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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 17 Giugno 2014 |
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PROGETTO DELL´EU SVILUPPA LO STATO DELL´ARTE DELLA MODELLAZIONE DELL´ECOSISTEMA MARINO |
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Le biomasse di fitoplancton e zooplancton diminuiranno del 6 e 11 percento, rispettivamente, entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici. Questa è solo una delle conclusioni tratte dal lavoro del progetto Meece ("Marine Ecosystem Evolution in a Changing Environment"), finanziato dall´Ue, che è stato recentemente pubblicato nel Global Change Biology Journal. Il progetto è stato completato nel 2013, ma evidentemente le sue conclusioni continuano ad attirare l´attenzione della comunità scientifica. Il team di Meece, guidato dal Plymouth Marine Laboratory, ha utilizzato modelli predittivi per definire l´impatto dei fattori climatici, come l´acidificazione e la temperatura, ma anche di quelli indotti dall´uomo, come la pesca, le specie invasive e l´inquinamento, sugli ecosistemi marini. Il progetto è riuscito a far progredire lo stato dell´arte della modellazione dell´ecosistema marino e a fornire strumenti per contribuire a sostenere il processo decisionale. Il team ha sviluppato una libreria di strumenti di modellazione e un accoppiatore di modelli generico (Fabm), compiendo un passo importante verso gli strumenti di modellazione da punto a punto integrati, che comprendono una serie di risposte tra i determinanti e gli ecosistemi, sia su scala dei processi fisiologici che della popolazione. Questi strumenti di modellazione sono stati usati per studiare la risposta degli ecosistemi marittimi regionali europei ai cambiamenti climatici, alle perturbazioni antropiche dirette e alle combinazioni dei due. I risultati sono complessi e variabili da regione a regione. Ad esempio, gli ecosistemi dei bacini chiusi - come l´Adriatico, il Mar Nero e il Mar Baltico - sono altamente sensibili alle sollecitazioni del vento e all´eutrofizzazione. Al contrario, gli ecosistemi dei mari collegati all´oceano aperto - ad esempio, l´Atlantico nordorientale e Biscaglia - sono sensibili alle variazioni dell´offerta di nutrienti dal mare aperto. Le scoperte di Meece relative alla riduzione del fitoplancton e zooplancton, tratte dalla ricerca condotta da Azti-tecnalia e recentemente pubblicate nel Global Change Biology Journal, indicano che le varie regioni saranno influenzate in modo diverso. Nei mari dell´Europa centrale e meridionale, la maggiore stratificazione termica degli oceani e, di conseguenza, una minore presenza di sostanze nutritive per la crescita del fitoplancton, ridurrà la produzione primaria; mentre nel Mar Baltico, nel Mare di Barents e nel Mar Nero è previsto un aumento della produzione di fitoplancton. Guillem Chust di Azti-tecnalia, capo del lavoro scientifico e autore principale del documento, ha osservato: "Nelle regioni oceaniche che perdono più biomassa di fitoplancton e zooplancton - che presentano cioè un negativo di amplificazione - la biomassa di pesce può anche diminuire drasticamente, soprattutto per le specie pelagiche (quelle che vivono nella colonna d´acqua, escluso il fondo marino)". Chust ha continuato: "La regolazione del clima sarà inoltre influenzata negativamente dal calo della produzione primaria e secondaria a livello globale. Dal momento che ci sarà meno fitoplancton, l´assorbimento di Co2 dall´atmosfera da parte degli oceani sarà inferiore, visto che il plancton è responsabile della metà dell´attività fotosintetica del pianeta. Questo a sua volta ridurrà la capacità dell´oceano di regolare il clima". Il progetto Meece comprendeva 22 partner europei. L´ atlante Meece è ancora disponibile online fornendo informazioni tramite modelli di ecosistemi. I modelli numerici presentati sull´atlante offrono descrizioni matematiche del mondo reale, consentendo agli utenti di esplorare come funziona il mondo attuale e fare proiezioni di come potrebbe evolvere in futuro. Per maggiori informazioni, visitare: Meece http://www.Meece.eu/ Scheda informativa del progetto: http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/89307_it.html |
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BONIFICARE AREE INQUINATE CON L’ENERGIA RINNOVABILE PRODOTTA DALLE PIANTE: AVITO PIGNATELLI DELL’ENEA L’OSCAR DELLE IDEE VERDI
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“Le colture utilizzate per impianti a biomasse o a biogas possono essere coltivate nei terreni ad alta concentrazione di inquinanti. Le radici delle piante assorbono nutrimento e sostanze nocive dai terreni e li trattengono. Utilizzando queste colture per l’energia rinnovabile, si ottiene una duplice bonifica di questi territori: sociale, attraverso la riqualificazione di zone ex-agricole inquinate dallo scarico illegale di sostanze nocive e sviluppando lavoro; ambientale, grazie all´assorbimento naturale degli inquinanti del suolo, ad opera delle colture agroenergetiche”, evidenzia Vito Pignatelli (nella foto sotto), responsabile del coordinamento “Tecnologie, biomasse e bioenergie” dell’Unità Tecnica Fonti Rinnovabili dell’Enea. “Nelle aree contaminate sono chiaramente da evitare colture destinate all’alimentazione umana e animale, ma vanno preservate le attività agricole. Le colture consigliate sono alberi a crescita rapida come robinia, salice, paulonia, pioppo, eucalipto, che già hanno un mercato per l´alimentazione di centrali elettriche, ma anche colture erbacee come la canna comune, il miscanto e il topinambur, oggetto da molti anni delle attività di ricerca Enea”, continua Pignatelli. Si tratta, sottolinea il ricercatore Enea, di una chiusura del cerchio ambientale che non comporta ulteriori rischi. “I dispositivi di abbattimento degli inquinanti in dotazione agli impianti per la produzione di energia da biomasse o biogas sono perfettamente in grado di evitare la dispersione nell´ambiente dei metalli pesanti e degli inquinanti organici eventualmente presenti nella biomassa”¸ spiega Pignatelli. Anche a livello istituzionale le premesse sono ottime per iniziare una campagna di bioremediation della Terra dei Fuochi. “La possibilità di disinquinare queste terre grazie alla produzione di biomasse agroenergetiche è già stata presentata come possibile soluzione in un documento del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali sulla Terra dei Fuochi e a livello impiantistico abbiamo preso contatto con soggetti interessati a portare avanti iniziative per la bonifica dell´area. Al di là di questo, l’urgenza della situazione richiede comunque un intervento deciso, che informi e coinvolga sia gli agricoltori che i soggetti interessati all´utilizzo della biomassa prodotta”, conclude Pignatelli. Per queste sue attività di ricerca, a Vito Pignatelli è stato assegnato il premio “Il Monito del Giardino”, indetto dalla Fondazione Giardini Monumentali Bardini e Peyron e finanziato dalla Cassa di Risparmio di Firenze, per premiare chi si adopera a costruire materialmente un presente più sostenibile, soprattutto nel campo dell’energia. In funzioneall’Aquila “Smartbus”,il sistema di trasporto pubblico a domanda sviluppato dall’Enea Roma, 17 giugno 2014 - È entrato in funzione a L’aquila “Smartbus”, il trasporto pubblico “a domanda” sviluppato dall’ Enea. L’iniziativa si colloca nell’ambito del progetto Smart Ring L’aquila ed è stata realizzata grazie al finanziamento pubblico per i Progetti per il Mezzogiorno. Questo servizio è stato realizzato da Ama - azienda mobilità aquilana, Comune dell’Aquila – Assessorato alla Smart City, ed Enea, in collaborazione con Ctl - Università di Roma La Sapienza. Il servizio, di carattere sperimentale, vuole favorire la mobilità da e verso il centro della città per l’utenza che vi lavora stabilmente, tramite un servizio dedicato di trasporto a prenotazione, di facile accesso attraverso il canale internet ed aperto a tutte le interfacce attualmente possibili (computer, telefonino, tablet). Il servizio, utilizzabile solo su prenotazione, prevede una registrazione preliminare sul sito smartbuslaquila.It e, ogniqualvolta si desideri ottenere il trasporto, una richiesta indicante data, ora e tratta di interesse. Il servizio di gestione prende in carico la prenotazione e fornisce la successiva conferma della disponibilità del trasporto in tempo utile, rispondendo all’utente con sms o mail dedicata; in caso di improvvisa indisponibilità del servizio, tutta l’utenza prenotata viene avvisata tramite sms o mail. Attualmente il trasporto prevede 11 fermate, stabilite in modo da toccare i punti principali del centro storico, avendo come riferimento il terminal delle corriere di Collemaggio.una volta salito a bordo l’utente già prenotato, viene riconosciuto tramite un codice a barre stampato all’atto della registrazione. Il veicolo dedicato al servizio a prenotazione è un Iveco Daily bimodale, dotato cioè di doppia motorizzazione (termica ed elettrica), quindi capace di trazione termica o in alternativa di trazione elettrica; gli autisti sono tenuti ad utilizzare il più possibile la trazione elettrica, compatibilmente col carico del momento, le pendenze stradali e la carica elettrica disponibile. |
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LOMBARDIA, AGRICOLTURA,RINNOVATA CONVENZIONE CON SMEA |
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La Giunta regionale della Lombardia ha approvato, su proposta dell´assessore all´Agricoltura Gianni Fava, una delibera con la quale rinnova a Smea (l´Alta scuola in Economia agroalimentare dell´Università Cattolica, con sede a Cremona) il contributo per la realizzazione di un piano di attività ancora più orientato verso obiettivi di ricerca strategici per il settore primario. L´accordo - La scadenza della convenzione è fissata al 31 dicembre 2014 e prevede un contributo di 100.000 euro. "L´accordo – spiega l´assessore Fava - rientra nell´ambito degli interventi di supporto alla ricerca e sviluppo di alcune istituzioni tecnico-scientifiche collegate alla Regione ed è in linea con gli obiettivi e gli strumenti previsti dal Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura". La convenzione 2014 ripropone, come negli anni precedenti: la redazione di parte del ´Rapporto sul sistema agroalimentare lombardo´; il rapporto periodico sul Sistema latte della Lombardia; la partecipazione a convegni sulla zootecnia da latte, che si svolgono alla Fiera del bovino da latte di Cremona. Attività Più Mirate Per Il Settore - Con questo rinnovo il contributo per la realizzazione di un piano di attività sarà ancor più orientato verso obiettivi di ricerca strategici per il settore e sarà finalizzato alla promozione di iniziative rivolte a potenziare gli studi del sistema agroalimentare, anche attraverso l´organizzazione di eventi e iniziative, d´intesa con la Regione Lombardia. È inoltre prevista la realizzazione di iniziative didattiche e formative destinate a tecnici del settore pubblico e privato e presso le associazioni del settore agroalimentare lombardo. Smea - Smea è stata fondata nel 1984 e costituisce il supporto tecnico-scientifico dell´Osservatorio Latte, guidato dal professor Renato Pieri, e del Centro ricerche economiche sulla filiera suinicola (Crefis) di Mantova, diretto dal professor Gabriele Canali. |
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“FARE DI PIÙ CONSUMANDO MENO PER CONSERVARE LA VOCAZIONE MANIFATTURIERA DELL’ITALIA” L’INTERVENTO DEL COMMISSARIO ENEA AL CONVEGNO DEGLI AMICI DELLA TERRA SULL’EFFICIENZA ENERGETICA |
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Roma - Il recepimento della direttiva europea sull’efficienza energetica, l’emanazione del Piano nazionale di efficienza energetica 2014-2020 e i nuovi obiettivi al 2030 della politica climatica europea sono stati i temi principali del convegno “Proposte per le nuove politiche di efficienza energetica. Verso la sesta conferenza nazionale per l´efficienza energetica”, organizzato da Amici della Terra a Roma. Nel corso del suo intervento, Giovanni Lelli, Commissario dell’Enea, ha sottolineato il valore dei meccanismi di incentivazione, come i Certificati Bianchi, che hanno fatto scuola in Europa e l’importanza del ruolo assegnato all’Enea nel supportare le misure governative in materia di efficienza energetica, così come previsto nello schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea. “L’efficienza energetica e il risparmio energetico sono le uniche opzioni politiche che allo stesso tempo possono aumentare la nostra sicurezza dell’approvvigionamento energetico, aumentare la nostra competitività e consentirci di rispettare i nostri impegni ambientali”, ha dichiarato Lelli. “Dobbiamo imparare a fare di più consumando di meno, sia in termini di risparmio di energia che di materie prime, in modo da conservare la forte vocazione manifatturiera dell’Italia ed evitare che la nostra economia, largamente terziarizzata, diventi facilmente aggredibile. Dobbiamo poi puntare al mercato di adattamento ai cambiamenti climatici e finanziare attività di ricerca e sviluppo sia nel campo del recupero energetico da rifiuti che del recupero di materie prime”, ha concluso Lelli. Nel suo intervento, Alessandro Ortis, già presidente dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, ha ricordato gli Stati Generali dell’Efficienza Energetica, l’iniziativa da lui presieduta e promossa dall’Enea e Smart Energy Expo di Verona, la prima fiera internazionale sull’efficienza energetica. “Fino al 25 luglio tutti potranno formulare proposte in materia di efficienza energetica che poi andremo a selezionare ed illustrare ad ottobre, nel corso della seconda edizione di Smart Energy Expo”, ha dichiarato Ortis. Nella presentazione del presidente di Amici della Terra, Rosa Filippini, è stato evidenziato come l’Italia abbia impresso nel 2013 una forte accelerazione verso gli obiettivi Ue al 2020 in termini di riduzione dei gas serra, diffusione delle fonti rinnovabili e miglioramento dell’efficienza energetica, il cosiddetto 20-20-20. Nel caso dell’efficienza energetica l’obiettivo sembrerebbe addirittura già raggiunto e superato. Per ulteriori informazioni Stati generali efficienza energetica |
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EXPO, LOMBARDIA: ALLEATI COL GIAPPONE NELLA LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE |
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"L´amicizia tra Italia e Giappone si rafforza sempre più anche grazie alla condivisione di importanti tradizioni, comuni ai due popoli, come l´alimentazione che è un´espressione della cultura e della storia di un Paese". Così affermando il vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani, ha aggiunto: "Siamo vicini agli amici del Giappone anche per la battaglia che ciascuno di noi conduce sul fronte della sicurezza alimentare e non di meno sul fronte della contraffazione. Su questi due temi sono certo che troveremo un´alleanza di livello internazionale". Mantovani All´expo - Il vice presidente di Regione Lombardia Mario Mantovani con il suo intervento ha aperto la cerimonia di presentazione dell´innovativo ´costruendo stand´ dove il Giappone farà sventolare la propria bandiera a fianco di quella di Expo 2015. Dopo il discorso di Mario Mantovani, che ha portato i saluti di Regione Lombardia, ricordando anche il lavoro istituzionale svolto nei giorni scorsi a Tokio, l´intervento del commissario Generale per Expo, Tatsuya Kato, e del commissario unico per Expo 2015, Giuseppe Sala, l´evento ha avuto inizio. Scoperto Il Barile - Con la tradizionale cerimonia beneaugurante del Kagamibiraki, letteralmente "aprire lo specchio" dove lo specchio è il "coperchio del barile" il Giappone ha iniziato la sua partecipazione a Expo 2015, nel sito espositivo in costruzione nell´area di Rho. "Diversità armoniosa" sarà il tema affrontato dal Giappone, il cui messaggio principale è che i molti sforzi delle industrie agricole, forestali, ittiche e alimentari del Giappone, unitamente alle conoscenze e competenze alla base dell´alimentazione e della cultura alimentare giapponese, contribuiranno a risolvere le questioni comuni a tutta l´umanità e a coltivare approcci corretti per una futura società eterogenea e sostenibile fondata sulla coesistenza. "Per la prima volta alimenti tipici giapponesi verranno esportati in Europa per farli conoscere a tutti" è stato detto dalle autorità ai giornalisti. Padiglione Di 4000 Mq - Il tutto presentato in un padiglione tra i più grandi di Expo (oltre 4000 mq), interamente costruito con una griglia tridimensionale in legno e secondo l´innovativa tecnologia della "tensione compressiva" in cui i singoli elementi costruttivi sono collegati con sistemi di aggancio e giuntura per ottenere il necessario supporto. Il risultato sarà una struttura molto resistente ai terremoti, nonché base delle costruzioni a volte dette anche viventi, o della "teoria della vita". Un perfetto esempio di architettura innovativa capace di esprimere appieno la fusione di cultura tradizionale e tecnologia avanzata. Il Giappone In Mostra - La costruzione, infatti, oltre a ridurre l´impatto ambientale, offrirà anche una straordinaria sensazione di benessere ai visitatori che avranno modo di conoscere anche i valori giapponesi tradizionali legati al cibo e all´alimentazione. Il padiglione giapponese sarà interamente costruito con materiale proveniente da quella terra. E proprio ieri la dogana italiana - è stato riferito ai giornalisti - ha consentito l´ingresso di pregiato legno di cipresso giapponese. |
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PUGLIA: PRESENTA LA CAMPAGNA "CAPO FREE - GHETTO OFF" |
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E´ stata presentata la campagna di comunicazione che accompagna il progetto “Capo Free Ghetto Off” relativo alla chiusura del Ghetto di Rignano Garganico. E, sempre da questa mattina, è on line il sito www.Equapulia.it “La campagna - ha spiegato Minervini - parla alle catene della distribuzione ma soprattutto ai cittadini. E’ un invito al consumo critico. Perché solo grazie a una forte consapevolezza pubblica, a un’alleanza coi cittadini, si possono spingere quelle aziende che lo fanno, a non ricorrere più al lavoro nero. Per questo - continua Minervini - presentiamo qui oggi il bollino etico che verrà rilasciato a tutti quei soggetti che vanno dalla raccolta alla lavorazione, alla sua distribuzione, dimostreranno di non aver fatto ricorso al lavoro nero. Il nostro invito è che i consumatori pugliesi e non, scelgano quei prodotti che non sfruttano il lavoro nero e che non contribuiscono al mantenimento di situazioni quale quella di Rignano. Le modalità con cui si potrà ottenere il bollino etico, i soggetti che aderiranno all’iniziativa, verranno illustrati nei prossimi giorni, di concerto con l’Assessorato all’Agricoltura e allo Sviluppo Economico che stanno avendo un ruolo prezioso e importante nella riuscita di questo progetto. Il messaggio che vogliamo mandare - insiste Minervini - è che la Puglia non tollererà più certi fenomeni. Aiuteremo le aziende e i lavoratori che operano nella piena legalità e avremo tolleranza zero con chi invece continua a pensare che lo sfruttamento della disperazione è il modus operandi nella raccolta del pomodoro.” |
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LOMBARDIA. AGRICOLTURA, : DA PSR RISORSE PER RILANCIO OCCUPAZIONE |
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Milano - "Con il Psr, il Piano di sviluppo rurale, possiamo contare su risorse vere: abbiamo più soldi di prima sugli investimenti e dobbiamo stimolare gli imprenditori a fare impresa, dialogando - com´è necessario - con le parti sociali e avendo ben presente il tema del rilancio dell´occupazione". Lo ha detto Gianni Fava, assessore all´Agricoltura di Regione Lombardia, intervenendo al quinto congresso regionale Uila (Unione Italiana Lavori Agroalimentari della Lombardia), che si è svolto a Palazzo dei Giureconsulti di Milano. Erano presenti, oltre al segretario generale Uila Giuliano Mino Grossi, anche Angelo Zucchi, capo segreteria del ministro per le Politiche agricole e forestali, e il presidente di Unioncamere Francesco Bettoni. Tutelare I Lavoratori E Il Sistema - "Mi sto preoccupando – ha detto Fava - non solo della tutela dei lavoratori, cosa che lascio fare alle rappresentanze sindacali, ma anche e soprattutto della tutela del sistema". "Per questo vi chiedo - ha detto, rivolgendosi all´affollato gruppo di congressisti – di suggerire cosa possiamo fare per migliorare la situazione, così come ho chiesto agli imprenditori di indicare la soluzione industriale, per capire se, come Regione Lombardia, c´è qualcosa che possiamo fare subito. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo prezioso". Chiusure Stabilimenti Trasformazione - "Non dimentichiamoci – ha aggiunto Fava - che qualche mese fa abbiamo avuto la vicenda della chiusura dello stabilimento Invernizzi-galbani di Caravaggio, la notizia relativa a Casale Cremasco: la tendenza è al disimpegno anche nel comparto della trasformazione. Fino a qualche anno fa era diffusa la convinzione che, se anche avesse chiuso qualche stalla in Lombardia, il latte si poteva tranquillamente acquistare altrove, per esempio in Germania. Si chiude. Temo sia solo l´inizio". La Filiera Agroalimentare Deve Vivere Delle Sue Eccellenze - "Per questo sono impegnatissimo - ha detto con forza l´assessore regionale - nel tutelare gli agricoltori, sia che siano titolari di azienda, sia che siano i lavoratori. La filiera agroalimentare mi sta a cuore e, purtroppo, in passato, ha registrato anche contrapposizioni: il considerarsi bravissimi trasformatori, indipendentemente dalla provenienza delle materie prime, è una filosofia che non mi appartiene e che respingo. La nostra eccellenza in quanto trasformatori deriva dal fatto che abbiamo sviluppato uno straordinario comparto, basandoci su una materia prima straordinaria". "Su questo versante - ha proseguito - dobbiamo e vogliamo impegnarci tutti insieme, ragioniamo su come mettere in sicurezza i nostri mercati, utilizzando le risorse a disposizione in modo condiviso". Ruolo Chiave Regione Lombardia Nella Trattativa Pac - Durante i lavori l´assessore lombardo ha ricevuto l´apprezzamento – da parte di Zucchi - per il lavoro di mediazione svolto in sede di trattativa per la Pac al Ministero. "Per la prima volta – ha sottolineato Fava - il ministro Martina ha avuto la forza di ascoltare nove Regioni del Nord che hanno sottoscritto un documento unitario. Abbiamo iniziato un nuovo percorso, individuando un modello di lavoro che ha già avuto un ulteriore sviluppo concreto con l´accordo sulla pioppicoltura e che, auspico, possiamo ripetere in futuro, andando ad affrontare altre criticità del comparto". |
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VERSO EXPO, LA FRANCIA GUARDA ALLA LOMBARDIA PER L´AGROALIMENTARE |
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Quali opportunità ci sono per le aziende francesi e italiane in vista di Expo? Su quali mercati? Quali sono i prodotti agroalimentari lombardi che vanno di più in Francia? Cosa si importa invece d´Oltralpe? Se ne parlerà mercoledì 18 giugno nel corso della conferenza “L’innovazione al servizio del cibo del futuro: nuovi prodotti e nuovi mercati per le aziende francesi e italiane” organizzata dalla Chambre Française de Commerce et d´Industrie en Italie e dall´Agenzia Francese per gli Investimenti Internazionali in collaborazione con la Camera di commercio di Milano. La conferenza si terrà dalle 9.00 alle 13.30 in Camera di commercio, Palazzo Turati - Sala Conferenze , Via Meravigli 9/b, Milano (Mm Cordusio). Partecipano, tra gli altri, Alain Le Roy, Ambasciatore di Francia in Italia, Erica Corti, membro di giunta della Camera di commercio di Milano, Cristina Tajani, Assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca Comune di Milano, Alain Berger, Commissario generale francese per Expo 2015. |
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LOMBARDIA. PAC: GRAZIE A ´BLOCCO DEL NORD´ LIMITATA PERDITA FONDI REPLICA A CONFAGRICOLTURA REGIONALE, INSODDISFATTA PER ACCORDO "CON LORO PROPOSTA AVREMMO PERSO 24 |
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Milioni, Così Solo 8" Milano - "In uno scenario che ha visto tutte le Regioni perdere fondi sul Primo pilastro della Pac, per effetto di un negoziato gestito in maniera fallimentare a Bruxelles, la Lombardia difende la zootecnia, spina dorsale dell´agricoltura del territorio, e lo fa riuscendo ad attivare, per la prima volta in assoluto, sinergie a livello di Macroregione agricola del Nord, con la sottoscrizione di un documento congiunto da Lombardia, Emilia-romagna, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d´Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano. Dispiace che vi sia un sindacato come Confagricoltura Lombardia che giudica negativamente l´accordo, insistendo su una posizione, quale la scelta degli aiuti accoppiati al 15 per cento del plafond, che non è stata recepita e che avrebbe comportato perdite superiori per gli agricoltori lombardi". Lo dichiara l´assessore all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava, replicando a Confagricoltura Lombardia, che si è dichiarata insoddisfatta dall´accordo della Pac. Abbiamo Limitato Le Perdite - "Per la precisione - prosegue Fava -, per la Lombardia la diminuzione delle risorse sugli accoppiati rispetto alla Pac precedente è stata di 8 milioni di euro, con la ripartizione dell´11 per cento decisa nella Conferenza delle Regioni". "Se avessimo adottato la linea proposta da Confagricoltura - spiega -, invece, ne avremmo persi 24, cioè il 200 per cento in più. Era questo che voleva Confagricoltura Lombardia?". Interessi Degli Imprenditori Del Nord - "Se un sindacato che dovrebbe rappresentare parte degli imprenditori lombardi cade su una svista così clamorosa e si dichiara malcontento dell´accordo ottenuto dalla Regioni del Nord allora mi chiedo chi tutela Confagricoltura Lombardia - si interroga il responsabile dell´Agricoltura lombarda -. Tutela gli iscritti lombardi o è un clone della Confagricoltura nazionale?". Grandi Risultati Dal ´Blocco Del Nord´ - "Scelgano da che parte stare - conclude Fava -, se rispondono al sindacato a livello nazionale o se rappresentano gli agricoltori lombardi, perché in questo secondo caso i numeri consigliano di non lamentarsi e anzi di riconoscere il grande lavoro svolto dalla Lombardia e dal blocco del Nord, visto che anche è stato implementato ulteriormente il fondo destinato alla zootecnia". |
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EXPO, MARONI: GOVERNO MANTENGA GLI IMPEGNI PRESI |
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"Su Expo il Governo ha concordato con noi di fare delle cose, per esempio ha concordato mesi fa di fare la defiscalizzazione della Pedemontana e la defiscalizzazione non è ancora arrivata. Io non chiedo nulla di nuovo e, da parte mia, non c´è nessuna polemica verso il Governo, io chiedo solo che il Governo mantenga gli impegni che ha preso". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine dell´incontro a Palazzo Lombardia per la firma dell´Accordo di programma ´City Life´. "Cantone? Lo conosco e lo stimo, sono certo che farà bene il suo lavoro e gli rinnovo l´impegno di Regione Lombardia - ha ribadito Maroni - ad essere al suo fianco in ogni occasione e necessità". |
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COLDIRETTI BASILICATA SU DANNI MALTEMPO IN AGRICOLTURA |
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“Investire nella prevenzione è sempre più urgente ed i cambiamenti climatici in atto non devono rappresentare un alibi per una regione come la Basilicata, dove tutti i suoi 131 comuni presentano aree a rischio idrogeologico”: è quanto sostiene in un comunicato la Coldiretti di Basilicata, dopo i forti temporali di mercoledì che hanno provocato “i danni maggiori in un’area che va da Tursi a Sant’arcangelo”. “Le piogge copiose associate a vento forte - ha aggiunto l’associazione - hanno causato tanti danni in questo periodo, dove oltre agli ortaggi in pieno campo e al fieno, a soffrire di più sono i seminativi prossimi alla raccolta”. Secondo la Coldiretti “l’aver inserito il Piano irriguo nazionale in una delle quattro linee di intervento delle risorse del Fondo europeo di sviluppo rurale riconosce la necessità di intervenire prioritariamente nella stabilità idrogeologica del territorio nazionale, anche perché gli studi evidenziano che le bombe d’acqua causano i danni più gravi nei pressi degli argini, dove purtroppo si continuano ad autorizzare costruzioni”. “La Basilicata - evidenzia l’organizzazione - rappresenta in Italia uno degli esempi più negativi per la perdita di suolo agricolo: secondo uno studio della Coldiretti, infatti, la nostra Regione negli ultimi 30 anni ha perso il 17,1 per cento della propria superficie agricola”. |
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OGM. STATI UE LIBERI DI DECIDERE SU COLTIVAZIONI. |
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Venezia - “Bene l’accordo politico raggiunto a livello comunitario. Mi auguro che il Governo operi ora per dare contenuti concreti all’intesa, vietando ogni possibile contaminazione della nostra agricoltura con produzioni ogm, partendo da una constatazione: il valore economico dei prodotti e dell’agroalimentare italiano nel mondo sta nella tipicità, qualità, varietà, non nelle produzioni mondializzate senza contorni e personalità”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, è soddisfatto per l’accordo politico sul tema degli organismi geneticamente modificati, raggiunto oggi a Lussemburgo dai ministri dell’ambiente dei Paesi dell’Unione Europea. “L’accordo va in una direzione già indicata qualche anno fa – ha ricordato Manzato – cioè di lasciare ai singoli Stati membri la facoltà di decidere se autorizzare o vietare, totalmente o parzialmente, la coltivazione di produzioni ogm. Io sostengo e non da oggi la superiorità economica di un’economia agricola fondata sul territorio e sulla biodiversità, sulla ricerca che porti a migliorare la tipicità, sul lavoro delle imprese agricole che coltivano la terra. Inseguire l’omologazione su coltivazioni che tutti possono fare allo stesso modo, ma a minor costo, porterebbe alla perdita di quel valore aggiunto che fa dell’agroalimentare un settore nazionale vocato all’esportazione e apprezzato in ogni continente. Purtroppo anche imitato e spesso contraffatto. Affidarsi agli ogm sarebbe la rinuncia a questa rendita fondata sulla qualità e inquinerebbe questa immagine”. “Per questo non ho dubbi, come non li hanno le Regioni italiane: sul territorio nazionale gli ogm non vanno coltivati, mentre – conclude l’assessore veneto – occorrerebbe investire di più per lottare contro l’italian sounding e per verificare e far conoscere in ogni parte del mondo il vero made in Italy e chi lo propone correttamente”. |
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AGRICOLTURA: DA FVG PROPOSTO EMENDAMENTO A DDL SU SEMPLIFICAZIONI |
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Udine - "Una risposta concreta alle richieste di semplificazione che provengono dal mondo agricolo: in particolare nell´area montana occorre contribuire a prevenire l´abbandono dei terreni coltivati, fenomeno che provoca altresì il degrado dell´ambiente, e crea i presupposti per il dissesto idrogeologico". Con queste parole il vicepresidente e assessore all´agricoltura, Sergio Bolzonello, ha commentato l´iniziativa promossa ieri dalla Regione, rappresentata dall´assessore Paolo Panontin, in sede di Conferenza Stato Regioni, volta a esonerare i conduttori di attività agricole su terreni di superficie inferiore a mezzo ettaro (5000 metri quadrati) dal dover dimostrare il proprio titolo di conduzione attraverso i contratti di affitto. In sostanza, come commenta l´assessore, "ciò semplificherà notevolmente le procedure per la concessione di benefici comunitari e nazionali, favorendo la coltivazione dei terreni marginali, e di conseguenza il presidio del territorio, in particolare nell´area montana". L´amministrazione regionale ha infatti chiesto, anche per conto delle altre Regioni dell´arco alpino, l´inserimento di un emendamento al Disegno di legge nazionale che reca "Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività del settore agricolo, agroalimentare e della pesca´, norma collegata alla Legge di Stabilità 2014. Le proprietà agricole di montagna sono molto spezzettate, e buona parte dei proprietari si trova all´estero. Si tratta di fattori che rendono difficile l´espletamento delle procedure attivate dai conduttori dei terreni, per richiedere il sostegno volto allo sviluppo dell´attività. Con lo stesso emendamento è stata richiesta la semplificazione anche di un´altra procedura che riguarda il mondo rurale: la transumanza del bestiame da valle alla montagna, all´inizio dell´estate, e dalla montagna alla vallata, all´inizio dell´autunno: non sarà più necessario richiedere ai Comuni i permessi per l´attraversamento dei rispettivi territori, bensì sarà sufficiente comunicare il percorso che verrà seguito dalla mandria o dal gregge. |
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LOMBARDIA. CRISI SUINICOLTURA: MIPAAF CONVOCHI TAVOLO MINISTERO CONCEDA POTERI DI INTERVENTO A REGIONI |
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Milano - L´assessore all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava sollecita il Ministero delle Politiche agricole a convocare nuovamente il Tavolo della filiera suinicola. "Per la Lombardia, che alleva circa il 40 per cento dei suini a livello nazionale, - ricorda l´assessore Fava – non è una questione di secondo piano individuare soluzioni in grado di riportare la redditività all´interno del comparto, oggi troppo sbilanciato verso la grande distribuzione. Questo progressivo slittamento del guadagno verso la Gdo ha esasperato l´antagonismo fra produttori e industria di macellazione, in quella che è diventata una guerra fra poveri". Negativa Posizione Ue Rispetto A Pac - Fava giudica negativamente la posizione dell´Unione europea che esclude la suinicoltura dai benefici della Pac. "È una visione antistorica e ai più oscura – afferma l´assessore -, perché, se gli Stati membri hanno la possibilità di individuare le produzioni in declino da sostenere attraverso gli aiuti accoppiati, non si capisce perché la suinicoltura, che negli ultimi anni ha registrato un crollo degli allevamenti e un progressivo spostamento verso la soccida, non possa essere compresa fra i beneficiari, mentre può esserlo ad esempio l´olio d´oliva, che negli ultimi cinque anni non ha subito alcun calo significativo né in termini di produzioni né di prezzo". La Proposta - Di qui la proposta al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina: "Deleghi le singole Regioni a intervenire a sostegno della suinicoltura - dice Fava -, in modo che si esca da una situazione di divieti e di stallo, che impedisce di sostenere la suinicoltura, nonostante si trovi in una fase prolungata di sofferenza". |
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COLDIRETTI BASILICATA CONTRO IL FENOMENO DELLE OLIERE TRUCCATE
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Coldiretti Basilicata in una nota interviene contro il fenomeno delle oliere truccate. E’ importante – è sottolineato nella nota - l’emendamento approvato sul tappo “antirabbocco” alla legge Comunitaria in discussione nell’aula della Camera che ha anche approvato l’aumento del contenuto minimo di succo di frutta nelle bibite gassate dal 12 al 20 per cento. Un provvedimento sottolinea Coldiretti che può contribuire a frenare il fenomeno delle contraffazioni di olio nei ristoranti, che potranno servire l’extravergine solo in bottiglie dotate di tappo antirabbocco per evitare che possano essere “allungate” o addirittura riempite ex novo con prodotti che non hanno nulla a che vedere con quello originario. Per il presidente regionale di Coldiretti di Basilicata Piergiorgio Quarto è positivo il lavoro del governo, che si è dimostrato sensibile agli interessi reali delle imprese agricole in difficoltà, ma anche dalla parte dei consumatori. |
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LOMBARDIA. DANONE, REGIONE: INCONTRO CON AZIENDA PER CASALE CREMASCO |
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"Contatterò immediatamente i vertici della Danone per organizzare al più presto un incontro per discutere del futuro dello stabilimento di Casale Cremasco (Cr), di cui l´azienda ha annunciato la chiusura". Lo annuncia l´assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini, che esprime "massima solidarietà e vicinanza al lavoratori". Accordi Competitività - "Voglio spiegare ai dirigenti della Danone - aggiunge Melazzini - le opportunità offerte dalla legge ´Impresa Lombardia´, che contiene molti strumenti concreti, motivanti e attrattivi per chi vuole fare impresa in Lombardia, a cominciare dagli Accordi di competitività. Proprio oggi abbiamo approvato i criteri per la valutazione dei progetti delle imprese. Abbiamo a disposizione risorse per realizzare percorsi sperimentali su ricerca e innovazione, sviluppo e qualificazione delle dotazioni infrastrutturali e capitale umano". Mantenere Produzione Su Territorio - "L´obiettivo - ha concluso Melazzini, sottolineando la volontà di lavorare in stretto raccordo con i rappresentanti istituzionali del territorio e con le parti sociali - è quello di convincere le imprese come la Danone a mantenere la produzione in Lombardia, tutelando l´occupazione. Gli strumenti e le opportunità di crescita ci sono e la Regione vuole essere protagonista di questo lavoro". |
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BOLZANO, AGRICOLTURA E FORESTE: 2013 ANNO AMPIAMENTE POSITIVO |
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Un anno ampiamente positivo quello del settore agricoltura e foreste. Lo ha affermato l´assessore provinciale all´agricoltura e foreste Arnold Schuler, assieme ai direttori delle Ripartizioni, Martin Pazeller (Agricoltura) e Paul Profanter (Foreste), presentanto la Relazione agraria e forestale 2013, venerdì 13 giugno, a Palazzo Widmann a Bolzano. L´anno 2013, come ha riferito l´assessore Schuler nel presentare la "Relazione agraria e forestale 2013", è stato un anno in linea di massima soddisfacente, senza eventi climatici estremi e i prezzi nel settore di frutta, vino e latte hanno avuto uno sviluppo positivo. In Alto Adige la produzione agricola avviene ad alto livello. E in molti settori con i prodotti locali è stata ormai raggiunta una posizione di leadership. La straordinaria qualità dei prodotti agricoli altoatesini e l´impegno e la diligenza delle persone impegnate in agricoltura contribuiscono in modo decisivo a questo successo. La "Relazione agraria e forestale" raccoglie tutti i dati più completi ed aggiornati riguardanti questi due importanti settori dell´economia altoatesina. Il testo viene elaborato annualmente dalle Ripartizioni provinciali agricoltura, foreste, sperimentazione agraria e forestale, formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica. Impressionanti numeri caratterizzano l´agricoltura altoatesina: ogni giorno vengono prodotti circa 2,6 milioni vasetti di joghurt (circa 1 miliardo all´anno), che corrispondono a circa un terzo del mercato italiano. Nel settore lattiero-caseario, però, a fronte dell´incremento dei prezzi pagati per il latte, si registra un aumento dei prezzi di produzione (energia e mangimi) con conseguente calo dei profitti dei produttori di latte, fenomeno per il quale si rendono necessarie delle contromisure. Come ha riferito il direttore di Ripartizione Pazeller i mercati per i prodotti lattiero-caseari altoatesini diventano sempre più internazionali e raggiungono Paesi quali Russia, Cina ed India. Un più 9 per cento fa registrare la produyione di burro e formaggio di capra, una nicchia di mercato interessante, altrettanto come l´allevamento di pecore. Per quanto attiene la frutticoltura, in Alto Adige vengono prodotte anche il 10 per cento delle mele prodotte in Europa. Nel settore biologico addirittura ogni seconda mela è prodotta in provincia di Bolzano. Anche in questo settore vi è un fenomeno da gestire con attenzione: la crescita degli scopazzi con situazioni gravi nel Burgraviato ed in Val Venosta. Parlando di viticoltura, i vini altoatesini prodotti da complessivi cantine, tenute e singoli viticoltori, nel 2013 hanno ottenuto ben 137 volte il massimo dei voti nelle guide internazionali e nazionali. L´alto Adige si conferma dunque come territorio vinicolo più premiato d´Italia in proporzione alla superficie viticola. A fronte del mantenimento complessivo del libello di qualità, con il raggiungimento di un´eco di ottimo livello a livello internazionale, si è avvertita la crisi economica in particolar modo in riferimento alla domanda soprattutto sul mercato italiano. Maggiore qualità, con una coconcentrazione elvatissima di vini doc, ed internazionalizzazione (soprattutto Usa), queste le caratteristiche del mercato dei vini, come ha riferito Pazeller. Incremento di qualità anche per il settore dell´agriturismo che registra strutture che hanno ottenuto il maggior riconoscimento di 5 fiori. La superficie boscata in Alto Adige è in fase di estensione. Il territorio provinciale è coperto per 336.689 ettari da bosco, che corrisponde a circa la metà della sua superficie. Nei boschi altoatesini crescono oltre 1.100 specie vegetali, delle quali 49 varietà di alberi. In un territorio montano come quello dell´Alto Adige, la funzione prottettiva dei boschi è di fondamentale importanza: il 58 per cento dei boschi altoatesini svolgono tale funzione in riferimento ai fenomeni come valanghe, cadute di sassi e messa a regime delle acque. La politica forestale dell´Alto Adige attua misure di gestione attiva delle foreste puntando a creare le condizioni adeguate a garantire un equilibrio tra bosco ed ungulati e orientando le nuove esigenze di opportunità ricreative nel rispetto delle esigenze dell´ecosistema bosco. Un aspetto sottolineato dal direttore della Ripartizione Profanter, a fronte del fatto che il 70 per cento della superficie boschiva è di proprietà privata, è la necessità di un maggior rispetto da parte delle persone che utilizzano il bosco. Si sta pensando non a divieti, ma a misure di indirzzo e sensibilizzazione. Il Centro di sperimentazione agraria e forestale Laimburg, che funge da promotore di idee per l´agricoltura e la silvicoltura dell´Alto Adige. Il laboratorio di ricerca pone al centro delle sue attività di sperimentazione pratica la salute delle piante, la varietà e l´agro-biodiversità, e la qualità dei prodotti legati ad altitudine/montagna. Grazie ai nuovi traguardi ottenuti nelle tecnologie di impiego dei pesticidi ne viene limitato l´utilizzo ai fini della conservazione della salute delle piante e della prevenzione. Nel settore della ricerca di varietà ne vengono coltivate e testate nuove, ma se ne recuperano anche di vecchie maggiormente predisposte a resistere alle patologie. Un altro aspetto delle ricerca si riferisce all´individuazione delle qualità organolettiche dei prodotti agricoli altoatesini con tecniche innovative di determinazione del grado di maturità e con analisi sensoriali degli alimenti, rafforzando il concetto di "regionalità" dei prodotti e quindi la collaborazione fra i settori agricoltura e turismo a fronte di una sempre maggiore richiesta di prodotti locali. Un aspetto non trascurabile è costituito dalla formazione professionale agraria, forestale e di economia domestica che consente di raggiungere qualifiche professionali di vario livello fino all´esame di maturità e propone corsi di aggiornamento nei vari settori registrando un trend in costante crescita negli alunni e nel numero di persone interessate. |
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TERRA DEI FUOCHI, REGIONE CAMPANIA: INDAGINI CONFERMANO BONTÀ PRODOTTI AGRICOLI
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Napoli - "Sullo stop alle analisi dei terreni nelle aree della cosiddetta Terra dei fuochi il cambio di coordinamento del gruppo di lavoro a Roma ha creato un rallentamento delle attività che, tuttavia, a breve dovrebbero sbloccarsi consentendo la ripresa degli accertamenti", così Daniela Nugnes, assessore all´Agricoltura della Regione Campania. "Per tranquillizzare ulteriormente i consumatori, inoltre, sui 34 siti di classe 4 individuati, sono 6 i casi in cui le aree erano coltivate ad uso umano e, per queste aree, sono stati regolarmente effettuati i campionamenti, per quattro abbiamo anche già avuto i risultati che hanno dichiarato conformi i prodotti agricoli che, quindi, hanno ricevuto il nulla osta alla vendita. Gli altri due risultati dovrebbero arrivare a breve, ma comunque i risultati ottenuti fino ad ora confermano, come da altre campagne di monitoraggio svolte dalla Regione, che i prodotti campani che arrivano sul mercato sono sani e ipercontrollati". "Così come previsto anche dal decreto interministeriale - aggiunge - gli agricoltori, i cui terreni ricadono nelle aree di categoria 5, 4 e 3 individuate dallo stesso decreto dell´11 marzo del 2014, possono chiedere alle Asl un controllo ufficiale sulle produzioni e, una volta accertata la salubrità dei prodotti, avere il via libera definitivo alla commercializzazione. Per venire incontro a questi imprenditori agricoli, inoltre, con l´assessorato alle Attività produttive stiamo lavorando a un piano straordinario di azione che possa prevedere anche il rimborso per questi accertamenti". Per maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito http://www.Agricoltura.regione.campania.it/ terra_fuochi/terra_dei_fuochi.html "Comprendo le difficoltà che stanno vivendo gli agricoltori della zona di Villa Literno e di tutte le aree ricadenti nella cosiddetta Terra dei fuochi. E´ per questo che continuiamo ad essere vigili e a lavorare per tutelare la nostra agricoltura e per evitare che si possano compiere vere e proprie azioni di sciacallaggio nei confronti del comparto al momento della commercializzazione dei prodotti", conclude la Nugnes. |
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SARDEGNA: PESTE SUINA, IN ARRIVO NUOVE NORME E NUOVA ORGANIZZAZIONE |
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Cagliari- Quando si è insediato il nuovo assessore della Sanità Luigi Arru ha trovato rispetto alla lotta alla peste suina una situazione caratterizzata da forti criticità, sia dal punto di vista normativo che da quello organizzativo, come conferma la lettera inviata dal ministero della Salute alla Commissione europea nel novembre del 2013. Il primo atto è stato la predisposizione del piano contro la peste suina 2015-2017, condiviso con il ministero della Salute. Il piano è ora all’attenzione della Commissione europea. In questi giorni gli uffici dell’assessorato, insieme all’assessore, stanno definendo gli ultimi dettagli del progetto di lotta e di contrasto alla peste suina, sia dal punto di vista normativo che da quello organizzativo. Alla definizione del progetto si è arrivati dopo numerosi incontri con i veterinari, con gli allevatori e con le loro associazioni in tutta l’isola. La proposta sarà sul tavolo del presidente Francesco Pigliaru e all’attenzione della Giunta nei prossimi giorni. |
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LOMBARDIA. REGIONE IN CAMPO PER PACIFICA CONVIVENZA CON ORSO E LUPO TERZI ILLUSTRA I PROGETTI LIFE ARCTOS E LIFE WOLFALPS |
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Milano, - "Questo convegno rappresenta un importante momento di confronto per fare il punto su un fenomeno nuovo che sta interessando i nostri territori: dopo 80 anni di assenza l´orso ha fatto la sua ricomparsa sul territorio lombardo. A partire dal 1999, infatti abbiamo assistito al ritorno, seppur in modo discontinuo, di quest´animale sul territorio regionale, e nello specifico nella parte montana delle province di Bergamo, Brescia e Sondrio. Si tratta di un evento che può presentare delle criticità per le popolazioni locali, e va quindi gestito in modo opportuno". Così l´assessore all´Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di regione Lombardia Claudia Maria Terzi, intervenendo alla conferenza dal titolo ´Il ritorno dei carnivori sulle Alpi´, al Museo di Storia Naturale di Milano. Il Progetto Life Arctos - "Proprio nell´ottica di gestire al meglio la presenza di questa specie e trovare soluzioni di possibile convivenza tra orso e attività umane - ha proseguito l´assessore - Regione Lombardia nel 2010 ha avviato con altri 9 partner il progetto Life Arctos, (il cui capofila è il Parco nazionale d´Abruzzo), un progetto finanziato dalla Commissione Europea, e dedicato alla gestione dell´orso bruno sulle Alpi e sugli Appennini". Azioni Concrete - "Grazie a questo progetto - ha spiegato Terzi - Regione Lombardia ha potuto mettere in campo azioni concrete, quali la definizione di procedure standard coordinate a livello alpino per il monitoraggio ed eventuali interventi di emergenza; la dotazione di 120 persone afferenti al personale di polizie provinciali; formazione specifica per questo tipo di interventi destinata al personale di parchi regionali e Corpo forestale; l´organizzazione di iniziative rivolte alle popolazioni locali, turisti e scuole per dare informazioni sulle caratteristiche della specie e sulla reale pericolosità nei confronti dell´uomo. Ancora - ha ricordato l´assessore - si è provveduto alla distribuzione di recinti elettrificati in comodato d´uso gratuito a protezione di bestiame ed apiari; al coinvolgimento di alcune aziende agricole nella sperimentazione dei sistemi di gestione del bestiame in alpeggio in presenza dell´orso; alla definizione di una procedura uniforme sul territorio regionale per l´indennizzo di eventuali danni provocati dall´orso; e, infine, l´utilizzo del numero 1515 del Cfs quale numero per le segnalazioni di presenza dell´orso". Sistema Web Di Monitoraggio - "Inoltre, Regione Lombardia, in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato - ha aggiunto la titolare regionale all´Ambiente - ha ideato un sistema web di monitoraggio che rileva la presenza dell´orso e consente il coordinamento delle informazioni sulla sua presenza in Lombardia. Si sta ora verificando con altre Regioni (Veneto, Regione Friuli Venezia Giulia e Provincia di Bolzano) - ha proseguito ancora Terzi - la possibilità di estendere l´uso di tale strumento ai loro territori, in modo di consentire un monitoraggio sovraregionale". Preziosa Collaborazione - "Tutte queste iniziative - ha ricordato Terzi - sono state possibili grazie all´aiuto dei diversi enti interessati (le Province di Bergamo, Brescia, Sondrio e Lecco e i Parchi dello Stelvio, Adamello, Alto Garda Bresciano, Orobie bergamasche e Orobie valtellinesi e il Corpo Forestale della Stato) ed al coordinamento messo in atto da Regione Lombardia. Grazie a questa collaborazione – ha auspicato - la gestione dell´orso potrà proseguire anche dopo la fine del progetto, e grazie a questa collaborazione ha potuto prendere avvio, in continuità con il progetto Life Arctos, alla fine del 2013, il progetto Wolfalps, un progetto analogo, ma dedicato al lupo". Il Progetto Wolfalps - Il progetto, che ha quale capofila il Parco naturale Alpi Marittime, si avvale di 10 partner che coprono l´intero arco alpino: Regione Veneto, Corpo Forestale dello Stato, Parchi nazionali della Val Grande e dello Stelvio, Parchi regionali delle Alpi Cozie, Marguareis, Ossola, Museo delle Scienze di Trento, Parco nazionale del Triglav e l´Università di Lubiana in Slovenia. Anche in questo caso, l´obiettivo è la definizione di metodi gestionali che consentano la pacifica convivenza tra lupo e attività umane. La Dotazione Economica - Di seguito le risorse destinate a ciascun progetto. Life Arctos: costo totale 3.984.820 euro finanziato per il 67,63 per cento con fondi comunitari (pari a 2.694.934 euro) budget gestito da Regione Lombardia 850.021 euro di cui 287.136 euro di fondi regionali; Life Wolfalps: costo totale 6.100.454 euro finanziato per il 68,43 per cento con fondi comunitari (pari a 4.174.309 euro) budget gestito da Regione Lombardia 810.459 Euro di cui 250.000 euro di fondi regionali. In entrambi i progetti nei fondi regionali di cofinanziamento sono comprese le spese del personale di Regione Lombardia. Coniugare Biodiversità E Sviluppo Sostenibile Territorio Alpino - "Grazie a questi progetti anche in Lombardia, dove la presenza del lupo e dell´orso è oggi è assolutamente sporadica – ha concluso l´assessore Terzi - sarà possibile acquisire le competenze necessarie per la gestione di queste specie e monitorarne la presenza, nell´ottica di coniugare la valorizzazione della biodiversità con lo sviluppo sostenibile del territorio alpino". |
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CALABRIA: PAGATE LE SPETTANZE DEI FORESTALI FINO AD APRILE 2014
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La Giunta regionale ha chiesto alla Ragioneria generale di procedere alla liquidazione delle spettanze dei forestali fino al mese di aprile 2014. La spesa prevista è di circa 18 milioni di euro. La Ragioneria, questo pomeriggio, ha già proceduto ad emettere i relativi mandati di pagamento. |
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RIGNANO: GIÀ IN 300 ISCRITTI PER LAVORO IN CAMPAGNA.ADDIO CAPORALATO? |
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“Nella sola giornata di sabato, già 300 dei migranti che vivono all’interno del Ghetto di Rignano Garganico hanno deciso di iscriversi alle liste di prenotazione per il lavoro nelle campagne. “E´ un risultato prezioso, frutto del buon lavoro dei tanti soggetti che in questo momento collaborano con la Regione, prova del fatto che si stanno spezzando le catene del caporalato e che il nostro progetto di chiusura del Ghetto, accompagnato a un percorso di regolarizzazione dei rapporti di lavoro, sta riscuotendo interesse e fiducia”. Lo dice in una nota l’assessore Guglielmo Minervini. “Il nostro obiettivo - spiega Minervini - non è solo chiudere il Ghetto ma anche quello di lottare con forza contro il lavoro nero e il caporalato. Per questo abbiamo predisposto delle liste di prenotazione dove i migranti possono iscriversi e dalla quale le aziende possono attingere per la manodopera. In questo modo i migranti hanno la possibilità di uscire da una condizione di sfruttamento e di lavoro nero, mentre alle aziende che attingeranno dalle liste di prenotazione, la Regione darà un incentivo di carattere economico per coprire i costi della manodopera. “Il fatto che in una sola giornata già 300 persone abbiamo deciso di iscriversi, rappresenta un fatto molto positivo. “Vuol dire che si stanno fidando delle istituzioni e del nostro progetto di chiusura del Ghetto, con il passaggio in strutture provvisorie dove verranno garantiti tutti i servizi essenziali. “Adesso le aziende devono fare la loro parte, scegliendo i lavoratori solo tra quelli iscritti alle liste di prenotazione e incoraggiando tutti i migranti ad iscriversi. “Come ho già detto in altre occasioni, non tollereremo in alcun modo situazioni in cui le aziende continuano a ricorrere al lavoro nero, allo sfruttamento e all’idea che vi siano persone che vivono in condizioni come quelle che ci sono all’interno del Ghetto”. |
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MARCHIO PRODOTTI DI QUALITÀ PUGLIA ANCHE PER LA FILIERA ITTICA. |
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Sono allo studio i disciplinari di produzione del settore ittico da utilizzare per l´uso del marchio "Prodotti di qualità Puglia". I disciplinari potrebbero essere 4 per soddisfare tutte le categorie della filiera ittica: “Prodotti della pesca Lagunari”, “Prodotti della pesca freschi”, “Prodotti Molluschi” e “Prodotti ittici di allevamento in mare”. E´ quanto è emerso nell´incontro presieduto dall´Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni con i funzionari regionali, i tecnici dell´Iamb (Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari), i rappresentanti delle Associazioni di Professionali del settore Pesca ed esperti del Settore Ittico. In particolare, nel corso della riunione sono stati esaminati gli aspetti necessari per ottenere prodotti a “Marchio di Qualità” con caratteristiche qualitative superiori. "Stiamo provando a ridare slancio ed entusiasmo ad una delle risorse più significative della Puglia - ha commentato Nardoni - perché il mare, oltre ad esercitare un grande fascino sul piano paesaggistico ed ambientale, costituisce un interesse economico di indubbio rilievo che intendiamo continuare a promuovere e a valorizzare. Il Marchio di Qualità rappresenta un’ulteriore opportunità per far crescere e far conoscere le produzioni di pregio regionali, comprese quelle del comparto ittico. La concessione del marchio, poiché favorisce anche le procedure della tracciabilità, diventa garanzia per il consumatore e può contribuire ad elevare i livelli di remunerazione degli operatori del settore". |
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PESCATURISMO IN PUGLIA: RIUNIONE PER DISEGNO DI LEGGE |
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Presieduto dall’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Fabrizio Nardoni, si è tenuta lo scorso venerdì una riunione con i rappresentanti delle Organizzazioni Professionali della Pesca per confrontarsi su una prima bozza del disegno di legge sul Pescaturismo e Ittiturismo. “Abbiamo raccolto le sollecitazione del mondo della Pesca e dell’Acquacoltura per confrontarci sull’articolazione di un disegno di legge che riteniamo essere una necessità per la nostra Regione. Così l’Assessore Nardoni al termine delle riunione. “I suggerimenti che ci sono giunti dalla Filiera - ha continuato Nardoni - si sono rivelate preziose per mettere a punto uno strumento legislativo che intende colmare al più presto una lacuna normativa a beneficio di quanti operano nel settore. La risorsa mare, fondamentale per la Puglia, richiede interventi innovativi anche al fine della diversificazione delle attività. Il disegno di legge si propone di offrire ai nostri pescatori, agli acquacoltori, ai mitilicoltori l’opportunità di valorizzare al meglio i prodotti del nostro mare, di rendere multifunzionale la propria impresa e, quindi, di produrre redditività”. |
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