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4 OTTOBRE 2001

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XX1 QUADRO DI VALUTAZIONE DELL'INNOVAZIONE: L'UE FA PROGRESSI, MA NON È ANCORA LA MIGLIORE

Bruxellesm, 4 ottobre 2001 - Il quadro europeo di valutazione dell'innovazione per il 2001, reso noto il 1° ottobre dalla Commissione europea, mostra che, sebbene tutti gli Stati membri stiano compiendo progressi nel campo dell'innovazione - alcuni hanno ottenuto risultati di livello mondiale - l'Ue nel complesso è ancora in ritardo rispetto agli Stati Uniti e al Giappone. Particolare preoccupazione hanno destato gli esigui investimenti delle aziende europee a favore della ricerca e sviluppo (R&S) e la scarsa richiesta di brevetti nel settore dell'alta tecnologia. Illustrando il quadro di valutazione, il commissario per le Imprese Erkki Liikanen ha affermato: "Il quadro rappresenta per i politici e gli opinion-leader un utile strumento per diffondere nei rispettivi Stati membri il messaggio dell'innovazione e per programmare in modo più efficace la creazione di una cultura dell'innovazione". Il quadro di valutazione classifica, in base a 17 indicatori, la capacità di ciascuno Stato membro di promuovere imprese innovative e migliorare la competitività dell'industria attraverso l'innovazione. Gli indicatori sono raggruppati in quattro categorie: risorse umane e base di competenze, creazione di nuove idee (in base alla spesa per la R&S e alle richieste di brevetto), innovazione da parte delle imprese e, infine, rendimento finanziario e mercati dell'innovazione. Tale documento mostra il complessivo miglioramento della prestazione dell'UE in termini di innovazione, evidenziando il primato di paesi tradizionalmente forti come la Finlandia e la Danimarca. Anche Grecia e Spagna, solitamente più deboli dal punto di vista dell'innovazione, stanno recuperando il terreno perduto, sebbene il loro livello di partenza sia piuttosto basso. Le tre principali economie dell'UE (Francia, Germania e Regno Unito) stanno compiendo progressi, ma a tassi inferiori alla media europea. Nel complesso, tuttavia, sembra ampliarsi il divario tra i paesi dalle prestazioni più brillanti e quelli che ottengono i risultati più deludenti. "Il rapido aumento dell'attività di R&S in ambito imprenditoriale che interessa il Giappone e gli Usa dal 1994 ha accresciuto il divario nei confronti dell'Europa", recita lo studio, evidenziando nel contempo che gli investimenti delle imprese statunitensi in attività di R&S superano del 74 per cento la media europea. I dati a lungo termine relativi a 10 degli indicatori mostrano inoltre che, sebbene negli ultimi 4-6 anni si sia registrato in questi ambiti un miglioramento medio pari al 30 per cento, la spesa pubblica e gli investimenti delle aziende a favore della R&S e il valore aggiunto derivante dalla produzione high-tech sono diminuiti. Oltre alle cifre relative ai singoli indicatori, il quadro di valutazione fornisce per ciascuno Stato membro un unico dato di sintesi, il cosiddetto "indice riassuntivo dell'innovazione" (summary innovation index - SII). Tale valore, compreso fra +10 e -10, riflette la quantità di indicatori al di sopra o al di sotto della media. A guidare la classifica è la Svezia, con un indice SSI medio di +6,5. Per 10 degli indicatori sono disponibili dati di raffronto relativi agli Usa e al Giappone. Queste cifre mostrano che fra i vantaggi più significativi degli Stati Uniti nei confronti dell'Ue figurano il livello di attività di R&S delle imprese, la quantità di nuovi capitali raccolti e la percentuale di popolazione attiva in possesso di un titolo di studio post-secondario. L'unico ambito in cui l'Ue primeggia è quello relativo al numero di nuovi laureati nelle discipline scientifiche ed ingegneristiche. Rispetto al Giappone, l'Ue vanta un livello maggiore di spesa pubblica per la R&S, nonché investimenti più elevati a favore delle tecnologie e dei servizi di informazione e comunicazione. Ciononostante, il tasso di attività di R&S delle imprese nipponiche è quasi doppio rispetto a quello dell'Ue. Il Giappone può contare inoltre su un numero più elevato di laureati nelle discipline scientifiche ed ingegneristiche, nonché su una percentuale maggiore di popolazione attiva in possesso di un qualsiasi titolo di studio post-secondario. Commentando i risultati del quadro di valutazione, Liikanen ha esortato gli Stati membri ad adottare "un approccio più coordinato e coerente" nei confronti dell'innovazione. In particolare, il Commissario ha sottolineato "l'urgente necessità di un intervento nel campo dell'istruzione e della formazione", al fine di rafforzare le prestazioni dell'UE nel campo dell'innovazione. Liikanen ha affermato che il prossimo quadro di valutazione dell'innovazione, che in futuro verrà aggiornato e pubblicato annualmente, includerà dati relativi ai paesi candidati all'UE per contribuire alla preparazione dell'allargamento dell'Unione. Il Commissario ha parlato inoltre dell'ambizione di ampliare la dimensione regionale del quadro di valutazione per il 2002, introducendo una serie di indicatori regionali complementari, in funzione della disponibilità e della fornitura dei dati da parte delle regioni. Il quadro europeo di valutazione dell'innovazione è stato richiesto dal Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000, nell'ambito della strategia volta a trasformare l'UE nell'economia basata sulla conoscenza più competitiva al mondo. Tale documento rientra in un'iniziativa più ampia di benchmarking a livello comunitario, tesa ad identificare i punti di forza e le debolezze delle azioni intraprese per raggiungere tale obiettivo. Liikanen ha sottolineato inoltre che l'UE deve continuare a portare avanti la propria agenda di innovazione, malgrado le nuove priorità imposte dagli attacchi terroristici dell'11 settembre negli Stati Uniti. "Dobbiamo mantenere la competitività europea fra i primi punti dell'ordine del giorno, altrimenti vedremo ridotta la nostra capacità di creare posti di lavoro e ricchezza". (*)

GRAN BRETAGNA E GERMANIA AVANZANO VERSO IL SER
Bruxelles, 4 ottobre 2001 - Per incrementare la mobilità dei ricercatori tra il Regno Unito e la Germania, due consigli delle ricerche, uno britannico ed uno tedesco, il 1° ottobre hanno stretto un accordo, che costituisce un chiaro passo avanti verso il proposto Spazio europeo della ricerca (Ser). L'accordo tra l'Epsrc britannico "Engineering and physical sciences research council" e il suo equivalente tedesco, la Dfg (Deutsche Forschungsgemeinschaft), prevede che i ricercatori potranno continuare a beneficiare delle attuali borse di studio accordate in seguito ad un trasferimento dall'una all'altra istituzione. Secondo i vertici delle due organizzazioni, l'iniziativa indica come le istituzioni di ricerca possano svolgere un ruolo attivo nella creazione del Ser. Il progetto è "in linea con le proposte del commissario Busquin per uno Spazio europeo della ricerca", ha dichiarato John O'Reilly, direttore generale dell'Epsrc. Dal canto suo, il professor Ernst-Ludwig Winnacker, presidente della Dfg, ha sottolineato che gli istituti di ricerca possono prendere iniziative volte a promuovere la mobilità. "Il concetto di uno Spazio europeo della ricerca costituisce una sfida per le organizzazioni dei vari paesi verso nuove forme di apertura e collaborazioni più strette. La possibilità di un trasferimento delle borse di studio è un contributo all'eliminazione degli ostacoli alla mobilità dei ricercatori all'interno di questo spazio", ha sostenuto Winnacker. L'accordo prevede che il finanziamento iniziale ed i limiti di tempo restino invariati rispetto alle borse di studio iniziali, mentre i trasferimenti di fondi per le attrezzature saranno trattati su una base diversa. Le due istituzioni dovranno autorizzare qualsiasi trasferimento e dovranno consultarsi per quanto riguarda i progetti di valorizzazione congiunta delle ricerche. L'accordo sarà valido per tre anni prima di essere sottoposto a revisione. Lo stesso potrà essere modificato prima di tale termine con l'accordo di entrambe le parti. Per informazioni: Jane Reck Epsrc press officer Tel: +44-1793-444312 E-mail: jane.reck@epsrc.ac.uk  http://www.epsrc.ac.uk  oppure a: http://www.dfg.de 

SVEZIA: L'UNIVERSITÀ VIRTUALE NAZIONALE
Oslo, 4 ottobre 2001 - Entro la fine dell'anno, la Svezia prevede di approvare un disegno di legge per creare una nuova università virtuale nazionale. Con una spesa superiore a 21 milioni di euro, la Net University combinerebbe i corsi online di molte università svedesi esistenti. I corsi, seguiti presso un qualsiasi istituto, sarebbero quindi riconosciuti da tutti gli altri membri della rete. Stando alle prime stime, il numero di studenti che potrebbero iscriversi all'università si aggira su 2.500, mentre gli studi avrebbero il carattere di libera frequenza come negli atenei esistenti. Il concetto di università virtuale andrà a vantaggio di tutti quei paesi che si estendono su una vasta superficie geografica con zone inaccessibili, e potrebbe essere adottato da alcuni Stati scandinavi che confinano con la Svezia. Nel frattempo, il governo olandese ha comunicato la sua intenzione di stanziare investimenti per ampliare l'offerta di servizi digitali. L'obiettivo è garantire che il 25 percento di tutti i suoi servizi sia disponibile online entro la fine del 2002. Inoltre, il governo sta valutando l'impiego di carte d'identità elettroniche, basate su principi come il riconoscimento delle impronte digitali o dell'iride, per organizzare in futuro le cosiddette "elezioni virtuali". (*)

PRIMO FORUM NAZIONALE SU "INFORMAZIONE E CONOSCENZA NELLA VITA QUOTIDIANA"
Roma, 4 ottobre 2001 -Due tavole rotonde durante la sessione della mattina sul tema "La Convergenza dei media - Apprendere, comunicare, decidere con un clic" (Servizi integrati per gli utenti; Pc e Tv verso lo schermo unico) e una nella sessione pomeridiana dedicata a "Cittadini e istituzioni: un futuro in linea dall'informazione all'accesso" ("E-Government: quali opportunità per le amministrazioni"). La sessione pomeridiana sul tema "E-government" sarà aperta da Lucio Stanca (Ministro per l'innovazione e le tecnologie) e si concluderà con le relazioni del Ministro per la Funzione Pubblica, Franco Frattini, e del Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. L'Università "La Sapienza" inaugura, così, il primo Forum Nazionale dedicato alle evoluzioni dinamiche tra la tecnologia e qualità della vita quotidiana, aspettative e bisogni del cittadino/utente, impatto sulla nostra organizzazione sociale, nuove forme di lavoro nelle istituzioni pubbliche, nuove modalità di utilizzazione del tempo libero. Inaugurerà il Forum Giuseppe D'Ascenzo, Rettore dell'Università "La Sapienza". Interverranno nel corso della mattinata Claudio Cappon (Direttore Generale Rai), Andrea Ambrogetti (Responsabile Relazioni Istituzionali Italia Mediaset), Mario Morcellini (Direttore del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione- Università "La Sapienza"), Antonio Campo Dall'Orto (Amministratore Delegato Mtv Italia), Antonio Marano (Amministratore Delegato Stream News), Emmanuel Gout (Presidente Tele +), Ernesto Mauri (Amministratore Delegato La 7), Marco Mele (Il Sole 24 Ore), Francesco Caio (Amministratore Delegato Netscalibur), Enrico Manca (Presidente Isimm), Carlo Massarini (Mediamente), Arturo Artom (Presidente Netsystem), Massimo Donelli (Direttore Il Sole 24 Ore Tv). Alla sessione pomeridiana sul tema "E-government" interverranno Gianni Orlandi pro - rettore Università "La Sapienza", tra gli altri, Giuseppe Cerbone (Amministratore Delegato Ansa), Andrea Granelli (Amministratore Delegato Telecom Italia Lab), Mauro Masi (Vice Segretario Generale Presidenza del Consiglio), Stefano Rolando (Segretario Generale Conferenza delle Regioni), Alberto Zuliani (Presidente AIPA). 5 ottobre 2001 - inizio ore 9.00 Sala Convegni Ministero delle Comunicazioni Viale America 201 - Roma

AL VIA L'ADVISORY BOARD DI BETWEEN NEL BOARD ALCUNI FRA I MASSIMI ESPONENTI DELL'ICT , DEL MONDO ACCADEMICO, FINANZIARIO E ISTITUZIONALE: GIAN PIO BRACCHI, MAURIZIO DECINA, UMBERTO DE JULIO, LINDA LANZILLOTTA, GALEAZZO PECORI GIRALDI, PAOLO PROTA GIURLEO, RENZO TANI
Milano, 4 ottobre 2001. Between, società che offre consulenze ad alto valore aggiunto in materia di telecomunicazioni sia agli operatori di tlc e ai fornitori di servizi e apparati Ict che alle imprese e alla Pubblica Amministrazione, ha riunito l'Advisory Board. I membri del Board, che hanno aderito a titolo personale, sono primari esponenti del mondo accademico, finanziario, imprenditoriale e istituzionale: Gian Pio Bracchi, Pro-Rettore del Politecnico di Milano; Maurizio Decina, Ordinario di Telecomunicazioni al Politecnico di Milano, Direttore Scientifico del Cefriel; Umberto de Julio, Presidente di Blixer, già Dg di Telecom Italia e AD di Tim; Linda Lanzillotta, già Segretario Generale della Presidenza del Consiglio; Galeazzo Pecori Giraldi Presidente Morgan Stanley Dean Witter; Paolo Prota Giurleo, già Ad di Autogrill e attuale Ad di Jakala; Renzo Tani Presidente di Anie, già Ad di Siemens. L'Advisory Board di Between nasce dalla constatazione che il settore delle telecomunicazioni vive oggi una fase di rapida evoluzione e rappresenta uno dei comparti di maggior interesse sia per la sua strategicità che per le positive conseguenze sulle organizzazioni generate dalla costante innovazione tecnologica che lo caratterizza. Lo scenario competitivo aperto dalle nuove tecnologie e dalla liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni pone alle imprese e al mondo professionale sfide nuove e complesse. Between ha colto quindi l'importanza di confrontarsi e supportare la propria capacità di consulenza con un Board altamente qualificato e rappresentativo. I membri dell'Advisory Board vanno ad affiancare il team di vertice di Between, formato da professionisti di grande credibilità a livello nazionale derivante da un'esperienza pluriennale nel settore Ict. In particolare Girolamo Di Genova, Presidente di Between, è considerato uno dei massimi esperti nel campo delle Tlc ed è stato fino al febbraio 1998 Condirettore Generale di Telecom Italia. Gerolamo Saibene, Vice Presidente della Società, è stato Partner e Consigliere Delegato di SOMEA (Società per la Matematica e l'Economia Applicate) e successivamente ha fondato ed è stato Consigliere Delegato di Somedia, società del Gruppo Editoriale l'Espresso responsabile dei servizi telematici di Gruppo e delle conferenze e seminari della testata La Repubblica. L'Amministratore Delegato François de Brabant, Partner fondatore di Reseau, la prima società di ricerca e consulenza nel settore dell'informatica e delle telecomunicazioni operante in Italia, è stato Responsabile dell'Area Strategie, Piani e Innovazione del Gruppo Telecom Italia. Rocky Manfredi, Coo di Between, in Ibm con diversi incarichi nelle aree di "marketing, product planning, e telecom services strategies" è stato Amministratore Delegato di Intesa, società di Ibm e Fiat operante nell'area dei servizi Vans. Al primo incontro con i membri del Board si è affrontato il tema dello sviluppo della banda larga in Italia, Le problematiche relative alla banda larga sono state analizzate da molteplici punti di vista: tecnologico, economico, di mercato e di implicazione nelle politiche industriali del Paese. Dal punto di vista tecnologico emerge il ruolo fondamentale che verrà svolto dalle tecnologie Xdsl (anche grazie al processo di unbundling del local loop in corso), ma permangono dei colli di bottiglia nella disponibilità di infrastrutture alternative a livello di rete metropolitana e nel processo di standardizzazione. Le prospettive di mercato per la larga banda appaiono ancora incerte e nel breve periodo sono legate da un lato alla connettività e, dall'altro alla clientela con maggiore capacità di spesa (quella business). La maggior parte delle iniziative in corso prevede l'utilizzo selettivo delle diverse opzioni tecnologiche, al fine di ottimizzare il ritorno degli importanti investimenti effettuati. Nonostante il consolidamento delle diverse opzioni tecnologiche, la diffusione delle infrastrutture a larga banda sul territorio avverrà a macchia di leopardo, richiedendo quindi l'attivazione di specifiche azioni di politica industriale tese a ridurre il rischio di "digital divide". Appare quindi necessario intervenire con un approccio sistemico sia sulla struttura del settore che sulle modalità di accesso ai nuovi servizi innovativi, seguendo l'esempio di quanto sta avvenendo in altri paesi quali la Svezia o la Francia, e declinando in modo innovativo iniziative pubbliche e private.

NEWCO.COM E IL COMUNE DI GENOVA: ALLEANZA PER PROMUOVERE L'E-COMMERCE FIRMATO OGGI IL PRIMO PROTOCOLLO DI INTESA SULL'E-COMMERCE PER IL COMUNE DI GENOVA
Genova, 4 ottobre 2001 - Primo accordo tra pubblica amministrazione e privati per incentivare l'e-commerce e per la creazione di una community: lo hanno siglato ieri il Comune di Genova e Newco.com, la società che ha creato e gestisce il portale BravoBuild.com, il primo in Europa dedicato all'Edilizia. Secondo il protocollo di intesa sottoscritto dalle parti, il Comune valuterà l'opportunità di adottare il Sistema di Asta on-line per assegnare le gare pubbliche finalizzate alla stipula di contratti sia attivi sia passivi, entro i limiti fissati dalle vigenti disposizioni in tema di contratti degli enti locali. Viene così costituita una piattaforma di lavoro comune per sfruttare tutte le opportunità oggi giuridicamente consentite all'Ente Pubblico locale con il sistema della negoziazione tramite asta on-line. Questo è il primo accordo che Newco.com conclude con le istituzioni locali: il primo passo della costituzione di Bravoacquisti.com, il nuovo portale di servizi e e-procurement dedicato alla Pubblica Amministrazione e alle Istituzioni Locali, per creare una vera e propria community. Per i prossimi 3-4 giorni il portale sarà attivo all'indirizzo www.bravobuild.com/bravoacquisti. "Essere scelti da un Comune importante come quello di Genova - ha commentato Federico Vitaletti, Consigliere Delegato di Newco.com - è per noi motivo di orgoglio, in quanto è il coronamento di un anno di intenso lavoro, tutto teso a dimostrare la validità della negoziazione on-line. Inoltre questo è il primo passo della costituzione del portale Bravoacquisti.com, tutto dedicato alla Pubblica Amministrazione e agli Enti Istituzionali locali. Questo accordo, quindi, è anche il primo importante passo verso la Pubblica Amministrazione locale che, siamo convinti, possa trarre grandi benefici dagli strumenti di e-commerce che offriamo nel nuovo portale". "Riduzione dei costi e garanzia di concorrenzialità e trasparenza rappresentano uno degli obiettivi prioritari che l'Amministrazione comunale genovese ha inteso perseguire in questi anni - afferma Giovanni Facco, Assessore al Personale e all'Informatica del Comune di Genova - Pertanto, dopo attenta negoziazione e verifica di fattibilità, è stato ritenuto particolarmente opportuno creare una sinergia con Newco.com per realizzare un sistema di ricerca e scelta dei fornitori di beni e servizi che, senza onere alcuno per il Comune, consenta di perseguire tale risultato. Con questo accordo, in attesa che vengano esaminati gli attesi regolamenti governativi, il Comune in applicazione di alcune linee guida contenute nell'ultima legge finanziaria, concretizza una prima ipotesi di applicazione delle nuove procedure informatiche di e-commerce."

LA ZUCCHETTI PARTECIPA CON I SUOI PRODOTTI PER ENTI PUBBLICI ALLA XVIII ASSEMBLEA ANNUALE ANCI DOVE IL CITTADINO DIALOGA IN RETE CON L'ENTE PUBBLICO
Milano, 4 ottobre 2001 - Anche quest'anno Zucchetti, con la propria divisione Enti Pubblici dedicata all'offerta di applicazioni informatiche per il settore della Pubblica Amministrazione, parteciperà alla XVIII Assemblea Annuale Anci dal 17 al 20 Ottobre, Parma presso il Palacassa Fiere, Padiglione 7 Stand 95. Alla XVIII edizione dell'Assemblea Annuale Anci, la Zucchetti sarà presente con uno spazio espositivo. La manifestazione sarà l'occasione più qualificata per presentare agli esperti del settore Urbi, il rivoluzionario sistema informativo integrato ideale per ogni tipo di Ente Pubblico (Comune, Provincia, Regione, Asl, Case di Riposo), l'unico pensato e progettato per essere erogato anche in modalità Asp (Application Service Provider). Urbi permette al cittadino di dialogare in rete con l'Ente pubblico (ad es. nel caso dei Comuni la procedura permette di: scaricare on line i certificati e i moduli per l'autocertificazione già precompilati; inviare una domanda di pratica edilizia e seguirne l'intero iter; consultare la propria situazione tributaria; effettuare i pagamenti dei tributi, ad es. Ici, nonché dei servizi comunali; consultare le delibere, il bilancio o altri documenti) e all'Ente di scambiare informazioni con le proprie unità decentrate in quartieri diversi o con altri Enti. Utilizzare Urbi in modalità Asp significa usufruire del software collegandosi ad Internet a fronte del pagamento di un canone. Ogni ente può collegarsi via web al Data Center (ovvero la struttura informatica nella quale risiedono i software applicativi) e, attraverso una login e una password, utilizzare le procedure nello stesso modo e con prestazioni del tutto analoghe a quelle di cui fruirebbe se fossero installate direttamente sul Pc del proprio sistema informatico. In questo modo l'Ente non dovrà sostenere alcun costo per l'acquisto della licenza d'uso, non dovrà installare in locale nessun software, né provvedere ai relativi aggiornamenti. La "rivoluzione culturale" di Urbi consiste appunto nel trasformare l'Ente, da struttura chiusa e isolata, in un organismo aperto al dialogo col cittadino, con l'intera Pubblica Amministrazione, sfruttando la tecnologia Intranet/Internet. Forte di un'esperienza ormai decennale nella gestione informatica e di un'incessante ricerca di superamento delle frontiere tecnologiche, Zucchetti conta oltre 2.500 procedure installate presso gli Enti Pubblici sull'intero territorio nazionale.

SIGLATO L'ACCORDO FRA SANPAOLO IMI E CAISSE DES DEPOTS
Torino, 4 ottobre 2001 - Il Gruppo Caisse des De'pots et Consignations e Sanpaolo Imi hanno siglato ieri a Torino un accordo di partnership strategica, formalizzando cosi' l'intesa raggiunta alla fine dello scorso mese di luglio. Con questo accordo i due gruppi affermano la volonta' di sviluppare - soprattutto attraverso Cdc Ixis, l'investment bank del Gruppo Cdc - la collaborazione reciproca nei settori dell'asset management, del capital market e della finanza. Esso prevede inoltre che nel prossimo futuro siano esplorate ulteriori opportunita' di sviluppo nei campi delle assicurazioni, delle garanzie finanziarie, del custody, della banca elettronica, della gestione dei fondi immobiliari e del finanziamento di grandi progetti infrastrutturali. Per rendere piu' solida la collaborazione sul piano operativo, e' stato previsto che ciascun Gruppo faccia ingresso nell'azionariato dell'altro. Conseguentemente, una volta perfezionati - indicativamente entro la fine dell'anno - gli specifici accordi nei settori citati, il Gruppo Cdc (Caisse des De'pots, Cdc Ixis E Cnp Assurances) aderira' all'accordo di consultazione di Sanpaolo Imi con una quota del 2% e Sanpaolo Imi acquisira' in Cdc Ixis un'interessenza di analogo valore. La partecipazione della Caisse des De'pots sara' conferita alla societa' che detiene gli asset dell'Alleanza Caisse des De'pots /Caisse d'Epargne nei settori del retail banking, dell'investment banking, nonche' nei comparti assicurativo e immobiliare. Commentando la formalizzazione dell'accordo, il Presidente di Sanpaolo IMI Rainer Masera ha affermato che: ''La partnership con il Gruppo Cdc ha per Sanpaolo Imi una grande rilevanza strategica ed apre ampi spazi di collaborazione. Il nostro e' un interesse che si fonda su vari aspetti. Quello piu' immediato nasce da ragioni geografiche, in quanto il mercato francese e' sempre stato da noi considerato fondamentale ai fini di un adeguato posizionamento del Gruppo Sanpaolo Imi in Europa. In secondo luogo le competenze specifiche di Cdc si sposano con alcune delle nostre expertise: penso alla comune esperienza nei finanziamenti alle opere infrastrutturali, che sta assumendo un ruolo chiave sia in ambito nazionale, sia nel panorama europeo. E penso anche al settore del risparmio gestito, dove entrambi i Gruppi rivestono una posizione di spicco sui rispettivi mercati di riferimento. Per questo Sanpaolo Imi guarda con estremo interesse all'evoluzione istituzionale e alle potenzialita' di sviluppo di Cdc Ixis, nonche' all'alleanza con le Caisse d'Epargne che costituiscono l'Ecureuil.'' Per Daniel Lebe'gue, Direttore Generale del Gruppo Cdc, ''questo accordo strategico riflette la nostra volonta' di sviluppare la partnership con Sanpaolo Imi a livello europeo e in via prioritaria rispetto ad altre intese industriali e azionarie strette con attori di primissimo piano del mondo finanziario. Essa rafforza le potenzialita' di sviluppo delle svariate attivita' convergenti nell'alleanza fra la Caisse des De'pots e il Gruppo Caisse d'Epargne, che diviene cosi' un polo ancor piu' attraente in Francia e in Europa ai fini di intese con grandi gruppi come Sanpaolo Imi.'' La delegazione francese era formata, oltre che da Daniel Lebe'gue, da Charles Milhaud, Presidente del directoire del Gruppo Caisse d'Epargne, da Isabelle Bouillot, Presidente del directoire di Cdc Ixis, e da Gilles Benoist, Presidente del directoire di CNP Assurances. La delegazione italiana, invece, era costituita, oltre che dal Presidente di Sanpaolo Imi Rainer Masera, dal Vice Presidente Enrico Salza e dagli Amministratori Delegati Alfonso Iozzo e Luigi Maranzana. Infolink: http://www.sanpaoloimi.com 

COLT AUMENTA IL CAPITALE DI 1.240 MILIARDI E CONFERMA I PIANI DI INVESTIMENTO DE TOMMASO: "IN ITALIA BOOM DI VIDECONFERENZE E SERVIZI LEGATI ALLA SICUREZZA"
Milano, 4 ottobre 2001 - Colt, leader europeo nei servizi di telecomunicazione e Internet a banda larga per aziende, ha annunciato oggi un aumento di capitale per circa 1.240 miliardi di lire con l'emissione di 649.425.440 azioni ordinarie al prezzo di 62 pence per azione (circa 1.923 lire). Fidelity, che detiene il 47,7% del capitale di Colt, Group Plc (quotato a Londra e al Nasdaq) sottoscriverà la propria quota e ha assicurato la copertura delle eventuali azioni inoptate. I capitali raccolti serviranno a finanziare il completamento dei piani di investimento del gruppo fino al 2003 (anno in cui, secondo gli analisti, è atteso un utile netto). Il gruppo ha chiuso i primi sei mesi del 2001 con un fatturato record di 1.360,4 miliardi di lire (+ 53%) e un Ebitda (utile prima delle tasse e ammortamenti) positivo per 39,1 miliardi di lire. A fine giugno, Colt, aveva cassa e risorse liquide per oltre 4.080 miliardi di lire. " Colt, prosegue i suoi piani di sviluppo ed è certo un segnale positivo che il nostro azionista di riferimento abbia garantito l'aumento di capitale, dimostrando fiducia nella nostra attività a medio termine, anche in un momento non facile sul piano internazionale", sottolinea Achille De Tommaso, amministratore delegato per l'Italia di Colt,, "Una parte degli investimenti riguarderà l'Italia, dove puntiamo ad estendere la nostra rete in fibra ottica, che già copre in modo esteso Milano, Roma e Torino, con un totale di 1.700 chilometri. Registriamo una forte domanda di servizi a banda larga da parte delle aziende, soprattutto banche, grandi imprese e importanti enti nazionali e internazionali". "Nelle ultime settimane, in particolare", ha aggiunto De Tommaso, "abbiamo registrato un picco di domanda per servizi in outsourcing legati alla sicurezza nella trasmissione dati e Internet, come, disaster recovery, videconferenze e hosting di siti web".

UN'INDAGINE IPSOS - EXPLORER RACCONTA COSA SANNO E COSA SI ASPETTANO GLI ITALIANI A CENTO GIORNI DALL'INTRODUZIONE DELL'EURO
Milano, 4 ottobre 2001 - Le evidenze di questa seconda indagine - realizzata a 100 giorni dal passaggio alla moneta unica, dopo quella realizzata a 200 giorni e presentata a giugno - ci dicono che gli italiani hanno metabolizzato essenzialmente dati di tipo oggettivo sul tema: chiunque è al corrente dell'evento, tutti sanno che la nuova moneta si chiama Euro. Sin qui, tutto bene, dunque. Tanto più che, per quanto concerne gli aspetti squisitamente pratici della conversione, l'atteggiamento prevalente è tinto di un fatalismo tipicamente italiano: "prima o poi ci si abituerà" (98%). Passando invece alle nozioni più complesse da mandare a memoria le cose si complicano: scopriamo ad esempio che sulla scadenza precisa, in cento giorni da giugno ad oggi, i bene informati sono passati soltanto dal 58% al 75%. E che la memorizzazione della parità puntuale - le "famigerate" 1936,27 Lire - , seppure incrementata (da 28% a 43%) è ancora molto contenuta, in specie tra le donne e tra le persone più anziane. Un altro terzo circa degli italiani (31%) ha deciso che gli basta tenere a mente il valore approssimato dell'euro: 1927 Lire per il 4%, circa 1936 Lire per l'11%, tra 1900 e 2000 Lire per un altro 16%. Quanto basta quindi ad avere un'idea di quanto si sta per spendere. Ma cosa è cambiato - se qualcosa è cambiato - in cento giorni, negli atteggiamenti e nelle aspettative delle persone? Poco. Anzi, niente: se gli italiani preoccupati delle difficoltà nel fare la spesa erano il 68% a giugno ora sono il 73%. Le preoccupazioni pratiche mostrano soltanto una lieve tendenza a scemare e, mano a mano che la scadenza si avvicina, ci si aspetta: confusione nel calcolo dei resti (da 89% di giugno all' 88% di oggi), difficoltà nella stima del valore di un prodotto (da 60% a 56%), il ritorno in auge del portamonete (80% e 89%), una certa "furbizia" nei commercianti che approfiterranno per alzare i prezzi (59% contro 65%). Appare stabile l' atteggiamento di prudenza difensiva e scetticismo, adottato da gran parte degli italiani: gli aspetti pratici del cambiamento vengono a forza "digeriti", mentre permane l' ansia generata dalla sensazione di perdere il controllo, gli schemi di riferimento consueti, la percezione del valore degli acquisti. Ci si sente inadeguati, impreparati, e poco motivati. Si conferma peraltro anche un atteggiamento di apertura, dettato dalla curiosità e dall'interesse verso una svolta che potrebbe rivelarsi anche una occasione da cogliere, quando si riesce a relazionarsi all'euro nelle sue implicazioni commerciali e dinamiche: la caduta dei blocchi imposti da frontiere e cambi di valuta potrà avere risvolti positivi sugli spostamenti delle persone (96%), sugli scambi commerciali (88%) e quindi sull'economia (66%). Una ricerca qualitativa semiotica sull'euro, alla scoperta di come parla di sè Chi ha costruito questa moneta era "consapevole" delle sue più significative potenzialità: forme, colori, segni, materiali, rimandano ad un linguaggio "multiprospettico" che rompe col passato, ma non prescinde da esso, puntando elettivamente sul valore dello scambio e della molteplicità culturale L'euro appare una sorta di esperanto della moneta; un linguaggio che conserva differenze ma crea contemporaneamente identità e possibilità di comunicazione in grado di evocare la prima vitale contrattazione/comunicazione che l'individuo mette in atto quando acquista la consapevolezza di esistere: quella tra la sua identita' e la sua differenza Forse in questi mesi questo lento avvicinamento, non supportato sul piano dei valori concreti, oltre a focalizzarci sui problemi, ci ha costretto ad un approccio virtuale che rafforza le ansie Quando invece finalmente gli euro saranno la nostra moneta " il loro racconto" potrà entrare in sintonia con le nostra curiosità e favorire un approccio più dinamico e positivo Una ricerca qualitativa motivazionale per comprendere le dinamiche profonde L'indagine qualitativa registra atteggiamenti articolati riassumibili in quattro posizioni che procedono dal negativo al positivo: chiusura difensiva, scetticismo, apertura, attesa. Gli atteggiamenti condizionano le aspettative e fanno vedere l'euro rispettivamente, come un problema (Si è certi della propria incapacità e si teme la manipolazione da parte degli altri ), un disagio (Si è disillusi e si colgono solo le difficoltà pratiche) , una opportunità (Ci si aspetta vantaggi "per noi" italiani ...un aumento del valore sul dollaro.... maggiore stabilità economica......scambi culturali ma si è consapevoli che le opportunità comportano anche dei rischi ), una promessa (Ci si aspetta vantaggi "per noi" cittadini europei, ma si coglie una distanza tra l'evento economico e il processo culturale e politico). Ciò che prevale tuttavia, in ogni caso, è una ambivalenza di fondo, una presa di distanza difensiva, una focalizzazione sugli aspetti concreti. Anche a causa di una comunicazione che si è percepita troppo scalibrata sugli aspetti pratici della conversione o di contro sugli ideali dell'Europa, senza essere capace di declinare l'euro nel reale evidenziando i possibili vantaggi: gli italiani sentono di non avere preso parte, di non essere stati coinvolti davvero nella preparazione all'evento. Tali atteggiamenti si vanno a collocare su uno sfondo recessivo aggravato dai recenti accadimenti e il passaggio all'euro, così come è stato percepito, invece di costituire una spinta, rischia di configurarsi come un periodo di stallo prolungato. Tre mesi per cambiare atteggiamento sono pochi, ma inaspettatamente è proprio alle aziende e alla distribuzione organizzata che si chiede di attivarsi, in quanto organismi potenti, già europei, leader nell' area di riferimento ed esperti in comunicazione, e di fare da "Virgilio" sostenendo gli italiani affinchè possano cogliere meglio le potenzialità positive implicite nell'euro.

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