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SECONDO IL SEGRETARIO DI STATO SPAGNOLO, L'ATTUALE PRESIDENZA
PORTERÀ A TERMINE I SUOI IMPEGNI
Bruxelles, 28 gennaio 2002 - In un'intervista al Notiziario Cordis, il
segretario di Stato spagnolo per la Scienza e la Tecnologia, Ramón Marimón,
si è detto fiducioso che la Presidenza spagnola riuscirà, nel corso del suo
mandato semestrale, a raggiungere accordi su una serie di questioni
controverse che interessano la comunità della ricerca. Prima della fine di
giugno, la Presidenza dovrà portare a temine i numerosi impegni nei
confronti della comunità della ricerca, che confida nella conclusione di un
accordo sul sesto programma quadro (6PQ), in occasione del Consiglio
"Ricerca" di marzo, nell'annuncio di ulteriori azioni per attuare gli
obiettivi ed i provvedimenti fissati due anni fa al Consiglio di Lisbona e
spera nel raggiungimento di un accordo sulla sede dell'Autorità europea per
la sicurezza alimentare (Aesa). Marimón riconosce che i tempi sono stretti
(il Parlamento deve adottare prima del Consiglio "Ricerca" di marzo, un
parere sulle proposte della Commissione riguardo alle regole di
partecipazione), ma è sicuro che ciò avverrà. Egli è in ugual misura
fiducioso che l'11 marzo, i ministri della Ricerca dell'Ue non avranno
difficoltà a raggiungere un'intesa. "Ci sono alcuni aspetti relativi alla
struttura che dobbiamo ancora definire. Mi riferisco, ad esempio,
all'indicazione dei casi in cui la Commissione deve spiegare con esattezza
cosa comporti la realizzazione di strumenti particolari, ma si sta
provvedendo a questo. Ritengo quindi che, benché ci sia poco tempo, abbiamo
già dibattuto a lungo sul sesto programma quadro e le opinioni sono molto
più concordanti di quanto lo fossero in passato", ha dichiarato Marimón al
Notiziario Cordis. Il Consiglio di Barcellona di marzo giungerà in un
momento propizio, secondo Marimón, poiché l'euro attualmente sta dimostrando
lo spessore e la forza del mercato unico, nel quale le recenti innovazioni
possono produrre un forte impatto ed ottenere alti rendimenti. "La
situazione che stiamo vivendo fa sì che questo sia un momento opportuno per
riunire la ricerca con lo sviluppo e l'innovazione", ha affermato il
Segretario di Stato. "È in questo contesto che si proporrà l'iniziativa in
tema di biotecnologie [a Barcellona], un'iniziativa che coinvolgerà non
soltanto i ricercatori, ma anche il settore industriale e quello
finanziario, nonché le questioni ambientali ed etiche", ha aggiunto Marimón.
La biotecnologia è fra le questioni al centro del rapporto tra scienza e
società, che la Presidenza spagnola si propone di affrontare, secondo quanto
assicurato da Marimón al Notiziario Cordis. "Non concordo con il punto di
vista secondo il quale la società non avrebbe interesse [per la scienza]",
ha affermato il Segretario di Stato. "Ritengo che essa sia molto
interessata, ma si dà il caso che a volte i canali di comunicazione
falliscano". Marimón ha citato ad esempio l'ingegneria genetica. "Talvolta
non è chiaro che per la migliore riuscita dei trapianti, abbiamo bisogno di
un'ingegneria genetica perfezionata ed alcune volte la gente dà sostegno
alla prima affermazione, mentre ritiene che non si dovrebbe applicare la
seconda. Capita che ci sia molta confusione riguardo alle biotecnologie".
Alla domanda se fosse d'accordo o meno con il parere del commissario per la
Ricerca, Philippe Busquin, secondo il quale l'immagine offerta dai media è
una delle ragioni di questo diffuso disinteresse, Marimón ha sottolineato
che i mezzi di comunicazione non sono i soli responsabili di accrescere
l'interesse e la sensibilizzazione. "È vero che una migliore copertura dei
media riguardo a tali argomenti potrebbe anche essere d'aiuto, ma [.] credo
che la responsabilità di inserire tali questioni in una dimensione opportuna
sia di tutti: scienziati, imprese e mezzi di comunicazione. Questo è l'unico
modo con cui possiamo ottenere il giusto equilibrio tra i benefici ed i
possibili costi. Nel sottolineare il fatto che i cittadini europei sono
interessati alla scienza, Marimón ha evidenziato il successo della prima
"Settimana spagnola della scienza" tenutasi di recente, che ha ottenuto la
partecipazione di un pubblico davvero entusiasta. "La società percepisce in
misura crescente che, per essere un cittadino di questo secolo, è necessario
apprendere qualcosa, perché si devono affrontare costantemente questioni
relative alla sicurezza alimentare, che possono ripercuotersi sulla salute e
sull'ambiente. [.] Credo che l'interesse sia incentrato su questo tema.
Talvolta il problema è che non abbiamo a disposizione sufficienti
informazioni di supporto, per dimostrare che i rischi sono adeguatamente
valutati", ha dichiarato il Segretario di Stato. Un esempio di istituzione
destinata ad assicurare ai cittadini dell'Ue che i rischi sono minimi, è
l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Aesa). Sebbene la
costituzione dell'Aesa sia stata approvata, i capi di Stato e di governo non
hanno raggiunto un accordo sulla sua sede. Il Segretario di Stato spagnolo è
fiducioso che si possa giungere ad un accordo nel corso della Presidenza
esercitata dal suo paese. "Ci sono molte questioni aperte e ci auguriamo di
chiuderle durante il nostro mandato. Sono sicuro che si aprirà un
dibattito", ha affermato Marimón. Tutto ciò comporta numerose responsabilità
per il relativamente giovane ministero spagnolo della Scienza e della
Tecnologia, istituito nel 2000, ma Marimón sembra convinto che il suo paese
non mancherà agli impegni assunti.
UN'INDAGINE DELLA COMMISSIONE EUROPEA AFFERMA CHE LE TIC STANNO
EFFETTUANDO UNA "RIVOLUZIONE" NEL BUSINESS TO BUSINESS
Bruxelles, 28 gennaio 2002 - Una nuova indagine della Commissione europea
riguardante l'impatto delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione (Tic) sulla logistica delle imprese europee, pubblicata il 23
gennaio, ha rivelato che le nuove tecnologie stanno effettuando una
"rivoluzione" nei rapporti business to business (B2B). L'indagine, che si
basa sulle risposte date da 180 imprese tra febbraio e settembre del 2001,
fra gli effetti delle Tic sui rapporti business to business elenca: la
riduzione degli stock, la diminuzione dei tempi di consegna, il cambiamento
dei profili professionali e il passaggio dalla concorrenza alla cooperazione
nell'attività d'impresa. Il documento ha rilevato che le imprese di maggiori
dimensioni tendono ad utilizzare le Tic per la gestione di reti complesse e
sistemi telematici, mentre le imprese più piccole a volte non dispongono
delle risorse finanziarie per impiegare tali tecnologie nelle loro attività
di logistica, ma possono avvalersi con facilità di applicazioni più ridotte
e più flessibili. Secondo la Commissione, l'indagine dimostra che le Tic
agevolano le metodiche innovative nell'attività d'impresa, quali la
"produzione su richiesta" o il "just-in-time", processi che creano un legame
tra i produttori ed i loro partner nella catena di approvvigionamento. Le
Tic esercitano altresì un impatto sulle transazioni business to consumer
(B2C), aumentando il flusso di domanda e offerta, nonché sviluppando la
collaborazione economica. Le Tic hanno inoltre un'influenza significativa
sull'ambiente nel quale operano le imprese. Entrano in scena nuove
qualifiche e funzioni, quali ad esempio gli "infomediari" che offrono anelli
virtuali nella catena delle consegne, nonché i fornitori di soluzioni
logistiche. L'indagine pone altresì in evidenza il fatto che, se l'impatto
totale sull'occupazione è ridotto, "esiste una necessità urgente di
formazione" per gestire il cambiamento dei ruoli lavorativi. I progressi
delle Tic stanno innescando anche un'evoluzione dell'etica imprenditoriale e
"l'emergere di una nuova dimensione nei rapporti tra imprese concorrenti: la
concorrenza finisce quando la cooperazione diventa più conveniente". Per
ulteriori informazioni consultare il seguente indirizzo web:
http://europa.eu.int/comm/enterprise/services/business_services/index.htm
BANCA PROFILO PIANO DI SVILUPPO 2002 - 2004 FOCUS SULLE ATTIVITÀ STORICHE
DELLA BANCA (PRIVATE BANKING E FINANZA)
Milano, 28 gennaio 2002 - Presentato il 25 gennaio alla comunità finanziaria
il Piano di Sviluppo per il triennio 2002-2004, il secondo dalla quotazione
della società alla Borsa Italiana. Raggiunti gli obiettivi del periodo
1999-2001, il Piano 2002-2004 rappresenta un progetto di sviluppo ambizioso
ma sostenibile, concepito attraverso un forte potenziamento della struttura
professionale qualificata e la concentrazione delle attività sui core
businesses della Banca (Private Banking e Finanza). In particolare, gli
obiettivi di fine 2004 presentano ricavi totali per Euro 81,5 mln, un utile
lordo di Euro 28,5 mln e un Roe del 18,5%. Il Private Banking costituisce
l'area di attività sulla quale la società intende puntare con maggiore
decisione: inserimento medio di 50 Private Bankers ogni anno e raccolta
complessiva di Euro 4.000 mln a fine 2004. "Il Piano 2002-2004, articolato
solo su progetti di crescita per vie interne, non include modifiche dei
contorni operativi della Banca attraverso azioni di sviluppo per linee
esterne", sostiene Sandro Capotosti, Presidente e A.D. di Banca Profilo. "
Tuttavia, anche in viriù della propria ampia disponibilità patrimoniale, non
si può escludere che la Banca possa considerare con attenzione le
opportunità idonee a rafforzare la massa critica nel core business ".
Private Banking - Banca Profilo intende ribadire il proprio ruolo di
fornitore di servizi di qualità per clientela privata ad alto (Affluent) ed
altissimo (High Net Worth Individuals) reddito/patrimonio, attraverso
struttura territoriale propria e personale dipendente. Seppur in
considerazione del rallentamento della crescita del mercato nel 2001, la
Banca potenzierà l'attuale struttura attraverso una importante politica di
recruiting con l'inserimento medio di 50 Private Bankers ogni anno e una
raccolta complessiva di 4.000 mIn Euro a fine 2004. I ricavi arriveranno a
raggiungere C 48 mln a fine 2004. Asset Management - Fedele alla propria
tradizione di indipendenza e di approccio ai mercati, la società si
orienterà sempre di più verso la selezione di gestori professionali secondo
metodi qualiquantitativi oggettivi. Esprimendo la capacità di pesare le
componenti d'investimento nel modo migliore rispetto alle previsioni
economiche, sarà assicurato l'obiettivo di fornire servizi e metodologie in
grado di creare valore e di giustificare la rimunerazione richiesta ai
clienti. I metodi di analisi e decisione d'investimento mireranno alla
definizione dell'Asset Allocation preferita e all'elaborazione continua dei
relativi aggiustamenti, garantendo la massima elasticità e personalizzazione
delle soluzioni per soddisfare le esigenze dei clienti. 1 Private Bankers,
nel ruolo di relationship manager, assisteranno il cliente nella scelta
dell'Asset Allocation interpretando le indicazioni dell'Asset Management.
Finanza - L'Area Finanza enfatizzerà la fomitura dei servizi specialistici e
strumentali all'impostazione complessiva dell'attività della Banca: Servizi
di intermediazione, di Finanza strutturata, di Finanza straordinaria. I
"Servizi di Intermediazione" evolveranno nel triennio per focalizzarsi su un
gruppo di clienti istituzionali e mantenendo alta l'attività d'innovazione
di prodotto ('laboratorio di ricerca") svolta tradizionalmente da Banca
Profilo. L'obiettivo dei "Servizi di Finanza Strutturata" è invece quello di
ideare e perfezionare ogni anno un numero anche limitato di operazioni ad
elevato valore aggiunto, in contropartita diretta con clientela
istituzionale. 1 "Servizi di Finanza Straordinaria" rappresenteranno lo
sviluppo nel prossimo triennio degli investimenti avviati nel 2001 sotto la
denominazione di Investment Banking. Per quanto riguarda il Piano 1999-200
1, i dati cumulati di fine triennio prevedono: ricavi di gestione operativa
per Euro 126,1 mln (rispetto a un budget di Euro 122,1 mln), un utile netto
pari a Euro 23,1 mln (rispetto a un budget di Euro 26,8 mln) e mezzi
amministrati per circa Euro 2.118 mln (rispetto a un budget di Euro 1.549
mln).
APPROVATO PROGETTO FUSIONE POP. VERONA E POP. NOVARA
Milano, 28 gennaio 2002 - I consigli di amministrazione della Banca Popolare
di Novara e della Banca Popolare di Verona-Banco San Gemignano e San
Prospero hanno approvato il 26 gennaio 2002 all'unanimita' il progetto di
fusione dei due istituti per dar vita al Banco Popolare di Verona e Novara.
L'operazione sara' quindi oggetto delle prossime assemblee straordinarie
convocate per il 9 marzo mentre la fusione avra' effetto a fine maggio. Il
Cda del nuovo Banco Popolare sara' composto da 20 membri (7 provenienti
dalla Popolare di Novara, 3 dalle aree emiliane dove operava il banco San
Geminiano e San Prospero e 10 dalle altre aree residue). Presidente del
nuovo Cda e' stato designato Carlo Fratta Pasini (gia' presidente della
Popolare di Verona) mentre Siro Lombardini (della Popolare di Novara)
assumera' la carica di vicepresidente vicario e Fabio Innocenzi quella di
ad.
NUOVE ACQUISIZIONI PER BNL PORTFOLIO IMMOBILIARE SONO STATI EFFETTUATI
ULTERIORI INVESTIMENTI PER UN CONTROVALORE DI 105,6 MILIONI DI EURO
Roma, 28 gennaio 2002. -"Bnl Portfolio Immobiliare", il fondo comune
d'investimento chiuso del Gruppo Bnl ha realizzato quattro nuove
acquisizioni per un controvalore complessivo di 105,6 milioni di euro (204,7
miliardi di lire). In linea con il business plan che prevede l'investimento
in immobili ad uso commerciale-direzionale e industriale-logistico locati a
conduttori di primario standing, il Fondo ha acquistato dall'Inail il
"Palazzo Liocorno", inserito all'interno del Centro Direzionale Colleoni ad
Agrate Brianza (Milano), in seguito ad aggiudicazione nel corso dell'asta
pubblica relativa al programma straordinario di dismissione del patrimonio
immobiliare ex legge 140/97 tenutasi il 23.10.2001. L'immobile, del valore
di 20,9 milioni di euro (40,5 miliardi di lire), ha una superficie di 17.246
metri quadrati e una destinazione d'uso terziaria con vari conduttori. Le
altre 3 operazioni di acquisizione hanno riguardato i seguenti complessi
immobiliari: Centro Commerciale "Via Larga" a Bologna, del valore di 51,4
milioni di euro (99,5 miliardi di lire), con una superficie di 36.100 metri
quadrati ed una destinazione d'uso mista: ipermercato e galleria
commerciale. Palazzo Uffici in Via E. Mattei 102 a Bologna, del valore di
21,4 milioni di euro (41,5 miliardi di lire), con una superficie di 19.100
metri quadrati ed una destinazione d'uso terziaria con TIM come conduttore.
Deposito Logistico a Villanova di Albenga, del valore di 11,9 milioni di
euro (23,2 miliardi di lire), con una superficie di 20.200 metri quadrati e
NordiConad come conduttore. Con queste ultime acquisizioni si è completata
la fase di investimento del patrimonio raccolto dal Fondo sul mercato,
durante il periodo di collocamento. Nei prossimi 18 mesi verrà ulteriormente
incrementato il numero degli investimenti, ricorrendo all'utilizzo della
leva finanziaria. Partito nel maggio 2000, Bnl Portfolio Immobiliare ad oggi
ha investito in immobili circa 300 milioni di euro. Maggiori informazioni e
dettagli sugli investimenti effettuati, corredate dalle immagini degli
immobili, si possono avere visitando il sito
www.bnlfi.it
BNL:NOMINATO MEMBRO DEL COMITATO ESECUTIVO
Roma, 28 gennaio 2002. - Il Consiglio di Amministrazione della Banca
Nazionale del Lavoro riunitosi oggi a Roma sotto la presidenza di Luigi
Abete, ha nominato membro del Comitato Esecutivo il consigliere Manuel
González Cid (Bbva), in sostituzione di Josè Fonollosa Garçia. Il Comitato
Esecutivo di Bnl risulta attualmente composto dal presidente Luigi Abete e
dall'amministratore delegato Davide Croff - membri di diritto - e dai
consiglieri Pier Luigi Fabrizi, Manuel González Cid e Giovanni Perissinotto.
CONVENTION DEI PROMOTORI FINANZIARI: FORMAZIONE E QUALITÀ LE DIRETTRICI
DELL'ATTIVITÀ NEL NUOVO ANNO
Milano, 28 Gennaio 2002 - Si è svolta il 18 gennaio la convention dei
Promotori Finanziari di ONBanca, la banca Internet multicanale del Gruppo
Banca Popolare Commercio e Industria. Gli oltre 240 professionisti si sono
riuniti a Rimini, assieme al top management della banca on line, per fare il
punto sui risultati ottenuti nel 2001 e pianificare l'attività del 2002.
Nello scorso anno la rete dei professionisti Onbanca ha raccolto 207 milioni
di Euro di risparmio gestito per una raccolta media per singolo promotore
pari a oltre 443.000 Euro, risultato che pone Onbanca tra le principali reti
di distribuzione in Italia nel 2001. Nell'ambito della convention sono stati
presentati gli obiettivi quantitativi e qualitativi per il 2002 e il piano
di formazione previsto. "I lusinghieri risultati ottenuti dalla Rete anche
negli ultimi mesi del 2001 confermano la nostra strategia imperniata sui
Promotori Finanziari e sull'infrastruttura tecnologica" ha dichiarato Luca
Bonani, Direttore Generale di Onbanca. "Il network dei Pf si dimostra uno
dei più efficaci in termini di raccolta, nonostante la crisi dei mercati
internazionali". "I nostri obiettivi sono qualità e formazione" aggiunge
Daniela Concari, Responsabile della Direzione Mercato di Onbanca a "Puntiamo
su ulteriori miglioramenti in termini di numero di clienti e raccolta media
per promotore. L'attività dei professionisti sarà supportata da un
articolato piano formativo, sia a livello di prodotto, sia a livello di
skill development". Alla convention erano presenti il top management del
Gruppo Bpci, nonché i rappresentanti di Arca, Lemanik Sicav e B&S Joint,
società leader nel settore della ricerca finanziaria.
ENEL.SI (SOCIETA' DI SERVIZI INTEGRATI DEL GRUPPO ENEL) HA SCELTO DI
GESTIRE LA SUA RETE DI PUNTI VENDITA IN FRANCHISING UTILIZZANDO LA
PIATTAFORMA WSM (WEB SALES MANAGEMENT) DI SIVA S.P.A.
Milano, 28 gennaio 2002 - Enel.si si propone come operatore multiservizio
per garantire alle famiglie ed alle aziende un'assistenza tecnica completa
nel campo dell'impiantistica elettrica e nell'accesso ai servizi di rete
integrati. Attraverso una rete di imprese in franchising, la societa'
garantisce una presenza capillare sul suolo nazionale che le consente di
rendere facilmente accessibile a tutti un'assistenza tecnica professionale e
tempestiva. Nell'ambito di tale progetto, sotto la supervisione diretta di
Enel.it (Societa' di Information e Telecommunication Technology del Gruppo
Enel), Siva fornira' la piattaforma proprietaria Wsm che ricomprende
software gestionali modulari Internet-based per la gestione di realta'
commerciali eterogenee (catene negozi, reti agenti, dealers ecc.); Wsm
include una variegata offerta di prodotti/soluzioni. Enel si aggiunge quindi
a grandi aziende, quali Telecom Italia e Stream, che gia' hanno utilizzato
ed utilizzano con successo la tecnologia Siva per la gestione dei propri
canali di vendita. Ma non finisce qui: Siva, forte del proprio know how e
del proprio staff specializzato nelle tecnologie di ultima generazione
Internet-based, estende oggi la sua offerta ponendosi come punto di
riferimento anche per le piccole e medie imprese proponendo i propri
prodotti Software di Crm (Customer Relationship Management) in modalita' Asp
(Application Service Providing). In che consiste il servizio di Asp?
consiste in una modalita' innovativa di fornitura software a distanza che
consente di eliminare i costi di infrastrutture e di personale tecnico
addetto. In questo modo, a fronte di un canone periodico, le aziende clienti
utilizzano le infrastrutture di Siva e dei propri Partners, svincolandosi da
tutte le problematiche di gestione e di acquisto di hardware, software e
connettivita', evitando cosi' gli investimenti iniziali che spesso
rappresentano una barriera per le Pmi. Infolink:
http://www.sivaspa.it
LA UTENSILERIE ASSOCIATE INCORPORA PASTORINO E COMEC UN NUOVO POLO DI
RIFERIMENTO DEL MERCATO DELL'UTENSILERIA IN ITALIA
Monvalle (Va), 28 gennaio 2001 - Il Gruppo Utensilerie Associate S.p.A.
annuncia la fusione per incorporazione delle controllate Pietro Pastorino
S.p.A. e Comec S.p.A. Dopo l'incorporazione Utensilerie Associate occuperà
circa 600 persone per un giro d'affari di circa 92 milioni di Euro.
L'integrazione consentirà di raggiungere l'importante obiettivo di gestire e
valorizzare i rispettivi punti di forza dei marchi del gruppo, per offrire
al mercato la più ampia gamma di prodotti e soluzioni per l'utensileria.
"Tale operazione è stata realizzata con lo scopo di rendere più efficiente
il controllo delle varie unità, realizzare le sinergie che ne seguono con il
Gruppo internazionale a livello industriale, ma soprattutto di predisporre
una buona piattaforma per la gestione sotto un'unica responsabilità delle
politiche commerciali in Italia relative a tutti i marchi del Gruppo
francese Facom Tools, di cui Utensilerie Associate fa parte da circa 10
anni", ha dichiarato Mario Cogliati, Amministratore Delegato della
Utensilerie Associate S.p.A. Il nuovo polo andrà a coprire a 360° il mercato
dell'utensileria, sulla base della complementarietà del posizionamento dei
singoli marchi gestiti da Utensilerie Associate: - Usag, marchio storico
italiano, è leader assoluto in Italia nel campo dell'utensileria a mano di
tipo professionale e in particolare della manutenzione industriale.
L'obiettivo è ora quello di primeggiare anche nel settore peraltro già
presidiato dell'autoriparazione; - Pastorino, l'altro marchio storico
italiano con grande tradizione nel servizio all'artigiano e alla ferramenta,
sta vivendo un momento di rilancio particolarmente vivace grazie al
dinamismo dello staff commerciale; - Comec è lo specialista italiano
dell'arredo del posto di lavoro, con la sua ampia gamma di carrelli, armadi
e tavoli e dell'allestimento dei mezzi per la manutenzione itinerante; -
Facom, il marchio francese che ha dato il nome al Gruppo stesso (Facom Tools),
ha un'offerta di oltre 10000 articoli, in grado di soddisfare le esigenze
più sofisticate del professionista; - Bost, il marchio francese che si
rivolge al settore del Fai da Te, offre una gamma di articoli concentrata
sulle famiglie più tradizionali dell'utensileria a mano, caratterizzato da
un rapporto qualità/prezzo ottimale. Prossimamente Utensilerie Associate
assumerà la gestione anche del marchio Virax, lo specialista francese del
settore termoidraulico già ben noto in Italia, che presenterà la sua gamma
rinnovata alla Mostra Convegno nel prossimo mese di marzo. Gli altri marchi
del Gruppo Facom Tools sono : - Sykes, diagnostica portatile e
autoriparazione - Britool, il marchio tradizionale inglese del nostro
settore più conosciuto nel mondo - Vitrex, forniture speciali per il Fai da
Te.
CONTINENTAL AIRLINES DEFINISCE LA DECISIONE PROVVISORIA DI AMERICAN
AIRLINES/BRITISCH AIRWAYS
Houston, Texas, 28 gennaio 2002 - Continental Airlines (Nyse: Cal) ha reso
noto che l'approvazione provvisoria da parte dell'U.S. Transportation
Department di un alleanza tra American Airlines (AA) e British Airways (BA)
rappresenta un importante passo per la concorrenza aerea translatlantica,
che condurra' a tasse piu' elevate e a servizi piu' modesti per gli utenti
delle tratte atlantiche. Se l'approvazione definitiva venisse concessa e
American Airlines e British Airways avessero la possibilita' stabilire
congiuntamente tasse fisse e tratte nel Nord Atlantico, il trasporto aereo,
in particolar modo tra gli Stati Uniti e il Regno Unito, subirebbe dei danni
irreparabili. ''In un periodo in cui si sostiene l'idea di ''Open Skies'',
crediamo che sia particolarmente sfavorevole per un governo richiedere
un'alleanza cosi' onerosa, anti-concorrenziale and anti-consumatori come
condizione di tale accordo,'' ha dichiarato il Presidente e Amministratore
Delegato della Continental Airlines, Gordon Bethune. ''La piu' grande
compagnia aerea mondiale e il piu' grande carrier europeo si battono poiche'
non possono competere senza avere la possibilita' di fissare i prezzi e le
tratte e di dominare l'intero mercato mondiale. La realta' e' che pensano
solo al loro interesse e questo e' negativo per il consumatore, per la
concorrenza e per l'intera comunita'. Questa operazione commerciale non deve
essere approvata in nessun modo''. ''Siamo molto dubbiosi sulla decisione
provvisoria presa quest'oggi, che nel caso in cui venisse approvata
permetterebbe in maniera effettiva la fusione da parte delle due compagnie
di bandiera piu' potenti nel Nord Atlantico'' ha affermato Bethune. ''Il
Dipartimento di Giustizia ha reso noto che la concentrazione di mercato e la
debole competizione tra gli Stati Uniti e il Regno Unito collegate con
questa operazione commerciale hanno una forte influenza su qualsiasi
beneficio potenziale avanzato da AA e BA.'' Il rimedio proposto, che cerca
di offrire una linea guida sui diritti di partenza e di atterraggio
nell'aeroporto di Heathrow per i nuovi carrier come Continental, e' troppo
distante dal proteggere il consumatore. Secondo le condizioni della
decisione provvisoria, anch'essa soggetta ad un accordo bilaterale di Open
Skies per liberalizzare i servizi aerei tra gli Stati Uniti e il Regno
Unito, verranno abbattute le barriere legali che esaulavano l'American e la
British Airways dal fissare prezzi e tratte. ''Di tutte le alleanze create
tra le compagnie di bandiera, solo quella tra l'American e la British
Airways ha come base Europea un aeroporto con sbocchi limitati per una
crescita,'' ha dichiarato Bethune. Inoltre, l'evidenza mostra che i
viaggiatori che partono o arrivano all'Aeroporto di Heathrow pagano molto di
piu' rispetto a quelli che volano dall'Aeroporto di Gatwick o da altri
aeroporti europei. ''Per le stesse ragioni, quest'accordo
anti-concorrenziale non dovrebbe essere accettato'' ha continuato Bethune.
''L'unico modo per proteggere il consumatore e' quello di incoraggiare la
concorrenza e non il dominio di mercato.'' Un ampio gruppo di funzionari
scelti, inclusi 27 Senatori degli Stati Uniti, 34 membri della House of
Representatives Statunitense, sei governatori, due procuratori generali e
quattro sindaci, si e' unita al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti,
all'International Brotherhood of Teamsters, alla Continental Airlines e ad
altre compagnie di bandiera Statunitensi e Britanniche nel criticare quest'alleanza
anti-concorrenza. Infolink:
http://www.continental.com
ESTATE 2002: SPIAGGIA PER SPIAGGIA, ECCO DOVE ANDREMO PRESENTATA
UN'INDAGINE DEMOSKOPEA SULLE PROSSIME VACANZE DEGLI ITALIANI MARE, MARE,
MARE
Milano, 28 gennaio 2002 - Un esercito di 30 milioni di italiani già pensa
alle vacanze e marcia con l'immaginazione verso le belle coste d'Italia. Il
58% è diretto verso Liguria e Tirreno, isole comprese, il 41% verso
l'Adriatico, il resto verso lo Ionio. Sono ben 3,5 milioni in più del 2001.
Per l'industria del turismo da spiaggia quella del 2002 sarà un'estate
d'oro. Effetto della tragedia delle Twin Towers, della guerra in Afghanistan
e del timore di nuovi attentati terroristici. E' quanto prevede un'indagine
Astra-Demoskopea che il sociologo Enrico Finzi ha presentato oggi a
Balnearia, il Salone degli arredi e delle attrezzature per il mare in corso
a Carrara fino a domani. Condotta in dicembre, l'indagine è stata realizzata
intervistando un campione rappresentativo di 1000 persone tra i 14 e i 79
anni, pari a un universo di 47,4 milioni di individui. A livello di
percezione dei comportamenti diffusi, il 58% del campione ritiene che nel
2002 "faranno vacanze in Italia molti più italiani che in passato". E il 41%
mette l'accento proprio sul mare. "Ovvero", spiega Finzi, "la popolazione
avverte una forte tendenza a passare la prossima estate in Italia, in
particolare al mare". Quanto ai comportamenti individuali, l'indagine ha
registrato negli intervistati un aumento d'incertezza dovuto alla crisi
internazionale. Alla domanda: ferie in Italia o all'estero?, circa il 14%
del campione (7 milioni di persone) non ha saputo fare previsioni e circa il
9% (5 milioni) non ha rispondsto neppure su un eventuale week end in Italia.
Al contrario, il 63% (30 milioni di individui) non ha avuto dubbi: che siano
vere vacanze o semplici fine settimana, li passeranno comunque al mare.
Dove? Secondo Finzi emerge una triplice spinta: "Verso il sud, verso le
isole e i mari di scoglio, verso il Tirreno". Si conferma però una solida
tendenza alla fedeltà (stessa spiaggia, stesso mare), anche se meno che in
passato. Chi ha scelto le riviere liguri e tirreniche indica, in ordine di
affollamento decrescente, Sardegna, Sicilia, Toscana, Liguria, Lazio, Lazio,
Campania e Basilica. I filo adriatici andranno invece soprattutto in Emilia
Romagna e, a decrescere, in Puglia, Friuli Venezia Giulia e Veneto, Marche,
Abruzzo e Molise. Gusti vari e must. Il 54% del campione, la parte più
abbiente e acculturata, andrà su una spiaggia attrezzata. Si tratta di
quelli che spendono e gli operatori faranno bene ad ascoltarli. Finzi parla
di "minimo sindacale da garantire a questi consumatori". Un breve elenco:
ordine, pulizia e bellezza delle spiagge, mare pulito, rispetto
dell'ambiente, prezzi giusti, igiene dei servizi, ma anche sicurezza,
qualità dell'accueil, presenza di attrezzature sportive e di connessioni
Internet. Altre caratteristiche considerate essenziali sono, nell'ordine, la
buona cucina, la disponibilità di tanto verde, la bellezza dei luoghi, la
facile raggiungibilità, i parcheggi, i buoni alberghi, l'offerta di
informazioni varie. Richieste appena minori per le iniziative culturali e
artistiche, la storia e le tradizioni. Poco essenziale, almeno per i meno
giovani, la presenza di una vivace vita notturna e di discoteche. L'indagine
si conclude con un sommario identikit dei nostri 30 milioni di vacanzieri
marini. Il 20% è "stabilmente povero e tradizionalista". Il 28% "piuttosto
conservatore, ma con aspettative crescenti". Il 18%, per lo più
centro-settentrionale, è "rigettario e affluente", ovvero ha mezzi economici
e non ama il turismo di massa. Il restante 34% è invece così definito:
"Innovatore e infedele, carico di bisogni e domande, è il vero protagonista
del "di più" previsto nel 2002". Un protagonista che sollecita, anche al
sud, un rapido e profondo adeguamento dell'offerta degli stabilimenti
balneari. E' l'occasione per "trasformare un vantaggio congiunturale in plus
strutturale"
MARESTATE AVIOMAR: GIA' APERTE LE PRENOTAZIONI
Milano, 28 gennaio 2002 - Da oggi 28 gennaio l'ufficio booking del tour
operator milanese "Aviomar", che risponde allo 02 58 39 41, e-mail:
booking2@aviomar.it è già a disposizione delle agenzie per accettare le
prenotazioni relative ai soggiorni mare in Italia, Francia (Corsica e Costa
Azzurra), Croazia e Slovenia per la prossima estate. Questo anticipo intende
favorire quella fascia di clientela che desidera prenotare per tempo le
stesse strutture o, addirittura, le stesse camere o appartamenti occupati lo
scorso anno, senza correre il rischio di trovarli già occupati. E in più con
il beneficio degli sconti e delle agevolazioni riservati a quanti prenotano
in anticipo. Le prenotazioni possono avvenire anche tramite i sistemi
Amadeus, Sabre, Sigma e Worldspan nonché, per le agenzie abilitate, tramite
il sito internet www.aviomar.it il tutto con notevole risparmio di tempo e
di costi; le prenotazioni effettuate tramite rete godono infatti di una
apposita over commission. La programmazione Marestate Aviomar 2002,
contenente circa un migliaio di strutture tra alberghi, villaggi, case e
residence e completamente visionabile sul sito internet, si presenta
ripartita nei cataloghi In Club, Italia Hotels e Villaggi, Italia Case e
Residence, Elba, Corsica, Costa Azzurra e Croazia-Slovenia. Attivo dalla
stessa data anche il booking relativo ai restanti cataloghi Aviomar: Cina,
Libia, Madagascar, Benessere e Vacanze, Benessere e Vacanze Emilia-Romagna,
Neve, Montagna. Denominatore comune per tutti la formula "Soddisfatti o
Rimborsati", quella "Vacanze Sicure" con assicurazione medica gratuita e
polizza contro annullamenti e modifiche forzose del prenotato e infine le
vacanze con pagamento rateale mediante il finanziamento Prestitempo. A
garanzia dei propri cataloghi la qualità dei prodotti Aviomar è certificata
da Uni Es Iso 9001 per i servizi di tour operator e la progettazione di
cataloghi per il turismo individuale, tra le prime ad essere eseguita in
Italia su un'azienda del settore turistico.
ORTOMAC, LA "PRIMA VOLTA" DEGLI ORTAGGI
Milano, 28 gennaio 2002 - Dal 24 al 26 gennaio si è tenuto a Cesena il primo
Salone specializzato per l¹orticoltura, "nato" da Macfrut Soddisfazione
dei 150 espositori, 6.500 visitatori - Convegni di alto livello a cura del
Crpv - Premio per l¹innovazione La filiera ha affrontato il problema del
caro ortaggi Ortaggi alla ribalta non solo per la "questione prezzo", in
quanto per la prima volta sono stati protagonisti di una rassegna
specializzata. Ortomac (Cesena 24-26 gennaio 2002) ha posto l¹accento su un
settore di grande rilevanza sia per i ³numeri² che per l'importanza dal
punto di vista alimentare (più verdura, dicono gli oncologi, salvaguarda dai
tumori). "Mancava, in Italia, una fiera specializzata sull'orticoltura
-sostiene Domenico Scarpellini, presidente di Agri Cesena- così abbiamo
deciso di "scorporare" il settore orticolo da Macfrut creando un
appuntamento specifico, che, oltre ad essere una "vetrina" commerciale, sia
un punto di riferimento tecnico-produttivo in cui si forniscano soluzioni e
stimoli per lo sviluppo del comparto e una spinta al consumo". I risultati
premiano Agri Cesena. 6.500 visitatori nelle tre giornate, la quasi totalità
operatori professionali provenienti da tutta Italia (dalla Sicilia al
Veneto, al Piemonte) e si sono visti anche un gruppo di francesi e alcuni
spagnoli. Fra i 150 espositori c¹è soddisfazione, contatti e qualche
contratto hanno dimostrato la potenzialità e la validità della formula di un
appuntamento ad alta specializzazione. Alto anche il livello degli incontri,
dei convegni e delle tavole rotonde, la cui organizzazione scientifica è
stata affidata al Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali) di Cesena. A
Ortomac si è affrontato il problema del caro ortaggi. Rappresentanti della
produzione (Apofruit, Apoconerpo, Apo-Fruttadoro, AgriBologna), della
distribuzione (Conad), della vendita all'ingrosso e al dettaglio (Acmo,
Fida) e dei consumatori (Associazione Consumatori Utenti) hanno partecipato
a una Tavola Rotonda, da cui è emerso che l¹agricoltura (fabbrica all¹aria
aperta) risente delle emergenze climatiche (gelo, siccità, sovrabbondanza o
calo di produzione) e tanto maggiore tale influenza è negli ortaggi (a pieno
campo e in serra). Le regole del mercato indicano che troppo prodotto
abbassa i prezzi, così come la scarsità porta a un aumento.
L'emergenza-rincaro ha ancora un volta messo in evidenza la mancanza di
sinergia e di logiche di sistema tra le componenti della filiera orticola
nel nostro Paese, che, incapaci di operate in un fronte unito, non hanno
saputo dare risposte a un consumatore disorientato e confuso, che così si è
rivolto alla Gdo e al prodotto surgelato. Ma gli ortaggi surgelati non
possono costituire una reale alternativa al fresco per evidenti ragioni di
quantità. Rimane il problema, di dare maggiore informazione sul
prodotto-ortaggio a un consumatore disinformato, e che non conosce i
meccanismi e i processi che determinano la formazione dei prezzi. Produzione
e consumi orticoli - La produzione mondiale di ortaggi è di 1.034 milioni di
tons. Primeggia l¹Asia (66%), seguita da Europa (15%), Nord e Centro America
(8%) e Africa (7%). Nella Ue gli ortaggi sono circa 55 milioni di
tonnellate, l¹Italia è leader con il 27,9% e precede Spagna (21,8%) e
Francia (14,3%). La produzione italiana di ortaggi nel 2001 è stimata in
15,8 milioni di tons, con una Produzione Lorda Vendibile di 3,62 miliardi di
Euro e un fatturato di 8,26 miliardi di Euro. Le rilevazioni dell¹Osservatorio
dei Consumi Ortofrutticoli delle famiglie italiane, realizzato da Iha per
Agri Cesena, denotano che nel 2001 (primi 10 mesi: gennaio-ottobre) i nuclei
familiari hanno acquistato 4.999.480 tons di ortaggi freschi, pari a un
0,4% sull¹analogo periodo del 2000. Se si considerano anche gli ortaggi
surgelati il calo è del -0,18% (fresco + surgelato 5.186.804 tons nel 2000 e
5.177.299 nel 2001). Nel 2001 (gennaio-ottobre) l¹acquisto medio di ortaggi
freschi è stato di 242 kg per famiglia (243 del 2000). Aumenta del +2% la
spesa: nel 2001 (gennaio-ottobre) sono stati spesi 11.717,08 miliardi di
lire (6,05 milioni di Euro) a fronte di 11.485,38 miliardi di lire (5,92
milioni di Euro) del 2000. L¹incremento della spesa è del +2,42% se si
sommano freschi e surgelati, con 12.761 miliardi di lire (6.590,5 milioni di
Euro) per il 2001. Gli acquisti in iper, super e self service passa dal 33%
del 2000 al 34% del 2001 in quantità e dal 37,5 al 39,1% in valore. Cala il
"peso" del negozio tradizionale (dal 24,7 al 23,5% in volume e dal 25,2 al
23,8% in valore). In leggera crescita gli acquisti da ambulanti e mercati
(dal 38,9% del 2000 al 39,6% del 2001 in volume e dal 33,9% al 34% in
valore). Cresce l¹acquisto degli ortaggi surgelati: +6,7% in volume e +7,3%
in valore nei primi dieci mesi del 2001 sul 2000 (gennaio-ottobre). Le
famiglie italiane hanno comprato ortaggi surgelati per 177.519 tons nel 2001
(166.724 nel 2000), pari a 1.044 miliardi di lire (539,2 milioni di Euro)
nel 2001 (972,9 miliardi di lire -502,4 milioni di Euro- nel 2000). Ogni
nucleo familiare ha comprato in media 9,9 kg di ortaggi surgelati (9,6 kg
nel 2000). Il 73,1 in volume e il 74,4% in valore dei surgelati sono
acquistati in Iper, supermercati e self service. I negozi tradizionali sono
all¹8%, i discount al 9,2% e gli ambulanti al 9,7% per quantità e,
rispettivamente, al 9,4%, 5,5% e 9,9% in valore. Il Premio Ortomac
L'Informatore Agrario - Al fine di valorizzare le innovazioni di meccanica,
mezzi tecnici e selezioni vegetali del settore orticolo è stato istituito il
premio "Ortomac-L'Informatore Agrario². "Abbiamo istituito questo
riconoscimento sottolinea Scarpellini- per stimolare e porre l¹attenzione
sull¹innovazione. Non solo, ma abbiamo articolato il Premio in quattro
Settori, allo scopo di puntare sulle innovazioni che permettano di diminuire
i costi attraverso tecnologie". Il Premio è rientrato nella collaborazione
che attorno a Ortomac si è venuta a creare fra il settimanale L¹Informatore
Agrario e Agri Cesena. Sono stati assegnati quattro premi (uno per settore)
e quattro menzioni speciali, fra 45 aziende espositrici che avevano
presentato le proprie schede.
CONFCOMMERCIO SU INFLAZIONE E VENDITE:NESSUN ARROTONDAMENTO "ANOMALO"
DURANTE IL CHANGE-OVER ARRIVA LA GELATA SUI CONSUMI
Milano, 28 gennaio 2002 - Nessun comportamento scorretto da parte degli
imprenditori della distribuzione durante il change-over; vera e propria
gelata sui consumi che registrano per la prima volta uno stop, dopo un lungo
periodo di crescita modesta ma costante, anche della grande distribuzione:
questo il commento del Centro Studi di Confcommercio sulle vendite al
dettaglio di novembre rese note dall'Istat e sull'inflazione di gennaio
relativa alle città campione. Il dato sull'inflazione diffuso oggi conferma
l'Italia come un paese virtuoso, smentendo tutti i profeti di sventura e in
linea con le dinamiche "normali" del primo mese dell'anno e sembra
riflettere principalmente gli aumenti tradizionali di alcuni beni e servizi
di pubblica utilità. Le preoccupazioni di quanti vedevano nel changeover un
possibile elemento inflazionistico sono state smentite, sottolineando da un
lato l'eccessivo allarmismo fatto anche da alcune associazioni dei
consumatori sui rincari dei prezzi e dall'altro il comportamento molto
responsabile ed attento assunto dagli operatori della distribuzione e della
ristorazione. Gelata sui consumi invece per le vendite di novembre. Il
valore delle vendite, del commercio al dettaglio in sede fissa depurato
della variazione dei prezzi dell'aggregato dei soli beni, pari all'1,7%,
evidenzia una flessione dell'ordine dello 0,2%. Nella media degli undici
mesi dell'anno si registra una contrazione più consistente del fatturato
commerciale in quantità, dell'ordine dello 0,6%, rispetto al periodo
gennaio-novembre 2000, esattamente come per la media gennaio-ottobre. Pur
riproponendosi - prosegue il Centro Studi di Confcommercio - l'ormai tipica
forbice tra piccola e grande impresa, per la prima volta anche la grande
distribuzione (6 addetti ed oltre) mostra segni di sensibile rallentamento,
con un incremento delle quantità vendute di circa l'1,0%, di fatto una
frenata, rispetto ai tassi di crescita registrati nel 2000.
COMMERCIO: VENDITE AL DETTAGLIO SOTTO ZERO PER PMI. INTERVENIRE PER
MODERNIZZARE SETTORE
Roma, 28 gennaio 2002 - Gelata anche per le vendite al dettaglio delle
piccole imprese. In novembre, infatti, al netto dell'inflazione il dato
diffuso oggi dall'Istat indica un andamento sotto zero per le imprese
commerciali di piccole dimensioni sia per le vendite di prodotti alimentari
(-1,5%), che per quelli non alimentari (-0,7%) mentre la grande
distribuzione continua a registrare incrementi. L'economia italiana, già
piuttosto affannata, ha registrato a causa dell'exploit del terrorismo
un'ulteriore frenata. In questa situazione è evidente che il settore
commerciale, ed in particolare le Pmi, hanno bisogno di crescere, di
specializzarsi e di associarsi per affrontare la crisi e per poter competere
con la grande distribuzione. Questi obiettivi, però, sono raggiungibili
soltanto mettendo in campo adeguati interventi pubblici per la
modernizzazione del settore.
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