anche al finanziamento di quattro Piani operativi nazionali, ritenuti dallo stesso Trematerra “della massima rilevanza perché avranno certamente importanti ricadute sul territorio calabrese, che riguardano il piano irriguo, la gestione del rischio, la biodiversità e la rete rurale nazionale. La Calabria – ha dichiarato infine Trematerra -, d’accordo con le altre Regioni, ha chiesto al Governo e all’Europa di escludere dal calcolo delle spese che concorrono al patto di stabilità interno, la quota di cofinanziamento regionale per lo sviluppo rurale”.  
   
   
AGRICOLTURA IN VENETO: LA SEMPLIFICAZIONE SI CHIAMA “DEMATERIALIZZAZIONE”  
 
Venezia - E’ anche semplice semplificare la burocrazia. “Bisticcio di parole a parte, oggi c’è la possibilità concreta di “dematerializzare” carte e registri, svolgendo di fatto tutte le operazioni che servono con modalità informatiche: in questo modo si facnno risparmiare i cittadini, le imprese e la stessa pubblica amministrazione. E’ quanto abbiamo fatto anche per le procedure Uma, quelle cioè relative agli Utenti di Motori Agricoli, che da quest’anno sono appunto dematerializzate”. Lo conferma Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto e promotore del relativo provvedimento, contestuale anche alla revisione delle tabelle di ettarocoltura che servono a calcolare la quantità di carburante a prezzo agevolato della quale può usufruire l’imprenditore. “Abbiamo rivisto radicalmente l’intero processo, introducendo strumenti informatici innovativi – gli fa eco il direttore di Avepa Fabrizio Stella – ottenendo due obiettivi: semplificare gli adempimenti a carico delle imprese agricole e ridurre i costi dell’Agenzia”. Quello dell’assegnazione di carburante agevolato interessa la maggior parte delle aziende agricole: “nel 2013 Avepa ha gestito quasi 50 mila domande, con l’assegnazione di circa 3 milioni di ettolitri di carburanti”. Orbene: dall’1 gennaio di quest’anno il vecchio libretto Uma, cartaceo, è stato digitalizzato e l’unica operazione di “stampa” per l’agricoltore consiste ora in un unico foglio, di carta nel quale sono riportati i dati essenziali dell’impresa e il quantitativo di carburante assegnato. Tutte le altre informazioni aziendali di riferimento (colture, allevamenti, macchine agricole, superficie e così via.) sulle quali si basa il calcolo del quantitativo di carburante, prima registrate nel libretto, sono ora all’interno di un applicativo informatico, nel quale i distributori di autorizzati registrano, in tempo reale e senza bisogno di carte, timbri e firme, i prelievi effettuati dall’impresa. I dati su prelievi e rimanenze di carburante sono quindi sempre aggiornati e consultabili da tutti i soggetti interessati: imprenditori, Centri di assistenza agricola e Sportelli unici agricoli Avepa, distributori autorizzati e organi di controllo. “Questo modello di gestione – sottolinea Manzato – evita, tra l’altro, i frequenti errori riscontrati in passato e le relative sanzioni. L’aggiornamento in tempo reale dei consumi permetterà anche di valutare tempestivamente, sulla base di dati reali, la necessità di assegnazioni supplementari per interventi volti a fronteggiare eventi eccezionali, per esempio l’irrigazione di soccorso nei periodi siccitosi”.  
   
   
PUGLIA: IN CONFERENZA STATO-REGIONI IL TEMA DELLA PESCA E ACQUACOLTURA  
 
Approda in Conferenza Stato-regioni il grande tema della pesca e dell’acquacoltura. “Come coordinatore nazionale di tutti gli assessori regionali e rappresentanti delle province autonome porrò la questione al Ministro affinché su questo potenziale di sviluppo della nostra nazione si ponga, finalmente, la giusta attenzione, rivendicando non solo ruolo nell’ambito della programmazione e della governante di tutte le questioni inerenti il comparto, ma anche chiedendo una omogeneizzazione della normativa e maggiore snellimento delle procedure”. E’ quanto dichiara l’Assessore pugliese e coordinatore nazionale Fabrizio Nardoni al termine del Tavolo interregionale sulla pesca e l’acquacoltura svoltosi a Roma. Un documento di intenti ma anche un vademecum preciso sugli strumenti da mettere subito in atto nel confronto con il Governo, a partire dall’art. 59 (comma 11) del D.l. 83/2012 che conferisce al Ministero il potere di autorizzazione per l’esercizio di nuovi impianti di acquacoltura in mare al di là di un chilometro dalla costa. “Di questo strumento chiediamo l’abrogazione – spiega Nardoni – perché la normativa così prevista presenza diversi profili di incoerenza e complessità applicativa rispetto al complessivo quadro normativo vigente in materia di gestione del demanio marittimo. In particolare il tavolo interregionale considera sovrapposta, rispetto all’istituto della concessione demaniale di competenza regionale, proprio la materia che riguarda l’autorizzazione per l’esercizio degli impianti. Una assunzione di competenza in capo allo Stato che si porrebbe in maniera del tutto incoerente rispetto al generale ed assodato quadro normativo e costituzionale in forza del quale tale competenza è conferita a Regioni e Province autonome”. Il tavolo interregionale chiede al Mipaaf anche un riesame complessivo della governance sul settore, e un riesame della normativa sui canoni per le concessioni demaniali marittime per fini di pesca ed acquacoltura. “Vi è una situazione di evidente disparità di trattamento determinata dalla disciplina dei canoni concessori demaniali marittimi per attività di pesca ed acquacoltura – afferma il coordinatore Nardoni – perché la normativa vigente prevede infatti dei canoni profondamente diversi per le società cooperative e i loro consorzi e per le imprese non costituite in forma di cooperativa. Tema questo su cui si era espressa anche l’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato rilevando effetti discorsivi nella concorrenza tra operatori che svolgono stessa attività”. Il tavolo composto da tutte le Regioni e Province autonome italiane chiede dunque chiarezza ma anche maggiore coinvolgimento. “Chiederemo una verifica e una rivisitazione dell’attuale modello di governance – chiarisce Nardoni – ma anche un confronto più serrato sullo stato di attuazione del Fep (Fondo Europeo Pesca) e sulla missura dell’arresto definitivo al riguardo del quale sottolineo come sia improcrastinabile la chiusura dell’istruttoria da parte del Mipaaf con la pubblicazione della graduatoria e la trasmissione degli importi da erogare alle singole Regioni”.  
   
   
PSR 2014-2020, PER LA BASILICATA 680 MILIONI DI EURO  
 
Ammontano a 680 milioni di euro i fondi a disposizione della Regione Basilicata per gli interventi a favore dello sviluppo rurale nel nuovo ciclo di programmazione 2014-2020. A questo importo si potranno aggiungere le risorse derivanti dalle misure nazionali per l’agricoltura, tra cui quella per la Gestione del rischio, finanziata con 1 miliardo e 640 milioni di euro, e per la Biodiversità animale, sostenuta con 200 milioni di euro. “Il nuovo Piano di sviluppo rurale – ha affermato l’assessore all’Agricoltura, Michele Ottati – deve nascere con la condivisione e il contributo concreto del mondo agricolo. Invito le categorie e gli esponenti del mondo agricolo a esprimere le proprie osservazioni e proposte per giungere a un Programma che tenga conto delle reali necessità dell’agricoltura lucana”. Una prima proposta strategica sarà pubblicata agli inizi di febbraio sul sito del Dipartimento. Subito dopo sarà dato avvio a una consultazione aperta con il comparto agricolo in modo da recepire, anche on line, indicazioni e suggerimenti delle rappresentanze di categoria e degli imprenditori. Una data utile per effettuare una prima valutazione del Piano, rende noto l’assessore, sarà il 17 febbraio, in occasione di un convegno che il Dipartimento sta organizzando sulle prospettive aperte dalla Pac, in particolare dal primo e secondo Pilastro, a cui parteciperanno funzionari dell’Unione europea. “L’obiettivo – ha detto ancora Ottati – è quello di avere il documento definitivo entro il 30 giugno, riducendo i tempi e le lungaggini burocratiche delle passate esperienze. Dobbiamo fare presto. Il mondo agricolo non può aspettare ma deve poter cogliere tutte le opportunità di sviluppo”.  
   
   
BASILICATA, GAL MARMO MELANDRO: 250 MILA EURO PER RISTRUTTURAZIONE RISTORI  
 
Il Gal Marmo Melandro finanzia la ristrutturazione di varie attività di ristoro nell’area del Gruppo di azione locale. L’operazione - spiega una nota - intende supportare direttamente Le aziende del territorio dell’intera filiera della ricettività anche diversificando Il reddito aziendale, incentivare la permanenza dei giovani, contenendo I fenomeni di spopolamento e di emarginazione socio- economica delle aree rurali. In particolare - prosegue il comunicato del Gal - - si pongono I seguenti obiettivi: miglioramento della capacità imprenditoriale e professionale degli addetti al settore agricolo e forestale e sostegno del ricambio generazionale; favorire nelle aree rurali attività volte a tutelare e valorizzare l’emergenze naturali, culturali e paesaggistiche dell’ area; salvaguardia,valorizzazione e fruibilità delle risorse ambientali del territorio; valorizzazione delle produzioni tipiche locali, sia agroalimentari che dell’artigianato produttivo; accrescimento dell’attrattività territoriale; diffondere I principi della qualità e del benessere alimentare. L’intervento promuove la realizzazione di investimenti rivolti alla ristrutturazione di: piccole strutture ricettive anche agrituristiche, ristoranti, locande, locali con degustazione di prodotti. L’accesso al bando era rivolto alle micro imprese definite Ai sensi Della Raccomandazione 2003/361/Ce Della Commissione, comprese quelle di nuova costituzione che rispettino Il regime de minimis in esecuzione del Regolamento Ce n. 1998/2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato Ce agli aiuti di importanza minore “de minimis” (in Gu L 379 del 28/12/06). Disponibilità finanziaria, forma ed intensità dell’aiuto risorse finanziarie disponibili: € 250.000,00 di quota pubblica, cui vanno aggiunti € 250.000,00 di cofinanziamento privato, per un totale complessivo di € 500.000,00. “siamo molto soddisfatti - commenta il presidente del Gal Michele Miglionico - dell’attenzione e delle risposte che il bando ha ricevuto. Più di dieci i progetti giunti e quasi tutti considerati utili al finanziamento; ci impegneremo a recuperare le risorse necessarie per poter immaginare nel futuro imminente il finanziamento dell’intera graduatoria, convinti più che mai che la piccola economia delle aree interne va tutelata, salvaguarda e sostenuta il più possibile. L’erogazione e l’investimento finanziato hanno tempi molto ristretti e pertanto si prevede la realizzazione e la spesa nel giro di pochi mesi.”  
   
   
ECCELLENZE AGROALIMENTARI AL MOTO GP PRESENTATA L´INIZIATIVA "IN VIAGGIO CON WANTEAT"  
 
Pescara - "Per le aziende dell´agroalimentare abruzzese si prospetta l´occasione di essere presenti in una vetrina di importanza mondiale. Per questo la Regione ha subito sposato questa iniziativa e si è attivata per mettere in contatto tra loro la società ideatrice del progetto, Wanit.it, il Polo d´innovazione per l´agroalimentare, Agire, e il Centro Estero delle Camere di Commercio". Così il vice presidente della Regione Abruzzo con delega allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, presentando questa mattina, a Pescara, in conferenza stampa, "In viaggio con Wanteat, iniziativa organizzata dalla start up abruzzese Wanit.it per promuovere le eccellenze dell´enogastronomia regionale nel mondo. "In viaggio con Wanteat", infatti, propone alle aziende abruzzesi dell´agroalimentare di partecipare al Paddock del Moto Gp 2014. 19 tappe in 14 Paesi di tutto il mondo, in cui sarà allestito uno spazio per la preparazione e la degustazione dei prodotti direttamente all´interno dell´area riservata all´hospitality, dove sarà possibile presentare, incontrare e vendere prodotti ad importatori, buyer e broker. "Quando i giovanissimi talenti di Wanit.it mi hanno presentato il progetto - ha detto Castiglione - ho subito capito che questa sarebbe stata un´occasione unica per le nostre aziende e che, in particolare, il polo Agire avrebbe potuto giocare un ruolo determinante nel coordinamento. Sarebbe impensabile, infatti, proporre la partecipazione ad una vetrina mondiale così importante alle singole aziende: è qui che viene fuori tutta la forza dell´aggregazionismo. Per misurarsi con questi prestigiosi contesti internazionali ed avere un peso contrattuale maggiore - ha aggiunto l´assessore - è fondamentale fare squadra. Abbiamo quindi messo in contato Wanit.it, Agire e il Centro Estero delle Camere di Commercio d´Abruzzo, ognuno dei quali farà la sua parte perché questo progetto abbia il successo che merita, ed oggi siamo qui a presentare una iniziativa che candida la Regione Abruzzo ad essere l´unica realtà presente al paddock del Moto Gp 2014 con le proprie eccellenze agroalimentari, che si confermano prezioso traino dell´economia regionale". Alla conferenza stampa erano presenti anche l´amministratore delegato e il direttore generale di Wanit.it, Marco Manzo e Nico Sacchini, Sara Napoleone del Centro Estero e Marta Valente del Polo Agire. Il Polo Agire e il Centro Estero, dal canto loro, sosterranno la partecipazione delle aziende con un contribuito alla partecipazione e, insieme a Wanit.it coadiuveranno la spedizione dei prodotti e l´organizzazione dei cooking show nei 14 Paesi che ospiteranno le tappe del Moto Gp 2014.  
   
   
MARCHE: 538 MILIONI DI SPESA PUBBLICA PER IL NUOVO PIANO DI SVILUPPO RURALE.  
 
 538 milioni di euro, 55 milioni in più rispetto alla somma complessiva della passata programmazione che era pari a 482 milioni di euro. Questo il risultato per le Marche del riparto - approvato a Roma dagli assessori all’Agricoltura - per lo Sviluppo rurale della nuova politica agricola comunitaria. L’assessore all’Agricoltura della Regione, Maura Malaspina, ha espresso “viva soddisfazione” per il risultato raggiunto. “Per le Marche - da detto - per il nuovo Programma di sviluppo rurale, avremo a disposizione oltre il 10% in più rispetto alla precedente programmazione. È stato premiato lo sforzo che abbiamo fatto come Regioni per avere risorse ulteriori che andranno a vantaggio delle imprese”. “Ma c’è un’ulteriore buona notizia - continua l’assessore Malaspina - Ci sono, a livello nazionale, altri 2,2 miliardi per le imprese, dei quali 1,6 miliardi per i Piani di gestione del rischio, 300 milioni per gli investimenti irrigui e 200 milioni per la biodiversità animale. Nelle prossime settimane noi assessori ci riuniremo per la definizione dei suddetti Piani nazionali e ci sarà l’impegno perché una quota significativa di queste risorse possa andare a vantaggio delle imprese marchigiane”. Oggi l’accordo del riparto verrà inserito all’Ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni per la prevista intesa, insieme al documento approvato dagli assessori, nel quale si è voluto ribadire come sia importante risolvere, preliminarmente a tutta l’attività di programmazione, in corso di realizzazione e da completare al più presto, alcune criticità registrate nell’attuale fase di programmazione: in particolare sono state segnalate le questioni di seguito riportate. Patto di stabilità – Ineludibile è la necessità di escludere, dal computo delle spese che concorrono ai vincoli derivanti dal patto interno all’Ue di stabilità e crescita, la quota di cofinanziamento regionale. In caso contrario potrebbe verificarsi l’impossibilità, per le Regioni, di prevedere in bilancio le risorse necessarie. Iva enti pubblici – Pur constatando che il regolamento dello Sviluppo rurale permette il finanziamento dell’Iva non rimborsabile, le Regioni chiedono allo Stato di presidiare, in sede comunitaria, la definizione dei regolamenti applicativi, nei quali chiarire che anche la spesa per l´Iva degli investimenti pubblici possa essere oggetto di finanziamento comunitario. Nel caso questo non fosse possibile, impegna il governo a trovare una posta di bilancio per la copertura delle relative spese per l’Iva dei vari Psr. Fondo sviluppo e coesione – L’agricoltura contribuisce, in maniera decisiva, al mantenimento dei beni pubblici ambientali di questo Paese. Si chiede, pertanto, che gli interventi riferiti a questo settore, al raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di partenariato, siano destinatari di adeguate risorse finanziarie nell’ambito del Fondo di sviluppo e coesione.  
   
   
BARI: IL PRIMO RICETTARIO DELLA PUGLIA CHE MANGIA DIFFERENTE  
 
Un ricettario polifonico dedicato alle diversità alimentari: vegetariani, vegani, allergici, diabetici, ipertesi, colesterolemici, curiosi alimentari. E poi il primo Atlante digitale della Puglia che mangia differente. Si svilupperà su più fronti un’iniziativa di promozione della dieta mediterranea di Unioncamere Puglia, in collaborazione con le Camere di Commercio di Bari, Brindisi e Foggia e cucinaMancina, una delle start up vincitrici del bando Valoreassoluto 2013 dell’ente camerale barese. All’istituto Ettore Majorana di Bari, fino al 23 gennaio 2014, cucinaMancina preparerà e fotograferà insieme a chef e blogger pugliesi ricette tradizionali pugliesi declinate in chiave mancina e creazioni originali a base delle eccellenze agroalimentari pugliesi. Una tavola inclusiva che raccoglie piatti per tutti i palati: dalle cartellate senza glutine al ragù vegetariano, dalla focaccia di semola alla bietola selvatica ai ciutt’ciutt’ vegani. Tutte le ricette saranno realizzate utilizzando anche i prodotti delle linee dedicate alle diversità alimentari delle aziende pugliesi che hanno aderito al progetto. Le preparazioni verranno riportate su una pubblicazione cartacea e digitale in italiano ed inglese che sarà distribuita a livello nazionale e internazionale attraverso le principali fiere di food le maggiori librerie digitali. E poi L’atlante della Puglia che mangia differente che offrirà una mappatura delle aziende che hanno linee di produzione dedicate alle diversità alimentari e delle attività al pubblico (ristoranti, pizzerie, pasticcerie, panetterie) sensibili a queste tematiche. “Grazie a questa iniziativa stiamo scoprendo l’altro lato della Puglia alimentare, che resta in gran parte sommerso” ha dichiarato Angela Partipilo, segretario generale di Unioncamere, “dando seguito ad un’idea innovativa che abbiamo premiato con il concorso Valoreassoluto”. “Ciò che distingue le nostre tavole è la cura, intesa come capacità di includere e abbracciare ogni palato ed esigenza alimentare” sostengono Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano, le co-founder di cucinaMancina. La mappatura di aziende e ristoranti andrà avanti fino a fine febbraio. Le candidature sono possibili a questi link: http://tinyurl.Com/pbjmaja  (aziende) - http://tinyurl.Com/p2296kk  (ristoranti). Www.cucinamancina.com    
   
   
PRESENTATO IL PRIMO CENTRO DI LAVORAZIONE DELLA SELVAGGINA IN PIEMONTE  
 
La struttura rappresenta un progetto pilota e il primo esempio di come una gestione complessiva dell’attività venatoria, dalla prima all’ultima fase della filiera, possa contribuire alla riduzione della fauna selvatica in eccesso, generare ricadute in termini di riduzione della spesa per gli indennizzi e incentivazione di un filone economico e occupazionale Si è tenuta il 17 gennaio, presso la sede dell’Atcto3 a Piossasco, la conferenza stampa di presentazione del primo “Centro di lavorazione della selvaggina” del Piemonte. L’attività, ubicata nel comune di Piscina presso la struttura della Società Idealcarni, ha permesso di avviare nell’Ambito Territoriale di Caccia To3 un progetto di promozione e valorizzazione delle risorse faunistico-territoriali per la realizzazione della prima catena di conferimento, lavorazione e commercializzazione della carne di selvaggina sotto il controllo del Servizio Veterinario d’Igiene. Il Centro provvederà al ritiro, controllo, trasformazione e vendita dei capi abbattuti mediante attività venatoria, includendo nella lavorazione animali prelevati sia nel corso di ordinarie battute di caccia sia a seguito di specifiche attività di controllo faunistico volte a limitare i danni alle colture. Per la prima volta in Piemonte, dunque, si completa l’intero percorso della filiera di carne proveniente da fauna selvatica. Alla realizzazione del progetto si è arrivati grazie ad un’attività di coordinamento e sostegno reciproco tra l’Ambito Territoriale di Caccia Torino 3, la Confederazione Italiana Agricoltori di Torino, la Società Idealcarni di Piscina (To), e il coinvolgimento dell’Assessore Regionale all’Agricoltura e Foreste, Caccia e Pesca Claudio Sacchetto, l’Assessore Regionale ai Parchi ed Aree Protette Gianluca Vignale, il Direttore del Servizio Veterinario Igiene della Produzione Alimenti dell’Asl To3 dott. Francesco Giacomino. L’iniziativa rientra nell’ambito di una visione organica e moderna dell’attività venatoria, lontana da posizioni pregiudiziali da un lato, aperta ad armonizzare le differenti funzioni riconducibili alla caccia dall’altro: l’esercizio venatorio è strumento di prelievo e controllo, potenziale antidoto ai danni alle colture causati dalla fauna selvatica, mezzo per la tutela e conservazione dell’ambiente, veicolo di tradizioni e valori secolari e, infine, potenziale risorsa per sviluppare una filiera in grado di vivacizzare un canale specifico dell’economia locale che ha quale prodotto centrale carne di selvaggina di ottima qualità e riconosciuta genuinità. Tale esperienza consentirà di organizzare e gestire con efficacia l’impiego della selvaggina a seguito del prelievo, con la possibilità di garantire la massima trasparenza e tracciabilità del prodotto a favore del consumatore. Mediante tale opportunità innovativa si promuove indubbiamente una valorizzazione della fauna selvatica: l’Atc To3, attraverso la vendita dei contrassegni previsti dalla normativa regionale ai cacciatori (il cacciatore è previsto che acquisti la fascetta corrispondente al capo venabile prima della sessione di caccia) potrà destinare tali risorse all’indennizzo dei danni alle colture agricole. Non vanno poi sottovalutati i potenziali risultati in termini economici e occupazionali, includendo come usufruitori di una filiera garantita e tracciata anche ristoratori, agriturismi, mense. Assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, Caccia e Pesca Claudio Sacchetto: “Il progetto di centro di lavorazione della selvaggina consente di affrontare in modo nuovo e, a mio parere, estremamente positivo, un aspetto dell’attività venatoria, vale a dire il destino dei capi prelevati. Con questa iniziativa viene posto in primo piano il concetto di fauna inteso come bene pubblico, di tutti: amministrare l’esercizio venatorio non significa esclusivamente normare il prelievo, ma allargare gli orizzonti e prevedere una destinazione, un indirizzo dei capi abbattuti che oltre a interessare da vicino il cacciatore, si traduce in impulso ad una filiera che fino a questo momento, nonostante le potenzialità, non ha saputo crearsi un canale consolidato di approvvigionamento. È anche e soprattutto attraverso una gestione moderna, flessibile e strutturata dell’esercizio venatorio -complessivo di tutte le sue fasi- che si potranno ottenere risultati efficaci anche in termini di diminuzione dei danni alle colture agricole causati dalla proliferazione della fauna selvatica”. Assessore regionale ai parchi e alle aree protette, Gian Luca Vignale: “Il progetto prevede la lavorazione, e poi vendita, di carni di capi che vengono abbattuti nei piani di selezione annuale e nel rispetto dell’equilibrio che si deve raggiungere tra uomo e fauna selvatica. Grazie a questa iniziativa si potrà realizzare una filiera corta della carne che, garantirà benefici tangibili non solo per il controllo selettivo all’interno delle aree protette, ma anche per l’Ente Parco e per l’economia locale” «Bene l’impegno dell’Atc To3 – commenta il Vicepresidente regionale della Confederazione Italiana Agricoltori Lodovico Actis Perinetto – per l’avvio della prima esperienza di filiera per la commercializzazione della fauna selvatica in Piemonte, sull’esempio di pratiche che già esistono e sono consolidate in numerose regioni italiane. La sfida ovviamente deve essere di non piegare l’attività venatoria a fini di lucro ma di lavorare insieme, agricoltori e cacciatori, per fungere da presidio del territorio e correggere i disequilibri che si creano quando una singola specie prende il sopravvento sulle altre». Roberto Barbero, Presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori di Torino, dichiara: «Per gli agricoltori i danni provocati dalla fauna selvatica rappresentano ormai un problema endemico. Confidiamo che la possibilità di commercializzare carne di selvaggina frutto degli abbattimenti e delle attività di contenimento programmate, oltre ad offrire maggior sicurezza al consumatore sulla qualità e sulla freschezza del prodotto finale, rappresenti una via innovativa per rendere sostenibile la presenza di questi animali sul territorio e assicurare alle aziende agricole colpite il veloce indennizzo dei danni subiti».  
   
   
EMILIA ROMAGNA: INTESA SUL POMODORO DA INDUSTRIA  
 
Bologna – “Mi congratulo con produttori e industriali per l’innovativo accordo sul pomodoro da industria”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni commenta l’intesa raggiunta a Parma tra tutte le organizzazioni dei produttori e le rappresentanze delle imprese private di trasformazione (aggregate in Aiipa e Confapi) e riguardante il contratto quadro 2014 relativo al pomodoro da industria per il Nord Italia. “L’anticipo con cui si è pervenuti all’intesa rispetto agli anni scorsi - sottolinea Rabboni - e la certezza di un prezzo remunerativo per gli agricoltori favoriranno una corretta programmazione delle superfici coltivate a pomodoro, vera e propria eccellenza emiliana, dopo le consistenti riduzioni dell’ultimo biennio. Mi auguro - conclude l’assessore - che le superfici che verranno programmate e coltivate risultino in linea con le effettive potenzialità dell’industria di trasformazione e che quest’ultima possa valorizzare adeguatamente sul piano commerciale in Italia e nel mondo i prodotti lavorati”. L’accordo Queste le principali novità dell’intesa. La prima riguarda l’aumento della remunerazione del pomodoro di oltre il 10% rispetto allo scorso anno, in funzione della qualità stabilita nel capitolato del contratto. Innovazioni rilevanti riguardano l’introduzione di un premio economico in funzione della corretta programmazione da parte dei produttori e il rafforzamento del sistema di controllo sulla qualità per garantire una corretta e omogenea valutazione del pomodoro. Relativamente al capitolato, è stato aggiornato il valore medio di riferimento della scala Brix (uno dei principali elementi che determina il pagamento): posizionato a 5 anziché a 5,05 per avvicinarlo alla media produttiva degli ultimi anni. Infine, per poter programmare la produzione al meglio, è stato stabilito che i singoli contratti dovranno essere depositati all’Oi (Organizzazione interprofessionale, Distretto da pomodoro da industria del Nord Italia) entro venerdì 7 febbraio.  
   
   
LIGURIA AMPLIATA LA GAMMA DEI SERVIZI PER I PRODUTTORI AGRICOLI PER MIGLIORARE LIVELLO PRODOTTI”  
 

Genova. Si amplia la gamma dei servizi in ambito agro-alimentare e forestale forniti ai produttori agricoli liguri dal laboratorio chimico regionale di Sarzana. All’analisi degli olii si aggiungeranno l’analisi delle foglie, per verificare il grado di nutrimento, la maturazione fenolica per le uve e l’analisi dei mieli, oltre a tutta una serie di nuove tecniche per l’individuazione delle varie malattie delle piante. Accanto ai nuovi servizi sono previste anche tariffe agevolate, abbattute del 20% circa rispetto alle tariffe standard, sia per Enti pubblici, sia per produttori agricoli convenzionati con le associazioni di categoria o le principali cooperative distribuite sul territorio. Le convenzioni che possono essere sottoscritte secondo uno schema già approvato prevedono per il richiedente un minimo impegno come l’allestimento di punti informativi e promozionali dei servizi regionali. “L’obiettivo – spiega l’assessore regionale all’agricoltura, Giovanni Barbagallo – è quello di avere servizi specialistici adeguati a mantenere e se possibile incrementare, l’alto livello qualitativo dei prodotti agricoli della Liguria”. I campioni dei prodotti possono essere presentati, sia presso i centri dei laboratori, sia presso le sedi periferiche degli uffici regionali che presso le sedi degli organismi convenzionati. Ulteriori informazioni sono a disposizione sul sito www.Agriligurianet.it

 

 
   
   
PIEMONTE: AGRICOLTURA E FORESTE PSR 2014/2020, ACCORDO RAGGIUNTO: AL PIEMONTE RIPARTO INCREMENTATO DI OLTRE IL 10%, 119 MILIONI IN PIÙ RISPETTO ALLA PASSATA PROGRAMMAZIONE  
 
Torino - Psr 2014/2020, accordo raggiunto: al Piemonte riparto incrementato di oltre il 10%, 119 milioni in più rispetto alla passata programmazione. Sacchetto: “La dotazione riservata alla Regione Piemonte prevede per il Psr 2014/2020 1 miliardo e 93 milioni di euro, un incremento di oltre 10 punti percentuali rispetto ai 974 milioni della precedente programmazione”. È stato raggiunto a Roma, mercoledì 15 gennaio 2013, l’accordo tra gli Assessori Regionali all’Agricoltura sull’applicazione della Pac e la ripartizione dei fondi europei del nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020. In data odierna l’intesa sarà sottoposta all’approvazione della conferenza stato-regioni. “L’intesa tra Ministero e Regioni alla quale si è arrivati ci trova soddisfatti, il percorso intrapreso ha portato al risultato auspicato” commenta l’Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto “A seguito del riparto concordato per il nuovo Psr il Piemonte avrà una dotazione di 1 miliardo e 93 milioni di euro, oltre il 10% in più di risorse rispetto ai precedenti sette anni di programmazione (il Psr 2007/2013 riservava al Piemonte 974 milioni di euro). In un momento storico come quello che stiamo vivendo, specie dal punto di vista economico, è degno di nota un accordo che ha permesso alla nostra Regione non solo di non diminuire il budget precedente, ma addirittura di incrementare di ulteriori 119 milioni la disponibilità finanziaria. Vanno inoltre valutate positivamente le risorse (oltre 2,2 miliardi di euro) inerenti le misure previste dai Programmi nazionali, tra cui 1,6 miliardi di euro per i piani di gestione del rischio (necessari a finanziare il sistema assicurativo agricolo), 200 milioni destinati alla biodiversità animale (utili a sostenere i controlli funzionali delle Apa) e, infine, 300 milioni per il piano irriguo. Tali misure hanno potenzialmente consistenti e positive ricadute sul sistema produttivo dell’agricoltura piemontese” “Prevale su tutto” conclude l’Assessore “la grande soddisfazione per un’intesa che riserva maggiori risorse rispetto al passato da destinare agli agricoltori piemontesi. Era fondamentale chiudere l’accordo ed evitare il diluirsi di ulteriore tempo prezioso; a partire da questo momento gli uffici regionali potranno dedicarsi alla delicata fase di programmazione dalla quale dipende l’avvenire del nostro comparto rurale”.  
   
   
AGRICOLTURA. SU SVILUPPO RURALE: SALVATI INVESTIMENTI MA VENETO PENALIZZATO  
 
 Venezia - “Per lo sviluppo rurale abbiamo salvato l’investimento totale a disposizione degli agricoltori, che ammonterà a 1 miliardo e 180 milioni di euro nel periodo di programmazione comunitaria 2014 – 2020, ma peserà molto sul bilancio di una Regione come la nostra, che ha dimostrato tra le migliori capacità ed efficacia della spesa nei fondi europei al settore”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, non nasconde il suo disappunto per “l’ennesima ingiustizia nei nostri confronti. Si vede che pianificare bene e concretizzare programmazioni agricole efficienti capaci di utilizzare il 95 per cento della spesa, in questo Paese, è una capacità che va punita”. “Per quanto ci riguarda – ribadisce Manzato – abbiamo dovuto subire una ripartizione iniqua delle risorse a livello nazionale. Di fatto, Regioni del sud che non hanno mai brillato per efficienza e limpidezza della spesa hanno ricevuto molto più del Veneto e di altre regioni del Nord. Noi faremo in ogni caso fruttare i nostri investimenti”. Sulla base delle modalità di riparto di fatto imposte dal Ministero “e ovviamente accettate dalle Regioni del Sud, il Veneto dovrà trovare nel suo bilancio 202 milioni di euro su 1,18 miliardi, mentre ad esempio, alla Puglia basteranno 194 milioni dalle proprie casse a fronte di un totale di 1,67 miliardi di finanziamento totale. Il tutto con meccanismi contabili circa la quota di partecipazione statale e regionale che non hanno altra logica, se non proprio quello di portare più fondi al Mezzogiorno a spese del settentrione. Contesto radicalmente questa scelta, che non ha alcun aggancio né con la capacità di spesa, né con quella di creare ricchezza e lavoro, né con la realtà del peso delle agricolture di territorio sui mercati mondiali. Lo dimostreremo la prossima settimana con il progetto dello sviluppo del nostro export agroalimentare in Cina. E lo ribadiremo presentando nei giorni successivi il compendio finanziario del prossimo Programma di Sviluppo Rurale regionale, che in ogni caso punterà su competitività e giovani, che qui hanno dimostrato coraggio, inventiva imprenditoriale e volontà di portare lustro e reddito alla loro terra e all’intero Paese”.  
   
   
FVG: REGOLAMENTO RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE VIGNETI  
 
Trieste - La giunta regionale ha approvato il Regolamento che reca le modalità di applicazione del regime di sostegno comunitario alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti per le campagne vitivinicole dal 2013/2014 al 2017/2018. Il provvedimento, proposto all´Esecutivo dal vicepresidente e assessore alle Attività produttive, Commercio, Cooperazione, Risorse agricole e forestali, Sergio Bolzonello, attua i regolamenti Ce 1234/2007 e 555/2008, in conformità al decreto ministeriale del 20 dicembre 2013, e si inserisce nella misura dell´Ocm vino, relativa al sostegno dei piani di ristrutturazione e di riconversione dei vigneti, finalizzati ad aumentare la competitività dei produttori di uva da vino, e a razionalizzare e rendere idonei i vigneti del Friuli Venezia Giulia alla meccanizzazione, parziale o totale, nel rispetto della normativa comunitaria. Potranno beneficiare delle provvidenze del regolamento, che prevede la concessione di un aiuto fino al 50 per cento dei costi per la realizzazione del vigneto, e che può variare tra i 15 mila e i 20 mila euro per ettaro con un massimo di 120 mila euro per beneficiario, le persone fisiche o giuridiche che conducono vigneti con varietà di uve da vino, e coloro che detengono diritti di reimpianto. La superficie minima da ristrutturare è di un ettaro, ridotta a 0,3 ettari nelle zone vitate dei Colli Orientali e del Collio, e a 0,2 ettari in quelle del Carso e del Ramandolo. Le domande potranno essere presentate: da imprenditori agricoli singoli e associati; da organizzazioni di produttori vitivinicoli riconosciute ai sensi della normativa comunitaria e nazionale vigente; da cooperative agricole, società di persone e di capitali esercitanti attività agricola; da consorzi di tutela e valorizzazione dei vini a denominazione di origine e a indicazione geografica. Il relativo decreto attuativo del Presidente della Regione sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale (Bur).  
   
   
PREZZO LATTE, LOMBARDIA: GIUSTO L´ADEGUAMENTO VERSO L´ALTO  
 
 Milano - "L´accordo sul prezzo del latte fra i produttori e Galbani, siglato a 44,5 centesimi al litro fino al 30 giugno, è la dimostrazione che era necessario un adeguamento verso l´alto, come confermava da mesi il trend rialzista del mercato". E´ il commento dell´assessore all´Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, relativamente al contratto firmato da Coldiretti, Cia e Confagricoltura con Galbani, società della galassia Lactalis. "Era evidente - prosegue Fava - la necessità di riposizionare il prezzo di mercato su cifre più eque per il mondo allevatoriale, prima della fine di gennaio. La durata al 30 giugno consente ai produttori e all´industria di trasformazione di pianificare le strategie aziendali per un congruo lasso di tempo". La Lombardia, con oltre 4 milioni di tonnellate prodotte, rappresenta il 42% della produzione lattiera nazionale.  
   
   
MALTEMPO, IL PRESIDENTE ERRANI: "AL GOVERNO CHIEDIAMO LO STATO D´EMERGENZA PER LE ZONE COLPITE". SI LAVORA PER CHIUDERE IL PRIMA POSSIBILE LA BRECCIA DELL´ARGINE DEL SECCHIA. OLTRE 600 LE PERSONE ACCOLTE  
 
 Bologna, 21gennaio 2014 - La Regione chiederà al Governo lo stato d’emergenza per le zone del modenese colpite dall’alluvione. Lo ha reso noto il presidente Vasco Errani nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi nel Centro di Marzaglia. Già nella giornata di ieri Errani aveva informato il presidente Letta e il responsabile della Protezione civile Gabrielli sulla situazione; i danni riguardano il sistema infrastrutturale pubblico e di pubblico interesse, il patrimonio edilizio privato e le attività produttive agricole. “Nei prossimi giorni – ha spiegato Errani – invieremo al Governo una prima ricognizione dei danni e delle spese necessarie per far fronte a questa nuova calamità, che riguarda peraltro aree già colpite dal sisma del 2012”. La Regione intanto coprirà con risorse proprie i costi degli interventi necessari, fino a quando non verrà riconosciuto lo stato d’emergenza. Al momento, la priorità principale – a cui si sta lavorando incessantemente – è chiudere la breccia dell’argine del Secchia. Oggi Errani ha parlato anche del cittadino disperso: “Siamo tutti toccati – ha detto – da questa vicenda”. La situazione sul territorio: squadre speciali al lavoro per chiudere la falla Le precipitazioni particolarmente intense che hanno interessato l’Emilia-romagna a partire dal 16 gennaio hanno causato altezze fino a 400 millimetri d’acqua nei bacini del Trebbia, Taro, Enza e Secchia, e fino a 300 millimetri nei bacini del Panaro e Reno. Sono seguite ondate di piena significative, costantemente monitorate dai servizi tecnici competenti. In questo contesto, è stata segnalata nella prima mattinata di domenica una rottura dell’argine del Secchia in località San Matteo (Comune di Modena) che è progredita molto velocemente sino al crollo, raggiungendo i 50 metri di apertura e stabilizzandosi poi, con un’erosione continua, su un’apertura di 70-80 metri. I tecnici di Aipo, autorità idraulica competente, hanno spiegato come la falla del Secchia sia avvenuta in un tratto di alveo rettilineo, regolarmente sottoposto a manutenzione attraverso periodici sfalci (l’ultimo intervento è stato concluso lo scorso 3 dicembre), pulizie del corpo arginale e già interessato da verifiche post sisma senza che emergessero criticità di rilievo. L’ipotesi di Aipo è che il cedimento sia dipeso da perforazioni causate da animali come volpi e tassi (cavità create per le tane) insieme all’eccessivo carico delle precipitazioni. Per superare l’emergenza, Aipo ha ritenuto necessario “aggredire” il varco nell’arginatura sia a valle che a monte, procedendo con il riempimento in via provvisoria dell’apertura con l’utilizzo di pietrame. L’operazione – tutt’ora in corso e resa difficoltosa dalla conformazione stessa della sommità arginale – è stata preceduta dalla sistemazione a pista adatta al passaggio dei mezzi d’opera sia a monte che a valle della frana (per un totale di circa 500 metri), al fine del raccordo con i possibili accessi. La creazione delle piste è terminata nel pomeriggio di domenica; il lavoro è continuato con la sistemazione delle piazzole per la posa del primo pietrame. Le attività sono tutt’ora in corso. Complessivamente, il volume del materiale ritenuto necessario per concludere il lavoro è stimato in almeno 10mila metri cubi. L’obiettivo è chiudere nel più breve tempo possibile la breccia e garantire il progressivo tamponamento della falla entro le prossime 24 ore. A questo fine si sono potenziate le squadre sul campo, e si è proceduto al reperimento dei massi necessari; è al lavoro il Gruppo operativo speciale “Movimento Terra” dei Vigili del fuoco di Roma. L’assistenza alla popolazione Sono circa 600 le persone accolte nei centri predisposti sul territorio: 300 si trovano nelle strutture di Mirandola e Modena, 50 nei centri di Carpi e Medolla; 54 ospiti della casa protetta “Villa Anna” sono stati trasferiti dal 118 all’ospedale di Baggiovara e in altre strutture; un gruppo di disabili di Sorbara è stato accolto a Carpi. Ci sono poi 250 persone che hanno trovato ospitalità in albergo. A queste si aggiungono i cittadini che hanno trovato autonomamente una sistemazione. Il numero degli sfollati è destinato a crescere e nuove strutture di accoglienza saranno allestite in queste ore sul territorio. L’agenzia regionale di Protezione civile invita chi non ha abbandonato la propria abitazione a restare all’interno, segnalando le necessità (viveri, farmaci e altri beni) al numero 059 200200: i Vigili del fuoco provvederanno alla consegna.  
   
   
MALTEMPO, AGRICOLTURA, SETTORE IN GINOCCHIO IN LIGURIA REGIONE STIMA I DANNI E PREPARA SOSTEGNI ALLE AZIENDE  
 
La riunione del Tavolo Verde con l’assessore Giovanni Barbagallo Genova. “Dapprima sarà fatto il punto sui gravi danni provocati dalle forti piogge e dalle frane alle aziende agricole, distruggendo coltivazioni di fiori, frutta e ortaggi, danneggiando impianti e a serre, oliveti e vigneti, poi, sulla base della loro quantificazione, sarà varato un intervento di sostegno ad hoc da parte della Regione Liguria” Lo ha affermato l’assessore al’Agricoltura Giovanni Barbagallo che in mattinata ha convocato il Tavolo Verde, un organismo che tratta i problemi del settore agricolo e la qualità dei prodotti di cui fanno parte, fra gli altri, le associazioni professionali di categoria Cia Liguria, Coldiretti e Confagricoltura e le associazioni di cooperazione Lega Cooperative Liguria, Confcooperative Liguria e Unci Liguria. “Sicuramente, stante la situazione di crisi, gli aiuti che potremmo dare arriveranno dall’unico polmone finanziario che abbiamo, il Programma di Sviluppo Rurale”, ha precisato Barbagallo. In particolare, i danni maggiori del maltempo in Liguria si registrano nell’Albenganese dove le serre sono finite sott’acqua perdendo gran parte della produzione del periodo, in particolare margherite e piante aromatiche, nell’Imperiese sono state colpite soprattutto l’olivicoltura e la vitivinicoltura. “L’agricoltura potrà giocare un ruolo molto importante per la prevenzione, chi fa agricoltura fa impresa, con un ruolo di custode del territorio, un bene della collettività. Grazie alla pianificazione che si sta facendo in questi giorni con la Regione Liguria per il nuovo Psr 2014-2020 e la nuova legge sulla banca della terra possiamo sperare di avviare una stagione nuova anche su una attenta prevenzione”, spiega Andrea Sampietro, direttore di Confagricoltura Liguria, anche a nome di Cia Liguria e Coldiretti Liguria presenti all’incontro, rispettivamente con il segretario Ivano Moscamora e il presidente Germano Gadina. Le associazioni professionali agricole della Liguria, che rivendicano un costante impegno per la tutela del territorio, sollecitano al governo un progetto straordinario di prevenzione e manutenzione del territorio e non interventi una tantum per far fronte alle emergenze come questa.